Su Alexis, l’Euro e il Popolo Sovrano.

2A1A03F500000578-0-image-a-9_1435648572098Parliamoci chiaro. Il problema della Grecia non sono i soldi.
L’Euro e l’Europa non sono la stessa cosa. L’Europa è un Continente in cui si parlano più di trenta lingue diverse, molte di più le culture e le tradizioni. La cosa che in epoca moderna ne fa una comunità è il proponimento fondante di non essere più vittima dei conflitti che l’hanno percorsa lungo tutta la sua storia. Un Italiano e un finlandese non si sentono certo parte della stessa Comunità per il fatto di avere la stessa moneta in tasca.
La propaganda filo bancaria di questi ultimi anni ha investito grandi risorse per far passare il concetto che l’Euro e l’Europa sono imprescindibili l’una dall’altra. Nulla di più falso. L’Euro, secondo quanto promesso inizialmente, doveva essere un facilitatore per gli scambi commerciali, come se prima non si fosse commerciato lo stesso e magari più armonicamente rispetto alle proprie esigenze territoriali. L’Italia, che praticamente ha sempre prodotto tutto, con estrema qualità, non ha mai avuto interesse in una moneta forte, visto che la sua principale vocazione era (e sarà se ci riprendiamo) l’esportazione di alta qualità. Al contrario una nazione che importa tutto, ad esempio l’Inghilterra, ha interesse nel mantenere una moneta pesante. Italia e Inghilterra sono i due estremi, nel mezzo una miriade di realtà normalmente gestite dai meccanismi d’inflazione… certo avendo la proprietà della propria valuta.
Oggi pur sotto l’Euro parificatore, gli scambi interbancari sono profondamente iniqui, l’unica cosa di cui si fa gran commercio sono  titoli di Stato e il debito pubblico è diventato un business per quelle due tre Nazioni per cui l’Europa Economica è stata cucita a misura. Aexis Tsipras, cercando di dimostrare che si può campare anche senza Euro, fa un grosso dispetto a chi specula sull’annullamento delle sovranità Nazionali.
Ribadiamolo. L’Euro e l’Europa non sono la stessa cosa. L’Europa è un Continente in cui si parlano più di trenta lingue diverse, molte di più le sue culture e tradizioni. La cosa che in epoca moderna ne dovrebbe fare una comunità è il proponimento fondante di non essere più vittima dei conflitti che l’hanno percorsa lungo tutta la sua storia. Un Italiano e un finlandese non si sentono certo parte della stessa Comunità per il solo fatto di avere la stessa moneta in tasca.
Il rifiuto greco all’omologazione crea un pericoloso precedente contro cui è partita un’offensiva mediatica in grande stile. Ormai anche la casalinga di Voghera ripete come un mantra che i greci sono causa del loro male perché vanno in pensione troppo presto e truffano la previdenza sociale. Nessuno dice però che, con le riforma del 2010 prima e del 2012 poi, sono state tagliate le tredicesime e che il 45% dei pensionati vive sotto la soglia della povertà. Le riforme che l’Europa vorrebbe, lo stiamo provando anche sulla nostra pelle, sono totalmente inefficaci e l’Austerity è ormai dichiaratamente una forma di gestione recessiva. Per quale motivo la Grecia vi si dovrebbe volontariamente sottoporre?
L’Europa sta morendo della stessa medicina che vorrebbe obbligatoriamente somministrare alla Grecia, tanto è vero che Mario Draghi, con il suo Quantative easing, sta cercando di riprodurre, per il continente intero, il meccanismo che una volta garantiva il bilanciamento delle economie statali. 1.140 miliardi (60 miliardi al mese fino a settembre 2016) trasferiti alle banche centrali nazionali, che acquistano titoli di stato sul mercato secondario, nel tentativo di far salire al 2% un’inflazione attualmente attestata su un valore medio dello 0,3%. Il tutto, secondo l’intenzione, dovrebbe far deprezzare l’euro e garantire maggior liquidità per le imprese.
Non è così, almeno non finora. Contrariamente a quanto auspicato dalla manovra si sta assistendo ad una stretta del credito. In Italia 22 miliardi in meno di prestiti alle imprese e, di contro, ci sono 190 miliardi di rate non pagate, valore in crescita. E’ estremamente chiaro che il danno non è certo provocato dai greci, un popolo di soli 12 milioni di persone, che vanno in pensione a 61 anni come ci si va in Germania. Il danno è una generazione di politici che pensa a tutto, tranne che agli interessi del Popolo Sovrano, titolo che farebbe ridere solo a pronunciarlo se non fosse proprio per il referendum lanciato da Tsispras.

P.S.

Meno male che la popolazione non capisce il nostro sistema bancario e monetario, perché se lo capisse, credo che prima di domani scoppierebbe una rivoluzione. [Henry Ford]

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@DadoCardone

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Democrazia?

logo-forza-gnocca-ciclo-dell-arteMi sembra di averlo già scritto in passato, ma va da sé che lo sto già riscrivendo…
Se veramente erano democratici non lo scrivevano nel nome del partito. Così come quelli della libertà, che poi occupano le scale dei tribunali in nome della loro tanto sbandierata democrazia. Ci sono altri che parlano di libertà ed anche di ecologia, ma sono troppo piccoli e poi menzionano il partes, la parte, la sinistra, che già così appunto si mette in una posizione di parte, non rappresenta pertanto la totalità e quindi nulla a che fare con la democrazia.
Come quelli che invece si scrivono nel nome MoVimento ⭐⭐⭐⭐⭐, per evidenziare effettivamente quei 5 punti che mancano alla Costituzione: acqua pubblica, no al nucleare si alle energie rinnovabili, sviluppo, progresso, diritto all’informatizzazione e soprattutto all’informazione libera, ma di democrazia ne devono mangiare ancora tantissima, a pranzo e cena.

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Per quanto mi riguarda il PDL è il cancro di questa società, insieme alla lorda Lega. Certo, ma hanno capito in molti che per estirpare il cancro devi combattere la muffa e i funghi che lo sostengono: il PD con tutto il suo apparato di conniventi alla Mafia, alla Camorra e all’Andrangheta, oltre alla Corruzione, al Clientelismo, al Nepotismo, all’annullamento dei diritti e della coscienza civile.
Non è possibile che per oltre 10 anni il PD ( il PCI, il DS, il PdS, la Margherita, l’Ulivo e tutti i cazzo di funghetti del bosco ), dalla regione, alle province, fino ai singoli comuni, siano convissuti con la Camorra in HERA, la Mafia in MPS, l’Andrangheta/Mafia/Camorra insieme nelle Cooperative.
Questo solo per fare alcuni esempi sul locale e senza spingersi troppo in là, ma se vogliamo possiamo anche parlare delle frequenze televisive, degli affari di speculazione taciuti in FIAT o Parmalat ad esempio, delle varie scalate alle azioni bancarie, degli affaracci sporchi di Lottomatica e Mondadori…
no-gods,-no-masters!Con tutti i cazzo di ex-sindaci, ex-consiglieri, ex politici, tutti quanti allegramente seduti nei consigli di amministrazione, nelle stanze dei bottoni come nei vari tribunali, lautamente stipendiati per controllare e combattere ciò che pensavamo di aver vinto nell’immediato dopoguerra… ebbene, questi non è possibile che non potessero sapere. Non è ammissibile!
Vogliamo poi parlare di decine di anni di cementificazione selvaggia per favorire il riciclaggio del denaro?
Chi sostiene il PD pertanto non è meno colpevole di ciò che ha combattuto.
Tutti responsabili dal primo all’ultimo e tutti da condannare.

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Il nostro futuro

Premessa necessaria: B.C.E. ( Banca Centrale Europea ) e BANKITALIA s.p.a. ( Banca D’Italia ).

Che differenza c’è tra queste banconote? Chi le crea?

Con certezza assoluta possiamo dire che ognuna di queste banconote poteva o può ( a seconda del corso legale ), essere utilizzata per acquistare beni ma, sempre con la stessa certezza, possiamo stabilire che solo una di queste veniva stampata dallo Stato quindi apparteneva ai cittadini, mentre le altre sono rispettivamente della Banca d’Italia (BANKITALIA s.p.a.) e della BCE, pertanto appartengono alle rispettive banche. Leggi tutto “Il nostro futuro”

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siamo quel che mangiamo

Avviso: questo ipertesto non è per una lettura frettolosa. Gli argomenti trattati, qui contenuti, possono impegnarti per ore, i risultati cambiare il tuo modo di vedere le cose dall’interno e dall’esterno, la tua visione globale del mondo potrebbe diventare una necessità impellente di cambiamento. Quindi sconsiglio vivamente una lettura sommaria. Inoltre gli aspetti trattati sono di una crudezza inimmaginabile, assolutamente sconsigliata ai bambini e ai deboli di cuore, alle persone sensibili, alle donne in cinta e a chi ha problemi psichico-mentali anche di lieve entità. Non sto scherzando.
Perciò, cosa stai a fare ancora qui? Ci sarebbero tante cose belle da fare: una passeggiata, un po di TV, una partita a carte o una birra con gli amici, un buon libro, quella cosa che stavi rimandando da tempo immemorabile… tutto è meglio di questo.
Ebbene?
Stai ancora leggendo?
Non dire che non ti avevo avvisato.

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operatori telefonici: lealtà verso i consumatori

Non solo il turismo ha rallentato ad agosto, anche le compagnie telefoniche hanno ridotto la velocità.

Negli ultimi giorni di luglio H3G Italia ( Tre ) ha installato una rete di limitatori nei ripetitori di segnale del nostro territorio, come in molte altre città Italiane.
Invece di investire su nuove linee ( non gli vengono concesse dal governo e il Wi-FI è stato bannato ), per forza di cose questo ha prodotto un nuovo approccio dell’operatore H3G che ha dovuto investire sulla rete attuale e, visto l’alto numero di clienti raccolto con le loro offerte vantaggiose, hanno per forza dovuto limitare la banda di navigazione… già molto ridotta peraltro.

Il problema lo segnalo per H3G perché è cosa recente di luglio/agosto, ma gli altri operatori Wind in testa, Vodafone e TIM, hanno già adottato questo sistema da alcuni anni. H3G era rimasta l’unica fuori da queste politiche di mercato truffaldine e vessatorie e, purtroppo, ci è entrata nel modo peggiore: limitando la velocità di contratti preesistenti senza il minimo preavviso.

Insomma, cosa è successo: semplice, consumi troppa banda mobile? Te la riducono!
Così i fornitori di telefonia risolvono il problema delle loro reti sotto dimensionate, restringendo la banda a chi fa troppo traffico.
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fine dei giochi – ricomincia a giocare

Il valore di questo mio appunto è prettamente morale, sociale, etico, di spirito valutativo. Infatti non è mia intenzione spingerti a credere in un’utopia o far parte di leghe anti-complotto dai grandi disegni, nemmeno soddisfare una mia vena catastrofistica. Con questo resoconto mi limito solo a riportare i fatti, da cui poi ognuno di noi può trarre le sue valutazioni.

Ho letto distrattamente questo poco tempo fa: la terra è come un’enorme astronave nello spazio, con 6 miliardi di passeggeri [noi] e risorse in esaurimento… al momento forse non gli ho dato la giusta importanza, ora l’impressione è che ciò sia dannatamente reale.

Sulla base di questo presupposto, in tempi di assoluta crisi come questi, probabilmente, chiunque di noi ne avesse il potere, giustificherebbe qualche piccolo intervento per rendere leggermente più invivibile questo mondo, così da ridurre le fila della popolazione residente nelle prossime generazioni e far sopravvivere meglio solo alcuni, indirettamente, soprattutto, i più forti.

Quanto sopra idealizzato con l’assunto che stiamo parlando di pura sopravvivenza della specie, visto che tale specie sopravvive grazie alle risorse del pianeta e che questo parrebbe avere sul cruscotto dei guidatori una lucina rossa accesa a destra vicino alla scritta empty.
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Piccola lamentela di un Peace Man

Per predisporsi a questo testo che segue è necessario capire dove siamo: Quinto potere di Sidney Lumet del 1976. Sembra in realtà girato ieri.

Fratelli e Sorelle I’m a Peace Man e proprio per questo non sono nessuno…

La prima volta che mi sono sentito affibbiare questo appellativo ero a New York, era il 1991, al cospetto di due grandi amici, Christian e Janet, entrambi Gay, di sesso opposto ma amici inseparabili da tantissimo, con i quali avevo dormito la sera prima in Italia. Loro avevano già visitato 2/3 del mondo insieme. Giovani, relativamente giovani, poco più grandi di me ma immensamente più saggi e lungimiranti. Al momento non mi sono reso conto del termine – “Peace Man (?)… vabbè” – mi sono detto – “chissà cosa vorrà dire poi” – ho provato a chiederne il significato ma loro si sono limitati a guardarsi e sorridere.
Del resto alcune sfumature dell’inglese sono ancora ostiche per me oggi, figuriamoci allora.
Comunque ogni tanto ricordare quel loro sorriso mi aiuta a capire molte cose, tutt’oggi.
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