Rimini, lo sballo e la riduzione del danno.

altoAlcune estati accadimenti sciagurati segnano irrimediabilmente i nostri ricordi. A volte sono incidenti d’auto mortali, altre volte sono eccezionali eventi metrologici e altre volte ancora, come quest’estate, una giovane vita viene stroncata dalla chimica di uno stupefacente. Lamberto Lucaccioni, sedici anni, lontano 50 km dai suoi genitori, ha pensato che un assaggio d’indipendenza andasse festeggiato con l’exstasy ed è morto.

Questa è una notizia che abbiamo già commentato, ora però, a distanza di quindici giorni, possiamo cominciare a misurare reazioni e conseguenze. Il 19 luglio 2015 è stato il giorno in cui tutti ci siamo resi conto che la droga rappresenta ancora uno dei più grandi pericoli per i nostri ragazzi. Non che non lo sapessimo, ma realizzarlo è un’altra faccenda.

Appena qualche settimana prima di questa morte il Coconuts di Paesani, lo stesso Paesani gerente della Molo Street Parade, era stato chiuso per essersi trovato al centro di una brutta storia di cocaina, armi e denaro falso. Colpevolmente o incolpevolmente che fosse, lo strascico, perlomeno quello mediatico, è stato molto breve. Il Sindaco ha nascosto l’elefante rosa dietro un silenzio imbarazzato, il TAR ha ridotto alla metà dei giorni il provvedimento di chiusura del locale e la gente, dopo un po’ di rumors, ha archiviato tutto sotto la poco pericolosa voce di gossip.

Nessuno ha considerato la vera portata della faccenda, forse perché a tutti si sono trovati a loro agio nel credere sia un affare di “stranieri”. Mafia albanese e mignotte russe che giocano tra loro in una pessima sceneggiatura, dove i riminesi non c’entrano e se sono rimasti in mezzo non è colpa loro, quasi fosse un film di serie B… che se non lo vuoi vedere spegni la TV.

L’Estate di Rimini però assomiglia molto a quel film e Lamberto ce lo ha dimostrato. Illudersi che la situazione sia diversa, perché diversi sono il posto e l’età dei coinvolti, è semplicemente da dementi. Molta, moltissima gente viene a Rimini d’estate perché qui è stata lasciata crescere la sensazione di poter fare quello che si vuole, chi lavora di notte lo sa.

Ci ha pensato un ragazzo di sedici anni a far rimettere i piedi per terra a tutti, nel modo peggiore in cui lo poteva fare, ma quali sono state le reazioni? La prima reazione, la rappresaglia, si è scatenata cieca contro il luogo dell’incidente. Il Cocoricò, tempio di culto pagano della religione Tecno, viene chiuso per 4 mesi sotto il peso di condanna unanime a cui il Questore Improta non può non dar seguito. Chiudi il posto risolvi il problema, come se la droga risiedesse dove se ne fa uso.

Non è con il proibizionismo che si risolve la cosa. La storia dimostra che là dove si è praticato il divieto senza scampo si è solo aumentato il traffico illecito di ciò che si voleva negare. Prendiamo il caso stesso del Cocoricò. Il Questore ha dichiarato, sulle pagine dei quotidiani locali, che la gestione aveva fatto tutto quanto prescritto e consigliato dalla Questura. Polizia all’entrata, telecamere sia dentro che nei parcheggi, perquisizioni a campione e messaggi contro la droga. Qual è la logica legale del provvedimento di chiusura? Se si era fatto quanto prescritto non v’è oggettiva responsabilità del locale e chiuderlo nell’apice della stagione sembra un colpo di rimbalzo. Della serie: dovevamo punire qualcuno.

E’ evidente che si tratta di provvedimenti utili a tamponare più la reazione del pubblico, che non a mettere un argine al problema. Proprio dalla Rimini dello sballo però si comincia a parlare di soluzioni e lo si fa in una affollata assemblea agostana ospitata dal Villino Ricci, ormai ombelico dello Stato Sociale Riminese. In un dibattito messo insieme da studenti, politici e operatori sociali si parla di cultura, prevenzione e limitazione del danno, con una prospettiva diversa. E’, ad esempio, il punto di vista di Max del Lab57 che il problema lo affronta tutti i giorni, non solo quando diventa un lutto, anzi… forse è merito proprio di quelli come lui se di lutti non ce ne sono molti di più. Si parla di riduzione del danno, ossia di ciò che persone motivate ed addestrate possono mettere in campo per creare zone franche (fuori o dentro i locali) allo scopo di soccorrere ed informare chi ha fatto o sta per far uso di stupefacenti. Una prospettiva particolarmente interessante se integrata con un servizio di analisi degli stupefacenti, perché molti dei problemi immediati che si verificano con l’assunzione delle sostanze psicotrope derivano dal materiale “da taglio” con cui se ne aumenta il volume e quindi il ricavo.

Tutto ciò è risolutivo? Certamente, se applicato in modo corretto, si riducono di molto il rischio di decesso e la necessità di un ricovero (con tutto il costo sociale che ne deriva), ma poi ci si dovrebbe applicare nel lavoro più lungo, quello di trasformazione della cultura corrente. Per esperienza personale… ad un ragazzo che conduce un corso di studi superiore in 5 anni gli si dedica una lezione su droga e rischi correlati, probabilmente condotta con una convinzione tale da diventare solo l’occasione di due risate alle spalle di un vecchio che vuol spiegare cos’è la droga (proprio a me che mi drogo!).

Nell’Assemblea è stata proposta anche la costituzione di Stati Generali sul tema della droga. Chissà che il luogo non convenzionale favorisca la creazione di un moto altrettanto poco conformista, perché la conformità spesso è solo un modo per essere formalmente ineccepibili. senza produrre risultato. Ancora una volta l’esempio è proprio il Cocoricò, che una colpa ce l’ha: seguendo pedissequamente le istruzioni, di chi poi ne ha decretato la chiusura, ha scelto di essere incompatibile con i metodi di riduzione del danno, poco graditi poiché si muovono in una linea di confine, ma più efficaci perché se un ragazzino deve chiedere aiuto non lo fa ad un’ambulanza con la polizia di fianco.

P.S.

“Spaccio fuori dalle scuole perché dentro c’è un ambiente che non mi piace.” [Maurizio Sangalli]

 

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@DadoCardone

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Occupy Rimini – Scacco matto in tre mosse.

elimadibaLa necessità aguzza l’ingegno, quante volte l’avete sentito dire? Oggi però nuovi significati si sono aggiunti all’ingegno di una manovra, che molti diranno sarebbe stata da prevedere, ma che nessuno ha di fatto capito fino al suo compimento. Questa è la cronaca di come Casa Madiba si sia procurata un nuovo tetto e di come chi è abituato al confronto giornaliero riesca a surclassare forze soverchianti, se guidate dalla sola arroganza. In tre mosse.
L’origine di questa storia, leggendo il nome di Casa Madiba lo sapete già, è il doppio sfratto che ha messo per la strada gli attivisti di via Dario Campana e i quindici senzatetto che da loro avevano trovato riparo.

 

Prima mossa: la ruota del pavone. Dopo le contestazioni di piazza lo stesso giorno degli sgomberi e in Consiglio Comunale, giovedì, viene diffuso il tam tam di una Madiba Street Parade. Il nome appare come una provocazione diretta senza mezzi termini all’AperiSindaco, il quale aveva definito gli attivisti gente che fa volontariato “per sport”, arrogandosi qualsiasi diritto di soccorso, nei modi e nei termini congegnali alla sola sua Amministrazione. Sabato 24 maggio, attorno alle ore 16.00, davanti alla stazione di Rimini un centinaio di ombrelli multicolore faceva bella mostra di se sotto la pioggia battente, in attesa di seguire il risciò, locomotiva della protesta. Ancora una volta la risposta delle forze dell’ordine è parsa esagerata. Un numero imprecisato di Cellulari di Polizia e Carabinieri, l’immancabile Digos e un elicottero della Polizia che ha cercato di coprire col rumore delle sue pale, senza riuscirci, i canti di protesta delle potenti casse alla guida del corteo.
Screenshot_4Seconda mossa: faccio quello che vuoi tu. Come da precedenti esperienze di corteo Cellulari e celerini chiudono le vie d’accesso alle piazze. Ad ogni cambio di direzione gli osservatori (giornalisti, fotografi, etc) si chiedono se quello sarà il punto del contatto. Ancora si sente l’eco delle manganellate di appena un paio di giorni prima, ma il biscione di protesta si lascia condurre. Si comporta come Snake, “antico gioco Nokia” nel quale il serpente evita gli ostacoli e contemporaneamente aumenta il numero dei suoi componenti. Via Giovanni XXIII, Via dei Cavalieri, Via Ducale, un pezzettino di Corso D’Augusto verso il Ponte di Tiberio, Circonvallazione Occidentale, sempre ubbidienti, sempre in fila, sempre di più.
IMG_20150523_181730Terza mossa: la mano è più veloce dell’occhio. Quali possono essere gli obiettivi dei manifestanti? Le piazze? Gli edifici da cui sono stati sgombrati? Per ogni obbiettivo polizia in testa, in coda e nei sentieri altrimenti percorribili. Per ogni obbiettivo, certo … ma non per il vero obbiettivo. All’altezza della farmacia la testa del corteo continua ad avanzare mentre il grosso della fila devia verso Via Ceccarelli. Il tempo di reazione delle Forze dell’Ordine è sufficientemente lento da permettere a tutto il corteo di infilarsi nella nuova direzione. I Cellulari, richiamati, entrano nella via successiva facendo fischiare gli pneumatici per arrivare più velocemente possibile alla fine di Via Ceccarelli e impedire al corteo di proseguire. Da lì non uscirà più nessuno. Scacco matto.

Tip and Tricks (trucchi e suggerimenti). Al numero 14 di Via Giulio Mario Ceccarelli abitava una pia donna che lasciò la sua proprietà e la sua collezione di Famiglia Cristiana al Comune, per farne un uso socialmente utile. La villetta di due piani, con ampio giardino sul retro, è attualmente in uno stato d’abbandono tale che potrebbe essere usata per il set di un film Horror. I ragazzi di Casa Madiba Network, mentre alla fine della strada erano attesi da Pirro e le sue truppe (questa è un po’ difficile, me ne rendo conto), hanno introdotto clandestinamente le prime scope mai viste da quelle mura in almeno dieci anni. Il resto del lavoro è toccato a Fabio Pazzaglia che ha passato un paio d’ore nel cercare di conferire telefonicamente con il Vice Sceriffo Lisi e con l’Assessore alla Pubblica Incertezza Jamil Sadegholvaad. Ovviamente nessuno dei due si è visto perché, come giustamente ha fatto notare il Primo Cittadino in Consiglio Comunale, “la Giunta è una squadra e ognuno risponde per le sue competenze”… sono le incompetenze che proprio non si vuole intestare nessuno. Comunque sia, con l’apporto degli assessori o meno, alla fine gli agenti in tenuta antisommossa e l’elicottero si sono stufati di presidiare i tombini, perché solo quelli erano rimasti di pericolosi. Il nuovo tetto di Casa Madiba Network è stato inaugurato con un’assemblea serale, la nuova sistemazione durerà? Io consiglierei di lasciargliela perché, data l’abilità dimostrata, la prossima volta potrebbero occupare il Palas durante un convegno di Marines.
P.S.
Anche in questa azione un assente e un non pervenuto. L’assente è Sara Visintin che non si fa vedere né in Consiglio, né tra quelli che la sua estrazione dovrebbe privilegiare. Poi citare i contadini di Di Vittorio diventa una fanfaronata. Il non pervenuto è Savio Galvani, presente, ma arrivato solo dopo che Fabio l’ha tranquillizzato sulla situazione. Per fare il Comunista ci vuole il fisico.
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@DadoCardone

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Suona e scappa.

suona e scappaLo dico subito. Intendo fare pressione sulla Giunta perché sia garantito il diritto delle nonne di fare la maglia al parco. Come dite? Ovvio che si può?! Eh no, con l’attuale Primo Cittadino, dovreste saperlo, le cose ovvie sono solo quelle che lui ratifica.

Mi riferisco alla lettera agli Amministratori di Condominio con cui si modifica (?) il Regolamento della Polizia Municipale, per fare in modo che i bambini possano usare i cortili dei condomini per giocare. E’ un’altra Gnassata o il povero Andrea è stato un bambino infelice e non ha mai saputo che dall’Antica Roma i bambini fanno un po’ come cazzo gli pare.

La ragione più ovvia a questa lettera è la figura barbina, votata di recente in Consiglio Comunale, con cui attualmente ci dovrebbero essere degli agenti della Municipale che chiedono i documenti a bambini che giocano a palla, per capire se hanno l’età per farlo o meno. Per inciso: una cappella elettorale di dimensioni enormi.

Potrebbe anche essere però che il Sindaco non abbia vissuto la sua infanzia in maniera adeguata e il suo percorso di vita (suo e dell’Assessore Sadegholvaad) non l’abbia portato a relazionarsi con degli infanti. Giacché chi vi scrive ha vissuto una bella infanzia con ginocchia sanguinanti ed anziani sequestratori di palloni, proverà ora in poche righe a spiegare quel periodo di vita ai dispersi nello slogan.

I bambini, tutti i bambini, se non soverchiati dalla prepotenza degli adulti educatori, sono dei fuorilegge. Non temono i richiami dei loro genitori, le massime autorità per quanto ne sanno, figuriamoci se hanno in mente cose come regolamenti condominiali o comunali. Nel loro mondo la relatività comanda, oggi possono essere guardie, domani ladri, con la costante di essere sempre degli eroi. E’ normale che sia così … v’è un’energia spettacolare che nasce dalle loro menti: si chiama fantasia e li porta continuamente a truffare la realtà adulta. Anche le bambine più composte e leziose sono in realtà delle millantatrici che si spacciano per principesse, dame del te’ e grandi cuoche.

I bambini sono anche drogati di adrenalina. Più un anziano (che per loro sono semplicemente tutti quelli che non giocano più) si dimostra astioso e vendicativo, più gli vanno a suonare il campanello, per il brivido di una fuga rocambolesca e questo  si fa che sia vietato in un regolamento o meno. Quanto dura quest’età? Il limite è l’inizio dell’epopea dell’innamoramento, quel periodo cioè in cui il demone ormone li guiderà verso i più grandi problemi dell’esistenza comunemente intesa. Allora palloni, finestre rotte e campanelli perderanno il loro fascino e le divise acquisteranno importanza solo per quello che nascondono nelle tasche.

Capisco che gli Amministratori di questa città facciano molta fatica a capire quanto sia incontenibile la fantasia, semplicemente perché ci hanno poco a che fare, ma, anche ammesso che un regolamento simile sia inteso come protezione dell’infanzia, non esiste niente che possa normare l’uso di un cortile o l’attrattiva di un’arrampicata pericolosa.

Ammesso e non concesso che questi abbozzi siano un tentativo di dare una città migliore ai bambini riminesi anche stavolta, come tutte le altre, si sta guardando nella direzione sbagliata. Per salvaguardare l’infanzia bisogna eliminare il degrado … il che non significa più rotonde per tutti.

P.S.

Canta pure, Grillo mio, come ti pare e piace: ma io so che domani, all’alba, voglio andarmene di qui, perché se rimango qui, avverrà a me quel che avviene a tutti gli altri ragazzi, vale a dire mi manderanno a scuola, e per amore o per forza mi toccherà a studiare; e io, a dirtela in confidenza, di studiare non ne ho punto voglia e mi diverto più a correre dietro alle farfalle e a salire su per gli alberi a prendere gli uccellini di nido.”  [Pinocchio – Carlo Collodi]

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@DadoCardone

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La Questura dalle finestre che ridono.

Schermata 03-2457092 alle 17.15.51Sembra un film dell’Orrore, invece è una barzelletta, una di quelle che  non sai bene perchè ridi e poi ti rimane l’amaro in bocca. La storia per intero la conosce qualcuno, ma la maggior parte dei riminesi ignora perché un altro scheletro nell’armadio dell’urbanistica riminese sta per diventare una presenza solida e perenne.

Quello che si sa, perlomeno per sentito dire,  è che Damerini, il proprietario del Titanic, ha portato all’infinito una contestazione sull’entità dell’affitto da pagare, per quella che sarebbe dovuta essere la Nuova Questura. Questa potrebbe essere addirittura la verità, non fosse altro che ne è solo una parte. Già perché gli attori in campo sono diversi, tutti devono avere presumibilmente qualcosa e nessuno fa un passo indietro affinché il problema si risolva.

C’è la Polizia, che ormai ha dichiarato, a sigle sindacali riunite, di non volerne sapere più niente, perché esasperata e perché sta lavorando in condizioni logisticamente e umanamente limitanti da troppo tempo. C’è il Ministero degli Interni disposto a pagare circa 900.000 € all’anno di affitto, contro i 3 milioni richiesti in origine. C’è la Banca delle Marche creditrice di 25 milioni di Euro. C’è il Comune di Rimini che deve avere più o meno 6 milioni di IMU e per cui ci sono ricorsi che vanno dal TAR al Consiglio di Stato, per poi tornare al TAR, rilevata la  mancanza della firma del Presidente del Trinunale. A dirla tutta c’è anche un’operazione immobiliare dai contorni un po’ incerti, in perfetto stile riminese.

C’è infine un liquidatore, Guerrino Mosconi, che in una  conferenza stampa ha chiarito quali sono i passaggi per cui la soluzione potrebbe essere a portata di mano, se ci fosse la volontà di mettersi seduti ad un tavolo di contrattazione (vera, non come quelli della Visintin che i teleriscaldati stanno cercando a “Chi l’ha Visto”).

Mosconi ha affermato, peraltro di fronte ad un cospicuo numero di appartenenti alle forze dell’ordine, che sarebbe disposto, nella sua qualità di liquidatore, ad affittare la Questura ad 1 € se questo fosse utile a risolvere il problema. Cosa manca? Manca un debito di 25 milioni di Euro ed altri 5 o 6 necessari per rimettere a posto la struttura che, nel frattempo, è diventata pascolo di ladri e vario tipo di umanità per lo più dedita alla devastazione. Questo, secondo il modesto parere di chi scrive, non sono certo un giurista, fa del Comune non solo un creditore, ma anche uno dei responsabili del deperimento del bene che dovrebbe restituire il credito. Sembra un po’ l’atteggiamento “non è colpa mia, allora me ne frego, alla fine il responsabile pagherà i danni”.

Già, ma ad oggi, chi è in grado di recuperare un simile danno? Non certo Damerini, prosciugato dalla sua lotta. Ci sono stati momenti, mi dicono, in cui sarebbe bastato un sì per ottenere molto di più di quanto si è disposti a pagare oggi per l’affitto. Di sicuro nemmeno il Comune, che si impegna solo per le piscine di Cagnoni o per immortalare il suo Sindaco in un perenne Festivalbar (a tutto il resto ci pensa Hera addebitandocelo in bolletta). Chi potrebbe dunque? Considerato che al Ministero dell’Interno è seduto Angelino Alfano e che Rimini non è Agrigento rimarrebbe la Banca delle Marche… ma gli altri lo farebbero un passo indietro?

Se tutti fossero disposti a collaborare Mosconi prospetta una soluzione in sei  mesi. Come? L’affitto promesso dal Ministero a  Banca delle Marche, che dovrebbe aggiungere i danari per il ripristino della struttura, diciamo 30 milioni di Euro a 900 mila euro all’anno, niente di strano. Va da sè che il Comune dovrebbe rinunciare ai suoi crediti, la polizia dovrebbe essere disposta ad aspettare etc. etc.

Una previsione. Non è pessimismo, ma sabato ho visto passare il cerino in mano ai Parlamentari e quando succede questo la partita è persa. Sarti è all’opposizione (peccato mortale), Arlotti è buono per fare le interrogazioni sulle cartomanti e le miniere di zolfo. Il liquidatore, secondo le sue dichiarazioni, a Maggio chiamerà il fallimento che prenderà  la solita deriva verso il nulla e nessuno vedrà  il becco di un quattrino. So che per la maggior parte dei Riminesi il fatto che questa faccenda non riguardi direttamente la propria vita la pone in una dimensione che sembra molto lontana… però quando ci si chiede come mai Rimini sia preda di un degrado inarrestabile bisognerebbe assegnare un giusto ruolo anche a tutte le strutture fatiscenti che la compongono. Una Nuova Questura poi rappresenterebbe anche l’opportunità di facilitare logisticamente le Forze di Pubblica Sicurezza nel loro lavoro (lo devo dire che  anche questo è combattere il degrado?).

P.S.

Per le questioni squisitamente urbanistiche vi rimando ai molti post dell’ottimo Lugaresi che sicuramente può essere più efficace di me, data l’esperienza. Personalmente posso fare solo considerazioni banali, tipo: ma come le hanno costruite le fogne della Questura? I tombini sono più alti del piano terra della confinante, la Signora Giulianelli, che deve farsi asciugare la casa dei pompieri almeno tre volte all’anno.

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@DadoCardone

 

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Il Cieco ha visto tutto.

20150303_133626Che succede a Gaiofana? E’ una domanda che ti fai quando torni a casa e trovi quattro (e dico quattro) volanti della polizia di fronte al cancello. Ti guardi in giro e ti aspetti di sentire dei colpi di arma da fuoco da un momento all’altro, o, perlomeno, qualcuno che urla da un terrazzo che si vuole buttare. Ma niente.

Ti avvicini guardingo al portone di casa sperando di non essere nella linea di fuoco di qualcuno e cerchi di capire dalle facce dei vicini, tutti affacciati o in giro come appena scampati al terremoto, cosa diavolo sia successo. La Signora Helmut (nome di fantasia a protezione dell’identità), forte dei suoi due ictus, ripete ossessivamente “Cosa è successo?  Chi si è buttato?” e rimbalza da un lato all’altro del cortile come un Roomba, quegli aspirapolveri che puliscono casa da soli. Quando imbrocca il portone sono cazzi.

Il vicino complottista mi guarda contrito, mi fa un sospirone  che sta a significare “come volevasi dimostrare” e guarda il secondo piano dove abita il vicino mussulmano. Mi mette una mano sulla spalla  e sempre sospirando mi fa :

 “ lo sapevo che doveva succedere proprio qui a Gaiofana….”

“Cosa?”

“L’ISIS!” – esclama con gli occhi a palla. Lo sto quasi per mandare a fanculo quando il mio sguardo intercetta un poliziotto affacciato al terzo piano. Proprio l’appartamento dei miei vicini preferiti.

La Signora Helmut nel frattempo ha quasi preso il portone e incrocia un agente che sta uscendo.

“Cosa è successo?  Chi si è buttato?”

“Signora non ho tempo.. se lo faccia dire dai vicini che sicuramente hanno visto tutto”

“Qualcuno ha visto qualcosa?” – chiede disperata.

“Sauro” – le risponde urlano qualcuno. Che poi è il nome del vicino cieco. Perché noi nei quartieri brutti siamo così… non rinunciamo alla battuta nemmeno circondati dalla polizia.

Basta voci di popolo, meglio constatare di persona. Riesco a capire che il figlio dei miei vicini, un ragazzino timido per quanto allampanato, ha saltato la scuola. Avendo la casa libera si è organizzato per ospitare gli amici radunandone mezza dozzina. Fino a qui, ci arriverebbe anche lo psicologo interpellato dai giornali questa mattina, proprio di fianco all’indignazione del vicesindaco, è tutto normale. Lo si fa per essere accettati. Ragazzi ho la casa libera venite da me domani? 

Torneo Fifa alla Play (per gli anziani: videogioco del calcio), risate, battutacce e fanfaronate per salire i gradini della scala sociale del gruppo. Però (c’è sempre un però) nelle dinamiche di gruppo è previsto un maschio Alfa che ad un certo punto deve ristabilire le gerarchie, ne va del suo status. Se il maschio Alfa è un imbecille allo stato brado la mossa porterà sicuramente ad una serie di conseguenze che vanno dalla denuncia a piede libero al ritrovarsi in un campo d’addestramento alle porte di Kobane.

L’imbecille prende una pistola a pallini, quei pallini gialli che possono fare danno solo se li ingoi, e spara ai bambini della scuola elementare di fronte, mentre fanno ricreazione. Trenta, forse quaranta, metri di tiro che arrivano al bersaglio solo per inerzia. Io, lo confesso perché oramai il reato è in prescrizione, a 15 anni con una cerbottana e dello stucco, centravo natiche di anziani sequestra palloni a 50 metri con una potenza balistica che saltavano tutti come i capretti.

C’è da dire che, anche se nessuno si è fatto male, l’imbecille non è stato meno imbecille, tra l’altro è stato pure sfigato perché ha trovato una maestra sul piede di guerra (non è possibile fumare all’aperto nel quartiere ad una distanza di venti metri dalla scuola) e l’intervento di una squadra d’assalto della polizia in una evidente mattinata moscia.

Ora svesto un attimo i panni dell’indiretto  testimone e rimetto quelli di Citizen per le abituali considerazioni che nessuno si sente di fare. Tre, quattro, volanti della polizia, sette ragazzini denunciati, prime pagine dei giornali, interventi pubblici del Vicesindaco (che non li fa però quando le scuole cadono a pezzi) e pareri dello psicoloco. Minchia che reattività!

Siamo sicuri che a molti farebbe piacere vedere questa prontezza di riflessi anche per le altre problematiche, perché a Rimini non è che proprio ci si annoi. Minimizzo? Non proprio. Ai tempi della cerbottana fui scoperto e un paio di calci nel culo mentre una morsa mi teneva dolorosamente l’orecchio mi convinsero a cambiare sport. E’ il famoso metodo Montessori, dove il ragazzino è libero di scegliere… se comportarsi bene o prendere una tempesta di schiaffoni. Oggi giorno non si usa più. Sarà meglio? Sarà peggio? Non siamo psicologi, ma forse si sarebbero evitati articoli di due pagine (manco avessero indagato Gnassi per associazione a delinquere) che pare diano  voce anche ad una specie di protagonismo represso delle mamme,evidentemente  cresciute  a pane e Maria De Filippi: “abbiamo rischiato la tragedia”. Dai su…

P.S.

A chi ha sparato. Tra tutte le possibili considerazioni che potrei fare su di te la più drammatica è che non sei amico dei ragazzi che (probabilmente) stanno tacendo per te. Stai portando 7 famiglie in tribunale, mentre l’unico comportamento da uomo sarebbe ammettere la tua colpa e risparmiare un sacco di lavoro e patimenti a tutti. Spero che il tuo gruppo se ne accorga e ti lasci da parte come meriti.

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@DadoCardone

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TRC: Così parlò Maurizio Melucci.

maxresdefaultLunedì 27 ottobre sarà una giornata difficile per Walter “Wallace” Moretti. La Procura, oltre all’atto dovuto dell’apertura di un fascicolo, non ha dato segni di vita per quanto riguarda la richiesta di sequestro preventivo del cantiere.

Agenzia Mobilità e i suoi Bravi hanno già predisposto paratie propedeutiche ad impedire che i Moretti occupino il tetto e, probabilmente, il prossimo intervento sarà scortato dalla Polizia. Di sottofondo a tutto ciò la politica e la consapevolezza delle persone. Molta politica e poca consapevolezza.

Intendiamoci non stiamo parlando della politica per come era stata pensata, ma della politica per quello che è diventata, non un modo per interpretare e gestire le necessità degli abitanti della polis, ma solo opportunità da scambiarsi tra momentanei compagni di interessi…. perché come dice un grande personaggio e modello nei nostri tempi:

[…] fatti un po’ i cazzi tua e non rompere più i coglioni. E andiamo avanti. Così anche te ti manca un anno e poi entra il vitalizio. A te non ti pensa nessuno, te lo dico io, caro amico, te lo dico da amico, che questi, se ti possono inculare, ti inculano senza vaselina nemmeno.”

antonio_razziMolti avranno capito che stiamo citando l’Onorevole Antonio Razzi. Cose del Parlamento? Lontane da noi? Neanche per idea. Razzi ha avuto solo la sfortuna di essere registrato. Oddio sfortuna.. è ancora li ed è Segretario della Commissione Esteri con tanto di missioni in Corea del Nord, come dire: ha fatto pure carriera. Lo sapete perché quello che ha detto Razzi non conta nulla ed è rimasto impunito? Per il semplice motivo che la storia la scrivono i vincitori. Quante volte lo avete sentito dire? Sarebbe ora che cominciaste a controllare.

Riportiamo la discussione a casa nostra e vedrete che non è dissimile dal punto appena analizzato. Che il TRC sia giusto o sbagliato non è certo la questione che i politici, da Rimini a Riccione, si stanno ponendo. La vera domanda è: chi si prende la responsabilità di fermare una cosa del genere? Le cose stanno così e non lo dico io, non lo dice nemmeno l’On. Razzi.

A dirlo è nientepopodimeno ché Maurizio Melucci, uno dei più antichi sostenitori della Metropolitana di Costa. Non lo chiamiamo Assessore, come prevedrebbe l’attuale carica, solo perché sarebbe riduttivo. In una recente e pubblica chat su Facebook ammette candidamente:

MelucciTutti coloro che vogliono fermare il Trc ritengono che lo si possa bloccare senza tanti rischi finanziari. Il problema è un altro. Quella delibera di revoca dell’accordo di programma la debbono votare i consiglieri comunali nell’esercizio delle loro funzioni. Se io fossi uno di loro, al di la delle mie personali convinzioni non la voterei. La ragione è semplice. Una volta votata quella delibera di revoca i contenziosi con l’impresa e le considerazione della corte dei conti avvengono in sedi diverse da questa. Nei tribunali! E sinceramente se fossi un consigliere comunale eviterei.

petittaQuesto, che ci piaccia o no, è il punto di vista della politica (o almeno della politica che ci siamo cresciuti). Dunque se sentite l’On. Emma Petitti (PD) che, davanti al Bar degli aperitivi in piazza Cavour, location più rilassante che casa Moretti, si fa intervistare parlando di riqualificanti realtà strategiche, bhe… è inutile che aspettiate il momento in cui comincerà a parlare di quello che sta succedendo.

Il TRC è un’opera di importanza strategica che partirà da Ravenna per arrivare a Cattolica. Questo sentirete dire ripetutamente, quasi fosse un mantra. Esistono anche diversi siti web che parlano dei fasti della linea Ravenna – Cattolica e le pagine in questione, ovviamente ,sono tutte di Rimini. Abbiamo cercato a Cervia, Ravenna e Cattolica tracce perlomeno dell’imminente approvazione del magnifico progetto, ma l’unica cosa che abbiamo trovato è stata una risposta scritta, del 2005, dell’Assessore ai Lavori Pubblici Mascanzoni di Cervia che asseriva (interpellanza) :

“L’Amministrazione comunale, al fine di potenziare l’accessibilità alle nostre località, ritiene strategica la realizzazione del TRC in un quadro che non produca criticità irrisolvibili sulla viabilità esistente.”

In realtà questa è una citazione un po’ maliziosa da parte nostra perché basta accedere all’abbondante documentazione in rete per capire che l’unica cosa approvata dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) è il tratto Rimini – Riccione e visto che ci sono voluti 15 anni per arrivare fino a qui…. Per chi volesse conoscere l’iter dell’approvazione ecco la documentazione della camera: www.camera.it/temiap/2011scheda[102].pdf

Gnassi-12Poco importa per la casa di Walter perché la storia, come già detto, la scrive chi vince e l’importante per ora è non prendersene la responsabilità. Così se in Consiglio Comunale qualcuno chiede al Primo Cittadino cosa ne pensa del caso e specificatamente del sopruso, lui risponde altro. Per la precisione dice che hanno testé deciso di chiedere (siamo curiosi di sentire la risposta) ad Agenzia Mobilità ti tornare all’accordo di spesa del 2008 (92.05 Milioni di Euro). Sottotitolo: così Riccione non si lamenta più e si va avanti.
Indignatevi se volete, ma non perdete tempo a meravigliarvi. La politica è compromesso e non troverete nessuno che faccia politica “canonica” senza compromettersi.

P.S.
Domani mattina è tutto pronto per disperdere anche le ultime certezze sul Diritto rimaste a Walter Wallace Moretti e noi, come lui, vogliamo sapere: ma se non basta nemmeno la sentenza di un TAR ai Cittadini chi li difende?

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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una piccola soddisfazione politica – denuncia per responsabilità dell’attuale collasso economico.

Oggi mi sono tolto un’enorme soddisfazione, un cumulo di nodi slegati, la matassa che cercavo di dipanare da tempo.

Quando Beppe Grillo ha affermato che gli attuali corrotti della Repubblica dovranno essere processati per i loro atti malsani, avevo già realizzato da tempo la questione, avendo provato in passato ad immaginare, ed annotarmi un poco alla volta, in quale modo si sarebbero potuti catalogare ed attribuire tutti i reati di questi personaggi, realizzando subito che non era un’opera da comune mortale.
Non avevo mai trovato nessuna proposta inerente nel programma, quindi mi mancava un punto di origine, una guida, sul come far pagare l’enorme disastro provocato a questa nazione dai politici corrotti degli ultimi 20 anni.
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angolo del Cineforum – perché non si vive di sole parole

In questo post sono raccolti una serie di video denuncia molto interessanti per chi ha bisogno di materiale informativo o semplicemente per chi vuole documentarsi e acculturarsi sui temi più scottanti del panorama politico e civile della nostra epoca.
È chiaramente richiesto molto tempo per vederli tutti, ma in un paio d’ore alla sera, in alternativa alla TV, avremo almeno la possibilità di ottenere una informazione netta e specialistica, una visione chiara e globale, sui problemi più grandi della nostra società.

Li riassumo qui sotto, in modo che abbiate una chiara panoramica dei contenuti prima della [buona] visione.
Auguri umani!

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questo lodo Alfano, che già fa schifo il nome, e i risvolti della terza repubblica

La Corte Costituzionale ha giudicato illegittimo il cosiddetto “lodo Alfano”, che sospende i processi per le 4 più alte cariche dello Stato.
Sono felice per la soluzione democratica, un po meno per tutti i risvolti della faccenda: contento che i truffatori e gli illegittimi possano finalmente essere giudicati, molto meno che in una consulta composta da tante persone ferrate in materia ( molti consulenti oltre al numero esiguo di giudici della corte ), solo 9 giudici abbiano deciso che ciò che il popolo ha già votato a suo tempo, con un referendum, sia oggi anticostituzionale.
Perché non si esprimono sul costo dell’informazione ad esempio? anche questo è anticostituzionale: l’Art. 21 cita il Diritto all’Informazione come un valore imprescindibile. Perché non rilevano tutti i vizi e difetti delle leggi che passano quotidianamente sotto i loro occhi, palesemente a sfavore della Costituzione? Perché non commentano sulla disparità delle donne? Sui privilegi di alcuni a fronte di altri? Sul fatto che nessuno sta lavorando per ridurre gli effetti della crisi culturale ed economica che ha attaccato il nostro paese, ma anzi favorisce norme e leggine che non aiutano minimamente e fanno invece sprofondare ancora di più il paese?
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