Me lo ha detto Brigitte.

fantasyAspetta un attimo. Mi sembra… non lo sentite anche voi? Sembra proprio… beh come potrebbe non essere la puzza di aria fritta che si percepisce distintamente ad ogni fine stagione?

Il fatto è che, al quarto anno di gestione Gnassi, nella stagione meteorologica più bella che si sia vista da diversi anni a questa parte, la nostra città ha fatto segnare un segno meno nei pernottamenti. Lo spiego meglio: l’anno scorso, con l’aeroporto in gestione commissariata e minacce di denuncia che partivano alla volta di quel fetentone di Meteo.it, che faceva sempre piovere, si è fermata più gente.

Questa è una dura verità, soprattutto in considerazione del fatto che rileva l’assenza di una vera programmazione, che non sia lo sforzo verso la coltura intensiva dell’immagine Gnassiana. Come si reagisce ad un colpo così? In un solo modo: dissimulando.

Questa volta la sponda viene fornita dal mensile tedesco Brigitte che, dopo un tour pagato da APT, frequentato a maggio da una sua giornalista, si prende la responsabilità di dichiarare: “Rimini è tornata”. Per intenderci sul target, Brigitte non è certo Capital, o Der Spiegel. Anzi leggendo rubriche come ” wie bekomme ich eine orgasmus” (come faccio ad avere un orgasmo) mi viene in mente “Cioè“, ma non voglio essere cattivo in maniera gratuita e diciamo che si avvicina al nostro “Amica“. Tra l’altro curiosando sul web si scopre di più  anche sulla qualità dei suoi lettori. Nel 2010 aveva cercato di promuovere una linea editoriale senza modelle professioniste ed ha rischiato di chiudere i battenti, perché “se spendo 2,60€ per un giornale pieno di cose che conosco già voglio che a raccontarmelo siano almeno donne a cui voglio somigliare.. non come me.”

Ringraziamo la giornalista per la marchet…. hem… per fiducia  e per la pubblicità, ma forse avrebbe dovuto fermarsi oltre maggio per capire che il “ritorno” a cui fa riferimento, non è neanche lontanamente paragonabile a quando i tedeschi ci venivano davvero in Riviera. Soprattutto avrebbe capito che la Stagione, in questa Rimini che il suo Sindaco si affanna a rappresentare come rinnovata, non comincia prima del primo fine settimana di luglio.

Il fallo però non è della giornalista, che sicuramente ha raccontato quello che le hanno rappresentato nel tour primaverile organizzato da APT.  Insopportabile e pericoloso è invece l’atteggiamento di chi dovrebbe amministrare e che, invece di rendersi conto del problema, coglie l’occasione per decantare i propri successi a Fantasilandia. Mi riferisco al Primo Cittadino che ha il coraggio di parlare di un successo dovuto ad un territorio rinnovato e all’Assessore al Turismo Regionale Corsini che illustra efficaci azioni di promozione.

A questo punto la domanda la devo fare, ammetto la possibilità di essere prevenuto e di non essere obbiettivo. Chiunque legga questo post mi può cortesemente indicare in cosa consiste questo rinnovamento? Giuro che non lo vedo.  In 4 anni e passa ho visto tanti rendering, quelli sì. Ho visto persino rendering che rinnovano rendering (che fine a fatto l’erbetta di Piazza Malatesta?), ho visto tentativi di spacciare l’ordinaria amministrazione per idea innovativa, ma di innovazioni vere, magari perché no sbagliando, non ne ho viste. Vogliamo parlare poi della promozione Regionale? Rimini e la Riviera si reggono ancora su imprenditori che lavorano una clientela costruita in decadi di trincea turistica e che  sono costretti a tappare gli enormi buchi con contratti d’agenzia. Tra parentesi le agenzie, oltre ad ottenere prezzi stracciati, portano clienti che piuttosto di spendere per una bevanda dal bar dell’albergo fingono di svenire per farsi buttare dell’acqua in faccia.

Per l’essere umano e per tutte le sue attività il primo passo verso il cambiamento è ammettere la realtà, senza la consapevolezza non si va da nessuna parte. Mi pare si possa affermare senza troppi patemi che chi fa riferimento agli anni’80 parlando della Rimini di oggi o è matto o prende per il culo. Negli anni ’80 se volevi venire in vacanza o anche solo fare la stagione a Rimini dovevi preoccuparti per Aprile, perché già a maggio non si trovava più nulla. Oggi Rimini deve fare i conti onestamente con quello che ha, altrimenti ripartire diventa una chimera. Abbiamo visto nel corso degli anni dove sono andate a finire le innovative intenzioni di tutti i faraoni che sono passati per Palazzo Garampi. Guardiamo al lungomare per esempio. Project della Madonna di Dubai, Rendering così belli che sembrano il lungomare di Misano (ma più grosso) e alla fine in 50 anni siamo riusciti a dipingere 4 panchine e fare una striscia di pittura da 600 mila euro per terra.. con la pretesa di chiamarla ciclabile.

P.S.

Giusto perché se no poi parlano di lamentele senza proposte. Un lungomare normale, ma nuovo. Più sicurezza. Eventi meno costosi, ma più numerosi e diffusi. Niente tasse a chi rinnova completamente. Bolkestein come opportunità per attirare investitori stranieri. Spazio alle idee, anche di chi non appartiene al Consorzio del Porto. E ognuno si paghi i suoi selfie con Cattelan.

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@DadoCardone

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AiRiminum e il centro commerciale Fellini.

Ve lo dico subito. C’è da leggere, perciò mettetevi comodi.

Sabato pomeriggio alla conferenza “Airiminum Incontra” c’era anche il vostro inviato Citizen preferito. Mentre tutta la stampa era stata messa in punizione, io me ne stavo comodamente seduto tra Vescovi, Politici e Comandanti in quella che, anche sull’invito, veniva chiamata zona sterile. Non scherzo, l’hanno definita proprio così. Tra l’altro non capisco come non mi abbiamo individuato subito visto che il mio reddito, lì in mezzo, stonava anche senza essere dichiarato. Mi avranno preso per un eccentrico.

L’intento della conferenza, presumibilmente, era quello di tranquillizzare chi decide per il territorio e fare un bel brindisi per l’arrivo di un nuovo aereo. A Rimini un brindisi per ogni aereo si può fare, data la cadenza, se lo facesse anche un aeroporto piccolo come Orio al Serio, con i suoi 50 voli giornalieri, capite bene che la dirigenza dovrebbe iscriversi all’Anonima Alcolisti.

Ha aperto la conferenza Laura Fincato che Vito Riggio (Presidente Enac), nella sua lettera di scuse per l’assenza, identifica come Onorevole nonostante non lo sia più dall’87. Non che abbia lasciato i luoghi di pratica politica, ci mancherebbe, come lei stessa dichiarò in occasione della sua Candidatura a Sindaco di Venezia è una delle fondatrici del PD.

Non divaghiamo. Con un tailleur fantasia occhio di pernice in nuance arancione, oltre ad aver decretato il ritorno degli anni ’60, ha esordito usando termini inglesi, forse in onore dell’aziendina milanese che ha tirato su la baracca. Ha parlato di Speech (che poi sarebbero i discorsi) e…. lo sapevate che quelli di Airiminun ci hanno tirato un Joke? Sì, ci hanno fatto uno scherzone. La decisione dell’inaugurazione il primo di aprile non è stata una cappella mediatica. No! Lo scherzo era che l’aereo è atterrato davvero. Su, non fate quelle facce, il senso dell’umorismo varia di persona in persona. Fate come me, immaginate una giovane e goliardica studentessa Fincato che, abilissima, sostituiva i Croissant alla marmellata di ciliegia con quelli alla marmellata di albicocche e poi osservava segretamente le reazioni al Joke. Che risate.

20150509_161613Comunque sia ha parlato molto di trasparenza e collaborazione. Sapete cosa? Io sulla trasparenza le credo. Infatti seduto al suo fianco c’era Umberto del Basso de Caro, il suo conflitto di interessi. Il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di cui Laura Fincato è Consigliere Esperto (un consulente) a gratis, era seduto li, pacifico, ad aspettare il suo turno per parlare. Questo non ha assolutamente provocato commenti tra il pubblico (sterile), proprio nessuno. Fidatevi.

Il turno successivo è stato quello di Leonardo Corbucci e le sue slide, stile molto apprezzato dal Primo Cittadino che, come risaputo, le usa come panacea di tutti i bilanci. Dopo averci condotto in vetta alle sue intenzioni con slide sul ciclismo e richiami a Pantani, ci ha fatto atterrare malamente con metafore sugli affittuari.  Eh già perché Airiminum mette dei soldi, finora pochi, per pagare un affitto, ma il padrone di casa è Enac e a lui spettano le manutenzioni straordinarie, affermazione formalmente corretta fino a che le slide non ci hanno condotti nell’incubo di un centro commerciale aeroportuale.  Gaming (?), ristorazione, palestra, discobar, rassegne cinematografiche, eventi musicali, non ho visto però i Compro Oro e i massaggi cinesi, quelli sì cha fanno cassa.

A questo punto vi starete chiedendo: e i voli? Qui arrivano le vere pagine dolenti. A dispetto di un’unica novità, i voli cargo da sempre consigliati a voce bipartisan, il resto del piano strategico sembra partire da un programma strategico di Gnassi. Vengono considerati come un dato di fatto il milione di passeggeri che Aeradria avrebbe raggiunto con la sua gestione. Anche se nella presentazione ne vengono contati 900.000, probabilmente per non richiamare alla memoria il precedente fallimento. La cronaca giudiziaria ha già ampliamente disquisito di quanto quel numero fosse stato gonfiato dalla tecnica piuttosto aggressiva del comarketing. Dunque uno dei fondamentali di questo piano è dubbio, ma ve ne sono altri. Sembra infatti voglia costituirsi un fronte comune tra tutte le realtà in curva negativa del nostro territorio: Fiera, Gros, Palas di Rimini, Palas di Riccione, TRC (e non lo vuoi fare un altro sfregio fino all’aeroporto?), il che non sarebbe male se fosse un sistema di contenitori comunicanti, ma nell’opinione di molti ognuno di questi luoghi vive la sua personale decadenza, quando addirittura non si tratta di volo pindarico. Nella presentazione in oggetto poi si considerano queste infrastrutture come un qualcosa da cui attingere, come dire non lo prendi un aereo da Milano per venire alla fiera di Rimini? No. Ma non lo dico io. Lo dice la precedente esperienza di Aeradria e lo dice il fatto che ormai i weekend di fiera sono corti perché, dati i tagli ai budget di qualsiasi azienda italiana (Aziende come Prada hanno tagliato anche sui buoni pasto dei dipendenti), non si fanno più i fine settimana a mignotte e champagne “che tanto metto tutto nelle spese”. Il nuovo metodo è “toccata e fuga, ma solo se serve, macchina a gas o treno regionale, scegli tu”. Chiaro che non si può sempre ragionare in termini di recessione, ma non mi pare che l’attuale Governo ci stia indirizzando verso il nuovo “miracolo italiano”, anzi.

Rimangono i collegamenti turistici di cui, lo dico sinceramente, non ho colto il piano. Anche in questo la strategia, o meglio quello che è stata rappresentata come tale, sembra appollaiarsi su dati che la riguardano, ma anche no. Il fatto che la Riviera possegga 110km di spiagge e 3500 alberghi valeva anche per Aeradria, è valso per il Ridolfi di Forlì e varrà sempre per Bologna, ma questa non è una strategia … è la speranza che qualche briciola cada dal tavolo. Su questo argomento mi aspettavo qualche parola da Raffaele Ciuffoli, Consigliere rappresentante del territorio e soprattutto titolare del Tour Operator Ital Camel, ma non ha proferito favella.

Altro personaggio silenzioso è stato Roberto Montesi, membro del CDA, che porta con se una particolare realtà. Montesi è patner della società LS Lexius Sinacta, associazione tra a avvocati e commercialisti la cui missione sociale sono consulenze d’alto livello. Per intenderci la LS sta curando la quotazione in Borsa dell’aeroporto Marconi di Bologna e ha assistito Hera nella recente modifica statutaria del Voto Maggiorato (robaccia del “Decreto Competitività” per favorire l’accesso al mercato di capitali di rischio). Il Consigliere in oggetto si distingue, tra le altre cose, per essere Sindaco Revisore incaricato dal Ministero della Salute per l’ASL di Napoli e Presidente del collegio liquidatori della Margherita di Rutelli.

La parola finale, come da prassi Istituzionale, è stata lasciata al Sotto Segretario Del Basso de Caro che, dopo aver ricordato che il sud d’Italia è un macello, ha considerato che a Rimini le cose non vanno poi così male e che possiamo ancora sperare nel turismo cinese. Parole che hanno infuso una grande fiducia in tutti gli sterilizzati. Ovviamente l’affermazione è ironica, dalla seconda fila in poi si parlottava parecchio.

E’ sicuramente vero che i piani  industriali per una azienda privata possono contenere dati sensibili che potrebbero essere oggetto di furti e/o compromissioni, ma dal non mostrare quanto di riservato c’è nei propri piani, al pretendere che ci si fidi di una dichiarazione di intenti piuttosto generale, passa un bella pretesa. A questo punto però vale la pena di farsi una domanda: perché questa opinabile apertura e tutto questo parlare di trasparenza e collaborazione? Formulo una modesta ipotesi, ma prendetela per quel poco che vale visto che non sono un esperto di aeroporti, ne di finanza creativa. Considerato che il piano di sviluppo (se fosse veramente quello mostrato) non pare valere l’investimento, l’Aeroporto Internazionale Federico Fellini acquista interesse più che altro in merito ai capitali che può attirare. Ovvio che cattiva pubblicità e degli scocciatori a 5 Stelle, si sono messi in testa di sorvegliare, possono create delle difficoltà. Che i 5 stelle diano fastidio è abbastanza evidente visto che in una cartellina consegnata all’uscita, tra le altre amenità, era riposto un intero fascicolo di risposte a Giulia Sarti.

P.S.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno in questa vita sono ignoranza e fiducia; e il successo è assicurato.

(Mark Twain)

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@DadoCardone

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Se non ci fossero i Gufi sarebbe pieno di sorci.

web-Owl-with-mouseDue cose sono fondamentali nell’affermazione politica. La prima è la rete di relazioni che il professionista politicante sa creare tramite promesse, patti, ammiccamenti, partecipazioni e sostegno (soprattutto a parole) sui temi che smuovono di più le pance dell’elettorato. La seconda è l’arte della comunicazione di massa.

Le due cose sono profondamente legate poiché, una volta che i propositi dimostrati verso qualsiasi cosa avranno portato l’Homo Politicus ad ottenere la sua posizione, bisognerà scegliere quali promesse mantenere. Molte saranno confliggenti e, va da sé, saranno onorate solo quelle fatte a chi ha seriamente la possibilità di riscuotere il credito. Facciamo un esempio? Hera, Cagnoni, etc. … scoperta l’acqua calda.

Un po’ meno banale la considerazione di quello che bisogna fare per camuffare la propria inadempienza e qui entra in gioco l’arte della comunicazione. Ovviamente si apre un mondo di possibilità, ne elenchiamo alcune a beneficio d’inventario.

  1. Brandizzare qualsiasi cosa. La tecnica è semplice. Le informazioni arrivano alla mente umana tramite tre canali: visivo, auditivo e cinestetico (il complesso delle sensazioni del corpo). La memoria dedica mediamente percentuali molto più alte al canale visivo (circa l’80%). Una furba operazione identitaria farà ricordare un marchio di fabbrica a dispetto di quello su cui è stato apposto. A Rimini per esempio ci sono i “Colori Pop”, avete presente? Quelle 4 righe colorate apposte ovunque, anche sui cestini del centro. L’effetto massivo sarà quello di un’Amministrazione molto indaffarata … poco importa se i cestini c’erano già.
  2. Creare Mantra. La gente (in generale) non ha molta voglia di approfondire e ambisce al galleggiamento. Contrariamente a quello che si pensa le persone preferiscono credere che giudicare, in quanto la seconda pratica necessita di impegno extra alle proprie necessità immediate. A nessuno però piace essere considerato passivo e, qui sta il trucco, basta dargli qualcosa da ripetere, qualcosa di semplice, convincente, ma soprattutto che non faccia uscire dalla zona comfort.  Un paio esempi il linea generale: “noi facciamo, gli altri gufano”, “ci criticano, ma non fanno proposte” e declinazioni varie.
  3. L’annuncio. E’ una delle tecniche più antiche della politica e si tratta di una pubblica dichiarazione d’intenti. Si usa ripetere questa tecnica a cadenze regolari e a quotidiani riuniti. E’ importante creare un’epifania, un momento di rivelazione, un indizio che le cose si stanno muovendo per il verso giusto. Nel momento in cui questo non accade deve intervenire un nuovo annuncio.
  4. Panem et circenses. Questa se non è la più antica poco ci manca. Già l’Impero Romano distraeva il suo popolo con giochi, distribuzione di generi alimentari e terme pubbliche. Nel corso del tempo la tecnica si è modificata magari sostituendo i gladiatori con le squadre di calcio e le terme con 80 euro … anche se a dire il vero le squadre di calcio ultimamente non sono un gran che, sarà per questo che il Parlamento è diventato un’arena dove non si risparmiano schiaffoni nemmeno alle donne.
  5. Parassitismo. Non so se lo avete notato, ma le idee buone sono sempre di chi sta parlando e le colpe sono sempre di chi c’era prima (a volte anche di chi non c’è mai stato). Il fatto è che le idee, perlomeno quelle spendibili con l’elettorato, sono le medesime dalla seconda guerra mondiale: una ricetta fatta di sacrificio e riorganizzazione per poi avere tutti un bel posto di lavoro. Questo parassitismo ideologico è un vero e proprio abito mentale per il politico ed è inevitabilmente declinato anche a concetti più basici, anche perché l’annuncite bisogna pur alimentarla con qualcosa.

Questa è un’analisi superficiale, ma serve a delineare un perimetro e possibilmente accendere consapevolezza in quelli che ripetono come ebeti che chi critica è un gufo, dimenticando che se non ci fossero i Gufi sarebbe pieno di sorci. La Critica, così come il diritto di cronaca, è prevista e difesa dall’Articolo 21 della Costituzione Italiana … sostituire un articolo della costituzione con la parola “gufo” non è solo semplicistico, ma da imbecilli.

Per completare la funzione di queste poche righe andremo ora ad usare la cornice creata per inquadrare la realtà che meglio conosciamo: l’inefficacia amministrativa dell’attuale Giunta Riminese. Non vi preoccupate però, basteranno ancora pochissime righe.

Non ho idea di quanti siano quelli che ancora credono che a riempire il primo fine settimana di luglio sia la Notte Rosa, ma pare del tutto evidente che si cerchi incessantemente di porre il marchio su tutte le cose che funzionano già da sole. Com’è anche piuttosto evidente che le iniziative festaiole su cui ci si concentra di più, nonostante necessità turistiche e destagionalizzazione, sono quelle rivolte ai riminesi intesi come elettorato.  I più consapevoli, o i meglio informati, non fanno molta fatica a vedere annunci che appassiscono con lo scorrere del tempo, persino gli annunci di cose già fatte: “sono andato a pretendere il lungomare”, quando era già previsto il Federalismo Demaniale, “Sta arrivando la rotonda di via Montescudo”, già prevista da Anas, che sta aspettando da una vita l’espletamento delle procedure sul territorio.  Ovviamente chi poi perde fiducia, o semplicemente affronta l’annuncio in assetto vigile, è uno che vuole la catastrofe. Una considerazione puerile di per sé, ma basterebbe vedere cosa e quanto si è realizzato, che non sia stato parassitato,  per capire chi porta a casa la pagnotta.

Le Fogne sono un pacchetto chiavi in mano fornito da Hera, che pagheremo nelle tasse e nelle bollette di tutta la Provincia e per le quali Lupus in Fabula aumenterà la sua egemonia. Il Fila Dritto è un nome piuttosto stupido per chiamare le rotonde, strumento inventato negli anni ’60 per eliminare i semafori. L’Aeroporto è stato riaperto da un’azienda privata che l’ha ottenuto in saldo, dopo che i soci pubblici l’hanno fatto fallire. Per capirci… le stesse persone che oggi bagnano di lacrime e champagne le fragole offerte allo sparuto gruppo di viaggiatori russi zero cost. Va da sé che le lacrime sono tributo, assieme alle preghiere, alla salvezza delle terga. Le feste, Al Meni, Molo, sembrano opportunità per un gruppo piuttosto selezionato d’imprenditori. Acquarena è una pausa nella “guerra al cemento”(?) per salvare il Palas, monumento della sottomissione al Faraone TutanKagnon.

Questa è l’azione amministrativa di cui questa Giunta si vanta. Dimenticavo, hanno costruito anche due scuole. Azione meritoria, se non fosse per il fatto che rinunciando all’affitto del Seminario (17 milioni di Euro) potevano costruirne diverse di scuole nuove, risolvendo i problemi di anzianità delle rimanenti. Per il resto questa formazione è stata molto attenta a non disturbare poteri assodati, le famose promesse che si è obbligati a mantenere, non certo quelle verso la popolazione.

Concludiamo questo mini trattato sull’adolescenza politica portando un esempio del punto numero 5, che però contiene anche tutti gli altri punti sopra elencati. L’annunciato permesso di frazionamento degli appartamenti di grandi dimensioni in centro, attribuito allo Sblocca Italia, è in realtà una della 3 delibere presentate dal Movimento 5 Stelle di Rimini  e approvata il 17 ottobre 2013. La supercazzola con la quale l’Assessore Biagini ha cercato di rivendicarne la paternità cerca di girare attorno ad uno spaventoso buco democratico e istituzionale: un anno e sei mesi di assoluto silenzio su ciò che il principale organo normativo territoriale aveva approvato, quando, per regolamento, in 30 giorni sarebbe dovuto tornare in Aula. Un anno e sei mesi.

P.S.

Ma quando cominciano a fare la piramide a Cagnoni? No perché… ha una certa età.

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Salva Sindaci

Doveva succedere.

E’ una considerazione quasi stupida, ma dalle grandi conseguenze: il potere tende a preservare se stesso (che poi è anche il motivo per cui un terzo del pianeta mangia sulle spalle degli altri due terzi). Potremmo  scomodare  massimi sistemi di applicazione di questa legge universale, ma usciremmo dalla missione di Citizen, che è quella di parlare di Rimini, anche se poi sarà necessario partire da un po’ più in alto.

In questi giorni infatti tra gli emendamenti della legge Madia, legge delega, spunta un nebuloso nuovo comma g-quater, scritto nell’emendamento 13.500, dove in pratica si chiede al Governo di “rafforzare il principio di separazione tra indirizzo politico-amministrativo e gestione anche attraverso l’esclusiva imputabilità agli stessi della responsabilità amministrativo-contabile per l’attività gestionale”.

Che vuol dire sta roba? Tradotto da chi ne sa potrebbe voler dire che in nome dell’autonomia dei dirigenti, i politici non potrebbero essere chiamati in questi casi a rispondere di danno erariale. Tradotto ancora meglio? Un bel salvacondotto per Sindaci e Assessori (e magari Presidenti di Provincia) che potrebbero fare una risata in faccia, magari con effetto retroattivo, alla Corte dei  Conti.

Certo, detta così, viene subito in mente Matteo Renzi, che il 15 luglio prossimo si dovrebbe fare un altro giretto dai magistrati toscani per i fatti relativi alla sua Presidenza della Provincia. Non  occorre però sparare così in alto per scoprire come il compimento di questo emendamento farebbe la gioia di un gran numero di persone, per lo più sindaci.

Eccoci a Rimini. Secondo voi qualcuno potrebbe gioire di questo regalo? Anche noi siamo forniti di Primo cittadino con annessa condanna per danno erariale, la famosa nomina di Funelli con contratto non conforme al profilo del dirigente. Non bisogna però pensare che il gioco si limiti a questo. Qualche migliaio di euro da restituire non sono un gran disturbo per una persona benestante, tanto benestante da non aver mail lavorato (pur esibendo scintillante partiva iva).

Magari ai suoi assessori scoccia un po’ di più l’esborso, ma a Rimini ci sono in gioco partite molto piùpericolose, come il TRC e l’aeroporto, che nel migliore dei casi sono incubatrici di enorme danno erariale. Se per il TRC si è mossa la magica macchina dell’Area Vasta, che tutto ingloba e tutto perdona, a costo di portare a termine il campo da bocce più lungo d’Europa, non si può dire altrettanto per Aeradria. La patata bollente, che continua ad essere passata nelle mani ormai ustionate di un sacco di autorità, prima o poi dovrà cadere a terra e qualcuno dovrà spiegare in che conto si mette la perdita di milioni di euro di proprietà pubblica di una struttura “strategica per il territorio” (cit.), mica il Palas.

L’emendamento, va detto, è così fumoso che probabilmente i decreti attuativi potrebbero persino migliorarlo, ma è chiara l’intenzione di rafforzare il principio già in uso della “esimente politica”, ossia quello che ammorbidisce la responsabilità dell’Amministratore per scelte che sono frutto diretto del ruolo. Che una cosa del genere venisse fuori da una compagine guidata da chi si considera una specie di Sindaco d’Italia era abbastanza prevedibile. Ciò però non vuol dire che non sia preoccupante, anche in considerazione dell’ormai abitudine politica di assumere un improprio ruolo imprenditoriale, senza peraltro subire le limitazioni e le conseguenze di chi imprenditore lo è veramente.

P.S.

Pare (e dico pare) che dalle parti di Air Riminum  siano partite denunce nei confronti di chi ha ipotizzato comportamenti non conformi ad una regolare acquisizione dell’Aeroporto. Sicuramente  sarà  tutto regolare, ma io l’aeroporto continuo a vederlo chiuso, nonostante tante rassicurazioni in senso contrario. Ci vorrebbe l’invenzione della “esimente cittadina” per cui lo stimolo, anche provocatorio,  non fosse punibile in quanto un cittadino difficilmente può abbandonare la sua condizione di permanente incertezza quando si parla di decisioni politiche.

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@DadoCardone

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Un Sindaco a corto di idee.

Il Movimento 5 Stelle non propone mai niente. E’ gente che protesta, ma a lamentarsi sono buoni tutti, poi però bisogna governare. Se malauguratamente dovessero andare loro ad amministrare Rimini che cosa combinerebbero visto che sono senza esperienza e senza proposte?

A questo punto molti di voi sono andati in fondo all’articolo per scoprire chi l’ha firmato e poi sono tornati a rileggere le prime righe per capire se sono impazzito, ma quelle sopra sono le accuse che si rivolgono usualmente al Movimento 5 Stelle in generale e a quello di Rimini in particolare. Le ho riassunte perché mi servono per dimostrare una semplice tesi: chi le usa  è o  in malafede o  disinformato. Lasciatemi aggiungere che, personalmente, gradisco più le persone in malafede, perché i disinformati sono causa dei nostri malanni, più di quelli che ne traggono vantaggio.

Detto questo. Ieri in un comunicato stampa del Comune, oggi ripreso dalla stampa locale, si leggono testuali parole del Sindaco di Rimini Andrea Gnassi:

“Agiremo sul divieto di frazionamento di appartamenti dalle pezzature sovradimensionate per permettere ai giovani e alle famiglie di affittare alloggi dagli spazi ragionevoli a un prezzo ragionevole. […] Non vogliamo più periferie, ma semmai cucire e rammendare aree ora isolate”.

Quelle che leggete in queste righe sono esattamente (vengono persino usati gli stessi termini) le delibere del Movimento che vennero approvate in Consiglio Comunale il 18 ottobre 2013, con Gnassi assente. Oltre all’evidente  fatto che le stesse passarono proprio grazie a quell’assenza, sono state trattenute sulla scrivania del Primo Cittadino per lungo tempo e, fino a questa dichiarazione, non vi era stata ancora notizia del loro passaggio agli uffici preposti. Da ieri, improvvisamente, fanno parte del Masterplan (qualsiasi cosa esso sia).

Ricordo con tenerezza le prime immagini in cui facendosi fotografare davanti a una ruspa, che aveva appena abbattuto un cesso in una spiaggia di Rimini Nord, dichiarava che da li sarebbe ripartita la costruzione di Rimini. A ben guardare, però, quegli atteggiamenti, come la spiccata propensione alla supercazzola,  erano indizi della brutta attitudine al volo pindarico.

Abbiamo visto svolazzare per anni diapositive che parlavano del nulla, mentre nella realtà dei fatti questa Amministrazione ha prodotto:

  • Una ruota abusiva.
  • La prima ciclabile d’Europa con soppalco. Più di seicentomila € a cui la Regione, probabilmente, non parteciperà perché il progetto è stato realizzato diversamente da come  presentato.
  • Il fallimento di un Aeroporto.
  • Una finta guerra al Cemento che serviva solo a salvare indici di edificabilità in favore di un Ipermercato in pieno centro, che a sua volta serve a salvare il Palas di Cagnoni.
  • La distruzione sistematica dell’aspettativa di qualsiasi comitato sia nato in questi anni. Teleriscaldamento, Santa Giustina, Rimini UpTown, No TRC, Astronave che Fuma (antenna sul Palas),  V Peep. Solo per citarne alcuni.
  • La deriva dei progetti di recupero delle aree coloniali.
  • Un ponte che  solo per la rabbia dei cittadini è un ponte normale e non la controfigura  del ponte di un film di guerra.
  • Una quantità enorme, anche per dimensione, d’inutili cartelli che fanno apparire come cadute dal cielo le più grandi banalità. Per essere chiari: Cattolica ha tolto i semafori da almeno vent’anni, è inutile spendere migliaia di Euro solo per far capire che ti sei deciso anche tu, perché ormai è ordinaria amministrazione. Vogliamo parlare poi delle erbe erranti?
  • Un declino spaventoso dell’operatività turistica. E’ sfuggito a pochi che ormai la stagione giace sotto l’assenza delle iniziative private, distrutte per favorire l’immagine del Sindaco delle Feste. Ormai la stagione comincia a Luglio e le famose feste sono eventi per il territorio Riminese, questi  i successi della “Capitale del Turismo”, o della “Miami della Costa Adriatica” che dir si voglia.
  • Un progetto d’impianto fognario pensato da Hera  e consegnato direttamente dalle sue capienti mani , progettato per le sue esigenze e per il quale tutta la Provincia di Rimini dovrà pagare rateizzandolo in anni di bollette dell’acqua.
  • L’intruppamento di volontari civici, i famosi CI.VO.TI, grati della maglietta nuova e del lavoro che dovrebbe fare Anthea, tanto grati anche per il finanziamento di 300 mila euro con cui sono state costruite delle casette per gli attrezzi (che se guardi nel catalogo OBI la deluxe costa 5000€). Ovviamente, poi, è solo una combinazione che l’Assessore di Riferimento sia anche candidata alle Regionali.
  • L’incasinamento delle opportunità sportive Riminesi.  Si favoriscono happening sportivi  dove il sindaco può farsi fotografare mentre fa finta di correre, ma poi, per le cose che richiedono presenza amministrativa seria, si prendono decisioni come l’epica figuraccia dei campi di calcio.
  • Due posti d’onore al top delle classifiche del sole 24 ore tra le città che hanno subito di più la crisi e che subiscono di più la criminalità.

Il quadretto non è affatto migliorato dalla necessità del Sindaco di “Hackerare” le idee altrui per trovare qualcosa di buono da dire sulle sue, soprattutto quando sono soluzioni che aveva trattenuto nel limbo per un anno in quanto, evidentemente, considerava lo delegittimassero. Che abbia perso la Vision?

P.S.

Oggi, in un altro comunicato stampa, il Movimento si è dichiarato felice di essere stato derubato,  a patto però che quelle idee vengano usate…. E non per una supercazzola.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Questione di inquadratura.

Immaginate la scena di un film. Non c’è audio. La telecamera punta sul volto di un bambino che piange. Si sarà fatto male? L’inquadratura si allarga e nel campo entra  una donna con il volto stravolto nell’atto di urlare. Forse il bambino ha rotto qualcosa di prezioso e piange perché la madre lo sta sgridando imbestialita. L’inquadratura si allarga ulteriormente, mostra una pistola fumante nelle mani del bambino e un uomo a terra con un buco in fronte. Le lacrime del bambino e lo sconvolgimento della madre sono dovute ad una morte accidentale….o forse no, sarà il film a dircelo.

Quante volte nella vita ci troviamo di fronte a punti di vista che non avevamo considerato? E quante volte non averli considerati ci ha fatto prendere una decisione sbagliata? Mi perdonino gli illustri nati imparati, ma a me è successo diverse volte e sempre per il meccanismo che ho voluto rappresentare nella metafora iniziale. In età adulta ho trovato  molto utile fermarmi e fare un passo indietro per avere una visione più ampia della scena.

Prendete la campagna elettorale di Riccione ad esempio. Se uno vive a Riccione tenderà, per quanto riguarda la decisione elettorale da prendere, a confrontarsi nel perimetro di interesse della faccenda. Leggerà articoli che parlano di Riccione, ascolterà chi si candida per amministrare Riccione e, sicuramente, prenderà parte alle appassionate discussioni del suo bar di riferimento dove, tra un caffè che sa di bruciato e un aperitivo con patatine mosce, avrà l’onore di ascoltare un Guru con l’alito da bianchetto che conosce anche le posizioni in cui amano riprodursi i candidati.

Ha senso? Voglio dire…  La conoscenza che ogni cittadino ha del proprio Comune  sembrerebbe una cosa abbastanza inutile. Da 50 anni  vincono  le elezioni  sempre i rappresentanti di certi interessi: ossia quelli che poi li mettono a far fallire aeroporti o a sventrarti la città con opere inutili e inopportune.  Forse la soluzione sta nel non fermarsi al bambino che piange.

Andiamo sul concreto così ci capiamo meglio. L’ingaggio elettorale a Riccione, ormai conclamato, è il TRC. Tutti lo vogliono fermare e tutti cercano la paternità della battaglia, ma tra quelli che non possono e quelli che in realtà non vogliono c’è da mettere un bel filtro alle dichiarazioni, cosa molto difficile da fare se rimaniamo sull’inquadratura stretta. Non saranno d’accordo i protettori di campanile, ma se rimaniamo  solo su Riccione pretendiamo di abbattere un albero prendendo ad accettate la sua ombra.

Se allarghiamo il campo dell’inquadratura possiamo cominciare a considerare il fatto che, escluso il Movimento 5 Stelle, nessuno che abbia una rappresentanza in altri comuni, manifesta ovunque la stessa intenzione di fermare l’opera. Ubaldi, candidato del centrosinistra (qualsiasi cosa esso sia), pare aver abbracciato lo stile del “Bomba” nazionale e proclama: “TRC  – Vado a Roma per stravolgerlo.”

L’espressione che mi è subito venuta in mente è un po’ diversa da quella che scriverò, ma diciamo che mi limito a un :”Come no!”. Il Sindaco del tuo Capoluogo, il tuo Presidente della Provincia, Il tuo Presidente della Regione, nonché Melucci (che c’ha pure famiglia in AM), strappano gli articoli e se li ingoiano piuttosto che parlare di TRC e tu vai a Roma a stravolgerlo. “Ma mi faccia il piacere” (cit. Totò)

Altra condizione per Noi Riccionesi che vorrebbero rappresentare discontinuità, ma si rendono conto che per ottenere certi risultati da soli non bastano ed allora si lasciano tentare dal centrodestra, per poi ritirarsi in fretta quando scoprono di essersi fatti bersaglio di una freccia pentastellata, che li ha colti nella stessa traiettoria usata per colpire PD e NCD o Forza Italia (o comunque si chiamino i figliol prodighi di Papy).

Il Movimento? Il Movimento manifesta un nazionale dissenso per queste grandi ed inutili opere  (vedi TAV). Anche a livello Regionale e locale non esita a ricorrere alla Procura per fermare la messa in strada dell’autobus più stupido e costoso del mondo. Bisogna ammettere però che il confronto è ingeneroso poiché il M5S che sia di Riccione, di Rimini o di Roma non deve nulla a nessuno e, stracciando tutto, se la dovrebbe vedere solo con il futuro, non avendo nessun debito con il passato. Poi chiedetevi perché corre da solo.

P.S.

E’ notizia recente che per la Francia la TAV non è un’opera prioritaria e il suo posto nel bilancio è sostituito da urgenze più significanti. Si chiama volontà politica e si esprime a livello nazionale…. Però anche un aperitivo alla moda con il Ministro Lupi non è una tecnica da abbandonare, magari al decimo Negroni comincia a capitolare.

Davide Cardone

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Sull’abusivismo e i suoi rimedi.

Si avvicina l’estate. I bagnini, altrimenti noti come operatori balneari,  cominciano a sgranchirsi pronti a mettersi all’opera per una nuova estate.  Gli alberghi, sia affittati che gestiti dai proprietari, cominciano a dare aria alle camere.

Intanto al nord  a migliaia di extracomunitari, licenziati dalle grandi fabbriche che falliscono o delocalizzano, viene prospettata un’estate di lavoro a…. Montecarlo? No li no che non li fanno nemmeno scendere dal treno, meglio Rimini, li è già tutto organizzato. Eh si. Chi pensa che i “Vu’ Cumprà” appaiano all’improvviso, si è fatto un bell’inverno di letargo e comincia ad innervosirsi solo nell’imminenza dell’inevitabile.

“Ci vogliono più vigili.”, “Ci vuole sorveglianza privata”, “Bisogna annullare il permesso di soggiorno”.

Tutte sciocchezze, a guardare il mondo attraverso un buco di serratura si perde un bel po’ di prospettiva. E’ così  si considera il problema solo quando l’estate è alle porte,  guardando esclusivamente alla battigia e si pensa a questi poveri Cristi come se potessero rispondere secondo i nostri problemi e le nostre contingenze.

Siamo sinceri, vi va?

Alla maggior parte di queste persone non importa nulla del permesso di soggiorno, perché la loro prima preoccupazione è dare da mangiare alla famiglia, tantomeno gli frega di essere mandati via una volta al giorno da un vigile. Poi ultimamente hanno scoperto di avere un certo peso numerico (li avevate mai visti Senegalesi e Bangladesi sfilare mano nella mano?). L’unica cosa di cui questa gente ha bisogno è di qualcuno che li organizzi, gli trovi da mangiare, da dormire e merce da vendere. A Rimini lo trovano.

Chi glielo dà? I Riminesi ovviamente, chi altri?

Adesso non scandalizzatevi con dei “Chi iooooo?!” sdegnati. Se si vive in una comunità il disinteresse di alcuni è colpa di tutti. Quanta gente gira la testa dall’altra parte perché un migliaio di persone possa arrivare in spiaggia dopo aver dormito, mangiato, ritirato la merce con tanto di distribuzione di postazioni? La spinta ad interessarsi delle cose che colpiscono direttamente il portafoglio e a lasciar perdere tutto il resto è in istinto fortemente radicato. A Rimini sono state perse e si stanno perdendo battaglie di civiltà per disinteresse della Comunità. TRC, Santa Giustina, Rimini UpTown, Teleriscaldati, Centro Storico, A14, Aeroporto, Turismo, Ponte Coletti, debiti delle Partecipate e chi più ne ha più ne metta. Tutti compartimenti stagni con il beneplacito della politica locale che rimarrebbe schiacciata da una comunità solidale.

Discorso astratto?

No, la legalità è un abitudine con effetti reali sulla vita di una comunità, far finta di niente non la favorisce. Rimini attualmente, per chi non se ne fosse reso conto, è flagellata da droga, prostituzione, abusivismo, emarginazione, inquinamento, degrado urbanistico.  Molti ritengono che questi siano problemi che dovrebbero essere risolti da chi Amministra, ma se non hanno eletto Rudolf Giuliani che senso ha questa aspettativa? Cosa ci si aspetta dal Sindaco Rosa? Che si metta in testa ad un dj set viaggiante e come novello pifferaio conduca gli extra comunitari fuori dalla città? Attenzione che sta facendo esattamente il contrario: visti facili e passaggi economici per popolarci di cinesi e indiani…. Basta che alimentino la leggenda dell’Indotto, assoluzione plenaria ai disastri delle partecipate.

Trovo abbastanza inutili anche le convocazioni in certe assemblee cittadine di chi è già intestatario formale del problema. Deputati, Assessori, Consiglieri del PD, Questore e Prefetto, se avessero potuto fare qualcosa l’avrebbero già fatta e se gli fossero utili considerazioni di chi si sveglia a metà marzo le avrebbero già chieste.

P.S.

Il pesce puzza sempre dalla testa.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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Repubblica (Im)Popolare Riminese

china-china-the-flagQuesto comunicato è diretto a chiunque abbia la possibilità di leggerlo fuori dai confini della Repubblica Popolare Riminese. Sto usando un collegamento clandestino alla rete nella speranza che io possa essere ascoltato da qualcuno che non subisce l’influenza della Propaganda.

Quello che i mezzi di comunicazione vi fanno vedere è falso. Il Partito Unico tiene tutto sotto controllo e la Repubblica di popolare ha ben poco. Sono consapevole dell’immagine che avete di noi: allegri pataca vestiti di rosa che passano da un Dj set all’altro con nessun’altra preoccupazione che non sia twittare un nuovo tipo di piadina menta e cozze. Non è così.

Noi siamo come voi, come voi abbiamo delle famiglie e come voi abbiamo bisogno di strade, ponti, aria buona, opportunità di lavoro, diritti garantiti e saggi amministratori. Purtroppo la nostra vita è decisa nella sua totalità dal Direttivo del Partito Unico che, a sua volta, è comandato dalla Plutocrazia dei due Presidenti Fu Cagnon e Mel Uh Xi, il cui braccio esecutivo è   Gna Tze Tung.

Il popolo viene mosso e indirizzato con la teoria dell’Indotto, una sorta di spread territoriale, differenziabile solo da se stesso,  molto facile da rappresentare visto che i dati sono difficilmente quantificabili. In nome dell’Indotto, interesse pubblico supremo, il Direttivo del Partito Unico si assolve da qualsiasi cosa: ad esempio può buttare milioni di euro in un aeroporto che per farlo usare dalla gente gli devi pagare il biglietto.

Voi, nelle democrazie del resto del mondo, avete un detto: Not in my back yard (non nel mio giardino)  Noi, nella Repubblica Popolare Riminese, ne abbiamo un altro: Everything in my fucking backyard, nel senso che non conoscono un altro fottuto posto dove andare a costruire. In nome e per decisione solo loro costruiscono depuratori e centrali biogas a monte senza fare strade per raggiungerli, innalzano fiere inutili in centro ed edificano migliaia di metri quadri di costruzioni dandoci in cambio una pozza da 25mt. Loro lo chiamano …. Lotta al consumo del territorio.

Il nostro corpo è oggetto di martirio per il divertimento gli amministratori della dinastia Hera (intraducibile in italiano). Antenne sulla testa, biodigestori nei polmoni e metropolitane di costa nel…. Vabbhè lasciamo perdere.  Per non parlare poi del nostro diritto. Nulla è rimasto pubblico nella Repubblica. L’acqua non è nostra, le reti del gas non sono nostre, l’immondizia che differenziamo non è nostra e ci viene il sospetto che quando saremo morti ci seppelliranno con le natiche fuori dal tumulo per parcheggiarci le loro biciclette di amministratori ecologisti.

Se tu che stai leggendo abiti in un’altra Repubblica, sotto un’altra legge, aiutaci a rendere nota la nostra situazione. Quando vedi in televisione tutte quelle quelle persone sotto la ruota, simbolo della Repubblica Popolare Riminese, con le mani in alto sappi che non stanno ballando… si stanno arrendendo.

P.S.

In caso ti capitasse di vedere quelli di Friburgo chiedigli scusa da parte nostra e spiegagli una cosa. Se si sentono citati come modello e poi venendo qui si accorgono che non gli assomigliamo nemmeno per sbaglio, chiariscigli che non è colpa nostra… è Gna Tze Tung che se la vende così.

N.B.

Qualsiasi riferimento a fatti e persone realmente esistenti è frutto della vostra immaginazione

Dado Card Hong

[@DadoCardone]

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Avanguardia Pedagogica Riminese.

20130910_104319Forse non tutti sanno che in Svezia si sono messi in testa di cambiare la scuola. A Stoccolma la Vittra Intenational ha sviluppato un concetto pedagogico che agisce direttamente sugli spazi con cui hanno a che fare gli alunni delle scuole dell’infanzia. E’ stata realizzata una struttura con divisioni personalizzate a seconda del momento formativo: un iceberg gigante come cinema, una casetta con le pareti su cui scrivere e addirittura sale relax.
20130910_104001Da noi la situazione è un po’ diversa. Ok… Rimini non è Stoccolma (nemmeno Friburgo), ma come siamo messi in campo pedagogico? Sono convinto di una cosa, non conosco il cuore del personale didattico vichingo, ma quello del personale riminese è grande.
Me ne sono accorto stamattina accompagnando un Consigliere Comunale in una visita alle strutture scolastiche colpite dall’alluvione di Luglio. Ho trovato donne con il secchio della vernice in mano che cercavano di porre rimedio ad uno stato di incuria piuttosto evidente e ho potuto ascoltare dei resoconti tutt’altro che edificanti.
20130910_104141Ad onor del vero devo precisare che per la muffa, al Consigliere succitato, è stato assicurato, da un responsabile Anthea, un rapido intervento. Per i resoconti di cui parlo però sembra esserci bisogno di un serio approfondimento. Pare ( e dico pare) che a Rimini esista un avanzatissimo programma di stimolo psicodinamico chiamato “ora bambini facciamo un po’ di ginnastica in classe così vi passa quel senso di intorpidimento alle estremità“. E’ un nome un po’ lungo, ma ci assicurano che ,se frequenti la succursale delle Officine, chiamata anche 20 settembre, la pratica, arrivati verso dicembre, è automatica anche per i bambini più pigri.
20130910_112330Non possiamo nascondere che gli infissi d’epoca abbiano un loro ruolo. Se le scuole svedesi possono vantarsi di essere senza muri noi possiamo senz’altro vantarci di essere senza efficienza termica. L’anno scorso, grazie all’intervento del Vicesindaco Lisi, la classe energetica dell’edificio è tornata ad essere “Z“, dopo aver sostato per lungo tempo in classe “sulle soglie della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo“. Stufette elettriche e l’aggiunta di elementi ai termosifoni esistenti hanno permesso a dei solerti certificatori di passare con delle sonde ad altezza della testa (di un adulto in piedi) e di dichiarare che i 17 gradi sono una pacchia. D’altronde bambini… poi la giornata finisce e tornate in una casa calda (sempre che non siate teleriscaldati ovviamente). C’è gente che sta peggio e a fine giornata si deve costruire un Igloo.
20130910_112614Il problema, per come ho potuto constatare personalmente, è che bisognerebbe cambiare gli infissi. Non ci sono soldi? Ammetto che non me ne intendo di controfinestre, ma, ad occhio, i soldi che si spenderanno per quella stupenda struttura ludico-ricreativa chiamata PalaBertino potrebbero bastare. Se poi avessimo in uso tutti i danari buttati in TRC, Aeroporti strategici, e Paladebit avremmo potuto coltivare i ragazzi, il nostro futuro, con strutture e programmi all’avanguardia.

 
P.S.
Alzi la mano chi vuole vivere in un posto dove è indispensabile il Palacongressi, ma non il riscaldamento in un scuola materna. Tu.. si proprio tu che non hai alzato la mano, comincia a chiederti perché invece ci vivi.

Davide (oltremodo basito) Cardone

[@DadoCardone]

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la perla verde

Questo testo non apparirà mai né sui giornali né su altri media.

 

Non c’è destra ne sinistra, tantomeno il centro.

 

Non c’è “una parte” di cittadini, il _ partito _ partes.

 

C’è la politica ( polis etica: etica pubblica ) e la democrazia ( demos kratos: potere e popolo, il governo del popolo ).

 

I falsi ideali per cui il ceto basso ( la sinistra ), debba difendersi dal ceto alto e dal potere ( la destra ), mentre ci si riferisce ad un ceto medio del potere religioso ( il centro ), non hanno nessun riscontro nella società. Io posso essere cristiano o meno, avere un negozio o una attività imprenditoriale o esserne dipendente e nel contempo essere assolutamente povero, non indigente, ma non ricco. Idem e viceversa.

Non ha senso sentirsi identificati e difesi, rappresentati, da una parte di queste realtà.
Leggi tutto “la perla verde”

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