Parte Civile a Chi?

Riceviamo e pubblichiamo l’interrogazione del Consigliere Comunale Fabio Pazzaglia in merito alle azioni del Comune conseguenti alla vicenda Aeradria. Lo facciamo molto volentieri perchè, secondo noi, è piuttosto indicativa dei corto circuiti che si creano quando non ci si prende le proprie responsabilità politiche. In formato Jpeg anche la lettere a cui fa riferimento l’interrogazione.

La Redazione.

aeradriaNei giorni scorsi il Comune ha inviato la lettera in allegato ad alcuni liberi professionisti che hanno avuto rapporti di lavoro con la società che gestiva l’aeroporto. Parliamo di soggetti che, a differenza delle 19 persone sotto inchiesta, non sono coinvolti in nessun procedimento penale. Analizzando il contenuto della lettera salta agli occhi il secondo capoverso dove si scrive che il Comune è coinvolto in procedimenti penali e civili. La verità è un’altra: è il Sindaco e non il Comune ad essere coinvolto. Per quale motivo si fanno coincidere la posizione giudiziaria del primo cittadino con quella dell’ Ente comunale? Questi due profili andrebbero mantenuti rigorosamente distinti. E’ doveroso che il Comune di Rimini agisca per difendere i propri interessi. Proprio per questo, nel febbraio scorso, sostenemmo l’ordine del giorno del Consigliere Gioenzo Renzi, il quale proponeva di far costituire il Comune come parte civile nei confronti di chi fosse stato rinviato a giudizio nell’ambito del procedimento per il fallimento di Aeradria. Ordine del giorno che fu bocciato dai Consiglieri del Pd e dallo stesso Sindaco, il quale non ebbe imbarazzo a votare contro ad una richiesta che lo vedeva direttamente coinvolto. In quell’occasione facemmo notare il cortocircuito che si era creato tra Comune e primo cittadino. Ora questa lettera. Vogliamo sapere se è stata inviata anche al Sindaco e alle altre 18 persone sotto inchiesta. Se la lettera non fosse stata inoltrata anche al primo cittadino si configurerebbe una grave commistione tra il ruolo del Comune e la situazione giudiziaria del Sindaco. Il Comune deve o no poter agire liberamente nei confronti di chiunque, primo cittadino compreso? Il Sindaco è uguale o no a qualsiasi altro cittadino? Le azioni che il Comune compie quotidianamente, fino a che punto sono condizionate dalla situazione giudiziaria del Sindaco? Per quale motivo la lettera sarebbe stata inviata a persone non indagate e non a chi è sotto inchiesta? Se non è stato fatto, chiediamo che la lettera venga inoltrata anche al Sindaco e alle altre 18 persone attualmente sotto richiesta di rinvio a giudizio.

Fabio Pazzaglia

Gruppo Consiliare
Fare Comune

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Ritorno al Passato.

Nei giorni in cui in Italia si torna a discutere animatamente del diritto di legittima difesa, a Rimini torna in auge Casa Madiba Network, che si occupa di chi una difesa non ce l’ha contro nulla, nemmeno contro la negazione dei più elementari diritti. L’Ex Caserma dei Pompieri abbandonata in Via Dario Campana viene riassegnata, o meglio riconsegnata, a chi ne aveva fatto un faro nella nebbia per molti.

Forse non tutti ricorderanno che, in piena emergenza abitativa, con Rimini prima in Italia nella classifica degli sfratti, erano state sgombrate due occupazioni a fine abitativo, mettendo 17 persone in mezzo alla strada senza altra alternativa che una nuova occupazione, quella del Villino Ricci.

Il tema della legalità, o meno, di un’occupazione, anche se a fini abitativi, scosse la coscienza di molti Riminesi, fino ad allora inconsapevoli che gli immobili abbandonati della loro città erano comunque abitati dall’umanità invisibile, quella che si preferisce non vedere.

Se proprio vogliamo dirla tutta (e noi di Citizen abbiamo questo vizio) esistono anche dei precedenti giudiziari che smontano, a determinate condizioni, l’illegalità di un’occupazione. Ad esempio la sentenza n. 35580  del 26 settembre 2007, in Seconda Sezione Penale della Corte di Cassazione a Roma, proprio per un caso di occupazione abusiva ha decretato che:

«Rientrano nel concetto di danno grave alla persona non solo la lesione della vita o dell’integrità fisica ma anche quelle situazioni che attentano alla sfera dei diritti fondamentali della persona: pertanto, rientrano in tale previsione anche quelle situazioni che minacciano solo indirettamente l’integrità fisica in quanto si riferiscono alla sfera dei beni primari collegati alla personalità, tra i quali deve essere ricompreso il diritto all’abitazione in quanto l’esigenza di un alloggio rientra fra i bisogni primari della persona».

Sempre parlando di legge e legalità poi il 2 luglio scorso veniva rigettata la richiesta di sequestro del Villino Ricci in quanto la Dottoressa Sonia Pasini, lungimirante Giudice per le Indagini Preliminari, considerò gli occupanti in effettiva trattativa con l’Amministrazione. Il che vuol evidentemente dire che, pur riconoscendo il fumus delicti, esistono contingenze per cui la legge prevede alternative a se stessa. Se lo segni chi fa finta di non saperlo.

Chi ha fatto molto finta di non sapere le cose è stato il prode Primo Cittadino che ha allargato le braccia in Consiglio Comunale affermando di non poter far nulla per assegnare l’immobile a chi ne aveva bisogno, dopo che la sua amministrazione ne aveva incoraggiato il defenestramento. Improvvisamente si è persino preoccupato della Corte dei Conti, entità di cui non sembrava curarsi prima di redigere la lettera di comarketing per Aeradria o di assegnare il generoso contratto C a Sergio Funelli, capogabinetto senza laurea. Situazione per cui proferì la sibillina frase:

“teatrino in cui rispettare la legge non garantisce che non la si violi”

Per il caso della Caserma in via Dario Campana, si diceva, in prima istanza fu ritenuto necessario persino un bando.. cosa che avrebbe fatto diventare Rimini detentrice di un primato: la prima città al mondo dove dei disgraziati senza una casa, ne la possibilità di affittarne una,  hanno partecipato ad un bando (magari europeo) per riprendersi l’occupazione abusiva da cui erano stati cacciati. Della serie ho visto cose che vuoi umani….

Fortunatamente una robusta pressione politica da parte della Minoranza ha ricondotto l’Assessorato competente a più miti consigli. E’ stata infatti predisposta un’Istruttoria a cui hanno potuto partecipare anche i ragazzi di Casa Madiba Network, tramite l’associazione Rumori Sinistri. Sempre per dirla tutta: l’intenzione non era proprio di riassegnarla ai precedenti occupanti, infatti al primo turno dell’istruttoria si sono presentate tutte le associazione “allineate” di Rimini e provincia. Che poi, una volta capito che il progetto oltre a presentarlo bisognava autofinanziarselo, siano spariti tutti… beh di sicuro non sembrava essere nelle speranze dell’Assessore Lisi.

Nel pomeriggio del 21 settembre, alla vigilia dei 30 anni di Ritorno al Futuro, Casa Madiba Network, legittimata dalla legge oltre che dal cuore, ha ripreso possesso del suo passato. Senza nemmeno dover indossare una pettorina CIVIVO.

P.S.

Una nota a margine. Noi di Citizen eravamo presenti alla consegna delle chiavi e abbiamo fatto un giro per i locali. Se i 50 mila euro li avessero dati a chi si è sempre occupato della caserma forse si sarebbero visti di più. Una pitturata, un impianto elettrico a norma e un dispendioso impianto a condizionatori d’aria, senza predisposizione per fonte rinnovabile, sembrano serviti più che altro a dissimulare la confusione procurata.

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@DadoCardone

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Air Riminum: Chi controlla il controllore?

CatturaQuesta mattina Giulia Sarti,  Deputata del Movimento 5 Stelle, ha sottoposto in Parlamento, con un’interpellanza urgente, il caso dell’Aeroporto Federico Fellini. Come molti  ormai sapranno questo settembre ha portato con se la notizia che, in aprile, il TAR dell’Emilia Romagna ha giudicato il bando di assegnazione non valido, poiché mancante di una specifica richiesta di requisiti tecnici.

Lo so, abbiamo saputo a settembre una cosa decisa 5 mesi prima, ma pare che le fortune temporali del Dott. Corbucci e la della Dott.ssa Fincato non siano tutte qui. Oltre ai 5 mesi di parto la sentenza, ad oggi, non è stata ancora notificata ad Enac, di conseguenza il bando è ancora valido e in seguito, quando verrà consegnata, si potrà disporre una sospensiva, dato il ricorso al Consiglio di Stato. La legge ne dà facoltà.

Bene. Aspettando che le vie legali facciano il loro lungo e provvidenziale corso, oggi, dopo una miriade di interrogazioni sullo stesso tema bellamente ignorate, il Sottosegretario al Ministero dei Trasporti Umberto Del Basso De Caro ha risposto a nome del Governo. Avete presente chi è? Se lo cercate su google foto probabilmente lo trovate seduto a fianco di Laura Fincato nella conferenza stampa di Air Riminum, quella con il divieto di far domande, in cui la stessa Fincato leggeva al pubblico presente le scuse di Vito Riggio (Presidente Enac) che non era potuto venire.

Giulia ha ripercorso minuziosamente la storia dell’Aeroporto e del fallimento di Aeradria, facendo ben intendere come le interferenze politiche siano state fatali alla struttura, per poi arrivare all’attuale società e a tutti i dubbi che confondono chi ha interesse ad avere un aeroporto vivo, funzionale e funzionante. Infine ha chiesto (riassumo) cosa intendesse fare il Governo allo scopo di assicurarsi una situazione di legittimità per la struttura, visto che corrisponde ad un grosso pezzo dell’economia di un territorio.

La linea di difesa del Sottosegretario, non posso chiamarla altrimenti, è stata quella di affermare che le certificazioni le dà ENAC in quanto autorità aeroportuale, di conseguenza non possono che essere legittime.

Ma chi è che controlla il controllore? Questa domanda l’ha fatta anche la Sarti in Aula, non mancando di far notare che Laura Fincato non fa nulla per nascondere l’amicizia con il Presidente Enac, ne  la collaborazione con chi proprio in Aula è chiamato a rispondere per il Governo.

A questo punto devo aprire una breve parentesi. Amicizia e rapporti di collaborazione non sono indizi di colpevolezza, ne di malaffare, esiste però un problema di opportunità politica riconosciuto anche tramite regolamento nelle amministrazioni. Anche nel più piccolo dei Consigli Comunali, per esempio, se una persona ha direttamente a che fare con l’oggetto della votazione, per economia o parentela, si alza e non partecipa. Il problema dell’opportunità politica è più che mai presente a Rimini e raggiunge uno dei suoi massimi conflitti proprio sull’aeroporto, dove continuano a parlare, tra gli altri, persino gli indagati del precedente fallimento. Il territorio necessitava di trasparenza e tranquillità, non di ulteriori dubbi.

Il dubbio poi aumenta quando, nella rassegna stampa di oggi, leggo il Dominus dell’affare Air Riminum che fa lo spavaldo, nonostante vi sia una sentenza esecutiva indicante l’illegittimità del bando con cui è stato assegnato l’aeroporto. Corbucci ha  una conoscenza tale delle dinamiche legali che relega qualsiasi addebito a “chiacchere da bar”, nega fino a bisticciare con la stampa che l’aeroporto gli possa venir tolto e, nonostante i risultati peggiori di sempre, dice che l’aeroporto prima era una piadineria e oggi con lui diventa un ristorante “quasi” a cinque stelle. Forse qualcuno dovrebbe spiegargli che ha Rimini ci sono piadinerie che guadagnano molto più dei ristoranti.

Come detto le incertezze, soprattutto dopo atteggiamenti che sembrano tutto tranne che ponderati, sono tante, ma abbiamo anche qualche certezza. L’aver preferito (anche se fosse in maniera legale) una società che non aveva mai avuto a che fare con un aeroporto ha determinato un ritardo nella presa in carico della funzione, che l’annuncio di un  milione di passeggeri (o forse erano due?) non è stato in grado di colmare. Oggi nell’evidenza di un traffico peggiore non solo della “piadineria” da cui si prendono le distanze, ma anche con risultati inferiori del curatore fallimentare della piadineria stessa, i numeri sono molto calati e  si parla di 500 mila passeggeri.. che poi è il traffico fisiologico da sempre e da più parti identificato per lo scalo di Rimini. Non una grande innovazione, ma aspettate che l’aeroporto si trasformi in un Cine – Disco – Casinò e vedrete che risultati.

P.S.

Se il bando fosse stato fatto con una vincolante richiesta d’esperienza gestionale adesso staremmo parlando d’altro, sicuramente di altri numeri. Il calo passeggeri, nell’estate metereologicamente migliore da quattro anni a questa parte, ha sorpreso molto i “creativi della Finanza” che, non avendo mai gestito un aeroporto, avevano fatto piani contando su risultati completamente diversi. A quanto pare AiRiminum SPA dovrà aspettare ancora un po’.

Qui sotto il video integrale dell’Interpellanza e della replica dopo la risposta:

 

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@DadoCardone

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Consigli alla frutta e Lungomari immaginari.

Spidergnass
spidergnass

Cosa vi viene in mente se parlo di doppia convocazione, con prima data andata deserta? Un’asta, vero? E invece no. Di recente anche i Consigli Comunali funzionano così. Da quando? Da quando il Primo Cittadino non ha più una maggioranza a garantirgli il numero legale ed allora il fido Gallo Bifronte chiama due date consecutive in modo che, alla seconda chiama, le cartoline del Sindaco possano passare con un quorum ridotto ai due terzi. Saluti da Rimini.

Ieri, mercoledì 5 agosto, è successo per l’ennesima volta. In discussione il bilancio di Rimini Holding, bilancio previsionale presentato quando oramai è quasi ora di dare quello definitivo, e la delibera sul Parco del Mare, cavallo di battaglia della Giunta … beh cavallo … forse ronzino è una migliore definizione. Quello che si è voluto far passare a tutti i costi ieri non è nient’altro che un atto di indirizzo per stimolare le dichiarazioni di interesse degli operatori verso i rendering del Lungomare (di Misano).

Il gioco funziona così. Sono anni che dicono di voler rifare il lungomare, che non possono per via di Bolkestein e Demanio, ma appena “sdemaniano”… vedrai che roba! Nell’ottobre del 2013 parte il federalismo demaniale e il Taglianastri esulta a quotidiani riuniti “Finalmente!”. Però c’è un problema riguardo all’unica vera zona di interesse per Gnassi & Friends, parti fondamentali del Triangolone del Porto non possono essere accumulate al federalismo demaniale. E’ una disdetta perché accordi e soldi ci sono solo per quella zona e infatti, nei rendering visti in questi anni, solo da quelle parti si riconosce una qualche spinta creativa, il resto è tale è quale al lungomare di Misano, anzi.. in alcune immagini è proprio quello.

Dato che per gli sfigati fuori dalla zona pregiata non ci sono progetti veri, ne soldi, se proprio vogliono un lungomare nuovo se lo devono pagare e qui si entra tra le pagine di un vero e proprio racconto fantasy. Secondo gli intendimenti di Maurizio Ermeti, praticamente Presidente senza concorso del Piano Strategico, Operatori Balneari, Albergatori e Chioschisti si dovrebbero mettere d’accordo tirando fuori dalle loro saccocce i soldi per rifare il lungomare. In cambio diritti di sfruttamento della superficie sdemanializzata per 50 anni (o forse mille di solitudine, chi lo sa). Chiaro che per tirare fuori dei soldi (non pochi) bisognerebbe avere una gran fiducia di questa Amministrazione, atteggiamento che ultimamente non sembra andare per la maggiore. Per quanto riguarda i bagnini poi stiamo parlando di un vero e proprio atto di fede, in quanto a loro si chiede di rinunciare alle risorse con cui potrebbero presto dover concorrere per riprendere la concessione della loro spiaggia. Certo … a meno che non vogliano diventare noleggiatori di risciò o venditori di grattachecche con i loro costosi diritti di superficie.

La fiducia è una cosa fondamentale in certe operazioni. Quando si parla di certi progetti e di certi esborsi finanziari anche al romagnolo più piddino (ammesso e non concesso che il PD sia ancora il partito di Gnassi) si fa passare la febbre da tifoso e guarda le cose come stanno. L’evidenza, per chiunque, è che questa Amministrazione sarebbe stata più produttiva perfino se guidata da Cetto La Qualunque, anche se a molti, in alcuni frangenti, sembrerà di averlo votato davvero. TRC, Aeradria, Colonie, Ciclabili, Cittadella dello Sport, 105 Stadium queste solo alcune delle incompiute, ma se ci dobbiamo far venire in mente qualcosa di portato a termine in questi lunghi quattro anni si fa veramente fatica. Qualcuno dirà il Filadritto e bisogna ammettere che i cartelli sono straordinari, ma per il resto è solo ordinaria amministrazione, non ci confondiamo.

Dopo 4 anni siamo ancora gli atti di indirizzo che, va detto, non sono uno strumento urbanistico, ma dei pagherò (se mi rieleggete). Ecco dunque che la possibilità di riporre fiducia (e soldi) nella banda Gnassi svanisce nella contingenza e nella realtà fuor di slogan. Niente paura però, esiste sempre la velata coercizione del “qualcuno ci starà, gli altri si adegueranno”, che sottintende il “noi ci abbiamo provato, ma voi avete troppo gufato”. E’ il pensiero di una generazione di politici nati in un partito troppo forte e troppo intrallazzato per accettare il confronto con chicchessia, da qui la riduzione del processo partecipativo alla sola rappresentazione mediatica, come tutto il resto.

Ricapitolando. Ieri un Sindaco al 4 anno abbondante di mandato, delegittimato dalla sua stessa maggioranza, ha imposto, con il trucco burocratico del quorum ribassato ai due terzi, un atto di indirizzo per cercare di stimolare l’interesse su una delle sue principali linee programmatiche. Abbiamo già sentito di amministrazioni che si riservano i lavori pubblici migliori in prossimità delle elezioni. Rimini non è così fortunata, per lei a 8 mesi di una nuova tornata elettorale ci sono solo disegnetti, selfie festaioli e tirate di culo.

P.S.

D’una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.
[Italo Calvino]

 

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Coniglio.

20150522_3168Dopo il mancato recapito del materasso nella Casa Comunale l’affare di Casa Madiba finisce in Consiglio. Presenti per l’occasione una  discreta quantità di Forze dell’Ordine, gli Attivisti sgomberati e una Giunta al gran completo con la sola eccezione dell’Assessore Sara Visintin, anello debole dell’Amministrazione che riesce a far sembrare persino Gennaro Mauro un uomo di sinistra.

Immancabili le interrogazioni sui fatti di questi giorni, come non sono mancate le reazioni scomposte del Sindaco, d’altronde ha un pubblico da accontentare. Ormai si sa l’odiens si accontenta di poco, basta che sia una scenetta semplice e soventemente ripetuta, un po’ come quelle sitcom delle quali sai esattamente  dove vanno a parare le battute, ma per abitudine ridi lo stesso. Se c’è una cosa di cui puoi essere sicuro è che Gnassi, sotto stress, offende chiunque gli capiti a tiro in maniera piuttosto infantile.

20150522_3216Questa volta è toccato me. Dopo che il Consigliere Tamburini ha letto in Aula il pezzo “Tanto Tuonò”, il Primo Cittadino non ha potuto fare a meno di chiamarmi Coniglio. Lo ammetto … non sono stato abbastanza pronto da fargli uno “specchio riflesso” o qualsiasi altra cosa si usa all’asilo, ma a mia parziale discolpa bisogna sicuramente considerare il fatto che, appunto, era dall’infanzia che non mi si affrontava in maniera tanto puerile.  A parte che anche “affrontare” è un parola grossa considerato che  l’aggettivo è stato pronunciato a mezza bocca, dallo scranno di Sindaco, in pieno Consiglio Comunale e subito ritrattato al “come?” di Tamburini.

Dunque si arricchisce il repertorio dell’ex Golden Boy. Dopo “la palla è mia”, “ho firmato a mia insaputa”, “la corte dei conti non conta”, “mamma ho perso l’aereo” e “porta rispetto che non sei a casa tua”, aggiungiamo anche “non ho detto coglione, stavo tossendo”. Una hit di successi e noi di Citizen non ce ne siamo persi nemmeno uno (che culo).

Bz51iRYoIEVuljASrSueFfNAGRkNdvfS96jiuQbMGCIAltra chicca del repertorio Gnassiano è il numero del “miracolo consiliare”. Forse non tutti sanno che le porte del Consiglio Comunale sono un varco spazio dimensionale dove la realtà spesso cambia. Lì dentro abbiamo assistito, per esempio, al “Miracolo del ponte Coletti”, che da pontaccio di ferro già deliberato si è trasformato in ponte normale. Qualcuno ricorderà anche la “prima dichiarazione di guerra al cemento” dove il veto di un semplice cambio di destinazione venne impunemente spacciato per la pietra miliare della traiettoria sindacale: da questo puntino sull’asse dell’Adriatico, voleva combattere milioni di metri cubi che nessuno aveva più i soldi per costruire…. Meno male che Acquarena e le sue palazzine Soviet hanno restituito l’immagine vera della supposto cimento al cemento.

20150522_3181Ieri, ancora una volta, i “confini della realtà” hanno fatto il loro dovere. Improvvisamente Gnassi, dopo aver sostenuto che la Corte dei Conti è un “teatrino all’italiana”, dopo essere stato per lungo tempo la ragione per cui il CDA della fallita Aeradria non cadeva, dopo aver condonato ruote panoramiche abusive…. Dopo tutto ciò (e altro ancora) si è dichiarato ligio alle regole e impotente di fronte ad atti dovuti della Procura contro di Casa Madiba Network. Ha solo tralasciato che l’evidenza dell’atto dovuto è stata procurata dai suoi uffici.

rf8o6wwxdsrsGwmwHZbjc2czfNXv2_nVBVTNJLdZcNkConcludo con due righe di cronaca. Ieri, alle interrogazioni sull’emergenza per i 15 senzatetto provocata dagli sgomberi, risposte non ne sono state date. E’ probabile che, secondo quanto dichiarato dal Vice Sceriffo Gloria Lisi, l’immobile in via Dario Campana verrà usato per la stessa funzione, ma assegnato a mezzo bando, magari uno di quelli a procedura ristretta, solo con gli invitati che piacciono all’Amministrazione. Il prode Gnassi, dopo essere stato duramente contestato da Fabio Pazzaglia  e dagli attivisti di Casa Madiba, è uscito dal Comune per continuare a discutere, tra una cornice di Celerini, più numerosi dei cristiani.Comunque ha trovato solo persone con ancora la voglia di ragionare a dispetto delle sue supercazzole. La tattica del “martire sputazzato” alla Salvini non ha potuto avere luogo.

P.S.

Esistono cinque categorie di bugie; la bugia semplice, le previsioni del tempo, la statistica, la bugia diplomatica, e il comunicato ufficiale.” [George Bernard Shaw]

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AiRiminum e il centro commerciale Fellini.

Ve lo dico subito. C’è da leggere, perciò mettetevi comodi.

Sabato pomeriggio alla conferenza “Airiminum Incontra” c’era anche il vostro inviato Citizen preferito. Mentre tutta la stampa era stata messa in punizione, io me ne stavo comodamente seduto tra Vescovi, Politici e Comandanti in quella che, anche sull’invito, veniva chiamata zona sterile. Non scherzo, l’hanno definita proprio così. Tra l’altro non capisco come non mi abbiamo individuato subito visto che il mio reddito, lì in mezzo, stonava anche senza essere dichiarato. Mi avranno preso per un eccentrico.

L’intento della conferenza, presumibilmente, era quello di tranquillizzare chi decide per il territorio e fare un bel brindisi per l’arrivo di un nuovo aereo. A Rimini un brindisi per ogni aereo si può fare, data la cadenza, se lo facesse anche un aeroporto piccolo come Orio al Serio, con i suoi 50 voli giornalieri, capite bene che la dirigenza dovrebbe iscriversi all’Anonima Alcolisti.

Ha aperto la conferenza Laura Fincato che Vito Riggio (Presidente Enac), nella sua lettera di scuse per l’assenza, identifica come Onorevole nonostante non lo sia più dall’87. Non che abbia lasciato i luoghi di pratica politica, ci mancherebbe, come lei stessa dichiarò in occasione della sua Candidatura a Sindaco di Venezia è una delle fondatrici del PD.

Non divaghiamo. Con un tailleur fantasia occhio di pernice in nuance arancione, oltre ad aver decretato il ritorno degli anni ’60, ha esordito usando termini inglesi, forse in onore dell’aziendina milanese che ha tirato su la baracca. Ha parlato di Speech (che poi sarebbero i discorsi) e…. lo sapevate che quelli di Airiminun ci hanno tirato un Joke? Sì, ci hanno fatto uno scherzone. La decisione dell’inaugurazione il primo di aprile non è stata una cappella mediatica. No! Lo scherzo era che l’aereo è atterrato davvero. Su, non fate quelle facce, il senso dell’umorismo varia di persona in persona. Fate come me, immaginate una giovane e goliardica studentessa Fincato che, abilissima, sostituiva i Croissant alla marmellata di ciliegia con quelli alla marmellata di albicocche e poi osservava segretamente le reazioni al Joke. Che risate.

20150509_161613Comunque sia ha parlato molto di trasparenza e collaborazione. Sapete cosa? Io sulla trasparenza le credo. Infatti seduto al suo fianco c’era Umberto del Basso de Caro, il suo conflitto di interessi. Il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di cui Laura Fincato è Consigliere Esperto (un consulente) a gratis, era seduto li, pacifico, ad aspettare il suo turno per parlare. Questo non ha assolutamente provocato commenti tra il pubblico (sterile), proprio nessuno. Fidatevi.

Il turno successivo è stato quello di Leonardo Corbucci e le sue slide, stile molto apprezzato dal Primo Cittadino che, come risaputo, le usa come panacea di tutti i bilanci. Dopo averci condotto in vetta alle sue intenzioni con slide sul ciclismo e richiami a Pantani, ci ha fatto atterrare malamente con metafore sugli affittuari.  Eh già perché Airiminum mette dei soldi, finora pochi, per pagare un affitto, ma il padrone di casa è Enac e a lui spettano le manutenzioni straordinarie, affermazione formalmente corretta fino a che le slide non ci hanno condotti nell’incubo di un centro commerciale aeroportuale.  Gaming (?), ristorazione, palestra, discobar, rassegne cinematografiche, eventi musicali, non ho visto però i Compro Oro e i massaggi cinesi, quelli sì cha fanno cassa.

A questo punto vi starete chiedendo: e i voli? Qui arrivano le vere pagine dolenti. A dispetto di un’unica novità, i voli cargo da sempre consigliati a voce bipartisan, il resto del piano strategico sembra partire da un programma strategico di Gnassi. Vengono considerati come un dato di fatto il milione di passeggeri che Aeradria avrebbe raggiunto con la sua gestione. Anche se nella presentazione ne vengono contati 900.000, probabilmente per non richiamare alla memoria il precedente fallimento. La cronaca giudiziaria ha già ampliamente disquisito di quanto quel numero fosse stato gonfiato dalla tecnica piuttosto aggressiva del comarketing. Dunque uno dei fondamentali di questo piano è dubbio, ma ve ne sono altri. Sembra infatti voglia costituirsi un fronte comune tra tutte le realtà in curva negativa del nostro territorio: Fiera, Gros, Palas di Rimini, Palas di Riccione, TRC (e non lo vuoi fare un altro sfregio fino all’aeroporto?), il che non sarebbe male se fosse un sistema di contenitori comunicanti, ma nell’opinione di molti ognuno di questi luoghi vive la sua personale decadenza, quando addirittura non si tratta di volo pindarico. Nella presentazione in oggetto poi si considerano queste infrastrutture come un qualcosa da cui attingere, come dire non lo prendi un aereo da Milano per venire alla fiera di Rimini? No. Ma non lo dico io. Lo dice la precedente esperienza di Aeradria e lo dice il fatto che ormai i weekend di fiera sono corti perché, dati i tagli ai budget di qualsiasi azienda italiana (Aziende come Prada hanno tagliato anche sui buoni pasto dei dipendenti), non si fanno più i fine settimana a mignotte e champagne “che tanto metto tutto nelle spese”. Il nuovo metodo è “toccata e fuga, ma solo se serve, macchina a gas o treno regionale, scegli tu”. Chiaro che non si può sempre ragionare in termini di recessione, ma non mi pare che l’attuale Governo ci stia indirizzando verso il nuovo “miracolo italiano”, anzi.

Rimangono i collegamenti turistici di cui, lo dico sinceramente, non ho colto il piano. Anche in questo la strategia, o meglio quello che è stata rappresentata come tale, sembra appollaiarsi su dati che la riguardano, ma anche no. Il fatto che la Riviera possegga 110km di spiagge e 3500 alberghi valeva anche per Aeradria, è valso per il Ridolfi di Forlì e varrà sempre per Bologna, ma questa non è una strategia … è la speranza che qualche briciola cada dal tavolo. Su questo argomento mi aspettavo qualche parola da Raffaele Ciuffoli, Consigliere rappresentante del territorio e soprattutto titolare del Tour Operator Ital Camel, ma non ha proferito favella.

Altro personaggio silenzioso è stato Roberto Montesi, membro del CDA, che porta con se una particolare realtà. Montesi è patner della società LS Lexius Sinacta, associazione tra a avvocati e commercialisti la cui missione sociale sono consulenze d’alto livello. Per intenderci la LS sta curando la quotazione in Borsa dell’aeroporto Marconi di Bologna e ha assistito Hera nella recente modifica statutaria del Voto Maggiorato (robaccia del “Decreto Competitività” per favorire l’accesso al mercato di capitali di rischio). Il Consigliere in oggetto si distingue, tra le altre cose, per essere Sindaco Revisore incaricato dal Ministero della Salute per l’ASL di Napoli e Presidente del collegio liquidatori della Margherita di Rutelli.

La parola finale, come da prassi Istituzionale, è stata lasciata al Sotto Segretario Del Basso de Caro che, dopo aver ricordato che il sud d’Italia è un macello, ha considerato che a Rimini le cose non vanno poi così male e che possiamo ancora sperare nel turismo cinese. Parole che hanno infuso una grande fiducia in tutti gli sterilizzati. Ovviamente l’affermazione è ironica, dalla seconda fila in poi si parlottava parecchio.

E’ sicuramente vero che i piani  industriali per una azienda privata possono contenere dati sensibili che potrebbero essere oggetto di furti e/o compromissioni, ma dal non mostrare quanto di riservato c’è nei propri piani, al pretendere che ci si fidi di una dichiarazione di intenti piuttosto generale, passa un bella pretesa. A questo punto però vale la pena di farsi una domanda: perché questa opinabile apertura e tutto questo parlare di trasparenza e collaborazione? Formulo una modesta ipotesi, ma prendetela per quel poco che vale visto che non sono un esperto di aeroporti, ne di finanza creativa. Considerato che il piano di sviluppo (se fosse veramente quello mostrato) non pare valere l’investimento, l’Aeroporto Internazionale Federico Fellini acquista interesse più che altro in merito ai capitali che può attirare. Ovvio che cattiva pubblicità e degli scocciatori a 5 Stelle, si sono messi in testa di sorvegliare, possono create delle difficoltà. Che i 5 stelle diano fastidio è abbastanza evidente visto che in una cartellina consegnata all’uscita, tra le altre amenità, era riposto un intero fascicolo di risposte a Giulia Sarti.

P.S.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno in questa vita sono ignoranza e fiducia; e il successo è assicurato.

(Mark Twain)

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@DadoCardone

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Salva Sindaci

Doveva succedere.

E’ una considerazione quasi stupida, ma dalle grandi conseguenze: il potere tende a preservare se stesso (che poi è anche il motivo per cui un terzo del pianeta mangia sulle spalle degli altri due terzi). Potremmo  scomodare  massimi sistemi di applicazione di questa legge universale, ma usciremmo dalla missione di Citizen, che è quella di parlare di Rimini, anche se poi sarà necessario partire da un po’ più in alto.

In questi giorni infatti tra gli emendamenti della legge Madia, legge delega, spunta un nebuloso nuovo comma g-quater, scritto nell’emendamento 13.500, dove in pratica si chiede al Governo di “rafforzare il principio di separazione tra indirizzo politico-amministrativo e gestione anche attraverso l’esclusiva imputabilità agli stessi della responsabilità amministrativo-contabile per l’attività gestionale”.

Che vuol dire sta roba? Tradotto da chi ne sa potrebbe voler dire che in nome dell’autonomia dei dirigenti, i politici non potrebbero essere chiamati in questi casi a rispondere di danno erariale. Tradotto ancora meglio? Un bel salvacondotto per Sindaci e Assessori (e magari Presidenti di Provincia) che potrebbero fare una risata in faccia, magari con effetto retroattivo, alla Corte dei  Conti.

Certo, detta così, viene subito in mente Matteo Renzi, che il 15 luglio prossimo si dovrebbe fare un altro giretto dai magistrati toscani per i fatti relativi alla sua Presidenza della Provincia. Non  occorre però sparare così in alto per scoprire come il compimento di questo emendamento farebbe la gioia di un gran numero di persone, per lo più sindaci.

Eccoci a Rimini. Secondo voi qualcuno potrebbe gioire di questo regalo? Anche noi siamo forniti di Primo cittadino con annessa condanna per danno erariale, la famosa nomina di Funelli con contratto non conforme al profilo del dirigente. Non bisogna però pensare che il gioco si limiti a questo. Qualche migliaio di euro da restituire non sono un gran disturbo per una persona benestante, tanto benestante da non aver mail lavorato (pur esibendo scintillante partiva iva).

Magari ai suoi assessori scoccia un po’ di più l’esborso, ma a Rimini ci sono in gioco partite molto piùpericolose, come il TRC e l’aeroporto, che nel migliore dei casi sono incubatrici di enorme danno erariale. Se per il TRC si è mossa la magica macchina dell’Area Vasta, che tutto ingloba e tutto perdona, a costo di portare a termine il campo da bocce più lungo d’Europa, non si può dire altrettanto per Aeradria. La patata bollente, che continua ad essere passata nelle mani ormai ustionate di un sacco di autorità, prima o poi dovrà cadere a terra e qualcuno dovrà spiegare in che conto si mette la perdita di milioni di euro di proprietà pubblica di una struttura “strategica per il territorio” (cit.), mica il Palas.

L’emendamento, va detto, è così fumoso che probabilmente i decreti attuativi potrebbero persino migliorarlo, ma è chiara l’intenzione di rafforzare il principio già in uso della “esimente politica”, ossia quello che ammorbidisce la responsabilità dell’Amministratore per scelte che sono frutto diretto del ruolo. Che una cosa del genere venisse fuori da una compagine guidata da chi si considera una specie di Sindaco d’Italia era abbastanza prevedibile. Ciò però non vuol dire che non sia preoccupante, anche in considerazione dell’ormai abitudine politica di assumere un improprio ruolo imprenditoriale, senza peraltro subire le limitazioni e le conseguenze di chi imprenditore lo è veramente.

P.S.

Pare (e dico pare) che dalle parti di Air Riminum  siano partite denunce nei confronti di chi ha ipotizzato comportamenti non conformi ad una regolare acquisizione dell’Aeroporto. Sicuramente  sarà  tutto regolare, ma io l’aeroporto continuo a vederlo chiuso, nonostante tante rassicurazioni in senso contrario. Ci vorrebbe l’invenzione della “esimente cittadina” per cui lo stimolo, anche provocatorio,  non fosse punibile in quanto un cittadino difficilmente può abbandonare la sua condizione di permanente incertezza quando si parla di decisioni politiche.

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@DadoCardone

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Il Segreto di Pulcinella.

Aeroporto_Rimini-MiramareAeroporto. Sembra che il sistema Rimini stia per cadere in testa a chi l’ha creato, ma non diamoli per vinti. La legge si è presa il suo tempo perché quel casino di Aeradria sembra il vaso di Pandora, più ci guardi dentro e più ci trovi guai. Evidentemente oltre a quello che è stato detto, cose che sappiamo già, è spuntato fuori altro, qualcosa che si deve ancora decidere come trattare. Non a caso la maggior parte degli articolisti ha concluso con “non sono escluse ulteriori sorprese” ed io dubito parecchio della coscienza collettiva giornalistica.

Chi conduce le indagini ha dunque chiamato, plausibilmente con l’inchiesta, il reato grosso, quello che ti fa ottenere altri sei mesi. Parliamoci chiaro … sembra improbabile che non sappiano tutto quello che c’è da sapere sull’aeroporto. Chi è stato messo alle strette se l’è sicuramente cantata come un tenore professionista, nessuno in questa storia ha la tempra di un criminale vero (e anche quelli alla fine parlano). Forse qualche sentiero è sbucato lontano dall’aeroporto.

Quelli che guardano a Rimini senza l’illusione di trovarsi di fronte alla terra promessa, sanno benissimo cosa sia ipotizzabile. La commistione tra politica e imprenditoria ha creato Partecipate mostro, con la promessa che i soldi pubblici non dovessero  finire mai. Badate bene che non stiamo parlando solo dell’Aeroporto. La Fiera, Il Palas, Il TRC , l’Aeroporto e molti alti progetti si basano tutti sul miraggio della “Destagionalizzazione” di Cagnoni. Questo piano, che vorrebbe Rimini tutto l’anno con un’utenza simile a quella estiva, non è più valido nemmeno d’estate, poiché anche il turismo sembra ormai in metastasi avanzata da politica.

Ritornando all’aeroporto, metafora più che efficace di questo malinteso senso dell’imprenditorialità, possiamo sicuramente affermare che la sua tara esatta erano 500 mila passeggeri l’anno e ne siamo sicuri per via del periodo in il curatore fallimentare Santini ha diretto la struttura. Con quel numero di passeggeri, fisiologicamente reale, l’aeroporto finisce anche per guadagnarci. La politica di Rimini però, quella per cui  4 amici al bar decidono tutto, voleva altro, voleva almeno un milione di passeggeri con cui riempire Palas vuoti, alberghi degli anni ’50 e stupidi trasporti costieri (tutto l’anno). Si scrive indotto, ma si legge volo pindarico.

L’unico modo per riuscirci era il comarketing, tattica aggressiva e per questo vietata a norma di legge. A Rimini però, come detto, comanda l’incesto politico-imprenditoriale quello che: se vicino a “indotto” ci metti l’aggettivo “strategico” può realizzarsi qualsiasi cosa … pure che se strofini lo spritz esce il genio della lampada. Così ci si inventò Air, la partecipata della partecipata, lei sì che poteva staccare biglietti con il comarketing. In un attimo 500 mila poltroncine volanti in più, anche se vuote.

Da questo fondamentale errore che affonda le sue radici nel distacco dalla realtà e nella supponenza, si è scatenata una spirale di sbagli, per coprirne altri, un po’ somiglianti alla palla di neve dei cartoni animati, quella che rotolando diventa gigante. Ma quelli che ci hanno indicato i titoli di giornale sono colpevoli o no? Sicuramente di stupidità e inadeguatezza. Nessuno mi potrà mai convincere che chi causa un buco di 54 milioni di euro sia intelligente e a scavare questo buco hanno partecipato tutti, anche convintamente.

Il problema principale  (non che il Fellini non sia un problema vero) è che Rimini funziona tutta così, proprio come quell’aeroporto.  Forse non tutti se ne sono accorti, ma sui giornali di domenica c’era un vero e proprio identikit del sistema Rimini. Basta ridimensionare al loro vero ruolo pedine come Masini, aggiungere un Melucci e un paio di banche, ecco come funziona Rimini. Praticamente il segreto di Pulcinella, anche se preferiamo non vederlo lasciandoci distrarre da Sindaci che impiantano ruote abusive (che nei selfie vengono meglio della casa di  Rosa e Olindo).

P.S.

Air Riminum non vende le quote manco con i saldi della Befana, Gnassi improvvisamente si accontenta dello scalo di Bologna, Enac non certifica per via dei ricorsi, i lavoratori di Aeradria non possono nemmeno ritirare il modulo della cassa integrazione …. Tranquilli … l’Urp mi ha confidato che con il treno possono arrivare anche 5 milioni di passeggeri.

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@DadoCardone

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L’aeroporto abbandonato. [di Dado Cardone]

 

aeroportoNella storia dell’Aeroporto Internazionale Federico Fellini di Rimini c’è sempre qualcosa che stride fastidiosamente. L’ombra sul bando, gli strani comportamenti di Enac, l’aeroporto dato in svendita, ma non tenuto aperto, situazioni che si  rinforzano  oggi con una nuova occasione di atroce dubbio.

Sono anni che le istituzioni locali, quelle che a parer nostro sono le maggiori responsabili  del disastro Aeradria, gridano ai quattro venti che l’aeroporto doveva (e deve) stare aperto qualsiasi sia il costo. L’Aeroporto è un prestigio e rappresenta un indotto a cui il territorio proprio non può rinunciare, tanto che qualcuno evoca la morte di Rimini se le cose dovessero andare storte. Il rischio che le cose vadano peggio di come sono andate fino ad ora c’è, perché l’apertura di un contenzioso dilaterebbe pericolosamente la chiusura forzata e si sa che le linee aeree sopra ad ogni cosa chiedono continuità di servizio.

Ma allora … perché ripagare con l’indifferenza chi per iniziativa personale tiene aperta la famosa cornucopia da un milione di passeggeri? Ci riferiamo all’Aero Club di Rimini che ha ottenuto la gestione provvisoria dell’aeroporto per quanto riguarda i voli dell’aviazione generale. In parole povere una continuità operativa che, anche se non tratta voli di linea, eviterà a chiunque ottenga il bando di trovare ad attenderlo un “campo di patate”.

Con un  Comunicato stampa di oggi Aero Club, ente  morale no profit gestito da volontari, lamenta la totale latitanza di tutti gli interlocutori Istituzionali che, in questo caso, dovrebbero banalmente aiutare a trovare contributi  per l’ovvio maggiore dispendio di risorse umane e finanziarie. Pare però che dopo aver svenduto in saldo un aeroporto si sentano tutti assolti da successive incombenze.

Ancora una volta quello che si dice è diverso da quello che si fa ed  è sempre spettacolare trovare ai piedi di slogan così grandi uomini così piccoli, quasi un miracolo della natura. Un frinire di cicala da 100 decibel , ma proprio come per l’insetto il canto dura giusto il tempo della soddisfazione di interessi immediati. Una volta in Romagna era pieno di formiche.

P.S.

Aspettiamo di essere messi di fronte al fatto compiuto per capire se nella compagine finale ci sia nessuno di collegato a Carim, Fiera o Riminini Holding. Sarebbe piuttosto antipatico scoprire che personaggi del territorio, magari proprio quelli che parlano di indotto, lo abbiano preferito chiuso per prenderlo in saldo (con tutte le conseguenze del caso).

Il 23 si vota.

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@Dado Cardone.

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L’Aeroporto chiude, ma voi state tranquilli. [di DadoCardone]

L’aeroporto è fallito, non ieri, un anno fa. Lo ricordiamo perché dalla campagna mediatica si capisce il contrario e sembra quasi che il Tribunale si sia irrigidito di fronte a qualsiasi possibilità, rinunciando anche a quelle praticabili … chiudendo un occhio.

Summus Ius, summa iniura.

Lo scrive C. Andrea Bernabè sul Resto del Carlino. Il massimo del Diritto, il massimo dell’ingiustizia. Somma citazione dal latino che però sta a  indicare  una cosa diversa: se tu sei andato a  fare moneta  per il parchimetro, trovi il  vigile che ti sta facendo la multa, gli fai notare la faccenda del cambio e lui ti fa la multa lo stesso.. beh allora quello è il caso.

Diverso se  un aeroporto sta andando così male (milioni di debito solo con l’ultimo anno di gestione, senza contare le truffe ai danni dello Stato scoperte in seguito)  che i soci pubblici tentano di rifinanziarlo in barba alle norme sul finanziamento pubblico, senza peraltro toccare il CDA colpevole. Cosa che ha attirato, inevitabilmente, le attenzioni del Tribunale.

Qui però “il vigile” non ha nemmeno ancora tirato fuori il blocchetto. La fase successiva è stata il Concordato, in cui i Soci Pubblici, Provincia e Comune, hanno chiamato in causa dei consulenti, Ambromobiliare, con un cliente, Eurafrica Merchant,  e delle garanzie non sufficienti a chiudere la faccenda. Fallimento.

Qui il Vigile ha individuato l’automobile e ha la punta della penna pronta a scrivere mentre si guarda intorno per individuare il proprietario. In questa fase il curatore fallimentare, il Dott. Santini, tiene attivo l’aeroporto e formula l’ammontare del conquibus necessario ad aggiudicarsi il suo bando. Diciamo il “suo” perché, in contemporanea,  ve n’è un altro, quello di Enac, a cui partecipano, con la nuova società Air Riminum, gli stessi consulenti che non erano riusciti a superare il concordato.

Perché partecipare al bando Enac e non a quello di Santini? La ragione più semplice sembrerebbe essere il fatto che Enac si vendeva solo le piste e non i resti di Aeradria, dipendenti compresi.  A ben guardare però anche avere nella propria compagine Laura Fincato, consulente del Ministero dei Trasporti, sembra favorire migliori rapporti con Enac.

A questo punto il vigile sta scrivendo la targa, arriva qualcuno e il dialogo successivo sarebbe più o meno questo:

“Agente sono qui non mi faccia la multa”

“Non ci conosciamo io e lei?”

“No… mi avrà visto mentre davo consulenze sui parcheggi”

“Lasciamo perdere. E’ sua la macchina?”

“No, è di miei amici”

“Di chi scusi?”

“Non lo posso dire, ma posso pagare per loro”

“Bene mi faccia vedere il tagliando di parcheggio”

“Non ce l’ho”

“Mi faccia vedere le monete allora, se è vero che era andato a cambiare.”

“Non le ho, ma i miei amici possono pagare per il parcheggio per loro macchina e per quelle di tutta la via”.

A questo punto il Vigile, la multa la farebbe o no?

In una situazione come questa la trasparenza sarebbe il minimo delle condizioni richieste. Già esistono pesanti dubbi. Una società che si era già presentata al concordato apre un’altra società, 4 giorni prima della gara di bando, in cui il Presidente è un dipendente del Ministero dei Trasporti: non sarà una congiuntura poco chiara, ma così appare.  Sarebbe consigliabile che Air Riminum, o comunque si chiami questa settimana, facesse i nomi dei fantomatici soci. Si dice che sia impossibile per ragioni di origine anche commerciale, ma più probabilmente dovremo tutti essere messi davanti al fatto compiuto e a dei soci che…

Per ritornare alle colpe del Tribunale. Titoli di pochi giorni fa asserivano convintamente, come cosa già fatta, che un Commissario Enac avrebbe preso in carico la gestione provvisoria dell’aeroporto, mentre il giorno dopo non c’era più nulla da fare. Perché? Che cosa è successo in un giorno solo  che mesi di preparazione al problema non avevano considerato? Voglio dire, se si fosse trattato solo di una posizione giuridica sarebbe stata già conosciuta il giorno prima, non stiamo mica parlando di amici che giocano a  Risiko!

Va da se che le condizioni di partenza sono due: o la notizia era vera, o era falsa. Fosse stata vera la causa del repentino dietrofront è da ricercarsi in una garanzia disattesa chiesta da Enac o dal Tribunale. Fosse stata falsa ci troveremmo di fronte al solito gioco delle pressioni politiche, anche tramite stampa, già viste per tutto il tormentato percorso di questa faccenda. Scegliete voi quale scenario preferite, a parer nostro entrambi aprono a conseguenze inquietanti.

Secondo l’opinione dello scrivente, poco importante ai fini questa faccenda, il Tribunale non ha applicato il Summus Ius, ma è stato messo nelle condizioni di non poter far altro  che… il tribunale. Di fronte all’incertezza e ad attori su cui non si può far affidamento, l’unica possibilità è applicare la legge, niente di più, niente di meno.

Le reazioni a tutto ciò sono le solite. Air Riminum ci dice di star tranquilli che i soldi li hanno, il Pre-Sindaco (Sindaco e Presidente di Provincia) dice di aver fatto il possibile per fidelizzare i russi anche oltre al periodo di chiusura, Enac dice che farà il più presto possibile per assegnare definitivamente lo scalo, la UIL chiede un passo indietro alla politica e Vitali emigra in Zambia. La verità tangibile, quella che possiamo constatare oltre le parole (di quelle ne abbiamo sentite troppe), è che lo scalo chiude il 1° di Novembre e, se non ci sono intoppi, riapre dopo il 31 Dicembre, come dire tra almeno due mesi.

Nel frattempo i voli si appoggeranno sulle piste del Sanzio, aeroporto anconetano che, leggendo la cronaca marchigiana, ha preso l’occasione come un vero e proprio trampolino di lancio. Poco importa se l’anonima funzionaria dell’ufficio del Consolato Russo del Fellini, Irina Sticazzirenko (o qualcosa di simile), ha garantito che i russi preferiscono Rimini. Già perché qui si apre un’altra delle querelle riguardanti l’indotto del traffico russo: i russi venivano da noi per il confort dei nostri rinomati alberghi (?) o perché il traffico di badanti poteva contare su prezzi da albergo in fallimento, in cui il Tour Operator garantiva anche la Corriera per andare a riempirsi le valige a Roma, Firenze, Venezia e, guarda un po’, nei famosi calzaturifici delle Marche? Chi batte le strade del turismo e del commercio sa bene che la razza “russo coglione che non bada a spese” da tempo si sta estinguendo. Ormai, a causa di disattenti broker che li hanno portati direttamente nelle fabbriche produttrici, i russi, quelli con i soldi veri,  fanno da soli e le famose mance da favola le lasciano sull’altra costa, quella delle vacanze per ricchi. Questa la situazione attuale, ma a Rimini, si sa, poco importa del presente, preferendo la convinzione di essere ancora la città di Fellini.

E’ evidente, in conclusione, quanto sia inutile prendersela con il Tribunale, costretto a diventare intransigente quando in altre occasioni, vedi TRC, non lo era stato per niente e tutto ciò a causa di una conclamata incapacità di gestire questa Città da parte di una politica miserella, che dalla sua storia ha saputo ricavare solo slogan, compromessi e presupponenza (completamente ingiustificata).

P.S.

Quando si cerca un colpevole è bene guardare a chi ha causato il problema. Prima dell’intervento del Tribunale c’erano fior fiore di rappresentati politici che inneggiavano all’indebitamento senza chiaramente conoscere nulla della materia che stavano pericolosamente trattando. La sola soluzione accettabile è un aeroporto aperto, guidato da chi è capace di farlo, senza ingerenze politiche. Il 23 Novembre c’è un’altra occasione per spostare gli equilibri, sarebbe ora di pensarci seriamente.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Air Riminum (e poi dice che la gente chiacchiera)

A Rimini la trasparenza non è contemplata. Sì, se ne parla, anzi se ne favoleggia, ma è mezzo poco pratico perché limita la libertà d’azione di chi ha “esperienza” in favore di categorie insignificanti … tipo i cittadini. Così, ad esempio, 300 mila euro non si danno ad Anthea per fare il lavoro cui è deputata, ma si danno ai Ci.Vi.Vo. per farci la casetta di legno. A cosa serve? Mah! Magari a contenere i 500 voti per le elezioni al Consiglio Regionale che la (ufficialmente) candidata Nadia Rossi si mette in tasca (presuppostamente) con la benedizione del suo Segretario Provinciale.

Vedete… il problema della scarsa trasparenza è che poi le persone si sentono autorizzate a formulare delle ipotesi. La gente è malfidente, si sa e allora quando i dati sono pochi, o troppi, costruisce suoi teoremi. Quando, sempre per fare un esempio, si accorge che una società di cui non si conoscono i soci vince un appalto per un aeroporto, dove persino il Sindaco e il Presidente della Provincia sono finiti indagati, qualche domanda sorge spontanea. Poi se nella compagine misteriosa spunta il nome di Laura Fincato, consulente per il Ministero dei Trasporti, comincia a darsi anche qualche risposta. Sbagliata eh! Ci mancherebbe, ma sapete: quando si sparla di indotto e strategia del territorio il cittadino viene nominalmente chiamato in causa ad ogni mezzo trafiletto di giornale, fosse anche il bollettino del fantacalcio, ma poi quando si tratta di rendergli conto non sono fatti suoi.

Tranquilli cittadini. Il mistero è prontamente risolto. Vincere un bando per gestire un aeroporto è una cosa che possono fare tutti, anche senza avere specifica esperienza nel settore. Infatti per il bando Enac si sono presentate compagini formate da elettricisti, albergatori, venditori di abbigliamento, ristoratori in formula catering, aziende che si occupano di verde pubblico, pulizie etc. Nel caso qualcuno si stesse chiedendo se sto scherzando sappia che questi non sono nemmeno i più bizzarri tra i partecipanti. Qualcuno ci ha suggerito anche che una delle compagini avesse in prima istanza scelto un presidente condannato in svizzera per riciclaggio e traffico d’armi.

Tutto ciò è possibile perché il bando permetteva di presentarsi come RTI (raggruppamento temporaneo d’impresa), molto comodo in quanto, invece di creare una società ad hoc, con relativo versamento di capitale sociale, si possono riunire società che fanno altro, raggiungendo il capitale sociale richiesto. Altre garanzie nella fase preliminare non sono richieste, né per l’esperienza (di solito sono richiesti 5 anni di reale pratica nel settore), ne per la disponibilità economica. Questa volta bastava una fidejussione di 10 mila euro, cifra che non basta nemmeno per il preliminare di vendita di un monolocale.

Perché una selezione a maglie così larghe? Non si sa. Fatto sta che le condizioni esistenti hanno favorito Air Riminum. Non lo diciamo noi, lo dice il punteggio pieno ottenuto senza nemmeno preoccuparsi di usare il bonus della busta C, quella che assegnava un valore a quanto lasciato da Aeradria. In definitiva le condizioni erano ideali per una società, di cui non si conoscono i soci, costituitasi 4 giorni prima della scadenza dei termini di presentazione del bando, che tra le sue fila conta Laura Fincato, ex sottosegretario, con una vicepresidenza nel CDA di Save SPA (gestore degli aeroporti del Nord Est), oggi consulente del Ministero dei Trasporti.

Non deve essere così? E chi lo dice? L’errore, il luogo comune, è pensare che un aeroporto sia quel posto dove la gente sale e scende dagli aerei, ma l’aeroporto è altro. Nel caso specifico trattasi di pura finanza, quel mondo misterioso dove le aziende non valgono per quello che producono, ma per come vengono rivendute all’infinito sul mercato.

Ambromobiliare, l’azienda consulente che ha orchestrato la partecipazione al bando, è, in parole povere, una boutique d’affari. Grazie alle condizioni favorevoli del bando questi “advisor”, come si definiscono, hanno ottenuto l’assegnazione provvisoria di qualcosa che possono ora offrire ai loro clienti (vecchi e nuovi). Cosa abbia influenzato la competizione per essere così benevola nei confronti di questa società non sta a noi stabilirlo, fatto sta che a Rimini ancora una volta è stata scelta una strada che lascia molto spazio all’immaginazione, mentre ci sarebbe stato bisogno di trasparenza.

Probabilmente ora ci sarà il ricorso di Novaport che, secondo quanto dice il legale rappresentante, Andrea Del Vecchio, era l’unica ad avere le carte in regola non per vincere, ma anche solo per partecipare. Novaport Italia, infatti, sarebbe una partecipata di Novaport LCC, società russa che gestisce in proprietà e in gestione maggioritaria 17 aeroporti. Sulla reale parentela delle due società non mettiamo certo le mani sul fuoco, saranno i documenti a parlare nel momento in cui si ricorrerà o, perché no, si denuncerà. Quello che nessuno però ha smentito e che l’offerta di Novaport Italia avesse le caratteristiche di un investimento vero: 40 milioni di investimento iniziale più il mantenimento dei dipendenti attuali , 3 milioni a fondo perduto per risarcire i vecchi creditori e lavori di ampliamento per portare l’aeroporto ad un traffico di un milione e mezzo di passeggeri. Tutto con capitali propri.

Che dire….. se questo era un bluff valeva proprio la pena di andare a vederlo. Invece sono stati scelti gli advisor  a cui Stefano Vitali, indagato, aveva affidato la consulenza per il concordato, bocciato, della precedente gestione. Ça va sans dire.

P.S

“La finanza è l’arte di far passare i soldi di mano in mano, finché non spariscono.”

(cit. ROBERT W. SARNOFF)

Davide Cardone

[@DadoCardone]

 

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EatRiminy

“E’ meglio avere 10 idee al giorno, di cui 7 sbagliate, che due giuste”.

A parte l’ovvia considerazione che, nel primo caso, le idee giuste sono tre e, notoriamente, tre è meglio di due, scommetto che vi state chiedendo di chi è questa perla di saggezza. Mao? Lao Tse? Tonino Guerra?

Anche mettendo un grande nome vicino a questa frase rimane  una banalità e dunque è inutile che  vi tenga in sospeso. Il pensatore in questione è Oscar Farinetti, in pratica la versione commerciale di Carlo Petrini.

A questo punto, giacché noi di Citizen trattiamo temi prevalentemente del territorio, vi devo spiegare anche cosa ha a che fare Farinetti con Rimini. Presto detto. Voci non confermate lasciano pensare che il prode Taglianastri si stia allisciando l’imprenditore, primo sponsor  e consigliere ufficiosamente accreditato di Matteo “il Bomba” Renzi. Il motivo dell’alliscio, sempre secondo i mormorii, sarebbe un posto al sole per il “nostro” Andrea, magari uno di quelli in cui ci sia meno da dare conto alla gente (che qui stiamo cominciando a scocciarlo). La speranza è legittima se si pensa che la nuova “cricca” in capo al PD è capace di spedirti una come la Mogherini  sulla poltrona di Alto Rappresentante per la politica estera Europea.

A parte le voci, Oscar ultimamente si è visto spesso da queste parti. Almeni, Rimini Street Food e servizi fotografici del’URP (Ufficio Reclame ProGnassi) ne danno prova. Rimini d’altronde è una piazza interessante perché, dopo Bologna, se esiste un posto dove il PD può imporre quello che vuole è proprio questo. A Bologna Farinetti si è già dato da fare con il mega progetto di Fico Eataly World, la cittadella del Cibo, con cui le coop si sono spartite un appalto di 40 milioni di euro. Va detto che dopo una vibrante protesta il 10% è stato lasciato anche a un consorzio di pmi artigiane dell’edilizia.., giusto per non fare indigestione.

E’ probabile che finora ci siamo salvati perché Rimini a forza di patacate, tra Paladebit, Aeradria e TRC, non riesce recuperare denari come Bologna la Rossa (‘na volta), che ci ha messo anche un patrimonio immobiliare di altrettanti 55 milioni, il Caab (Centro Agro Alimentare Bolognese). Ovviamente stiamo parlando di grandi numeri che noi a Rimini non possiamo pareggiare, se non mettendo insieme tutti i debiti di Cagnoni.

Quello che Rimini può mettere a disposizione è l’evento, specialità della casa, o qualche boutique gentilmente offerta dal Consorzio del Porto, dove far andare a male il cibo…. Lo voglio proprio vedere il Riminese che spende 30€ per una porzione di polipo con le patate “a portar via” (per dire).

A questo punto stabilito cosa Farinetti ha da offrire a Rimini e con cosa Rimini può contraccambiare è d’obbligo chiedersi se questo matrimonio s’ha da fare. Finora il fidanzamento è stato discreto… la conoscenza con gli amici comuni (Bottura),  una serata al circo (Almeni), un giro in moto (Rimini Street Food), ma poi questo è  uno che i matrimoni li fa in pompa magna e, a quel punto, son soldoni da spendere.

Oscar Farinetti è, in accordo con i risultati ottenuti, un grande imprenditore, il punto è che questa qualifica non si può negare nemmeno a uno come Silvio Berlusconi  e non per questo è per forza un guadagno se ci hai a che fare (per info rivolgersi agli Aquilani). Se dovessi comporre la carta d’identità di questo nuovo personaggio lo descriverei come un imprenditore intrallazzato con il PD, un furbo, uno che è riuscito a trovare la formula di massificare i prodotti di nicchia, azzeccandogli uno slogan e industrializzandoli.

precariDunque no, non lo vorrei a Rimini, perché qui di teste di “nicchia” ce ne sono già abbastanza. Porta lavoro? A se stesso di sicuro, ma poi in giro leggo che, per esempio, a Firenze ha prodotto una sessantina di precari, che stazionano fuori dal suo negozio assieme ai Cobas. Rimane comunque il fatto che questo tipo d’imprenditori non crea nulla, ma modifica quello che già esiste a colpi di marchio registrato. Se c’è una cosa positiva, portata da questa brutta crisi economica, è una rinnovata attenzione nei confronti del cibo, perché le persone hanno scoperto che saltando la grande distribuzione si può mangiare in maniera più sana ed economica. Cito ad esempio il grandissimo lavoro che hanno fatto quelli del Rigas di Grottarossa, uno dei gruppi di acquisto solidale più fortunati d’Italia per numero di iscritti e per la qualità dei prodotti distribuiti. Di questo abbiamo bisogno, non di uno che individua trend, gli  incolla un brand, lo atteggia a bio e poi lo vende al triplo di quello che vale… anche il prezzo fa parte del percorso etico. Detto questo il prodotto artigianale è artigianale (punto), se lo voglio vado dall’artigiano e lo acquisto, senza pagare il pizzo a nessuno.

P.S.

Le cose scritte in questo pezzo sono considerazioni personali e influenzeranno solo lievemente le due o tre persone che fanno il favore di leggermi…. Perciò Dott. Farinetti non me ne voglia se ora le chiedo anche un favore. Potrebbe, che  il matrimonio con Rimini si faccia o meno, portarsi via comunque il Sindaco? Non c’è bisogno proprio di un posto da Ministro, ma un sottosegretariato ai DJ set non si nega a nessuno.

Davide Cardone

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Badi bene che mi denuncio!

Una volta ci si costituiva e si confessava affidandosi alla clemenza della Corte. Oggi no. Ci si denuncia, non si sa mai che alla fine si possa scendere a patti con se stessi.

Potrebbe sembrare il paradosso di una trama alla Pirandello, ma la realtà odierna, perlomeno quella politica, ha dei confini molto labili. Se esiste una lezione che Renzi ha dato ai nuovi Democristiani (PD & Co.) è che ti puoi giocare la faccia tutte le volte che vuoi, tanto nessuno se la viene a prendere.

E’ il caso, neanche a dirlo, del PD Riminese e di una delle più brutte figure che l’incompetenza politica, quella delle poltrone ad capocchiam, ha saputo generare: Aeradria. La cronaca locale ci avverte “Comune e Camera di Commercio, in qualità di soci di Aeradria Spa, hanno dato mandato alla Provincia di conferire un incarico ad un esperto legale per valutare la possibilità di esperire l’azione di responsabilità contro gli ex vertici di Aeradria”.

Detta così potrebbe suonare strana solo ai più informati, ma, districandola un po’, dovrebbe aver  senso anche  per coloro che non si sono mai interessati alla vicenda. Proviamoci: Il Comune, ossia l’Amministrazione, ossia la maggioranza che in Consiglio Comunale imponeva rifinanziamenti per Aeradria al motto del suo capogruppoINDEBITARSI, INDEBITARSI, INDEBITARSI”,  assieme alla Camera di Commercio,  hanno incaricato la Provincia, socia della società in oggetto, di trovare un legale per denunciare i vertici sempre della stessa società.

Si capisce? Non tanto vero? Proviamo in un altro modo. Gnassi, indagato per fatti che riguardano il fallimento di Aeradria, e la Camera di Commercio chiedono a Vitali, indagato per i medesimi reati, di trovare un esperto avvocato allo scopo di iniziare un’azione di responsabilità contro le cariche politiche schiaffate sulle poltrone della società aeroportuale dal loro stesso partito. Ci vuole un buon avvocato o un grande psichiatra?

Nel frattempo, mentre più di qualcuno rimane interdetto, il Movimento 5 Stelle di Rimini prova ad ormeggiare a terra i fatti con un comunicato stampa di cui riportiamo uno stralcio:

“Il M5S, già nella seduta del Consiglio Comunale del 2 agosto 2012, rappresentava al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio Comunale, apposita richiesta di avvio dell’azione di responsabilità1 nei confronti degli amministratori di Aeradria, precisando che secondo la Corte di Cassazione, in presenza di atti dannosi di cattiva gestione della società, l’Ente locale socio ha l’obbligo di proporre l’azione sociale di responsabilità nei confronti degli amministratori della società ai sensi dell’articolo 2393 c.c. e sottolineando che tale decisione non è frutto di una scelta discrezionale, ma risponde a precisi obblighi di tutela del patrimonio sussistenti in capo all’Ente socio. Anche questa proposta, al pari di quella del rinnovo dell’intero cda di Aeradria formulata già nel luglio 2011, rimase inascoltata. Nel frattempo Aeradria, dopo aver collezionato ulteriori perdite, è fallita.Ora, a fallimento dichiarato – che forse all’epoca poteva essere evitato o quantomeno contenuto accogliendo la proposta del M5S – l’azione di responsabilità da parte dei soci non è più possibile per legge, spettando al curatore fallimentare. L’art. 2394 bis del codice civile in merito all’azione di responsabilità nelle procedure concorsuali stabilisce che: “In caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria le azioni di responsabilità previste dai precedenti articoli spettano al curatore del fallimento, al commissario liquidatore e al commissario straordinario.” E’ quindi giuridicamente inspiegabile la decisione di emanare oggi un bando – con dispendio di ulteriori risorse dei cittadini – per valutare l’ipotesi di azione di responsabilità contro gli ex vertici di Aeradria”.

Già denunciare altri per fatti di cui probabilmente si verrà dichiarati corresponsabili non pare una mossa vincente, farlo poi  quando  i termini di legge sono scaduti a che serve? Forse, come stavano facendo con le rotonde di Rimini, l’intenzione era quella di “fluidificare l’asse mediano” delle pessime figure di questa Amministrazione.

P.S.

Ha fatto molto scalpore il servizio del TG2 sugli sfratti riminesi. Gloria Lisi, in tutta la sua innocenza e probabilmente nell’emozione per cotante telecamere, confessava candidamente di avere lo Sportello Sociale del Comune assediato da gente con mazzi di bollette in mano … un vanto per Rimini. Capisco che a qualcuno bisogna pur ispirarsi, ma proprio alla Gelmini no eh!?

Davide Cardone

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Dissimulazioni.

Parliamoci chiaro. Le prevaricazioni viste questi giorni in Senato non sono un’eccezione,  sono anzi la pratica consolidata con cui il sistema di potere politico, risorta democristianeria, gestisce i suoi interessi dal locale al nazionale.

Le aule del Governo sono solo il recinto più in vista di varia e scadente umanità che muove i suoi primi passi nei Consigli Comunali, vera scuola del gioco sporco. Inutile ricordare che in Italia, ogni anno, vengono sciolti più di venti comuni a causa di infiltrazioni mafiose. Questo fenomeno, non imprescindibile dal sud, sembrerebbe decretare un vero e proprio federalismo criminale (altro che demaniale), ma, sicuramente, sancisce soprattutto la tendenza assoluta degli amministratori locali alla nobile arte Razziana de “fatti li cazzi tua”.

Razzi certo è l’eccellenza. Lui è talmente un purista della politica a uso vitalizio che non ha nemmeno bisogno di far finta di fare altro, anzi … se la ride con noi e rimane al suo posto,  guadagnandosi persino l’abbraccio del Ministro delle Riforme al completamento della più grande porcata della storia della Repubblica Italiana.  Ora, immediatamente dopo l’attuazione della “riforma”, non ci sarà più da temere per “qualche” pregiudicato in Senato. Prendendoli dall’allevamento dei Consigli Regionali è molto probabile che saranno tutti indagati, ma mica solo per cose di mafia eh! Ci mancherebbe. C’è anche  chi semplicemente “tiene famiglia” e concede finanziamenti illeciti al fratello. Bazzecole. Un prezzo minimo da pagare in cambio della manipolazione del Titolo V.

Razzi, si diceva, è un superlativo assoluto. Lui spicca come un diamante tagliato ad Anversa  tra le pietre grezze del vitalizio all’italiana. Gli altri devono dissimulare, che è un po’ come andare in bici a rotelle: ogni tanto qualcuno ti guarda come un pirla, ma arrivi lo stesso dove devi arrivare.

A Rimini c’è un piccolo campioncino nell’arte della dissimulazione. Un uomo che combatte il cemento favorendo la costruzione dei  centri commerciali, un Sindaco che fa spendere alla città più di cartelli colorati che di lavori stradali, un Primo Cittadino che trova odiosa illegalità, figlia dell’egoismo e dell’arroganza, la scritta con un pennarello su un muro, ma lettere di patronage ad aeroporti falliti, TRC che buttano giù proprietà con la sola occupazione provvisoria e ruote panoramiche abusive li trova tutti atti progressisti.

A proposito…. Avete letto di come si sia autoproclamato guardiano della notte di Gotham-Rimini? Praticamente lui da solo ha immobilizzato 3 vandali imbrattatori. Non ho capito bene cosa sia successo, ma immagino che con la mano destra ne abbia fermato uno, con la sinistra un altro … e il terzo? E la bicicletta con cosa la teneva? Sembra la barzelletta del cacciatore che mette in fila i tre leoni. Comunque questi tre, di taglia media, li ha catturati e … dovevate vedere quelli che sono scappati. Pare che li abbia anche costretti a cominciare una sorta di pulizia delle scritte con prodotti recuperati non si sa bene come.

Il messaggio  è chiaro no? Santa Giustina può morire nello smog per il completamento del depuratore pagato da tutta la Provincia e con il quale Hera servirà anche il cliente San Marino, i Teleriscaldati possono scegliere se morire di freddo o intossicarsi con delle stufe a petrolio, 10 km di costa possono essere deturpati dall’autobus più stupido e costoso del mondo, ma….. non scrivetegli con quel cazzo di pennarello nei sottopassaggi, altrimenti diventa una bestia. Dissimuliamo.

P.S.

A proposito di peculiarità Sindacali. Renata Tosi, Sindaco di Riccione, è stata chiamata dai Carabinieri per essere identificata riguardo ai fatti sul cantiere riccionese del TRC. Potevano dirglielo prima delle elezioni che Gnassi era Sindaco Emerito  di Riccione, magari avrebbe promesso di meno.

Davide Cardone

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Un tranquillo Martedì di Procura

All’indomani dell’addio, o dell’arrivederci, dell’unico Pm  che abbia mai smosso le acque nel placido laghetto del PD Riminese, Gemma Gualdi, la magistratura  è sollecitata da superlavoro di origine Piddina. Ultimamente si ha come l’impressione che se non fosse per quel 40%, che da voto assolutamente non politico è diventato la riscossa dei Democrat, al Capo della Procura Giovagnoli converrebbe chiamare indietro la Terminator milanese.

In questo tranquillo martedì mattina di giugno, oltre al consueto lavoro che Rimini dà in abbondanza, in Procura si sono trovati altre due belle gatte da pelare, entrambe di origine politica. La Prima riguarda un esposto presentato dai tre Consiglieri riminesi del Movimento 5 Stelle (Luigi Camporesi, Gianluca Tamburini e Carla Franchini) e la seconda è una raccomandata a voce portata direttamente dal Neo Sindaco di Riccione Renata Tosi.

CatturaProcediamo con ordine. Il primo esposto , ampiamente annunciato, è un atto dovuto da parte dei Consiglieri del Movimento perché è il rilievo di una irregolarità a proposito della Manovra Salvapalas, fatta già notare nel consesso del Consiglio Comunale, ma nei riguardi della quale molti hanno preferito “fare gli scemi per non andare in guerra”. Nello specifico il documento degli uffici comunali con parere di regolarità nei confronti della variante che aumentava il valore del terreno ex auditorium, con piscina, centro commerciale e palazzine sovietiche, recava sotto il parere contabile una sigla senza timbro del ragioniere capo. Sciocchezze? Non tanto, se si prende nota che il ragioniere capo è la Dottoressa  Vandi, altrimenti identificabile come  la moglie di Lorenzo Cagnoni, colui al quale, proprio con quel disposto, vengono tolte le castagne dal fuoco.

Rilevata l’irregolarità il Consigliere Camporesi è intervenuto sull’ordine dei lavori chiedendo: il nome che si voleva rappresentare con quella sigla priva di timbro,  se nel caso specifico sussistevano gli obblighi ex art. 49 del Tuel (conflitto di interessi) e  la sospensione della seduta per accertare i fatti. Ovviamente (“ovviamente” per gente del PD si intende) la seduta non fu sospesa, i fatti non vennero accertati e il tutto fu condito dal sacro terrore di nominare il Ragioniere Generale a microfono aperto… non si è capito bene il perché (bugia), forse perché se nominato tre volte appare e si porta via l’anima e il gettone di presenza del Consigliere più anziano a disposizione.

pinoL’altro esposto  fresco di giornata, non annunciato, ma prevedibile,  è di gusto più pirotecnico.  Il metodo AM, quello di mettere la gente davanti al fatto compiuto e vedere poi se sussistano o meno estremi da denuncia, è stato messo in atto contro i pini lungo la ferrovia di Riccione. Quella che, secondo il nuovo Sindaco Renata Tosi, non è altro che una ritorsione all’indomani della disfatta politica del Centro Sinistra (qualsiasi cosa esso sia), è stata fermata appena in tempo dai cittadini riccionesi che hanno prontamente occupato il cantiere. Caduto sul campo un povero pino, il primo della fila dei 200.

Il TRC dunque continua ad esacerbare gli animi dei cittadini, che rischiano denunce per interruzione di cantiere pur di fermarlo… e pensare che la chiamano opera pubblica. Il dilemma dell’estate, o delle ultime 20 estati perlomeno, è: il TRC si può fermare? Mentre comunisti da poco quarantenni rivendicano battaglie cominciate 15 anni fa, ma mai portate a termine, Agenzia Mobilità, presieduta solo casualmente dalla nipote di Maurizio Melucci, procede alacremente cercando di portate l’opera oltre il punto di non ritorno che, secondo alcuni, è già stato raggiunto. Secondo chi vi scrive invece, tanto è stupida e onerosa da gestire quest’opera, il punto di non ritorno è l’inaugurazione della stessa: a Rimini persino un aeroporto portatore di indotto è stato fatto fallire, figuriamoci un autobus che, solo per sostituire una tratta già percorsa i 10 modi diversi, è costato 100 milioni di Euro.

In ogni caso queste sono le novità di giornata per il Procuratore Capo. Quanto presto sentirà  la mancanza di Gemma Gualdi, l’unica che aveva osato guardare dentro il vaso di Pandora Riminese? Non lo sappiamo, ma sicuramente non vogliamo credere ai maliziosi che invece considerano la richiesta di trasferimento un sollievo per molti in Procura.

P.S.

Tosi non era nemmeno arrivata sul cantiere che già si dicevano sconfessate le promesse elettorali. E’ incredibile che le persone abbiano così poca pazienza con un Sindaco che deve ancora stirare una volta la fascia, mentre ad altri, che da anni scrivono t’amo sulla sabbia, sia concesso di dire qualsiasi sciocchezza.

Davide Cardone

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L’eredità del Sindaco.

La neoeletta Sindaco di Riccione Renata Tosi, all’indomani della sua elezione, riceve,  come da  bonton, complimenti  trasversali proprio da tutti. Bisogna ammettere che l’impresa c’è stata, 70 anni di dominio di una singola parte assomigliano di più ad una maledizione che ad una continuità politica e la Tosi l’ha spezzata partendo da un lavoro d’opposizione durato anni.

Sono proprio tutti complimenti? No. E’ il caso, neanche a dirlo, dell’amabile Primo Cittadino di Rimini, che non perde neanche un attimo per stizzirsi e mettere in chiaro che Renata non fermerà il TRC e che lui nel 2016 vincerà di nuovo. Un atteggiamento che chi  vi scrive conosce bene, infatti anche il mio gatto si gonfia tutto quando ha paura e di paura, Gnassi, non il gatto, fa bene ad averne. Poche ore dopo le elezioni il nuovo Sindaco di Riccione ha fatto bloccare le motoseghe che si apprestavano ad abbattere i 200 pini sul percorso riccionese del TRC e ha dato indicazioni (secondo quanto dichiarato) agli uffici preposti per fermare tutto.

Una determinazione che la Giunta di Rimini ha già conosciuto con il Sindaco di Coriano Mimma Spinelli e la questione dell’inceneritore. Ricordo, perché vi ho assistito di persona, una poco ospitale Sara Visentin basita di fronte ad un ordine del giorno che la Sindachessa andò a proporgli fin dentro al Consiglio Comunale. Quella volta, nel caratteristico stile spocchioso dell’Amministrazione riminese, l’Assessore all’ambiente aveva rifiutato di partecipare all’Ordine del Giorno contro l’inceneritore che aggregava i comuni della Provincia. La scusa fu che Rimini ne stava preparando uno suo. Vero. Il documento apparve diverse settimane più tardi, dopo aver superato il controllo di Sergio Funelli, Capogabinetto del Sindaco e uomo Hera nel Comune. Ovviamente il documento non presentava nessuna caratteristica che ne giustificasse l’attesa.

Dunque un accerchiamento al femminile. Donne determinate che, qualsiasi sia la loro convinzione politica, hanno poche remore nell’andare contro il sistema.. cosa che non si può dire dell’Establishment Piddino e Riminese in particolare,  in affidamento totale  al potere costituito.

L’unica speranza del Sindaco di Rimini sembra essere quella di rendere inappetibile l’amministrazione della città e bisogna dire che ce la sta mettendo proprio tutta. A meno di uno sprint finale, di quelli che non ti aspetti, i primi tre anni del Mandato Gnassi lasciano un’eredità pesante a chi verrà dopo, sempre che i riminesi non decidano di riconfermarlo per una bella eutanasia di massa.

Chiunque verrà dopo si troverà una Rimini con un aeroporto portato al fallimento da fatti penalmente molto rilevanti. Cospicue quote cittadine buttate al vento per la vanagloria di chi non si è accontentato di una struttura di piccola-media importanza e che ora pare destinata a diventare la porta di servizio del Marconi di Bologna.

Lo sfortunato successore dovrà ereditare anche i patti fatti con il Diavolo. A Rimini infatti anche le cose che sembrano fatte per bene nascondono ombre pesanti. L’unica soluzione considerata per le fogne, ve ne erano altre, è stata quella targata Hera che rifà il look alle strutture, che comunque le resteranno in affidamento per chissà quanti anni, in carico alle bollette dell’acqua di tutta la provincia. Inoltre, considerata la gratitudine che le si dovrà per aver tirato fuori dal cilindro una soluzione compresa di risorse, sicuramente il fidanzamento si sarà arricchito di altri progetti. E’ il metodo Hera: al costo di qualche piccola condanna per sfruttamento di posizione preminente sul mercato lega tutto al suo inarrestabile piano industriale. Un piano per cui, ad esempio, sebbene il territorio si scopre virtuoso nella differenziata non ne ottiene vantaggi in termini tariffari e nemmeno per diminuita massa bruciata. Hera porta immondizia da fuori perché il piano dice che il giocattolo deve girare sempre a pieno carico per un insalubre, ma robusto, guadagno. Per sapere poi quanta parte della nuova struttura fognaria di Rimini andrà a coprire, casualmente, anche le necessità che Hera ha in altri territori della Provincia (o immediatamente adiacenti) ci vorrebbe un giornalista, ma a Rimini…. Solo a me è sembrata strana la chiusura del depuratore a mare per concentrare tutto sul quello da potenziare a monte? Nelle ultime lezioni di Fisica delle Superiori avevo capito che l’acqua tende a scendere per effetto della forza di gravità, che pare essere molto più economica delle pompe di rilancio. Senza contare poi l’enorme disagio procurato agli abitanti di Santa Giustina. Dimmi chi voti e ti dirò se ti puoi lamentare.

Purtroppo l’eredità non sarà solo questa, anche se unita ai costi di gestione dell’autobus più stupido e costoso del mondo basterebbe per preoccuparsi seriamente. I Potentati Riminesi  ormai, anche se giocano piuttosto male, sono sempre lì per portarsi via la palla e non far giocare più nessuno. E’ il caso di SGR che, con l’ing. Bruno Tani al comando, nonostante abbia riempito Rimini dell’obsoleto e costoso (per gli utenti) sistema del Teleriscaldamento, ha comunque avuto in premio, o comunque a prezzo di saldo, il monopolio assoluto delle reti gas Riminesi. E’ anche il caso del sistema fieristico di Lorenzo Cagnoni. In realtà sarebbe più corretto dire che l’azienda è pubblica, ma Tutankagnon, con Acquarena, ha recentemente dimostrato che a Rimini si fa quello che dice lui. Così la millantata lotta al cemento del Sindaco Giovane è stata messa in standby per un bel centro commerciale in via della Fiera, un Armageddon urbanistico.

Proprio l’urbanistica sarà l’eredità più pesante di questo periodo di immobilità, dove le esigenze sono cresciute, ma non le soluzioni. Il regime di Salvaguardia (transizione dal PRG al PSC in cui convivono entrambi i piani regolatori) sembra essere diventato la normalità e nemmeno le slides, che vediamo vorticare dal primo giorno di mandato, restituiscono un’adiacenza  fluida tra la Rimini cara la Sindaco e quelle due inutili appendici che sono Rimini Sud e Rimini Nord. Si potrebbe pensare ad una Amministrazione con la passione per il Centro città, ma del centro fanno parte anche i borghi e Borgo Sant’Andrea è lasciato alla deriva, sempre che non si voglia considerare il parcheggio da 10 posti in via Cignani una soluzione urbanistica. Purtroppo gli abitanti del Borgo, da cui lo stesso Sindaco è migrato, non hanno un ponte da far cadere per attirare sufficiente attenzione.

Una nota particolare merita il turismo. La rendita della Notte Rosa è finita. Il turismo di Rimini, con buona pace di Ermeti e Rinaldis, per prezzi, offerta e clientela è da fondo del barile. Certo che le due/tre feste estive si riempiono e si riempiono anche le spiaggie, da un certo periodo in poi (che comincia sempre più tardi e finisce sempre più presto), ma di cosa? Località non troppo distanti da noi hanno fatto scelte precise. Cesenatico, ma anche Cattolica  hanno scelto di puntare alle famiglie e, perlomeno nelle dichiarazioni, lo ha fatto anche il nuovo Sindaco riccionese che si appresta a dare un giro di vite al Marano. E’ vero che Rimini è più grande da riempire, ma  proprio per questo gli interventi debbono essere di sistema e non di ostentata immagine come piace tanto a chi tiene la stecca oggi. Se su tutte le altre cose nessuno aveva un’idea precisa di cosa aspettarsi da Andrea Gnassi, molti avrebbero scommesso sull’intraprendenza del Ministro del Turismo e avrebbero  perso. Due, tre feste, di cui una praticata da tutta la costa ed un’altra (Molo Street) per cui i pescatori stanno ancora chiedendo i soldi… per il resto siamo quasi una colonia balneare per scuole dell’Est, tranne Rimini sud… quella è una colonia penale.

Si capisce, si è capito, che le intenzioni erano altre. Con la scusa del TRC chiudiamo il lungomare, investiamo sulla zona pregiata di Rimini (il triangolone compreso tra Ponte di Tiberio, Piazzale Fellini e Porto), al centro riapriamo il teatro. Molo del Welness, ristoranti con apparizioni show di Bottura & friends, locali, alloggio e divertimento in zona totalemente pedonabile. Bello… se lo fai a Riccione, o Misano,  o Porto Verde, o Cattolica, ma in una città di 150,000 abitanti lunga 20 km sono in parecchi a rimanere fuori dalla Vision (a voglia di produrre slides per spiegarglielo).

Poi bisogna fare i conti con la realtà e l’eredità è inequivocabile. Partecipate svendute, quando non fallite, una ciclabile soppalcata (cit. Massimo Lugaresi), scelte urbanistiche devastanti, offerta turistica consunta e concentrata su sparute occasioni, politiche ambientali inesistenti, fogne a strozzo, clientele potenti, cittadini scontenti. Fa bene Gnassi ad aver paura, ci vuole incoscienza per essere sereni e lasciare in mano ad altri una situazione del genere, anche se il destinatario del testimone sarà, come dalle manifestate aspettative, egli stesso.

P.S.

Pizzarotti di Parma dopo aver drasticamente ridotto il pauroso debito, non solo per quanto imposto dalla spending, ed aver messo a dieta l’inceneritore, ci ha preso gusto. In questi giorni ha deciso di cominciare il percorso di “Comune Virtuoso”, non facile per un comune di quelle dimensioni. Qualche Parmigiano storce il naso e si dichiara sotto dittatura… forse preferivano essere governati direttamente dalle patrie galere dalla precedente giunta. Vengano a Rimini, qui si balla.

Davide Cardone

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Ma il Turismo?

Rimini è un Comune fondato sul turismo, ma Jesolo è meglio, me l’ha detto uno di Bolzano. Il Tale è arrivato a questa conclusione alle 6.00 della mattina ed era anche molto ubriaco. In birra veritas. Il fatto è che Franz (nome di fantasia) è arrivato a Rimini senza macchina convinto di aver a disposizione la Capitale del Turismo ed invece…

Quando comincia l’Estate qui? No, non l’estate astronomica, quella turistica. Amici albergatori mi assicurano che prima della Notte Rosa si mantiene l’operatività solo con i famigerati “gruppi”, quelli che per una camera, tre pasti, la spiaggia e la gita pagano meno del mantenimento giornaliero di un carcerato.  Russi perlopiù, quelli che dovrebbero ricoprirci d’oro in attesa dei cinesi di Gnassi.

Dunque l’estate vera comincia a Luglio, ma facciamolo bene questo punto della situazione. Saltando di carro in carro Rimini si è ritrovata con un Sindaco “giovane”, che appartiene ad una forza di Governo guidata dai “giovani”. Si direbbe la situazione ideale per la Capitale del Turismo. Nella realtà dei fatti, alla terza estate dell’Era Taglianastri, a essere pescati sono stati più gli imprevisti che le probabilità, così (stranamente) non è bastato rifinanziare aeroporti falliti, dare permessi abusivi alle ruote, pubblicizzare la Notte Rosa a Cortina e inventarsi che siamo il posto ideale per i ricchi cinesi… ma poi per quale motivo un ricco cinese dovrebbe venire a fare le sue vacanze a Rimini?  Non l’ho mai capito. I visti facili, timbrati Petitti, sembrano più un invito ad altri orientali, quelli del massaggio completo.

In questo confuso mandato Gnassi il pensiero amministrativo è in contrasto con le azioni che sono in contrasto con i fatti. Il Primo Cittadino s’atteggia a Dandy  e dunque, attento all’apparenza, si veste di slides promuovendo, a parole, cultura, guerra al cemento, innovazione e tipicità. Poi però, nell’azione, si trova a dover accontentare i potentati riminesi e allora la guerra al cemento fa una pausa per Cagnoni, l’innovazione è prevista solo per il feudo Paesani – Ermeti e la cultura… beh quella merita tutto un discorso a parte.

La cultura per il nostro Andrea è quella cosa dove lui viene bene in fotografia. Da qui si può capire come mai Fellini sia usato a Rimini solo come aggettivo e come i tentativi di innovazione vengano prospettati solo per cose che già funzionano. Mi spiego meglio: a me che Bottura e Gnassi vogliano riprodurre l’esperienza di Rimini Street Food, in cui a cavallo di una Ducati venne inventata la piadina col pesto di lardo, sotto un tendone “Felliniano”, ma con il titolo di una poesia di Tonino Guerra mi pare una stronzata… ma forse ai cinesi piace.

Mi rendo conto però che detta così possa sembrare  troppo severa. In fondo questo è uno dei riscatti che  il Sindaco  riesce a prendere per se stesso rispetto a quello che nella realtà riesce a fare per Rimini: 2-3 feste baracca all’anno e stop. Ovviamente tutto avviene nel Triangolo del Porto, sia le feste che alle 13.00 del giorno dopo ti trovi l’ubriaco che urina sul baracchino delle caramelle in piazzale Boscovich, sia le figate vip. Rimini Sud ormai se la cava abbastanza bene da sola con prostituzione a abusivismo. Rimini Nord invece è il percorso dell’Acqua, salvo poi non meritare nemmeno una piscina da 25mt.

Rimini è una città che, da tempo, ha perso l’equilibrio. Sarà stata la destagionalizzazione o l’aver reso indistinguibili i proclami dai fatti, chi lo sa. Capitale del Turismo è solo un nome, basta dare un occhiata in giro, neanche troppo lontano, per capirlo. I numeri che vengono sparati di tanto in tanto riguardano più la possibilità ricettiva che il risultato di un offerta turistica e se proprio lo spazio deve essere un pregio potremmo anche puntare ad essere la Capitale delle Conigliere.

P.S.

Un mio amico cinese quest’anno ha prenotato a Jesolo.

Davide Cardone

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Questione di inquadratura.

Immaginate la scena di un film. Non c’è audio. La telecamera punta sul volto di un bambino che piange. Si sarà fatto male? L’inquadratura si allarga e nel campo entra  una donna con il volto stravolto nell’atto di urlare. Forse il bambino ha rotto qualcosa di prezioso e piange perché la madre lo sta sgridando imbestialita. L’inquadratura si allarga ulteriormente, mostra una pistola fumante nelle mani del bambino e un uomo a terra con un buco in fronte. Le lacrime del bambino e lo sconvolgimento della madre sono dovute ad una morte accidentale….o forse no, sarà il film a dircelo.

Quante volte nella vita ci troviamo di fronte a punti di vista che non avevamo considerato? E quante volte non averli considerati ci ha fatto prendere una decisione sbagliata? Mi perdonino gli illustri nati imparati, ma a me è successo diverse volte e sempre per il meccanismo che ho voluto rappresentare nella metafora iniziale. In età adulta ho trovato  molto utile fermarmi e fare un passo indietro per avere una visione più ampia della scena.

Prendete la campagna elettorale di Riccione ad esempio. Se uno vive a Riccione tenderà, per quanto riguarda la decisione elettorale da prendere, a confrontarsi nel perimetro di interesse della faccenda. Leggerà articoli che parlano di Riccione, ascolterà chi si candida per amministrare Riccione e, sicuramente, prenderà parte alle appassionate discussioni del suo bar di riferimento dove, tra un caffè che sa di bruciato e un aperitivo con patatine mosce, avrà l’onore di ascoltare un Guru con l’alito da bianchetto che conosce anche le posizioni in cui amano riprodursi i candidati.

Ha senso? Voglio dire…  La conoscenza che ogni cittadino ha del proprio Comune  sembrerebbe una cosa abbastanza inutile. Da 50 anni  vincono  le elezioni  sempre i rappresentanti di certi interessi: ossia quelli che poi li mettono a far fallire aeroporti o a sventrarti la città con opere inutili e inopportune.  Forse la soluzione sta nel non fermarsi al bambino che piange.

Andiamo sul concreto così ci capiamo meglio. L’ingaggio elettorale a Riccione, ormai conclamato, è il TRC. Tutti lo vogliono fermare e tutti cercano la paternità della battaglia, ma tra quelli che non possono e quelli che in realtà non vogliono c’è da mettere un bel filtro alle dichiarazioni, cosa molto difficile da fare se rimaniamo sull’inquadratura stretta. Non saranno d’accordo i protettori di campanile, ma se rimaniamo  solo su Riccione pretendiamo di abbattere un albero prendendo ad accettate la sua ombra.

Se allarghiamo il campo dell’inquadratura possiamo cominciare a considerare il fatto che, escluso il Movimento 5 Stelle, nessuno che abbia una rappresentanza in altri comuni, manifesta ovunque la stessa intenzione di fermare l’opera. Ubaldi, candidato del centrosinistra (qualsiasi cosa esso sia), pare aver abbracciato lo stile del “Bomba” nazionale e proclama: “TRC  – Vado a Roma per stravolgerlo.”

L’espressione che mi è subito venuta in mente è un po’ diversa da quella che scriverò, ma diciamo che mi limito a un :”Come no!”. Il Sindaco del tuo Capoluogo, il tuo Presidente della Provincia, Il tuo Presidente della Regione, nonché Melucci (che c’ha pure famiglia in AM), strappano gli articoli e se li ingoiano piuttosto che parlare di TRC e tu vai a Roma a stravolgerlo. “Ma mi faccia il piacere” (cit. Totò)

Altra condizione per Noi Riccionesi che vorrebbero rappresentare discontinuità, ma si rendono conto che per ottenere certi risultati da soli non bastano ed allora si lasciano tentare dal centrodestra, per poi ritirarsi in fretta quando scoprono di essersi fatti bersaglio di una freccia pentastellata, che li ha colti nella stessa traiettoria usata per colpire PD e NCD o Forza Italia (o comunque si chiamino i figliol prodighi di Papy).

Il Movimento? Il Movimento manifesta un nazionale dissenso per queste grandi ed inutili opere  (vedi TAV). Anche a livello Regionale e locale non esita a ricorrere alla Procura per fermare la messa in strada dell’autobus più stupido e costoso del mondo. Bisogna ammettere però che il confronto è ingeneroso poiché il M5S che sia di Riccione, di Rimini o di Roma non deve nulla a nessuno e, stracciando tutto, se la dovrebbe vedere solo con il futuro, non avendo nessun debito con il passato. Poi chiedetevi perché corre da solo.

P.S.

E’ notizia recente che per la Francia la TAV non è un’opera prioritaria e il suo posto nel bilancio è sostituito da urgenze più significanti. Si chiama volontà politica e si esprime a livello nazionale…. Però anche un aperitivo alla moda con il Ministro Lupi non è una tecnica da abbandonare, magari al decimo Negroni comincia a capitolare.

Davide Cardone

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Ennesima avanzata del T.R.C. alias eravamo in guerra e non lo sapevamo

Lettera Aperta ai riccionesi.

Carissimi rappresentanti del partito democratiko, altre forze politiche, concittadini tutti.

Abbiamo compreso di essere in piena strategia. Un’aurea quasi militaresca è scesa in ogni angolo di questa città, dove si sente forte odore di generali e colonnelli. Ma è un odore acre, forte, puzza.
Lo stesso clima di tattiche e contro tattiche lo si vede in tutta la provincia ed a livello nazionale. Annunci farsa e poi boom, la verità arriva impietosa sulle enormi balle delle forze politiche che hanno governato queste lande [feudi?] negli ultimi 40 anni.

Avrete quindi sicuramente notato che alla cittàed ai suoi abitanti la si racconta sempre; prima che l’inceneritore sarebbe stata un’opera strategica; anche l’area del Marano è divenuta improvvisamente strategica per il suo indotto; è diventato strategico pure il Palacongressi; così lo è divenuta la terza corsia dell’autostrada; idem Aeradria era strategica [bada bene Aeradria e non l’aeroporto Fellini]; così le tante piscine sono state a loro modo strategiche; lo è stata la cementificazione selvaggia che ha visto protagonista anche l’ultimo consiglio comunale; oggi lo è il T.R.C. e anche la statale 16.

Apparentemente la vostra opera è sbagliata su tutta la linea, perlomeno, dagli intenti ai risultati sembrerebbe che i vostri generali e marescialli abbiano fallito in ogni opera che siano riusciti a toccare: dei Re Mida al contrario.
Molti di loro si chiedono quali saranno le maledette sfortune che li perseguitano e che imperversano nel nostro territorio?
Noi lo sappiamo, tutti le temono e nessuno le menziona, al solo accenno i marescialli si toccano per scrupolo: si chiamano Procura della Repubblica e Tribunale Amministrativo Regionale!
Provate anche voi cittadini, entrate in un luogo di consistente presenza politika e pronunciate l’anatema… a breve noterete defilarsi i primi marescialli timorosi e in men che non si dica il luogo rimarrà vuoto.
A giudicare dai numeri hanno fallito, ma imperterriti sono ancora arroccati nelle segrete stanze a parlare di tattiche e strategie. Ad un occhio attento potrebbe anche risultare che determinati interessi siano invece stati salvaguardati.

Eppure siete stati tutti avvisati per tempo. Sono anni che ci si confronta su questi temi, ma anche nell’ultimo consiglio comunale è emerso chiaramente il rifiuto di affrontare il volere di 7.500 firme dei cittadini contro le attuali politiche dei rifiuti, pari al rifiuto di indire un referendum corredato di 4.000 firme sul TRC, portato sui banchi del consiglio negli anni passati.

Ora, prima che ci raccontiate dell’ennesima mirabolante impresa a cui vorrete assoggettare questo territorio ed i suoi già provati abitanti, vorremmo parlarvi noi di strategie.

Riguardate i risultati;

  • la strategicità dell’inceneritore è diventata utile netto per una società privata, maggiori costi per la comunità, probabilmente ulteriori aggravi per la salute dei cittadini e un oscura ombra data dalla possibilità di bruciare maggiori rifiuti “stranieri”, questo qualora la raccolta differenziata funzionasse ancor di più con il porta a porta;
  • se l’A14 doveva ridurre enormemente l’impatto ambientale e la quantità delle micro polveri [PM10 e PM2.5] in sospensione nella nostra aria, è anche vero che i dati forniti dagli enti preposti ci assicurano che l’inquinamento è aumentato enormemente;
  • il Palacongressi vuoto per buona parte dell’anno e con costi di gestione astronomici riesce a malapena a coprire le sue spese, ma il debito rimane da estinguere a carico di tutta la cittadinanza;
  • il Marano è rimasto uno spettacolo indegno e anzi è diventato un concentrato di criminalità, prostituzione, spaccio, degno dei peggiori quartieri romanzati;
  • Areadria è fallita con un debito di 52 milioni e probabilmente ancora non abbiamo visto la fine della coda, visti i recenti indagati illustri;
  • le piscine sono tutte lì, inutili, a dimostrare l’inefficienza e la corruzione;
  • il T.R.C. è oggi sotto gli occhi di tutti e vedremo ben presto il conto amaro di questa mirabolante opera strategica se noi tutti non adotteremo una controtattica;
  • lasciamo perdere la SS16 affiancata alla A14 che per quanto evidentemente dannosa sarà soggetta ad approvazioni di difficile esito.

La vostra strategia è quindi a noi chiara: aumentare il cemento e l’accentramento del potere economico in quest’area.

La nostra strategia è notevolmente diversa, vorremmo infatti chiedere ai politicanti di ordinare ad A.M. [Agenzia Mobilità] l’interruzione delle ostilità, ehm, di interrompere l’avanzamento del cantiere T.R.C., anche in virtù delle dichiarazioni fatte dai candidati sindaci e dalle possibilità di intervento date dalle loro conoscenze ( vedi i renzisti e i lupisti presenti nel territorio ).
Questo almeno fino alla prossima tornata elettorale, in modo da dare alla prossima giunta a 5 stelle la possibilità di verificare l’entità del danno e quindi chiedere ai cittadini, tramite apposito quesito referendario, l’esito del TRC sulla base di dati certi e di un processo divulgativo.

Chi è d’accordo metta il dito qui sotto.

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Mi ero preparato sull’Egitto…

Ognuno di noi, ne converrete, ha avuto almeno un compagno di classe che, durante tutto il ciclo scolastico,  era famoso per essersi preparato su un solo argomento. Io ce l’avevo e l’unica cosa che avesse mai studiato erano gli egiziani. Ovviamente gli egiziani venivano insinuati  qualsiasi fosse l’argomento d’interrogazione, persino la Rivoluzione Francese. Gli bastava un piccolo gancio tipo che Napoleone era andato a bersagliare a cannonate il naso della Sfinge (falso storico) e alè.. diventava un trattato sugli egiziani.

Il mio compagno egittologo mi è venuto in mente proprio stamani perché leggendo i giornali, in questo primo rodaggio estivo offerto dalla Pasqua, mi sono accorto che il nostro Primo Cittadino è saltato in piedi sul banco gridando: QUESTA LA SO!

Dopo l’ennesimo inverno passato al focolare del Masterplan (qualsiasi cosa esso sia) è tornata la sua stagione e si è ringalluzzito. La sua “traiettoria”, parola che ripete ossessivamente da quando qualcuno (probabilmente l’azienda di soggiorno di Friburgo) gli ha impedito di nominare la località teutonica, lo porta dalle ordinanze contro l’affollamento  delle abitazioni a proposte di legge sui canoni demaniali personalmente inviate a Roma, saltando malamente i suoi parlamentari di riferimento.  Pare che stia addirittura cercando di “deombrellonizzare” la Riviera… o forse usando termini del genere sta solo cercando di attirare l’attenzione di Crozza.

Per inciso: il mio compagno di scuola non è diventato un egittologo e non vedo perché uno che ha studiato solo la Notte Rosa debba fare il sindaco. Nella Rimini destagionalizzata i problemi durano tutto l’anno, avere un Primo Cittadino che praticamente fa la stagione è un bel controsenso, lo dimostrano la paralisi sulle questioni importantissime di Rimini (leggasi mobilità) e la scarsa incisività su partite come lo sfacelo portato dalla difesa dei soliti interessi Riminesi. Le folli spese di Aeradria, Palas, TRC, sono li a suscitare un : Cui Prodest?

Chi vi scrive una certa idea se l’è fatta, ma, onde evitare denunce, si limita a constatare i fatti e ad esercitare il suo costituzionale diritto di critica. Che il Sindaco e il Presidente della Provincia siano indagati per aver malinteso la portata dei loro poteri (vedi lettere di comarketing) è un fatto, ma non è il solo indicante gestione grossolana della cosa pubblica, se dopo questa sia causata da imperizia, disinteresse, o altre volontà non sono io a doverlo stabilire. Fatto stà che  l’atteggiamento alla “va la che va ben” potrebbe aver lanciato messaggi sbagliati.

Un esempio su tutti. Avete presente Massimo Masini? Il Presidente di Aeradria, nonché responsabile formale della sua fine? Dai… quello che nonostante sia stato sfiduciato dal Consiglio Comunale di Rimini è rimasto al suo posto per due concordati fino a conclamato fallimento? Esatto lui. Bene… costui si voleva far mettere tra i creditori di Aeradria per  109.783,96 € (anche i centesimi ci ha messo).

Ma non è mica il solo eh! Tra pretese individuali e societarie, fra cui anche istituti di credito,  c’è da fare interessanti scoperte. E’ il caso di Deloitte & Touche Spa, revisore dei conti, che i conti li dovrà fare senza gli 89.433,38 €  di parcella richiesti perché, secondo il curatore fallimentare, si è limitata a rilevare solo in parte le gravi carenze dei bilanci non ottemperando al compito assunto.

Lo stesso vale per l’intero collegio sindacale: Giuseppe Selvaggi (1.656,30€), Roberto Serrentino (31.858,12€), Fabio Faternali (87.426,97), Giovanni Aurigemma (22.842,78€) e Giovanni Benaglia (108.267,80€). Nessuno, per il Dott. Renato Santini, deve avere niente, perché tutti colpevoli di varie omissioni, tra cui l’adozione di tecniche di redazione dei bilanci di esercizio idonee ad ostacolare e/o ritardare la percezione in capo ai creditori, ai terzi ed agli altri strumenti di controllo, del dissesto sociale e della perdita di continuità aziendale.

A chiedere soldi ci hanno provato un po’ tutti, anche chi era palesemente meglio che non lo facesse e per cifre anche molto più alte. Anche Riviera di Rimini Tour e Air, le due società che avevano fatto esclamare al Procuratore Capo di Rimini, Paolo Giovagnoli, “Ormai è una specie di farsa. Che Air e RdR fossero un  tutt’uno con Aeradria è noto.” , erano in fila rispettivamente per 8.168.114,00€ e 332.371,86€. Salute. Tra le già fallite ci  prova anche WindJet con 17.046.378,22€, ma non ci riesce nemmeno lei.

Che dire poi degli istituti di Credito? A parte Carim che non avrà i suoi 8.765.959,36€, perché ritenuta corresponsabile del dissesto, si leggono vere e proprie meraviglie di magia creditizia come quella di Banca Carige che, per il Curatore, non deve avere 1.396.194,55€, perché la richiesta manca della prova dell’avvenuta erogazione. Come sia possibile non lo voglio nemmeno sapere.

Tutto ciò, secondo chi scrive, rivela l’esistenza di una cultura secondo cui, anche se non si è capaci di fare il proprio lavoro o non si è voluto farlo nella maniera corretta, non si è disposti a mollare l’osso neanche dopo le estreme conseguenze. I fatti ci parlano di questo. Ritornando alla metafora iniziale se pure a scuola l’alunno monoargomento poteva risultare simpatico e addirittura trovare la comprensione di qualche insegnante misericordioso, poi nella società civile non si può permettere che uno, preparato solo sugli egiziani, decida  per milioni di euro… sarà un disastro annunciato.

P.S.

Oggi interroghiamo….. Gnassi venga lei, ma l’avverto non mi parli della Notte Rosa, se no le metto 4.

Davide Cardone

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L’Indotto.

Indotto. Quante volte avete sentito questa parola? Praticamente ogni  partita pubblica di Rimini viene considerata in relazione a questo termine, soprattutto quando le cose vanno male. E’ sopportabile accumulare debiti enormi per quello che talune attività portano di riflesso alla Comunità? Sarebbe ora di farsi un calcolo serio, soprattutto visto che non avendo più sovranità monetaria la stamperia ha chiuso i battenti.

Questo valore, che pare lievitare a seconda delle necessità politiche, è più simile alla casella opportunità del Monopoli che ad un fattore realmente preventivabile.  Basta vedere come la risultante del calcolo sia stata fatta aumentare in maniera proporzionale ai problemi che saltavano fuori dall’aeroporto fino a raggiungere il jackpot di 1 miliardo di Euro.

Cifre tonde, che colpiscono. Un miliardo di Euro, un milione di passeggeri…. No, non preoccupatevi se l’associazione immediata del vostro pensiero  ha fatto apparire un milione di posti di lavoro, il principio è medesimo ed anche la sensazione di fastidio che ne consegue. Il milione di posti di lavoro non si è visto come del milione di passeggeri si è fatto fatica a trovarne nemmeno la metà,  sebbene il comarketing pagasse loro il biglietto.

Esiste però un derivato più sicuro e più calcolabile, quello criminale. Ancora non sappiamo molto, ma forse tra qualche tempo il pregevole lavoro del PM Gemma Gualdi potrà darci la misura di un prodotto che invece di portare risorse alla cittadinanza ne sottrae. Anche se già sospettavamo che quell’aeroporto,insegnatoci come strategico, quello con un milione di passeggeri, non poteva essere fallito solo per crisi e stupidità, oggi viene fuori che qualcuno, probabilmente,  si stava procurando guadagni molto più sicuri di quelli destinati ai fruitori d’indotto.

Un articolato abuso d’ufficio, secondo quanto contestato dalla Procura, sarebbe servito a coprire una frode nelle pubbliche forniture, nonché una truffa aggravata ai danni dello Stato. Tra Rimini e Forlì, guarda caso i due aeroporti falliti, società con Durc falsificato fornivano servizi approssimativi allo scopo di spendere il meno possibile e di tenersi i contributi previdenziali…. Un indotto da 12 milioni di Euro, questa volta sicuramente calcolabile.

Noi di Citizen, non avendone qualifica ne diritto, ci asteniamo da dare suggerimenti di approfondimento, ma non possiamo esimerci dal prendere nota e dal chiederci se dietro alle altre invulnerabilità da indotto ci sia altrettanta leggerezza.

P.S.

Trafficanti di droga e Papponi ringraziano per la destagionalizzazione, la prosperità degli altri è ancora in attesa.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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Corsi e Ricorsi.

Avete presente la teoria dei Corsi e Ricorsi Storici? Quella di Giambattista Vico? Per chi non conoscesse il filosofo napoletano del 1700 la sua teoria elaborava il concetto secondo il quale esistono dei cicli nella storia che si ripetono secondo la volontà della Divina Provvidenza.

Certo il 2014 è molto diverso dal diciottesimo secolo, c’è molta meno Provvidenza e i ricorsi storici sono molto più veloci, lo potete vedere per esempio da quante volte, dagli anni 70 ad oggi, i pantaloni sono diventati a zampa d’elefante per poi tornare a sigaretta. Ai tempi di Giambattista la calzamaglia andava già da 100 anni.

Dunque per limiti epocali la teoria dei Corsi e dei Ricorsi Storici non poteva avere la prospettiva che abbiamo noi oggi. Non che questo ci serva ad imparare, ci mancherebbe! Prendiamo ad esempio il Ricorso Storico della Dolce Vita, ossia il periodo in cui una certa parte della popolazione senza saper fare assolutamente nulla occupa posti di rilievo e ha l’unica preoccupazione di farsi raccontare o fotografare (dipende dal periodo storico ovviamente). Per questa minoranza la Divina Provvidenza è qualcosa di estremamente reale.

Basta avere qualcosa da rappresentare. Come al Marcello Rubini di Felliniana memoria bastava sostenere di avere un libro da finire, per definirsi scrittore, così ai nostri moderni Renzie basta dire di voler “cambiare verso” per essere serviti come grandi statisti. Purtroppo che la gente abbocchi o meno non è dato saperlo fino alla prima verifica diretta… e come il libro non viene completato, così le elezioni vengono allontanate.

L’esempio però, badate bene, non si esaurisce nei massimi sistemi.. anzi sarebbe atto di incuria parlare solo dei mestieranti nazionali. Qualcuno mi saprebbe spiegare ad esempio perché ad Andrea Gnassi e  Stefano Vitali è permesso parlare ancora dell’aeroporto?  Mi devo spiegare meglio?

Uno firma lettere di patronage a sua insaputa, l’altro chiama in causa gruppi lombardo-libanesi  come nelle peggio trame degli anni ’80, mentre l’unica cosa che avrebbero dovuto fare entrambi, come rappresentanti della maggioranza del CDA di Aeradria, sarebbe stato chiedere conto delle perdite e ripulire dalle cariche politiche Consiglio di Amministrazione e poltrone dirigenziali.

Oggi a fallimento conclamato, anche in Cassazione, non solo gli si permette di sparare slogan tramite i quotidiani, ma c’è pure qualcuno che si pregia di fargli eco. Come al solito la discriminante è la realtà, ma quanti ormai la sanno riconoscere in questo periodo di collettive allucinazioni multimediali? Non lo so, ma gli indizi che aiutano a capire ci sono e sono anche belli grossi. Prendete ad esempio le ultime dichiarazioni del magnifico duo:

“Faremo di tutto affinché l’aeroporto non resti chiuso un solo giorno”

Poi arriva al Fellini Riccardo Nencini, vice di Lupi al Ministero per le Infrastrutture, proprio per parlare del da farsi  e non trova a riceverlo ne il Direttore Generale, ne il Curatore Fallimentare. Gnassi e Vitali? Non c’erano, ne sono sicuro, se no avremmo la rete impestata di loro foto col Vice Ministro. Dov’erano? Forse il Primo Cittadino stava finendo di scrivere un GnassiPlan o forse il fax con l’avviso l’avranno mandato al numero sbagliato, come usa fare Anas quando c’è da bloccare la viabilità.

Però c’è da dire che questo non rende la dichiarazione di cui sopra meno veritiera, la rende solo incompleta. La versione integrale dovrebbe essere: Faremo di tutto, tranne quello che serve. Ora il problema è: per quanto dobbiamo continuare con questo stato di cose? Intendiamoci. Io non ho nulla contro i Gagà, presi a piccole dosi sono anche simpatici, ma non è che possiamo pretendere che amministrino qualcosa, non è nella loro natura.  Allora un appello  ai cittadini Riminesi.  Basta, interrompiamo il ricorso storico della Dolce Vita. Liberiamo queste anime sensibili allo spettacolo e destiniamole a palcoscenici più consoni.

P.S.

Onestamente… questi insieme sono meglio di Ric e Gian. Potrebbero essere lo spettacolo di punta  di tutte le feste paesane, dalla Sagra dello Strozzaprete alla Notte Rosa. Liberateli.

Davide Cardone

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Là…. dove rotolano le balle.

Una domanda…

Ma dove sono finite le trame della politica? Quei disegni diabolici che da Giolitti a Berlusconi hanno cambiato stile, ma non complessità, che fine hanno fatto? Siamo diventati esseri così semplici che basta l’agitarsi di una mano per essere scippati con l’altra?

Lo so. Sono tre domande, ma complementari e ultimamente ricorrono spesso nelle giornate di alcuni, non ottenendo incidenza probatoria. No, non sto parlando della situazione nazionale, sebbene Renzie, che promette 1000 euro se lo voti alle europee, sia la rivisitazione in chiave semplicistica del “se mi voti ti trovo il lavoro” (e ti regalo un pesciolino rosso). La riflessione riguarda la politica locale.

Da quando ho cominciato ad osservare da vicino l’operato degli Amministratori di Rimini ho avuto modo di scorgere, in diverse occasioni, uno strano gioco: le tre carte scoperte. Della serie “puoi indovinare quante volte vuoi che tanto non pago”. Attenzione però, non sto parlando di imposizione di puro autoritarismo , mi riferisco invece a quell’atteggiamento adolescenziale per cui, anche scoperti, si continua a negare l’evidenza.

Strano  associare l’adolescenza ad una Maggioranza eletta, ma si fatica a cogliere un riferimento più adeguato. Il continuo addossare le proprie responsabilità agli altri, il rifiuto del confronto, se non con regole proprie decise al momento secondo convenienza e balle, tante balle, perché essendo poco precise hanno bisogno di correzioni continue, in una catena senza fine.

Un esempio recente.

Il PD Riminese ha una lunga storia senza soluzione di continuità, normale in un paesone che gioca a fare la città. In questo percorso i suoi leader, sia di facciata che di vero potere, hanno preso molte decisioni e molte sono state sbagliate. Una di queste è il Palas. Inutile, costoso ed espressione di un desiderio di prestigio sganciato dalla realtà. Proprio le motivazioni per cui è stata decisa la fattibilità di quest’opera hanno in questi giorni restituito tutti i loro limiti, mettendo in evidenza un debito non pagabile con il normale esercizio.

Il Partito Democratico (e derivazioni varie) che deve sfuggire al confronto cosa fa? Nega la richiesta di Consiglio Tematico non presentandosi. La scusa  che la Minoranza abusa dei Consigli Tematici è ovviamente una balla, ma il problema è che, come da tradizione, ha le gambe corte.. come si rimedia? Se ne racconta un’altra, che  copre la prima, nel successivo Consiglio Comunale e si scappa anche da quello. “E’ la minoranza che con le sue assenze non garantisce il numero legale”, meno male che ci sono video e foto che provano il contrario, perché la storiella è raccontata con tale naturalezza che potrebbe sembrare vera.

Ad incaricarsi di far rotolare le balle, Marco Agosta (capogruppo PD) che non interviene spesso, ma quando lo fa si può stare certi che le dichiarazioni si rinfacceranno al suo Partito peggio di una peperonata mangiata all’una di notte. Personalmente dei suoi interventi , con la tenerezza che si deve alle grandi figuracce, ne ricordo quattro.

  1. Indebitarsi, Indebitarsi, Indebitarsi”: un inno quasi gridato in Consiglio Comunale finito con il fallimento di Aeradria.
  2. Per questo voteremo no”: parlando del voto al Prelievo congiunto con i Teleriscaldati al TAR, famoso perché dopo il suo discorso votarono tutti a favore.
  3. Con il nuovo presidente della Commissione Urbanistica il PSC sarà risolto entro un mese”: era il 17 Ottobre 2013.
  4. Per quella rotonda avremo prestissimo delle novità importanti”: in una riunione del Comitato di Santa Giustina prima di Natale. Molti pensarono che  per novità intendesse l’informarsi del tema di cui stava parlando, ma il successivo Consiglio Tematico dimostrò che si trattava di speranze vane.

Intendiamoci, la colpa non è sua. Lui è solo uno dei Frontman  senza talento che il Partito Democratico oppone agli inevitabili nodi che arrivano al pettine. Il dato più preoccupante, lo ribadiamo, è la gestione adolescenziale della cosa pubblica. Ai cittadini comunque non sfuggono certe inadeguatezze tanto è vero che proprio i consigli tematici, che ci si affanna a negare,  sono  banchi di pubblica verifica dove il PD rivela una dispersione emorragica di consensi.

P.S.

Il fatto di non voler trattare i Consigli Tematici della Minoranza non li annulla poiché la loro richiesta, a dispetto di quanto affermato, è lecita e sono stati anche tutti ripresentati. Siamo in attesa della nuova geniale balla per  evitare i prossimi … o si decideranno a fare i compiti?

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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La Grande Vergogna.

Il coniglio è tornato a casa, se mai si fosse mosso da li.

La storia che vi vogliamo raccontare in questo articolo parla di una città abbandonata, Rimini, un partito politico, il PD e della grande incapacità della politica di rendere conto del proprio operato. La storia comincia molto tempo fa, ma il coniglio della prima riga ha solo un anno, anzi poco meno, perché ne è stata denunciata la fuga 11 mesi fa.

Era infatti marzo quando il prode Gnassi dichiarava ufficialmente guerra al cemento, ma in realtà convocava commissioni e consigli comunali, nel tempo record di 72 ore. al fine di togliere indici di edificabilità a privati e proporre variantone epocali. A quel tempo la minoranza e  in particolare i 5 stelle, allarmati dalla improvvisa iperattività del Consiglio Comunale meno frequente d’Italia (Comuni commissariati a parte), si smarcarono da prese di responsabilità che non gli competevano, alzandosi al momento del voto. Pratica usuale delle opposizioni e comunemente praticata per dare un segnale di estraneità politica.

La Maggioranza calcò la mano sottolineando il segnale di discontinuità con vari epiteti quali: “galline in fuga”, “conigli”, “siete andati a nascondervi nei bagni”. La scelta di puntare il dito fu dettata, oggi lo sappiamo, dalla scarsa conoscenza del quadro generale di Rimini e nell’eccessiva fiducia  nelle capacità della Giunta Gnassi. Certamente ognuno di loro avrà sentito parlare del “cadavere del nemico” da aspettare comodamente seduti sulla riva del fiume alla maniera di Confucio, quello che però non avrebbero mai sospettato era che presto quel cadavere l’avrebbero interpretato loro.

Da allora sono passati 11 mesi nei quali la Maggioranza e la Giunta hanno inanellato pessime figure, oltre che nell’incapacità gestionale, anche nell’intraprendere un percorso partecipativo con la cittadinanza. Alla prova dei fatti, ad ogni Consiglio Tematico promosso dalla Minoranza e digerito per regolamento dalla Maggioranza, è corrisposta l’evidenza di una drammatica approssimazione riguardo a competenze e conoscenze. Di questo comportamento Citizen vi ha reso conto in diversi articoli del passato. Teleriscaldamento, Aeradria, Santa Giustina, ponte di via Coletti, V Peep ecc., un’emorragia elettorale in termini di consensi e cittadinanza allibita, perché quando tocchi la politica con mano ti rendi conto di tante cose.

Nel frattempo maturava anche un’altra drammatica situazione. Il Palas, chiamato dai più  Paladebit, si accasciava nell’inedia e nell’impossibilità di pagare i suoi debiti fino a giungere alla situazione attuale. Milioni di euro di mutuo, accesi con Unicredit e MPS, non pagati e non pagabili. Difficile per questa Amministrazione giustificare la mancanza di una proposta che non andasse contro tutto ciò che era stato predicato fino a quel momento: la guerra al cemento, una finta guerra per cui hanno chiamato conigli tutti gli altri.

Eh si perché l’unica possibilità di salvare il Palas, per loro, è una bella colata di cemento che, i geni del PD, tentano di coprire sotto il nome di Acquarena. Una pozza di 25 metri, che dovrebbe rappresentare una  piscina comunale, con relativa edificazione residenziale, commerciale e, ciliegina sulla torta, una bella Conad…, giusto per gradire.

Pubblicamente, economicamente e politicamente ingiustificabile, ma altrettanto difficilmente spiegabile sarebbe la brutta svendita del bene per il quale sono state messe a garanzia quote sia pubbliche che private, in un turbinio di percentuali in stile Holding. Non sappiamo in che stato sia la Camera di Commmercio, ma la Provincia ha già dichiarato di non poter far fronte ai suoi impegni e pare proprio che il Comune (a sua insaputa… ci mancherebbe!) sia pronto ad un’altra figura modello Aeradria.

Come si fa a spiegare tutto ciò ufficialmente in un Consiglio Tematico? Semplice, si diserta. Così ieri sera, 6 marzo 2014, il Partito Democratico e le due inutili stampelle che l’appoggiano in Maggioranza hanno preferito dichiarare che il cane gli aveva mangiato i compiti, che non è proprio corrispondente alla ridicole giustificazioni addotte, ma da l’idea dell’immaturità e dell’impreparazione del loro bagaglio culturale e politico nella la gestione del bene comune. Desolato il solo Brunori si guardava intorno chiedendosi dove fosse andato a nascondersi Capitan Schettino.

La scusa ufficiale è stata che la Minoranza ha abusato, a fini strumentali, dei consigli tematici convocandone troppi (nel regolamento comunale non esiste un limite numerico) e che, per fare pari con la sospensione di una seduta recente (nella quale il numero legale è mancato per assenze della Maggioranza), il PD non intende concederne più. Una motivazione che lasciamo giudicare ai lettori. A questo punto è importante sottolineare che non è facoltà della Maggioranza concedere Consigli Tematici, in quanto questi vengono da regolamento svolti dopo la raccolta di 7 firme di Consiglieri, siano essi in Maggioranza o in Opposizione. L’unica cosa che si può fare per impedirli e far mancare il numero legale, esattamente come hanno fatto stasera i coraggiosi guerrieri della coerenza a qualsiasi costo.

E’ buona norma, in un articolo, non dare opinioni personali, ma visto che questo è solo lo scritto di un comune cittadino, l’invito  a lasciare il lavoro di Consigliere a chi ha la voglia, la capacità e l’orgoglio di farlo, pare d’obbligo.  Molte volte è stata fin troppo palese la mancanza di conoscenze e competenze sulle decisioni che sono state adottate, ma almeno c’era una qualche forma di assunzione di responsabilità. Oggi è caduto anche l’ultimo velo.

Riprendetevi il coniglietto e andatevene. Il PD Riminese anche senza opposizione è improponibile, ne abbiamo evidenza, ma con una seria opposizione non ce la può proprio fare.

P.S.

Il Primo Cittadino non c’era… figurati gli altri.

Davide Cardone

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Zero in condotta.

bart-lavagna_squolaIn questi giorni sul Resto del Carlino di Rimini sono state prodotte le pagelle di metà legislatura. Inutile sottolineare quanto fosse difficile parlare bene dell’operato del Primo Cittadino ed infatti proprio non hanno potuto. Certo sono stati molto educati nelle critiche come si confà a dei seri professionisti e, per equilibrare, hanno dovuto mettere, alla fine della scarna edizione, una bella lettera di un’albergatrice entusiasta e grata per la benedizione del capodanno più lowcost del mondo.

Alla fine della bonaria tirata d’orecchi si è concluso che il Primo Cittadino è comunque un buon Assessore al Turismo e dunque si può rimandare la stroncatura definitiva. Perché rompere i rapporti con un Sindaco con ancora due anni e dispari di legislatura?

Noi di Citizen non ci sentiamo di condividere quest’analisi forse perché non considera il voto in condotta. Dunque, per seguire il gioco del rendimento scolastico, abbiamo qualche ulteriore riserva. L’alunno in classe prende in giro i compagni in sovrappeso, si assenta spesso con giustificazioni generiche, si appropria dei compiti a casa di altri (leggasi: il federalismo demaniale non è certo farina del suo sacco), si interessa solo alle feste e da la colpa del suo scarso rendimento a tutti tranne che a se stesso. Basta una striscia gialla da 660 mila euro per essere rimandato a settembre? Perché, siamo sinceri, il resto sono cose da Assessore al Turismo, come sottolineato anche dal giornalista del Resto del Carlino.

Siamo sicuri che a questo punto molti pacifici cittadini, appollaiati sul loro status quo, staranno meditando di chiudere questo pedante articolo che non tiene in considerazione i successi del loro Sindaco. Dunque, per capire l’esatta situazione a cui ci si attesta con un Primo Cittadino che “ma si in fondo è un buon assessore al turismo” preferiamo darla a Rimini la pagella. Ecco le materie.

Aeradria: parzialmente, ma in gradazione altamente significativa, la situazione della società che gestiva il Fellini era stata resa nota nel 2011, in un famoso Consiglio Comunale. La posizione debitoria è stata volutamente ignorata, lo dimostra il fatto che invece di correre ai ripari e dimettere il Presidente Masini (come chiesto dal Consiglio Comunale) si  è continuato con slogan dell’indotto che giustifica tutto.  Impostazione che non è piaciuta alla Procura, come pure non sono piaciute le lettere di Comarketing che Gnassi e Vitali hanno firmato a loro insaputa.

Distratti. Voto 2

TRC: Un progetto di 20 anni fa di cui il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha autorizzato solo uno stralcio di neanche 10km da Rimini a Riccione. Una spesa di 100 milioni di euro per quella che molti, solo recentemente, hanno scoperto essere un autobus e non una metropolitana. Autobus che, peraltro, non collega nulla. Non la Fiera, non l’Aeroporto, non l’Ospedale.

Inutile. Voto 3

Teleriscaldamento: un sistema nato per essere obsoleto, dato che la gestione viene assegnata per trent’anni alla volta. Oltre all’obsolescenza c’è l’antieconomicità dichiarata di recente dal Dott. Carboni, dirigente Acer, ufficio casa del Comune, obbligato per precedenti accordi ad attaccare ogni nuova costruzione al sistema. C’è anche chi è ricorso al TAR per vedersi poi assegnare 25 mila euro di spese legali senza neanche entrare nel merito della causa… un moderno miracolo della democrazia.  Al Comune di Rimini è bastato aprire un tavolo tecnico abbandonato per esasperazione dai Teleriscaldati, non prima però della scoperta che i Viserbesi hanno diritto alla restituzione di più di un milione di euro di oneri urbanistici non dovuti.

 Biricchini. Voto 4

Reti Gas:  Il Comune di Rimini era socio di maggioranza di Servizi Città spa, società proprietaria delle reti gas. L’altro socio era SGR la quale, a dispetto di un valore iniziale di 17milioni di euro, ha acquistato l’altra metà del pacchetto a 8 milioni di euro, con la promessa di pagare un conguaglio se, al 2015, qualcun altro offrisse di più… come no!? Magari Hera (qui potere ridere). Nel frattempo SGR è l’orgogliosa gerente della Distribuzione, dei Servizi e delle Reti di Rimini… un monopolio di fatto, che l’Antitrust ha già ammonito ai tempi delle proteste per il Teleriscaldamento.

Accaparratori. Voto 3

Guerra al mattone: nell’era della più grande crisi edilizia che l’Italia abbia mai vissuto la lotta al mattone è più millantata  che perseguita. Attualmente costruisce solo Acer e, come detto, attacca tutto al Teleriscaldamento.  Oltretutto la Guerra Santa vale per cambi di destinazione d’uso, ma non per la manovra Salvapalas. Migliaia di metri quadri misti tra residenziale e commerciale in via della fiera per trovare denari utili a salvare il Palas. La scusa: una piscina di 25 metri.

Annacquati. Voto 2

Fiera: l’infinito dominio di Cagnoni comincia a soffrire delle sue proiezioni faraoniche verso un futuro che pare non arrivare in tempo e i conti faticano a farsi quadrati. Ultimamente, oltre al debito endemico della Fiera vera e propria, vi è anche il buco nell’acqua del Palas che non riesce a pagare ne il mutuo ne la gestione. Anche l’indotto ha i suoi limiti.

Pretenziosi. Voto 2

Santa Giustina: Prima le strade poi le strutture? Neanche per sogno. Una centrale a Biogas, pare non voluta a Parma,  e l’ampliamento del depuratore , ma una strada larga tre metri per raggiungerli. Oltre alla già difficoltosa situazione del traffico in zona centinaia di camion devono imboccare l’esausta via Carpinello. La soluzione? Una pista ai margini del  Marecchia promessa in attesa di una circonvallazione già approvata, ma misteriosamente sospesa senza motivazione formale conosciuta. Che dire… a Santa Giustina aspettano la pista, in attesa della tangenziale, in attesa di una motivazione. Intanto il WWF avverte, la pista può essere solo provvisoria.

 Storia infinita. Voto 3

Rimini UpTown: Come un Giurassik Park della Mondezza salendo sulle colline di Covignano si può trovare L’Ecomostro, il Biodigestore. I cittadini sono sicuri che non funzioni correttamente e che inquini. Per la verità non solo loro hanno questa convinzione vista la diffida comminata dal Servizio Politiche Ambientali della Provincia di Rimini per sforamento dei valori limite.

Puzzolente. Voto 2

V Peep: 30 anni fa ci siamo dimenticati di chiedervi gli oneri urbanistici, ma fa niente perchè nel frattempo ci abbiamo messo aggiunto un sacco di roba e voi avete tre mesi per pagare. Non è esattamente così, ma da l’idea del perché 1600 persone si siano unite in una class action contro il Comune. Il Tar di Bologna si è affrettato a sospendere alla stessa velocità con cui, da Palazzo Garampi, è partito un comunicato con cui si acconsentiva ad una proroga.

L’immagine prima di tutto. Voto 3+ (il più è per le risate che mi provocano certi comunicati)

PM10: Numerosi gli sforamenti e in alcuni casi con valori così alti, secondo i parametri del Ministero dell’Ambiente, da rendere obbligatorio far rimanere a casa i bambini. Il traffico si sa, in assenza di valide politiche per disincentivare l’uso dell’automobile e la completa indifferenza verso un piano per la mobilità urbana, produce di queste situazioni e la soluzione sembra non sia la danza della pioggia, come non lo sono i piedi bus e la piantumazione di qualche albero.

Pericoloso. Voto 0.

Ciclabili: Oltre alla riga gialla da 660 mila euro Rimini è l’orgogliosa proprietaria di una rete ciclabile definita dagli esperti (coloro che le percorrono) Ab Capocchiam. Tra una serie di aborti che cominciano e finiscono nel nulla sono famose: La pista di via XX Settembre in cui i ciclisti corrono come in una roulette russa sperando che nessuna macchina parcheggiata apra lo sportello dal lato passeggero.  La pista della via Montescudo, assolutamente da non percorrere al calar del sole a causa di buchi di buio profondo non gestibili con una semplice illuminazione da ciclista. La pista di Viserbella pericolosa ed interrotta innumerevoli volte da incroci che arrivano fino alla carreggiata stradale. Il Primo Cittadino in persona, durante la presentazione del bilancio provvisorio all’Hotel Helvetia, aveva promesso una soluzione dopo l’estate, quella già passata.

Aspetta e spera. Voto 4.

Trasparenza: La trasparenza è un problema vasto e dunque siamo costretti ai fatti salienti. A Rimini si fa come dice Gnassi e, in questo, la situazione è abbastanza trasparente. Per il resto si sa poco. Le poltrone nelle partecipate continuano ad essere cariche politiche anche se, in certi casi, travestite, vedi ad esempio la giovane e brillante manager bocconiana da quest’anno alla guida di AM che, solo casualmente, è la nipote di Maurizio Melucci. Importanti i posti a chiamata diretta ed insindacabile giudizio del Primo Cittadino come il dirigente Bronzetti promosso sul campo senza alcuna concorrenza, se non quella che sembrava tanto una rappresentazione per l’odiens. Altre amenità sul personale: il contratto “D” del capogabinetto Funelli è finito alla corte dei conti e retrocesso a “C”. Almeno da quest’anno si possono seguire i Consigli Comunali in streaming.

Opaco. Voto 4.

Fogne: Tutto risolto, parola di Hera… almeno da li pare venire la soluzione. Una copertura finanziaria garantita da Hera, Romagna Acque e Amir recuperata in 25 anni di tariffe, di tutta la provincia, che ovviamente verranno aumentate. Quanto? 4-5% all’anno per la durata dei lavori che si presumono di 7-8 anni.

Come non fidarsi? Voto 5.

Viabilità: tragica e non risolvibile con le soluzioni indicate, tra le quali c’è il TRC. Se soluzioni valide sono state proposte ci dispiace, ma eravamo distratti. Ci siamo accorti invece che stanno per arrivare delle dure prove come l’ormai inevitabile abbattimento del Ponte di Via Coletti e, in un futuro prossimo, l’auspicata pedonalizzazione del Ponte di Tiberio.

Confusi. Voto 4

Turismo: Unite un Sindaco che ha le feste nel DNA, un Assessore Regionale al Turismo diventato tale dopo una vita nella politica Riminese e diversi importanti Riminesi poltronati in Enit (compreso lo stesso Melucci), tutto questo con a disposizione la Capitale del Turismo, dove il biglietto aereo ai turisti lo pagano i cittadini. Cosa ottenete? Las Vegas? Disneyland? Il Paese dei Balocchi? No… rimarrete con Rimini in crisi e un traffico di badanti che sostano da noi a 20 euro a notte. Poi, se proprio hanno dei soldi da spendere, nel pacchetto c’è la gita inclusa da altre parti. E’ stato calcolato che costa di più mantenere un detenuto che un turista a Rimini (e ultimamente in certi quartieri è una soluzione consolidata). Assolutamente da segnalare l’iniziativa Io-Info, abilitazione sperimentale di alcuni esercenti alla sostituzione degli uffici di informazione turistica. Pare che nel pacchetto ci siano anche 30 ore di russo, utili forse per spiegare che il gatto è sul tavolo nell’idioma Moscovita.

 Occasioni perse. Voto 0 (spaccato).

Turismo 2, la spiaggia: Un modello, una tipicità, ma con la bolkestein nessuno sa “che s’adda fa” (l’articolo e mio e ci metto quante rime voglio). In realtà qualcuno lo sa ed ha messo in fila bolkestein e federalismo demaniale. Funziona così: il TRC uno scopo ce l’ha, chiudere il lungomare che, con il federalismo demaniale è a disposizione del Comune. Tutte le strutture che attualmente insistono sulla spiaggia possono non preoccuparsi dell’instabile sabbia bolkestein perchè vengono spostate, per la maggior consistenza, sul demanio federale. Con i soldi di chi? Bagnini, chioschisti e albergatori che, in un coro di fiducia e fratellanza, chiedono prestiti alle banche. Fantascienza? Non per tutti e non per la Rimini che conta, già organizzata nel Consorzio nel Porto.

Selezione Naturale. Voto: non classificabile.

Questo a grandi linee il quadro. Tutta responsabilità di questa Amministrazione? Non sempre direttamente, ma, considerando che il Primo Cittadino si è  occupato di politica fin da ragazzo e sempre nella stessa corrente non si può certo esimere da una responsabilità storica. In ogni caso soluzioni valide non sono state intraprese per nemmeno uno di questi problemi, anzi. Nonostante non ci sia dubbio che chiunque abbia in animo di fare buone cose, perlomeno per accrescere il  proprio  prestigio, a Rimini l’attivo riguarda 3 notti l’anno: Notte Rosa, Molo Street Parade e Capodanno… pochino per la promozione.

P.S.

Non bisogna pensare che una stroncatura faccia sempre male. Una giusta bocciatura oggi potrebbe regalarci un magnifico collaudatore di poltrone europee domani.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Aeradria Addio.

Aeradria-Aereo-Turisti_2E’ successo. Aeradria è fallita, ma la realtà è che, tra quelli informati ed interessati, si sono stupiti in pochi. Air e Rimini Promotions non erano altro che una pista d’atterraggio alla decisione di stasera. C’è da scommettere che anche i diretti interessati avessero la consapevolezza di giocarsi una partita parecchio difficile.

Le parole del Procuratore Capo Giovagnoli, appena pochi giorni fa, sono state avvertite come un’anticipo di sentenza: «ormai e’ una specie di farsa, noi chiediamo il fallimento di Aeradria perché i dati a sostegno del concordato di continuità si rivelano sempre falsi ogni volta che un soggetto terzo si trova ad esaminarli. Che le due società collegate ad Aeradria, Air e Rimini Promotions fossero un tutt’uno con Aeradria è noto»

Inutile la campagna palesemente organizzata, con tanto di modellino di aereo da mostrare in foto, con cui ci si è affannati a far vedere quanti commercianti avrebbero svuotato le loro tasche sulla società, pur di non interrompere il flusso dell’indotto. Inutili sono stati anche gli 8.3 milioni di Euro che i curatori della società, nonché qualche operazione obbligazionaria di Carim e di altre banche, erano riusciti a racimolare. Inutili infine anche gli avvertimenti del Direttore Generale  Trapani che paventava un ritiro immediato delle licenze Enac in caso di fallimento.

Non che ci sia da rallegrarsi per la situazione, ma le premonizioni di Trapani, riguardo le concessioni che sarebbero dovute cadere ex lege, erano  sbagliate, in quanto il giudice ha dato l’ok alla prosecuzione provvisoria delle attività di scalo, nominando come Curatore Fallimentare il Dottor Renato Santini.

Inevitabile pensare alle conseguenze legali della cosa. Secondo quanto si apprende dalle dinamiche dei fatti la situazione sarebbe stata così grave da non poter proprio tapparsi il naso, nonostante i continui richiami all’economia che si andava a minare in caso di stop al concordato. Forse cercare di buttare sulle spalle della magistratura, dalle pagine dei quotidiani,  la responsabilità dell’indotto non è stata proprio una mossa intelligentissima, ma rimane il fatto che evidentemente sia stato oltrepassato anche il limite del preminente interesse pubblico.

Conclamato il reato ora non resta che aspettare e sapere chi sono i rei e quanto sono rei. A dire il vero di nomi ne sono girati parecchi da qualche tempo a questa parte, resta solo da scoprire se si è trattato di incapacità o dolo consapevole. Dopo il famoso annuncio in coro “Abbiamo salvato un’aeroporto“,  interpretato da Gnassi, Vitali e Masini, giureremmo più nell’incapacità e dunque nella buona fede. Volete di più? Pare (e dico pare) che qualcuno abbia assistito ad una discussione in tarda serata, fuori dal Consiglio Comunale, tra Gioenzo Renzi (Fratelli d’Italia) e Andrea Gnassi: battibecco  durante il quale il Sindaco avrebbe affermato che, se gli avessero dato lo strumento, avrebbe messo volentieri più di un milione di euro all’anno per la Società Aeradria. Dunque, sembra  che la cosa non sia stata proprio gestita da “geni del male“, ma piuttosto da chi, semplicemente, sopravvaluta le proprie capacità.

P.S.

Qualcuno in un recente passato aveva già chiesto le dimissioni di Gnassi e Vitali. Questo sembrerebbe un buon momento per produrne di autonome.. così.. giusto per far vedere che la responsabilità politica esiste ancora.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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A colpi di Minoranza

john-wayne-coal-shuttle-spankingIeri sera in Consiglio Comunale, alla votazione delle Delibere Urbanistiche presentate dal Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico di Rimini ha subito una sonora sconfitta. Per la precisione tre a uno, con un set pari, ma procediamo con il racconto di quei momenti.

Era nell’aria. Si poteva intuire già dall’elezione di Allegrini (PD) come nuovo Presidente della III^ Commissione, quella dell’Urbanistica. La votazione è stata aperta da una gaffe di Bertino Astolfi (Rimini per Rimini) che in Consiglio Comunale, ripreso dalle telecamere, si rivolge al PD parlando di accordi politici non rispettati sulla rivisitazione di tutte le presidenze comprese quella del Presidente del Consiglio Comunale Donatella Turci, la quale, stizzita, gli ricorda di trovarsi in un luogo istituzionale e non una riunione della maggioranza.

Forse si poteva intuire anche dall’assenza del Sindaco, colto da un improvvisa esigenza di “impegno istituzionale” dalla natura imprecisata; siamo andati anche a vedere il calendario dell’importante TTG (Travel Tecnology Day) in programma in questi giorni, ma il lavori in Fiera finivano alle 18.30. Può essere che lui e Vitali dovessero raccomandarsi l’anima al … Ministro Bray, che,comunque, non si è fatto pregare e il giorno dopo è spuntato sui giornali con la dichiarazione “L’aeroporto Fellini è un alimento per il sistema turistico“. Vero… però Ministro, sarebbe meglio chiedere in Procura chi poi se lo è mangiato quell’alimento, prima di fare dichiarazioni ad capocchiam. (scusi il latinismo)

13 - 4
La desolazione dei banchi della Giunta.

Forse si poteva persino intuire dall’assenza del’Ass. Biagini che, dopo aver letto una striminzita disamina ,pervenuta dagli uffici tecnici, del perché le 5 delibere pentastellate non potevano essere accolte, ha pensato bene di sparire, prima di essere imbrigliato in un tedioso dibattito. [Assessore per quanto può valere ha la solidarietà di chi scrive… anche a me gli interventi di Galvani fanno quell’effetto.]

Fatto sta che tre delle 5 delibere, al momento della votazione, sono passate e tutte con un solo voto di scarto. Per meglio capire come si è venuta a creare questa situazione è bene spiegare la materia del contendere.

Senza scendere in tecnicismi: il Movimento 5 Stelle di Rimini ha presentato 5 delibere urbanistiche che avevano come oggetto la riqualificazione degli ambienti urbani, senza per questo favorire ulteriore consumo del territorio, da usare come volano per la ripresa del settore edile, in grande sofferenza al momento. Un esempio per capire: una delle delibere prevedeva la possibilità di frazionamento di appartamenti di grandi dimensioni, che in molti casi non hanno più senso, nel centro storico. Lavoro per l’edilizia, opportunità per chi li possiede e un uso diverso dello spazio già esistente.

L’esempio è semplice ma le delibere, nate dall’esperienza dell’Architetto Fausto Battistel e già destinatarie di elogi informali da parte delle categorie interessate, entrano molto profondamente nell’attuale esigenza del territorio e sconfessano nei fatti atteggiamenti propagandistici che poco hanno a che fare con la realtà. Un consiglio: chiedete di leggerle, le troverete molto interessanti.

Ma perché queste delibere sono fonte di un imbarazzo tale da causare la debacle della maggioranza al voto? Anche qui molto semplicemente: Rimini ha a disposizione uno strumento urbanistico, il PRG (Piano Regolatore Generale), vecchio di vent’anni. Esiste un nuovo strumento, il PSC (Piano Strutturale Comunale), che il Sindaco ha dovuto accettare nella forma attuale per convenienza politica, ma che non vuole rendere operativo in quanto disturba le sue intenzioni (qualsiasi esse siano). Fatto sta che questo ha provocato una paralisi che dura oramai da metà legislatura. Si è provato ha dare un indirizzo politico con il Masterplan Strategico, una serie di cerchi e cartoline di Misano, ma evidentemente servono ben altre capacità che non quelle di un PR da Notte Rosa.

camporesiLe delibere del Movimento 5 Stelle sono fortemente imbarazzanti perché, pur nella paralisi e nell’obsolescenza dello strumento PRG, riescono a proporre qualcosa di sensato, non demagogico e immediatamente fruibile. Insomma: fatti, non pugnette. Poi ci sono anche degli eleganti colpi di fioretto come le citazioni delle intenzioni programmatiche del Sindaco usate, dal Consigliere Luigi Camporesi ( Capogruppo M5S), nella presentazione, come introduzione alle delibere stesse.

Dunque, ora che avete tutti gli elementi per capire la situazione, un po’ di cronistoria della disfatta  per farsi due risate perché forse non tutti sanno che assistere al Consiglio Comunale può essere anche divertente.

zerbiniA seguito della presentazione delle delibere il primo intervento è del Consigliere Samuele Zerbini (PD), Renziano dichiarato e politico esperto, relativamente ai giovanotti in mezzo ai quali è seduto. Samuele capisce che le delibere hanno una valenza politica notevole e che bocciarle senza appello sarebbe una sciocchezza. Decide così per un percorso diverso, propone il passaggio in commissione. Da quel momento tra i banchi Democrat comincia una consultazione serrata. Il Consigliere Carla Franchini (M5S) interpreta tale avvenimento come la necessità del gruppo di stare un po’ da soli e di fatti chiede una sospensione di 5 minuti che, dopo varie contestazioni di metodo e maniera, viene concessa.

franchiniDopo la pausa interviene il grande Gennaro Mauro (PDL) che, infastidito da quella che comunemente viene chiamata partecipazione, stigmatizza la presenza di esseri senzienti tra il pubblico chiamandola ridicola e scandalosa. Un appunto al Consigliere PDL, ovviamente il modo di sentire politico è estremamente relativo, ma se vuole avere un punto di riferimento su cosa sia ridicolo e scandaloso basta dare un occhio alle imprese erotiche di Papi.

Il successivo dibattito, fino al voto, si svolge tra le considerazioni della minoranza sul paradosso della situazione urbanistica e le supercazzole di MauroAgosta (Capogruppo PD), che dai tempi dell’appello ad “indebitarsi, indebitarsi, indebitarsi” per Aeradria non ne azzecca una. Anche in questa occasione non si fa pregare e spara. Grazie ad Allegrini, nuovo Presidente della III Commissione, prestissimo avremo un PSC di cui usufruire. Anche la supercazzola dell’Assessore Sara Visintin non aggiunge nulla alla discussione che era già stata messa in ordine da Camporesi nel suo intervento finale, utile a  denunciare l’uso  penoso di argomenti pretestuosi.

agostaPoi il brivido , il voto nominale. Il PD che doveva essere d’accordo per il no, tranne per l’eccezione già dichiarata di Zerbini, trova la sorpresa del Consigliere Gallo (PD), il quale decide di votare secondo coscienza. L’assenza di Astolfi, lo sceriffo in canottiera, evidentemente indispettito per il mancato rispetto dell’accordo politico di cui si parlava all’inizio del pezzo, fa il resto. Tre delibere passano, una pareggia ed un’altra rimane esclusa.. forse era il goal della bandiera. Da notare che se alcuni consiglieri del PDL non avessero parlato in favore delle delibere per poi però sottrarsi alla loro votazione sarebbero passata tutte e 5…. che volete che vi dica, saranno le larghe intese?

Sconfitta. Può sembrare esagerato usare questo termine, ma non ce n’è un’altro per spiegare come una maggioranza possa essere andata sotto in Consiglio Comunale solamente perché non ha un contenitore dove posizionare e trattare delle proposte urbanistiche più che lecite. Purtroppo dal nazionale al locale chi vive solo di proclami si fa attendere un po’ troppo nei risultati e Rimini, coacervo di complicazioni, non può permettersi certe leggerezze.

P.S.
La scusa del “siamo appena arrivati” non poteva durare per sempre, a metà legislatura non esistono cose di cui non si può imputare questa maggioranza ed è ora che si prenda le sue responsabilità politiche.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Credito Fraudolento

matteo_renzi__andra_gnassi_e_stefano_vitaliE’ successo. A forza di buttare sporco sotto il tappeto ora ci si inciampa sopra, la cosa buffa è che ci inciampano proprio i sostenitori della regolarità del metodo.

Stiamo banalmente parlando della notizia del giorno: Gnassi e Vitali indagati per i fatti di Aeradria. Colpevoli, innocenti? A noi di Citizen non interessa. Non capite male però, non è che se venissero riconosciuti colpevoli non sarebbe importante e rilevante, ma, forse, potrebbe essere riduttivo rispetto al vero quadro della situazione.

La vicenda di Aeradria, spogliata, di depistamenti, infiorettamenti e proclami è piuttosto semplice: la politica locale si è messa in testa di ottenere prestigio e chissà che altro aumentando le potenzialità di un aeroporto. La cosa poteva avere anche un senso se al posto di professionisti del settore non fossero state usate delle cariche politiche.

La politica, non c’è niente da fare, non è imprenditoria e restituisce tutti i suoi limiti quando al momento di cambiare, per mutate condizioni, si affida invece a proclami vuoti di realtà. Già perché  l’arma principale della politica è la dialettica e una situazione politicamente avversa si può risolvere con un cambio di paradigma. Lo stesso non si può fare però con un’azienda.

Aeradria ne è un esempio lampante. Le continue forzature della politica, dal tentativo di rifinanziare la società nonostante la legge, all’annuncio di fondi Lombardo-Libanesi interessati all’Aeroporto, rappresentano un percorso di incapacità amministrativa il cui emblema sono proprio le lettere di patronage su cui la Procura indaga, non certo per verificarne l’esistenza, quella sembra essere sicura, quanto la conseguenza.

Forzatura o atto legittimo? La risposta scritta del Primo Cittadino ad una interrogazione in Consiglio Comunale di Gennaro Mauro (PDL), che chiedeva conto nel marzo 2013 proprio dell’impegno assunto in quella lettera, sembra (a giudizio di chi scrive) piuttosto imbarazzata. Si parla di un impegno firmato di 730.000 € che non passò per il Consiglio comunale, ne per le mani dei Sindaci Revisori del Comune, perchè il Sindaco non lo riteneva giuridicamente rilevante e non gli era venuto il sospetto che qualcuno, l’Ex Presidente di Aeradria Masini, potesse usarla per chiedere credito presso Carim. Curioso come nella politca possano esserci tanti eventi all’insaputa di chi li commette.

Come detto però all’inizio di questo pezzo quello che conta in questa storia non è la scoperta del se e come un Sindaco e un Presidente di Provincia siano colpevoli. Agli occhi della città di Rimini c’è un danno per cui l’incapacità e il dolo assumono la stessa identica rilevanza. Quello che conta è la domanda fondamentale che affligge la nostra epoca: ma in Italia… dove è finita la responsabilità politica?

Sappiamo, ne abbiamo le prove, che negli USA un Presidente si dimette non già per una fellatio clandestina, ma per aver mentito sul fatto che quella fellatio sia stata in effetti eseguita. Sappiamo che in alcuni paesi dell’Europa del Nord spontaneamente ci si dimette anche per aver confuso le spese personali con quelle della carica che si riveste. E in Italia? Ai politici Italiani pagano mutui e ristrutturazioni a loro insaputa.

Possibile che nessuno si prenda la responsabilità politica di aver ridotto un 80% di partecipazione pubblica ad una misera golden share del 20%? La responsabilità politica non è un moralismo inutile, è, nella realtà dei fatti, l’unico freno possibile ai danni che i politici posso fare, prima dell’Avviso di Garanzia ovviamente.

Aeradria non poteva fare il co-marketing, era una partecipata pubblica. Per ovviare al problema si inventa la partecipata della partecipata: Air. Windjet, uno dei destinatari del co-marketing, fallisce e si porta dietro tutti. La regola per cui una partecipata non può ricorrere ad una tecnica aggressiva come il co-marketing rivela qui il suo senso. La politica però non accetta i sensi e pensa di avere il potere di cambiare i significati; infatti gli abili amministratori si sono così convinti che a Rimini potessero passare un milione di passeggeri da farsi intimare da Enac un adeguamento di struttura per tale traffico, tanto paga Pantalone.

La cosa che non manca  ai partiti però, a parte le velleità imprenditoriali, è la reazionaria difesa dello status ed infatti in men che non si dica ecco le dichiarazioni della coppia Petitti & Arlotti che mettono le mani sul fuoco a garantire l’onestà “personale, amministrativa e intellettuale” di “Andrea e Stefano“. Noi non ci saremmo sbilanciati in così tanti campi, ma i fronti comuni pare si costruiscano così.

Comunque, concludendo, noi di Citizen non auguriamo colpevolezza a nessuno, ma vorremmo che l’inadeguatezza fosse trattata con la dovuta considerazione… con i mezzi e il personale che le amministrazioni comunali e provinciali hanno a disposizione non è facile fallire. Forse, però, è per questo che Vitali e Gnassi mantengono il loro sorriso intatto, sanno di aver raggiunto in qualche modo un’eccellenza.

P.S.
Ma Masini, quello che annunciava tramite stampa di aver salvato un aeroporto che fine ha fatto?

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Petitti, Arlotti e Pizzolante… come se la largointendono.

back2Tempo fa nella pagina Facebook del Partito Democratico un incauto creatore di contenuti aveva sottolineato come Giulia Sarti (M5S) avesse una percentuale di presenze in Parlamento “solo” del 75%. Questo contro il passa 90% di Emma Petitti e Pizzolante e il quasi 100% (99.42%) di Tiziano Arlotti.

Se questa lettura delle statistiche dimostra qualcosa è proprio che, decontestualizzate, le percentuali significano poco. L’atteggiamento approssimativo nei confronti del dato ha fatto si che non fossero considerati due fatti importanti e non si sa se per ignoranza o per pretesa furbizia: 1) Giulia Sarti è stata ricoverata due volte, la seconda per un’operazione di appendicectomia. 2) Openpolis, il sito da dove sono state prese le percentuali, conta l’astensione dal voto come assenza e in politica anche l’astensione è un’azione tangibile.

C’è un terzo parametro da considerare, che fa fatica a rientrare in delle fredde percentuali e riguarda la qualità del lavoro svolto e l’efficacia che il Parlamentare ha sulla realtà delle cose. Proprio per verificare questo Citizen si è imbattuto in delle strane coincidenze, sulle quali ci piacerebbe avere l’opinione di qualche lettore.

La nostra “indagine” parte dall’assemblea del 9 Ottobre del Comitato V Peep, presso la sala della Conciliazione in via della Fiera. In quell’occasione qualcuno, a sottolineare l’indifferenza della politica sulla questione, si disse curioso di sapere se la Parlamentare Emma Petitti del PD fosse intervenuta come, pare, avesse promesso il Sindaco. Dunque siamo andati a controllare e con i potenti mezzi di Citizen, una connessione e della curiosità, abbiamo scoperto un po’ di cose.

In primo luogo si, un intervento dell’On. Petitti esiste, abbiamo faticato un po’ a trovarlo perché la parlamentare ne è solo cofirmataria, ma esiste. Il 7 Ottobre 2013 l’On. Luca Sani (PD e presenza del 44,94%) Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera ha presentato una proposta di modifica (emendamento) al ddl C.1544, la conversione in legge del decreto di Agosto sull’IMU per intenderci. Di seguito il testo della proposta della modifica:

Dopo il comma 6, aggiungere il seguente comma aggiuntivo: 6-bis. All’articolo 31, comma 48, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, le parole da: «ai sensi dell’articolo 5-bis», fino a: «riduzione prevista dell’ultimo periodo dello stesso comma» sono sostitute dalle seguenti: «dividendo per due il valore venale del bene».

La proposta è stata giudicata inammissibile e non si fatica a capire il perché. Mettendosi nei panni del Legislatore chi l’avrebbe ammessa? Dov’è la premessa? Come si fa a capire la reale situazione di emergenza sociale in cui si sono trovati almeno 1500 (e rotti) ricorrenti?

Siamo dunque andati a cercare altri atti del Parlamento in cui si rendesse nota la gravità e l’incombenza del problema V Peep di Rimini. Non ne abbiamo trovati, forse per nostra incompetenza, ma cercando tra le interrogazioni parlamentari, quello che ci sembrava il mezzo più veloce e più diretto per rendere nota la contingenza, abbiamo trovato altro.

Emma Petitti, dal Marzo in cui diventò Onorevole ad oggi, ha fatto 4 interrogazioni e, bisogna ammetterlo, tutte su Rimini. Una il 30 maggio per le economie del suo Sindaco a proposito del contributo delle spese di Giustizia che quest’anno non arriverà ai comuni. Un’altra, il 5 di Giugno, per garantire visibilità al casino fatto dal suo Sindaco con Forza Nuova, movimento su cui il Primo Cittadino ha operato il miracolo della resurrezione. La terza interrogazione è quella del 10 luglio sui Mutoid, azione che di certo non difetta di pubblicità in tutte le sue declinazioni.

Ne esiste una quarta, l’ultima ad essere stata redatta ed anche la più interessante. Il 19 Settembre l’On. Petitti interroga il Ministero della Giustizia sull’adeguamento delle tariffe e sulla maggiore rapidità dei pagamenti in favore della Meta System SCRL (Società Cooperativa a Responsabilità Limitata), una cooperativa che si occupa, almeno a quanto dice l’interrogazione, della trascrizione integrale delle intercettazioni telefoniche e ambientali per conto del tribunale di Rimini. (interrogazione)

Ora… indipendentemente dal fatto che, sicuramente, questa società si meriti di poter applicare tariffe più alte e riscuoterle più velocemente, perché è così importante da ottenere una delle 4 interrogazioni in 7 mesi della parlamentare riminese? Se guardiamo alla realtà di Rimini ci sono ben altre priorità. Un bello stimolo per la nostra curiosità.

Cercando in rete abbiamo rilevato che questa società sembra non avere un sito proprio nonostante sia presente in ogni portale di indicizzazione aziendale. L’indizio più interessante però ce l’ha restituito il sito web della Provincia su cui abbiamo trovato un’indagine sulla sicurezza proprio a cura della Meta System (meta system formazione). Nell’indagine, di fianco al nome della società redattrice del documento, c’è un asterisco che riporta ad una fila di nomi che, presumibilmente, si riferiscono ai componenti della cooperativa. Tra loro c’è il nome di Marcella Bondoni.

Potrebbe essere anche un caso di omonimia, ma a noi ricorda tanto la Marcella Bondoni ex candidato sindaco che ha portato il PD al peggior risultato elettorale di Bellaria, ma che in ogni caso, dopo essersi dimessa dal Consiglio Comunale, ha subito trovato una comoda poltrona come consulente marketing in Aeradria, continuando comunque ad essere il Coordinatore Regionale del PD per il Turismo.

Ci sono delle cose che sono e delle cose che sembrano. Delle volte se una persona ha una responsabilità pubblica sarebbe bene che stesse attenta anche alle cose che sembrano. Sinceramente non sembra bello che Emma Petitti, ancora in aspettativa dal Comune di Rimini sebbene Onorevole e segretario provinciale uscente del PD, con fidanzato fresco assunto Presidente a Romagna Acque, trovi prioritarie le questioni tariffarie di una Cooperativa nella quale uno dei componenti ha lo stesso nome di un ex Candidato Sindaco coordinatore provinciale del turismo del PD che ha bazzicato per Aeradria, di cui tutti conoscono la fine.

Di questo si dovrebbe preoccupare anche il cofirmatario On. Tiziano Arlotti, che però sicuramente ha cofirmato per spirito di gruppo… non si capisce invece quale sia lo spirito che ha suggerito all’On. Sergio Pizzolante (PDL) di mettere il suo nome su questa richiesta. Che sia una larga intesa?

P.S.

Il PD si che è un vero Partito.. anzi di più, sembra l’unico ufficio di collocamento efficiente rimasto nel Paese. Ricordo ancora con tenerezza i giovani del PD quando dichiararono che non avevano mai saputo che Roberta Frisoni, neo Presidente di AM, fosse la nipote di Melucci.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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V Peep voce: del verbo procrastinare.

13 - 4Siamo appena arrivati.

Il Sindaco di Rimini l’ha affermato con decisione in più di un’occasione e ciò fa di questa Amministrazione una gestione adolescenziale. Mi spiego meglio. Se la vita di una amministrazione è relativa solo alla legislatura in qui è impegnata, escludendo a priori la continuità politica con le altre amministrazioni anche se dello stesso partito, attualmente siamo ad un terzo… ossia nell’età dell’adolescenza.

A parte il mero calcolo matematico, anche il comportamento della Giunta pare indicare questo periodo della vita. Cosa si ottiene chiedendo ad un adolescente medio di fare una cosa? Ti dice “si adesso lo faccio” e poi procrastina fino a determinare una situazione d’emergenza in cui, o qualcuno si stufa e lo sostituisce, o egli stesso è costretto, sbuffante, ad impiegarsi in quello che gli era stato chiesto. Ovviamente farà un lavoro approssimativo.

Può sembrare ardito paragonare un’Amministrazione ad un adolescente, ma seguendo le notizie del Comune di Rimini ci si accorge che ogniqualvolta viene fuori un problema, che interessa un certo numero di cittadini, si risponde “si adesso facciamo un tavolo tecnico” e poi “campa cavallo che noi dobbiamo pensare alle feste“. Ditemi voi se questo non è un diciassettenne!

Queste considerazioni ci sono parse quanto mai pertinenti dopo aver assistito ieri sera, presso la sala della Conciliazione in via Della Fiera, alla riunione del Comitato del V Peep. In una sala gremita di cittadini, con posti in piedi fin sulle scale dell’entrata, l’Avv. Beatrice Belli dello studio Coletti, ha presentato il ricorso depositato presso il T.A.R. di Bologna. Un ricorso di circa 60 pagine, con ben 12 motivi di impugnazione e con la forza di millecinquecento (e rotti) ricorrenti.

Oggetto del contendere i maggiori oneri di esproprio richiesti dal Comune e il riscatto, facoltativo (per quanto facoltativo possa essere possedere la propria casa), di circa 30-35 mila euro ad abitante. Come detto i motivi di impugnazione sono diversi e tra questi annoveriamo: l’incompetenza dell’organo, prescrizione degli oneri, calcolo degli interessi viziato dall’inclusione di pertinenze ad uso di tutta la città e non solo del Peep (scuole, poste etc..), contrasto con la legge vigente sull’alienabilità del bene e diversi altri errori d’istruttoria.

Per chi vi scrive uno dei motivi di impugnazione più interessanti è la non comunicazione dell’avvio del provvedimento. Le Amministrazioni sono per legge obbligate a comunicare l’avvio di un iter procedurale che andrà a mettere le mani nelle tasche dei cittadini e questo per fare in modo che il cittadino stesso possa collaborare al processo in oggetto. Sembra che il Comune di Rimini abbia pensato bene di comunicarne solo il risultato.

In ogni caso le considerazioni tecniche saranno oggetto del ricorso che è partito e proseguirà il suo percorso nonostante l’intervento di Sergio Funelli, che ha promesso di aprire, presto o tardi, un tavolo tecnico (!) sulla questione. Daniela Montagnoli, presidente del Comitato, ha letto in assemblea la mail del Capo di Gabinetto del Sindaco (chiamato dai confidenti Contratto D). A quando questo tavolo? Pare che la risposta sia stata :”voi intanto pagate gli oneri, per il resto c’è tempo“.

Dunque dopo i ricorsi dei Costruttori, dopo i ricorsi dei Teleriscaldati, dopo i ricorsi degli Espropriati TRC, dopo le azioni del Comitato di Santa Giustina, dopo Rimini Uptown, dopo il doppio ricorso al concordato di Aeradria e il fallimento di Air.. dopo tutto questo un’altra brutta faccenda finisce in un tribunale. Come al solito gli interessi toccati sono quelli dei cittadini che, neanche a dirlo, devono trovare da soli un modo per difendersi.

E’ rimarchevole ai fini statistici notare come la reazione sia sempre la stessa, quasi ad indicare un modus operandi. La negazione è assolutamente bandita come nei migliori insegnamenti di marketing, si usa molto gerundio (facendo, ponderando) e si rimanda la decisione a forze superiori che esulano dalle volontà di miseri amministratori, cose tipo: “i nostri parlamentari se ne occuperanno“, “fate bene a fare ricorso noi non ci opporremo” e amenità del genere.

Il problema, come per gli adolescenti di cui si parlava all’inizio del pezzo, è che puoi essere anche arrivato da una dimensione parallela in cui non si sapeva nulla di ciò che sta succedendo e può anche darsi che ci siano delle cose sotto l’egida crudele del Destino, ma…. prima o poi qualcuno li deve lavare ‘sti piatti.

P.S.
Il ponte di via Coletti è sotto osservazione dagli anni ’80, oggi all’improvviso sta per cadere.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Scivolata Camporesi…. e invece no

con-stampa-camporesi-grillo-marzo-2011-002Non più tardi di ieri la totalità delle fotoc.. hem… delle testate riminesi certificavano, con differenti enfasi, la “scivolata Camporesi“. Si proprio lui, l’Ingegnere che ha fatto della precisione e del Civismo le sue due bandiere, aveva sbagliato chiedendo se corrispondeva a verità il fatto che il nuovo presidente di Aeradria, Maurizio Tucci, è destinatario di uno stipendio di 200.000 € annui.
Chiedere è lecito, ma non a Rimini ed infatti lancia in resta si è precipitato sul campo di battaglia Gian Luca Brasini, Assessore al “Sogno che deve diventare Segno (ma i calcoli te li fai te)”, per affermare che “Avrebbe dovuto informarsi meglio o da fonti più attendibili. Ma l’obbiettivo, in tal caso, pare più quella di spararla grossa per ottenere visibilità“. Assodato, certificato, provato, controfirmato e timbrato: Camporesi è in errore. E invece no.

La “scivolata“, che altri chiamano domanda, aveva la giusta direzione ed infatti oggi, grazie a Fabio Pazzaglia (Sel-Fare Comune), si viene a sapere che questi 200 mila Euro esistono e sarebbero destinati non a Tucci, come si paventava, ma al nuovo Direttore che, pare, sarà eletto proprio questo sabato: Paolo Trapani. Il Nuovo Cda non conferma, ne smentisce, ma lascia trasparire che, comunque, lo stipendio a 5 zeri sarebbe legato ad un obbiettivo… immaginiamo che questo obbiettivo, dopo essere appena usciti dalla seconda proposta consecutiva di concordato in Tribunale, sia di restare aperti.

Ma torniamo all’Assessore che deve fare i conti per questo “puntino sull’asse dell’Adriatico“. Le mani non erano nella marmellata, ma nella cioccolata… la differenza? Ci preme ricordare che nonostante la disastrosa gestione dei precedenti soci di maggioranza, Provincia e Comune, sono rimaste ancora delle azioni a testimonianza della partecipazione pubblica. Se proprio nessuno si vuole prendere la responsabilità politica di quello che è successo, sarebbe perlomeno auspicabile abbandonare il comportamento privo di trasparenza che ha portato fino a qui.

Approfittiamo dell’occasione di questo articolo per dare un consiglio al nuovo assunto Paolo Trapani: quale che sia lo stipendio se lo faccia anticipare che, a quanto risulta, c’è parecchia gente che deve ancora avere il saldo del credito.

P.S.
Direttore…Se le vengono a dire che ci sono dei fondi libico-milanesi che vogliono investire ci avverta che li stiamo aspettando dalla primavera scorsa, non vorremmo che gli fosse successo qualcosa.

Davide Cardone
[@DadoCardone]

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Avanguardia Pedagogica Riminese.

20130910_104319Forse non tutti sanno che in Svezia si sono messi in testa di cambiare la scuola. A Stoccolma la Vittra Intenational ha sviluppato un concetto pedagogico che agisce direttamente sugli spazi con cui hanno a che fare gli alunni delle scuole dell’infanzia. E’ stata realizzata una struttura con divisioni personalizzate a seconda del momento formativo: un iceberg gigante come cinema, una casetta con le pareti su cui scrivere e addirittura sale relax.
20130910_104001Da noi la situazione è un po’ diversa. Ok… Rimini non è Stoccolma (nemmeno Friburgo), ma come siamo messi in campo pedagogico? Sono convinto di una cosa, non conosco il cuore del personale didattico vichingo, ma quello del personale riminese è grande.
Me ne sono accorto stamattina accompagnando un Consigliere Comunale in una visita alle strutture scolastiche colpite dall’alluvione di Luglio. Ho trovato donne con il secchio della vernice in mano che cercavano di porre rimedio ad uno stato di incuria piuttosto evidente e ho potuto ascoltare dei resoconti tutt’altro che edificanti.
20130910_104141Ad onor del vero devo precisare che per la muffa, al Consigliere succitato, è stato assicurato, da un responsabile Anthea, un rapido intervento. Per i resoconti di cui parlo però sembra esserci bisogno di un serio approfondimento. Pare ( e dico pare) che a Rimini esista un avanzatissimo programma di stimolo psicodinamico chiamato “ora bambini facciamo un po’ di ginnastica in classe così vi passa quel senso di intorpidimento alle estremità“. E’ un nome un po’ lungo, ma ci assicurano che ,se frequenti la succursale delle Officine, chiamata anche 20 settembre, la pratica, arrivati verso dicembre, è automatica anche per i bambini più pigri.
20130910_112330Non possiamo nascondere che gli infissi d’epoca abbiano un loro ruolo. Se le scuole svedesi possono vantarsi di essere senza muri noi possiamo senz’altro vantarci di essere senza efficienza termica. L’anno scorso, grazie all’intervento del Vicesindaco Lisi, la classe energetica dell’edificio è tornata ad essere “Z“, dopo aver sostato per lungo tempo in classe “sulle soglie della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo“. Stufette elettriche e l’aggiunta di elementi ai termosifoni esistenti hanno permesso a dei solerti certificatori di passare con delle sonde ad altezza della testa (di un adulto in piedi) e di dichiarare che i 17 gradi sono una pacchia. D’altronde bambini… poi la giornata finisce e tornate in una casa calda (sempre che non siate teleriscaldati ovviamente). C’è gente che sta peggio e a fine giornata si deve costruire un Igloo.
20130910_112614Il problema, per come ho potuto constatare personalmente, è che bisognerebbe cambiare gli infissi. Non ci sono soldi? Ammetto che non me ne intendo di controfinestre, ma, ad occhio, i soldi che si spenderanno per quella stupenda struttura ludico-ricreativa chiamata PalaBertino potrebbero bastare. Se poi avessimo in uso tutti i danari buttati in TRC, Aeroporti strategici, e Paladebit avremmo potuto coltivare i ragazzi, il nostro futuro, con strutture e programmi all’avanguardia.

 
P.S.
Alzi la mano chi vuole vivere in un posto dove è indispensabile il Palacongressi, ma non il riscaldamento in un scuola materna. Tu.. si proprio tu che non hai alzato la mano, comincia a chiederti perché invece ci vivi.

Davide (oltremodo basito) Cardone

[@DadoCardone]

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Nella rete di SGR.

Perle-di-rugiada-su-tela-di-ragno-a23243281Ho una buona notizia, sono un veggente. Non so come ho fatto, ma sapevo esattamente che all’asta delle quote di Servizi Città S.p.A. ci sarebbe stato un solo partecipante: SGR. Vi rendete conto? Solo un partecipante e il bando era aperto all’Europa tutta eh! Sono o non sono un veggente? Se ero in Inghilterra me la potevo giocare, li si scommette su tutto, anche se (ad essere sincero) la giocata forse non sarebbe stata quotata.
Urge un breve riassunto:
Servizi Città S.p.A. è una società partecipata le cui azioni sono divise a metà tra SGR e il Comune di Rimini.  Sapete cosa fa questa azienda? Qualcuno dice “sono solo tubi” [cit. Consigliere Marco Agosta] in realtà la definizione, presa da una lettera agli azionisti è:
Servizi Città S.p.A. è stata costituita il 19 maggio 1999, ai sensi dell’art. 22 terzo comma lettera e) della legge 08/06/1990 n. 142, con oggetto sociale rappresentato dall’attività di produzione, trasporto, trattamento e distribuzione di gas naturale, la produzione di energia elettrica e calore anche combinata e la loro utilizzazione e/o vendita nelle forme consentite dalla legge.
In parole povere questa S.p.A è l’effettiva proprietaria e gerente della rete gas del Comune di Rimini e del Teleriscaldamento che, come non tutti sapranno, è un servizio pubblico per natura e definizione.
Perchè viene venduta? La società non è stata costituita tramite gara e secondo il Decreto Letta, la Legge Marzano e il successivo “Milleproroghe” deve essere venduta entro il 2015. Questo hanno sempre detto gli amministratori sotto la scure della Spendig Review, ma la verità è che i provvedimenti sopracitati prevedono più che altro la cessazione anticipata degli affidamenti e dunque il Comune di Rimini avrebbe potuto tranquillamente comprare la parte di SGR.
Quanto valgono le reti? Per stabilire il valore c’è stata addirittura una discussione sui giornali, fatto poco pratico perchè Servizi Città S.p.A. ha come indirizzo via Chiabrera 34… vi dice niente? Si, proprio la sede di SGR, SGR servizi, SGR reti. Bello no, casa e chiesa. Sarebbe da chiedere all’Antitrust se i dati dei clienti, che queste società per legge dovrebbero tenere riservati e protetti, possono passare da un impiegato all’altro come avviene magari con i furgoni.
Ma riprendiamo il filo del discorso. Due soci, che occupano lo stesso spazio lavorativo, discutono sui giornali di quanto possa valere la metà delle reti. Il Comune dice 17 milioni di Euro, S.G.R., tramite l’AD Ing. Bruno Tani, dice no, ne vale 8 e tra l’altro la società che dovesse partecipare ad un eventuale gara d’appalto deve sapere che c’è un contenzioso per cui la Società Gas Rimini deve ottenere un risarcimento di un paio di milioni di Euro. Come dire… il prezzo lo faccio io che ho metà delle reti e chi compra si deve accollare anche la mia parte, che non è detto valga come quella del Comune, con l’aggiunta dei soldi che io devo ancora avere. Se poi lo dici in prima pagina sulla Voce….
Il Comune ha bisogno di soldi, chi non ne ha, così decide che può accettare l’offerta di SGR  contando sul fatto che:
Il soggetto che acquisirà la partecipazione societaria di Servizi Città s.p.a sarà chiamato a pagare un conguaglio a Rimini Holding se, in occasione della gara per la gestione del servizio prevista per il 2015, il valore dell’impianto di distribuzione del gas risultasse superiore a quello posto come base d’asta per l’acquisizione societaria in corso
Il problema è sempre quello: chi decide qual’è il valore dell’impianto se non un improbabile concorrente di SGR? La gara sarà anche aperta a tutti, ma provate a mettervi nei panni di un eventuale concorrente che deve venire a Rimini a competere con il proprietario di fatto delle reti e, contemporaneamente, il gestore dei servizi pubblici e privati, dovendo poi coprire anche un non meglio identificato debito nei confronti di SGR, che tende a sbilanciare ancor di più il valore. Piuttosto ti compri una squadra di calcio e come valore aggiunto ti riempi di veline.
Così forse in fondo non ho dei grandi poteri. La prima asta è andata deserta, alla seconda c’era solo SGR e nella gara del 2015, potere scommetterci il cerchio si chiuderà nel nome dell’assenza di concorrenza e dei monopoli sovietici.
Cosa rimane per Rimini? L’Amministrazione dice soldi per le fogne e il Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato (qualsiasi cosa esso sia). Vero, ma anche la cessione di un’altra partecipata che, dopo l’abbondante perdita di azioni di Aeradria, fa di Rimini  una produttrice di aziende pubbliche nate per essere svendute al privato. Chi sarà la prossima? Le eccellenze della sanità locale sono già in cammino per l’Area Vasta, la Fiera non è mai stata altro che il reame di sua maestà Cagnoni e il TRC è nato per essere un fallimento. Ci toccherà rimanere con Notti Rosa e ruote che girano, ma non sanno dove vanno.
Davide Cardone
[@DadoCardone]
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Aeradria: Come se niente fosse.

m2XTpQxd5wdJrTJA=--vitali_con_il_presidente_di_aeradria_massimo_masiniLa cosa più destabilizzante dell’Homo Politicus e la sua capacità negare l’evidenza. Lo fa con una padronanza tale da far pensare che ciò che hai visto e sentito, nei giorni immediatamente precedenti, sia solo frutto della tua fantasia. Sappiatelo, per alcuni può essere anche un istinto, ma per i più è una tecnica e si chiama: Negare, negare sempre, comunque e ad ogni costo. Sebbene abbisogni di una certa convinzione, nonché pelo sullo stomaco, essa è una tecnica base, forse la più efficace.

Nei nostri casi particolari e locali di Rimini la vediamo applicata spesso e nemmeno oggi fa sentire la sua mancanza su Aeradria. Un secondo concordato accettato per il rotto della cuffia dal tribunale ed ora in attesa del placet dei creditori, ma per tutti è una cosa normale. Non c’è una responsabilità politica, ne di nessun altro tipo e così Massimo Masini non è un Presidente dimissionario (almeno non parla come se lo fosse), Andrea Gnassi non ha firmato lettere di co-marketing a sua insaputa e Stefano Vitali non ha memoria di fondi Libici. Tutti insieme poi si stringono la mano e si complimentano l’un con l’altro per l’ottimo lavoro, perché loro… ci hanno sempre creduto.

A noi, ovviamente, non interessano le voci dell’Ancien Régime, tanto meno quelle dei supporter che si limitano a riportare notizie senza uno straccio di commento. Abbiamo cercato la voce di chi, ci si perdoni il linguaggio, se le è fatte girare. Ne abbiamo trovata una di un personaggio pubblico, suo malgrado, che ci tiene a dire che no, non è tutto normale: Il Consigliere Comunale Gianluca Tamburini.

I toni e le dichiarazioni entusiastiche di oggi dei 3 principali responsabili del disastro di Aeradria (il Presidente Masini e i due principali soci, Sindaco di Rimini e Presidente della Provincia) sono vergognose. Vergogna. “Ci abbiamo sempre creduto” dichiarano. Dovrebbero avere almeno il pudore di tacere. Ma non esiste pudore per questi politicanti. Vi siete mangiati un aeroporto. Avete fatto pagare ai riminesi le vostre incapacità. Avete creato un debito di 52 milioni di euro. Come si fa a non incazzarsi?
L’aeroporto è importante per Rimini e siamo tutti lieti che la Società che lo gestisce (Aeradria) abbia scongiurato il fallimento. E possa tentare di rilanciare il Fellini.
Ma vedere questi soggetti vantarsi è inaccettabile. Senza una sola parola di autocritica.
Speriamo che il Fellini possa ‘volare alto’. Senza la zavorra delle incapacità e delle inadeguatezze dei politicanti nostrani.

Davide Cardone

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Qualcuno volò sul nido di Masini.

wind_jet_big-2Tutto apposto. I 52 milioni di debito di Aeradria non sono più tali. 19 milioni di Euro di crediti saranno convertiti in azioni, verrà assunto l’impegno di destinare ulteriori 29 milioni, ricavati dagli utili futuri,  ai creditori  e la raccolta di altri 5.2 milioni verrà da sponsor vari: capofila (con l’acquolina in bocca) Carim per 3 milioni, Asset Banca con 1 milione, Repubblica di San Marino con un altro milioncino, Italcamel con 200 mila Euro, Confindustria con 100 mila Euro e la Zdora Maria con 1000 Euro. Ci si perdoni l’ironia, ma i Centomila Euro della Confidustria paiono spiccioli confronto alle cifre di cui stiamo parlando, ma comunque bastano per pagare lo stipendio di Marcella Bondoni ,  così multitasking  da poter passare per una mancata poltrona di Sindaco PD di Bellaria a  consulente del Marketing per Aeradria. Quando si dice che non bisogna mai arrendersi alle sconfitte eh!?
Ma non divaghiamo. Dicevamo, tutto apposto. E invece no. Ci si mette la PM Gemma Gualdi che guarda Massimo Masini sorpresa e gli chiede: ” Ma non si doveva dimettere?”. Il Pubblico Ministero non ha saputo che Rimini, seguendo il modello nazionale, ha eliminato questa cosa noiosa delle responsabilità e Masini potrà proseguire nel suo ruolo fino ad ottobre o forse, dipende dai progressi della medicina, fino al 2050, data di scadenza della concessione del Fellini ad Aeradria S.p.a.
L’ombra sul nido di Masini però non è dell’intonsa lettera di dimissioni, è di un’altro tipo di carta, si chiamano fatture e sembrano non trovare corrispondenza con quelle dell’ex compare WindJet. A quanto pare il 1° agosto 2012, prima del suo fallimento, WindJet chiede la risoluzione del contratto ad Aeradria e il pagamento di 18 milioni di Euro. Successivamente la Compagnia Aerea fallisce, tutti i voli vengono cancellati, Rimini ovviamente compresa e Aeradria chiede 25 milioni di Euro di danni a WindJet. Nel bilancio presentato in tribunale però sono stati accantonati solo 165 mila Euro come eventuale riconoscimento del danno, almeno così ci dice unanime la cronaca locale. Dunque la Procura, che ha già contestato la sproporzione tra il debito e la soluzione proposta, non intende ritirare la già sollevata istanza di fallimento anche per questa “ombra” che necessita ulteriori approfondimenti.
Che dire… c’è da diventare matti ed è per questo che ci siamo permessi di parodiare nel titolo il Film di Forman. La società che gestisce un aeroporto con un milione di passeggeri e che porta un miliardo di Euro di indotto è anche la stessa che prova per la seconda volta a farsi accettare un concordato in tribunale e rischia di essere commissariata. Non è follia? C’è solo da individuare chi sono i matti e se erano già tali, oppure se lo sono diventati grazie al trattamento della “clinica”.
Davide Cardone
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la perla verde

Questo testo non apparirà mai né sui giornali né su altri media.

 

Non c’è destra ne sinistra, tantomeno il centro.

 

Non c’è “una parte” di cittadini, il _ partito _ partes.

 

C’è la politica ( polis etica: etica pubblica ) e la democrazia ( demos kratos: potere e popolo, il governo del popolo ).

 

I falsi ideali per cui il ceto basso ( la sinistra ), debba difendersi dal ceto alto e dal potere ( la destra ), mentre ci si riferisce ad un ceto medio del potere religioso ( il centro ), non hanno nessun riscontro nella società. Io posso essere cristiano o meno, avere un negozio o una attività imprenditoriale o esserne dipendente e nel contempo essere assolutamente povero, non indigente, ma non ricco. Idem e viceversa.

Non ha senso sentirsi identificati e difesi, rappresentati, da una parte di queste realtà.
Leggi tutto “la perla verde”

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