Coniglio.

20150522_3168Dopo il mancato recapito del materasso nella Casa Comunale l’affare di Casa Madiba finisce in Consiglio. Presenti per l’occasione una  discreta quantità di Forze dell’Ordine, gli Attivisti sgomberati e una Giunta al gran completo con la sola eccezione dell’Assessore Sara Visintin, anello debole dell’Amministrazione che riesce a far sembrare persino Gennaro Mauro un uomo di sinistra.

Immancabili le interrogazioni sui fatti di questi giorni, come non sono mancate le reazioni scomposte del Sindaco, d’altronde ha un pubblico da accontentare. Ormai si sa l’odiens si accontenta di poco, basta che sia una scenetta semplice e soventemente ripetuta, un po’ come quelle sitcom delle quali sai esattamente  dove vanno a parare le battute, ma per abitudine ridi lo stesso. Se c’è una cosa di cui puoi essere sicuro è che Gnassi, sotto stress, offende chiunque gli capiti a tiro in maniera piuttosto infantile.

20150522_3216Questa volta è toccato me. Dopo che il Consigliere Tamburini ha letto in Aula il pezzo “Tanto Tuonò”, il Primo Cittadino non ha potuto fare a meno di chiamarmi Coniglio. Lo ammetto … non sono stato abbastanza pronto da fargli uno “specchio riflesso” o qualsiasi altra cosa si usa all’asilo, ma a mia parziale discolpa bisogna sicuramente considerare il fatto che, appunto, era dall’infanzia che non mi si affrontava in maniera tanto puerile.  A parte che anche “affrontare” è un parola grossa considerato che  l’aggettivo è stato pronunciato a mezza bocca, dallo scranno di Sindaco, in pieno Consiglio Comunale e subito ritrattato al “come?” di Tamburini.

Dunque si arricchisce il repertorio dell’ex Golden Boy. Dopo “la palla è mia”, “ho firmato a mia insaputa”, “la corte dei conti non conta”, “mamma ho perso l’aereo” e “porta rispetto che non sei a casa tua”, aggiungiamo anche “non ho detto coglione, stavo tossendo”. Una hit di successi e noi di Citizen non ce ne siamo persi nemmeno uno (che culo).

Bz51iRYoIEVuljASrSueFfNAGRkNdvfS96jiuQbMGCIAltra chicca del repertorio Gnassiano è il numero del “miracolo consiliare”. Forse non tutti sanno che le porte del Consiglio Comunale sono un varco spazio dimensionale dove la realtà spesso cambia. Lì dentro abbiamo assistito, per esempio, al “Miracolo del ponte Coletti”, che da pontaccio di ferro già deliberato si è trasformato in ponte normale. Qualcuno ricorderà anche la “prima dichiarazione di guerra al cemento” dove il veto di un semplice cambio di destinazione venne impunemente spacciato per la pietra miliare della traiettoria sindacale: da questo puntino sull’asse dell’Adriatico, voleva combattere milioni di metri cubi che nessuno aveva più i soldi per costruire…. Meno male che Acquarena e le sue palazzine Soviet hanno restituito l’immagine vera della supposto cimento al cemento.

20150522_3181Ieri, ancora una volta, i “confini della realtà” hanno fatto il loro dovere. Improvvisamente Gnassi, dopo aver sostenuto che la Corte dei Conti è un “teatrino all’italiana”, dopo essere stato per lungo tempo la ragione per cui il CDA della fallita Aeradria non cadeva, dopo aver condonato ruote panoramiche abusive…. Dopo tutto ciò (e altro ancora) si è dichiarato ligio alle regole e impotente di fronte ad atti dovuti della Procura contro di Casa Madiba Network. Ha solo tralasciato che l’evidenza dell’atto dovuto è stata procurata dai suoi uffici.

rf8o6wwxdsrsGwmwHZbjc2czfNXv2_nVBVTNJLdZcNkConcludo con due righe di cronaca. Ieri, alle interrogazioni sull’emergenza per i 15 senzatetto provocata dagli sgomberi, risposte non ne sono state date. E’ probabile che, secondo quanto dichiarato dal Vice Sceriffo Gloria Lisi, l’immobile in via Dario Campana verrà usato per la stessa funzione, ma assegnato a mezzo bando, magari uno di quelli a procedura ristretta, solo con gli invitati che piacciono all’Amministrazione. Il prode Gnassi, dopo essere stato duramente contestato da Fabio Pazzaglia  e dagli attivisti di Casa Madiba, è uscito dal Comune per continuare a discutere, tra una cornice di Celerini, più numerosi dei cristiani.Comunque ha trovato solo persone con ancora la voglia di ragionare a dispetto delle sue supercazzole. La tattica del “martire sputazzato” alla Salvini non ha potuto avere luogo.

P.S.

Esistono cinque categorie di bugie; la bugia semplice, le previsioni del tempo, la statistica, la bugia diplomatica, e il comunicato ufficiale.” [George Bernard Shaw]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a@DadoCardone

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Tanto Tuonò

Ho sempre invidiato chi riesce a tracciare una riga a terra e dividere il mondo in due. Me lo sono ripetuto anche oggi mentre, in via Dario Campana, osservavo lo sgombero di Casa Madiba e della recente occupazione, la Palazzina dell’Enel, che da poco era risorta a nuova vita come Villa Florentina ed Eva. Giusto e sbagliato sono due categorie molto comode in cui confinare tutto: razze, religioni, preferenze sessuali, principi.

Sgomberare Casa Madiba e stroncare Villa Florentina tuttavia non significa solo buttare fuori i “comunisti di merda”, come li ho sentiti chiamare (da un non meglio identificato sgombratore). Significa anche che 15 persone, mentre sto scrivendo, non sanno dove andare a dormire e la pioggia caduta di sera, sollievo per alcuni, è un’ulteriore sfortuna per costoro.

IMG_8416Più di qualcuno, leggendo, penserà che tutto sommato togliere il tetto a 15 extracomunitari che vivono alle spalle della Comunità non sia un gran danno. Sarebbe disonesto chiamarla intuizione, in questi giorni sui social ho letto molti commenti simili. Uscendo dalle piazze virtuali però e camminando tra quell’umanità abbandonata si può anche rischiare di sconfinare dalla zona comfort delle convinzioni automatiche e insistendo un po’, perché nessun Cristo condivide la croce a cuor leggero, si può raccogliere qualche dato interessante.

Chi vi scrive lo ha fatto ed ha scoperto ad esempio che tra i 15 ci sono degli italiani e che uno di loro è di Misano; specifica inutile perché presto o tardi verrà fuori che i misanesi devono essere aiutati a casa loro. Ho rilevato anche che tra questi “fannulloni” in cerca di riparo ve ne sono alcuni impossibilitati al lavoro perché seriamente infortunati, altri in mezzo ad una strada perchè non sono stati pagati ed altri ancora che si arrangiano, ma non rimediano abbastanza da potersi tenere la prole e la cedono in affidamento a famiglie che vengono ricompensate con 500 € a figlio.

Testimonianza inutile la mia, sicuramente non in grado di smuovere le rocciose convinzioni di chi si affida a Dio, Patria e Famiglia. Dunque smetto di distinguere tra loro le storie e mi limito a citare un solo particolare, nella speranza che possa essere la spinta alla riflessione perlomeno per gli incerti, anche se ormai se ne trovano pochi. Alla fine dell’intervista ho fatto una domanda e tutti mi hanno risposto nello stesso identico modo.

Dove dormi stanotte?

La totalità degli interrogati mi ha risposto esalando un non lo so, ma, più che le parole, lo guardo esponeva la reale situazione. Una strana combinazione di disperazione e rassegnazione con un’inquietante punta di presentimento di cui solo quando ha cominciato a piovere ho capito il significato.

IMG_8431A Rimini va così. Il Portatore sano di Slogan (AKA Andrea Gnassi) è talmente disinteressato al tema emergenza abitativa che si toglie l’impiccio con un semplice giroconto alla Procura. Nessuna resistenza politica e il supporto da parte di Facebook, ( ormai  diventato un perenne referendum a  quorum ridiculum) fanno si che si possa recitare il dura lex, sed lex e, a tutela della loro incolunità, si mandano i senzatetto a dormire in strada… che siano coerenti con la loro definizione. D’altronde è probabile che gli indigenti siano anche non votanti, dunque è più profiquo concentrarsi sul sogno di trasformare Rimini in un enorme Eataly.

Sul doppio sgombero di mercoledì 20 maggio si è riversato tutto il limite di questa amministrazione di inadeguati. Mentre il prode Sindaco offre il petto al martirio immaginario di Forza Nuova, per far credere di portare la bandiera partigiana, alla resa dei conti il quarto anno di legislatura consacra questa come l’amministrazione meno di sinistra che Rimini abbia mai visto, tanto è vero che solo i manganelli della polizia hanno evitato fosse recapitato un simbolico, ma consistente, materasso nella Casa Comunale.

IMG_8438In tempi di vacche grasse l’indifferenza potrà essere anche un difetto trascurabile, ma nell’attuale congiuntura si tratta di un male pernicioso. In questa città, che con 150 mila abitanti è poco più di un paesone, la gente abita luoghi abbandonati e muore di stenti, la considerazione che non siano riminesi non cambia la realtà dei fatti. Da ieri c’è un posto in meno dove ricevere un aiuto, se qualcuno si sente in vena di festeggiare probabilmente non ha capito quanto lo riguardi in realtà.

 

 

P.S.

Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. [Antonio Gramsci]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

 

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