Alla Riminese

In questi giorni,  nella cronaca  locale, si concentrano  una serie di notizie che, apparentemente, sembrano confinate in spazi e ambiti singolari, ma che viste tutte insieme danno una visione di una diffusa gestione imprenditoriale “alla riminese”. Sia chiaro, non vogliamo sostenere un unico grande complotto, ne fare di tutta l’erba un fascio, ma un quadro usualmente si guarda da lontano, perché da vicino si notano solo le pennellate.

adlStamane fuori dal Tribunale di Rimini la sigla Cobas ADL (Associazione Diritti dei Lavoratori) prestava le sue bandiere a un gruppetto di operai cinesi per sostenerli nella vertenza Mare SPA.  L’ADL si è impegnata a lungo per far rientrare il fallimento dell’azienda in una curatela assegnata dal Tribunale di Rimini, poiché si era preferito, per non meglio specificate ragioni, spostare tutto in un Tribunale non competente. Infatti  l’istanza di fallimento era stata presentata a Forlì. Lo scopo? Secondo quanto dichiara l’ADL favorire una sorta di liberatoria tombale in favore di una Newco, Aliseo Investements, la quale non considera i lavoratori della Mare SPA una sua incombenza.

Il Tribunale di Forlì ha rimandato tutto a Rimini dichiarandosi non competente e così Rossella Talia, Presidente del Tribunale di Rimini, dovrà probabilmente assegnare un curatore che stabilisca come fare con le 8 (e più) mensilità che i lavoratori devono ancora avere e come dirglielo in Cinese, giacché sono quasi tutti di quell’etnia.

Non sono certo questi i Cinesi su cui punta Air Riminum anch’essa Newco subentrante a un fallimento. Questa società, sebbene ancora priva di un assetto definitivo, ha vinto a punteggio pieno il bando Enac per subentrare nella gestione dell’Aeroporto Fellini e questo senza nemmeno il bonus della “busta C”, quella che prevedeva un’offerta per l’eredità lasciata da Aeradria. Una “vittoria a cappotto” ottenuta sbaragliando società all’apparenza più blasonate, che però lascia dei dubbi. Air Riminum ha come punto di riferimento tale Leonardo Corbucci, socio (o quantomeno ex socio) di una compagine proposta a suo tempo da Vitali come soluzione di tutti i mali: Eurafrica Merchant. Sul lettino di uno psicologo, preso nel gioco della libera associazione d’idee, mi verrebbero in mente delle scatole cinesi …. ma non chiedetemi il perché. Fatto sta che le proposte di Vitali e i cinesi di Gnassi tornano in qualche modo a turbare  gli atterraggi sul Fellini. Sia chiaro … chi vi scrive non ritiene possibile che i due frontman possano in realtà muovere alcunché, ma non ritiene improbabile che, al contrario, possano venire mossi.  Solo ipotesi. Aspettiamo di conoscere l’assetto finale della Compagnia.

Certo che la formula Newco, non sottoposta alla dovuta sorveglianza, sembrerebbe un mezzo ideale per risorgere dalle proprie ceneri. Specialista delle resurrezioni è anche Lorenzo Cagnoni, che però usa una formula diversa. Ci riferiamo alla fresca fusione tra Palas e Fiera. Il Paladebit, come comunemente viene chiamata la più grande cantonata di Cagnoni, ha recentemente usufruito della variante di una variante per rendere più appetibili i terreni dell’ex fiera. Un bell’ipermercato in pieno centro e passa la paura.  Solo che la mossa non serve a garantire altro che un po’ di ossigeno, perché la folle spesa di 100 milioni di euro richiede ben altro. Molto meglio il contenitore Fiera che può parare anche i colpi più duri e non è facilmente  controllabile, come possono testimoniare i Consiglieri Comunali che hanno tentato invano  di conoscere i compensi dei dirigenti.

In tutti e tre i casi citati, attori diversi a volte incrociano i loro destini nel metodo del “alla Riminese”. Qualcuno potrebbe dire che fanno né più né meno che i loro interessi, viene però da sottolineare che ad un imprenditore “normale” certe mosse non sarebbero concesse. Questione solo di abilità? Lasciamo questa domanda decantare nella coscienza di ognuno, rassegnati al fatto che qualsiasi cambiamento, storico o meno, è sempre determinato dalla consapevolezza. Una collettività addormentata permette questo ed altro.

P.S.

Un messaggio dalla CCTV cinese : 什麼是亞得里亞海小點的名稱? (solo per solutori più che abili)

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EatRiminy

“E’ meglio avere 10 idee al giorno, di cui 7 sbagliate, che due giuste”.

A parte l’ovvia considerazione che, nel primo caso, le idee giuste sono tre e, notoriamente, tre è meglio di due, scommetto che vi state chiedendo di chi è questa perla di saggezza. Mao? Lao Tse? Tonino Guerra?

Anche mettendo un grande nome vicino a questa frase rimane  una banalità e dunque è inutile che  vi tenga in sospeso. Il pensatore in questione è Oscar Farinetti, in pratica la versione commerciale di Carlo Petrini.

A questo punto, giacché noi di Citizen trattiamo temi prevalentemente del territorio, vi devo spiegare anche cosa ha a che fare Farinetti con Rimini. Presto detto. Voci non confermate lasciano pensare che il prode Taglianastri si stia allisciando l’imprenditore, primo sponsor  e consigliere ufficiosamente accreditato di Matteo “il Bomba” Renzi. Il motivo dell’alliscio, sempre secondo i mormorii, sarebbe un posto al sole per il “nostro” Andrea, magari uno di quelli in cui ci sia meno da dare conto alla gente (che qui stiamo cominciando a scocciarlo). La speranza è legittima se si pensa che la nuova “cricca” in capo al PD è capace di spedirti una come la Mogherini  sulla poltrona di Alto Rappresentante per la politica estera Europea.

A parte le voci, Oscar ultimamente si è visto spesso da queste parti. Almeni, Rimini Street Food e servizi fotografici del’URP (Ufficio Reclame ProGnassi) ne danno prova. Rimini d’altronde è una piazza interessante perché, dopo Bologna, se esiste un posto dove il PD può imporre quello che vuole è proprio questo. A Bologna Farinetti si è già dato da fare con il mega progetto di Fico Eataly World, la cittadella del Cibo, con cui le coop si sono spartite un appalto di 40 milioni di euro. Va detto che dopo una vibrante protesta il 10% è stato lasciato anche a un consorzio di pmi artigiane dell’edilizia.., giusto per non fare indigestione.

E’ probabile che finora ci siamo salvati perché Rimini a forza di patacate, tra Paladebit, Aeradria e TRC, non riesce recuperare denari come Bologna la Rossa (‘na volta), che ci ha messo anche un patrimonio immobiliare di altrettanti 55 milioni, il Caab (Centro Agro Alimentare Bolognese). Ovviamente stiamo parlando di grandi numeri che noi a Rimini non possiamo pareggiare, se non mettendo insieme tutti i debiti di Cagnoni.

Quello che Rimini può mettere a disposizione è l’evento, specialità della casa, o qualche boutique gentilmente offerta dal Consorzio del Porto, dove far andare a male il cibo…. Lo voglio proprio vedere il Riminese che spende 30€ per una porzione di polipo con le patate “a portar via” (per dire).

A questo punto stabilito cosa Farinetti ha da offrire a Rimini e con cosa Rimini può contraccambiare è d’obbligo chiedersi se questo matrimonio s’ha da fare. Finora il fidanzamento è stato discreto… la conoscenza con gli amici comuni (Bottura),  una serata al circo (Almeni), un giro in moto (Rimini Street Food), ma poi questo è  uno che i matrimoni li fa in pompa magna e, a quel punto, son soldoni da spendere.

Oscar Farinetti è, in accordo con i risultati ottenuti, un grande imprenditore, il punto è che questa qualifica non si può negare nemmeno a uno come Silvio Berlusconi  e non per questo è per forza un guadagno se ci hai a che fare (per info rivolgersi agli Aquilani). Se dovessi comporre la carta d’identità di questo nuovo personaggio lo descriverei come un imprenditore intrallazzato con il PD, un furbo, uno che è riuscito a trovare la formula di massificare i prodotti di nicchia, azzeccandogli uno slogan e industrializzandoli.

precariDunque no, non lo vorrei a Rimini, perché qui di teste di “nicchia” ce ne sono già abbastanza. Porta lavoro? A se stesso di sicuro, ma poi in giro leggo che, per esempio, a Firenze ha prodotto una sessantina di precari, che stazionano fuori dal suo negozio assieme ai Cobas. Rimane comunque il fatto che questo tipo d’imprenditori non crea nulla, ma modifica quello che già esiste a colpi di marchio registrato. Se c’è una cosa positiva, portata da questa brutta crisi economica, è una rinnovata attenzione nei confronti del cibo, perché le persone hanno scoperto che saltando la grande distribuzione si può mangiare in maniera più sana ed economica. Cito ad esempio il grandissimo lavoro che hanno fatto quelli del Rigas di Grottarossa, uno dei gruppi di acquisto solidale più fortunati d’Italia per numero di iscritti e per la qualità dei prodotti distribuiti. Di questo abbiamo bisogno, non di uno che individua trend, gli  incolla un brand, lo atteggia a bio e poi lo vende al triplo di quello che vale… anche il prezzo fa parte del percorso etico. Detto questo il prodotto artigianale è artigianale (punto), se lo voglio vado dall’artigiano e lo acquisto, senza pagare il pizzo a nessuno.

P.S.

Le cose scritte in questo pezzo sono considerazioni personali e influenzeranno solo lievemente le due o tre persone che fanno il favore di leggermi…. Perciò Dott. Farinetti non me ne voglia se ora le chiedo anche un favore. Potrebbe, che  il matrimonio con Rimini si faccia o meno, portarsi via comunque il Sindaco? Non c’è bisogno proprio di un posto da Ministro, ma un sottosegretariato ai DJ set non si nega a nessuno.

Davide Cardone

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Più di Di Battista

Ieri pomeriggio a Riccione, sotto i portici di una delle spese più balorde del PD Riccionese, il Palacongressi, si è tenuta la presentazione del Movimento 5 Stelle della Perla Verde, la lista che si presenterà alle Amministrative di questa primavera.

Madrina e Padrino della presentazione della lista:  Giulia Sarti e Alessandro Di Battista. Le analisi più superficiali potrebbero fermarsi (o spererebbero di potersi fermare) all’evento mediatico in se stesso. Giulia e Alessandro ormai sono due RockStar e fanno il pieno anche se si fermano a prendere una Tigella all’autogrill di Cantagallo, ma considerare solo questo è decisamente una sottostima di quello che accade veramente in queste occasioni.

Esiste anche un’altra posizione, molto praticata dai politicanti locali di entrambe le sponde, che  riconosce a questi ragazzi solamente il merito di saper cavalcare lo scontento. Nel tentativo si spiegare il fenomeno e di assolvere se stessi lo scontento diventa un fenomeno assestante, indipendente dalle cause che l’hanno provocato, quasi fosse il sedimento della normale ed onesta attività politica.

In un certo senso è comprensibile… vedendo questi ragazzi da piazza piena, in jeans e maglietta, abbracciati e baciati da tutti, fa pensare ad una tecnica speciale, qualche abilità da sottomissione delle masse insegnata da Grillo in persona. Perché parliamoci chiaro: la politica fino ad oggi ha fatto tutto quello che doveva fare con onestà e le critiche sono ingiustificate (da leggersi  con tono ironico e sorriso amaro).

Un buon consiglio per i detrattori del Movimento è quello di mischiarsi tra la gente durante questi eventi. Troveranno interessante scoprire come cambiano persino le espressioni delle persone durante lo svolgimento di queste riunioni e, nell’occasione specifica, avrebbero trovato molto  interessante scoprire come l’applauso più fragoroso non l’abbia preso Di Battista, ma Lorena.

IMG_4833Chi è Lorena? Non chiedetelo a Vincenzo Cicchetti, candidato Sindaco di Riccione, se non volete vedere un uomo adulto piangere. Lorena è un’ottuagenaria nelle cui vene risiede la storia di questo Paese.  Lorena è stata ed è tutt’oggi una Partigiana. Oggi Partigiana del pensiero ovviamente, non scambiatela per una secessionista veneta, ma le sue parole lanciate tra la folla sono peggio delle bombe.

Gliel’ho  visto fare in più di un’occasione. Prima ti mette in soggezione parlando della sua azione nella Resistenza e ne parla come un periodo di emozioni  fortissime e di speranza, poi ti porta giù descrivendo con parole schiette e lucide la parabola discendente della politica italiana ed infine ti esalta descrivendo la sua gioia nel ritrovare l’antica speranza nel Movimento.  Dopodichè la gente, semplicemente, piange e lascia partire un applauso che… beh diciamo che nel suo intervento di ieri le pareti di vetro del Paladebit sono state messe a dura prova.

Nel caso qualcuno stesse pensando che anche Lorena sia stata addestrata dallo Staff di Grillo lo invito a ricredersi, Beppe i  piddini li fa incazzare e li spinge mentire, la piccola Partigiana li fa vergognare. Tecniche diverse. Personalmente, se fossi in loro, preferirei trovarmi di fronte Grillo, perché trovarsi al cospetto della  Storia alla quale si millanta di appartenere non deve essere piacevole.

Comunque, in sostanza, grande successo del pomeriggio della Riccione a 5 Stelle e gli ingredienti per prevederlo c’erano tutti. Vi do’ la ricetta:

  1. Prendere un po’ di volontà di cambiare politica dei pentastellati locali (q.b.)

  2. Aggiungere a velo la capacità oratoria di Alessandro Di Battista

  3. Unire mescolando dal basso verso l’alto la precisione delle notizie di Giulia Sarti

  4. Mescolare energicamente con testimonianze della Partigiana Lorena

  5. Dopo circa un paio d’ore, quando un non meglio identificato segretario PD cercherà di ricordarsi la critica che alla riunione di partito gli sembrava tanto giusta, mettere in forno a temperatura elevata giusto per il tempo che si formi uno strato di consapevolezza nella cittadinanza.

P.S.

Stamattina l’immediato assaggio della differenza. Sui quotidiani locali Gnassi da Rimini in udienza dal Papa con i Sindaci dell’Anci. Ormai hanno capito che ridipingere le strisce pedonali sotto le elezioni non basta più… ci vogliono interventi Superiori.

P.P.S.

#DajeBarbara.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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Avanguardia Pedagogica Riminese.

20130910_104319Forse non tutti sanno che in Svezia si sono messi in testa di cambiare la scuola. A Stoccolma la Vittra Intenational ha sviluppato un concetto pedagogico che agisce direttamente sugli spazi con cui hanno a che fare gli alunni delle scuole dell’infanzia. E’ stata realizzata una struttura con divisioni personalizzate a seconda del momento formativo: un iceberg gigante come cinema, una casetta con le pareti su cui scrivere e addirittura sale relax.
20130910_104001Da noi la situazione è un po’ diversa. Ok… Rimini non è Stoccolma (nemmeno Friburgo), ma come siamo messi in campo pedagogico? Sono convinto di una cosa, non conosco il cuore del personale didattico vichingo, ma quello del personale riminese è grande.
Me ne sono accorto stamattina accompagnando un Consigliere Comunale in una visita alle strutture scolastiche colpite dall’alluvione di Luglio. Ho trovato donne con il secchio della vernice in mano che cercavano di porre rimedio ad uno stato di incuria piuttosto evidente e ho potuto ascoltare dei resoconti tutt’altro che edificanti.
20130910_104141Ad onor del vero devo precisare che per la muffa, al Consigliere succitato, è stato assicurato, da un responsabile Anthea, un rapido intervento. Per i resoconti di cui parlo però sembra esserci bisogno di un serio approfondimento. Pare ( e dico pare) che a Rimini esista un avanzatissimo programma di stimolo psicodinamico chiamato “ora bambini facciamo un po’ di ginnastica in classe così vi passa quel senso di intorpidimento alle estremità“. E’ un nome un po’ lungo, ma ci assicurano che ,se frequenti la succursale delle Officine, chiamata anche 20 settembre, la pratica, arrivati verso dicembre, è automatica anche per i bambini più pigri.
20130910_112330Non possiamo nascondere che gli infissi d’epoca abbiano un loro ruolo. Se le scuole svedesi possono vantarsi di essere senza muri noi possiamo senz’altro vantarci di essere senza efficienza termica. L’anno scorso, grazie all’intervento del Vicesindaco Lisi, la classe energetica dell’edificio è tornata ad essere “Z“, dopo aver sostato per lungo tempo in classe “sulle soglie della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo“. Stufette elettriche e l’aggiunta di elementi ai termosifoni esistenti hanno permesso a dei solerti certificatori di passare con delle sonde ad altezza della testa (di un adulto in piedi) e di dichiarare che i 17 gradi sono una pacchia. D’altronde bambini… poi la giornata finisce e tornate in una casa calda (sempre che non siate teleriscaldati ovviamente). C’è gente che sta peggio e a fine giornata si deve costruire un Igloo.
20130910_112614Il problema, per come ho potuto constatare personalmente, è che bisognerebbe cambiare gli infissi. Non ci sono soldi? Ammetto che non me ne intendo di controfinestre, ma, ad occhio, i soldi che si spenderanno per quella stupenda struttura ludico-ricreativa chiamata PalaBertino potrebbero bastare. Se poi avessimo in uso tutti i danari buttati in TRC, Aeroporti strategici, e Paladebit avremmo potuto coltivare i ragazzi, il nostro futuro, con strutture e programmi all’avanguardia.

 
P.S.
Alzi la mano chi vuole vivere in un posto dove è indispensabile il Palacongressi, ma non il riscaldamento in un scuola materna. Tu.. si proprio tu che non hai alzato la mano, comincia a chiederti perché invece ci vivi.

Davide (oltremodo basito) Cardone

[@DadoCardone]

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