Rimini, i suoi ponti ed altre mediocrità.

La storia di Rimini è una storia di ponti. Ponti metaforici, le cui sponde sono il passato e il presente, e ponti materiali, costruiti per saltare le bisettrici d’acqua e d’asfalto che la percorrono. Questi ponti dicono molto, se non tutto, sul conto di chi ha amministrato Rimini dal passato al presente.

Il ponte di via Coletti, per esempio. Costruito male, fatto arrivare al limite del crollo, che il Sindaco Andrea Gnassi voleva sostituire con un ponte Bailey, uno di quei pontacci provvisori in ferro tipici della seconda guerra mondiale. Quella volta, fortunatamente, una rivolta popolare guidata dal locale Movimento 5 Stelle, (Requiescat in pace) dentro il Consiglio Comunale, fece cambiare la delibera di Giunta, praticamente già approvata.

Al tempo Gnassi si sentiva provvisorio e provvisori voleva i ponti. Quando, ricevuto il secondo mandato, capì che i Riminesi non riescono proprio a trovare un’alternativa alla sua augusta persona, decise di dar sfogo alla sua… ma che dico enciclopedica… bignamica cultura. Il riassunto dei riassunti: Rimini è nata con Fellini e morirà in un DjSet.

La prima avvisaglia del nuovo corso, anche se molto altro bolliva in pentola, si ebbe con il Ponte di via Roma, altrimenti noto come ponte di Mordor. Certo, un ponte o un sottopassaggio erano necessari in quella posizione, ma perché farlo somigliante ad un disegno di Hans Ruedi Giger (il papà di Alien)? Qualcuno direbbe “De gustibus… “, solo che, nel caso specifico, più che l’opinabile gusto sarebbe stata preferibile la “Congruentia”. Di fatto, a cento metri, riposano i consistenti resti di un anfiteatro romano (con una scuola dentro). Metterli nella stessa prospettiva con il ponte è un po’ come guardare uno di quei film dove i cowboy combattono con gli Alieni. Cinque minuti dopo il naturale interesse che provocano le cose strane, è inevitabile esclamare: “Che cazzata!”. La Soprintendenza, al paesaggio tra le altre cose, non trovò nulla da dire, dunque…

La Soprintendenza all’Archeologia, alle Belle Arti e al Paesaggio trova di rado qualcosa da dire. Lo abbiamo notato, sempre parlando di ponti, nel recente sfregio al Ponte di Tiberio. Per chi non lo sapesse il profilo raro nel mondo, rappresentato da un ponte di 2000 anni, una sponda medioevale e una sponda dell’800, è stato vandalizzato con un passerella in legno e acciaio, che probabilmente tra dieci anni sarà ridotta come il ponte dello Scout.  Per aggrapparla alle Mura sono state aperte finestre con mezzo metro di lato e abbattute porzioni dello stesso manufatto.

Secondo Davide Frisoni, pittore e consigliere comunale per Patto Civico ( Frankenstein secondo Pizzolante), non c’è nulla di male, anzi… bisogna farlo per i disabili. Il pittore noto per la sua visione del mondo tramite gli asfalti bagnati, pare abbia capito che, se vuol prendere il testimone di assessore da Pulini, deve imparare a vedere il mondo tramite la brodaglia PD. Lo andasse a dire agli invalidi senza pubblico trasporto di Via della Lama che la passerella la stan facendo per loro.

Mi sto distraendo… stavamo parlando del metro di giudizio della Soprintendenza. Le mie competenze in fatto di arte e paesaggio non sono sicuramente bastanti per giudicare l’operato tecnico di quest’organo amministrativo. Sono sempre stato convinto però che, per quanto una persona possa essere tecnicamente competente, è il modo di coltivare la sua civiltà che rende questa competenza un servizio per la comunità, piuttosto che un semplice atto di zelo fine a se stesso.

Ho dunque fatto la cosa più semplice che si può fare, oggi  come oggi, per monitorare le idee di una persona. Sono andato a guardarmi la pagina Facebook di uno dei protagonisti dell’affaire Tiberio: Il Funzionario responsabile Vincenzo Napoli. Non avete idea di quello che ho trovato… (leggasi con tono di sconforto)

Il Diario di Vincenzo Napoli è quanto di peggio vorreste mai vedere espresso da un rappresentante di un’istituzione pubblica (salvo che non siate leghisti). Non scrive mai nulla, ma riporta compulsivamente notizie di reati commessi da immigrati, storie sui 35 € dati ai profughi, post contro Islam e moschee. Inoltre ha una particolare attenzione per gente che ha ucciso il ladro in casa e per Laura Boldrini, contro la quale espone una corposa collezione di post.

Ora… io non so se Vincenzo Napoli abbia la tessera di qualche partito, ma se fossi rappresentante della destra xenofoba non perderei l’occasione di offrirgliene una. Quello che mi turba però è l’evidente mediocrità del pensiero, o meglio, m’infastidisce che una persona che legge la realtà in quel modo possa far parte della catena decisionale per le sorti del Ponte di Tiberio. Diciamo che è… un problema mio?

Insomma la povera Rimini, dopo un glorioso passato fatto di Imperatori Romani, Rinascimento, Resistenza e invenzione del turismo moderno, sembra oggi condannata alle decisioni di mediocri amministratori della Res Publica che riempiono i loro programmi con la parola Fellini, ma solo perché è il primo Vip riconosciuto, e autorizzano il massacro di mura medioevali, con la stessa convinzione con cui schifano la Boldrini. Che meraviglia.

P.S.

Non è il male che corre sulla terra, ma la mediocrità. Il crimine non è Nerone che suonava la lira mentre Roma bruciava, ma il fatto che suonasse male.  [Ned Rorem]

 

@DadoCardone

Share

Rimini, provincia razzista?

Sarà che le cose succedono tutte insieme. Sarà che l’informazione, per vendere, ha bisogno di amplificare e distorcere tutto in dramma. Sarà quel che sarà, ma negli ultimi giorni si sono infilate una dietro l’altra due notizie che generano raccapriccio e fanno sì che ci si interroghi seriamente sul tipo di comunità a cui si appartiene.

La prima notizia è quella del razzismo tra bimbi al cento estivo. La seconda è quella del tentato respingimento di 12 profughi dalle case popolari di Riccione. Queste due perle, che in un attimo ti sembra di abitare a Gorino invece che a Rimini, aprono ad un mare di considerazioni.

Il razzismo tra bambini di otto anni è qualcosa di agghiacciante, perché colpisce nell’idea stessa di un futuro senza questo tipo di aberrazione. Va da sé che un bambino di quell’età non ha sviluppato da solo l’avversione contro chi ha la pelle diversa da lui, ma una cosa è ripetere una frase che si sente in casa, un’altra è essere così incoraggiati al razzismo da generare pensieri in autonomia.

“Ti sta bene che sei caduta. A terra devono stare i negri.” E’ senz’altro prova d’interiorizzazione del concetto e siccome i bambini non ci nascono con certe patologie deve essere stato “ben educato” dal suo ambiente. Non ho idea di chi sia la persona che plagia un bambino di otto anni verso certe convinzioni, ma sarebbe bene indagare e prendere provvedimenti per evitargli un futuro di sociopatia.

Non meno gravi, ma penso ormai irrimediabili, le convinzioni di quei 4 probi cittadini, che hanno cercato di impedire l’accesso a 12 profughi nelle case popolari di Riccione. Da quanto si apprende dalla stampa sembra che gli Ivoriani non siano poi entrati nei locali assegnati solo per un disguido con l’addetta Acer che doveva portare le chiavi. Fatto sta che la protesta, di pochi o molti che fossero, si è accesa eccome. Senza contare poi l’inevitabile strascico sui social, dove pare sia concessa l’immunità plenaria a chiunque si senta in vena di manifestare bestialità.

Foto dal Corriere di Romagna

Mi si permetta una riflessione a margine, ma nemmeno troppo. Se vivi in una casa popolare, teoricamente, sei una persona in difficoltà che ha avuto bisogno dell’aiuto del comune. La prima cosa che ti viene in mente per manifestare gratitudine rispetto alla solidarietà ricevuta è negarla ad altri? E con che fermezza poi. Guardate con che fierezza le tre matrone si fanno fotografare dal Corriere di Romagna a guisa di barricadere. Che poi… se proprio vogliamo aiutare tutti a casa loro, il tratto somatico non sembra proprio riccionese, ma molto probabilmente mi sbaglio.

In cima alla catena delle responsabilità però va messa sempre la politica, perché è la politica che detta l’atteggiamento corrente. Le persone possono diventare piene d’odio come reazione a qualcosa che non capiscono, per basso grado d’istruzione o perché cresciuti all’ombra di un modello avariato. L’informazione, sempre in cerca di titoli con gente che “tuona” e di proteste che “esplodono”, fa la sua bella parte e non può proprio far a meno di riportare le dichiarazioni di scimuniti, che valutano a colpo d’occhio l’anno e il modello del cellulare nelle mani di chiunque abbia un’etnia diversa dalla loro (ma poi dimenticano che da noi i bambini di 12 anni viaggiano con smartphone che costano il doppio). Gli intellettuali, come d’abitudine, visto che tengono tutti famiglia, si fanno i fatti loro. A coltivare umanità rimarrebbe solo la politica; e qui sorge il grosso problema.

Non mi sto tanto riferendo a quella più oltranzista, tipo Forza Nuova. Dieci persone con venti bandiere, che cercano tutto il giorno l’occasione per azzuffarsi, dovrebbero essere un problema della Questura, più che della società civile… anche se poi proprio non si capisce questa tolleranza verso chi si dichiara apertamente fascista. Un po’ più pericolose sono le posizioni di leghisti e affini, perché il razzismo lo travestono da buon senso,  fornendo soluzioni senza costrutto, ma facili da ripetere. L’atteggiamento più pericoloso però è di questo centro sinistra in crisi d’identità, che formalmente amministra, ma non ha più idee e identità proprie che l’aiutino a capire da che parte si deve mettere.

Il caso di Rimini poi è fenomenale. Gloria Lisi, Assessore al Welfare, è talmente politicamente inadeguata da non riuscire a capire che, all’indomani di fatti del genere, non si va sui giornali a gridare basta profughi  (pur essendo dentro la quota stabilita) e ribadire l’altolà alla Prefettura, come fosse l’assessore di una giunta leghista. Questa è benzina sul fuoco. Lo capirebbe persino il suo Sindaco… non fosse occupato a far il PR per le due feste estive che lo fanno sentire quasi utile.

Amministrare una Comunità non è solo gestire i conti, fosse solo questo basterebbero degli amministratori condominiali. Ciò che si amministra in realtà sono i cambiamenti e i bisogni .  Il Sindaco è detto Primo Cittadino perché dovrebbe essere un esempio etico e morale, una forgia per tutti gli altri. Oggi ho cercato una sua dichiarazione sulla stampa, ma l’ho trovato, come al solito, a parlare di Notte Rosa.

P.S.

“Nessuno è nato odiando qualcun altro per il colore della pelle, o il suo ambiente sociale, o la sua religione. Le persone odiano perché hanno imparato a odiare, e se possono imparare a odiare possono anche imparare ad amare, perché l’amore arriva in modo più naturale nel cuore umano che il suo opposto.”

[Nelson Mandela]

 

 

@DadoCardone

Share

Tutto fa brodo, persino il profugo.

volontari-profughi-civivoA Rimini i profughi sono come le banane, sono gialli, per via di una pettorina, ma al posto nel classico bollino blu sono marchiati Ci.Vi.Vo. E’ un’altra delle trovate mediatiche dell’Amministrazione degli Anelli, che di reale fa molto poco, ma per quanto riguarda Selfie, Cartoline e Rendering non si fanno parlare dietro da nessuno.

Qui, in quel piccolo puntino sull’asse dell’Adriatico [cit.], siamo entrati nel rush finale che si concluderà con le elezioni amministrative della Primavera 2016… e si vede. Se c’è un operaio che chiude una buca in mezzo alla strada viene subito chiamato “Cantiere” e gli mettono sulla schiena un cartellone tutto colorato annunciante che, sì, lì la città cambia, ma finirà di cambiare solo nel 2018, solo se rieleggiamo Gnassi. Nel frattempo sui quotidiani, quasi ogni giorno, vengono pubblicati rendering di ogni tipo, senza che vi sia un solo percorso attraverso uno strumento urbanistico degno di questo nome. Da anni sentiamo parlare di Masterplan Strategico, ma solo adesso scopriamo che, oltre a pagare riccamente la carta delle fotocopie ad Ermeti, serviva a ben poco. Se entro marzo il Comune di Rimini non presenta un Piano Strutturale Comunale (PSC) si esce dal Regime di Salvaguardia e si torna all’antidiluviano Piano regolatore Generale Comunale (PRG). Come ricorda spesso Massimo Lugaresi sul suo Salvarimini, siamo gli unici di tutta la Provincia (o forse del mondo) a non esserci adeguati. Il motivo? Qualcuno allarga le braccia e dice: “le osservazioni dei cittadini”, ma di quelle si è fatto un metaforico rogo appena il Primo Cittadino, ad Agosto di quest’anno (!!), si è sentito pronto a fare le sue. Pigrizia o PSC scomodo? Ognuno tragga le sue conclusioni.

Poco male perchè, come detto, l’immobilismo viene dissimulato con una verve mediatica fuori dal comune, degna del Matteo nazionale, o forse proprio della stessa scuola.. chi lo sa. Certo l’impresa viene resa molto facile da un’informazione che pubblica qualsiasi cosa all’Amministrazione, senza sprecarsi in troppi commenti. Un giorno di questi mi aspetto di vedere su qualche giornale la rubrica “Unisci i puntini”  già completata dal Sindaco. Il Soggetto ovviamente sarebbe un cerchio concentrico (questa la capisce solo chi vive a Rimini).

Ultima, ma non ultima,  trovata è quella del servizio fotografico del Vicesindaco Lisi con quattro Profughi nel giardino della scuola d’Infanzia La Coccinella. L’esperimento di integrazione consisteva nel fargli pulire il giardino, ma non vi preoccupate cari genitori i vostri bambini non sono mai stati in pericolo. I Profughi erano costantemente accompagnati da un volontario dell’Associazione Ardea e sono state scelte razze mansuete, per la precisione una persona del Ghana e 3 del Bangladesh… a proposito.. pare che un bangladese trovandosi vicino ad cespuglio di rose si sia insospettito riguardo al suo compito.

In ogni caso l’esperimento è riuscito, ma non quello dell’integrazione. Grazie a questa (ed altre) iniziative dell’Amministrazione, si è capito che se facciamo dipingere le scuole ai Ci.Vi.Vo. e pulire i giardini a profughi Anthea non serve.

civivoSia chiaro. Non ho nulla contro l’integrazione, chi fa il favore di leggermi ogni tanto lo sa benissimo, ma sono assolutamente contrario alla strumentalizzazione che si fa di un bisogno reale. L’integrazione è sicuramente un bisogno, come lo è sentire l’esigenza di portare decoro della propria comunità con tanti piccoli atti di volontariato. Non ho però fiducia nella capacità di questa Amministrazione di produrre qualcosa di realmente organico in tal senso, qualcosa che possa vivere di vita propria senza essere riesumato alla necessità di fare un Selfie. I Ci.Vi.Vo. sono stati strumentalizzati durante le elezioni regionali, questo è un fatto. Gli sono stati intestati capitoli di spesa senza guardare alle loro reali necessità. Per essere chiari quel bel blocco di cemento da centomila Euro a Miramare è uno spreco assoluto che non penso rispecchi le esigenze di nessuno, tanto meno quella di chi si è approcciato all’associazione con l’intenzione vera di portare un contributo.

Ora tocca ai profughi. Il marchio di qualità ce l’hanno, il servizio fotografico l’hanno fatto, non rimane altro che vedere se diventeranno abbastanza integrati da togliersi quella cazzo di pettorina e andare in giro senza l’assistente sociale o, addirittura (ma questa è fantascienza) facendoli assistere da qualcuno della loro nazionalità normalmente integrato. Non c’è sempre bisogno di stare in equilibrio sulla palla battendo le mani per guadagnarsi il pescetto.

P.S.

A proposito di Selfie elettorali. Non sto vedendo più quelle belle foto del Primo Cittadino al molo, o come lo chiama lui : La Palata dell’Anima. Lo volevo avvertire che nel frattempo è diventata la Palata della Vodafone.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Il Movimento, L’Immigrazione e la modalità Bar.

DaressalaamconvictsOgni tanto il Movimento 5 Stelle, sempre a causa di strane preferenze del Blog devo dire, cade in errori fatali che lo fanno sembrare colto da doppia personalità. Infatti per quanta professionalità sono in grado di sviluppare alcuni (vedi di  Maio, ma anche tanti altri), altrettanta dabbenaggine riusciamo a produrre, come ad esempio sul tema dell’immigrazione.

Non che sull’Immigrazione non ci siano proposte, anzi. Ignazio Corrao e Laura Ferrara, Europarlamentari del Movimento, stanno lavorando e producendo sodo laddove la questione si annoda, attorno al Trattato di Dublino. Il Blog però non pubblica le loro posizioni, ma quelle di tale Bertola, consigliere comunale di Torino, che se gli togli le 5 stelle e gli metti il simbolo della Lega non se ne accorge nessuno. Ma vediamole queste proposte:

  1. Diritto d’Asilo concesso solo a chi ne ha diritto legale formalmente ineccepibile
  1. Chi non lo ottiene deve essere fisicamente accompagnato alla frontiera
  1. Che il ricorso contro il diniego all’Asilo venga svolto in tempi rapidi (onde evitare che l’extracomunitario resti sul territorio)
  1. Stretta sorveglianza dei Profughi nei Centri d’accoglienza.

Sì, sono proprio di un consigliere 5 Stelle e non di un Leghista agli arresti domiciliari in un bar del varesotto. Per chi si interessa seriamente del problema è evidente che queste proposte non servono assolutamente a nulla, se non a fomentare qualche razzista che, sicuramente, si nasconde anche tra le fila del popolo penta stellato.  Cogliamo però l’occasione per fare un po’ di chiarezza…. vi va?

Nel Mondo ci sono 60 milioni di migranti (e non sto parlando di “mando mio figlio a studiare a Londra così ha più opportunità“). Qualcuno scappa dalla guerra, altri dall’instabilità che ha causato una guerra, altri ancora dalla fame che l’Occidente si è premurato di provocare in centinaia di anni di conflitti, colonialismo e leggi razziali. Va da sé che non tutti possono godere di uno status di rifugiato politico, ma quando la scelta è tra l’ammalarsi di malaria o morire di sete… pare abbastanza normale che chi può decida di andarsene, nonostante quello che prevede il Diritto Internazionale.

Sessanta milioni di profughi non li fermi facendo finta di non vederli o riaccompagnandoli uno per uno alla frontiera del tuo piccolo giardinetto. La situazione va gestita, perché nel prossimo futuro non farà altro che peggiorare e, se non saremo pronti ad assorbire l’onda d’urto con una seria organizzazione, ne saremo devastati.

Attualmente l’organizzazione che tratta i migranti del mondo si chiama Criminalità e sta facendo affari d’oro a cominciare dalle terre d’origine. Il migrante, che sia profugo o no, vale migliaia di euro già all’inizio del suo viaggio e poi, quando arriva in Italia, diventa un esemplare da mungitura in piena regola finendo nelle mani delle cooperative colluse (rosse o bianche è indifferente), che prendono finanziamenti e restituiscono lager. Moltissimi finiscono anche nelle mani di caporalati e schiavitù lavorativa, che li sfiniscono a morte nei campi, in modo che noi possiamo mangiarci pomodoro tutti i giorni. Il loro valore attualmente è arrivato addirittura a trascendere  il denaro e si è trasformato in vero e proprio potere, diventando motore  elettorale, laddove l’elettorato sia suscettibile ad un certo sciovinismo.

Come si ferma tutto ciò? Forse non tutti sanno che, per il Trattato di Dublino, il migrante può chiedere Asilo solo nel luogo di approdo e, dunque, nel caso voglia andare ad esempio in Francia deve impedire di farsi riconoscere fino a che non si trova sul suolo della Nazione che ha scelto. Va da sé che l’Italia non può accettare richiesta di Asilo per la Francia e da qui nascono un sacco di problemi sia organizzativi, che di dinamiche improprie dei movimenti migratori. Corrao e Ferrara chiedono in Europa proprio una revisione di questa fallace procedura.

Émigration_italienne_par_régions_1876-1915Si diceva prima che non tutti sono profughi, ma questo non impedisce loro di cercare miglior fortuna, come non lo impedì all’Italia che solo nella prima grande migrazione (1876 -1900) mandò in giro per il mondo 14 milioni di persone, poi di migrazioni ve ne furono altre con il picco del 1913, l’anno in cui partirono 870.000 persone. Vallo a dire alla comunità italiana d’America (17 milioni di persone) che i terroni dovevano stare a casa loro.

 In un mondo dove 2,5 milioni di persone (1,5 milioni di bambini) ogni anno muoiono di diarrea, perché non hanno a disposizione acqua potabile, la decisione di partire, in regola o no, è inevitabile. Volendo ci si può limitare ad un percorso pragmatico togliendo terreno al razzismo travestito da buon senso.

Quest’anno gli immigrati regolari hanno versato alla Comunità Italiana 15 miliardi tra Inps e Irpef, riprendendosene solo 13 (più o meno). E’ evidente che immessi in un percorso adeguato diventano una risorsa per tutti…. Non solo per Buzzi e Carminati. E’ necessario implementare i percorsi di regolarizzazione perché una situazione normalizzata fornisce l’opportunità di un accesso regolare alla vita della comunità, diminuendo le situazioni di degrado.

Le quattro perle di intransigenza modello leghista sopra elencate non fermano 60 milioni di profughi, di cui una buona parte spinge sul Mediterraneo. Nemmeno possono instradare il fenomeno di migrazione in una prospettiva di regolarizzazione. L’unica cosa che  possono fare e dar soddisfazione al razzismo intestinale di taluni, poco dotati di visione, ma molto di rancore verso la diversità.

Qualche illustre statista ne fa una questione di opportunità politica e pensa veramente di poter contendere i voti del becero nazionalismo alla Lega, abbassandone un po’ i toni. E’ un’idea semplicemente demente. Nessuno batte la Lega quando si tratta di stimolare i peggiori istinti dell’Italiota e, a ben guardare stiamo parlando di un serbatoio molto piccolo che riguarda il 10-15% per 30% che ancora va a votare. La vera sfida è riportare al voto il 70% che non ci va più… e non è che non ci va perché rivuole Mussolini, di quelli ce ne sono diverse interpretazioni tra cui scegliere. Solo nelle ultime Regionali Emiliano Romagnole il PD ha perso 2 milioni di preferenze e non mi risulta siano andate alla Lega, ne al Movimento. Che sia il caso di uscire dalla modalità Bar?

P.S.

« Cosa intende per nazione, signor Ministro? Una massa di infelici? Piantiamo grano ma non mangiamo pane bianco. Coltiviamo la vite, ma non beviamo il vino. Alleviamo animali, ma non mangiamo carne. Ciò nonostante voi ci consigliate di non abbandonare la nostra Patria. Ma è una Patria la terra dove non si riesce a vivere del proprio lavoro? » [Risposta di un emigrante italiano ad un ministro italiano esposta nel Memoriale di San Paolo del Brasile]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share