Milano in fiamme.

bruciaUn Expo’, due inaugurazioni. La prima con il Presidente del Consiglio Matteo “il Bomba” Renzi che arringa spavaldo di fronte al risultato del bando “Camouflage”. Un milione e cento mila Euro per nascondere le incompiute. Il Secondo battesimo è quello del fuoco.

Milano brucia. Le Forze dell’Ordine contengono, la Politica condanna, la gente normale si arrabbia per la devastazione, per le macchine in fiamme e, un po’ meno, per le vetrine sfondate delle banche. Domani? Una ramazzata e tutto sarà come prima, perché le Istituzioni assumono solo atteggiamenti congrui e la gente va al bar ad arrabbiarsi, ma nessuno farà niente nemmeno per interrogarsi da dove arriva questa frattura nel vivere civile.

L’oggetto dell’attenzione sarà la macchina di quel povero disgraziato, che magari era andato a dormire con il pensiero di non averla parcheggiata abbastanza sotto la luce e il giorno dopo l’ha trovata ancora fumante. Sia chiaro, dispiace anche a me, ma quello che dobbiamo guardare è altro. I Black Bloc sono solo uno dei sintomi di un limite che stiamo progressivamente raggiungendo, quello del nostro modello di sviluppo, che tra l’altro cerchiamo di esportare nel resto del mondo.

Un po’ di storia per capire meglio. Gli Swarzer Block nascono, negli anni ’80, nella nazione che ha prepotentemente voluto costruirsi un’Europa su misura, la Germania. Protestano contro il nucleare, ma in seguito li ritroviamo anche nelle manifestazioni dell’88 contro il Pentagono e contro la Prima Guerra nel Golfo. Poi ancora a Seattle nel 1999 contro la conferenza ministeriale del WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio), nello stesso anno a Praga per la riunione del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale, nel 2001 a Genova per il G8 e a Goteborg contro il Consiglio Europeo. Nel 2007 a Quebec dove presero di mira il “muro della vergogna”, reti metalliche poste a protezione del Vertice delle Americhe. Prima di questo Expo’ 2015 circa 500 Black Bloc si unirono alla manifestazione degli Indignados a Roma nel 2001.

Banche, Assicurazioni, Franchising di Multinazionali, Pompe di Benzina, Sedi delle Istituzioni, questi sommariamente gli obbiettivi e, se ci riflettete bene, sono gli stessi del vostro amico Giovanni del Bar del quartiere. “Se li prendessi io tra le mani questi politici”, “Siamo sotto la dittatura delle Banche”, “La Germania e l’Europa ci riducono alla fame”, “Sono tutti ladri e corrotti”, Etc. Molte di queste cose sono anche condivisibili, ma poi Giovanni esce dal Bar e… va a votare PD.

Certamente non vorremmo che il nostro amico diventasse Black Bloc e non possiamo neanche imputargli la colpa della compulsione con cui vota sempre gli stessi che anno dopo anno gli stanno facendo sparire la pensione (se ce l’ha la pensione). Il fatto contingente però è che ai Giovanni dei nostri bar in realtà ritengono assolto il loro ruolo di rivoluzionari sfogandosi contro lo Spritz. Se fate attenzione scoprirete che poi esistono anche altri modi di sfogarsi, fingersi civili e più risolutori del Che. Prendete i social ad esempio, loro sì che sono “un bel cuscino da prendere a pugni”.

Intendiamoci, qualcuno sente anche il bisogno di fare qualcosa di concreto. Rimanendo sempre sui fatti dell’Expo’ è stato lanciato l’Hashtag: #nessunotocchimilano. Pare che oggi migliaia di milanesi, guidati da questa parola d’ordine, siano scesi in piazza per pulire il disastro lasciato dalle orde di Black Bloc. Bello, civile, addirittura nobile, purtroppo inutile, perché curare un sintomo non è curare la malattia. Come direbbe Giovanni: la speculazione finanziaria ormai detta il ritmo dei nostri modelli di sviluppo, gli Stati hanno perso la loro sovranità, la fascia di povertà si sta allargando con indici esponenziali, l’immigrazione senza regole crea innumerevoli situazioni di degrado. Se non fermiamo questo i Black Bloc potrebbero essere sostituiti da qualcosa di peggio …. Per oggi, però, i veri responsabili di tutto questo possono stare tranquilli perché la guerra tra poveri continua.

P.S.

La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli.” [ José Mujica]

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@DadoCardone

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Il nostro futuro

Premessa necessaria: B.C.E. ( Banca Centrale Europea ) e BANKITALIA s.p.a. ( Banca D’Italia ).

Che differenza c’è tra queste banconote? Chi le crea?

Con certezza assoluta possiamo dire che ognuna di queste banconote poteva o può ( a seconda del corso legale ), essere utilizzata per acquistare beni ma, sempre con la stessa certezza, possiamo stabilire che solo una di queste veniva stampata dallo Stato quindi apparteneva ai cittadini, mentre le altre sono rispettivamente della Banca d’Italia (BANKITALIA s.p.a.) e della BCE, pertanto appartengono alle rispettive banche. Leggi tutto “Il nostro futuro”

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Evasione: Banca Mondiale, Indicatori di sviluppo

Guarda chi è che ruba veramente in questo rapporto della banca mondiale su Google e nell’immagine allegata.
I paradisi fiscali confrontati con la media Italiana sul rapporto esportazione/PIL. Se è vero che noi siamo gli esportatori per eccellenza, cibo, vino, moda, design, mobili, esportiamo persino la pasta e la piada, ma anche prodotti molto tangibili. In ogni caso è giusto che in questo grafico veniamo magari dietro l’India, la Cina o gli USA, non è giusto invece che veniamo dopo paesi che non producono assolutamente nulla, se non nuovi ricchi, mi chiedo infatti che ci abbia da esportare il Lussemburgo o le Seychelles…

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angolo del Cineforum – perché non si vive di sole parole

In questo post sono raccolti una serie di video denuncia molto interessanti per chi ha bisogno di materiale informativo o semplicemente per chi vuole documentarsi e acculturarsi sui temi più scottanti del panorama politico e civile della nostra epoca.
È chiaramente richiesto molto tempo per vederli tutti, ma in un paio d’ore alla sera, in alternativa alla TV, avremo almeno la possibilità di ottenere una informazione netta e specialistica, una visione chiara e globale, sui problemi più grandi della nostra società.

Li riassumo qui sotto, in modo che abbiate una chiara panoramica dei contenuti prima della [buona] visione.
Auguri umani!

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fine dei giochi – ricomincia a giocare

Il valore di questo mio appunto è prettamente morale, sociale, etico, di spirito valutativo. Infatti non è mia intenzione spingerti a credere in un’utopia o far parte di leghe anti-complotto dai grandi disegni, nemmeno soddisfare una mia vena catastrofistica. Con questo resoconto mi limito solo a riportare i fatti, da cui poi ognuno di noi può trarre le sue valutazioni.

Ho letto distrattamente questo poco tempo fa: la terra è come un’enorme astronave nello spazio, con 6 miliardi di passeggeri [noi] e risorse in esaurimento… al momento forse non gli ho dato la giusta importanza, ora l’impressione è che ciò sia dannatamente reale.

Sulla base di questo presupposto, in tempi di assoluta crisi come questi, probabilmente, chiunque di noi ne avesse il potere, giustificherebbe qualche piccolo intervento per rendere leggermente più invivibile questo mondo, così da ridurre le fila della popolazione residente nelle prossime generazioni e far sopravvivere meglio solo alcuni, indirettamente, soprattutto, i più forti.

Quanto sopra idealizzato con l’assunto che stiamo parlando di pura sopravvivenza della specie, visto che tale specie sopravvive grazie alle risorse del pianeta e che questo parrebbe avere sul cruscotto dei guidatori una lucina rossa accesa a destra vicino alla scritta empty.
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le banche, i banchieri e il denaro

una storia per capire…

alias: la soluzione sotto ai nostri occhi

Testo di Louis Even. Tratto da www.prolognet.qc.calciydelmonev.htm

L’incredulità è come l’erbaccia,
un’idea con molte teste che ricrescono man mano che si tagliano.
( Christian H. Godefroy )

Chi si disinteressa della cosa pubblica, è destinato ad essere governato da malvagi
( Platone )

La verità è composta da 3 stadi:
– inizia con l’incredulità, dove viene ridicolizzata e derisa
– poi passa alla forte opposizione, dove viene violentemente contrastata
– infine viene accettata come ovvia
( Arthur Schopenhauer )

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il contratto

Io sottoscritto/a, nome e cognome, accetto con la formula del tacito assenso e della collaborazione i seguenti punti:

  1. Accetto la competitività come base del nostro sistema, anche se sono cosciente del fatto che questo funzionamento genera frustrazione e rabbia alla immensa maggioranza di perdenti.
  2. Accetto che mi umilino o mi sfruttino, a patto che mi si permetta di umiliare o sfruttare colui che occupa un posto inferiore al mio nella piramide sociale.
  3. Leggi tutto “il contratto”

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Piccola lamentela di un Peace Man

Per predisporsi a questo testo che segue è necessario capire dove siamo: Quinto potere di Sidney Lumet del 1976. Sembra in realtà girato ieri.

Fratelli e Sorelle I’m a Peace Man e proprio per questo non sono nessuno…

La prima volta che mi sono sentito affibbiare questo appellativo ero a New York, era il 1991, al cospetto di due grandi amici, Christian e Janet, entrambi Gay, di sesso opposto ma amici inseparabili da tantissimo, con i quali avevo dormito la sera prima in Italia. Loro avevano già visitato 2/3 del mondo insieme. Giovani, relativamente giovani, poco più grandi di me ma immensamente più saggi e lungimiranti. Al momento non mi sono reso conto del termine – “Peace Man (?)… vabbè” – mi sono detto – “chissà cosa vorrà dire poi” – ho provato a chiederne il significato ma loro si sono limitati a guardarsi e sorridere.
Del resto alcune sfumature dell’inglese sono ancora ostiche per me oggi, figuriamoci allora.
Comunque ogni tanto ricordare quel loro sorriso mi aiuta a capire molte cose, tutt’oggi.
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Il paradosso del debito pubblico

Il valore di questo mio appunto di economia è prettamente morale. Infatti non è mia intenzione parlare di complotti o fare il catastrofista. Con questo piccolo resoconto mi limito solo a riportare i fatti, da cui poi ognuno di noi può trarre le sue valutazioni.

Pressoché ogni Paese del mondo ha una banca di riferimento, detta centrale, che ha i due compiti principali di stampare la moneta corrente in quel Paese e di decidere il cosiddetto potere d’acquisto che la stessa moneta possiede. Ora, lo Stato, avendo bisogno di moneta circolante all’interno del sistema economico, chiede a questi istituti (che, è bene ricordare, sono PRIVATI) un vero e proprio prestito, non molto differente da quelli che nella pratica comune si richiedono per un mutuo (l’unica differenza è che i soldi prestati vengono stampati a costo praticamente nullo da tali istituti: vedi SIGNORAGGIO), o cose simili. Ovviamente la banca rivorrà indietro il prestito, gonfiato però da un interesse il cui tasso varia di statuto in statuto, deciso a tavolino dai consigli di amministrazione delle stesse banche. Lo Stato, ricevuto il prestito, rilascia i famosi titoli di Stato, obbligazioni a garanzia del rimborso del prestito ricevuto allo scadere del termine pattuito. Conseguenza logica di questa pratica è che, trovandosi lo Stato nella condizione di dover restituire un prestito gravato da interesse, DOVRA’ SEMPRE RESTITUIRE UNA CIFRA SUPERIORE A QUELLA EFFETTIVAMENTE RICEVUTA DALLA BANCA CENTRALE. Quindi, sarà sempre, perennemente, costantemente in debito con l’istituto bancario centrale.
Ecco il paradosso. Il debito pubblico, tanto demonizzato, è una costante essenziale del moderno sistema economico monetario; il fallito, il protestato, il povero, sono parte essenziale del sistema, poiché se per assurdo tutte le persone di un Paese riuscissero a saldare i propri debiti ed anche lo Stato riuscisse a fare altrettanto… non ci sarebbero più soldi in circolazione per pagare gli interessi.

Rapporto di indebitamento dei paesi del mondo: l’Italia è seconda solo al Botswana. Estratto dal Wiki sul Debito Pubblico… prego notare la cartina, quella righetta scura in mezzo al mediterraneo non è una sgommata di matita…


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