22 sfumature di Lista – I liberi battitori.

Continuiamo a parlare della grandinata di liste piovuta su Rimini e lo facciamo con quelli che, almeno per il momento, non sono apparentati con nessuno..

Rimini People.

E’ la lista cui appartengo, il mio conflitto di interessi  e, lo dico in tutta sincerità, sono dei pazzi. Non se ne tengono una, non importa quanto scomoda possa essere. Hanno come stella polare una sola cosa: le persone. Dentro ci sono tutti. Commercialisti, dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, politici in pensione, un ex cinque stelle (io) innamorato del motto “nessuno deve rimanere indietro”, movimentisti del sociale, molte esperienze politiche di sinistra, studenti, giovani laureati, novelli italiani diversamente colorati e chi più ne ha più ne metta. Tutti seguono Mara Marani e Mara ha una parola per tutti, ma la cosa più bella è che i Rimini People non hanno bisogno di nessuna posizione di convenienza. Sono contro il razzismo, sono per l’accoglienza, non discriminano nessuno per colore, religione, orientamento sessuale. Mettono in pratica queste convinzioni ogni giorno, fuor dal politichese, perché la politica è vivere degnamente la propria città ogni giorno. Nessun atteggiamento di maniera… anzi, se siete tra quelli che invece amano discriminare e praticare lo sciovinismo, non vi sbagliate, non votateli. Il vostro voto non gli mancherà. Così doveva essere il Movimento.

Fronte Nazionale per l’Italia

Il nome lascia pochi dubbi sull’orientamento, ma, se ciò non bastasse, il candidato sindaco di questa lista è Marina Mascioni . Ex Consigliere Provinciale e pasionaria del centro destra, più destra che centro. Ha fatto parte di An e del PDL, ma alla fine è andata in rotta per le posizioni troppo morbide dei suoi. Oggi scommette sulla famiglia (quella del mulino bianco) e sull’incostituzionalità dell’Islam (?!). Che dire… ognuno ha i suoi obbiettivi.  Resterà sola nella sua corsa al fondamentalismo identitario? Non lo sappiamo, ma all’orizzonte è spuntato qualcuno che sarebbe bene presentargli.

Popolo della Famiglia

Ecco qui l’anima gemella della Mascioni. Questa lista però va spiegata bene. Popolo della famiglia è la lista con la quale Mario Adinolfi si presenta come candidato al Campidoglio. Chi è Adinolfi? Potrebbe bastare  sapere che è il tale che è riuscito a far incazzare Fabio Volo, durante una trasmissione radiofonica, per aver sostenuto che Kung Fu Panda non può avere due papà…. ma si perderebbero alcune sfumature. Nella sua carriera è passato dall’essere Democristiano a Piddino di matrice Renziana. “Bella forza”, direte voi, ma è passato anche per il PPI (Partito Popolare Italiano), per Weltroni e per Franceschini.  Ama la Mamma, la Croce, la donna sottomessa e per lui cose come aborto, eutanasia e matrimonio omosessuale non sono altro che falsi miti della modernità. Come non essere attratti da un quadretto così intrigante? A Rimini non ha potuto resistere Ada Addolorata di Campi, fondatrice dell’Associazione Vittime della Uno Bianca, recentemente candidata con NCD (qualsiasi cosa sia) per il ruolo di consigliere regionale, occasione in cui incassò gli auguri persino di Gnassi e Nadia “Civivo” Rossi, ma non i voti necessari.

Forza Nuova

Ahahahahahahah

Rimini in Comune

Rimini in Comune è praticamente la lista di Rifondazione. Tra le sue fila troviamo due delle più grosse stampelle di Gnassi: Savio “logorrea” Galvani, l’uomo che con un solo discorso ti condanna all’epistassi, e Sara “Parafango” Visintin. Non capite male, “parafango” non è riferito al suo aspetto fisico che, al contrario, è grazioso e minuto, ma al compito che ha avuto per 4 anni e sei mesi del mandato Gnassi. Tutti i Comitati che si sono fatti portatori di una qualsiasi istanza la conoscono bene, visto che dove il Sindaco non sapeva che pesci pigliare veniva messa  lei a perdere tempo, con la formula magica “Stiamo ponderando e valutando”.  Se volete saperne di più chiedete  informazioni al Comitato per il Teleriscaldamento, o anche, se volete, al suo stesso comitato di provenienza, il Comitato dell’Acqua, che ha visto Sara e Savio in barriera per conto del Sindaco, fino al giorno prima di dimettersi dalla maggioranza… per sopraggiunta morte della credibilità. Incredibile fu il ritiro della firma di Galvani dal consiglio tematico sull’Acqua Pubblica, per dare modo e tempo al PD di farsi i fatti suoi. Sui banchetti consiliari ci sono ancora i segni delle mascelle cadute a diversi componenti dell’Opposizione.

Con queste 5 liste siamo arrivati a 11. Coraggio, ancora una decina e siamo quasi fuori dal tunnel (to be continued…)

dado

 

@DadoCardone

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La paura del PD e la mano tesa di Pantaleoni.

Domenica di riposo? Non per la politica. Le sinistre di Rimini (se ancora così si possono chiamare) hanno i nervi  pezzi. La campagna elettorale è cominciata ufficialmente con il confronto TV Piccari vs Tamburini, finito impietosamente per il piddino. KO tecnico alla prima ripresa.

All’improvviso il Partito Democratico si rende conto che la realtà è fuori dal Consiglio Comunale, che i cantieri elettorali non faranno vincere la sfida al primo turno e tutto ciò mentre il misterioso candidato del Movimento incombe. E’ evidente che l’unica cosa che possono fare è buttarla in rissa, ma è altrettanto evidente che persone cresciute nell’assenza totale di qualsiasi confronto, più che menare,  graffiano e tirano i capelli.

Dalla pagina del PD di Rimini (178 mi piace totali con gli account fatti fare alle nonne) parte un post, scritto male, con un fotomontaggio, fatto male e diffamatorio, in cui si accusa il Movimento di qualsiasi cosa. Ovviamente dopo aver elencato i soliti luoghi comuni, cui non credono neanche più loro.  Il post potete leggerlo qui, se non vi viene il mal di mare prima di averlo terminato. Per amore di verità ci teniamo a rilevare solo un passaggio, perché trattasi d’infamità.

L’unica cosa che Giulia Sarti e Raffaella Sensoli hanno manifestato è stata la loro solidarietà a delle persone senza un tetto, partecipando ad un convivio di sostegno, organizzato dagli stessi homeless. Tra l’altro hanno servito ai tavoli, senza cercar di mettere il cappello su nulla. Due ragazze veramente in gamba, da cui i fantomatici difensori dei valori di sinistra dovrebbero prendere esempio per riguadagnare un po’ di dignità.

A proposito di sedicenti paladini della sinistra. Anche qualcun altro oltre al PD (partito defunto) ha pensato male di sfruttare l’occasione di visibilità e, dopo una legislatura passata a far da spalla ai Demokrat, si trovano ancora una volta d’accordo con loro. Il PRC, o Federazione delle Sinistre, o qualsiasi cosa sia, si associa nei fatti al comunicato Dem per attaccare il Movimento sui social. Il destino è strano però e proprio quando Paolo Pantaleoni (segretario provinciale di Rifondazione) si convince di aver preso l’onda giusta, arriva la scoppola. Il suo ridicolo attacco viene annullato da un utente Facebook,  che lo ha avuto come compagno di scuola, con queste parole:

“A Paolo Pantaleoni dico che il tempo sarà anche passato, ma io non ho mai incontrato uno più fascista di lui… praticamente a scuola passava il tempo a salutare romanamente anche i banchi e le sedie… coerenza questa sconosciuta.”

Che dire. Niente.. non so se sia nemmeno il caso di ridere. Fatto sta che dopo il post rimosso da Facebook in cui si chiedeva : “Ma non è ora che impicchino i due marò?” , il social network non sembra essere l’ambiente naturale di questo minus haben della politica. A dire il vero neanche la segreteria che ricopre sembra essergli molto consona. Dopo 5 anni di legislatura, con un Assessore e un Consigliere in Maggioranza nel Consiglio Comunale di Rimini, dalla comoda seduta nel CDA della Fiera, non è riuscito a portare a casa nemmeno una delle cose su cui Rifondazione si è spesa elettoralmente, a parte l’odio per i Grillini ovviamente.  La domanda a Rifondazione sorge spontanea: vi sentite veramente rappresentati da un ex fascista che riesce a farsi notare solo per le figure infelici che fa su Facebook? Contenti voi.

Comunque il messaggio è chiaro: PD e Rifondazione Comunista (o quel che è) sono sempre stati e continuano ad essere contigui nell’azione e nell’insipienza politica. Ognuno tragga le sue conclusioni. La Campagna elettorale è partita, chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza.

P.S.

“Lei non ha capito niente perché è un uomo medio. Un uomo medio è un mostro, un pericoloso delinquente, conformista, razzista, schiavista, qualunquista.”  [Pier Paolo Pasolini]

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@DadoCardone

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Un buco nell’Acqua (Pubblica)

22032011_006La decisione è presa. Il PD, forse spinto da pressioni che non può o gli frega poco di sostenere, ha deciso di mandare a gara Europea la distribuzione dell’acqua. L’ha fatto nel modo più sciocco: vantandosi di quanto fosse efficace la gestione pubblica per la raccolta, ma dichiarando il pubblico incapace alla distribuzione.

Motivazioni che stonano e che non riescono a spiegare, né a nascondere, una gara tagliata su misura per Hera SPA. Dopo aver presentato uno studio di fattibilità in cui nelle premesse lo stesso redattore, SCOA, non si assume la responsabilità di ciò che ha scritto, il Sindaco Giannini, coordinatore del locale ATERSIR (Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti), ha elencato le caratteristiche che la gara avrà.

Sarà una gara Europea, come ovvio che sia, ma, affinché a nessuno, oltre ad Hera, venga in mente di partecipare veramente, l’affidamento sarà di soli 8 anni. Volete che non si trovi in Europa un’aziendina disposta a contendere un servizio, alla politicamente appollaiata monopolista locale, investendo cifre superiori a 100 milioni di euro, senza avere il tempo di recuperare nemmeno le spese? Badate bene, non lo dico io che non c’è margine, lo dice lo stesso Giannini (circa al ventesimo minuto del suo intervento in Consiglio Comunale), che fa una valutazione di 20 anni. Quindi pioveranno richieste, perché notoriamente chi ha a disposizione più di cento milioni è un cretino.

Sarà una gara europea anche perché, per scongiurare il fatto che qualcuno potesse proporre di vendere le azioni Hera e con quelle pagarsi la struttura “in House”,  il Comune di Rimini, tramite Rimini Holding, ha aderito al patto di sindacato di primo livello di Hera, secondo il quale le sue azioni non possono essere vendute per almeno tre anni.  Punto, set, partita.

Giacché tutto era stato deciso prima dell’incontro a noi di Citizen non resta dare un po’ di voti ai partecipanti alla nostra maniera.

Stefano Giannini: il Sindaco di Misano chiama in causa la pragmatica per spiegare i motivi secondo i quali il servizio di distribuzione deve essere assegnato con la gara su misura. Vi chiederete: ha citato Aristotele? John Locke? Non proprio. Ha detto (e cito testualmente): “Che sia Franza, che sia Spagna, la tariffa l’è sempre cumpagna”. Non so di chi sia questa perla di saggezza, ma non da proprio l’idea di qualcosa di pragmatico. Oltre che dalla pragmatica si è lasciato tentare anche dal culto dell’Io modello Nietzsche, assegnandosi una medaglia d’oro per il suo ruolo di Signore delle Acque. Non ha annunciato che “Dio è morto”, ma la lingua Italiana, in qualche passaggio stretto dal dialetto, se l’è vista brutta.  Voto: 4. Palmiro Cangini (ma antipatico).

Simone Bertozzi. Aveva già deciso da tempo di astenersi, ma l’unica cosa certa uscita dall’intervento in Consiglio è stata la sua interpretazione dell’astenuto. Pare infatti che,  secondo il giovane Consigliere dei Padulli, si astenga chi ha una posizione perfettamente nel mezzo ed infatti, nei minuti a sua disposizione ha detto tutto e il contrario di tutto. Inopportuno come un tanga da uomo… perfettamente in mezzo, ma c’è roba che avanza. Dobbiamo annotare però che questa volta è l’unico dei playmobil a non rimanere con la mano alzata per dovere di parte. Le vecchie foto sotto la bandiera dell’Acqua l’avranno commosso. Voto: 6 di incoraggiamento. Equilibrista (“Prego, cammini sulla linea”).

Gianluca Tamburini. Quattro anni e sei mesi di Consiglio Comunale l’hanno temprato più delle docce di un carcere. Non si china a raccogliere niente. Porta avanti la battaglia dell’Acqua senza tentennare, rispedendo al mittente ogni ipocrisia e non lasciandosi disturbare dalla Giunta in versione Santanchè. Non perde la calma nemmeno all’ennesima commedia di Savio Logorrea Galvani, che cita Parma più di Pizzarotti. Voto: 8+. Leone. (la potenza non è nulla senza il controllo).

Savio Galvani. Ormai lo chiamano Er Monnezza, perché in Consiglio è capace di parlare solo del trattamento dei rifiuti di Parma (e ora di Livorno). L’unica cosa che abbia mai portato in Consiglio, che non gli sia stata suggerita da qualcun altro, è la mozione che impegnava il Comune di Rimini a lottare contro gli F35… e si sa quanto Rimini conti in questi casi. La battaglia per l’Acqua pubblica, che gli aveva generosamente donato un assessore e un posto a edere nella Sala dell’Aquila, ha ricevuto in cambio un comportamento pavido e, addirittura, il ritiro della firma da un Consiglio Tematico per dare il tempo al PD di presentare qualcosa di più “comodo”. Voto: zero. Gollum pentito (il mio tessoro, il mio tessoro e poi… Sticazzi)

Samuele Zerbini. Ha esordito dicendo che per lui (parafrasando) il Referendum per l’acqua è stato una stronzata e, se avesse anche specificato che il PD non ha la forza politica di opporsi ad Hera, mi sarei  alzato in piedi ad applaudire. Stavolta però il Lato oscuro della Forza, seppur coerente come già lo era stato con il TRC, ha fatto cilecca nelle conclusioni. Il teorema è stato infatti quello secondo il quale quando c’è una gara il migliore vince. Vero… a parte il fatto che in questa gara c’è un unico partecipante. Una fallacia logica di cui ha approfittato Tamburini che glielo ha fatto notare durante l’intervento. Poi un imbarazzante dialogo col sordo che non vuol sentire.

“Partecipa solo uno”

“Certo vince solo uno”

“No! Non vince solo uno: partecipa solo uno!”

E via così. Notevole anche la disputa con Galvani, nel quale a modi sfottò ha invocato la privatizzazione del Grano. Voto 6-, AH! se solo si fosse completamente abbandonato al lato oscuro… Darth Zerbin.

Andrea Gnassi. Un delirio. Una supercazzola indigeribile, in un unico piano sequenza, indirizzata totalmente al Movimento 5 Stelle, nella quale cerca di dimostrare di non essere succube di Hera. Lo fa in una maniera politicamente sempliciotta. Cerca di far intendere che se Hera partecipa ai superpiani, come il PSBO, è merito della caratura di questa Giunta. Arriva anche a citare il “No” del Consiglio di Rimini alla Fusione Hera-Acegas come una tattica per far capire al gestore che la “pagnotta” se la doveva guadagnare. I più attenti ricorderanno che quel “No” fu dato a giochi già fatti, quando Rimini non contava più nulla, giusto per non disturbare. Spiega un sacco di cose, ma non il perché se le fogne le paghiamo col bilancio e con la bolletta, il lavoro lo deve fare per forza Hera. Voto: N.C. Pindaro (“Scusa… mi sono distratto un’ora fa. Dicevi?)

P.S.

Una nota mica tanto a margine. Il Primo Cittadini, cercando di difendere la sedicente posizione anticemento, quasi confessa che il supermercato APE, quello che doveva essere sostituito dal nuovo Conad, rimane dov’è. Parlando del nuovo Conad in via della Fiera dice (testuale): “ […] E’ un centro commerciale di prossimità che andrà a integrare sostituire quello di via Euterpe”. Integrare o sostituire? Sono due cose molto diverse e le conseguenze del primo caso sono piuttosto importanti.

@DadoCardone

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Povera Rimini

David LaChapelle, The Deluge, 2006
David LaChapelle, The Deluge, 2006

Se Rimini dovesse essere valutata per la classe politica che l’amministra probabilmente sarebbe necessario farla andare in concordato,  come si fa per le aziende in odore di fallimento. Fortunatamente un po’ di rendita storica è stata accumulata, ma quanto durerà?

L’Epoca Romana, il Rinascimento, l’Epopea del Turismo e il molto citato, ma parecchio ignorato, Fellini, hanno messo in cassaforte parecchi crediti. Purtroppo però tutta la potenzialità costruita con il sacrificio di molti è stata sputtanata da due ondate anomale di pessima umanità. Il primo guaio sono stati quasi 70 anni di cattocomunismo dove gli interessi di fascisti, cattolici e comunisti si sono incrociati sotto l’egida di scaltri amministratori, che hanno distribuito poltrone come inno al loro personale potere. Arrivati con il fiato corto a ridosso della globalizzazione e dei calci in culo europei,  con sottofondo di Troika, i tenutari si sono fatti sostituire dal secondo e, se possibile, più pernicioso guaio: I ragazzini.

Una classe politica cresciuta nell’assenza del confronto, che si trova in estremo disagio con i mezzi imposti dalla Democrazia e comunica solo a suon di slogan, ha fatto precipitare Rimini in un incubo di paralisi POP, un conato anni ‘80 sia per quanto riguarda la comunicazione, sia nell’atteggiamento trash di genesi delle idee.

La Rimini dell’accoglienza e di Fellini si è rinchiusa in un sentimento sciovinista per non guardare ai suoi problemi. Degrado, declino, atarassia indotta tramite ipnosi da aperitivo. “Li vedi i colori pop? Stiamo facendo, non ti preoccupare di quello che senti dai gufi, loro si lamentano, ma non fanno proposte. Tu segui i colori pop, magari non arrivi all’illuminazione, ma all’aperitivo ci arrivi di sicuro. Cestino pop, rotonda pop, cantiere pop, fila dritto e… toh! Una festa tutta rosa! Cosa ti avevamo detto?”

Bisognerebbe che i riminesi andassero ad assistere ad un Consiglio Comunale per capire a chi hanno dato in mano i loro destini. Troverebbero una maggioranza che annuisce e alza la mano a comando, senza conoscere nulla di ciò che vota, solo per non attirare la contrarietà di un vanitoso che spende 100 mila euro (dei tuoi) per farsi una foto con Cattelan. Poi però se gli dici qualcosa spalancano gli occhi e gridano “attentato alla cultura!

Cultura?! Ma, la Cultura è conoscenza, è un’offerta dell’uomo ai suoi dei, è un sistema di saperi, è tradizione di conoscenze di una Comunità, cosa ci fa la parola cultura in bocca ad un emulo del Trota, che tempesta la sua vita social di foto di aperitivi e mette le mani avanti ogni due parole quando cerca di esprimere l’opinione del suo padrone. E vogliamo parlare della parola: Politica? Si può fare politica solamente alzando e abbassando una mano a comando? Veramente… dovreste venire in Consiglio Comunale e vedere le scene mute, gli sguardi bassi, come si tormentano le dita, come passano il tempo a pulire quella piccola macchia sul banchetto, o a fare lunghissime ricerche sui loro cellulari. Quando ho cominciato a seguire i Consigli sapevo i loro nomi… me li hanno fatti dimenticare tutti. Ricordo solo quello di quei due ragazzini che abbaiano a comando. Uno si fa salire la pressione e balbetta ogni volta che interviene, l’altro mette dei numeri in ogni discorso nella sua interpretazione di “colui che sa“. Entrambi tifano per l’inconsistenza ben apparecchiata del loro capobastone e parlano solo delle proposte non fatte dal Movimento.. non sono stati attenti neanche in quello, ma quando metti un ragazzo a fare il lavoro di un uomo…

A dire il vero mi ricordo anche un’altro nome. Savio Logorrea Galvani, l’uomo che sussurrava al PD (sussurrava rispettosamente ovviamente). Se mai vi foste chiesti perché la sinistrina totalizzi percentuali elettorali prossime allo zero, dovevate osservare questo esemplare all’opera. Anche se secondo me sarebbe stato più opportuno chiedersi come fa un’entità politica con un consenso elettorale così ridicolo a riservarsi un assessore, un posto nel CDA della Fiera e una poltrona da dirigente all’Acer.

Teleriscaldati, TRC, Acqua Pubblica, Mercato bisettimanale, Centri Sociali, privatizzazioni SGR, tariffe maggiorate Hera per pacchetti chiavi in mano da pagare vita natura durante per la gioia di tutta la Provincia…. non c’è stata una sola battaglia per cui FDS (Federazione delle Sconfitte) e i loro rappresentarti istituzionali non si siano messi a priori dalla parte del PD o non abbiano rappresentato finte opposizioni di comodo. Ah però… non gli parlare di Pizzarotti da Parma che gli girano gli zebedei a vortice.  Anche adesso, che Galvani è stato messo all’opposizione dalla sua stessa ignavia, appoggia senza riserve il PD guadagnandosi sperticate lodi pubbliche dai due ragazzini di cui sopra. Anche perché diversamente la “Maggioranza” non avrebbe i numeri per sopravvivere.

Ma cos’è sta roba? Cioè Rimini deve essere realmente amministrata da un Vanesio, due ragazzini, un paggetto e 14 fantasmi? Vogliamo parlare della Giunta poi? Si è fatto un gran parlare della Spending Review, ma la ricetta era a portata di mano e l’ha indicata proprio la Giunta Gnassi. Due poltrone da Assessore libere e mai più riconsiderate… evidentemente non così utili. Peccato solo essersene accorti dopo 4 anni, visto che costano 40 mila euro all’anno ciascuna. Con quei soldi ci venivano tanti servizi fotografici per il Taglianastri: un anno con Oliviero Toscani, l’anno dopo con David LaChapelle e via così.  A proposito di poltrone inutili…. ma esattamente Irina Imola è Assessore a che cosa? No, perché con i soldini del suo stipendio ci viene un magnifico Andy Gnassi Warhol da mettere al casello di Rimini Nord.

Riminesi riprendetevi la Città, per carità. Questi, quando hanno finito di fare danni, operano la transumanza delle poltrone, ma a voi restano guai grossi (colorati pop). Quando la politica è debole le Mafie prendono il sopravvento… è inevitabile.

P.S.

“A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?” [Totò]

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Gnassi contro gli ambulanti.

IMG-20150712-WA0009Apro questo pezzo, che poi è solo un breve aggiornamento di quanto già pubblicato ieri, precisando che: se fosse dipeso da me la scena dell’oggettistica da mare in Consiglio Comunale non sarebbe andata in onda. Scrivo questo non tanto per rispetto dell’Istituzione, ampiamente e drammaticamente vilipesa dall’assenza di decoro politico del Partito Democratico, quanto per il fatto che qualcuno qualcosa nel merito lo aveva da dire, ma così va a finire che si ricorderà solo il secchiello di Gennaro Mauro.
Questo Consiglio poteva essere ricordato per la totale assenza di consapevolezza della Maggioranza, che non ha prodotto alcunché, perlomeno nessun intervento che facesse intendere la minima consapevolezza di ciò su cui si apprestavano a deliberare … ma questa non è una novità. Degni di nota (negativa) i balbettanti interventi del Consigliere Bertozzi, in evidente confusione con la sua vita su Facebook. Se ci fossero annali che raccolgono cazzate di politici in erba sarebbero introdotte dalla sua frase di oggi: “Le amministrazioni devono parlare con le categorie, non con i comitati di protesta”. Un signore del pubblico, commerciante, non ambulante, dopo l’enunciato si è girato verso di me stupito esclamando:“Ma chi è che fanno parlare … questi sono ragazzini!”. Certo, nulla a che vedere con la maturità politica del Consigliere Tamburini che, ancora una volta, mette in fila tutti i nodi della questione, facendosi rimbalzare addosso le bambinesche invettive di chi ha fatto della pochezza il suo credo politico.
Questo Consiglio, forse, poteva essere ricordato per il feroce scontro tra un Sindaco arrogante e dei cittadini esasperati, che avranno pure il loro interessi particolari da difendere, ma non per questo sono meno degni di essere rappresentati. Se in Consiglio si fossero fischiati i falli di reazione Gnassi sarebbe stato espulso immediatamente. Fortunatamente per lui c’è un pessimo Presidente del Consiglio Comunale, Vincenzo Gallo, a coprirgli le sclerate.
Questo Consiglio Comunale doveva essere ricordato sicuramente per la sua illegittimità. Nessuno ha saputo definire quale fosse la natura dell’urgenza della convocazione, neanche la Dott.ssa Chiodarelli, Segretario Generale, che ha semplicemente chiosato sul fatto che la decisione avesse carattere di merito e non di legittimità. Come dire … decidiamo noi quello che è urgente.

Insomma, ce ne erano di cose da ricordare piuttosto che un po’ di ammennicoli da turismo marittimo. Qualcuno sostiene che anche così si portano alla ribalta le proprie questioni, forse avrà ragione, ma domani (oggi) sul giornale ci saranno titoli tipo “Spiaggia Garampi”, “Bagno Garampi”, o chi sa che altro invece che doverosi: “Folla urla Buffone al Sindaco” e “Maggioranza a pezzi, Consigli d’emergenza per avere i numeri”.
P.S.
A beneficio d’archivio. Galvani, fresco d’opposizione, si è astenuto e poi ha votato “sì” all’immediata eseguibilità … proprio non ce la fa a votargli contro al PD. Dovrebbe essere più accorto, il capo ultimamente scrive a proposito d’impiccagioni.
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@DadoCardone

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Domino di Poltrone

III-internazionale-by-AngeloIl PRC (qualsiasi cosa esso sia) lascia la Giunta e la maggioranza, ne da triste annuncio… l’opposizione. Sara e Savio, mestamente preparano i bagagli e vi ripongono una falce ed un martello, praticamente nuovi, mai usati.
L’analisi di questa decisione si può ottenere da molti punti di vista. Per i protagonisti si tratta di coerenza. Per il Sindaco di Rimini al contrario sono decisioni che rispecchiano linee nazionali e non il disaccordo con la sua azione che, come tutti sanno, è limpida come acqua di fonte. A noi di Citizen invece sembra un po’ la storia di Aron Ralston l’alpinista che rimase 5 giorni con un braccio schiacciato sotto un masso e, per sopravvivere, se lo amputò da solo.
Romantico pensare che la politica attuale si basi sulle idee e la semplice incoerenza possa far cadere una posizione. Se così fosse ci vorrebbe un vigile solo per regolare il traffico da una sponda all’altra del Consiglio Comunale. La realtà è che la politica si basa sulle poltrone e le poltrone sul consenso, per una sorta di proprietà transitiva perdendo consenso si perdono anche le poltrone.
La pavida azione dei rappresentanti PRC nelle istituzioni riminesi ha avuto come conseguenza la caduta verticale di qualsiasi tipo di consenso. Le velleità ambientali dell’assessorato Visintin si sono infrante sui pacchetti chiavi in mano Hera e i tavoli di tortura ai teleriscaldati, dopo quattro anni, hanno resto antipatico il verbo ponderare, il resto è banale mantenimento dell’operatività. Galvani invece, oratore da epistassi, è famoso per aver combattuto gli F35, che il Comune di Rimini non aveva ordinato, e per la sua fissazione compulsiva contro Pizzarotti. Entrambi nei temi principali della loro (supposta) azione politica, tipo la ripubblicizzazione dell’acqua, sono svenuti con la mano alzata.
Si dirà (si è detto) che i fatti di Casa Madiba hanno reso impossibile la già difficile convivenza con il Partito Democratico, il cui parlamentare di riferimento ci manca poco che inciti al manganello. La realtà però, almeno secondo il nostro punto di vista, è che i fatti in oggetto hanno solo velocizzato una decisione che comunque andava presa per la questione consensi & poltrone. Dagli accadimenti di queste ultime settimane è risultato molto chiaro quanto poco il PRC poteva fare per quello che, nei loro pensieri, era il bacino di consensi di riferimento. Un paio di dichiarazioni sulle occupazioni e nessuna azione, incisiva o meno che fosse, tanto è vero che per i quotidiani locali è risultata più papabile l’accorata difesa della pasionaria Prof. Mara Marani (non a torto).
La conseguenza sarà ovviamente una tornata elettorale, per altro molto vicina, nel più totale anonimato e la perdita di qualsiasi tipo di influenza. Tanto vale simulare l’atto eroico e immolarsi sul primo altare disponibile per recuperare coerenza. Via la poltrona di Giunta a Visintin (PRC), via la poltrona nel CDA della Fiera a Paolo Pantaleoni (segretario PRC), nessuna ricandidatura per Cesare Mangianti (PRC) alla Presidenza dell’ACER (Azienda Casa Emilia Romagna Provincia Di Rimini). Galvani non ha nulla a cui rinunciare, va solo a far parte dell’opposizione a cui tanto si è opposto tra NCD, FI, Fratelli D’Italia e gli odiati Grillini (che brutta fine).
Funzionerà l’operazione “amputazione”? Aron Ralston dopo 127 ore capì che il braccio ormai era perso e se lo staccò a colpi di coltello, tornò a casa ed oggi, grazie ad una protesi, può ancora scalare. Rifondazione Comunista ha capito che dirsi ispirati da Carl Marx dopo quattro anni convintamente al fianco dell’Aperisindaco fa parecchio ridere, da tagliarsi c’erano solo le p…oltrone. Forse un giorno torneranno a sedersi (magari quando passa il bruciore).

P.S.

Non a tutti è sfuggito lo sfogo del Primo Cittadino, durante un litigio a telecamere puntate, nel quale afferma che “qualcuno” della Sinistra chiude gli occhi rispetto a false dichiarazioni dei redditi di inquilini ERP per mantenere le poltrone degli enti che gestiscono le assegnazioni. Non è che serve la palla di cristallo della zingara per interpretare l’accusa, visto che l’Ente in oggetto è solo uno. Pare che a Rimini ci siano verifiche meno dovute di altre.

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@DadoCardone

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Che Piovve.

fatimaFinché l’Emergenza Abitativa era un affare di carte e conti che non tornano è stato molto facile tenerla lontana dalla coscienza delle persone normoabitanti. Rimini ha abbastanza castelli fantasma da poter ospitare moltitudini senza dare nell’occhio, se non fino ad agosto quando sulla battigia si abbatte l’onda nera dei Vu Cumprà, con la sfumatura caramello bangladese. A quel punto la gente si agita, ma pochi si chiedono dove dormono quelle centinaia di persone.

Adesso però la questione è diversa. A forza di mettere la polvere sotto il tappeto alla fine ci inciampi, così come è successo. Coloro che coprono le mancanze dell’Amministrazione sono stati costretti a nuove occupazioni per esaudire le richieste d’aiuto, condizione necessaria e sufficiente per far cadere tutti gli asini dal cielo.

Penso che la totalità dei miei lettori, qualsiasi sia il loro credo politico, sebbene siano eterogenei riguardo alle soluzioni, siano d’accordo sul fatto che se a Rimini muore  gente di stenti siamo di fronte ad un grosso problema.  Nonostante questa sembri un’affermazione di senso logico nella realtà dei fatti i sei morti di quest’inverno hanno smosso le coscienze di pochi, se non altro di molti meno rispetto a coloro che si sono incazzati per la violazione di una proprietà privata …. tra cui molti saranno stati  quelli che sfiaccolavano col Sindaco per i morti dei barconi qualche settimana fa.  Capisco comunque che sia più facile dimostrarsi solidali con qualcuno che è morto a mille km da casa tua, se non altro perché il problema si è risolto da solo e nessuno dei trapassati verrà a guardare con cupidigia le nostre porte di casa.

In questo senso, nel parere di chi scrive, l’azione di Casa Madiba Network è stata dirimente e, se pure si possa non essere d’accordo sul metodo, nulla va tolto al merito. Da più di una settimana ormai i riminesi, quelli usciti vivi dalla rianimazione perlomeno, stanno parlando dell’emergenza abitativa, ognuno con la sua sensibilità, credo, grado culturale e convincimento. Ne stanno parlando tanto che anche la politica deve ora tenerne conto.

Già… la politica. Dopo l’occupazione della palazzina dell’Enel, che per una settimana era stata elevata da posto per farsi un buco a ricovero per senzatetto, la politica aveva solo due possibilità di scelta: mediare o reagire. La terza, la più comoda, fare finta di niente, gli era stata tolta. La scelta, ovvia per un’Amministrazione guidata da un Sindaco che deve le sue fortune alle rendite di famiglia, è stata allinearsi ai benpensanti e reagire.

Da dopo lo sgombero dei due immobili in via Dario Campana nessuno può più fare finta nemmeno che la questione non sia politica. Neppure Savio Galvani e Sara Visintin, che in passato con l’Acqua Pubblica hanno ingoiato dei bei rosponi, possono più far finta di essere in forza ad un’amministrazione di sinistra ed infatti oggi, sui quotidiani, si cominciano a fare gli opportuni distinguo. Anche questo è un fatto di notevole importanza. Intendiamoci … non che io creda nella risolutezza di alcuni pavidi rappresentanti della sinistra consiliare, ma questo assieme al fatto che la destra non abbia avuto in sostanza nulla da dire sulle decisioni prese, restituisce un quadro meglio delineato. E’ importante eliminare le zone grigie dal perimetro d’azione, perché sono quelle che più favoriscono la mala politica.

Ricapitolando. A Rimini l’Emergenza Abitativa fa morti per le strade, i ragazzi di Casa Madiba occupano per soddisfare la richiesta inevasa d’aiuto, il Sindaco di Rimini (con abile storno alla Procura) affronta la questione facendo chiudere vecchie e nuove occupazioni. Ora c’è più gente per strada. In mezzo potete metterci tutti i perché, i forse, i però e i se che volete, ma Rimini oggi è peggiore di ieri.

La domanda a questo punto è: visto che il problema non affonderà, scomparendo come fanno ogni tanto i barconi degli indesiderati, e dunque potrà solo crescere d’intensità, cosa intendiamo fare? Prima di fantasticare di confini armati a difesa delle proprietà private consiglierei a tutti di considerare quanto tempo libero hanno per montare Cavalli di Frisia. L’unico muro che quest’Amministrazione riesce ad alzare è quello del TRC.

P.S.

Quelli che sostengono che se i ragazzi di Casa Madiba ci tengono tanto ai senzatetto se li possono portare a casa, sappiano che l’hanno fatto.  Adesso, se volete, parliamo di coerenza.

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@DadoCardone

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Bastava un grillino.

regione13Una piccola premessa. Ho sempre sostenuto che l’approccio del cittadino con le Istituzioni è inibito da una specie di soggezione ereditata dal passato. Una volta, quando la politica era un’ indecifrabile stele che pochi sapevano leggere, questa suggestione aveva anche motivo di esistere. Oggi però le cose sono diverse. Se pensate che, per fare un esempio, il rappresentante medio di un Consiglio Comunale va dalla truffa accaparra gettone al semplice ruolo di segnaposto, capite bene che bisognerebbe riconsiderare la questione.

Ho citato il Consiglio Comunale e mi sovvengono immediatamente eletti (?) del calibro di Bertozzi, Morolli, Galvani, dediti perlopiù all’incespicamento neuronale e , ne converrete, se mai ci fosse stato un sentimento di soggezione passa all’istante.  L’esempio si ripete come in una specie di frattale da Matteo Renzi, con il suo Governo di precari, alla Regione, con Aree Vaste di cui nessuno ha pianificato nulla (se non le poltrone).  Quello che servirebbe dunque è solo un po’ di attenzione in più da parte dei cittadini per i propri interessi.

Nei giorni scorsi la Consigliera Regionale Raffaella Sensoli, del Movimento 5 Stelle, è stata oggetto di un’inusuale attenzione da parte di diversi utenti social media. Il Consigliere in questione è Vicepresidente della Commissione Regionale sulla Sanità, quella sanità in cui ci vantiamo di essere i migliori, ma che anche qui in Emilia Romagna nasconde dei sostanziosi ossari negli armadi (vedi l’Arcispedale di Cona). Le attenzioni, da Comacchio a Rimini, puntavano, com’era facile leggere tra le righe, alla delegittimazione … a dirla proprio tutta era più che altro un’azione sconclusionata portata avanti da teste di rapa, facile da parare anche per chi è appena entrato nei giochi della politica.

La domanda però, al di là dell’azione sminchiata, resta. Perché tanta attenzione? L’arcano (chiamiamolo così se no poi si deprimono del tutto) era la seduta di ieri mercoledì 25 marzo. All’ordine del giorno tre risoluzioni sulla Sanità. Una della stessa Sensoli, che, secondo la Decreto Balduzzi, vuole l’applicazione delle norme che si applicano alle aree “disagiate” per l’ospedale di Novafeltria, una di Galeazzo Bignami che chiedeva la stessa cosa per l’ospedale Franchini di Santarcangelo e una del PD che vaneggiava di percorsi partecipati e non altrimenti identificate supercazzole. Sugli spalti una delegazione del Comitato nato per protestare contro la chiusura degli ospedali in questione. In Parole povere si parlava di casi specifici che l’Auslona fa fatica a prevedere in quanto malcelato Risiko di poltrone.. per il resto: Sticazzi.

Quello che forse avevano previsto, ma che sicuramente non hanno saputo arginare, è stata proprio la tempra della Sensoli che dalla mattina, alla chiusura dei lavori, ha rintuzzato e delegittimato qualsiasi tentativo di menare il can per l’Aia, alzando i toni, sventolando prove, denunciando le manovre e provocando ovazioni da parte del pubblico intervenuto. Dall’altra parte Pruccoli che cercava correttezza politica nelle crepe del PD e Nadia Rossi che faticava a tenere il segno di quello che le avevano scritto.

A conclusione della giornata, dopo aver denunciato il depotenziamento del San Camillo di Comacchio per coprire lo scandalo di Cona, usato le dichiarazioni del Megadirigente Carradori per dimostrare che non esistono piani di programmazione ospedaliera ed aver battibeccato fuori e dentro i microfoni con Bonaccini, Raffaella è riuscita a farsi votare all’unanimità l’emendamento da lei proposto e a far prendere al Presidente della Regione l’impegno di non permettere la chiusura per gli ospedali della Valmarecchia.

Ecco fatto. Come si diceva, all’inizio di questo pezzo, la soggezione nei confronti di questa classe politica è decisamente malriposta. Cresciuti nell’assenza totale del confronto, fanno il gioco di qualche vecchio marpione che distribuisce poltrone e potere, mentre tutti si limitano ad un dannoso mantenimento dello status. Ogni volta che vengono affrontati si sgretolano, basta un grillino … anche se questa volta era una grillina, che ha fatto strabuzzare gli occhi a tutto il Parlamento Regionale.

P.S.

#DajeRaffa

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@DadoCardone

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Acqua Pubblica? La pioggia non basta?

acquaCome volevasi dimostrare. Questa volta però non ci sentiamo bravi. Il cammino verso la gara pubblica per l’assegnazione dell’acqua a Hera procede senza intoppi, ma anche senza particolari colpi di genio da parte dei suoi sostenitori. A Rimini non v’è certo astuzia politica, già prima scarseggiava, ora però, ispirati dal Renzi nazionale che tiene per i cosiddetti un Parlamento di precari, si va tranquillamente avanti a colpi di maggioranza, senza alcuna considerazione dei rispettivi ruoli di garanzia.

Parliamo del Consiglio Tematico sull’Acqua Pubblica, quello prima irritualmente inserito come fosse un punto di un normale Consiglio Comunale e poi spostato su richiesta di Galvani, firmatario poco convinto. Il vantaggio di Savio? Non trenta danari, ma la possibilità di produrre un ordine del giorno che la maggioranza potesse votare senza incorrere in pericoli di riapertura della discussione.  Il punto è e rimane che un Referendum ha stabilito che dall’acqua non si potesse trarre profitto, ma questo non è un problema del Partito Democratico. Adesso poi che abbiamo dichiarato guerra alla Libia non è che ci possiamo perdere in pinzillacchere …. Dobbiamo vincere “E VINCEREMO!” (cit.)

Lasciando però perdere per un attimo il PD e le sue aspirazioni politiche vorremmo sottolineare il comportamento di Savio Galvani e Sara Visintin i quali, dopo aver preso tutti i vantaggi elettorali possibili dalla battaglia in oggetto, hanno scaricato questione e coscienza con posizioni farlocche, neppure troppo astute. Il loro gioco si è basato integralmente su un ordine del giorno che parlava (come avevamo anticipato una settimana prima) di “percorsi partecipati” e studi di fattibilità. Domanda: ma un Assessore che ha basato le sue fortune (?) politiche sulla ripubblicizzazione dell’acqua, a quasi quattro anni dall’inizio del mandato, non dovrebbe averli già nelle mani questi studi? Ricordiamo che a Luglio Atersir (Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti) deciderà se mettere a gara (o meglio di mettere a gara) la gestione dell’acqua.

Gli attacchi più duri si sono consumati proprio all’indirizzo dell’Assessore all’Ambiente che, con espressione visibilmente trasfigurata dallo stress, ha risposto nel peggior modo possibile. Un lungo intervento in cui ha parlato di acqua forse negli ultimi due minuti, ma che per il resto ha dipinto come suoi interventi platealmente facenti parte del pacchetto “Hera chiavi in mano”. Come le fogne.  Dell’acqua ha semplicemente detto che ci sono degli studi e che era tempo di approfondire sulla possibilità di gestirla “in House”. Gli studi devono essere segretissimi, giacché nessuno li ha mai visti nemmeno in Atersir , e il tempo di approfondire è più scaduto del tempo delle mele.

Insomma il dado è tratto. Il Consiglio Comunale, grazie alla manovretta del partituccio stampella, è fuori dai giochi. A nulla è valso nemmeno il sub-emendamento del Movimento 5 Stelle che impegnava a tempistiche certe e “amici” Hera fuori dagli studi di fattibilità. Bocciatura telefonata. Il PD era così poco preoccupato di eventuali colpi di scena che il Primo Cittadino ha persino trovato il tempo per sgridare il suo capogruppo, Mattia (Sitz!) Morolli, su altre questioni. Davanti a tutti. Giusto per far capire che le crocchette le compra lui.

irina imolaA battaglia persa non rimane altro che assegnare la Legion d’Onore a chi se la merita. La prima citazione è per Fabio Pazzaglia che dopo un periodo di lieve appannamento è ritornato perfettamente al centro del suo ruolo, anche con un certo piacere rispetto alla puzza d’incoerenza che arriva dall’altra sponda. La seconda citazione va a Gianluca Tamburini che interpreta il ruolo da capogruppo alla perfezione, trattenendo i suoi fino a quando non si vede il bianco degli occhi del nemico e lavorando ai fianchi l’assessore di turno nei fuorionda di Icaro TV. Menzione d’onore anche per Samuele Zerbini che voleva il NO al Referendum ed ha tenuto coerentemente fede alla sua posizione, perché anche il lato oscuro della forza ha bisogno di disciplina. Felicitazioni per il terzo intervento quadriennale di Simone Bertozzi, sembrava un post di Facebook, ma nessuno ha mai vinto il Pulitzer con un intervento nel Consiglio Comunale di quel puntino sull’asse dell’Adriatico. Infine, ma non ultima, menzione specialissima per Irina Imola che con la sua maglia luccicante ed abbagliante ha regalato un tocco Seventies ad una brutta pagina della politica riminese. L’impressione era quella di un ologramma dello Studio 54 proiettato a cazzo in un Consiglio Comunale. Grazie Irina, di cuore.

P.S.

A chi del Comitato Acqua Pubblica credeva che evitando il contrasto ci sarebbe stata speranza. Adesso sapete come stanno le cose. La distribuzione senza profitto c’è già, si chiama pioggia.

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@DadoCardone

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Morte Democratica e finti comunisti.

acquaAvete 5 minuti di tempo? Vi voglio raccontare una bella favola. E’ la favola del Comitato dell’Acqua Pubblica e di come a Rimini si sia fatto strumentalizzare da Sara Visintin e Savio Galvani. Un’ipotesi? Non direi visto quello che è successo giovedì sera, ma giudicate voi. Ecco i fatti, con una piccola premessa.

Il tutto comincia nel 2011. Un giovane e promettente (nel senso che ha promesso qualsiasi cosa) Sindaco viene eletto con un contributo non indifferente dei voti del Comitato per l’Acqua Pubblica, il comitato che lotta per far rispettare il Referendum decretante  l’acqua e la sua gestione  in mani pubbliche.

Catalizzatrice del favore del comitato una certa Sara, che quando scrive cita addirittura i contadini di Di Vittorio, una vera compagna insomma. Sembra perfetta per soddisfare la voglia di sinistra dell’ormai democristiano PD. Come premio l’Assessorato all’Ambiente, effetti collaterali  Savio Galvani in Consiglio Comunale.

In molti si accorgono che Sara Visintin fa molta fatica a stare dalla parte dei vessati. Sarà finta sinistra o debolezza Costituzionale? I primi ad accorgersi che l’Assessore all’ambiente è usato a modi parafanghi sono i Teleriscaldati che vengono menati per l’aia, o meglio nei il tavoli tecnici, per un’infinità di tempo. Non sono i soli e la faccenda diventa piuttosto evidente quando ai tavoli Atersir ( Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti) l’Assessora parla ben poco, mentre la voce forte sembra quella del suo accompagnatore… Sergio Funelli, Capogabinetto del Sindaco, ma anche dipendente Hera in aspettativa. Va da sé che i finti comunisti possono sopportare disinvoltamente questo piccolo conflitto di interesse, infatti ne la Visintin si ribella, ne Galvani interroga (e di questo gliene sono grati i nasi sanguinanti a causa sue apologie del nulla).

Arriva però, come in ogni storia che si rispetti, il giorno della resa dei conti. La Maggioranza di cui fanno parte Savio e Sara decide che il Referendum sull’Acqua è come un consiglio d’amore: te lo chiedo, ma poi faccio come voglio. L’acqua pubblica è un fruttuoso concetto da usare durante le elezioni, ma poi è meglio fare una bella gara ad evidenza pubblica, così la gestione se la piglia Santa Madre Hera e c’è meno da faticare per tutti. Cosa fare?

Pubblicamente i “Comunisti per caso” sostengono l’acqua pubblica come sempre, anche se alle conferenze stampa fanno discorsi molto tentennanti, cosa di cui nel caso di Galvani non si accorge nessuno per ovvi motivi di inefficacia dialettica. Poi però qualcuno rompe le uova nel paniere. Il cattivone si chiama Fabio Pazzaglia, lui sì di sinistra e lui sì interessato al risultato del Referendum, tanto da chiedere ed ottenere sette firme per avere un Consiglio Tematico sull’Acqua Pubblica. La settima delle firme è proprio di Galvani che, per ovvi motivi di pretesa coerenza, è costretto a dare il suo appoggio suicida.

A questo punto la situazione si complica. Sara e Savio per rispettare la loro posizione pubblica dovrebbero uscire dalla maggioranza, soprattutto facendolo prima dell’approvazione del bilancio. Questa cosa non fa comodo né a “Federazione delle Sinistre ma non troppo”, né al PD che tra alluvioni, Aeroporti falliti e conti che non tornano sta sudando 7 camicie per cercare slogan che risolvano tutto. Che fare? In prima istanza, tramite il pessimo Presidente del Consiglio Comunale Gallo Bifronte, il Consiglio Tematico viene posizionato come fosse un punto qualsiasi da discutere in mezzo ad altre delibere, cosa irrituale ed inusuale. Ciò però non basta, perché le minoranze sono decise a trattare la questione e neanche se Galvani riuscisse a ritirare la sua firma, facendo una figuraccia solo su Icaro TV, non cambierebbe nulla. Di firme ne bastano sei.

Il Partito Democratico (qualsiasi cosa esso sia) si cimenta dunque nella sua pratica preferita, far saltare ancora una volta la pratica democratica, tanto la Democrazia sembra ormai essere solo un simpatico orpello da logo politico. Lo stesso Galvani interviene sull’ordine dei lavori chiedendo un rinvio e facendoselo votare dalla Maggioranza. Motivazione: per trattarlo meglio, con più tempo. In questa maniera la “Federazione delle Stranezze” potrà produrre un ordine del giorno, finora mancante, accomodante… qualcosa che il PD possa votare senza rovinare la festa a nessuno, magari un bel “percorso partecipativo” di teleriscaldata memoria, una di quelle cose che Hera teme tantissimo. (Brrrrr)

Detto fatto. Gallo Bifronte fa il palo agevolando la sottrazione di Consiglio Tematico, la maggioranza vota a testa bassa. Probabilmente qualcuno di loro si è persino reso conto di quello che stava succedendo, non Morolli, si capiva dallo sguardo da cernia e la “scimmia” da microfono. Alla Minoranza non resta che abbandonare l’aula e lasciare che nell’altra sponda continuino a martoriare da soli quella poveraccia della Democrazia.  Solo Eraldo Giudici (PDL) resta a guardare… ognuno ha i suoi feticismi, o i suoi vantaggi. Fine.

Questi sono i fatti e questo è il modo in cui il Comitato per l’Acqua Pubblica è stato vergognosamente usato. Meno male che è rimasto Pazzaglia a rappresentare quel che resta della Sinistra, dipendesse da Savio e Sara all’inizio del Consiglio Comunale,  al posto dell’Inno, dovrebbero suonare il De Profundis.

P.S.

Aspettiamo con ansia il nome della lista Visintin- Galvani per le prossime elezioni del 2016. Io ho già lo slogan: toccatemi tutto, anche l’acqua… ma non la mia poltrona. Spero sarà  apprezzato il mio sforzo di non descrivere i protagonisti di questa storia con i veri aggettivi che avevo in mente.

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@DadoCarone

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