Pagellone Tematico

IMG_1597Ieri durante il Consiglio Tematico sul quartiere di Gaiofana si è consumata un’altra delle vergognose recite a cui, purtroppo, il PD ci ha ormai abituato. Un breve riassunto dei fatti.

Il 3 dicembre una precipitazione di modesta entità, se paragonata al famoso evento “Bomba d’acqua”, ha causato l’allagamento del quartiere Gaiofana,  culminato nel metro e settanta di acqua nel garage del condominio in via Don Milani. Un evento eccezionale? Se considerate eccezionale che si sia ripetuto per la terza volta in due anni, sì.

La minoranza consiliare, sentiti i cittadini interessati, ha convocato un Consiglio Tematico e ha presentato ordini del giorno allo scopo di impegnare la Giunta a: indire una Commissione di Indagine, risarcire i danneggiati e a relazionare i cittadini, direttamente nei luoghi del danno, sulle colpe e sulle iniziative intraprese.

Prima di far bocciare senza appello dalla maggioranza tutti gli Ordini del Giorno presentati, la Giunta si è premurata di far sapere ai cittadini, intervenuti in numero discreto, che:

  1. Il Piano delle Emergenze ha funzionato perfettamente.
  2. Non è vero che potevano fare di più, ma adesso alzano dossi e allargano fossi.
  3. Il fatto che ci fossero cittadini in Consiglio rappresenta solo una strumentalizzazione politica.

Non è facile relazionare sull’intero Consiglio perché, a tratti, più di qualcuno si è quasi convinto di trovarsi “Ai confini della realtà”, dunque in puro stile Citizen ci limiteremo a fornire le pagelle dei protagonisti.

Minoranze: Hanno resistito il più possibile dallo strumentalizzare, qualcosa è scappato, ma era difficile non schiacciare palle così ben alzate. Hanno combattuto sapendo già di dover perdere, qualche soddisfazione se la dovevano togliere.  Voto: 8 . Spartani.

Maggioranza: Incitati da Gigi il Bullo (aka Gnassi) si sono sforzati di dire qualcosa, ma era meglio se non lo facevano. Dallo sforzo creativo  è venuto fuori che: non c’è più la mezza stagione, dobbiamo preoccuparci del buco nell’ozono e le cose brutte succedono anche a Parma. Voto: 2. Segnaposto Natalizi.

La Giunta: Sembrava uno di quei film americani da adolescenti dove, in mensa,  il ristretto gruppo di eletti guarda male tutti gli altri. Voto 0. Sfigati.

Assessore Sadegholvaad:  Ha parlato due volte dicendo la stessa cosa, evidentemente ne era molto convinto. Grazie a lui abbiamo scoperto che il Piano delle Emergenze ha funzionato perfettamente perché il quartiere Ina Casa è salvo… si  lo so… Anche dopo che il Consigliere Tamburini gli ha rammentato come nel piano esistano delle incombenze anche prima dell’avvenuto disastro, l’Assessore ha continuato a darsi pacche sulle spalle da solo per l’ottimo lavoro. Voto:3. Imbarazzante.

Assessore Biagini: per qualche strana congiuntura, che non riusciamo a comprendere, si ostina a stare seduto in questa Giunta. E’ stato l’unico che non ha guardato con malcelato disprezzo i cittadini e che ha capito quanto fosse inutile difendersi dopo aver ammesso che, sì, al terzo allagamento ci sono dei provvedimenti da prendere. Voto:6. Infiltrato.

Assessore Visintin: qualche istanza era rivolta anche a lei, ma pare che ad un certo punto della serata si sia ricordata  di avere altro da fare ed è scomparsa: Voto: Non pervenuta. Ritirata strategica.

Capogruppo Morolli: bisogna ammetterlo è perfettamente addestrato. Quando il suo Sindaco gli da ordine di difendere l’indifendibile reagisce puntando le zampe dietro, pronto a scattare non appena lampeggia il microfono. Peccato che poi non sappia esattamente cosa dire e dilapidi il suo scatto in metafore proto-calcistiche di ossa e calcificazione. Voto: 3. Sizt!

Il Sindaco Andrea Gnassi: Diciamo subito che il voto è 10. Superlativo. Ormai abbiamo imparato a giudicarlo per il peggio che sa dare di se stesso. Rimini brucia e lui continua a suonare la lira… anche se sarebbe più efficace il paragone con Caligola che ha fatto senatore il suo Morolli, o era un cavallo? Durante il Consiglio Tematico ha sfoderato il suo repertorio migliore. Ha mentito, si è vantato di cose che non dipendono da lui, ha urlato, interrotto, menato il can per l’aia, guardato male tutti ed infine ha pure intimato ad un cittadino non originario di Rimini di portare rispetto visto che era ospite. Andrea Gnassi: un nome, una garanzia… di sentire delle imprecazioni se lo fai a Rimini.

Gianluca Tamburini: mi viene in mente il vecchio spot della Pirelli (anche se poi la citazione è di Ghoete), “la potenza è nulla senza il controllo”.  Ha messo in fila, in maniera compassata, tutte le incertezze dell’Amministrazione, rintuzzando tutte le minchiate che si sentiva rispondere. Ha fatto notare a Sadegholvaad che la supposta  “Defcon 2” (scusate la citazione wargames ho una certa età) a Ina Casa, mentre a Gaiofana succedeva il finimondo, non è stata avvertita nemmeno dal clochard sotto il ponte e che il piano delle emergenze comprendeva anche la prevenzione. Infine ha scatenato il suo ringhio contro il Sindaco che mentiva a favore di telecamera. Voto: 9. Gattuso.

Cittadini:  quando vedo persone che sopravvivono alla Spippola di Gnassi e non tornano il giorno dopo con una cintura esplosiva a far saltare il Comune, mi dico che c’è ancora un futuro per l’umanità. Ora ne sanno di più e speriamo che questa consapevolezza li porti ad interessarsi , invece che ad arrendersi. Voto:10+. Martiri.

In conclusione il Consiglio Tematico è servito molto di più per il raggiungimento della consapevolezza, che del risarcimento. Un tecnico dirigente del comune  ha detto che si possono fare cose per evitare l’allagamento (al terzo allagamento è una buona notizia), altri  hanno detto che metteranno i soldi, altri ancora che verranno trovati i responsabili, ma… alla fine si è votato  contro tutto, anche contro le cose ammesse. L’unica cosa che si è capita è che la politica ha previsto tempi tali da far decadere qualsiasi azione legale, se non subito attivata.

Voto alla politica: -10. Distante, troppo distante.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

TRC: Così parlò Maurizio Melucci.

maxresdefaultLunedì 27 ottobre sarà una giornata difficile per Walter “Wallace” Moretti. La Procura, oltre all’atto dovuto dell’apertura di un fascicolo, non ha dato segni di vita per quanto riguarda la richiesta di sequestro preventivo del cantiere.

Agenzia Mobilità e i suoi Bravi hanno già predisposto paratie propedeutiche ad impedire che i Moretti occupino il tetto e, probabilmente, il prossimo intervento sarà scortato dalla Polizia. Di sottofondo a tutto ciò la politica e la consapevolezza delle persone. Molta politica e poca consapevolezza.

Intendiamoci non stiamo parlando della politica per come era stata pensata, ma della politica per quello che è diventata, non un modo per interpretare e gestire le necessità degli abitanti della polis, ma solo opportunità da scambiarsi tra momentanei compagni di interessi…. perché come dice un grande personaggio e modello nei nostri tempi:

[…] fatti un po’ i cazzi tua e non rompere più i coglioni. E andiamo avanti. Così anche te ti manca un anno e poi entra il vitalizio. A te non ti pensa nessuno, te lo dico io, caro amico, te lo dico da amico, che questi, se ti possono inculare, ti inculano senza vaselina nemmeno.”

antonio_razziMolti avranno capito che stiamo citando l’Onorevole Antonio Razzi. Cose del Parlamento? Lontane da noi? Neanche per idea. Razzi ha avuto solo la sfortuna di essere registrato. Oddio sfortuna.. è ancora li ed è Segretario della Commissione Esteri con tanto di missioni in Corea del Nord, come dire: ha fatto pure carriera. Lo sapete perché quello che ha detto Razzi non conta nulla ed è rimasto impunito? Per il semplice motivo che la storia la scrivono i vincitori. Quante volte lo avete sentito dire? Sarebbe ora che cominciaste a controllare.

Riportiamo la discussione a casa nostra e vedrete che non è dissimile dal punto appena analizzato. Che il TRC sia giusto o sbagliato non è certo la questione che i politici, da Rimini a Riccione, si stanno ponendo. La vera domanda è: chi si prende la responsabilità di fermare una cosa del genere? Le cose stanno così e non lo dico io, non lo dice nemmeno l’On. Razzi.

A dirlo è nientepopodimeno ché Maurizio Melucci, uno dei più antichi sostenitori della Metropolitana di Costa. Non lo chiamiamo Assessore, come prevedrebbe l’attuale carica, solo perché sarebbe riduttivo. In una recente e pubblica chat su Facebook ammette candidamente:

MelucciTutti coloro che vogliono fermare il Trc ritengono che lo si possa bloccare senza tanti rischi finanziari. Il problema è un altro. Quella delibera di revoca dell’accordo di programma la debbono votare i consiglieri comunali nell’esercizio delle loro funzioni. Se io fossi uno di loro, al di la delle mie personali convinzioni non la voterei. La ragione è semplice. Una volta votata quella delibera di revoca i contenziosi con l’impresa e le considerazione della corte dei conti avvengono in sedi diverse da questa. Nei tribunali! E sinceramente se fossi un consigliere comunale eviterei.

petittaQuesto, che ci piaccia o no, è il punto di vista della politica (o almeno della politica che ci siamo cresciuti). Dunque se sentite l’On. Emma Petitti (PD) che, davanti al Bar degli aperitivi in piazza Cavour, location più rilassante che casa Moretti, si fa intervistare parlando di riqualificanti realtà strategiche, bhe… è inutile che aspettiate il momento in cui comincerà a parlare di quello che sta succedendo.

Il TRC è un’opera di importanza strategica che partirà da Ravenna per arrivare a Cattolica. Questo sentirete dire ripetutamente, quasi fosse un mantra. Esistono anche diversi siti web che parlano dei fasti della linea Ravenna – Cattolica e le pagine in questione, ovviamente ,sono tutte di Rimini. Abbiamo cercato a Cervia, Ravenna e Cattolica tracce perlomeno dell’imminente approvazione del magnifico progetto, ma l’unica cosa che abbiamo trovato è stata una risposta scritta, del 2005, dell’Assessore ai Lavori Pubblici Mascanzoni di Cervia che asseriva (interpellanza) :

“L’Amministrazione comunale, al fine di potenziare l’accessibilità alle nostre località, ritiene strategica la realizzazione del TRC in un quadro che non produca criticità irrisolvibili sulla viabilità esistente.”

In realtà questa è una citazione un po’ maliziosa da parte nostra perché basta accedere all’abbondante documentazione in rete per capire che l’unica cosa approvata dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) è il tratto Rimini – Riccione e visto che ci sono voluti 15 anni per arrivare fino a qui…. Per chi volesse conoscere l’iter dell’approvazione ecco la documentazione della camera: www.camera.it/temiap/2011scheda[102].pdf

Gnassi-12Poco importa per la casa di Walter perché la storia, come già detto, la scrive chi vince e l’importante per ora è non prendersene la responsabilità. Così se in Consiglio Comunale qualcuno chiede al Primo Cittadino cosa ne pensa del caso e specificatamente del sopruso, lui risponde altro. Per la precisione dice che hanno testé deciso di chiedere (siamo curiosi di sentire la risposta) ad Agenzia Mobilità ti tornare all’accordo di spesa del 2008 (92.05 Milioni di Euro). Sottotitolo: così Riccione non si lamenta più e si va avanti.
Indignatevi se volete, ma non perdete tempo a meravigliarvi. La politica è compromesso e non troverete nessuno che faccia politica “canonica” senza compromettersi.

P.S.
Domani mattina è tutto pronto per disperdere anche le ultime certezze sul Diritto rimaste a Walter Wallace Moretti e noi, come lui, vogliamo sapere: ma se non basta nemmeno la sentenza di un TAR ai Cittadini chi li difende?

Davide Cardone

[@DadoCardone]

Share

Gaiofango – come ti consumo un territorio.

13 - 17Ci sono delle definizioni che entrano prepotentemente nella vita delle Comunità ed assurgono immediatamente a vere e proprie rivoluzioni culturali. Il Wellness, la decrescita felice, le energie rinnovabili… tutti concetti che sembrano indicare con sicurezza quale sarà il nostro futuro.

Esistono però parole di cui si abusa e diventano vere e proprie tendenze da infilare in ogni discorso, con tutto il carico di alibi che si portano dietro. Una di queste parole è Bio. La vediamo applicata a qualsiasi cosa, anche a prodotti che concimano con i derivati del petrolio, non parliamo poi di Eco. Anche due assi di compensato sotto una ruota panoramica che consuma 8000 Euro di elettricità al mese posso diventare eco, anche se poi ci parcheggiano  delle Ferrari.

Fra i modi di dire più fraintesi nel senso c’è : Consumo del territorio.

Cosa vuol dire? Che bisogna camminare poco sul territorio in modo che duri? No. Vuol dire che bisogna costruire il meno possibile e, se proprio si deve fare, bisogna farlo in modo da non implementare lo squilibrio socio-economico-ambientale. Chi intende o presenta lo stop al consumo del territorio come ritiro delle concessioni edilizie ai privati lo fa in maniera decisamente incompleta,  oppure furba,  o anche ignorante. Facciamo però degli esempi pratici, altrimenti il concetto potrebbe sfuggire.

Mercoledì 1 dicembre 2010, nel discorso che rimase famoso come “Il discorso del Bar da Gigi”, secondo in gradimento solo a “I have a dream” di Martin Luther King, Tiziano Arlotti parlò ai cittadini di Gaiofana. Ecco un estratto del suo toccante discorso:

“ […]Non esiste un centro senza la sua periferia; non esiste una periferia senza il suo centro. Rimini non può vivere senza il suo entroterra tanto quanto senza il suo mare. Abbiamo bisogno di un progetto comune, di un patto fra comunità, cittadini e formazioni sociali per valorizzare un ecosistema di persone in rapporto col proprio territorio, troppo spesso consumato indebitamente. Dobbiamo sostenere i giovani che vogliono competere, fare impresa e arricchire il nostro entroterra riacquistando la volontà e il senso di lavorare la terra e goderne dei frutti quale parte qualificante della nostra cultura e strumento educativo fondamentale. Possiamo e dobbiamo usufruire delle potenzialità del nostro territorio, perché sia terreno fertile di imprese giovani e dinamiche, un luogo in cui il contadino diventi imprenditore agricolo di sé stesso e custode del paesaggio.  Possiamo sempre più valorizzarne i prodotti, tramite progetti di filiera. Dobbiamo riqualificare l’entroterra per chi lo voglia abitare, con la creazione di servizi necessari alle famiglie e maggiore disponibilità ad ampliare gli edifici abitativi e riqualificarne di vecchi, privilegiando l’utilizzo di tecniche di edilizia compatibile con l’ambiente e promuovendo l’impiego di energie da fonti rinnovabili […]” 

Letto che parole? Vi sentite toccati? Persone in rapporto con il proprio territorio consumato indebitamente.. custodi del paesaggio. A pochi metri, ma proprio pochi, stava nascendo Gaiofana in tutto il suo splendore: un quartiere dormitorio.

Un quartiere dormitorio, per chi non lo sapesse, è un agglomerato di case dove la gente dorme solamente, ma poi per socializzare, lavorare, istruirsi, fare la spesa e sbrigare le pratiche amministrative deve prendere la macchina e recarsi verso il primo centro urbano degno di questo nome. Questo è proprio consumo del territorio. E’ costruire nuovi caseggiati dove la gente in effetti non può abitare nel senso più completo del termine ed è costretta ad ingrossare le fila del traffico cittadino contribuendo a colmare le misure del PM10. A Gaiofana poi anche se qualcuno volesse usare i mezzi pubblici viene  inibito da un servizio ridicolo.

Chiariamo. Questo errore edilizio, in termini di consumo del territorio, non è opera di privati, ma di Acer (Azienda Casa Emilia Romagna), la cui titolarità è conferita alla Provincia e al Comune. Allora le domande sono: come è possibile che, contemporaneamente ai discorsi illuminati di Arlotti, il Partito che stava per candidare sindaco il Paladino Antimattone permette così languidamente la costruzione dell’ennesimo quartiere dormitorio? Ed ancora … non esiste nessuna legge e/o regolamento che impedisce di costruire dei quartieri come quello sopra descritto?

13 - 5Senza scomodare della noiosa documentazione vi posso dire che il quartiere di Gaiofana non era stato presentato (o forse è meglio dire venduto?) così. Nei progetti ancora disponibili in rete si può notare come si prevedesse: un centro polifunzionale, un campo da calcio, un parchetto con piantumazione di alberi tipici della zona, una scuola e addirittura, non sto scherzando, un anfiteatro per le riunioni dei cittadini. (Progetto)  Cosa è successo a tutte queste facilitazioni che avrebbero reso il quartiere più comunità e meno parcheggio incustodito?

13 - 6La scuola l’hanno dovuta costruire, visto che comunque quella preesistente  è già stata messa in sicurezza una volta nel 2010, ma il resto dell’elenco? … beh … si dirà, come si è già detto, che manca questo o quel permesso, che si è iniziato un certo percorso burocratico, che sono cambiate delle condizioni. Forse un giorno qualcuno saprà spiegare com’è  però  che queste difficoltà non riguardano mai, neanche in questo caso,  la parte immobiliare. In due anni hanno tirato su un intero quartiere, più veloci di un Inuit che deve costruire un igloo mentre si sta avvicinando una tempesta di ghiaccio.

Gli abitanti di Gaiofana non hanno prove per stabilire se i buoni progetti ,con cui si è ottenuto il permesso di costruire, fossero solo una rappresentazione per ottenere un risultato. Però in questi giorni si è notato che la scuola, attualmente in costruzione, era così vagamente prevista che dei presunti dirigenti si aggirano tra i parcheggi dei condomini per capire dove dovrebbe arrivare l’autobus scolastico e come fare per evitate il caos delle mamme in recupero dei pargoli, visto che i posti auto sembrano non bastare nemmeno ai residenti.

13 - 4Una nota di colore. Chi vi scrive guardando la documentazione, per capire come fosse fatto l’affascinante quartiere di Gaiofana, aveva scorto nelle carte qualcosa che sembrava un laghetto. Però  – ho pensato – un laghetto per gli abitanti di un quartiere periferico è una bella forma di attenzione.. quasi da Milano 2 di berlusconiana realizzazione. Recatomi sul posto ho scoperto appoggiata così, con indifferenza, tra due palazzi, una vasca di laminazione. Per carità è opportunamente recintata e dunque non costituisce un pericolo, ma non è proprio il paesaggio che vorresti vedere dalle tue finestre di casa. Non vorresti vedere neanche le pantegane che si aggirano in mezzo all’erba che supera in altezza i giochi dei bambini, ma niente paura quella a settembre l’hanno tagliata e hanno messo dei bei trappoloni.

13 - 23P.S.

Come si legge sul sito web di Arlotti “le passioni danno una marcia in più”, ora, aggiungiamo noi, resta da scoprire cosa si ottiene praticando la corrispondenza tra quello che si dice e quello che si fa.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

Share

Avanguardia Pedagogica Riminese.

20130910_104319Forse non tutti sanno che in Svezia si sono messi in testa di cambiare la scuola. A Stoccolma la Vittra Intenational ha sviluppato un concetto pedagogico che agisce direttamente sugli spazi con cui hanno a che fare gli alunni delle scuole dell’infanzia. E’ stata realizzata una struttura con divisioni personalizzate a seconda del momento formativo: un iceberg gigante come cinema, una casetta con le pareti su cui scrivere e addirittura sale relax.
20130910_104001Da noi la situazione è un po’ diversa. Ok… Rimini non è Stoccolma (nemmeno Friburgo), ma come siamo messi in campo pedagogico? Sono convinto di una cosa, non conosco il cuore del personale didattico vichingo, ma quello del personale riminese è grande.
Me ne sono accorto stamattina accompagnando un Consigliere Comunale in una visita alle strutture scolastiche colpite dall’alluvione di Luglio. Ho trovato donne con il secchio della vernice in mano che cercavano di porre rimedio ad uno stato di incuria piuttosto evidente e ho potuto ascoltare dei resoconti tutt’altro che edificanti.
20130910_104141Ad onor del vero devo precisare che per la muffa, al Consigliere succitato, è stato assicurato, da un responsabile Anthea, un rapido intervento. Per i resoconti di cui parlo però sembra esserci bisogno di un serio approfondimento. Pare ( e dico pare) che a Rimini esista un avanzatissimo programma di stimolo psicodinamico chiamato “ora bambini facciamo un po’ di ginnastica in classe così vi passa quel senso di intorpidimento alle estremità“. E’ un nome un po’ lungo, ma ci assicurano che ,se frequenti la succursale delle Officine, chiamata anche 20 settembre, la pratica, arrivati verso dicembre, è automatica anche per i bambini più pigri.
20130910_112330Non possiamo nascondere che gli infissi d’epoca abbiano un loro ruolo. Se le scuole svedesi possono vantarsi di essere senza muri noi possiamo senz’altro vantarci di essere senza efficienza termica. L’anno scorso, grazie all’intervento del Vicesindaco Lisi, la classe energetica dell’edificio è tornata ad essere “Z“, dopo aver sostato per lungo tempo in classe “sulle soglie della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo“. Stufette elettriche e l’aggiunta di elementi ai termosifoni esistenti hanno permesso a dei solerti certificatori di passare con delle sonde ad altezza della testa (di un adulto in piedi) e di dichiarare che i 17 gradi sono una pacchia. D’altronde bambini… poi la giornata finisce e tornate in una casa calda (sempre che non siate teleriscaldati ovviamente). C’è gente che sta peggio e a fine giornata si deve costruire un Igloo.
20130910_112614Il problema, per come ho potuto constatare personalmente, è che bisognerebbe cambiare gli infissi. Non ci sono soldi? Ammetto che non me ne intendo di controfinestre, ma, ad occhio, i soldi che si spenderanno per quella stupenda struttura ludico-ricreativa chiamata PalaBertino potrebbero bastare. Se poi avessimo in uso tutti i danari buttati in TRC, Aeroporti strategici, e Paladebit avremmo potuto coltivare i ragazzi, il nostro futuro, con strutture e programmi all’avanguardia.

 
P.S.
Alzi la mano chi vuole vivere in un posto dove è indispensabile il Palacongressi, ma non il riscaldamento in un scuola materna. Tu.. si proprio tu che non hai alzato la mano, comincia a chiederti perché invece ci vivi.

Davide (oltremodo basito) Cardone

[@DadoCardone]

Share

Ignis Vestae e Campo Marzio.

1150419_540136539369225_134995634_n13 Agosto. Lontano dalla Rimini dello sballo e delle Street Parade ci sono altri divertimenti, meno pubblicizzati, ma molto più interessanti. Ce lo racconta il nostro inviato Jackal.

La Redazione.

Alle 9 di sera dopo una calda giornata di sole, le pietre dell’anfiteatro sono ancora calde. E’ il 13 agosto, tutti posti a sedere sono occupati, le luci illuminano le rovine solitamente dimenticate dalla maggior parte dei cittadini, ma non questa sera, grazie all’associazione di rievocazione storica Legio XIII Gemina.

Entrano in scena bardati e corazzati, echeggiano ordini in latino mentre uno speaker descrive le varie azioni, simulano gli addestramenti della legione stanziata in una delle più grandi città romane del nord, grazie ad una ricerca storica degna di nota.
999870_540140899368789_1829768729_nLo scintillio delle armi e il clangore metallico riportano il pubblico indietro nel tempo, poi l’ingresso solenne con le fiaccole in mano delle vestali: sembrano danzare, anzi danzano proprio, onorando il fuoco sacro al centro della scena, il pubblico rimane estasiato per le giovani dedite al culto della Dea Vesta, rappresentate dal gruppo Ignis Vestae dalla scuola di danza Bab Nour, grazie all’insegnante Angela Zavatta (in arte Leyla Nur).
Infine il Pontefice Massimo enuncia il rito di iniziazione con la Captio Virginis, la “presa” di una giovane vergine che diventerà Vestale.  Inizia la vestizione, il taglio dei capelli, poi la capigliatura viene divisa in sei trecce di capelli posticci, cui si attorcigliano nastri di lana rossa (le sacerdotesse la portavano tutta la vita) , viene vestita con una tunica bianca, affrancata tramite una fibula. Le altre Vestali preparano poi su un altare, seguendo il rito, la Mola Salsa,  una focaccia di farro salata in superficie.
602054_540138462702366_2071634800_nLa sua preparazione, esclusivamente concessa alla Vestali, seguiva un rituale particolarmente rigoroso. Il farro doveva essere raccolto, a giorni alterni, nel periodo compreso tra le none e le Idi di Maius, mese sacro alla Dea Maia, protettrice dei raccolti e della vegetazione. Il raccolto era portato alla casa delle Vestali, le quali provvedevano a sgranare le spighe, tostare i grani e macinarli finemente. La farina così ottenuta, veniva impastata con acqua di fonte perenne e manualmente formata in tondi schiacciati da mettere a cuocere nel forno del Tempio di Vesta.
Un amico accanto a me ricorda un’altra rappresentazione,  ce ne sono ogni martedì da luglio ad agosto, in cui la nostra Legione si era scontrata con i Barbari, giunti da Modena per l’occasione, quella volta nessuno si è risparmiato in slanci di battaglia.
998584_540134506036095_1240011281_nAlla fine della serata incontro uno dei legionari, Alessandro Di Leva, che aiuto nella svestizione, e da vicino noto con stupore che le bardature sono in acciaio pieno e, anche se protetti nelle parti giuste, il peso è notevole, in questo non si sono risparmiati, regalandoci un’altra serata di emozioni, spettacolo e cultura, una rarità in una città come questa che vive solo di brandine, pizza e notte rosa.
Il prossimo appuntamento è per il 27 agosto quando lo scontro sarà contro i Greci, sarà dura perché anche loro hanno un esercito preparato alle battaglie, ma noi giochiamo in casa.
D.G. Jackal

 

Share