Povertà S.P.A.

migranti_ventimiglia_getty_2L’umanità dovrebbe progredire in direzione contraria alla fame, alla povertà e alle guerre, ma sono cose che provoca più di quanto combatte. La Politica dovrebbe garantire, se non l’equità, perlomeno pari opportunità, ma per prima approfitta della sua posizione. La scienza dovrebbe essere in grado di riprodurre la natura e sviluppare forme di sostentamento pulite e rinnovabili, ma si continuano a finanziare soluzioni entropiche.

Esistono due diversi tipi di Povertà. Ve n’è una sana, quella di chi vive con poco perché auto produce ciò si di cui ha bisogno e non cerca cose che non gli servono. Ce n’è un’altra provocata da chi impone stili di vita e poi specula sull’impossibilità di mantenerli. E’ il caso, ad esempio, dei milioni di agricoltori ostaggio degli OGM, quando la speranza di un raccolto migliore diventa brevetto di una multinazionale.

Sul pianeta terra l’essere umano ha creato un ordine mondiale, progettato o meno è difficile non considerarlo tale, che promuove guerre, fame, povertà, diseguaglianza, distruzione dell’ambiente a vantaggio di pochi. Un’oligarchia. Si badi bene, non è teoria del complotto. E’ materia molto reale di cui stiamo vivendo gli effetti tutti i giorni.

La guerra dei poveri è cominciata e il suo fronte più avanzato si chiama Immigrazione. La propaganda di chi la conduce, la fa sembrare una cosa da cui difendersi con il fucile dalla finestra del proprio campanile e ti convince che l’unica arma che puoi opporre è l’affermazione della tua diversità. Nessuno di noi però, essendone parte integrante, può sfuggirle neanche restringendo al massimo la propria realtà. Reazioni come razzismo, sciovinismo e nazionalismo sono comportamenti adottati innumerevoli volte nel corso della  storia e i risultati sono sempre gli stessi. Purtroppo chi vuole tutto ciò confida, istintivamente o meno, su una legge sempre valida: chi ha paura vive il momento e perde la Memoria.

Chi vuole tutto ciò? Senza bisogno di scomodare il Bidelberg basti pensare a chi ne ha vantaggio. Una guerra è un business. Si vendono armi, si rapinano risorse e si genera traffico di esseri umani. Spinti dalla povertà, dai proiettili vaganti o semplicemente dalla speranza di una vita migliore un’onda anomala di umanità si affida ad organizzazioni che promettono traversate verso la felicità e un disperato paga qualsiasi prezzo per una possibilità, anche remota. Se gli va bene dopo odissee inenarrabili, raggiunge paesi organizzati per accoglierlo, se gli va male muore in mare, ma per alcuni sarebbe meglio pur di non incontrare la seconda parte del business… quello dell’accoglienza.

Organizzazioni criminali, con appoggi istituzionali, hanno in mano il sistema cooperativo che dovrebbe soccorrere ed assistere il terzo dell’umanità, che abbiamo ridotto alla fame con il nostro stile di vita indifferente allo spreco e alla speculazione. Finti seguaci di Cristo e finti servitori del popolo si spartiscono una mungitura che vale più del traffico degli stupefacenti. Quasi 40 euro a persona, finanziati anche dall’Europa delle banche. 40 Euro al giorno, tutti i giorni, per ogni “assistito“, nessun tossico rende con questa regolarità. Poi ovviamente ci sono gli extra come l’avviamento alla prostituzione, il traffico di organi ed ogni altro abominio che l’essere umano a creato per se stesso.

Armi, petrolio, esseri umani, accoglienza, schiavitù, prostituzione, benvenuti nel Franchising della Povertà S.p.A.. Ognuno di questi business è tenuto in pista da un’organizzazione diversa, ma tutte sopravvivono in forza di un annichilimento generale di valori che definiamo inalienabili. Una coscienza collettiva criminale che prospera sull’indifferenza, eccolo qui il Nuovo Ordine Mondiale. Quale italiano, ancorché di cervello limitato e leghista, può dire che questo non riguarda anche lui e che basta chiudere una frontiera per risolvere il problema? Se chi ti amministra si gira sovente dall’altra parte, rinunciando ad organizzarsi in favore di quelle che sono a tutti gli effetti organizzazioni criminali, per quante altre cose lo fa? Il problema è, nell’evidenza dei fatti, è di tutti e non riguarda solo l’Immigrazione.

In tutto questo è stato sacrificato anche il sogno di un’Europa Unita. L’ambizione di persone che non volevano si ripetessero più conflitti come quelli mondiali all’interno del continente, oggi è solo sostegno formale ad una politica economica che non riesce ad affrontare problemi, a meno che  non siano direttamente legati alla proiezione finanziaria del un sistema amministrativo. La dimostrazione sono 50 disperati su una spiaggia a Ventimiglia che l’Italia sgombra dalla stazione e la Francia caccia indietro alla frontiera. E’ questa l’Europa?

La cosa più tragica è che non esiste visione, non esiste ispirazione. Gli abitanti della Democrazia hanno scelto fra i loro pari le persone più mediocri che sono riusciti a trovare ed hanno prodotto pastori che si lasciano guidare dalle paure delle loro pecore, pur di avere un belato di consenso e la realizzazione delle loro meschinità. Lo stesso la Società ha fatto con i suoi docenti, con i suoi poeti, con i suoi cantanti, con i suoi scrittori e con i suoi scienziati. Nessuno ha più ne la forza, ne la volontà, per paura di perdere un privilegio (evidentemente fortunosamente acquisito), di ergersi sopra gli altri e ricordare a tutti che siamo l’Umanità e che le differenze ci sconfiggono.

P.S.

“L’umanità deve vivere in un mondo unito, dove si mescolino le razze, le lingue, i costumi e i sogni di tutti gli uomini. Il nazionalismo ripugna alla ragione. In nulla beneficia i popoli. Serve solo affinché in suo nome si commettano i peggiori abusi.”  [Isabel Allende – D’amore e ombra]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Il nostro futuro

Premessa necessaria: B.C.E. ( Banca Centrale Europea ) e BANKITALIA s.p.a. ( Banca D’Italia ).

Che differenza c’è tra queste banconote? Chi le crea?

Con certezza assoluta possiamo dire che ognuna di queste banconote poteva o può ( a seconda del corso legale ), essere utilizzata per acquistare beni ma, sempre con la stessa certezza, possiamo stabilire che solo una di queste veniva stampata dallo Stato quindi apparteneva ai cittadini, mentre le altre sono rispettivamente della Banca d’Italia (BANKITALIA s.p.a.) e della BCE, pertanto appartengono alle rispettive banche. Leggi tutto “Il nostro futuro”

Share

angolo del Cineforum – perché non si vive di sole parole

In questo post sono raccolti una serie di video denuncia molto interessanti per chi ha bisogno di materiale informativo o semplicemente per chi vuole documentarsi e acculturarsi sui temi più scottanti del panorama politico e civile della nostra epoca.
È chiaramente richiesto molto tempo per vederli tutti, ma in un paio d’ore alla sera, in alternativa alla TV, avremo almeno la possibilità di ottenere una informazione netta e specialistica, una visione chiara e globale, sui problemi più grandi della nostra società.

Li riassumo qui sotto, in modo che abbiate una chiara panoramica dei contenuti prima della [buona] visione.
Auguri umani!

Leggi tutto “angolo del Cineforum – perché non si vive di sole parole”

Share

fine dei giochi – ricomincia a giocare

Il valore di questo mio appunto è prettamente morale, sociale, etico, di spirito valutativo. Infatti non è mia intenzione spingerti a credere in un’utopia o far parte di leghe anti-complotto dai grandi disegni, nemmeno soddisfare una mia vena catastrofistica. Con questo resoconto mi limito solo a riportare i fatti, da cui poi ognuno di noi può trarre le sue valutazioni.

Ho letto distrattamente questo poco tempo fa: la terra è come un’enorme astronave nello spazio, con 6 miliardi di passeggeri [noi] e risorse in esaurimento… al momento forse non gli ho dato la giusta importanza, ora l’impressione è che ciò sia dannatamente reale.

Sulla base di questo presupposto, in tempi di assoluta crisi come questi, probabilmente, chiunque di noi ne avesse il potere, giustificherebbe qualche piccolo intervento per rendere leggermente più invivibile questo mondo, così da ridurre le fila della popolazione residente nelle prossime generazioni e far sopravvivere meglio solo alcuni, indirettamente, soprattutto, i più forti.

Quanto sopra idealizzato con l’assunto che stiamo parlando di pura sopravvivenza della specie, visto che tale specie sopravvive grazie alle risorse del pianeta e che questo parrebbe avere sul cruscotto dei guidatori una lucina rossa accesa a destra vicino alla scritta empty.
Leggi tutto “fine dei giochi – ricomincia a giocare”

Share

il contratto

Io sottoscritto/a, nome e cognome, accetto con la formula del tacito assenso e della collaborazione i seguenti punti:

  1. Accetto la competitività come base del nostro sistema, anche se sono cosciente del fatto che questo funzionamento genera frustrazione e rabbia alla immensa maggioranza di perdenti.
  2. Accetto che mi umilino o mi sfruttino, a patto che mi si permetta di umiliare o sfruttare colui che occupa un posto inferiore al mio nella piramide sociale.
  3. Leggi tutto “il contratto”

Share

Piccola lamentela di un Peace Man

Per predisporsi a questo testo che segue è necessario capire dove siamo: Quinto potere di Sidney Lumet del 1976. Sembra in realtà girato ieri.

Fratelli e Sorelle I’m a Peace Man e proprio per questo non sono nessuno…

La prima volta che mi sono sentito affibbiare questo appellativo ero a New York, era il 1991, al cospetto di due grandi amici, Christian e Janet, entrambi Gay, di sesso opposto ma amici inseparabili da tantissimo, con i quali avevo dormito la sera prima in Italia. Loro avevano già visitato 2/3 del mondo insieme. Giovani, relativamente giovani, poco più grandi di me ma immensamente più saggi e lungimiranti. Al momento non mi sono reso conto del termine – “Peace Man (?)… vabbè” – mi sono detto – “chissà cosa vorrà dire poi” – ho provato a chiederne il significato ma loro si sono limitati a guardarsi e sorridere.
Del resto alcune sfumature dell’inglese sono ancora ostiche per me oggi, figuriamoci allora.
Comunque ogni tanto ricordare quel loro sorriso mi aiuta a capire molte cose, tutt’oggi.
Leggi tutto “Piccola lamentela di un Peace Man”

Share