L’Erbetta del vicino? La taglia Anthea.

Forse non tutti sanno che Hera ha avviato una campagna di ammodernamento dei cassonetti. La rivoluzione per Gaiofana comincerà il 16 aprile. Di cosa si tratta?

Avete presente la difficoltà (dovuta in parte anche allo scarso senso civico) che molte persone provano d’innanzi al contenitore dell’indifferenziata con chiavetta? Molti, che siano troppo pigri, troppo anziani o troppo funzionalmente ignoranti, arrivati in prossimità del misterioso cassonetto lasciano tutto a terra. Si è rotta la chiavetta? Il congegno non funziona? All’indifferenziata ci deve pensare il Destino? Che sia uno o tutti i casi testé citati, per un solo sportello con chiave d’ingresso, la zona dei bidoni assomiglia spesso alla discarica di Manila.

Hera ha dunque pensato bene (geni) di risolvere il problema chiudendo tutti i cassonetti e rendendoli accessibili solo con tessera magnetica. Il 16 di aprile sarà distribuito il kit e il 30 verranno sostituiti i contenitori. Contenti? Così finalmente potremo lasciare i nostri adolescenti a tirare la colla nei rifiuti, come in ogni paese del terzo mondo che si rispetti.

A proposito di terzo mondo. Cosa ne pensate dei Consiglieri Comunali di maggioranza che usano personale e strumentazione delle partecipate pubbliche per esigenze personali? Brutto vero? Potrebbe essere successo proprio alla Gaiofana.  La mattina del 26 marzo diversi testimoni riferiscono di un sopralluogo con mezzi Anthea alla siepe del Consigliere Mario Erbetta. Sempre il 26, nel pomeriggio, l’effettiva potatura.  Non sarà riuscito a portare l’#ErbettaPensiero in Parlamento, ma si è potuto consolare con una bella rasata di siepe. Ha voluto forse dimostrarci che sarebbe stato un degno rappresentate del Parlamento Italiano così come lo abbiamo sempre conosciuto?

Com’è, come non è, il giorno dopo, la mattina del 27 marzo, altri due mezzi di Anthea raccoglievano gli sfalci della siepe perfettamente rasata di Mario Erbetta, mentre la moglie urlava in mezzo alla strada l’offerta di un caffè o un cappuccino per gli operai, facendo sembrare l’intervento Gratis et amore Dei. Fortunati gli Erbetta, perché combinazione vuole che tra i nuovi bidoni di prossima istallazione ve ne sia anche uno dedicato agli sfalci. Voglio dire… meglio farseli togliere da operai qualificati di un’azienda pubblica.

A questo punto ci facciamo portatori delle istante dei vicini di casa del Consigliere. Mezzi Anthea possono essere usati, fuori o dentro gli orari di lavoro, per incombenze che non siano pubbliche? Nel caso tutto ciò fosse tollerato, è opportuno che ad usufruirne sia proprio un Consigliere Comunale della maggioranza? Politicamente, lo anticipiamo noi, non è opportuno e a quanto ci sembra di capire anche il codice etico di Anthea mette in guardia da qualsiasi azione possa  anche solo sembrare un favore ad un funzionario pubblico.

Concludo chiedendo scusa al caro Mario. Tutte le volte che sulle pagine di Gaiofanando parlava delle sue richieste ad Anthea lo prendevo per un millantatore, c’è voluta la siepe di casa sua per farmi capire che un rapporto esisteva veramente. Una relazione sicuramente migliore della mia, che mi devo pagare il giardiniere.

Ah! A scanso di equivoci. Di quanto detto esistono testimonianze, foto e filmati, che produrrò qualora me ne venisse chiesto conto.

P.S.

L’opportunista segue con tenacia la direzione del vento: anche quando fiuta odore di merda. [Dino Basili]

 

@DadoCardone

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Gangs of PD

La politica è la questione esistenziale per eccellenza. Per riuscire a trovare una dimensione nell’odierno caos di chi la pratica bisogna votarsi ad una specie di violentissimo Darwinismo Sociale, dove anche il più forte, se non cambia, muore. Non nascono più gli Andreotti o i Berlusconi, capaci di durare generazioni e, in qualche modo, sopravvivere alla genesi del loro stesso mito. Oggi ci sono i Renzi e i Salvini, fissati nella loro misera epica, tra l’altro fatta solo di bugie e poco più. Uno come il Bomba ha la data di scadenza, 1000 giorni, si legge dietro la cravatta lucida da Man in Black (giusto per dire che non si sa nemmeno istituzionalmente abbigliare).

Questi leader del nulla però non sono solo un danno per se stessi, anzi… quando hanno finito di atteggiarsi a miles gloriosus un posticino in Senato non glielo nega nessuno. Ci sono persone però che passano l’esistenza a difendere le decisioni dei loro “Presidenti”, ma  finché sono solo esclusivamente della razza votante, nessuno chiede loro il conto, se non al bar. Il dramma vero è quando le persone sono braccia e gambe del loro partito, o magari lo rappresentano pubblicamente. In certi ruoli si finisce per sostenere tanti e tali interessi  che, una volta tolto l’ossigeno, si deve continuare a respirare qualsiasi cosa venga fornita. Anche se puzza.

A Rimini, a seguito della recente debacle elettorale del PD, si sta assistendo all’imbarazzante assenza di una (sincera) autocritica interna. Più che altro sui giornali finiscono le scorie delle frizioni tra opposti schieramenti dello stesso Partito Democratico, che non sanno tanto di “te l’avevo detto.”, quanto di “adesso fatti da parte”. Le fazioni sono fondamentalmente due. Una fronda gnassiana, sostenitrice del dopato “Modello Rimini” ed un’altra, di cui l’eminenza grigia sembra essere Maurizio Melucci.

La Gang di Gnassi è arroccata nella posizione per cui è inevitabile riconoscere che il PD ha un problema, ma l’annotazione deve essere solo formale, in quanto nessuno si deve permettere di mettere le mani sul meccanismo che regge il Modello Rimini, anche se prevede l’alleanza con il petaloso Sergio Pizzolante. Non è una questione meramente politica, si parla di enormi movimenti di denari pubblici. Uno dei componenti della Gang di Gnassi è Stefano Giannini, Sindaco di Misano e Segretario Provinciale del PD, che incidentalmente è anche il  Componente di Rimini del Consiglio d’Ambito per Atersir, l’Agenzia che regola i costi del servizio idrico integrato. Per essere chiari: senza passare da quest’agenzia non si poteva privatizzare l’acqua, né aumentare le bollette di tutta la provincia, dei prossimi dieci anni (almeno), per riuscire pagare le famose fogne riminesi, fiore all’occhiello di questa amministrazione.

I denari pubblici movimentati però non dipendono solo da questo meccanismo. Molti soldi arrivano anche dai finanziamenti Europei Por Fesr 2014-2020 e sono quelli che permettono, con il beneplacito  della Sovrintendenza, belle imprese come lo sfondamento delle Mura Malatestiane e la trasformazione di Piazza Malatesta in un’opera Ikea. Per questi finanziamenti è garante la Regione Emilia Romagna, sono dunque importanti figure come Stefano Bonaccini e i gemelli del Comunicato Pruccoli & Rossi.

Le partite, ovviamente, non sono finite qui. Ci sono da mettere in conto anche l’autocrazia di Gloria Lisi sul Welfare e la dittatura dello stesso Gnassi sull’argomento Eventi & Co. Una nota a margine, che magari approfondiremo meglio in un secondo momento. Quest’estate la spiaggia libera sarà occupata dall’evento Beach Arena. Alcune modalità appaiono in contrasto con i regolamenti vigenti, come l’occupazione della spiaggia per quasi sessanta giorni, invece che i 30 stabiliti dalla delibera regionale 226/2003. La cosa che dà più nell’occhio però è un bando che assegna un evento del genere per due anni e che, materialmente, si apre e chiude in 15gg. Chi avrà mai il tempo? Sarò malizioso, sarò sensitivo… ma secondo me la gara la vince Paesani, uno sempre pronto.

La Gang avversaria sembra ricoprire un ruolo minoritario nel PD riminese, ma seguendo la Melucci’s Way, ha i suoi alfieri piazzati in modo da dar stilettate nei momenti cruciali. Proprio in questi giorni il miracolo Petitti, colei che cambia più ruoli istituzionali che scarpe, ha “osato” criticare il “Modello Rimini”, aprendo ufficialmente le danze. Lo fa tirando in causa l’opzione Pizzolante, scelta che dalle parti di Gnassi vorrebbero passasse sotto silenzio.

“Dov’è finito il modello Rimini, sbandierato fino alla sera del marzo per giustificare una candidatura sulla quale parte del PD aveva espresso forti dubbi?”

Giannini, nonché Pruccoli & Rossi, si scagliano contro l’Assessore Regionale Petitti, accusandola sostanzialmente di irresponsabilità. Succede tuttavia che Yuri Magrini, segretario provinciale uscente con polemica, Vanni Lazzari, segretario comunale, alcuni sindaci della Valconca e scontenti vari dei Circoli PD, appoggiano apertamente Emma Petitti nella critica. E Melucci? Lupus in Fabula interviene sempre alla fine, invitando all’unità, ma continuando a disporre pezzi sullo scacchiere.

Ancora una volta la realtà è decisamente esclusa dall’etichetta di partito, ma in politica, si sa,  l’autocritica vera è una cattiva medicina per chi comanda. Molto meglio controllare le cadute… o pensare di saperlo fare. Nel frattempo noi cittadini dobbiamo star a guardare il ringalluzzimento della Lega, un partito che a Rimini non raggiunge il 19% né alla Camera ( 18,87% ) né al Senato ( 18,91% ).

P.S.

“L’autocritica è un mezzo di superare se stessi. L’artista che non analizza e non distrugge continuamente la sua tecnica è un poveretto.” [Cesare Pavese]

@DadoCardone

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La Vispa Teresa.

Cattura1La settimana appena trascorsa ci ha regalato il primo vero confronto pubblico tra forze politiche opposte, quasi un’apertura ufficiale di  campagna elettorale. Negli studi di Icaro TV, per la trasmissione “Fuori dall’Aula”, si sono confrontati Gianluca Tamburini ed Enrico Piccari, sul tema “ Piano Strutturale Comunale”.

Per dovere di cronaca dobbiamo ricordare che Enrico Piccari, oltre ad essere un Consigliere Comunale del Partito Democratico è anche il Presidente della Commissione che si occupa di Urbanistica. Commissione passata in questi 4 anni sotto la presidenza di altri due Consiglieri PD,  nell’attesa che il Sindaco riuscisse a conciliare le sue Vision con la realtà normativa degli strumenti urbanistici.

Il Confronto è stato impietoso. Per spiegarvi quanto però mi permetto di evocare un’immagine del nostro atavico patrimonio culturale. Pensate ai matrimoni e più precisamente ai pranzi del dopo cerimonia. Solo entrati nel ristorante e letti i nomi sui tavoli ci si rende conto della vastità dei parentadi. Fra tutti c’è sempre qualche parente alla lontana, tipo cugina di terzo grado, che nella sua genuinità bucolica pensa di avere una figlia (o un figlio) fenomeno del canto o della poesia. Ad un certo punto la cugina chiede l’attenzione degli intervenuti, fa salire l’infante su una sedia facendogli recitare una poesiola. Alla fine il pubblico, guadagnato con coercizione, applaude mormorando oscenità a denti stretti.

Bene. Ora tenete questa immagine con voi ed immaginate un incerto Piccari, sudato come quello che proprio a quei pranzi di cui sopra, nonostante sia vittima di un infarto in corso, continua imperterrito a mangiare, in piedi su una sedia a recitare la Vispa Teresa. Questo è quello che è successo.

Mentre Tamburini si dimostrava padrone dell’argomento, peraltro nemmeno di sua stretta competenza, Piccari continuava a recitare lo standard con cui era stato preparato, lucido e tremolante come un budino alla vaniglia. Unico guizzo uno sciocco tentativo di accusa nei confronti del Movimento che, secondo lui, vorrebbe cementificare la zona della stazione portandoci 5000 nuovi abitanti. Il riferimento è a Rimini Reboot, uno straordinario esempio di riqualificazione tramite architettura tradizionale, l’indicazione di un metodo che il sudaticcio consigliere pensava di capire leggendo una fotocopia che qualche altro sveglione gli avrà passato il giorno prima. Beata Ignoranza. (A proposito per chi se lo fosse perso qui il link al video e qui al progetto.)

Per fortuna del Partito Democratico la competenza non sembra avere particolare importanza nelle valutazioni degli elettori, se ne avesse basterebbe la trasmissione di ieri per far capire come stanno le cose… voglio dire, sarebbe  stata abbastanza  in aggiunta ad un aeroporto annullato, ad un territorio ciecamente devastato dal TRC, all’ennesimo campo di palazzine di fronte al parco della Cava, ai condomini dormitorio, al menefreghismo nei confronti dei teleriscaldati,  alla sudditanza verso Hera eccetera, eccetera, eccetera.

E invece no. All’ultimo anno del mandato molti sono quelli che ancora si lasciano abbagliare dai cantieri elettorali e che plaudono ad un Sindaco altero e distaccato da 4 anni e 6 mesi, ma che ora sta facendo promesse anche al gatto del vicino. Così anche Enrico Piccari, professione Maestro di Golf, può raccogliere l’eredità di famiglia (papà Nando è un fedelissimo) e addirittura trova il coraggio di avventurarsi in un confronto pubblico che non è proprio nelle sue corde.

Se qualcuno si è stufato di queste pantomime alzi la mano, la nostra è in alto da tanto tempo che comincia ad anchilosarsi.

P.S.

“Si lamentano degli zingari? Guardateli come vanno in giro a supplicare l’elemosina di un voto: ma non ci vanno a piedi, hanno autobus che sembrano astronavi, treni, aerei: e guardateli quando si fermano a pranzo o a cena: sanno mangiare con coltello e forchetta, e con coltello e forchetta si mangeranno i vostri risparmi. L’Italia appartiene a cento uomini, siamo sicuri che questi cento uomini appartengano all’Italia?”

[Fabrizio De Andrè]

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@DadoCardone

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Il mio amico Gnassi.

imageHa detto proprio così: “il mio amico Gnassi”. Supposto che essere identificati come amici da Matteo Renzi sia un pregio e non una iattura politica, una volta si diceva che per considerarsi amici il minimo sindacale era perlomeno aver mangiato della pasta e fagioli insieme. Oggi non serve, soprattutto se sei del PD, il Partito occupato nella narrazione di una realtà che non esiste. Sì.. si vede anche da queste sciocchezze, ma il fenomeno è ovviamente più vasto, con tendenze patologiche alla mitomania. Non solo a livello Nazionale dove il Premier ha la fantasia di definire l’Italicum un “Capolavoro parlamentare”, ma anche nelle mica tanto semplici questioni locali.

Ne abbiamo parlato spesso negli articoli di Citizen, poiché il Primo Cittadino ne ha dato ben donde. Dalle guerre al cemento, che nessuno voleva gittare, passando per le lotte immaginarie atte ad ottenere un Federalismo Demaniale già in programma per tutta Italia e finendo con gli attacchi alla Democrazia portati dai souvenir fascisti delle bancarelle. Ultimamente però la “narrazione” sta pretendendo una frequenza preoccupante. Per citare le più gettonate:

  • Il Parco del Mare che, non so se avete notato, è stato elevato a livello di addobbo natalizio in Piazza Cavour, passa da venti a duecento proposte di adesione in un solo fine settimana. Tra l’altro sarebbe da capire il senso di uno striscione che ripete un nulla di 50 cm per venti/trenta metri.
  • Le Fogne, pagate dal Comune di Rimini col suo bilancio e da tutti i cittadini della Provincia con i prossimi dieci anni di bollette dell’acqua, ma che chiediamo solo ad Hera di riprogettare, ringraziandola poi con la capitolazione sulla distribuzione dell’acqua pubblica.
  • Le classifiche del degrado in cui saliamo inesorabilmente solo per colpa della popolazione turistica, dicono, ma poi la verità è che turismo cala e il degrado aumenta.
  • Il Capodanno più lungo del mondo, che però se guardi il calendario è, come tutti gli altri, composto dai due giorni di fine anno e se un intero albergo di svizzeri, già allegrotti alle 22.00, ti chiede cosa c’e’ da fare il 29 sei costretto a rispondergli: “Che ne dite di andare al cinema Tiberio a vedere in differita Lo Schiaccianoci di Tchaikovsky che fanno a Londra?”.

Queste ed altre realtà romanzate, con condimento di cantieri elettorali a tutto spiano, sono un pesante debito per una città che rinuncia quotidianamente allo studio di soluzioni vere. Ne cito un’altra poiché si tratta di un tema che deve essere raccontato nella maniera giusta. Pena la perdita di un contatto basilare con il vero significato di una Comunità e del suo rapporto con gli ultimi.

Brevemente. Per togliersi dall’impiccio dei 15 senzatetto, che da questa primavera vengono continuamente tolti alle loro occupazioni abitative e restituiti al marciapiede, l’Amministrazione ha aperto un’istruttoria per affidare un immobile del Comune a chi ne avrebbe fatto un dormitorio. Viene invitata anche l’ Associazione Rumori Sinistri (Casa Madiba) che ottiene l’assegnazione e decide che il progetto non riguarderà un semplice dormitorio, ma una Casa dell’Accoglienza, con le modalità che sperimentate da tempo. Improvvisamente sulla stampa irrompe la “narrazione” che vuole quello come un progetto nelle intenzioni dei gestori del Welfare. Certo, come no. Poi vai a vedere e scopri una situazione che sarebbe puramente emergenziale, se non fosse per i soliti noti che ci mettono un po’ di umanità. Quaranta brande modello Protezione Civile e un boiler elettrico da 80 lt che deve bastare per 40 persone. Più impersonale del cesto di frutta che il Sindaco, con fotografo a seguito, ha voluto portare con sé all’apertura.

Sarebbe forse il caso che la politica e le comunità riconquistassero il senso della realtà. Cercare di raccontare al meglio, tramite artifici di dialettica e marketing, percorsi presi per reazione e non per programma, porta inevitabilmente al regresso. Il senso della realtà è lo stesso principio che ci porta nell’età adulta, contrapponendosi al “voglio tutto ad ogni costo” dell’infanzia. I Costi della narrazione politica stanno cominciando a diventare troppo alti… è ora di una rivoluzione nella Municipalità.

P.S.

Siedo in giardino con un filosofo. Quello dice ripetute volte: “Io so che questo è un albero”, e così dicendo indica un albero nelle nostre vicinanze. Poi qualcuno arriva e sente queste parole, e io gli dico: “Quest’uomo non è pazzo: stiamo solo facendo filosofia”. [On Certainty – Ludwig Wittgenstein]

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Rimini: La Città che cambia. (Ma anche no.)

1436431416_Maurizio-Cattelan-Saluti-da-Rimini-2Questo post è a tutti gli effetti il proseguimento  del precedente riguardante la candidatura Gnassi Bis. Dopo aver sviscerato la natura delle personalità che hanno decretato l’inutilità delle Primarie PD per Rimini, ora andremo ad analizzare la motivazione: il cambiamento che il Primo Cittadino avrebbe portato sulle rive di questo puntino sull’asse dell’Adriatico.

Cambiamento ce n’è, non lo si può negare. Dopo quattro anni in cui la “Capitale del Turismo”, sotto regime di Salvaguardia, sembrava fosse stata messa in cantina a marcire, nell’ultimo anno è esploso un pot-pourri di cantieri. Sì, è vero, i cartelli sono più grandi delle buche che fanno i lavori, ma bisogna capire un concetto fondamentale. L’Amministrazione Gnassi è stata così attenta a vendersi mediaticamente, che di tempo per idee proprie non ne ha trovato ed è stata costretta a continue mani di colori pop sul niente. Meno male che in questi anni ci sono state le idee degli altri.

Andremo ora a stilare una lista di fonti di approvvigionamento idee, non completa perché non vogliamo approfittare del tempo dei nostri lettori, ma esaustiva per quanto riguarda il concetto.

  • Le cose che ci sono già. L’idea originale fu di Santa Madre Chiesa. Prendere tutte le feste pagane, principalmente solstizi, e brandizzarle con il simbolo della croce. Questo, oltre a dimostrare che il marketing è praticato da millenni, è di grande ispirazione per la politica degli annunci. Così il primo fine settimana di luglio, che si riempirebbe anche se a Rimini scoppiasse la peste, diventa: la Notte Rosa. Allo stesso modo la festa della Marineria diventa Molo Street Parade e i chioschi non sono più roba da sagre e feste di paese, ma Street Food. Tutto molto più trendy e quando dico tutto intendo proprio tutto, anche le panchine e i cestini della mondezza, basta una spruzzata di colori pop.
  • Le cose che decidono gli altri. Diciamo le cose come stanno. Se sei un candidato del Partito Democratico a Rimini non diventi Sindaco se non sei propenso a garantire gli interessi preminenti. Non sto parlando di malaffare, ma dei poteri economici i cui interessi premono forte su qualsiasi Primo Cittadino. In campagna elettorale si possono firmare patti per l’acqua pubblica e promettere moratorie ai teleriscaldati, salvo poi guardare bene chi pesa più sulla bilancia. Teleriscaldati o SGR? Hera o un Comitato? E’ sotto gli occhi di tutti. Puoi anche promettere lo stop al cemento, ma se Cagnoni ha bisogno di ossigeno per il mutuo del Palas appaiono varianti delle varianti che consentono il sorgere di centri commerciali e palazzine sovietiche. Come la volgi a tuo favore? Beh per esempio il “dovere verso Cagnoni” è diventato Acquarena, la piscina che il riminese non aveva. Ma il colpo di genio (tanto di genio da essere stato senz’altro imposto e non pensato) è la liaison con Hera. Un bel pacchetto chiavi in mano per il problema delle Fogne. Hera, attingendo dalle bollette dell’acqua di tutta la Provincia per la prossima decade, si prende carico del lavoro con un bel progetto che le garantisce anche la futura espansione. Il fatto che, nonostante il piccolo particolare della forza di gravità, sia stato raddoppiato il depuratore a monte, invece che quello a mare, la dice lunga. Il risultato? Gnassi, mette mano alle fogne. Le conseguenze sono per chi verrà dopo e sicuramente a discapito della ripubblicizzazione dell’acqua.
  • Le cose già decise. Questa è una fonte particolarmente florida e si basa su determine di enti sovra ordinati, a cui la gente è generalmente poco attenta. Da qui scaturiscono finanziamenti normalmente distribuiti, ma che nelle parole dell’amministratore diventano abili lavori di bilancio etc. Gli esempi sono molti, ma ci piace riportare, per quanto è lampante, il caso del Federalismo Demaniale. Era già stato deciso da tempo che lo Stato affidasse al controllo diretto dei Comuni alcuni beni demaniali. Per Rimini, oltre ad altri, è stato anche il caso del lungomare che tutti dicevano intoccabile perché di pertinenza del Demanio. Cosa buona, cosa già decisa. In fase di definizione però qui a Rimini leggevamo titoloni nella Cronaca Locale, descriventi un agguerrito Primo Cittadino che andava direttamente a Roma per minacciare di conseguenze legali l’ufficio del Demanio, se non gli avessero dato immantinente il lungomare. Capito il giochino?
  • Ultima, ma non ultima, la fonte delle idee… degli altri. Chi segue i Consigli Comunali l’ha visto fare innumerevoli volte. La Minoranza presenta un’idea che viene automaticamente bocciata, per poi essere ripresentata con altro nome, a volte solo per farci un titolo di giornale. Gli esempi sono tantissimi a cominciare dal ponte di Via Coletti, che una delibera di Giunta aveva già deciso essere un pontaccio di Ferro, ma in Consiglio Comunale, di fronte ad un centinaio di cittadini incazzati, si è tramutato miracolosamente nel rendering di un ponte normale. Una fonte di idee particolarmente gradita è il Movimento 5 Stelle, alla faccia della polemica che non lo vorrebbe forza propositiva. Elenchiamo solo i plagi più evidenti. Il Parco giochi per bambini disabili, strumentale in Consiglio, poi diventato atto di civiltà semplicemente cambiando il proponente. Le celeberrime delibere sull’urbanistica, approvate persino dalla Maggioranza, ma sparite per un anno e sei mesi, tornate (almeno nei termini) sui giornali come intuizioni del Sindaco, mentre per i consiglieri che le avevano proposte erano impraticabili. Ultimo “appoggio”, in ordine cronologico, un pezzo del progetto per cui i 5 stelle si erano avvalsi della collaborazione di Ettore Maria Mazzola e il gruppo del suo Master in Urban Design. L’intuizione geniale di quel lavoro era ricucire la città al mare tramite la zona morta della stazione. Gnassi, nonostante non si fosse degnato di presenziare né alla mostra né alla conferenza, pare a causa di un impegno da aperisindaco, non ci ha pensato due volte a fare sua quell’intuizione annunciando una Vision istillatagli dallo Spirito Santo.

In conclusione nel manuale del perfetto amministratore PD, nell’introduzione, potete trovare scritto: che sia un’idea di altri, una cosa che sei costretto a fare, una cosa che c’è già o un regalo dello Stato… cambiagli nome e dì che si tratta di una tua idea (almeno sui giornali). Bisogna capirli. Con tutto il tempo impiegato a far credere di saper fare le cose, dove lo trovi il tempo per farle veramente.

P.S.

Ovviamente, come suggeriscono gli stessi cartelli pop, tutte le buche aperte alla fine di questa legislatura rappresentano un lavoro che si concluderà solo nella prossima, a Gnassi rieletto. Lui ne è sicuro…. Infatti ci ha già intestato mutui per 40 anni.

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@DadoCardone

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Rimini: Critical Mass per l’Acqua Pubblica

CatturaSabato 25 Settembre si è svolta una bella iniziativa del Comitato Acqua Bene Pubblico, una “Critical Mass” in bicicletta: un tentativo bipartisan di aumentare la massa critica e sensibilizzare la popolazione rispetto al pericolo di una definitiva privatizzazione dell’Acqua, a dispetto della volontà referendaria dei Cittadini Italiani. Presenti Andrea Caselli, coordinatore del Comitato Acqua Bene Pubblico e Cesare Schieppati, referente di Reggio Emilia per la lotta contro la privatizzazione dell’Acqua.

Diciamo subito che l’iniziativa ha avuto un discreto successo, relativamente alla voglia che ha la gente di farsi sensibilizzare. Altro dato importante è la completa assenza delle istituzioni, seppur in maniera informale, ma ciò è abbastanza ovvio visto che l’interesse è decisamente contrapposto.. o almeno lo è ora. Prima, durante la precedente campagna elettorale, il candidato sindaco, poi risultato vincente, aveva fatto suo il tema e controfirmato l’impegno di una lotta per salvaguardare l’acqua dalla privatizzazione.

Promesse elettorali, universalmente riconosciute come balle, ma mai quando si va a votare. Oggi la politica, almeno quella politica a cui i grandi interessi in un modo o nell’altro sponsorizzano le campagne elettorali, non può fare nulla. A Rimini, in particolare, il nodo è doppio perché oltre all’intenzione nazionale di un partito  che ha messo l’Italia in svendita, c’è la compromissione determinata dal piano fogne.

Forse non tutti sanno che il lavori delle Fogne, sbandierati come conquista dell’attuale amministrazione, sono un pacchetto chiavi in mano Hera, che la società ha costruito su misura per i  proprio progetti di espansione e che i circa 330.000 abitanti della Provincia di Rimini pagheranno nelle bollette dell’acqua della prossima decade. C’erano altre soluzioni? Non lo sappiamo perché a priori non ne sono state considerate e comunque con un piano del genere, con gli aumenti in bolletta programmati, chi glielo fa fare al PD di svincolarsi dal patto con il Diavolo?

Che la direzione fosse questa lo si è capito fin dall’inizio di questa legislatura quando ai tavoli Atersir (Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti), dove si decidono le tariffe, l’allora Assessore all’Ambiente Visintin era solo una presenza formale, ma la seduta importante era quella del suo accompagnatore, Sergio Funelli, dipendente Hera in aspettativa e capo gabinetto di Andrea Gnassi.

Per la mia sensibilità personale (chiamiamola così) avrei preferito che ieri Visintin fosse rimasta tra gli spettatori, senza esibirsi nell’apologia del suo operato che, per inciso, non è valso in 4 anni nemmeno un concreto studio di fattibilità a supporto di nessuna tesi, ne di privatizzazione, ne di società in House. Ora uno studio c’è, ma la presa di distanze nelle premesse da parte di chi l’ha prodotto la dice lunga sull’affidabilità.

Un plauso invece a Maria Teresa Marano e a chi nel comitato sta cercando di allargare il fronte della discussione, nonostante il nemico sia talmente potente da mettere in dubbio quanto determinato in un Referendum popolare. Chi sostiene che la legalità è sempre tale e che non sono ammesse eccezioni, si occupi di questo, invece che farsi venire gli svenimenti se case abbandonate da dieci anni vengono occupate a fini abitativi.

P.S.

“Fino a quando la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente.” [Martin Luther King Jr]

 

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@DadoCardone

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Rimini Criminale

polizia-controlli-notte-2Avete sentito del funerale di Casamonica a Roma? Scandaloso vero? Una cerimonia in pompa magna con un tale sfoggio di ricchezza per un Boss, proprio nella Roma di Mafia Capitale. E’ invece no, è solo gossip assimilabile alla notizia di chi si tromba quest’anno il figlio di Gigi D’Alessio e, come tale, è distrazione. L’unica cosa che esprime quel funerale è la debolezza di un Estabilishment la cui reazione non merita considerazione, ma lo stesso funerale, avendo i mezzi ed essendo altrettanto cafone, lo avrei potuto ottenere anche per me.

Tra le pagine social si legge che molti anche a Rimini sono rimasti scandalizzati dalla cosa, però questa città non è messa meglio in quanto a criminalità. C’è chi non lo ha capito. C’è chi invece se ne rende conto, ma preferisce tacere per non rovinare l’immagine della “Miami de noialtri” proprio durante la stagione (anche se dopo non è che…); lo stesso concetto per cui si chiude un occhio verso il divieto di balneazione e la mattina dopo un forte temporale trovi allegre famigliole che si immergono nel Gange della nostra riva PostBefanizzata.

Questi silenti “per amor di campanile” forse dovrebbero capire che la maggior parte del turismo di Rimini approda da queste parti proprio per lo stato in cui ci troviamo e se proprio ci piace questo tipo di clientela dovremmo farlo sapere che siamo in mano alla criminalità, non nasconderlo.

Un episodio per chiarire il concetto. Luca è un ragazzo di Reggio Calabria, ha una ventina d’anni e, dagli occhi vispi, sembra non essere uno che se la dorme nella paglia. E’ a Rimini ospite di un amico d’infanzia, Santino, che ormai abita qui da anni. La sera dell’arrivo non si è voluto nemmeno riposare tanto era entusiasta di assaggiare il lungomare. La Movida, il divertimento, le femmine. La mattina dopo si sveglia scuotendo la testa e lo fa per tutto giorno raccontando a chiunque voglia ascoltare le sua perplessità.

“Ma quanta cazzo di droga c’è a Rimini..? Voglio dire.. io vengo da Reggio Calabria, che non è proprio un asilo nido per certe cose, ma una roba come qua a Rimini non mi era mai capitata. E’ tutto un: lo vuoi il fumo? la vuoi la coca? cristalli ne vuoi? hai una cartina? non ti lasciano fare un metro.”

Ora. Se vogliamo essere ingenui possiamo immaginare che tutti i pusher del lungomare siano freelance come giornalisti senza redazione, ma la verità la sappiamo bene e non possiamo far finta che dietro non ci siano delle organizzazioni come quella dei Casamonica. I recenti fatti del Coconuts dimostrano che non c’è proprio da scherzare.

Come mai c’è tanto spaccio? Il motivo è lo stesso per cui c’è tanta piccola criminalità, tanta prostituzione, tanta corruzione, tanta evasione, tanto strozzinaggio, tanto degrado ambientale, ci sono tanti senza tetto ed è anche lo stesso motivo per cui, nonostante Rimini sia storicamente luogo in cui le generazioni passate hanno molto risparmiato, la miseria avanza inesorabile.

Molti, pensando al motivo, staranno addossando la colpa all’Immigrato, che, come da programmazione neurale, è la fonte di tutti i mali. La verità però è che il motivo di tutto ciò è l’abbandono, contesto in cui certamente si inserisce anche chi, da immigrato, cerca mezzi alternativi per sopravvivere. Resta ora da stabilire chi è il colpevole dell’abbandono.

Certo esistono una serie di concause da considerare, ma, formalmente, c’è chi si assume certe responsabilità accettando cariche amministrative. I Sindaci, gli Assessori, le maggioranze hanno il dovere di ridistribuire secondo necessità il contributo dei cittadini, ovviamente tolta la quota parte che va allo stato e intercettati i vari finanziamenti statali e comunitari. La linea secondo cui lo fanno è quella che comunemente viene chiamata politica, se la politica applicata è inefficace bisogna ripassare sotto verifica popolare e non necessariamente aspettando la fine del mandato… anche se ci perderemmo al parte più bella, quella in cui dopo 4 anni di sonno profondo piovono cantieri (governo ladro).

La politica di Rimini favorisce l’abbandono e il degrado. Basta guardarsi in giro per capire che questo è un fatto, ma lasciate che provi a spiegare il motivo con un metaforico quesito. Avete in tasca tremila euro. La vostra casa ha la porta rotta al punto da non potersi chiudere e l’ingresso del vostro giardino è un luogo buio, facilmente accessibile. Cosa fate con i tremila euro? Aggiustate la porta e illuminate il giardino o vi comprate un televisore da 50 pollici? La scelta dell’Amministrazione Riminese è evidente. Tre feste, cartelloni ovunque, tanti selfie e via.

Si è puntato sulle cose sbagliate, probabilmente per mantenere promesse fatte a pochi, per niente funzionali alla salute della città. La famosa Destagionalizzazione, anche se avesse funzionato (non lo ha fatto), sarebbe stata solo una parte dell’economia Riminese, il turismo estivo non può essere ricondotto alla contingenza di un paio di eventi. Se devo fare mente locale rispetto a ciò che è stato fatto per il turismo ricordo: Notte Rosa, Gnassi in Cina, Notte Rosa, ciclabile strana, Notte Rosa, Io Info (persino il fratello ha tolto il cartonato fuori dal locale), Notte Rosa, Molo Street Parade, Notte Rosa, Manifesti di Cattelan. Foto, tante. AH! Dimenticavo… è stato accettato con l’inchino anche il pacchetto fognario chiavi in mano di Hera, che pagherà tutta la provincia e con il quale (leggasi talpone) sono riusciti a bloccarsi persino quelle quattro rotonde che si erano decisi a fare.

Poi ci sono le Vision, quelle tante. Le Visioni a quanto pare non sono foriere di vera programmazione sia turistica, che economica per la città. Il Centro è morto e noi facciamo Acquarena per Cagnoni. La Periferia è malamente servita e noi buttiamo risorse pubbliche nel TRC. La città è piena di luoghi abbandonati dove si raduna l’umanità disperata e noi, invece di riqualificare quei luoghi, buttiamo risorse su un teatro di cui si sapeva già essere costruito su reperti che avrebbero bloccato tutto. Tra l’altro chi riconverte quei luoghi, dove succede qualsiasi cosa, in case di accoglienza per l’emergenza abitativa viene cacciato a manganellate.

Rimini oggi è un posto che, a dispetto delle vision, ha un centro defunto, centinaia di aziende in fallimento e una politica turistica involutiva concentrata sul turismo d’accatto. Adolescenti (o poco più) che dopo essersi ubriacati e drogati vanno a farsi rapinare e violentare in una spiaggia buia. Un turismo che paga così poco da costringere gli albergatori ad abbassare i servizi, assumere schiavi o ad affittare a chiunque abbia contanti, anche sporchi, ma subito. Tra l’altro è così che arrivano i soci che nessuno vorrebbe mai nella vita, perché un albergo può avere un valore nominale di qualche milione di euro, ma se non lavora vale come una conigliera, solo chi ha interessi paralleli e risorse non convenzionali ci investe.

Mappa rapporti criminali Romagna_SanMarino_MarcheSo che sono cose che non si vorrebbero sentire mai della propria città, ma Rimini non più è la Capitale del Turismo, però sta diventando un polo significativo per la Criminalità, come illustra ampiamente l’ottimo lavoro di ricostruzione dei ragazzi del Gap.

P.S.

Avete mai visto come si svolgono i furti in spiaggia di notte? Quest’anno sono cresciuti molto. Agiscono in formazione di tre persone e usano la voglia di bagno notturno del turista. Uno va a distrarre le eventuali persone vicine alla riva, gli altri due rapidamente perlustrano lettini e mosconi dove la gente abitualmente nasconde vestiti, cellulari e soldi. Facile facile. Come lo so? Come so tutto il resto, basta fermarsi ed osservare.

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@DadoCardone

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Se non ci fossero i Gufi sarebbe pieno di sorci.

web-Owl-with-mouseDue cose sono fondamentali nell’affermazione politica. La prima è la rete di relazioni che il professionista politicante sa creare tramite promesse, patti, ammiccamenti, partecipazioni e sostegno (soprattutto a parole) sui temi che smuovono di più le pance dell’elettorato. La seconda è l’arte della comunicazione di massa.

Le due cose sono profondamente legate poiché, una volta che i propositi dimostrati verso qualsiasi cosa avranno portato l’Homo Politicus ad ottenere la sua posizione, bisognerà scegliere quali promesse mantenere. Molte saranno confliggenti e, va da sé, saranno onorate solo quelle fatte a chi ha seriamente la possibilità di riscuotere il credito. Facciamo un esempio? Hera, Cagnoni, etc. … scoperta l’acqua calda.

Un po’ meno banale la considerazione di quello che bisogna fare per camuffare la propria inadempienza e qui entra in gioco l’arte della comunicazione. Ovviamente si apre un mondo di possibilità, ne elenchiamo alcune a beneficio d’inventario.

  1. Brandizzare qualsiasi cosa. La tecnica è semplice. Le informazioni arrivano alla mente umana tramite tre canali: visivo, auditivo e cinestetico (il complesso delle sensazioni del corpo). La memoria dedica mediamente percentuali molto più alte al canale visivo (circa l’80%). Una furba operazione identitaria farà ricordare un marchio di fabbrica a dispetto di quello su cui è stato apposto. A Rimini per esempio ci sono i “Colori Pop”, avete presente? Quelle 4 righe colorate apposte ovunque, anche sui cestini del centro. L’effetto massivo sarà quello di un’Amministrazione molto indaffarata … poco importa se i cestini c’erano già.
  2. Creare Mantra. La gente (in generale) non ha molta voglia di approfondire e ambisce al galleggiamento. Contrariamente a quello che si pensa le persone preferiscono credere che giudicare, in quanto la seconda pratica necessita di impegno extra alle proprie necessità immediate. A nessuno però piace essere considerato passivo e, qui sta il trucco, basta dargli qualcosa da ripetere, qualcosa di semplice, convincente, ma soprattutto che non faccia uscire dalla zona comfort.  Un paio esempi il linea generale: “noi facciamo, gli altri gufano”, “ci criticano, ma non fanno proposte” e declinazioni varie.
  3. L’annuncio. E’ una delle tecniche più antiche della politica e si tratta di una pubblica dichiarazione d’intenti. Si usa ripetere questa tecnica a cadenze regolari e a quotidiani riuniti. E’ importante creare un’epifania, un momento di rivelazione, un indizio che le cose si stanno muovendo per il verso giusto. Nel momento in cui questo non accade deve intervenire un nuovo annuncio.
  4. Panem et circenses. Questa se non è la più antica poco ci manca. Già l’Impero Romano distraeva il suo popolo con giochi, distribuzione di generi alimentari e terme pubbliche. Nel corso del tempo la tecnica si è modificata magari sostituendo i gladiatori con le squadre di calcio e le terme con 80 euro … anche se a dire il vero le squadre di calcio ultimamente non sono un gran che, sarà per questo che il Parlamento è diventato un’arena dove non si risparmiano schiaffoni nemmeno alle donne.
  5. Parassitismo. Non so se lo avete notato, ma le idee buone sono sempre di chi sta parlando e le colpe sono sempre di chi c’era prima (a volte anche di chi non c’è mai stato). Il fatto è che le idee, perlomeno quelle spendibili con l’elettorato, sono le medesime dalla seconda guerra mondiale: una ricetta fatta di sacrificio e riorganizzazione per poi avere tutti un bel posto di lavoro. Questo parassitismo ideologico è un vero e proprio abito mentale per il politico ed è inevitabilmente declinato anche a concetti più basici, anche perché l’annuncite bisogna pur alimentarla con qualcosa.

Questa è un’analisi superficiale, ma serve a delineare un perimetro e possibilmente accendere consapevolezza in quelli che ripetono come ebeti che chi critica è un gufo, dimenticando che se non ci fossero i Gufi sarebbe pieno di sorci. La Critica, così come il diritto di cronaca, è prevista e difesa dall’Articolo 21 della Costituzione Italiana … sostituire un articolo della costituzione con la parola “gufo” non è solo semplicistico, ma da imbecilli.

Per completare la funzione di queste poche righe andremo ora ad usare la cornice creata per inquadrare la realtà che meglio conosciamo: l’inefficacia amministrativa dell’attuale Giunta Riminese. Non vi preoccupate però, basteranno ancora pochissime righe.

Non ho idea di quanti siano quelli che ancora credono che a riempire il primo fine settimana di luglio sia la Notte Rosa, ma pare del tutto evidente che si cerchi incessantemente di porre il marchio su tutte le cose che funzionano già da sole. Com’è anche piuttosto evidente che le iniziative festaiole su cui ci si concentra di più, nonostante necessità turistiche e destagionalizzazione, sono quelle rivolte ai riminesi intesi come elettorato.  I più consapevoli, o i meglio informati, non fanno molta fatica a vedere annunci che appassiscono con lo scorrere del tempo, persino gli annunci di cose già fatte: “sono andato a pretendere il lungomare”, quando era già previsto il Federalismo Demaniale, “Sta arrivando la rotonda di via Montescudo”, già prevista da Anas, che sta aspettando da una vita l’espletamento delle procedure sul territorio.  Ovviamente chi poi perde fiducia, o semplicemente affronta l’annuncio in assetto vigile, è uno che vuole la catastrofe. Una considerazione puerile di per sé, ma basterebbe vedere cosa e quanto si è realizzato, che non sia stato parassitato,  per capire chi porta a casa la pagnotta.

Le Fogne sono un pacchetto chiavi in mano fornito da Hera, che pagheremo nelle tasse e nelle bollette di tutta la Provincia e per le quali Lupus in Fabula aumenterà la sua egemonia. Il Fila Dritto è un nome piuttosto stupido per chiamare le rotonde, strumento inventato negli anni ’60 per eliminare i semafori. L’Aeroporto è stato riaperto da un’azienda privata che l’ha ottenuto in saldo, dopo che i soci pubblici l’hanno fatto fallire. Per capirci… le stesse persone che oggi bagnano di lacrime e champagne le fragole offerte allo sparuto gruppo di viaggiatori russi zero cost. Va da sé che le lacrime sono tributo, assieme alle preghiere, alla salvezza delle terga. Le feste, Al Meni, Molo, sembrano opportunità per un gruppo piuttosto selezionato d’imprenditori. Acquarena è una pausa nella “guerra al cemento”(?) per salvare il Palas, monumento della sottomissione al Faraone TutanKagnon.

Questa è l’azione amministrativa di cui questa Giunta si vanta. Dimenticavo, hanno costruito anche due scuole. Azione meritoria, se non fosse per il fatto che rinunciando all’affitto del Seminario (17 milioni di Euro) potevano costruirne diverse di scuole nuove, risolvendo i problemi di anzianità delle rimanenti. Per il resto questa formazione è stata molto attenta a non disturbare poteri assodati, le famose promesse che si è obbligati a mantenere, non certo quelle verso la popolazione.

Concludiamo questo mini trattato sull’adolescenza politica portando un esempio del punto numero 5, che però contiene anche tutti gli altri punti sopra elencati. L’annunciato permesso di frazionamento degli appartamenti di grandi dimensioni in centro, attribuito allo Sblocca Italia, è in realtà una della 3 delibere presentate dal Movimento 5 Stelle di Rimini  e approvata il 17 ottobre 2013. La supercazzola con la quale l’Assessore Biagini ha cercato di rivendicarne la paternità cerca di girare attorno ad uno spaventoso buco democratico e istituzionale: un anno e sei mesi di assoluto silenzio su ciò che il principale organo normativo territoriale aveva approvato, quando, per regolamento, in 30 giorni sarebbe dovuto tornare in Aula. Un anno e sei mesi.

P.S.

Ma quando cominciano a fare la piramide a Cagnoni? No perché… ha una certa età.

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Se la politica cade e nessuno la sente.

albero-abbattuto-marina-albereseTra il 1600 e il 1700 la scuola filosofica dell’Empirismo Inglese definì un nuovo ed affascinante concetto, una rivoluzione. Locke, Hume, Hobbes, Berkeley teorizzarono che l’essenza di un oggetto non è una caratteristica dell’oggetto stesso, ma sta nella percezione di chi ne ha esperienza. La mela è verde sempre … o è verde perché chi la guarda identifica in quel colore il riflesso della luce nei suoi pigmenti?

Esiste un “indovinello” filosofico che descrive perfettamente questo concetto: Se un albero cade nella foresta e nessuno lo sente, fa’ rumore? I pochi affezionati che mi fanno il piacere di leggere le derapate sulla mia tastiera si staranno (forse) chiedendo perché parlo di filosofia. Ebbene, anche se non sempre esplicitamente, è quasi impossibile non parlarne poiché essa è la misura della vita.

L’Empirismo, retaggio di ormai passati studi, è molto presente nelle mie riflessioni di questi giorni. Mi trovo in questa foresta, vedo i segni di questo enorme albero caduto, ma nessuno ne da notizia. Non è stato sentito? L’albero è la politica, ma tutti fanno finta che sia ancora in piedi.

La scia del suo abbattimento, sembra più danno da parassita che caduta naturale, si percepisce in ogni cosa che il politico è chiamato ad amministrare. Prendete il recente caso Lupi ad esempio, ma non consideratelo il più eclatante. Un Ministro, tanto evidentemente inadeguato al ruolo che non va bene neppure per il fondo di barile da cui pesca il Governo Renzi, si rivolge al potentissimo (quanto inefficace) Ercole, tecnico del sistema, per un posto di lavoro al figlio. Lì un po’ di rumore qualcuno deve averlo sentito. Gli apici dell’Amministrazione del Paese che mettono a rischio interessi, leciti e illeciti, per cosa? Per trovare posto a un imbecille … almeno è quello che mi è venuto da pensare, considerando  il fatto che non sia capace  di identificarsi da solo come figlio di un Ministro, cosa che gli avrebbe fatto trovare comunque un lavoro (Eddai.)

Forse non tutti sanno che tra le varie indagini, causate dallo scoperchiamento del calderone Incalza, ce n’è anche una che ci riguarda da vicino. Praticamente il giorno dopo la dichiarazione del Primo Cittadino sul TRCla palla è mia e ci gioca solo chi dico io”, sono finiti nel registro degli indagati Attilio Navarra, Luca Navarra e Alessandro Paglia, cioè Italiana Costruzioni, azienda che realizza le opere per  il metrò di costa. Agenzia Mobilità, alle prese con una fusione “salva tutto”, osteggiata però dai Sindaci Revisori, dichiara che ciò non avrà conseguenze sull’appalto del Metrò di Costa. Come non credergli, soprattutto quando il solo incidentalmente zio (Melucci) della Presidente continua a dichiarare, via Facebook, che 100 milioni di euro non potevano essere spesi più strategicamente.

Strategico. Quante volte lo abbiamo sentito usare quest’aggettivo a Rimini. Personalmente lo ritengo eco di quel rumore di caduta che pochi vogliono sentire, perché tutto quello che viene chiamato strategico fallisce o è sulla via del fallimento. Hanno fatto persino un Piano Strategico, come a far intendere che le macerie che ci circondano fanno parte di un piano (sicuramente costoso). Siamo entrati ormai nell’ultimo anno del quinquennio del “fuGolden Boy, colui che ci ha fatto passare dal sogno al segno e sicuramente ha dato segno di aver scambiato gli slogan per  realtà. Ultimamente si attacca anche a quelli degli altri. A Rimini il PD ha regalato 1000 posti di lavoro. Chi vi ricorda? Questo è rumore di caduta ed è pure forte, considerato che nessuno si è fermato neppure per un secondo a pensare che se i posti fossero reali (e non cambi di contratto) si azzererebbe la cassa integrazione.

Il problema però non è che il Taglianastri autoctono non capisca la differenza tra il segno e il sogno, ce ne sono tanti che se seguiti bene conducono un esistenza normale, la complicazione arriva quando altri si atteggiano brindando alla cultura che porterà il recuperato teatro con giardinetto, mentre il fine ultimo è riproporre un cazzo di Festival Bar in piazza Malatesta. Non che te lo deve leggere la zingara sul palmo della mano per capirlo. Basterebbe osservare. Capitan Gnassi in quattro anni di timone, senza scogli che non si sia andato a cercare da solo, è riuscito solamente a fare da airbag per Cagnoni e da apripista per Hera. Come dite? La Notte Rosa … eh beh! Il primo fine settimana di luglio è difficile da Riempire a Rimini, certo.

Il Quinto Anno, quello in cui tutte le Amministrazioni Comunali di questo sistema solare (ma suppongo anche degli altri) si giocano i Jolly, quella di Rimini fa la danza della rotonda, forma tribale di preghiera per propiziare la madre di tutte le rotonde, quella dell’incrocio di Via Montescudo. I ben informati, quelli che partecipano alle commissioni che la maggioranza snobba, ci fanno sapere che la procedura di esproprio si “dovrebbe” concludere in novembre e che solo dopo si potrebbe consegnare il lavoro alla ditta esecutrice …. Questo sempre che ANAS non abbia altre opere in giro delle quali sia già stato depositato il progetto definitivo. Tradotto: difficile che le rotonde appaiano prima della fine della legislatura. Lo sentite l’albero?

In tutto questo c’è un aspetto paradossale. La caduta che nessuno ha sentito, ma di cui si scorgono inequivocabili i segni, è avvenuta non a causa di un ostacolo, ma al contrario per via della troppa corda di cui si sono dotati e con cui si sono impiccati i politici professionisti. Nel Governo del paese, così come in quello di Rimini, è stato completamente esautorato il ruolo dell’opposizione. Così come il Governo ghigliottina e cangura dopo aver chiesto delega e fiducia, nella piccola provincia dai grossi guai, la Maggioranza boccia senza appello e senza merito qualsiasi tipo di emendamento ai suoi interessi, negandosi il “memento mori” che la Costituzione aveva giustamente previsto.

E’ veramente triste vedere ragazzetti, che se non vivono ancora a casa con mamma poco ci manca, affermare di non aver intenzione di farsi tirare per la giacchetta, mentre rimbalzano, senza motivazione senziente, istanze di chi come loro è stato scelto per rappresentare. Vien quasi da chiedersi se a papà abbiano regalato un vestito nuovo.

P.S.

La possibilità che un albero cada in testa ad un sordo è molto alta.

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@DadoCarone

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Acqua Pubblica? La pioggia non basta?

acquaCome volevasi dimostrare. Questa volta però non ci sentiamo bravi. Il cammino verso la gara pubblica per l’assegnazione dell’acqua a Hera procede senza intoppi, ma anche senza particolari colpi di genio da parte dei suoi sostenitori. A Rimini non v’è certo astuzia politica, già prima scarseggiava, ora però, ispirati dal Renzi nazionale che tiene per i cosiddetti un Parlamento di precari, si va tranquillamente avanti a colpi di maggioranza, senza alcuna considerazione dei rispettivi ruoli di garanzia.

Parliamo del Consiglio Tematico sull’Acqua Pubblica, quello prima irritualmente inserito come fosse un punto di un normale Consiglio Comunale e poi spostato su richiesta di Galvani, firmatario poco convinto. Il vantaggio di Savio? Non trenta danari, ma la possibilità di produrre un ordine del giorno che la maggioranza potesse votare senza incorrere in pericoli di riapertura della discussione.  Il punto è e rimane che un Referendum ha stabilito che dall’acqua non si potesse trarre profitto, ma questo non è un problema del Partito Democratico. Adesso poi che abbiamo dichiarato guerra alla Libia non è che ci possiamo perdere in pinzillacchere …. Dobbiamo vincere “E VINCEREMO!” (cit.)

Lasciando però perdere per un attimo il PD e le sue aspirazioni politiche vorremmo sottolineare il comportamento di Savio Galvani e Sara Visintin i quali, dopo aver preso tutti i vantaggi elettorali possibili dalla battaglia in oggetto, hanno scaricato questione e coscienza con posizioni farlocche, neppure troppo astute. Il loro gioco si è basato integralmente su un ordine del giorno che parlava (come avevamo anticipato una settimana prima) di “percorsi partecipati” e studi di fattibilità. Domanda: ma un Assessore che ha basato le sue fortune (?) politiche sulla ripubblicizzazione dell’acqua, a quasi quattro anni dall’inizio del mandato, non dovrebbe averli già nelle mani questi studi? Ricordiamo che a Luglio Atersir (Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti) deciderà se mettere a gara (o meglio di mettere a gara) la gestione dell’acqua.

Gli attacchi più duri si sono consumati proprio all’indirizzo dell’Assessore all’Ambiente che, con espressione visibilmente trasfigurata dallo stress, ha risposto nel peggior modo possibile. Un lungo intervento in cui ha parlato di acqua forse negli ultimi due minuti, ma che per il resto ha dipinto come suoi interventi platealmente facenti parte del pacchetto “Hera chiavi in mano”. Come le fogne.  Dell’acqua ha semplicemente detto che ci sono degli studi e che era tempo di approfondire sulla possibilità di gestirla “in House”. Gli studi devono essere segretissimi, giacché nessuno li ha mai visti nemmeno in Atersir , e il tempo di approfondire è più scaduto del tempo delle mele.

Insomma il dado è tratto. Il Consiglio Comunale, grazie alla manovretta del partituccio stampella, è fuori dai giochi. A nulla è valso nemmeno il sub-emendamento del Movimento 5 Stelle che impegnava a tempistiche certe e “amici” Hera fuori dagli studi di fattibilità. Bocciatura telefonata. Il PD era così poco preoccupato di eventuali colpi di scena che il Primo Cittadino ha persino trovato il tempo per sgridare il suo capogruppo, Mattia (Sitz!) Morolli, su altre questioni. Davanti a tutti. Giusto per far capire che le crocchette le compra lui.

irina imolaA battaglia persa non rimane altro che assegnare la Legion d’Onore a chi se la merita. La prima citazione è per Fabio Pazzaglia che dopo un periodo di lieve appannamento è ritornato perfettamente al centro del suo ruolo, anche con un certo piacere rispetto alla puzza d’incoerenza che arriva dall’altra sponda. La seconda citazione va a Gianluca Tamburini che interpreta il ruolo da capogruppo alla perfezione, trattenendo i suoi fino a quando non si vede il bianco degli occhi del nemico e lavorando ai fianchi l’assessore di turno nei fuorionda di Icaro TV. Menzione d’onore anche per Samuele Zerbini che voleva il NO al Referendum ed ha tenuto coerentemente fede alla sua posizione, perché anche il lato oscuro della forza ha bisogno di disciplina. Felicitazioni per il terzo intervento quadriennale di Simone Bertozzi, sembrava un post di Facebook, ma nessuno ha mai vinto il Pulitzer con un intervento nel Consiglio Comunale di quel puntino sull’asse dell’Adriatico. Infine, ma non ultima, menzione specialissima per Irina Imola che con la sua maglia luccicante ed abbagliante ha regalato un tocco Seventies ad una brutta pagina della politica riminese. L’impressione era quella di un ologramma dello Studio 54 proiettato a cazzo in un Consiglio Comunale. Grazie Irina, di cuore.

P.S.

A chi del Comitato Acqua Pubblica credeva che evitando il contrasto ci sarebbe stata speranza. Adesso sapete come stanno le cose. La distribuzione senza profitto c’è già, si chiama pioggia.

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@DadoCardone

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La Casa di Fango.

fanghissimoLa casa di vetro” dei Cittadini è stata ricoperta di fango. Gesto incivile e grande sdegno dell’Amministrazione tramite dichiarazione dell’Assessore Visintin. Giusto? Sbagliato? L’atto di un imbecille o di un eroe?

Come al solito a noi di Citizen piace guardare le cose da un altro punto di vista. La generosa secchiata di fango, con tanto di didascalica sbombolettata sull’adiacente muro, è un indicatore e non va isolato nel singolo atto. Troppo comodo per alcuni.

Probabilmente il gesto, evidentemente dettato dalla rabbia, è dovuto ad una perdita. Magari, ma è solo un ipotesi, qualcuno che nel recente allagamento ha perso la macchina o che ha passato qualche giorno a spalare dal fango i suoi effetti personali, l’ha ritenuto un giusto richiamo all’attenzione.

Va da sè che se l’allagamento fosse stato un singolo episodio, in questa Rimini dove la vera alluvione è di chiacchiere, probabilmente l’anonimo infangatore sarebbe rimasto tranquillo ed avrebbe aspettato come tutti l’improbabile risarcimento. Il clima al di qua e al di la del Ponte di Tiberio però è ben diverso poiché gli allagamenti sono molteplici (Gaiofana è al quarto in due anni) e nella storia di questa amministrazione, qualsiasi fosse il tema, le istanze dei cittadini sono state tutte sistematicamente disattese.

Quasi a riprova dell’ennesima ciurlata nel manico, intestataria della comunicazione ufficiale Sara Visintin. Che dire… per le credenziali dell’Assessore in forza  a FDS (Siamo per l’acqua pubblica, ma anche no) basta a chiedere ai Teleriscaldati che ancora stanno aspettando la seconda serie dell’appassionante telenovelas “il tavolo  tecnico”, promesso alle soglie delle ultime Elezioni Regionali. La prima serie, abbandonata per disperazione, produsse un emerito nulla, se non la consapevolezza che più di un milione di euro di oneri urbanistici erano stati proditoriamente piazzati nella tariffa del teleriscalmanto.

L’Assessore, tramite stampa, ci fa sapere che il Comune si sta preoccupando di coordinare le iniziative tra Hera, Anthea e Consorzio di Bonifica, dopo un incontro “franco” con la popolazione colpita. Di più. Ci fa sapere anche che lo sta facendo anche se non sarebbe suo compito e responsabilità. Adesso usate pure la vostra fantasia per capire di chi sarebbe compito e responsabilità garantire la sicurezza del territorio usando delle partecipate pubbliche che lo devono manutenere. Come si è permesso l’anonimo  vandalo di assegnare questa responsabilità al Comune e di ritenerla inevasa?

Chi vi scrive, relativamente alla possibilità di comprensione assegnata dai modesti mezzi, è convinto che in una comunità nulla sia isolato, ma tutto sia frutto di coscienza collettiva. L’atto di inciviltà e di rabbia non è slegato dal resto. A Rimini l’interesse, inutile negarlo, è indirizzato verso l’ambizione di pochi che, a volte, finiscono pure indagati. Nel frattempo il degrado cresce e i cittadini si sentono abbandonati, quindi legittimati a iniziative personali. Quando poi queste iniziative escono dai canoni è colpa di chi le ha messe in atto o di chi favorisce lo smarrimento generale? Questa domanda potrebbe aprire un bel dibattito… a volerla considerare.

L’amministratore non è obbligato al ruolo e quando decide di ricoprirlo accetta anche le responsabilità di cose che si possono verificare fuori dal suo controllo. Questo  stile amministrativo adolescenziale, quello per cui la colpa è della pioggia e della crisi, non è proprio quello che ci vuole in questi momenti di pioggia e di crisi. L’affermazione può sembrare contraddittoria, ma solo fino alla comprensione che la pioggia e la crisi sono le uniche due cose che non possiamo controllare e dunque assegnare loro la responsabilità di tutto significa resa incondizionata.

P.S.

A Gaiofana, gente civile, sotto quella scritta vorrebbero metterci un post-it.

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@DadoCardone

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Morte Democratica e finti comunisti.

acquaAvete 5 minuti di tempo? Vi voglio raccontare una bella favola. E’ la favola del Comitato dell’Acqua Pubblica e di come a Rimini si sia fatto strumentalizzare da Sara Visintin e Savio Galvani. Un’ipotesi? Non direi visto quello che è successo giovedì sera, ma giudicate voi. Ecco i fatti, con una piccola premessa.

Il tutto comincia nel 2011. Un giovane e promettente (nel senso che ha promesso qualsiasi cosa) Sindaco viene eletto con un contributo non indifferente dei voti del Comitato per l’Acqua Pubblica, il comitato che lotta per far rispettare il Referendum decretante  l’acqua e la sua gestione  in mani pubbliche.

Catalizzatrice del favore del comitato una certa Sara, che quando scrive cita addirittura i contadini di Di Vittorio, una vera compagna insomma. Sembra perfetta per soddisfare la voglia di sinistra dell’ormai democristiano PD. Come premio l’Assessorato all’Ambiente, effetti collaterali  Savio Galvani in Consiglio Comunale.

In molti si accorgono che Sara Visintin fa molta fatica a stare dalla parte dei vessati. Sarà finta sinistra o debolezza Costituzionale? I primi ad accorgersi che l’Assessore all’ambiente è usato a modi parafanghi sono i Teleriscaldati che vengono menati per l’aia, o meglio nei il tavoli tecnici, per un’infinità di tempo. Non sono i soli e la faccenda diventa piuttosto evidente quando ai tavoli Atersir ( Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti) l’Assessora parla ben poco, mentre la voce forte sembra quella del suo accompagnatore… Sergio Funelli, Capogabinetto del Sindaco, ma anche dipendente Hera in aspettativa. Va da sé che i finti comunisti possono sopportare disinvoltamente questo piccolo conflitto di interesse, infatti ne la Visintin si ribella, ne Galvani interroga (e di questo gliene sono grati i nasi sanguinanti a causa sue apologie del nulla).

Arriva però, come in ogni storia che si rispetti, il giorno della resa dei conti. La Maggioranza di cui fanno parte Savio e Sara decide che il Referendum sull’Acqua è come un consiglio d’amore: te lo chiedo, ma poi faccio come voglio. L’acqua pubblica è un fruttuoso concetto da usare durante le elezioni, ma poi è meglio fare una bella gara ad evidenza pubblica, così la gestione se la piglia Santa Madre Hera e c’è meno da faticare per tutti. Cosa fare?

Pubblicamente i “Comunisti per caso” sostengono l’acqua pubblica come sempre, anche se alle conferenze stampa fanno discorsi molto tentennanti, cosa di cui nel caso di Galvani non si accorge nessuno per ovvi motivi di inefficacia dialettica. Poi però qualcuno rompe le uova nel paniere. Il cattivone si chiama Fabio Pazzaglia, lui sì di sinistra e lui sì interessato al risultato del Referendum, tanto da chiedere ed ottenere sette firme per avere un Consiglio Tematico sull’Acqua Pubblica. La settima delle firme è proprio di Galvani che, per ovvi motivi di pretesa coerenza, è costretto a dare il suo appoggio suicida.

A questo punto la situazione si complica. Sara e Savio per rispettare la loro posizione pubblica dovrebbero uscire dalla maggioranza, soprattutto facendolo prima dell’approvazione del bilancio. Questa cosa non fa comodo né a “Federazione delle Sinistre ma non troppo”, né al PD che tra alluvioni, Aeroporti falliti e conti che non tornano sta sudando 7 camicie per cercare slogan che risolvano tutto. Che fare? In prima istanza, tramite il pessimo Presidente del Consiglio Comunale Gallo Bifronte, il Consiglio Tematico viene posizionato come fosse un punto qualsiasi da discutere in mezzo ad altre delibere, cosa irrituale ed inusuale. Ciò però non basta, perché le minoranze sono decise a trattare la questione e neanche se Galvani riuscisse a ritirare la sua firma, facendo una figuraccia solo su Icaro TV, non cambierebbe nulla. Di firme ne bastano sei.

Il Partito Democratico (qualsiasi cosa esso sia) si cimenta dunque nella sua pratica preferita, far saltare ancora una volta la pratica democratica, tanto la Democrazia sembra ormai essere solo un simpatico orpello da logo politico. Lo stesso Galvani interviene sull’ordine dei lavori chiedendo un rinvio e facendoselo votare dalla Maggioranza. Motivazione: per trattarlo meglio, con più tempo. In questa maniera la “Federazione delle Stranezze” potrà produrre un ordine del giorno, finora mancante, accomodante… qualcosa che il PD possa votare senza rovinare la festa a nessuno, magari un bel “percorso partecipativo” di teleriscaldata memoria, una di quelle cose che Hera teme tantissimo. (Brrrrr)

Detto fatto. Gallo Bifronte fa il palo agevolando la sottrazione di Consiglio Tematico, la maggioranza vota a testa bassa. Probabilmente qualcuno di loro si è persino reso conto di quello che stava succedendo, non Morolli, si capiva dallo sguardo da cernia e la “scimmia” da microfono. Alla Minoranza non resta che abbandonare l’aula e lasciare che nell’altra sponda continuino a martoriare da soli quella poveraccia della Democrazia.  Solo Eraldo Giudici (PDL) resta a guardare… ognuno ha i suoi feticismi, o i suoi vantaggi. Fine.

Questi sono i fatti e questo è il modo in cui il Comitato per l’Acqua Pubblica è stato vergognosamente usato. Meno male che è rimasto Pazzaglia a rappresentare quel che resta della Sinistra, dipendesse da Savio e Sara all’inizio del Consiglio Comunale,  al posto dell’Inno, dovrebbero suonare il De Profundis.

P.S.

Aspettiamo con ansia il nome della lista Visintin- Galvani per le prossime elezioni del 2016. Io ho già lo slogan: toccatemi tutto, anche l’acqua… ma non la mia poltrona. Spero sarà  apprezzato il mio sforzo di non descrivere i protagonisti di questa storia con i veri aggettivi che avevo in mente.

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@DadoCarone

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Va a finire che è colpa della pioggia.

10968547_10203638980316700_179762982311750524_nNota bene: questo è un post sicuramente controcorrente rispetto alle versioni ufficiali per quanto riguarda gli allagamenti di questi giorni. Perciò se rimanete male quando “papino e mammina litigano”… non leggetelo.

In questi giorni si sono lette sui social molte reazioni di alluvionati e non. Inevitabile il formarsi di due fronti. Quello di chi, avendo subito i danni maggiori,  pretende un sacrificio umano in cambio dei suoi guai e quello di chi sceglie di dare la colpa alla Natura, entità non meglio specificata che comunque risulta molto comoda per chi il proprio dovere non è capace di farlo. Praticamente il “piove Governo ladro” degli amministratori.

Chi vi scrive è da sempre convinto che definire la realtà osservando un singolo fatto è un po’ come spiare dal buco della serratura, con tutti i limiti e i fraintendimenti del caso. Molto più proficuo applicare un grandangolo che permetta di considerare ogni aspetto. Certo una combinazione di vento e acqua come quella di venerdì mattina è difficile da contrastare mentre si sta scatenando ed è per questo che bisognerebbe fare delle cose prima.

Conoscete la Commissione De Marchi? Forse solo pochi dei nostri lettori sanno di cosa si tratta e probabilmente hanno tutti una certa età. Negli anni ’70, all’indomani dell’Alluvione di Firenze, venne istituita una Commissione che predisponesse un piano per la protezione idrogeologica di tutto il Paese.  La Commissione De Marchi appunto. Il dato interessante è che i lavori della Commissione stabilirono che, per mettere in sicurezza l’Italia, ci sarebbe voluto un investimento di quello che attualmente sarebbero 40 miliardi di Euro da distribuire in 15 anni. Sapete quali sono le stime odierne? Le stesse. Sapete com’è la condizione del territorio? Peggiore.

Sembra già un po’ meno colpa della pioggia, ma proseguiamo. Venerdì seguendo la mia amatoriale passione per l’informazione senza filtri, quella che mi posso procurare da solo, ho fatto un giro per il territorio. E’ singolare come in uno dei posti più colpiti, Vergiano, l’acqua non provenisse dal Mavone alle spalle dell’agglomerato urbano, ma dalla Marecchiese. Non so se, come mi ha spifferato qualcuno a mezza bocca, dipenda dal fatto che il fiumiciattolo è stato malamente intubato poco più su delle abitazioni, fatto sta che quel territorio non riceve un paio d’ore di pioggia, per quanto forte. In altre zone mi è stato detto che i fossi interpoderali erano sporchi e che era stato chiesto di pulirli giorni prima dell’evento meteorologico.  La percentuale di colpevolezza della pioggia scende ancora un po’.

A Gaiofana, ormai ribattezzata Gaiofango, questo è il quarto allagamento consecutivo in due anni. Dubbia lungimiranza nell’opera di cementificazione, fossi sporchi, deficit strutturali degli stessi e un quartiere costruito più basso della sede stradale, che ha il vizio di diventare perfetta per il rafting, sono stati gli oggetti di diverse interrogazioni. Al terzo allagamento un dirigente comunale aveva ammesso pubblicamente, con tanto di slide, che vi si poteva porre rimedio con 200.000 euro di lavori comprendenti ristrutturazione dei fossi, canali ed altre cosette. A questo punto il delitto della pioggia comincia a sembrare preterintenzionale.

Questo è quello che si può capire andando un po’ in giro a chiedere. Poi ci sono deduzioni che, pur necessitando di mente un pochino aperta, sono in realtà piuttosto semplici. La prima considerazione è che l’acqua, nonostante quello che millantano con dei cartelloni pop alle rotonde, non va “D’insù”. I liquidi, come tutte le altre cose con un peso specifico su questo pianeta, subiscono l’effetto della forza di gravità. Roba che ti cominciano a spiegare alle elementari… avete presente no? Il tale che gli è caduta la mela in testa… Beh il sistema fognario di Rimini pretende che l’acqua ignori le forze gravitazionali ed infatti è basato interamente su pompe di rilancio e sul fantastico sistema Hera che chiude depuratori  “a mare” per raddoppiarli  “a monte”.  Con situazioni normali la cosa regge, ma non appena succede quello che è successo… ca va sans dire. Sembra quasi che questa pioggia sia vittima di un complotto.

Sarei disonesto se affermassi che, a cose fatte bene, non sarebbe successo niente. La mareggiata, quella sì, ha avuto dimensioni straordinarie. All’altezza di Ravenna dicono  si siano viste onde di quattro metri infrangersi sulla costa. E’ vero che da 30 anni (o più)  ci avvertono che il riscaldamento del Mediterraneo avrebbe portato allo scatenarsi di improvvisi eventi meteorologici di questo tipo, ma ciò riguarda più che altro il comportamento dell’umanità e non della singola amministrazione. Anche se due scogli davanti alla battigia avrebbero forse potuto alleviare il danno nella posizione in cui siamo. A Cattolica, per esempio, non è successo quello che è successo a Rimini.

Ricapitolando. Dissesto idrogeologico certificato da almeno 43 anni e per il quale non si è fatto assolutamente nulla. Cementificazione selvaggia tutt’ora in corso, basti pensare al TRC e alla zona dell’ex Fiera che poteva essere ridonata al verde invece che sacrificata per i bisogni di Cagnoni. Gestione inadatta e cura superficiale delle criticità del territorio. E’ colpa della pioggia? Lo sappiamo tutti che, come affermato dalla solita schiera di pataca via Social, il vento non si può fermare con le mani. A ben guardare però ci sono diverse cose da fare prima che il vento cominci a soffiare e una di queste è far diventare il dissesto idrogeologico una priorità imprescindibile. L’erba inglese sotto le mura è carina, ma non serve a un cazzo.

P.S.

Ai segnaposto comunali che ieri hanno annunciato via Facebook la loro volontà (dalle 13 alle 15) di visitare i luoghi degli allagamenti per (cito) “ vedere cosa è avvenuto – sul posto, non solo su fb – e per capire cosa potrebbe non aver funzionato.” Non so sappiamo se siete stati in qualche altro luogo, ma a Gaiofana avete fatto bene a non farvi vedere. A qualcuno sarebbe potuto venire in mente di fare l’esempio pratico di cosa sia un dissesto.

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@DadoCardone

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Un referendum che fa acqua da tutte le parti.

Facile come bere un bicchiere d’acqua .L’affidamento del servizio idrico integrato è scaduto a Rimini il 14 marzo 2012, Hera S.p.a. affidataria del servizio è una società per azioni e quindi per statuto e per costituzione deve realizzare degli utili.

Ci sono una serie di domande che sorgono spontanee. Con quale diritto i rappresentanti dei cittadini, sindaci ed eletti vari non seguono le indicazioni ricevute dai votanti? Perché i comuni della provincia non hanno ancora attuato azioni per rispettare la volontà popolare? Perché non si accetta il confronto con cittadini e associazioni in consigli comunali tematici aperti ? Perché sono passati quasi tre anni e solo ora le parti politiche riaprono il tema di H2O bene pubblico?

Il REFERENDUM SULL’ACQUA PUBBLICA DEL 2011, con un plebiscito popolare intorno al 97%, sancì la volontà dei cittadini, che con il voto, affermarono  di volere l’acqua riconosciuta come “bene comune” slegata dal profitto, gestita da società senza fini di lucro, e quindi che gli utili potessero essere reinvestiti completamente per mantenere efficiente e sicuro il sistema idrico.

Ad oggi 25 gennaio 2015, nonostante:

http://www.rimini5stelle.it/wp-content/uploads/2011/07/ODG_Acqua_Pubblica_M5S_20110714.pdf

http://www.rimini5stelle.it/wp-content/uploads/2011/07/interrogazione-Sistema-idrico-integrato.pdf

http://www.rimini5stelle.it/wp-content/uploads/2013/04/interrogazione-acqua-pubblica.pdf

solo per citare alcuni atti presentati in consiglio comunale a Rimini dal 2011, a quasi tre anni di distanza, il servizio è “provvisoriamente” (tre anni non è provvisorio) affidato in monopolio alla stessa azienda che lo gestiva prima.

“Vi sono molti esempi, sia sul territorio nazionale, che in europa, I tedeschi per primi avevano ceduto ai privati i beni pubblici tramite le “public private partneships”, rivelatesi ben presto autentiche rapine ai danni dei cittadini. Monaco di Baviera ha saggiamente tenuto lontani i saccheggiatori. Berlino, truffata tramite un contratto segreto si è ribellata e si è ripresa l’acqua, fino all’ultima goccia. E a Parigi vince la rivoluzione dell’acqua libera”. (cit. da la città futura.it).

Ieri Sabato 24 gennaio 2015 si è tenuta una riunione sull’argomento perché Atersir, che dovrebbe essere ente di controllo, potrebbe anche mettere a gara il servizio con bando europeo, consegnando di fatto alla Multiutility Hera, il servizio e la gestione, in quanto unico soggetto in grado di partecipare.

Gli interventi del comitato acqua bene comune sono stati esaustivi e chiari sui contenuti e sulle richieste, anche sindacati, privati cittadini, intervenuti hanno ben espresso la preoccupazione, il timore e lo scetticismo nei confronti delle istituzioni e delle figure che avrebbero già dovuto compiere azioni e passi per rispettare gli esiti referendari del giugno 2011.

Gli Interventi dei politici, invece restano sempre un mistero.

Quasi tutti erano d’accordo sulla necessità di rendere l’acqua bene pubblico, gestito da società in – house, ma solo a parole poi guardi il datario del tuo orologio e scopri che se il referendum è stato a giugno 2011 ed oggi è il 24 gennaio 2015 cosa ha impedito loro di rispettare la volontà popolare?

Lo sciacallaggio politico sull’argomento Acqua bene comune riprende cadenzato lasciando  intuire nuove consultazioni popolari dove i cittadini potranno essere presi in giro ancora una volta.

A questo punto mi domando e domando a voi tutti andate nei vostri comuni a richiedere gli atti dei consigli comunali, guardate interrogazioni, mozioni, delibere insomma tutto ciò che sull’argomento è stato discusso e votato e con oggettività valutate chi ha rispettato e combattuto per imporre la volontà referendaria e chi no. Facile come bere un bicchiere d’Acqua!  Allora perché il sistema fa acqua da tutte le parti?

P.s

Iniziate a rendervi conto che non esiste più un ideale che possa sopravanzare i tre grandi problemi che già da anni insieme ed uniti avremmo dovuto affrontare.

“Noi tutti siamo parte di una storia che si sta svolgendo adesso, del destino umano e tre sono le sfide da affrontare:

  • La catastrofe finanziaria e annullare la stretta paralizzante che il denaro ha sulla politica.
  • La catastrofe ambientale con un programma congiunto di rispetto della natura e delle sue risorse.
  • La catastrofe spirituale attraverso la solidarietà per una rinascita culturale”. (cit Micah White)

Scegliete da che parte stare!

 

Fausto Battistel Architetto

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Diamanti e monnezza – una Multiutility è per sempre?

Hera-per-sempreRiceviamo dal Movimento 5 Stelle di Santarcangelo di Romagna e pubblichiamo.

La Redazione

Uscire dal patto di Sindacato con Hera, subito, non è un dettaglio , è una necessità. Al prossimo consiglio comunale del 18 dicembre si prenderà una decisione fondamentale per il futuro della nostra città, alcuni cercano di farla passare come un piccolo dettaglio insignificante, ma la realtà è ben diversa. Facciamo chiarezza: il patto di Sindacato è un accordo che vincola i comuni che vi aderiscono a non vendere le azioni di hera oltre il 49% complessivo, in modo che il controllo della stessa (51%) rimanga in mano ‘pubblica’. Negli ultimi mesi già diversi comuni come Ferrara, Forlì e Coriano hanno rifiutato di rinnovare questo patto a nostro avviso scellerato. Attualmente a Santarcangelo il servizio i gestione rifiuti viene svolto proprio da Hera in regime di ‘prorogatio’ ed è in scadenza al 31 dicembre. Rinnovare il patto i Sindacato oggi, anche se solo per 6 mesi,  vuol dire incatenarci ad essa e buttare via la chiave probabilmente per i prossimi 20 anni. Ricordiamo che l’approvazione di questo patto non porta nessun beneficio diretto o indiretto al comune, che col suo 0,22% di azioni non ha comunque nessun tipo di potere sulle decisioni che vengono prese, ma solo una sicura impossibilità di percorrere strade alternative cedendo l’azionariato, che ad oggi equivale a circa 3 milioni di Euro.

E’ incredibile che ancora oggi ci si ostini a mantenere questo ente che negli anni ha sviluppato evidenti conflitti di interessi con gli inceneritori (che se non debitamente rifocillati creano perdite finanziarie consistenti), e che anche recentemente è stato sotto i fari della cronaca per i fatti della sede bolognese mai bonificata e per la costituzione del proprio consiglio di amministrazione fatta, ad avviso di alcuni, secondo regole non proprio di merito. E’ stata definita un ‘poltronificio’, è stata contestata per gli stipendi spropositati dei suoi dirigenti, e il fatto che ora stia cercando di ripulirsi l’immagine con la differenziata del vetro in centro, onestamente, non ci sembra sufficiente per eleggerla a partner eterno e indiscutibile.

Ricordiamo che la Legge di Stabilità permette agli enti di usare liberamente i fondi pervenuti dalla cessione di quote delle società partecipate, e l’uso di questi fondi permetterebbe di valutare tutte le strade possibili. Anche in mancanza di alternative percorribili (ma ce ne sono, e di questo siamo più che certi), potrà se non altro permetterci di trattare Hera come un fornitore qualsiasi, imponendogli le regole da seguire, liberi dal ricatto della distribuzione dei dividenti e dalle logiche di partito. L’obbiettivo primario secondo il Movimento 5 Stelle è sicuramente quello di arrivare alla raccolta porta a porta spinta, ed ad una tariffazione puntuale, soluzione che ad oggi Hera non ci sembra abbia spinto particolarmente.

Movimento 5 Stelle Santarcangelo di Romagna

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Pezze Elettorali

Si avvicinano le Regionali e, per quanto poco considerate dalla gente, Il Partito Democratico ha bisogno che i suoi naturali serbatoi di voti non vengano scalzati da qualche moto popolare. Dunque oltre il colpo al cerchio, 300 mila euro per delle casette di legno ai Ci.Vo.Ti (pardon CI.VI.VO.),  si cerca anche il colpo alla botte con accorgimenti dell’ultimo secondo. Le pezze sono sempre le più difficili, ma ci si prova.

immagine_164Ora come ora il PD Riminese ha numerosi problemi di consenso. Di fatto il Sindaco Andrea Gnassi è riuscito a inimicarsi qualsiasi forma di comitato abbia chiesto il suo ascolto da quando è stato eletto.  Teleriscaldati, Santa Giustina, Rimini UpTown, V Peep, No TRC e questo solo per citare alcune migliaia di votanti che oggi, piuttosto che votare PD, si chiuderebbero le dita nella portiera della macchina. Poi ci sono tanti piccoli insuccessi conosciuti, tipo il negato appoggio all’AeroClub che sta cercando di mantenere operative le piste del Fellini e, probabilmente, tantissime altre cose che non conosciamo …  sarà in rotta anche con il Club della Pipa.

Dove sono le pezze? Beh per esempio ai Teleriscaldati, anche se non hanno restituito loro gli oneri urbanistici indebitamente e proditoriamente piazzati sulla tariffa, hanno promesso di riaprire il tavolo tecnico (qualsiasi cosa esso sia). Promessa non ancora mantenuta. Al  V Peep vogliono fare ottenere uno sconto del 4% sul riscatto delle abitazioni con un adeguamento di indici, anche se poi la contestazione riguarda invece, anche qui, oneri urbanistici scaduti da tempo che il Comune vuol far pagare lo stesso.

Santa Giustina? Per loro niente, neanche promesse. Li, tra gli interessi di Hera e il casello desiderato da Cagnoni per la sua Fiera non c’è trippa per gatti, devono morire affumicati. Si attaccano al tram anche quelli del TRC…. Anche se sembra che ‘sto tram, causa debiti di AM, non farà molta strada.

E pensare che cose per fare bella figura con poco ci sarebbero. Ormai un anno fa il Movimento 5 Stelle aveva presentato delle delibere urbanistiche, approvate causa assenza  sindaco, che davano modo di riqualificare l’esistente patrimonio immobiliare e favoriva un po’ i lavoratori dell’edilizia. Il Primo Cittadino, rispondendo a Monsignor Lambiasi, che aveva denunciato la sofferenza di Rimini, aveva persino usato le parole di quelle delibere, senza però mai applicarle. Lui preferisce i rendering, i dipendenti degli  uffici comunali  li fanno ornai  sul gabinetto al posto delle parole crociate e così ha scelto cacciare i mercanti dal centro, per agevolare una vision con l’erba inglese in piazza Malatesta.  Qui nei dintorni ci hanno provato sia a Pesaro che a Forlì, con il risultato della morte del mercato. Altro migliaio di voti persi.

Forse non si è accorto, come ci fa notare Fausto Battistel,che  l’oggetto di quelle delibere è oggi un articolo di legge dello Stato.  (Capo V  – Misure per il rilancio dell’edilizia Art. 17  Semplificazioni ed altre misure in materia edilizia Pubblicato nella Gazz. Uff. 12 settembre 2014, n. 212). Leggiamo la dichiarazione dello stesso   candidato alle Elezioni Regionali.

“Le proposte del movimento5stelle al consiglio comunale hanno anticipato di oltre un anno, questo articolo 17, indicando una strada facilmente e immediatamente percorribile per fornire una soluzione alla crisi. Invece di proclami per opere enormi, per la comunità chiediamo un atto di solidarietà. Noi siamo consapevoli e competenti, se non volete riconoscerlo, amen , ma almeno usate le buone idee.

Chiediamo un atto immediato di delibera al consiglio per  un regolamento attuativo sul comune di Rimini, per il frazionamento degli appartamenti di grandi dimensioni nell’intero territorio.”

Chiedere è lecito … rispondere non è  abitudine del Sindaco.

P.S.

Domenica 23 si vota. Che ognuno si prenda la responsabilità del suo futuro.

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@DadoCardone

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Un Sindaco a corto di idee.

Il Movimento 5 Stelle non propone mai niente. E’ gente che protesta, ma a lamentarsi sono buoni tutti, poi però bisogna governare. Se malauguratamente dovessero andare loro ad amministrare Rimini che cosa combinerebbero visto che sono senza esperienza e senza proposte?

A questo punto molti di voi sono andati in fondo all’articolo per scoprire chi l’ha firmato e poi sono tornati a rileggere le prime righe per capire se sono impazzito, ma quelle sopra sono le accuse che si rivolgono usualmente al Movimento 5 Stelle in generale e a quello di Rimini in particolare. Le ho riassunte perché mi servono per dimostrare una semplice tesi: chi le usa  è o  in malafede o  disinformato. Lasciatemi aggiungere che, personalmente, gradisco più le persone in malafede, perché i disinformati sono causa dei nostri malanni, più di quelli che ne traggono vantaggio.

Detto questo. Ieri in un comunicato stampa del Comune, oggi ripreso dalla stampa locale, si leggono testuali parole del Sindaco di Rimini Andrea Gnassi:

“Agiremo sul divieto di frazionamento di appartamenti dalle pezzature sovradimensionate per permettere ai giovani e alle famiglie di affittare alloggi dagli spazi ragionevoli a un prezzo ragionevole. […] Non vogliamo più periferie, ma semmai cucire e rammendare aree ora isolate”.

Quelle che leggete in queste righe sono esattamente (vengono persino usati gli stessi termini) le delibere del Movimento che vennero approvate in Consiglio Comunale il 18 ottobre 2013, con Gnassi assente. Oltre all’evidente  fatto che le stesse passarono proprio grazie a quell’assenza, sono state trattenute sulla scrivania del Primo Cittadino per lungo tempo e, fino a questa dichiarazione, non vi era stata ancora notizia del loro passaggio agli uffici preposti. Da ieri, improvvisamente, fanno parte del Masterplan (qualsiasi cosa esso sia).

Ricordo con tenerezza le prime immagini in cui facendosi fotografare davanti a una ruspa, che aveva appena abbattuto un cesso in una spiaggia di Rimini Nord, dichiarava che da li sarebbe ripartita la costruzione di Rimini. A ben guardare, però, quegli atteggiamenti, come la spiccata propensione alla supercazzola,  erano indizi della brutta attitudine al volo pindarico.

Abbiamo visto svolazzare per anni diapositive che parlavano del nulla, mentre nella realtà dei fatti questa Amministrazione ha prodotto:

  • Una ruota abusiva.
  • La prima ciclabile d’Europa con soppalco. Più di seicentomila € a cui la Regione, probabilmente, non parteciperà perché il progetto è stato realizzato diversamente da come  presentato.
  • Il fallimento di un Aeroporto.
  • Una finta guerra al Cemento che serviva solo a salvare indici di edificabilità in favore di un Ipermercato in pieno centro, che a sua volta serve a salvare il Palas di Cagnoni.
  • La distruzione sistematica dell’aspettativa di qualsiasi comitato sia nato in questi anni. Teleriscaldamento, Santa Giustina, Rimini UpTown, No TRC, Astronave che Fuma (antenna sul Palas),  V Peep. Solo per citarne alcuni.
  • La deriva dei progetti di recupero delle aree coloniali.
  • Un ponte che  solo per la rabbia dei cittadini è un ponte normale e non la controfigura  del ponte di un film di guerra.
  • Una quantità enorme, anche per dimensione, d’inutili cartelli che fanno apparire come cadute dal cielo le più grandi banalità. Per essere chiari: Cattolica ha tolto i semafori da almeno vent’anni, è inutile spendere migliaia di Euro solo per far capire che ti sei deciso anche tu, perché ormai è ordinaria amministrazione. Vogliamo parlare poi delle erbe erranti?
  • Un declino spaventoso dell’operatività turistica. E’ sfuggito a pochi che ormai la stagione giace sotto l’assenza delle iniziative private, distrutte per favorire l’immagine del Sindaco delle Feste. Ormai la stagione comincia a Luglio e le famose feste sono eventi per il territorio Riminese, questi  i successi della “Capitale del Turismo”, o della “Miami della Costa Adriatica” che dir si voglia.
  • Un progetto d’impianto fognario pensato da Hera  e consegnato direttamente dalle sue capienti mani , progettato per le sue esigenze e per il quale tutta la Provincia di Rimini dovrà pagare rateizzandolo in anni di bollette dell’acqua.
  • L’intruppamento di volontari civici, i famosi CI.VO.TI, grati della maglietta nuova e del lavoro che dovrebbe fare Anthea, tanto grati anche per il finanziamento di 300 mila euro con cui sono state costruite delle casette per gli attrezzi (che se guardi nel catalogo OBI la deluxe costa 5000€). Ovviamente, poi, è solo una combinazione che l’Assessore di Riferimento sia anche candidata alle Regionali.
  • L’incasinamento delle opportunità sportive Riminesi.  Si favoriscono happening sportivi  dove il sindaco può farsi fotografare mentre fa finta di correre, ma poi, per le cose che richiedono presenza amministrativa seria, si prendono decisioni come l’epica figuraccia dei campi di calcio.
  • Due posti d’onore al top delle classifiche del sole 24 ore tra le città che hanno subito di più la crisi e che subiscono di più la criminalità.

Il quadretto non è affatto migliorato dalla necessità del Sindaco di “Hackerare” le idee altrui per trovare qualcosa di buono da dire sulle sue, soprattutto quando sono soluzioni che aveva trattenuto nel limbo per un anno in quanto, evidentemente, considerava lo delegittimassero. Che abbia perso la Vision?

P.S.

Oggi, in un altro comunicato stampa, il Movimento si è dichiarato felice di essere stato derubato,  a patto però che quelle idee vengano usate…. E non per una supercazzola.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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La campagna elettorale delle primarie vista da un ambientalista

 

Diamo uno sguardo alla campagna elettorale per le primarie.

Il candidato “alternativo” della sinistra per le elezioni 2014 della regione ER, usa l’inceneritore e l’ambiente come leva per la campagna elettorale.
Ma non è una sorpresa per nessuno.

il POST INCENERIMENTO
il POST INCENERIMENTO

Così come hanno fatto i tanti suoi predecessori in altrettante occasioni, sia per il trattamento rifiuti, denunciando le problematiche, promettendo grandi opere e interventi puntuali di cui chiunque ha sotto gli occhi gli esiti, così per il referendum dell’acqua, salendo sul carro del consenso a pochi minuti dalla fine della campagna elettorale del 2011, così per le fognature, idem per qualunque altro problema noto, relativo ai servizi e che ci trasciniamo nel tempo da decenni.

Oggi sarebbe finalmente giunto il momento che qualcuno raccontasse la verità, perlomeno risulta facile dirlo visto che la quasi totalità del mercato dei servizi riconduce alle multiutility dell’Emilia-Romagna, HERA ed IREN. É anche più semplice di così in realtà, visto che il Gruppo HERA è la prima multiutility italiana nel settore ambientale, nell’idrico, nel gas e nell’energia, con oltre 8500 dipendenti in un vasto territorio da Trieste a Modena, fino a Pesaro.
É anche facile saperlo visto che il logo è ovunque, nelle scuole, nelle banche, nei campi sportivi, nella miriade di proprietà sparse in tutto il nostro territorio. Se poi qualcuno fosse anche avvezzo alle quotazioni azionarie avrebbe sicuramente notato una delle società italiane che un bonus di dividendi allettante, anche in periodi come questo.


Capitale sociale azionario di Hera nel 2013
Capitale sociale azionario di Hera nel 2013
Capitale sociale azionario di Hera nel 2014
Capitale sociale azionario di Hera nel 2014

 

Questo colosso, dagli utili interessanti e dividendi remunerativi anche in tempi di crisi come oggi, ha in mano la gestione quasi totale della raccolta rifiuti, del trattamento delle acque, della manutenzione delle tubature di gas, dell’acqua, dei liquami, delle telecomunicazioni terrestri ed aeree, delle fognature, dei forni di incenerimento, delle connessioni internet di banche, enti locali ed amministrazione, chissà cos’altro.
Parte di tutto ciò viene demandata a piccole cooperative o ad istituti territoriali, attraverso bandi specifici. Il grosso rimane quasi tutto in capo a questa società che, importante dirlo, per il 61% è in mano al patto di sindacato dei comuni della regione. Ossia, per capirci bene, la maggioranza percentuale di questa società è stata in mano al PD negli ultimi 15 anni!

Ora, che il candidato regionale alternativo della sinistra venga a fare la morale, o anche solo si permetta di parlare su questi temi, è a dir poco incoerente. Direi immorale se non fosse che non è una sorpresa. Non dimentichiamo che il suo “compagno di partito”, no forse è meglio definirlo “capo politico”, il presidente del consiglio, è colui che ha tacciato di terrorismo una nota oncologa, La Dott.ssa Gentilini di Forlì presidente dell’associazione Medici per l’Ambiente, la cui unica colpa era lo stare informando i cittadini sui danni provocati dalle nano polveri, diossine, furani, PM10, PM2.5, provocati dalla combustione e in netto avanzamento come dimostrato dai dati di tutte le agenzie regionali dell’ambiente d’Italia. La stessa dottoressa che è andata da lui quando era Sindaco di Forlì per avvisarlo del grave danno. Lo stesso sindaco che ha ricevuto la visita dell’ordine dei medici della provincia, chiamati da una raccolta firme del MoVimento, per avvisarlo della gravità della questione. Lo stesso sindaco che, vistosi alle corde, ha costituito il comune parte civile contro la società di cui era socio lui e tutto il suo partito, nonostante come comune ne percepisse i dividendi.
Capito, ci stiamo autodenunciando pur di salvare la poltrona.
Infatti il compagno di partito dopo mesi di preparativi ha appena lanciato un DEF #sbloccaitalia #salvaitalia #sfasciaitalia che propone di riclassificare gli inceneritori come investimenti strategici. Logico no: siamo allo sfacelo, camminiamo su un piede solo e pure malandato, che cosa facciamo per agevolarci? Fumiamo una sigaretta! Certo.
Un altro esempio di civatiano di più fulgida stoffa morale che, come lui, sputerebbe nei 15.000 euro mese in cui mangia, pur avendo contributo al menù.

Ci vuole della coerenza, perlomeno in politica, quella Politica che dovrebbe significare Polis Etica ossia Etica Pubblica, ma oggi pare che invece stiano giocando con il buon senso. Questa non può che essere monotica, neologismo che rappresenta il contrario di politica.
Come puoi continuare a parteggiare per una delle parti, il partes, o il partito, a lavorarvi contemporaneamente dentro? Come puoi esserne capace e parlarmi di etica quando sai per certo [da amministratore non puoi non averlo capito], che è la causa stessa che combatti.
Coerenza signore, coerenza ed etica.
Non mi si venga a dire che può benissimo farlo da dentro. No, non è così.
Per dirla con un termine calcistico, non puoi tifare l’Inter se sei portiere della Juve.
Per fare un altro esempio, non puoi solidarizzare con i magistrati se fai parte della Mafia.
Non puoi. Semplicemente è un conflitto troppo grande, insensato. O sei infiltrato e prima o poi ne esci o contribuisci ai loro crimini.
Ma sappiamo che quella che loro si ostinano a chiamare politica ci ha mostrato anche di peggio.

Non dimentichiamo che questo è il paese dove gli insabbiamenti fanno la loro parte. La memoria del cittadino inconsapevole impegnato a sbarcare il lunario contribuisce a tutto ciò e la disinformazione la fa da padrona.
Per esempio. Hanno tutti dimenticato che fino al 2011 la Famiglia Cosentino era socia al 49,99% con HERA Comm grazie alla società S.C.R. [Società Cosentino Rifiuti], le cui sedi risultano ancora a Caserta. I vari amministratori interpellati sparivano alla minima domanda su questa questione, oppure facevano la parte dell’inconsapevole vittima del sistema. Non dimentichiamo inoltre che a coprire questa società con il segreto fiduciario vi era la Monte dei Paschi Società fiduciaria, altro argomento celato nelle ombre della memoria.

Una questione così grave in un paese non dico solo civile, ma addirittura normale, avrebbe scatenato un putiferio. Oggi siamo talmente abituati agli scandali che una svista del genere è ritenuta comprensibile. Basta questo a farci rendere conto della gravità della situazione?

Dopo fatti del genere parlare d’altro risulta impossibile. Andrebbero attivate delle commissioni, si dovrebbe richiedere l’intervento di tutte le componenti giuridiche del territorio per far si che innanzitutto una cosa del genere non accada più, poi avviare tutte le tutele del caso per difenderci da questi incompetenti che hanno consegnato i sacrifici di 3 generazioni in mano alla malavita organizzata… a tal punto da essere comodamente seduta nel nostro salotto. Come puoi parlare ancora e far finta di niente?

• Non dimentichiamo che il referendum sull’acqua è ancora lontano dall’essere rispettato. Non sorprende. Se poi si legge quanto sopra con un minimo di spirito critico, tutto torna.
• Non dimentichiamo che ci sono intere regioni in Italia che hanno sfruttato i rifiuti come risorsa economica e come occasione di offerta di lavoro, portando la raccolta differenziata a livelli vicini al 91% [Ponte nelle Alpi e il consorzio Priula in Veneto, sono campioni del mondo], mentre da noi si fatica ad arrivare al 60% di riciclaggio, in cui è compreso anche il recupero energetico [incenerimento]. Non sorprendono più le scelte dei nostri amministratori se si guardano attraverso il caleidoscopio dei fatti.
Ora, diamo un’occhiata a ciò che non va intorno a noi, poniamo la mano sul mento o il mento tra le mani e ragioniamo… torna tutto?
Il partito che si candida a queste elezioni con il candidato “alternativo” è lo stesso responsabile che sta provocando questi guai nel nostro territorio. Attenzione quindi a ciò che si considera “responsabile”, almeno prima date un’occhiata ai valori dell’inquinamento del grafico sottostante, in salita in tutta la regione.
Ne denunciano le problematiche proprio perché le conoscono attentamente, sanno bene di essere loro i responsabili.

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[Fonte: stefanomonti.net]

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Lupus in Fabula

Tesi: non è vero che l’eccezione conferma la regola,come si suol dire. La verità è che l’eccezione ti frega la regola.

La scioltezza con cui noi italiani interpretiamo le regole e  la nostra abilità nel muoverci tra le loro pieghe sono causa di gran parte dei nostri guai, perché negarlo. Potremmo fare una miriade di esempi, da portare a sostegno della teoria, usando come soggetto chi ci governa , ma, come usanza di Citizen, preferiamo usare come test di controllo la politica locale, non certo priva spunti illuminanti.

Esistono persone per cui una volta chiuso un occhio si chiude anche il secondo e poi ci si tappa pure il naso. Tutto questo avrà, per chi lo consente, un sicuro ritorno, com’è altrettanto sicuro che ciò produrrà uno svantaggio per tanti altri (usualmente cittadini). E’ il caso di Sergio Funelli, Capo di gabinetto del Sindaco, dipendente Hera, nonché Lupus in Fabula.

Tanto per cominciare ci sono volute diverse interrogazioni e l’intervento della Corte dei Conti per farlo rientrare nel suo contratto di lavoro naturale, quello che gli spettava secondo curricula. Sembra evidente che l’accesso ad un diverso contratto e ad uno stipendio maggiore gli fosse dovuto per qualifiche diverse da quelle che può presentare formalmente …. Altrimenti perché violare dei termini contrattuali e rischiare l’intervento della Corte?

Quali siano queste qualifiche possiamo solo ipotizzarlo. Che abbia a che fare con il suo impiego in Hera? Qualche dubbio ce la fa venire l’Interrogazione elevata dal Consigliere Gianluca Tamburini (M5S) alla quale l’Assessore Sara Visintin ha risposto in maniera piuttosto imbarazzata. L’interrogazione del Consigliere Pentastellato chiedeva lumi a proposito del conflitto di interessi in cui sembra muoversi proprio Sergio Funelli, delegato quasi ufficiale  del Comune ai tavoli Atesir (Agenzia Territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e i rifiuti), ossia l’Agenzia che operativamente si occupa di:

1.       Individuazione dei bacini di affidamento dei servizi;

2.        Proporre al Consiglio d’ambito le modalità specifiche di organizzazione e gestione dei servizi;

3.       Approvazione del piano degli interventi;

4.       Definizione ed approvazione delle tariffe all’utenza;

5.       Controllo sulle modalità di effettuazione del servizio da parte dei gestori ed alla predisposizione di una relazione annuale al Consiglio d’ambito.

Quindi si occupa, tra le altre cose, di definizione degli interventi, definizione delle tariffe e della fase di controllo. Il problema è: ma Funelli, nel suo doppio impiego Hera/Comune per chi fa il tifo? Cercherà di far risparmiare il Comune o favorirà Hera? Chiamasi, appunto, conflitto di interessi e, quando Rimini fa fatica ad associarsi agli altri comuni nella lotta contro i rifiuti provenienti da fuori territorio, qualche domandina sorge spontanea.

L’Assessore Visintin si è affannata nel dipingere il ruolo dell’Eminenza Grigia quasi fosse portatore sano di consulenze neutre, quasi il suo autista per arrivare in sede di trattativa, ma pare (e dico pare) che il controllo sia così fermamente nelle mani di Funelli che l’Assessore all’Ambiente sia addirittura stata zittita in più di un’occasione.  Voci. Cose più sicure sono invece le delibere Atersir in cui più di un volta Sergio Funelli risulta ufficialmente delegato per il Comune di Rimini  proprio in materia di rifiuti ( http://www.atersir.emr.it/documenti/atti-1/attibologna ), al contrario di quanto veementemente affermato dalla Visintin ieri sera (Giovedì 12 n.d.r.) in Consiglio Comunale.

Va da se che tutte queste concessioni per i contratti e per i ruoli di Sergio Funelli creano sospetto. Perché gli viene concesso un contratto per cui non ha qualifica? Perché ci si arrischia a praticare il conflitto d’interessi pur di fargli avere voce in capitolo? Se fossimo maliziosi diremmo che Hera ha saldamente sotto controllo la situazione nel Comune di Rimini, ma noi di Citizen non lo siamo e ci limitiamo a dare modo ad ognuno di farsi una sua opinione.

Certo è che, seguendo la tesi iniziale,  Rimini non si salva dalla brutta abitudine di addomesticare le regole e che la prima vittima di questi tipo di conflitto di interessi è il potere contrattuale di chi rappresenta il cittadino, salvo poi non rappresentarlo affatto.

P.S.

Per la rubrica “forse non tutti sanno che”: Lupus in Fabula è una locuzione latina che viene fatta risalire alla frequenza con cui, ai tempi, il lupo appariva nelle favole. Oggi il lupo sarebbe sicuramente manager di una Multiutility.

Davide Cardone

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L’eredità del Sindaco.

La neoeletta Sindaco di Riccione Renata Tosi, all’indomani della sua elezione, riceve,  come da  bonton, complimenti  trasversali proprio da tutti. Bisogna ammettere che l’impresa c’è stata, 70 anni di dominio di una singola parte assomigliano di più ad una maledizione che ad una continuità politica e la Tosi l’ha spezzata partendo da un lavoro d’opposizione durato anni.

Sono proprio tutti complimenti? No. E’ il caso, neanche a dirlo, dell’amabile Primo Cittadino di Rimini, che non perde neanche un attimo per stizzirsi e mettere in chiaro che Renata non fermerà il TRC e che lui nel 2016 vincerà di nuovo. Un atteggiamento che chi  vi scrive conosce bene, infatti anche il mio gatto si gonfia tutto quando ha paura e di paura, Gnassi, non il gatto, fa bene ad averne. Poche ore dopo le elezioni il nuovo Sindaco di Riccione ha fatto bloccare le motoseghe che si apprestavano ad abbattere i 200 pini sul percorso riccionese del TRC e ha dato indicazioni (secondo quanto dichiarato) agli uffici preposti per fermare tutto.

Una determinazione che la Giunta di Rimini ha già conosciuto con il Sindaco di Coriano Mimma Spinelli e la questione dell’inceneritore. Ricordo, perché vi ho assistito di persona, una poco ospitale Sara Visentin basita di fronte ad un ordine del giorno che la Sindachessa andò a proporgli fin dentro al Consiglio Comunale. Quella volta, nel caratteristico stile spocchioso dell’Amministrazione riminese, l’Assessore all’ambiente aveva rifiutato di partecipare all’Ordine del Giorno contro l’inceneritore che aggregava i comuni della Provincia. La scusa fu che Rimini ne stava preparando uno suo. Vero. Il documento apparve diverse settimane più tardi, dopo aver superato il controllo di Sergio Funelli, Capogabinetto del Sindaco e uomo Hera nel Comune. Ovviamente il documento non presentava nessuna caratteristica che ne giustificasse l’attesa.

Dunque un accerchiamento al femminile. Donne determinate che, qualsiasi sia la loro convinzione politica, hanno poche remore nell’andare contro il sistema.. cosa che non si può dire dell’Establishment Piddino e Riminese in particolare,  in affidamento totale  al potere costituito.

L’unica speranza del Sindaco di Rimini sembra essere quella di rendere inappetibile l’amministrazione della città e bisogna dire che ce la sta mettendo proprio tutta. A meno di uno sprint finale, di quelli che non ti aspetti, i primi tre anni del Mandato Gnassi lasciano un’eredità pesante a chi verrà dopo, sempre che i riminesi non decidano di riconfermarlo per una bella eutanasia di massa.

Chiunque verrà dopo si troverà una Rimini con un aeroporto portato al fallimento da fatti penalmente molto rilevanti. Cospicue quote cittadine buttate al vento per la vanagloria di chi non si è accontentato di una struttura di piccola-media importanza e che ora pare destinata a diventare la porta di servizio del Marconi di Bologna.

Lo sfortunato successore dovrà ereditare anche i patti fatti con il Diavolo. A Rimini infatti anche le cose che sembrano fatte per bene nascondono ombre pesanti. L’unica soluzione considerata per le fogne, ve ne erano altre, è stata quella targata Hera che rifà il look alle strutture, che comunque le resteranno in affidamento per chissà quanti anni, in carico alle bollette dell’acqua di tutta la provincia. Inoltre, considerata la gratitudine che le si dovrà per aver tirato fuori dal cilindro una soluzione compresa di risorse, sicuramente il fidanzamento si sarà arricchito di altri progetti. E’ il metodo Hera: al costo di qualche piccola condanna per sfruttamento di posizione preminente sul mercato lega tutto al suo inarrestabile piano industriale. Un piano per cui, ad esempio, sebbene il territorio si scopre virtuoso nella differenziata non ne ottiene vantaggi in termini tariffari e nemmeno per diminuita massa bruciata. Hera porta immondizia da fuori perché il piano dice che il giocattolo deve girare sempre a pieno carico per un insalubre, ma robusto, guadagno. Per sapere poi quanta parte della nuova struttura fognaria di Rimini andrà a coprire, casualmente, anche le necessità che Hera ha in altri territori della Provincia (o immediatamente adiacenti) ci vorrebbe un giornalista, ma a Rimini…. Solo a me è sembrata strana la chiusura del depuratore a mare per concentrare tutto sul quello da potenziare a monte? Nelle ultime lezioni di Fisica delle Superiori avevo capito che l’acqua tende a scendere per effetto della forza di gravità, che pare essere molto più economica delle pompe di rilancio. Senza contare poi l’enorme disagio procurato agli abitanti di Santa Giustina. Dimmi chi voti e ti dirò se ti puoi lamentare.

Purtroppo l’eredità non sarà solo questa, anche se unita ai costi di gestione dell’autobus più stupido e costoso del mondo basterebbe per preoccuparsi seriamente. I Potentati Riminesi  ormai, anche se giocano piuttosto male, sono sempre lì per portarsi via la palla e non far giocare più nessuno. E’ il caso di SGR che, con l’ing. Bruno Tani al comando, nonostante abbia riempito Rimini dell’obsoleto e costoso (per gli utenti) sistema del Teleriscaldamento, ha comunque avuto in premio, o comunque a prezzo di saldo, il monopolio assoluto delle reti gas Riminesi. E’ anche il caso del sistema fieristico di Lorenzo Cagnoni. In realtà sarebbe più corretto dire che l’azienda è pubblica, ma Tutankagnon, con Acquarena, ha recentemente dimostrato che a Rimini si fa quello che dice lui. Così la millantata lotta al cemento del Sindaco Giovane è stata messa in standby per un bel centro commerciale in via della Fiera, un Armageddon urbanistico.

Proprio l’urbanistica sarà l’eredità più pesante di questo periodo di immobilità, dove le esigenze sono cresciute, ma non le soluzioni. Il regime di Salvaguardia (transizione dal PRG al PSC in cui convivono entrambi i piani regolatori) sembra essere diventato la normalità e nemmeno le slides, che vediamo vorticare dal primo giorno di mandato, restituiscono un’adiacenza  fluida tra la Rimini cara la Sindaco e quelle due inutili appendici che sono Rimini Sud e Rimini Nord. Si potrebbe pensare ad una Amministrazione con la passione per il Centro città, ma del centro fanno parte anche i borghi e Borgo Sant’Andrea è lasciato alla deriva, sempre che non si voglia considerare il parcheggio da 10 posti in via Cignani una soluzione urbanistica. Purtroppo gli abitanti del Borgo, da cui lo stesso Sindaco è migrato, non hanno un ponte da far cadere per attirare sufficiente attenzione.

Una nota particolare merita il turismo. La rendita della Notte Rosa è finita. Il turismo di Rimini, con buona pace di Ermeti e Rinaldis, per prezzi, offerta e clientela è da fondo del barile. Certo che le due/tre feste estive si riempiono e si riempiono anche le spiaggie, da un certo periodo in poi (che comincia sempre più tardi e finisce sempre più presto), ma di cosa? Località non troppo distanti da noi hanno fatto scelte precise. Cesenatico, ma anche Cattolica  hanno scelto di puntare alle famiglie e, perlomeno nelle dichiarazioni, lo ha fatto anche il nuovo Sindaco riccionese che si appresta a dare un giro di vite al Marano. E’ vero che Rimini è più grande da riempire, ma  proprio per questo gli interventi debbono essere di sistema e non di ostentata immagine come piace tanto a chi tiene la stecca oggi. Se su tutte le altre cose nessuno aveva un’idea precisa di cosa aspettarsi da Andrea Gnassi, molti avrebbero scommesso sull’intraprendenza del Ministro del Turismo e avrebbero  perso. Due, tre feste, di cui una praticata da tutta la costa ed un’altra (Molo Street) per cui i pescatori stanno ancora chiedendo i soldi… per il resto siamo quasi una colonia balneare per scuole dell’Est, tranne Rimini sud… quella è una colonia penale.

Si capisce, si è capito, che le intenzioni erano altre. Con la scusa del TRC chiudiamo il lungomare, investiamo sulla zona pregiata di Rimini (il triangolone compreso tra Ponte di Tiberio, Piazzale Fellini e Porto), al centro riapriamo il teatro. Molo del Welness, ristoranti con apparizioni show di Bottura & friends, locali, alloggio e divertimento in zona totalemente pedonabile. Bello… se lo fai a Riccione, o Misano,  o Porto Verde, o Cattolica, ma in una città di 150,000 abitanti lunga 20 km sono in parecchi a rimanere fuori dalla Vision (a voglia di produrre slides per spiegarglielo).

Poi bisogna fare i conti con la realtà e l’eredità è inequivocabile. Partecipate svendute, quando non fallite, una ciclabile soppalcata (cit. Massimo Lugaresi), scelte urbanistiche devastanti, offerta turistica consunta e concentrata su sparute occasioni, politiche ambientali inesistenti, fogne a strozzo, clientele potenti, cittadini scontenti. Fa bene Gnassi ad aver paura, ci vuole incoscienza per essere sereni e lasciare in mano ad altri una situazione del genere, anche se il destinatario del testimone sarà, come dalle manifestate aspettative, egli stesso.

P.S.

Pizzarotti di Parma dopo aver drasticamente ridotto il pauroso debito, non solo per quanto imposto dalla spending, ed aver messo a dieta l’inceneritore, ci ha preso gusto. In questi giorni ha deciso di cominciare il percorso di “Comune Virtuoso”, non facile per un comune di quelle dimensioni. Qualche Parmigiano storce il naso e si dichiara sotto dittatura… forse preferivano essere governati direttamente dalle patrie galere dalla precedente giunta. Vengano a Rimini, qui si balla.

Davide Cardone

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Il giorno che Hera tremò per un cartello.

Non c’è nulla da fare: più grossi sono e più casino fanno quando inciampano.

Avete notato che stamattina Hera è uscita su tutto lo stampabile riminese con un comunicato che magnificava l’indotto sulla provincia? Era ovunque.. per un attimo ho avuto paura di trovarlo anche dietro la bustina dello zucchero al bar.

Secondo lo squillo di trombe l’indotto che il gruppo Hera porterebbe alla Provincia di Rimini sarebbe 89,1 milioni di euro…. I più attenti osservatori, ma anche quelli che di tanto in tanto ci leggono e sanno cosa ne pensiamo del metafisico valore chiamato indotto, si staranno chiedendo: ma perché non 90 dato che c’erano?

La risposta è facile. 90 è la paura, concetto con cui non volevano associarsi, ma che comunque hanno ben espresso scatenando un’inaudita potenza di fuoco propagandistico. Il Bersaglio? Il bersaglio è un piccolo cartello esposto a Morciano nell’occasione di un banchetto informativo del Movimento 5 Stelle. Un insignificante esposizione (Gnassi da Rimini la definirebbe sciatta) che però riporta in modo molto semplice la differenza tra l’approccio Hera e quello di un piccolo e famoso Comune del Nord Italia: Ponte Nelle Alpi (BL).

Ovviamente il cartello è quello che banalmente definiremmo la punta di un iceberg, perché oramai da tempo c’è un movimento nel Movimento (l’ho sempre voluto dire) che si sta occupando di soluzioni alternative  ai piani industriali di Hera.

20140316_172828I dati acquisiti ad oggi sono rivelatori e permettono, appunto, di fare un confronto tra due comuni di dimensioni quasi simili. Ponte nelle Alpi con i suoi 8533 abitanti, 1545 in più di Morciano, paga di meno per il costo del servizio, ha più addetti assunti, differenzia di più, smaltisce di meno, è gestita in House (azienda pubblica), ma, soprattutto, non ha un inceneritore che, per recente ammissione del PD locale, fa male alla salute.

 Il messaggio è chiaro: se per voi la minaccia alla salute è un concetto troppo astratto e indimostrabile che ne dite di risparmiare dei soldi? Questo si che, a quanto pare, deve aver preoccupato gli “alti papaveri”.

P.S.

Di solito se nella copertina di un libro il nome dell’autore è scritto più grosso del titolo, non lo compro. 4 quotidiani per un cartellino mi sembra esagerato.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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I nuovi simboli della Rimini(zzazione)

3649083546_5c636a264a_oIeri sera si è svolta, come da copione, la pantomima dell’approvazione della delibera per sanare la Ruota Panoramica. Qualcuno potrebbe obbiettare che la Pantomima è priva di parole,  muta o al limite accompagnata solo da musica, ma …. Vi posso assicurare che di quello che è stato detto ieri sera nessuno ha sentito niente e dunque come forma teatrale va bene quella citata.

 

Volume dei microfoni basso? No. Deliberato tentativo di causare epistassi agli intervenuti ed infatti, per spiegare l’inspiegabile, sono stati messi in parata tutti i dirigenti degli uffici tecnici del Comune. Mi verrebbe da dire in barriera, ma la metafora calcistica è stata già efficacemente usata dallo stimato Massimo Lugaresi, ieri presente in Consiglio, ma fuggito dall’inadeguatezza dello spettacolo che si prospettava.

 Fattori, Dal Piaz, Valdisseri e Caprili per rispondere a domande che nessuno aveva fatto, poiché, una volta assodato che la ruota può sopravvivere a qualsiasi mancanza di permesso in quanto nuovo simbolo di Rimini, l’unica domanda rimasta era: perché non siete così celeri con tutti gli altri problemi della città?

Comunque rassegnatevi. Se pensavate che il simbolo della vostra città fosse qualcosa a scelta tra Fellini, l’Arco d’Augusto, il Ponte di Tiberio e chi più ne ha più ne metta, è ora che vi ravvediate. Il simbolo di Rimini è la ruota panoramica e, in quanto tale, può fare a meno per mesi di qualsiasi permesso, anche se tutta la baracca è gestita da una società privata. Garantito e ufficializzato dal Consiglio Comunale.

Cosa c’è di male? Quasi nulla, se non fosse che mentre le persone, quelle che si interessano, stanno ancora decidendo se un abuso edilizio possa contenere dei casi di obiezione di coscienza, gli operosi uffici del comune stanno già pensando alla prossima inusitata realizzazione: un’antenna, che  supera i 50 mt, sul Colle di Covignano. A che serve? Telefonia mobile e ripetitore RAI.

Però non vi preoccupate perché nell’apposita Conferenza di Servizi stanno già collezionando pareri favorevoli dalla Sopraintendenza ai beni architettonici e paesaggistici, all’A.R.P.A , passando per Hera (figurati se loro non sono di mezzo). Dunque, una volta installato l’antennone, che potrebbe tornare utile anche nel caso di viaggi riminesi nello spazio, spiegheranno a tutti come le radiazioni elettromagnetiche di un ripetitore RAI siano assolutamente innocue per i residenti e per gli impiegati della Galvanina, la quale sembra abbia già chiamato in causa il vincolo idrogeologico.

Il Paesaggio? Beh…. Se il  simbolo di Rimini, nonostante l’ampia scelta, è una ruota panoramica cosa volete che sia una catasta di ferraglia più alta di 50mt su Colle Paradiso? Anzi direi che fa pendant .

P.S.

Naturalmente il Primo Cittadino è stato opportunamente ragguagliato dai residenti, che vantano tra le loro fila personaggi illustri dell’imprenditoria riminese, ma, a quanto pare, preferisce il formarsi di comitati che lo vadano a stanare fin dentro il Consiglio Comunale con il solito appuntamento tematico dove appaiono ponti e tangenziali dal nulla. I gusti son gusti.

Davide Cardone

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Zero in condotta.

bart-lavagna_squolaIn questi giorni sul Resto del Carlino di Rimini sono state prodotte le pagelle di metà legislatura. Inutile sottolineare quanto fosse difficile parlare bene dell’operato del Primo Cittadino ed infatti proprio non hanno potuto. Certo sono stati molto educati nelle critiche come si confà a dei seri professionisti e, per equilibrare, hanno dovuto mettere, alla fine della scarna edizione, una bella lettera di un’albergatrice entusiasta e grata per la benedizione del capodanno più lowcost del mondo.

Alla fine della bonaria tirata d’orecchi si è concluso che il Primo Cittadino è comunque un buon Assessore al Turismo e dunque si può rimandare la stroncatura definitiva. Perché rompere i rapporti con un Sindaco con ancora due anni e dispari di legislatura?

Noi di Citizen non ci sentiamo di condividere quest’analisi forse perché non considera il voto in condotta. Dunque, per seguire il gioco del rendimento scolastico, abbiamo qualche ulteriore riserva. L’alunno in classe prende in giro i compagni in sovrappeso, si assenta spesso con giustificazioni generiche, si appropria dei compiti a casa di altri (leggasi: il federalismo demaniale non è certo farina del suo sacco), si interessa solo alle feste e da la colpa del suo scarso rendimento a tutti tranne che a se stesso. Basta una striscia gialla da 660 mila euro per essere rimandato a settembre? Perché, siamo sinceri, il resto sono cose da Assessore al Turismo, come sottolineato anche dal giornalista del Resto del Carlino.

Siamo sicuri che a questo punto molti pacifici cittadini, appollaiati sul loro status quo, staranno meditando di chiudere questo pedante articolo che non tiene in considerazione i successi del loro Sindaco. Dunque, per capire l’esatta situazione a cui ci si attesta con un Primo Cittadino che “ma si in fondo è un buon assessore al turismo” preferiamo darla a Rimini la pagella. Ecco le materie.

Aeradria: parzialmente, ma in gradazione altamente significativa, la situazione della società che gestiva il Fellini era stata resa nota nel 2011, in un famoso Consiglio Comunale. La posizione debitoria è stata volutamente ignorata, lo dimostra il fatto che invece di correre ai ripari e dimettere il Presidente Masini (come chiesto dal Consiglio Comunale) si  è continuato con slogan dell’indotto che giustifica tutto.  Impostazione che non è piaciuta alla Procura, come pure non sono piaciute le lettere di Comarketing che Gnassi e Vitali hanno firmato a loro insaputa.

Distratti. Voto 2

TRC: Un progetto di 20 anni fa di cui il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha autorizzato solo uno stralcio di neanche 10km da Rimini a Riccione. Una spesa di 100 milioni di euro per quella che molti, solo recentemente, hanno scoperto essere un autobus e non una metropolitana. Autobus che, peraltro, non collega nulla. Non la Fiera, non l’Aeroporto, non l’Ospedale.

Inutile. Voto 3

Teleriscaldamento: un sistema nato per essere obsoleto, dato che la gestione viene assegnata per trent’anni alla volta. Oltre all’obsolescenza c’è l’antieconomicità dichiarata di recente dal Dott. Carboni, dirigente Acer, ufficio casa del Comune, obbligato per precedenti accordi ad attaccare ogni nuova costruzione al sistema. C’è anche chi è ricorso al TAR per vedersi poi assegnare 25 mila euro di spese legali senza neanche entrare nel merito della causa… un moderno miracolo della democrazia.  Al Comune di Rimini è bastato aprire un tavolo tecnico abbandonato per esasperazione dai Teleriscaldati, non prima però della scoperta che i Viserbesi hanno diritto alla restituzione di più di un milione di euro di oneri urbanistici non dovuti.

 Biricchini. Voto 4

Reti Gas:  Il Comune di Rimini era socio di maggioranza di Servizi Città spa, società proprietaria delle reti gas. L’altro socio era SGR la quale, a dispetto di un valore iniziale di 17milioni di euro, ha acquistato l’altra metà del pacchetto a 8 milioni di euro, con la promessa di pagare un conguaglio se, al 2015, qualcun altro offrisse di più… come no!? Magari Hera (qui potere ridere). Nel frattempo SGR è l’orgogliosa gerente della Distribuzione, dei Servizi e delle Reti di Rimini… un monopolio di fatto, che l’Antitrust ha già ammonito ai tempi delle proteste per il Teleriscaldamento.

Accaparratori. Voto 3

Guerra al mattone: nell’era della più grande crisi edilizia che l’Italia abbia mai vissuto la lotta al mattone è più millantata  che perseguita. Attualmente costruisce solo Acer e, come detto, attacca tutto al Teleriscaldamento.  Oltretutto la Guerra Santa vale per cambi di destinazione d’uso, ma non per la manovra Salvapalas. Migliaia di metri quadri misti tra residenziale e commerciale in via della fiera per trovare denari utili a salvare il Palas. La scusa: una piscina di 25 metri.

Annacquati. Voto 2

Fiera: l’infinito dominio di Cagnoni comincia a soffrire delle sue proiezioni faraoniche verso un futuro che pare non arrivare in tempo e i conti faticano a farsi quadrati. Ultimamente, oltre al debito endemico della Fiera vera e propria, vi è anche il buco nell’acqua del Palas che non riesce a pagare ne il mutuo ne la gestione. Anche l’indotto ha i suoi limiti.

Pretenziosi. Voto 2

Santa Giustina: Prima le strade poi le strutture? Neanche per sogno. Una centrale a Biogas, pare non voluta a Parma,  e l’ampliamento del depuratore , ma una strada larga tre metri per raggiungerli. Oltre alla già difficoltosa situazione del traffico in zona centinaia di camion devono imboccare l’esausta via Carpinello. La soluzione? Una pista ai margini del  Marecchia promessa in attesa di una circonvallazione già approvata, ma misteriosamente sospesa senza motivazione formale conosciuta. Che dire… a Santa Giustina aspettano la pista, in attesa della tangenziale, in attesa di una motivazione. Intanto il WWF avverte, la pista può essere solo provvisoria.

 Storia infinita. Voto 3

Rimini UpTown: Come un Giurassik Park della Mondezza salendo sulle colline di Covignano si può trovare L’Ecomostro, il Biodigestore. I cittadini sono sicuri che non funzioni correttamente e che inquini. Per la verità non solo loro hanno questa convinzione vista la diffida comminata dal Servizio Politiche Ambientali della Provincia di Rimini per sforamento dei valori limite.

Puzzolente. Voto 2

V Peep: 30 anni fa ci siamo dimenticati di chiedervi gli oneri urbanistici, ma fa niente perchè nel frattempo ci abbiamo messo aggiunto un sacco di roba e voi avete tre mesi per pagare. Non è esattamente così, ma da l’idea del perché 1600 persone si siano unite in una class action contro il Comune. Il Tar di Bologna si è affrettato a sospendere alla stessa velocità con cui, da Palazzo Garampi, è partito un comunicato con cui si acconsentiva ad una proroga.

L’immagine prima di tutto. Voto 3+ (il più è per le risate che mi provocano certi comunicati)

PM10: Numerosi gli sforamenti e in alcuni casi con valori così alti, secondo i parametri del Ministero dell’Ambiente, da rendere obbligatorio far rimanere a casa i bambini. Il traffico si sa, in assenza di valide politiche per disincentivare l’uso dell’automobile e la completa indifferenza verso un piano per la mobilità urbana, produce di queste situazioni e la soluzione sembra non sia la danza della pioggia, come non lo sono i piedi bus e la piantumazione di qualche albero.

Pericoloso. Voto 0.

Ciclabili: Oltre alla riga gialla da 660 mila euro Rimini è l’orgogliosa proprietaria di una rete ciclabile definita dagli esperti (coloro che le percorrono) Ab Capocchiam. Tra una serie di aborti che cominciano e finiscono nel nulla sono famose: La pista di via XX Settembre in cui i ciclisti corrono come in una roulette russa sperando che nessuna macchina parcheggiata apra lo sportello dal lato passeggero.  La pista della via Montescudo, assolutamente da non percorrere al calar del sole a causa di buchi di buio profondo non gestibili con una semplice illuminazione da ciclista. La pista di Viserbella pericolosa ed interrotta innumerevoli volte da incroci che arrivano fino alla carreggiata stradale. Il Primo Cittadino in persona, durante la presentazione del bilancio provvisorio all’Hotel Helvetia, aveva promesso una soluzione dopo l’estate, quella già passata.

Aspetta e spera. Voto 4.

Trasparenza: La trasparenza è un problema vasto e dunque siamo costretti ai fatti salienti. A Rimini si fa come dice Gnassi e, in questo, la situazione è abbastanza trasparente. Per il resto si sa poco. Le poltrone nelle partecipate continuano ad essere cariche politiche anche se, in certi casi, travestite, vedi ad esempio la giovane e brillante manager bocconiana da quest’anno alla guida di AM che, solo casualmente, è la nipote di Maurizio Melucci. Importanti i posti a chiamata diretta ed insindacabile giudizio del Primo Cittadino come il dirigente Bronzetti promosso sul campo senza alcuna concorrenza, se non quella che sembrava tanto una rappresentazione per l’odiens. Altre amenità sul personale: il contratto “D” del capogabinetto Funelli è finito alla corte dei conti e retrocesso a “C”. Almeno da quest’anno si possono seguire i Consigli Comunali in streaming.

Opaco. Voto 4.

Fogne: Tutto risolto, parola di Hera… almeno da li pare venire la soluzione. Una copertura finanziaria garantita da Hera, Romagna Acque e Amir recuperata in 25 anni di tariffe, di tutta la provincia, che ovviamente verranno aumentate. Quanto? 4-5% all’anno per la durata dei lavori che si presumono di 7-8 anni.

Come non fidarsi? Voto 5.

Viabilità: tragica e non risolvibile con le soluzioni indicate, tra le quali c’è il TRC. Se soluzioni valide sono state proposte ci dispiace, ma eravamo distratti. Ci siamo accorti invece che stanno per arrivare delle dure prove come l’ormai inevitabile abbattimento del Ponte di Via Coletti e, in un futuro prossimo, l’auspicata pedonalizzazione del Ponte di Tiberio.

Confusi. Voto 4

Turismo: Unite un Sindaco che ha le feste nel DNA, un Assessore Regionale al Turismo diventato tale dopo una vita nella politica Riminese e diversi importanti Riminesi poltronati in Enit (compreso lo stesso Melucci), tutto questo con a disposizione la Capitale del Turismo, dove il biglietto aereo ai turisti lo pagano i cittadini. Cosa ottenete? Las Vegas? Disneyland? Il Paese dei Balocchi? No… rimarrete con Rimini in crisi e un traffico di badanti che sostano da noi a 20 euro a notte. Poi, se proprio hanno dei soldi da spendere, nel pacchetto c’è la gita inclusa da altre parti. E’ stato calcolato che costa di più mantenere un detenuto che un turista a Rimini (e ultimamente in certi quartieri è una soluzione consolidata). Assolutamente da segnalare l’iniziativa Io-Info, abilitazione sperimentale di alcuni esercenti alla sostituzione degli uffici di informazione turistica. Pare che nel pacchetto ci siano anche 30 ore di russo, utili forse per spiegare che il gatto è sul tavolo nell’idioma Moscovita.

 Occasioni perse. Voto 0 (spaccato).

Turismo 2, la spiaggia: Un modello, una tipicità, ma con la bolkestein nessuno sa “che s’adda fa” (l’articolo e mio e ci metto quante rime voglio). In realtà qualcuno lo sa ed ha messo in fila bolkestein e federalismo demaniale. Funziona così: il TRC uno scopo ce l’ha, chiudere il lungomare che, con il federalismo demaniale è a disposizione del Comune. Tutte le strutture che attualmente insistono sulla spiaggia possono non preoccuparsi dell’instabile sabbia bolkestein perchè vengono spostate, per la maggior consistenza, sul demanio federale. Con i soldi di chi? Bagnini, chioschisti e albergatori che, in un coro di fiducia e fratellanza, chiedono prestiti alle banche. Fantascienza? Non per tutti e non per la Rimini che conta, già organizzata nel Consorzio nel Porto.

Selezione Naturale. Voto: non classificabile.

Questo a grandi linee il quadro. Tutta responsabilità di questa Amministrazione? Non sempre direttamente, ma, considerando che il Primo Cittadino si è  occupato di politica fin da ragazzo e sempre nella stessa corrente non si può certo esimere da una responsabilità storica. In ogni caso soluzioni valide non sono state intraprese per nemmeno uno di questi problemi, anzi. Nonostante non ci sia dubbio che chiunque abbia in animo di fare buone cose, perlomeno per accrescere il  proprio  prestigio, a Rimini l’attivo riguarda 3 notti l’anno: Notte Rosa, Molo Street Parade e Capodanno… pochino per la promozione.

P.S.

Non bisogna pensare che una stroncatura faccia sempre male. Una giusta bocciatura oggi potrebbe regalarci un magnifico collaudatore di poltrone europee domani.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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L’esperienza degli altri.

Sbuffata notturna del Biodigestore di Rimini
Sbuffata notturna del Biodigestore di Rimini

Mentre in questi giorni a Rimini si festeggia la meravigliosa soluzione del Biodigestore che, oltre ad essere un esempio di sicurezza, contrariamente a quanto sostengono le 100 denunce del comitato Rimini UpTown, offrirà anche il dono della luce a 9000 riminesi, il Consiglio Comunale di Ferrara all’unanimità decide di impegnare il proprio Sindaco per bloccare la costruzione e la progettazione di nuove centrali a Biogas.

 
Il motivo? Il Territorio di Ferrara non è alla prima esperienza, come la verginella Malatestiana, per quanto riguarda questo tipo di impianti. Nel Ferrarese sono diverse le centrali e sono diversi anche gli studi che si preoccupano di scoprire le incidenze riguardo alla sproporzione di malattie delle vie respiratorie, come il cancro ai polmoni. Sebbene i rilevamenti statici possano essere politicamente diluiti nel loro effetto mediatico, ci sono cose come il traffico pesante indotto e incidenti come quelli già raccontati sulle pagine della nostra cronaca, che si fanno molta più fatica a silenziare.
 
Il Territorio di Ferrara è giunto all’attuale risoluzione dopo una serie di conflitti tra la popolazione e i sindaci coinvolti, dopo aver compromesso il proprio territorio chissà quanto profondamente. A Rimini siamo solo all’inizio della stessa strada, ma le spinte che incentivano quello  che altri hanno giudicato pericoloso sono le stesse.
 
L’interesse principale è di Hera, che, data la natura dell’impianto, potrà vendere il gas e l’elettricità a meno, magari a se stessa come fa SGR con Sgr reti e Sgr Servizi, o addirittura ad Sgr stessa, consorella nello medesimo organigramma. Naturalmente non  si negherà neanche  qualche bell’incentivo e/o finanziamento europeo. In tutto questo cosa va ai cittadini? A quelli di Rimini UpTown preoccupazione, impegno per provare a difendersi legalmente, traffico pesante, puzza e un territorio agricolo adulterato. Per quanto riguarda invece gli 8000 Megawatt non avranno certo un prezzo diverso per quei 9000 cittadini a cui saranno destinati. Teleriscaldamento docet.
 
Dunque Ferrara, anch’essa a maggioranza PD,  grazie all’interessamento di  Progetto per Ferrara, il cui referente è Valentino Tavolazzi, ha messo un fermo alla consuetudine di assecondare Hera in ogni desiderio. Quando toccherà a Rimini? In un Comune dove l’Assessore all’Ambiente è convinta di combattere gli scandalosi valori del PM10 con i pedibus… bisognerà aspettare parecchio.
Davide Cardone
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Democrazia?

logo-forza-gnocca-ciclo-dell-arteMi sembra di averlo già scritto in passato, ma va da sé che lo sto già riscrivendo…
Se veramente erano democratici non lo scrivevano nel nome del partito. Così come quelli della libertà, che poi occupano le scale dei tribunali in nome della loro tanto sbandierata democrazia. Ci sono altri che parlano di libertà ed anche di ecologia, ma sono troppo piccoli e poi menzionano il partes, la parte, la sinistra, che già così appunto si mette in una posizione di parte, non rappresenta pertanto la totalità e quindi nulla a che fare con la democrazia.
Come quelli che invece si scrivono nel nome MoVimento ⭐⭐⭐⭐⭐, per evidenziare effettivamente quei 5 punti che mancano alla Costituzione: acqua pubblica, no al nucleare si alle energie rinnovabili, sviluppo, progresso, diritto all’informatizzazione e soprattutto all’informazione libera, ma di democrazia ne devono mangiare ancora tantissima, a pranzo e cena.

democrazia_voltaire

Per quanto mi riguarda il PDL è il cancro di questa società, insieme alla lorda Lega. Certo, ma hanno capito in molti che per estirpare il cancro devi combattere la muffa e i funghi che lo sostengono: il PD con tutto il suo apparato di conniventi alla Mafia, alla Camorra e all’Andrangheta, oltre alla Corruzione, al Clientelismo, al Nepotismo, all’annullamento dei diritti e della coscienza civile.
Non è possibile che per oltre 10 anni il PD ( il PCI, il DS, il PdS, la Margherita, l’Ulivo e tutti i cazzo di funghetti del bosco ), dalla regione, alle province, fino ai singoli comuni, siano convissuti con la Camorra in HERA, la Mafia in MPS, l’Andrangheta/Mafia/Camorra insieme nelle Cooperative.
Questo solo per fare alcuni esempi sul locale e senza spingersi troppo in là, ma se vogliamo possiamo anche parlare delle frequenze televisive, degli affari di speculazione taciuti in FIAT o Parmalat ad esempio, delle varie scalate alle azioni bancarie, degli affaracci sporchi di Lottomatica e Mondadori…
no-gods,-no-masters!Con tutti i cazzo di ex-sindaci, ex-consiglieri, ex politici, tutti quanti allegramente seduti nei consigli di amministrazione, nelle stanze dei bottoni come nei vari tribunali, lautamente stipendiati per controllare e combattere ciò che pensavamo di aver vinto nell’immediato dopoguerra… ebbene, questi non è possibile che non potessero sapere. Non è ammissibile!
Vogliamo poi parlare di decine di anni di cementificazione selvaggia per favorire il riciclaggio del denaro?
Chi sostiene il PD pertanto non è meno colpevole di ciò che ha combattuto.
Tutti responsabili dal primo all’ultimo e tutti da condannare.

Leggi tutto “Democrazia?”

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la perla verde

Questo testo non apparirà mai né sui giornali né su altri media.

 

Non c’è destra ne sinistra, tantomeno il centro.

 

Non c’è “una parte” di cittadini, il _ partito _ partes.

 

C’è la politica ( polis etica: etica pubblica ) e la democrazia ( demos kratos: potere e popolo, il governo del popolo ).

 

I falsi ideali per cui il ceto basso ( la sinistra ), debba difendersi dal ceto alto e dal potere ( la destra ), mentre ci si riferisce ad un ceto medio del potere religioso ( il centro ), non hanno nessun riscontro nella società. Io posso essere cristiano o meno, avere un negozio o una attività imprenditoriale o esserne dipendente e nel contempo essere assolutamente povero, non indigente, ma non ricco. Idem e viceversa.

Non ha senso sentirsi identificati e difesi, rappresentati, da una parte di queste realtà.
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operatori telefonici: lealtà verso i consumatori

Non solo il turismo ha rallentato ad agosto, anche le compagnie telefoniche hanno ridotto la velocità.

Negli ultimi giorni di luglio H3G Italia ( Tre ) ha installato una rete di limitatori nei ripetitori di segnale del nostro territorio, come in molte altre città Italiane.
Invece di investire su nuove linee ( non gli vengono concesse dal governo e il Wi-FI è stato bannato ), per forza di cose questo ha prodotto un nuovo approccio dell’operatore H3G che ha dovuto investire sulla rete attuale e, visto l’alto numero di clienti raccolto con le loro offerte vantaggiose, hanno per forza dovuto limitare la banda di navigazione… già molto ridotta peraltro.

Il problema lo segnalo per H3G perché è cosa recente di luglio/agosto, ma gli altri operatori Wind in testa, Vodafone e TIM, hanno già adottato questo sistema da alcuni anni. H3G era rimasta l’unica fuori da queste politiche di mercato truffaldine e vessatorie e, purtroppo, ci è entrata nel modo peggiore: limitando la velocità di contratti preesistenti senza il minimo preavviso.

Insomma, cosa è successo: semplice, consumi troppa banda mobile? Te la riducono!
Così i fornitori di telefonia risolvono il problema delle loro reti sotto dimensionate, restringendo la banda a chi fa troppo traffico.
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