Quando Rimini esporta il suo disagio.

Finora c’eravamo quasi salvati. L’unico che usciva un po’ dalle pagine della cronaca locale era l’Augusto Gnassi che, con le sue speculazioni pop provincialotte, ci ha fatto diventare la vacanza dei Polacchi, donandoci quel genere d’internazionalità di cui potevamo fare volentieri a meno.

Rimini, però, si sa, è terra di talenti e in questi giorni ci ha pensato la locale filiale di Forza Nuova a farci fare una figura meschina oltre il nostro campanile. Pare siano andati a farsi arrestare fino a Macerata, o perlomeno il loro capobastone locale, Mirco Ottaviani, ex candidato sindaco, novello candidato al Parlamento, ci è riuscito sicuramente.

I fatti di Macerata ormai si conoscono in ogni dettaglio. La povera Pamela, tossicodipendente, è fuggita dalla comunità dove era in ricovero. Sulla sua strada ha trovato diversi mostri. Il primo un italiano che, trovandola sola e senza soldi, ha pensato bene di darle 50 euro in cambio di una prestazione sessuale, per poi lasciarla al suo destino. L’aspettava la morte per overdose e un pusher nigeriano che, volendo  togliersi il problema di quel corpo senza vita, lo ha fatto a pezzi. Mostri. Tutti.

A seguito di questi fatti, Luca Traini, Leghista, Fascista, sociopatico, con un tatuaggio di Terza Posizione sulla fronte, si è legato un tricolore al collo ed ha sparato a qualsiasi persona di colore trovasse sul suo cammino. Questo ha generato, a quanto pare fieramente, il primo vero atto di terrorismo politico sul territorio italiano dagli anni ’80 ad oggi.

Di seguito abbiamo avuto modo constatare che, sotto elezioni, anche uno psicopatico è degno di solidarietà. La Destra (ma anche molta Sinistra) nicchia, la Lega trova giustificazioni all’atto, l’ultra Destra va personalmente a portare il suo appoggio. Così Roberto Fiore, altro bel personaggio sfuggito alla giustizia italiana grazie ad una lunga latitanza e alla prescrizione, porta i suoi fedeli , una 40ina di forzanovisti, a cercare di farsi manganellare in piazza. Il martire “patriota” ha sempre il suo appeal e in tempo di elezioni non si butta via nulla.

C’è un video dei fatti, pubblicato da Picchio News, che ognuno può interpretare come crede, per cui lo allego qui (video). Io c’ho visto Forze dell’Ordine che mantengono una posizione per impedire ai militanti un percorso che gli era stato espressamente vietato, onde evitare scontri. Le provocazioni di Ottaviani e compagni, (“manganellate, dai! Fatelo!”) non sono state sufficienti per far perdere il controllo agli agenti, che però hanno portato tutti in Questura.

Da qui in poi, sulle pagine degli camerati riminesi, parte un racconto che in confronto la Shoah è una scampagnata (leggasi in tono sarcastico). Dai post Roberto Lo Giudice, segretario riminese, leggiamo (e mi raccomando di farlo in raccolto dolore):

“Devo chiedere scusa…..Si perché anche se non sono assolutamente una persona che normalmente ha paura ieri mi sono trovato per la prima volta in una situazione di pericolo che non sapevo come affrontare. Ed ho capito ! Ho capito che quando sei chiuso in un landrone [ probabilmente un androne N.D.R.] di una scala senza telecamere con tre celerini in cima ,cinque sotto, ed uno di loro di 100 kg vestito da antisommossa con manganello inizia a picchiarti a calci e pugni , calciandoti anche nello sterno , hai due possibilità solamente: reagisci (come il mio istinto da 40 anni mi dice di fare )ma poi ti arriveranno addosso anche gli altri con conseguenze facilmente prevedibili, oppure ti chiudi a riccio e speriamo che allo sbirro passi “la botta ” scatenata dal tuo commento “siete traditori del popolo”!!.Già; lui si è imbestialito per questo ! E ripeteva mentre menava in maniera convulsa “io non sono un traditore, merda. ..”. Ed aveva ragione in fondo….Perché lui è un servitore dello Stato non del popolo e quella sera il suo sporco lavoro lo aveva fatto !! Non aveva tradito lo Stato: ha picchiato dall inizio alla fine come il Questore (rappresentante dello Stato ) aveva chiesto davanti a tutti in piazza.

Devo quindi chiedere umilmente scusa per tutte le volte che ho avuto dei dubbi oppure ho detto “mah….. forse…” ai vari Cucchi, Aldrovandi, Sandri,Giuseppe Uva o Stefano Consiglio e tanti altri uccisi per mano del servitore dello STATO non del Popolo. Già , loro purtroppo quel dubbio probabilmente di come agire l’hanno avuto e sono stati molto molto più sfortunati di me e dei miei militanti. A tutti loro chiedo scusa ; da oggi non avrò più nessun dubbio di come funziona con i servitori dello STATO.”

Comprendete? Ha capito! Poi non ci mostra nessuna foto di questo pestaggio, né nessun segno di ciò che l’ha fatto sentire tanto vicino a Cucchi e ad Aldrovandi. Non dubitate però, lo trova facilmente un camerata che lo riempie di botte per evitare una denuncia per diffamazione. Altrimenti potrebbe usare la catena che già in altra occasione ha esibito con scarsa destrezza.

Non ho molte parole per questa vicenda, se non la considerazione che Rimini coltiva disagio e che è arrivata anche ad esportarlo a piene mani. Le persone protagoniste di quest’ ultima vicenda non sono nuove ad atti che le pongono sotto pregiudizio legale, eppure qui a Rimini sono liberi di fare ronde notturne non autorizzate, con tanto di foto reportage. Forse è ora che questa Comunità cominci a ripensare seriamente a se stessa e alle sue priorità.

P.S.

“Un giorno il fascismo sarà curato con la psicoanalisi.” [Ennio Flaiano, Diario notturno, 1956]

 

@DadoCardone

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ricordi di cose che accadono quando si cambia un pannolino

1. Il pannolino può essere cambiato per tre ragioni:
a) perché lo dice la mamma;
b) perché lo dice la suocera;
c) perché il bimbo ha defecato.
Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammaticità.
Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza di feci.
Di solito accade così. La mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un pò e dice, con voce gaia e piuttosto cretina: “E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino? cosa ha fatto l’angioletto?”.
Poi la mamma va di la e vomita. A questo punto si riconosce il padre di destra e il padre di sinistra.
Il padre di destra dice: “Che schifo!” e chiama la tata.
Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.
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velocità e distanze

quante stelle brillano solitarie nella notte
così lontane da non potersi incontrare mai
sembrano immobili nel cielo, anche se non è reale
passeranno eoni prima di un nuovo abbraccio
stanno allontanandosi l’un l’altra, non per sempre
prima o poi si incontreranno nuovamente, tutte quante.
L’elastico dell’universo è giunto alla tensione massima
interminabili parsec nascondono il vero tempo
quello spazio in cui il rilascio della potenza diverrà big crunch.

Le stelle sembrano ferme, come tu del resto, sembri immobile su questa terra.
Lo sembreresti anche se ti spostassi sul mezzo più veloce conosciuto ad un osservatore che si trovasse sull’orbita di stazionamento terrestre.
Questo effetto è dovuto ad una logica combinazione di forze, allo spazio e al tempo insieme a queste forze. Certo è che se l’osservatore si soffermasse per un certo tempo a guardarti noterebbe un minimo spostamento. Ma sarebbe forse più interessante per l’osservatore guardare lo spettacolo che si ritroverebbe intorno a lui e che ora vado ad illustrare 😀
Ferma dunque la tua pazza corsa sul mezzo più veloce del mondo e prosegui per scoprire alcune cose interessanti.
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soprassalto

la strada percorro che d’abitudine conosco
vedo una finestra stranamente aperta e penso, ma tu non puoi essere lì
mi muovo e sono fermo
penso al passo ed al suo tempo
ne capitano di cose in un solo spazio di gambe
nascono e si perdono vite, nuovi amori sbocciano e altri cessano
innumerevoli eventi si susseguono nella frazione di un secondo
quante cose, quanta massa in quell’attimo

e tutto quel che io sono si dilata

un’intera esistenza concentrata in un istante
come quando in un immane pericolo ci si rende conto di perdere tutto quel che siamo stati
mentre nel contempo, incessantemente, questo tutto scorre
quanto si perde ad amare la complessità di noi stessi
io forse stavo perdendo l’amore, l’amore è la vita, stavo perdendo la vita
quanto tempo perso nel non poterti amare da subito, da prima, ora
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non immenso vuoto



tu non ci sei, io ci sono
per questo sento il vuoto
su me stesso sono prono
adesso non c’è moto
fermo a guardare un suono
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tu esisti e questo è già amore

Nel freddo dell’alba mi trovo
la brezza del mattino punge
non ho toccato acqua o caffè
mi va solo di pensarti.
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leggero mentre ti penso

Ritmo insensato, corro e non sento più le gambe, sento il freddo sul viso e il panorama che scivola di fianco, ma non il mio corpo, corro sempre più forte.

Corro nel vento, assaporo l’aria, annuso il fresco, l’odore dell’erba e del muschio, mi sento libero e corro di più. Ripenso alla primavera, ai fiumi, ai laghi, al mare e alla spiaggia, ai campi fioriti. Non manca nulla, la mente è piena, ricco è il sangue e grande il piacere, corro ancora di più. Penso alla mia casa, al tepore che mi aspetterà, un pasto, il ristoro e il riposo, quanto l’apprezzerò, provo piacere di correre e corro! corro!! Senza pensare ai limiti o alla stanchezza, corro. Sono felice, guardo in fondo e penso a te, ai tuoi lineamenti, il tuo sguardo, la tua voce e corro ancor più veloce. Non mi curo del dettaglio, guardo la globalità del paesaggio, il cuore mi porta nella giusta direzione. Inizio a non sentire più i miei passi e neppure il rumore di terra battuta, sto correndo e non volando, ma non sento più il fondo. Ritmo insensato, corro e non sento più le gambe, sento il freddo sul viso e il panorama che scivola di fianco, ma non il mio corpo, corro sempre più forte. Mi sono perso in te, ormai da molto tempo.
Il pensiero è pieno di te, non mi sento e corro…
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