Rimini Criminale

polizia-controlli-notte-2Avete sentito del funerale di Casamonica a Roma? Scandaloso vero? Una cerimonia in pompa magna con un tale sfoggio di ricchezza per un Boss, proprio nella Roma di Mafia Capitale. E’ invece no, è solo gossip assimilabile alla notizia di chi si tromba quest’anno il figlio di Gigi D’Alessio e, come tale, è distrazione. L’unica cosa che esprime quel funerale è la debolezza di un Estabilishment la cui reazione non merita considerazione, ma lo stesso funerale, avendo i mezzi ed essendo altrettanto cafone, lo avrei potuto ottenere anche per me.

Tra le pagine social si legge che molti anche a Rimini sono rimasti scandalizzati dalla cosa, però questa città non è messa meglio in quanto a criminalità. C’è chi non lo ha capito. C’è chi invece se ne rende conto, ma preferisce tacere per non rovinare l’immagine della “Miami de noialtri” proprio durante la stagione (anche se dopo non è che…); lo stesso concetto per cui si chiude un occhio verso il divieto di balneazione e la mattina dopo un forte temporale trovi allegre famigliole che si immergono nel Gange della nostra riva PostBefanizzata.

Questi silenti “per amor di campanile” forse dovrebbero capire che la maggior parte del turismo di Rimini approda da queste parti proprio per lo stato in cui ci troviamo e se proprio ci piace questo tipo di clientela dovremmo farlo sapere che siamo in mano alla criminalità, non nasconderlo.

Un episodio per chiarire il concetto. Luca è un ragazzo di Reggio Calabria, ha una ventina d’anni e, dagli occhi vispi, sembra non essere uno che se la dorme nella paglia. E’ a Rimini ospite di un amico d’infanzia, Santino, che ormai abita qui da anni. La sera dell’arrivo non si è voluto nemmeno riposare tanto era entusiasta di assaggiare il lungomare. La Movida, il divertimento, le femmine. La mattina dopo si sveglia scuotendo la testa e lo fa per tutto giorno raccontando a chiunque voglia ascoltare le sua perplessità.

“Ma quanta cazzo di droga c’è a Rimini..? Voglio dire.. io vengo da Reggio Calabria, che non è proprio un asilo nido per certe cose, ma una roba come qua a Rimini non mi era mai capitata. E’ tutto un: lo vuoi il fumo? la vuoi la coca? cristalli ne vuoi? hai una cartina? non ti lasciano fare un metro.”

Ora. Se vogliamo essere ingenui possiamo immaginare che tutti i pusher del lungomare siano freelance come giornalisti senza redazione, ma la verità la sappiamo bene e non possiamo far finta che dietro non ci siano delle organizzazioni come quella dei Casamonica. I recenti fatti del Coconuts dimostrano che non c’è proprio da scherzare.

Come mai c’è tanto spaccio? Il motivo è lo stesso per cui c’è tanta piccola criminalità, tanta prostituzione, tanta corruzione, tanta evasione, tanto strozzinaggio, tanto degrado ambientale, ci sono tanti senza tetto ed è anche lo stesso motivo per cui, nonostante Rimini sia storicamente luogo in cui le generazioni passate hanno molto risparmiato, la miseria avanza inesorabile.

Molti, pensando al motivo, staranno addossando la colpa all’Immigrato, che, come da programmazione neurale, è la fonte di tutti i mali. La verità però è che il motivo di tutto ciò è l’abbandono, contesto in cui certamente si inserisce anche chi, da immigrato, cerca mezzi alternativi per sopravvivere. Resta ora da stabilire chi è il colpevole dell’abbandono.

Certo esistono una serie di concause da considerare, ma, formalmente, c’è chi si assume certe responsabilità accettando cariche amministrative. I Sindaci, gli Assessori, le maggioranze hanno il dovere di ridistribuire secondo necessità il contributo dei cittadini, ovviamente tolta la quota parte che va allo stato e intercettati i vari finanziamenti statali e comunitari. La linea secondo cui lo fanno è quella che comunemente viene chiamata politica, se la politica applicata è inefficace bisogna ripassare sotto verifica popolare e non necessariamente aspettando la fine del mandato… anche se ci perderemmo al parte più bella, quella in cui dopo 4 anni di sonno profondo piovono cantieri (governo ladro).

La politica di Rimini favorisce l’abbandono e il degrado. Basta guardarsi in giro per capire che questo è un fatto, ma lasciate che provi a spiegare il motivo con un metaforico quesito. Avete in tasca tremila euro. La vostra casa ha la porta rotta al punto da non potersi chiudere e l’ingresso del vostro giardino è un luogo buio, facilmente accessibile. Cosa fate con i tremila euro? Aggiustate la porta e illuminate il giardino o vi comprate un televisore da 50 pollici? La scelta dell’Amministrazione Riminese è evidente. Tre feste, cartelloni ovunque, tanti selfie e via.

Si è puntato sulle cose sbagliate, probabilmente per mantenere promesse fatte a pochi, per niente funzionali alla salute della città. La famosa Destagionalizzazione, anche se avesse funzionato (non lo ha fatto), sarebbe stata solo una parte dell’economia Riminese, il turismo estivo non può essere ricondotto alla contingenza di un paio di eventi. Se devo fare mente locale rispetto a ciò che è stato fatto per il turismo ricordo: Notte Rosa, Gnassi in Cina, Notte Rosa, ciclabile strana, Notte Rosa, Io Info (persino il fratello ha tolto il cartonato fuori dal locale), Notte Rosa, Molo Street Parade, Notte Rosa, Manifesti di Cattelan. Foto, tante. AH! Dimenticavo… è stato accettato con l’inchino anche il pacchetto fognario chiavi in mano di Hera, che pagherà tutta la provincia e con il quale (leggasi talpone) sono riusciti a bloccarsi persino quelle quattro rotonde che si erano decisi a fare.

Poi ci sono le Vision, quelle tante. Le Visioni a quanto pare non sono foriere di vera programmazione sia turistica, che economica per la città. Il Centro è morto e noi facciamo Acquarena per Cagnoni. La Periferia è malamente servita e noi buttiamo risorse pubbliche nel TRC. La città è piena di luoghi abbandonati dove si raduna l’umanità disperata e noi, invece di riqualificare quei luoghi, buttiamo risorse su un teatro di cui si sapeva già essere costruito su reperti che avrebbero bloccato tutto. Tra l’altro chi riconverte quei luoghi, dove succede qualsiasi cosa, in case di accoglienza per l’emergenza abitativa viene cacciato a manganellate.

Rimini oggi è un posto che, a dispetto delle vision, ha un centro defunto, centinaia di aziende in fallimento e una politica turistica involutiva concentrata sul turismo d’accatto. Adolescenti (o poco più) che dopo essersi ubriacati e drogati vanno a farsi rapinare e violentare in una spiaggia buia. Un turismo che paga così poco da costringere gli albergatori ad abbassare i servizi, assumere schiavi o ad affittare a chiunque abbia contanti, anche sporchi, ma subito. Tra l’altro è così che arrivano i soci che nessuno vorrebbe mai nella vita, perché un albergo può avere un valore nominale di qualche milione di euro, ma se non lavora vale come una conigliera, solo chi ha interessi paralleli e risorse non convenzionali ci investe.

Mappa rapporti criminali Romagna_SanMarino_MarcheSo che sono cose che non si vorrebbero sentire mai della propria città, ma Rimini non più è la Capitale del Turismo, però sta diventando un polo significativo per la Criminalità, come illustra ampiamente l’ottimo lavoro di ricostruzione dei ragazzi del Gap.

P.S.

Avete mai visto come si svolgono i furti in spiaggia di notte? Quest’anno sono cresciuti molto. Agiscono in formazione di tre persone e usano la voglia di bagno notturno del turista. Uno va a distrarre le eventuali persone vicine alla riva, gli altri due rapidamente perlustrano lettini e mosconi dove la gente abitualmente nasconde vestiti, cellulari e soldi. Facile facile. Come lo so? Come so tutto il resto, basta fermarsi ed osservare.

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@DadoCardone

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Povera Rimini

David LaChapelle, The Deluge, 2006
David LaChapelle, The Deluge, 2006

Se Rimini dovesse essere valutata per la classe politica che l’amministra probabilmente sarebbe necessario farla andare in concordato,  come si fa per le aziende in odore di fallimento. Fortunatamente un po’ di rendita storica è stata accumulata, ma quanto durerà?

L’Epoca Romana, il Rinascimento, l’Epopea del Turismo e il molto citato, ma parecchio ignorato, Fellini, hanno messo in cassaforte parecchi crediti. Purtroppo però tutta la potenzialità costruita con il sacrificio di molti è stata sputtanata da due ondate anomale di pessima umanità. Il primo guaio sono stati quasi 70 anni di cattocomunismo dove gli interessi di fascisti, cattolici e comunisti si sono incrociati sotto l’egida di scaltri amministratori, che hanno distribuito poltrone come inno al loro personale potere. Arrivati con il fiato corto a ridosso della globalizzazione e dei calci in culo europei,  con sottofondo di Troika, i tenutari si sono fatti sostituire dal secondo e, se possibile, più pernicioso guaio: I ragazzini.

Una classe politica cresciuta nell’assenza del confronto, che si trova in estremo disagio con i mezzi imposti dalla Democrazia e comunica solo a suon di slogan, ha fatto precipitare Rimini in un incubo di paralisi POP, un conato anni ‘80 sia per quanto riguarda la comunicazione, sia nell’atteggiamento trash di genesi delle idee.

La Rimini dell’accoglienza e di Fellini si è rinchiusa in un sentimento sciovinista per non guardare ai suoi problemi. Degrado, declino, atarassia indotta tramite ipnosi da aperitivo. “Li vedi i colori pop? Stiamo facendo, non ti preoccupare di quello che senti dai gufi, loro si lamentano, ma non fanno proposte. Tu segui i colori pop, magari non arrivi all’illuminazione, ma all’aperitivo ci arrivi di sicuro. Cestino pop, rotonda pop, cantiere pop, fila dritto e… toh! Una festa tutta rosa! Cosa ti avevamo detto?”

Bisognerebbe che i riminesi andassero ad assistere ad un Consiglio Comunale per capire a chi hanno dato in mano i loro destini. Troverebbero una maggioranza che annuisce e alza la mano a comando, senza conoscere nulla di ciò che vota, solo per non attirare la contrarietà di un vanitoso che spende 100 mila euro (dei tuoi) per farsi una foto con Cattelan. Poi però se gli dici qualcosa spalancano gli occhi e gridano “attentato alla cultura!

Cultura?! Ma, la Cultura è conoscenza, è un’offerta dell’uomo ai suoi dei, è un sistema di saperi, è tradizione di conoscenze di una Comunità, cosa ci fa la parola cultura in bocca ad un emulo del Trota, che tempesta la sua vita social di foto di aperitivi e mette le mani avanti ogni due parole quando cerca di esprimere l’opinione del suo padrone. E vogliamo parlare della parola: Politica? Si può fare politica solamente alzando e abbassando una mano a comando? Veramente… dovreste venire in Consiglio Comunale e vedere le scene mute, gli sguardi bassi, come si tormentano le dita, come passano il tempo a pulire quella piccola macchia sul banchetto, o a fare lunghissime ricerche sui loro cellulari. Quando ho cominciato a seguire i Consigli sapevo i loro nomi… me li hanno fatti dimenticare tutti. Ricordo solo quello di quei due ragazzini che abbaiano a comando. Uno si fa salire la pressione e balbetta ogni volta che interviene, l’altro mette dei numeri in ogni discorso nella sua interpretazione di “colui che sa“. Entrambi tifano per l’inconsistenza ben apparecchiata del loro capobastone e parlano solo delle proposte non fatte dal Movimento.. non sono stati attenti neanche in quello, ma quando metti un ragazzo a fare il lavoro di un uomo…

A dire il vero mi ricordo anche un’altro nome. Savio Logorrea Galvani, l’uomo che sussurrava al PD (sussurrava rispettosamente ovviamente). Se mai vi foste chiesti perché la sinistrina totalizzi percentuali elettorali prossime allo zero, dovevate osservare questo esemplare all’opera. Anche se secondo me sarebbe stato più opportuno chiedersi come fa un’entità politica con un consenso elettorale così ridicolo a riservarsi un assessore, un posto nel CDA della Fiera e una poltrona da dirigente all’Acer.

Teleriscaldati, TRC, Acqua Pubblica, Mercato bisettimanale, Centri Sociali, privatizzazioni SGR, tariffe maggiorate Hera per pacchetti chiavi in mano da pagare vita natura durante per la gioia di tutta la Provincia…. non c’è stata una sola battaglia per cui FDS (Federazione delle Sconfitte) e i loro rappresentarti istituzionali non si siano messi a priori dalla parte del PD o non abbiano rappresentato finte opposizioni di comodo. Ah però… non gli parlare di Pizzarotti da Parma che gli girano gli zebedei a vortice.  Anche adesso, che Galvani è stato messo all’opposizione dalla sua stessa ignavia, appoggia senza riserve il PD guadagnandosi sperticate lodi pubbliche dai due ragazzini di cui sopra. Anche perché diversamente la “Maggioranza” non avrebbe i numeri per sopravvivere.

Ma cos’è sta roba? Cioè Rimini deve essere realmente amministrata da un Vanesio, due ragazzini, un paggetto e 14 fantasmi? Vogliamo parlare della Giunta poi? Si è fatto un gran parlare della Spending Review, ma la ricetta era a portata di mano e l’ha indicata proprio la Giunta Gnassi. Due poltrone da Assessore libere e mai più riconsiderate… evidentemente non così utili. Peccato solo essersene accorti dopo 4 anni, visto che costano 40 mila euro all’anno ciascuna. Con quei soldi ci venivano tanti servizi fotografici per il Taglianastri: un anno con Oliviero Toscani, l’anno dopo con David LaChapelle e via così.  A proposito di poltrone inutili…. ma esattamente Irina Imola è Assessore a che cosa? No, perché con i soldini del suo stipendio ci viene un magnifico Andy Gnassi Warhol da mettere al casello di Rimini Nord.

Riminesi riprendetevi la Città, per carità. Questi, quando hanno finito di fare danni, operano la transumanza delle poltrone, ma a voi restano guai grossi (colorati pop). Quando la politica è debole le Mafie prendono il sopravvento… è inevitabile.

P.S.

“A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?” [Totò]

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Se non ci fossero i Gufi sarebbe pieno di sorci.

web-Owl-with-mouseDue cose sono fondamentali nell’affermazione politica. La prima è la rete di relazioni che il professionista politicante sa creare tramite promesse, patti, ammiccamenti, partecipazioni e sostegno (soprattutto a parole) sui temi che smuovono di più le pance dell’elettorato. La seconda è l’arte della comunicazione di massa.

Le due cose sono profondamente legate poiché, una volta che i propositi dimostrati verso qualsiasi cosa avranno portato l’Homo Politicus ad ottenere la sua posizione, bisognerà scegliere quali promesse mantenere. Molte saranno confliggenti e, va da sé, saranno onorate solo quelle fatte a chi ha seriamente la possibilità di riscuotere il credito. Facciamo un esempio? Hera, Cagnoni, etc. … scoperta l’acqua calda.

Un po’ meno banale la considerazione di quello che bisogna fare per camuffare la propria inadempienza e qui entra in gioco l’arte della comunicazione. Ovviamente si apre un mondo di possibilità, ne elenchiamo alcune a beneficio d’inventario.

  1. Brandizzare qualsiasi cosa. La tecnica è semplice. Le informazioni arrivano alla mente umana tramite tre canali: visivo, auditivo e cinestetico (il complesso delle sensazioni del corpo). La memoria dedica mediamente percentuali molto più alte al canale visivo (circa l’80%). Una furba operazione identitaria farà ricordare un marchio di fabbrica a dispetto di quello su cui è stato apposto. A Rimini per esempio ci sono i “Colori Pop”, avete presente? Quelle 4 righe colorate apposte ovunque, anche sui cestini del centro. L’effetto massivo sarà quello di un’Amministrazione molto indaffarata … poco importa se i cestini c’erano già.
  2. Creare Mantra. La gente (in generale) non ha molta voglia di approfondire e ambisce al galleggiamento. Contrariamente a quello che si pensa le persone preferiscono credere che giudicare, in quanto la seconda pratica necessita di impegno extra alle proprie necessità immediate. A nessuno però piace essere considerato passivo e, qui sta il trucco, basta dargli qualcosa da ripetere, qualcosa di semplice, convincente, ma soprattutto che non faccia uscire dalla zona comfort.  Un paio esempi il linea generale: “noi facciamo, gli altri gufano”, “ci criticano, ma non fanno proposte” e declinazioni varie.
  3. L’annuncio. E’ una delle tecniche più antiche della politica e si tratta di una pubblica dichiarazione d’intenti. Si usa ripetere questa tecnica a cadenze regolari e a quotidiani riuniti. E’ importante creare un’epifania, un momento di rivelazione, un indizio che le cose si stanno muovendo per il verso giusto. Nel momento in cui questo non accade deve intervenire un nuovo annuncio.
  4. Panem et circenses. Questa se non è la più antica poco ci manca. Già l’Impero Romano distraeva il suo popolo con giochi, distribuzione di generi alimentari e terme pubbliche. Nel corso del tempo la tecnica si è modificata magari sostituendo i gladiatori con le squadre di calcio e le terme con 80 euro … anche se a dire il vero le squadre di calcio ultimamente non sono un gran che, sarà per questo che il Parlamento è diventato un’arena dove non si risparmiano schiaffoni nemmeno alle donne.
  5. Parassitismo. Non so se lo avete notato, ma le idee buone sono sempre di chi sta parlando e le colpe sono sempre di chi c’era prima (a volte anche di chi non c’è mai stato). Il fatto è che le idee, perlomeno quelle spendibili con l’elettorato, sono le medesime dalla seconda guerra mondiale: una ricetta fatta di sacrificio e riorganizzazione per poi avere tutti un bel posto di lavoro. Questo parassitismo ideologico è un vero e proprio abito mentale per il politico ed è inevitabilmente declinato anche a concetti più basici, anche perché l’annuncite bisogna pur alimentarla con qualcosa.

Questa è un’analisi superficiale, ma serve a delineare un perimetro e possibilmente accendere consapevolezza in quelli che ripetono come ebeti che chi critica è un gufo, dimenticando che se non ci fossero i Gufi sarebbe pieno di sorci. La Critica, così come il diritto di cronaca, è prevista e difesa dall’Articolo 21 della Costituzione Italiana … sostituire un articolo della costituzione con la parola “gufo” non è solo semplicistico, ma da imbecilli.

Per completare la funzione di queste poche righe andremo ora ad usare la cornice creata per inquadrare la realtà che meglio conosciamo: l’inefficacia amministrativa dell’attuale Giunta Riminese. Non vi preoccupate però, basteranno ancora pochissime righe.

Non ho idea di quanti siano quelli che ancora credono che a riempire il primo fine settimana di luglio sia la Notte Rosa, ma pare del tutto evidente che si cerchi incessantemente di porre il marchio su tutte le cose che funzionano già da sole. Com’è anche piuttosto evidente che le iniziative festaiole su cui ci si concentra di più, nonostante necessità turistiche e destagionalizzazione, sono quelle rivolte ai riminesi intesi come elettorato.  I più consapevoli, o i meglio informati, non fanno molta fatica a vedere annunci che appassiscono con lo scorrere del tempo, persino gli annunci di cose già fatte: “sono andato a pretendere il lungomare”, quando era già previsto il Federalismo Demaniale, “Sta arrivando la rotonda di via Montescudo”, già prevista da Anas, che sta aspettando da una vita l’espletamento delle procedure sul territorio.  Ovviamente chi poi perde fiducia, o semplicemente affronta l’annuncio in assetto vigile, è uno che vuole la catastrofe. Una considerazione puerile di per sé, ma basterebbe vedere cosa e quanto si è realizzato, che non sia stato parassitato,  per capire chi porta a casa la pagnotta.

Le Fogne sono un pacchetto chiavi in mano fornito da Hera, che pagheremo nelle tasse e nelle bollette di tutta la Provincia e per le quali Lupus in Fabula aumenterà la sua egemonia. Il Fila Dritto è un nome piuttosto stupido per chiamare le rotonde, strumento inventato negli anni ’60 per eliminare i semafori. L’Aeroporto è stato riaperto da un’azienda privata che l’ha ottenuto in saldo, dopo che i soci pubblici l’hanno fatto fallire. Per capirci… le stesse persone che oggi bagnano di lacrime e champagne le fragole offerte allo sparuto gruppo di viaggiatori russi zero cost. Va da sé che le lacrime sono tributo, assieme alle preghiere, alla salvezza delle terga. Le feste, Al Meni, Molo, sembrano opportunità per un gruppo piuttosto selezionato d’imprenditori. Acquarena è una pausa nella “guerra al cemento”(?) per salvare il Palas, monumento della sottomissione al Faraone TutanKagnon.

Questa è l’azione amministrativa di cui questa Giunta si vanta. Dimenticavo, hanno costruito anche due scuole. Azione meritoria, se non fosse per il fatto che rinunciando all’affitto del Seminario (17 milioni di Euro) potevano costruirne diverse di scuole nuove, risolvendo i problemi di anzianità delle rimanenti. Per il resto questa formazione è stata molto attenta a non disturbare poteri assodati, le famose promesse che si è obbligati a mantenere, non certo quelle verso la popolazione.

Concludiamo questo mini trattato sull’adolescenza politica portando un esempio del punto numero 5, che però contiene anche tutti gli altri punti sopra elencati. L’annunciato permesso di frazionamento degli appartamenti di grandi dimensioni in centro, attribuito allo Sblocca Italia, è in realtà una della 3 delibere presentate dal Movimento 5 Stelle di Rimini  e approvata il 17 ottobre 2013. La supercazzola con la quale l’Assessore Biagini ha cercato di rivendicarne la paternità cerca di girare attorno ad uno spaventoso buco democratico e istituzionale: un anno e sei mesi di assoluto silenzio su ciò che il principale organo normativo territoriale aveva approvato, quando, per regolamento, in 30 giorni sarebbe dovuto tornare in Aula. Un anno e sei mesi.

P.S.

Ma quando cominciano a fare la piramide a Cagnoni? No perché… ha una certa età.

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