Se la politica cade e nessuno la sente.

albero-abbattuto-marina-albereseTra il 1600 e il 1700 la scuola filosofica dell’Empirismo Inglese definì un nuovo ed affascinante concetto, una rivoluzione. Locke, Hume, Hobbes, Berkeley teorizzarono che l’essenza di un oggetto non è una caratteristica dell’oggetto stesso, ma sta nella percezione di chi ne ha esperienza. La mela è verde sempre … o è verde perché chi la guarda identifica in quel colore il riflesso della luce nei suoi pigmenti?

Esiste un “indovinello” filosofico che descrive perfettamente questo concetto: Se un albero cade nella foresta e nessuno lo sente, fa’ rumore? I pochi affezionati che mi fanno il piacere di leggere le derapate sulla mia tastiera si staranno (forse) chiedendo perché parlo di filosofia. Ebbene, anche se non sempre esplicitamente, è quasi impossibile non parlarne poiché essa è la misura della vita.

L’Empirismo, retaggio di ormai passati studi, è molto presente nelle mie riflessioni di questi giorni. Mi trovo in questa foresta, vedo i segni di questo enorme albero caduto, ma nessuno ne da notizia. Non è stato sentito? L’albero è la politica, ma tutti fanno finta che sia ancora in piedi.

La scia del suo abbattimento, sembra più danno da parassita che caduta naturale, si percepisce in ogni cosa che il politico è chiamato ad amministrare. Prendete il recente caso Lupi ad esempio, ma non consideratelo il più eclatante. Un Ministro, tanto evidentemente inadeguato al ruolo che non va bene neppure per il fondo di barile da cui pesca il Governo Renzi, si rivolge al potentissimo (quanto inefficace) Ercole, tecnico del sistema, per un posto di lavoro al figlio. Lì un po’ di rumore qualcuno deve averlo sentito. Gli apici dell’Amministrazione del Paese che mettono a rischio interessi, leciti e illeciti, per cosa? Per trovare posto a un imbecille … almeno è quello che mi è venuto da pensare, considerando  il fatto che non sia capace  di identificarsi da solo come figlio di un Ministro, cosa che gli avrebbe fatto trovare comunque un lavoro (Eddai.)

Forse non tutti sanno che tra le varie indagini, causate dallo scoperchiamento del calderone Incalza, ce n’è anche una che ci riguarda da vicino. Praticamente il giorno dopo la dichiarazione del Primo Cittadino sul TRCla palla è mia e ci gioca solo chi dico io”, sono finiti nel registro degli indagati Attilio Navarra, Luca Navarra e Alessandro Paglia, cioè Italiana Costruzioni, azienda che realizza le opere per  il metrò di costa. Agenzia Mobilità, alle prese con una fusione “salva tutto”, osteggiata però dai Sindaci Revisori, dichiara che ciò non avrà conseguenze sull’appalto del Metrò di Costa. Come non credergli, soprattutto quando il solo incidentalmente zio (Melucci) della Presidente continua a dichiarare, via Facebook, che 100 milioni di euro non potevano essere spesi più strategicamente.

Strategico. Quante volte lo abbiamo sentito usare quest’aggettivo a Rimini. Personalmente lo ritengo eco di quel rumore di caduta che pochi vogliono sentire, perché tutto quello che viene chiamato strategico fallisce o è sulla via del fallimento. Hanno fatto persino un Piano Strategico, come a far intendere che le macerie che ci circondano fanno parte di un piano (sicuramente costoso). Siamo entrati ormai nell’ultimo anno del quinquennio del “fuGolden Boy, colui che ci ha fatto passare dal sogno al segno e sicuramente ha dato segno di aver scambiato gli slogan per  realtà. Ultimamente si attacca anche a quelli degli altri. A Rimini il PD ha regalato 1000 posti di lavoro. Chi vi ricorda? Questo è rumore di caduta ed è pure forte, considerato che nessuno si è fermato neppure per un secondo a pensare che se i posti fossero reali (e non cambi di contratto) si azzererebbe la cassa integrazione.

Il problema però non è che il Taglianastri autoctono non capisca la differenza tra il segno e il sogno, ce ne sono tanti che se seguiti bene conducono un esistenza normale, la complicazione arriva quando altri si atteggiano brindando alla cultura che porterà il recuperato teatro con giardinetto, mentre il fine ultimo è riproporre un cazzo di Festival Bar in piazza Malatesta. Non che te lo deve leggere la zingara sul palmo della mano per capirlo. Basterebbe osservare. Capitan Gnassi in quattro anni di timone, senza scogli che non si sia andato a cercare da solo, è riuscito solamente a fare da airbag per Cagnoni e da apripista per Hera. Come dite? La Notte Rosa … eh beh! Il primo fine settimana di luglio è difficile da Riempire a Rimini, certo.

Il Quinto Anno, quello in cui tutte le Amministrazioni Comunali di questo sistema solare (ma suppongo anche degli altri) si giocano i Jolly, quella di Rimini fa la danza della rotonda, forma tribale di preghiera per propiziare la madre di tutte le rotonde, quella dell’incrocio di Via Montescudo. I ben informati, quelli che partecipano alle commissioni che la maggioranza snobba, ci fanno sapere che la procedura di esproprio si “dovrebbe” concludere in novembre e che solo dopo si potrebbe consegnare il lavoro alla ditta esecutrice …. Questo sempre che ANAS non abbia altre opere in giro delle quali sia già stato depositato il progetto definitivo. Tradotto: difficile che le rotonde appaiano prima della fine della legislatura. Lo sentite l’albero?

In tutto questo c’è un aspetto paradossale. La caduta che nessuno ha sentito, ma di cui si scorgono inequivocabili i segni, è avvenuta non a causa di un ostacolo, ma al contrario per via della troppa corda di cui si sono dotati e con cui si sono impiccati i politici professionisti. Nel Governo del paese, così come in quello di Rimini, è stato completamente esautorato il ruolo dell’opposizione. Così come il Governo ghigliottina e cangura dopo aver chiesto delega e fiducia, nella piccola provincia dai grossi guai, la Maggioranza boccia senza appello e senza merito qualsiasi tipo di emendamento ai suoi interessi, negandosi il “memento mori” che la Costituzione aveva giustamente previsto.

E’ veramente triste vedere ragazzetti, che se non vivono ancora a casa con mamma poco ci manca, affermare di non aver intenzione di farsi tirare per la giacchetta, mentre rimbalzano, senza motivazione senziente, istanze di chi come loro è stato scelto per rappresentare. Vien quasi da chiedersi se a papà abbiano regalato un vestito nuovo.

P.S.

La possibilità che un albero cada in testa ad un sordo è molto alta.

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@DadoCarone

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Rimining.

pinguiniCome ogni anno, ormai da 5 anni, ci stiamo avvicinando al periodo in cui il Taglianastri salta sul banco e grida: Questa la so!! Dopo aver sonnecchiato un inverno tra l’incredibile scoperta delle rotonde, la chiamata in massa ai tribunali e le manovre SalvaCagnoni eccoci giunti all’Estate.

Passare la stagione fredda, secondo l’establishment Riminese è facile, basta cambiare nome alle cose. Non stanno facendo una linea d’autobus da 100 milioni di euro, ma una metropolitana. Non hanno salvato il Palas, ma hanno dato una piscina ai riminesi. Non hanno scoperto, vent’anni dopo la loro invenzione, le rotonde, ma ti fanno filare dritto. Non esistono ettari di strutture abbandonate, ma solo effetti della crisi. Non si è formato un ghetto mussulmano davanti alla stazione, ma abbiamo favorito l’integrazione. Neppure le erbacce non sono più tali, ma erbe erranti.

Poi arriva la primavera. Una primavera particolare quest’anno perché, per la prima volta, Rimini è a rischio di non aprire il suo aeroporto strategico che, se non ve lo ricordate, portava un milione di passeggeri e un miliardo d’indotto. Anche se questi della “finanza creativa”, oramai accomodatisi, riuscissero ad aprire, hanno già dichiarato che più di 350.000 passeggeri in un anno non riescono a fare … meno del Curatore Fallimentare. Quest’anno ci saranno 650 mila passeggeri in meno e un terzo dell’indotto?

Non vi dovete preoccupare, ma non perché i calcoli che si sono sempre fatti siano palesemente sbagliati. Non vi dovete preoccupare perché le menti migliori di Rimini, guidate dalla vision di Gnassi, hanno un piano straordinario per la ripresa della Capitale del Turismo, altrimenti nota come la Miami del Mediterraneo.

Come dite? La Notte Rosa? Beh certo … quella è una grossa fetta del piano. Riempire il primo finesettimana di luglio, come fosse una missione impossibile, dà lustro. Tra l’altro Gnassi ha già prenotato una visita promozionale a Madonna di Campiglio, dove è noto che si nascondono numerosissimi fruitori della Riviera ed ha già dato il suo assenso al manifesto di quest’anno. Una carta da gioco con due pinguini rosa serviti su una pirofila in riva al mare. Ve lo giuro … ho provato con tutte le forze a reprimere la mia diffidenza verso l’aria fritta, ma l’unica cosa che ci ho visto è stato un richiamo alla ludopatia, che a Rimini ti accoglie appena scendi dal treno e una provocazione per il WWF.

Vabbeh. Meno male che il piano non si ferma qui. Quest’anno abbiamo un asso nella manica. Il Rimining. Cos’è? Non cercate su Google per carità, soprattutto se siete minorenni, potrebbero apparirvi delle oscenità. Ve lo spiego io, almeno ci provo. Secondo qualche genio del marketing, probabilmente anche profumatamente retribuito, cambiare nome alle cose paga, tanto vale farlo anche d’estate.  Per cui stare a Rimini diventa un’unica azione, stai Riminizzando …. che in Italiano è brutto e richiama la cementificazione selvaggia, di cui il partito dei signori in questione si è reso protagonista negli anni. Perché non dirlo in inglese? Il perché l’ha spiegato efficacemente un giornalista della Voce di Romagna che ha fatto notare quanto la parola assomigli alla pratica del Rimming, ossia ad infilare la propria lingua dentro un ano. Qual è il problema? In inglese, per chi lo sa parlare, esiste solo una delle due parole, indovinate quale. Tutto ‘sto pasticcio per dare il nome ad un opuscolo con le cose da fare durante le vacanze.

Ho detto opuscolo!? Scusate … non era mia intenzione. In realtà è il catalogo dei sogni e delle emozioni disponibili mentre si fa del Rimining. Un esempio? A mezzogiorno mi riminizzo una piada (uso impropriamente la parola italiana, ma lo faccio perché non vorrei mai qualcuno pensasse che io mi metta  le piade in posti contro natura), oppure mi riminizzo una bicicletta e in questo caso, data la qualità del manto stradale, c’è caso che perlomeno il sellino ci vada a finire dove non deve … anche se lo dico in italiano.

Chi vi scrive non è originario di Rimini, ma ci è arrivato più o meno all’insediamento dell’attuale Primo Cittadino. Dopo quasi 5 anni in cui sono stato ad osservare, posso dire, in coscienza e senza il dubbio di strumentalizzare, di aver assistito alla danza del nulla. Dopo 5 anni di paraventi colorati, fallimenti reiterati e inadeguatezza alla realtà non sono qui a chiedermi chi l’abbia permesso, ma quanti in effetti se ne siano resi conto. Speriamo che siano in numero sufficiente.

P.S.

L’Assessore Regionale Donini alla presentazione del Piano Strategico (ma ancora lo stanno presentando?) ha dichiarato che proprio grazie ad esso gran parte dei 90 milioni di un finanziamento europeo alla Regione saranno destinati a Rimini. A sentire come si spalleggiano vien quasi il dubbio che la raccolta di figurine di Gnassi…. la chieda l’Europa.

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@DadoCardone

 

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Va a finire che è colpa della pioggia.

10968547_10203638980316700_179762982311750524_nNota bene: questo è un post sicuramente controcorrente rispetto alle versioni ufficiali per quanto riguarda gli allagamenti di questi giorni. Perciò se rimanete male quando “papino e mammina litigano”… non leggetelo.

In questi giorni si sono lette sui social molte reazioni di alluvionati e non. Inevitabile il formarsi di due fronti. Quello di chi, avendo subito i danni maggiori,  pretende un sacrificio umano in cambio dei suoi guai e quello di chi sceglie di dare la colpa alla Natura, entità non meglio specificata che comunque risulta molto comoda per chi il proprio dovere non è capace di farlo. Praticamente il “piove Governo ladro” degli amministratori.

Chi vi scrive è da sempre convinto che definire la realtà osservando un singolo fatto è un po’ come spiare dal buco della serratura, con tutti i limiti e i fraintendimenti del caso. Molto più proficuo applicare un grandangolo che permetta di considerare ogni aspetto. Certo una combinazione di vento e acqua come quella di venerdì mattina è difficile da contrastare mentre si sta scatenando ed è per questo che bisognerebbe fare delle cose prima.

Conoscete la Commissione De Marchi? Forse solo pochi dei nostri lettori sanno di cosa si tratta e probabilmente hanno tutti una certa età. Negli anni ’70, all’indomani dell’Alluvione di Firenze, venne istituita una Commissione che predisponesse un piano per la protezione idrogeologica di tutto il Paese.  La Commissione De Marchi appunto. Il dato interessante è che i lavori della Commissione stabilirono che, per mettere in sicurezza l’Italia, ci sarebbe voluto un investimento di quello che attualmente sarebbero 40 miliardi di Euro da distribuire in 15 anni. Sapete quali sono le stime odierne? Le stesse. Sapete com’è la condizione del territorio? Peggiore.

Sembra già un po’ meno colpa della pioggia, ma proseguiamo. Venerdì seguendo la mia amatoriale passione per l’informazione senza filtri, quella che mi posso procurare da solo, ho fatto un giro per il territorio. E’ singolare come in uno dei posti più colpiti, Vergiano, l’acqua non provenisse dal Mavone alle spalle dell’agglomerato urbano, ma dalla Marecchiese. Non so se, come mi ha spifferato qualcuno a mezza bocca, dipenda dal fatto che il fiumiciattolo è stato malamente intubato poco più su delle abitazioni, fatto sta che quel territorio non riceve un paio d’ore di pioggia, per quanto forte. In altre zone mi è stato detto che i fossi interpoderali erano sporchi e che era stato chiesto di pulirli giorni prima dell’evento meteorologico.  La percentuale di colpevolezza della pioggia scende ancora un po’.

A Gaiofana, ormai ribattezzata Gaiofango, questo è il quarto allagamento consecutivo in due anni. Dubbia lungimiranza nell’opera di cementificazione, fossi sporchi, deficit strutturali degli stessi e un quartiere costruito più basso della sede stradale, che ha il vizio di diventare perfetta per il rafting, sono stati gli oggetti di diverse interrogazioni. Al terzo allagamento un dirigente comunale aveva ammesso pubblicamente, con tanto di slide, che vi si poteva porre rimedio con 200.000 euro di lavori comprendenti ristrutturazione dei fossi, canali ed altre cosette. A questo punto il delitto della pioggia comincia a sembrare preterintenzionale.

Questo è quello che si può capire andando un po’ in giro a chiedere. Poi ci sono deduzioni che, pur necessitando di mente un pochino aperta, sono in realtà piuttosto semplici. La prima considerazione è che l’acqua, nonostante quello che millantano con dei cartelloni pop alle rotonde, non va “D’insù”. I liquidi, come tutte le altre cose con un peso specifico su questo pianeta, subiscono l’effetto della forza di gravità. Roba che ti cominciano a spiegare alle elementari… avete presente no? Il tale che gli è caduta la mela in testa… Beh il sistema fognario di Rimini pretende che l’acqua ignori le forze gravitazionali ed infatti è basato interamente su pompe di rilancio e sul fantastico sistema Hera che chiude depuratori  “a mare” per raddoppiarli  “a monte”.  Con situazioni normali la cosa regge, ma non appena succede quello che è successo… ca va sans dire. Sembra quasi che questa pioggia sia vittima di un complotto.

Sarei disonesto se affermassi che, a cose fatte bene, non sarebbe successo niente. La mareggiata, quella sì, ha avuto dimensioni straordinarie. All’altezza di Ravenna dicono  si siano viste onde di quattro metri infrangersi sulla costa. E’ vero che da 30 anni (o più)  ci avvertono che il riscaldamento del Mediterraneo avrebbe portato allo scatenarsi di improvvisi eventi meteorologici di questo tipo, ma ciò riguarda più che altro il comportamento dell’umanità e non della singola amministrazione. Anche se due scogli davanti alla battigia avrebbero forse potuto alleviare il danno nella posizione in cui siamo. A Cattolica, per esempio, non è successo quello che è successo a Rimini.

Ricapitolando. Dissesto idrogeologico certificato da almeno 43 anni e per il quale non si è fatto assolutamente nulla. Cementificazione selvaggia tutt’ora in corso, basti pensare al TRC e alla zona dell’ex Fiera che poteva essere ridonata al verde invece che sacrificata per i bisogni di Cagnoni. Gestione inadatta e cura superficiale delle criticità del territorio. E’ colpa della pioggia? Lo sappiamo tutti che, come affermato dalla solita schiera di pataca via Social, il vento non si può fermare con le mani. A ben guardare però ci sono diverse cose da fare prima che il vento cominci a soffiare e una di queste è far diventare il dissesto idrogeologico una priorità imprescindibile. L’erba inglese sotto le mura è carina, ma non serve a un cazzo.

P.S.

Ai segnaposto comunali che ieri hanno annunciato via Facebook la loro volontà (dalle 13 alle 15) di visitare i luoghi degli allagamenti per (cito) “ vedere cosa è avvenuto – sul posto, non solo su fb – e per capire cosa potrebbe non aver funzionato.” Non so sappiamo se siete stati in qualche altro luogo, ma a Gaiofana avete fatto bene a non farvi vedere. A qualcuno sarebbe potuto venire in mente di fare l’esempio pratico di cosa sia un dissesto.

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@DadoCardone

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Chi Ben Comincia…

Avvertenze per il lettore: Attenzione, questo è un post impopolare. In questo pezzo non si parlerà di speranza e di quanto portino bene le mutande rosse a Capodanno, ma di come i problemi siano sempre gli stessi anche se hai mangiato un bel piatto di lenticchie. Se vuoi rimanere confuso e felice abbandonalo subito.

L’ho già detto in altre occasioni e non mi stancherò mai di ribadirlo, l’atteggiamento di perenne slogan del Primo Cittadino Riminese è fortemente indicativo di una cultura politica che ha demandato completamente i fatti alle parole e che, ormai, è caduta nella  compulsione per la quale tutto ciò che si dice è da considerarsi fatto.

Prendiamo ad esempio “il Capodanno più lungo del mondo”. Sembra  chiaro che quando si parla della sua lunghezza lo si faccia più in considerazione di quanto la fanno lunga nei giorni a venire, che rispetto al resto. Dalle pagine dell’URP (Ufficio Propaganda Pro Gnassi) che inneggiano a “Rimini Padrona della Festa Italiana”, alle dirette dichiarazioni del Sindaco: “Siamo i primi in Italia”, pare di trovarsi di fronte al miracolo del tutto esaurito, quasi che Rimini, con metà degli alberghi chiusi, potesse fare le scarpe  magari a Napoli, o magari a Roma, posti che totalizzano  dai 6 ai 12 milioni di turisti l’anno. (Tra l’altro il Mapping proiettato sul Castel dell’Ovo ha un appeal devisamente diverso, l’acqua calda è stata scoperta da un pezzo.)

Sono assolutamente convinto che lasciare perdere certe sparate sia un atteggiamento tutt’altro che innocuo, soprattutto quando su queste si basa il curricula amministrativo. E’ passato un mese esatto da quando Rimini è andata allagata e i suoi cittadini, con quasi due metri di acqua nel garage, si sono sentiti dire che le soluzioni, al futuro quarto allagamento, le avranno forse al prossimo bilancio previsionale e non alla prossima pioggia. Un po’ come gli abitanti di Santa Giustina a cui un anno fa è stata imposta la salvezza di un  crono programma ,  soluzione che nemmeno  gradivano, ma che comunque non è stata rispettata.  Se dovessimo fare qui la lista delle incompiute dovremmo scrivere un libro in numerosi  capitoli e confrontandolo con le dichiarazioni ufficiali, dove tutto è a posto e tutto prosegue secondo il piano, potremmo quasi capire quanto è grave l’imbarazzo che spinge alla distrazione di massa.

Siamo sinceri… se non riempi quel che rimane di Rimini a Capodanno sei proprio da primato. Siamo entrati in un periodo decisivo, quello che porterà al termine naturale di questa legislatura riminese, un rush finale per cui questa Amministrazione dovrà tirare fuori le sue carte migliori, o perlomeno quelle che il Sindaco pensa si possano rappresentare come tali. Il problema è proprio questo: le parole in luogo della realtà . L’uomo del Destino deve avere le mani libere per fare in modo che la sua azione sia efficace, altrimenti ci limitiamo alle figure allegoriche,  come questi rantoli di turismo 4 volte all’anno. Rosa, Molo, Ferragosto (fino a che non gli cambiano nome) e Capodanno, per il resto solo finte guerre al cemento e ridicoli frontali con Forza Nuova, aspettando che la Società Autostrade si decida a pagare quelle due annunciatissime  rotonde. Le Fogne no, quelle ce le paghiamo in bolletta da soli ed Hera ringrazia sentitamente per la realizzazione del suo Masterplan fognario.

P.S.

Cagnoni fa le pentole, ma non i coperchi. Sua l’invenzione del patronage più lungo del mondo.

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Pezze Elettorali

Si avvicinano le Regionali e, per quanto poco considerate dalla gente, Il Partito Democratico ha bisogno che i suoi naturali serbatoi di voti non vengano scalzati da qualche moto popolare. Dunque oltre il colpo al cerchio, 300 mila euro per delle casette di legno ai Ci.Vo.Ti (pardon CI.VI.VO.),  si cerca anche il colpo alla botte con accorgimenti dell’ultimo secondo. Le pezze sono sempre le più difficili, ma ci si prova.

immagine_164Ora come ora il PD Riminese ha numerosi problemi di consenso. Di fatto il Sindaco Andrea Gnassi è riuscito a inimicarsi qualsiasi forma di comitato abbia chiesto il suo ascolto da quando è stato eletto.  Teleriscaldati, Santa Giustina, Rimini UpTown, V Peep, No TRC e questo solo per citare alcune migliaia di votanti che oggi, piuttosto che votare PD, si chiuderebbero le dita nella portiera della macchina. Poi ci sono tanti piccoli insuccessi conosciuti, tipo il negato appoggio all’AeroClub che sta cercando di mantenere operative le piste del Fellini e, probabilmente, tantissime altre cose che non conosciamo …  sarà in rotta anche con il Club della Pipa.

Dove sono le pezze? Beh per esempio ai Teleriscaldati, anche se non hanno restituito loro gli oneri urbanistici indebitamente e proditoriamente piazzati sulla tariffa, hanno promesso di riaprire il tavolo tecnico (qualsiasi cosa esso sia). Promessa non ancora mantenuta. Al  V Peep vogliono fare ottenere uno sconto del 4% sul riscatto delle abitazioni con un adeguamento di indici, anche se poi la contestazione riguarda invece, anche qui, oneri urbanistici scaduti da tempo che il Comune vuol far pagare lo stesso.

Santa Giustina? Per loro niente, neanche promesse. Li, tra gli interessi di Hera e il casello desiderato da Cagnoni per la sua Fiera non c’è trippa per gatti, devono morire affumicati. Si attaccano al tram anche quelli del TRC…. Anche se sembra che ‘sto tram, causa debiti di AM, non farà molta strada.

E pensare che cose per fare bella figura con poco ci sarebbero. Ormai un anno fa il Movimento 5 Stelle aveva presentato delle delibere urbanistiche, approvate causa assenza  sindaco, che davano modo di riqualificare l’esistente patrimonio immobiliare e favoriva un po’ i lavoratori dell’edilizia. Il Primo Cittadino, rispondendo a Monsignor Lambiasi, che aveva denunciato la sofferenza di Rimini, aveva persino usato le parole di quelle delibere, senza però mai applicarle. Lui preferisce i rendering, i dipendenti degli  uffici comunali  li fanno ornai  sul gabinetto al posto delle parole crociate e così ha scelto cacciare i mercanti dal centro, per agevolare una vision con l’erba inglese in piazza Malatesta.  Qui nei dintorni ci hanno provato sia a Pesaro che a Forlì, con il risultato della morte del mercato. Altro migliaio di voti persi.

Forse non si è accorto, come ci fa notare Fausto Battistel,che  l’oggetto di quelle delibere è oggi un articolo di legge dello Stato.  (Capo V  – Misure per il rilancio dell’edilizia Art. 17  Semplificazioni ed altre misure in materia edilizia Pubblicato nella Gazz. Uff. 12 settembre 2014, n. 212). Leggiamo la dichiarazione dello stesso   candidato alle Elezioni Regionali.

“Le proposte del movimento5stelle al consiglio comunale hanno anticipato di oltre un anno, questo articolo 17, indicando una strada facilmente e immediatamente percorribile per fornire una soluzione alla crisi. Invece di proclami per opere enormi, per la comunità chiediamo un atto di solidarietà. Noi siamo consapevoli e competenti, se non volete riconoscerlo, amen , ma almeno usate le buone idee.

Chiediamo un atto immediato di delibera al consiglio per  un regolamento attuativo sul comune di Rimini, per il frazionamento degli appartamenti di grandi dimensioni nell’intero territorio.”

Chiedere è lecito … rispondere non è  abitudine del Sindaco.

P.S.

Domenica 23 si vota. Che ognuno si prenda la responsabilità del suo futuro.

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@DadoCardone

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EatRiminy

“E’ meglio avere 10 idee al giorno, di cui 7 sbagliate, che due giuste”.

A parte l’ovvia considerazione che, nel primo caso, le idee giuste sono tre e, notoriamente, tre è meglio di due, scommetto che vi state chiedendo di chi è questa perla di saggezza. Mao? Lao Tse? Tonino Guerra?

Anche mettendo un grande nome vicino a questa frase rimane  una banalità e dunque è inutile che  vi tenga in sospeso. Il pensatore in questione è Oscar Farinetti, in pratica la versione commerciale di Carlo Petrini.

A questo punto, giacché noi di Citizen trattiamo temi prevalentemente del territorio, vi devo spiegare anche cosa ha a che fare Farinetti con Rimini. Presto detto. Voci non confermate lasciano pensare che il prode Taglianastri si stia allisciando l’imprenditore, primo sponsor  e consigliere ufficiosamente accreditato di Matteo “il Bomba” Renzi. Il motivo dell’alliscio, sempre secondo i mormorii, sarebbe un posto al sole per il “nostro” Andrea, magari uno di quelli in cui ci sia meno da dare conto alla gente (che qui stiamo cominciando a scocciarlo). La speranza è legittima se si pensa che la nuova “cricca” in capo al PD è capace di spedirti una come la Mogherini  sulla poltrona di Alto Rappresentante per la politica estera Europea.

A parte le voci, Oscar ultimamente si è visto spesso da queste parti. Almeni, Rimini Street Food e servizi fotografici del’URP (Ufficio Reclame ProGnassi) ne danno prova. Rimini d’altronde è una piazza interessante perché, dopo Bologna, se esiste un posto dove il PD può imporre quello che vuole è proprio questo. A Bologna Farinetti si è già dato da fare con il mega progetto di Fico Eataly World, la cittadella del Cibo, con cui le coop si sono spartite un appalto di 40 milioni di euro. Va detto che dopo una vibrante protesta il 10% è stato lasciato anche a un consorzio di pmi artigiane dell’edilizia.., giusto per non fare indigestione.

E’ probabile che finora ci siamo salvati perché Rimini a forza di patacate, tra Paladebit, Aeradria e TRC, non riesce recuperare denari come Bologna la Rossa (‘na volta), che ci ha messo anche un patrimonio immobiliare di altrettanti 55 milioni, il Caab (Centro Agro Alimentare Bolognese). Ovviamente stiamo parlando di grandi numeri che noi a Rimini non possiamo pareggiare, se non mettendo insieme tutti i debiti di Cagnoni.

Quello che Rimini può mettere a disposizione è l’evento, specialità della casa, o qualche boutique gentilmente offerta dal Consorzio del Porto, dove far andare a male il cibo…. Lo voglio proprio vedere il Riminese che spende 30€ per una porzione di polipo con le patate “a portar via” (per dire).

A questo punto stabilito cosa Farinetti ha da offrire a Rimini e con cosa Rimini può contraccambiare è d’obbligo chiedersi se questo matrimonio s’ha da fare. Finora il fidanzamento è stato discreto… la conoscenza con gli amici comuni (Bottura),  una serata al circo (Almeni), un giro in moto (Rimini Street Food), ma poi questo è  uno che i matrimoni li fa in pompa magna e, a quel punto, son soldoni da spendere.

Oscar Farinetti è, in accordo con i risultati ottenuti, un grande imprenditore, il punto è che questa qualifica non si può negare nemmeno a uno come Silvio Berlusconi  e non per questo è per forza un guadagno se ci hai a che fare (per info rivolgersi agli Aquilani). Se dovessi comporre la carta d’identità di questo nuovo personaggio lo descriverei come un imprenditore intrallazzato con il PD, un furbo, uno che è riuscito a trovare la formula di massificare i prodotti di nicchia, azzeccandogli uno slogan e industrializzandoli.

precariDunque no, non lo vorrei a Rimini, perché qui di teste di “nicchia” ce ne sono già abbastanza. Porta lavoro? A se stesso di sicuro, ma poi in giro leggo che, per esempio, a Firenze ha prodotto una sessantina di precari, che stazionano fuori dal suo negozio assieme ai Cobas. Rimane comunque il fatto che questo tipo d’imprenditori non crea nulla, ma modifica quello che già esiste a colpi di marchio registrato. Se c’è una cosa positiva, portata da questa brutta crisi economica, è una rinnovata attenzione nei confronti del cibo, perché le persone hanno scoperto che saltando la grande distribuzione si può mangiare in maniera più sana ed economica. Cito ad esempio il grandissimo lavoro che hanno fatto quelli del Rigas di Grottarossa, uno dei gruppi di acquisto solidale più fortunati d’Italia per numero di iscritti e per la qualità dei prodotti distribuiti. Di questo abbiamo bisogno, non di uno che individua trend, gli  incolla un brand, lo atteggia a bio e poi lo vende al triplo di quello che vale… anche il prezzo fa parte del percorso etico. Detto questo il prodotto artigianale è artigianale (punto), se lo voglio vado dall’artigiano e lo acquisto, senza pagare il pizzo a nessuno.

P.S.

Le cose scritte in questo pezzo sono considerazioni personali e influenzeranno solo lievemente le due o tre persone che fanno il favore di leggermi…. Perciò Dott. Farinetti non me ne voglia se ora le chiedo anche un favore. Potrebbe, che  il matrimonio con Rimini si faccia o meno, portarsi via comunque il Sindaco? Non c’è bisogno proprio di un posto da Ministro, ma un sottosegretariato ai DJ set non si nega a nessuno.

Davide Cardone

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Zero in condotta.

bart-lavagna_squolaIn questi giorni sul Resto del Carlino di Rimini sono state prodotte le pagelle di metà legislatura. Inutile sottolineare quanto fosse difficile parlare bene dell’operato del Primo Cittadino ed infatti proprio non hanno potuto. Certo sono stati molto educati nelle critiche come si confà a dei seri professionisti e, per equilibrare, hanno dovuto mettere, alla fine della scarna edizione, una bella lettera di un’albergatrice entusiasta e grata per la benedizione del capodanno più lowcost del mondo.

Alla fine della bonaria tirata d’orecchi si è concluso che il Primo Cittadino è comunque un buon Assessore al Turismo e dunque si può rimandare la stroncatura definitiva. Perché rompere i rapporti con un Sindaco con ancora due anni e dispari di legislatura?

Noi di Citizen non ci sentiamo di condividere quest’analisi forse perché non considera il voto in condotta. Dunque, per seguire il gioco del rendimento scolastico, abbiamo qualche ulteriore riserva. L’alunno in classe prende in giro i compagni in sovrappeso, si assenta spesso con giustificazioni generiche, si appropria dei compiti a casa di altri (leggasi: il federalismo demaniale non è certo farina del suo sacco), si interessa solo alle feste e da la colpa del suo scarso rendimento a tutti tranne che a se stesso. Basta una striscia gialla da 660 mila euro per essere rimandato a settembre? Perché, siamo sinceri, il resto sono cose da Assessore al Turismo, come sottolineato anche dal giornalista del Resto del Carlino.

Siamo sicuri che a questo punto molti pacifici cittadini, appollaiati sul loro status quo, staranno meditando di chiudere questo pedante articolo che non tiene in considerazione i successi del loro Sindaco. Dunque, per capire l’esatta situazione a cui ci si attesta con un Primo Cittadino che “ma si in fondo è un buon assessore al turismo” preferiamo darla a Rimini la pagella. Ecco le materie.

Aeradria: parzialmente, ma in gradazione altamente significativa, la situazione della società che gestiva il Fellini era stata resa nota nel 2011, in un famoso Consiglio Comunale. La posizione debitoria è stata volutamente ignorata, lo dimostra il fatto che invece di correre ai ripari e dimettere il Presidente Masini (come chiesto dal Consiglio Comunale) si  è continuato con slogan dell’indotto che giustifica tutto.  Impostazione che non è piaciuta alla Procura, come pure non sono piaciute le lettere di Comarketing che Gnassi e Vitali hanno firmato a loro insaputa.

Distratti. Voto 2

TRC: Un progetto di 20 anni fa di cui il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha autorizzato solo uno stralcio di neanche 10km da Rimini a Riccione. Una spesa di 100 milioni di euro per quella che molti, solo recentemente, hanno scoperto essere un autobus e non una metropolitana. Autobus che, peraltro, non collega nulla. Non la Fiera, non l’Aeroporto, non l’Ospedale.

Inutile. Voto 3

Teleriscaldamento: un sistema nato per essere obsoleto, dato che la gestione viene assegnata per trent’anni alla volta. Oltre all’obsolescenza c’è l’antieconomicità dichiarata di recente dal Dott. Carboni, dirigente Acer, ufficio casa del Comune, obbligato per precedenti accordi ad attaccare ogni nuova costruzione al sistema. C’è anche chi è ricorso al TAR per vedersi poi assegnare 25 mila euro di spese legali senza neanche entrare nel merito della causa… un moderno miracolo della democrazia.  Al Comune di Rimini è bastato aprire un tavolo tecnico abbandonato per esasperazione dai Teleriscaldati, non prima però della scoperta che i Viserbesi hanno diritto alla restituzione di più di un milione di euro di oneri urbanistici non dovuti.

 Biricchini. Voto 4

Reti Gas:  Il Comune di Rimini era socio di maggioranza di Servizi Città spa, società proprietaria delle reti gas. L’altro socio era SGR la quale, a dispetto di un valore iniziale di 17milioni di euro, ha acquistato l’altra metà del pacchetto a 8 milioni di euro, con la promessa di pagare un conguaglio se, al 2015, qualcun altro offrisse di più… come no!? Magari Hera (qui potere ridere). Nel frattempo SGR è l’orgogliosa gerente della Distribuzione, dei Servizi e delle Reti di Rimini… un monopolio di fatto, che l’Antitrust ha già ammonito ai tempi delle proteste per il Teleriscaldamento.

Accaparratori. Voto 3

Guerra al mattone: nell’era della più grande crisi edilizia che l’Italia abbia mai vissuto la lotta al mattone è più millantata  che perseguita. Attualmente costruisce solo Acer e, come detto, attacca tutto al Teleriscaldamento.  Oltretutto la Guerra Santa vale per cambi di destinazione d’uso, ma non per la manovra Salvapalas. Migliaia di metri quadri misti tra residenziale e commerciale in via della fiera per trovare denari utili a salvare il Palas. La scusa: una piscina di 25 metri.

Annacquati. Voto 2

Fiera: l’infinito dominio di Cagnoni comincia a soffrire delle sue proiezioni faraoniche verso un futuro che pare non arrivare in tempo e i conti faticano a farsi quadrati. Ultimamente, oltre al debito endemico della Fiera vera e propria, vi è anche il buco nell’acqua del Palas che non riesce a pagare ne il mutuo ne la gestione. Anche l’indotto ha i suoi limiti.

Pretenziosi. Voto 2

Santa Giustina: Prima le strade poi le strutture? Neanche per sogno. Una centrale a Biogas, pare non voluta a Parma,  e l’ampliamento del depuratore , ma una strada larga tre metri per raggiungerli. Oltre alla già difficoltosa situazione del traffico in zona centinaia di camion devono imboccare l’esausta via Carpinello. La soluzione? Una pista ai margini del  Marecchia promessa in attesa di una circonvallazione già approvata, ma misteriosamente sospesa senza motivazione formale conosciuta. Che dire… a Santa Giustina aspettano la pista, in attesa della tangenziale, in attesa di una motivazione. Intanto il WWF avverte, la pista può essere solo provvisoria.

 Storia infinita. Voto 3

Rimini UpTown: Come un Giurassik Park della Mondezza salendo sulle colline di Covignano si può trovare L’Ecomostro, il Biodigestore. I cittadini sono sicuri che non funzioni correttamente e che inquini. Per la verità non solo loro hanno questa convinzione vista la diffida comminata dal Servizio Politiche Ambientali della Provincia di Rimini per sforamento dei valori limite.

Puzzolente. Voto 2

V Peep: 30 anni fa ci siamo dimenticati di chiedervi gli oneri urbanistici, ma fa niente perchè nel frattempo ci abbiamo messo aggiunto un sacco di roba e voi avete tre mesi per pagare. Non è esattamente così, ma da l’idea del perché 1600 persone si siano unite in una class action contro il Comune. Il Tar di Bologna si è affrettato a sospendere alla stessa velocità con cui, da Palazzo Garampi, è partito un comunicato con cui si acconsentiva ad una proroga.

L’immagine prima di tutto. Voto 3+ (il più è per le risate che mi provocano certi comunicati)

PM10: Numerosi gli sforamenti e in alcuni casi con valori così alti, secondo i parametri del Ministero dell’Ambiente, da rendere obbligatorio far rimanere a casa i bambini. Il traffico si sa, in assenza di valide politiche per disincentivare l’uso dell’automobile e la completa indifferenza verso un piano per la mobilità urbana, produce di queste situazioni e la soluzione sembra non sia la danza della pioggia, come non lo sono i piedi bus e la piantumazione di qualche albero.

Pericoloso. Voto 0.

Ciclabili: Oltre alla riga gialla da 660 mila euro Rimini è l’orgogliosa proprietaria di una rete ciclabile definita dagli esperti (coloro che le percorrono) Ab Capocchiam. Tra una serie di aborti che cominciano e finiscono nel nulla sono famose: La pista di via XX Settembre in cui i ciclisti corrono come in una roulette russa sperando che nessuna macchina parcheggiata apra lo sportello dal lato passeggero.  La pista della via Montescudo, assolutamente da non percorrere al calar del sole a causa di buchi di buio profondo non gestibili con una semplice illuminazione da ciclista. La pista di Viserbella pericolosa ed interrotta innumerevoli volte da incroci che arrivano fino alla carreggiata stradale. Il Primo Cittadino in persona, durante la presentazione del bilancio provvisorio all’Hotel Helvetia, aveva promesso una soluzione dopo l’estate, quella già passata.

Aspetta e spera. Voto 4.

Trasparenza: La trasparenza è un problema vasto e dunque siamo costretti ai fatti salienti. A Rimini si fa come dice Gnassi e, in questo, la situazione è abbastanza trasparente. Per il resto si sa poco. Le poltrone nelle partecipate continuano ad essere cariche politiche anche se, in certi casi, travestite, vedi ad esempio la giovane e brillante manager bocconiana da quest’anno alla guida di AM che, solo casualmente, è la nipote di Maurizio Melucci. Importanti i posti a chiamata diretta ed insindacabile giudizio del Primo Cittadino come il dirigente Bronzetti promosso sul campo senza alcuna concorrenza, se non quella che sembrava tanto una rappresentazione per l’odiens. Altre amenità sul personale: il contratto “D” del capogabinetto Funelli è finito alla corte dei conti e retrocesso a “C”. Almeno da quest’anno si possono seguire i Consigli Comunali in streaming.

Opaco. Voto 4.

Fogne: Tutto risolto, parola di Hera… almeno da li pare venire la soluzione. Una copertura finanziaria garantita da Hera, Romagna Acque e Amir recuperata in 25 anni di tariffe, di tutta la provincia, che ovviamente verranno aumentate. Quanto? 4-5% all’anno per la durata dei lavori che si presumono di 7-8 anni.

Come non fidarsi? Voto 5.

Viabilità: tragica e non risolvibile con le soluzioni indicate, tra le quali c’è il TRC. Se soluzioni valide sono state proposte ci dispiace, ma eravamo distratti. Ci siamo accorti invece che stanno per arrivare delle dure prove come l’ormai inevitabile abbattimento del Ponte di Via Coletti e, in un futuro prossimo, l’auspicata pedonalizzazione del Ponte di Tiberio.

Confusi. Voto 4

Turismo: Unite un Sindaco che ha le feste nel DNA, un Assessore Regionale al Turismo diventato tale dopo una vita nella politica Riminese e diversi importanti Riminesi poltronati in Enit (compreso lo stesso Melucci), tutto questo con a disposizione la Capitale del Turismo, dove il biglietto aereo ai turisti lo pagano i cittadini. Cosa ottenete? Las Vegas? Disneyland? Il Paese dei Balocchi? No… rimarrete con Rimini in crisi e un traffico di badanti che sostano da noi a 20 euro a notte. Poi, se proprio hanno dei soldi da spendere, nel pacchetto c’è la gita inclusa da altre parti. E’ stato calcolato che costa di più mantenere un detenuto che un turista a Rimini (e ultimamente in certi quartieri è una soluzione consolidata). Assolutamente da segnalare l’iniziativa Io-Info, abilitazione sperimentale di alcuni esercenti alla sostituzione degli uffici di informazione turistica. Pare che nel pacchetto ci siano anche 30 ore di russo, utili forse per spiegare che il gatto è sul tavolo nell’idioma Moscovita.

 Occasioni perse. Voto 0 (spaccato).

Turismo 2, la spiaggia: Un modello, una tipicità, ma con la bolkestein nessuno sa “che s’adda fa” (l’articolo e mio e ci metto quante rime voglio). In realtà qualcuno lo sa ed ha messo in fila bolkestein e federalismo demaniale. Funziona così: il TRC uno scopo ce l’ha, chiudere il lungomare che, con il federalismo demaniale è a disposizione del Comune. Tutte le strutture che attualmente insistono sulla spiaggia possono non preoccuparsi dell’instabile sabbia bolkestein perchè vengono spostate, per la maggior consistenza, sul demanio federale. Con i soldi di chi? Bagnini, chioschisti e albergatori che, in un coro di fiducia e fratellanza, chiedono prestiti alle banche. Fantascienza? Non per tutti e non per la Rimini che conta, già organizzata nel Consorzio nel Porto.

Selezione Naturale. Voto: non classificabile.

Questo a grandi linee il quadro. Tutta responsabilità di questa Amministrazione? Non sempre direttamente, ma, considerando che il Primo Cittadino si è  occupato di politica fin da ragazzo e sempre nella stessa corrente non si può certo esimere da una responsabilità storica. In ogni caso soluzioni valide non sono state intraprese per nemmeno uno di questi problemi, anzi. Nonostante non ci sia dubbio che chiunque abbia in animo di fare buone cose, perlomeno per accrescere il  proprio  prestigio, a Rimini l’attivo riguarda 3 notti l’anno: Notte Rosa, Molo Street Parade e Capodanno… pochino per la promozione.

P.S.

Non bisogna pensare che una stroncatura faccia sempre male. Una giusta bocciatura oggi potrebbe regalarci un magnifico collaudatore di poltrone europee domani.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Nella rete di SGR.

Perle-di-rugiada-su-tela-di-ragno-a23243281Ho una buona notizia, sono un veggente. Non so come ho fatto, ma sapevo esattamente che all’asta delle quote di Servizi Città S.p.A. ci sarebbe stato un solo partecipante: SGR. Vi rendete conto? Solo un partecipante e il bando era aperto all’Europa tutta eh! Sono o non sono un veggente? Se ero in Inghilterra me la potevo giocare, li si scommette su tutto, anche se (ad essere sincero) la giocata forse non sarebbe stata quotata.
Urge un breve riassunto:
Servizi Città S.p.A. è una società partecipata le cui azioni sono divise a metà tra SGR e il Comune di Rimini.  Sapete cosa fa questa azienda? Qualcuno dice “sono solo tubi” [cit. Consigliere Marco Agosta] in realtà la definizione, presa da una lettera agli azionisti è:
Servizi Città S.p.A. è stata costituita il 19 maggio 1999, ai sensi dell’art. 22 terzo comma lettera e) della legge 08/06/1990 n. 142, con oggetto sociale rappresentato dall’attività di produzione, trasporto, trattamento e distribuzione di gas naturale, la produzione di energia elettrica e calore anche combinata e la loro utilizzazione e/o vendita nelle forme consentite dalla legge.
In parole povere questa S.p.A è l’effettiva proprietaria e gerente della rete gas del Comune di Rimini e del Teleriscaldamento che, come non tutti sapranno, è un servizio pubblico per natura e definizione.
Perchè viene venduta? La società non è stata costituita tramite gara e secondo il Decreto Letta, la Legge Marzano e il successivo “Milleproroghe” deve essere venduta entro il 2015. Questo hanno sempre detto gli amministratori sotto la scure della Spendig Review, ma la verità è che i provvedimenti sopracitati prevedono più che altro la cessazione anticipata degli affidamenti e dunque il Comune di Rimini avrebbe potuto tranquillamente comprare la parte di SGR.
Quanto valgono le reti? Per stabilire il valore c’è stata addirittura una discussione sui giornali, fatto poco pratico perchè Servizi Città S.p.A. ha come indirizzo via Chiabrera 34… vi dice niente? Si, proprio la sede di SGR, SGR servizi, SGR reti. Bello no, casa e chiesa. Sarebbe da chiedere all’Antitrust se i dati dei clienti, che queste società per legge dovrebbero tenere riservati e protetti, possono passare da un impiegato all’altro come avviene magari con i furgoni.
Ma riprendiamo il filo del discorso. Due soci, che occupano lo stesso spazio lavorativo, discutono sui giornali di quanto possa valere la metà delle reti. Il Comune dice 17 milioni di Euro, S.G.R., tramite l’AD Ing. Bruno Tani, dice no, ne vale 8 e tra l’altro la società che dovesse partecipare ad un eventuale gara d’appalto deve sapere che c’è un contenzioso per cui la Società Gas Rimini deve ottenere un risarcimento di un paio di milioni di Euro. Come dire… il prezzo lo faccio io che ho metà delle reti e chi compra si deve accollare anche la mia parte, che non è detto valga come quella del Comune, con l’aggiunta dei soldi che io devo ancora avere. Se poi lo dici in prima pagina sulla Voce….
Il Comune ha bisogno di soldi, chi non ne ha, così decide che può accettare l’offerta di SGR  contando sul fatto che:
Il soggetto che acquisirà la partecipazione societaria di Servizi Città s.p.a sarà chiamato a pagare un conguaglio a Rimini Holding se, in occasione della gara per la gestione del servizio prevista per il 2015, il valore dell’impianto di distribuzione del gas risultasse superiore a quello posto come base d’asta per l’acquisizione societaria in corso
Il problema è sempre quello: chi decide qual’è il valore dell’impianto se non un improbabile concorrente di SGR? La gara sarà anche aperta a tutti, ma provate a mettervi nei panni di un eventuale concorrente che deve venire a Rimini a competere con il proprietario di fatto delle reti e, contemporaneamente, il gestore dei servizi pubblici e privati, dovendo poi coprire anche un non meglio identificato debito nei confronti di SGR, che tende a sbilanciare ancor di più il valore. Piuttosto ti compri una squadra di calcio e come valore aggiunto ti riempi di veline.
Così forse in fondo non ho dei grandi poteri. La prima asta è andata deserta, alla seconda c’era solo SGR e nella gara del 2015, potere scommetterci il cerchio si chiuderà nel nome dell’assenza di concorrenza e dei monopoli sovietici.
Cosa rimane per Rimini? L’Amministrazione dice soldi per le fogne e il Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato (qualsiasi cosa esso sia). Vero, ma anche la cessione di un’altra partecipata che, dopo l’abbondante perdita di azioni di Aeradria, fa di Rimini  una produttrice di aziende pubbliche nate per essere svendute al privato. Chi sarà la prossima? Le eccellenze della sanità locale sono già in cammino per l’Area Vasta, la Fiera non è mai stata altro che il reame di sua maestà Cagnoni e il TRC è nato per essere un fallimento. Ci toccherà rimanere con Notti Rosa e ruote che girano, ma non sanno dove vanno.
Davide Cardone
[@DadoCardone]
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