Il Sen. Marco Croatti: Duro colpo la ‘Ndrangheta emiliano-romagnola.

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Senatore Marco Croatti rispetto alle condanne del ramo romagnolo del processo Aemilia. Come Redazione dichiariamo soddisfazione per il fatto che, finalmente, qualcuno sottolinei come le mafie, anche da queste parti, siano un problema serio e non “una barzelletta”, come qualcuno sosteneva fino a poco tempo fa. Minimizzare non salva il turismo, facilita le infiltrazioni.

Con la sentenza di primo grado del processo Aemilia è stata accertata l’infiltrazione della Ndrangheta nel mondo politico e imprenditoriale emiliano. “È sfatato il luogo comune che la mafia non esiste e non opera nei nostri territori – afferma il Senatore Croatti – emergendo con chiarezza il profondo radicamento delle organizzazioni mafiose nel tessuto sociale ed economico della nostra regione”.
Un processo avviato nel 2015 che ha portato sul banco degli imputati per
associazione mafiosa ben 148 imputati di cui 119 condannati a 1200 anni di
reclusione, 24 assoluzioni e 5 prescrizioni. “Un grande lavoro di contrasto
all’illegalità svolto dalle forze dell’ordine, i veri anticorpi della nostra società che con grande attenzione e dedizione vigilano su di essa”. È solo l’inizio di un lungo filone di indagini e processi per vincere la battaglia contro le organizzazioni mafiose che sopprimono il nostro Paese da nord a sud.

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Votate Vincenzo Cicchetti

Citizen non è certo noto per i suoi servizi di propaganda elettorale, soprattutto per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, miseramente abbattuto a Rimini, per questioni a cui si può dare qualsiasi significato tranne quello di nuova politica.

Per una volta, però, dobbiamo abbandonare le nostre abitudini e chiedere ai lettori Citizen, che siano incidentalmente anche iscritti al Movimento, di votare il candidato a sorpresa per le elezioni a Premier: Vincenzo Cicchetti da Riccione.

Sì, leggendo la lista  dei candidati siamo rimasti interdetti nel vederlo lì in cima, sopra la Meterorina (cit.) Di Maio (detto anche Giggino Imbambolato da quelli che ne riconoscono le qualità.). Non c’era un Fico, non c’era un Di Battista e nemmeno una donna di quelle che si son fatte ben notare in questi quasi 5 anni di rodaggio parlamentare. Meglio ancora, data la preponderanza web del Movimento, non c’è nessuno con una pagina che superi i 25.000 like… bella gara contro il milione e rotti di Giggino.

Ma vediamo gli altri nomi della farsa.

Elena Fattori: Senatrice M5S, che il giorno prima di comunicare la sua candidatura ha ringraziato entusiasta Di Maio per essersi candidato. Questo indica due cose: che non si aspettava di ottenere la candidatura e che non era sicura che Giggino si sarebbe candidato (!). Una volpe del deserto, tipo Generale Rommel… come non votarla?

Andrea Davide Frallicciardi: un consigliere comunale di Figline Valdarno, uno che nella sua dichiarazione d’intenti come candidato Premier dichiara orgoglioso: “non mi sono spostato di una virgola”. Un candidato dunque che mette in evidenza il suo spirito di adattamento. In ogni caso Davide non c’era bisogno che tu ti spostassi… l’ha fatto il Movimento per te, diverse volte.

Ispirato Domenico: un consigliere comunale di Verona, che sarebbe da votare solo per il cognome.

Gianmarco Novi: un consigliere comunale di Monza, con un curriculum e una dichiarazione di intenti così scarne da non trovare nulla per prenderlo per il culo.

Nadia Piseddu: una candidata Sindaco con un nulla di fatto per Vignola, che però ha una laurea magistrale in ingegneria aerospaziale. Peccato si sia accontentata solo di 5 stelle.

Marco Zordan di Arzignano: con una scheda candidatura completamente vuota… come dire, la selezione è stata dura.

Facendo le dovute considerazioni al cospetto di questi giganti della politica è inevitabile votare Cicchetti, non c’è storia. Non esiste confronto nemmeno con Giggino che, sebbene abbia avuto a sua disposizione il ben finanziato gruppo comunicazione della Camera e la carica di Presidente della stessa, è uno scolaretto nei confronti del navigato Vincenzo. La sola visibilità è diversa, ma non vorremmo mica arrivare a dire che Di Maio vale più di uno, vero?

Lasciatemi tornare quasi serio per un momento , allo scopo di un’ultima considerazione. La cosa che dovrebbe lasciare basiti del Movimento non sono queste maldestre manovre per fare accettare risultati già decisi da altri, ma la capacità di tutti quelli che vanno in giro a gridare Onestà di farsi scivolare addosso quest’ennesima presa per i fondelli. E’ chiaro che tutti i vip del Movimento, quelli di cui certo non sarà buttato via il patrimonio di preferenze, hanno avuto altro in cambio della non presenza di questa lista di candidature. Oggi come oggi un Ministero non si nega a nessuno.

P.S.

Come esistono oratori balbuzienti, umoristi tristi, parrucchieri calvi, potrebbero esistere benissimo anche dei politici onesti.  [Dario Fo]

 

@DadoCardone

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Divieti di Balneazione e l’inutile tutela della Salute Pubblica.

Posizionare il cartello stradale “Curva pericolosa” dopo la curva è, credo siate tutti d’accordo, inutile. Non è la prima volta che dimostro l’inutilità, per come funziona oggi, del controllo microbiologico delle acque di balneazione sulla costa romagnola: nel 2015 la stagione fini con 23 chiusure temporanee, 18 delle quali avvenute quando le acque di balneazione erano già tornate, analisi Arpae alla mano, già idonee.

In alcuni casi, pensate un po’, si chiuse la balneazione “oggi” quando l’acqua era già tornata entro i limiti di legge “ieri”, per poi riaprirla “domani”. Ma da quell’inchiesta giornalistica le sorprese non finirono qui, scoprii pure che a Riccione per 4 volte, nonostante analisi Arpa fuori norma e la conseguente richiesta di chiusura della balneazione da parte dell’ASL, le Ordinanze sindacali a tutela della salute dei bagnanti non vennero mai emesse.

Fatto che portò la Magistratura ad aprire un indagine ancora aperta e che coinvolge l’attuale sindaca Renata Tosi, un assessore, un dirigente comunale e un dirigente dell’Ausl. Rimane il fatto che durante la stagione balneare 2015, quell’inutile tutela si manifestò per il 78% dei casi sforanti i limiti di legge.

Quest’anno che l’apporto di acque piovane raccolte in rete fognaria unica (Modello Varanasi) è stato irrisorio, come sarà andato il servizio pubblico regionale di tutela della salute dei bagnanti sulla costa romagnola? Peggio visto che l’80% è maggiore del 78%. I numeri: Negli specchi d’acqua balneabili dell’intera provincia di Ravenna le chiusure temporanee della balneazione durante l’estate 2017 sono state zero. A Forlì-Cesena una. A Rimini nove. Questi dati, è bene ricordarlo, non includono le decine e decine di misure di gestione preventiva che, durante l’estate fanno automaticamente scattare, all’apertura degli sfioratori fognari, la chiusura della balneazione per 18 ore.

In quei precisi casi ed in tale lasso di tempo non vengono effettuati i campionamenti di routine visto che la balneazione è già chiusa. A ciò va aggiunto il paradosso che almeno quelle chiusure della balneazione scattano ad inizio fenomeno, quindi mai a fenomeno terminato. È bene ricordare poi che tali sversamenti inquinanti non vengono tenuti in considerazione durante la classificazione della qualità delle acque di balneazione redatta ogni fine stagione dalla regione ed applicata alle varie spiagge l’estate successiva. Pensate ad esempio alle acque dello specchio d’acqua lungo 325 mt denominato Cattolica – Viale Fiume, classificate “Eccellenti” con all’attivo oggi 10 chiusure automatiche della balneazione ma nessun sforamento nelle analisi di routine stagionali.

La sua classificazione nel 2018 continuerà ad essere “Eccellente”. I dati delle analisi programmate raccolti nei 97 specchi d’acqua balneabili dell’intera costa ci confermano, dopo quelli dell’estate 2015, che per l’80% dei casi sforanti i limiti di legge, la balneazione è stata chiusa ad acqua già tornata idonea mentre nel 100% dei casi riaperta tardivamente. Per come funziona oggi tale servizio regionale di tutela della salute delle persone utilizzante, non dimentichiamolo, considerevoli risorse pubbliche (personale qualificato, dirigenti pubblici, laboratori, imbarcazioni ecc.) resta di fatto ancora inutile.

 

Giorgio Venturi

LaVoceRomagnola

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Rimini, provincia razzista?

Sarà che le cose succedono tutte insieme. Sarà che l’informazione, per vendere, ha bisogno di amplificare e distorcere tutto in dramma. Sarà quel che sarà, ma negli ultimi giorni si sono infilate una dietro l’altra due notizie che generano raccapriccio e fanno sì che ci si interroghi seriamente sul tipo di comunità a cui si appartiene.

La prima notizia è quella del razzismo tra bimbi al cento estivo. La seconda è quella del tentato respingimento di 12 profughi dalle case popolari di Riccione. Queste due perle, che in un attimo ti sembra di abitare a Gorino invece che a Rimini, aprono ad un mare di considerazioni.

Il razzismo tra bambini di otto anni è qualcosa di agghiacciante, perché colpisce nell’idea stessa di un futuro senza questo tipo di aberrazione. Va da sé che un bambino di quell’età non ha sviluppato da solo l’avversione contro chi ha la pelle diversa da lui, ma una cosa è ripetere una frase che si sente in casa, un’altra è essere così incoraggiati al razzismo da generare pensieri in autonomia.

“Ti sta bene che sei caduta. A terra devono stare i negri.” E’ senz’altro prova d’interiorizzazione del concetto e siccome i bambini non ci nascono con certe patologie deve essere stato “ben educato” dal suo ambiente. Non ho idea di chi sia la persona che plagia un bambino di otto anni verso certe convinzioni, ma sarebbe bene indagare e prendere provvedimenti per evitargli un futuro di sociopatia.

Non meno gravi, ma penso ormai irrimediabili, le convinzioni di quei 4 probi cittadini, che hanno cercato di impedire l’accesso a 12 profughi nelle case popolari di Riccione. Da quanto si apprende dalla stampa sembra che gli Ivoriani non siano poi entrati nei locali assegnati solo per un disguido con l’addetta Acer che doveva portare le chiavi. Fatto sta che la protesta, di pochi o molti che fossero, si è accesa eccome. Senza contare poi l’inevitabile strascico sui social, dove pare sia concessa l’immunità plenaria a chiunque si senta in vena di manifestare bestialità.

Foto dal Corriere di Romagna

Mi si permetta una riflessione a margine, ma nemmeno troppo. Se vivi in una casa popolare, teoricamente, sei una persona in difficoltà che ha avuto bisogno dell’aiuto del comune. La prima cosa che ti viene in mente per manifestare gratitudine rispetto alla solidarietà ricevuta è negarla ad altri? E con che fermezza poi. Guardate con che fierezza le tre matrone si fanno fotografare dal Corriere di Romagna a guisa di barricadere. Che poi… se proprio vogliamo aiutare tutti a casa loro, il tratto somatico non sembra proprio riccionese, ma molto probabilmente mi sbaglio.

In cima alla catena delle responsabilità però va messa sempre la politica, perché è la politica che detta l’atteggiamento corrente. Le persone possono diventare piene d’odio come reazione a qualcosa che non capiscono, per basso grado d’istruzione o perché cresciuti all’ombra di un modello avariato. L’informazione, sempre in cerca di titoli con gente che “tuona” e di proteste che “esplodono”, fa la sua bella parte e non può proprio far a meno di riportare le dichiarazioni di scimuniti, che valutano a colpo d’occhio l’anno e il modello del cellulare nelle mani di chiunque abbia un’etnia diversa dalla loro (ma poi dimenticano che da noi i bambini di 12 anni viaggiano con smartphone che costano il doppio). Gli intellettuali, come d’abitudine, visto che tengono tutti famiglia, si fanno i fatti loro. A coltivare umanità rimarrebbe solo la politica; e qui sorge il grosso problema.

Non mi sto tanto riferendo a quella più oltranzista, tipo Forza Nuova. Dieci persone con venti bandiere, che cercano tutto il giorno l’occasione per azzuffarsi, dovrebbero essere un problema della Questura, più che della società civile… anche se poi proprio non si capisce questa tolleranza verso chi si dichiara apertamente fascista. Un po’ più pericolose sono le posizioni di leghisti e affini, perché il razzismo lo travestono da buon senso,  fornendo soluzioni senza costrutto, ma facili da ripetere. L’atteggiamento più pericoloso però è di questo centro sinistra in crisi d’identità, che formalmente amministra, ma non ha più idee e identità proprie che l’aiutino a capire da che parte si deve mettere.

Il caso di Rimini poi è fenomenale. Gloria Lisi, Assessore al Welfare, è talmente politicamente inadeguata da non riuscire a capire che, all’indomani di fatti del genere, non si va sui giornali a gridare basta profughi  (pur essendo dentro la quota stabilita) e ribadire l’altolà alla Prefettura, come fosse l’assessore di una giunta leghista. Questa è benzina sul fuoco. Lo capirebbe persino il suo Sindaco… non fosse occupato a far il PR per le due feste estive che lo fanno sentire quasi utile.

Amministrare una Comunità non è solo gestire i conti, fosse solo questo basterebbero degli amministratori condominiali. Ciò che si amministra in realtà sono i cambiamenti e i bisogni .  Il Sindaco è detto Primo Cittadino perché dovrebbe essere un esempio etico e morale, una forgia per tutti gli altri. Oggi ho cercato una sua dichiarazione sulla stampa, ma l’ho trovato, come al solito, a parlare di Notte Rosa.

P.S.

“Nessuno è nato odiando qualcun altro per il colore della pelle, o il suo ambiente sociale, o la sua religione. Le persone odiano perché hanno imparato a odiare, e se possono imparare a odiare possono anche imparare ad amare, perché l’amore arriva in modo più naturale nel cuore umano che il suo opposto.”

[Nelson Mandela]

 

 

@DadoCardone

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Bella Ciao

Ci sono giorni che guardandoti indietro pensi di aver fatto un po’ di strada, ma poi  guardi avanti e ti accorgi che non hai fatto nulla. Il mondo è ancora lì, intonso, forse peggio di come te l’hanno consegnato, con i suoi pochi pregi e i suoi innumerevoli difetti. Sì, ti dici, sei stato pressoché inutile.

Ci sono persone invece a cui è stato consegnato un mondo a pezzi. Hanno lottato. Ne hanno consegnato uno libero alle generazioni future… anche se poi non è durato quanto avrebbe dovuto. Ne sono consapevole, come sono consapevole che oggi la maggior parte delle opinioni si basano sulla ricerca della conferma di se stesse, ma quasi mai sull’esperienza.

006In questi ultimi due giorni sono stato con Tommy a trovare una persona che ogni volta mi insegna qualcosa, ma non lo fa con intento pedagogico, semplicemente lo trasmette. Si chiama Lorena, è stata una Partigiana militante nelle Brigate Comuniste a Bologna ed ha dalla sua opinioni forgiate dalla Storia.

L’invito a passare qualche ora da lei è arrivato perché tempo fa scrissi di un’emozione che mi aveva provocato un suo discorso, in occasione delle ormai lontane Parlamentarie. A quanto pare l’emozione era stata reciproca perché ha voluto che le firmassi quel pensiero. Il regalo, comunque, ancora una volta lo ha fatto lei a me.

Come dicevo sopra, sono stati necessari due giorni per completare la visita. Lorena racconta, lo sa fare e le piace farlo. Per me si tratta di un’esperienza che trascende il piano della realtà in cui vivo, mi fa capire cosa possono fare le persone se crescono in regime di privazione e perché, proprio per questo, sono follemente attaccate ad un ideale di libertà. A dire la verità la prima volta mi sono talmente perso che, pur avendo la macchina fotografica, portata per rubare un ricordo, non ho fatto nemmeno uno scatto. E’ stato un peccato poiché per un attimo mi è sembrato di essere a colloquio con un quadro del Caravaggio.

008Nessuno aveva acceso le luci di casa, ne alcuno aveva sentito la necessità di farlo. La sola luce entrava dalla finestra del soggiorno dove siamo stati accolti. Provate a costruire mentalmente quest’immagine. Ogni mobile è una libreria. Alle pareti quadri a olio e ritagli di giornale sul TRC. Sulla tavola “Collusi” di Di Mattero. Il viso dell’ottantottenne Lorena in luce nella sua parte sinistra, completamente al buio nella sua parte destra. Una mano a battere sul tavolo il ritmo dei suoi ricordi e lo sguardo fisso proprio là, nel suo passato.

“Ricordo noi straccioni affamati entrare in Piazza Maggiore il 25 aprile. Quel giorno abbiamo deposto le armi e consegnato un’Italia libera dai Nazisti alle generazioni future. In Piazza c’erano tutti, c’erano anche i Monarchici, ma non importava quello che in cui credevi, gli unici nemici erano i Fascisti e i Nazisti”.

004Descritta con la semplicità che la verità sempre possiede, un’eredità storica enorme, di cui pochi si rendono conto oggi. Lorena è così. Ha la benedizione di un pensiero estremamente lucido e quando racconta torna la sedicenne che svolgeva le missioni affidatele dalle Brigate, in mezzo ad una Bologna distrutta dove anche chi era presumibilmente un amico, gli Alleati, non lesinava nel bombardati la casa. Una caparbia studentessa di Liceo, sebbene la classe sociale non la favorisse in questo, che rischiava la vita ogni giorno con i libri di scuola pieni di ciclostili incitanti alla sollevazione popolare.

Lorena è ancora così. Lo sanno bene i sindaci di Riccione con cui cerca il confronto da quando ci abita, lo sanno le prostitute del quartiere, lo sanno gli orientali che tengono aperto un improbabile spaccio di alcol facendo finta di fare fruttivendoli fino alle tre e mezza di notte. A Lorena un mondo così, con ragazzi sempre più giovani che d’estate vede a terra ubriachi e drogati, fa male… molti che conosceva sono morti per garantire qualcosa di diverso. E allora ha  bisogno di sentirsi parte di qualcosa, di una nuova battaglia, ha bisogno di ispirare quell’istinto di sopravvivenza democratica che sembra ormai sopito.

014Alla fine della seconda visita, tra torta salata e cedrata, ci fa anche il dono di rivelarsi vulnerabile, dicendoci che questa nostra chiacchierata le ha fatto bene all’animo. Io e Tommy, fingiamo di essere stati utili. In realtà siamo stati più che altro ad ascoltare, ma… alla donna che ha chiesto a Berlinguer di togliersi le dita dal naso non è che gliene puoi raccontare troppe.

P.S.

“Noi non conoscevamo nulla della politica, sapevamo  solo di avere un nemico” [Lorena Armaroli]

@DadoCardone

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Lamberto e la morte in cristalli.

Effetto dell'MDMA sulla pupilla.
Effetto dell’MDMA sulla pupilla.

Sono stato un adolescente alla fine degli anni ’80 e  anche allora si moriva. L’eroina ne ammazzava tanti, ma prima li riduceva in nulla, dopo averli costretti a fare qualsiasi cosa per soddisfare quell’assurdo bisogno. Al secondo posto nella graduatoria dei killer c’erano sicuramente le droghe sintetiche e quelle avevano  lo svantaggio di lasciare un sacco di feriti sul campo, gente che “andava fuori” e non tornava più. Anche la cocaina era presente, ma era più una droga per chi poteva spendere. A legare tutto il nemico più subdolo, l’alcol.

Oggi? Oggi è uguale ed è una sconfitta. In quasi trent’anni non siamo riusciti a sviluppare una cultura di prevenzione rispetto a questo tipo di fenomeni … che poi sono necessità, perché se si cerca di sostituire chimicamente mancanze della propria vita, qualcosa che non va c’è di sicuro. Lo si dovrebbe cominciare a capire nelle famiglie e nelle scuole, ma le famiglie sono le prime a non essere educate in tal proposito e le scuole fanno fatica a coprire le necessità evidenti, figuriamoci quelle più nascoste come una depressione latente. Un ragazzo che si droga non vuol essere se stesso. Non vuole essere se stesso con gli amici, con il divertimento, con l’altro sesso, con l’esistenza. E’ il male di vivere e ad una certa età ce l’hanno un po’ tutti, il problema nasce però quando non c’è nessuno che ti aiuta ad affrontarlo.

Poi un giorno succede qualcosa, come è successo a Lamberto questo fine settimana. Una famiglia si spezza nel modo più straziante, Sindaci e discoteche si interrogano sul perché, ma il perché è sempre lo stesso della precedente morte. Qualcuno arriva anche a sottolineare quanto la cosa sia incredibile perché “era un bravo ragazzo”. E’ per questo che Lamberto, un ragazzino di 16 anni, poteva ballare alle 4 di notte, in overdose da sostanze psicotrope, a 50km dai suoi genitori? Perché era un bravo ragazzo e nessuno se l’aspettava?

E’ evidente che vi sono una serie di tutele  saltate e non mi riferisco solo a quelle genitoriali. Tutti hanno lasciato Lamberto libero di autodeterminarsi nell’uso di stupefacenti. Casa, Scuola, Amici, Discoteca, Società. Nessuno è stato in grado di piantare un dubbio sufficiente nella testa di un ragazzino, che di conseguenza non ha saputo dare il giusto valore ad una libertà conquistata troppo facilmente.

Il primo dei colpevoli, ma solo in quanto testimone dell’assenza di una cultura della prevenzione, è l’imbecille che sottintende che “in fondo … con tutta questa gente …. con tutta la droga che gira …” un decesso è un bilancio sostenibile.  Giustifica un morto e li giustificherai tutti. Giustifichi i 5 senzatetto trovati morti per le strade di Rimini dall’inizio dell’anno, giustifichi la mamma che ha ammazzato se stessa e la figlia disabile perché abbandonate, giustifichi l’imprenditore che si toglie la vita perché lo Stato considera le sue tasse un motivo valido per togliere dignità ad un essere umano, giustifichi l’anziano stroncato nel sonno da una stufetta difettosa perché il riscaldamento normale non lo poteva pagare. A volte le statistiche dei decessi non sono altro che il  bollettino delle inadempienze della nostra Comunità.

Qualcuno avrebbe dovuto mettere a conoscenza Lamberto delle conseguenze di quello che si apprestava a fare, anche se non era tipo da farlo. Un ragazzino di 16 anni non sa ancora chi è, lasciarglielo spiegare da qualcuno che ne sa meno di lui può essere fatale, come lo è stato in questo caso.

Girovagando per la rete si scoprono cose interessanti proprio dai ragazzi che, con l’identità nascosta da un nickname, discutono in scioltezza dell’uso corretto “per un corretto sballo” dell’MDMA.  Prezzo, composizione (pasticche o crisalli), dosi. E’ meglio la pasticca o è meglio il cristallo? E’ più o meno pericolosa della Coca? Se la mangi ti viene l’epatite? Ovviamente nei Forum non è che scrive il Dott. House e riguardo alle interazioni si dice solo di non fare mischioni “che schiatta a cap!“. Un dottore probabilmente saprebbe dirgli che assumere Extasy con l’alcol, cosa peraltro prevista tra le modalità di sballo, a lungo andare può provocare un’insufficienza renale acuta o della coagulazione intravascolare disseminata. Potrebbe dirgli che le metamfetamine provocano gravi danni alla salute anche se si è semplicemente sotto cura antibiotica, che vi sono un miriade di medicinali la cui interazione porta alla morte istantanea e che, in ogni caso, il calo della serotonina è inevitabile e un uso abituale di questa droga può dunque favorire stati depressivi gravi, nonché esacerbare quelli già esistenti.

In rete ho scoperto anche un’altra cosa. Su Ebay, al modico prezzo di 4,00€ cadauno, si vendono kit per rilevare dalle urine l’uso di varie sostanze quali cannabinoidi, cocaina, Extasy. L’impiego è molto semplice. Si intinge una linguetta nell’urina del soggetto (la stessa urina che vi lamentate di trovare in continuazione sul bordo del water) e a seconda del colore apparso si determina la sostanza assunta. Sia chiaro… il mio non è un invito all’invasione della privacy, ma se un ragazzino di sedici anni per divertirsi ha bisogno di fottersi le sinapsi probabilmente quell’invasione la sta chiedendo in molti modi diversi.

Il resto è business. La droga è da sempre un mercato florido perché sa adattarsi velocemente nei prodotti, nei prezzi e nelle modalità di distribuzione. L’MDMA, che avrà un costo di produzione di 5€ al grammo (se ce l’ha), si rivende dalle 50 alle 80 euro, ma per chi si  vuole fare del male esiste anche roba più economica. E’ tornata ad esempio l’eroina. Costa poco e adesso, fumandola e sniffandola, l’uso è diventato più friendly… al contrario delle conseguenze. Anche la Coca ha abbassato le sue pretese di prezzo.

Il punto però rimane che i pericoli di oggi sono i medesimi di quelli di trent’anni fa ed anche i meccanismi che portano al loro incontro sono uguali. E’ magari cambiata l’incidenza di alcune regole, tipo quella che una volta, se volevi andare in discoteca a sedici anni, ci dovevi andare la domenica pomeriggio e se ti ubriacavi o ti drogavi poi dovevi fare i conti con il mondo dei vivi, senza la protezione implicita della notte fonda e dei suoi abitanti. Badate bene, questo non è un attacco alle discoteche (o simili) è il richiamo ad un’attenzione che pare non esserci più da parte di molte, troppe, entità che dovrebbero prendersi cura dei nostri ragazzi (noi compresi). Andare a SanPatrignano a parlare di droga è un atto formale, che ha poco a che vedere con la realtà di quello che bisognerebbe fare. Solo che una Riviera più controllata da quel punto di vista non sarebbe un buon affare, come lo è, per molti.

P.S.

“Il costo di produzione di un grammo di mdma non credo superi i 5€… tagliarlo con cazzate ha molto meno senso rispetto a tagliare la coca xke trovare qualcosa che costi meno dell’md è difficile (a differenza della coca…), per esempio le pasticche io a Londra le ho trovate anche a 2€ l’una ed erano pure buone, quindi fate voi…” [Grandegenio da Discutere.it]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a@DadoCardone

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Parco del Mare: cronaca di un seminario.

mc6Lunedi 18 maggio sono stato alla presentazione del “Parco del Mare”, primo ambito (area dove sono consentiti interventi di sviluppo nel lungomare di Rimini ), di dodici del Piano Strategico (d’ora in poi P.S.).

Due le grandi novità di questo strumento urbanistico, NON ATTUATIVO: la prima è la sdemanializzazione dell’area di proprietà dello stato, dal muretto di separazione dell’arenile alla prima linea di edificato, non ho capito se questa è avvenuta tramite acquisizione o per passaggio diretto. La seconda la possibilità dei privati di intervenire direttamente, contribuendo anche alla realizzazione delle opere di interesse pubblico.

Erano presenti gli Ordini Professionali (Geometri, Ingegneri e Architetti), Il Sindaco, il Presidente del P.S., un rappresentante della Wellness Foundation, un ricercatore universitario di urbanistica, dirigenti del Comune di Rimini del settore Pianificazione del settore accordi territoriali e del SUAP, e docenti dello IUAV di estimo e diritto.

Si inizia con 40 min di ritardo, dopo breve introduzione di un rappresentante degli ordini, si parte con il “breve saluto” del primo cittadino, un’ora e dieci di Marketing puro, tra promozione, propaganda e vendita, durante la quale scopro di essere un “link” in traiettorie di sviluppo trainate da una visione strategica, e che ho la possibilità di passare dal sogno al segno, un puntino sull’Adriatico, per entrare a buon diritto in un nuovo territorio in un epoca post-dubaista befanizzata?????????

Si passa quindi al Marketing del Presidente del P.S. attraverso suggestioni e confronti di luoghi, attività e situazioni affascinanti, ma piuttosto distanti dalla realtà riminese, per bacino d’utenza, dimensioni, morfologia del territorio e soprattutto cultura.

Insieme al rappresentante della Wellness Foundation, il filo conduttore è la prospettiva di un enorme, ma veramente enorme (15 km di spiaggia per 200mt. di larghezza) di spiaggia(arenile) privo di manufatti (condivisibile e auspicabile), tutti trasferiti tra spiaggia e prima linea(più insidioso), se i privati se ne faranno carico di wellness-fitness e good lifestyle center.

Il benessere e un modello di vita verde e sportivo, con buon cibo, concetto principale assolutamente legittimo e condivisibile, promosso dai primi tre relatori, anche se a mio avviso la CIVITAS, è molto di più con i suoi pregi e i suoi difetti. Aspetti positivi molti, aspetti negativi anche, e per obbiettività di cronaca proverò ad individuarne alcuni di entrambi.

Sulla mobilità, la scelta di pedonalizzare il più possibile il lungomare è positiva, così come restituire all’arenile il suo carattere e dotare l’area sopra la spiaggia di servizi.

Aspetti negativi assegnare al TRC ancora non realizzato, un’importanza “strategica”, comprensibile per gli impegni economici adottati, ma debolissima per una mancata riflessione e pianificazione di tutti i flussi pedonali, ciclabili, carrabili pubblici e privati in relazione alle dotazioni esistenti e alle previste, in base alla morfologia del luogo alle caratteristiche del clima e dei flussi storicamente accertati, non solo nell’area costiera, ma su tutto il territorio. Questo dovrebbe essere redatto da ente terzo competente e verificato ogni due anni in base alle mutate condizioni oltre che come verifica dell’esattezza delle previsioni, anche per modifiche e migliorie. Dettaglio inutile tale strumento di pianificazione già dal 1992 per legge sovraordinata dovrebbe essere attuativo.

Esempio come può il TRC affrontare le richieste odierne con previsioni fatte almeno 12 anni fa? E per confronto dotare l’area sopra l’arenile di servizi simili per tutta la costa non aiuta a diversificare e caratterizzare il “Genius Loci”, ma ad appiattirlo in un’unica grandissima area monofunzionale, sarà davvero strategica questa scelta?

Dal punto di vista strettamente urbanistico vedo di buon auspicio la possibilità di realizzare servizi nell’area ex-demaniale, meno la quantità e gli usi previsti troppo monotoni e poco differenziati.

Trovo insidiosa la direzione presa di far realizzare ai privati le dotazioni di servizio da raggiungere, sarà difficile avere un’omogeneità di qualità ed interventi. Così come il sostituire gli attuali parcheggi con altrettanti ma tutti interrati. L’esempio di Riccione ci deve far riflettere sulla necessità di realizzare un’infrastruttura così costosa, i parcheggi interrati, il rischio è quello di fare investimenti importanti con utilizzo inferiore alle capacità.

Non mi piace la creazione di dune artificiali e l’antropizzazione completa con un parco enorme, preferirei la formazione di situazioni urbane con tutti gli usi della vita quotidiana e dotazioni di servizi pubblici, scuole e piccole fasce di residenze sociali e non, per favorire il controllo sociale spontaneo durante tutta la giornata ed in tutte le stagioni e qualche fascia di natura selvaggia, insomma spontanea.

L’identità e il carattere del territorio sono stati dimenticati e per uno sviluppo urbano della costa che sia sostenibile, l’attenzione al passato e riferimenti alle attività storiche come le vele al terzo, l’attività della pesca e degli sport del mare sarebbero da auspicare fortemente.

Il ricompattamento della città e dei costi di gestione avviene con l’applicazione di altri principi e il consumo di suolo nello scenario ipotizzato è totale. La sostenibilità è altro, anche se abbiamo rinunciato fortunatamente ai project financing di Foster, Nouvel e De Smedt e questo va bene.

Così come il recupero di indotti produttivi e artigianali di nicchia a garanzia di una differenziazione e di un’attenzione culturale che superi la modaiola e certamente importante tendenza del benessere e dell’attività fisica.

La mancanza di flessibilità negli usi è coercitiva e pericolosa in relazione alle variazioni dei mercati e alla realizzazione di investimenti forse tardivi ed obsoleti (penso ai parcheggi interrati, quale futuro per le auto private nei prossimi 20 anni? A fronte di concessioni per 99 anni.

Mi sfugge la volontà di creare una città costiera monofunzionale e rinunciare ad una vera città completa.

Qualche dubbio lo sollevo sulla mancata applicazione della legge regionale a tutela delle spiagge libere che significa aree naturali, dovrebbero essere il 20% del totale, ad oggi sono solo il 7%, dopo l’attuazione del “Parco del mare” quanto saranno?

Gli interventi che sono seguiti a quello dell’Urbanista della facoltà di Ferrara, dei dirigenti del Comune sono stati tecnici e hanno illustrato norme e linee di indirizzo previste per l’attuazione del piano. All’interno della monotematica direzione intrapresa, senza alcuna possibilità di dibattito, vi sono anche scelte e proposizioni condivisibili, ma mancano confronti ed esempi a sostegno di una tesi tutta da dimostrare.

Di fronte ad interventi incompleti, quali Novarese, Murri ad esempio, che vanno nella direzione auspicata, quali indicatori abbiamo a sostegno della validità di questo piano? Parlo non di potenzialità ipotetiche, ma di dati certi, arrivi, soggiorni e capacità di spesa dei turisti negli ultimi 10 anni? Quali sono i nostri concorrenti e quale potrebbe essere diciamo nel raggio di 50 km il nostro partenariato, con cui sviluppare sinergie?

Altro aspetto sempre ignorato, quale funzione potrebbe assumere nella città riminese l’applicazione di questo piano, perché suddividere in funzioni così delineate aree che potrebbero esprimersi in molti modi diversi e ricompattare la città con quartieri identitari autosufficienti?

Apprezzabile la scelta di un obbiettivo, ma potrebbero essercene altri, altrettanto vantaggiosi.

Trovo elevato il rischio di ritrovarsi tra 15 anni ad avere un’exposizione di design celebrativo di progettisti e amministrazione, ma completamente avulso dalla cultura riminese e privo di fascino a causa del suo indirizzo monotematico.

Nelle diapositive proiettate, non ho visto alcuna proposta “tradizionale”, solo architetture di design, prive di relazioni e riferimenti alla storia ed al territorio, palme, tante palme, per la gioia del punteruolo rosso, gradonate in listelli di legno e prati all’inglese, insieme al grido di battaglia “Piscine”.

Seaside, Alys beach, Pitiousa, Portgrimaud, sono esempi di pianificazione integrata, la mia riflessione è la seguente ma se voglio perseguire il benessere e uno stile di vita sano, mangiare del buon cibo e praticare attività fisica non posso farlo all’interno di una città completa, non posso farlo nella natura? Ho davvero bisogno di realizzare tanti edifici, simili per funzioni e consumare tutta la costa?

Della mancata possibilità di porre anche solo due domande al mattino e due al pomeriggio, ho già detto. La partecipazione richiede confronto, ascolto e condivisione.

Tra il serio ed il faceto commentavo gli 8 crediti formativi, più vicini ad un bonus filo-governativo che ad una giornata di libera informazione, mi hanno fatto notare che erano gratis e quindi la lamentela era ingiustificata, vero, però ce li siamo sudati tutti.

L’affluenza è stata elevata.

Anyway, ai posteri l’ardua sentenza.

 Fausto A. Battistel Architetto

P.S. da “le città invisibili”

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.

Due modi ci sono per non soffrirne.

Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio” [ Italo Calvino]

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TRC Vincit Omnia.

Cattura1Bisogna ammetterlo. Ancora molti non conoscono il TRC, ma si è fatto decisamente poco amare da tutti quelli che hanno avuto la sfortuna di capitargli tra i piedi. Bisogna ammettere anche un’altra cosa: il Trasporto Rapido Costiero è un’opera senza senso utile, che deturpa il territorio e ha messo nei guai persino quelli che la vogliono finire a tutti i costi, ma se quella di stamattina è la massima resistenza che la cittadinanza si sente di opporre i dirigenti di AM e Italiana Costruzioni possono già tirare un bel sospirone di sollievo.

I Fatti. Dopo aver aperto una ferita di quasi 10km sul territorio che va da Rimini a Riccione, da stazione FS a stazione FS, qualcuno si è accorto che dovevano essere spostati i sottoservizi, le fogne. Nello specifico in Via Portovenere questa svista (o qualsiasi altra cosa sia) si è tramutata in un bel guaio per i residenti, che potranno entrare e uscire, dalle loro case, solo a piedi per un periodo stimato in circa un mese. Le questioni da puntualizzare sono diverse.

Lo spazio carrabile lasciato a disposizione è di 120 cm, meno di un manico di scopa. Già a causa del precedente confine di cantiere ai mezzi dei Vigili del Fuoco era inibito l’accesso, ora non possono passare nemmeno le ambulanze. Qualcuno dice che è sopportabile, altri, magari quelli con un invalido del 100% a casa, non sono tanto convinti, in ogni caso questi riccionesi di serie b si vedranno spegnere principi d’incendio con i Canadair e dovranno stare molto attenti al colesterolo per evitare infarti troppo fulminanti per essere raggiunti a piedi.

Altra singolare questione è il fatto che nessuno sembrava sapere quello che sarebbe avvenuto. Una mattina è apparso un cartello giallo con l’invito a spostare i mezzi di locomozione da casa, stop. Il Sindaco Tosi, a piene pagine di giornali, dichiara “non ne sapevo niente, ero a Milano”, esiste però un’ordinanza del 27/04 firmata dal Dirigente della P.M., Dott.ssa Graziella Cianini, che dispone quanto poi è successo ed inoltre la motivazione non lascia scampo, in quanto si parla di un lavoro che per sua natura deve essere programmato per tempo. Se qualcuno si fosse preoccupato della corretta comunicazione forse stamattina si sarebbe vista qualche lacrima in meno e qualche bestemmia sarebbe rimasta in canna, ma, nell’evidenza dei fatti (ne sono testimone) c’era molta confusione su ciò che sarebbe successo.

I casi sono due: si sapeva o non si sapeva. Sembra un’affermazione ovvia, ma anche l’ovvio nasconde conseguenze. Se si sapeva non si voleva essere scocciati per qualcosa di inevitabile. Se invece non si sapeva qualcuno ha fatto male il suo lavoro. Nel primo caso l’elettorato farà le sue considerazioni, nel secondo ci si affida alla fede, ossia è meglio pregare. In entrambi i casi questa mattina c’erano persone molto preoccupate perché pensavano di doversi guadagnare l’uscita di casa tra alberi e ringhiere, sperando di non dover muovere i residenti disabili. Non è così, i 120 cm sono miseri, ma garantiti. Per scoprirlo la Consigliera Regionale Sensoli (M5S) è arrivata sul cantiere la mattina presto, poi è ripartita lasciando un appello per il Sindaco Tosi (sperando che non sia a Milano).

Questi i fatti. Ora però vorrei concludere riprendendo la considerazione con cui si è aperto questo pezzo. La resistenza al TRC è ridicola. Sia chiaro, non parlo di resistenza alla maniera palestinese, sebbene un bel muro stile Gaza sia comunque stato approntato. Parlo della presenza, parlo di far pesare l’opinione pubblica, parlo di non pensare che i guai degli altri siano semplicemente… degli altri. Lo avevo già visto ai tempi dell’abbattimento della proprietà Moretti a Rimini, ma non solo li. Sembra che il lato opposto della strada sia un’altra dimensione, un luogo che non ci riguarda, figuriamoci quello che succede in un altro quartiere o in un’altra zona della città. E’ indifferenza? E’ rassegnazione? Qualsiasi cosa sia è esattamente quello di cui ha bisogno chi vuole portare avanti un’opera devastante come il TRC. Questa mattina c’erano degli attivisti del Movimento, una giornalista del Carlino e  quattro o cinque residenti, che comunque erano meno dei carabinieri. Questo cosa dovrebbe fermare?

P.S.

Mentre me ne stavo andando ho avuto un’idea geniale per ovviare alle difficoltà dei mezzi di soccorso sanitario. Si potrebbero istallare delle catapulte nei cortili per lanciare chi ha bisogno di soccorso alle spalle dei condomini, dove la strada è ancora praticabile. Prima di dire che si tratta di un’idea assurda affacciatevi alle finestre e date un occhio a cosa vi hanno costruito davanti casa.

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@DadoCardone

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Questione di inquadratura.

Immaginate la scena di un film. Non c’è audio. La telecamera punta sul volto di un bambino che piange. Si sarà fatto male? L’inquadratura si allarga e nel campo entra  una donna con il volto stravolto nell’atto di urlare. Forse il bambino ha rotto qualcosa di prezioso e piange perché la madre lo sta sgridando imbestialita. L’inquadratura si allarga ulteriormente, mostra una pistola fumante nelle mani del bambino e un uomo a terra con un buco in fronte. Le lacrime del bambino e lo sconvolgimento della madre sono dovute ad una morte accidentale….o forse no, sarà il film a dircelo.

Quante volte nella vita ci troviamo di fronte a punti di vista che non avevamo considerato? E quante volte non averli considerati ci ha fatto prendere una decisione sbagliata? Mi perdonino gli illustri nati imparati, ma a me è successo diverse volte e sempre per il meccanismo che ho voluto rappresentare nella metafora iniziale. In età adulta ho trovato  molto utile fermarmi e fare un passo indietro per avere una visione più ampia della scena.

Prendete la campagna elettorale di Riccione ad esempio. Se uno vive a Riccione tenderà, per quanto riguarda la decisione elettorale da prendere, a confrontarsi nel perimetro di interesse della faccenda. Leggerà articoli che parlano di Riccione, ascolterà chi si candida per amministrare Riccione e, sicuramente, prenderà parte alle appassionate discussioni del suo bar di riferimento dove, tra un caffè che sa di bruciato e un aperitivo con patatine mosce, avrà l’onore di ascoltare un Guru con l’alito da bianchetto che conosce anche le posizioni in cui amano riprodursi i candidati.

Ha senso? Voglio dire…  La conoscenza che ogni cittadino ha del proprio Comune  sembrerebbe una cosa abbastanza inutile. Da 50 anni  vincono  le elezioni  sempre i rappresentanti di certi interessi: ossia quelli che poi li mettono a far fallire aeroporti o a sventrarti la città con opere inutili e inopportune.  Forse la soluzione sta nel non fermarsi al bambino che piange.

Andiamo sul concreto così ci capiamo meglio. L’ingaggio elettorale a Riccione, ormai conclamato, è il TRC. Tutti lo vogliono fermare e tutti cercano la paternità della battaglia, ma tra quelli che non possono e quelli che in realtà non vogliono c’è da mettere un bel filtro alle dichiarazioni, cosa molto difficile da fare se rimaniamo sull’inquadratura stretta. Non saranno d’accordo i protettori di campanile, ma se rimaniamo  solo su Riccione pretendiamo di abbattere un albero prendendo ad accettate la sua ombra.

Se allarghiamo il campo dell’inquadratura possiamo cominciare a considerare il fatto che, escluso il Movimento 5 Stelle, nessuno che abbia una rappresentanza in altri comuni, manifesta ovunque la stessa intenzione di fermare l’opera. Ubaldi, candidato del centrosinistra (qualsiasi cosa esso sia), pare aver abbracciato lo stile del “Bomba” nazionale e proclama: “TRC  – Vado a Roma per stravolgerlo.”

L’espressione che mi è subito venuta in mente è un po’ diversa da quella che scriverò, ma diciamo che mi limito a un :”Come no!”. Il Sindaco del tuo Capoluogo, il tuo Presidente della Provincia, Il tuo Presidente della Regione, nonché Melucci (che c’ha pure famiglia in AM), strappano gli articoli e se li ingoiano piuttosto che parlare di TRC e tu vai a Roma a stravolgerlo. “Ma mi faccia il piacere” (cit. Totò)

Altra condizione per Noi Riccionesi che vorrebbero rappresentare discontinuità, ma si rendono conto che per ottenere certi risultati da soli non bastano ed allora si lasciano tentare dal centrodestra, per poi ritirarsi in fretta quando scoprono di essersi fatti bersaglio di una freccia pentastellata, che li ha colti nella stessa traiettoria usata per colpire PD e NCD o Forza Italia (o comunque si chiamino i figliol prodighi di Papy).

Il Movimento? Il Movimento manifesta un nazionale dissenso per queste grandi ed inutili opere  (vedi TAV). Anche a livello Regionale e locale non esita a ricorrere alla Procura per fermare la messa in strada dell’autobus più stupido e costoso del mondo. Bisogna ammettere però che il confronto è ingeneroso poiché il M5S che sia di Riccione, di Rimini o di Roma non deve nulla a nessuno e, stracciando tutto, se la dovrebbe vedere solo con il futuro, non avendo nessun debito con il passato. Poi chiedetevi perché corre da solo.

P.S.

E’ notizia recente che per la Francia la TAV non è un’opera prioritaria e il suo posto nel bilancio è sostituito da urgenze più significanti. Si chiama volontà politica e si esprime a livello nazionale…. Però anche un aperitivo alla moda con il Ministro Lupi non è una tecnica da abbandonare, magari al decimo Negroni comincia a capitolare.

Davide Cardone

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Ennesima avanzata del T.R.C. alias eravamo in guerra e non lo sapevamo

Lettera Aperta ai riccionesi.

Carissimi rappresentanti del partito democratiko, altre forze politiche, concittadini tutti.

Abbiamo compreso di essere in piena strategia. Un’aurea quasi militaresca è scesa in ogni angolo di questa città, dove si sente forte odore di generali e colonnelli. Ma è un odore acre, forte, puzza.
Lo stesso clima di tattiche e contro tattiche lo si vede in tutta la provincia ed a livello nazionale. Annunci farsa e poi boom, la verità arriva impietosa sulle enormi balle delle forze politiche che hanno governato queste lande [feudi?] negli ultimi 40 anni.

Avrete quindi sicuramente notato che alla cittàed ai suoi abitanti la si racconta sempre; prima che l’inceneritore sarebbe stata un’opera strategica; anche l’area del Marano è divenuta improvvisamente strategica per il suo indotto; è diventato strategico pure il Palacongressi; così lo è divenuta la terza corsia dell’autostrada; idem Aeradria era strategica [bada bene Aeradria e non l’aeroporto Fellini]; così le tante piscine sono state a loro modo strategiche; lo è stata la cementificazione selvaggia che ha visto protagonista anche l’ultimo consiglio comunale; oggi lo è il T.R.C. e anche la statale 16.

Apparentemente la vostra opera è sbagliata su tutta la linea, perlomeno, dagli intenti ai risultati sembrerebbe che i vostri generali e marescialli abbiano fallito in ogni opera che siano riusciti a toccare: dei Re Mida al contrario.
Molti di loro si chiedono quali saranno le maledette sfortune che li perseguitano e che imperversano nel nostro territorio?
Noi lo sappiamo, tutti le temono e nessuno le menziona, al solo accenno i marescialli si toccano per scrupolo: si chiamano Procura della Repubblica e Tribunale Amministrativo Regionale!
Provate anche voi cittadini, entrate in un luogo di consistente presenza politika e pronunciate l’anatema… a breve noterete defilarsi i primi marescialli timorosi e in men che non si dica il luogo rimarrà vuoto.
A giudicare dai numeri hanno fallito, ma imperterriti sono ancora arroccati nelle segrete stanze a parlare di tattiche e strategie. Ad un occhio attento potrebbe anche risultare che determinati interessi siano invece stati salvaguardati.

Eppure siete stati tutti avvisati per tempo. Sono anni che ci si confronta su questi temi, ma anche nell’ultimo consiglio comunale è emerso chiaramente il rifiuto di affrontare il volere di 7.500 firme dei cittadini contro le attuali politiche dei rifiuti, pari al rifiuto di indire un referendum corredato di 4.000 firme sul TRC, portato sui banchi del consiglio negli anni passati.

Ora, prima che ci raccontiate dell’ennesima mirabolante impresa a cui vorrete assoggettare questo territorio ed i suoi già provati abitanti, vorremmo parlarvi noi di strategie.

Riguardate i risultati;

  • la strategicità dell’inceneritore è diventata utile netto per una società privata, maggiori costi per la comunità, probabilmente ulteriori aggravi per la salute dei cittadini e un oscura ombra data dalla possibilità di bruciare maggiori rifiuti “stranieri”, questo qualora la raccolta differenziata funzionasse ancor di più con il porta a porta;
  • se l’A14 doveva ridurre enormemente l’impatto ambientale e la quantità delle micro polveri [PM10 e PM2.5] in sospensione nella nostra aria, è anche vero che i dati forniti dagli enti preposti ci assicurano che l’inquinamento è aumentato enormemente;
  • il Palacongressi vuoto per buona parte dell’anno e con costi di gestione astronomici riesce a malapena a coprire le sue spese, ma il debito rimane da estinguere a carico di tutta la cittadinanza;
  • il Marano è rimasto uno spettacolo indegno e anzi è diventato un concentrato di criminalità, prostituzione, spaccio, degno dei peggiori quartieri romanzati;
  • Areadria è fallita con un debito di 52 milioni e probabilmente ancora non abbiamo visto la fine della coda, visti i recenti indagati illustri;
  • le piscine sono tutte lì, inutili, a dimostrare l’inefficienza e la corruzione;
  • il T.R.C. è oggi sotto gli occhi di tutti e vedremo ben presto il conto amaro di questa mirabolante opera strategica se noi tutti non adotteremo una controtattica;
  • lasciamo perdere la SS16 affiancata alla A14 che per quanto evidentemente dannosa sarà soggetta ad approvazioni di difficile esito.

La vostra strategia è quindi a noi chiara: aumentare il cemento e l’accentramento del potere economico in quest’area.

La nostra strategia è notevolmente diversa, vorremmo infatti chiedere ai politicanti di ordinare ad A.M. [Agenzia Mobilità] l’interruzione delle ostilità, ehm, di interrompere l’avanzamento del cantiere T.R.C., anche in virtù delle dichiarazioni fatte dai candidati sindaci e dalle possibilità di intervento date dalle loro conoscenze ( vedi i renzisti e i lupisti presenti nel territorio ).
Questo almeno fino alla prossima tornata elettorale, in modo da dare alla prossima giunta a 5 stelle la possibilità di verificare l’entità del danno e quindi chiedere ai cittadini, tramite apposito quesito referendario, l’esito del TRC sulla base di dati certi e di un processo divulgativo.

Chi è d’accordo metta il dito qui sotto.

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la perla verde

Questo testo non apparirà mai né sui giornali né su altri media.

 

Non c’è destra ne sinistra, tantomeno il centro.

 

Non c’è “una parte” di cittadini, il _ partito _ partes.

 

C’è la politica ( polis etica: etica pubblica ) e la democrazia ( demos kratos: potere e popolo, il governo del popolo ).

 

I falsi ideali per cui il ceto basso ( la sinistra ), debba difendersi dal ceto alto e dal potere ( la destra ), mentre ci si riferisce ad un ceto medio del potere religioso ( il centro ), non hanno nessun riscontro nella società. Io posso essere cristiano o meno, avere un negozio o una attività imprenditoriale o esserne dipendente e nel contempo essere assolutamente povero, non indigente, ma non ricco. Idem e viceversa.

Non ha senso sentirsi identificati e difesi, rappresentati, da una parte di queste realtà.
Leggi tutto “la perla verde”

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