Rimini: Critical Mass per l’Acqua Pubblica

CatturaSabato 25 Settembre si è svolta una bella iniziativa del Comitato Acqua Bene Pubblico, una “Critical Mass” in bicicletta: un tentativo bipartisan di aumentare la massa critica e sensibilizzare la popolazione rispetto al pericolo di una definitiva privatizzazione dell’Acqua, a dispetto della volontà referendaria dei Cittadini Italiani. Presenti Andrea Caselli, coordinatore del Comitato Acqua Bene Pubblico e Cesare Schieppati, referente di Reggio Emilia per la lotta contro la privatizzazione dell’Acqua.

Diciamo subito che l’iniziativa ha avuto un discreto successo, relativamente alla voglia che ha la gente di farsi sensibilizzare. Altro dato importante è la completa assenza delle istituzioni, seppur in maniera informale, ma ciò è abbastanza ovvio visto che l’interesse è decisamente contrapposto.. o almeno lo è ora. Prima, durante la precedente campagna elettorale, il candidato sindaco, poi risultato vincente, aveva fatto suo il tema e controfirmato l’impegno di una lotta per salvaguardare l’acqua dalla privatizzazione.

Promesse elettorali, universalmente riconosciute come balle, ma mai quando si va a votare. Oggi la politica, almeno quella politica a cui i grandi interessi in un modo o nell’altro sponsorizzano le campagne elettorali, non può fare nulla. A Rimini, in particolare, il nodo è doppio perché oltre all’intenzione nazionale di un partito  che ha messo l’Italia in svendita, c’è la compromissione determinata dal piano fogne.

Forse non tutti sanno che il lavori delle Fogne, sbandierati come conquista dell’attuale amministrazione, sono un pacchetto chiavi in mano Hera, che la società ha costruito su misura per i  proprio progetti di espansione e che i circa 330.000 abitanti della Provincia di Rimini pagheranno nelle bollette dell’acqua della prossima decade. C’erano altre soluzioni? Non lo sappiamo perché a priori non ne sono state considerate e comunque con un piano del genere, con gli aumenti in bolletta programmati, chi glielo fa fare al PD di svincolarsi dal patto con il Diavolo?

Che la direzione fosse questa lo si è capito fin dall’inizio di questa legislatura quando ai tavoli Atersir (Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti), dove si decidono le tariffe, l’allora Assessore all’Ambiente Visintin era solo una presenza formale, ma la seduta importante era quella del suo accompagnatore, Sergio Funelli, dipendente Hera in aspettativa e capo gabinetto di Andrea Gnassi.

Per la mia sensibilità personale (chiamiamola così) avrei preferito che ieri Visintin fosse rimasta tra gli spettatori, senza esibirsi nell’apologia del suo operato che, per inciso, non è valso in 4 anni nemmeno un concreto studio di fattibilità a supporto di nessuna tesi, ne di privatizzazione, ne di società in House. Ora uno studio c’è, ma la presa di distanze nelle premesse da parte di chi l’ha prodotto la dice lunga sull’affidabilità.

Un plauso invece a Maria Teresa Marano e a chi nel comitato sta cercando di allargare il fronte della discussione, nonostante il nemico sia talmente potente da mettere in dubbio quanto determinato in un Referendum popolare. Chi sostiene che la legalità è sempre tale e che non sono ammesse eccezioni, si occupi di questo, invece che farsi venire gli svenimenti se case abbandonate da dieci anni vengono occupate a fini abitativi.

P.S.

“Fino a quando la giustizia non scorrerà come l’acqua e il diritto come un fiume possente.” [Martin Luther King Jr]

 

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@DadoCardone

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Acqua Pubblica? La pioggia non basta?

acquaCome volevasi dimostrare. Questa volta però non ci sentiamo bravi. Il cammino verso la gara pubblica per l’assegnazione dell’acqua a Hera procede senza intoppi, ma anche senza particolari colpi di genio da parte dei suoi sostenitori. A Rimini non v’è certo astuzia politica, già prima scarseggiava, ora però, ispirati dal Renzi nazionale che tiene per i cosiddetti un Parlamento di precari, si va tranquillamente avanti a colpi di maggioranza, senza alcuna considerazione dei rispettivi ruoli di garanzia.

Parliamo del Consiglio Tematico sull’Acqua Pubblica, quello prima irritualmente inserito come fosse un punto di un normale Consiglio Comunale e poi spostato su richiesta di Galvani, firmatario poco convinto. Il vantaggio di Savio? Non trenta danari, ma la possibilità di produrre un ordine del giorno che la maggioranza potesse votare senza incorrere in pericoli di riapertura della discussione.  Il punto è e rimane che un Referendum ha stabilito che dall’acqua non si potesse trarre profitto, ma questo non è un problema del Partito Democratico. Adesso poi che abbiamo dichiarato guerra alla Libia non è che ci possiamo perdere in pinzillacchere …. Dobbiamo vincere “E VINCEREMO!” (cit.)

Lasciando però perdere per un attimo il PD e le sue aspirazioni politiche vorremmo sottolineare il comportamento di Savio Galvani e Sara Visintin i quali, dopo aver preso tutti i vantaggi elettorali possibili dalla battaglia in oggetto, hanno scaricato questione e coscienza con posizioni farlocche, neppure troppo astute. Il loro gioco si è basato integralmente su un ordine del giorno che parlava (come avevamo anticipato una settimana prima) di “percorsi partecipati” e studi di fattibilità. Domanda: ma un Assessore che ha basato le sue fortune (?) politiche sulla ripubblicizzazione dell’acqua, a quasi quattro anni dall’inizio del mandato, non dovrebbe averli già nelle mani questi studi? Ricordiamo che a Luglio Atersir (Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti) deciderà se mettere a gara (o meglio di mettere a gara) la gestione dell’acqua.

Gli attacchi più duri si sono consumati proprio all’indirizzo dell’Assessore all’Ambiente che, con espressione visibilmente trasfigurata dallo stress, ha risposto nel peggior modo possibile. Un lungo intervento in cui ha parlato di acqua forse negli ultimi due minuti, ma che per il resto ha dipinto come suoi interventi platealmente facenti parte del pacchetto “Hera chiavi in mano”. Come le fogne.  Dell’acqua ha semplicemente detto che ci sono degli studi e che era tempo di approfondire sulla possibilità di gestirla “in House”. Gli studi devono essere segretissimi, giacché nessuno li ha mai visti nemmeno in Atersir , e il tempo di approfondire è più scaduto del tempo delle mele.

Insomma il dado è tratto. Il Consiglio Comunale, grazie alla manovretta del partituccio stampella, è fuori dai giochi. A nulla è valso nemmeno il sub-emendamento del Movimento 5 Stelle che impegnava a tempistiche certe e “amici” Hera fuori dagli studi di fattibilità. Bocciatura telefonata. Il PD era così poco preoccupato di eventuali colpi di scena che il Primo Cittadino ha persino trovato il tempo per sgridare il suo capogruppo, Mattia (Sitz!) Morolli, su altre questioni. Davanti a tutti. Giusto per far capire che le crocchette le compra lui.

irina imolaA battaglia persa non rimane altro che assegnare la Legion d’Onore a chi se la merita. La prima citazione è per Fabio Pazzaglia che dopo un periodo di lieve appannamento è ritornato perfettamente al centro del suo ruolo, anche con un certo piacere rispetto alla puzza d’incoerenza che arriva dall’altra sponda. La seconda citazione va a Gianluca Tamburini che interpreta il ruolo da capogruppo alla perfezione, trattenendo i suoi fino a quando non si vede il bianco degli occhi del nemico e lavorando ai fianchi l’assessore di turno nei fuorionda di Icaro TV. Menzione d’onore anche per Samuele Zerbini che voleva il NO al Referendum ed ha tenuto coerentemente fede alla sua posizione, perché anche il lato oscuro della forza ha bisogno di disciplina. Felicitazioni per il terzo intervento quadriennale di Simone Bertozzi, sembrava un post di Facebook, ma nessuno ha mai vinto il Pulitzer con un intervento nel Consiglio Comunale di quel puntino sull’asse dell’Adriatico. Infine, ma non ultima, menzione specialissima per Irina Imola che con la sua maglia luccicante ed abbagliante ha regalato un tocco Seventies ad una brutta pagina della politica riminese. L’impressione era quella di un ologramma dello Studio 54 proiettato a cazzo in un Consiglio Comunale. Grazie Irina, di cuore.

P.S.

A chi del Comitato Acqua Pubblica credeva che evitando il contrasto ci sarebbe stata speranza. Adesso sapete come stanno le cose. La distribuzione senza profitto c’è già, si chiama pioggia.

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@DadoCardone

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Un referendum che fa acqua da tutte le parti.

Facile come bere un bicchiere d’acqua .L’affidamento del servizio idrico integrato è scaduto a Rimini il 14 marzo 2012, Hera S.p.a. affidataria del servizio è una società per azioni e quindi per statuto e per costituzione deve realizzare degli utili.

Ci sono una serie di domande che sorgono spontanee. Con quale diritto i rappresentanti dei cittadini, sindaci ed eletti vari non seguono le indicazioni ricevute dai votanti? Perché i comuni della provincia non hanno ancora attuato azioni per rispettare la volontà popolare? Perché non si accetta il confronto con cittadini e associazioni in consigli comunali tematici aperti ? Perché sono passati quasi tre anni e solo ora le parti politiche riaprono il tema di H2O bene pubblico?

Il REFERENDUM SULL’ACQUA PUBBLICA DEL 2011, con un plebiscito popolare intorno al 97%, sancì la volontà dei cittadini, che con il voto, affermarono  di volere l’acqua riconosciuta come “bene comune” slegata dal profitto, gestita da società senza fini di lucro, e quindi che gli utili potessero essere reinvestiti completamente per mantenere efficiente e sicuro il sistema idrico.

Ad oggi 25 gennaio 2015, nonostante:

http://www.rimini5stelle.it/wp-content/uploads/2011/07/ODG_Acqua_Pubblica_M5S_20110714.pdf

http://www.rimini5stelle.it/wp-content/uploads/2011/07/interrogazione-Sistema-idrico-integrato.pdf

http://www.rimini5stelle.it/wp-content/uploads/2013/04/interrogazione-acqua-pubblica.pdf

solo per citare alcuni atti presentati in consiglio comunale a Rimini dal 2011, a quasi tre anni di distanza, il servizio è “provvisoriamente” (tre anni non è provvisorio) affidato in monopolio alla stessa azienda che lo gestiva prima.

“Vi sono molti esempi, sia sul territorio nazionale, che in europa, I tedeschi per primi avevano ceduto ai privati i beni pubblici tramite le “public private partneships”, rivelatesi ben presto autentiche rapine ai danni dei cittadini. Monaco di Baviera ha saggiamente tenuto lontani i saccheggiatori. Berlino, truffata tramite un contratto segreto si è ribellata e si è ripresa l’acqua, fino all’ultima goccia. E a Parigi vince la rivoluzione dell’acqua libera”. (cit. da la città futura.it).

Ieri Sabato 24 gennaio 2015 si è tenuta una riunione sull’argomento perché Atersir, che dovrebbe essere ente di controllo, potrebbe anche mettere a gara il servizio con bando europeo, consegnando di fatto alla Multiutility Hera, il servizio e la gestione, in quanto unico soggetto in grado di partecipare.

Gli interventi del comitato acqua bene comune sono stati esaustivi e chiari sui contenuti e sulle richieste, anche sindacati, privati cittadini, intervenuti hanno ben espresso la preoccupazione, il timore e lo scetticismo nei confronti delle istituzioni e delle figure che avrebbero già dovuto compiere azioni e passi per rispettare gli esiti referendari del giugno 2011.

Gli Interventi dei politici, invece restano sempre un mistero.

Quasi tutti erano d’accordo sulla necessità di rendere l’acqua bene pubblico, gestito da società in – house, ma solo a parole poi guardi il datario del tuo orologio e scopri che se il referendum è stato a giugno 2011 ed oggi è il 24 gennaio 2015 cosa ha impedito loro di rispettare la volontà popolare?

Lo sciacallaggio politico sull’argomento Acqua bene comune riprende cadenzato lasciando  intuire nuove consultazioni popolari dove i cittadini potranno essere presi in giro ancora una volta.

A questo punto mi domando e domando a voi tutti andate nei vostri comuni a richiedere gli atti dei consigli comunali, guardate interrogazioni, mozioni, delibere insomma tutto ciò che sull’argomento è stato discusso e votato e con oggettività valutate chi ha rispettato e combattuto per imporre la volontà referendaria e chi no. Facile come bere un bicchiere d’Acqua!  Allora perché il sistema fa acqua da tutte le parti?

P.s

Iniziate a rendervi conto che non esiste più un ideale che possa sopravanzare i tre grandi problemi che già da anni insieme ed uniti avremmo dovuto affrontare.

“Noi tutti siamo parte di una storia che si sta svolgendo adesso, del destino umano e tre sono le sfide da affrontare:

  • La catastrofe finanziaria e annullare la stretta paralizzante che il denaro ha sulla politica.
  • La catastrofe ambientale con un programma congiunto di rispetto della natura e delle sue risorse.
  • La catastrofe spirituale attraverso la solidarietà per una rinascita culturale”. (cit Micah White)

Scegliete da che parte stare!

 

Fausto Battistel Architetto

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