Ce l’hai un nome per questo?

filaIl 7 di maggio Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini, presenterà alle Associazioni e agli Ordini Professionali di Rimini le Delibere del Movimento 5 Stelle e del Referente, Gruppo di Lavoro Urbanistica, Fausto Battistel. Per cause facilmente accertabili il Movimento non è stato invitato.

Quali sono queste cause? Vedete … è una questione un po’ complicata. L’idea è sì stata presentata tramite delibere approvate nel Consiglio Comunale del 17 ottobre 2013, ma per una questione tecnica non potevano essere attuate. Qualche malizioso potrebbe pensare che la questione tecnica fosse l’appartenenza al M5S…. ma non è così. Pare infatti che adesso, tramite la bacchetta magica dello Sblocca Italia, si possa. Il Governo mica da solo il permesso di trivellare l’Adriatico, di finire i cantieri della ‘Ndrangheta e riempire gli inceneritori di mondezza di altri territori che non differenziano. No. Il Governo dei Precari pensa pure all’attuabilità delle delibere 5 Stelle, ma proprio tutte: frazionamento delle unità immobiliari di grandi dimensioni in centro, recupero sottotetti etc. etc.

C’è però ancora un piccolo problema, sempre tecnico per carità. Siccome lo sblocco è merito del miracolo Renziano le delibere non possono essere più del Movimento. Per gli ignoranti che non capiscono certe cose farò un esempio più pratico. Lo “Sblocca Italia” è un po’ come se fosse un Tana libera tutti, tutti i catturati tornano liberi e chi contava prima è ancora sotto. Ora il Primo Cittadino di Rimini, dopo essersi perso fra le sue rotonde, ha trovato nuovo vigore per dichiararsi Paladino dell’anticemento. L’unico sforzo che doveva fare era trovare un nome carino e credetemi … dopo la cappella del Rimining non era per nulla facile. Rinnova Rimini. Si può usare come hashtag, fa progressista e non impegna. Sarete d’accordo che il nome è quanto serve, il resto sono quisquilie.

Anch’io ho un hashtag da lanciare si chiama #PDeincolla e descrive perfettamente la tendenza generale del Partito Democratico, non solo quello di Rimini, ma di questo oggi ci occupiamo. Comunque sia il Movimento di Rimini non perde tempo a lusingarsi, a chiedere i diritti d’autore o conquibus per la consulenza, fa una cosa diversa, ma molto più significativa. Giacché l’idea era sua, surclassa se stesso con un progetto spettacolare, una rivoluzione per Rimini, oltre che una potentissima azione culturale.

Rimini Reboot (1)Sarà mostrato ed illustrato l’8 e il 9 di maggio presso la Cineteca Gambalunga e la Galleria dell’Immagine. Una Mostra e una Conferenza dal titolo “Rimini Reboot – Riprogetta Rimini” in cui si arriverà alla fine di un progetto di urbanistica durato mesi. Altissime competenze, innumerevoli ore di lavoro e pratiche scevre della tipica presupponenza politica hanno prodotto qualcosa di unico.  Chi vi scrive, essendo stato in qualche modo parte del progetto, si sente di consigliare ai lettori di queste righe la partecipazione all’evento, soprattutto per rendersi conto della differenza tra un lavoro di professionisti sinceramente ispirati e produttori di slide, che ormai non sono più buone nemmeno per prendere un finanziamento a San Marino. Fidatevi, per questo faran fatica a trovare un nome.

Nei prossimi giorni scriverò più diffusamente dell’iniziativa. Per adesso vi voglio lasciare con una domanda: può una città rinnovare se stessa, guadagnandoci in risorse, bellezza, integrazione e fruibilità? Un consiglio … per provare a rispondere al quesito bisognerebbe eliminare il PD dal quadro generale.

P.S.

“La nomina dell’on. Aldo Aniasi a presidente della Commissione Cultura di Montecitorio ha suscitato perplessità e critiche, a nostro avviso del tutto infondate. Aniasi è effettivamente un uomo colto. Anche se mai sul fatto.”  [Indro Montanelli]

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@DadoCardone

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Nani sulle spalle di un Gigante [di Dado Cardone]

Dopo l’ineccepibile disamina dell’Architetto Battistel sulle necessità architettoniche di Rimini, CitizenRimini, nella persona di chi vi scrive, si sente in dovere di abbassare un po’ il livello della discussione e di usare un po’ di sana ignoranza populista e demagogica. Sarà politicamente scorretto, ma è anche l’unico modo di descrivere come è stato trattato un progetto di rara apertura culturale, o perlomeno la sua presentazione.

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I 5 architetti si dividono le zone di Rimini da “leggere”

L’antefatto. Ettore Maria Mazzola, l’Architetto che ha riprogettato il Corviale di Roma e lo Zen di Palermo (per capirci),  era in giro per Rimini con altri 5 architetti, iscritti al suo Master di Urban Design, presso la Notre Dame University, una delle università più importanti al mondo per quanto riguarda il disegno e la progettazione urbana.

Cosa faceva l’allegra compagnia? Erano stati richiamati dalle traiettorie e dalle suggestioni di questa Rimini Street food che ti fa la piadina con la marmellata di quaglia e te la serve nella Palata dell’Anima? No. Magari sapendolo, ma no. Erano qui per un’iniziativa di Marco Affronte, Fausto Battistel e il gruppo di lavoro urbanistico del Movimento 5 Stelle.

Lettura dell'elemento architettonico tramite schizzo.
Lettura dell’elemento architettonico tramite schizzo.

Il progetto messo in campo consiste in una prima fase, quella appunto eseguita questo fine settimana, nella quale gli architetti hanno visitato Rimini e individuato il suo linguaggio architettonico con fotografie e schizzi perché, come dice Ettore ai suoi studenti, “Quello che disegnate entra nel vostro DNA” (c’è da chiedersi che cos’abbia nel codice genetico  il tale che strisciato di colori pop tutto il Comune… un’agenzia pubblicitaria degli anni ’80?). La seconda fase consiste in un semestre di progettazione nel quale il linguaggio individuato verrà applicato ad una zona di Rimini precedentemente assegnata. Di seguito la presentazione alla cittadinanza per valutarne il gradimento. Dunque un laboratorio di progettazione urbanistica partecipata.

IMG_3296Bene. Ora arriva la parte demagogico-populista. Alla presentazione del progetto, sabato sera alle 18.00, non si è presentato nessuno né  dell’Amministrazione, né dell’Ordine degli Architetti. Solo qualche cittadino riminese ha fatto capolino nella sala prenotata che, tra l’altro, era stata sovrapposta ad un’altra presentazione con centinaia di ragazzini, che hanno provocato un ritardo di almeno mezz’ora ed hanno fatto un casino infernale per tutta la prima parte dell’esposizione. Combinazioni.

Per quanto riguarda l’Ordine degli Architetti sicuramente non avranno visto l’invito, perché non venire a sentire un collega di successo e comprovata esperienza potrebbe sembrare uno strano caso di invidia del pene. La prossima volta l’amico Battistel dovrebbe provare a chiamare un Fuffas di grido per soddisfare la voglia di cazzate, quella si che conta a Rimini.

Preparazione della presentzi
Preparazione della presentazione con il metodo “Charette”

Ben più sciocco è l’atteggiamento dell’Amministrazione perché, qualsiasi sia la provenienza ideologica dello spunto, c’è sempre qualcosa da rubare… soprattutto quando l’ospite è un Architetto che vanta menzioni speciali alla Biennale di Venezia e che Rob Krier ha chiamato in aiuto per il Masterplan di Brandevoort New Town. Bazzeccole.

Rimini ormai è così. Nani sulle spalle di un Gigante. Perché la città avrà avuto pure un grande passato, ma siamo tutti finiti in un piccolo e dispendioso djset, dove una rotonda con un albero spennacchiato al centro e un nastro di resti del ponte coletti intorno valgono un titolo sui giornali, ma la visita di Ettore Maria Mazzola non vale un saluto.

IMG_3349Poco male. Il progetto procederà e magari (sarebbe buffo) qualcuno vincerà anche un premio con quello che Rimini non ha voluto guardare, perché spaventata da un VERO Masterplan.  Riqualificare, usando l’architettura tradizionale, con risparmio energetico e ritorno monetario è possibile ed è già stato fatto. Come? Potevate venirlo a sentire.

P.S.

Il tema dell’articolo mi da l’occasione di ringraziare (sinceramente)  lo stimato Massimo Lugaresi.  Massimo mena più forte se puoi, perché si cresce nel confronto, non nell’indifferenza e per il 2016 serve Sparta, non Atene.

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@DadoCardone

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Pezze Elettorali

Si avvicinano le Regionali e, per quanto poco considerate dalla gente, Il Partito Democratico ha bisogno che i suoi naturali serbatoi di voti non vengano scalzati da qualche moto popolare. Dunque oltre il colpo al cerchio, 300 mila euro per delle casette di legno ai Ci.Vo.Ti (pardon CI.VI.VO.),  si cerca anche il colpo alla botte con accorgimenti dell’ultimo secondo. Le pezze sono sempre le più difficili, ma ci si prova.

immagine_164Ora come ora il PD Riminese ha numerosi problemi di consenso. Di fatto il Sindaco Andrea Gnassi è riuscito a inimicarsi qualsiasi forma di comitato abbia chiesto il suo ascolto da quando è stato eletto.  Teleriscaldati, Santa Giustina, Rimini UpTown, V Peep, No TRC e questo solo per citare alcune migliaia di votanti che oggi, piuttosto che votare PD, si chiuderebbero le dita nella portiera della macchina. Poi ci sono tanti piccoli insuccessi conosciuti, tipo il negato appoggio all’AeroClub che sta cercando di mantenere operative le piste del Fellini e, probabilmente, tantissime altre cose che non conosciamo …  sarà in rotta anche con il Club della Pipa.

Dove sono le pezze? Beh per esempio ai Teleriscaldati, anche se non hanno restituito loro gli oneri urbanistici indebitamente e proditoriamente piazzati sulla tariffa, hanno promesso di riaprire il tavolo tecnico (qualsiasi cosa esso sia). Promessa non ancora mantenuta. Al  V Peep vogliono fare ottenere uno sconto del 4% sul riscatto delle abitazioni con un adeguamento di indici, anche se poi la contestazione riguarda invece, anche qui, oneri urbanistici scaduti da tempo che il Comune vuol far pagare lo stesso.

Santa Giustina? Per loro niente, neanche promesse. Li, tra gli interessi di Hera e il casello desiderato da Cagnoni per la sua Fiera non c’è trippa per gatti, devono morire affumicati. Si attaccano al tram anche quelli del TRC…. Anche se sembra che ‘sto tram, causa debiti di AM, non farà molta strada.

E pensare che cose per fare bella figura con poco ci sarebbero. Ormai un anno fa il Movimento 5 Stelle aveva presentato delle delibere urbanistiche, approvate causa assenza  sindaco, che davano modo di riqualificare l’esistente patrimonio immobiliare e favoriva un po’ i lavoratori dell’edilizia. Il Primo Cittadino, rispondendo a Monsignor Lambiasi, che aveva denunciato la sofferenza di Rimini, aveva persino usato le parole di quelle delibere, senza però mai applicarle. Lui preferisce i rendering, i dipendenti degli  uffici comunali  li fanno ornai  sul gabinetto al posto delle parole crociate e così ha scelto cacciare i mercanti dal centro, per agevolare una vision con l’erba inglese in piazza Malatesta.  Qui nei dintorni ci hanno provato sia a Pesaro che a Forlì, con il risultato della morte del mercato. Altro migliaio di voti persi.

Forse non si è accorto, come ci fa notare Fausto Battistel,che  l’oggetto di quelle delibere è oggi un articolo di legge dello Stato.  (Capo V  – Misure per il rilancio dell’edilizia Art. 17  Semplificazioni ed altre misure in materia edilizia Pubblicato nella Gazz. Uff. 12 settembre 2014, n. 212). Leggiamo la dichiarazione dello stesso   candidato alle Elezioni Regionali.

“Le proposte del movimento5stelle al consiglio comunale hanno anticipato di oltre un anno, questo articolo 17, indicando una strada facilmente e immediatamente percorribile per fornire una soluzione alla crisi. Invece di proclami per opere enormi, per la comunità chiediamo un atto di solidarietà. Noi siamo consapevoli e competenti, se non volete riconoscerlo, amen , ma almeno usate le buone idee.

Chiediamo un atto immediato di delibera al consiglio per  un regolamento attuativo sul comune di Rimini, per il frazionamento degli appartamenti di grandi dimensioni nell’intero territorio.”

Chiedere è lecito … rispondere non è  abitudine del Sindaco.

P.S.

Domenica 23 si vota. Che ognuno si prenda la responsabilità del suo futuro.

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@DadoCardone

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Caro Shultz

A me Shultz sta antipatico, ma non perchè ha il nome di una purga o di un attrezzo ortopedico. Perchè prima se mi nominavano Shultz pensavo al simpatico ciccione nazista della serie “Gli eroi di Hogan”, ora invece mi deve venire in mente questo…. vabbhè facciamo dire a Fausto.

La Redazione

 

Caro Martin Shultz

504725_schultzCaro Schultz, Il disagio più grande è averla in europa, quelli non democratici sono quelli come lei, se non si informa non sapra’ mai cosa fa il Movimento 5 stelle, rappresentato da cittadini eletti, non come quelli che lei difende rappresentati da uomini delle segreterie eletti da due persone. Il programma del Movimento 5 stelle magari a lei non starà bene, ma ha il dovere democratico di confrontarsi, come noi faremo con lei. Il programma del Movimento 5 stelle è ben espresso in 7 punti che facilmente può trovare sul web, a disposizione di tutti. Forse le da fastidio che noi facciamo quello che diciamo. Inoltre è davvero intollerabile che lei, si permetta di esprimere giudizi faziosi e non supportati dai fatti su un movimento che rappresenta 10 milioni di Italiani. Se dovessimo fare una proporzione è molto più rappesentativo il m5s in Italia del suo partito in Europa, dato che meno di 1/3 degli europei andò a votare. Grillo sarà anche un burattino, ma di sè stesso, al contrario dell’80% del parlamento europeo, pieno di burattini delle banche e delle multinazionali. Certo è che il suo concetto di Europa è diametralmente opposto al mio, un’europa di provvidenze equilibrate, di comunità, di rispetto per chi la pensa diversamente e un europa dove le singole identità, di paesi (stati), regioni, comunità, culture, etnie, storia, partecipazione e confronto sono una linfa vitale ed una ricchezza comune. Io rispetto la diversità, di ogni “tribù” che compone questa giovane europa, ne difendo la storia, le tradizioni, la cultura ed i desideri. Condivido con curiosità le differenze e non impongo un’unico pensiero ed un’unica azione uguale per tutti. La nostra europa è diversa e rispettosa di tutte le particolarità che contiene e vorrei che queste nel rispetto reciproco si unissero in un pensiero di armonia, non uniformità, di coesione e non di divisione, di intelligenza e non di sfida. Un europa di fratellanza e non di cialtroneria e ottusità che le sue parole propugnano, irrispettose del suo ruolo di garante imparziale, quale dovrebbe essere, del corretto svolgersi di una crescita ed un confronto ambizioso, difficile ed esaltante allo stesso tempo. Restiamo in attesa di sue scuse ai 10 milioni di cittadini italiani che hanno votato e si riconoscono nelle idee e nel sentimento sicuramente di vedute più larghe delle sue. Si tolga gli occhiali e chiuda gli occhi e provi ad immaginare un mondo dove il più forte rispetta ed aiuta il più debole, non lo offende, provi ad immaginare un mondo dove ad ogni terra raggiunta vi sono prodotti, idee, territori, musiche, colori e persone diverse, ma rispettose e curiose di conoscersi ed insieme vivere e lavorare per una qualità migliore senza dimenticarsi di essere soltanto aria fresca che si cambia, come è lei egregio signor…Scul….scut…..ah sì Schultz, Schultz? Ma chi è Schultz? Chiunque lei sia, si prepari, un vento del sud, dolce e persistente, ma coriaceo la sta raggiungendo per portarla in un mondo a lei sconosciuto, e le piacerà, ne sono certo.

Fausto Battistel

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