Rimini prima nella classifica del Crimine? Dev’essere un errore.

E niente. Rimini è ancora maglia nera del Crimine. Com’è possibile?

Eppure molto è stato fatto per migliorare questa città. Abbiamo speso più di cento milioni di euro per il TRC e un giorno sapremo anche a cosa serve. Abbiamo di fatto dimostrato che, sostituendo i semafori con rotonde e cartelloni colorati, il traffico non cala. Abbiamo rifatto le fogne costringendo l’acqua a salire verso monte, robe che neanche Mosè. Abbiamo regalato la possibilità di costruire un intero quartiere vista lago alla Conad, per alleviare le sofferenze di Cagnoni e per avere una piscin… no quella ancora no.  Abbiamo trasformato Piazza Malatesta in una piazza IKEA, senza una panchina, ne un cazzo di albero, ma con parcheggi riservati ai dirigenti del Teatro, perché, Vivaddio, abbiamo un teatro! L’abbiamo inaugurato dopo più di 70 anni e presto, forse già l’anno prossimo, toglieremo i posti da dove non si vede una minchia.

E che dire poi dell’innovativa idea di trasformare il centro, tra Fulgor e Castello, in una mostra diffusa dedicata al Maestro Fellini, l’immenso genio del cinema che il 90% dei nostri turisti pare abbia sentito nominare almeno una volta? Non parliamo però solo dell’imminente, parliamo anche di quello che già è stato fatto, come la piccola Venezia nel porto canale. Per godere di questa suggestiva vista non si è badato a spese, né a mura medioevali.

Potrei elencare tante altre iniziative di altrettanto successo, ma la domanda rimane sempre quella. Com’è possibile che una città così attiva, dinamica e protesa verso il bell’arredamento (la riqualificazione è ormai una pratica desueta), sia al primo posto anche di una classifica degradante come quella del Crimine?

Il nostro Primo Cittadino, perfetto rappresentante della Rimini da bere, non perde tempo a rassicurarci. Le rassicurazioni sono roba da mammolette e non servono né ai cortigiani, sempre pronti ad applaudire il  vate dell’apericena, né tanto meno al riminese indifferente, appunto perché non gli interessa. L’unico commento di Andrea Gnassi, allontanando con una manata dai nostri pensieri questa classifica, come fosse forfora da una giacca scura, è che si tratta di un errore proporzionale. Rimini, in estate, cresce enormemente di popolazione e, dunque, i dati sono falsati.

E sia. E’ un errore di proporzioni, anche se il nostro amato Sindaco contribuisce personalmente ad aumentare questa proporzione facendosi denunciare frequentemente (perlomeno più frequentemente di me), per aver mandato a fanculo qualcuno in divisa (n.d.r. “a fanculo” è una figura retorica). Sì, un processo ci sarebbe anche per aver abusato del suo ufficio firmando una lettera di Patronage ad una società aeroportuale sull’orlo del precipizio, ma quelle sono quisquilie. L’ha fatto per il nostro bene e per l’indotto, cosa che ci induce alla clemenza… ma noi non siamo giudici, al limite possiamo perorare la sua causa in un bar, dopo aver letto solo il titolo grosso di un quotidiano. La presbiopia è la brutta bestia di cui nessuno tiene conto, soprattutto quando ci informa.

Ma poi, alla fine, a dispetto degli errori di proporzione, questa classifica ci fa anche un po’ piacere… dai. Nessuno lo dice, ma siamo tutti intimamente convinti che se Milano avesse il mare… sarebbe una piccola Rimini. Che ci frega di un po’ di criminalità, noi eccelliamo. Abbiamo la nostra piccola TAV, il TRC, abbiamo in nostro piccolo caso Alitalia, Aeradria, abbiamo persino la “gente bene” che si sfonda di coca e poi dice che non sapeva fosse reato condividerla con delle amiche. Abbiamo tutto e vogliamo pure il primo posto nella classifica del crimine, anche se fossimo costretti a riempirci di adolescenti che finiscono la serata svenendo nel loro stesso vomito, esche ideali per il malfattore in vacanza. Dovremmo vendere il pacchetto completo nelle agenzie turistiche.

“Questa è un’offerta rivolta a te, amico criminale. Sei stufo di quelle vacanze dove gente sobria sta attenta a tutto quello che fai, rendendoti antipatica la giornata? Da oggi c’è il pacchetto (K)Rimini. Goditi 15 giorni in mezzo a gente ubriaca dalle otto del mattino. Sono tutti fiduciosi, incoscienti, desiderosi di stupefacenti e, in notti particolari, indossano una maglietta rosa per farsi meglio riconoscere. Non sarà più un problema entrare da una finestra aperta, o fregarsi borsa e portafoglio alle coppiette al mare. E se a fine stagione dovesse rimanerti della droga… beh rivolgiti con fiducia alla “gente bene”, per loro è tutto legale! Pacchetto (K)Rimini: più che una vacanza, una stagione lavorativa.”

Io scherzo eh! Con questo non voglio dire che il crimine a Rimini sia favorito dal tipo di turismo che possiamo permetterci, dovendo riempire tante camere a poco prezzo. E non mi si attribuisca nemmeno l’idea che, con tanti posti abbandonati , il criminale trova facilmente ricoveri sicuri. E, dato che ci siamo, non voglio pensiate nemmeno che sostengo che un po’ di crimini li commette anche il caro turista ubriaco e last-minute. Poi non mi ci metto nemmeno a parlare dei crimini da colletto bianco che a Rimini…. Vabbeh,  non importa.

Rimini mi ha adottato da ormai quasi dieci anni, quindi mi sento in dovere di essere fiducioso nel mio Sindaco, perché la città sta cambiando, me lo dicono un sacco di cartelli. Vorrei però essere relativamente menefreghista, perché non è che tutti i cambiamenti mi devono interessare per forza e anche un po’ cortigiano… in fondo anch’io “tengo famiglia”. Non mi resta quindi che dichiarare che Rimini, se non ci fosse l’estate, avrebbe lo stesso tasso di criminalità di Seul.

@DadoCardone

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Cantieri Elettorali

piazza mazziniIl Cronoprogramma è stato perfettamente rispettato. Dopo quattro anni a dipingere righe gialle per terra l’ultimo anno del governo Gnassi è esploso in un bombardamento di cantieri a grappolo. I debiti sono stati  ricontrattati e allungati al 2040, aumentando così gli interessi che gravano sulla cittadinanza. Che dire… siamo pronti per essere nuovamente lardellati e messi a rosolare.

Oggi la cronaca annuncia 27 milioni di opere in arrivo. Ovviamente i soldi spesi non saranno proprio quelli, poiché alcuni lavori sono ad integrazione dei lavori della terza corsia (vedi rotonda Statale – Via Montescudo) ed altri oltrepassano il confine elettorale di maggio, cercando fidelizzazione dell’elettorato… come il muratore che se non lo paghi ti lascia le macerie in casa.

Attenzione però perché non è solo una questione di soldi. V’è anche il pericolo della compromissione di un equilibrio urbanistico già precario. Friburgo (vi ricorda qualcosa?) dagli anni ’70 investe risorse e impegno amministrativo nella mobilità, l’energia, il verde, l’urbanistica. Noi vorremmo cambiare l’urbanistica in un anno e senza un piano? Per quanto bravi a progettare nuove soluzioni possano essere gli uffici del Comune queste risentono del gap dell’errato sviluppo urbano  Riminese, dell’assenza di un vero piano urbano del traffico e di un sindaco che se dice ciclabile… beh, ciclabile deve essere.

Per essere chiari. Chi vi scrive vorrebbe non il centro, ma un mondo ciclabile. Purtroppo però la realtà è fatta di esigenze e se non si è in grado di coprirle la pista ciclabile diventa solo un atteggiamento, nulla più. Per essere ancora più chiari: se una madre che deve portare i bambini a scuola, andare a fare la spesa, assistere il suocero che in mattinata deve fare una colonscopia, riprendere i figli a scuola e preparare da mangiare entro l’una, trova sulla sua strada una ciclabile che sembra calata dall’alto come una punizione di Dio all’automobilista… beh… c’è caso che faccia una strage di ciclisti. Una ciclabile veramente utile dovrebbe accoppiarsi, perlomeno nell’intento, con la copertura delle altre esigenze.

CatturaSento però di non essere stato abbastanza chiaro ed allora faccio un esempio reale. Borgo S.Andrea, via Saffi. Superata la chiesa quella strada era normalmente un caos, perché un divieto di transito (fatto rispettare solo il sabato) e un semaforo troppo veloce incolonnavano tutti quelli che cercavano un varco dalla Statale alla circonvallazione interna. Prima, però, via Saffi era a due corsie e chi doveva aggirare la Parrocchia si disponeva sulla sinistra e proseguiva. Oggi non si può più. Habemus ciclabile.

IMG_20151214_161514Senza piani della mobilità a lunga scadenza, ma anche senza il necessario supporto culturale per certe operazioni, tutto ciò che si ottiene è un’improvvisazione. Una via come quella dell’esempio attraversa un Borgo con la sua vita e le sue piccole imprese che, formalmente, sono nel cuore di tutti, ma quando il mondo cambia sono i primi a pagarne il prezzo. Se oggi in prossimità del semaforo di via Saffi mettessero una centralina Arpa per il controllo dell’aria.. morirebbe. Strana conseguenza per una pista ciclabile, ma non l’unica. Il Commercio ne è gravemente ingiuriato poiché è stato inibito il passaggio occasionale e scoraggiato quello intenzionale. Tra l’altro la ciclabile non può essere nemmeno completa nella sua funzione, poiché viene usata come sosta veloce da spedizionieri, operatori ecologici e furbetti lastminute.

Insomma. Gli ultimi mesi della giunta Gnassi, con tutta l’ansia di un brutto risveglio dopo un letargo di 4 anni, potrebbero diventare un’ecatombe per una città come Rimini, che già parte con un enorme gap da disarmonico sviluppo.

P.S.

Se in Olanda, all’improvviso, scendessero tutti insieme dalle biciclette, credo che il paese sprofonderebbe. [Gino Bramieri]

@DadoCardone

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Rimini Criminale

polizia-controlli-notte-2Avete sentito del funerale di Casamonica a Roma? Scandaloso vero? Una cerimonia in pompa magna con un tale sfoggio di ricchezza per un Boss, proprio nella Roma di Mafia Capitale. E’ invece no, è solo gossip assimilabile alla notizia di chi si tromba quest’anno il figlio di Gigi D’Alessio e, come tale, è distrazione. L’unica cosa che esprime quel funerale è la debolezza di un Estabilishment la cui reazione non merita considerazione, ma lo stesso funerale, avendo i mezzi ed essendo altrettanto cafone, lo avrei potuto ottenere anche per me.

Tra le pagine social si legge che molti anche a Rimini sono rimasti scandalizzati dalla cosa, però questa città non è messa meglio in quanto a criminalità. C’è chi non lo ha capito. C’è chi invece se ne rende conto, ma preferisce tacere per non rovinare l’immagine della “Miami de noialtri” proprio durante la stagione (anche se dopo non è che…); lo stesso concetto per cui si chiude un occhio verso il divieto di balneazione e la mattina dopo un forte temporale trovi allegre famigliole che si immergono nel Gange della nostra riva PostBefanizzata.

Questi silenti “per amor di campanile” forse dovrebbero capire che la maggior parte del turismo di Rimini approda da queste parti proprio per lo stato in cui ci troviamo e se proprio ci piace questo tipo di clientela dovremmo farlo sapere che siamo in mano alla criminalità, non nasconderlo.

Un episodio per chiarire il concetto. Luca è un ragazzo di Reggio Calabria, ha una ventina d’anni e, dagli occhi vispi, sembra non essere uno che se la dorme nella paglia. E’ a Rimini ospite di un amico d’infanzia, Santino, che ormai abita qui da anni. La sera dell’arrivo non si è voluto nemmeno riposare tanto era entusiasta di assaggiare il lungomare. La Movida, il divertimento, le femmine. La mattina dopo si sveglia scuotendo la testa e lo fa per tutto giorno raccontando a chiunque voglia ascoltare le sua perplessità.

“Ma quanta cazzo di droga c’è a Rimini..? Voglio dire.. io vengo da Reggio Calabria, che non è proprio un asilo nido per certe cose, ma una roba come qua a Rimini non mi era mai capitata. E’ tutto un: lo vuoi il fumo? la vuoi la coca? cristalli ne vuoi? hai una cartina? non ti lasciano fare un metro.”

Ora. Se vogliamo essere ingenui possiamo immaginare che tutti i pusher del lungomare siano freelance come giornalisti senza redazione, ma la verità la sappiamo bene e non possiamo far finta che dietro non ci siano delle organizzazioni come quella dei Casamonica. I recenti fatti del Coconuts dimostrano che non c’è proprio da scherzare.

Come mai c’è tanto spaccio? Il motivo è lo stesso per cui c’è tanta piccola criminalità, tanta prostituzione, tanta corruzione, tanta evasione, tanto strozzinaggio, tanto degrado ambientale, ci sono tanti senza tetto ed è anche lo stesso motivo per cui, nonostante Rimini sia storicamente luogo in cui le generazioni passate hanno molto risparmiato, la miseria avanza inesorabile.

Molti, pensando al motivo, staranno addossando la colpa all’Immigrato, che, come da programmazione neurale, è la fonte di tutti i mali. La verità però è che il motivo di tutto ciò è l’abbandono, contesto in cui certamente si inserisce anche chi, da immigrato, cerca mezzi alternativi per sopravvivere. Resta ora da stabilire chi è il colpevole dell’abbandono.

Certo esistono una serie di concause da considerare, ma, formalmente, c’è chi si assume certe responsabilità accettando cariche amministrative. I Sindaci, gli Assessori, le maggioranze hanno il dovere di ridistribuire secondo necessità il contributo dei cittadini, ovviamente tolta la quota parte che va allo stato e intercettati i vari finanziamenti statali e comunitari. La linea secondo cui lo fanno è quella che comunemente viene chiamata politica, se la politica applicata è inefficace bisogna ripassare sotto verifica popolare e non necessariamente aspettando la fine del mandato… anche se ci perderemmo al parte più bella, quella in cui dopo 4 anni di sonno profondo piovono cantieri (governo ladro).

La politica di Rimini favorisce l’abbandono e il degrado. Basta guardarsi in giro per capire che questo è un fatto, ma lasciate che provi a spiegare il motivo con un metaforico quesito. Avete in tasca tremila euro. La vostra casa ha la porta rotta al punto da non potersi chiudere e l’ingresso del vostro giardino è un luogo buio, facilmente accessibile. Cosa fate con i tremila euro? Aggiustate la porta e illuminate il giardino o vi comprate un televisore da 50 pollici? La scelta dell’Amministrazione Riminese è evidente. Tre feste, cartelloni ovunque, tanti selfie e via.

Si è puntato sulle cose sbagliate, probabilmente per mantenere promesse fatte a pochi, per niente funzionali alla salute della città. La famosa Destagionalizzazione, anche se avesse funzionato (non lo ha fatto), sarebbe stata solo una parte dell’economia Riminese, il turismo estivo non può essere ricondotto alla contingenza di un paio di eventi. Se devo fare mente locale rispetto a ciò che è stato fatto per il turismo ricordo: Notte Rosa, Gnassi in Cina, Notte Rosa, ciclabile strana, Notte Rosa, Io Info (persino il fratello ha tolto il cartonato fuori dal locale), Notte Rosa, Molo Street Parade, Notte Rosa, Manifesti di Cattelan. Foto, tante. AH! Dimenticavo… è stato accettato con l’inchino anche il pacchetto fognario chiavi in mano di Hera, che pagherà tutta la provincia e con il quale (leggasi talpone) sono riusciti a bloccarsi persino quelle quattro rotonde che si erano decisi a fare.

Poi ci sono le Vision, quelle tante. Le Visioni a quanto pare non sono foriere di vera programmazione sia turistica, che economica per la città. Il Centro è morto e noi facciamo Acquarena per Cagnoni. La Periferia è malamente servita e noi buttiamo risorse pubbliche nel TRC. La città è piena di luoghi abbandonati dove si raduna l’umanità disperata e noi, invece di riqualificare quei luoghi, buttiamo risorse su un teatro di cui si sapeva già essere costruito su reperti che avrebbero bloccato tutto. Tra l’altro chi riconverte quei luoghi, dove succede qualsiasi cosa, in case di accoglienza per l’emergenza abitativa viene cacciato a manganellate.

Rimini oggi è un posto che, a dispetto delle vision, ha un centro defunto, centinaia di aziende in fallimento e una politica turistica involutiva concentrata sul turismo d’accatto. Adolescenti (o poco più) che dopo essersi ubriacati e drogati vanno a farsi rapinare e violentare in una spiaggia buia. Un turismo che paga così poco da costringere gli albergatori ad abbassare i servizi, assumere schiavi o ad affittare a chiunque abbia contanti, anche sporchi, ma subito. Tra l’altro è così che arrivano i soci che nessuno vorrebbe mai nella vita, perché un albergo può avere un valore nominale di qualche milione di euro, ma se non lavora vale come una conigliera, solo chi ha interessi paralleli e risorse non convenzionali ci investe.

Mappa rapporti criminali Romagna_SanMarino_MarcheSo che sono cose che non si vorrebbero sentire mai della propria città, ma Rimini non più è la Capitale del Turismo, però sta diventando un polo significativo per la Criminalità, come illustra ampiamente l’ottimo lavoro di ricostruzione dei ragazzi del Gap.

P.S.

Avete mai visto come si svolgono i furti in spiaggia di notte? Quest’anno sono cresciuti molto. Agiscono in formazione di tre persone e usano la voglia di bagno notturno del turista. Uno va a distrarre le eventuali persone vicine alla riva, gli altri due rapidamente perlustrano lettini e mosconi dove la gente abitualmente nasconde vestiti, cellulari e soldi. Facile facile. Come lo so? Come so tutto il resto, basta fermarsi ed osservare.

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@DadoCardone

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Una Forza Nuova per il Sindaco.

IMG_20150516_171415In questi ultimi mesi il Primo Cittadino di Rimini sta perdendo colpi e questo nonostante si stia entrando nella sua stagione preferita, quella in cui qualche privato si assume la briga di organizzare un paio di feste delle quali poi lui si prende il merito.

Rimini, anche piena di rotonde e colori pop, non riesce a nascondere i suoi problemi più seri. Soprattutto per quanto riguarda l’emergenza abitativa l’imbellettamento non riesce a nascondere la totale inefficacia di un Sindaco presuppostamente di sinistra. Non bisogna lasciarsi ingannare dai soldi che Gloria Lisi dichiara impegnati in certe iniziative, di fatto per accedere a quelli serve un certo reddito base che chi ha problemi di trovare un tetto, anche provvisorio, proprio non può raggiungere.

Come rilanciare l’immagine del progressista di sinistra benedetto dalla storia partigiana? Una soluzione potrebbe essere andare a celebrare clandestinamente matrimoni gay nella Corea di Kim Jong-un, ma ammetto che sia un po’ scomodo. Per fortuna negli anni a Rimini si è creata una discreta collaborazione tra Forza Nuova e Andrea Gnassi. Nel senso che Forza Nuova , grazie al Primo Cittadino che si va ad intromettere nelle operazioni delle forze dell’ordine, riesce a fare casino con dieci persone e cinque bandiere, mentre in cambio il Taglianastri fa finta di essere antagonista delle forze del male.

Così anche ieri, all’entrata di Piazza Cavour, Gnassi, con la sua leggendaria simpatia e savoir faire, è andato a prendersi a male parole con lo sparuto gruppo di manifestanti. Una provocazione bella e buona che ha complicato il lavoro delle Forze di Polizia, successivamente al confronto, con il Sindaco ancora ansimante per avergliene cantate quattro, un gruppetto di manifestanti ha rotto le fila correndo allegramente verso Piazza Tre Martiri.

Eh sì. Le fiaccolate per i morti in mare non bastano più, soprattutto se ti fai fotografare mentre smessaggi con il cellulare durante la pretesa solidarietà. Una recita, ma non per il cellulare in se stesso (magari gli stavano comunicando l’emozionante notizia che il Titilla avrebbe fatto una festa all’Aeroporto), più che altro perché dove ci sono i vivi di quelle traversate in mare gli si staccano le utenze.

A proposito di manifestazioni, migranti ed emergenza abitativa. Ricordo non troppo tempo fa una bella giornata di sole in cui qualche centinaio persone, tra cui diversi riminesi, anche molto giovani, hanno manifestato proprio per l’emergenza abitativa. Lì il Sindaco non si è nemmeno affacciato, perché va bene essere di sinistra, ma non per davvero. D’altronde il suo pensiero l’ha chiaramente espresso quella volta in Consiglio Comunale nella quale, ad un cittadino, con evidente cadenza del sud Italia, che reclamava il diritto di parola in quanto proprietario di immobile e regolare pagatore di tasse, rispose: “porta rispetto che non sei a casa tua”. Questa frase, presa pari pari, potrebbe essere scritta su uno striscione di Forza Nuova.

P.S.

Ci si sbaglierà raramente, attribuendo le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all’abitudine e quelle meschine alla paura.” [Nietzsche]

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@DadoCardone

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Ce l’hai un nome per questo?

filaIl 7 di maggio Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini, presenterà alle Associazioni e agli Ordini Professionali di Rimini le Delibere del Movimento 5 Stelle e del Referente, Gruppo di Lavoro Urbanistica, Fausto Battistel. Per cause facilmente accertabili il Movimento non è stato invitato.

Quali sono queste cause? Vedete … è una questione un po’ complicata. L’idea è sì stata presentata tramite delibere approvate nel Consiglio Comunale del 17 ottobre 2013, ma per una questione tecnica non potevano essere attuate. Qualche malizioso potrebbe pensare che la questione tecnica fosse l’appartenenza al M5S…. ma non è così. Pare infatti che adesso, tramite la bacchetta magica dello Sblocca Italia, si possa. Il Governo mica da solo il permesso di trivellare l’Adriatico, di finire i cantieri della ‘Ndrangheta e riempire gli inceneritori di mondezza di altri territori che non differenziano. No. Il Governo dei Precari pensa pure all’attuabilità delle delibere 5 Stelle, ma proprio tutte: frazionamento delle unità immobiliari di grandi dimensioni in centro, recupero sottotetti etc. etc.

C’è però ancora un piccolo problema, sempre tecnico per carità. Siccome lo sblocco è merito del miracolo Renziano le delibere non possono essere più del Movimento. Per gli ignoranti che non capiscono certe cose farò un esempio più pratico. Lo “Sblocca Italia” è un po’ come se fosse un Tana libera tutti, tutti i catturati tornano liberi e chi contava prima è ancora sotto. Ora il Primo Cittadino di Rimini, dopo essersi perso fra le sue rotonde, ha trovato nuovo vigore per dichiararsi Paladino dell’anticemento. L’unico sforzo che doveva fare era trovare un nome carino e credetemi … dopo la cappella del Rimining non era per nulla facile. Rinnova Rimini. Si può usare come hashtag, fa progressista e non impegna. Sarete d’accordo che il nome è quanto serve, il resto sono quisquilie.

Anch’io ho un hashtag da lanciare si chiama #PDeincolla e descrive perfettamente la tendenza generale del Partito Democratico, non solo quello di Rimini, ma di questo oggi ci occupiamo. Comunque sia il Movimento di Rimini non perde tempo a lusingarsi, a chiedere i diritti d’autore o conquibus per la consulenza, fa una cosa diversa, ma molto più significativa. Giacché l’idea era sua, surclassa se stesso con un progetto spettacolare, una rivoluzione per Rimini, oltre che una potentissima azione culturale.

Rimini Reboot (1)Sarà mostrato ed illustrato l’8 e il 9 di maggio presso la Cineteca Gambalunga e la Galleria dell’Immagine. Una Mostra e una Conferenza dal titolo “Rimini Reboot – Riprogetta Rimini” in cui si arriverà alla fine di un progetto di urbanistica durato mesi. Altissime competenze, innumerevoli ore di lavoro e pratiche scevre della tipica presupponenza politica hanno prodotto qualcosa di unico.  Chi vi scrive, essendo stato in qualche modo parte del progetto, si sente di consigliare ai lettori di queste righe la partecipazione all’evento, soprattutto per rendersi conto della differenza tra un lavoro di professionisti sinceramente ispirati e produttori di slide, che ormai non sono più buone nemmeno per prendere un finanziamento a San Marino. Fidatevi, per questo faran fatica a trovare un nome.

Nei prossimi giorni scriverò più diffusamente dell’iniziativa. Per adesso vi voglio lasciare con una domanda: può una città rinnovare se stessa, guadagnandoci in risorse, bellezza, integrazione e fruibilità? Un consiglio … per provare a rispondere al quesito bisognerebbe eliminare il PD dal quadro generale.

P.S.

“La nomina dell’on. Aldo Aniasi a presidente della Commissione Cultura di Montecitorio ha suscitato perplessità e critiche, a nostro avviso del tutto infondate. Aniasi è effettivamente un uomo colto. Anche se mai sul fatto.”  [Indro Montanelli]

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@DadoCardone

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Suona e scappa.

suona e scappaLo dico subito. Intendo fare pressione sulla Giunta perché sia garantito il diritto delle nonne di fare la maglia al parco. Come dite? Ovvio che si può?! Eh no, con l’attuale Primo Cittadino, dovreste saperlo, le cose ovvie sono solo quelle che lui ratifica.

Mi riferisco alla lettera agli Amministratori di Condominio con cui si modifica (?) il Regolamento della Polizia Municipale, per fare in modo che i bambini possano usare i cortili dei condomini per giocare. E’ un’altra Gnassata o il povero Andrea è stato un bambino infelice e non ha mai saputo che dall’Antica Roma i bambini fanno un po’ come cazzo gli pare.

La ragione più ovvia a questa lettera è la figura barbina, votata di recente in Consiglio Comunale, con cui attualmente ci dovrebbero essere degli agenti della Municipale che chiedono i documenti a bambini che giocano a palla, per capire se hanno l’età per farlo o meno. Per inciso: una cappella elettorale di dimensioni enormi.

Potrebbe anche essere però che il Sindaco non abbia vissuto la sua infanzia in maniera adeguata e il suo percorso di vita (suo e dell’Assessore Sadegholvaad) non l’abbia portato a relazionarsi con degli infanti. Giacché chi vi scrive ha vissuto una bella infanzia con ginocchia sanguinanti ed anziani sequestratori di palloni, proverà ora in poche righe a spiegare quel periodo di vita ai dispersi nello slogan.

I bambini, tutti i bambini, se non soverchiati dalla prepotenza degli adulti educatori, sono dei fuorilegge. Non temono i richiami dei loro genitori, le massime autorità per quanto ne sanno, figuriamoci se hanno in mente cose come regolamenti condominiali o comunali. Nel loro mondo la relatività comanda, oggi possono essere guardie, domani ladri, con la costante di essere sempre degli eroi. E’ normale che sia così … v’è un’energia spettacolare che nasce dalle loro menti: si chiama fantasia e li porta continuamente a truffare la realtà adulta. Anche le bambine più composte e leziose sono in realtà delle millantatrici che si spacciano per principesse, dame del te’ e grandi cuoche.

I bambini sono anche drogati di adrenalina. Più un anziano (che per loro sono semplicemente tutti quelli che non giocano più) si dimostra astioso e vendicativo, più gli vanno a suonare il campanello, per il brivido di una fuga rocambolesca e questo  si fa che sia vietato in un regolamento o meno. Quanto dura quest’età? Il limite è l’inizio dell’epopea dell’innamoramento, quel periodo cioè in cui il demone ormone li guiderà verso i più grandi problemi dell’esistenza comunemente intesa. Allora palloni, finestre rotte e campanelli perderanno il loro fascino e le divise acquisteranno importanza solo per quello che nascondono nelle tasche.

Capisco che gli Amministratori di questa città facciano molta fatica a capire quanto sia incontenibile la fantasia, semplicemente perché ci hanno poco a che fare, ma, anche ammesso che un regolamento simile sia inteso come protezione dell’infanzia, non esiste niente che possa normare l’uso di un cortile o l’attrattiva di un’arrampicata pericolosa.

Ammesso e non concesso che questi abbozzi siano un tentativo di dare una città migliore ai bambini riminesi anche stavolta, come tutte le altre, si sta guardando nella direzione sbagliata. Per salvaguardare l’infanzia bisogna eliminare il degrado … il che non significa più rotonde per tutti.

P.S.

Canta pure, Grillo mio, come ti pare e piace: ma io so che domani, all’alba, voglio andarmene di qui, perché se rimango qui, avverrà a me quel che avviene a tutti gli altri ragazzi, vale a dire mi manderanno a scuola, e per amore o per forza mi toccherà a studiare; e io, a dirtela in confidenza, di studiare non ne ho punto voglia e mi diverto più a correre dietro alle farfalle e a salire su per gli alberi a prendere gli uccellini di nido.”  [Pinocchio – Carlo Collodi]

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@DadoCardone

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Se non ci fossero i Gufi sarebbe pieno di sorci.

web-Owl-with-mouseDue cose sono fondamentali nell’affermazione politica. La prima è la rete di relazioni che il professionista politicante sa creare tramite promesse, patti, ammiccamenti, partecipazioni e sostegno (soprattutto a parole) sui temi che smuovono di più le pance dell’elettorato. La seconda è l’arte della comunicazione di massa.

Le due cose sono profondamente legate poiché, una volta che i propositi dimostrati verso qualsiasi cosa avranno portato l’Homo Politicus ad ottenere la sua posizione, bisognerà scegliere quali promesse mantenere. Molte saranno confliggenti e, va da sé, saranno onorate solo quelle fatte a chi ha seriamente la possibilità di riscuotere il credito. Facciamo un esempio? Hera, Cagnoni, etc. … scoperta l’acqua calda.

Un po’ meno banale la considerazione di quello che bisogna fare per camuffare la propria inadempienza e qui entra in gioco l’arte della comunicazione. Ovviamente si apre un mondo di possibilità, ne elenchiamo alcune a beneficio d’inventario.

  1. Brandizzare qualsiasi cosa. La tecnica è semplice. Le informazioni arrivano alla mente umana tramite tre canali: visivo, auditivo e cinestetico (il complesso delle sensazioni del corpo). La memoria dedica mediamente percentuali molto più alte al canale visivo (circa l’80%). Una furba operazione identitaria farà ricordare un marchio di fabbrica a dispetto di quello su cui è stato apposto. A Rimini per esempio ci sono i “Colori Pop”, avete presente? Quelle 4 righe colorate apposte ovunque, anche sui cestini del centro. L’effetto massivo sarà quello di un’Amministrazione molto indaffarata … poco importa se i cestini c’erano già.
  2. Creare Mantra. La gente (in generale) non ha molta voglia di approfondire e ambisce al galleggiamento. Contrariamente a quello che si pensa le persone preferiscono credere che giudicare, in quanto la seconda pratica necessita di impegno extra alle proprie necessità immediate. A nessuno però piace essere considerato passivo e, qui sta il trucco, basta dargli qualcosa da ripetere, qualcosa di semplice, convincente, ma soprattutto che non faccia uscire dalla zona comfort.  Un paio esempi il linea generale: “noi facciamo, gli altri gufano”, “ci criticano, ma non fanno proposte” e declinazioni varie.
  3. L’annuncio. E’ una delle tecniche più antiche della politica e si tratta di una pubblica dichiarazione d’intenti. Si usa ripetere questa tecnica a cadenze regolari e a quotidiani riuniti. E’ importante creare un’epifania, un momento di rivelazione, un indizio che le cose si stanno muovendo per il verso giusto. Nel momento in cui questo non accade deve intervenire un nuovo annuncio.
  4. Panem et circenses. Questa se non è la più antica poco ci manca. Già l’Impero Romano distraeva il suo popolo con giochi, distribuzione di generi alimentari e terme pubbliche. Nel corso del tempo la tecnica si è modificata magari sostituendo i gladiatori con le squadre di calcio e le terme con 80 euro … anche se a dire il vero le squadre di calcio ultimamente non sono un gran che, sarà per questo che il Parlamento è diventato un’arena dove non si risparmiano schiaffoni nemmeno alle donne.
  5. Parassitismo. Non so se lo avete notato, ma le idee buone sono sempre di chi sta parlando e le colpe sono sempre di chi c’era prima (a volte anche di chi non c’è mai stato). Il fatto è che le idee, perlomeno quelle spendibili con l’elettorato, sono le medesime dalla seconda guerra mondiale: una ricetta fatta di sacrificio e riorganizzazione per poi avere tutti un bel posto di lavoro. Questo parassitismo ideologico è un vero e proprio abito mentale per il politico ed è inevitabilmente declinato anche a concetti più basici, anche perché l’annuncite bisogna pur alimentarla con qualcosa.

Questa è un’analisi superficiale, ma serve a delineare un perimetro e possibilmente accendere consapevolezza in quelli che ripetono come ebeti che chi critica è un gufo, dimenticando che se non ci fossero i Gufi sarebbe pieno di sorci. La Critica, così come il diritto di cronaca, è prevista e difesa dall’Articolo 21 della Costituzione Italiana … sostituire un articolo della costituzione con la parola “gufo” non è solo semplicistico, ma da imbecilli.

Per completare la funzione di queste poche righe andremo ora ad usare la cornice creata per inquadrare la realtà che meglio conosciamo: l’inefficacia amministrativa dell’attuale Giunta Riminese. Non vi preoccupate però, basteranno ancora pochissime righe.

Non ho idea di quanti siano quelli che ancora credono che a riempire il primo fine settimana di luglio sia la Notte Rosa, ma pare del tutto evidente che si cerchi incessantemente di porre il marchio su tutte le cose che funzionano già da sole. Com’è anche piuttosto evidente che le iniziative festaiole su cui ci si concentra di più, nonostante necessità turistiche e destagionalizzazione, sono quelle rivolte ai riminesi intesi come elettorato.  I più consapevoli, o i meglio informati, non fanno molta fatica a vedere annunci che appassiscono con lo scorrere del tempo, persino gli annunci di cose già fatte: “sono andato a pretendere il lungomare”, quando era già previsto il Federalismo Demaniale, “Sta arrivando la rotonda di via Montescudo”, già prevista da Anas, che sta aspettando da una vita l’espletamento delle procedure sul territorio.  Ovviamente chi poi perde fiducia, o semplicemente affronta l’annuncio in assetto vigile, è uno che vuole la catastrofe. Una considerazione puerile di per sé, ma basterebbe vedere cosa e quanto si è realizzato, che non sia stato parassitato,  per capire chi porta a casa la pagnotta.

Le Fogne sono un pacchetto chiavi in mano fornito da Hera, che pagheremo nelle tasse e nelle bollette di tutta la Provincia e per le quali Lupus in Fabula aumenterà la sua egemonia. Il Fila Dritto è un nome piuttosto stupido per chiamare le rotonde, strumento inventato negli anni ’60 per eliminare i semafori. L’Aeroporto è stato riaperto da un’azienda privata che l’ha ottenuto in saldo, dopo che i soci pubblici l’hanno fatto fallire. Per capirci… le stesse persone che oggi bagnano di lacrime e champagne le fragole offerte allo sparuto gruppo di viaggiatori russi zero cost. Va da sé che le lacrime sono tributo, assieme alle preghiere, alla salvezza delle terga. Le feste, Al Meni, Molo, sembrano opportunità per un gruppo piuttosto selezionato d’imprenditori. Acquarena è una pausa nella “guerra al cemento”(?) per salvare il Palas, monumento della sottomissione al Faraone TutanKagnon.

Questa è l’azione amministrativa di cui questa Giunta si vanta. Dimenticavo, hanno costruito anche due scuole. Azione meritoria, se non fosse per il fatto che rinunciando all’affitto del Seminario (17 milioni di Euro) potevano costruirne diverse di scuole nuove, risolvendo i problemi di anzianità delle rimanenti. Per il resto questa formazione è stata molto attenta a non disturbare poteri assodati, le famose promesse che si è obbligati a mantenere, non certo quelle verso la popolazione.

Concludiamo questo mini trattato sull’adolescenza politica portando un esempio del punto numero 5, che però contiene anche tutti gli altri punti sopra elencati. L’annunciato permesso di frazionamento degli appartamenti di grandi dimensioni in centro, attribuito allo Sblocca Italia, è in realtà una della 3 delibere presentate dal Movimento 5 Stelle di Rimini  e approvata il 17 ottobre 2013. La supercazzola con la quale l’Assessore Biagini ha cercato di rivendicarne la paternità cerca di girare attorno ad uno spaventoso buco democratico e istituzionale: un anno e sei mesi di assoluto silenzio su ciò che il principale organo normativo territoriale aveva approvato, quando, per regolamento, in 30 giorni sarebbe dovuto tornare in Aula. Un anno e sei mesi.

P.S.

Ma quando cominciano a fare la piramide a Cagnoni? No perché… ha una certa età.

 05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a@DadoCardone

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Chi Ben Comincia…

Avvertenze per il lettore: Attenzione, questo è un post impopolare. In questo pezzo non si parlerà di speranza e di quanto portino bene le mutande rosse a Capodanno, ma di come i problemi siano sempre gli stessi anche se hai mangiato un bel piatto di lenticchie. Se vuoi rimanere confuso e felice abbandonalo subito.

L’ho già detto in altre occasioni e non mi stancherò mai di ribadirlo, l’atteggiamento di perenne slogan del Primo Cittadino Riminese è fortemente indicativo di una cultura politica che ha demandato completamente i fatti alle parole e che, ormai, è caduta nella  compulsione per la quale tutto ciò che si dice è da considerarsi fatto.

Prendiamo ad esempio “il Capodanno più lungo del mondo”. Sembra  chiaro che quando si parla della sua lunghezza lo si faccia più in considerazione di quanto la fanno lunga nei giorni a venire, che rispetto al resto. Dalle pagine dell’URP (Ufficio Propaganda Pro Gnassi) che inneggiano a “Rimini Padrona della Festa Italiana”, alle dirette dichiarazioni del Sindaco: “Siamo i primi in Italia”, pare di trovarsi di fronte al miracolo del tutto esaurito, quasi che Rimini, con metà degli alberghi chiusi, potesse fare le scarpe  magari a Napoli, o magari a Roma, posti che totalizzano  dai 6 ai 12 milioni di turisti l’anno. (Tra l’altro il Mapping proiettato sul Castel dell’Ovo ha un appeal devisamente diverso, l’acqua calda è stata scoperta da un pezzo.)

Sono assolutamente convinto che lasciare perdere certe sparate sia un atteggiamento tutt’altro che innocuo, soprattutto quando su queste si basa il curricula amministrativo. E’ passato un mese esatto da quando Rimini è andata allagata e i suoi cittadini, con quasi due metri di acqua nel garage, si sono sentiti dire che le soluzioni, al futuro quarto allagamento, le avranno forse al prossimo bilancio previsionale e non alla prossima pioggia. Un po’ come gli abitanti di Santa Giustina a cui un anno fa è stata imposta la salvezza di un  crono programma ,  soluzione che nemmeno  gradivano, ma che comunque non è stata rispettata.  Se dovessimo fare qui la lista delle incompiute dovremmo scrivere un libro in numerosi  capitoli e confrontandolo con le dichiarazioni ufficiali, dove tutto è a posto e tutto prosegue secondo il piano, potremmo quasi capire quanto è grave l’imbarazzo che spinge alla distrazione di massa.

Siamo sinceri… se non riempi quel che rimane di Rimini a Capodanno sei proprio da primato. Siamo entrati in un periodo decisivo, quello che porterà al termine naturale di questa legislatura riminese, un rush finale per cui questa Amministrazione dovrà tirare fuori le sue carte migliori, o perlomeno quelle che il Sindaco pensa si possano rappresentare come tali. Il problema è proprio questo: le parole in luogo della realtà . L’uomo del Destino deve avere le mani libere per fare in modo che la sua azione sia efficace, altrimenti ci limitiamo alle figure allegoriche,  come questi rantoli di turismo 4 volte all’anno. Rosa, Molo, Ferragosto (fino a che non gli cambiano nome) e Capodanno, per il resto solo finte guerre al cemento e ridicoli frontali con Forza Nuova, aspettando che la Società Autostrade si decida a pagare quelle due annunciatissime  rotonde. Le Fogne no, quelle ce le paghiamo in bolletta da soli ed Hera ringrazia sentitamente per la realizzazione del suo Masterplan fognario.

P.S.

Cagnoni fa le pentole, ma non i coperchi. Sua l’invenzione del patronage più lungo del mondo.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a@DadoCardone

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Piccola lamentela di un Peace Man

Per predisporsi a questo testo che segue è necessario capire dove siamo: Quinto potere di Sidney Lumet del 1976. Sembra in realtà girato ieri.

Fratelli e Sorelle I’m a Peace Man e proprio per questo non sono nessuno…

La prima volta che mi sono sentito affibbiare questo appellativo ero a New York, era il 1991, al cospetto di due grandi amici, Christian e Janet, entrambi Gay, di sesso opposto ma amici inseparabili da tantissimo, con i quali avevo dormito la sera prima in Italia. Loro avevano già visitato 2/3 del mondo insieme. Giovani, relativamente giovani, poco più grandi di me ma immensamente più saggi e lungimiranti. Al momento non mi sono reso conto del termine – “Peace Man (?)… vabbè” – mi sono detto – “chissà cosa vorrà dire poi” – ho provato a chiederne il significato ma loro si sono limitati a guardarsi e sorridere.
Del resto alcune sfumature dell’inglese sono ancora ostiche per me oggi, figuriamoci allora.
Comunque ogni tanto ricordare quel loro sorriso mi aiuta a capire molte cose, tutt’oggi.
Leggi tutto “Piccola lamentela di un Peace Man”

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