L’Aeroporto chiude, ma voi state tranquilli. [di DadoCardone]

L’aeroporto è fallito, non ieri, un anno fa. Lo ricordiamo perché dalla campagna mediatica si capisce il contrario e sembra quasi che il Tribunale si sia irrigidito di fronte a qualsiasi possibilità, rinunciando anche a quelle praticabili … chiudendo un occhio.

Summus Ius, summa iniura.

Lo scrive C. Andrea Bernabè sul Resto del Carlino. Il massimo del Diritto, il massimo dell’ingiustizia. Somma citazione dal latino che però sta a  indicare  una cosa diversa: se tu sei andato a  fare moneta  per il parchimetro, trovi il  vigile che ti sta facendo la multa, gli fai notare la faccenda del cambio e lui ti fa la multa lo stesso.. beh allora quello è il caso.

Diverso se  un aeroporto sta andando così male (milioni di debito solo con l’ultimo anno di gestione, senza contare le truffe ai danni dello Stato scoperte in seguito)  che i soci pubblici tentano di rifinanziarlo in barba alle norme sul finanziamento pubblico, senza peraltro toccare il CDA colpevole. Cosa che ha attirato, inevitabilmente, le attenzioni del Tribunale.

Qui però “il vigile” non ha nemmeno ancora tirato fuori il blocchetto. La fase successiva è stata il Concordato, in cui i Soci Pubblici, Provincia e Comune, hanno chiamato in causa dei consulenti, Ambromobiliare, con un cliente, Eurafrica Merchant,  e delle garanzie non sufficienti a chiudere la faccenda. Fallimento.

Qui il Vigile ha individuato l’automobile e ha la punta della penna pronta a scrivere mentre si guarda intorno per individuare il proprietario. In questa fase il curatore fallimentare, il Dott. Santini, tiene attivo l’aeroporto e formula l’ammontare del conquibus necessario ad aggiudicarsi il suo bando. Diciamo il “suo” perché, in contemporanea,  ve n’è un altro, quello di Enac, a cui partecipano, con la nuova società Air Riminum, gli stessi consulenti che non erano riusciti a superare il concordato.

Perché partecipare al bando Enac e non a quello di Santini? La ragione più semplice sembrerebbe essere il fatto che Enac si vendeva solo le piste e non i resti di Aeradria, dipendenti compresi.  A ben guardare però anche avere nella propria compagine Laura Fincato, consulente del Ministero dei Trasporti, sembra favorire migliori rapporti con Enac.

A questo punto il vigile sta scrivendo la targa, arriva qualcuno e il dialogo successivo sarebbe più o meno questo:

“Agente sono qui non mi faccia la multa”

“Non ci conosciamo io e lei?”

“No… mi avrà visto mentre davo consulenze sui parcheggi”

“Lasciamo perdere. E’ sua la macchina?”

“No, è di miei amici”

“Di chi scusi?”

“Non lo posso dire, ma posso pagare per loro”

“Bene mi faccia vedere il tagliando di parcheggio”

“Non ce l’ho”

“Mi faccia vedere le monete allora, se è vero che era andato a cambiare.”

“Non le ho, ma i miei amici possono pagare per il parcheggio per loro macchina e per quelle di tutta la via”.

A questo punto il Vigile, la multa la farebbe o no?

In una situazione come questa la trasparenza sarebbe il minimo delle condizioni richieste. Già esistono pesanti dubbi. Una società che si era già presentata al concordato apre un’altra società, 4 giorni prima della gara di bando, in cui il Presidente è un dipendente del Ministero dei Trasporti: non sarà una congiuntura poco chiara, ma così appare.  Sarebbe consigliabile che Air Riminum, o comunque si chiami questa settimana, facesse i nomi dei fantomatici soci. Si dice che sia impossibile per ragioni di origine anche commerciale, ma più probabilmente dovremo tutti essere messi davanti al fatto compiuto e a dei soci che…

Per ritornare alle colpe del Tribunale. Titoli di pochi giorni fa asserivano convintamente, come cosa già fatta, che un Commissario Enac avrebbe preso in carico la gestione provvisoria dell’aeroporto, mentre il giorno dopo non c’era più nulla da fare. Perché? Che cosa è successo in un giorno solo  che mesi di preparazione al problema non avevano considerato? Voglio dire, se si fosse trattato solo di una posizione giuridica sarebbe stata già conosciuta il giorno prima, non stiamo mica parlando di amici che giocano a  Risiko!

Va da se che le condizioni di partenza sono due: o la notizia era vera, o era falsa. Fosse stata vera la causa del repentino dietrofront è da ricercarsi in una garanzia disattesa chiesta da Enac o dal Tribunale. Fosse stata falsa ci troveremmo di fronte al solito gioco delle pressioni politiche, anche tramite stampa, già viste per tutto il tormentato percorso di questa faccenda. Scegliete voi quale scenario preferite, a parer nostro entrambi aprono a conseguenze inquietanti.

Secondo l’opinione dello scrivente, poco importante ai fini questa faccenda, il Tribunale non ha applicato il Summus Ius, ma è stato messo nelle condizioni di non poter far altro  che… il tribunale. Di fronte all’incertezza e ad attori su cui non si può far affidamento, l’unica possibilità è applicare la legge, niente di più, niente di meno.

Le reazioni a tutto ciò sono le solite. Air Riminum ci dice di star tranquilli che i soldi li hanno, il Pre-Sindaco (Sindaco e Presidente di Provincia) dice di aver fatto il possibile per fidelizzare i russi anche oltre al periodo di chiusura, Enac dice che farà il più presto possibile per assegnare definitivamente lo scalo, la UIL chiede un passo indietro alla politica e Vitali emigra in Zambia. La verità tangibile, quella che possiamo constatare oltre le parole (di quelle ne abbiamo sentite troppe), è che lo scalo chiude il 1° di Novembre e, se non ci sono intoppi, riapre dopo il 31 Dicembre, come dire tra almeno due mesi.

Nel frattempo i voli si appoggeranno sulle piste del Sanzio, aeroporto anconetano che, leggendo la cronaca marchigiana, ha preso l’occasione come un vero e proprio trampolino di lancio. Poco importa se l’anonima funzionaria dell’ufficio del Consolato Russo del Fellini, Irina Sticazzirenko (o qualcosa di simile), ha garantito che i russi preferiscono Rimini. Già perché qui si apre un’altra delle querelle riguardanti l’indotto del traffico russo: i russi venivano da noi per il confort dei nostri rinomati alberghi (?) o perché il traffico di badanti poteva contare su prezzi da albergo in fallimento, in cui il Tour Operator garantiva anche la Corriera per andare a riempirsi le valige a Roma, Firenze, Venezia e, guarda un po’, nei famosi calzaturifici delle Marche? Chi batte le strade del turismo e del commercio sa bene che la razza “russo coglione che non bada a spese” da tempo si sta estinguendo. Ormai, a causa di disattenti broker che li hanno portati direttamente nelle fabbriche produttrici, i russi, quelli con i soldi veri,  fanno da soli e le famose mance da favola le lasciano sull’altra costa, quella delle vacanze per ricchi. Questa la situazione attuale, ma a Rimini, si sa, poco importa del presente, preferendo la convinzione di essere ancora la città di Fellini.

E’ evidente, in conclusione, quanto sia inutile prendersela con il Tribunale, costretto a diventare intransigente quando in altre occasioni, vedi TRC, non lo era stato per niente e tutto ciò a causa di una conclamata incapacità di gestire questa Città da parte di una politica miserella, che dalla sua storia ha saputo ricavare solo slogan, compromessi e presupponenza (completamente ingiustificata).

P.S.

Quando si cerca un colpevole è bene guardare a chi ha causato il problema. Prima dell’intervento del Tribunale c’erano fior fiore di rappresentati politici che inneggiavano all’indebitamento senza chiaramente conoscere nulla della materia che stavano pericolosamente trattando. La sola soluzione accettabile è un aeroporto aperto, guidato da chi è capace di farlo, senza ingerenze politiche. Il 23 Novembre c’è un’altra occasione per spostare gli equilibri, sarebbe ora di pensarci seriamente.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Il nostro futuro

Premessa necessaria: B.C.E. ( Banca Centrale Europea ) e BANKITALIA s.p.a. ( Banca D’Italia ).

Che differenza c’è tra queste banconote? Chi le crea?

Con certezza assoluta possiamo dire che ognuna di queste banconote poteva o può ( a seconda del corso legale ), essere utilizzata per acquistare beni ma, sempre con la stessa certezza, possiamo stabilire che solo una di queste veniva stampata dallo Stato quindi apparteneva ai cittadini, mentre le altre sono rispettivamente della Banca d’Italia (BANKITALIA s.p.a.) e della BCE, pertanto appartengono alle rispettive banche. Leggi tutto “Il nostro futuro”

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se fosse

è semplice vivere, basta inanellare un giorno dopo l’altro, chiudere delle esperienze e farne tesoro
è facile, basta svegliarsi e vivere, senza aspettative e senza sogni, puntando semplicemente al giorno dopo
solo che è inumano non avere sogni e aspettative, è immorale anche solo provare a raccontarlo
nessuno ti capirà, qualcuno ti compatirà, non c’è chi ti crederà
Leggi tutto “se fosse”

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Il paradosso del debito pubblico

Il valore di questo mio appunto di economia è prettamente morale. Infatti non è mia intenzione parlare di complotti o fare il catastrofista. Con questo piccolo resoconto mi limito solo a riportare i fatti, da cui poi ognuno di noi può trarre le sue valutazioni.

Pressoché ogni Paese del mondo ha una banca di riferimento, detta centrale, che ha i due compiti principali di stampare la moneta corrente in quel Paese e di decidere il cosiddetto potere d’acquisto che la stessa moneta possiede. Ora, lo Stato, avendo bisogno di moneta circolante all’interno del sistema economico, chiede a questi istituti (che, è bene ricordare, sono PRIVATI) un vero e proprio prestito, non molto differente da quelli che nella pratica comune si richiedono per un mutuo (l’unica differenza è che i soldi prestati vengono stampati a costo praticamente nullo da tali istituti: vedi SIGNORAGGIO), o cose simili. Ovviamente la banca rivorrà indietro il prestito, gonfiato però da un interesse il cui tasso varia di statuto in statuto, deciso a tavolino dai consigli di amministrazione delle stesse banche. Lo Stato, ricevuto il prestito, rilascia i famosi titoli di Stato, obbligazioni a garanzia del rimborso del prestito ricevuto allo scadere del termine pattuito. Conseguenza logica di questa pratica è che, trovandosi lo Stato nella condizione di dover restituire un prestito gravato da interesse, DOVRA’ SEMPRE RESTITUIRE UNA CIFRA SUPERIORE A QUELLA EFFETTIVAMENTE RICEVUTA DALLA BANCA CENTRALE. Quindi, sarà sempre, perennemente, costantemente in debito con l’istituto bancario centrale.
Ecco il paradosso. Il debito pubblico, tanto demonizzato, è una costante essenziale del moderno sistema economico monetario; il fallito, il protestato, il povero, sono parte essenziale del sistema, poiché se per assurdo tutte le persone di un Paese riuscissero a saldare i propri debiti ed anche lo Stato riuscisse a fare altrettanto… non ci sarebbero più soldi in circolazione per pagare gli interessi.

Rapporto di indebitamento dei paesi del mondo: l’Italia è seconda solo al Botswana. Estratto dal Wiki sul Debito Pubblico… prego notare la cartina, quella righetta scura in mezzo al mediterraneo non è una sgommata di matita…


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