Consigli alla frutta e Lungomari immaginari.

Spidergnass
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Cosa vi viene in mente se parlo di doppia convocazione, con prima data andata deserta? Un’asta, vero? E invece no. Di recente anche i Consigli Comunali funzionano così. Da quando? Da quando il Primo Cittadino non ha più una maggioranza a garantirgli il numero legale ed allora il fido Gallo Bifronte chiama due date consecutive in modo che, alla seconda chiama, le cartoline del Sindaco possano passare con un quorum ridotto ai due terzi. Saluti da Rimini.

Ieri, mercoledì 5 agosto, è successo per l’ennesima volta. In discussione il bilancio di Rimini Holding, bilancio previsionale presentato quando oramai è quasi ora di dare quello definitivo, e la delibera sul Parco del Mare, cavallo di battaglia della Giunta … beh cavallo … forse ronzino è una migliore definizione. Quello che si è voluto far passare a tutti i costi ieri non è nient’altro che un atto di indirizzo per stimolare le dichiarazioni di interesse degli operatori verso i rendering del Lungomare (di Misano).

Il gioco funziona così. Sono anni che dicono di voler rifare il lungomare, che non possono per via di Bolkestein e Demanio, ma appena “sdemaniano”… vedrai che roba! Nell’ottobre del 2013 parte il federalismo demaniale e il Taglianastri esulta a quotidiani riuniti “Finalmente!”. Però c’è un problema riguardo all’unica vera zona di interesse per Gnassi & Friends, parti fondamentali del Triangolone del Porto non possono essere accumulate al federalismo demaniale. E’ una disdetta perché accordi e soldi ci sono solo per quella zona e infatti, nei rendering visti in questi anni, solo da quelle parti si riconosce una qualche spinta creativa, il resto è tale è quale al lungomare di Misano, anzi.. in alcune immagini è proprio quello.

Dato che per gli sfigati fuori dalla zona pregiata non ci sono progetti veri, ne soldi, se proprio vogliono un lungomare nuovo se lo devono pagare e qui si entra tra le pagine di un vero e proprio racconto fantasy. Secondo gli intendimenti di Maurizio Ermeti, praticamente Presidente senza concorso del Piano Strategico, Operatori Balneari, Albergatori e Chioschisti si dovrebbero mettere d’accordo tirando fuori dalle loro saccocce i soldi per rifare il lungomare. In cambio diritti di sfruttamento della superficie sdemanializzata per 50 anni (o forse mille di solitudine, chi lo sa). Chiaro che per tirare fuori dei soldi (non pochi) bisognerebbe avere una gran fiducia di questa Amministrazione, atteggiamento che ultimamente non sembra andare per la maggiore. Per quanto riguarda i bagnini poi stiamo parlando di un vero e proprio atto di fede, in quanto a loro si chiede di rinunciare alle risorse con cui potrebbero presto dover concorrere per riprendere la concessione della loro spiaggia. Certo … a meno che non vogliano diventare noleggiatori di risciò o venditori di grattachecche con i loro costosi diritti di superficie.

La fiducia è una cosa fondamentale in certe operazioni. Quando si parla di certi progetti e di certi esborsi finanziari anche al romagnolo più piddino (ammesso e non concesso che il PD sia ancora il partito di Gnassi) si fa passare la febbre da tifoso e guarda le cose come stanno. L’evidenza, per chiunque, è che questa Amministrazione sarebbe stata più produttiva perfino se guidata da Cetto La Qualunque, anche se a molti, in alcuni frangenti, sembrerà di averlo votato davvero. TRC, Aeradria, Colonie, Ciclabili, Cittadella dello Sport, 105 Stadium queste solo alcune delle incompiute, ma se ci dobbiamo far venire in mente qualcosa di portato a termine in questi lunghi quattro anni si fa veramente fatica. Qualcuno dirà il Filadritto e bisogna ammettere che i cartelli sono straordinari, ma per il resto è solo ordinaria amministrazione, non ci confondiamo.

Dopo 4 anni siamo ancora gli atti di indirizzo che, va detto, non sono uno strumento urbanistico, ma dei pagherò (se mi rieleggete). Ecco dunque che la possibilità di riporre fiducia (e soldi) nella banda Gnassi svanisce nella contingenza e nella realtà fuor di slogan. Niente paura però, esiste sempre la velata coercizione del “qualcuno ci starà, gli altri si adegueranno”, che sottintende il “noi ci abbiamo provato, ma voi avete troppo gufato”. E’ il pensiero di una generazione di politici nati in un partito troppo forte e troppo intrallazzato per accettare il confronto con chicchessia, da qui la riduzione del processo partecipativo alla sola rappresentazione mediatica, come tutto il resto.

Ricapitolando. Ieri un Sindaco al 4 anno abbondante di mandato, delegittimato dalla sua stessa maggioranza, ha imposto, con il trucco burocratico del quorum ribassato ai due terzi, un atto di indirizzo per cercare di stimolare l’interesse su una delle sue principali linee programmatiche. Abbiamo già sentito di amministrazioni che si riservano i lavori pubblici migliori in prossimità delle elezioni. Rimini non è così fortunata, per lei a 8 mesi di una nuova tornata elettorale ci sono solo disegnetti, selfie festaioli e tirate di culo.

P.S.

D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.
[Italo Calvino]

 

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Parco del Mare: cronaca di un seminario.

mc6Lunedi 18 maggio sono stato alla presentazione del “Parco del Mare”, primo ambito (area dove sono consentiti interventi di sviluppo nel lungomare di Rimini ), di dodici del Piano Strategico (d’ora in poi P.S.).

Due le grandi novità di questo strumento urbanistico, NON ATTUATIVO: la prima è la sdemanializzazione dell’area di proprietà dello stato, dal muretto di separazione dell’arenile alla prima linea di edificato, non ho capito se questa è avvenuta tramite acquisizione o per passaggio diretto. La seconda la possibilità dei privati di intervenire direttamente, contribuendo anche alla realizzazione delle opere di interesse pubblico.

Erano presenti gli Ordini Professionali (Geometri, Ingegneri e Architetti), Il Sindaco, il Presidente del P.S., un rappresentante della Wellness Foundation, un ricercatore universitario di urbanistica, dirigenti del Comune di Rimini del settore Pianificazione del settore accordi territoriali e del SUAP, e docenti dello IUAV di estimo e diritto.

Si inizia con 40 min di ritardo, dopo breve introduzione di un rappresentante degli ordini, si parte con il “breve saluto” del primo cittadino, un’ora e dieci di Marketing puro, tra promozione, propaganda e vendita, durante la quale scopro di essere un “link” in traiettorie di sviluppo trainate da una visione strategica, e che ho la possibilità di passare dal sogno al segno, un puntino sull’Adriatico, per entrare a buon diritto in un nuovo territorio in un epoca post-dubaista befanizzata?????????

Si passa quindi al Marketing del Presidente del P.S. attraverso suggestioni e confronti di luoghi, attività e situazioni affascinanti, ma piuttosto distanti dalla realtà riminese, per bacino d’utenza, dimensioni, morfologia del territorio e soprattutto cultura.

Insieme al rappresentante della Wellness Foundation, il filo conduttore è la prospettiva di un enorme, ma veramente enorme (15 km di spiaggia per 200mt. di larghezza) di spiaggia(arenile) privo di manufatti (condivisibile e auspicabile), tutti trasferiti tra spiaggia e prima linea(più insidioso), se i privati se ne faranno carico di wellness-fitness e good lifestyle center.

Il benessere e un modello di vita verde e sportivo, con buon cibo, concetto principale assolutamente legittimo e condivisibile, promosso dai primi tre relatori, anche se a mio avviso la CIVITAS, è molto di più con i suoi pregi e i suoi difetti. Aspetti positivi molti, aspetti negativi anche, e per obbiettività di cronaca proverò ad individuarne alcuni di entrambi.

Sulla mobilità, la scelta di pedonalizzare il più possibile il lungomare è positiva, così come restituire all’arenile il suo carattere e dotare l’area sopra la spiaggia di servizi.

Aspetti negativi assegnare al TRC ancora non realizzato, un’importanza “strategica”, comprensibile per gli impegni economici adottati, ma debolissima per una mancata riflessione e pianificazione di tutti i flussi pedonali, ciclabili, carrabili pubblici e privati in relazione alle dotazioni esistenti e alle previste, in base alla morfologia del luogo alle caratteristiche del clima e dei flussi storicamente accertati, non solo nell’area costiera, ma su tutto il territorio. Questo dovrebbe essere redatto da ente terzo competente e verificato ogni due anni in base alle mutate condizioni oltre che come verifica dell’esattezza delle previsioni, anche per modifiche e migliorie. Dettaglio inutile tale strumento di pianificazione già dal 1992 per legge sovraordinata dovrebbe essere attuativo.

Esempio come può il TRC affrontare le richieste odierne con previsioni fatte almeno 12 anni fa? E per confronto dotare l’area sopra l’arenile di servizi simili per tutta la costa non aiuta a diversificare e caratterizzare il “Genius Loci”, ma ad appiattirlo in un’unica grandissima area monofunzionale, sarà davvero strategica questa scelta?

Dal punto di vista strettamente urbanistico vedo di buon auspicio la possibilità di realizzare servizi nell’area ex-demaniale, meno la quantità e gli usi previsti troppo monotoni e poco differenziati.

Trovo insidiosa la direzione presa di far realizzare ai privati le dotazioni di servizio da raggiungere, sarà difficile avere un’omogeneità di qualità ed interventi. Così come il sostituire gli attuali parcheggi con altrettanti ma tutti interrati. L’esempio di Riccione ci deve far riflettere sulla necessità di realizzare un’infrastruttura così costosa, i parcheggi interrati, il rischio è quello di fare investimenti importanti con utilizzo inferiore alle capacità.

Non mi piace la creazione di dune artificiali e l’antropizzazione completa con un parco enorme, preferirei la formazione di situazioni urbane con tutti gli usi della vita quotidiana e dotazioni di servizi pubblici, scuole e piccole fasce di residenze sociali e non, per favorire il controllo sociale spontaneo durante tutta la giornata ed in tutte le stagioni e qualche fascia di natura selvaggia, insomma spontanea.

L’identità e il carattere del territorio sono stati dimenticati e per uno sviluppo urbano della costa che sia sostenibile, l’attenzione al passato e riferimenti alle attività storiche come le vele al terzo, l’attività della pesca e degli sport del mare sarebbero da auspicare fortemente.

Il ricompattamento della città e dei costi di gestione avviene con l’applicazione di altri principi e il consumo di suolo nello scenario ipotizzato è totale. La sostenibilità è altro, anche se abbiamo rinunciato fortunatamente ai project financing di Foster, Nouvel e De Smedt e questo va bene.

Così come il recupero di indotti produttivi e artigianali di nicchia a garanzia di una differenziazione e di un’attenzione culturale che superi la modaiola e certamente importante tendenza del benessere e dell’attività fisica.

La mancanza di flessibilità negli usi è coercitiva e pericolosa in relazione alle variazioni dei mercati e alla realizzazione di investimenti forse tardivi ed obsoleti (penso ai parcheggi interrati, quale futuro per le auto private nei prossimi 20 anni? A fronte di concessioni per 99 anni.

Mi sfugge la volontà di creare una città costiera monofunzionale e rinunciare ad una vera città completa.

Qualche dubbio lo sollevo sulla mancata applicazione della legge regionale a tutela delle spiagge libere che significa aree naturali, dovrebbero essere il 20% del totale, ad oggi sono solo il 7%, dopo l’attuazione del “Parco del mare” quanto saranno?

Gli interventi che sono seguiti a quello dell’Urbanista della facoltà di Ferrara, dei dirigenti del Comune sono stati tecnici e hanno illustrato norme e linee di indirizzo previste per l’attuazione del piano. All’interno della monotematica direzione intrapresa, senza alcuna possibilità di dibattito, vi sono anche scelte e proposizioni condivisibili, ma mancano confronti ed esempi a sostegno di una tesi tutta da dimostrare.

Di fronte ad interventi incompleti, quali Novarese, Murri ad esempio, che vanno nella direzione auspicata, quali indicatori abbiamo a sostegno della validità di questo piano? Parlo non di potenzialità ipotetiche, ma di dati certi, arrivi, soggiorni e capacità di spesa dei turisti negli ultimi 10 anni? Quali sono i nostri concorrenti e quale potrebbe essere diciamo nel raggio di 50 km il nostro partenariato, con cui sviluppare sinergie?

Altro aspetto sempre ignorato, quale funzione potrebbe assumere nella città riminese l’applicazione di questo piano, perché suddividere in funzioni così delineate aree che potrebbero esprimersi in molti modi diversi e ricompattare la città con quartieri identitari autosufficienti?

Apprezzabile la scelta di un obbiettivo, ma potrebbero essercene altri, altrettanto vantaggiosi.

Trovo elevato il rischio di ritrovarsi tra 15 anni ad avere un’exposizione di design celebrativo di progettisti e amministrazione, ma completamente avulso dalla cultura riminese e privo di fascino a causa del suo indirizzo monotematico.

Nelle diapositive proiettate, non ho visto alcuna proposta “tradizionale”, solo architetture di design, prive di relazioni e riferimenti alla storia ed al territorio, palme, tante palme, per la gioia del punteruolo rosso, gradonate in listelli di legno e prati all’inglese, insieme al grido di battaglia “Piscine”.

Seaside, Alys beach, Pitiousa, Portgrimaud, sono esempi di pianificazione integrata, la mia riflessione è la seguente ma se voglio perseguire il benessere e uno stile di vita sano, mangiare del buon cibo e praticare attività fisica non posso farlo all’interno di una città completa, non posso farlo nella natura? Ho davvero bisogno di realizzare tanti edifici, simili per funzioni e consumare tutta la costa?

Della mancata possibilità di porre anche solo due domande al mattino e due al pomeriggio, ho già detto. La partecipazione richiede confronto, ascolto e condivisione.

Tra il serio ed il faceto commentavo gli 8 crediti formativi, più vicini ad un bonus filo-governativo che ad una giornata di libera informazione, mi hanno fatto notare che erano gratis e quindi la lamentela era ingiustificata, vero, però ce li siamo sudati tutti.

L’affluenza è stata elevata.

Anyway, ai posteri l’ardua sentenza.

 Fausto A. Battistel Architetto

P.S. da “le città invisibili”

“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme.

Due modi ci sono per non soffrirne.

Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio” [ Italo Calvino]

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Rimining.

pinguiniCome ogni anno, ormai da 5 anni, ci stiamo avvicinando al periodo in cui il Taglianastri salta sul banco e grida: Questa la so!! Dopo aver sonnecchiato un inverno tra l’incredibile scoperta delle rotonde, la chiamata in massa ai tribunali e le manovre SalvaCagnoni eccoci giunti all’Estate.

Passare la stagione fredda, secondo l’establishment Riminese è facile, basta cambiare nome alle cose. Non stanno facendo una linea d’autobus da 100 milioni di euro, ma una metropolitana. Non hanno salvato il Palas, ma hanno dato una piscina ai riminesi. Non hanno scoperto, vent’anni dopo la loro invenzione, le rotonde, ma ti fanno filare dritto. Non esistono ettari di strutture abbandonate, ma solo effetti della crisi. Non si è formato un ghetto mussulmano davanti alla stazione, ma abbiamo favorito l’integrazione. Neppure le erbacce non sono più tali, ma erbe erranti.

Poi arriva la primavera. Una primavera particolare quest’anno perché, per la prima volta, Rimini è a rischio di non aprire il suo aeroporto strategico che, se non ve lo ricordate, portava un milione di passeggeri e un miliardo d’indotto. Anche se questi della “finanza creativa”, oramai accomodatisi, riuscissero ad aprire, hanno già dichiarato che più di 350.000 passeggeri in un anno non riescono a fare … meno del Curatore Fallimentare. Quest’anno ci saranno 650 mila passeggeri in meno e un terzo dell’indotto?

Non vi dovete preoccupare, ma non perché i calcoli che si sono sempre fatti siano palesemente sbagliati. Non vi dovete preoccupare perché le menti migliori di Rimini, guidate dalla vision di Gnassi, hanno un piano straordinario per la ripresa della Capitale del Turismo, altrimenti nota come la Miami del Mediterraneo.

Come dite? La Notte Rosa? Beh certo … quella è una grossa fetta del piano. Riempire il primo finesettimana di luglio, come fosse una missione impossibile, dà lustro. Tra l’altro Gnassi ha già prenotato una visita promozionale a Madonna di Campiglio, dove è noto che si nascondono numerosissimi fruitori della Riviera ed ha già dato il suo assenso al manifesto di quest’anno. Una carta da gioco con due pinguini rosa serviti su una pirofila in riva al mare. Ve lo giuro … ho provato con tutte le forze a reprimere la mia diffidenza verso l’aria fritta, ma l’unica cosa che ci ho visto è stato un richiamo alla ludopatia, che a Rimini ti accoglie appena scendi dal treno e una provocazione per il WWF.

Vabbeh. Meno male che il piano non si ferma qui. Quest’anno abbiamo un asso nella manica. Il Rimining. Cos’è? Non cercate su Google per carità, soprattutto se siete minorenni, potrebbero apparirvi delle oscenità. Ve lo spiego io, almeno ci provo. Secondo qualche genio del marketing, probabilmente anche profumatamente retribuito, cambiare nome alle cose paga, tanto vale farlo anche d’estate.  Per cui stare a Rimini diventa un’unica azione, stai Riminizzando …. che in Italiano è brutto e richiama la cementificazione selvaggia, di cui il partito dei signori in questione si è reso protagonista negli anni. Perché non dirlo in inglese? Il perché l’ha spiegato efficacemente un giornalista della Voce di Romagna che ha fatto notare quanto la parola assomigli alla pratica del Rimming, ossia ad infilare la propria lingua dentro un ano. Qual è il problema? In inglese, per chi lo sa parlare, esiste solo una delle due parole, indovinate quale. Tutto ‘sto pasticcio per dare il nome ad un opuscolo con le cose da fare durante le vacanze.

Ho detto opuscolo!? Scusate … non era mia intenzione. In realtà è il catalogo dei sogni e delle emozioni disponibili mentre si fa del Rimining. Un esempio? A mezzogiorno mi riminizzo una piada (uso impropriamente la parola italiana, ma lo faccio perché non vorrei mai qualcuno pensasse che io mi metta  le piade in posti contro natura), oppure mi riminizzo una bicicletta e in questo caso, data la qualità del manto stradale, c’è caso che perlomeno il sellino ci vada a finire dove non deve … anche se lo dico in italiano.

Chi vi scrive non è originario di Rimini, ma ci è arrivato più o meno all’insediamento dell’attuale Primo Cittadino. Dopo quasi 5 anni in cui sono stato ad osservare, posso dire, in coscienza e senza il dubbio di strumentalizzare, di aver assistito alla danza del nulla. Dopo 5 anni di paraventi colorati, fallimenti reiterati e inadeguatezza alla realtà non sono qui a chiedermi chi l’abbia permesso, ma quanti in effetti se ne siano resi conto. Speriamo che siano in numero sufficiente.

P.S.

L’Assessore Regionale Donini alla presentazione del Piano Strategico (ma ancora lo stanno presentando?) ha dichiarato che proprio grazie ad esso gran parte dei 90 milioni di un finanziamento europeo alla Regione saranno destinati a Rimini. A sentire come si spalleggiano vien quasi il dubbio che la raccolta di figurine di Gnassi…. la chieda l’Europa.

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@DadoCardone

 

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Alla Fiera dell’Est, per due soldi, la Nipote di Melucci sul Trc parlò.

trfrisoniDunque ce l’ha fatta.  La settimana appena trascorsa è stata testimone della prima uscita pubblica del nuovo Presidente di Agenzia Mobilità, Roberta Frisoni (solo incidentalmente nipote di Maurizio Melucci) il manager a cui sono dovute solo le spese per essere tale.

Il debutto è stato ad Ecomondo, in uno splendido stand a forma di tram, da dove ha spiegato, con il supporto del Presidente del Piano Strategico Maurizio Ermeti, il senso di un autobus da 100 milioni di euro…. milione più, milione meno.

20131108_151520Il senso per la verità lo spiegava già una installazione, a forma di tubo Pringles, sulla quale si sviluppava il progetto di un Trc che collega tutta la bassa Romagna, da Ravenna in giù.  Mentre i miseri mortali, che non vedono oltre il loro naso, si limitano a considerazioni del tipo :”ma non c’era già l’11?!”, la leadership cresciuta a piada e strategia imbastisce il futuro su cartone e compensato. Poco importa che non vi siano delibere, determine o piani regolatori funzionanti. Loro la chiamano…. Vision.
Il Trc è solo il primo passo di un nuovo tipo di trasporto totale e poco sposta se per 10km ci sono voluti 20 anni e 100 milioni poiché è propedeutico alla chiusura del lungomare, che, parlando con Ermeti, sembra essere il vero obiettivo.
Chiudere il lungomare per fare cosa? Per rivoluzionarlo danzando fra Bolkestein e Federalismo Demaniale… ok, troppe informazioni, bisogna fare un passo indietro.

diffidaRicordate quando fino a non molto tempo fa il Primo Cittadino minacciava (sui giornali locali) interventi legali contro il Demanio se non avesse consegnato nelle sue mani il lungomare di Rimini? Bene. Era una smargiassata in quanto trattasi di intervento già previsto da tempo. Si chiama Federalismo Demaniale ed è promulgato in tutta Italia… non solo per quelli che parlano di Friburgo dalla Gruber.

20131108_152857Il Federalismo Demaniale consente a Rimini, nella fattispecie, di poter operare modifiche sostanziali al lungomare prima intoccabile. Ad esempio si potrebbe trasformarlo nel ”Parco del Mare” come previsto dal Piano Strategico. Non l’avete mai visto il progetto? È un incrocio tra il lungomare di Misano e quello di Riccione, verde con parcheggi interrati, ma più figo perché prevede una spiaggia riportata alla natura con le utilità degli operatori (bagnini, chioschisti e albergatori) nell’armonia di un unico progetto.

So che a questo punto vi starete chiedendo: e i soldi? Secondo quanto convintamente esternato da Ermeti allo stand (e secondo quanto rappresentato dall’intellighenzia politica negli ultimi tempi) i soldi li dovrebbero mettere i privati. Per i bagnini certo c’è il problema della Bolkestein che rende incerto il futuro, ma la promessa è di far insistere i loro investimenti preminenti sulla zona soggetta a federalismo e cose di poco conto sulla parte di spiaggia minacciata dalla ghigliottina europea.

Ci siete fino a qui? In parole povere albergatori, chioschisti e bagnini si dovrebbero mettere d’accordo, dal Porto a Miramare, per aderire all’unanimità e correre tutti insieme appassionatamente in banca a chiedere finanziamenti.  Perché le banche dovrebbero concederli? Proprio per il fatto di trovarsi di fronte ad una volontà comune.. o almeno così viene spiegato.
Ora… io, lo confesso, non sono originario di Rimini e dunque chiedo a voi: quanto scommettereste sulla probabilità che così tanti riminesi possano mettersi d’accordo su qualcosa? Ermeti giura che gli incontri sono già stati intavolati. Ho chiesto in giro, nessuno sa niente, ma è anche vero che ho dovuto agire per campionamento.

20131108_152939Sapete una cosa però…? Non importa,  perché uno stralcio dell’idea rappresentata si potrà comunque realizzare.  Esiste infatti un’organizzazione, il Consorzio del Porto, che è stata la prima ispiratrice del progetto e che sembra già sufficientemente strutturata per potarne a compimento la parte che la riguarda. Anche ad Ecomondo, a margine di progetti piuttosto generici, spiccano plus come: ”Il Molo del Welness” e il “Parco Fellini

La linea che a tutti gli effetti della deduzione sembra potersi realizzare è la rappresentazione di un grande progetto per il quale non ci si sofferma troppo nell’effettiva e totale realizzazione, perché l’importante ne è una piccola parte. Il Trc resterà solo in quei dieci km? Non importa perché il suo scopo è far chiudere il lungomare. Bagnini, chioschisti e albergatori non si metteranno d’accordo al fine di ottenere finanziamenti per il Parco del Mare? Non importa perché per la parte più importante di Rimini è già tutto pronto, senza nemmeno tappi a forma di delfinario.

Ovviamente chi  scrive deduce ed ipotizza, non fa nulla di più, ma se la strada fosse quella che mi è parso di intravvedere ci sarebbe un problema di non trascurabile importanza. Certo nessuno può asserire che pedonalizzare il lungomare sia un danno e non si può neanche affermare che rifare trucco e parrucco alla cara vecchia Rimini sia da escludere,  ma….
Concentrare le risorse del trasporto pubblico solo su 10 km di costa significa escludere il miglioramento verso le zone dell’entroterra che si vanno sempre di più popolando. Creare una zona privilegiata significa affossare ancor di più le altre, che attualmente stanno lottando con serie forme di degrado. Gli anelli visti più volte nelle rappresentazioni del Masterplan Strategico avrebbero poi il loro baricentro nel porto e si potrebbero intitolare Rimini di serie A, di serie B, di serie C e oltre. Già si comincia a vedere come nelle delibere di Giunta si parli apertamente di realtà non  più strategiche (vedi ponte di via Coletti).

P.S.
Nel titolo vi avevo ingolosito con le dichiarazioni della nipote prodiga. Se ne ho parlato poco è perché, per me, sono di poco conto rispetto a quelle dei veri attori della trama riminese e, leggendole sui giornali, fanno quasi tenerezza. Un esempio. Quando le domandano se sia stato fatto qualche errore dichiara che AM è stata pessima nella comunicazione. Il suo primo esempio di comunicazione corretta? Alla domanda su che cosa pensa dei problemi avuti con i proprietari espropriati risponde: sono cose che succedono.

Davide Holmes Cardone

[@DadoCardone]

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