Gangs of PD

La politica è la questione esistenziale per eccellenza. Per riuscire a trovare una dimensione nell’odierno caos di chi la pratica bisogna votarsi ad una specie di violentissimo Darwinismo Sociale, dove anche il più forte, se non cambia, muore. Non nascono più gli Andreotti o i Berlusconi, capaci di durare generazioni e, in qualche modo, sopravvivere alla genesi del loro stesso mito. Oggi ci sono i Renzi e i Salvini, fissati nella loro misera epica, tra l’altro fatta solo di bugie e poco più. Uno come il Bomba ha la data di scadenza, 1000 giorni, si legge dietro la cravatta lucida da Man in Black (giusto per dire che non si sa nemmeno istituzionalmente abbigliare).

Questi leader del nulla però non sono solo un danno per se stessi, anzi… quando hanno finito di atteggiarsi a miles gloriosus un posticino in Senato non glielo nega nessuno. Ci sono persone però che passano l’esistenza a difendere le decisioni dei loro “Presidenti”, ma  finché sono solo esclusivamente della razza votante, nessuno chiede loro il conto, se non al bar. Il dramma vero è quando le persone sono braccia e gambe del loro partito, o magari lo rappresentano pubblicamente. In certi ruoli si finisce per sostenere tanti e tali interessi  che, una volta tolto l’ossigeno, si deve continuare a respirare qualsiasi cosa venga fornita. Anche se puzza.

A Rimini, a seguito della recente debacle elettorale del PD, si sta assistendo all’imbarazzante assenza di una (sincera) autocritica interna. Più che altro sui giornali finiscono le scorie delle frizioni tra opposti schieramenti dello stesso Partito Democratico, che non sanno tanto di “te l’avevo detto.”, quanto di “adesso fatti da parte”. Le fazioni sono fondamentalmente due. Una fronda gnassiana, sostenitrice del dopato “Modello Rimini” ed un’altra, di cui l’eminenza grigia sembra essere Maurizio Melucci.

La Gang di Gnassi è arroccata nella posizione per cui è inevitabile riconoscere che il PD ha un problema, ma l’annotazione deve essere solo formale, in quanto nessuno si deve permettere di mettere le mani sul meccanismo che regge il Modello Rimini, anche se prevede l’alleanza con il petaloso Sergio Pizzolante. Non è una questione meramente politica, si parla di enormi movimenti di denari pubblici. Uno dei componenti della Gang di Gnassi è Stefano Giannini, Sindaco di Misano e Segretario Provinciale del PD, che incidentalmente è anche il  Componente di Rimini del Consiglio d’Ambito per Atersir, l’Agenzia che regola i costi del servizio idrico integrato. Per essere chiari: senza passare da quest’agenzia non si poteva privatizzare l’acqua, né aumentare le bollette di tutta la provincia, dei prossimi dieci anni (almeno), per riuscire pagare le famose fogne riminesi, fiore all’occhiello di questa amministrazione.

I denari pubblici movimentati però non dipendono solo da questo meccanismo. Molti soldi arrivano anche dai finanziamenti Europei Por Fesr 2014-2020 e sono quelli che permettono, con il beneplacito  della Sovrintendenza, belle imprese come lo sfondamento delle Mura Malatestiane e la trasformazione di Piazza Malatesta in un’opera Ikea. Per questi finanziamenti è garante la Regione Emilia Romagna, sono dunque importanti figure come Stefano Bonaccini e i gemelli del Comunicato Pruccoli & Rossi.

Le partite, ovviamente, non sono finite qui. Ci sono da mettere in conto anche l’autocrazia di Gloria Lisi sul Welfare e la dittatura dello stesso Gnassi sull’argomento Eventi & Co. Una nota a margine, che magari approfondiremo meglio in un secondo momento. Quest’estate la spiaggia libera sarà occupata dall’evento Beach Arena. Alcune modalità appaiono in contrasto con i regolamenti vigenti, come l’occupazione della spiaggia per quasi sessanta giorni, invece che i 30 stabiliti dalla delibera regionale 226/2003. La cosa che dà più nell’occhio però è un bando che assegna un evento del genere per due anni e che, materialmente, si apre e chiude in 15gg. Chi avrà mai il tempo? Sarò malizioso, sarò sensitivo… ma secondo me la gara la vince Paesani, uno sempre pronto.

La Gang avversaria sembra ricoprire un ruolo minoritario nel PD riminese, ma seguendo la Melucci’s Way, ha i suoi alfieri piazzati in modo da dar stilettate nei momenti cruciali. Proprio in questi giorni il miracolo Petitti, colei che cambia più ruoli istituzionali che scarpe, ha “osato” criticare il “Modello Rimini”, aprendo ufficialmente le danze. Lo fa tirando in causa l’opzione Pizzolante, scelta che dalle parti di Gnassi vorrebbero passasse sotto silenzio.

“Dov’è finito il modello Rimini, sbandierato fino alla sera del marzo per giustificare una candidatura sulla quale parte del PD aveva espresso forti dubbi?”

Giannini, nonché Pruccoli & Rossi, si scagliano contro l’Assessore Regionale Petitti, accusandola sostanzialmente di irresponsabilità. Succede tuttavia che Yuri Magrini, segretario provinciale uscente con polemica, Vanni Lazzari, segretario comunale, alcuni sindaci della Valconca e scontenti vari dei Circoli PD, appoggiano apertamente Emma Petitti nella critica. E Melucci? Lupus in Fabula interviene sempre alla fine, invitando all’unità, ma continuando a disporre pezzi sullo scacchiere.

Ancora una volta la realtà è decisamente esclusa dall’etichetta di partito, ma in politica, si sa,  l’autocritica vera è una cattiva medicina per chi comanda. Molto meglio controllare le cadute… o pensare di saperlo fare. Nel frattempo noi cittadini dobbiamo star a guardare il ringalluzzimento della Lega, un partito che a Rimini non raggiunge il 19% né alla Camera ( 18,87% ) né al Senato ( 18,91% ).

P.S.

“L’autocritica è un mezzo di superare se stessi. L’artista che non analizza e non distrugge continuamente la sua tecnica è un poveretto.” [Cesare Pavese]

@DadoCardone

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La Commissione Antimafia a Rimini

Oggi lunedì 5 giugno 2017 la parlamentare riminese Giulia Sarti sarà in missione ufficiale a Rimini con la Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle Mafie e sulle associazioni criminali, anche straniere.
Le Audizioni tenute dalla Commissione si terranno nel primo pomeriggio presso la Prefettura alla presenza del Prefetto, in carica dal primo marzo, Dott.ssa Gabriella Tramonti. Oltre alla padrona di casa saranno presenti il Questore, Dott. Maurizio Improta, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza e il Capo Centro DIA. Saranno auditi inoltre vari Procuratori distrettuali e circondariali.
Scopi e risultanze saranno resi noti, per la loro parte pubblicabile, nella successiva conferenza stampa. Pare ovvio però che quest’audizione, come l’istituzione di un osservatorio sul territorio riminese, siano riconducibili ad una necessità di mappare fenomeni che a Rimini, negli anni, sono stati presi un po’ sotto gamba.
Tristemente famosa fu l’uscita dell’allora Assessore Regionale Maurizio Melucci, ex vice sindaco di Rimini, ai microfoni della documentarista Michela Monte. La regista, che nel 2014 stava girando “Tre Stelle in contanti”, una ricostruzione giornalistica delle infiltrazioni mafiose nel business del turismo, raccolse la seguente dichiarazione:
“L’immagine che la riviera romagnola sia in mano alla mafia la ritengo una bella barzelletta”. A me non risulta infiltrazione mafiosa, nel senso classico del termine”.
Melucci, in seguito, dovette industriarsi in molte spiegazioni riguardo al suo “senso classico del termine”, ma la barzelletta, come la chiamò, non fece ridere nemmeno i compagni di Partito. Tra loro in special modo l’allora Presidente della Provincia Stefano Vitali, che ventilò di una certa “cultura della rimozione”.
Ora, dopo altre tre anni di crisi, che hanno fiaccato ulteriormente la tenuta etica della comunità, semplicemente aumentando il bisogno, urge maggiore consapevolezza. Rimini è una piazza fin troppo appetitosa per le criminalità organizzate, sia italiane che straniere. Lo suggeriscono le maglie nere nelle statistiche, ma anche le corpose retate come la Maxi operazione tra Rimini e San Marino che, nell’estate del 2015, portò ad elevare 29 misure cautelari e costrinse Maurizio Improta a chiudere il noto locale Coconuts per 30 giorni (poi ridotti a 15), decisione presa sulla base del Tulps per motivi di pubblica sicurezza.
Com’è oggi la situazione a Rimini? Forse l’audizione di domani pomeriggio potrà aggiungere qualche tassello in più alla conoscenza delle criminalità organizzate, perché che le maglie nere riminesi nelle classifiche sulla criminalità siano falsate semplicemente dall’afflusso turistico ci crede solo il Primo Cittadino.

@DadoCardone

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Ancora la nipote di Melucci? Veramente?

01826801Una piccola riflessione estiva ad uso e consumo dei lettori di Citizen. Il Secondo mandato di un Sindaco, offre, ovviamente, vantaggi e svantaggi. Meno ovvio è identificare la rilevanza degli uni e degli altri. Di getto si potrebbe considerare che una riconferma, ad esempio con i numeri realizzati a Rimini, dia l’agio di una popolarità che annulla le contestazioni spicce e permette di operare con più tranquillità.

La popolarità però è un valore effimero e, da queste parti, si nutre dell’overdose di eventi, soprattutto per l’insostenibile leggerezza dell’Homo Aperitivus. Questo Andrea “Party” Gnassi l’ha interiorizzato nella maniera più convinta, infatti quest’anno ha concentrato in soli 15 giorni tutti i suoi assi. Al Meni, La Molo Street Parade e la Notte Rosa.. (pare che abbia tentato di spostare anche Ferragosto, ma la maledetta burocrazia non l’ha permesso). Un’esaltazione, a beneficio degli autoctoni, che permetterà di passare sopra tutti i divieti di balneazione, nonostante il preannunciato miracolo delle Fogne tardi ad avverarsi.

Poi però arriverà settembre, si ricominceranno a fare i Consigli Comunali e i problemi irrisolti si presenteranno tali e quali, senza che l’atteggiamento sia cambiato di una virgola. Qualcosa di diverso però ci sarà: difficile passare per quelli appena arrivarti, che tentano di risolvere guai ereditati.

Rimini, c’è da scommetterci, presenterà il conto degli investimenti considerati prioritari secondo logiche di speculazione politica. Lo farà con nuovi e più veementi allarmi, primo fra tutti quel bisogno abitativo rimasto fuori da ogni programmazione che non sia emergenziale. Gloria Lisi, Vice Sindaco riconfermata, che con la lista Rimini Attiva ha ribadito la sua area di potere, è un’entità reazionaria, funzionale al sistema così com’è, dunque la creatività nel Welfare è da escludersi a priori. C’è da dire che l’Assessora dirige con polso fermo le idiosincrasie dello Stato di Diritto Riminese. Guardate ad esempio come appare del tutto naturale che uno stesso dirigente sia usato per gli Affari Sociali e la Polizia Municipale. Un bel corto circuito.

Altri insostituibili riconfermati sono Brasini, solo lui può far quadrare i conti di Gnassi, Jamil “Ringhio” Sadegholvaad e Massimo Pulini. Questo il quadrato del fortino. Gli altri assessorati, che come hanno dimostrato le mai sostituite Rossi e Visintin, nonché i facilmente ignorabili Biagini e Imola, non servono e possono essere usati come merce di scambio.

A proposito di scambio. C’era chi affermava che la pace tra Gnassi e Melucci sarebbe costata un’assessore. Noi non ci crediamo, ma oggi si parla di un possibile assessorato a Roberta Frisoni. Come chi è Roberta Frisoni!? E’ la solo incidentalmente nipote di Melucci a cui era stata affidata Agenzia Mobilità. Dopo la fuga a gambe levate da quel compito… come non apprezzare un suo coinvolgimento nella nuova Giunta?

Nell’altra parte della lista, da giocarsi in overbooking, troviamo anche Anna Montini, Assessore in quota Patto Civico, Lorena Fonti per Rimini Futura e Francesco Maturo. Di questi, se confermati, la mia preferita sarebbe la Fonti… laureata con una tesi sul Piano Strategico di Rimini.  Mi è sempre piaciuta la fantascienza.

Abbiamo aspettato un po’ per questa Giunta, ma sembra che il peso specifico sarà pressoché uguale a quello che abbiamo imparato a conoscere nello scorso mandato. Gnassi comanda color… Il tutto ovviamente facilitato da un consiglio comunale inerme. E’ vero che dall’opposizione promettono “sorci verdi”, ma quella gara lì si vince mediaticamente e Rancoresi, per esempio, ha l’unica capacità accertata di rendere noioso l’inoppugnabile. Al Primo Cittadino è stato già dimostrato che le sue Vision non tengono aperti gli aeroporti, ma è ancora lì. Il discorso della Lega poi non vale nemmeno la pena di affrontarlo.

P.S.

La politica è il governo dell’opinione”. [Carlo Bini, Manoscritto di un prigioniero, 1833]

dado

 

@DadoCardone

 

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Rimini- La Lega? Mamma che flop.

12986921_1599015737081532_2486691132122382583_nNessuno se lo aspettava. Ci si prefigurava anzi che l’onnipresenza di Salvini in TV attirasse un numero sufficiente di curiosi da fa sembrare la calata della Lega una cosa riuscita. Invece Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Uniti si vince, circondati da un cordone della Celere, non riempiono nemmeno uno “scacco” di Piazza Tre Martiri. Se poi ci aggiungiamo i curiosi, gli occasionali e i gruppi che in coro manifestavano scarso affetto (diciamo così), sabato in piazza c’era meno gente di quanta ce n’è di solito per fare le vasche.

Colpa della pioggia? Chi vi scrive vuol dare una speranza all’umanitàflop lega e dunque sostiene la tesi che, la maggior parte delle persone, non prova nemmeno curiosità per il brutto spettacolo offerto da Matteo Salvini e seguaci.

Arriva circondato da un battaglione mobile dei Carabinieri, perché la gente è la sua scorta (video), si fionda sul palco dopo aver dato dei “cinque” a vari personaggi in trasporto quasi sessuale e attacca col repertorio. Extracomunitari a casa, il papà è il papà e la mamma è la mamma, chiudere le frontiere, reinserire il servizio militare per insegnare un po’ di civiltà (!?) ai ragazzi… insomma mancava solo “W la figa”(cit.). L’unica cosa che ha detto di Rimini è anche una gaffe. Signore e signori vi annuncio che la Lega riaprirà l’aeroporto…. Correte ad avvisare Airiminum S.P.A.

Il tutto è durato, fortunatamente, meno di uno spettacolo di Giacobazzi al Bobo di Misano ed ha avuto il potere taumaturgico di  elevare ad estasi il nulla assoluto. Commoventi gli occhi spalancati di alcuni militanti, come dopo “una botta di quella buona”, ma molto più indicativa l’espressione buia di Alan Fabbri, Consigliere Regionale della Lega, che mestamente si aggirava per l’Antica Cafeteria, dietro il palchetto.

Da segnalare:

  • Una protesta recitata del Collettivo PERF, che ha manifestato la voglia di conflitto contro l’annichilimento imposto dalla Lega con una Performance, che ha simbolicamente (ma anche letteralmente) tolto la maschera ai leghisti.
  • L’atteggiamento di una certa informazione che ha voluto ancora una volta contrapporre i “centri sociali”, genericamente citati, alla società civile, altrettanto genericamente rappresentata. “Piazza sfondata”, “Bombe Carta”, cose che non si possono sentire e che evocano inesistenti livelli di tensione. Un’appartenente alle forze dell’ordine, con cui ogni tanto ci si scambia commenti sui fatti di piazza riminese, mi ha scritto “magari le contestazioni fossero sempre così”. A titolo esemplificativo, in questo link  potete vedere cos’è una bomba carta e fare il paragone con i due petardi scoppiati nelle vicinanze della piazza.
  • Il disfacimento del Centro Destra, boccheggiante, ma tenuto in vita dalla morte del Movimento e dalla guerra dei Roses in versione Gnassi contro Melucci.

P.S.

Una domanda a Gioenzo: ma un lavoratore come te cosa centra con ‘ste sceneggiate?

dado

 

@DadoCardone

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TRC: Troppo ridicolmente costoso

melucciLo sanno tutti. E’ l’esercizio che crea la perfezione. Lo sa bene anche il PD di Rimini che non si limita alla devastazione, ma cerca di non far cresce neanche più l’erba al suo passaggio.

No. Non è un racconto del Centro Sinistra ai tempi di Attila, è proprio cronaca dei giorni nostri. Pare infatti che, data la soddisfazione che sta dando il primo TRC, ci sia il secondo ramo della metropolitana più stupida del mondo (che poi è un autobus) fermo al CIPE (Comitato Interministeriale di Programmazione Economica) in attesa di approvazione.

Quello che si sa è che si tratta del tragitto Stazione – Fiera,  un progetto ancora più costoso del primo, ma che si basa sempre su quelle caratteristiche principali che tanto hanno ispirato generazioni di Melucci (da Maurizio alla nipote):

  • Deve essere una linea dritta: le curve sono concetti complicati e potrebbero non essere nelle possibilità del mezzo scelto, se mai si capirà qual è. Perché divagare quando c’è l’abbattimento anche con le occupazioni temporanee di cantiere?
  • Deve essere costoso in maniera ridicola: si parla di 50 milioni di euro per 4km e rotti, ben 12 milioni a Km. Roba che puoi pagarci il taxi per anni a tutti quelli che vogliono andare alla fiera dell’est.
  • Deve essere completamente inutile: Il business plan di questo nuovo progetto si basa praticamente su reperti archeologici che il carbonio 14 data all’incirca all’era Post Sabbione, quella in cui i politici hanno cominciato a credersi degli imprenditori. Si parla forse del 1995, sicuramente quando alla Fiera non c’era una fermata del treno come oggi.

I punti per avere un TRC certificato dal prestigioso marchio qualità PD ci sono tutti. Se venisse dato il via a quest’opera una bella livella  si abbatterebbe dritto per dritto dalla Stazione alla Fiera, ripetendo la genialata dei sensi unici alternati per ciò che non si può abbattere. Abitanti di San Giuliano… cominciate pure a chiedervi se siete tra i fortunati. Oltre alla devastazione, l’inutilità conclamata e lo sfondamento delle tasche di Pantalone sono garantiti. Tanto…

La cosa più sconvolgente, anche se per essere sinceri sconvolgente è il fatto di essersi ormai abituati, è l’arbitrarietà dei dati su cui si dovrebbero basare i piani economici di queste follie. Pare infatti che secondo lo studio depositato, quest’anno, tra studenti, lavoratori e occasionali (?) più di tre milioni di persone prenderebbero, se esistesse, il nuovo ramo del TRC. Come dire… 9000 persone al giorno per tutti i 365 giorni dell’anno. Poi, dato che negli anni ’90 ponevano gran fiducia nell’attuale modello economico, gli ipotetici passeggeri dovrebbero superare i  4 milioni nel 2020. Da questo di evince quanto  il Partito Democratico sia sincero quando parla di immigrati come risorsa.

Ovviamente scherziamo. In realtà pochi del PD sono a conoscenza di questi progetti, la maggior parte sono troppo occupati ad annuire. Lasciamoli nella loro beatitudine e preoccupiamoci di più del “Silenzio degli Onesti” , perché, come diceva Martin Luther King, fa più danni della cattiveria dei malvagi. Il primo Ramo del TRC ha avuto l’appoggio, è evidente, dell’indifferenza e della disinformazione (ancor oggi c’è gente che pesa si tratti di una metropolitana). Si è arrivati al punto di dire “ormai è troppo tardi, bisogna finirlo”. Bene. Qui,  ora,  c’è un problema che si ripete identico, vogliamo cominciare già da ora a dire che è troppo tardi?

P.S.

Volevo ricordare ai Riminesi d.o.c. che l’indifferenza è una tattica che funziona solo se il destinatario se ne accorge… diversamente è solo l’ammissione di non contare nulla.

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@DadoCardone

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Se la politica cade e nessuno la sente.

albero-abbattuto-marina-albereseTra il 1600 e il 1700 la scuola filosofica dell’Empirismo Inglese definì un nuovo ed affascinante concetto, una rivoluzione. Locke, Hume, Hobbes, Berkeley teorizzarono che l’essenza di un oggetto non è una caratteristica dell’oggetto stesso, ma sta nella percezione di chi ne ha esperienza. La mela è verde sempre … o è verde perché chi la guarda identifica in quel colore il riflesso della luce nei suoi pigmenti?

Esiste un “indovinello” filosofico che descrive perfettamente questo concetto: Se un albero cade nella foresta e nessuno lo sente, fa’ rumore? I pochi affezionati che mi fanno il piacere di leggere le derapate sulla mia tastiera si staranno (forse) chiedendo perché parlo di filosofia. Ebbene, anche se non sempre esplicitamente, è quasi impossibile non parlarne poiché essa è la misura della vita.

L’Empirismo, retaggio di ormai passati studi, è molto presente nelle mie riflessioni di questi giorni. Mi trovo in questa foresta, vedo i segni di questo enorme albero caduto, ma nessuno ne da notizia. Non è stato sentito? L’albero è la politica, ma tutti fanno finta che sia ancora in piedi.

La scia del suo abbattimento, sembra più danno da parassita che caduta naturale, si percepisce in ogni cosa che il politico è chiamato ad amministrare. Prendete il recente caso Lupi ad esempio, ma non consideratelo il più eclatante. Un Ministro, tanto evidentemente inadeguato al ruolo che non va bene neppure per il fondo di barile da cui pesca il Governo Renzi, si rivolge al potentissimo (quanto inefficace) Ercole, tecnico del sistema, per un posto di lavoro al figlio. Lì un po’ di rumore qualcuno deve averlo sentito. Gli apici dell’Amministrazione del Paese che mettono a rischio interessi, leciti e illeciti, per cosa? Per trovare posto a un imbecille … almeno è quello che mi è venuto da pensare, considerando  il fatto che non sia capace  di identificarsi da solo come figlio di un Ministro, cosa che gli avrebbe fatto trovare comunque un lavoro (Eddai.)

Forse non tutti sanno che tra le varie indagini, causate dallo scoperchiamento del calderone Incalza, ce n’è anche una che ci riguarda da vicino. Praticamente il giorno dopo la dichiarazione del Primo Cittadino sul TRCla palla è mia e ci gioca solo chi dico io”, sono finiti nel registro degli indagati Attilio Navarra, Luca Navarra e Alessandro Paglia, cioè Italiana Costruzioni, azienda che realizza le opere per  il metrò di costa. Agenzia Mobilità, alle prese con una fusione “salva tutto”, osteggiata però dai Sindaci Revisori, dichiara che ciò non avrà conseguenze sull’appalto del Metrò di Costa. Come non credergli, soprattutto quando il solo incidentalmente zio (Melucci) della Presidente continua a dichiarare, via Facebook, che 100 milioni di euro non potevano essere spesi più strategicamente.

Strategico. Quante volte lo abbiamo sentito usare quest’aggettivo a Rimini. Personalmente lo ritengo eco di quel rumore di caduta che pochi vogliono sentire, perché tutto quello che viene chiamato strategico fallisce o è sulla via del fallimento. Hanno fatto persino un Piano Strategico, come a far intendere che le macerie che ci circondano fanno parte di un piano (sicuramente costoso). Siamo entrati ormai nell’ultimo anno del quinquennio del “fuGolden Boy, colui che ci ha fatto passare dal sogno al segno e sicuramente ha dato segno di aver scambiato gli slogan per  realtà. Ultimamente si attacca anche a quelli degli altri. A Rimini il PD ha regalato 1000 posti di lavoro. Chi vi ricorda? Questo è rumore di caduta ed è pure forte, considerato che nessuno si è fermato neppure per un secondo a pensare che se i posti fossero reali (e non cambi di contratto) si azzererebbe la cassa integrazione.

Il problema però non è che il Taglianastri autoctono non capisca la differenza tra il segno e il sogno, ce ne sono tanti che se seguiti bene conducono un esistenza normale, la complicazione arriva quando altri si atteggiano brindando alla cultura che porterà il recuperato teatro con giardinetto, mentre il fine ultimo è riproporre un cazzo di Festival Bar in piazza Malatesta. Non che te lo deve leggere la zingara sul palmo della mano per capirlo. Basterebbe osservare. Capitan Gnassi in quattro anni di timone, senza scogli che non si sia andato a cercare da solo, è riuscito solamente a fare da airbag per Cagnoni e da apripista per Hera. Come dite? La Notte Rosa … eh beh! Il primo fine settimana di luglio è difficile da Riempire a Rimini, certo.

Il Quinto Anno, quello in cui tutte le Amministrazioni Comunali di questo sistema solare (ma suppongo anche degli altri) si giocano i Jolly, quella di Rimini fa la danza della rotonda, forma tribale di preghiera per propiziare la madre di tutte le rotonde, quella dell’incrocio di Via Montescudo. I ben informati, quelli che partecipano alle commissioni che la maggioranza snobba, ci fanno sapere che la procedura di esproprio si “dovrebbe” concludere in novembre e che solo dopo si potrebbe consegnare il lavoro alla ditta esecutrice …. Questo sempre che ANAS non abbia altre opere in giro delle quali sia già stato depositato il progetto definitivo. Tradotto: difficile che le rotonde appaiano prima della fine della legislatura. Lo sentite l’albero?

In tutto questo c’è un aspetto paradossale. La caduta che nessuno ha sentito, ma di cui si scorgono inequivocabili i segni, è avvenuta non a causa di un ostacolo, ma al contrario per via della troppa corda di cui si sono dotati e con cui si sono impiccati i politici professionisti. Nel Governo del paese, così come in quello di Rimini, è stato completamente esautorato il ruolo dell’opposizione. Così come il Governo ghigliottina e cangura dopo aver chiesto delega e fiducia, nella piccola provincia dai grossi guai, la Maggioranza boccia senza appello e senza merito qualsiasi tipo di emendamento ai suoi interessi, negandosi il “memento mori” che la Costituzione aveva giustamente previsto.

E’ veramente triste vedere ragazzetti, che se non vivono ancora a casa con mamma poco ci manca, affermare di non aver intenzione di farsi tirare per la giacchetta, mentre rimbalzano, senza motivazione senziente, istanze di chi come loro è stato scelto per rappresentare. Vien quasi da chiedersi se a papà abbiano regalato un vestito nuovo.

P.S.

La possibilità che un albero cada in testa ad un sordo è molto alta.

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@DadoCarone

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Cona, il tunnel degli Orrori.

IMG_4007Dunque un commento Onorevole Sarti..?” – Giulia scuote la testa. Non perché non ha niente da dire, ma perché non crede a quello che ha visto. Ha appena finito, con Raffaella Sensoli, Vice Presidente della Commissione Sanità della Regione, il giro nei tunnel di servizio del Sant’Anna di Cona ed ha visto cose ….

Procediamo con ordine. L’ospedale di Cona è uno scandalo italiano di dimensioni enormi che stenta a uscire dalle cronache di Ferrara e, in una società dove si chiede a Schettino un selfie davanti alla Costa Concordia, si tratta già di un bell’indizio. Ventidue anni per costruire un ospedale sovradimensionato rispetto al suo bacino d’utenza, con un costo ufficiale di 301 milioni di Euro e 900 milioni di spese non previste e “no core” (non relative al servizio sanitario in senso stretto come le pulizie).

Tutto qui? No. Ci sono indagini parlamentari invocate già nel 2011 che cadono nel dimenticatoio e processi archiviati che vengono riaperti sotto altra forma. Non basta. Ci sono anche 150 intercettazioni telefoniche, scremate da 100 mila, trascritte e volute dalla Procura  perché “di grande interesse” che però sono top secret, mai rese note ne citate durante il dibattimento processuale.  Tra le poche trapelate ce n’è una che fa male.

“Dobbiamo finire in fretta quest’ospedale, la Regione mi ha detto basta varianti perché sennò non lo finiamo più.”

Le parole sono di Marino Pinelli, Responsabile Amministrativo del Sant’Anna, già condannato in abbreviato ad un anno per abuso d’ufficio. D’ipotesi su questa singola frase se ne possono fare molte. Farsi domande non è reato. Chi è l’interlocutore di Pinelli in Regione che dice basta varianti? Perché dice basta? E’ un numero che può variare oppure in 22 anni di costruzione, preliminare, definitivo ed esecutivo avrebbero dovuto rendere il numero delle varianti piuttosto certo?

Sembra non avere dubbi in proposito Francesco Rendine, candidato Sindaco per GOL (Giustizia Onore e Libertà)e fondatore del Comitato Civico SoS Sanità. Alla decisione del tribunale di non rendere le intercettazioni parte integrante del processo commenta così: “Ai Carabinieri non è stato consentito di testimoniare sui contenuti di molte intercettazioni nelle quali sarebbe ben descritto il contesto ambientale, dove emerge la vera natura dei rapporti tra Presidente della Regione, Sindaco, dirigenti pubblici e delle imprese intervenute nella costruzione e nella gestione di Cona”.

CatturaUna cosa è certa. Questa storia provoca un sacco di dubbi riguardo alla vera utilità di questa struttura. Visitandolo si capisce che le sue dimensioni enormi non sono certo a beneficio dell’utenza, la quale si conta in numero molto inferiore a quello che servirebbe per riempire un ospedale che è probabile si veda anche dalle stazioni orbitanti attorno al pianeta. Gli stessi dubbi sono sicuramente venuti anche a Giulia Sarti e Raffaella Sensoli, le prime due entità politiche ad essere scese ufficialmente nei meandri del labirinto di Cona. Usiamo la parola “ufficialmente” perché sia Balzani che Bonaccini, ai tempi della campagna elettorale, hanno fatto una visitina da quelle parti per parlare di Sanità e riteniamo improbabile che nessuno si sia preso la briga, se non di mostrare, almeno di parlare del “tunnel degli orrori”. Se la notizia è stata data, i due candidati hanno fatto in fretta a dimenticarsene.

IMG_3859L’ispezione ai tunnel di servizio dell’Arcispedale (così lo chiamano) Sant’Anna è fondamentale per capire di cosa stiamo esattamente parlando. La zona di Ferrara è nota per essere terra rubata al mare e bonificata dagli Estensi. Il luogo dove sorge l’immensa struttura è conosciuto come “Fondo Morte”, una buca talmente ricca d’acqua che all’ospedale, il cui piano interrato e quasi 5 metri sotto il livello di Cona, sono necessarie idrovore e numerosi altri accorgimenti che fanno lievitare il costo delle spese extra sanitarie, pare a 53 milioni di Euro l’anno. Qui però c’è anche il corto circuito tra come dovrebbe essere stata realizzata l’opera e la realtà oggettiva in cui si trova. Sembra, ma ne avremo la certezza solo alla sentenza del processo celebrato proprio in questi giorni, che l’ospedale poggi su calcestruzzo con una vita pari alla IMG_3863metà di quella che sarebbe obbligatoria per un’opera pubblica (100 anni). Andando a visitare i tunnel di servizio, in cui sono ubicate cucine e lavanderia, ci si trova di fronte ad una pannellatura che sembra avere l’unico scopo di coprire i muri. Quello che i pannelli non coprono è inquietante. Le pareti sono drenate con dei buchi in cui sono inseriti imbuti attaccati al classico tubo di gomma da giardino che vanno a finire in chissà quale raccordo o grondaia interna. Non stiamo scherzando. Imbuti, proprio come quelli che si userebbero per travasare del vino e pare ce ne siano circa 300. Lungo il percorso spettacoli cromatici che vanno dal giallo, al verde acido, al rosso ruggine … tutta roba che cola. Ammettiamo di non essere esperti di muffe e affini, ma di certo non vorremmo quello che si vede lì vicino alle nostre cucine.

IMG_3909Ora. E’ umanamente comprensibile la dichiarazione del Direttore uscente dell’ospedale, Gabriele Rinaldi, che rassicura sulla stabilità della struttura e che garantisce essere già prese le necessarie contromisure contro le infiltrazioni, ma noi saremmo proprio curiosi di sapere se, in una qualsiasi fase progetto,  fossero stati contemplati degli imbuti da travaso e  sotto quale voce sono stati inseriti nel project financing. La cosa singolare è che, abbiamo controllato, il masso di calcestruzzo benedetto da Papa Wojtyla negli anni ’90, in effige di prima pietra della costruzione, era di calcestruzzo a norma.

Le due portavoce del Movimento 5 Stelle, nei loro rispettivi ruoli, Sensoli  come Vice Presidente della IMG_3920Commissione Sanità e Sarti come Parlamentare membro della Commissione Giustizia, uscite dal tour di Cona hanno manifestato l’intenzione di andare a fondo nella questione. Entrambe sono concordi ci sia molto da portare ancora alla luce, quello che hanno visto stride in maniera insopportabile con ciò che la Regione definisce un esempio per la Sanità Nazionale.

P.S.

Che la questione sia un imbarazzo per la Regione (e di conseguenza per il Partito Democratico) è facilmente intuibile dall’excusatio non petita dell’Ex Assessore Melucci, che si scompone su La Rimini che Vorremmo nel tentativo di far sembrare la questione un problema Italiano e non Regionale. Prima posta un articolo del Fatto del 2011 in cui un Parlamentare PDL chiedeva indagini su Cona, poi, evidentemente rendendosi conto che qualcuno avrebbe potuto chiedere che fine abbia fatto quella richiesta, visto che da quella data il Governo è PD, ha tolto il link e si è espresso in un post personale. Continuano a dirmi che è furbo … sarà la tecnologia che lo mette in imbarazzo.

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@DadoCardone

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TRC o Mongolfiera?

Ieri sera in un’apposita Commissione presso il Comune di Cattolica Ermete Dal Prato e  la solo incidentalmente nipote di Maurizio Melucci, pare si chiami Frisoni o qualcosa del genere, hanno parlato di TRC. Per noi l’Architetto Fausto Battistel in veste di inviato.

La Redazione

TRC o Mongolfiera?

Ieri sera al comune di Cattolica si è svolta una commissione specifica, informativa, sulle reali opportunità degli amministratori cattolichini, riflettere e proseguire o meno sulla scelta eseguita anni fa, con la firma dell’accordo di programma per la realizzazione dell’opera, tra regione, provincia, enti locali ed agenzia mobilità.

Oltre agli amministratori comunali, le opposizioni e un folto gruppo di pubblico, al quale bisogna riconoscere è stata data la possibilità di fare domande specifiche sul progetto, erano presenti l’Ing. Dal Prato e la Presidente di Agenzia Mobilità dott.essa Frisoni.

Una buona parte dei presenti, ha potuto constatare, con perplessità, la leggerezza degli argomenti e dei dati portati a sostegno della tesi della strategicità dell’opera tra Riccione e Cattolica. Per stessa ammissione della Presidente e dell’Ingegnere, ad oggi non c’è uno studio di fattibilità concreto, che indichi ipotesi di flussi degli utenti, costi dell’opera, percorsi certi e punto di arrivo.

Pertanto la prima domanda che sorge spontanea è: come può essere definito strategico un progetto del quale non si conoscono gli obbiettivi minimi principali, arrivo, numero di utenti trasportati, percorsi e costi?

La seconda è: come possono gli amministratori ed i cittadini scegliere di salire su un “Phileas”, questo il nome del bus, se non conoscono l’entità complessiva dell’opera, diciamo un grande numero, la tempistica, e ipotizzare se le risorse richieste per l’esecuzione sono proporzionate e tollerabili per le comunità interessate?

La terza è: di quali infrastrutture necessita il “Phileas” per poter circolare e quale è l’impatto complessivo sull’ambiente per avere questo trasporto, quale è la sua flessibilità e la sua durata? Quali saranno i disagi per i cittadini? Quanti dovranno subire l’orizzonte del trc, che scorre davanti alle loro abitazioni, creando una barriera visiva e fisica?

Appare anomalo, che il progetto del TRC sia realizzato in assenza, per Rimini, del Piano Urbano del Traffico PUT, e  vista la continuità delle costruzioni e il consumo di territorio, considerando area urbanizzata continua il territorio da Cesena a Rimini, non vi sia un piano intercomunale, ed un progetto di più ampio respiro con indicazioni precise sulle finalità da raggiungere, al quale partecipino tutti i portatori d’interesse dei trasporti, comprese le Ferrovie e gli aereoporti, per lavorare in sinergia con il trasporto privato, il Trasporto pubblico Locale e gli enti dotati di sempre minori risorse, da destinare ai servizi.

Infrastrutture troppo costose e specifiche non garantiscono la flessibilità, l’economicità e la durabilità nel tempo. La mobilità delle popolazioni e la rapidità dei flussi migratori, insieme ad una situazione socio politica complessa, non permettono valutazioni credibili sulle necessità e sulle esigenze degli spostamenti del prossimo futuro.

In realtà da quanto ho capito l’uscita dal progetto deve essere consensuale e quindi tutti i comuni devono essere d’accordo, basta solo che uno sia favorevole a continuare che gli altri lo devono seguire anche se le necessità di trasporto tra Rimini e Riccione sono diverse di quelle tra Misano e Cattolica.

Il lungomare, il trasporto di costa, per togliere le auto dal lungomare, intanto resta sguarnito.

Phileas Fogg (il protagonista del “giro del mondo in 80 giorni”) suggerisce la mongolfiera da Rimini a Cattolica, in 20 min, con vento a favore oppure a Ravenna, TRC, Trasporto random costiero, per un turismo lento, casuale, ma almeno quando non usi il mezzo resta il paesaggio… e soprattutto non devi espropriare, abbattere costruzioni per cui hai rilasciato autorizzazioni e creare infrastrutture degne dei faraoni o degli imperatori, una mongolfiera per una signoria è più che sufficiente.

P.s. Beh di certo Phileas Fogg, se avesse scelto il trc, avrebbe perso la sua scommessa.

Architetto Fausto Battistel

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Disastro TRC.

Il TRC…. Sapete cosa? Chi ha partorito questa balzana idea dovrebbe darsi delle gran pacche sulle spalle da solo, perché è riuscito a mettere in difficoltà chiunque entri in contatto con la corsa di questo folle autobus da 100 (e passa) milioni di Euro.

Agenzia Mobilità, guidata formalmente da quella che solo incidentalmente è la nipote di Maurizio Melucci, ma ufficiosamente dalla vittima sacrificale Ermete Dal Prato, non riesce a stare nei costi. L’annunciata cura dimagrante che avrebbe dovuto fare l’opera, per ritornare all’originaria ipotesi di spesa, è stata come quelle diete buone per la prova costume: il sacrificio estremo fino alla prima discesa in spiaggia e poi giù a bere e mangiare come se non ci fosse un domani.

Trattavasi di un altro degli annunci di Gnassi, completamente separato dalla realtà. Da dove voleva togliere 10 milioni di Euro, supposto che fosse quello il problema del TRC, lo aveva capito solo lui e ieri, nell’apposita commissione si sono fatti dei conti diversi.

Cattura102 milioni di Euro. Che dire…. Salute! Si è sorpassata la soglia psicologica dei 100 milioni di Euro per un autobus su gomma, che doppia servizi già esistenti e che è ben lungi da essere associato ad un consuntivo di spesa finale. Nessuno vorrebbe essere nei panni di Dal Prato nel momento in cui cambierà (perché prima o poi cambierà) l’opportunità politica di appoggiare una simile pazzia.

Nel frattempo, prima che 10 km d’idrorepellente cemento diano il colpo di grazia alla già complicata situazione degli allagamenti riminesi (10.000 metri di cortili, giardini ed erbe erranti ne assorbono di acqua) si cominciano a registrare i primi danni seri al “muro del pianto” di Spontricciolo che tra un po’ verrà chiamato “delle bestemmie”. Qualcuna se n’è già udita dagli abitanti della zona, che mai avrebbero pensato di diventare degli alluvionati, ma c’è da scommettere che qualcuna ne è partita anche dal Comune. La promessa elettorale di fermare questo “Tram chiamato Putiferio” (scusate la parafrasi) non solo non può essere rispettata, ma si sta trasformando in un boomerang di aspettative disattese. Forse il Sindaco Tosi aveva in mente di fermare il TRC con della diplomazia, ma le rivoluzioni “per favore” sono una contraddizione in termini e un capo della Municipale che non viene fatto entrare in un cantiere proprio non si può vedere. Il sì a  un referendum informato e consapevole sui costi che ci si dovrebbe caricare sarebbe l’autorizzazione per ribaltare il tavolo di AM… i cittadini si sobbarcano ben altri oneri, tipo il mantenimento di Hera “la Piovra” senza che ne abbiano contezza.

Come detto però danni il TRC ne fa a tutti, non solo a chi lo avversa. Nel PD tutti stanno bene attenti a non tirare fuori l’argomento e addirittura Lupus in Fabula, alias Maurizio Melucci, preferisce dichiarare,  nelle rilassanti interviste del Nuovo Quotidiano,   che la Darsena e il 105 sono due successi della sua Amministrazione, piuttosto che citare l’abominio TRC.

Sembrerà strano, ma danni ne fa anche a chi dovrebbe goderne, politicamente si intende. Dopo una commissione copia di quella dell’anno scorso, ma che aumenta la spesa per uscire dall’opera di 3 milioni arrivando a 54, Carla Franchini, in barba a quanto dichiarato da tutto il Movimento 5 Stelle di Rimini, sembra sostenere che non si può uscire, tanto vale finire in fretta. Il Movimento si dissocia perchè questa presa di posizione assomiglia più alla linea della Procura, la quale ha fatto certificare a un Giudice per le Indagini Preliminari che il giudice del Tar aveva sbagliato a scrivere (!), pur di non intralciare l’autobus più stupido del mondo. Sicuramente non è la linea del Movimento di Rimini, né di quello di Riccione ,che, pensando al futuro del territorio e non alla prossima elezione, sono consapevoli del fatto che 51 milioni (o 54 dell’ultima versione) saranno nulla in confronto all’emorragia di danaro pubblico che quest’opera fallimentare causerà.

La patata bollente viene tirata di mano in mano, ma ogni mano che tocca ne rimane ustionata. Territorio devastato e consumato impunemente, partiti screditati, cittadinanza vessata e bagnata… che cosa vuoi di più dalla vita? Una Funivia? Non preoccupatevi che qualcuno ci sta già pensando. Nel frattempo il PD, il Partito Dissociato, si muove in fretta per far dire nei Consigli Comunali di Misano e Cattolica che il TRC arriverà fino a li.

P.S.

Presto si voterà per le seggiole del Consiglio Regionale. Da Rimini si stanno presentando delle persone veramente in gamba. Non lasciate che l’indifferenza vi tolga il voto, usatelo e pretendete di avere dei rappresentanti che facciano gli interessi dei cittadini e non delle partecipate. Aiutateli ad aiutarvi.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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Banane per tutti.

E’ ufficiale. Il virus della Renzite ha varcato i confini di Rimini.

No. Non si tratta di affiliazione politica, ma vera e propria tecnica di annuncio compulsivo, perché, se prima i nostri amministratori si difendevano dissimulando, ora addirittura attaccano slogan in resta.

Non è difficile coglierne i sintomi in giro per le faccende organizzative locali. Si parte dal presupposto che tutto deve essere mostrato sotto una luce positiva e gli altri, quelli che criticano, sono solo dei gufi. Predisposta questa base si fanno annunci su tutto senza timore di sembrare ridicoli, così le erbacce diventano “erbe erranti”, con tanto di cartello ad indicarne la presenza e i parametri spazio temporali si distorcono a piacimento rendendo possibile in soli 18 mesi il rifacimento di Ponte di Tiberio, Castello e Piazza Malatesta. Gli interventi, come dichiarato dal Sindaco, subito dopo una notte tra musica e Drag Queen, riguarderebbero pedonalizzazioni, parcheggi, piazze e Ambulanti incazzati neri, ma non neri come i VuCumprà… se no potevano rimanere.

Possibile? L’annuncio è stato fatto e lui, Gnassi, non è disposto a sopportare oltre che i suoi sogni siano definiti impossibili. Se poi per rispettare i 18 mesi l’unico intervento sarà apporre colori pop dove urina il cane, non è dato saperlo. Noi per sicurezza conserviamo il titolo e la dichiarazione.

La Renzite però non serve solo per il post festa. Dopo un Borgo Party ben riuscito (ne fanno uno così ogni 2000 anni), ma assolutamente inutile per Rimini e i riminesi, è normale che ci si giochi l’onda dell’entusiasmo per rilanciare. Se qualcuno si soffermasse a leggere i titoli piccoli potrebbe scoprire che, secondo Assoturismo-Confesercenti, la riviera è in calo del 3% per gli arrivi e del 6% per fatturato. Allora meglio il titolone grosso con la sparata, arma di distrazione di massa.

Il vero problema con la Renzite è che evita a chiunque di assumersi delle responsabilità, ecco perché nel PD sono diventati tutti immediatamente Renziani, eccezion fatta per chi non ha mai contato nulla e dunque nemmeno ha potuto sbagliare. Prendiamo ad esempio la catastrofe Aeradria. Il Gatto e la Volp…. Hem no, scusate.. volevo dire  Gnassi e Melucci escono in questi giorni con la medesima dichiarazione avendo l’accortezza di usare giornali diversi e date diverse. Concordano sul fatto che Enac ha ricevuto 4 offerte per la gestione dell’aeroporto, dunque l’aeroporto è appetibile, indi per cui sono stati tutti lungimiranti.

Se per fare un aeroporto appetibile ai privati fossero necessari 50 milioni di debiti della cittadinanza ho come l’impressione che gli aerei verrebbero tirati giù a vista con ogive da contraerea al grido di “Spendig Review!!”. Qui a Rimini il solo grido che si è sentito è quello del capogruppo PD Marco Agosta che voleva “Indebitarsi, Indebitarsi, Indebitarsi”. E’ stato accontentato.

Qualcuno, dal sottobosco piddino, ci racconta, con aria di quello che la sa lunga, che “governare è una cosa complicata”, a noi pare che, più che altro, sia una cosa che proprio non gli riesce. Ringrazieranno mai abbastanza Renzi per il rincoglionimento generale che ha saputo distribuire? Chi non ha Renzi a ispirar serenate alla luna sa che l’annuncio è meglio farlo durante il proprio mandato e non come promessa elettorale. Lo sta sperimentando il Sindaco Tosi a Riccione i cui Assessori vengono tenuti lontano dai cantieri del TRC manco fossero tagliaborse albanesi in cerca di rame e che, suo malgrado, si trova ad inaugurare cose contro cui, da oppositrice, aveva combattuto: scuole, autisti…

E i Grillini? Incensurati, ecologisti, solidali, di cazzate non ne raccontano, ma la gente vorrebbe  lo facessero perché la realtà delle cose non piace a nessuno e quei rompicoglioni vogliono addirittura che si partecipi alle decisioni. Referendum senza Quorum!? A chi!!?? Noi vogliamo qualcuno cui dare la colpa e in questo i Demokrat sono sempre stati i numeri uno ed è per sempre per lo stesso motivo che si fa fatica a trovarne due non indagati per fare delle finte Primarie.

Lasciamo perciò che ci raccontino che l’estate è andata bene, che stiamo rifacendo tutta Rimini, che il buco tra la gestione provvisoria e l’assegnazione Enac non farà perdere voli in favore di altri aeroporti e che quello di cui abbiamo bisogno è una bella festa.

P.S.

C’è chi indica la luna, chi guarda il dito che indica la luna e chi viene messo sotto mentre cerca di capire chi o cosa deve guardare, perché sarà pur vero che i sogni aiutano a vivere meglio, ma è altrettanto  vero che chi dorme i pesci li piglia in posti inaspettati.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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Un tranquillo Martedì di Procura

All’indomani dell’addio, o dell’arrivederci, dell’unico Pm  che abbia mai smosso le acque nel placido laghetto del PD Riminese, Gemma Gualdi, la magistratura  è sollecitata da superlavoro di origine Piddina. Ultimamente si ha come l’impressione che se non fosse per quel 40%, che da voto assolutamente non politico è diventato la riscossa dei Democrat, al Capo della Procura Giovagnoli converrebbe chiamare indietro la Terminator milanese.

In questo tranquillo martedì mattina di giugno, oltre al consueto lavoro che Rimini dà in abbondanza, in Procura si sono trovati altre due belle gatte da pelare, entrambe di origine politica. La Prima riguarda un esposto presentato dai tre Consiglieri riminesi del Movimento 5 Stelle (Luigi Camporesi, Gianluca Tamburini e Carla Franchini) e la seconda è una raccomandata a voce portata direttamente dal Neo Sindaco di Riccione Renata Tosi.

CatturaProcediamo con ordine. Il primo esposto , ampiamente annunciato, è un atto dovuto da parte dei Consiglieri del Movimento perché è il rilievo di una irregolarità a proposito della Manovra Salvapalas, fatta già notare nel consesso del Consiglio Comunale, ma nei riguardi della quale molti hanno preferito “fare gli scemi per non andare in guerra”. Nello specifico il documento degli uffici comunali con parere di regolarità nei confronti della variante che aumentava il valore del terreno ex auditorium, con piscina, centro commerciale e palazzine sovietiche, recava sotto il parere contabile una sigla senza timbro del ragioniere capo. Sciocchezze? Non tanto, se si prende nota che il ragioniere capo è la Dottoressa  Vandi, altrimenti identificabile come  la moglie di Lorenzo Cagnoni, colui al quale, proprio con quel disposto, vengono tolte le castagne dal fuoco.

Rilevata l’irregolarità il Consigliere Camporesi è intervenuto sull’ordine dei lavori chiedendo: il nome che si voleva rappresentare con quella sigla priva di timbro,  se nel caso specifico sussistevano gli obblighi ex art. 49 del Tuel (conflitto di interessi) e  la sospensione della seduta per accertare i fatti. Ovviamente (“ovviamente” per gente del PD si intende) la seduta non fu sospesa, i fatti non vennero accertati e il tutto fu condito dal sacro terrore di nominare il Ragioniere Generale a microfono aperto… non si è capito bene il perché (bugia), forse perché se nominato tre volte appare e si porta via l’anima e il gettone di presenza del Consigliere più anziano a disposizione.

pinoL’altro esposto  fresco di giornata, non annunciato, ma prevedibile,  è di gusto più pirotecnico.  Il metodo AM, quello di mettere la gente davanti al fatto compiuto e vedere poi se sussistano o meno estremi da denuncia, è stato messo in atto contro i pini lungo la ferrovia di Riccione. Quella che, secondo il nuovo Sindaco Renata Tosi, non è altro che una ritorsione all’indomani della disfatta politica del Centro Sinistra (qualsiasi cosa esso sia), è stata fermata appena in tempo dai cittadini riccionesi che hanno prontamente occupato il cantiere. Caduto sul campo un povero pino, il primo della fila dei 200.

Il TRC dunque continua ad esacerbare gli animi dei cittadini, che rischiano denunce per interruzione di cantiere pur di fermarlo… e pensare che la chiamano opera pubblica. Il dilemma dell’estate, o delle ultime 20 estati perlomeno, è: il TRC si può fermare? Mentre comunisti da poco quarantenni rivendicano battaglie cominciate 15 anni fa, ma mai portate a termine, Agenzia Mobilità, presieduta solo casualmente dalla nipote di Maurizio Melucci, procede alacremente cercando di portate l’opera oltre il punto di non ritorno che, secondo alcuni, è già stato raggiunto. Secondo chi vi scrive invece, tanto è stupida e onerosa da gestire quest’opera, il punto di non ritorno è l’inaugurazione della stessa: a Rimini persino un aeroporto portatore di indotto è stato fatto fallire, figuriamoci un autobus che, solo per sostituire una tratta già percorsa i 10 modi diversi, è costato 100 milioni di Euro.

In ogni caso queste sono le novità di giornata per il Procuratore Capo. Quanto presto sentirà  la mancanza di Gemma Gualdi, l’unica che aveva osato guardare dentro il vaso di Pandora Riminese? Non lo sappiamo, ma sicuramente non vogliamo credere ai maliziosi che invece considerano la richiesta di trasferimento un sollievo per molti in Procura.

P.S.

Tosi non era nemmeno arrivata sul cantiere che già si dicevano sconfessate le promesse elettorali. E’ incredibile che le persone abbiano così poca pazienza con un Sindaco che deve ancora stirare una volta la fascia, mentre ad altri, che da anni scrivono t’amo sulla sabbia, sia concesso di dire qualsiasi sciocchezza.

Davide Cardone

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Riccione è fuori dal TRC

Non sappiamo se sono nodi, ma qualcosa al pettine c’è arrivato. A Riccione Renata Tosi sbanca il tavolo e stronca sul nascere le ambizioni di Fabio Bretella Ubaldi.

La vittoria, inoppugnabile, si può leggere in diversi modi. C’è chi la vedrà dal punto di vista dell’affluenza, minore del primo turno, ma non bassa come in altre località, c’è chi la analizzerà unicamente come sconfitta PD e c’è chi, come noi di Citizen, preferirà sottolineare l’effetto domino.

Quello di Riccione è semplicemente un voto di alternanza o una vera e propria scelta di rottura? Ricordiamo che il voto a Renata Tosi ha due destinazioni: una sono le liste apparentate Forza Italia e Fratelli d’Italia, notoriamente praticanti delle larghe intese, l’altra è Tosi stessa che, con Noi Riccionesi, si è proposta con una scelta di discontinuità.

Cosa può fare un nuovo Sindaco per dimostrare di essere differente da un qualsiasi segnaposto PD (sebbene provvisto di bretelle)? Tanto per cominciare potrebbe rispettare le promesse elettorali e noi, chissà come mai, ne ricordiamo solo una: con Renata, Sindaco, Riccione esce dal TRC a costo di appiopparsi 50 milioni di euro di rimessa. Si lo sappiamo …. Successive dichiarazioni della stessa Tosi definiscono la volontà di appiopparsi il debito una boutade, ma non fanno lo stesso con l’opera del TRC.

Dunque partendo dal presupposto che il Neo Sindaco di Riccione, colei che ha rotto  più di 60 anni di dominio della sinistra, non voglia come primo atto disattendere l’unica promessa elettorale che la gente in effetti ricorda, possiamo senza alcun dubbio annunciare:

Riccione è ufficialmente uscita dal TRC.

Così il percorso dell’autobus più stupido e costoso del mondo viene meno di qualche Km… per non parlare poi del senso e dell’utilità. Già prima collegava due stazioni già collegate e nessun altro punto strategico (so che vi piace quando uso questo termine), ora neanche quelle. Cento milioni di euro spesi per collegare il niente. Poco male perché secondo le convinzioni del Consigliere Comunale di Rimini Enrico Piccari (PD) il TRC “è servito per fare i sottopassi”. Meno male.

Paradossalmente un sospiro di sollievo dovrebbe tirarlo  l’Ing. Dal Prato di Agenzia Mobilità. Di recente era stata imposta alle spese una cura dimagrante di circa dieci milioni di euro, in modo che Riccione non si potesse lamentare di soldi che non poteva spendere. La “dieta”, imposta dall’alto, aveva reso le cose difficili in un modo che nemmeno la nuova Presidente, giovane e brillante manager solo casualmente nipote di Melucci, avrebbe potuto risolvere (l’ultimo periodo è da leggere in tono ironico ovviamente). Adesso, a quanto ne sappiamo, Riccione in ogni caso non ci sta e dunque che senso hanno le strette di cinghia?

P.S.

Il Movimento 5 Stelle di Riccione ha lasciato libertà di coscienza nel voto al ballottaggio e, a quanto pare, quei voti liberi hanno scelto di dare fiducia alle promesse di Renata Tosi. In campagna elettorale si è discusso a lungo sulla paternità della battaglia NO TRC, ora si vedrà se oltre alle magliette verranno stampate anche un po’ di risoluzioni in carta bollata.

Davide Cardone

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Questione di inquadratura.

Immaginate la scena di un film. Non c’è audio. La telecamera punta sul volto di un bambino che piange. Si sarà fatto male? L’inquadratura si allarga e nel campo entra  una donna con il volto stravolto nell’atto di urlare. Forse il bambino ha rotto qualcosa di prezioso e piange perché la madre lo sta sgridando imbestialita. L’inquadratura si allarga ulteriormente, mostra una pistola fumante nelle mani del bambino e un uomo a terra con un buco in fronte. Le lacrime del bambino e lo sconvolgimento della madre sono dovute ad una morte accidentale….o forse no, sarà il film a dircelo.

Quante volte nella vita ci troviamo di fronte a punti di vista che non avevamo considerato? E quante volte non averli considerati ci ha fatto prendere una decisione sbagliata? Mi perdonino gli illustri nati imparati, ma a me è successo diverse volte e sempre per il meccanismo che ho voluto rappresentare nella metafora iniziale. In età adulta ho trovato  molto utile fermarmi e fare un passo indietro per avere una visione più ampia della scena.

Prendete la campagna elettorale di Riccione ad esempio. Se uno vive a Riccione tenderà, per quanto riguarda la decisione elettorale da prendere, a confrontarsi nel perimetro di interesse della faccenda. Leggerà articoli che parlano di Riccione, ascolterà chi si candida per amministrare Riccione e, sicuramente, prenderà parte alle appassionate discussioni del suo bar di riferimento dove, tra un caffè che sa di bruciato e un aperitivo con patatine mosce, avrà l’onore di ascoltare un Guru con l’alito da bianchetto che conosce anche le posizioni in cui amano riprodursi i candidati.

Ha senso? Voglio dire…  La conoscenza che ogni cittadino ha del proprio Comune  sembrerebbe una cosa abbastanza inutile. Da 50 anni  vincono  le elezioni  sempre i rappresentanti di certi interessi: ossia quelli che poi li mettono a far fallire aeroporti o a sventrarti la città con opere inutili e inopportune.  Forse la soluzione sta nel non fermarsi al bambino che piange.

Andiamo sul concreto così ci capiamo meglio. L’ingaggio elettorale a Riccione, ormai conclamato, è il TRC. Tutti lo vogliono fermare e tutti cercano la paternità della battaglia, ma tra quelli che non possono e quelli che in realtà non vogliono c’è da mettere un bel filtro alle dichiarazioni, cosa molto difficile da fare se rimaniamo sull’inquadratura stretta. Non saranno d’accordo i protettori di campanile, ma se rimaniamo  solo su Riccione pretendiamo di abbattere un albero prendendo ad accettate la sua ombra.

Se allarghiamo il campo dell’inquadratura possiamo cominciare a considerare il fatto che, escluso il Movimento 5 Stelle, nessuno che abbia una rappresentanza in altri comuni, manifesta ovunque la stessa intenzione di fermare l’opera. Ubaldi, candidato del centrosinistra (qualsiasi cosa esso sia), pare aver abbracciato lo stile del “Bomba” nazionale e proclama: “TRC  – Vado a Roma per stravolgerlo.”

L’espressione che mi è subito venuta in mente è un po’ diversa da quella che scriverò, ma diciamo che mi limito a un :”Come no!”. Il Sindaco del tuo Capoluogo, il tuo Presidente della Provincia, Il tuo Presidente della Regione, nonché Melucci (che c’ha pure famiglia in AM), strappano gli articoli e se li ingoiano piuttosto che parlare di TRC e tu vai a Roma a stravolgerlo. “Ma mi faccia il piacere” (cit. Totò)

Altra condizione per Noi Riccionesi che vorrebbero rappresentare discontinuità, ma si rendono conto che per ottenere certi risultati da soli non bastano ed allora si lasciano tentare dal centrodestra, per poi ritirarsi in fretta quando scoprono di essersi fatti bersaglio di una freccia pentastellata, che li ha colti nella stessa traiettoria usata per colpire PD e NCD o Forza Italia (o comunque si chiamino i figliol prodighi di Papy).

Il Movimento? Il Movimento manifesta un nazionale dissenso per queste grandi ed inutili opere  (vedi TAV). Anche a livello Regionale e locale non esita a ricorrere alla Procura per fermare la messa in strada dell’autobus più stupido e costoso del mondo. Bisogna ammettere però che il confronto è ingeneroso poiché il M5S che sia di Riccione, di Rimini o di Roma non deve nulla a nessuno e, stracciando tutto, se la dovrebbe vedere solo con il futuro, non avendo nessun debito con il passato. Poi chiedetevi perché corre da solo.

P.S.

E’ notizia recente che per la Francia la TAV non è un’opera prioritaria e il suo posto nel bilancio è sostituito da urgenze più significanti. Si chiama volontà politica e si esprime a livello nazionale…. Però anche un aperitivo alla moda con il Ministro Lupi non è una tecnica da abbandonare, magari al decimo Negroni comincia a capitolare.

Davide Cardone

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TRC: Così parlò Maurizio Melucci.

maxresdefaultLunedì 27 ottobre sarà una giornata difficile per Walter “Wallace” Moretti. La Procura, oltre all’atto dovuto dell’apertura di un fascicolo, non ha dato segni di vita per quanto riguarda la richiesta di sequestro preventivo del cantiere.

Agenzia Mobilità e i suoi Bravi hanno già predisposto paratie propedeutiche ad impedire che i Moretti occupino il tetto e, probabilmente, il prossimo intervento sarà scortato dalla Polizia. Di sottofondo a tutto ciò la politica e la consapevolezza delle persone. Molta politica e poca consapevolezza.

Intendiamoci non stiamo parlando della politica per come era stata pensata, ma della politica per quello che è diventata, non un modo per interpretare e gestire le necessità degli abitanti della polis, ma solo opportunità da scambiarsi tra momentanei compagni di interessi…. perché come dice un grande personaggio e modello nei nostri tempi:

[…] fatti un po’ i cazzi tua e non rompere più i coglioni. E andiamo avanti. Così anche te ti manca un anno e poi entra il vitalizio. A te non ti pensa nessuno, te lo dico io, caro amico, te lo dico da amico, che questi, se ti possono inculare, ti inculano senza vaselina nemmeno.”

antonio_razziMolti avranno capito che stiamo citando l’Onorevole Antonio Razzi. Cose del Parlamento? Lontane da noi? Neanche per idea. Razzi ha avuto solo la sfortuna di essere registrato. Oddio sfortuna.. è ancora li ed è Segretario della Commissione Esteri con tanto di missioni in Corea del Nord, come dire: ha fatto pure carriera. Lo sapete perché quello che ha detto Razzi non conta nulla ed è rimasto impunito? Per il semplice motivo che la storia la scrivono i vincitori. Quante volte lo avete sentito dire? Sarebbe ora che cominciaste a controllare.

Riportiamo la discussione a casa nostra e vedrete che non è dissimile dal punto appena analizzato. Che il TRC sia giusto o sbagliato non è certo la questione che i politici, da Rimini a Riccione, si stanno ponendo. La vera domanda è: chi si prende la responsabilità di fermare una cosa del genere? Le cose stanno così e non lo dico io, non lo dice nemmeno l’On. Razzi.

A dirlo è nientepopodimeno ché Maurizio Melucci, uno dei più antichi sostenitori della Metropolitana di Costa. Non lo chiamiamo Assessore, come prevedrebbe l’attuale carica, solo perché sarebbe riduttivo. In una recente e pubblica chat su Facebook ammette candidamente:

MelucciTutti coloro che vogliono fermare il Trc ritengono che lo si possa bloccare senza tanti rischi finanziari. Il problema è un altro. Quella delibera di revoca dell’accordo di programma la debbono votare i consiglieri comunali nell’esercizio delle loro funzioni. Se io fossi uno di loro, al di la delle mie personali convinzioni non la voterei. La ragione è semplice. Una volta votata quella delibera di revoca i contenziosi con l’impresa e le considerazione della corte dei conti avvengono in sedi diverse da questa. Nei tribunali! E sinceramente se fossi un consigliere comunale eviterei.

petittaQuesto, che ci piaccia o no, è il punto di vista della politica (o almeno della politica che ci siamo cresciuti). Dunque se sentite l’On. Emma Petitti (PD) che, davanti al Bar degli aperitivi in piazza Cavour, location più rilassante che casa Moretti, si fa intervistare parlando di riqualificanti realtà strategiche, bhe… è inutile che aspettiate il momento in cui comincerà a parlare di quello che sta succedendo.

Il TRC è un’opera di importanza strategica che partirà da Ravenna per arrivare a Cattolica. Questo sentirete dire ripetutamente, quasi fosse un mantra. Esistono anche diversi siti web che parlano dei fasti della linea Ravenna – Cattolica e le pagine in questione, ovviamente ,sono tutte di Rimini. Abbiamo cercato a Cervia, Ravenna e Cattolica tracce perlomeno dell’imminente approvazione del magnifico progetto, ma l’unica cosa che abbiamo trovato è stata una risposta scritta, del 2005, dell’Assessore ai Lavori Pubblici Mascanzoni di Cervia che asseriva (interpellanza) :

“L’Amministrazione comunale, al fine di potenziare l’accessibilità alle nostre località, ritiene strategica la realizzazione del TRC in un quadro che non produca criticità irrisolvibili sulla viabilità esistente.”

In realtà questa è una citazione un po’ maliziosa da parte nostra perché basta accedere all’abbondante documentazione in rete per capire che l’unica cosa approvata dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) è il tratto Rimini – Riccione e visto che ci sono voluti 15 anni per arrivare fino a qui…. Per chi volesse conoscere l’iter dell’approvazione ecco la documentazione della camera: www.camera.it/temiap/2011scheda[102].pdf

Gnassi-12Poco importa per la casa di Walter perché la storia, come già detto, la scrive chi vince e l’importante per ora è non prendersene la responsabilità. Così se in Consiglio Comunale qualcuno chiede al Primo Cittadino cosa ne pensa del caso e specificatamente del sopruso, lui risponde altro. Per la precisione dice che hanno testé deciso di chiedere (siamo curiosi di sentire la risposta) ad Agenzia Mobilità ti tornare all’accordo di spesa del 2008 (92.05 Milioni di Euro). Sottotitolo: così Riccione non si lamenta più e si va avanti.
Indignatevi se volete, ma non perdete tempo a meravigliarvi. La politica è compromesso e non troverete nessuno che faccia politica “canonica” senza compromettersi.

P.S.
Domani mattina è tutto pronto per disperdere anche le ultime certezze sul Diritto rimaste a Walter Wallace Moretti e noi, come lui, vogliamo sapere: ma se non basta nemmeno la sentenza di un TAR ai Cittadini chi li difende?

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Petitti, Arlotti e Pizzolante… come se la largointendono.

back2Tempo fa nella pagina Facebook del Partito Democratico un incauto creatore di contenuti aveva sottolineato come Giulia Sarti (M5S) avesse una percentuale di presenze in Parlamento “solo” del 75%. Questo contro il passa 90% di Emma Petitti e Pizzolante e il quasi 100% (99.42%) di Tiziano Arlotti.

Se questa lettura delle statistiche dimostra qualcosa è proprio che, decontestualizzate, le percentuali significano poco. L’atteggiamento approssimativo nei confronti del dato ha fatto si che non fossero considerati due fatti importanti e non si sa se per ignoranza o per pretesa furbizia: 1) Giulia Sarti è stata ricoverata due volte, la seconda per un’operazione di appendicectomia. 2) Openpolis, il sito da dove sono state prese le percentuali, conta l’astensione dal voto come assenza e in politica anche l’astensione è un’azione tangibile.

C’è un terzo parametro da considerare, che fa fatica a rientrare in delle fredde percentuali e riguarda la qualità del lavoro svolto e l’efficacia che il Parlamentare ha sulla realtà delle cose. Proprio per verificare questo Citizen si è imbattuto in delle strane coincidenze, sulle quali ci piacerebbe avere l’opinione di qualche lettore.

La nostra “indagine” parte dall’assemblea del 9 Ottobre del Comitato V Peep, presso la sala della Conciliazione in via della Fiera. In quell’occasione qualcuno, a sottolineare l’indifferenza della politica sulla questione, si disse curioso di sapere se la Parlamentare Emma Petitti del PD fosse intervenuta come, pare, avesse promesso il Sindaco. Dunque siamo andati a controllare e con i potenti mezzi di Citizen, una connessione e della curiosità, abbiamo scoperto un po’ di cose.

In primo luogo si, un intervento dell’On. Petitti esiste, abbiamo faticato un po’ a trovarlo perché la parlamentare ne è solo cofirmataria, ma esiste. Il 7 Ottobre 2013 l’On. Luca Sani (PD e presenza del 44,94%) Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera ha presentato una proposta di modifica (emendamento) al ddl C.1544, la conversione in legge del decreto di Agosto sull’IMU per intenderci. Di seguito il testo della proposta della modifica:

Dopo il comma 6, aggiungere il seguente comma aggiuntivo: 6-bis. All’articolo 31, comma 48, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, le parole da: «ai sensi dell’articolo 5-bis», fino a: «riduzione prevista dell’ultimo periodo dello stesso comma» sono sostitute dalle seguenti: «dividendo per due il valore venale del bene».

La proposta è stata giudicata inammissibile e non si fatica a capire il perché. Mettendosi nei panni del Legislatore chi l’avrebbe ammessa? Dov’è la premessa? Come si fa a capire la reale situazione di emergenza sociale in cui si sono trovati almeno 1500 (e rotti) ricorrenti?

Siamo dunque andati a cercare altri atti del Parlamento in cui si rendesse nota la gravità e l’incombenza del problema V Peep di Rimini. Non ne abbiamo trovati, forse per nostra incompetenza, ma cercando tra le interrogazioni parlamentari, quello che ci sembrava il mezzo più veloce e più diretto per rendere nota la contingenza, abbiamo trovato altro.

Emma Petitti, dal Marzo in cui diventò Onorevole ad oggi, ha fatto 4 interrogazioni e, bisogna ammetterlo, tutte su Rimini. Una il 30 maggio per le economie del suo Sindaco a proposito del contributo delle spese di Giustizia che quest’anno non arriverà ai comuni. Un’altra, il 5 di Giugno, per garantire visibilità al casino fatto dal suo Sindaco con Forza Nuova, movimento su cui il Primo Cittadino ha operato il miracolo della resurrezione. La terza interrogazione è quella del 10 luglio sui Mutoid, azione che di certo non difetta di pubblicità in tutte le sue declinazioni.

Ne esiste una quarta, l’ultima ad essere stata redatta ed anche la più interessante. Il 19 Settembre l’On. Petitti interroga il Ministero della Giustizia sull’adeguamento delle tariffe e sulla maggiore rapidità dei pagamenti in favore della Meta System SCRL (Società Cooperativa a Responsabilità Limitata), una cooperativa che si occupa, almeno a quanto dice l’interrogazione, della trascrizione integrale delle intercettazioni telefoniche e ambientali per conto del tribunale di Rimini. (interrogazione)

Ora… indipendentemente dal fatto che, sicuramente, questa società si meriti di poter applicare tariffe più alte e riscuoterle più velocemente, perché è così importante da ottenere una delle 4 interrogazioni in 7 mesi della parlamentare riminese? Se guardiamo alla realtà di Rimini ci sono ben altre priorità. Un bello stimolo per la nostra curiosità.

Cercando in rete abbiamo rilevato che questa società sembra non avere un sito proprio nonostante sia presente in ogni portale di indicizzazione aziendale. L’indizio più interessante però ce l’ha restituito il sito web della Provincia su cui abbiamo trovato un’indagine sulla sicurezza proprio a cura della Meta System (meta system formazione). Nell’indagine, di fianco al nome della società redattrice del documento, c’è un asterisco che riporta ad una fila di nomi che, presumibilmente, si riferiscono ai componenti della cooperativa. Tra loro c’è il nome di Marcella Bondoni.

Potrebbe essere anche un caso di omonimia, ma a noi ricorda tanto la Marcella Bondoni ex candidato sindaco che ha portato il PD al peggior risultato elettorale di Bellaria, ma che in ogni caso, dopo essersi dimessa dal Consiglio Comunale, ha subito trovato una comoda poltrona come consulente marketing in Aeradria, continuando comunque ad essere il Coordinatore Regionale del PD per il Turismo.

Ci sono delle cose che sono e delle cose che sembrano. Delle volte se una persona ha una responsabilità pubblica sarebbe bene che stesse attenta anche alle cose che sembrano. Sinceramente non sembra bello che Emma Petitti, ancora in aspettativa dal Comune di Rimini sebbene Onorevole e segretario provinciale uscente del PD, con fidanzato fresco assunto Presidente a Romagna Acque, trovi prioritarie le questioni tariffarie di una Cooperativa nella quale uno dei componenti ha lo stesso nome di un ex Candidato Sindaco coordinatore provinciale del turismo del PD che ha bazzicato per Aeradria, di cui tutti conoscono la fine.

Di questo si dovrebbe preoccupare anche il cofirmatario On. Tiziano Arlotti, che però sicuramente ha cofirmato per spirito di gruppo… non si capisce invece quale sia lo spirito che ha suggerito all’On. Sergio Pizzolante (PDL) di mettere il suo nome su questa richiesta. Che sia una larga intesa?

P.S.

Il PD si che è un vero Partito.. anzi di più, sembra l’unico ufficio di collocamento efficiente rimasto nel Paese. Ricordo ancora con tenerezza i giovani del PD quando dichiararono che non avevano mai saputo che Roberta Frisoni, neo Presidente di AM, fosse la nipote di Melucci.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – Frenata d’emergenza.

puglia_trenitalia_3Come nei migliori thriller la suspance si è sciolta solo all’ultimo secondo e così i ricorrenti hanno saputo, solo dopo aver quasi rinunciato a crederci, che il loro ricorso era stato “in qualche modo” accolto da TAR di Bologna.

Chiariamo che non stiamo parlando del fermo dell’opera totale del Trasporto Rapido Costiero. Per quella immaginiamo che ci sarà poco da fare. Probabilmente tra una decina d’anni i nuovi adulti si chiederanno chi è che ha pensato ad un opera così inutile e così costosa e nuovi amministratori, magari sempre del PD, magari Renziani, diranno “mica vorrete dare la colpa a noi che siamo arrivati adesso!?

Il Golia AM (Agenzia Mobilità) la sassata l’ha presa da coloro che tra gli espropriati avevano contestato la possibilità di buttare giù una proprietà parzialmente espropriata tramite Decreto di Occupazione Provvisoria. Pare che il giudice abbia fatto leva su una dichiarazione di un avvocato di AM che insisteva sul fatto che nessuna demolizione usciva dal corridoio predisposto a suo tempo con delibera CIPE (Comitato interministeriale per la Programmazione Economica) e delineato dal Progetto Definitivo. Ribaltando questa semplice dichiarazione il TAR non ha sospeso alcunché, ha solo stabilito che fosse rispettato quanto dichiarato e dunque niente potrà essere abbattuto con il semplice Decreto di Occupazione Provvisoria.

Decisione che arriva in ritardo per Giovanna Fin la quale, se avesse potuto godere della stessa prospettiva, ora avrebbe ancora in uso del garage in cui teneva la rimessa di casa e del negozio.

Cosa succede ora? I telefoni, immaginiamo,  staranno squillando e le mail saranno spedite freneticamente dall’una e dall’altra parte in un Tam Tam multimediale. Pensiamo che soprattutto tra coloro che sono sempre stati contrari al TRC sorga una domanda spontanea: Quante altre azioni di AM possono essere frutto di una così arbitraria interpretazione? Beh… se c’è qualcuno che può scoprirlo è l’Ing. Luca Gallini, che, come professione, carica la fionda agli aspiranti Davide che vogliono cimentarsi contro mostri Imbattibili.

P.S.
In tutto questo saremmo curiosi di sapere cosa ne pensa il nuovo Presidente di Agenzia Mobilità, Roberta Frisoni, la brillante e giovane manager, senza paga e solo incidentalmente nipote di Melucci.

Davide (incredulo) Cardone

[@DadoCardone]

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Il Nido dell’Inciucio.

enrico_letta_meeting_clLa legge elettorale entro l’autunno, la rinascita dell’Europa nel 2014 e un governo che prosegua il suo percorso. Nipote Letta non è andato in vacanza ma al Meeting, il Nido dell’Inciucio, dal palco una volta più rappresentativo della politica estiva, frequentato dagli sponsor Bersani ed Errani, tenta di tracciare come un petulante Tom Tom la road map delle cose da fare. Praticamente tutte. La ripresa seconda l’ultima previsione arriva nel 2014, ci sono ancora cinque mesi abbondanti per fallire, licenziare e…suicidarsi. I Due Gemelli per Renzi hanno rincorso per i padiglioni, fortunatamente, vuoti il Premier, avevano una busta contenente una lettera con tre mila richieste, la più urgente riguardava la possibilità di organizzare una Street Parade Governativa. Il tracciato era il solito: partenza da Paesani arrivo da..Lucio. Clima sereno, caldo fino a ieri notte, poi gli undici sversatori di merda quasi inoperosi questa estate hanno iniziato a fare il loro dovere. Verranno affissi minuscoli bigliettini annuncianti il divieto di..balneazione. Chi deve farlo rispettare? Il Prefetto, in persona, era presente sull’arenile per organizzare i vigilantes. Non si capisce chi stia vincendo la partita mai giocata sul serio in questi anni. ancora si continua a colpire l’effetto finale e non usare la famosa intelligence di Zucchi. Quando un Bertino Astolfi rilascia una intervista il segnale di avere toccato il fondo della politica riminese è alto. Non sembra più nemmeno soddisfatto del tendone sul suo parco, non abbiamo capito cosa vuole. Gnassi lo conosce da sempre come noi, cosa sperava, quali accordi aveva stabilito? Sono queste le domande che un normale giornalista dovrebbe fare allo suocero perchè genero ed i tre cittadini che leggono, con l’alibi del tutto gratuito come la Fiera, riescano a capire qualcosa. Acquisterebbe cento vigili urbani, dieci in meno della Franchini se fosse lei la Comandante, per fare cosa, mountain bike su sabbia con gli incentivi? Gnassi comanda e voi obbedite, lo strano è questo. Baschetti ancora bestemmia per averti chiesto di entrare in lista, avere preso più preferenze di Melucci non è un grande palmares. La presidente del Meeting Emilia Guarnieri è più esplicita: questo governo è l’unica soluzione in grado di garantire una possibilità di benessere per il paese, ha la grande possibilità emendativa di andare a confessarsi in una delle duecento cabine allestite, vista la mole dei peccati mortali commessi da ..Formigoni. La giornata del presidente del Consiglio comincia con la messa ma finisce con Lupi e Mauro. La prima volta da premier, l’ennesima visita da amico del Meeting e del popolo di don Giussani(?). Delle ultime edizioni non ne ha mancata una, nella prossima avrà la stupenda casacca rossa dei volontari a pagamento. Firma un appello per i cristiani perseguitati e per i milioni di italiani licenziati e cassintegrati, incontra l’Ad delle Ferrovie personaggio sopravvissuto a nove governi e qualche disastro, a testimonianza di una abilità sconosciuta a tanti. Si apre con un video messaggio di N….., la presenza questa volta sarebbe davvero troppo ingombrante. Nel frattempo sembra che i Due Gemelli siano riusciti a consegnare la missiva tenuta nelle mani come una pista in concordato. NipoteLetta ha chiesto loro se era vero si fossero iscritti alla mailing list di Renzi. Abbiamo visto la busta volare in alto fino ai pannelli fotovoltaici della Fiera, montati dalla pregiata Ditta…..

Maximus Attilius Lugaresi

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Libera Repubblica del TRC.

phileas9Questa mattina i funzionari dell’Agenzia Mobilità hanno eseguito l’ennesimo decreto Regio a cui i cittadini di Rimini sono tenuti ad obbedire in quanto sudditi di un non meglio identificato potere, non certo di quello democratico a cui tutti pensiamo di appartenere. Esagerato? Non direi. Guardate queste foto.

Dal segno a destra tutto quello che il TRC si porterà via.
Dal segno a destra tutto quello che il TRC si porterà via.

Nella prima immagine il segno dell’esproprio definitivo, quello dove passerà la Metropolitana di Costa che porterà via garage, cantine, magazzini, balconi dei piani bassi e proprietà di vario genere.

Tra i due segni l'esproprio provvisorio.
Tra i due segni l’esproprio provvisorio.

Nella successiva immagine un secondo tipo di esproprio, un esproprio provvisorio, che poi sarebbe lo spazio per mettere attrezzature, strumenti e macchine per compiere il lavoro. Questo ulteriore esproprio, dicono della durata di 3-4 mesi, entra per ulteriori 4 metri nella proprietà.

Pezzo di scala "provvisoriamente" espropriata.
Il valore di questo esproprio, che nel caso specifico delle foto arriverà fino a metà scala dell’entrata posteriore, non viene calcolato in base all’ulteriore fastidio arrecato, ma con un forfait di circa 125,00 €. Tutto questo è autorizzato da un documento dell’Agenzia Mobilità, in quanto gli espropriati non risiedono nel Comune di Rimini, ma nel feudo della succitata agenzia.
Ora… che  la Metropolitana di Costa sia un’opera inutile è riconosciuto da tutti, anche dai suoi stessi promotori che evitano accuratamente di chiedere il consenso popolare. Che l’opera porterà ulteriori guai finanziari è un calcolo facile da fare perché, dopo aver speso 100 milioni di Euro per sostituire la linea 11, poi bisognerà pure mantenerlo questo  costosissimo senso unico alternato. Però che la democrazia venga demandata ad un consorzio di enti è una cosa molto triste e pericolosa.
Stavolta esagero? Ancora una volta no. L’Agenzia Mobilità ha compilato gli espropri, definitivi e provvisori, secondo le indicazioni dei tecnici e chissà di quante necessità non ha tenuto conto. Un esempio è ancora una volta l’azione di stamattina. Quando  ai funzionari, presentandosi con tanto di Decreto di esproprio (si presumerebbe un documento ufficiale), è stato fatto notare che i segni messi calcolavano la scala d’accesso all’appartamento come uno stupido ingombro, loro hanno proposto di farli più indietro.

Le domande, inevitabili, a questo punto sono: ma allora queste determine, questi decreti in deroga, che ufficialità hanno? In quanti modi possono essere cambiati? Quanti errori sono stati coperti “spostando un segno”? Quanti di quei “segni”, che ricordiamo possono toglierti il balcone, non erano poi così necessari?

P.S.
La sferzata di innovazione portata dalla giovane e brillante manager Roberta Frisoni, presidente imposto dal PD e solo casualmente (!?) nipote di Maurizio Melucci, tarda a farsi vedere anche dal punto del semplice rispetto dei diritti dei cittadini.

Davide Cardone

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