Il Movimento, L’Immigrazione e la modalità Bar.

DaressalaamconvictsOgni tanto il Movimento 5 Stelle, sempre a causa di strane preferenze del Blog devo dire, cade in errori fatali che lo fanno sembrare colto da doppia personalità. Infatti per quanta professionalità sono in grado di sviluppare alcuni (vedi di  Maio, ma anche tanti altri), altrettanta dabbenaggine riusciamo a produrre, come ad esempio sul tema dell’immigrazione.

Non che sull’Immigrazione non ci siano proposte, anzi. Ignazio Corrao e Laura Ferrara, Europarlamentari del Movimento, stanno lavorando e producendo sodo laddove la questione si annoda, attorno al Trattato di Dublino. Il Blog però non pubblica le loro posizioni, ma quelle di tale Bertola, consigliere comunale di Torino, che se gli togli le 5 stelle e gli metti il simbolo della Lega non se ne accorge nessuno. Ma vediamole queste proposte:

  1. Diritto d’Asilo concesso solo a chi ne ha diritto legale formalmente ineccepibile
  1. Chi non lo ottiene deve essere fisicamente accompagnato alla frontiera
  1. Che il ricorso contro il diniego all’Asilo venga svolto in tempi rapidi (onde evitare che l’extracomunitario resti sul territorio)
  1. Stretta sorveglianza dei Profughi nei Centri d’accoglienza.

Sì, sono proprio di un consigliere 5 Stelle e non di un Leghista agli arresti domiciliari in un bar del varesotto. Per chi si interessa seriamente del problema è evidente che queste proposte non servono assolutamente a nulla, se non a fomentare qualche razzista che, sicuramente, si nasconde anche tra le fila del popolo penta stellato.  Cogliamo però l’occasione per fare un po’ di chiarezza…. vi va?

Nel Mondo ci sono 60 milioni di migranti (e non sto parlando di “mando mio figlio a studiare a Londra così ha più opportunità“). Qualcuno scappa dalla guerra, altri dall’instabilità che ha causato una guerra, altri ancora dalla fame che l’Occidente si è premurato di provocare in centinaia di anni di conflitti, colonialismo e leggi razziali. Va da sé che non tutti possono godere di uno status di rifugiato politico, ma quando la scelta è tra l’ammalarsi di malaria o morire di sete… pare abbastanza normale che chi può decida di andarsene, nonostante quello che prevede il Diritto Internazionale.

Sessanta milioni di profughi non li fermi facendo finta di non vederli o riaccompagnandoli uno per uno alla frontiera del tuo piccolo giardinetto. La situazione va gestita, perché nel prossimo futuro non farà altro che peggiorare e, se non saremo pronti ad assorbire l’onda d’urto con una seria organizzazione, ne saremo devastati.

Attualmente l’organizzazione che tratta i migranti del mondo si chiama Criminalità e sta facendo affari d’oro a cominciare dalle terre d’origine. Il migrante, che sia profugo o no, vale migliaia di euro già all’inizio del suo viaggio e poi, quando arriva in Italia, diventa un esemplare da mungitura in piena regola finendo nelle mani delle cooperative colluse (rosse o bianche è indifferente), che prendono finanziamenti e restituiscono lager. Moltissimi finiscono anche nelle mani di caporalati e schiavitù lavorativa, che li sfiniscono a morte nei campi, in modo che noi possiamo mangiarci pomodoro tutti i giorni. Il loro valore attualmente è arrivato addirittura a trascendere  il denaro e si è trasformato in vero e proprio potere, diventando motore  elettorale, laddove l’elettorato sia suscettibile ad un certo sciovinismo.

Come si ferma tutto ciò? Forse non tutti sanno che, per il Trattato di Dublino, il migrante può chiedere Asilo solo nel luogo di approdo e, dunque, nel caso voglia andare ad esempio in Francia deve impedire di farsi riconoscere fino a che non si trova sul suolo della Nazione che ha scelto. Va da sé che l’Italia non può accettare richiesta di Asilo per la Francia e da qui nascono un sacco di problemi sia organizzativi, che di dinamiche improprie dei movimenti migratori. Corrao e Ferrara chiedono in Europa proprio una revisione di questa fallace procedura.

Émigration_italienne_par_régions_1876-1915Si diceva prima che non tutti sono profughi, ma questo non impedisce loro di cercare miglior fortuna, come non lo impedì all’Italia che solo nella prima grande migrazione (1876 -1900) mandò in giro per il mondo 14 milioni di persone, poi di migrazioni ve ne furono altre con il picco del 1913, l’anno in cui partirono 870.000 persone. Vallo a dire alla comunità italiana d’America (17 milioni di persone) che i terroni dovevano stare a casa loro.

 In un mondo dove 2,5 milioni di persone (1,5 milioni di bambini) ogni anno muoiono di diarrea, perché non hanno a disposizione acqua potabile, la decisione di partire, in regola o no, è inevitabile. Volendo ci si può limitare ad un percorso pragmatico togliendo terreno al razzismo travestito da buon senso.

Quest’anno gli immigrati regolari hanno versato alla Comunità Italiana 15 miliardi tra Inps e Irpef, riprendendosene solo 13 (più o meno). E’ evidente che immessi in un percorso adeguato diventano una risorsa per tutti…. Non solo per Buzzi e Carminati. E’ necessario implementare i percorsi di regolarizzazione perché una situazione normalizzata fornisce l’opportunità di un accesso regolare alla vita della comunità, diminuendo le situazioni di degrado.

Le quattro perle di intransigenza modello leghista sopra elencate non fermano 60 milioni di profughi, di cui una buona parte spinge sul Mediterraneo. Nemmeno possono instradare il fenomeno di migrazione in una prospettiva di regolarizzazione. L’unica cosa che  possono fare e dar soddisfazione al razzismo intestinale di taluni, poco dotati di visione, ma molto di rancore verso la diversità.

Qualche illustre statista ne fa una questione di opportunità politica e pensa veramente di poter contendere i voti del becero nazionalismo alla Lega, abbassandone un po’ i toni. E’ un’idea semplicemente demente. Nessuno batte la Lega quando si tratta di stimolare i peggiori istinti dell’Italiota e, a ben guardare stiamo parlando di un serbatoio molto piccolo che riguarda il 10-15% per 30% che ancora va a votare. La vera sfida è riportare al voto il 70% che non ci va più… e non è che non ci va perché rivuole Mussolini, di quelli ce ne sono diverse interpretazioni tra cui scegliere. Solo nelle ultime Regionali Emiliano Romagnole il PD ha perso 2 milioni di preferenze e non mi risulta siano andate alla Lega, ne al Movimento. Che sia il caso di uscire dalla modalità Bar?

P.S.

« Cosa intende per nazione, signor Ministro? Una massa di infelici? Piantiamo grano ma non mangiamo pane bianco. Coltiviamo la vite, ma non beviamo il vino. Alleviamo animali, ma non mangiamo carne. Ciò nonostante voi ci consigliate di non abbandonare la nostra Patria. Ma è una Patria la terra dove non si riesce a vivere del proprio lavoro? » [Risposta di un emigrante italiano ad un ministro italiano esposta nel Memoriale di San Paolo del Brasile]

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@DadoCardone

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Solidarietà e polvere di Coconuts

maxresdefaultIeri sera, nell’Assemblea pubblica del Movimento 5 Stelle di Rimini, me ne sono reso conto una volta di più: la Solidarietà è l’unica difesa. Che ci crediate o no, questo è un pensiero molto cinico.

Di solito faccio così. Me ne sto da una parte, ascolto, prendo nota mentale di qualcosa che scriverò. Forse la notte stessa, forse dopo un anno, perché per me è la stessa cosa di quando trovi una bella frase e la sottolinei. Stavo lì e appunto ascoltavo questa cosa che mi sembra ineluttabile.

Manila parla della sua esperienza, cita numeri e io guardo come rimbalzano nell’espressione della gente. Qualcuno da segno di capire quanto siano assurdamente grandi quelle cifre, ma in quanti ne comprendono le conseguenze? Secondo diverse fonti internazionali 500.000 mila persone attendono di salpare verso l’Italia. Se sommi questo a quello che viene fuori con le indagini su Mafia Capitale ti accorgi che nulla può fermare il guado, perché da questa parte ci sono organizzazioni criminali che ci fanno più soldi che con la droga … ed hanno agganci nelle istituzioni. Coop Bianche e Coop Rosse, secondo le ultime notizie, dialogano amabilmente su affari milionari.

E allora eccolo lì il pensiero cinico, ti salvi solo con la Solidarietà. La Solidarietà assorbe quello che la società formale rifiuta, ma comunque rimane lì a decantare. Non è che per caso qualcuno si è convinto che facendo finta di non vedere le persone si volatilizzano vero?? Rimini ha tra le sue identità nascoste una necropoli abitata da non vivi, ma neppure morti e non te la cavi come con The Walking Dead.

Solo una Comunità che esce dall’assistenza istituzionalizzata e sperimenta quella diffusa può assorbire una botta come quella che sta arrivando. La Povertà è un business molto ben organizzato e per rispondergli serve una rete altrettanto efficace, meno dipendente da soldi deliberati oggi e tolti domani dalla Corte dei Conti. Senza contare poi il fatto che anche le più ben intenzionate organizzazioni umanitarie sono spesso pachidermi burocratizzati, con un costo di mantenimento non indifferente. Eppure siamo così messi male che sono indispensabili.

Torna al tuo paese“, questa secondo alcuni dovrebbe essere la formula risolutrice, ma quando il loro paese è proprio questo Paese che si fa? Una società che  trasforma la solidarietà in pratica escludente, usando lo sciovinismo come parametro, ne viola il principio stesso rendendola inefficace, tanto che non funzionerebbe manco per gli Italiani. Oggi, comunque, non sta funzionando e non certo per i troppi stranieri da assistere… quelli sono un affare da 40 euro al giorno a persona per Carminati e chissà per chi altro. Questi personaggi si fanno beffe della legalità senza sfumature, l’inviolabile principio formale creato da un credo illuminista che aveva troppa fiducia nella ragione umana. Per alcuni dei reati che si sono inventati questi signori (tutti italiani) probabilmente non esisterà neanche la corrispondenza nel codice penale, eccola servita la giustizia formale. E se il principio di legalità fosse realmente inviolabile quanti di noi si salverebbero? Quanti di noi credono in un necessario relativismo etico come legittima difesa?Parcheggio in divieto tanto sto poco“, “dichiaro di meno perché lo Stato ruba più di me“, “compro senza fattura così risparmio l’iva“, “in quell’ufficio ho un amico che…“. Dai!

Dopo le notizie di oggi sull’operazione Coconuts permettetemi di farmi una grossa risata all’indirizzo di chi pensa che i problemi di Rimini siano Senegalesi o Bangladesi che vendono bastoni per il Selfie sulla spiaggia. Cocaina, armi, denaro falso, prostituzione d’alto bordo, ma avete capito cosa Rimini deve temere oppure no? Contro tutto questo cosa volete mettere? Le ronde e il principio che i più poveri devono annichilirsi sino all’evaporazione?

Ridate Rimini alle famiglie, ridate Rimini alla Solidarietà, ridatela ad un senso comunitario,  toglietela a ‘sti fissati con gli anni ’80 che imbellettano la merda con i colori pop. Fatelo voi che siete Riminesi, io non posso… sono straniero.

P.S.

“Sconfiggere la povertà non è un atto di carità, è un atto di giustizia”. [Nelson Mandela]

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Occupare o non Occupare.

N.B. tutto ciò che scrivo in quest’articolo è mia opinione personale e non rappresenta il pensiero di nessun partito, movimento, associazione a cui sono appartenuto, appartengo o apparterrò.

Questo è un post particolarmente difficile, non per me scriverlo, ma per molti leggerlo. L’argomento è l’Occupazione di Villa Florentina ed Eva di Rimini, altrimenti nota come palazzina dell’Enel.

diorPrima di parlare della cronaca bisogna fare un passo indietro e fissare alcuni punti basilari. La differenza tra l’essere nati in un posto nel quale bisogna scegliere se ammalarsi di malaria o morire di sete e un altro, in cui si posso buttare via 50 litri d’acqua per una doccia di dieci minuti, è il Caso. Penso che su questo, a meno che qualcuno non si ritenga particolarmente abile a nascere dove vuole, siamo tutti d’accordo.

L’acqua, per molti, non è il solo svantaggio. Ve ne sono altri molto indicativi e ne cito alcuni: contendersi il cibo con le mosche, non poter andare a scuola, svegliarsi di mattina in mezzo ad una guerra,  essere parte di una società annichilita da centinaia d’anni di sfruttamento coloniale. Penso che anche riguardo a questi esempi saremo tutti abbastanza d’accordo sul fatto che possano creare grave handicap al conseguimento di una vita serena passata nei propri pascoli.

Ovviamente sto parlando di quella parte del mondo riconosciuta come povera. Sono circa due terzi della popolazione mondiale, ma il totale disinteresse sta facendo in modo che anche il restante terzo stia cominciando a sperimentare le conseguenze di una società che non mette tra i propri cardini il diritto ad una vita dignitosa.

IMG_7915Ieri, a Villa Florentina ed Eva (così l’hanno ribattezzata gli occupanti), ho assistito ad un confronto che poteva essere filmato e riproposto come documentario dell’incontro tra gli ultimi e i primi, tra chi ha tutto e chi non ha niente, o più niente. Un attrito che nella nostra società sta crescendo e porterà a ben altro che ad un’occupazione. Parentesi: se è vera la storia del Karma qualcuno dell’incontro di ieri deve prepararsi per la prossima vita a produrre parecchio Humus.

A Rimini c’è una crisi abitativa che fa anche morti per le strade. Morti silenziose perché appartengono a quella fascia della società che non vogliamo vedere. Tra i pochi che si occupano di questo problema ci sono i ragazzi di Casa Madiba Network che, nella sera del 13 maggio, hanno deciso di occupare la palazzina dell’Enel, proprietà privata, attualmente rifugio di eroinomani. I proprietari sono intervenuti facendo il diavolo a quattro e (mi hanno riferito) armati di oggetti contundenti hanno spaccato un po’ di cose, tra cui i sanitari, per scoraggiare gli invasori a stabilirsi nel loro “castello abbandonato”. Sono volate anche parole grosse riguardo a mazzette ed esponenti politici che, non essendo stato presente al fatto, non posso riferire, ma se siete curiosi andate a visitare Villa FLorentina … qualche testimone lo trovate.

IMG_7983E’ giusto occupare una proprietà privata? La domanda è sbagliata, nel senso che è ovvio che non lo sia, ma sarebbe utile chiedersi altro. La domanda giusta è perché a Rimini c’è gente, italiani o stranieri che siano, magari con figli piccoli, che non sa dove andare a dormire e cosa intendiamo fare per impedirlo. La responsabilità è sicuramente della politica che ha ricevuto delega ad amministrare, ma è altrettanto nostra se non la richiamiamo alle sue responsabilità. Domanda provocatoria: pensate che negli uffici e presso i rappresentanti della maggioranza si presentino più illustri cittadini a chiedere un tetto per chi non ce l’ha o siano più i probi componenti della Comunità che chiedono di inserire i propri interessi nel futuro PSC (Piano Strutturale Comunale)?

IMG_7934I ragazzi di Casa Madiba Network, giusta o no la loro occupazione, hanno il merito di riportare il tema al centro del dibattito, assieme all’evidenza dell’insufficiente azione amministrativa. L’argomento, volenti , nolenti o indifferenti, riguarda tutti noi e i nostri alibi. Fino a che il prossimo ha la pelle, la religione e la cultura diverse dalla nostra è molto facile smarcarsi, è la sua diversità che lo fa per noi. Ultimamente la prossimità dell’indigente però si sta riducendo e in molti casi quelli che non possiamo aiutare stanno diventando i parenti (se non vi risulta siete proprio nella fascia di quelli che non hanno idea di ciò che sta accadendo). Ieri, nel tardo pomeriggio del primo giorno di occupazione, nel giardino di Villa Florentina ed Eva, si è svolta un’assemblea in cui tutti hanno tirato fuori le loro ragioni, proprietari compresi.  Alcune persone (devo specificare se fossero stranieri o meno?) hanno parlato dei loro momenti di disperazione, altri hanno discusso sul senso che vorrebbero fosse dato a quest’azione e i proprietari hanno rivendicato il diritto a non affidare la loro proprietà a chi ha un bisogno, seppur in emergenza.

IMG_7962Anche la proprietà privata è un diritto e, come ho letto in molti post originati proprio da quest’occupazione, fa molta paura che il semplice fatto di avere necessità giustifichi nel soddisfarsi a scapito di altri. La paura però non sembra abbastanza da fare qualcosa, perché l’essere umano ha la curiosa abilità di produrre discrimine e fasci d’erba a seconda della sua posizione. Così “gli italiani sono più meritevoli di soccorso perché sono a casa loro” (discrimine) e “non è che tutti quelli che hanno bisogno di qualcosa possono venire a sottrarti la proprietà privata” (fascio d’erba).  La mediazione è sempre una bella teoria da enunciare, ma, nel momento in cui bisognerebbe trasporla nella realtà, tutti si attaccano alle questioni di principio, per non perdere neanche virtualmente ciò che la lotteria del diritto di nascita ha concesso loro, sebbene nella mediazione (anche quella dialettica) entrambe le parti accettino di perdere qualcosa per arrivare ad una sintesi comune. Passi che non lo accettino i due proprietari della catapecchia, in fondo è loro il diritto toccato, anche se da persone che hanno accumulato tali fortune sarebbe auspicabile la capacità di capire certe congiunture. Fanno ridere invece quelli che, leggendo dei fatti di questi giorni, vanno subito a rappresentarsi nel loro piccolo mondo di locatore, magari perché ottengono reddito da un affitto, e si barricano dietro il principio di proprietà privata per l’orrore che venga anche solo  ipoteticamente toccato qualcosa di loro. “E’ il principio che conta!”

IMG_7924Per dovere d’informazione e perché i politici (o aspiranti tali) che istigano alla protezione del proprio campanile sono già alla riscossa, bisogna sottolineare che la sera del 13 chi aveva urgente bisogno di un tetto erano una madre con due bambini e che proprio grazie all’azione di occupare la palazzina, di cui il quartiere si vergogna, hanno trovato una sistemazione per una decina di giorni. Azione meritoria o deprecabile? Per il quartiere, che ritiene da sempre il luogo  occupato una minaccia alla sicurezza per le frequentazioni abituali, pare che sia meritoria visto che oggi, nel secondo giorno di occupazione, diversi sono andati a manifestare solidarietà e a portare qualcosa da mangiare.

A questo punto dovrei concludere rassicurando sul fatto che la proprietà privata non è assolutamente minacciata e questi ragazzi cercano solo di fare del bene, anche se non sempre in maniera convenzionale. Invece mi sento di rilanciare e di consigliare di cominciare a sentirla veramente questa paura e non solo di usarla come atteggiamento. La Povertà è alle porte e bussa con insistenza, sempre più forte. Quello che chiamiamo terzo mondo ha intrapreso una migrazione inarrestabile, fugge da fame e da guerre cui noi stessi abbiamo contribuito. Contemporaneamente la speculazione al ribasso, contro la quale mai ci siamo opposti veramente, ha cominciato a mangiarci dal basso.  Quella che sta arrivando è una violentissima guerra tra poveri e l’unica cosa che ha il potere di impedirla si chiama Solidarietà. Il resto, bombardamenti di barconi, sgominare gli schiavisti sulle coste del Nord Africa, i cambi di contratto che simulano l’occupazione e riprese economiche dello 0.3% sono puttanate per allocchi.

P.S.

Quanto pesa una lacrima? Dipende: la lacrima di un bambino capriccioso pesa meno del vento, quella di un bambino affamato pesa più di tutta la terra.” [Gianni Rodari]

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@DadoCardone

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