Ma il Direttorio sapeva dell’indagine sulla Franchini?

Il destino è strano. Prendi oggi per esempio. Apro il giornale e scopro che Carla Franchini, ex Consigliere del Movimento 5 Stelle di Rimini, era indagata per abuso d’ufficio e falso ideologico assieme al Sindaco per cui lavora, Mimma Spinelli del Comune di Coriano.

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Forse non tutti se ne sono accorti, ma in questo c’è un corto circuito, grande come tutta la contraddizione che è capace di portarsi dietro il Movimento. Infatti, nelle righe e tra le righe, possiamo leggere che:

  1. Carla Franchini era indagata.
  2. Carla Franchini, consigliere del Movimento 5 Stelle, lavora per un sindaco di Centro Destra.

Partendo dal secondo punto sarebbe utile considerare che, se Carla Franchini avesse lavorato come donna delle pulizie per un Sindaco del Centro Destra, non ci sarebbe stato assolutamente nulla di male. La sua condizione però è diversa. Di fatto il provvedimento del Sindaco, oggetto dell’indagine, stabiliva che la Franchini fosse Funzionario, con incarichi organizzativi. La domanda sorge spontanea: se il Sindaco avesse chiesto a colei che ha tutti gli effetti era anche Consigliera del Movimento di fare qualcosa contro il Movimento, o contrario ai principi 5 stelle, cosa avrebbe risposto il funzionario?

Non serve essere dei fini conoscitori della politica e delle amministrazioni comunali per capire che ci troviamo di fronte ad un bel conflitto d’interessi. Bisogna dire che la Franchini non è mai stata troppo in sintonia con i programmi del Movimento, come quando, ad esempio, ha tentato di scalare il Consorzio di Bonifica contrariamente alle linee guida nazionali. Senza troppo scendere nei particolari però, essere eletti per portare avanti un principio e lavorare organizzandone invece uno diverso… beh non sembra molto corretto neanche da un punto di vista che non sia grillino.

Poi c’è il fatto che fosse indagata. Abbiamo visto come nella galassia a 5 stelle questo sia un grosso problema financo per chi lo dichiara, vedi il Consigliere Regionale Andrea De Franceschi. Sembra essere un problema enorme poi per chi non lo dichiara, vedi Il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti, o lo dichiara senza che Di Maio legga la mail (ma questo è un altro discorso).

In capo a tutti i procedimenti di sospensione per non aver comunicato un’indagine, per tutte le varianti del caso, si legge: ”i cittadini devono sapere!”. Voi lo sapevate che Carla Franchini era sottoposta ad indagine? L’ha mai dichiarato pubblicamente? E il Direttorio sapeva? Se sì, perché non l’ha sospesa? Se no, non è una grave forma d’illecito secondo quanto stabilito dal Movimento (o chi per esso)?

Riepilogando: non colpevole riguardo alla legge ordinaria, ma questo conflitto di interessi legato ad una mancata comunicazione di indagine, fa sì che l’ex Consigliera Franchini fosse gravemente mancante riguardo a quanto richiede il Movimento. Tutto questo fa molto pensare, visto che nelle recenti vicissitudini del Meetup di Rimini fu proprio lei a richiamare i Principi del Movimento (mentre metteva amiche sue nella lista di disturbo) e a dichiararsi super partes. A quanto pare quei “principi” valevano per tutti, tranne che per lei.

Passata la festa gabbatu lu Santu? Lei è convinta di sì, viste le foto sorridenti in compagnia di storici nemici di Pizzarotti a Italia 5 Stelle, tipo Max Bugani. Purtroppo per lei però, se dovesse (!) passare lo statuto proposto da Beppe l’Elevato, il nuovo regolamento (qualsiasi cosa esso sia) la metterebbe in difetto retroattivo addirittura di un anno e allora …. Addio Parlamento, addio sogni di gloria.

Certo … se nessuno dice nulla, nessun albero è caduto nella foresta. Bisognerebbe però che il comportamento dell’ex consigliera fosse stato tale da non inimicarsi nessuno. Ok. Qui potete ridere.

P.S.

Intervistatore: […] (Cristo) comunque è morto per i nostri peccati..

Padre Pizzarro: Dici? Secondo me a botta vera è stata la ferita al costato.

[Corrado Guzzanti – Padre Pizzarro]

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@DadoCardone

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La Casa di Fango.

fanghissimoLa casa di vetro” dei Cittadini è stata ricoperta di fango. Gesto incivile e grande sdegno dell’Amministrazione tramite dichiarazione dell’Assessore Visintin. Giusto? Sbagliato? L’atto di un imbecille o di un eroe?

Come al solito a noi di Citizen piace guardare le cose da un altro punto di vista. La generosa secchiata di fango, con tanto di didascalica sbombolettata sull’adiacente muro, è un indicatore e non va isolato nel singolo atto. Troppo comodo per alcuni.

Probabilmente il gesto, evidentemente dettato dalla rabbia, è dovuto ad una perdita. Magari, ma è solo un ipotesi, qualcuno che nel recente allagamento ha perso la macchina o che ha passato qualche giorno a spalare dal fango i suoi effetti personali, l’ha ritenuto un giusto richiamo all’attenzione.

Va da sè che se l’allagamento fosse stato un singolo episodio, in questa Rimini dove la vera alluvione è di chiacchiere, probabilmente l’anonimo infangatore sarebbe rimasto tranquillo ed avrebbe aspettato come tutti l’improbabile risarcimento. Il clima al di qua e al di la del Ponte di Tiberio però è ben diverso poiché gli allagamenti sono molteplici (Gaiofana è al quarto in due anni) e nella storia di questa amministrazione, qualsiasi fosse il tema, le istanze dei cittadini sono state tutte sistematicamente disattese.

Quasi a riprova dell’ennesima ciurlata nel manico, intestataria della comunicazione ufficiale Sara Visintin. Che dire… per le credenziali dell’Assessore in forza  a FDS (Siamo per l’acqua pubblica, ma anche no) basta a chiedere ai Teleriscaldati che ancora stanno aspettando la seconda serie dell’appassionante telenovelas “il tavolo  tecnico”, promesso alle soglie delle ultime Elezioni Regionali. La prima serie, abbandonata per disperazione, produsse un emerito nulla, se non la consapevolezza che più di un milione di euro di oneri urbanistici erano stati proditoriamente piazzati nella tariffa del teleriscalmanto.

L’Assessore, tramite stampa, ci fa sapere che il Comune si sta preoccupando di coordinare le iniziative tra Hera, Anthea e Consorzio di Bonifica, dopo un incontro “franco” con la popolazione colpita. Di più. Ci fa sapere anche che lo sta facendo anche se non sarebbe suo compito e responsabilità. Adesso usate pure la vostra fantasia per capire di chi sarebbe compito e responsabilità garantire la sicurezza del territorio usando delle partecipate pubbliche che lo devono manutenere. Come si è permesso l’anonimo  vandalo di assegnare questa responsabilità al Comune e di ritenerla inevasa?

Chi vi scrive, relativamente alla possibilità di comprensione assegnata dai modesti mezzi, è convinto che in una comunità nulla sia isolato, ma tutto sia frutto di coscienza collettiva. L’atto di inciviltà e di rabbia non è slegato dal resto. A Rimini l’interesse, inutile negarlo, è indirizzato verso l’ambizione di pochi che, a volte, finiscono pure indagati. Nel frattempo il degrado cresce e i cittadini si sentono abbandonati, quindi legittimati a iniziative personali. Quando poi queste iniziative escono dai canoni è colpa di chi le ha messe in atto o di chi favorisce lo smarrimento generale? Questa domanda potrebbe aprire un bel dibattito… a volerla considerare.

L’amministratore non è obbligato al ruolo e quando decide di ricoprirlo accetta anche le responsabilità di cose che si possono verificare fuori dal suo controllo. Questo  stile amministrativo adolescenziale, quello per cui la colpa è della pioggia e della crisi, non è proprio quello che ci vuole in questi momenti di pioggia e di crisi. L’affermazione può sembrare contraddittoria, ma solo fino alla comprensione che la pioggia e la crisi sono le uniche due cose che non possiamo controllare e dunque assegnare loro la responsabilità di tutto significa resa incondizionata.

P.S.

A Gaiofana, gente civile, sotto quella scritta vorrebbero metterci un post-it.

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@DadoCardone

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