Chi ha paura dell’uomo nero?

Chi ha paura dell’uomo nero?

L’uomo nero del titolo non è l’uomo di colore, intendiamoci. E’ piuttosto quello con la camicia nera, quello che intercetta l’ignoranza nell’aria e la trasforma in una possibilità di riscatto.. il suo riscatto. Pregiudicati per il reato di eversione, unitevi! C’è ancora spazio; sono briciole lasciate da quelli con la camicia verde (ora felpati), ma ce n’è di che arrivare a sera. Basta gridare “Prima gli Italiani!”.

Roberto Fiore, reduce dalla passeggiata di Corso D’augusto, crede molto in Rimini. Forse perché è uno dei pochi posti dove non si ricordano chi sia. C’è poi il fatto che i suoi accoliti da queste parti hanno scoperto la piacevolezza del martirio in favore del lato nero della politica. Loro… perseguitati perché vogliono il bene degli italiani, ma ci pensate?

Proprio in virtù della persecuzione, che li costringe a girare con le catene sotto i giubbotti, il Leader Maximo non tentenna e, non appena l’avvocato dei Forzisti Riminesi riceve cappio e pallottole via posta, si straccia la camicia e offre il petto. Sparate Comunisti! Sparate! Che vi faccio vedere come si parano i proiettili con le bufale.

“Il 29 marzo, annunciamo alla stampa la nostra intenzione di accedere agli atti relativi all’istruttoria della gara d’appalto di assegnazione dei locali, di proprietà comunale, in uso all’ormai famigerato centro sociale da cui partì la spedizione punitiva contro i nostri militanti .Il 2 aprile rispondiamo con una partecipata manifestazione, in cui si toccava con mano la vicinanza dei riminesi al nostro movimento, e, alcuni giorni dopo, il legale che si occupa della vicenda riceve un’ inquietante minaccia di morte che si ispira ai metodi della mafia”.

[Roberto Fiore – latitante per 19 anni]

Coincidenze?” Io non credo…”, direbbe Adam Kadmon, della trasmissione televisiva Mistero. Poi però è lo stesso avvocato dei FN Boys, Pablo De Luca, a dirci come stanno le cose.

“Ho ricevuto una busta con 3 proiettili lunedì  scorso, il 4 aprile, ma 15-20 giorni prima, – dice il legale – ho risposto ad una telefonata di minacce e il soggetto che parlava aveva accento calabrese. Ho pensato ad uno scherzo, in un primo momento, perché si sentivano delle risate in sottofondo poi  sono arrivati i proiettili, ho raccontato tutto alla polizia che indagherà su entrambe le circostanze”.

Potrebbero non essere stati quelli di casa Madiba a spedire proiettili? La certezza si è trasformata in condizionale troppe volte in questa faccenda e, nel caso specifico, direi che l’abbaglio è clamoroso. Per quanto riguarda la mia personalissima opinione non c’è nulla di più triste del cattivo che vuol fare la vittima. Il lato oscuro della forza ha una sua dignità e Il Male ha senso nell’amoralità coltivata, se no si chiama esaurimento nervoso. Che cosa vorrebbe dire altrimenti vestirsi di nero, portare bandiere nere e avercela con i neri? Invidia del Pene?

P.S.

A Robbè… Casa Madiba è stata assegnata con un’istruttoria, non con una gara d’appalto. C’è differenza. Sarà per il prossimo Komplotto Komunista. A noi!

dado

 

@DadoCardone

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