Gangs of Rimini

⇒Come ti porto Via Dario Campana negli anni ‘70

 

Pezzo difficile questo. Lo devo assolutamente scrivere perché l’informazione online ha già dato prova di essere “leggermente” sbilanciata, visto che ci sono di mezzo i Madibers, figuriamoci quando esce la carta. Necessita però di due premesse. La prima è che chi vi scrive ripudia ogni atto di violenza fisica. La seconda è che una provocazione cosciente è anch’esso un atto di violenza. Bene. Ora possiamo proseguire con la ricostruzione dei fatti.

Nella mattinata del 26 marzo militanti di Forza Nuova, sotto la sigla Solidarietà Nazionale, si sono organizzati per raccogliere derrate alimentari fuori dal Conad di Via Dario Campana, sotto lo slogan “Prima gli Italiani”. Cosa c’è di male?  In generale niente. Solo che a neanche 400 metri ci sono le due strutture affidate ai ragazzi di Casa Madiba, che applicano la loro azione in un welfare di segno opposto, senza distinzioni.

I problemi sono scaturiti proprio da questa vicinanza, sembra infatti  che alcuni ragazzi di nazionalità diversa da quella italiana, nel quartiere per affidarsi ai servizi di sportello sanitario  di Casa Don Gallo, siano stati insultati e siano andati a riferirlo. I Madibers, che in quel momento stavano pulendo uno spazio di Casa Madiba usato per una manifestazione la sera prima, già che avevano in mano scope, secchi e stracci, hanno pensato di andare a manifestare il loro dissenso lavando il marciapiede occupato da Forza Nuova.

421831301_90579Chiaro che, da qui in poi, è abbastanza inutile attribuire diritti d’autore alla prima mossa. Fatto sta che FN, tanto non si aspettava succedesse qualcosa, era già pronta a rispondere con catene e ammennicoli vari. (come si può vedere nella foto).  Poi Polizia e Carabinieri hanno messo tutti in stato di fermo, sciolto già in serata. Attraverso il web hanno cominciato a girare foto e video di due prodi Forzanovisti sorridenti e ostentanti i segni della battaglia. Tra l’altro sembra che la ferita più scenografica e sanguinolenta sia stata in realtà autoprodotta dal proprietario della catena nel tentativo di guadagnarsi il titolo di Bruce Lee de noialtri. Direi che, se è così, l’ha vinto.

Questi i fatti, poi ci sono le considerazioni e le inevitabili domande. Situazione premeditata, agevolata, o semplicemente frutto di leggerezza?

La storia tra Forza Nuova e i Madibers, nelle loro varie declinazioni, non è certo di primo pelo. In particolare è utile ricordare il tentato assalto e il tentato incendio ai danni del Laboratorio Paz nel 2007, con la conseguenza di un processo per il quale Mirco Ottaviani, uno dei 4 “filantropi” coinvolti nella rissa di ieri, ha totalizzato in appello una pena di 2 anni e cinque mesi. Si fa veramente fatica a considerare il Conad di via Dario Campana una scelta casuale, alcune piazze vengono negate per situazioni che producono molta meno tensione. A proposito, ieri non si è visto il presidio dell’onnipresente Digos, almeno prima che si degenerasse.

Le considerazioni però non riguardano solo la sottostima di una situazione potenzialmente pericolosa. C’è da sottolineare anche la reazione dell’Amministrazione, molto pilatesca. Una condanna generica della violenza, che avrebbe un suo senso, non fosse per i precedenti. Non si è visto ne sentito, infatti, Gnassi, noto come il Quarto Martire, che si lancia personalmente all’arma bianca ogni volta che vede una bandiera di Forza Nuova nei pressi di Palazzo Garampi e che chiama in causa niente popò di meno che il Governo se vede un souvenir fascista in una bancarella … non vi dico le dirette con Mentana che vorrebbe ogni volta che gli attaccano un volantino sulle porte del Comune. Vien da pensare che questa generica condanna della violenza, in vista della scadenza dei termini per Casa Don Gallo, faccia un po’ comodo. Magari mi sbaglio, non tarderemo a saperlo.

Termino queste poche righe con un invito ai Madibers. Non raccogliete le provocazioni. Nella Rimini di oggi voi avete un ruolo importantissimo. Con le vostre azioni di solidarietà e mutuo soccorso contribuite ad alleviare un peso sociale, che non può essere più gestito con la canonica redistribuzione dei fondi welfare. Le 40 persone che grazie a voi hanno un tetto e le altre 40 in attesa ne sono la dimostrazione. Questo è un successo che avete ottenuto rompendo gli schemi, ma è anche una grossa responsabilità da difendere sciogliendo altrettanti luoghi comuni, che vi dipingono come non siete.

P.S.

Via Caduti di Nassiriya, 20 –   Viale Amerigo Vespucci, 131 – Via Pintor, 7, –  Via Alessandro Serpieri, 12 – Via Euterpe, 3 – Via Castelfidardo, 15 – Viale Tiberio, 32, –  Via della Fiera, 2 – Via Libero Missirini – Via Marecchiese, 262 – Via Ennio Coletti, 57 – Via Caduti di Marzabotto, 130.

Questi sono dodici indirizzi di Conad alternativi. Poi ci sono Le Coop, i Lidl etc. Per beccare l’unico Conad in 135,71 km² dove poteva succedere qualcosa bisogna essere bravi, per sapere addirittura che sarebbe stata utile una catena bisogna essere dei paragnosta.

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@DadoCardone

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Il mio amico Gnassi.

imageHa detto proprio così: “il mio amico Gnassi”. Supposto che essere identificati come amici da Matteo Renzi sia un pregio e non una iattura politica, una volta si diceva che per considerarsi amici il minimo sindacale era perlomeno aver mangiato della pasta e fagioli insieme. Oggi non serve, soprattutto se sei del PD, il Partito occupato nella narrazione di una realtà che non esiste. Sì.. si vede anche da queste sciocchezze, ma il fenomeno è ovviamente più vasto, con tendenze patologiche alla mitomania. Non solo a livello Nazionale dove il Premier ha la fantasia di definire l’Italicum un “Capolavoro parlamentare”, ma anche nelle mica tanto semplici questioni locali.

Ne abbiamo parlato spesso negli articoli di Citizen, poiché il Primo Cittadino ne ha dato ben donde. Dalle guerre al cemento, che nessuno voleva gittare, passando per le lotte immaginarie atte ad ottenere un Federalismo Demaniale già in programma per tutta Italia e finendo con gli attacchi alla Democrazia portati dai souvenir fascisti delle bancarelle. Ultimamente però la “narrazione” sta pretendendo una frequenza preoccupante. Per citare le più gettonate:

  • Il Parco del Mare che, non so se avete notato, è stato elevato a livello di addobbo natalizio in Piazza Cavour, passa da venti a duecento proposte di adesione in un solo fine settimana. Tra l’altro sarebbe da capire il senso di uno striscione che ripete un nulla di 50 cm per venti/trenta metri.
  • Le Fogne, pagate dal Comune di Rimini col suo bilancio e da tutti i cittadini della Provincia con i prossimi dieci anni di bollette dell’acqua, ma che chiediamo solo ad Hera di riprogettare, ringraziandola poi con la capitolazione sulla distribuzione dell’acqua pubblica.
  • Le classifiche del degrado in cui saliamo inesorabilmente solo per colpa della popolazione turistica, dicono, ma poi la verità è che turismo cala e il degrado aumenta.
  • Il Capodanno più lungo del mondo, che però se guardi il calendario è, come tutti gli altri, composto dai due giorni di fine anno e se un intero albergo di svizzeri, già allegrotti alle 22.00, ti chiede cosa c’e’ da fare il 29 sei costretto a rispondergli: “Che ne dite di andare al cinema Tiberio a vedere in differita Lo Schiaccianoci di Tchaikovsky che fanno a Londra?”.

Queste ed altre realtà romanzate, con condimento di cantieri elettorali a tutto spiano, sono un pesante debito per una città che rinuncia quotidianamente allo studio di soluzioni vere. Ne cito un’altra poiché si tratta di un tema che deve essere raccontato nella maniera giusta. Pena la perdita di un contatto basilare con il vero significato di una Comunità e del suo rapporto con gli ultimi.

Brevemente. Per togliersi dall’impiccio dei 15 senzatetto, che da questa primavera vengono continuamente tolti alle loro occupazioni abitative e restituiti al marciapiede, l’Amministrazione ha aperto un’istruttoria per affidare un immobile del Comune a chi ne avrebbe fatto un dormitorio. Viene invitata anche l’ Associazione Rumori Sinistri (Casa Madiba) che ottiene l’assegnazione e decide che il progetto non riguarderà un semplice dormitorio, ma una Casa dell’Accoglienza, con le modalità che sperimentate da tempo. Improvvisamente sulla stampa irrompe la “narrazione” che vuole quello come un progetto nelle intenzioni dei gestori del Welfare. Certo, come no. Poi vai a vedere e scopri una situazione che sarebbe puramente emergenziale, se non fosse per i soliti noti che ci mettono un po’ di umanità. Quaranta brande modello Protezione Civile e un boiler elettrico da 80 lt che deve bastare per 40 persone. Più impersonale del cesto di frutta che il Sindaco, con fotografo a seguito, ha voluto portare con sé all’apertura.

Sarebbe forse il caso che la politica e le comunità riconquistassero il senso della realtà. Cercare di raccontare al meglio, tramite artifici di dialettica e marketing, percorsi presi per reazione e non per programma, porta inevitabilmente al regresso. Il senso della realtà è lo stesso principio che ci porta nell’età adulta, contrapponendosi al “voglio tutto ad ogni costo” dell’infanzia. I Costi della narrazione politica stanno cominciando a diventare troppo alti… è ora di una rivoluzione nella Municipalità.

P.S.

Siedo in giardino con un filosofo. Quello dice ripetute volte: “Io so che questo è un albero”, e così dicendo indica un albero nelle nostre vicinanze. Poi qualcuno arriva e sente queste parole, e io gli dico: “Quest’uomo non è pazzo: stiamo solo facendo filosofia”. [On Certainty – Ludwig Wittgenstein]

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@DadoCardone

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Domino di Poltrone

III-internazionale-by-AngeloIl PRC (qualsiasi cosa esso sia) lascia la Giunta e la maggioranza, ne da triste annuncio… l’opposizione. Sara e Savio, mestamente preparano i bagagli e vi ripongono una falce ed un martello, praticamente nuovi, mai usati.
L’analisi di questa decisione si può ottenere da molti punti di vista. Per i protagonisti si tratta di coerenza. Per il Sindaco di Rimini al contrario sono decisioni che rispecchiano linee nazionali e non il disaccordo con la sua azione che, come tutti sanno, è limpida come acqua di fonte. A noi di Citizen invece sembra un po’ la storia di Aron Ralston l’alpinista che rimase 5 giorni con un braccio schiacciato sotto un masso e, per sopravvivere, se lo amputò da solo.
Romantico pensare che la politica attuale si basi sulle idee e la semplice incoerenza possa far cadere una posizione. Se così fosse ci vorrebbe un vigile solo per regolare il traffico da una sponda all’altra del Consiglio Comunale. La realtà è che la politica si basa sulle poltrone e le poltrone sul consenso, per una sorta di proprietà transitiva perdendo consenso si perdono anche le poltrone.
La pavida azione dei rappresentanti PRC nelle istituzioni riminesi ha avuto come conseguenza la caduta verticale di qualsiasi tipo di consenso. Le velleità ambientali dell’assessorato Visintin si sono infrante sui pacchetti chiavi in mano Hera e i tavoli di tortura ai teleriscaldati, dopo quattro anni, hanno resto antipatico il verbo ponderare, il resto è banale mantenimento dell’operatività. Galvani invece, oratore da epistassi, è famoso per aver combattuto gli F35, che il Comune di Rimini non aveva ordinato, e per la sua fissazione compulsiva contro Pizzarotti. Entrambi nei temi principali della loro (supposta) azione politica, tipo la ripubblicizzazione dell’acqua, sono svenuti con la mano alzata.
Si dirà (si è detto) che i fatti di Casa Madiba hanno reso impossibile la già difficile convivenza con il Partito Democratico, il cui parlamentare di riferimento ci manca poco che inciti al manganello. La realtà però, almeno secondo il nostro punto di vista, è che i fatti in oggetto hanno solo velocizzato una decisione che comunque andava presa per la questione consensi & poltrone. Dagli accadimenti di queste ultime settimane è risultato molto chiaro quanto poco il PRC poteva fare per quello che, nei loro pensieri, era il bacino di consensi di riferimento. Un paio di dichiarazioni sulle occupazioni e nessuna azione, incisiva o meno che fosse, tanto è vero che per i quotidiani locali è risultata più papabile l’accorata difesa della pasionaria Prof. Mara Marani (non a torto).
La conseguenza sarà ovviamente una tornata elettorale, per altro molto vicina, nel più totale anonimato e la perdita di qualsiasi tipo di influenza. Tanto vale simulare l’atto eroico e immolarsi sul primo altare disponibile per recuperare coerenza. Via la poltrona di Giunta a Visintin (PRC), via la poltrona nel CDA della Fiera a Paolo Pantaleoni (segretario PRC), nessuna ricandidatura per Cesare Mangianti (PRC) alla Presidenza dell’ACER (Azienda Casa Emilia Romagna Provincia Di Rimini). Galvani non ha nulla a cui rinunciare, va solo a far parte dell’opposizione a cui tanto si è opposto tra NCD, FI, Fratelli D’Italia e gli odiati Grillini (che brutta fine).
Funzionerà l’operazione “amputazione”? Aron Ralston dopo 127 ore capì che il braccio ormai era perso e se lo staccò a colpi di coltello, tornò a casa ed oggi, grazie ad una protesi, può ancora scalare. Rifondazione Comunista ha capito che dirsi ispirati da Carl Marx dopo quattro anni convintamente al fianco dell’Aperisindaco fa parecchio ridere, da tagliarsi c’erano solo le p…oltrone. Forse un giorno torneranno a sedersi (magari quando passa il bruciore).

P.S.

Non a tutti è sfuggito lo sfogo del Primo Cittadino, durante un litigio a telecamere puntate, nel quale afferma che “qualcuno” della Sinistra chiude gli occhi rispetto a false dichiarazioni dei redditi di inquilini ERP per mantenere le poltrone degli enti che gestiscono le assegnazioni. Non è che serve la palla di cristallo della zingara per interpretare l’accusa, visto che l’Ente in oggetto è solo uno. Pare che a Rimini ci siano verifiche meno dovute di altre.

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@DadoCardone

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Occupy Rimini – Scacco matto in tre mosse.

elimadibaLa necessità aguzza l’ingegno, quante volte l’avete sentito dire? Oggi però nuovi significati si sono aggiunti all’ingegno di una manovra, che molti diranno sarebbe stata da prevedere, ma che nessuno ha di fatto capito fino al suo compimento. Questa è la cronaca di come Casa Madiba si sia procurata un nuovo tetto e di come chi è abituato al confronto giornaliero riesca a surclassare forze soverchianti, se guidate dalla sola arroganza. In tre mosse.
L’origine di questa storia, leggendo il nome di Casa Madiba lo sapete già, è il doppio sfratto che ha messo per la strada gli attivisti di via Dario Campana e i quindici senzatetto che da loro avevano trovato riparo.

 

Prima mossa: la ruota del pavone. Dopo le contestazioni di piazza lo stesso giorno degli sgomberi e in Consiglio Comunale, giovedì, viene diffuso il tam tam di una Madiba Street Parade. Il nome appare come una provocazione diretta senza mezzi termini all’AperiSindaco, il quale aveva definito gli attivisti gente che fa volontariato “per sport”, arrogandosi qualsiasi diritto di soccorso, nei modi e nei termini congegnali alla sola sua Amministrazione. Sabato 24 maggio, attorno alle ore 16.00, davanti alla stazione di Rimini un centinaio di ombrelli multicolore faceva bella mostra di se sotto la pioggia battente, in attesa di seguire il risciò, locomotiva della protesta. Ancora una volta la risposta delle forze dell’ordine è parsa esagerata. Un numero imprecisato di Cellulari di Polizia e Carabinieri, l’immancabile Digos e un elicottero della Polizia che ha cercato di coprire col rumore delle sue pale, senza riuscirci, i canti di protesta delle potenti casse alla guida del corteo.
Screenshot_4Seconda mossa: faccio quello che vuoi tu. Come da precedenti esperienze di corteo Cellulari e celerini chiudono le vie d’accesso alle piazze. Ad ogni cambio di direzione gli osservatori (giornalisti, fotografi, etc) si chiedono se quello sarà il punto del contatto. Ancora si sente l’eco delle manganellate di appena un paio di giorni prima, ma il biscione di protesta si lascia condurre. Si comporta come Snake, “antico gioco Nokia” nel quale il serpente evita gli ostacoli e contemporaneamente aumenta il numero dei suoi componenti. Via Giovanni XXIII, Via dei Cavalieri, Via Ducale, un pezzettino di Corso D’Augusto verso il Ponte di Tiberio, Circonvallazione Occidentale, sempre ubbidienti, sempre in fila, sempre di più.
IMG_20150523_181730Terza mossa: la mano è più veloce dell’occhio. Quali possono essere gli obiettivi dei manifestanti? Le piazze? Gli edifici da cui sono stati sgombrati? Per ogni obbiettivo polizia in testa, in coda e nei sentieri altrimenti percorribili. Per ogni obbiettivo, certo … ma non per il vero obbiettivo. All’altezza della farmacia la testa del corteo continua ad avanzare mentre il grosso della fila devia verso Via Ceccarelli. Il tempo di reazione delle Forze dell’Ordine è sufficientemente lento da permettere a tutto il corteo di infilarsi nella nuova direzione. I Cellulari, richiamati, entrano nella via successiva facendo fischiare gli pneumatici per arrivare più velocemente possibile alla fine di Via Ceccarelli e impedire al corteo di proseguire. Da lì non uscirà più nessuno. Scacco matto.

Tip and Tricks (trucchi e suggerimenti). Al numero 14 di Via Giulio Mario Ceccarelli abitava una pia donna che lasciò la sua proprietà e la sua collezione di Famiglia Cristiana al Comune, per farne un uso socialmente utile. La villetta di due piani, con ampio giardino sul retro, è attualmente in uno stato d’abbandono tale che potrebbe essere usata per il set di un film Horror. I ragazzi di Casa Madiba Network, mentre alla fine della strada erano attesi da Pirro e le sue truppe (questa è un po’ difficile, me ne rendo conto), hanno introdotto clandestinamente le prime scope mai viste da quelle mura in almeno dieci anni. Il resto del lavoro è toccato a Fabio Pazzaglia che ha passato un paio d’ore nel cercare di conferire telefonicamente con il Vice Sceriffo Lisi e con l’Assessore alla Pubblica Incertezza Jamil Sadegholvaad. Ovviamente nessuno dei due si è visto perché, come giustamente ha fatto notare il Primo Cittadino in Consiglio Comunale, “la Giunta è una squadra e ognuno risponde per le sue competenze”… sono le incompetenze che proprio non si vuole intestare nessuno. Comunque sia, con l’apporto degli assessori o meno, alla fine gli agenti in tenuta antisommossa e l’elicottero si sono stufati di presidiare i tombini, perché solo quelli erano rimasti di pericolosi. Il nuovo tetto di Casa Madiba Network è stato inaugurato con un’assemblea serale, la nuova sistemazione durerà? Io consiglierei di lasciargliela perché, data l’abilità dimostrata, la prossima volta potrebbero occupare il Palas durante un convegno di Marines.
P.S.
Anche in questa azione un assente e un non pervenuto. L’assente è Sara Visintin che non si fa vedere né in Consiglio, né tra quelli che la sua estrazione dovrebbe privilegiare. Poi citare i contadini di Di Vittorio diventa una fanfaronata. Il non pervenuto è Savio Galvani, presente, ma arrivato solo dopo che Fabio l’ha tranquillizzato sulla situazione. Per fare il Comunista ci vuole il fisico.
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@DadoCardone

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Che Piovve.

fatimaFinché l’Emergenza Abitativa era un affare di carte e conti che non tornano è stato molto facile tenerla lontana dalla coscienza delle persone normoabitanti. Rimini ha abbastanza castelli fantasma da poter ospitare moltitudini senza dare nell’occhio, se non fino ad agosto quando sulla battigia si abbatte l’onda nera dei Vu Cumprà, con la sfumatura caramello bangladese. A quel punto la gente si agita, ma pochi si chiedono dove dormono quelle centinaia di persone.

Adesso però la questione è diversa. A forza di mettere la polvere sotto il tappeto alla fine ci inciampi, così come è successo. Coloro che coprono le mancanze dell’Amministrazione sono stati costretti a nuove occupazioni per esaudire le richieste d’aiuto, condizione necessaria e sufficiente per far cadere tutti gli asini dal cielo.

Penso che la totalità dei miei lettori, qualsiasi sia il loro credo politico, sebbene siano eterogenei riguardo alle soluzioni, siano d’accordo sul fatto che se a Rimini muore  gente di stenti siamo di fronte ad un grosso problema.  Nonostante questa sembri un’affermazione di senso logico nella realtà dei fatti i sei morti di quest’inverno hanno smosso le coscienze di pochi, se non altro di molti meno rispetto a coloro che si sono incazzati per la violazione di una proprietà privata …. tra cui molti saranno stati  quelli che sfiaccolavano col Sindaco per i morti dei barconi qualche settimana fa.  Capisco comunque che sia più facile dimostrarsi solidali con qualcuno che è morto a mille km da casa tua, se non altro perché il problema si è risolto da solo e nessuno dei trapassati verrà a guardare con cupidigia le nostre porte di casa.

In questo senso, nel parere di chi scrive, l’azione di Casa Madiba Network è stata dirimente e, se pure si possa non essere d’accordo sul metodo, nulla va tolto al merito. Da più di una settimana ormai i riminesi, quelli usciti vivi dalla rianimazione perlomeno, stanno parlando dell’emergenza abitativa, ognuno con la sua sensibilità, credo, grado culturale e convincimento. Ne stanno parlando tanto che anche la politica deve ora tenerne conto.

Già… la politica. Dopo l’occupazione della palazzina dell’Enel, che per una settimana era stata elevata da posto per farsi un buco a ricovero per senzatetto, la politica aveva solo due possibilità di scelta: mediare o reagire. La terza, la più comoda, fare finta di niente, gli era stata tolta. La scelta, ovvia per un’Amministrazione guidata da un Sindaco che deve le sue fortune alle rendite di famiglia, è stata allinearsi ai benpensanti e reagire.

Da dopo lo sgombero dei due immobili in via Dario Campana nessuno può più fare finta nemmeno che la questione non sia politica. Neppure Savio Galvani e Sara Visintin, che in passato con l’Acqua Pubblica hanno ingoiato dei bei rosponi, possono più far finta di essere in forza ad un’amministrazione di sinistra ed infatti oggi, sui quotidiani, si cominciano a fare gli opportuni distinguo. Anche questo è un fatto di notevole importanza. Intendiamoci … non che io creda nella risolutezza di alcuni pavidi rappresentanti della sinistra consiliare, ma questo assieme al fatto che la destra non abbia avuto in sostanza nulla da dire sulle decisioni prese, restituisce un quadro meglio delineato. E’ importante eliminare le zone grigie dal perimetro d’azione, perché sono quelle che più favoriscono la mala politica.

Ricapitolando. A Rimini l’Emergenza Abitativa fa morti per le strade, i ragazzi di Casa Madiba occupano per soddisfare la richiesta inevasa d’aiuto, il Sindaco di Rimini (con abile storno alla Procura) affronta la questione facendo chiudere vecchie e nuove occupazioni. Ora c’è più gente per strada. In mezzo potete metterci tutti i perché, i forse, i però e i se che volete, ma Rimini oggi è peggiore di ieri.

La domanda a questo punto è: visto che il problema non affonderà, scomparendo come fanno ogni tanto i barconi degli indesiderati, e dunque potrà solo crescere d’intensità, cosa intendiamo fare? Prima di fantasticare di confini armati a difesa delle proprietà private consiglierei a tutti di considerare quanto tempo libero hanno per montare Cavalli di Frisia. L’unico muro che quest’Amministrazione riesce ad alzare è quello del TRC.

P.S.

Quelli che sostengono che se i ragazzi di Casa Madiba ci tengono tanto ai senzatetto se li possono portare a casa, sappiano che l’hanno fatto.  Adesso, se volete, parliamo di coerenza.

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@DadoCardone

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Coniglio.

20150522_3168Dopo il mancato recapito del materasso nella Casa Comunale l’affare di Casa Madiba finisce in Consiglio. Presenti per l’occasione una  discreta quantità di Forze dell’Ordine, gli Attivisti sgomberati e una Giunta al gran completo con la sola eccezione dell’Assessore Sara Visintin, anello debole dell’Amministrazione che riesce a far sembrare persino Gennaro Mauro un uomo di sinistra.

Immancabili le interrogazioni sui fatti di questi giorni, come non sono mancate le reazioni scomposte del Sindaco, d’altronde ha un pubblico da accontentare. Ormai si sa l’odiens si accontenta di poco, basta che sia una scenetta semplice e soventemente ripetuta, un po’ come quelle sitcom delle quali sai esattamente  dove vanno a parare le battute, ma per abitudine ridi lo stesso. Se c’è una cosa di cui puoi essere sicuro è che Gnassi, sotto stress, offende chiunque gli capiti a tiro in maniera piuttosto infantile.

20150522_3216Questa volta è toccato me. Dopo che il Consigliere Tamburini ha letto in Aula il pezzo “Tanto Tuonò”, il Primo Cittadino non ha potuto fare a meno di chiamarmi Coniglio. Lo ammetto … non sono stato abbastanza pronto da fargli uno “specchio riflesso” o qualsiasi altra cosa si usa all’asilo, ma a mia parziale discolpa bisogna sicuramente considerare il fatto che, appunto, era dall’infanzia che non mi si affrontava in maniera tanto puerile.  A parte che anche “affrontare” è un parola grossa considerato che  l’aggettivo è stato pronunciato a mezza bocca, dallo scranno di Sindaco, in pieno Consiglio Comunale e subito ritrattato al “come?” di Tamburini.

Dunque si arricchisce il repertorio dell’ex Golden Boy. Dopo “la palla è mia”, “ho firmato a mia insaputa”, “la corte dei conti non conta”, “mamma ho perso l’aereo” e “porta rispetto che non sei a casa tua”, aggiungiamo anche “non ho detto coglione, stavo tossendo”. Una hit di successi e noi di Citizen non ce ne siamo persi nemmeno uno (che culo).

Bz51iRYoIEVuljASrSueFfNAGRkNdvfS96jiuQbMGCIAltra chicca del repertorio Gnassiano è il numero del “miracolo consiliare”. Forse non tutti sanno che le porte del Consiglio Comunale sono un varco spazio dimensionale dove la realtà spesso cambia. Lì dentro abbiamo assistito, per esempio, al “Miracolo del ponte Coletti”, che da pontaccio di ferro già deliberato si è trasformato in ponte normale. Qualcuno ricorderà anche la “prima dichiarazione di guerra al cemento” dove il veto di un semplice cambio di destinazione venne impunemente spacciato per la pietra miliare della traiettoria sindacale: da questo puntino sull’asse dell’Adriatico, voleva combattere milioni di metri cubi che nessuno aveva più i soldi per costruire…. Meno male che Acquarena e le sue palazzine Soviet hanno restituito l’immagine vera della supposto cimento al cemento.

20150522_3181Ieri, ancora una volta, i “confini della realtà” hanno fatto il loro dovere. Improvvisamente Gnassi, dopo aver sostenuto che la Corte dei Conti è un “teatrino all’italiana”, dopo essere stato per lungo tempo la ragione per cui il CDA della fallita Aeradria non cadeva, dopo aver condonato ruote panoramiche abusive…. Dopo tutto ciò (e altro ancora) si è dichiarato ligio alle regole e impotente di fronte ad atti dovuti della Procura contro di Casa Madiba Network. Ha solo tralasciato che l’evidenza dell’atto dovuto è stata procurata dai suoi uffici.

rf8o6wwxdsrsGwmwHZbjc2czfNXv2_nVBVTNJLdZcNkConcludo con due righe di cronaca. Ieri, alle interrogazioni sull’emergenza per i 15 senzatetto provocata dagli sgomberi, risposte non ne sono state date. E’ probabile che, secondo quanto dichiarato dal Vice Sceriffo Gloria Lisi, l’immobile in via Dario Campana verrà usato per la stessa funzione, ma assegnato a mezzo bando, magari uno di quelli a procedura ristretta, solo con gli invitati che piacciono all’Amministrazione. Il prode Gnassi, dopo essere stato duramente contestato da Fabio Pazzaglia  e dagli attivisti di Casa Madiba, è uscito dal Comune per continuare a discutere, tra una cornice di Celerini, più numerosi dei cristiani.Comunque ha trovato solo persone con ancora la voglia di ragionare a dispetto delle sue supercazzole. La tattica del “martire sputazzato” alla Salvini non ha potuto avere luogo.

P.S.

Esistono cinque categorie di bugie; la bugia semplice, le previsioni del tempo, la statistica, la bugia diplomatica, e il comunicato ufficiale.” [George Bernard Shaw]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a@DadoCardone

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