Villino Ricci – l’altra versione

Rimini: l’Emergenza Abitativa continua a rimanere il tema su cui la narrazione politica si scontra con la realtà. Questo breve documentario parte dall’occupazione abitativa del Villino Ricci, o meglio dal suo sgombero, per raccontare la storia di chi combatte l’emarginazione e non si arrende all’ineluttabilità della strada.

Share

Solidarietà e polvere di Coconuts

maxresdefaultIeri sera, nell’Assemblea pubblica del Movimento 5 Stelle di Rimini, me ne sono reso conto una volta di più: la Solidarietà è l’unica difesa. Che ci crediate o no, questo è un pensiero molto cinico.

Di solito faccio così. Me ne sto da una parte, ascolto, prendo nota mentale di qualcosa che scriverò. Forse la notte stessa, forse dopo un anno, perché per me è la stessa cosa di quando trovi una bella frase e la sottolinei. Stavo lì e appunto ascoltavo questa cosa che mi sembra ineluttabile.

Manila parla della sua esperienza, cita numeri e io guardo come rimbalzano nell’espressione della gente. Qualcuno da segno di capire quanto siano assurdamente grandi quelle cifre, ma in quanti ne comprendono le conseguenze? Secondo diverse fonti internazionali 500.000 mila persone attendono di salpare verso l’Italia. Se sommi questo a quello che viene fuori con le indagini su Mafia Capitale ti accorgi che nulla può fermare il guado, perché da questa parte ci sono organizzazioni criminali che ci fanno più soldi che con la droga … ed hanno agganci nelle istituzioni. Coop Bianche e Coop Rosse, secondo le ultime notizie, dialogano amabilmente su affari milionari.

E allora eccolo lì il pensiero cinico, ti salvi solo con la Solidarietà. La Solidarietà assorbe quello che la società formale rifiuta, ma comunque rimane lì a decantare. Non è che per caso qualcuno si è convinto che facendo finta di non vedere le persone si volatilizzano vero?? Rimini ha tra le sue identità nascoste una necropoli abitata da non vivi, ma neppure morti e non te la cavi come con The Walking Dead.

Solo una Comunità che esce dall’assistenza istituzionalizzata e sperimenta quella diffusa può assorbire una botta come quella che sta arrivando. La Povertà è un business molto ben organizzato e per rispondergli serve una rete altrettanto efficace, meno dipendente da soldi deliberati oggi e tolti domani dalla Corte dei Conti. Senza contare poi il fatto che anche le più ben intenzionate organizzazioni umanitarie sono spesso pachidermi burocratizzati, con un costo di mantenimento non indifferente. Eppure siamo così messi male che sono indispensabili.

Torna al tuo paese“, questa secondo alcuni dovrebbe essere la formula risolutrice, ma quando il loro paese è proprio questo Paese che si fa? Una società che  trasforma la solidarietà in pratica escludente, usando lo sciovinismo come parametro, ne viola il principio stesso rendendola inefficace, tanto che non funzionerebbe manco per gli Italiani. Oggi, comunque, non sta funzionando e non certo per i troppi stranieri da assistere… quelli sono un affare da 40 euro al giorno a persona per Carminati e chissà per chi altro. Questi personaggi si fanno beffe della legalità senza sfumature, l’inviolabile principio formale creato da un credo illuminista che aveva troppa fiducia nella ragione umana. Per alcuni dei reati che si sono inventati questi signori (tutti italiani) probabilmente non esisterà neanche la corrispondenza nel codice penale, eccola servita la giustizia formale. E se il principio di legalità fosse realmente inviolabile quanti di noi si salverebbero? Quanti di noi credono in un necessario relativismo etico come legittima difesa?Parcheggio in divieto tanto sto poco“, “dichiaro di meno perché lo Stato ruba più di me“, “compro senza fattura così risparmio l’iva“, “in quell’ufficio ho un amico che…“. Dai!

Dopo le notizie di oggi sull’operazione Coconuts permettetemi di farmi una grossa risata all’indirizzo di chi pensa che i problemi di Rimini siano Senegalesi o Bangladesi che vendono bastoni per il Selfie sulla spiaggia. Cocaina, armi, denaro falso, prostituzione d’alto bordo, ma avete capito cosa Rimini deve temere oppure no? Contro tutto questo cosa volete mettere? Le ronde e il principio che i più poveri devono annichilirsi sino all’evaporazione?

Ridate Rimini alle famiglie, ridate Rimini alla Solidarietà, ridatela ad un senso comunitario,  toglietela a ‘sti fissati con gli anni ’80 che imbellettano la merda con i colori pop. Fatelo voi che siete Riminesi, io non posso… sono straniero.

P.S.

“Sconfiggere la povertà non è un atto di carità, è un atto di giustizia”. [Nelson Mandela]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a@DadoCardone

Share

L’idea di Città.

ideaRimini è un cesso. Non fraintendetemi, non lo sarebbe di per sé, ce l’hanno fatta diventare e il degrado che si scorge ovunque ne è la prova.  Il Sistema della rendita non ha retto alle sfide del futuro, il resto l’han fatto politici che si credono imprenditori.

Questo mese è stato presentato il Rapporto sulla Povertà della Caritas. Cifre imbarazzanti per una città di nemmeno 150.000 abitanti. I Poveri a Rimini sono quasi ottomila … un’altra umanità nascosta tra le nostre ombre. Il Rapporto dice che i richiedenti calano, ma le prestazioni richieste aumentano.  Significa che molti degli extracomunitari, da cui ci sentiamo flagellati, hanno ritenuto più confortevole la povertà di casa loro e qui vengono solo a fare la stagione (in spiaggia c’è posto per tutti). Chi rimane a chiedere gli oltre 150.000 pasti preparati da Caritas e mensa dei Frati? Gli Italiani. Un povero su tre è uno di noi e, considerando che per i connazionali esistono ritrosie dovute a cose come la dignità, questi numeri sarebbero anche da aggiustare per difetto.

Sembra però che si sia tutti impegnati a pensare ad altro, anche in maniera piuttosto compulsiva. Lo stesso Sindaco, invitato a parlare nel consesso dove si è presentato il rapporto, era confuso rispetto a come trattare il problema e molto infastidito dalla foto di copertina della conferenza: un senzatetto con il Ponte di Tiberio come sfondo. Pare che abbia parlato di fogne e di come la sua idea di città dovrebbe sconfiggere la povertà … peccato che alle settemila persone, incontrate solo dalla Caritas, mancasse un’idea di stipendio e un’idea di un pasto consumato ad una propria tavola.

Non la vedo questa idea di città. Probabilmente è un limite mio, ma ciò che vedo è un impoverimento costante senza soluzione di continuità. Il Jobs Act ha permesso di falsare i registri, ma i marciapiedi del centro sono  cornice di serrande con un dito di polvere sopra, il resto è un bollettino di guerra. Se vi sentite resistenti alla depressione fatevi un giro sul Portale dei Fallimenti di Rimini scoprirete che esistono  518 procedure concorsuali aperte e, tra queste, scorgerete nomi come Rimini & Rimini S.p.A., Editrice la Voce S.r.l., Ge.CO. S.r.l.,  però non leggerete  l’ansia dei sessanta dipendenti del Mercatone UNO.

Esodati, padri separati, pensionati con la minima, usurati, madri sole, cassaintegrati, imprenditori asfaltati dalla crisi, licenziati troppo giovani per andare in pensione e troppo vecchi per trovare un lavoro, giovani con formazioni senza valore, extracomunitari che non trovano posto nemmeno al semaforo. Se una Comunità non si occupa prevalentemente di questo, di che altro si dovrebbe occupare? Se la Politica usa le risorse per un’idea di città senza l’ambizione di abbattere le fasce di povertà, che la costringono sul fondo del barile … a che serve?

Il concetto è fondante. Certo Rimini non è l’unica ad aver a che fare con la povertà, ma la povertà è promossa e distribuita a Rimini come nel resto del Paese dalla stessa classe politica. Gente convinta che con uno slogan si possa cambiare la realtà, ma che, nel migliore dei casi, è completamente scollegata dalla stessa … nel peggiore si sta facendo gli affari suoi sulla pelle degli altri.

Prendiamo però proprio Rimini come esempio. Il Sindaco Gnassi, nel suo discorso al convegno Caritas, ha brillantemente sostituito la canna da dare al povero (“Se un uomo ha fame non regalargli un pesce, ma insegnagli a pescare. Solo così non lo avrai sfamato per un giorno, ma per sempre”) con delle reti e così slogan e diritti d’autore sono sistemati. Per il resto dell’intervento ha parlato della sua idea di città contro la povertà, citando le fogne, un po’ come quando al Consiglio Tematico sulle Mafie aveva contrapposto il rifacimento di via Roma alla Criminalità Organizzata.

Monodiscorso Gnassi non ha tutti i torti, nel senso che l’unico modo di sconfiggere la povertà è un filtro culturale. Il problema però è che questo setaccio deve essere un’idea di comunità, non l’idea di città che possa farlo ricordare come il Sindaco che ha pedonalizzato il Ponte di Tiberio e scoperchiato il Teatro Galli. Rimini è piena zeppa di puttanate, costose già in fase progettuale e devastanti in quella gestionale. Facciamo qualche esempio?

  • TRC: una corsia protetta per autobus da cento milioni di Euro (per adesso) che, ancora non finito, ha messo Agenzia Mobilità in una spaventosa situazione debitoria. AM, che come agenzia doveva essere semplicemente un organo di controllo, spinge per fusioni e ed espansioni pur di sopravvivere. La politica appoggia con il Deputato “Piuttost che nient” Arlotti: il TRC prosegue, gliel’ha detto Del Rio. Assolto per non aver compreso il fatto.
  • Palacongressi: un’altra smargiassata da cento milioni di euro che ha bisogno di varianti delle varianti agli accordi di programma, non per giustificare se stessa, ma per sopravvivere al mutuo. Succede così quando i politici cominciano a credere alle sciocchezze che loro stessi raccontano, ma nel caso specifico il destino di un’opera che doppia una struttura già in crisi era scritto … non c’era bisogno di leggerlo nella palla di marmo da un milione di euro. Per dargli respiro, mentre siamo tutti in attesa di questo gran piano per veder ridecollare il “disco volante”, ci ritroviamo una piscina che disturba una fiorente attività poco distante e delle palazzine Soviet.
  • Aeroporto: un buco superiore a 50 milioni di euro e la maggioranza pubblica di una società partecipata dispersi nel vento. Per far credere che fosse un aeroporto da un milione di passeggeri la politica ha fatto qualsiasi cosa, anche far finta di non vedere. Un bene pubblico svenduto in saldo al prezzo di una fidejussione, messa assieme con una ridda di capitali sociali di aziende che non hanno neanche incidentalmente a che fare con la gestione aeroportuale.

Solamente con questi tre esempi abbiamo accumulato 150 milioni di Euro di spreco.  Soldi pubblici, soldi privati, recuperati dal Comune,  dalla Regione, dallo Stato, non importa da dove arriva ciò che è stato buttato , quello che importa è che la Comunità Riminese ha catalizzato su di sé questi capitali e il risultato è quello che tutti possono vedere.

Ora… per una mera speculazione intellettuale provate a pensare se Rimini questa capacità di attrarre denaro l’avesse investita sugli Ultimi. Badate bene, non sto parlando di quell’assistenzialismo che mette persone disagiate a lavorare presso un’azienda, che ne ha poco bisogno, giusto per dare ad una trentina di individui il quarto di uno stipendio basso e mettere l’animo in pace ad un membro Rotary. Avete mai pensato che il ripristino della dignità degli ultimi potrebbe essere un’occasione di lavoro?  Sto pensando ad un’enorme cooperativa sociale in House, ma poi mi viene da pensare anche ai 300 mila euro  buttati nei capanni degli attrezzi Ci.Vi.Vo. ed allora è meglio aspettare che il PD finisca di cannibalizzarsi da solo.

P.S.

L’applicazione di filtri culturali è un lavoro lungo, cui dovrebbe partecipare tutta la Comunità e da cominciare a sperimentare in età scolastica. Il massimo che può fare questo post è stimolare  una riflessione, cioè far riconsiderare qualcosa che si sa già. La tendenza comune, anche se ben mascherata, è quella di percepire una persona finita in stato di povertà come qualcuno che non è stato in grado di affrontare la vita con sufficiente intelligenza e lungimiranza. La verità è che però la vita, spesso, si accanisce contro le persone in modi veramente assurdi. Essere povero non è una colpa, ma un concorso d’inadeguatezze del modello di società che promuoviamo. Consideratelo.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share