Air Riminum: Chi controlla il controllore?

CatturaQuesta mattina Giulia Sarti,  Deputata del Movimento 5 Stelle, ha sottoposto in Parlamento, con un’interpellanza urgente, il caso dell’Aeroporto Federico Fellini. Come molti  ormai sapranno questo settembre ha portato con se la notizia che, in aprile, il TAR dell’Emilia Romagna ha giudicato il bando di assegnazione non valido, poiché mancante di una specifica richiesta di requisiti tecnici.

Lo so, abbiamo saputo a settembre una cosa decisa 5 mesi prima, ma pare che le fortune temporali del Dott. Corbucci e la della Dott.ssa Fincato non siano tutte qui. Oltre ai 5 mesi di parto la sentenza, ad oggi, non è stata ancora notificata ad Enac, di conseguenza il bando è ancora valido e in seguito, quando verrà consegnata, si potrà disporre una sospensiva, dato il ricorso al Consiglio di Stato. La legge ne dà facoltà.

Bene. Aspettando che le vie legali facciano il loro lungo e provvidenziale corso, oggi, dopo una miriade di interrogazioni sullo stesso tema bellamente ignorate, il Sottosegretario al Ministero dei Trasporti Umberto Del Basso De Caro ha risposto a nome del Governo. Avete presente chi è? Se lo cercate su google foto probabilmente lo trovate seduto a fianco di Laura Fincato nella conferenza stampa di Air Riminum, quella con il divieto di far domande, in cui la stessa Fincato leggeva al pubblico presente le scuse di Vito Riggio (Presidente Enac) che non era potuto venire.

Giulia ha ripercorso minuziosamente la storia dell’Aeroporto e del fallimento di Aeradria, facendo ben intendere come le interferenze politiche siano state fatali alla struttura, per poi arrivare all’attuale società e a tutti i dubbi che confondono chi ha interesse ad avere un aeroporto vivo, funzionale e funzionante. Infine ha chiesto (riassumo) cosa intendesse fare il Governo allo scopo di assicurarsi una situazione di legittimità per la struttura, visto che corrisponde ad un grosso pezzo dell’economia di un territorio.

La linea di difesa del Sottosegretario, non posso chiamarla altrimenti, è stata quella di affermare che le certificazioni le dà ENAC in quanto autorità aeroportuale, di conseguenza non possono che essere legittime.

Ma chi è che controlla il controllore? Questa domanda l’ha fatta anche la Sarti in Aula, non mancando di far notare che Laura Fincato non fa nulla per nascondere l’amicizia con il Presidente Enac, ne  la collaborazione con chi proprio in Aula è chiamato a rispondere per il Governo.

A questo punto devo aprire una breve parentesi. Amicizia e rapporti di collaborazione non sono indizi di colpevolezza, ne di malaffare, esiste però un problema di opportunità politica riconosciuto anche tramite regolamento nelle amministrazioni. Anche nel più piccolo dei Consigli Comunali, per esempio, se una persona ha direttamente a che fare con l’oggetto della votazione, per economia o parentela, si alza e non partecipa. Il problema dell’opportunità politica è più che mai presente a Rimini e raggiunge uno dei suoi massimi conflitti proprio sull’aeroporto, dove continuano a parlare, tra gli altri, persino gli indagati del precedente fallimento. Il territorio necessitava di trasparenza e tranquillità, non di ulteriori dubbi.

Il dubbio poi aumenta quando, nella rassegna stampa di oggi, leggo il Dominus dell’affare Air Riminum che fa lo spavaldo, nonostante vi sia una sentenza esecutiva indicante l’illegittimità del bando con cui è stato assegnato l’aeroporto. Corbucci ha  una conoscenza tale delle dinamiche legali che relega qualsiasi addebito a “chiacchere da bar”, nega fino a bisticciare con la stampa che l’aeroporto gli possa venir tolto e, nonostante i risultati peggiori di sempre, dice che l’aeroporto prima era una piadineria e oggi con lui diventa un ristorante “quasi” a cinque stelle. Forse qualcuno dovrebbe spiegargli che ha Rimini ci sono piadinerie che guadagnano molto più dei ristoranti.

Come detto le incertezze, soprattutto dopo atteggiamenti che sembrano tutto tranne che ponderati, sono tante, ma abbiamo anche qualche certezza. L’aver preferito (anche se fosse in maniera legale) una società che non aveva mai avuto a che fare con un aeroporto ha determinato un ritardo nella presa in carico della funzione, che l’annuncio di un  milione di passeggeri (o forse erano due?) non è stato in grado di colmare. Oggi nell’evidenza di un traffico peggiore non solo della “piadineria” da cui si prendono le distanze, ma anche con risultati inferiori del curatore fallimentare della piadineria stessa, i numeri sono molto calati e  si parla di 500 mila passeggeri.. che poi è il traffico fisiologico da sempre e da più parti identificato per lo scalo di Rimini. Non una grande innovazione, ma aspettate che l’aeroporto si trasformi in un Cine – Disco – Casinò e vedrete che risultati.

P.S.

Se il bando fosse stato fatto con una vincolante richiesta d’esperienza gestionale adesso staremmo parlando d’altro, sicuramente di altri numeri. Il calo passeggeri, nell’estate metereologicamente migliore da quattro anni a questa parte, ha sorpreso molto i “creativi della Finanza” che, non avendo mai gestito un aeroporto, avevano fatto piani contando su risultati completamente diversi. A quanto pare AiRiminum SPA dovrà aspettare ancora un po’.

Qui sotto il video integrale dell’Interpellanza e della replica dopo la risposta:

 

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@DadoCardone

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Rimini : Mille modi per non far decollare un Aeroporto.

aereo-più-pazzo-del-mondo-pilota-automaticoE così, nel mezzo del cammino, la “Finanza Creativa” ha trovato un impiccio. Mentre in molti si chiedevano come facessero quelli di Ambromobiliare (oggi noti come Air Riminum) ad aggiudicarsi il bando per una gestione aeroportuale, non avendo mai trattato la materia, in nessuna delle loro derivazioni societarie, la Giustizia Amministrativa si stava chiedendo… la stessa cosa.

Su stimolo del Consorzio Per Lo Sviluppo dell’Aeroporto di Rimini San Marino S.C.R.L.,  la seconda sezione del Tribunale Amministrativo della Regione Emilia Romagna l’8 aprile scorso stabiliva che:

” […] Emerge dai richiamati contenuti normativi che la previsione, nel bando di gara, di requisiti di capacità tecnica rientra nella regola generale delle procedure ad evidenza pubblica, alla quale, quindi, tutte le stazioni appaltanti devono attenersi.

Ciò non significa che tutte le volte in cui il bando di gara non indichi alcun specifico requisito di capacità tecnica, esso sia illegittimo, in quanto vi possono essere casi, da ritenersi eccezionali, in cui il servizio non necessiti di particolare organizzazione e professionalità ( CdS sez V 5.5.1998 n. 627) e dunque in questo stretto ambito l’amministrazione conserva un potere discrezionale .

Tuttavia nell’ipotesi in questione la scelta operata dall’amministrazione non rientra in tale specifico campo e dunque non appare logica ed adeguata rispetto allo scopo perseguito e alla delicatezza e alla complessità della gestione di servizi di elevato livello tecnico ed organizzativo, quali devono considerasi quelli di natura aeroportuale[…].”

e dunque:

“[…] Consegue a quanto detto che la stazione appaltante avrebbe dovuto inserire nel bando i requisiti minimi di capacità ed esperienza per la partecipazione alla gara – es. precedenti gestioni di complessi aeroportuali o di complessi similari – in modo da impedire l’aggiudicazione del servizio in favore di soggetti privi di qualsiasi professionalità nella specifica materia o in materia analoga […]”

Per cui:

“In conclusione il ricorso deve essere accolto e per l’effetto annullato in parte qua il bando di gara e il consequenziale atto di aggiudicazione.”

Questo il riassunto. Se volete l’intero dispositivo della sentenza lo trovate qui: N. 00119_2015 REG.RIC.. Avete letto la data della sentenza? 8 Aprile 2015, depositata l’11 di settembre. I più attenti avranno sicuramente realizzato che tra l’8 di aprile e l’11 di settembre corre l’intera Stagione Turistica Riminese (basterebbe di meno, ma facciamo finta che esistano ancora le stagioni normali). Il ritardo, o se vogliamo chiamarlo tempo tecnico tra la sentenza e la pubblicazione delle motivazioni, per una volta è stato provvidenziale. Non abbiamo i mezzi ne le conoscenze per stabilire se sia voluto o meno, ma tutti noi abbiamo la fantasia per provare ad immaginare le conseguenze di una sentenza del genere a fine aprile.

Certo, come fa notare Air Riminum, tramite le striminzite note del Presidente Fincato, c’è un altro grado di giudizio e si chiederà la sospensione della sentenza per andare al Consiglio di Stato, ma come l’avrebbero presa i vettori che quest’estate sono atterrati da noi sapendo che stavano chiudendo contratti con una Società ricusata dal TAR?

Poco male, l’abbiamo scampata “alla riminese“, anche se, secondo le statistiche stagionali, l’aeroporto condotto dalla “finanza creativa” ha portato meno pernottamenti dell’aeroporto gestito da Curatore Fallimentare. Forse, date le attitudini, entrambi dovrebbero scambiarsi i ruoli perché Santini è più bravo a gestire e Corbucci più bravo a vendersi. In ogni caso questa sentenza porta in evidenza questioni che sembravano sopite per la gioia, tra gli altri, dell’indagato Gnassi che ai tempi del brindisi d’apertura era pallido ed emaciato, come mai l’avevamo visto. Proprio di oggi la notizia che la Cassazione ha tolto il sequestro cautelare dei beni a lui e agli altri indagati nell’indagine Aeradria. Questo non vuol dire essere fuori dall’indagine, come non vuol dire che non abbia responsabilità politiche a riguardo, ma gli fa tirare un bel sospiro di sollievo.

Air Riminum è in grado di gestire l’aeroporto? La sentenza del TAR non è figlia di un aggiudicazione un po’ forzata?

IMG_20150916_172149Partiamo dalla seconda domanda. Fin dall’inizio questo bando, che oggi ci dicono essere comune ad altre aggiudicazioni, sembrava, a noi ignoranti della materia, un po’ strano… ma solo a noi eh! Il Bando aperto alle RTI (Raggruppamenti temporanei d’impresa) non premetteva che tra le compagini ci fossero società con esperienza nel settore, come rilevato dalla stessa sentenza oggetto di questo post. Perché una selezione a maglie così larghe? Non si sa. Fatto sta che le condizioni esistenti hanno favorito Air Riminum. Non lo diciamo noi ignoranti e Sciacalli (secondo le ultime considerazioni di un onorevole membro di quel CDA), lo dice il punteggio pieno ottenuto senza nemmeno preoccuparsi di usare il bonus della busta C, quella che assegnava un valore a quanto lasciato da Aeradria. In definitiva le condizioni erano ideali per una società, di cui non si conoscevano i soci, costituitasi 4 giorni prima della scadenza dei termini di presentazione del bando, che tra le sue fila contava Laura Fincato, ex sottosegretario, con una vicepresidenza nel CDA di Save SPA (gestore degli aeroporti del Nord Est), già consulente del Ministero dei Trasporti e che, tra le sue amicizie, può annoverare Vito Riggio Presidente Enac. Le cordialità fra i due vengono anche messe nel materiale informativo Air Riminum in sostituzione dei piani industriali. Inoltre, a beneficio di inventario, bisogna ricordare che i motori di questa acquisizione sono gli stessi advisor a cui Stefano Vitali, EX Presidente della Provincia e di conseguenza maggior azionista della fallita Aeradria, aveva affidato la consulenza per il concordato, poi bocciato dal tribunale.

Riguardo alla gestione. I numeri di Air Riminum, come detto, non entusiasmano, anzi sembrano più essere relegati al mantenimento dell’operatività. Certo partono da un’aeroporto chiuso in cui si era interrotto qualsiasi tipo di attività. Altra considerazione da fare è che le moderne aziende non sono altro che assembramenti di servizi. Un’azienda che vende traffico telefonico residenziale, per esempio, ha un corpo dirigente che studia un prodotto e si serve a sua volta di agenzie che vendono, altre che  istallano, altre ancora che amministrano pagamenti, recupero clienti… etc. etc. Nestlè vende anche pneumatici e Nokia partì come venditore di carta igienica. Air Riminum ha fatto più o meno lo stesso, il problema è che il suo consiglio di Amministrazione, quello che detta la politica aziendale, a parte Laura Fincato, è composto da elementi estremamente eterogenei riguardo alla finalità aeroportuale. Lo stesso raggruppamento di imprese che compongono la proprietà sembra (ad un occhio inesperto come il mio ovviamente) un collage di capitali sociali utile più che altro da usare come garanziaper le fideiussioni assicurative.

Il risultato? Ad oggi non si è capito nulla dei piani di questa nuova realtà riminese. Vero è che la società è privata. Vero anche che i piani industriali sono costituiti da dati sensibili che la concorrenza potrebbe usare. Ma Air Riminum sembra abbia più da imparare che da farsi rubare.

Il 9 maggio 2015, infiltratomi ad una conferenza all’aeroporto, organizzata per i portatori di interesse (politico), ma in cui comunque era vietato fare domande (sì, per davvero), ho potuto assistere ad una pioggia di slide su quello che i Gestori dell’Aeroporto considerano un piano di sviluppo. Dopo una serie di suggestioni ciclistiche (sì.. sto sempre dicendo sul serio), ci si è addentrati nelle linee strategiche… aggettivo che mi fa sempre un certo che.

Secondo i piani illustrati c’era la linea “Aviation” il cui obbiettivo era superare 1 milione di passeggeri (dove l’ho già sentita?) facendo leva su: Mercato Russo (morto), traffico fieristico congressuale (stramorto anche a piedi), rilancio del traffico Cargo (a saperlo fare).

La seconda linea riguardava il Progetto Terminal che ambiva a integrare il Fellini con il Masterplan (quando delle slide incontrano altre slide si apre un buco nero? me lo sono sempre chiesto.). Quella che però secondo me ispirava maggior interesse era sicuramente la linea C: NON AVIATION. La linea strategica Non Aviation prospettava lavori al terminal, a partire dal 2016, per renderlo compatibile ad attività come: gaming (gioco d’azzardo), ristoranti, disco bar, eventi musicali e cinematografici. Che dire… Cazzo! Questa dovevate tener segreta, altro che i piani industriali.

IMG_20150916_172227Il tutto previa trasformazione in SPA che ancora non mi pare sia avvenuta, nonostante fosse annunciata entro Maggio 2015. Peccato per due motivi. Il primo è che così la società, i suoi debiti e i suoi mirabolanti progetti potevano finire nel mercato azionario, vera zona di competenza di Corbucci e compagnia, togliendo l’aeroporto dal mercato reale e rastrellando fondi con altre tecniche, che non siano quelle di gestire peggio di un curatore fallimentare. E poi ragazzi anche Rimini entrava nel magico mondo delle Società a capocchia con: AirMarketing, AirEnergy, AirLaqualsiasi e chi più ne ha più ne metta.

Non lo so. Come detto sono ignorante, ma pare che la miglior controprova di un lavoro trasparente sia fare in modo che i Gufi Ignoranti  non abbiano nulla da eccepire. Dare dello sciacallo a chi solleva dubbi legittimi non aiuta.

P.S.

La difesa d’ufficio di Gnassi, ripresa dalle parole di Vito Riggio, è che ci sono anche altri aeroporti assegnati nella stessa maniera. Il nostro Sindaco, come gli si confà, punta alla nota di classe, in modo che possa sostenere che il casino l’hanno fatto gli altri. Comunque, se il Consiglio di Stato dovesse confermare la sentenza TAR, i due hanno dato un bel suggerimento alla Guardia di Finanza….Forlì, Lampedusa e Siena ringraziano.

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@DadoCardone

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AmaScord

Amarcord_outtakes_Fellini_ciak_01La novità del 2016? La Notte Rosa. Delusi? Ve la racconto meglio.

Amarcord di Fellini, orgoglio della riminesità, come direbbe qualcuno, restaurato grazie alla Cineteca di Bologna con i soldi di yoox.com, è stato presentato a Venezia. La Riminesità dove è finita? Sembra essercene poca perchè, come dimostano anche le vicende della Fondazione Fellini, a Rimini il grande Maestro è bello citarlo…. ma per il resto.

Non vi preoccupare però perchè un rappresentante della riminesità, quella attuale perlomeno, ha raggiunto la Prima della pellicola restaurata. Il Primo Cittadino, quando ha saputo che c’era da fare un giro in gondola con Tornatore, non se l’è fatto ripetere due volte. Vuoi mettere che Selfie? Fuori tema: ci dicono che al Rimini MotorSoul ha fatto il pieno di pose disturbando chi in quel momento voleva vedersi la mostra.

Gnassi a Venezia dicevamo. A seguito della gita in gondola, approfittando di un nuovo palcoscenico, ha trovato il tempo di buttare lì un po’ di Visions. Come perdere l’occasione, ospiti di un Sindaco della propria compagine politica? Si lo so. Luigi Brugnaro è stato eletto in una lista di centro destra, ma con l’aiuto di Pizzolante

Dopo aver strigliato gli imprenditori Riminesi per il fatto di non investire in cultura, ha proposto una joint venture di Aeroporti e Notti Rosa, tra Venezia e Rimini. Ora. Già che un indagato nel primo fallimento dell’Aeroporto faccia proposte di collaborazione tra gli improvvisati di Air Riminum e la Save, gestore dei redditizi aeroporti del Nord Est, è abbastanza inquietante. E’ vero che Laura Fincato un tempo faceva parte anche del CDA della citata società, ma ai tempi dell’acquisizione ricordiamo una nota che smentiva così:

ogni coinvolgimento diretto o indiretto di qualsiasi sorta nell’operazione che riguarda l’assegnazione della gestione dell’aeroporto di Rimini alla societa’ AirRiminum. SAVE ribadisce con fermezza che non ci sono mai stati contatti con AirRiminum e i suoi rappresentanti

Una bella presa di distanze.

Venezia - 18 luglio Festa del Redentore.
Venezia – 18 luglio Festa del Redentore.

Il colpo di classe (leggasi con tono ironico) è però senz’altro il voler coinvolgere Brugnaro nella vetusta ed obsoleta Notte Rosa, che a Rimini ha ancora una parvenza di funzionamento poichè si svolge nel weekend del primo fine settimana di Luglio, che si riempie anche se non li vuoi i turisti. Forse che Rimini voglia insegnare il turismo a Venezia, città da 25 milioni di visitatori all’anno? Capisco le imposizioni di etichetta e di ospitalità tra sindaci, ma forse l’ex Presidente di Confindustria, doveva invitare il suo “pari” alla Festa del Redentore, più che alla prima di Amarcord. Chi vi scrive c’è stato diverse volte e vi posso assicurare che farebbe venire l’avvilimento a qualsiasi fan sfegatato della Notte Rosa (con i pinguini o senza).

Poco male. Un altro po’ di marketing alla rinfusa da parte di chi ha recitato “a braccio” un’intera legislatura. Citizen Rimini riporta solo per dovere d’archivio.

P.S.

Federico Fellini soleva dire che “il visionario è l’unico realista“, forse doveva aggiungere che se poi non sei capace di progettare nella pratica i passi che ti porteranno alla realizzazione della tua visione… sei un realista inutile.

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@DadoCardone

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AiRiminum e il centro commerciale Fellini.

Ve lo dico subito. C’è da leggere, perciò mettetevi comodi.

Sabato pomeriggio alla conferenza “Airiminum Incontra” c’era anche il vostro inviato Citizen preferito. Mentre tutta la stampa era stata messa in punizione, io me ne stavo comodamente seduto tra Vescovi, Politici e Comandanti in quella che, anche sull’invito, veniva chiamata zona sterile. Non scherzo, l’hanno definita proprio così. Tra l’altro non capisco come non mi abbiamo individuato subito visto che il mio reddito, lì in mezzo, stonava anche senza essere dichiarato. Mi avranno preso per un eccentrico.

L’intento della conferenza, presumibilmente, era quello di tranquillizzare chi decide per il territorio e fare un bel brindisi per l’arrivo di un nuovo aereo. A Rimini un brindisi per ogni aereo si può fare, data la cadenza, se lo facesse anche un aeroporto piccolo come Orio al Serio, con i suoi 50 voli giornalieri, capite bene che la dirigenza dovrebbe iscriversi all’Anonima Alcolisti.

Ha aperto la conferenza Laura Fincato che Vito Riggio (Presidente Enac), nella sua lettera di scuse per l’assenza, identifica come Onorevole nonostante non lo sia più dall’87. Non che abbia lasciato i luoghi di pratica politica, ci mancherebbe, come lei stessa dichiarò in occasione della sua Candidatura a Sindaco di Venezia è una delle fondatrici del PD.

Non divaghiamo. Con un tailleur fantasia occhio di pernice in nuance arancione, oltre ad aver decretato il ritorno degli anni ’60, ha esordito usando termini inglesi, forse in onore dell’aziendina milanese che ha tirato su la baracca. Ha parlato di Speech (che poi sarebbero i discorsi) e…. lo sapevate che quelli di Airiminun ci hanno tirato un Joke? Sì, ci hanno fatto uno scherzone. La decisione dell’inaugurazione il primo di aprile non è stata una cappella mediatica. No! Lo scherzo era che l’aereo è atterrato davvero. Su, non fate quelle facce, il senso dell’umorismo varia di persona in persona. Fate come me, immaginate una giovane e goliardica studentessa Fincato che, abilissima, sostituiva i Croissant alla marmellata di ciliegia con quelli alla marmellata di albicocche e poi osservava segretamente le reazioni al Joke. Che risate.

20150509_161613Comunque sia ha parlato molto di trasparenza e collaborazione. Sapete cosa? Io sulla trasparenza le credo. Infatti seduto al suo fianco c’era Umberto del Basso de Caro, il suo conflitto di interessi. Il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di cui Laura Fincato è Consigliere Esperto (un consulente) a gratis, era seduto li, pacifico, ad aspettare il suo turno per parlare. Questo non ha assolutamente provocato commenti tra il pubblico (sterile), proprio nessuno. Fidatevi.

Il turno successivo è stato quello di Leonardo Corbucci e le sue slide, stile molto apprezzato dal Primo Cittadino che, come risaputo, le usa come panacea di tutti i bilanci. Dopo averci condotto in vetta alle sue intenzioni con slide sul ciclismo e richiami a Pantani, ci ha fatto atterrare malamente con metafore sugli affittuari.  Eh già perché Airiminum mette dei soldi, finora pochi, per pagare un affitto, ma il padrone di casa è Enac e a lui spettano le manutenzioni straordinarie, affermazione formalmente corretta fino a che le slide non ci hanno condotti nell’incubo di un centro commerciale aeroportuale.  Gaming (?), ristorazione, palestra, discobar, rassegne cinematografiche, eventi musicali, non ho visto però i Compro Oro e i massaggi cinesi, quelli sì cha fanno cassa.

A questo punto vi starete chiedendo: e i voli? Qui arrivano le vere pagine dolenti. A dispetto di un’unica novità, i voli cargo da sempre consigliati a voce bipartisan, il resto del piano strategico sembra partire da un programma strategico di Gnassi. Vengono considerati come un dato di fatto il milione di passeggeri che Aeradria avrebbe raggiunto con la sua gestione. Anche se nella presentazione ne vengono contati 900.000, probabilmente per non richiamare alla memoria il precedente fallimento. La cronaca giudiziaria ha già ampliamente disquisito di quanto quel numero fosse stato gonfiato dalla tecnica piuttosto aggressiva del comarketing. Dunque uno dei fondamentali di questo piano è dubbio, ma ve ne sono altri. Sembra infatti voglia costituirsi un fronte comune tra tutte le realtà in curva negativa del nostro territorio: Fiera, Gros, Palas di Rimini, Palas di Riccione, TRC (e non lo vuoi fare un altro sfregio fino all’aeroporto?), il che non sarebbe male se fosse un sistema di contenitori comunicanti, ma nell’opinione di molti ognuno di questi luoghi vive la sua personale decadenza, quando addirittura non si tratta di volo pindarico. Nella presentazione in oggetto poi si considerano queste infrastrutture come un qualcosa da cui attingere, come dire non lo prendi un aereo da Milano per venire alla fiera di Rimini? No. Ma non lo dico io. Lo dice la precedente esperienza di Aeradria e lo dice il fatto che ormai i weekend di fiera sono corti perché, dati i tagli ai budget di qualsiasi azienda italiana (Aziende come Prada hanno tagliato anche sui buoni pasto dei dipendenti), non si fanno più i fine settimana a mignotte e champagne “che tanto metto tutto nelle spese”. Il nuovo metodo è “toccata e fuga, ma solo se serve, macchina a gas o treno regionale, scegli tu”. Chiaro che non si può sempre ragionare in termini di recessione, ma non mi pare che l’attuale Governo ci stia indirizzando verso il nuovo “miracolo italiano”, anzi.

Rimangono i collegamenti turistici di cui, lo dico sinceramente, non ho colto il piano. Anche in questo la strategia, o meglio quello che è stata rappresentata come tale, sembra appollaiarsi su dati che la riguardano, ma anche no. Il fatto che la Riviera possegga 110km di spiagge e 3500 alberghi valeva anche per Aeradria, è valso per il Ridolfi di Forlì e varrà sempre per Bologna, ma questa non è una strategia … è la speranza che qualche briciola cada dal tavolo. Su questo argomento mi aspettavo qualche parola da Raffaele Ciuffoli, Consigliere rappresentante del territorio e soprattutto titolare del Tour Operator Ital Camel, ma non ha proferito favella.

Altro personaggio silenzioso è stato Roberto Montesi, membro del CDA, che porta con se una particolare realtà. Montesi è patner della società LS Lexius Sinacta, associazione tra a avvocati e commercialisti la cui missione sociale sono consulenze d’alto livello. Per intenderci la LS sta curando la quotazione in Borsa dell’aeroporto Marconi di Bologna e ha assistito Hera nella recente modifica statutaria del Voto Maggiorato (robaccia del “Decreto Competitività” per favorire l’accesso al mercato di capitali di rischio). Il Consigliere in oggetto si distingue, tra le altre cose, per essere Sindaco Revisore incaricato dal Ministero della Salute per l’ASL di Napoli e Presidente del collegio liquidatori della Margherita di Rutelli.

La parola finale, come da prassi Istituzionale, è stata lasciata al Sotto Segretario Del Basso de Caro che, dopo aver ricordato che il sud d’Italia è un macello, ha considerato che a Rimini le cose non vanno poi così male e che possiamo ancora sperare nel turismo cinese. Parole che hanno infuso una grande fiducia in tutti gli sterilizzati. Ovviamente l’affermazione è ironica, dalla seconda fila in poi si parlottava parecchio.

E’ sicuramente vero che i piani  industriali per una azienda privata possono contenere dati sensibili che potrebbero essere oggetto di furti e/o compromissioni, ma dal non mostrare quanto di riservato c’è nei propri piani, al pretendere che ci si fidi di una dichiarazione di intenti piuttosto generale, passa un bella pretesa. A questo punto però vale la pena di farsi una domanda: perché questa opinabile apertura e tutto questo parlare di trasparenza e collaborazione? Formulo una modesta ipotesi, ma prendetela per quel poco che vale visto che non sono un esperto di aeroporti, ne di finanza creativa. Considerato che il piano di sviluppo (se fosse veramente quello mostrato) non pare valere l’investimento, l’Aeroporto Internazionale Federico Fellini acquista interesse più che altro in merito ai capitali che può attirare. Ovvio che cattiva pubblicità e degli scocciatori a 5 Stelle, si sono messi in testa di sorvegliare, possono create delle difficoltà. Che i 5 stelle diano fastidio è abbastanza evidente visto che in una cartellina consegnata all’uscita, tra le altre amenità, era riposto un intero fascicolo di risposte a Giulia Sarti.

P.S.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno in questa vita sono ignoranza e fiducia; e il successo è assicurato.

(Mark Twain)

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@DadoCardone

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L’Aeroporto chiude, ma voi state tranquilli. [di DadoCardone]

L’aeroporto è fallito, non ieri, un anno fa. Lo ricordiamo perché dalla campagna mediatica si capisce il contrario e sembra quasi che il Tribunale si sia irrigidito di fronte a qualsiasi possibilità, rinunciando anche a quelle praticabili … chiudendo un occhio.

Summus Ius, summa iniura.

Lo scrive C. Andrea Bernabè sul Resto del Carlino. Il massimo del Diritto, il massimo dell’ingiustizia. Somma citazione dal latino che però sta a  indicare  una cosa diversa: se tu sei andato a  fare moneta  per il parchimetro, trovi il  vigile che ti sta facendo la multa, gli fai notare la faccenda del cambio e lui ti fa la multa lo stesso.. beh allora quello è il caso.

Diverso se  un aeroporto sta andando così male (milioni di debito solo con l’ultimo anno di gestione, senza contare le truffe ai danni dello Stato scoperte in seguito)  che i soci pubblici tentano di rifinanziarlo in barba alle norme sul finanziamento pubblico, senza peraltro toccare il CDA colpevole. Cosa che ha attirato, inevitabilmente, le attenzioni del Tribunale.

Qui però “il vigile” non ha nemmeno ancora tirato fuori il blocchetto. La fase successiva è stata il Concordato, in cui i Soci Pubblici, Provincia e Comune, hanno chiamato in causa dei consulenti, Ambromobiliare, con un cliente, Eurafrica Merchant,  e delle garanzie non sufficienti a chiudere la faccenda. Fallimento.

Qui il Vigile ha individuato l’automobile e ha la punta della penna pronta a scrivere mentre si guarda intorno per individuare il proprietario. In questa fase il curatore fallimentare, il Dott. Santini, tiene attivo l’aeroporto e formula l’ammontare del conquibus necessario ad aggiudicarsi il suo bando. Diciamo il “suo” perché, in contemporanea,  ve n’è un altro, quello di Enac, a cui partecipano, con la nuova società Air Riminum, gli stessi consulenti che non erano riusciti a superare il concordato.

Perché partecipare al bando Enac e non a quello di Santini? La ragione più semplice sembrerebbe essere il fatto che Enac si vendeva solo le piste e non i resti di Aeradria, dipendenti compresi.  A ben guardare però anche avere nella propria compagine Laura Fincato, consulente del Ministero dei Trasporti, sembra favorire migliori rapporti con Enac.

A questo punto il vigile sta scrivendo la targa, arriva qualcuno e il dialogo successivo sarebbe più o meno questo:

“Agente sono qui non mi faccia la multa”

“Non ci conosciamo io e lei?”

“No… mi avrà visto mentre davo consulenze sui parcheggi”

“Lasciamo perdere. E’ sua la macchina?”

“No, è di miei amici”

“Di chi scusi?”

“Non lo posso dire, ma posso pagare per loro”

“Bene mi faccia vedere il tagliando di parcheggio”

“Non ce l’ho”

“Mi faccia vedere le monete allora, se è vero che era andato a cambiare.”

“Non le ho, ma i miei amici possono pagare per il parcheggio per loro macchina e per quelle di tutta la via”.

A questo punto il Vigile, la multa la farebbe o no?

In una situazione come questa la trasparenza sarebbe il minimo delle condizioni richieste. Già esistono pesanti dubbi. Una società che si era già presentata al concordato apre un’altra società, 4 giorni prima della gara di bando, in cui il Presidente è un dipendente del Ministero dei Trasporti: non sarà una congiuntura poco chiara, ma così appare.  Sarebbe consigliabile che Air Riminum, o comunque si chiami questa settimana, facesse i nomi dei fantomatici soci. Si dice che sia impossibile per ragioni di origine anche commerciale, ma più probabilmente dovremo tutti essere messi davanti al fatto compiuto e a dei soci che…

Per ritornare alle colpe del Tribunale. Titoli di pochi giorni fa asserivano convintamente, come cosa già fatta, che un Commissario Enac avrebbe preso in carico la gestione provvisoria dell’aeroporto, mentre il giorno dopo non c’era più nulla da fare. Perché? Che cosa è successo in un giorno solo  che mesi di preparazione al problema non avevano considerato? Voglio dire, se si fosse trattato solo di una posizione giuridica sarebbe stata già conosciuta il giorno prima, non stiamo mica parlando di amici che giocano a  Risiko!

Va da se che le condizioni di partenza sono due: o la notizia era vera, o era falsa. Fosse stata vera la causa del repentino dietrofront è da ricercarsi in una garanzia disattesa chiesta da Enac o dal Tribunale. Fosse stata falsa ci troveremmo di fronte al solito gioco delle pressioni politiche, anche tramite stampa, già viste per tutto il tormentato percorso di questa faccenda. Scegliete voi quale scenario preferite, a parer nostro entrambi aprono a conseguenze inquietanti.

Secondo l’opinione dello scrivente, poco importante ai fini questa faccenda, il Tribunale non ha applicato il Summus Ius, ma è stato messo nelle condizioni di non poter far altro  che… il tribunale. Di fronte all’incertezza e ad attori su cui non si può far affidamento, l’unica possibilità è applicare la legge, niente di più, niente di meno.

Le reazioni a tutto ciò sono le solite. Air Riminum ci dice di star tranquilli che i soldi li hanno, il Pre-Sindaco (Sindaco e Presidente di Provincia) dice di aver fatto il possibile per fidelizzare i russi anche oltre al periodo di chiusura, Enac dice che farà il più presto possibile per assegnare definitivamente lo scalo, la UIL chiede un passo indietro alla politica e Vitali emigra in Zambia. La verità tangibile, quella che possiamo constatare oltre le parole (di quelle ne abbiamo sentite troppe), è che lo scalo chiude il 1° di Novembre e, se non ci sono intoppi, riapre dopo il 31 Dicembre, come dire tra almeno due mesi.

Nel frattempo i voli si appoggeranno sulle piste del Sanzio, aeroporto anconetano che, leggendo la cronaca marchigiana, ha preso l’occasione come un vero e proprio trampolino di lancio. Poco importa se l’anonima funzionaria dell’ufficio del Consolato Russo del Fellini, Irina Sticazzirenko (o qualcosa di simile), ha garantito che i russi preferiscono Rimini. Già perché qui si apre un’altra delle querelle riguardanti l’indotto del traffico russo: i russi venivano da noi per il confort dei nostri rinomati alberghi (?) o perché il traffico di badanti poteva contare su prezzi da albergo in fallimento, in cui il Tour Operator garantiva anche la Corriera per andare a riempirsi le valige a Roma, Firenze, Venezia e, guarda un po’, nei famosi calzaturifici delle Marche? Chi batte le strade del turismo e del commercio sa bene che la razza “russo coglione che non bada a spese” da tempo si sta estinguendo. Ormai, a causa di disattenti broker che li hanno portati direttamente nelle fabbriche produttrici, i russi, quelli con i soldi veri,  fanno da soli e le famose mance da favola le lasciano sull’altra costa, quella delle vacanze per ricchi. Questa la situazione attuale, ma a Rimini, si sa, poco importa del presente, preferendo la convinzione di essere ancora la città di Fellini.

E’ evidente, in conclusione, quanto sia inutile prendersela con il Tribunale, costretto a diventare intransigente quando in altre occasioni, vedi TRC, non lo era stato per niente e tutto ciò a causa di una conclamata incapacità di gestire questa Città da parte di una politica miserella, che dalla sua storia ha saputo ricavare solo slogan, compromessi e presupponenza (completamente ingiustificata).

P.S.

Quando si cerca un colpevole è bene guardare a chi ha causato il problema. Prima dell’intervento del Tribunale c’erano fior fiore di rappresentati politici che inneggiavano all’indebitamento senza chiaramente conoscere nulla della materia che stavano pericolosamente trattando. La sola soluzione accettabile è un aeroporto aperto, guidato da chi è capace di farlo, senza ingerenze politiche. Il 23 Novembre c’è un’altra occasione per spostare gli equilibri, sarebbe ora di pensarci seriamente.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Air Riminum (e poi dice che la gente chiacchiera)

A Rimini la trasparenza non è contemplata. Sì, se ne parla, anzi se ne favoleggia, ma è mezzo poco pratico perché limita la libertà d’azione di chi ha “esperienza” in favore di categorie insignificanti … tipo i cittadini. Così, ad esempio, 300 mila euro non si danno ad Anthea per fare il lavoro cui è deputata, ma si danno ai Ci.Vi.Vo. per farci la casetta di legno. A cosa serve? Mah! Magari a contenere i 500 voti per le elezioni al Consiglio Regionale che la (ufficialmente) candidata Nadia Rossi si mette in tasca (presuppostamente) con la benedizione del suo Segretario Provinciale.

Vedete… il problema della scarsa trasparenza è che poi le persone si sentono autorizzate a formulare delle ipotesi. La gente è malfidente, si sa e allora quando i dati sono pochi, o troppi, costruisce suoi teoremi. Quando, sempre per fare un esempio, si accorge che una società di cui non si conoscono i soci vince un appalto per un aeroporto, dove persino il Sindaco e il Presidente della Provincia sono finiti indagati, qualche domanda sorge spontanea. Poi se nella compagine misteriosa spunta il nome di Laura Fincato, consulente per il Ministero dei Trasporti, comincia a darsi anche qualche risposta. Sbagliata eh! Ci mancherebbe, ma sapete: quando si sparla di indotto e strategia del territorio il cittadino viene nominalmente chiamato in causa ad ogni mezzo trafiletto di giornale, fosse anche il bollettino del fantacalcio, ma poi quando si tratta di rendergli conto non sono fatti suoi.

Tranquilli cittadini. Il mistero è prontamente risolto. Vincere un bando per gestire un aeroporto è una cosa che possono fare tutti, anche senza avere specifica esperienza nel settore. Infatti per il bando Enac si sono presentate compagini formate da elettricisti, albergatori, venditori di abbigliamento, ristoratori in formula catering, aziende che si occupano di verde pubblico, pulizie etc. Nel caso qualcuno si stesse chiedendo se sto scherzando sappia che questi non sono nemmeno i più bizzarri tra i partecipanti. Qualcuno ci ha suggerito anche che una delle compagini avesse in prima istanza scelto un presidente condannato in svizzera per riciclaggio e traffico d’armi.

Tutto ciò è possibile perché il bando permetteva di presentarsi come RTI (raggruppamento temporaneo d’impresa), molto comodo in quanto, invece di creare una società ad hoc, con relativo versamento di capitale sociale, si possono riunire società che fanno altro, raggiungendo il capitale sociale richiesto. Altre garanzie nella fase preliminare non sono richieste, né per l’esperienza (di solito sono richiesti 5 anni di reale pratica nel settore), ne per la disponibilità economica. Questa volta bastava una fidejussione di 10 mila euro, cifra che non basta nemmeno per il preliminare di vendita di un monolocale.

Perché una selezione a maglie così larghe? Non si sa. Fatto sta che le condizioni esistenti hanno favorito Air Riminum. Non lo diciamo noi, lo dice il punteggio pieno ottenuto senza nemmeno preoccuparsi di usare il bonus della busta C, quella che assegnava un valore a quanto lasciato da Aeradria. In definitiva le condizioni erano ideali per una società, di cui non si conoscono i soci, costituitasi 4 giorni prima della scadenza dei termini di presentazione del bando, che tra le sue fila conta Laura Fincato, ex sottosegretario, con una vicepresidenza nel CDA di Save SPA (gestore degli aeroporti del Nord Est), oggi consulente del Ministero dei Trasporti.

Non deve essere così? E chi lo dice? L’errore, il luogo comune, è pensare che un aeroporto sia quel posto dove la gente sale e scende dagli aerei, ma l’aeroporto è altro. Nel caso specifico trattasi di pura finanza, quel mondo misterioso dove le aziende non valgono per quello che producono, ma per come vengono rivendute all’infinito sul mercato.

Ambromobiliare, l’azienda consulente che ha orchestrato la partecipazione al bando, è, in parole povere, una boutique d’affari. Grazie alle condizioni favorevoli del bando questi “advisor”, come si definiscono, hanno ottenuto l’assegnazione provvisoria di qualcosa che possono ora offrire ai loro clienti (vecchi e nuovi). Cosa abbia influenzato la competizione per essere così benevola nei confronti di questa società non sta a noi stabilirlo, fatto sta che a Rimini ancora una volta è stata scelta una strada che lascia molto spazio all’immaginazione, mentre ci sarebbe stato bisogno di trasparenza.

Probabilmente ora ci sarà il ricorso di Novaport che, secondo quanto dice il legale rappresentante, Andrea Del Vecchio, era l’unica ad avere le carte in regola non per vincere, ma anche solo per partecipare. Novaport Italia, infatti, sarebbe una partecipata di Novaport LCC, società russa che gestisce in proprietà e in gestione maggioritaria 17 aeroporti. Sulla reale parentela delle due società non mettiamo certo le mani sul fuoco, saranno i documenti a parlare nel momento in cui si ricorrerà o, perché no, si denuncerà. Quello che nessuno però ha smentito e che l’offerta di Novaport Italia avesse le caratteristiche di un investimento vero: 40 milioni di investimento iniziale più il mantenimento dei dipendenti attuali , 3 milioni a fondo perduto per risarcire i vecchi creditori e lavori di ampliamento per portare l’aeroporto ad un traffico di un milione e mezzo di passeggeri. Tutto con capitali propri.

Che dire….. se questo era un bluff valeva proprio la pena di andare a vederlo. Invece sono stati scelti gli advisor  a cui Stefano Vitali, indagato, aveva affidato la consulenza per il concordato, bocciato, della precedente gestione. Ça va sans dire.

P.S

“La finanza è l’arte di far passare i soldi di mano in mano, finché non spariscono.”

(cit. ROBERT W. SARNOFF)

Davide Cardone

[@DadoCardone]

 

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