TRC e il Metodo AM

1385921_246362158850113_1964939497_nE’ finita, la taverna della famiglia Moretti è stata abbattuta. E’ cominciato tutto poco dopo l’una del pomeriggio ed è finita che la sera era scesa da poco. Alla fine una pioggia leggera si è posata sulle macerie come un sudario.

La zona era abbondantemente presidiata. Presenti Digos, Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale, vicino ad uno degli ingressi del cantiere un reparto operativo della Mobile pronti contro la sommossa e nei pressi della demolizione un agente della scientifica che filmava il tutto. L’impressionante dispiegamento di forze è stato messo in campo non per dei violenti facinorosi, non per dei black block, ma per un onestuomo e un po’ di Grillini armati di cellulare e telecamera. Sarà anche meglio stare sul sicuro, però…

Come l’hanno presa i protagonisti di questa storia? Intendiamoci, nessuno ha mai creduto che quella proprietà rimanesse in piedi. Sebbene inutile il TRC è un’opera da 100 milioni di Euro e chi doveva prendere la sua parte dei soldi di Rimini, che il suo lavoro fosse indispensabile o no, li ha già presi, ora però restano da spendere i quasi 50 milioni del CIPE per i quali tutti si affannano a dire che non sono destinabili ad altro. Falso. Possono essere spesi in mobilità.

sentUna piccola speranza, fioca come una candela in un tornado, l’aveva accesa un giudice del Tribunale Amministrativo Regionale di Bologna a cui era stato dichiarato dal legale di AM che: nulla di insistente su occupazione provvisoria sarebbe stato abbattuto. Oggi un Giudice per le Indagini Preliminari, attivato dalla Procura, per via della pioggia di esposti della settimana scorsa, ritiene ( quando lo fa un GIP il ritenuto di chiama Ordinanza) che nel dispositivo TAR vi sia un errore di scrittura.

Tutto apposto dunque non stiamo parlando di un errore di interpretazione, come asserivano Agenzia Mobilità e l’Avv. Bernardini, ma addirittura si tratta di un errore di scrittura. Non siate maliziosi, non dovete pensare a niente di strano, ora vi spiego come il Gip è portato a ritenere ciò. (ordinanza GIP)

Gli elementi sono fondamentalmente due e tra questi, purtroppo, non c’è la dichiarazione dell’estensore della sentenza incriminata, nessun meaculpa, ma presumiamo arriverà . Il primo è che, secondo il GIP il decreto di esproprio n.10 del 2007 prevedeva l’intera demolizione del manufatto di Moretti. Il Secondo elemento è che in una sentenza successiva avente lo stesso oggetto il Tar si era espresso diversamente.

esproprioLe cose stanno effettivamente così? Leggere i documenti legali che sono stati prodotti è un grosso aiuto alla comprensione. Un documento soprattutto è fondamentale, il famoso decreto di esprorprio n.10 . Il Decreto di Esproprio, datato luglio 2007, identifica come assoggettata ad esproprio una superficie di 34 mq  calpestabile e 8 mq di manufatto accessorio. E’ necessario notare che nel documento: gli articoli di legge indicati sono il 33 e il 38 del D.P.R. 327/2001 che identificano proprio la demolizione parziale (sottolineiamo parziale) di un bene legittimamente edificato. Dunque in questo documento non si parla dell’intero manufatto che consta in circa 60 mq tra cantina e piano terra.

Il secondo punto su cui il GIP basa la sua deduzione è che ci sia una sentenza successiva la numero 719 (Sentenza Ricorso Occ-Temp Tamburini N. 00719_2013) del 2013 che, partendo dagli stessi presupposti, arriva a conclusione diversa negando la sospensiva. Per l’esattezza si dice che:

“Ritenuto, ad un primo, sommario esame della causa, che il provvedimento impugnato sia immune dai vizi di legittimità rassegnati in ricorso, specie in riferimento alla ritenuta insussistenza della violazione degli articoli […], attesta l’esclusione delle aree dei ricorrenti in contestazione, tra quelle oggetto di espropriazione nell’atto di approvazione del del progetto definivo del T.R.C.”

Errori di scrittura? Sia questa sentenza, la 719, che quella specifica per Walter Moretti, rigettano la sospensione in quanto partono dal presupposto che l’Avvocato Bernardini dichiari cosa esatta dicendo che nulla di insistente in superficie temporaneamente occupata verrà abbattuto. Nella realtà dei fatti questo avviene e dunque il presupposto salta.

Vi ho allegato un sacco di roba da leggere e mi è toccato annoiarvi con una pappardella di sentenze, dunque vi meritate un po’ di gossip. La fretta di abbattere la proprietà Moretti era tanta che nessuno si è accorto che una parte della demolizione avrebbe potuto cadere in una adiacente pertinenza del vicino condominio. Una volta fatta la scoperta si è provveduto in tutta fretta ad aumentare il perimetro del cantiere da quella parte. Già…. peccato che non si potesse fare perché sulla pertinenza insisteva un decreto di occupazione provvisoria scaduta, dunque, durante quello che molti sospettano sia stato un abuso edilizio, probabilmente ne è stato commesso un altro (che un dirigente della Municipale ha detto verrà notificato all’amministratore del condominio). Un po’ come un incidente a catena.

P.S.
Pare che il manufatto di Moretti, essendo in regola con le più severe norme antisismiche, sia stato particolarmente difficile da demolire. Pare anche che in quei 60 mq sia stato trovato più ferro che nelle strutture portanti del Palacongressi. (leggasi come finale satirico).

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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A colpi di Minoranza

john-wayne-coal-shuttle-spankingIeri sera in Consiglio Comunale, alla votazione delle Delibere Urbanistiche presentate dal Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico di Rimini ha subito una sonora sconfitta. Per la precisione tre a uno, con un set pari, ma procediamo con il racconto di quei momenti.

Era nell’aria. Si poteva intuire già dall’elezione di Allegrini (PD) come nuovo Presidente della III^ Commissione, quella dell’Urbanistica. La votazione è stata aperta da una gaffe di Bertino Astolfi (Rimini per Rimini) che in Consiglio Comunale, ripreso dalle telecamere, si rivolge al PD parlando di accordi politici non rispettati sulla rivisitazione di tutte le presidenze comprese quella del Presidente del Consiglio Comunale Donatella Turci, la quale, stizzita, gli ricorda di trovarsi in un luogo istituzionale e non una riunione della maggioranza.

Forse si poteva intuire anche dall’assenza del Sindaco, colto da un improvvisa esigenza di “impegno istituzionale” dalla natura imprecisata; siamo andati anche a vedere il calendario dell’importante TTG (Travel Tecnology Day) in programma in questi giorni, ma il lavori in Fiera finivano alle 18.30. Può essere che lui e Vitali dovessero raccomandarsi l’anima al … Ministro Bray, che,comunque, non si è fatto pregare e il giorno dopo è spuntato sui giornali con la dichiarazione “L’aeroporto Fellini è un alimento per il sistema turistico“. Vero… però Ministro, sarebbe meglio chiedere in Procura chi poi se lo è mangiato quell’alimento, prima di fare dichiarazioni ad capocchiam. (scusi il latinismo)

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La desolazione dei banchi della Giunta.

Forse si poteva persino intuire dall’assenza del’Ass. Biagini che, dopo aver letto una striminzita disamina ,pervenuta dagli uffici tecnici, del perché le 5 delibere pentastellate non potevano essere accolte, ha pensato bene di sparire, prima di essere imbrigliato in un tedioso dibattito. [Assessore per quanto può valere ha la solidarietà di chi scrive… anche a me gli interventi di Galvani fanno quell’effetto.]

Fatto sta che tre delle 5 delibere, al momento della votazione, sono passate e tutte con un solo voto di scarto. Per meglio capire come si è venuta a creare questa situazione è bene spiegare la materia del contendere.

Senza scendere in tecnicismi: il Movimento 5 Stelle di Rimini ha presentato 5 delibere urbanistiche che avevano come oggetto la riqualificazione degli ambienti urbani, senza per questo favorire ulteriore consumo del territorio, da usare come volano per la ripresa del settore edile, in grande sofferenza al momento. Un esempio per capire: una delle delibere prevedeva la possibilità di frazionamento di appartamenti di grandi dimensioni, che in molti casi non hanno più senso, nel centro storico. Lavoro per l’edilizia, opportunità per chi li possiede e un uso diverso dello spazio già esistente.

L’esempio è semplice ma le delibere, nate dall’esperienza dell’Architetto Fausto Battistel e già destinatarie di elogi informali da parte delle categorie interessate, entrano molto profondamente nell’attuale esigenza del territorio e sconfessano nei fatti atteggiamenti propagandistici che poco hanno a che fare con la realtà. Un consiglio: chiedete di leggerle, le troverete molto interessanti.

Ma perché queste delibere sono fonte di un imbarazzo tale da causare la debacle della maggioranza al voto? Anche qui molto semplicemente: Rimini ha a disposizione uno strumento urbanistico, il PRG (Piano Regolatore Generale), vecchio di vent’anni. Esiste un nuovo strumento, il PSC (Piano Strutturale Comunale), che il Sindaco ha dovuto accettare nella forma attuale per convenienza politica, ma che non vuole rendere operativo in quanto disturba le sue intenzioni (qualsiasi esse siano). Fatto sta che questo ha provocato una paralisi che dura oramai da metà legislatura. Si è provato ha dare un indirizzo politico con il Masterplan Strategico, una serie di cerchi e cartoline di Misano, ma evidentemente servono ben altre capacità che non quelle di un PR da Notte Rosa.

camporesiLe delibere del Movimento 5 Stelle sono fortemente imbarazzanti perché, pur nella paralisi e nell’obsolescenza dello strumento PRG, riescono a proporre qualcosa di sensato, non demagogico e immediatamente fruibile. Insomma: fatti, non pugnette. Poi ci sono anche degli eleganti colpi di fioretto come le citazioni delle intenzioni programmatiche del Sindaco usate, dal Consigliere Luigi Camporesi ( Capogruppo M5S), nella presentazione, come introduzione alle delibere stesse.

Dunque, ora che avete tutti gli elementi per capire la situazione, un po’ di cronistoria della disfatta  per farsi due risate perché forse non tutti sanno che assistere al Consiglio Comunale può essere anche divertente.

zerbiniA seguito della presentazione delle delibere il primo intervento è del Consigliere Samuele Zerbini (PD), Renziano dichiarato e politico esperto, relativamente ai giovanotti in mezzo ai quali è seduto. Samuele capisce che le delibere hanno una valenza politica notevole e che bocciarle senza appello sarebbe una sciocchezza. Decide così per un percorso diverso, propone il passaggio in commissione. Da quel momento tra i banchi Democrat comincia una consultazione serrata. Il Consigliere Carla Franchini (M5S) interpreta tale avvenimento come la necessità del gruppo di stare un po’ da soli e di fatti chiede una sospensione di 5 minuti che, dopo varie contestazioni di metodo e maniera, viene concessa.

franchiniDopo la pausa interviene il grande Gennaro Mauro (PDL) che, infastidito da quella che comunemente viene chiamata partecipazione, stigmatizza la presenza di esseri senzienti tra il pubblico chiamandola ridicola e scandalosa. Un appunto al Consigliere PDL, ovviamente il modo di sentire politico è estremamente relativo, ma se vuole avere un punto di riferimento su cosa sia ridicolo e scandaloso basta dare un occhio alle imprese erotiche di Papi.

Il successivo dibattito, fino al voto, si svolge tra le considerazioni della minoranza sul paradosso della situazione urbanistica e le supercazzole di MauroAgosta (Capogruppo PD), che dai tempi dell’appello ad “indebitarsi, indebitarsi, indebitarsi” per Aeradria non ne azzecca una. Anche in questa occasione non si fa pregare e spara. Grazie ad Allegrini, nuovo Presidente della III Commissione, prestissimo avremo un PSC di cui usufruire. Anche la supercazzola dell’Assessore Sara Visintin non aggiunge nulla alla discussione che era già stata messa in ordine da Camporesi nel suo intervento finale, utile a  denunciare l’uso  penoso di argomenti pretestuosi.

agostaPoi il brivido , il voto nominale. Il PD che doveva essere d’accordo per il no, tranne per l’eccezione già dichiarata di Zerbini, trova la sorpresa del Consigliere Gallo (PD), il quale decide di votare secondo coscienza. L’assenza di Astolfi, lo sceriffo in canottiera, evidentemente indispettito per il mancato rispetto dell’accordo politico di cui si parlava all’inizio del pezzo, fa il resto. Tre delibere passano, una pareggia ed un’altra rimane esclusa.. forse era il goal della bandiera. Da notare che se alcuni consiglieri del PDL non avessero parlato in favore delle delibere per poi però sottrarsi alla loro votazione sarebbero passata tutte e 5…. che volete che vi dica, saranno le larghe intese?

Sconfitta. Può sembrare esagerato usare questo termine, ma non ce n’è un’altro per spiegare come una maggioranza possa essere andata sotto in Consiglio Comunale solamente perché non ha un contenitore dove posizionare e trattare delle proposte urbanistiche più che lecite. Purtroppo dal nazionale al locale chi vive solo di proclami si fa attendere un po’ troppo nei risultati e Rimini, coacervo di complicazioni, non può permettersi certe leggerezze.

P.S.
La scusa del “siamo appena arrivati” non poteva durare per sempre, a metà legislatura non esistono cose di cui non si può imputare questa maggioranza ed è ora che si prenda le sue responsabilità politiche.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Credito Fraudolento

matteo_renzi__andra_gnassi_e_stefano_vitaliE’ successo. A forza di buttare sporco sotto il tappeto ora ci si inciampa sopra, la cosa buffa è che ci inciampano proprio i sostenitori della regolarità del metodo.

Stiamo banalmente parlando della notizia del giorno: Gnassi e Vitali indagati per i fatti di Aeradria. Colpevoli, innocenti? A noi di Citizen non interessa. Non capite male però, non è che se venissero riconosciuti colpevoli non sarebbe importante e rilevante, ma, forse, potrebbe essere riduttivo rispetto al vero quadro della situazione.

La vicenda di Aeradria, spogliata, di depistamenti, infiorettamenti e proclami è piuttosto semplice: la politica locale si è messa in testa di ottenere prestigio e chissà che altro aumentando le potenzialità di un aeroporto. La cosa poteva avere anche un senso se al posto di professionisti del settore non fossero state usate delle cariche politiche.

La politica, non c’è niente da fare, non è imprenditoria e restituisce tutti i suoi limiti quando al momento di cambiare, per mutate condizioni, si affida invece a proclami vuoti di realtà. Già perché  l’arma principale della politica è la dialettica e una situazione politicamente avversa si può risolvere con un cambio di paradigma. Lo stesso non si può fare però con un’azienda.

Aeradria ne è un esempio lampante. Le continue forzature della politica, dal tentativo di rifinanziare la società nonostante la legge, all’annuncio di fondi Lombardo-Libanesi interessati all’Aeroporto, rappresentano un percorso di incapacità amministrativa il cui emblema sono proprio le lettere di patronage su cui la Procura indaga, non certo per verificarne l’esistenza, quella sembra essere sicura, quanto la conseguenza.

Forzatura o atto legittimo? La risposta scritta del Primo Cittadino ad una interrogazione in Consiglio Comunale di Gennaro Mauro (PDL), che chiedeva conto nel marzo 2013 proprio dell’impegno assunto in quella lettera, sembra (a giudizio di chi scrive) piuttosto imbarazzata. Si parla di un impegno firmato di 730.000 € che non passò per il Consiglio comunale, ne per le mani dei Sindaci Revisori del Comune, perchè il Sindaco non lo riteneva giuridicamente rilevante e non gli era venuto il sospetto che qualcuno, l’Ex Presidente di Aeradria Masini, potesse usarla per chiedere credito presso Carim. Curioso come nella politca possano esserci tanti eventi all’insaputa di chi li commette.

Come detto però all’inizio di questo pezzo quello che conta in questa storia non è la scoperta del se e come un Sindaco e un Presidente di Provincia siano colpevoli. Agli occhi della città di Rimini c’è un danno per cui l’incapacità e il dolo assumono la stessa identica rilevanza. Quello che conta è la domanda fondamentale che affligge la nostra epoca: ma in Italia… dove è finita la responsabilità politica?

Sappiamo, ne abbiamo le prove, che negli USA un Presidente si dimette non già per una fellatio clandestina, ma per aver mentito sul fatto che quella fellatio sia stata in effetti eseguita. Sappiamo che in alcuni paesi dell’Europa del Nord spontaneamente ci si dimette anche per aver confuso le spese personali con quelle della carica che si riveste. E in Italia? Ai politici Italiani pagano mutui e ristrutturazioni a loro insaputa.

Possibile che nessuno si prenda la responsabilità politica di aver ridotto un 80% di partecipazione pubblica ad una misera golden share del 20%? La responsabilità politica non è un moralismo inutile, è, nella realtà dei fatti, l’unico freno possibile ai danni che i politici posso fare, prima dell’Avviso di Garanzia ovviamente.

Aeradria non poteva fare il co-marketing, era una partecipata pubblica. Per ovviare al problema si inventa la partecipata della partecipata: Air. Windjet, uno dei destinatari del co-marketing, fallisce e si porta dietro tutti. La regola per cui una partecipata non può ricorrere ad una tecnica aggressiva come il co-marketing rivela qui il suo senso. La politica però non accetta i sensi e pensa di avere il potere di cambiare i significati; infatti gli abili amministratori si sono così convinti che a Rimini potessero passare un milione di passeggeri da farsi intimare da Enac un adeguamento di struttura per tale traffico, tanto paga Pantalone.

La cosa che non manca  ai partiti però, a parte le velleità imprenditoriali, è la reazionaria difesa dello status ed infatti in men che non si dica ecco le dichiarazioni della coppia Petitti & Arlotti che mettono le mani sul fuoco a garantire l’onestà “personale, amministrativa e intellettuale” di “Andrea e Stefano“. Noi non ci saremmo sbilanciati in così tanti campi, ma i fronti comuni pare si costruiscano così.

Comunque, concludendo, noi di Citizen non auguriamo colpevolezza a nessuno, ma vorremmo che l’inadeguatezza fosse trattata con la dovuta considerazione… con i mezzi e il personale che le amministrazioni comunali e provinciali hanno a disposizione non è facile fallire. Forse, però, è per questo che Vitali e Gnassi mantengono il loro sorriso intatto, sanno di aver raggiunto in qualche modo un’eccellenza.

P.S.
Ma Masini, quello che annunciava tramite stampa di aver salvato un aeroporto che fine ha fatto?

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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una piccola soddisfazione politica – denuncia per responsabilità dell’attuale collasso economico.

Oggi mi sono tolto un’enorme soddisfazione, un cumulo di nodi slegati, la matassa che cercavo di dipanare da tempo.

Quando Beppe Grillo ha affermato che gli attuali corrotti della Repubblica dovranno essere processati per i loro atti malsani, avevo già realizzato da tempo la questione, avendo provato in passato ad immaginare, ed annotarmi un poco alla volta, in quale modo si sarebbero potuti catalogare ed attribuire tutti i reati di questi personaggi, realizzando subito che non era un’opera da comune mortale.
Non avevo mai trovato nessuna proposta inerente nel programma, quindi mi mancava un punto di origine, una guida, sul come far pagare l’enorme disastro provocato a questa nazione dai politici corrotti degli ultimi 20 anni.
Leggi tutto “una piccola soddisfazione politica – denuncia per responsabilità dell’attuale collasso economico.”

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