GoPDeep – Risucchiati dal Rimining.

Logo-PDMolto spesso, su queste pagine, si è letto di quanto il Partito Demokratiken sia abile a mettere il cappello della propaganda su lavori realizzati da altri o su situazioni preesistenti. Tipico esempio ne è la Notte Rosa posizionata nel primo fine settimana di luglio, una data che si riempirebbe da sola anche se fossimo sotto quarantena, ma colorata di rosa fa menar grandi pacche sulle spalle ai pavidi ministri del divertimento.

Oggi però vogliamo raccontare di chi quel cappello se lo fa mettere in testa e di chi invece no. Per far questo parleremo di artisti,  ma prima ancora un passo indietro, nella cronaca di questi ultimi mesi.

Di recente Andrea Gnassi, Primo Cittadino di Rimini, puntino sull’asse dell’Adriatico, ha parecchio compiaciuto il suo elettorato di estrema destra, sgombrando occupazioni a scopo abitativo con atteggiamento antisommossa. Immaginiamo che Forza Nuova abbia mandato telegrammi di congratulazioni (se non l’hanno fatto sono stati dei maleducati dopo tanto sforzo). C’è però un piccolo dilemma. Il Sindaco in questione sarebbe, sulla carta, un rappresentante del Centro Sinistra (qualsiasi cosa esso sia) e a seguito dell’uso del manganello più di qualcuno, anche se profondamente affezionato alla poltrona, ha dovuto dissociarsi. Oltre alla naturale emorragia di consensi dovuta ad un leader nazionale seriamente disturbato, si associa localmente una perdita di identità che provoca importanti distinguo. Un bel problema così vicino alle prossime elezioni Amministrative.

A questo punto, come è ovvio che sia per gente che del “fare” ha presente solo la parola negli slogan, è partita l’operazione propaganda per cercare di recuperare un aspetto di sinistra… anche perché, se ti fai cacciare dalle feste dell’Unità, poi la salsiccia te la fanno mangiare solo quelli del Sudtiroler Volkspartei. Oltre all’estenuante lavoro di inauguratore della qualsiasi, pare (e dico pare) che settimana scorsa abbia inaugurato anche delle strisce pedonali, il Taglianastri sembra veramente deciso ad attribuirsi  molto di più che l’ordinaria amministrazione. I suoi soldatini hanno cominciato a parlare di “Democrazia dal Basso” e badate bene che non intendevano quanto bassa sia la loro considerazione della stessa.

Non hanno capito bene come si fa, infatti postano foto su Facebook, con scarpe da ginnastica e camicia fuori dai pantaloni, mentre sono tra loro, ma con didascalie tipo “un po’ di sana democrazia dal basso” e l’espressione tipo “speriamo non sia qualcosa che ho toccato“. Per loro fortuna, tra le menti di supporto, vi sono eminenze grigie che hanno ben presente la tecnica dividi et imperam nella versione RazzianaCaro amico fatti li cazzi tua“, pratica che consente di intestarsi addirittura occupazioni “artistiche”. Sembra più complicato di quello che in realtà è, non vi preoccupate, ma per capire bene prima un  altro piccolo flashback.

“[…] Tant’è che procederemo alla messa in sicurezza dell’edificio, per poi poterlo affidare con questi scopi attraverso l’unica possibilità che un comune ha, che è l’Evidenza Pubblica.”

Queste le parole di Gnassi, in Consiglio Comunale parlando dell’ex sede di Casa Madiba Network, l’ex caserma dei Pompieri in via Dario Campana. Parole declinate con una tale decisione che quasi ti convinci dell’inesistenza di altre possibilità… poi però se ci si informa si scopre che esistono altre eventualità, tipo dare l’uso del Molo, o Palata dell’Anima come la chiama lui, ad un privato che non si era accorto di avere sulla soglia del suo locale tre diverse organizzazioni criminali, che facevano il bello e il cattivo tempo, ma soprattutto facevano “nevicare. Questo però è l’esempio più eclatante, andiamo più in profondità. Go deeper.

Andando a curiosare fra le trame del Rimining infatti si scopre l’esistenza di una Compagnia Teatrale che da diverso tempo sa di aver in concessione il redivivo Cinema Astoria per una serie di eventi. Almeno da maggio, secondo il sito ufficiale dei Motus. Chi sono costoro? Sigismondo d’Oro 2007, dalle mani di Ravaioli, e destinatari di quasi 87 mila euro di finanziamenti pubblici tra il 2013 e il 2014 (almeno secondo l’Albo Pretorio del Comune di Rimini), rappresentano il teatro rivoluzionario, ma allineato… una contraddizione in termini? Per qualcuno sì e il workshop di questi giorni, al recuperato Astoria, stride come unghie su una lavagna. Il Progetto, legato al Festival di Santarcangelo e chiamato GoDeep, vorrebbe essere rifondazione artistica e rilettura dello spazio pubblico, una “riscrittura dal basso“, come si legge nei programmi.

Ora. Scusate lo sfogo molto rustico e poco Deep, ma questa “chiamata alla resistenza” nei modi, ne i termini e negli spazi assegnati dal PD, sembra un po’ una presa per il culo. Soprattutto con una Rimini ancora echeggiante di sgombri e manganellate. Il messaggio sembra essere: l’occupazione per necessità è un reato severamente punito, ma se occupate in modo carino poi ci facciamo dei selfie insieme. E insomma… che sono ‘sti indigenti sempre in mezzo alle balle!

Poco male. Fortunatamente c’è una parte di Rimini, autoctona o meno ha poca importanza, che si ricorda di calpestare un suolo realmente rivoluzionario, quello della Notte descritta da Giuseppe Mazzini, dei Tre Martiri, di Andrea Costa e di Fellini. E’ un suolo che provano ad intestarsi in molti pensando che basti parlare di antifascismo, senza considerare che il fascismo è un sentimento sciovinista che si diffonde nel momento in cui vengono meno autentiche pratiche democratiche, come il semplice confronto tra le parti e che non pretende un saluto romano per essere reale.

rimini callingLa parte di Rimini che capisce l’inutilità di raffigurare un progresso solo formalmente, quando poi nella realtà si è addirittura sponsorizzati da chi tiene in piedi il regresso (a manganellate), ha organizzato per il fine settimana della Molo Street Parade, una contro manifestazione che invece di appecorarsi (passatemi il termine), chiama alla reale partecipazione tutta la varietà umana, dall’artista al senzatetto, dallo studente alla casalinga, chiunque voglia rappresentare, interpretare, sperimentare o raffigurare forme di autodeterminazione che veramente siano alternative alle pratiche amministrative fin qui viste.

L’evento si chiama Rimini Calling ed è inutile dire che noi di Citizen lo preferiamo al fighetto GoChic. Rimini Calling – What for? – promette performance interdisciplinari in luoghi e tempi a sorpresa. Per avere gli aggiornamenti del caso basta cercarli sullalla pagina Facebook a questo link: https://www.facebook.com/pages/Rimini-Calling/917422221614158?sk=timeline  e… lasciatevi contaminare.

P.S.

“L’arte e la rivolta non moriranno che con l’ultimo uomo.” [Fedor Dostoevskij]

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@DadoCardone

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Ce l’hai un nome per questo?

filaIl 7 di maggio Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini, presenterà alle Associazioni e agli Ordini Professionali di Rimini le Delibere del Movimento 5 Stelle e del Referente, Gruppo di Lavoro Urbanistica, Fausto Battistel. Per cause facilmente accertabili il Movimento non è stato invitato.

Quali sono queste cause? Vedete … è una questione un po’ complicata. L’idea è sì stata presentata tramite delibere approvate nel Consiglio Comunale del 17 ottobre 2013, ma per una questione tecnica non potevano essere attuate. Qualche malizioso potrebbe pensare che la questione tecnica fosse l’appartenenza al M5S…. ma non è così. Pare infatti che adesso, tramite la bacchetta magica dello Sblocca Italia, si possa. Il Governo mica da solo il permesso di trivellare l’Adriatico, di finire i cantieri della ‘Ndrangheta e riempire gli inceneritori di mondezza di altri territori che non differenziano. No. Il Governo dei Precari pensa pure all’attuabilità delle delibere 5 Stelle, ma proprio tutte: frazionamento delle unità immobiliari di grandi dimensioni in centro, recupero sottotetti etc. etc.

C’è però ancora un piccolo problema, sempre tecnico per carità. Siccome lo sblocco è merito del miracolo Renziano le delibere non possono essere più del Movimento. Per gli ignoranti che non capiscono certe cose farò un esempio più pratico. Lo “Sblocca Italia” è un po’ come se fosse un Tana libera tutti, tutti i catturati tornano liberi e chi contava prima è ancora sotto. Ora il Primo Cittadino di Rimini, dopo essersi perso fra le sue rotonde, ha trovato nuovo vigore per dichiararsi Paladino dell’anticemento. L’unico sforzo che doveva fare era trovare un nome carino e credetemi … dopo la cappella del Rimining non era per nulla facile. Rinnova Rimini. Si può usare come hashtag, fa progressista e non impegna. Sarete d’accordo che il nome è quanto serve, il resto sono quisquilie.

Anch’io ho un hashtag da lanciare si chiama #PDeincolla e descrive perfettamente la tendenza generale del Partito Democratico, non solo quello di Rimini, ma di questo oggi ci occupiamo. Comunque sia il Movimento di Rimini non perde tempo a lusingarsi, a chiedere i diritti d’autore o conquibus per la consulenza, fa una cosa diversa, ma molto più significativa. Giacché l’idea era sua, surclassa se stesso con un progetto spettacolare, una rivoluzione per Rimini, oltre che una potentissima azione culturale.

Rimini Reboot (1)Sarà mostrato ed illustrato l’8 e il 9 di maggio presso la Cineteca Gambalunga e la Galleria dell’Immagine. Una Mostra e una Conferenza dal titolo “Rimini Reboot – Riprogetta Rimini” in cui si arriverà alla fine di un progetto di urbanistica durato mesi. Altissime competenze, innumerevoli ore di lavoro e pratiche scevre della tipica presupponenza politica hanno prodotto qualcosa di unico.  Chi vi scrive, essendo stato in qualche modo parte del progetto, si sente di consigliare ai lettori di queste righe la partecipazione all’evento, soprattutto per rendersi conto della differenza tra un lavoro di professionisti sinceramente ispirati e produttori di slide, che ormai non sono più buone nemmeno per prendere un finanziamento a San Marino. Fidatevi, per questo faran fatica a trovare un nome.

Nei prossimi giorni scriverò più diffusamente dell’iniziativa. Per adesso vi voglio lasciare con una domanda: può una città rinnovare se stessa, guadagnandoci in risorse, bellezza, integrazione e fruibilità? Un consiglio … per provare a rispondere al quesito bisognerebbe eliminare il PD dal quadro generale.

P.S.

“La nomina dell’on. Aldo Aniasi a presidente della Commissione Cultura di Montecitorio ha suscitato perplessità e critiche, a nostro avviso del tutto infondate. Aniasi è effettivamente un uomo colto. Anche se mai sul fatto.”  [Indro Montanelli]

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@DadoCardone

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Freeburgher – Rimining addicted.

Niente da fare. A Rimini il Taglianastri non fa in tempo ad inventarsene una che il giorno dopo è già vittima dell’interpretazione musicale dei FreeBurgher. Anche questo è Rimining? Non lo sappiamo, ma se lo è ci piace.

La Redazione.

 

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Rimining.

pinguiniCome ogni anno, ormai da 5 anni, ci stiamo avvicinando al periodo in cui il Taglianastri salta sul banco e grida: Questa la so!! Dopo aver sonnecchiato un inverno tra l’incredibile scoperta delle rotonde, la chiamata in massa ai tribunali e le manovre SalvaCagnoni eccoci giunti all’Estate.

Passare la stagione fredda, secondo l’establishment Riminese è facile, basta cambiare nome alle cose. Non stanno facendo una linea d’autobus da 100 milioni di euro, ma una metropolitana. Non hanno salvato il Palas, ma hanno dato una piscina ai riminesi. Non hanno scoperto, vent’anni dopo la loro invenzione, le rotonde, ma ti fanno filare dritto. Non esistono ettari di strutture abbandonate, ma solo effetti della crisi. Non si è formato un ghetto mussulmano davanti alla stazione, ma abbiamo favorito l’integrazione. Neppure le erbacce non sono più tali, ma erbe erranti.

Poi arriva la primavera. Una primavera particolare quest’anno perché, per la prima volta, Rimini è a rischio di non aprire il suo aeroporto strategico che, se non ve lo ricordate, portava un milione di passeggeri e un miliardo d’indotto. Anche se questi della “finanza creativa”, oramai accomodatisi, riuscissero ad aprire, hanno già dichiarato che più di 350.000 passeggeri in un anno non riescono a fare … meno del Curatore Fallimentare. Quest’anno ci saranno 650 mila passeggeri in meno e un terzo dell’indotto?

Non vi dovete preoccupare, ma non perché i calcoli che si sono sempre fatti siano palesemente sbagliati. Non vi dovete preoccupare perché le menti migliori di Rimini, guidate dalla vision di Gnassi, hanno un piano straordinario per la ripresa della Capitale del Turismo, altrimenti nota come la Miami del Mediterraneo.

Come dite? La Notte Rosa? Beh certo … quella è una grossa fetta del piano. Riempire il primo finesettimana di luglio, come fosse una missione impossibile, dà lustro. Tra l’altro Gnassi ha già prenotato una visita promozionale a Madonna di Campiglio, dove è noto che si nascondono numerosissimi fruitori della Riviera ed ha già dato il suo assenso al manifesto di quest’anno. Una carta da gioco con due pinguini rosa serviti su una pirofila in riva al mare. Ve lo giuro … ho provato con tutte le forze a reprimere la mia diffidenza verso l’aria fritta, ma l’unica cosa che ci ho visto è stato un richiamo alla ludopatia, che a Rimini ti accoglie appena scendi dal treno e una provocazione per il WWF.

Vabbeh. Meno male che il piano non si ferma qui. Quest’anno abbiamo un asso nella manica. Il Rimining. Cos’è? Non cercate su Google per carità, soprattutto se siete minorenni, potrebbero apparirvi delle oscenità. Ve lo spiego io, almeno ci provo. Secondo qualche genio del marketing, probabilmente anche profumatamente retribuito, cambiare nome alle cose paga, tanto vale farlo anche d’estate.  Per cui stare a Rimini diventa un’unica azione, stai Riminizzando …. che in Italiano è brutto e richiama la cementificazione selvaggia, di cui il partito dei signori in questione si è reso protagonista negli anni. Perché non dirlo in inglese? Il perché l’ha spiegato efficacemente un giornalista della Voce di Romagna che ha fatto notare quanto la parola assomigli alla pratica del Rimming, ossia ad infilare la propria lingua dentro un ano. Qual è il problema? In inglese, per chi lo sa parlare, esiste solo una delle due parole, indovinate quale. Tutto ‘sto pasticcio per dare il nome ad un opuscolo con le cose da fare durante le vacanze.

Ho detto opuscolo!? Scusate … non era mia intenzione. In realtà è il catalogo dei sogni e delle emozioni disponibili mentre si fa del Rimining. Un esempio? A mezzogiorno mi riminizzo una piada (uso impropriamente la parola italiana, ma lo faccio perché non vorrei mai qualcuno pensasse che io mi metta  le piade in posti contro natura), oppure mi riminizzo una bicicletta e in questo caso, data la qualità del manto stradale, c’è caso che perlomeno il sellino ci vada a finire dove non deve … anche se lo dico in italiano.

Chi vi scrive non è originario di Rimini, ma ci è arrivato più o meno all’insediamento dell’attuale Primo Cittadino. Dopo quasi 5 anni in cui sono stato ad osservare, posso dire, in coscienza e senza il dubbio di strumentalizzare, di aver assistito alla danza del nulla. Dopo 5 anni di paraventi colorati, fallimenti reiterati e inadeguatezza alla realtà non sono qui a chiedermi chi l’abbia permesso, ma quanti in effetti se ne siano resi conto. Speriamo che siano in numero sufficiente.

P.S.

L’Assessore Regionale Donini alla presentazione del Piano Strategico (ma ancora lo stanno presentando?) ha dichiarato che proprio grazie ad esso gran parte dei 90 milioni di un finanziamento europeo alla Regione saranno destinati a Rimini. A sentire come si spalleggiano vien quasi il dubbio che la raccolta di figurine di Gnassi…. la chieda l’Europa.

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@DadoCardone

 

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