Rimini e i suoi successi turistici.

Non c’è che dire. L’Augusto Gnassi è più longevo di qualsiasi prodotto politico partorito dalla sua generazione. E’ caduto persino il Bomba (aka Matteo Renzi) che, a forza di dire “se non ti sta bene quella è la porta”, gli è rimasta solo quella: la porta… che prossimamente attraverserà anche lui.

I ruoli sono diversi, la protervia è la stessa, ma Renzi è sul viale del tramonto, mentre il Taglianastri guizza come un salmone tra le pagine dei quotidiani annunciando finanziamenti, pacchianate che chiama riqualificazioni e stagioni estive da anni ’80, ovviamente merito suo.

Parliamone di questa stagione. La stagione è andata bene? E’ decisamente andata meglio e chi ci lavora sa bene perché.  I motivi sono: l’assenza totale di precipitazioni, una Pasqua particolarmente a ridosso dell’estate e il resto del mondo squalificato dal terrorismo. Da noi attentati non se ne vedono, sempre che non decidiamo di simularne, tirando petardi in piazza, durante le finali di Champions.

L’analisi dei pernottamenti esteri consegnata alla stampa, redatta dal Primo Cittadino (o chi per lui),  è quasi simile, non fosse che aggiunge motivazioni inesistenti e poi tira conclusioni con la solita matematica da Accademia PD. Leggiamola.

“Dando un’occhiata allo ‘storico’, per quanto di difficile se non arbitraria comparazione, l’ultima volta che i pernottamenti esteri superarono la soglia del 30 per cento fu il 1988, l’anno pre mucillagini, quando l’oscillazione si fermò al 34 per cento. […]Una riflessione va fatta sui motivi di questa crescita dell’estero: la buona stagione, i problemi assortiti di molta concorrenza internazionale certamente, ma un ruolo lo hanno avuto la promozione e il dinamismo delle città della riviera di Rimini, con i progetti di riqualificazione in corso che hanno e avranno una forte attrattiva sul pubblico internazionale. Penso ad esempio al lavoro che Rimini sta facendo sui contenitori culturali, uscendo dalla dominanza balneare e impostando già da tempo un lavoro che vede già ‘funzionare’ i contenitori culturali per mostre, eventi, relazioni mentre sono ormai in avanzatissima fase di riqualificazione.”

Vorrei dire grazie al Sindaco per essersi dato dell’arbitrario da solo, non mi veniva l’aggettivo. Direi che l’analisi delle percentuali è possibile farla solo per interi uguali, bisognerebbe cioè avere gli stessi numeri dell’88 per poter mettere in relazione le due crescite, o perlomeno usare lo strumento della proporzione, ma stiamo parlando di una scuola politica che governa la Regione con l’16% dei voti degli aventi diritto e se ne vanta. Più che la strana matematica PD, tuttavia, ci scuote la riflessione sulle motivazioni di tale risultato.

Chi vi scrive vorrebbe tanto capire, ma non per polemica, che tipo di influenza potrebbero aver mai  avuto i lavori di riqualificazione in corso? Immaginiamo il colloquio di due turisti tedeschi che decidono di venire a Rimini per i lavori di “riqualificazione in corso”.

Franz: Che ne dici Helga, quest’anno andiamo a Rimini?

Helga: Non saprei… cosa c’è di bello a Rimini?

Franz: Ma come? Non lo sai?! Tutti sanno che a Rimini ci sono lavori di riqualificazione in corso! Potremmo vedere mura medioevali come appena bombardate da tuo nonno! E poi l’esterno di un teatro che sembra un condominio di cemento,  ancora con tutte le impalcature e le gru… inoltre non ti vorrai mica perdere il castello con le aiuole anticarro! Sembra che aspettino proprio noi…

Helga: E’ vero! Non ci pensavo più, me ne aveva parlato Anna, la mia cugina polacca che ogni anno pernotta a Rimini a 15€ a notte. Dice che c’è un cantiere che arrivi sul lungo mare per vedere l’orizzonte e… non vedi un cazzo! Me lo giuri che è proprio così Franz?

Franz:  Scheiße se è così, non si vede proprio niente!

Helga: Prenotiamo subito meine Liebe.

Secondo voi è così che i tedeschi scelgono di venire a Rimini? Secondo me se esiste un motivo in più, oltre ai tre elencati, è che Rimini per sopravvivere a questa lunga crisi si è trasformata nella capitale del Lowcost. Come lo fai lavorare un albergo per sei mesi se la stagione ne dura tre stiracchiati? Con i gruppi turistici da pochi euro a notte. Questo, se non vi siete fatti una passeggiata sul lungomare quest’estate, è confermato proprio dalle nazionalità dichiarate in crescita: russi e polacchi. Stimiamoci.

Quelli che genericamente e maliziosamente vengono chiamati Russi sono le popolazioni Balcaniche che approfittano dei prezzi bassi di Rimini per vedere Venezia e Firenze. Sì, qualche giorno lo trascorrono anche da noi sdraiandosi a forza di alcol. La New Entry poi, i giovani polacchi, beh.. a loro frega poco di Venezia e Firenze. Bevono per sette giorni vodka schietta, che si sono portati da casa,vengono cacciati dagli alberghi perché non hanno idea di cosa sia un albergo e, se capita (ed è capitato), si accoltellano fra loro.

Rimini non è tutta così ovviamente, ci sono anche i luoghi che frequenta il Sindaco, tipo Marina Centro. Lì di polacchi ne vedi pochi.

P.S.

Una mezza verità è una bugia intera. [Proverbio Yiddish]

 

@DadoCardone

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La Maglia Nera

C’era una volta una presa in giro che faceva più  o meno così: “Sei così scemo che se facessero una gara per stabilire chi è più scemo arriveresti secondo.”

Sembra quasi il caso di Rimini e le classifiche della criminalità del Sole 24 ore. Siamo secondi e non possiamo nemmeno vantarci di essere il posto più criminale d’Italia.. ci si potrebbe fare del turismo e verremmo citati anche nelle pubblicità del Pampero: “…. Nei peggiori bar di Rimini, altro che Caracas!”

La maglia nera è di Milano, a noi spetta quella grigetta che rispecchia molto la nostra situazione. Migliaia di metri quadri di edificato abbandonato, sfratti come se piovesse, inquinamento a livelli di allarme, operazioni turistiche che raschiano il fondo del barile, economia in caduta libera e politica legata a doppio filo con le peggiori decisioni strategiche che un territorio possa conoscere. Rimini, nonostante i mille cantieri elettorali aperti (o forse anche per quelli), è in una situazione di degrado, basta essere onesti perlomeno con se stessi per capirlo. A Rimini sud potrebbe morirci  Godzilla, ce ne accorgeremmo l’estate prossima per quanto è abbandonata a se stessa. Rimini nord non versa il condizioni migliori, l’entroterra è terreno fertile per un futuro di quartieri dormitorio. In Centro chiudono negozi importati e tanti altri, grandi e piccoli, aprono e muoiono in una girandola che si spegnerà forse al completamento del 3° ipermercato, quello  che tutti si ostinano a chiamare Aquarena.

In giro ci sono un sacco di cartelli spergiuranti che: “qui la città cambia”.  Invece una  triste considerazione si lascia alle spalle anche il vecchio adagio secondo cui “tutto deve cambiare per rimanere esattamente com’è”. Tutto peggiora e ce lo dicono i posizionamenti in certe classifiche,  i cartelli pop con data fine lavori al 2018 non portano rimedio.

Il mea culpa non lo fa nessuno. Tutti leggono i dati a modo loro e trovano scuse per non prendersi responsabilità politiche. Il Primo Cittadino, ad esempio, afferma che i risultati di Rimini sono falsati dai grandi numeri di una città turistica (la “fu” Capitale del Turismo). La giustificazione sembra avere una logica, ma se andiamo a prendere per esempio Jesolo , una città turistica che passa dai 26 mila residenti a flussi turistici di 4,5 milioni di persone all’anno, non è neppure citata e Venezia, la provincia di cui fa parte, si attesta al 13° posto. Non un bella posizione in classifica, ma tant’è.

Cattura3Che dire poi di chi si vanta, in perfetto stile  “zero virgola Renziano”, del calo delle denunce di un “sostanzioso” 0,41%? Che facciamo lo stappiamo lo Champagne? Io aspetterei, anche perché una flessione del genere nelle denuncie può voler dire anche che la gente al terzo, quarto,o  quinto reato subìto si è stufata di denunciare. Succede. Se poi vogliamo proprio fare i pignoli a Milano il calo è stato del 2,41% portando la differenza dei reati con Rimini, per ogni 100 mila abitanti, a 143. I numeri, a leggerli tutti, ne dicono di cose…

P.S.

Questa cosa di essere ottimisti in maniera completamente sganciata dalla realtà ha già fatto abbastanza danni, ve lo ricordate Berlusconi e i ristoranti pieni? No? Non c’è bisogno, basta che vi ricordiate Gnassi e il milione di passeggeri.

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@DadoCardone

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Ce l’hai un nome per questo?

filaIl 7 di maggio Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini, presenterà alle Associazioni e agli Ordini Professionali di Rimini le Delibere del Movimento 5 Stelle e del Referente, Gruppo di Lavoro Urbanistica, Fausto Battistel. Per cause facilmente accertabili il Movimento non è stato invitato.

Quali sono queste cause? Vedete … è una questione un po’ complicata. L’idea è sì stata presentata tramite delibere approvate nel Consiglio Comunale del 17 ottobre 2013, ma per una questione tecnica non potevano essere attuate. Qualche malizioso potrebbe pensare che la questione tecnica fosse l’appartenenza al M5S…. ma non è così. Pare infatti che adesso, tramite la bacchetta magica dello Sblocca Italia, si possa. Il Governo mica da solo il permesso di trivellare l’Adriatico, di finire i cantieri della ‘Ndrangheta e riempire gli inceneritori di mondezza di altri territori che non differenziano. No. Il Governo dei Precari pensa pure all’attuabilità delle delibere 5 Stelle, ma proprio tutte: frazionamento delle unità immobiliari di grandi dimensioni in centro, recupero sottotetti etc. etc.

C’è però ancora un piccolo problema, sempre tecnico per carità. Siccome lo sblocco è merito del miracolo Renziano le delibere non possono essere più del Movimento. Per gli ignoranti che non capiscono certe cose farò un esempio più pratico. Lo “Sblocca Italia” è un po’ come se fosse un Tana libera tutti, tutti i catturati tornano liberi e chi contava prima è ancora sotto. Ora il Primo Cittadino di Rimini, dopo essersi perso fra le sue rotonde, ha trovato nuovo vigore per dichiararsi Paladino dell’anticemento. L’unico sforzo che doveva fare era trovare un nome carino e credetemi … dopo la cappella del Rimining non era per nulla facile. Rinnova Rimini. Si può usare come hashtag, fa progressista e non impegna. Sarete d’accordo che il nome è quanto serve, il resto sono quisquilie.

Anch’io ho un hashtag da lanciare si chiama #PDeincolla e descrive perfettamente la tendenza generale del Partito Democratico, non solo quello di Rimini, ma di questo oggi ci occupiamo. Comunque sia il Movimento di Rimini non perde tempo a lusingarsi, a chiedere i diritti d’autore o conquibus per la consulenza, fa una cosa diversa, ma molto più significativa. Giacché l’idea era sua, surclassa se stesso con un progetto spettacolare, una rivoluzione per Rimini, oltre che una potentissima azione culturale.

Rimini Reboot (1)Sarà mostrato ed illustrato l’8 e il 9 di maggio presso la Cineteca Gambalunga e la Galleria dell’Immagine. Una Mostra e una Conferenza dal titolo “Rimini Reboot – Riprogetta Rimini” in cui si arriverà alla fine di un progetto di urbanistica durato mesi. Altissime competenze, innumerevoli ore di lavoro e pratiche scevre della tipica presupponenza politica hanno prodotto qualcosa di unico.  Chi vi scrive, essendo stato in qualche modo parte del progetto, si sente di consigliare ai lettori di queste righe la partecipazione all’evento, soprattutto per rendersi conto della differenza tra un lavoro di professionisti sinceramente ispirati e produttori di slide, che ormai non sono più buone nemmeno per prendere un finanziamento a San Marino. Fidatevi, per questo faran fatica a trovare un nome.

Nei prossimi giorni scriverò più diffusamente dell’iniziativa. Per adesso vi voglio lasciare con una domanda: può una città rinnovare se stessa, guadagnandoci in risorse, bellezza, integrazione e fruibilità? Un consiglio … per provare a rispondere al quesito bisognerebbe eliminare il PD dal quadro generale.

P.S.

“La nomina dell’on. Aldo Aniasi a presidente della Commissione Cultura di Montecitorio ha suscitato perplessità e critiche, a nostro avviso del tutto infondate. Aniasi è effettivamente un uomo colto. Anche se mai sul fatto.”  [Indro Montanelli]

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@DadoCardone

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