Chi Ben Comincia…

Avvertenze per il lettore: Attenzione, questo è un post impopolare. In questo pezzo non si parlerà di speranza e di quanto portino bene le mutande rosse a Capodanno, ma di come i problemi siano sempre gli stessi anche se hai mangiato un bel piatto di lenticchie. Se vuoi rimanere confuso e felice abbandonalo subito.

L’ho già detto in altre occasioni e non mi stancherò mai di ribadirlo, l’atteggiamento di perenne slogan del Primo Cittadino Riminese è fortemente indicativo di una cultura politica che ha demandato completamente i fatti alle parole e che, ormai, è caduta nella  compulsione per la quale tutto ciò che si dice è da considerarsi fatto.

Prendiamo ad esempio “il Capodanno più lungo del mondo”. Sembra  chiaro che quando si parla della sua lunghezza lo si faccia più in considerazione di quanto la fanno lunga nei giorni a venire, che rispetto al resto. Dalle pagine dell’URP (Ufficio Propaganda Pro Gnassi) che inneggiano a “Rimini Padrona della Festa Italiana”, alle dirette dichiarazioni del Sindaco: “Siamo i primi in Italia”, pare di trovarsi di fronte al miracolo del tutto esaurito, quasi che Rimini, con metà degli alberghi chiusi, potesse fare le scarpe  magari a Napoli, o magari a Roma, posti che totalizzano  dai 6 ai 12 milioni di turisti l’anno. (Tra l’altro il Mapping proiettato sul Castel dell’Ovo ha un appeal devisamente diverso, l’acqua calda è stata scoperta da un pezzo.)

Sono assolutamente convinto che lasciare perdere certe sparate sia un atteggiamento tutt’altro che innocuo, soprattutto quando su queste si basa il curricula amministrativo. E’ passato un mese esatto da quando Rimini è andata allagata e i suoi cittadini, con quasi due metri di acqua nel garage, si sono sentiti dire che le soluzioni, al futuro quarto allagamento, le avranno forse al prossimo bilancio previsionale e non alla prossima pioggia. Un po’ come gli abitanti di Santa Giustina a cui un anno fa è stata imposta la salvezza di un  crono programma ,  soluzione che nemmeno  gradivano, ma che comunque non è stata rispettata.  Se dovessimo fare qui la lista delle incompiute dovremmo scrivere un libro in numerosi  capitoli e confrontandolo con le dichiarazioni ufficiali, dove tutto è a posto e tutto prosegue secondo il piano, potremmo quasi capire quanto è grave l’imbarazzo che spinge alla distrazione di massa.

Siamo sinceri… se non riempi quel che rimane di Rimini a Capodanno sei proprio da primato. Siamo entrati in un periodo decisivo, quello che porterà al termine naturale di questa legislatura riminese, un rush finale per cui questa Amministrazione dovrà tirare fuori le sue carte migliori, o perlomeno quelle che il Sindaco pensa si possano rappresentare come tali. Il problema è proprio questo: le parole in luogo della realtà . L’uomo del Destino deve avere le mani libere per fare in modo che la sua azione sia efficace, altrimenti ci limitiamo alle figure allegoriche,  come questi rantoli di turismo 4 volte all’anno. Rosa, Molo, Ferragosto (fino a che non gli cambiano nome) e Capodanno, per il resto solo finte guerre al cemento e ridicoli frontali con Forza Nuova, aspettando che la Società Autostrade si decida a pagare quelle due annunciatissime  rotonde. Le Fogne no, quelle ce le paghiamo in bolletta da soli ed Hera ringrazia sentitamente per la realizzazione del suo Masterplan fognario.

P.S.

Cagnoni fa le pentole, ma non i coperchi. Sua l’invenzione del patronage più lungo del mondo.

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Bastone fra le ruote.

TheWheelHouse1Vi  svelo un segreto. Sapete perché a fianco del nome di Citizen Rimini c’è una ruota panoramica? L’abbiamo scelta perché per noi è il simbolo della decadenza di questa città. So che per molti sto per commettere un reato d’opinione, ma a me la ruota non piace. Vedere quell’enorme catafalco di metallo, che pretende di essere il simbolo del nuovo corso riminese, messo li a negarmi il panorama del porto mi evoca visioni alla Stephen King. Soprattutto quando si staglia contro i grigi cieli invernali.

I gusti sono gusti, presumo che qualcuno potrebbe dire la stessa cosa di alcune mie camice e l’argomento di cui trattiamo oggi, oltre alla ruota, è l’opportunità o meno di arrogarsi il diritto di ignorare le leggi per imporre i propri gusti (resistete, più avanti si capisce meglio).

La Ruota. The Wheel. Una società privata che paga poco meno di mille euro a stagione per occupare uno degli spazi più significativi di Rimini, Piazzale Boscovich. Da li si accede alla palata del porto, di li si va (si andrebbe) per l’orizzonte. L’iniziativa sarebbe stagionale, ma, a quanto sembra, l’attrazione viaggiante si vuole fermare. I motivi? Ne suppongo un paio, ma quello più probabile è risparmiarsi le spese dello smontaggio e del rimontaggio.

Da qui ho un dubbio. Sarà stata la società a chiedere di restare o “qualcuno” a dirgli di rimanere? Il nuovo simbolo di Rimini, alla faccia di Augusto e di Tiberio, dovrebbe rimanere a Rimini no?  Quello di cui sono certo, perché l’ho letto sui giornali, è che la società ha fatto presente che per rimanere sarebbero stati necessari altri presupposti.  Non so cosa sia successo poi, ma nella mia fervida immaginazione “qualcuno” da una pacca sulla spalla all’amministratore delegato assicurandogli “a faz me”. La mia fantasia va anche oltre, arrivo anche ad immaginare che il tal “qualcuno” l’abbia fatto a sua stessa insaputa per una strana forma di sonnambulismo amministrativo che gli fa firmare addirittura delle cose a caso.

Peccato che una legge regionale del PD intimi il “permesso a costruire” anche agli spettacoli viaggianti se ripetuti nel tempo. I Pentastellati lo scoprono, inviano una interrogazione scritta e l’ufficio preposto, in mezzo ad una caterva di inutili considerazioni collaterali, ammette il fallo che, tra l’altro, è anche corroborato dall’opinione della locale Procura.

A questo punto succede il Prodigio. Dopo il miracolo del Ponte Coletti, trasmutato da bailey a normale, dopo il miracolo di Santa Giustina, l’apparizione della Tangenziale, arriva il miracolo della Guarigione: in pochi giorni dalla risposta, veramente pochi, si convoca Commissione e Consiglio Comunale per sanare l’abuso edilizio.

Che efficienza eh? Saranno contenti tutti quelli che attendono condoni e sanatorie sapendo di avere un’Amministrazione così celere e così determinata, come saranno contenti tutti coloro che aspettano di poter usare le 3 delibere già approvate del Movimento per dare nuova impulso al lavoro edile.

La domanda che dunque si pone è: indipendentemente dalla questione estetica, la ruota è  tanto prioritaria per Rimini o ci sarebbero cose che meritano altrettanta attenzione e altrettanta velocità di soluzione?

A modestissimo parere di chi scrive questi fatti non sono da sottovalutare in quanto indicano molto chiaramente la via che si è scelta per Rimini. Possiamo anche affogare nelle opere inutili perché l’unica cosa a cui hanno diritto i cittadini riminesi è una ruota ben oliata, manco fossimo dei criceti.

P.S.

Ma le bindelle si possono usare solo con i bagnini?

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Rimini Comix, toccasana Nerd.

20130721_200655Avete mai provato a costruirvi da soli un arco con dei rami trovati a terra nelle vostre vacanze in montagna? Avete mai servito del tè alle vostre bambole nei noiosi pomeriggi invernali? C’è stato un momento, nella nostra infanzia, in cui tutti siamo stati dei Nerd.
 
Poi ce lo dimentichiamo e quando vediamo persone adulte giocare a sofisticate versioni di “guardia e ladri” li chiamiamo disadattati, ma a visitare il Rimini Comix si direbbe il contrario, ossia che c’è gente in giro con una superiore forma di adattamento. Vedere tutti quei Cosplayers travestiti da Manga, Eroi del cinema fantasy e del fumetto d’autore fa simpatia e rende queste iniziative decisamente preferibili a quelle del “popolo dello sballo“.
 
Queste manifestazioni  sono sicuramente consigliabili anche al cospetto della parola magica, croce e delizia del riminese, sua maestà l’Indotto. Lo Sballone da Parade arriva già bello “marinato“, non ha bisogno di un albergo perché nella sua condizione non fa differenza e il cibo che ingerisce probabilmente non lascerà il comune, che venga restituito in un bagno chimico o in spiaggia è altrettanto indifferente. Senza contare poi il fatto che l’appassionato di eventi Street consuma parecchio  in risorse dedicate alla sicurezza e impegna molto gli ambulanzieri nel Gioco dello Struzzo, quel giochino simpatico in cui gli infermieri passano tutta la notte a togliere teste dalla sabbia di coloro che cadono a faccia in avanti in spiaggia.
 
Il Cosplayer invece si ferma a lungo. La manifestazione, che è contemporaneamente mostra mercato del fumetto e convention, dura dal 4 al 28 luglio con mostre, spettacoli, cinema, concorsi e molte altre cose. Gli amanti di queste manifestazioni non sono pochi, basta fare un giretto da quelle parti per rendersene conto, e difficilmente indulgono in atti criminali per passare il tempo, ne li trovi ad esibire una pisciata  in pieno giorno contro il baracchino delle caramelle in Piazzale Boscovich. Sopra tutto ciò non bisogna dimenticare che il motore della manifestazione, il fumetto, è un’arte universalmente riconosciuta. Insomma… tra il popolo dello sballo e i Cosplayers non sembra ci siano molti dubbi sul chi attribuire l’etichetta di disadattato.
 
La naturale ritrosia dell’essere umano verso le cose che, magari un po’, sono da capire porta a pensare che il Nerd sia uno che si rifugia nella fantasia per scappare dalla realtà, ma se provate a considerare che magari il suo scopo è portare un po’ di immaginazione nella vita quotidiana forse potrete comprendere come mai la manifestazione sia arrivata alla sua nona edizione (a Rimini, da altre parti c’è dagli anni ’70).
 
Dunque, viva i Nerd! Sono tanti, portano indotto, non fanno danni, non favoriscono la criminalità, dispongono di un loro DJ set (lo sottolineo per i benpensanti) e se state pensando a ciccioni brufolosi che ruttano cocacola, bhè….. non avete visto la Donna Gatto!
Davide Cardone
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