Rimini Amministrative 2021 – Jamil Sindaco al primo turno. Risultati delle liste e seggi assegnati.

Come previsto nel precedente articolo la scarsa affluenza ha favorito il partito di sistema, piuttosto che le “novità”. Jamil Sadhegolvaad, al primo turno, è il nuovo sindaco di Rimini.

Con il 51,32% dei voti non ha bisogno di cimentarsi nel ballottaggio. L’analisi del dato è impietosa per i suoi avversari, non perchè si tratti di un risultato eclatante, ma perché al suo immediato inseguitore, Enzo Ceccarelli, bastavano circa 2000 voti per una seconda manche in cui le regole d’ingaggio sono decisamente diverse.

I voti c’erano, ma sono rimasti a casa. Con un’affluenza del 55, 59% hanno disertato le urne esattamente 53.433 aventi diritto. Persino il partito degli anti vaccinisti ha trovato un 4%, chi è mancato all’appuntamento?

Nella coalizione di centro destra Fratelli d’Italia (13,77%) super di poco la Lega (13,46%) e insieme sconfessano il dato nazionale dei sondaggi. Tra gli altri, lasciando perdere inutilità come il Popolo della Famiglie e Rinascimento Sgarbi, chi ha fatto un grosso buco nell’acqua è Lucio Paesani. Considerate le risorse messe in campo e l’impegno profuso, pare che siano mancati proprio lì i voti di accesso al ballottaggio.

Con 1.082 preferenze ha ottenuto meno di Erbetta, il consigliere che si faceva tagliare la siepe da Anthea e che in questi giorni girava per i seggi travestito da Craxi, con tanto di Garofano.

L’altra grande sconfitta è Gloria Lisi (8,93%), che ottiene un consigliere di consolazione.

Era lecito per lei sognare il ballottaggio? Le analisi politiche, più o meno autorevoli, scommettevano di no. Anche qui però qualcuno ha mancato l’appuntamento. Il Movimento a Rimini, con due parlamentari in campo e il King delle Milf Giuseppe Conte che scorrazza per il centro, vale 1509 voti (2,45%).

Appena poche ore fa Beppe Grillo esclamava in un post:

Più che il punto esclamativo doveva metterci una bella emoticon rassegnata. Il Movimento è un ormai un oggetto politicamente inerte. Gli unici che hanno tenuto duro sono gli eletti con responsabilità amministrative. Raggi a Roma saluta con un onorevole 20% e Gennari a Cattolica ottiene il ballottaggio. A Bologna, seppur in coalizione con il PD racimola un 3,37%.

Ma torniamo a Rimini. Tra le new entry c’è Rimini Coraggiosa.

Migliora, anche se di poco, il dato delle regionali e fa entrare Marco Tonti in Consiglio Comunale. Segnatevi la data. Rimini nell’ottobre del 2021 ha ottenuto il primo consigliere ufficialmente LGBT nella storia del Comune. E, per quanto ci riguarda, questa è l’unica novità degna di nota in questa brutta campagna elettorale dove i candidati hanno saputo discutere solo di parcheggi e telecamere.

Le sfide dell’imminente futuro sono molto difficili. Riempire il Consiglio Comunale di gente che fa fatica a capire il presente non è salutare. Bisognerà parlare di Diritti, di transizione ecologica e digitalizzazione. Per cui tenetevelo caro il Tonti, visto che sarà l’unico capace di mettere in fila un discorso che non sia tratto dal Manuale delle Giovani Marmotte.

@DadoCardone

Share

Rimini, amministrative 2021 – dati sull’affluenza – chi si deve spaventare? (Aggiornato)

Secondo i dati ufficiali del Ministero degli Interni, aggiornati alle 23:46 di domenica 3 ottobre, i cittadini riminesi al voto sono stati 50.687 su 120.330 aventi diritto

Una percentuale del 42,12%

Bassa? Per il momento sì, ma bisogna considerare che il voto è distribuito in due giorni e che non si può nemmeno operare un raffronto con le precedenti votazioni, che si tennero nella sola giornata del 5 giugno 2016.

In quel caso l’affluenza fu del 57,86% (circa il 10% in meno delle precedenti).

Quella volta vinse Andrea Gnassi al primo turno, con una percentuale doppia rispetto al suo primo competitor Marzio Pecci della Lega, candidato per il centro destra unito.

Un’elezione sui generis. Il Movimento, forte di un buon dato nazionale e di un ottimo lavoro sul territorio, venne suicidato da Beppe Grillo in persona che non voleva discutere con l’ex moglie, convinta che oltre al mantenimento le spettasse anche una lista 5 stelle a Rimini.

I voti del Movimento non pervenuto vennero raccolti in parte dall’ex (non di Grillo) Luigi Camporesi che ottenne un 9,53% condannando se stesso e Gnassi ad altri inutili 5 anni di bestemmie tra i denti.  

Dal ritiro del Movimento anche Pecci ottenne qualcosa, perché si sa che i 5 Stelle sono ecumenici. Non abbastanza però. Rimase infatti ben lontano dallo sfiorare il ballottaggio, forse per l’innata passione del centrodestra a candidare sindaci “forestieri” in una Rimini che non sopporta nemmeno i riminesi. Figuriamoci un riccionese o un bellariese.

Tornando alle elezioni odierne e all’attuale bassa affluenza. A chi fa bene e a chi fa male la diserzione delle urne? Gli elettori dei partiti più radicati e strutturati, pur nel calo generale, sono più motivati al voto. Questa potrebbe sembrare una considerazione ovvia, ma è senz’altro una chiave di lettura valida. Storicamente i partiti del cambiamento (vero o supposto che fosse) hanno sempre beneficiato di un’affluenza sopra la media.

Per cui il Partito Democratico, sebbene abbia dato il peggio di se (per il momento) con la solita “guerra tra bande”, è favorito dalla situazione, soprattutto perché radicato amministrativamente e presenta il valore della continuità. La gente, si sa, preferisce il male conosciuto, se le si presenta in alternativa qualcosa di incerto e sconosciuto. In fondo, nonostante il tifo, le promesse della politica rimangono quello che sono: opportunismo che poi si scontra con il vero impegno amministrativo.

Gli altri partiti (o liste, o movimenti, o gruppi di terapia che siano) dovrebbero temere la scarsa affluenza. Il centro destra è sostenuto da un eccellente dato nazionale, ma sembra giocare a perdere, candidando sindaci senza legami con il territorio. Chissà forse hanno visto il conto rimasto sul tavolo e pensano sia meglio pagare il prossimo giro.

Gloria Lisi ha composto un’alleanza funzionale alle elezioni, come un raggruppamento temporaneo d’imprese. Utile solo se si arriva al ballottaggio, ma inutile per fare l’ago della bilancia una volta esclusi dalla competizione. Le liste smarrite si comprano con le caramelle. Bene, tatticamente parlando, l’alleanza con il Movimento, ma lei più di chiunque altro, essendo la “novità”, soffrirà il protrarsi di una scarsa affluenza.

Rimane l’incognita di Rimini Coraggiosa, anche se comunque funzionale a Jamil Sadhegolvaaad. E’ l’unica lista, tra quelle che si candidano per la prima volta alle amministrative, ad avere una storia sul territorio.

Anche se i risultati delle ultime regionali su Rimini non sono stati certo incoraggianti ( 1.555 voti per il 2,25%% delle preferenze), in questa tornata possono vantare il valore aggiunto di Marco Tonti, il primo candidato ufficialmente appartenente alla comunità LGBT nelle amministrative riminesi. Sembra quasi di essere nel 2021, vero?

In ogni caso. Il prossimo aggiornamento sarà di oggi, lunedì 4 ottobre, alle ore 15.00 ed allora potremo meglio considerare il dato dell’affluenza.

AGGIORNAMENTO ORE 15.00

L’affluenza è un po’ risalita, ma il calo è confermato.

Il risultato è del 55,59% contro il 57,86% delle precedenti.

2,27% punti percentuali non sembrano un grande calo, ma confermano il trend in discesa della manifestazione elettorale che dovrebbe essere la più seguita in quanto connessa più direttamente agli interessi dei cittadini. Se poi il dato viene confrontato alle precedenti Regionali (con minaccia Covid più severa) è addirittura avvilente. A quella tornata elettorale avevano partecipato il 63,54% degli aventi diritto… e non era certo un risultato esaltante.

A più tardi con l’analisi del voto.

@DadoCardone.

Share

Corruzione per un atto d’ufficio. E’ leghista la prima a chiedere l’immunità in questa legislatura.

Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei.  C’è da sperare che quest’antico adagio abbia perso di saggezza, altrimenti il Governo del Cambiamento avrebbe fatto suo uno dei consueti vizi della politica. Scherziamo, ovviamente, dei soliti vizi ce ne hanno già fatti vedere alcuni, compresi i condoni di Di Maio a Ischia.

La prima richiesta d’immunità presentata alla Giunta per le Immunità del Senato, però, è per la Senatrice Anna Bonfrisco, Gruppo Lega-Salvini Premier, relativamente ad un’indagine preliminare in presunta violazione dell’articolo 318 del Codice Penale: Corruzione per l’esercizio della funzione.

In cosa consiste questo reato? Citiamo: Il pubblico ufficiale, che, per l’esercizio delle sue funzioni o dei suoi poteri, indebitamente riceve, per sé o per un terzo, denaro o altra utilità, o ne accetta la promessa , è punito con la reclusione da uno a sei anni.

Noi, certamente, non ci permettiamo di dare giudizi rispetto alla colpevolezza o meno, sono tutti innocenti fino a che il tribunale non stabilisce il contrario. Facciamo solo notare che la Senatrice Bonfrisco a processo proprio non ci vuole andare e solleva, presso la Giunta per le Immunità del Senato, l’insindacabilità delle proprie opinioni come garantitole dall’articolo 68 della Costituzione.

Cosa c’entra l’immunità di un Senatore rispetto ai reati d’opinione con un’indagine per corruzione? Non è dato saperlo, anche perché i resoconti delle riunioni della Giunta su Senato.it si limitano a registrare chi sono i partecipanti e a che ora è iniziata la riunione. Null’altro.

L’unico dato interessante che possiamo recuperare è che la senatrice Bonfrisco, questo “agente del cambiamento”, è in Parlamento dal 2006, quando nella XV legislatura venne eletta Senatrice per Forza Italia. Stesso risultato per la XVI legislatura, in forza al Popolo delle Libertà e nella XVII, dove però passò dal Popolo delle Libertà al gruppo Conservatori  Riformisti Italiani (che caspita è un Conservatore Riformista??!!), per finire poi al gruppo misto con PLI.

In questa Legislatura, la XVIII, appartiene al gruppo Lega-Salvini Premier che, dal luglio di quest’anno, assume la denominazione Lega – Salvini Premier – Partito Sardo D’Azione… quale collocazione più naturale per una nata a Peschiera del Garda? In ogni caso la Senatrice sa far ben valere i suoi salti di Gruppo perché, oltre ad essere in parlamento da ormai quasi 13 anni, è anche la sostituta del Ministro Centinaio nella 3^ Commissione Permanente Affari Esteri , emigrazione e, fino a questo settembre, è stata Vicepresidente della Commissione permanente che si occupa delle Politiche dell’Unione Europea.

Auguriamo alla Senatrice di essere riconosciuta innocente perché non ha commesso il fatto e non perché sia impossibile giudicarla in forza della sua immunità. Intanto… Buon Cambiamento a tutti.

@DadoCardone

Share

Gangs of PD

La politica è la questione esistenziale per eccellenza. Per riuscire a trovare una dimensione nell’odierno caos di chi la pratica bisogna votarsi ad una specie di violentissimo Darwinismo Sociale, dove anche il più forte, se non cambia, muore. Non nascono più gli Andreotti o i Berlusconi, capaci di durare generazioni e, in qualche modo, sopravvivere alla genesi del loro stesso mito. Oggi ci sono i Renzi e i Salvini, fissati nella loro misera epica, tra l’altro fatta solo di bugie e poco più. Uno come il Bomba ha la data di scadenza, 1000 giorni, si legge dietro la cravatta lucida da Man in Black (giusto per dire che non si sa nemmeno istituzionalmente abbigliare).

Questi leader del nulla però non sono solo un danno per se stessi, anzi… quando hanno finito di atteggiarsi a miles gloriosus un posticino in Senato non glielo nega nessuno. Ci sono persone però che passano l’esistenza a difendere le decisioni dei loro “Presidenti”, ma  finché sono solo esclusivamente della razza votante, nessuno chiede loro il conto, se non al bar. Il dramma vero è quando le persone sono braccia e gambe del loro partito, o magari lo rappresentano pubblicamente. In certi ruoli si finisce per sostenere tanti e tali interessi  che, una volta tolto l’ossigeno, si deve continuare a respirare qualsiasi cosa venga fornita. Anche se puzza.

A Rimini, a seguito della recente debacle elettorale del PD, si sta assistendo all’imbarazzante assenza di una (sincera) autocritica interna. Più che altro sui giornali finiscono le scorie delle frizioni tra opposti schieramenti dello stesso Partito Democratico, che non sanno tanto di “te l’avevo detto.”, quanto di “adesso fatti da parte”. Le fazioni sono fondamentalmente due. Una fronda gnassiana, sostenitrice del dopato “Modello Rimini” ed un’altra, di cui l’eminenza grigia sembra essere Maurizio Melucci.

La Gang di Gnassi è arroccata nella posizione per cui è inevitabile riconoscere che il PD ha un problema, ma l’annotazione deve essere solo formale, in quanto nessuno si deve permettere di mettere le mani sul meccanismo che regge il Modello Rimini, anche se prevede l’alleanza con il petaloso Sergio Pizzolante. Non è una questione meramente politica, si parla di enormi movimenti di denari pubblici. Uno dei componenti della Gang di Gnassi è Stefano Giannini, Sindaco di Misano e Segretario Provinciale del PD, che incidentalmente è anche il  Componente di Rimini del Consiglio d’Ambito per Atersir, l’Agenzia che regola i costi del servizio idrico integrato. Per essere chiari: senza passare da quest’agenzia non si poteva privatizzare l’acqua, né aumentare le bollette di tutta la provincia, dei prossimi dieci anni (almeno), per riuscire pagare le famose fogne riminesi, fiore all’occhiello di questa amministrazione.

I denari pubblici movimentati però non dipendono solo da questo meccanismo. Molti soldi arrivano anche dai finanziamenti Europei Por Fesr 2014-2020 e sono quelli che permettono, con il beneplacito  della Sovrintendenza, belle imprese come lo sfondamento delle Mura Malatestiane e la trasformazione di Piazza Malatesta in un’opera Ikea. Per questi finanziamenti è garante la Regione Emilia Romagna, sono dunque importanti figure come Stefano Bonaccini e i gemelli del Comunicato Pruccoli & Rossi.

Le partite, ovviamente, non sono finite qui. Ci sono da mettere in conto anche l’autocrazia di Gloria Lisi sul Welfare e la dittatura dello stesso Gnassi sull’argomento Eventi & Co. Una nota a margine, che magari approfondiremo meglio in un secondo momento. Quest’estate la spiaggia libera sarà occupata dall’evento Beach Arena. Alcune modalità appaiono in contrasto con i regolamenti vigenti, come l’occupazione della spiaggia per quasi sessanta giorni, invece che i 30 stabiliti dalla delibera regionale 226/2003. La cosa che dà più nell’occhio però è un bando che assegna un evento del genere per due anni e che, materialmente, si apre e chiude in 15gg. Chi avrà mai il tempo? Sarò malizioso, sarò sensitivo… ma secondo me la gara la vince Paesani, uno sempre pronto.

La Gang avversaria sembra ricoprire un ruolo minoritario nel PD riminese, ma seguendo la Melucci’s Way, ha i suoi alfieri piazzati in modo da dar stilettate nei momenti cruciali. Proprio in questi giorni il miracolo Petitti, colei che cambia più ruoli istituzionali che scarpe, ha “osato” criticare il “Modello Rimini”, aprendo ufficialmente le danze. Lo fa tirando in causa l’opzione Pizzolante, scelta che dalle parti di Gnassi vorrebbero passasse sotto silenzio.

“Dov’è finito il modello Rimini, sbandierato fino alla sera del marzo per giustificare una candidatura sulla quale parte del PD aveva espresso forti dubbi?”

Giannini, nonché Pruccoli & Rossi, si scagliano contro l’Assessore Regionale Petitti, accusandola sostanzialmente di irresponsabilità. Succede tuttavia che Yuri Magrini, segretario provinciale uscente con polemica, Vanni Lazzari, segretario comunale, alcuni sindaci della Valconca e scontenti vari dei Circoli PD, appoggiano apertamente Emma Petitti nella critica. E Melucci? Lupus in Fabula interviene sempre alla fine, invitando all’unità, ma continuando a disporre pezzi sullo scacchiere.

Ancora una volta la realtà è decisamente esclusa dall’etichetta di partito, ma in politica, si sa,  l’autocritica vera è una cattiva medicina per chi comanda. Molto meglio controllare le cadute… o pensare di saperlo fare. Nel frattempo noi cittadini dobbiamo star a guardare il ringalluzzimento della Lega, un partito che a Rimini non raggiunge il 19% né alla Camera ( 18,87% ) né al Senato ( 18,91% ).

P.S.

“L’autocritica è un mezzo di superare se stessi. L’artista che non analizza e non distrugge continuamente la sua tecnica è un poveretto.” [Cesare Pavese]

@DadoCardone

Share

Circoscrizione di Rimini: Comune per Comune le preferenze assegnate ai Capolista.

Una domanda: ma il voto di protesta è quello di chi vota Movimento e Lega o quello di chi non vota Pizzolante come rappresentante del Centro Sinistra?

E’ ora che qualcuno cominci a farsela questa domanda perché le Urne hanno parlato e, piaccia o non piaccia, sopra la loro verità non si passa. Una coalizione vince, Centro Destra, una perde, Centro Sinistra  e c’è un Partito da solo, il Movimento 5 Stelle, che rappresenta un terzo dei votanti. Questa è lo stato dei fatti.

Certo nessuna delle realtà vincenti può governare, ma questo succede fondamentalmente a causa di una legge elettorale costruita per impedirlo. Forse perché i due grandi perdenti di queste elezioni, Silvio e Matteo detto il Bomba, un po’ sospettavano che qualcosa potesse non andare per il verso giusto.  Che dire poi del modo di perdere? Si dice che la sconfitta, più che la vittoria, definisca il carattere di un leader. Mentre Silvio si complimenta e pensa alla prossima mossa, l’Enfant (senza prodigio) vuol invece portare via la palla per non far giocare più nessuno.

Dal Nazionale al locale, e viceversa, le ragioni di vittorie e sconfitte si ripetono uguali dando indicazioni molto precise, per chi le vuol vedere. Vi sono ragioni di sistema, come le motivazioni dello scarso appeal di Liberi e Uguali. LeU, teoricamente, doveva raccogliere i voti degli scontenti del PD, che continuano ad essere innumerevoli. Quello che ha fatto nella pratica è stato costituire una Bad Company, come si fa nell’alta finanza. Così facendo ha depositato tutti carichi esausti del PD e anche qualche titolo tossico. Pietro Grasso, Vasco Errani, Massimo D’Alema… no dico, D’A-le-ma!! A Rimini è stato riesumato persino Giuseppe Chicchi (PDS, DS,Ulivo, PD).  Il risultato finale è stato quello di far rieleggere tutti i “tentennatori”, gente che dentro il PD votava qualsiasi cosa usando un non meglio definito senso di responsabilità: Grasso, Bersani, Speranza, Fassina. Ancora 5 anni a tentennare.

Ragioni di sistema, tra tante altre, valgono anche per il PD, che non ha saputo liberarsi delle scorie peggiori… anzi le ha messe in lista. Anomalie nella struttura stessa della politica, che il votante PD in alcuni casi ha addirittura votato e non si sa se ormai si tappa neanche più il naso. Come caspita fa uno che si definisce di sinistra a votare Casini?? Non si sa. Fatto sta che a Bologna Casini passa con una notevole percentuale di preferenze e lo stesso vale a Modena per Madame Lorenzin Curie. Permetteteci una riflessione a margine, ma neanche troppo: quelli del Movimento saranno anche fanatici, ma chi si bea delle foto di Casini nella Casa del Popolo ha problemi anche più gravi.

Per le sconfitte e le vittorie vi sono anche ragioni personali che, nel caso del collegio di Rimini, siamo in grado di analizzare nel dettaglio. Abbiamo raccolto per voi le preferenze personali ottenute in ogni comune, per i collegi uninominali di Camera e Senato, di ogni singolo capolista della circoscrizione di Rimini. Pensiamo che ciò possa definire abbastanza fedelmente il peso reale di coloro che sono stati scelti come campioni. Potrebbe essere un suggerimento per la composizione delle prossime liste, ma a leggere le dichiarazioni di oggi, sulla cronaca locale, pare che tutti gli eroi di questa infausta guerra per la poltrona lascino la trincea per ritirarsi in cooperative e simili.

Ci sono alcune evidenze che saltano all’occhio. Ad esempio, per quanto riguarda il Senato, Antonio Barboni, del Centro Destra, non raccoglie che il terzo posto nelle preferenze a lui direttamente assegnate. Arlotti lo passa di 500 voti e a sua volta viene più che doppiato da Carla Franchini (la Franka©). La stessa cosa, grosso modo, succede anche alla Camera, solo che qui il Centro Sinistra è terzo anche nelle preferenze personali. #FidatidiSergio.

LeU conferma il dato anche in questo tipo di analisi, un quarto posto, appena sopra l’inedia dei partiti che non passano la soglia, ma abbastanza in alto da azionare il meccanismo del paracadute proporzionale per i Big.

Detto questo, ci ritiriamo in buon ordine e lasciamo agli avventori del Bar Italia il resto dell’analisi politica, d’altronde quest’anno non potranno fare i Commissari Tecnici della nazionale di calcio.

P.S.

“Se Dio avesse voluto che noi votassimo, ci avrebbe dato dei candidati.”  [Jay Leno]

 

@DadoCardone

Share

Rimini e i doni dell’Uninominale.

Nel collegio uninominale 01 di Rimini per il Senato, 568 seggi su 568, la situazione è sostanzialmente uguale a quella della Camera, se non per un risultato leggermente migliore di LEU e Potere al Popolo. Una curiosità: seppur nell’irrilevanza totale dei partiti neo Fascisti, CasaPound supera Forza Nuova, dunque se Ottaviani stava a casa invece di andarsi a far arrestare a Macerata era la stessa cosa.

All’Uninominale del Senato Emilia Romagna 01 viene eletto  Antonio Barboni per la coalizione di Centro Destra. Brutta caduta per Tiziano Arlotti, il campione di voti del Partito Democratico, che in quest’occasione raccoglie  la metà dei voti (personali) di Carla Franchini (detta Franka©). 1573 contro 930 voti: questo dato è molto indicativo e si presta a diverse letture.

Come fa una persona scomparsa per un anno dai radar della politica cittadina, che se non fosse stata ripescata non sarebbe nemmeno nelle liste elettorali, tanto era il consenso della base, a doppiare la ”mietitrebbia” di voti del PD? Certamente v’è un modo di votare diverso, la fiducia del votante pentastellato nei nomi proposti (o imposti che siano) è molto pesante. Si legge però tra le righe anche un messaggio ad Arlotti l’uomo di sistema, seduto nei banchi della Maggioranza di Governo, che al territorio ha portato ben poco. Per questo si vota la coalizione PD, ma non il suo uomo di punta, che tra l’altro ha avuto modo di presentarsi del il collegio che gli dava migliori sensazioni.

Attendiamo curiosi gli aggiornamenti della quota proporzionale.

 

@DadoCardone

Share

Su Rimini – La presa in giro di Di Maio.

A volte non serve nemmeno andare con lo zoppo per imparare a zoppicare, basta frequentare la stessa Bouvette. Il giovane Luigi Di Maio non sarà un politico di lungo corso, ma ha imparato presto e bene l’arte di dissimulare una situazione imbarazzante. Tipo quella dell’ex moglie di Grillo che si mette di traverso, contro il benvoluto candidato sindaco del Meetup storico di Rimini. Certo non lo fa con un ragionamento che possa almeno sembrare condivisibile, ma con l’autorità che gli deriva dalla sua “predestinazione”.

Mi riferisco alla recente dichiarazione riportata dall’Ansa:

“Noi dobbiamo essere onesti con i cittadini, a Rimini e Ravenna non siamo pronti. Noi non chiediamo ai cittadini un voto per una lista per cui non siamo pronti, continuiamo a lavorare per essere pronti la prossima volta. Abbiamo sempre scoperto che i sindaci degli altri partiti non erano pronti il giorno dopo le elezioni. Noi abbiamo, per coerenza, preferito dirlo prima”.

Eh già, sarebbe proprio il caso di essere sinceri con i cittadini e dire loro chiaramente che il problema fondamentale del Movimento a Rimini deriva da una mancanza di mezzi, ma andiamo con ordine.

Allo spuntare della seconda lista, quella improvvisata usando la visibilità dell’ex di Grillo, i referenti di Rimini si sono ovviamente mossi per spiegare, a chi di competenza, cosa stava succedendo. La situazione è stata presentata nei minimi particolari a tre dei 5 membri del Direttorio: Fico, Di Battista e Di Maio. La faccenda è stata esposta in diverse occasioni da Giulia Sarti, Raffaella Sensoli e Marco Affronte, com’era naturale agire vista la mancanza di feedback da Roma.

Solo più tardi l’amara realtà ha fatto capire a tutti che non ci si doveva riferire a Roma, ma a Milano dove, per carica ereditaria, il figlio di una persona mai eletta può decidere vita e morte di Meetup con dieci anni di storia, facendo apparire due righe non firmate su un Blog, gestito non si sa da chi.

Decisione senza appello, ma non, come si potrebbe pensare, senza motivazione. E’ stato lo stesso Davide Casaleggio ad ammettere (non vi dico con chi) che il Movimento 5 Stelle non ha le risorse per gestire le controversie, sebbene semplici come quella di Rimini. Che risorse? Di due ordini principalmente: risorse finanziarie e risorse umane. Gli ottomila comuni italiani non andranno tutti assieme ad elezioni amministrative, ma anche quando ce ne vanno 1370 la spesa per gestire le candidature online non è indifferente. La soluzione potrebbe essere demandare un po’ di decisioni agli eletti, che a dire il vero ne prendono migliaia all’anno per conto del Movimento. Questo però vorrebbe dire demandare “potere” e per i NON eletti di Milano sono pochi i fedelissimi a cui lasciare libertà in cose del genere.

C’è ad esempio Massimiliano Bugani di Bologna, contestato come (se non più) gli eliminati, ma che, oltre al privilegio di un’investitura dall’alto, ha potuto contare sulla mannaia del Blog, che si è abbattuta sui suoi rivali. Tra l’altro la benedizione e le investiture continuano, visto che oggi Di Maio ha visitato i luoghi delle stragi di Bologna insieme al fedelissimo Max. Ci sarà da ridere se Bugani non dovesse nemmeno arrivare al ballottaggio, com’era ormai destino annunciato per  Candidato Riminese.

Caro Luigi, se senti tutta questa necessità di essere onesto con i cittadini potevi cominciare con Sarti e Sensoli che, un mese prima dell’eliminazione senza appello, erano nel tuo ufficio a Roma a spiegarti per filo e per segno la situazione di Rimini. Potevi sinceramente ammettere che tu in queste decisioni non c’entri niente.. altro che Direttorio.

P.S.

Sempre a Giggino. Se ti va di visitare luoghi di strage passa anche per Parma e Rimini, lì la strage è di voti . A Rimini in particolare l’attentato è alla volontà dei cittadini, che si stanno ancora chiedendo che cosa Diavolo sia successo. Non  meritavano anche questa supercazzola da politicante navigato. Cornuti e mazziati.

dado

 

@DadoCardone

Share

22 sfumature di Lista – I liberi battitori.

Continuiamo a parlare della grandinata di liste piovuta su Rimini e lo facciamo con quelli che, almeno per il momento, non sono apparentati con nessuno..

Rimini People.

E’ la lista cui appartengo, il mio conflitto di interessi  e, lo dico in tutta sincerità, sono dei pazzi. Non se ne tengono una, non importa quanto scomoda possa essere. Hanno come stella polare una sola cosa: le persone. Dentro ci sono tutti. Commercialisti, dipendenti dell’Agenzia delle Entrate, politici in pensione, un ex cinque stelle (io) innamorato del motto “nessuno deve rimanere indietro”, movimentisti del sociale, molte esperienze politiche di sinistra, studenti, giovani laureati, novelli italiani diversamente colorati e chi più ne ha più ne metta. Tutti seguono Mara Marani e Mara ha una parola per tutti, ma la cosa più bella è che i Rimini People non hanno bisogno di nessuna posizione di convenienza. Sono contro il razzismo, sono per l’accoglienza, non discriminano nessuno per colore, religione, orientamento sessuale. Mettono in pratica queste convinzioni ogni giorno, fuor dal politichese, perché la politica è vivere degnamente la propria città ogni giorno. Nessun atteggiamento di maniera… anzi, se siete tra quelli che invece amano discriminare e praticare lo sciovinismo, non vi sbagliate, non votateli. Il vostro voto non gli mancherà. Così doveva essere il Movimento.

Fronte Nazionale per l’Italia

Il nome lascia pochi dubbi sull’orientamento, ma, se ciò non bastasse, il candidato sindaco di questa lista è Marina Mascioni . Ex Consigliere Provinciale e pasionaria del centro destra, più destra che centro. Ha fatto parte di An e del PDL, ma alla fine è andata in rotta per le posizioni troppo morbide dei suoi. Oggi scommette sulla famiglia (quella del mulino bianco) e sull’incostituzionalità dell’Islam (?!). Che dire… ognuno ha i suoi obbiettivi.  Resterà sola nella sua corsa al fondamentalismo identitario? Non lo sappiamo, ma all’orizzonte è spuntato qualcuno che sarebbe bene presentargli.

Popolo della Famiglia

Ecco qui l’anima gemella della Mascioni. Questa lista però va spiegata bene. Popolo della famiglia è la lista con la quale Mario Adinolfi si presenta come candidato al Campidoglio. Chi è Adinolfi? Potrebbe bastare  sapere che è il tale che è riuscito a far incazzare Fabio Volo, durante una trasmissione radiofonica, per aver sostenuto che Kung Fu Panda non può avere due papà…. ma si perderebbero alcune sfumature. Nella sua carriera è passato dall’essere Democristiano a Piddino di matrice Renziana. “Bella forza”, direte voi, ma è passato anche per il PPI (Partito Popolare Italiano), per Weltroni e per Franceschini.  Ama la Mamma, la Croce, la donna sottomessa e per lui cose come aborto, eutanasia e matrimonio omosessuale non sono altro che falsi miti della modernità. Come non essere attratti da un quadretto così intrigante? A Rimini non ha potuto resistere Ada Addolorata di Campi, fondatrice dell’Associazione Vittime della Uno Bianca, recentemente candidata con NCD (qualsiasi cosa sia) per il ruolo di consigliere regionale, occasione in cui incassò gli auguri persino di Gnassi e Nadia “Civivo” Rossi, ma non i voti necessari.

Forza Nuova

Ahahahahahahah

Rimini in Comune

Rimini in Comune è praticamente la lista di Rifondazione. Tra le sue fila troviamo due delle più grosse stampelle di Gnassi: Savio “logorrea” Galvani, l’uomo che con un solo discorso ti condanna all’epistassi, e Sara “Parafango” Visintin. Non capite male, “parafango” non è riferito al suo aspetto fisico che, al contrario, è grazioso e minuto, ma al compito che ha avuto per 4 anni e sei mesi del mandato Gnassi. Tutti i Comitati che si sono fatti portatori di una qualsiasi istanza la conoscono bene, visto che dove il Sindaco non sapeva che pesci pigliare veniva messa  lei a perdere tempo, con la formula magica “Stiamo ponderando e valutando”.  Se volete saperne di più chiedete  informazioni al Comitato per il Teleriscaldamento, o anche, se volete, al suo stesso comitato di provenienza, il Comitato dell’Acqua, che ha visto Sara e Savio in barriera per conto del Sindaco, fino al giorno prima di dimettersi dalla maggioranza… per sopraggiunta morte della credibilità. Incredibile fu il ritiro della firma di Galvani dal consiglio tematico sull’Acqua Pubblica, per dare modo e tempo al PD di farsi i fatti suoi. Sui banchetti consiliari ci sono ancora i segni delle mascelle cadute a diversi componenti dell’Opposizione.

Con queste 5 liste siamo arrivati a 11. Coraggio, ancora una decina e siamo quasi fuori dal tunnel (to be continued…)

dado

 

@DadoCardone

Share

22 Sfumature di Lista

Qualcuno sa se Rimini è un caso Nazionale? Se non lo è, dovrebbe esserlo. Ventidue liste sono tante e, se la maggior parte sono liste che non esprimono nemmeno un candidato sindaco, sono un po’ troppe.

Le origini del giochino sono da ricercarsi nel vizio reazionario di aggiustare le regole, per continuare a governare. Ad esempio nelle passate amministrative Bertino Astolfi, lo sceriffo in canottiera, non avrebbe potuto presentarsi per l’ennesima volta nella formazione PD ed allora, dato che tra sgradellate e pitturate racimola un sacco di voti, gli è stata costruita una lista su misura. Rimini per Rimini si chiamava e, una volta assolto il compito, è stata malamente abbandonata all’autogrill delle liste ad capocchiam.

Ora però la tecnica ha trasceso se stessa ed è diventata una vera e propria raccolta di figurine. L’esegeta del teorema “più liste più voti” è Luigi Camporesi, che, a guardare i bollini,  dovrebbe essere alla guida di circa 200 persone, ma in realtà la gente nelle foto è sempre quella ed è sempre pochina. Ecco l’inventario:

  • Vincere per Rimini: all’inizio gli prestavano il banchetto e contemporaneamente partecipavano alla formazione della lista farlocca del Movimento, per poi calare le scialuppe al momento opportuno. Lisi e Zilli sono stati addirittura ospiti di casa Ex moglie di Grillo (ha anche un cognome suo, ma non lo ricordo).
  • Obbiettivo Civico: Camporesi, quando si è sentito pronto ad allontanarsi (di pochi cm) dal banchetto di cui sopra, si è fatto il suo logo… anche se i fustini del Dash avrebbero qualcosa da ridire in proposito. Non solo, si è fatto anche un video di presentazione. Vi confesso che non ho mai ascoltato cosa dice, è troppo divertente guardarlo senza audio… sembra il trailer di uno andato al porto per fare a botte. Tra social e stampa si descrive come il  rappresentante dei veri principi del Movimento, tipo quello di allearsi di Forza Italia (?!), e dice di aver portato molti Grillini con se. Solo che… io li conosco tutti e nelle foto di “Grillini” ne vedo sempre e solo due o tre.
  • Movimento Libero Rimini: nel punto sopra ho detto una bugia… i Grillini sono 4. Ora c’è anche il Consigliere Marco Fonti. Certo, sempre si possa definire grillino uno che si è dissociato da Grillo il suo primo giorno di Consiglio Comunale e che vorrebbe una legge per poter sparare impunemente a chiunque gli entra in casa. Fatto sta che, dopo aver fallito nell’impresa di portare il Meetup Grilli Pensanti tra le braccia di capo, ha mollato tutto (tranne il posto di Consigliere) e sia lui che la sua mail hanno fondato una nuova lista, con tanto di simbolo taroccato del Movimento.
  • Noi per la Romagna: non so se sia la stessa lista rappresentata da Marco Casadei, una volta uscito dalla Lega, in Consiglio Comunale, ma viene venduta come creatura dell’Ammiraglio Aleardo Cingolani. Il suo scopo è scindere la Romagna dal resto del mondo, ma soprattutto dall’Emilia.
  • Insieme per Rimini: nonostante il nome banale e i miseri 54 like sulla pagina Facebook è in realtà la sola cosa interessante della “corazzata” Camporesi. Infatti, oltre alla presenza dello scafato Eraldo Giudici, pare vanti tra le sue fila Daniela Montagnoli. Presidente per Rimini di Confabitare , la Montagnoli è anche la portavoce ufficiale del Comitato V Peep, raggruppamento di centinaia di cittadini in rotta con il Comune, per maggiori oneri di esproprio che sono loro stati chiesti. Insomma, mica un Pistillo.
  • Fare!: (il punto esclamativo non l’ho messo io perché sono contento che si sono presentati eh!) Questo è il Fare! di Flavio Tosi da Verona, una lista così in voga che se scrivi Fare! sui social viene ancora fuori Fare per fermare il declino di Oscar Giannino. Che cosa ci fa a Rimini una lista di uno di Verona che si è rotto le balle della Lega? Non lo so, però è un bollino che non si era mai visto, tanto basta a Luigi che sta per finire l’album, anzi… ha un sacco di doppie se volete fare “ a scambio”.

Sono già sei e sono solo quelle di Camporesi, poi ce ne sono parecchie di sciolte e anche quelle dell’attuale Primo Cittadino, ma di queste e delle altre vi racconto nella seconda puntata. (to be continued…)

dado

 

@DadoCardone

Share

La Franka ha peccato?

Come da comunicato passato per queste pagine, dei Grillini volenterosi stanno cercando di risorgere dalle ceneri della diaspora, che li ha visti protagonisti in questa campagna elettorale riminese. Richiamarsi ai principi, non solo per queste elezioni, ma anche per obbiettivi di più ampio respiro è cosa buona e giusta. Esistono però delle zavorre di cui si dovrebbero liberare per tornare a distinguersi per coerenza.

Se è vero, come è vero, che il dictat dell’ Ayatollah Davide Casaleggio ha distrutto ogni speranza, malamente  tenuta in piedi dal direttorio placebo, è anche vero che il comportamento di alcuni personaggi passati per i Grilli Pensanti ha contribuito a colmare la misura. L’Ecumenicità è la gioia e il dolore del Movimento, si sa, però alcune persone in perenne conflitto di interessi non si sarebbero nemmeno dovute accostare ad un gruppo che vuole cambiare le cose.

Una di queste è ovviamente Carla Franchini, che non perde occasione di dimostrare la sua inadeguatezza alla missione. L’ultimo atto distopico, di quella che in tutta la Regione chiamano ormai Franka, è avvenuto due sabati fa. I Grilli Pensanti, come ogni sabato mattina, hanno aperto il loro gazebo, convinti che la missione fosse continuare in ogni caso a raccogliere le istanze dei cittadini. Va sottolineato che il gazebo in questione occupa uno spazio regolarmente autorizzato dal Comune, per posizione e scopo, con tanto di apposizione di valore bollato.

Nel mezzo dell’attività sono stati letteralmente investiti dalla veemenza della Consigliera Franchini, che struccata come non la si era mai vista (evidentemente per l’urgenza di quello che si era messa in testa), ha vociato e strepitato fino a riuscire nell’intento di far togliere il banchetto. L’accusa era quella di non essere autorizzati a portare il simbolo in piazza, ma il Consigliere Tamburini, Capo Gruppo Consigliare del Movimento era a conoscenza dell’azione, altrettanto il Consigliere Fonti. Che diritto pensava di avere rispetto al simbolo la Franka?

Di diritti nel corso del tempo se n’è intestati parecchi. Per alcuni versi è sembrata parte del drammatico esperimento dell’Università di Stanford coordinato dal Professor Zimbaldo, che ha dimostrato come basti una divisa per far nascere atteggiamenti vessatori in una persona normale. Carla Franchini, ovviamente subito dopo essere stata eletta, non ha tardato nel dimostrarsi avulsa dal gruppo… non solo con l’inesistente partecipazione. Un piccolo elenco dei comandamenti violati in quanto Portavoce.

  • Primo Comandamento: Non lavorerai per altri partiti. Il suo mandato parte in conflitto d’interesse. Infatti appena eletta viene anche assunta dal Comune di Coriano, Giunta di CentroDestra, con atteggiamento che i testimoni giudicano non solo tecnico. Ci sarebbe da andare a verificare di tutte le decisioni che ha preso, o che sono passate per le sue mani, quante siano andate contro i principi del Movimento.
  • Secondo Comandamento: Non danneggerai l’immagine del Movimento. Qui gli esempi da richiamare sarebbero diversi, ma mi piace citarne uno in particolare. La volta in cui attaccò direttamente sulla stampa locale Giulia Sarti, accusandola di non essere presente sul territorio. Ovviamente Giulia non era assente, ma la Franka, non frequentando, non ne aveva idea.
  • Terzo Comandamento: sarai solo un tramite, un portavoce. Nel corso del suo mandato di voci ne ha portate tante la Franka, ma poche del suo Meetup. A parte la proposta di piscine in spiaggia, che andavano addirittura contro il programma depositato durante la competizione elettorale, è rimasta nella storia la delibera sul doposcuola per cui il gruppo, messo di fronte al fatto compiuto, le aveva chiesto di aspettare, ma che il PD le votò all’unanimità. Che strana combinazione.
  • Quarto Comandamento: la linea politica del Movimento arriva dalla Base. Beh.. qui Carla Franchini da il meglio di sé. Il Franka pensiero è venuto fuori in tutto il suo splendore “democratico” in diverse occasioni, mai pubbliche, ma con abbastanza testimoni da confermarne la veridicità. In sintesi il succo è questo: la Democrazia Partecipata è una sciocchezza perché i cittadini non capiscono niente. Lei, dirigente comunale, sa bene che la maggior parte delle cose che vogliono i cittadini sono utopie irrealizzabili, dunque tanto vale che tu, illuminato dotato di simbolo, faccia quello che ritieni giusto, dicendogli però quello che si vogliono sentir dire. Un giorno ti ringrazieranno.
  • Quinto Comandamento: il Movimento vuole abbattere tutte le forme di distribuzione di prebenda statale. Proprio alla fine dello scorso anno, alla rielezione degli organi amministrativi del Consorzio di Bonifica, la Franka aveva escogitato un  piano per scalarlo dall’interno, portando addirittura la proposta di un candidato Presidente chiavi in mano. Aveva cercato di coinvolgere in un certo qual modo gli attivi del Movimento non solo di Rimini, invitandoli a candidarsi. Operazione caduta alla scoperta delle vere intenzioni. Sta di fatto che il Movimento, a livello nazionale, vuole eliminare i Consorzi di Bonifica e non scalarli. Anzi proprio su questo genere di consorzio, che ha più poltrone che operai,  i Deputati membri della Commissione Agricoltura hanno ottenuto dal Ministero l’ammissione della necessità di un controllo sulla reale efficienza dei 121 consorzi di bonifica, che di distribuiscono 300 milioni di euro di fondi UE.
  • Sesto Comandamento: il Movimento ripudia la vecchia politica e i nepotismi. Forse non tutti sanno che, alla decisione di candidare Davide Grassi ( votazione cui partecipò anche Franka), la Franchini ritirò tre sue proposte di attivi, destinate ad entrare nelle liste dei Grilli Pensanti. Le tre “amiche” riapparvero misteriosamente nella seconda lista, quella fantasma, formata da: un numero imprecisato di ex assessori, l’ex moglie di Grillo e con un candidato che alle scorse elezioni, con il Cuore di Rimini, corse contro il Movimento. Inoltre, nel periodo tra la candidatura e la definitiva caduta di ogni speranza, si è data molto da fare per dissociarsi dal suo gruppo, ma non ha speso nemmeno una parola per la Geronto lista, macchiata di nepotismo. Tutto questo per evitare che un candidato a lei sgradito, ma votato praticamente all’unanimità dal suo Meetup, avesse la possibilità di competere.

Lo so.. i comandamenti dovrebbero essere dieci e probabilmente la Franka è riuscita a violare anche quelli che non esistono, ma direi che come quadretto per ora può bastare. Il punto è che, come chiesi anche quando ero militante, se la coerenza deve essere la guida del Movimento di Rimini, o del Meetup che dir si voglia, ci si deve distinguere da persone come Carla Franchini. Molti dei corto circuiti e della inefficacia della difesa, contro chi si voleva intestare titoli non suoi, dipende proprio da questa persona, che non avrebbe potuto entrare in politica se non nel Movimento (nonostante si presentasse regolarmente alle cene del PD, come testimoniato da Andrea Gnassi in pieno consiglio comunale).

P.S.

Mitica l’uscita del Consigliere Fonti che, non essendo riuscito a far parlare Camporesi nell’assemblea degli attivisti, ha mollato il Meetup e con logo farlocco si ripresenta in veste civica… se lo contattano via mail. Ne parleremo.

dado

 

@DadoCardone

Share

Il resto del Grillino.

Come passeggiare tranquillamente sulle macerie, dopo il  terremoto.

 

Pensate alla vacanza più bella della vostra vita. Pensate al primo giorno dopo essere tornati a casa. Pensate poi a quando, aprendo la porta dell’abitazione, avete sperato di trovarvi ancora di fronte quella spiaggia, quel monte, quel bosco. Riuscite a ricordare come vi siete sentiti, pur sapendo di essere in tutt’altro posto, nell’aprire quella porta e trovandovi di fronte al cane del vicino che, guardandovi di sbieco, fa pipì sul palo della luce, nel frastuono del traffico?

Per il Movimento di Rimini la vacanza è finita. E’ stato un lungo viaggio alla scoperta dei luoghi incontaminati della Democrazia, ma è terminato nel peggiore dei modi… senza nemmeno una casa cui tornare. I fatti sono noti.

Il Meetup dei Grillini Pensanti, dieci anni di vita e molti successi, è stato messo sulla stessa bilancia con lista improvvisata “Onestà e partecipazione”, nome evidentemente scelto a contrasto, per sabotare le Amministrative del 2016. Missione perfettamente riuscita, anzi un esempio per chi volesse boicottare delle liste a cinque stelle. Gli ingredienti: Assessori dell’ancien régime, l’ex di Grillo, un paio di poliziotti a prometter poltrone, figli, sorelle, talpe e un candidato sindaco a caso. Può essere anche balbuziente.. tanto conta poco, perché l’importante non è essere credibili, ma rappresentare un ostacolo.

A quel punto il salomonico Davide Casaleggio (se Grillo si è preoccupato della faccenda lo ha fatto in maniera estremamente distaccata) non taglia a metà il bambino, semplicemente lo termina assieme alle madri, vere o false che siano. Perché? Semplice pragmatismo.

La verità che nessuno vuol dire è che agli Ayatollah Casaleggio dei Comuni non importa nulla. Dalla municipalità, per bene che vada, nascono rompiballe come Pizzarotti, teste pensanti che si specializzano rapidamente ed efficacemente in amministrazione. Meglio, molto meglio, scimmie urlanti che si scatenano all’unisono con le dirette streaming di Di Battista. Partiti e Movimenti che superano il 20% non possono essere fatte d’altro che di massa e la massa si gestisce solo in due modi: addormentandola o savraeccitandola, mai facendola pensare. Otto milioni di persone che hanno realmente consapevolezza di un qualsiasi problema basterebbero per risolverlo. La politica invece non vuole risolvere nulla, vuole solo gestire e il Movimento in questo non è diverso da nessuno. I fatti di Rimini lo dimostrano inequivocabilmente: nessuna risorsa impiegata per risolvere il problema, il brand può sopravvivere a dispetto delle persone e del loro lavoro. Molti si sono chiesti perché non usare gli eletti per sciogliere nodi come quelli nati all’ombra delle mura malatestiane, giacché parlano ogni giorno a nome del Movimento. La risposta è la stessa. Le persone non sono importanti e non lo devono diventare… come gestisci il potere che acquisiscono dei referenti territoriali con un anonimo e sovra impiegato ufficio di Milano? Meglio lasciare fare al brand, la massa segue le bandiere, non i poveracci che le sventolano. Certo ci sono di Di Battista e i Di Maio, ma sono come il Babbo Natale e l’Orso Bianco della Cocacola, con la bevanda non c’entrano nulla.. però sono tanto simpatici.

Quello che la pragmatica di massa però non considera è la devastazione del Principio. Un terremoto del X grado della scala Mercalli che lascia in piedi solo rivalse, odi e meschinità. Basta guardare quello che rimane di Rimini. Legulei con la lingua a penzoloni e poco più. Un nuovo Meetup è stato creato alla fine di Marzo dalla lista Gerovitalizzata, quando ormai la certificazione era spacciata. All’inizio, quando erano in 15, nella foto di copertina spiccava una foto di Grillo e dell’ex, dei tempi di quando ancora non si era ritirata a vita cartomante. Ora che sono in 20, crescita esponenziale secondo quanto dichiara Italo “la Talpa” Carbonara, hanno optato per una più sobria piazza piena di gente. Loro sono quelli che hanno rifiutato la mediazione con il gruppo storico, i Grilli Pensanti, che aveva trattenuto i conati nella speranza di dare una seconda possibilità all’elettorato a 5 Stelle. Niente da fare, il Movimento, dichiarano, sono loro. Il Movimento è dunque Carla “la Franka” Franchini che, per una qualche strana alchimia, riesce ad essere consigliere del Movimento 5 Stelle e, contemporaneamente, a fare gli interessi di una Giunta di Centro Destra. E’ Italo “la Talpa” Carbonara, che chiedeva tempo in assemblea per permettere all’altra lista di trovare un candidato. E’ l’Ex di Grillo, che non sapeva niente della lista fantasma, però la sponsorizzava pesantemente stalkerizzando l’Ex, Milano e il Direttorio di marzapane. Non solo. Sono anche gli Ivan Paolo Bolognesi, candidato rifiutato della prima ora, che sembra l’unico lettore del Carlino, tante sono le volte che riesce a farsi pubblicare con le sue rancorose invettive contro gli eletti. I Luigi Camporesi, che del Movimento non ne vuole sapere più niente, ma va alle riunioni dei comitati presentandosi come ex candidato pentastellato. Sono i Vincenzo Cicchetti che si doveva dimettere, invece no e poi va a finire che a sua insaputa il Meetup di Riccione lancia comunicati contro Rimini….

Basta così. C’è altro, ma per il momento penso di aver dato un’immagine sufficientemente indicativa di quel che Rimane del Grillino a Rimini. Il brand, come previsto dai noleggiatori del marchio, sopravvivrà. Non c’è dubbio che il prezzo sia già stato pagato.

P.S.

“Magari, Critone, la gente fosse capace di fare i mali peggiori! Sarebbe allora capace anche del più gran bene, e sarebbe bello. Ma non sono capaci né dell’una né dell’altra cosa, non sanno far diventare un uomo né saggio né stolto, e si muovono invece come capita.” [Platone – dialogo tra Socrate e Critone]

dado

 

@DadoCardone

Share

Potevamo prendere Rimini

⇒Come l’invidia del pene e dei personaggi in cerca d’autore possono annullare una Rivoluzione annunciata.

salutiRimini è caduta, viva Rimini. Rimini la ribelle, la pensante, la sperimentale è caduta sotto un unico colpo, la cui propulsione sono state però una serie di pessime peculiarità: invidia, mediocrità, cupidigia, opportunismo, vanità e bieco calcolo. Stiamo parlando del Movimento 5 Stelle ovviamente, ma non solo quello di Rimini, perché questa storia potrebbe avere ripercussioni non da poco. Per ora comunque occupiamoci del colpevole, o meglio dei colpevoli, dello scioglimento di un’idea che aveva messo in serio allarme lo Status Quo Riminese.

Chi sono i colpevoli? Qualcuno ha dato la colpa allo stesso Movimento di Rimini, per la gestione della faccenda, ma se questo gruppo ha una colpa è quella di aver riposto troppa fiducia in una produzione decennale, che alla riprova dei fatti ha pesato  ben poco. Altri, più o meno consapevolmente, hanno fatto di più e saranno oggetto di articoli molto dettagliati (non vi preoccupate). Nel frattempo, come sempre succede quando vogliamo raccontare qualcosa di estremamente complicato, ricorriamo ai “Voti di Citizen!”. Siete pronti? Una sola avvertenza, essendo i voti parametrati alla capacità di far danno saranno tutti alti. Via.

L’Ex di Grillo. La chiamo così perché era conosciuta per quello. Oggi è nota anche per essere lo sponsor ufficiale della lista di disturbo, che ha affossato il Movimento, ma sempre la ex di Grillo rimane. Cosa l’ha spinta a gettarsi nella mischia? L’invidia del pene, sicuramente. Voglio dire, non penso sia facile essere l’ex moglie di un uomo che muove le masse ed avere contemporaneamente aspirazioni alla popolarità così scarsamente realizzabili. C’è però anche un po’ di rancore personale, stimolato da quel titolo di giornale in cui gli attivisti si chiedevano chi fosse. Fino all’ultimo ha finto di non sapere nulla della lista, cucendosi addosso un vestito Superpartes,  che non era cosa sua, e non levandolo nemmeno dopo essere stata vista alla prima riunione (quasi) ufficiale della lista Kamikaze, al bar Nasdaq. Oggi sui giornali, come tutte le cartomanti che si rispettino, dichiara che lei lo aveva previsto. Non spiegatele che in realtà l’ha provocato, se non poi pensa di essere importante. Voto 6: Maga Circe. L’unica magia che le è riuscita è stata quella  di trasformare tutto in un porcaio.

Carla Frachini o Franka (come la chiamano non pochi). Opportunista istintuale, non riesce a concludere nulla di quello che si propone, ma ragazzi… che danni mentre tenta. In 5 anni di Consiglio Comunale ha fatto il contrario della Luisa di Gled Magic Water: arrivava tardi, andava via presto e di solito lasciava un gran casino. Come mai la donna che “bussava alle cene del PD” (cit. Andrea Gnassi) e che lavora  per un’Amministrazione del CentroDestra, fa il consigliere per il Movimento? Non l’ho mai capito, ma, a dispetto  di questa mia tara conclamata, nessuno mi potrà mai accusare di averle manifestato pubblicamente simpatia. Magra consolazione, ma consolazione. La Franka ha passato gli anni della sua missione consigliare a fare due cose precise: stringere rapporti con il polo di potere 5 stelle Bolognese e parlare male del suo gruppo di appartenenza all’ex di Grillo. Alla nascita della seconda lista, trovandosi tra i due fuochi, ha deciso che era meglio essere pubblicamente neutrali, ma nell’ombra rimpolpava l’elenco di disturbo con alcune delle sue conoscenze. Altra cosa che faceva nell’ombra era portare a Bologna i dati per cui il gruppo che l’aveva fatta eleggere non doveva essere certificato. Voto 10: Rosa di Tokio. Pare che abbia deciso di cambiare il suo cognome in Iscariota, meno compromettente.

Massimo Attilio Lugaresi, detto Gerovital. Dicono che se arrivasse la Morte in persona non lo troverebbe, perché nel frattempo avrebbe già cambiato lista. Auto espulsosi due volte dal Movimento di Rimini, giusto per scrivere che era stato cacciato nel suo blog, l’unica pagina sul web che necessita di un assistente sociale per essere capita, alla fine  ha deciso che il Movimento era lui. Cinque mandati e 4 partiti (PCI, DS, Rosa nel Pugno, Lega) non gli bastavano, voleva essere anche la ” rivoluzione”. Per farlo ha percorso molta strada, parecchia per una persona della sua età con tutti quei nipotini da badare. Pare l’abbiano infatti avvistato spesso in mattutine sessioni ginniche nella palestra del Malatesta, assieme a Camporesi e pare anche che abbia frequentato sovente Riccione. La conferma arriva involontariamente dallo stesso Lugaresi, tramite la infuocata invettiva contro Davide Brullo della Voce, colpevole di aver sottolineato l’amichevole relazione con Natale Arcuri detto “Nanà”. Il renziano che lavora per i centrodestra rampanti. Comunque vederlo sorridere raggiante alla (ennesima) presentazione di Vincere per Camporesi , dà molto la sensazione di un cerchio che si chiude. Alcuni si erano chiesti dove volesse arrivare con quella lista di “nani e ballerine”. L’esperienza “secolare” in politica c’è.. non poteva non sapere che avrebbe causato solo un disastro. I futuri schieramenti ci diranno cosa c’era in palio. Nel frattempo voto:  10 (se ha capito cosa ha fatto) e 4 (se non lo ha capito). Augusto Depretis, il trasformismo per non cambiare niente.

Luigi Camporesi, detto Luigi Camporesi. L’uomo che voleva cambiare il Movimento da dentro, ma poi non hanno eletto sua moglie in Regione e allora si è alleato con Forza Italia. Nella sua nuova avventura politica si accompagna a due persone che lui definisce “i fuoriusciti del Movimento”, uno in effetti lo è… all’altro una volta hanno provato a dargli dei volantini da distribuire ed è scappato. Cosa c’entra lui con la storia della lista di disturbo. Beh, come detto, Lugaresi e suoi frequentano le  presentazioni di lista e non pensate sia una cosa facile, visto che Camporesi avoca a se 4 conferenze per ogni cosa che fa. ( Ho perso il conto di quante volte ha annunciato alla stampa di essere uscito dal Movimento). Non c’è solo questo però. La lista più vicina alla sua, Obbiettivo Civico, quella con il logo del Dash, è Vincere per Rimini. Non lo dico io, lo dice la condivisione di banchetto e il fatto che sia anche loro candidato sindaco. Ecco… adesso provate ad indovinare chi riceveva le mail con le quali il collettore della lista di disturbo reclutava e informava sullo stato dei lavori della lista fantasma? Esatto! Vincere per Rimini. Quante coincidenze Eh!? Sembra uno di quei piani che vedi nei telefilm tipo House of Card ed infatti, in un certo qual modo, Camporesi sembra prenderne le mosse. Faccio un piccolo esempio. Perché una persona che dice di essere ligia ai valori fondanti del Movimento sopporta la Franka di cui sopra, la difende in Consiglio Comunale e non gli va contro nemmeno quando il gruppo le chiede di sospendere certe iniziative? Per il semplice fatto che, avendo già deciso la propria strada, è utile lasciare anelli deboli alle spalle, nelle compagini dei probabili futuri avversari. La Franka in questo senso è perfetta, completamente avulsa dal gruppo e facilmente stimolabile al peggio. Questa una breve disamina, ma la domanda che rimane nell’aria è: perché usare tutta questa genialità, se per bene che ti vada passerai altri 5 anni a ringhiare dallo stesso banchetto in opposizione che avevi prima? Solo per non aver a che fare con Grillo? Ci sono tante altre cose da fare nella vita. Voto 10+ Ted Bundy, un politico seriale non ha bisogno di tante motivazioni, gliene basta una da seguire in maniera compulsiva.

Le liste. Tra tutti questi geni della politica ce ne sono alcuni che non vale nemmeno la pena nominare, perciò li rappresenterò genericamente nella loro categoria. Le liste, appunto. Cuore di Rimini. In Gennaio due componenti del cuore di Rimini hanno chiesto il consenso, ai consociati, di candidarsi nella lista fantasma. Permesso accordato, anche perché Paolizzi e gli amici de Core, ancora con il deretano bruciato dallo 0,43% ottenuto alle precedenti amministrative, sto giro l’appoggio a Gnassi lo danno senza fare la fatica elettorale. I due Outsider hanno comunque alzato di livello la compagine partecipando al disastro che ormai tutti ben conosciamo e facendo l’ennesimo favore a Gnassi. L’altra lista come accennato è Vincere per Rimini. Imput aggregatore? Bombe a tempo, nel caso la lista fosse risultata veramente vincente? O cos’altro? Non  è dato saperlo, perché non appena il gioco è stato scoperto sono tornati tra le braccia del mandante. L’unica cosa che sappiamo è che, un paio di loro, hanno avuto l’onore di ascoltare una telefonata in viva voce tra Grillo e la Ex, sulla lista da certificare (giusto perché lei non sapeva niente.) Voto: 5-. Non forniamo identità singole perciò diamo un nome comune. Forchette da brodo (mangiato sotto la pioggia).

Le Forze dell’ordine. Sì, ci sono anche un paio di loro, ma ne abbiamo già parlato e dunque vi rimando al pezzo originale che si intitola: il Gatto, la Volpe e la lista fantasma.

Il Lato Oscuro del Movimento. Chi pratica il Movimento sa che, soprattutto in Emilia Romagna, c’è una certa costante interferenza da Bologna. Ed è il motivo per cui Pizzarotti di Parma non è un pluridecorato esempio di virtuosa amministrazione per tutti, ma ”il tale” che non ha spento l’inceneritore. Vietato fare ombra. Bologna “la rossa” è stata un terreno fertile per la nascita del Movimento, ma altrettanto prolifica è stata per i giochetti di potere. Anche a Bologna, come a Rimini, le liste erano due. Lì però si presentano. A  sopravvivere è stata la lista benedetta dalla Casaleggio & Associati. Semplice risolvere. E’ bastato cacciare tutti gli avversari di Massimo Bugani, chiudere le liste e riaprirle quando a nessuno verrebbe più in mente di mettersi in gioco. Se c’è un motto che non mi è mai piaciuto del Movimento è “uno vale uno”, però passare a uno vale tutti  è un po’ esagerato. Rimini vincente dopo Parma e Bologna al palo? Troppo per uno a cui fanno presentare qualsiasi festa grillina e che può scrivere direttamente sul Sacro Blog, ma non riesce a sganciarsi da un Consiglio Comunale.  Voto 10: Sniper alla bolognese. Persino sulla raccomandata Equitalia c’è il numero di telefono e il nome di un responsabile, loro evitano.

Grillo e Casaleggio. Ultimi, ma non ultimi, i Capi o, come amano definirsi loro, “I Garanti”. Grillo, come ha confermato lui stesso più volte, non ha più voglia di Movimento. Quando firmava personalmente i famigerati “P.S.” gli arrivavano fin sotto casa a Genova. Perciò ha passato tutto alla premiata ditta Casaleggio e Figlio, eletti dal destino per guidare… come dite? Il Direttorio? Rimini è la prova provata che il Direttorio è addestrato a fornire dei #StaiSereno di Renziana memoria e nulla più. D’altronde a qualcuno la devi far mettere l’empatia, se Grillo è fuori dai giochi. Mica gliela puoi far mettere a Casaleggio; sembra il fantasma del faro nei cartoni animati di Scooby Doo. In ogni caso meglio lasciare Rimini senza rappresentanza, che ricondurre alla ragione un’ex moglie….potere degli alimenti? Voto: N.C.  Smuovere la fede nel cambiamento per poi sabotarla sistematicamente è quasi peggio che lasciare l’Italia in mano al PD.

P.S.

Questo è un assaggio.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Il Gatto, la Volpe e la lista fantasma.

⇒Le cose non dette sul provvedimento disciplinare ai due poliziotti Riminesi.

Sarà sfuggita a pochi la notizia del procedimento disciplinare aperto nei confronti dei due Agenti in servizio a Rimini. Riassumendo, da quello che si può leggere sulla stampa locale, due agenti, uno in forza alla Digos e l’altro alla Questura, avrebbero convocato un attivista del Movimento 5 Stelle di Rimini per proporre aggiustamenti  necessari alle imminenti elezioni e, addirittura, si sarebbero spinti ad avvicinare Davide Grassi (che nell’occasione era assieme ad un altro attivista), candidato sindaco scelto dal gruppo storico di Rimini. Per chiedergli cosa? Per suggerirgli un passo indietro a favore di Luciano Baglioni, sostituto Commissario della Squadra Mobile di Rimini, prospettando un posto da Vice Sindaco nel caso di positivo esito delle elezioni.

Va detto e sottolineato che Baglioni di questa storia non ne sapeva nulla, ma il suo nome è ugualmente saltato fuori come candidato della lista fantasma, quella della Gerontopolitica in scalata affannosa. Resistete, tra qualche riga sarà più chiaro il perché.

Grassi, avvocato penalista con un curriculum di tutto rispetto per quanto riguarda l’impegno civile contro Mafie e Racket, rimane basito. L’istinto immediato è di segnalare l’accaduto, ma ha un rapporto cordiale con molti esponenti delle Forze dell’Ordine e preferirebbe non mettere in imbarazzo la Questura. Chiede informalmente consiglio ad un conoscente. In un attimo la notizia arriva ai superiori dei due agenti. Dopo questo episodio Grassi e un attivista vengono ascoltati come persone informate sui fatti, i due poliziotti diventano oggetto di un provvedimento disciplinare,  che sembra corrispondere in prima istanza ad un trasferimento.

Questo è quasi tutto quello che la stampa ci riferisce. C’è anche una parte più fumosa, che riguarda un’attività di dossieraggio contro Andrea Gnassi, Sindaco di Rimini, e contro lo stesso Grassi, suo più quotato avversario alle prossime Amministrative. Il Resto del Carlino nomina dei dossier, il Corriere invece  li nega categoricamente, entrambi senza citare la fonte della loro certezza. L’unica cosa certa è che nè Grassi, nè l’attivista ascoltato, hanno mai riferito nulla del genere a chi  si è mosso per ascoltarli.

Ora parliamo però della parte divertente. Alcune persone, perlomeno quelle che leggono gli articoli, oltre ai titoli, si sono chiesti: ma i due agenti … a nome di chi mediavano e proponevano candidature? I giornali, in particolare il Corriere, hanno raccontato quasi tutta la storia, senza fare l’ultimo passo.  Mettere in chiaro il collegamento finale. I due sono descritti come appassionati di politica e in parte è pure vero, infatti l’agente della Digos  si informa senza sosta delle dinamiche politiche locali e l’altro è addirittura attivista in forza al Meetup di San Giovanni. A volte però le passioni degenerano. Facciamo un piccolo passo indietro per capire come.

Cattura3Vi ricordate che poco più sopra abbiamo citato la lista fantasma, quella montata da Massimo Attilio Lugaresi, per scalare il logo del Movimento 5 Stelle? Ebbene, il caso (o la stupidità) ha voluto che uno dei collaboratori dello scalatore, quello completamente impedito con le mail, fosse anche l’incaricato proprio delle comunicazioni. La Talpa, come viene goliardicamente chiamato da chi è informato dei fatti, ha sbagliato più volte a spedire delle mail con le quali aveva missione di relazionare sui lavori di formazione delle lista fantasma e…. indovinate un po’ a chi le ha mandate? Tenetevi la pancia. Le ha spedite anche a un’attivista del Movimento regolare! A parte la dabbenaggine del misero tapino, la cosa importante è che  in una delle mail, quella con l’annuncio del completamento della lista, tra un gruppo ristretto di destinatari si possono leggere i nomi e gli indirizzi mail proprio dei due poliziotti.

Si comincia a capire qualcosina di più? Per quale motivo i due agenti ricevono mail della lista avversaria a quella di Grassi? Oltre alla mail esistono concomitanze che suggeriscono un impegno  oltre il semplice interesse professionale, che magari l’agente Digos avrebbe potuto avere per ordine di servizio. Una di queste, la conoscete già, è proprio la proposta di Baglioni Sindaco e la supposta mediazione a suo nome. La voce di un importante candidato “in divisa” aveva cominciato a girare subito dopo il ritiro del secondo “sindaco fantasma” e il consiglio d’inciucio a Grassi era stato dato poco prima che il Carlino ne bruciasse il senso sulle sue pagine.  Un’altra concomitanza, non da poco, è il fatto che nella lista carbonara di abituali frequentatori del Movimento non ce n’è, tranne per tre eccezioni (oltre alla Talpa): due attivisti di San Giovanni e la sorella di un altro del loro gruppo. Ricordate chi altro è attivista di San Giovanni?

Ricapitolando. Due agenti di polizia, uno dei quali in forza alla Digos, s’interessano del Movimento al punto di collaborare con la lista che vuole scalzare gli attivisti storici e di proporre un papabile candidato sindaco proveniente dal loro ambito professionale. Tutto questo non avrà sicuramente rilevanza penale, ma che debba passare per normale … proprio no.

Esiste una prassi, rivelata dallo stesso Baglioni il giorno dopo essersi letto sui giornali come eventuale candidato, che prevede il trasferimento e l’aspettativa per gli agenti di polizia che vogliano impegnarsi in politica. E’ intuibile che il motivo risieda nel legame che ogni poliziotto ha e deve avere con il luogo dove esercita il proprio mestiere, relazione di cui sarebbe molto facile approfittare. Non sembra sia necessario spiegare il perché.

P.S.

Quanta fretta, ma dove corri; dove vai? Se ci ascolti per un momento, capirai, lui e il gatto, ed io la volpe, stiamo in società di noi ti puoi fidare...” [Edoardo Bennato]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

La vita, la lista e le talpe.

_RImini_ItalyHo meditato a lungo sull’opportunità di usare o meno Citizen in questa situazione, perché i suoi lettori (tutte e due) considerano questo Blog un mezzo per capire le dinamiche nascoste della politica da operetta Riminese e non volevo fosse accusato di essere strumento di parte, sebbene sia chiaro che una parte l’ha sempre rappresentata: la mia e quella di tutti coloro a cui non piace essere presi in giro.

Necessaria premessa al discorso è che il logo del Movimento 5 Stelle fa gola. Molti lo criticano, tanti cercano di sabotarlo, ma quel simbolo vale alla peggio un 10% di una base elettorale che, con motivi e consapevolezze eterogenee, entrerà in cabina e ci metterà una croce sopra senza porsi ulteriori dubbi. Chi pratica anche di striscio la politica è consapevole che questo è l’equivalente di un bazooka, mentre molti altri son costretti a palline di carta intrisa di saliva, sparate dal fusto vuoto di una Bic.

Chi è legittimato a usare questo trampolino? Il Movimento 5 Stelle  dice che questo potere non è di nessuno…  può essere solo rappresentato in qualità di Portavoce e da quello che viene chiamato comunemente “Attivismo”. Aggiungerei con sacrificio. Operare per il Movimento oggi vuol dire essere posizionato sostanzialmente all’opposizione, ma ricevere più critiche e ossessive attenzioni giornalistiche di qualsiasi forza di Governo… basti considerare come le infiltrazioni mafiose siano praticamente apparse la prima volta sulla terra con Quarto, prima per il PD era solo nei libri di Leonardo Sciascia.

Per preservare il principio della rappresentatività esiste la regola della certificazione, secondo me giustissima, che evita a liste poco rappresentative d’intestarsi diritti a dispetto di entità più significative (che non identificherei propriamente con un club di figli di ex assessori). Il Caso di Rimini è emblematico ed è uno dei banchi di prova della tenuta di questa regola. Non dico chi vive in Provincia, ma in Italia, e s’interessa del Movimento di certo non lo identifica con Lugaresi, Baschetti e vari usati poco garantiti. Pensa a chi da dieci anni resiste a qualsiasi tempesta, come Gianluca Tamburini, persona stimata e rispettata da tutti, persino da chi gli si oppone. Pensa ad un gruppo che ha espresso una Portavoce in commissione Antimafia, un Portavoce in Europa che partecipa ai lavori della Conferenza Mondiale sul Clima, una Portavoce Regionale che in un anno di lavoro è già punto di riferimento per la Sanità Regionale.

Cattura1Fatto sta che l’ex moglie di Beppe Grillo, al secolo Sonia Toni, per motivi che forse mi pregerò di raccontare una volta finita questa storia, ha avocato a se la regola, dopo aver descritto coloro che avversa poco democratici e inefficaci sul territorio. Alcuni si sono fatti questa  domanda: posto che Sonia Toni, per quanto riguarda il lavoro del Movimento 5 Stelle di Rimini, se non ce l’hai tra gli amici di Facebook non l’hai mai vista: come dovrebbe fare costei a conoscere il lavoro sviluppato sul territorio dal gruppo locale? Dai suoi post, quasi tutto materiale istituzionale 5 Stelle, non si direbbe una grande frequentatrice dei temi Riminesi. Anzi, per dirla tutta, sembra molto preoccupata per lo spreco di denaro destinato alle statue di Padre Pio nel Cilento, ma per trovare un post che riguardi Rimini (a parte gli ultimi orgasmi) bisogna arrivare al ….. non lo so. Mi sono fermato all’inizio aprile del 2014 data in cui, con il #noncifermatetour, una pattuglia di parlamentari pentastellati atterrò con i celeberrimi camper sul tracciato del TRC. Neanche quello fu un avvenimento da riportare nella propria bacheca. Considerato che riesce a ripostare link dove si parla di assorbenti interni,  in cui è stato rilevato pesticida Monsanto, concederete che sia piuttosto indicativo.

Un semplice ragionamento deduttivo porta (oggi) a capire che le principali fonti d’informazioni sono state Carla Franchini e Maximus Attulius Lugaresi. L’una ripetendo cose di cui è sinceramente convinta, vista la poca partecipazione alle martorianti iniziative con i cittadini. L’altro nella visione politica che l’ha portato dal Partito Comunista alla Lega, per finire folgorato dalla bellezza del Movimento.. o perlomeno dal simbolo, vista la considerazione che ha delle persone.

Che cosa hanno partorito cotante menti? Una lista dal nome “Onestà e Partecipazione”, con la quale hanno contestato la Democraticità della scelta del candidato Davide Grassi. Non  hanno trovato modo migliore di farlo che in totale segretezza, con modalità che hanno fatto scappare quattro potenziali candidati sindaci e raffazzonando una lista su cui ora diciamo due parole. Altro che Circo Cardone. Siete pronti con i voti alla Citizen? Via!

Le Eminenze Grigie

Persone incandidabili, non per volgare pregiudizio legale come lo sono io, ma per essere stati tra i fautori della Rimini come la vedete ora. Fa sorridere che Lugaresi abbia capito di non potersi candidare solo alla secondo giro tra gli attivisti del Movimento di Rimini. Infatti, a dispetto della denunciata poca attinenza con la Democrazia, è stato accolto una seconda volta fra loro, nonostante avesse millantato di essere stato cacciato una prima volta. Poi è riuscito a capire che dopo due mandati per il Movimento si è incandidabili, figuriamoci dopo 6. Ricordo ancora l’espressione che gli ha procurato l’illuminazione. Non era di beatitudine. Che fare? Unica soluzione: ricomporre il “Dinamico Duo” Lugaresi-Baschetti per far vedere al mondo come si scala un movimento, con l’alleanza di Sonia Toni. Voto: 10 – La Spectre gli fa una pippa.

I Figli delle Eminenze

Sì, ci sono anche i figli. Penso sia importante sottolineare che stiamo parlando di una reazione della vecchia politica e dunque le modalità sono le medesime: piazzaci un figlio. Come già i vari Gnassi, Morolli, Piccari e Bertozzi sono espressione di continuità con i loro genitori, anche in questo caso lo schema si ripropone. Barbara Baschetti ed Enrico Lugaresi portano il sigillo di famiglia nella lista nata dalla partecipazione (dei genitori e pochi altri). L’oligarchia ha i suoi doveri, speriamo che non comincino a far accoppiare giovani rampolli per potenziare i casati. Voto 10 – mica facile riproporre il Medio Evo.

Le Talpe

In mezzo a questo casino c’è anche l’effetto collaterale della Democrazia Partecipata: la gente che tiene i piedi in due staffe, almeno fino a che non ha deciso come fare danno.  Primo fra tutti tale Italo Carbonara. Mentre sedeva e votava tra gli attivi di Rimini, gruppo di cui faceva parte da anni,  operava da collettore per raccogliere i nomi della lista Wannabe, ma non solo. Il prode infiltrato ha persino rallentato i lavori dell’Assemblea sostenendo di avere un candidato Sindaco che doveva ancora “sciogliere le riserve”… ha solo omesso il fatto che le riserve le doveva sciogliere per chi stava tramando nell’ombra, non certo per quelli a cui lo comunicava. Altro silente osservatore Giuseppe Ciavatti. Trattasi però di figura inconsistente, persino triste da descrivere. Più interessante la figura invece di Carla Franchini che, non appena ha intuito il favore dell’Assemblea verso Davide Grassi, ha cominciato a chiamare elezioni in modalità che avrebbero potuto favorire l’infiltrazione del gruppo segreto in via di formazione. La prova è che due persone della lista “congiurata”, Fiorella  Casadei e Clelia  Santoro (Consigliere dell’ordine degli Avvocati) erano state precedentemente proposte  dalla  Franchini al gruppo storico, ma, ritirate dalla stessa, le troviamo ora nell’altra lista. A  dispetto delle dichiarazioni, una scelta è stata fatta. Voto sottozero – Efialte prima o poi fa sempre la fine che si merita.

Il Cuore di Rimini

Ricordate quelli che hanno appoggiato Gnassi alle scorse amministrative? Rieccoli in campo. Perlomeno due di loro: Leonardo Carmine Pistillo e il candidato Sindaco Fabio Lisi (rimediato dopo la fuga di quelli svegli).  Come dite?  Se volevano portare gli obiettivi del Cuore di Rimini in politica potevano provarci  con la formazione di cui fanno parte? Eccerto, con lo 0,83% al primo turno ne raggiungi molti di obbiettivi. Così mentre Paolizzi, il Frontman, annuncia che voterà Gnassi senza “se” e senza “ma”, due di loro chiedono il permesso al CDR di fare le vacanze alternative nella lista ombra. E’ indicativo che Pistillo, quando doveva trovare la via del Movimento per piazzare qualche interrogazione (legittima per carità) non si perdeva mai, chissà come mai sto giro la bussola l’ha guidato direttamente fra le braccia del lato oscuro della Forza. Forse e dico forse, perché tra i disperati il suo peso, seppur minimo, significa qualcosa o forse perché Gnassi quest’anno si merita almeno un tondo 1%. Voto: 2 – Al Cuor non si comanda, ma qualche promessa gli si può fare.

Le Starlette

Eliana rosanna Elia
Eliana di Blase, Elia Mirashi e Rosanna Carbonara

Ultime, ma non ultime, le star di questa lista. Eh già perché non avendo nulla a 5 stelle hanno pensato bene di procurasene tre. La prima è Rosanna Carbonara (sì la figlia del Carbonara Bifronte, giusto per non rompere lo schema) Fashion Blogger,  che qualcuno ci ha raccontato essere stata tirata giù dal cubo a forza per sopraggiunti limiti d’età… la concorrenza in Disco è spietata. La seconda star è Elia Mirashi non solo Miss Italia in Miniatura, come possiamo leggere su Rimini 2.0, ma anche fidanzata del PR Federico Indino, figlio del più famoso Gianni Indino, Presidente della Confcommercio. Ma quanto è piccola Rimini? Infine la personalità più eclettica, Eliana di Blase.  I conoscenti la descrivono come  esoterica e paragnosta, ma quello che sappiamo di sicuro è che fa canta con piglio lirico e che è fidanzata con il Sosia di Renato Zero… non nel senso che gli somiglia, proprio nel senso che lo fa di lavoro. Voto 10+ – Non metto 11 solo perché non hanno rispettato le quote azzurre.. un mago ci stava dai!

P.S.

“La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.” [Charles Bukowski ]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Oltre a Qualcuno – di Ernesto Reali

tgruMi chiedo se esista un punto di unione fra una zuppa ed una capriola isterica,o fra una lista fantasma e un girotondo infantile. La cosa certa è che molti opinion leader si sprecano in un virtuosismo del pensiero che vale quanto la lancetta dei secondi: un breve istante. In questo stesso breve istante, così piccolo ed incerto,
lascio che il mio sguardo si trascini come foglia al vento fra il susseguirsi di parole che compongono ipotesi, supposizioni, giudizi, sospetti, diffidenza; mai che in tutto questo si possa incontrare il semplice e costruttivo dubbio. Il dubbio della ragione è quell’esercizio di stile che poche fine menti sanno compiere prima di proferire una sola parola, perché sanno che per muovere dell’aria esistono già i ventilatori; questo è quanto sto cogliendo da tutte le polemiche e critiche che aleggiano – nell’intorno – del Movimento. Perdersi nelle sterili polemiche di liste fantasma, di attivisti uscenti, congedati, autoesclusi o diffidati, fanno parte di eventi pre-elettorali della quale la storia ne è piena a bizzeffe, ma senza che la stessa se ne sia mai presa cura o attenzione; e questo già…. la dice lunga! La cosa che facilmente si dimentica, o diciamo che appositamente la si ignora per interesse particolare, è quanto un gruppo collettivo sia stato capace nelle opere e negli intenti di promuovere in questa città e per questa città: con abnegazione, con sacrificio, al di fuori del palcoscenico lasciato all’ intellighenzia –  riminese. Questo è quanto di vero osservo e oggettivamente vedo :  un bisticcio fra “primedonne” per accaparrarsi il miglior camerino con la più vanitosa stella appiccicata alla porta. Cosa resta di vero e autentico, sono i singoli comportamenti umani, le singole
responsabilità, i singoli atti che ognuno di noi compie con il proprio operato. Qualcuno diceva :- “non giudicare se non vuoi essere giudicato”; questa è la vera gogna dalla quale ognuno di noi deve passare, e credo che pochissimi la potranno evitare senza lasciarci la propria testa. Non mi interessa sapere quante e quali saranno le liste del Movimento, e neppure mi preoccupo delle scelte dei singoli, ognuno dispone di libero arbitrio, ma cosa davvero attendo al divenire sono gli impegni e le responsabilità dei singoli con la propria storia ed il proprio operato, con onestà e serietà di intenti. In tutto questo, credo proprio che il Movimento di Rimini abbia dato lezione a tutti, anche nelle proprie incertezze, anche nei propri errori di
gioventù, di essere autocritico e costruttivo nella giusta misura di sapere chi avesse l’adeguata autorevolezza per essere candidato non a primo cittadino, ma ad ultimo servitore della comunità cittadina. Forse è proprio questo che non è piaciuto e non piace agli opinion leader quanto ai cortigiani della politica : candidarsi ed accettarsi ad essere l’ultimo dei cittadini.

Ernesto Reali

Share

Una domanda al Candidato Grassi.

DSC_0042Non vi sbagliate con le consonanti, che se no poi la Città non cambia. Rivelato il Candidato Sindaco del Movimento 5 Stelle. Molti gli attestati di stima, ma, perlomeno a noi di Citizen, quello che interessa sono le reazioni del PD. Il Partito Democratico ha su un bel termometro per misurare la paura… non sotto l’ascella.

A parlare sono il Segretario Comunale Alberto Vanni Lazzari, per cui faticano veramente tanto a trovare un uso, e il Capogruppo del PD, l’imberbe Morolli, che si esprime praticamente su tutto senza avere un’idea di quello che dice.  Dopo le infelici uscite di gaudio sui rastrellamenti Homeless e su quanto sia giusto buttare un minorenne senza biglietto giù dall’autobus, ora si ingegna in un improbabile sarcasmo politico. Potrebbe farne a meno, perlomeno per ripagare la clemenza dimostrata nei suoi confronti. Ricordiamo bene quando è andato a recitare la poesia della “Città che cambia” alla Gaiofana e nessuno dei 12 intervenuti (del PD) gli ha fatto notare che stava parlando del Borgo dei Ciliegi.

L’ho sempre detto. E’ sbagliato. Se uno non sa nulla bisogna farglielo notare… se no poi si mette a fare pure il professore. Nel caso specifico si vorrebbe contestare la negazione di Grassi rispetto alla possibilità di essere candidato. Come glielo spieghi all’inutile e all’imberbe che così si è mantenuto l’equilibrio della votazione? Non glielo spieghi.  Anche perché se capissero cos’è una bugia si troverebbero davvero in imbarazzo con chi firma patti per non privatizzare l’acqua, per poi fare gare su misura per Hera, o si dichiara Paladino dell’Anticemento, dopo aver incoraggiato sfregi TRC e campi di palazzine soviet.

L’unico moto che riconosciamo in questi irrilevanti della politica è darsi da soli dei bugiardi “veniali”. Infatti dichiarano la negazione alla Candidatura di Grassi “bugia veniale”, cosa praticata dalla vecchia politica. Considerando chi governa Rimini da sempre… beh è chiaro che stanno parlando di loro stessi. Che non se rendano conto?

Noi preferiamo chiedere al diretto interessato se si sente un bugiardo.

Davide… il PD ti accusa di aver mentito sulla tua candidatura per il Movimento, cosa rispondi?

“Che ieri ho messo i calzini non in tinta con i pantaloni, così gli fornisco altri argomenti per attacchi privi di senso. Il gruppo degli Attivisti di Rimini mi ha chiesto di mantenere l’assoluto riserbo sulle candidature in modo che non ci fossero influenze di sorta sulla votazione, che sarebbe avvenuta di lì a poco ed io ho rispettato la volontà dell’Assemblea. Già senza aver dichiarato nulla hanno riempito tutti gli articoli di spalla con il mio nome, ti immagini cosa sarebbe successo se avessi confermato? Non sarebbe stato giusto nei confronti degli altri candidati, tutte persone con pari diritto.”

Dunque bugia veniale o altro?

“Se io mi nego per rispettare un patto, aggiungo democratico, fatto tra persone per bene non è certo un crimine, poi se qualcuno forza la mano, perché vuol sentirsi confermare a tutti i costi i sospetti, riceve in cambio un’altra forzatura. E’ normale. Non penso si sia offeso nessuno”.

Tutto qui?

“Sì, anzi no. Fammi dire l’ultima cosa. Mi auguro che ora con la stampa si possa creare un rapporto di collaborazione per quanto riguarda il diritto del cittadino di essere informato su programmi e iniziative politiche. Sono sicuro che loro per primi tengano all’equidistanza che deve avere l’informazione, anche se è tristemente innegabile che si venda di più con il gossip.”

P.S.

Consigliere Morolli. Quando un controllore mette per strada un minorenne senza biglietto non agisce coscientemente, per il semplice fatto che non è in grado di riconoscere tutta una serie di patologie che potrebbe avere il minore. Faccio un esempio abbastanza concreto. Ci sono forme di autismo che non possono essere riconosciute da una persona senza esperienza. Chi se la prenderà la responsabilità di un bambino con quei problemi lasciato a piedi in una zona che nemmeno conosce? Il fatto che sia capogruppo consiliare del PD le dà responsabilità in più rispetto a quello che lei pensa di avere. Si faccia consigliare da qualcuno con un po’ di esperienza di vita, dovrebbe averne anche nel suo partito.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

La paura del PD e la mano tesa di Pantaleoni.

Domenica di riposo? Non per la politica. Le sinistre di Rimini (se ancora così si possono chiamare) hanno i nervi  pezzi. La campagna elettorale è cominciata ufficialmente con il confronto TV Piccari vs Tamburini, finito impietosamente per il piddino. KO tecnico alla prima ripresa.

All’improvviso il Partito Democratico si rende conto che la realtà è fuori dal Consiglio Comunale, che i cantieri elettorali non faranno vincere la sfida al primo turno e tutto ciò mentre il misterioso candidato del Movimento incombe. E’ evidente che l’unica cosa che possono fare è buttarla in rissa, ma è altrettanto evidente che persone cresciute nell’assenza totale di qualsiasi confronto, più che menare,  graffiano e tirano i capelli.

Dalla pagina del PD di Rimini (178 mi piace totali con gli account fatti fare alle nonne) parte un post, scritto male, con un fotomontaggio, fatto male e diffamatorio, in cui si accusa il Movimento di qualsiasi cosa. Ovviamente dopo aver elencato i soliti luoghi comuni, cui non credono neanche più loro.  Il post potete leggerlo qui, se non vi viene il mal di mare prima di averlo terminato. Per amore di verità ci teniamo a rilevare solo un passaggio, perché trattasi d’infamità.

L’unica cosa che Giulia Sarti e Raffaella Sensoli hanno manifestato è stata la loro solidarietà a delle persone senza un tetto, partecipando ad un convivio di sostegno, organizzato dagli stessi homeless. Tra l’altro hanno servito ai tavoli, senza cercar di mettere il cappello su nulla. Due ragazze veramente in gamba, da cui i fantomatici difensori dei valori di sinistra dovrebbero prendere esempio per riguadagnare un po’ di dignità.

A proposito di sedicenti paladini della sinistra. Anche qualcun altro oltre al PD (partito defunto) ha pensato male di sfruttare l’occasione di visibilità e, dopo una legislatura passata a far da spalla ai Demokrat, si trovano ancora una volta d’accordo con loro. Il PRC, o Federazione delle Sinistre, o qualsiasi cosa sia, si associa nei fatti al comunicato Dem per attaccare il Movimento sui social. Il destino è strano però e proprio quando Paolo Pantaleoni (segretario provinciale di Rifondazione) si convince di aver preso l’onda giusta, arriva la scoppola. Il suo ridicolo attacco viene annullato da un utente Facebook,  che lo ha avuto come compagno di scuola, con queste parole:

“A Paolo Pantaleoni dico che il tempo sarà anche passato, ma io non ho mai incontrato uno più fascista di lui… praticamente a scuola passava il tempo a salutare romanamente anche i banchi e le sedie… coerenza questa sconosciuta.”

Che dire. Niente.. non so se sia nemmeno il caso di ridere. Fatto sta che dopo il post rimosso da Facebook in cui si chiedeva : “Ma non è ora che impicchino i due marò?” , il social network non sembra essere l’ambiente naturale di questo minus haben della politica. A dire il vero neanche la segreteria che ricopre sembra essergli molto consona. Dopo 5 anni di legislatura, con un Assessore e un Consigliere in Maggioranza nel Consiglio Comunale di Rimini, dalla comoda seduta nel CDA della Fiera, non è riuscito a portare a casa nemmeno una delle cose su cui Rifondazione si è spesa elettoralmente, a parte l’odio per i Grillini ovviamente.  La domanda a Rifondazione sorge spontanea: vi sentite veramente rappresentati da un ex fascista che riesce a farsi notare solo per le figure infelici che fa su Facebook? Contenti voi.

Comunque il messaggio è chiaro: PD e Rifondazione Comunista (o quel che è) sono sempre stati e continuano ad essere contigui nell’azione e nell’insipienza politica. Ognuno tragga le sue conclusioni. La Campagna elettorale è partita, chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza.

P.S.

“Lei non ha capito niente perché è un uomo medio. Un uomo medio è un mostro, un pericoloso delinquente, conformista, razzista, schiavista, qualunquista.”  [Pier Paolo Pasolini]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

La Vispa Teresa.

Cattura1La settimana appena trascorsa ci ha regalato il primo vero confronto pubblico tra forze politiche opposte, quasi un’apertura ufficiale di  campagna elettorale. Negli studi di Icaro TV, per la trasmissione “Fuori dall’Aula”, si sono confrontati Gianluca Tamburini ed Enrico Piccari, sul tema “ Piano Strutturale Comunale”.

Per dovere di cronaca dobbiamo ricordare che Enrico Piccari, oltre ad essere un Consigliere Comunale del Partito Democratico è anche il Presidente della Commissione che si occupa di Urbanistica. Commissione passata in questi 4 anni sotto la presidenza di altri due Consiglieri PD,  nell’attesa che il Sindaco riuscisse a conciliare le sue Vision con la realtà normativa degli strumenti urbanistici.

Il Confronto è stato impietoso. Per spiegarvi quanto però mi permetto di evocare un’immagine del nostro atavico patrimonio culturale. Pensate ai matrimoni e più precisamente ai pranzi del dopo cerimonia. Solo entrati nel ristorante e letti i nomi sui tavoli ci si rende conto della vastità dei parentadi. Fra tutti c’è sempre qualche parente alla lontana, tipo cugina di terzo grado, che nella sua genuinità bucolica pensa di avere una figlia (o un figlio) fenomeno del canto o della poesia. Ad un certo punto la cugina chiede l’attenzione degli intervenuti, fa salire l’infante su una sedia facendogli recitare una poesiola. Alla fine il pubblico, guadagnato con coercizione, applaude mormorando oscenità a denti stretti.

Bene. Ora tenete questa immagine con voi ed immaginate un incerto Piccari, sudato come quello che proprio a quei pranzi di cui sopra, nonostante sia vittima di un infarto in corso, continua imperterrito a mangiare, in piedi su una sedia a recitare la Vispa Teresa. Questo è quello che è successo.

Mentre Tamburini si dimostrava padrone dell’argomento, peraltro nemmeno di sua stretta competenza, Piccari continuava a recitare lo standard con cui era stato preparato, lucido e tremolante come un budino alla vaniglia. Unico guizzo uno sciocco tentativo di accusa nei confronti del Movimento che, secondo lui, vorrebbe cementificare la zona della stazione portandoci 5000 nuovi abitanti. Il riferimento è a Rimini Reboot, uno straordinario esempio di riqualificazione tramite architettura tradizionale, l’indicazione di un metodo che il sudaticcio consigliere pensava di capire leggendo una fotocopia che qualche altro sveglione gli avrà passato il giorno prima. Beata Ignoranza. (A proposito per chi se lo fosse perso qui il link al video e qui al progetto.)

Per fortuna del Partito Democratico la competenza non sembra avere particolare importanza nelle valutazioni degli elettori, se ne avesse basterebbe la trasmissione di ieri per far capire come stanno le cose… voglio dire, sarebbe  stata abbastanza  in aggiunta ad un aeroporto annullato, ad un territorio ciecamente devastato dal TRC, all’ennesimo campo di palazzine di fronte al parco della Cava, ai condomini dormitorio, al menefreghismo nei confronti dei teleriscaldati,  alla sudditanza verso Hera eccetera, eccetera, eccetera.

E invece no. All’ultimo anno del mandato molti sono quelli che ancora si lasciano abbagliare dai cantieri elettorali e che plaudono ad un Sindaco altero e distaccato da 4 anni e 6 mesi, ma che ora sta facendo promesse anche al gatto del vicino. Così anche Enrico Piccari, professione Maestro di Golf, può raccogliere l’eredità di famiglia (papà Nando è un fedelissimo) e addirittura trova il coraggio di avventurarsi in un confronto pubblico che non è proprio nelle sue corde.

Se qualcuno si è stufato di queste pantomime alzi la mano, la nostra è in alto da tanto tempo che comincia ad anchilosarsi.

P.S.

“Si lamentano degli zingari? Guardateli come vanno in giro a supplicare l’elemosina di un voto: ma non ci vanno a piedi, hanno autobus che sembrano astronavi, treni, aerei: e guardateli quando si fermano a pranzo o a cena: sanno mangiare con coltello e forchetta, e con coltello e forchetta si mangeranno i vostri risparmi. L’Italia appartiene a cento uomini, siamo sicuri che questi cento uomini appartengano all’Italia?”

[Fabrizio De Andrè]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Il mio amico Gnassi.

imageHa detto proprio così: “il mio amico Gnassi”. Supposto che essere identificati come amici da Matteo Renzi sia un pregio e non una iattura politica, una volta si diceva che per considerarsi amici il minimo sindacale era perlomeno aver mangiato della pasta e fagioli insieme. Oggi non serve, soprattutto se sei del PD, il Partito occupato nella narrazione di una realtà che non esiste. Sì.. si vede anche da queste sciocchezze, ma il fenomeno è ovviamente più vasto, con tendenze patologiche alla mitomania. Non solo a livello Nazionale dove il Premier ha la fantasia di definire l’Italicum un “Capolavoro parlamentare”, ma anche nelle mica tanto semplici questioni locali.

Ne abbiamo parlato spesso negli articoli di Citizen, poiché il Primo Cittadino ne ha dato ben donde. Dalle guerre al cemento, che nessuno voleva gittare, passando per le lotte immaginarie atte ad ottenere un Federalismo Demaniale già in programma per tutta Italia e finendo con gli attacchi alla Democrazia portati dai souvenir fascisti delle bancarelle. Ultimamente però la “narrazione” sta pretendendo una frequenza preoccupante. Per citare le più gettonate:

  • Il Parco del Mare che, non so se avete notato, è stato elevato a livello di addobbo natalizio in Piazza Cavour, passa da venti a duecento proposte di adesione in un solo fine settimana. Tra l’altro sarebbe da capire il senso di uno striscione che ripete un nulla di 50 cm per venti/trenta metri.
  • Le Fogne, pagate dal Comune di Rimini col suo bilancio e da tutti i cittadini della Provincia con i prossimi dieci anni di bollette dell’acqua, ma che chiediamo solo ad Hera di riprogettare, ringraziandola poi con la capitolazione sulla distribuzione dell’acqua pubblica.
  • Le classifiche del degrado in cui saliamo inesorabilmente solo per colpa della popolazione turistica, dicono, ma poi la verità è che turismo cala e il degrado aumenta.
  • Il Capodanno più lungo del mondo, che però se guardi il calendario è, come tutti gli altri, composto dai due giorni di fine anno e se un intero albergo di svizzeri, già allegrotti alle 22.00, ti chiede cosa c’e’ da fare il 29 sei costretto a rispondergli: “Che ne dite di andare al cinema Tiberio a vedere in differita Lo Schiaccianoci di Tchaikovsky che fanno a Londra?”.

Queste ed altre realtà romanzate, con condimento di cantieri elettorali a tutto spiano, sono un pesante debito per una città che rinuncia quotidianamente allo studio di soluzioni vere. Ne cito un’altra poiché si tratta di un tema che deve essere raccontato nella maniera giusta. Pena la perdita di un contatto basilare con il vero significato di una Comunità e del suo rapporto con gli ultimi.

Brevemente. Per togliersi dall’impiccio dei 15 senzatetto, che da questa primavera vengono continuamente tolti alle loro occupazioni abitative e restituiti al marciapiede, l’Amministrazione ha aperto un’istruttoria per affidare un immobile del Comune a chi ne avrebbe fatto un dormitorio. Viene invitata anche l’ Associazione Rumori Sinistri (Casa Madiba) che ottiene l’assegnazione e decide che il progetto non riguarderà un semplice dormitorio, ma una Casa dell’Accoglienza, con le modalità che sperimentate da tempo. Improvvisamente sulla stampa irrompe la “narrazione” che vuole quello come un progetto nelle intenzioni dei gestori del Welfare. Certo, come no. Poi vai a vedere e scopri una situazione che sarebbe puramente emergenziale, se non fosse per i soliti noti che ci mettono un po’ di umanità. Quaranta brande modello Protezione Civile e un boiler elettrico da 80 lt che deve bastare per 40 persone. Più impersonale del cesto di frutta che il Sindaco, con fotografo a seguito, ha voluto portare con sé all’apertura.

Sarebbe forse il caso che la politica e le comunità riconquistassero il senso della realtà. Cercare di raccontare al meglio, tramite artifici di dialettica e marketing, percorsi presi per reazione e non per programma, porta inevitabilmente al regresso. Il senso della realtà è lo stesso principio che ci porta nell’età adulta, contrapponendosi al “voglio tutto ad ogni costo” dell’infanzia. I Costi della narrazione politica stanno cominciando a diventare troppo alti… è ora di una rivoluzione nella Municipalità.

P.S.

Siedo in giardino con un filosofo. Quello dice ripetute volte: “Io so che questo è un albero”, e così dicendo indica un albero nelle nostre vicinanze. Poi qualcuno arriva e sente queste parole, e io gli dico: “Quest’uomo non è pazzo: stiamo solo facendo filosofia”. [On Certainty – Ludwig Wittgenstein]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Un buco nell’Acqua (Pubblica)

22032011_006La decisione è presa. Il PD, forse spinto da pressioni che non può o gli frega poco di sostenere, ha deciso di mandare a gara Europea la distribuzione dell’acqua. L’ha fatto nel modo più sciocco: vantandosi di quanto fosse efficace la gestione pubblica per la raccolta, ma dichiarando il pubblico incapace alla distribuzione.

Motivazioni che stonano e che non riescono a spiegare, né a nascondere, una gara tagliata su misura per Hera SPA. Dopo aver presentato uno studio di fattibilità in cui nelle premesse lo stesso redattore, SCOA, non si assume la responsabilità di ciò che ha scritto, il Sindaco Giannini, coordinatore del locale ATERSIR (Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti), ha elencato le caratteristiche che la gara avrà.

Sarà una gara Europea, come ovvio che sia, ma, affinché a nessuno, oltre ad Hera, venga in mente di partecipare veramente, l’affidamento sarà di soli 8 anni. Volete che non si trovi in Europa un’aziendina disposta a contendere un servizio, alla politicamente appollaiata monopolista locale, investendo cifre superiori a 100 milioni di euro, senza avere il tempo di recuperare nemmeno le spese? Badate bene, non lo dico io che non c’è margine, lo dice lo stesso Giannini (circa al ventesimo minuto del suo intervento in Consiglio Comunale), che fa una valutazione di 20 anni. Quindi pioveranno richieste, perché notoriamente chi ha a disposizione più di cento milioni è un cretino.

Sarà una gara europea anche perché, per scongiurare il fatto che qualcuno potesse proporre di vendere le azioni Hera e con quelle pagarsi la struttura “in House”,  il Comune di Rimini, tramite Rimini Holding, ha aderito al patto di sindacato di primo livello di Hera, secondo il quale le sue azioni non possono essere vendute per almeno tre anni.  Punto, set, partita.

Giacché tutto era stato deciso prima dell’incontro a noi di Citizen non resta dare un po’ di voti ai partecipanti alla nostra maniera.

Stefano Giannini: il Sindaco di Misano chiama in causa la pragmatica per spiegare i motivi secondo i quali il servizio di distribuzione deve essere assegnato con la gara su misura. Vi chiederete: ha citato Aristotele? John Locke? Non proprio. Ha detto (e cito testualmente): “Che sia Franza, che sia Spagna, la tariffa l’è sempre cumpagna”. Non so di chi sia questa perla di saggezza, ma non da proprio l’idea di qualcosa di pragmatico. Oltre che dalla pragmatica si è lasciato tentare anche dal culto dell’Io modello Nietzsche, assegnandosi una medaglia d’oro per il suo ruolo di Signore delle Acque. Non ha annunciato che “Dio è morto”, ma la lingua Italiana, in qualche passaggio stretto dal dialetto, se l’è vista brutta.  Voto: 4. Palmiro Cangini (ma antipatico).

Simone Bertozzi. Aveva già deciso da tempo di astenersi, ma l’unica cosa certa uscita dall’intervento in Consiglio è stata la sua interpretazione dell’astenuto. Pare infatti che,  secondo il giovane Consigliere dei Padulli, si astenga chi ha una posizione perfettamente nel mezzo ed infatti, nei minuti a sua disposizione ha detto tutto e il contrario di tutto. Inopportuno come un tanga da uomo… perfettamente in mezzo, ma c’è roba che avanza. Dobbiamo annotare però che questa volta è l’unico dei playmobil a non rimanere con la mano alzata per dovere di parte. Le vecchie foto sotto la bandiera dell’Acqua l’avranno commosso. Voto: 6 di incoraggiamento. Equilibrista (“Prego, cammini sulla linea”).

Gianluca Tamburini. Quattro anni e sei mesi di Consiglio Comunale l’hanno temprato più delle docce di un carcere. Non si china a raccogliere niente. Porta avanti la battaglia dell’Acqua senza tentennare, rispedendo al mittente ogni ipocrisia e non lasciandosi disturbare dalla Giunta in versione Santanchè. Non perde la calma nemmeno all’ennesima commedia di Savio Logorrea Galvani, che cita Parma più di Pizzarotti. Voto: 8+. Leone. (la potenza non è nulla senza il controllo).

Savio Galvani. Ormai lo chiamano Er Monnezza, perché in Consiglio è capace di parlare solo del trattamento dei rifiuti di Parma (e ora di Livorno). L’unica cosa che abbia mai portato in Consiglio, che non gli sia stata suggerita da qualcun altro, è la mozione che impegnava il Comune di Rimini a lottare contro gli F35… e si sa quanto Rimini conti in questi casi. La battaglia per l’Acqua pubblica, che gli aveva generosamente donato un assessore e un posto a edere nella Sala dell’Aquila, ha ricevuto in cambio un comportamento pavido e, addirittura, il ritiro della firma da un Consiglio Tematico per dare il tempo al PD di presentare qualcosa di più “comodo”. Voto: zero. Gollum pentito (il mio tessoro, il mio tessoro e poi… Sticazzi)

Samuele Zerbini. Ha esordito dicendo che per lui (parafrasando) il Referendum per l’acqua è stato una stronzata e, se avesse anche specificato che il PD non ha la forza politica di opporsi ad Hera, mi sarei  alzato in piedi ad applaudire. Stavolta però il Lato oscuro della Forza, seppur coerente come già lo era stato con il TRC, ha fatto cilecca nelle conclusioni. Il teorema è stato infatti quello secondo il quale quando c’è una gara il migliore vince. Vero… a parte il fatto che in questa gara c’è un unico partecipante. Una fallacia logica di cui ha approfittato Tamburini che glielo ha fatto notare durante l’intervento. Poi un imbarazzante dialogo col sordo che non vuol sentire.

“Partecipa solo uno”

“Certo vince solo uno”

“No! Non vince solo uno: partecipa solo uno!”

E via così. Notevole anche la disputa con Galvani, nel quale a modi sfottò ha invocato la privatizzazione del Grano. Voto 6-, AH! se solo si fosse completamente abbandonato al lato oscuro… Darth Zerbin.

Andrea Gnassi. Un delirio. Una supercazzola indigeribile, in un unico piano sequenza, indirizzata totalmente al Movimento 5 Stelle, nella quale cerca di dimostrare di non essere succube di Hera. Lo fa in una maniera politicamente sempliciotta. Cerca di far intendere che se Hera partecipa ai superpiani, come il PSBO, è merito della caratura di questa Giunta. Arriva anche a citare il “No” del Consiglio di Rimini alla Fusione Hera-Acegas come una tattica per far capire al gestore che la “pagnotta” se la doveva guadagnare. I più attenti ricorderanno che quel “No” fu dato a giochi già fatti, quando Rimini non contava più nulla, giusto per non disturbare. Spiega un sacco di cose, ma non il perché se le fogne le paghiamo col bilancio e con la bolletta, il lavoro lo deve fare per forza Hera. Voto: N.C. Pindaro (“Scusa… mi sono distratto un’ora fa. Dicevi?)

P.S.

Una nota mica tanto a margine. Il Primo Cittadini, cercando di difendere la sedicente posizione anticemento, quasi confessa che il supermercato APE, quello che doveva essere sostituito dal nuovo Conad, rimane dov’è. Parlando del nuovo Conad in via della Fiera dice (testuale): “ […] E’ un centro commerciale di prossimità che andrà a integrare sostituire quello di via Euterpe”. Integrare o sostituire? Sono due cose molto diverse e le conseguenze del primo caso sono piuttosto importanti.

@DadoCardone

Share

Italia 5 Stelle

imola domenica 029 come oggetto avanzato-1Chi ha l’ambizione di raccontare qualcosa, tanto più se fa finta di fare il giornalista, deve necessariamente ostentare un certo distacco dall’oggetto delle sue osservazioni, ne va dell’affidabilità dell’analisi. Esistono però situazioni che impediscono fisicamente  questo distacco. Per me questa volta sono state diverse, però non vorrei cominciare dal male ai piedi.

Il più grande cazzotto nello stomaco l’ho ricevuto dal palco grande, quando hanno parlato i genitori superstiti alla strage ferroviaria di Viareggio. Ci sono voluti pochi secondi per capire che non sono sopravvissuti ad un incidente, ma sono in realtà sopravvissuti ai loro figli. Bruciati vivi. Sul quel palco tutto il loro dolore per quei ragazzi che non ci sono più, ma che continuano a morire ogni giorno nell’indifferenza di un processo infinito, mentre al dirigente FS dell’epoca, Mauro Moretti, viene assegnato un nuovo incarico in Finmeccanica con  uno stipendio anche migliore. La prescrizione farà il resto, lo abbiamo già visto.

Come fai a non farti toccare da quella amarezza? Fortunatamente il mio distacco è stato impedito anche da tante altre cose, perlopiù positive. Ho visto cose che voi piddini non potete nemmeno immaginare. Ho visto un piazzale dove non faceva  in tempo a cadere una sigaretta per terra che subito veniva raccolta e depositata in mini stazioni ecologiche, comprese di addetto che aiutava a differenziare. Ho visto Raffaella con la paura negli occhi diventare una leonessa nella sua prima Agorà. Ho visto comici parlare di cultura e ascoltato Dario Fo ricordare a tutti i politici la “livella” di Totò. Ho visto bandiere del Movimento sventolare in mezzo al fumo di salsiccia nelle aree attrezzate camper. Ho visto Marco ricordare a tutti che il tempo per scherzare con l’ambiente è finito. Ho visto Hippie aggirarsi come fantasmi del passato in questo nuovo incontro suggerito dalla coscienza collettiva. Ho visto giornalisti di Tg a diffusione nazionale cercare qualcuno di importante da intervistare, senza accorgersi che lì erano tutti importanti. Ho visto Di Battista fare tre comizi completi in un percorso di trenta metri e ho constatato che Di Maio non suda veramente, non è una battuta di Grillo. Ho visto sventolare centinaia di stelle. Ho visto anziani alzare le mani al comando rap delle LeGal. Ho visto Giulia, 29 anni, passare dalla Commissione Antimafia a punto di riferimento in mezzo alla gente. Ho visto persone di ogni età sotto la pioggia, che non solo non hanno mollato, ma non hanno nemmeno barcollato. Ho visto la politica trasformarsi in un incontro senza censura per nessuno, nemmeno per chi le parole non le conosce proprio tutte, ma qualcosa da dire ce l’ha. Ho anche sentito…. . Ho sentito per la prima volta l’Autodromo di Imola tremare per un rumore diverso da quello dei motori, erano migliaia di persone che gridavano: “Onestà”.

Non vorrei fare però il Talebano, come si suol dire di chi non vede altro che la propria parte. Sebbene l’incontro sia andato ancora una volta oltre le mie aspettative, ci sono un paio di cose vanno che vanno dette. E’ come quando vai in un ristorante e non fai notare al cuoco che ha sbagliato la cottura, se non glielo fai sapere continuerà a sbagliarla. Gli appunti che devo fare sono due. Per prima cosa: la piada servita nei punti di ristoro era indegna dell’Emilia Romagna. Potrebbe sembrare una cosa di second’ordine, ma è come se facessi un convegno a Napoli servendo pizzette riscaldate dell’Autogrill… non si fa. Il secondo appunto è che due giorni di Max Bugani nel ruolo di presentatore sono inaffrontabili. Come organizzatore avrà pure fatto un buon lavoro, ma farlo notare ad ogni presentazione dal palco dopo un po’ annoia. Il top per me (ognuno ha i suoi gusti) è stato quando ha raccontato di come ha rassicurato Di Maio sul suo operato, usando una frase di Troisi. Dai…

Detto questo è necessario sottolineare che anche se qualche piatto viene insipido ed altri sono troppo salati, il Movimento 5 Stelle è ancora l’unico ristorante dove si può godere di buona compagnia e dove, anche trovandosi in mezzo a migliaia di persone, non provi l’Istinto di portare il portafoglio dalla tasca dei jeans alla tasca interna del Giubbotto. Ho molto apprezzato il clima da Convivio che si respirava a pieni polmoni, come la diminuzione strategica della presenza di Grillo che ha lasciato spazio agli “emergenti”. L’intervento ufficiale di Beppe poi, preceduto da un inquietante Casaleggio che sembrava il guardiano del faro dei cartoni animati di Scooby Doo, è stato molto poco politico, se non nei concetti fondamentali, ed ha preferito molto più scherzare  con la sua enorme famiglia allargata.

P.S.

Il prossimo anno il punto ristoro piade va affidato senza meno a Gianluca e ai suoi amici di Camper.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

L’eleganza del PD.

trioCerto che il PD non perde un’occasione per fare una figura barbina. L’occasione di oggi è un comunicato congiunto Pruccoli – Rossi secondo il quale l’ospedale Sacra Famiglia di Novafeltria l’avrebbero salvato loro e non l’opposizione, tra cui tengono particolarmente a citare il Movimento 5 Stelle.

Mesi dopo la pessima performance  in Consiglio Regionale, dove lo stesso Presidente Bonaccini fu costretto ad ammettere che l’intervento Sensoli era stato decisivo, il magico duo PD rivendica il successo del salvataggio Sacra Famiglia e, di più, offende Raffaella e tutto il Movimento parlando di “meschina bandiera” e tentativo “goffo, inopportuno e inelegante“.

Non lo nego. Dialetticamente l’aggettivo inelegante mi intriga e non poco. Secondo me da l’esatta dimensione di chi credono di essere questi “rappresentanti del popolo”. Me li vedo nel Foyer del tetro Galli che impugnano un flute di champagne (con mignolo alzato) e discutono di quanto siano ineleganti i rappresentati del Movimento.

Inelegante è dire sciocchezze. Inelegante è prendere dei soldi pubblici per leggere e dichiarare a comando ciò che ti detta il Partito. Tra l’altro la Rossi è la protagonista della campagna elettorale per cui sono stati predisposti 300 mila euro in casette CI.Vi.VO., in modo da assicurarle una base elettorale. Che eleganza.

I fatti sono sotto gli occhi di tutti. Ci sono atti protocollati e video che dimostrano quanto poco  il PD  si stesse interessando del Sacra Famiglia tanto è vero che, nella seduta consigliare incriminata, quella in cui le opposizioni non avrebbero fatto nulla, nell’intervento di Rossi e Pruccoli non c’era traccia del Decreto Balduzzi.. quello sugli ospedali in zona disagiata, che ha in effetti salvato capra e cavoli. Gli interventi, con il tono stentoreo di chi non conosce la materia che legge, recitavano una solenne supercazzola. Non lo dico io, lo testimoniano i video, che per fortuna riprendono i consessi regionali e diffondono in streaming.

Altro che lavoro del PD. Anzi dato che ci siamo parliamone del lavoro di questi due campioni del servizio al cittadino e confrontiamoli con l’inelegante, goffa e inopportuna Sensoli. La Portavoce del Movimento 5 Stelle ha a prodotto dall’insediamento ad oggi, circa nove mesi, più di 120 atti, di cui 66 come prima firmataria. La maggior parte sono di un certo spessore e tra di loro possiamo trovare, oltre alla questione di Novafeltria, la messa in evidenza di scandali come quello dell’ospedale Cona e la battaglia per le liste d’attesa.

Prendiamo Rossi invece. 3000 € al mese, più 2558 € di rimborsi foffettari (meno spendi e più guadagni) e forse, se ha dichiarato che va in Regione con la macchina, altri 1500 €. Al modico prezzo di quanto avete letto Nadia Rossi ha presentato 33 atti, ma solo due come prima firmataria. Giorgio Pruccoli invece 30 atti, di cui 4 come primo firmatario. Ciò vuol dire che se uniamo l’eleganza di questi due consiglieri piddini raggiungiamo appena un quarto del lavoro dell’inopportuna Sensoli se contiamo la totalità di quanto firmato, se invece vogliamo ritenere valide solo le prime firme.. beh… forse era più elegante starsene a casa.

Per dovere d’archivio pubblichiamo i video dove si può comodamente vedere che la Sensoli ha fatto quello che il PD si vorrebbe attribuire.

 

P.S.

“Il mentitore dovrebbe tener presente che per essere creduto non bisogna dire che le menzogne necessarie”. [Italo Svevo]

Share

Meeting, Rimini, Renzi e i dialoghi della Rocca.

renzusconiA Rimini non ci facciamo mancare niente. All’Aquila  gli hanno gridato “Vergogna“, a Pesaro “Buffone“, a Rimini due lacchè hanno intonato un bel: “Forza Renzi non mollare…. Mandaci in pensione“. Tutto questo è avvenuto nella munifica cornice del Meeting CL 2015, senza però dimenticarsi di un veloce passaggio a Castel Sismondo. Come mai?

Beh… sanno tutti che, nell’immaginario collettivo, quel luogo ha superato come fenomeno paranormale i Castello di Azzurrina. Pare infatti che se ti metti nel centro esatto di Piazza Malatesta senti il Teatro dialogare con la Rocca… poteva Matteo non sottolineare il fatto per l’amicissimo Andrea?

Come un perfetto venditore di pentole si è arrampicato con il Primo Cittadino Riminese su una terrazza panoramica per elencare qualità di cui, 5 minuti prima, non sapeva nulla. E’ stato convincente? No, ma poco importa perché se la comparsata si fosse verificata appena un mese prima lo avremmo sentito parlare del meraviglioso prato verde di Piazza Malatesta, per cui sono stati fatti sgombrare i venditori ambulanti. Poco male. I Rendering, come i MasterPlan Gnassiani, sono così… mutevoli. Tanto non è che ci devi fare qualcosa veramente.

Poi, nel colmo della nostra rappresentatività nazionale, l’allegra combriccola, a cui si è aggiunto Neo Presidente (per abbandono) della Regione Bonaccini, si è riversata sui palchi di un avvenimento che ci pregiamo di avere sul nostro territorio. Ahh.. come ci pregiamo.. Grazie al Meeting di Comunione e Liberazione, in un tripudio di sponsorizzazione Finmeccanica e Intesa San Paolo, abbiamo avuto il piacere di farci calpestare il suolo da immense personalità dell’Inciucio come Letta, Formigoni, Lupi e possiamo sentire Ministri della Chiesa Cattolica chiamare “malattia” l’omosessualità. Certo non saranno tutti così, ma delle volte toccherebbe prendere anche le distanze, se no poi le persone, che abitano in questo secolo,  fanno di tutta l’erba una lobby (omofoba  tra le altre cose).

Le distanze le ha prese per bene Mattia Fantinati, del Movimento 5 Stelle, che ha lasciato l’amichevole sorriso sulla sedia dell’invitato per salire sul palco e chiarire che “Non esiste una politica cristiana, Esiste un cristiano che fa politica.“. Frase che hanno capito in dieci e che in dieci hanno applaudito. Per dirla tutta ha anche elencato i politici inquisiti e il perenne conflitto di interessi tra business e fede in cui si muove CL, ma queste sono cose che se non abitate su Kepler saprete già.

Scortese andare a casa degli altri a dire loro in faccia quello che tutti pensano, ma nessuno dice? Direi di no, anzi.. direi che si tratta quasi di un atto d’amore, perché si sa: il contrario dell’amore è l’indifferenza. Fatto sta che dai tempi del fulgore (grigio) di Andreotti ad oggi è la prima volta che succede e questo serve più a CL  che agli altri. Voler rappresentare la più grande convention Cristiana d’Europa facendosi schifare dal Papa e un po’ come se il Premier di un Governo di Centro Sinistra non andasse alla Festa dell’Unità (cinque minuti a farsi una foto vicino al calcio balilla mentre stanno ancora montando gli stand non vale. A scanso di fraintendimenti).

Insomma questo e la dichiarazione in Renzusconi Stylevia Imu e Tasi per tutti“, sono le due cose che rimarranno di questo ennesimo Meeting, mentre è già pronto  il titolo per il 2016. “Tu sei il mio bene“… che sembra tanto una dichiarazione d’intenti verso che poveri disgraziati di volontari i quali, probabilmente per avere un dieci in religione in qualche scuola ultracattolica, si fanno il culo a gratis per una settimana. In questa occasiona hanno  addirittura dovuto frapporre i loro vergini pubi in una catena umana fra Renzi e la folla… che poi è il massimo contatto sessuale concesso ufficialmente da CL prima del matrimonio.

A me invece rimarrà stampato nella memoria per un po’ di tempo il video di Icaro TV dove c’è un Gnassi ancora tutto trafelato ed eccitato per la visita di uno che dice cazzate come lui, ma ce l’ha fatta. Per festeggiare l’incontro dal sapore Karmico ha dovuto (ma proprio dovuto) annunciare: “Il Teatro lavorerà con la Rocca per portare qui un MILIONE di persone da tutto il mondo“. Quando si dice perseverare.

P.S.

“Io non volevo venire al Meeting di Rimini ma non per un fatto ideologico.” [Matteo Renzi]

 

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Il Buco Nero dei Votanti

photoSalve e Benvenuti allo Speciale “Elezioni Comunali 2015“, nel quale tenteremo di dare una lettura del dato, un po’ differente dal solito.

Leggendo sul sito del Ministero degli Interni i dati definitivi sulle votazioni del secondo turno di ballottaggio delle Comunali 2015 un dato salta prepotentemente all’attenzione: l’affluenza è ancora in calo. Parlando di Comunali il dato è ancor più significativo perché, in questo caso, non v’è l’alibi di un’Istituzione lontana in cui ci si sente comunque poco rappresentati. Affermiamo l’ovvio sottolineando che il Comune è la forma amministrativa con cui abbiamo più direttamente a che fare, ma sicuramente si tratta di un fatto da non sottovalutare.

Il Calo, paragonato a precedenti similari votazioni, si attesta ancora una volta attorno al 10% e, prendendo come standard le votazioni nei capoluoghi di provincia, solo nel caso di Matera si supera il 50% dell’affluenza al secondo turno e nemmeno di tanto (58,06%). Questo fatto, come abbiamo più volte evidenziato, limita pesantemente la rappresentatività di chi è chiamato ad amministrare e, di conseguenza, gli interessi che rappresenta.

Dal primo al secondo turno la disaffezione parte da un minino del 10% per arrivare a punte anche del 30%, migliaia di voti che in comuni relativamente  popolosi vengono dispersi nel mare magnum delle liste civiche, ultima speranza di rappresentatività destinata  a sparire, se non apparentata con i grossi agglomerati, senza alcuna coerenza di programma, di centro destra e centro sinistra. I resti se li dividono il Movimento a livello nazionale e la Lega nei luoghi dove non ricordano di essere tutti terroni, o dove non si ricordano di diamanti e mutande verdi.

Quanto vale il residuo dell’elettorato di protesta? Fa molta fatica a passare il 10% di quel che rimane dei votanti e conferma che la protesta, o il razzismo in alcuni casi, non sono spinta sufficiente al voto. Il tema della legalità pare importi poco agli Italiani, che decidono di non esprimersi con il voto o, peggio ancora, di continuare a dare fiducia al medesimo aguzzino anche se pluri-compromesso. I due casi limite sono San Luca, comune sciolto per condizionamenti da parte della Criminalità Organizzata, che non raggiunge il quorum e Tonara dove una moglie sostituisce il marito, sindaco uscente, perché arrestato… e vince. Ci sarebbe anche un altro caso esemplare, ma questo finisce di diritto nella Hall of Fame delle leggende politiche: Roberto Di Pietrantonio della lista civica “Tricolore”, unico candidato a Castelvecchio Calvisio (l’Aquila), ha preso 5 voti. Un voto valido, due schede bianche e due schede nulle. Il Comune rimane senza Sindaco… e promettilo un po’ di pilu no!?

Europee, Regionali, Comunali. Un calo di affluenza costante non solo considerando linearmente le occasioni di voto, ma anche confrontandole con le precedenti tornate di egual obbiettivo. Chi è la gente che non va a votare? Difficile da individuare. Illusi, delusi, indifferenti, protestanti e ignavi tra i maggiori indiziati, ma di sicuro, vedendo chi perde i voti, vi è una folta rappresentanza di progressisti che non vedono applicata nessuna vera riforma ad una società in stallo. Il Partito Democratico, in special modo, perde milioni di questi elettori ad ogni tornata.

E’ in questa fascia, secondo il modesto parere di chi scrive, che bisognerebbe coltivare i propri elettori e non nella miope contesa di quello che resta dell’elettorato. Le spinte scioviniste, alimentate ad arte dalla paura dello straniero, potranno produrre solo placebo elettorali, non soluzioni. Per fare un esempio: l’immigrazione, argomento che tiene banco negli ultimi anni, è ben al di sotto di quello che potrebbe essere in realtà, se si considerassero tutte le guerre e gli sconvolgimenti in atto. Il numero dei migranti, per quanto significativo, è amplificato da un sistema criminale sul suolo italiano e dall’incertezza sia politica che giuridica. Riforme in questo senso avrebbero certamente più effetto delle paventate azioni militari “a casa loro” o della chiusura armata delle frontiere. Questo però è un altro argomento.

Il timore, per chi come me è attivo nel Movimento, è che una malintesa opportunità politica porti, in ambiti locali, ad essere tentati dalla contesa di quel che rimane sul fondo del barile. Sarebbe al contrario auspicabile recuperare il senso rivoluzionario del Movimento 5 Stelle, quello fatto di solidarietà, giustizia sociale, equità e rispetto dei diritti umani, tutti quei significati che vent’anni di Berlusconismo (e affiliati Democratici) hanno disintegrato fin dentro alle coscienze.

P.S.

Avete tutto il diritto di stare a casa se volete, ma non prendetevi in giro pensando di non votare. In realtà, non votare è impossibile: si può votare votando, oppure votare rimanendo a casa e raddoppiando tacitamente il valore del voto di un irriducibile“. [David Foster Wallace]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Solidarietà e polvere di Coconuts

maxresdefaultIeri sera, nell’Assemblea pubblica del Movimento 5 Stelle di Rimini, me ne sono reso conto una volta di più: la Solidarietà è l’unica difesa. Che ci crediate o no, questo è un pensiero molto cinico.

Di solito faccio così. Me ne sto da una parte, ascolto, prendo nota mentale di qualcosa che scriverò. Forse la notte stessa, forse dopo un anno, perché per me è la stessa cosa di quando trovi una bella frase e la sottolinei. Stavo lì e appunto ascoltavo questa cosa che mi sembra ineluttabile.

Manila parla della sua esperienza, cita numeri e io guardo come rimbalzano nell’espressione della gente. Qualcuno da segno di capire quanto siano assurdamente grandi quelle cifre, ma in quanti ne comprendono le conseguenze? Secondo diverse fonti internazionali 500.000 mila persone attendono di salpare verso l’Italia. Se sommi questo a quello che viene fuori con le indagini su Mafia Capitale ti accorgi che nulla può fermare il guado, perché da questa parte ci sono organizzazioni criminali che ci fanno più soldi che con la droga … ed hanno agganci nelle istituzioni. Coop Bianche e Coop Rosse, secondo le ultime notizie, dialogano amabilmente su affari milionari.

E allora eccolo lì il pensiero cinico, ti salvi solo con la Solidarietà. La Solidarietà assorbe quello che la società formale rifiuta, ma comunque rimane lì a decantare. Non è che per caso qualcuno si è convinto che facendo finta di non vedere le persone si volatilizzano vero?? Rimini ha tra le sue identità nascoste una necropoli abitata da non vivi, ma neppure morti e non te la cavi come con The Walking Dead.

Solo una Comunità che esce dall’assistenza istituzionalizzata e sperimenta quella diffusa può assorbire una botta come quella che sta arrivando. La Povertà è un business molto ben organizzato e per rispondergli serve una rete altrettanto efficace, meno dipendente da soldi deliberati oggi e tolti domani dalla Corte dei Conti. Senza contare poi il fatto che anche le più ben intenzionate organizzazioni umanitarie sono spesso pachidermi burocratizzati, con un costo di mantenimento non indifferente. Eppure siamo così messi male che sono indispensabili.

Torna al tuo paese“, questa secondo alcuni dovrebbe essere la formula risolutrice, ma quando il loro paese è proprio questo Paese che si fa? Una società che  trasforma la solidarietà in pratica escludente, usando lo sciovinismo come parametro, ne viola il principio stesso rendendola inefficace, tanto che non funzionerebbe manco per gli Italiani. Oggi, comunque, non sta funzionando e non certo per i troppi stranieri da assistere… quelli sono un affare da 40 euro al giorno a persona per Carminati e chissà per chi altro. Questi personaggi si fanno beffe della legalità senza sfumature, l’inviolabile principio formale creato da un credo illuminista che aveva troppa fiducia nella ragione umana. Per alcuni dei reati che si sono inventati questi signori (tutti italiani) probabilmente non esisterà neanche la corrispondenza nel codice penale, eccola servita la giustizia formale. E se il principio di legalità fosse realmente inviolabile quanti di noi si salverebbero? Quanti di noi credono in un necessario relativismo etico come legittima difesa?Parcheggio in divieto tanto sto poco“, “dichiaro di meno perché lo Stato ruba più di me“, “compro senza fattura così risparmio l’iva“, “in quell’ufficio ho un amico che…“. Dai!

Dopo le notizie di oggi sull’operazione Coconuts permettetemi di farmi una grossa risata all’indirizzo di chi pensa che i problemi di Rimini siano Senegalesi o Bangladesi che vendono bastoni per il Selfie sulla spiaggia. Cocaina, armi, denaro falso, prostituzione d’alto bordo, ma avete capito cosa Rimini deve temere oppure no? Contro tutto questo cosa volete mettere? Le ronde e il principio che i più poveri devono annichilirsi sino all’evaporazione?

Ridate Rimini alle famiglie, ridate Rimini alla Solidarietà, ridatela ad un senso comunitario,  toglietela a ‘sti fissati con gli anni ’80 che imbellettano la merda con i colori pop. Fatelo voi che siete Riminesi, io non posso… sono straniero.

P.S.

“Sconfiggere la povertà non è un atto di carità, è un atto di giustizia”. [Nelson Mandela]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a@DadoCardone

Share

Forze Nuove, solita solfa.

IMG_20150606_095651Questo pezzo non lo volevo scrivere. Mica perchè non ho un’opinione in proposito, ma perchè come diceva il saggio McLuhan, sociologo più noto che conosciuto,  per combattere certi fenomeni “Bisogna staccare la spina“.

Sto parlano nel caso specifico di Forza Nuova che sabato ha fatto volantinaggio in Piazza Tre Martiri mentre (e questo è il loro vero peccato), il Primo Cittadino era distratto e non si è presentato per litigare. Più tardi commenterà una cosa del tipo che lui stava inaugurando una scuola e che si provvederà a “sanzionare“. Cosa voglia dire sanzionare non è dato saperlo, visto che non si capisce nemmeno se la cosa fosse autorizzata o meno, ma per amor della tecnica alla Pippo Baudo (faccio tutto io) ci pregieremo di vedere anche Gnassi Pizzardone.

Dicevo che non mi va di parlarne di questa cosa perchè un’azione di per se scarsamente efficace e comunicativa viene amplificata da quattro somari che pensano bene di farsi “luce con la bolletta degli altri” e sono così politicamente inesistenti che riescono a parassitare persino Forza Nuova…. non parliamo poi dell’ennesima occasione di mettere di mezzo il Movimento 5 Stelle.

Erano non più di una decina, con altrettante bandiere e la scorta di due cellulari, macchina della Polizia, Digos e Carabinieri. Fossero stati quelli di Casa Madiba era d’obbligo l’assetto antisommossa. No perchè a Rimini, per chi non lo avesse capito, funziona così: il vero pericolo sono quelli che solo con la loro esistenza fanno capire alla gente che il PD non è un partito di sinistra. Si percepisce chiaramente. Manganelli e sgombri per persone che si occupano dei senzatetto e “sanzioni” per chi fa dell’Apologia del Fascismo in una piazza dedicata ai Partigiani. Più chiaro di così!

Poi c’è il problema del Movimento 5 Stelle, quello si che mette paura, tanto è vero che l’avanguardia dell’aperitivo spreca un’intera domenica mattina per dargli contro, roba che gli è saltato un brunch. Il Consigliere Bertozzi e il Consigliere Piccari, due politici con una profondità di pensiero pari all’acqua residua delle lenti a contatto dopo l’applicazione, si inerpicano in bambocceschi percorsi dialettici tesi a dimostrare che il Movimento si contraddice. In particolare entra in campo l’Assessore Sadegholvaad che, probabilmente rinunciando a qualche rito metrosexual, tipo la crema per il contorno occhi, usa il suo tempo per insinuare che il Movimento 5 Stelle ha votato in Consiglio perchè FN manifesti in piazza. La realtà è che il M5S si è astenuto dalla possibilità che il Consiglio Comunale possa deliberare chi può manifestare in piazza e chi no, perchè è una questione di pubblica sicurezza di cui si occupa la Questura in base alle informazioni che possiede e perchè potrebbe essere l’ennesima occasione di favorire espressioni politiche a dispetto di altre. Ammetto però che queste sono finezze politiche che chi non sospetta che i cacciatori caccino… fa fatica a capire.

Una nota di colore. L’Assessore si è pure prodigato in una discussione sulle occupazioni, secondo lui non giuste e illegali, chissà se questa considerazione provenga dalla scoperta che diverse prostitute di nazionalità cinese gli occupavano l’appartamento di famiglia da tre anni e mezzo… sono cose che segnano, soprattutto se i condomini, dopo avertelo segnalato, decidono di fare un Esposto in Procura. E questo era il capitolo delle contraddizioni.

C’è poi il capitolo dei “cornuti e mazziati” come il caro Pantaleoni che fa parte di quel Partito… com’è che si chiama? Non ricordo bene, mi sembra “Volemos, ma non Podemos” o una roba del genere. Lui, dopo 4 anni e dispari, con il classico lembo di carta igienica che esce dai pantaloni, vorrebbe un “comunicato di fuoco” da parte dei 5 stelle, dopo averli chiamati indegni, contro Forza Nuova. Ah.. se avesse avuto le stesse pretese nei giorni in cui il suo Assessore e il suo Consigliere facevano finte sull’Acqua Pubblica, che neanche Maradona, forse adesso non sarebbe spoltronato (o lo sarebbe con maggior dignità).

Il Comunicato, su stette Fascisti con otto bandiere, fa comodo ad un sacco di persone, FN compresa. Fa comodo al PD che può alimentare l’ansia che senza di lei sia regime, fa comodo al Sindaco meno di sinistra che Rimini abbia mai avuto, il quale può combattere battaglie che lo fanno sembrare meno reazionario. Fa Comodo a personaggetti come Bertozzi e Piccari che possono saltare sulla sedia e gridare “Questa la so!“, dopo una legislatura ectoplasmatica. Fa comodo ai culi addormentati dalle poltrone, che possono far finta di aver perseguito un senso, mentre invece si sono limitati a scoregge silenti sulla pelle impunturata.

La Comunicazione la faccio io, non per delega, ma per evidenza dei fatti. Il Movimento, soprattutto quello quello di Rimini, è contro ogni forma di Fascismo, ma non lo dimostra allineandosi agli strilloni. Lo dimostra ogni giorno dando voce a chi la chiede, portando e pretendendo onestà, lottando contro le soverchierie del Partito Nazionale e ribadendo ogni giorno che: nessuno deve rimanere indietro. Sparuti individui sponsorizzati dalle recitate ire del Sindaco non meritano attenzione, se non nella evidente disparità di trattamento che rappresentano nei confronti di Casa Madiba.

Non lo volevo scrivere sto pezzo… era pure domenica.

P.S.

“Soltanto i segreti insignificanti hanno bisogno di protezione. Le grandi scoperte sono protette dalla pubblica incredulità.” [HERBERT MARSHALL MCLUHAN]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Corsi e ricorsi leghisti.

lega1In queste giornate in Italia s’è fatto un gran sventolare di bandiere tricolore. Avete presente l’Italia, no? Quel posto pieno di storie partigiane e di orgoglio comunista che rivendica ruoli nella storia della Liberazione e nella cultura antifascista, ma poi …. torna al tuo paese negro.

Non è così per tutti, azzarderei  che per molti non lo è, ma alla fine chi si fa sentire di più sono le accezioni negative. Ho ricordi di bambino, alle elementari, non troppo lontano da qui, a Cattolica. Quando mi chiedevano delle mie origini dicevo senza problemi che mio padre era di Napoli, anzi Spaccanapoli, il decumano inferiore della città, la via più importante.  I miei compagni, giustamente, non sapevano che in quel luogo visse e morì Benedetto Croce (suppongo che tutt’ora sia poco importante per loro), ma la notizia era sufficientemente importante per generare un “torna a casa tua terrone” ad ogni litigio. Lì per lì non accusavo molto, ma tornato a casa chiedevo a mio padre quale fosse questa casa, che tutti mi ci volevano mandare. Dopo un po’ cominciai a dichiarare solo il mio luogo di nascita, Milano.

Non erano ancora i tempi della Lega, quel Partito che negli anni 90, con 4% a livello nazionale, ma  un 18,9% in Lombardia, faceva dichiarare a Vito Spimi:

Quando il PCI perde il 6% dei voti, ma l’ex elettore comunista può restarsene a casa, votare per i verdi delle varie articolazioni, o per i cacciatori, o, perfino, per le Leghe, e solo in parte prende la strada del voto per l’altro partito della sinistra, il PSI, avviene un altro fatto da non sottovalutare.

Parlare di 4 o 6% sembra ridicolo, ma negli anni dell’exploit della Lega alle regionali andavano a votare percentuali superiori all’80% degli aventi diritto. Affluenze diverse, stessi meccanismi: da una parte era nell’aria la Tangentopoli che avrebbe annullato PSI e DC, dall’altra il Partito Comunista stava perdendo i vincoli della disciplina di partito e gli anti comunisti potevano  rilassarsi votando altro.

Oggi il PD è un partito che “questione morale” non ne fa, tanto che non si capisce quale sia la differenza con la creatura di Berlusconi…. non di certo le condanne. Forse, ma dico forse, le mignotte. Per trovare invece tracce di sinistra bisogna espatriare e dunque ci si può lasciar andare all’inutilità del voto leghista, come se, per i pochi che ancora votano, la cabina elettorale fosse un modo per levarsi un fastidio e non per darsi un governo.

Il fastidio in questione non sono più i terroni comunemente intesi, ma gli abitanti del sud del mondo, tra i quali ormai siamo anche noi, anche se facciamo finta che non sia vero. L’Italia è il paese Europeo meno sicuro per i minorenni  che totalizzano percentuali altissime (32,3%) di rischio povertà e più di mezzo milione  (723.000) che vive già in povertà assoluta e conclamata. Per il resto ci sono due milioni di Neet, giovani così scoraggiati dalla situazione che non studiano, ne cercano lavoro. Il problema non è solo dei giovani ovviamente, ma certi indici sono chiari indicatori di una situazione devastante.

La differenza con i ricorsi di storia leghista è che mentre dopo il ’94 la Lega si accordò con un Berlusconi amico degli amici e autonomamente strutturato, oggi si contende i resti dell’elettorato con un Movimento 5 Stelle attestato attorno al 20% di media nazionale, che si mantiene tale grazie al quel “non so che”  di Welfare. Cosa sarà più forte? La guerra fra poveri da sempre istigata dalla Lega o l’indirizzo ad  una società più equa?

La chiave di tutto, dalle Comunali alle Nazionali, sta nell’affluenza al voto e nell’abbandono della rete come feedback programmatico. Sebbene i Social siano inimitabili per immediatezza della comunicazione restituiscono informazioni falsate rispondendo solo a logiche virali. Se il Web fosse indice reale di gradimento il Presidente del Consiglio dovrebbe essere un gattino che litiga tutto il giorno con un gomitolo di lana. Esiste un giacimento di voti in quel 60% di aventi diritto che ormai non vota più e per riprenderselo non serve arringare a gruppi Facebook, che contano diecimila iscritti, ma sono tenuti in vita da dieci sparuti individui che litigano fra di loro. Molto più utile rivolgersi direttamente agli  orfani del progressismo con in mano piani certi riguardo ai diritti civili e sociali.

P.S.

Cos’è mai il patriottismo, se non la vostra convinzione che un paese è superiore a tutti gli altri per il semplice fatto  che ci siete nati voi?” [George Bernard Show]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Regionali 2015: Personaggetti

Siete confusi dal recente voto regionale? Non sapete leggere i dati che i telegiornali sparano da due giorni e i commenti, tutti di parte, vi danno sui nervi? Niente paura, ci pensa Citizen.
affluenza alle urneDunque … per leggere il risultato di queste elezioni il dato più importante è l’affluenza che, secondo i dati del Ministero dell’Interno, totalizza il 53,90%. Altrettanto importante è confrontarlo con la precedente affluenza che si è attestata al 64,13%, quindi in calo del 10%. Non sono conti della serva, non si mischiano pere con mele, stesso tipo di elezioni, stesso tipo di votante.
Perché è importante identificare la percentuale di affluenza? Per un vecchio vizio della politica, quello di considerare la percentuale di votanti come l’intero, il che ha senso solo per la propaganda, ma non se per lavoro vendi idee e ricevi in pagamento consenso. Se un’azienda qualsiasi cercasse solo legittimazione, ma non l’introito, sarebbe destinata fallire come in effetti sta facendo la politica Italiana con un PD in calo di due milioni di voti.
zaiaA chi si pregia di percentuali miracolose bisognerebbe ricordare che il ruolo conquistato è di rappresentanza, di conseguenza minore è l’affluenza, maggiore è il fallimento di tutti. Facciamo un esempio pratico. La percentuale più alta di queste Regionali è il 50,08% della lista che ha portato alla Presidenza Luca Zaia e i votanti sono stati il 57,15% degli aventi diritto. Non voglio rendere noioso il post con troppi passaggi di calcolo, ma, se vi fidate, Zaia rappresenta circa il 28% degli aventi diritto, ossia il 70% non è rappresentato.
La situazione più drammatica è in Liguria con Giovanni Toti che rappresenta poco più del 17%. Se non è chiaro si può fare un esempio con un altro ordine di misura. In Campania Vincenzo De Luca è stato eletto Presidente toticon  il supporto di un listone che ha raccolto 987.651 voti. Secondo l’Istat solo la città di Napoli (il che non vuol dire tutta l’area metropolitana) al 30 gennaio 2015 contava 989.845 abitanti, indi per cui i restanti 5 milioni distribuiti in 5 provincie hanno ritenuto inutile votare e non sono attualmente rappresentati. Anche se a dirla tutta, a causa di un impiccio chiamato Legge Severino, potrebbero essere poco rappresentati anche quelli che hanno votato l’impresentabile De Luca.
Il dato, anche per queste Regionali, è purtroppo molto chiaro. I Partiti, o Movimenti che siano, si stanno litigando le briciole di quello che era una volta la politica, pur con i suoi enormi difetti. Alleandosi in innumerevoli declinazioni il messaggio che passa è sempre lo stesso: non votare che delucatanto nessuno ti rappresenta. Anche l’ultimo sfogo offerto, quello razzista della Lega, che va cogliendo le stupidità più ataviche degli Italiani, non è uno stimolo così potente come sembra e ruba solo nella miseria di voti rimasta. Il giorno in cui non voteranno neppure più gli sciovinisti potremmo dichiarare il paziente, attualmente in coma, finalmente defunto.
E il Movimento? Sebbene aumenti il numero dei suoi rappresentanti nelle istituzioni e si confermi singolarmente la seconda forza nazionale non aiuta il quadro generale a risollevarsi. Molti identificano l’appiattimento nella mancanza di alleanze, ma come illustrato, l’alleanza non fa altro che ridistribuire una tendenza negativa. Secondo il modestissimo parere di chi scrive, prendetelo per un esercizio di opinione, per uscire dal loop negativo, lo stesso di tutti gli altri, il Movimento 5 Stelle dovrebbe recuperare il germe rivoluzionario delle origini, inteso come la voglia di fare opinione e non di seguirla. I temi in cui applicarsi sono molteplici: immigrazione, emergenza abitativa, lavoro, tasse, welfare, tutto lasciato scoperto dalla politica o trattato con una superficialità devastante.
Concludendo. Vincitori a ben guardare non ce ne sono, ma i vinti sono quasi 60 milioni.
P.S.
Se i porci potessero votare, l’uomo con secchio della brodaglia sarebbe eletto capoporcile ogni volta, non importa quante macellazioni compia sul posto.” [Orson Scott Card]
05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

@DadoCardone

Share

Domino di Poltrone

III-internazionale-by-AngeloIl PRC (qualsiasi cosa esso sia) lascia la Giunta e la maggioranza, ne da triste annuncio… l’opposizione. Sara e Savio, mestamente preparano i bagagli e vi ripongono una falce ed un martello, praticamente nuovi, mai usati.
L’analisi di questa decisione si può ottenere da molti punti di vista. Per i protagonisti si tratta di coerenza. Per il Sindaco di Rimini al contrario sono decisioni che rispecchiano linee nazionali e non il disaccordo con la sua azione che, come tutti sanno, è limpida come acqua di fonte. A noi di Citizen invece sembra un po’ la storia di Aron Ralston l’alpinista che rimase 5 giorni con un braccio schiacciato sotto un masso e, per sopravvivere, se lo amputò da solo.
Romantico pensare che la politica attuale si basi sulle idee e la semplice incoerenza possa far cadere una posizione. Se così fosse ci vorrebbe un vigile solo per regolare il traffico da una sponda all’altra del Consiglio Comunale. La realtà è che la politica si basa sulle poltrone e le poltrone sul consenso, per una sorta di proprietà transitiva perdendo consenso si perdono anche le poltrone.
La pavida azione dei rappresentanti PRC nelle istituzioni riminesi ha avuto come conseguenza la caduta verticale di qualsiasi tipo di consenso. Le velleità ambientali dell’assessorato Visintin si sono infrante sui pacchetti chiavi in mano Hera e i tavoli di tortura ai teleriscaldati, dopo quattro anni, hanno resto antipatico il verbo ponderare, il resto è banale mantenimento dell’operatività. Galvani invece, oratore da epistassi, è famoso per aver combattuto gli F35, che il Comune di Rimini non aveva ordinato, e per la sua fissazione compulsiva contro Pizzarotti. Entrambi nei temi principali della loro (supposta) azione politica, tipo la ripubblicizzazione dell’acqua, sono svenuti con la mano alzata.
Si dirà (si è detto) che i fatti di Casa Madiba hanno reso impossibile la già difficile convivenza con il Partito Democratico, il cui parlamentare di riferimento ci manca poco che inciti al manganello. La realtà però, almeno secondo il nostro punto di vista, è che i fatti in oggetto hanno solo velocizzato una decisione che comunque andava presa per la questione consensi & poltrone. Dagli accadimenti di queste ultime settimane è risultato molto chiaro quanto poco il PRC poteva fare per quello che, nei loro pensieri, era il bacino di consensi di riferimento. Un paio di dichiarazioni sulle occupazioni e nessuna azione, incisiva o meno che fosse, tanto è vero che per i quotidiani locali è risultata più papabile l’accorata difesa della pasionaria Prof. Mara Marani (non a torto).
La conseguenza sarà ovviamente una tornata elettorale, per altro molto vicina, nel più totale anonimato e la perdita di qualsiasi tipo di influenza. Tanto vale simulare l’atto eroico e immolarsi sul primo altare disponibile per recuperare coerenza. Via la poltrona di Giunta a Visintin (PRC), via la poltrona nel CDA della Fiera a Paolo Pantaleoni (segretario PRC), nessuna ricandidatura per Cesare Mangianti (PRC) alla Presidenza dell’ACER (Azienda Casa Emilia Romagna Provincia Di Rimini). Galvani non ha nulla a cui rinunciare, va solo a far parte dell’opposizione a cui tanto si è opposto tra NCD, FI, Fratelli D’Italia e gli odiati Grillini (che brutta fine).
Funzionerà l’operazione “amputazione”? Aron Ralston dopo 127 ore capì che il braccio ormai era perso e se lo staccò a colpi di coltello, tornò a casa ed oggi, grazie ad una protesi, può ancora scalare. Rifondazione Comunista ha capito che dirsi ispirati da Carl Marx dopo quattro anni convintamente al fianco dell’Aperisindaco fa parecchio ridere, da tagliarsi c’erano solo le p…oltrone. Forse un giorno torneranno a sedersi (magari quando passa il bruciore).

P.S.

Non a tutti è sfuggito lo sfogo del Primo Cittadino, durante un litigio a telecamere puntate, nel quale afferma che “qualcuno” della Sinistra chiude gli occhi rispetto a false dichiarazioni dei redditi di inquilini ERP per mantenere le poltrone degli enti che gestiscono le assegnazioni. Non è che serve la palla di cristallo della zingara per interpretare l’accusa, visto che l’Ente in oggetto è solo uno. Pare che a Rimini ci siano verifiche meno dovute di altre.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Dell’abitare e dell’evolversi.

IMG_9081Dato che Citizen Rimini e Salvarimini, dell’ottimo Lugaresi (più squadra di cecchini) , paiono essere l’ultimo baluardo a difesa della pluralità d’informazione, quando non addirittura l’unica differenza tra una fotocopia e una notizia, tiriamoci su le maniche e facciamo un po’ di chiarezza sull’incontro tra il Vicesindaco e gli attivisti di Casa Madiba Network.
Leggendo gli organi d’informazione, online e non, sembra che Madre Teresa Lisi abbia aperto le braccia accogliendo a se i discoli Madibers, perdonandoli, ma non potendo fare a meno di ricordare loro che ci saranno delle conseguenze. Questo almeno è quello che è venuto fuori dalla conferenza stampa che Gloria (nell’Alto del Comune) ha pensato di fare senza quelli con i quali aveva appena trattato. Sarebbe stata buona norma, stabilito l’inizio di un percorso, comunicarlo insieme, ma forse (e dico forse) i ragazzacci avrebbero avuto qualcosa da ridire sulle dichiarazioni fatte.
Quando il copione è scritto da altri non ci si può permettere variazioni sul tema. E’ stato molto evidente durante il Consiglio Comunale quando, in risposta a Fabio Pazzaglia, Lisi ha letto in modo stentoreo una risposta, che poi è la stessa che sentiamo ripetere da tutto il PD in questi giorni … compreso il Deputato “piuttost che nient” Arlotti.
Cosa dice la risposta Standard?
1. Le risorse sono vincolate dal Patto di Stabilità. Stranamente però il preventivo di ristrutturazione del Villino Pazzaglia Ricci deve essere per forza quello da 700 mila euro del Comune, piuttosto esoso se confrontato col costo zero del volontariato proposto.
2. L’occupazione è illegale denunciarla è un atto dovuto e lo sgombero è inarrestabile. Nulla di più inesatto. Un solo esempio; nella Roma del Piddino Marino ci sono 27 campi d’accoglienza: 7 centri per immigrati, 7 Campi regolari e 13 campi abusivi. In alcune zone, come Tor Sapienza, sono presenti tutte e tre le tipologie di campo e in generale sono formalmente tollerati 8 mila nomadi. Nessun atto dovuto? Certo che sì, ma l’esecuzione passa sempre da un magistrato o dal Comune stesso e, in qualche caso, per gli equilibri di una comunità si possono anche considerare altre strade.
3. Per ottenere l’affidamento di strutture pubbliche serve partecipare un bando. Eventualità sostenuta fino a giovedì, ma caduta venerdì. Il Comune (qualsiasi comune) può infatti tramite un’Istruttoria affidare a soggetti terzi, con finalità di lucro o meno, servizi alla persona o alla comunità per ragioni tecniche, economiche o di opportunità sociale (che pare proprio il nostro caso). L’affidamento tramite procedura ristretta o negoziale è regolata da un decreto legge del 2006… non è che se lo è inventato la Lisi ieri.
Troppi elementi imprescindibili, che in realtà non lo sono, fanno capire che l’Amministrazione non aveva proprio intenzione di aprire questo dialogo. Poi però è successo che l’identità di persone votate alla solidarietà risulta un po’ difficile da schiacciare soprattutto quando si fonde, si contamina e cresce proprio grazie a chi viene aiutato. Cultura.
Hanno voluto conoscere quest’identità da vicino i deputati Paglia e Sarti, quando sono andati a stringere mani e a farsi contaminare da storie di disagio e dignità. Treno perso da Arlotti che, senza controllare, ha preferito affidarsi al copione di partito come nella maggior parte delle occasioni, molte migliaia di euro al mese di paga non valgono  manco lo sforzo di far finta di capire. Lui trova “disdicevole l’occupazione di case”, come se quelli di Casa Madiba Network andassero in giro ad occupare le case della gente e non ruderi abbandonati da decenni, ma evidentemente non trova disdicevole che una ventina di persone non sappia dove andare a dormire nelle notti di questo piovoso maggio. Bontà sua.
Lasciatemi aprire una breve parentesi. “Mi hanno occupato casa” è il furbo slogan lanciato dal Signor Sivieri e subito tutti i benpensanti si sono lanciati in anatemi contro chi, giustificato dal solo bisogno, ti vuol rubare l’abitazione. La realtà è molto diversa. L’occupazione, perlomeno quella praticata dai Madibers, non è uno scopo, ma semplicemente il mezzo per sopperire alla lancinante mancanza della Comunità. Attualmente tutti i luoghi abbandonati di Rimini sono già abitazione per umanità che preferisce non farsi vedere e di cui si preferisce non sapere. Lo era Casa Madiba, lo erano Villa Flo e Villino Ricci Pazzaglia, le occupazioni non hanno violato nessun principio, se non quello del giocare a nascondino con le contingenze della realtà. In un certo senso quei luoghi sono stati riqualificati dalle occupazioni e distrutti dagli sgomberi.
Ora l’attenzione è sull’ultima delle occupazioni. Molti hanno capito che intervenendo col manganello, anche in quest’ occasione, si aprirebbe una brutta stagione per Rimini. Mi domando invece quanti di quelli che scrivono i copioni del partito riescano a comprendere che chi ha più da perdere è proprio il PD. L’apertura dei Madibers è avvertita come solida anche dai più appecorati commentatori, una silenziosa partecipazione al Consiglio Comunale l’ha resa tale. La scelta non è tra i Black bloc e la Giustizia, ma tra gente che cerca un dialogo e la decisione di un’Amministrazione che, comunque, non può sopperire con i mezzi canonici all’Emergenza Abitativa. Neanche se, nei maldestri comunicati stampa, si intesta 10 anni di edilizia popolare … Casa Madiba cosa doveva fare allora? Intestarsi il ’68? E spendeteli due soldi per un professionista.
P.S.
Antonella, giovane senzatetto, cerca di sensibilizzare il vicinato con dei volantini. Una persona, incontrandola la redarguisce.
Quello che fate è sbagliato!
Perché è sbagliato, spiegami …” – chiede Antonella per capire.
Che cosa diresti tu se io rimanessi senza casa e volessi vivere nella tua?
Beh… direi: Vieni.”
E’ così difficile capire che un indigente non vuole la tua casa, ma la tua solidarietà?
05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Il Re è nudo.

IMG_9044Una cosa è certa. Da quando Rimini è stata scossa dal fervore rivoluzionario dei ragazzi di Casa Madiba Network non è più la stessa città. Il muro dell’indifferenza, ora, ha un bel buco nel mezzo e da lì si può scorgere un bel po’ di gente in mutande, ma anche tanta solidarietà, perlomeno di pensiero, da persone che non ti aspetteresti.

In mutande, neanche a dirlo, è la politica. A proposito di questo mi viene in mente una fiaba dei Fratelli Andersen: “I Vestiti nuovi dell’Imperatore”. La storia racconta di un Re vanitoso a cui due imbroglioni vendono un vestito di un filato così pregiato da risultare invisibile agli stolti e agli indegni. Ovviamente non c’è nessun tessuto, ma, per paura di essere giudicati male nessuno dei cortigiani lo dice apertamente. Il Re stesso, che naturalmente non riesce a vedere un vestito che non esiste, fa finta di indossarlo per non essere  giudicato indegno e, nudo come mamma lo ha fatto, si va a fare una bella sfilata per la città. Nessun abitante, ognuno con le sue inconfessabili indegnità, rivela la nudità del sovrano finchè un bimbo, spinto dalla sua innocenza, urla : Il Re è nudo!

A Rimini è successo lo stesso, ma il Re continua a sfilare imperterrito e i suoi cortigiani continuano a fingere che sia vestito. Chi ha urlato la verità è casa Madiba, sulla cui innocenza si può anche discutere, ma la cosa certa è che l’Amministrazione manifesta un distacco dalla realtà patologico e anche parecchio preoccupante. La verità urlata è che a Rimini l’Emergenza Abitativa produce morti, la reazione della politica è tutto un programma. Diamo un po’ di voti alla maniera di Citizen:

Andrea Gnassi: A lui dei problemi reali non è mai interessato e la gente in difficoltà gli fa pure un po’ schifo, lo dimostra la lunga casistica di Teleriscaldati, Ambulanti, V Peep, Rimini UpTown, TRC e chi più ne ha più ne metta. Gli importa però (parecchio) quando viene contestato pubblicamente, ne va della sua immagine che attualmente è tenuta a galla da due feste e quattro rotonde. Il danno di immagine lo fa andare fuori di testa e reagisce sempre in maniera scomposta. In questa occasione ha accusato “qualcuno” di chiudere gli occhi su false dichiarazioni dei redditi degli inquilini ERP per tenersi la poltrona degli Enti che gestiscono le case. La cosa strana è che per le occupazioni di via Dario Campana c’è l’obbligo per legge dell’Esposto in Procura, ma per questo, che pare profilarsi come un abuso d’ufficio, no. Il giorno dopo si è calmato, ha ragionato ed ha pensato bene di fare propaganda usando i bambini. All’inaugurazione della palestra di Villaggio Primo Maggio sfrutta al massimo la visibilità del momento e dichiara: “Gli Attivisti del Paz imparino a prendere esempio dai bambini delle nostre scuole”. Il resto del delirante discorso su alberi che cadono e cose che crescono ve lo risparmio, l’intento è già abbastanza chiaro così. Voto 4: mento alto contro la folla e propaganda con i bambini … chi è che faceva così?

Gloria Lisi: Non è un mistero chi rappresenta e, di conseguenza, quanto le possa dare fastidio che qualcuno possa mettere le mani nel “giro” dell’assistenza ai bisognosi, senza essere inquadrato in qualcosa che lei può controllare. Non ci prendiamo in giro Caritas, Giovanni XIII (& company) detengono il monopolio delle opere di carità riconosciute e le loro spese sono coperte di conseguenza. Lo possono testimoniare associazioni come Papillon, che si occupa dei carcerati, costrette ad arrancare dietro chi detiene l’investitura ufficiale. Questo sistema, per quante possano essere meritorie le azioni, crea certi interessi che non possono essere rotti, se non altro per mantenere operative le strutture. Gente che opera praticamente a titolo gratuito, utilizzando ciò che è già in disponibilità della Comunità, ma abbandonato, è inaccettabile. Lisi è portatrice di quell’interesse che, contestualmente, è anche un serbatoio di voti per questo PD in fin d vita.  Dai qui le dichiarazioni sulla regolarità che va mantenuta e ottenuta con i bandi, tra queste la mia preferita, la puttanata da oscar: “Sono preoccupata per l’incolumità delle persone che stanno li dentro. Quella casa (Villino Ricci n.d.r.) non è sicura.”. Eh già Madre Teresa, perché invece dormire in mezzo alla strada è sicuro. Voto 4: Quando ti fai il segno della croce citi uno che non chiedeva un bando per moltiplicare i pani.

Sara Visintin e Savio Galvani: li metto insieme perché anche in due fanno fatica a farne uno. Anche loro sono sui giornali in questi giorni. Sui quotidiani rompono con Gnassi, ma in commissione votano la con la maggioranza e non è l’unico aspetto dissonante tra le dichiarazioni e i fatti. Sui giornali Visintin è con Casa Madiba, ma poi non partecipa al corteo, né si fa vedere alla manifestazione, per la precisione non a  quella. Sul giornale del giorno successivo è fotografata assieme a 16 persone ad una manifestazione di protesta gay contro Forza Nuova… se andava al Fuera ne trovava di più. Non mi fraintendete io non ho assolutamente nulla contro gli omosessuali, anzi secondo me le due proteste erano da unire e invece  qualcuno (io) l’ha vista, a occupazione terminata, all’uscita di via Ceccarelli , nel parcheggio, che sbirciava da lontano. Di Galvani non ne parliamo, si è visto, ma ha pensato bene di rimanere impalpabile all’ombra della carrozzina di Pazzaglia. Voto 2: Se i rivoluzionari fossero stati come questi saremmo sotto il dominio dell’Austria.

Mattia Morolli: menzione speciale per il capogruppo del PD Consiliare. Non c’è mai stato, non sa nemmeno di cosa si parla, ma trova lo spunto per fare una dichiarazione che potrebbe essere di Pizzolante. Sintetizzando: sono irregolari e fanno campagna elettorale. Il giorno in cui il PD morirà (perché presto o tardi lo farà) questo ragazzetto verrà seppellito col defunto come facevano i Vichinghi con il loro schiavi, tanto è dedicato alla causa. La cieca dedizione gli deriva certo dalla speranza di essere un prossimo sindaco PD, ma finora è citato solo da uno dei fratelli Sivieri e in un modo che se fossi in lui chiederei di non ripetere. Voto: non classificato. Se questo è il capogruppo figurati il resto.

Come si vede dunque l’Amministrazione, perlomeno quella che si è sentita in dovere di esprimersi, si sta facendo una bella passeggiata con le pudenda di fuori e nessuno dei cortigiani dice loro niente, probabilmente per lo stesso meccanismo della fiaba sopracitata. E la gente?

Mi è capitato spesso in questi giorni, mentre con il mio socio Cruma preparavo il servizio per il TG sui fatti di queste settimane, di essere fermato da persone che volevano esprimere solidarietà. Mi  è successo in via Dario Campana, ma anche ad un incrocio di via Ceccarelli. Signore “perbene”, come qualcuno le definirebbe, magari a spasso con il nipotino. La sintesi che mi permetto di fare del loro pensiero è questa:

Certo non è giusto occupare proprietà private, ma quando c’è un’emergenza di questo tipo qualcosa bisogna pur fare. E poi per una questione di decoro bisognerebbe imporre che i luoghi vengano tenuti bene, non come questi ruderi di cui Rimini è piena che, a quanto pare, hanno pure un proprietario.

Ovvio che il numero delle persone con cui ho parlato non è sufficiente per rappresentare una valenza statistica, ma ho notato che chiunque sia minimamente informato sui fatti inevitabilmente si allinea a questo tipo di ragionamento. Gli altri, gli eroi da tastiera, si accodano su Facebook al pensiero comune. Non bisogna però biasimarli perché si tratta un meccanismo atavico, risalente a quando l’uomo era una scimmia appena scesa dall’albero che doveva stare in mezzo al gruppo, perché se rimaneva isolata veniva sbranata.

P.S.

Ieri sono passato per la nuova Casa Madiba. Ho rivisto Fatima e Antonella, due delle persone cui la Lisi non vuole dare un tetto, per la loro incolumità. Non sembravano preoccupate, anzi ostentavano sorrisi fiduciosi…. Che siano due amanti del pericolo?

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Che Piovve.

fatimaFinché l’Emergenza Abitativa era un affare di carte e conti che non tornano è stato molto facile tenerla lontana dalla coscienza delle persone normoabitanti. Rimini ha abbastanza castelli fantasma da poter ospitare moltitudini senza dare nell’occhio, se non fino ad agosto quando sulla battigia si abbatte l’onda nera dei Vu Cumprà, con la sfumatura caramello bangladese. A quel punto la gente si agita, ma pochi si chiedono dove dormono quelle centinaia di persone.

Adesso però la questione è diversa. A forza di mettere la polvere sotto il tappeto alla fine ci inciampi, così come è successo. Coloro che coprono le mancanze dell’Amministrazione sono stati costretti a nuove occupazioni per esaudire le richieste d’aiuto, condizione necessaria e sufficiente per far cadere tutti gli asini dal cielo.

Penso che la totalità dei miei lettori, qualsiasi sia il loro credo politico, sebbene siano eterogenei riguardo alle soluzioni, siano d’accordo sul fatto che se a Rimini muore  gente di stenti siamo di fronte ad un grosso problema.  Nonostante questa sembri un’affermazione di senso logico nella realtà dei fatti i sei morti di quest’inverno hanno smosso le coscienze di pochi, se non altro di molti meno rispetto a coloro che si sono incazzati per la violazione di una proprietà privata …. tra cui molti saranno stati  quelli che sfiaccolavano col Sindaco per i morti dei barconi qualche settimana fa.  Capisco comunque che sia più facile dimostrarsi solidali con qualcuno che è morto a mille km da casa tua, se non altro perché il problema si è risolto da solo e nessuno dei trapassati verrà a guardare con cupidigia le nostre porte di casa.

In questo senso, nel parere di chi scrive, l’azione di Casa Madiba Network è stata dirimente e, se pure si possa non essere d’accordo sul metodo, nulla va tolto al merito. Da più di una settimana ormai i riminesi, quelli usciti vivi dalla rianimazione perlomeno, stanno parlando dell’emergenza abitativa, ognuno con la sua sensibilità, credo, grado culturale e convincimento. Ne stanno parlando tanto che anche la politica deve ora tenerne conto.

Già… la politica. Dopo l’occupazione della palazzina dell’Enel, che per una settimana era stata elevata da posto per farsi un buco a ricovero per senzatetto, la politica aveva solo due possibilità di scelta: mediare o reagire. La terza, la più comoda, fare finta di niente, gli era stata tolta. La scelta, ovvia per un’Amministrazione guidata da un Sindaco che deve le sue fortune alle rendite di famiglia, è stata allinearsi ai benpensanti e reagire.

Da dopo lo sgombero dei due immobili in via Dario Campana nessuno può più fare finta nemmeno che la questione non sia politica. Neppure Savio Galvani e Sara Visintin, che in passato con l’Acqua Pubblica hanno ingoiato dei bei rosponi, possono più far finta di essere in forza ad un’amministrazione di sinistra ed infatti oggi, sui quotidiani, si cominciano a fare gli opportuni distinguo. Anche questo è un fatto di notevole importanza. Intendiamoci … non che io creda nella risolutezza di alcuni pavidi rappresentanti della sinistra consiliare, ma questo assieme al fatto che la destra non abbia avuto in sostanza nulla da dire sulle decisioni prese, restituisce un quadro meglio delineato. E’ importante eliminare le zone grigie dal perimetro d’azione, perché sono quelle che più favoriscono la mala politica.

Ricapitolando. A Rimini l’Emergenza Abitativa fa morti per le strade, i ragazzi di Casa Madiba occupano per soddisfare la richiesta inevasa d’aiuto, il Sindaco di Rimini (con abile storno alla Procura) affronta la questione facendo chiudere vecchie e nuove occupazioni. Ora c’è più gente per strada. In mezzo potete metterci tutti i perché, i forse, i però e i se che volete, ma Rimini oggi è peggiore di ieri.

La domanda a questo punto è: visto che il problema non affonderà, scomparendo come fanno ogni tanto i barconi degli indesiderati, e dunque potrà solo crescere d’intensità, cosa intendiamo fare? Prima di fantasticare di confini armati a difesa delle proprietà private consiglierei a tutti di considerare quanto tempo libero hanno per montare Cavalli di Frisia. L’unico muro che quest’Amministrazione riesce ad alzare è quello del TRC.

P.S.

Quelli che sostengono che se i ragazzi di Casa Madiba ci tengono tanto ai senzatetto se li possono portare a casa, sappiano che l’hanno fatto.  Adesso, se volete, parliamo di coerenza.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Una Forza Nuova per il Sindaco.

IMG_20150516_171415In questi ultimi mesi il Primo Cittadino di Rimini sta perdendo colpi e questo nonostante si stia entrando nella sua stagione preferita, quella in cui qualche privato si assume la briga di organizzare un paio di feste delle quali poi lui si prende il merito.

Rimini, anche piena di rotonde e colori pop, non riesce a nascondere i suoi problemi più seri. Soprattutto per quanto riguarda l’emergenza abitativa l’imbellettamento non riesce a nascondere la totale inefficacia di un Sindaco presuppostamente di sinistra. Non bisogna lasciarsi ingannare dai soldi che Gloria Lisi dichiara impegnati in certe iniziative, di fatto per accedere a quelli serve un certo reddito base che chi ha problemi di trovare un tetto, anche provvisorio, proprio non può raggiungere.

Come rilanciare l’immagine del progressista di sinistra benedetto dalla storia partigiana? Una soluzione potrebbe essere andare a celebrare clandestinamente matrimoni gay nella Corea di Kim Jong-un, ma ammetto che sia un po’ scomodo. Per fortuna negli anni a Rimini si è creata una discreta collaborazione tra Forza Nuova e Andrea Gnassi. Nel senso che Forza Nuova , grazie al Primo Cittadino che si va ad intromettere nelle operazioni delle forze dell’ordine, riesce a fare casino con dieci persone e cinque bandiere, mentre in cambio il Taglianastri fa finta di essere antagonista delle forze del male.

Così anche ieri, all’entrata di Piazza Cavour, Gnassi, con la sua leggendaria simpatia e savoir faire, è andato a prendersi a male parole con lo sparuto gruppo di manifestanti. Una provocazione bella e buona che ha complicato il lavoro delle Forze di Polizia, successivamente al confronto, con il Sindaco ancora ansimante per avergliene cantate quattro, un gruppetto di manifestanti ha rotto le fila correndo allegramente verso Piazza Tre Martiri.

Eh sì. Le fiaccolate per i morti in mare non bastano più, soprattutto se ti fai fotografare mentre smessaggi con il cellulare durante la pretesa solidarietà. Una recita, ma non per il cellulare in se stesso (magari gli stavano comunicando l’emozionante notizia che il Titilla avrebbe fatto una festa all’Aeroporto), più che altro perché dove ci sono i vivi di quelle traversate in mare gli si staccano le utenze.

A proposito di manifestazioni, migranti ed emergenza abitativa. Ricordo non troppo tempo fa una bella giornata di sole in cui qualche centinaio persone, tra cui diversi riminesi, anche molto giovani, hanno manifestato proprio per l’emergenza abitativa. Lì il Sindaco non si è nemmeno affacciato, perché va bene essere di sinistra, ma non per davvero. D’altronde il suo pensiero l’ha chiaramente espresso quella volta in Consiglio Comunale nella quale, ad un cittadino, con evidente cadenza del sud Italia, che reclamava il diritto di parola in quanto proprietario di immobile e regolare pagatore di tasse, rispose: “porta rispetto che non sei a casa tua”. Questa frase, presa pari pari, potrebbe essere scritta su uno striscione di Forza Nuova.

P.S.

Ci si sbaglierà raramente, attribuendo le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all’abitudine e quelle meschine alla paura.” [Nietzsche]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

AiRiminum e il centro commerciale Fellini.

Ve lo dico subito. C’è da leggere, perciò mettetevi comodi.

Sabato pomeriggio alla conferenza “Airiminum Incontra” c’era anche il vostro inviato Citizen preferito. Mentre tutta la stampa era stata messa in punizione, io me ne stavo comodamente seduto tra Vescovi, Politici e Comandanti in quella che, anche sull’invito, veniva chiamata zona sterile. Non scherzo, l’hanno definita proprio così. Tra l’altro non capisco come non mi abbiamo individuato subito visto che il mio reddito, lì in mezzo, stonava anche senza essere dichiarato. Mi avranno preso per un eccentrico.

L’intento della conferenza, presumibilmente, era quello di tranquillizzare chi decide per il territorio e fare un bel brindisi per l’arrivo di un nuovo aereo. A Rimini un brindisi per ogni aereo si può fare, data la cadenza, se lo facesse anche un aeroporto piccolo come Orio al Serio, con i suoi 50 voli giornalieri, capite bene che la dirigenza dovrebbe iscriversi all’Anonima Alcolisti.

Ha aperto la conferenza Laura Fincato che Vito Riggio (Presidente Enac), nella sua lettera di scuse per l’assenza, identifica come Onorevole nonostante non lo sia più dall’87. Non che abbia lasciato i luoghi di pratica politica, ci mancherebbe, come lei stessa dichiarò in occasione della sua Candidatura a Sindaco di Venezia è una delle fondatrici del PD.

Non divaghiamo. Con un tailleur fantasia occhio di pernice in nuance arancione, oltre ad aver decretato il ritorno degli anni ’60, ha esordito usando termini inglesi, forse in onore dell’aziendina milanese che ha tirato su la baracca. Ha parlato di Speech (che poi sarebbero i discorsi) e…. lo sapevate che quelli di Airiminun ci hanno tirato un Joke? Sì, ci hanno fatto uno scherzone. La decisione dell’inaugurazione il primo di aprile non è stata una cappella mediatica. No! Lo scherzo era che l’aereo è atterrato davvero. Su, non fate quelle facce, il senso dell’umorismo varia di persona in persona. Fate come me, immaginate una giovane e goliardica studentessa Fincato che, abilissima, sostituiva i Croissant alla marmellata di ciliegia con quelli alla marmellata di albicocche e poi osservava segretamente le reazioni al Joke. Che risate.

20150509_161613Comunque sia ha parlato molto di trasparenza e collaborazione. Sapete cosa? Io sulla trasparenza le credo. Infatti seduto al suo fianco c’era Umberto del Basso de Caro, il suo conflitto di interessi. Il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di cui Laura Fincato è Consigliere Esperto (un consulente) a gratis, era seduto li, pacifico, ad aspettare il suo turno per parlare. Questo non ha assolutamente provocato commenti tra il pubblico (sterile), proprio nessuno. Fidatevi.

Il turno successivo è stato quello di Leonardo Corbucci e le sue slide, stile molto apprezzato dal Primo Cittadino che, come risaputo, le usa come panacea di tutti i bilanci. Dopo averci condotto in vetta alle sue intenzioni con slide sul ciclismo e richiami a Pantani, ci ha fatto atterrare malamente con metafore sugli affittuari.  Eh già perché Airiminum mette dei soldi, finora pochi, per pagare un affitto, ma il padrone di casa è Enac e a lui spettano le manutenzioni straordinarie, affermazione formalmente corretta fino a che le slide non ci hanno condotti nell’incubo di un centro commerciale aeroportuale.  Gaming (?), ristorazione, palestra, discobar, rassegne cinematografiche, eventi musicali, non ho visto però i Compro Oro e i massaggi cinesi, quelli sì cha fanno cassa.

A questo punto vi starete chiedendo: e i voli? Qui arrivano le vere pagine dolenti. A dispetto di un’unica novità, i voli cargo da sempre consigliati a voce bipartisan, il resto del piano strategico sembra partire da un programma strategico di Gnassi. Vengono considerati come un dato di fatto il milione di passeggeri che Aeradria avrebbe raggiunto con la sua gestione. Anche se nella presentazione ne vengono contati 900.000, probabilmente per non richiamare alla memoria il precedente fallimento. La cronaca giudiziaria ha già ampliamente disquisito di quanto quel numero fosse stato gonfiato dalla tecnica piuttosto aggressiva del comarketing. Dunque uno dei fondamentali di questo piano è dubbio, ma ve ne sono altri. Sembra infatti voglia costituirsi un fronte comune tra tutte le realtà in curva negativa del nostro territorio: Fiera, Gros, Palas di Rimini, Palas di Riccione, TRC (e non lo vuoi fare un altro sfregio fino all’aeroporto?), il che non sarebbe male se fosse un sistema di contenitori comunicanti, ma nell’opinione di molti ognuno di questi luoghi vive la sua personale decadenza, quando addirittura non si tratta di volo pindarico. Nella presentazione in oggetto poi si considerano queste infrastrutture come un qualcosa da cui attingere, come dire non lo prendi un aereo da Milano per venire alla fiera di Rimini? No. Ma non lo dico io. Lo dice la precedente esperienza di Aeradria e lo dice il fatto che ormai i weekend di fiera sono corti perché, dati i tagli ai budget di qualsiasi azienda italiana (Aziende come Prada hanno tagliato anche sui buoni pasto dei dipendenti), non si fanno più i fine settimana a mignotte e champagne “che tanto metto tutto nelle spese”. Il nuovo metodo è “toccata e fuga, ma solo se serve, macchina a gas o treno regionale, scegli tu”. Chiaro che non si può sempre ragionare in termini di recessione, ma non mi pare che l’attuale Governo ci stia indirizzando verso il nuovo “miracolo italiano”, anzi.

Rimangono i collegamenti turistici di cui, lo dico sinceramente, non ho colto il piano. Anche in questo la strategia, o meglio quello che è stata rappresentata come tale, sembra appollaiarsi su dati che la riguardano, ma anche no. Il fatto che la Riviera possegga 110km di spiagge e 3500 alberghi valeva anche per Aeradria, è valso per il Ridolfi di Forlì e varrà sempre per Bologna, ma questa non è una strategia … è la speranza che qualche briciola cada dal tavolo. Su questo argomento mi aspettavo qualche parola da Raffaele Ciuffoli, Consigliere rappresentante del territorio e soprattutto titolare del Tour Operator Ital Camel, ma non ha proferito favella.

Altro personaggio silenzioso è stato Roberto Montesi, membro del CDA, che porta con se una particolare realtà. Montesi è patner della società LS Lexius Sinacta, associazione tra a avvocati e commercialisti la cui missione sociale sono consulenze d’alto livello. Per intenderci la LS sta curando la quotazione in Borsa dell’aeroporto Marconi di Bologna e ha assistito Hera nella recente modifica statutaria del Voto Maggiorato (robaccia del “Decreto Competitività” per favorire l’accesso al mercato di capitali di rischio). Il Consigliere in oggetto si distingue, tra le altre cose, per essere Sindaco Revisore incaricato dal Ministero della Salute per l’ASL di Napoli e Presidente del collegio liquidatori della Margherita di Rutelli.

La parola finale, come da prassi Istituzionale, è stata lasciata al Sotto Segretario Del Basso de Caro che, dopo aver ricordato che il sud d’Italia è un macello, ha considerato che a Rimini le cose non vanno poi così male e che possiamo ancora sperare nel turismo cinese. Parole che hanno infuso una grande fiducia in tutti gli sterilizzati. Ovviamente l’affermazione è ironica, dalla seconda fila in poi si parlottava parecchio.

E’ sicuramente vero che i piani  industriali per una azienda privata possono contenere dati sensibili che potrebbero essere oggetto di furti e/o compromissioni, ma dal non mostrare quanto di riservato c’è nei propri piani, al pretendere che ci si fidi di una dichiarazione di intenti piuttosto generale, passa un bella pretesa. A questo punto però vale la pena di farsi una domanda: perché questa opinabile apertura e tutto questo parlare di trasparenza e collaborazione? Formulo una modesta ipotesi, ma prendetela per quel poco che vale visto che non sono un esperto di aeroporti, ne di finanza creativa. Considerato che il piano di sviluppo (se fosse veramente quello mostrato) non pare valere l’investimento, l’Aeroporto Internazionale Federico Fellini acquista interesse più che altro in merito ai capitali che può attirare. Ovvio che cattiva pubblicità e degli scocciatori a 5 Stelle, si sono messi in testa di sorvegliare, possono create delle difficoltà. Che i 5 stelle diano fastidio è abbastanza evidente visto che in una cartellina consegnata all’uscita, tra le altre amenità, era riposto un intero fascicolo di risposte a Giulia Sarti.

P.S.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno in questa vita sono ignoranza e fiducia; e il successo è assicurato.

(Mark Twain)

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Bonaccini e la sua orchestra.

8490786245_b1b4f24320_oIeri sera, con il grado d’inviato Citizen, ho assistito al concerto per trombone organizzato dal PD, titolo:  la Sanità delle valli. In quel di NovaFeltria, presso il Teatro Sociale, è stato organizzato un bell’incontro senza contraddittorio per il Presidente della Regione Stefano Bonaccini.

La scaletta della serata è stata la seguente. Ringraziamenti, tanti, troppi. Parola ai vari Comitati che agiscono per tenere aperti gli ospedali, politici locali, Raffaella Sensoli per grazia ricevuta e dopo il quartetto Tonini, Gnassi, Venturi, Bonaccini se l’e’ suonata e se l’è cantata con tutto l’agio possibile. Il Pubblico, al 98% demokrat, ha gradito. Strano.

Come hanno suonato? Sembrava una composizione di Nino Rota, tanto erano bravi gli interpreti. Vi dico subito che la qualità degli artisti era tale che Andrea Gnassi è apparso persino dimesso, tanto che ha rinunciato a sogni, segni e puntini adriatici. Ora però nello stile Citizen daremo un po’ di voti.

Marcello Tonini. Il primo assolo è stato il suo. Ha risposto ad accuse che nessuno gli aveva fatto e si è pure incazzato. Il nuovo Direttore dell’Ausl Romagna si è parecchio risentito perché un rappresentante dei comitati gli ha chiesto di sbottonarsi e parlare chiaro. Tonini, dopo aver più volte mimato l’atto di sbottonarsi (per me gli va dato il premio gag dell’anno), ha parlato molto chiaro, solo che ha sbagliato tema e si è inerpicato nell’apologia di se stesso, rianimatore di ponti radio e mappatore della Valle. Pare che Google stia per lanciare le Tonini Maps, applicazione per le ambulanze che non conoscono le vie della Valmarecchia. Voto 4: Fuori tempo.

Sergio Venturi. Ha difeso la scelta dell’Ausl unica senza se e senza ma, con uno stile decisamente soporifero. Il pubblico era votato alla resistenza ed ha resistito … io no. Tra una pennichella e l’altra mi pare di aver capito che fosse un intervento inutile. Non ha aggiunto, ne tolto, nulla ad un dibattito che tanto non è mai esistito. Unica nota positiva, non ha promesso nulla, almeno lui. Nella Valle ricordano ancora con malinconia quelle sostanziose promesse firmate Piva e Lombardi. Oggi hanno altro di cui preoccuparsi. Voto 5+: Agevola il sonno meglio della melatonina.

Andrea Gnassi. Il discorso non è il solito e nemmeno la verve, forse soffre troppo la presenza del pesce grosso. Bonaccini, nella tornata Regionale, gli aveva promesso un Assessore al Turismo (almeno così diceva Andrea sui quotidiani) e invece gli ha concesso un segnaposto al Bilancio. Senza il suo solito discorso, che ormai è come una coperta di Linus, è parso disorientato. Basti dire che non ha anticipato nulla della pioggia di milioni, per nevone e maltempo, che il Presidente avrebbe annunciato di lì a poco chiedendo testimonianza proprio al Taglianastri. Lui stesso, dopo aver girato a lungo attorno al concetto “#AreaVastaBella”, ha ammesso di non essersi preparato. Voto 3: Il Cane mi ha mangiato i compiti e mia nonna è morta per la terza volta quest’anno.

Stefano Bonaccini. Possiede una somiglianza imbarazzante con Benito Mussolini e mi vien da pensare che chi gli cura l’immagine abbia molto insistito sull’evitare di puntare i pugni ai fianchi. Lui non lo fa, tiene solo una mano in tasca … forse per contare i miliardi che, lui e solo lui, è in grado di far piovere sulla Regione. Dice una serie di cazzate, presupponendo che nessuno sappia niente dei fondi europei (vero) e che i terremotati ancora nelle case di plastica passino inosservati (ancora vero). Di Sanità parla poco, ma ci tiene a ribadire che lui non è li per ricevere applausi, anche se è capacissimo di procurarseli …. Lo dimostra di lì a poco quando si dice non disposto a sopportare che si usi la paura della gente per fini politici. Un’affermazione che stimola, appunto, applausi e un “BRAVO!!” senza ritegno da un fedelissimo in prima fila. Della serie “ti piace vincere facile”. Comunque l’affermazione che tutti aspettavano è arrivata: “nessuno ha mai detto che saranno chiusi degli ospedali”. Un’altra volta vero, saranno semplicemente trasformati in altro. Voto 2: ITALIANI!

Fuori concorso:

Raffaella Sensoli. Non era stata compresa tra i relatori sebbene l’emendamento che ancora da speranza agli ospedali della Valle sia proprio il suo. Dopo un paio di comunicazioni in tralice, con cui ha fatto capire che comunque zitta non sarebbe stata, gli è stato procurato un posticino (sempre fuor di dibattito). Mentre parlava ai piedi del palco, Tonini ha chiesto a Gnassi chi fosse, lui l’ha rassicurato sussurrandogli era solo una del Cinque Stelle. Già … peccato che sia anche il Vice Presidente della Commissione Sanità. Comunque Raffaella ha avuto buon intuito ed essendo in posizione tattica sfavorevole non ha affondato nessun colpo, sebbene ne avesse ben donde.  Voto 7: A Risiko a volte conviene ritirarsi.

Schermata 05-2457149 alle 15.01.06Emma Petitti. Come fa una donna a cambiare più poltrone della Minetti senza avere la stessa presenza scenica? Semplice: sta zitta e si fa i fatti suoi. L’unico sfogo che si concede è il Tag compulsivo con cui ha fatto vibrare gli smartphone di tutte le prime file (cosa che a qualcuno piace e ad altri no, dipende da dove tengono il telefono). Eppure qualcosa da dire l’avrebbe avuta giacché comunque la sua delega al bilancio era compatibile con qualsiasi discorso fatto. Voto: Non classificabile. Dovrebbe lavorare per Frau S.p.A.

Concludendo; trovo commovente come il PD continui a tranquillizzarsi da solo, ma non meno dell’atteggiamento apolitico dei comitati, formalmente giusto, ma inefficace nel risultato. Chiedere una soluzione a chi ti ha messo nella situazione contro la quale lotti è una evidente minchiata, perché presuppone l’assenza di altri interessi che non siano il bene dei cittadini. Quello è un altro pianeta.

P.S.

Vede signorina … la precedenza è un po’ come la patata, ogni tanto toccherebbe darla.” [Giuseppe Giacobazzi – dopo un incidente in Apecar]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

TRC Vincit Omnia.

Cattura1Bisogna ammetterlo. Ancora molti non conoscono il TRC, ma si è fatto decisamente poco amare da tutti quelli che hanno avuto la sfortuna di capitargli tra i piedi. Bisogna ammettere anche un’altra cosa: il Trasporto Rapido Costiero è un’opera senza senso utile, che deturpa il territorio e ha messo nei guai persino quelli che la vogliono finire a tutti i costi, ma se quella di stamattina è la massima resistenza che la cittadinanza si sente di opporre i dirigenti di AM e Italiana Costruzioni possono già tirare un bel sospirone di sollievo.

I Fatti. Dopo aver aperto una ferita di quasi 10km sul territorio che va da Rimini a Riccione, da stazione FS a stazione FS, qualcuno si è accorto che dovevano essere spostati i sottoservizi, le fogne. Nello specifico in Via Portovenere questa svista (o qualsiasi altra cosa sia) si è tramutata in un bel guaio per i residenti, che potranno entrare e uscire, dalle loro case, solo a piedi per un periodo stimato in circa un mese. Le questioni da puntualizzare sono diverse.

Lo spazio carrabile lasciato a disposizione è di 120 cm, meno di un manico di scopa. Già a causa del precedente confine di cantiere ai mezzi dei Vigili del Fuoco era inibito l’accesso, ora non possono passare nemmeno le ambulanze. Qualcuno dice che è sopportabile, altri, magari quelli con un invalido del 100% a casa, non sono tanto convinti, in ogni caso questi riccionesi di serie b si vedranno spegnere principi d’incendio con i Canadair e dovranno stare molto attenti al colesterolo per evitare infarti troppo fulminanti per essere raggiunti a piedi.

Altra singolare questione è il fatto che nessuno sembrava sapere quello che sarebbe avvenuto. Una mattina è apparso un cartello giallo con l’invito a spostare i mezzi di locomozione da casa, stop. Il Sindaco Tosi, a piene pagine di giornali, dichiara “non ne sapevo niente, ero a Milano”, esiste però un’ordinanza del 27/04 firmata dal Dirigente della P.M., Dott.ssa Graziella Cianini, che dispone quanto poi è successo ed inoltre la motivazione non lascia scampo, in quanto si parla di un lavoro che per sua natura deve essere programmato per tempo. Se qualcuno si fosse preoccupato della corretta comunicazione forse stamattina si sarebbe vista qualche lacrima in meno e qualche bestemmia sarebbe rimasta in canna, ma, nell’evidenza dei fatti (ne sono testimone) c’era molta confusione su ciò che sarebbe successo.

I casi sono due: si sapeva o non si sapeva. Sembra un’affermazione ovvia, ma anche l’ovvio nasconde conseguenze. Se si sapeva non si voleva essere scocciati per qualcosa di inevitabile. Se invece non si sapeva qualcuno ha fatto male il suo lavoro. Nel primo caso l’elettorato farà le sue considerazioni, nel secondo ci si affida alla fede, ossia è meglio pregare. In entrambi i casi questa mattina c’erano persone molto preoccupate perché pensavano di doversi guadagnare l’uscita di casa tra alberi e ringhiere, sperando di non dover muovere i residenti disabili. Non è così, i 120 cm sono miseri, ma garantiti. Per scoprirlo la Consigliera Regionale Sensoli (M5S) è arrivata sul cantiere la mattina presto, poi è ripartita lasciando un appello per il Sindaco Tosi (sperando che non sia a Milano).

Questi i fatti. Ora però vorrei concludere riprendendo la considerazione con cui si è aperto questo pezzo. La resistenza al TRC è ridicola. Sia chiaro, non parlo di resistenza alla maniera palestinese, sebbene un bel muro stile Gaza sia comunque stato approntato. Parlo della presenza, parlo di far pesare l’opinione pubblica, parlo di non pensare che i guai degli altri siano semplicemente… degli altri. Lo avevo già visto ai tempi dell’abbattimento della proprietà Moretti a Rimini, ma non solo li. Sembra che il lato opposto della strada sia un’altra dimensione, un luogo che non ci riguarda, figuriamoci quello che succede in un altro quartiere o in un’altra zona della città. E’ indifferenza? E’ rassegnazione? Qualsiasi cosa sia è esattamente quello di cui ha bisogno chi vuole portare avanti un’opera devastante come il TRC. Questa mattina c’erano degli attivisti del Movimento, una giornalista del Carlino e  quattro o cinque residenti, che comunque erano meno dei carabinieri. Questo cosa dovrebbe fermare?

P.S.

Mentre me ne stavo andando ho avuto un’idea geniale per ovviare alle difficoltà dei mezzi di soccorso sanitario. Si potrebbero istallare delle catapulte nei cortili per lanciare chi ha bisogno di soccorso alle spalle dei condomini, dove la strada è ancora praticabile. Prima di dire che si tratta di un’idea assurda affacciatevi alle finestre e date un occhio a cosa vi hanno costruito davanti casa.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Suona e scappa.

suona e scappaLo dico subito. Intendo fare pressione sulla Giunta perché sia garantito il diritto delle nonne di fare la maglia al parco. Come dite? Ovvio che si può?! Eh no, con l’attuale Primo Cittadino, dovreste saperlo, le cose ovvie sono solo quelle che lui ratifica.

Mi riferisco alla lettera agli Amministratori di Condominio con cui si modifica (?) il Regolamento della Polizia Municipale, per fare in modo che i bambini possano usare i cortili dei condomini per giocare. E’ un’altra Gnassata o il povero Andrea è stato un bambino infelice e non ha mai saputo che dall’Antica Roma i bambini fanno un po’ come cazzo gli pare.

La ragione più ovvia a questa lettera è la figura barbina, votata di recente in Consiglio Comunale, con cui attualmente ci dovrebbero essere degli agenti della Municipale che chiedono i documenti a bambini che giocano a palla, per capire se hanno l’età per farlo o meno. Per inciso: una cappella elettorale di dimensioni enormi.

Potrebbe anche essere però che il Sindaco non abbia vissuto la sua infanzia in maniera adeguata e il suo percorso di vita (suo e dell’Assessore Sadegholvaad) non l’abbia portato a relazionarsi con degli infanti. Giacché chi vi scrive ha vissuto una bella infanzia con ginocchia sanguinanti ed anziani sequestratori di palloni, proverà ora in poche righe a spiegare quel periodo di vita ai dispersi nello slogan.

I bambini, tutti i bambini, se non soverchiati dalla prepotenza degli adulti educatori, sono dei fuorilegge. Non temono i richiami dei loro genitori, le massime autorità per quanto ne sanno, figuriamoci se hanno in mente cose come regolamenti condominiali o comunali. Nel loro mondo la relatività comanda, oggi possono essere guardie, domani ladri, con la costante di essere sempre degli eroi. E’ normale che sia così … v’è un’energia spettacolare che nasce dalle loro menti: si chiama fantasia e li porta continuamente a truffare la realtà adulta. Anche le bambine più composte e leziose sono in realtà delle millantatrici che si spacciano per principesse, dame del te’ e grandi cuoche.

I bambini sono anche drogati di adrenalina. Più un anziano (che per loro sono semplicemente tutti quelli che non giocano più) si dimostra astioso e vendicativo, più gli vanno a suonare il campanello, per il brivido di una fuga rocambolesca e questo  si fa che sia vietato in un regolamento o meno. Quanto dura quest’età? Il limite è l’inizio dell’epopea dell’innamoramento, quel periodo cioè in cui il demone ormone li guiderà verso i più grandi problemi dell’esistenza comunemente intesa. Allora palloni, finestre rotte e campanelli perderanno il loro fascino e le divise acquisteranno importanza solo per quello che nascondono nelle tasche.

Capisco che gli Amministratori di questa città facciano molta fatica a capire quanto sia incontenibile la fantasia, semplicemente perché ci hanno poco a che fare, ma, anche ammesso che un regolamento simile sia inteso come protezione dell’infanzia, non esiste niente che possa normare l’uso di un cortile o l’attrattiva di un’arrampicata pericolosa.

Ammesso e non concesso che questi abbozzi siano un tentativo di dare una città migliore ai bambini riminesi anche stavolta, come tutte le altre, si sta guardando nella direzione sbagliata. Per salvaguardare l’infanzia bisogna eliminare il degrado … il che non significa più rotonde per tutti.

P.S.

Canta pure, Grillo mio, come ti pare e piace: ma io so che domani, all’alba, voglio andarmene di qui, perché se rimango qui, avverrà a me quel che avviene a tutti gli altri ragazzi, vale a dire mi manderanno a scuola, e per amore o per forza mi toccherà a studiare; e io, a dirtela in confidenza, di studiare non ne ho punto voglia e mi diverto più a correre dietro alle farfalle e a salire su per gli alberi a prendere gli uccellini di nido.”  [Pinocchio – Carlo Collodi]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Dieci Piccoli Indiani

5b5c10f7fe06d31e77fe35c202238a79_XLBersani, Bindi e Cuperlo assaggiano un po’ della famosa democrazia del loro Partito. Così come pochi avevano deciso che la loro poltrona in Parlamento doveva essere garantita da un posto da Capolitsta, magari in Calabria, pochissimi decidono (anzi uno solo) che devono momentaneamente togliersi di torno.

Il loro torto? Fare parte dei Dieci Piccoli Indiani, dieci piccoli dissidenti che, improvvisamente, si sono accorti di non essere a  casa loro, all’indomani della cacciata dalla Commissione Affari Costituzionali . Faccio ovviamente riferimento al capolavoro di Agatha  Christie, il cui titolo originale veste ancora meglio la vicenda: …E poi non rimase nessuno.

V’è però una grande differenza con il citato classico del giallo. Nella storia originale i protagonisti cercano di capire chi li uccide uno alla volta, nella sua versione parlamentare l’assassino è noto dall’inizio e sono stati  già tutti fatti fuori da un pezzo. L’unico aspetto thriller è l’attesa di veder spuntare in loro un po’ di amor proprio, che al momento è evidentemente sostituito da altre considerazioni.

Ora la riflessione più appropriata non è capire cosa faranno i dieci piccoli indiani, vista la loro evidente ininfluenza politica. La cosa più importante da chiedersi è cosa dia tutto questo potere a Matteo da Firenze. Finita la luna di miele con i suoi compagni di partito (con gli altri non c’è mai stata) pare evidente a tutti, persino al piddino della strada, che il Premier rispecchia ne più ne meno il comportamento di qualsiasi altro suo predecessore:

  • Quelli prima di noi hanno fatto un casino.
  • Adesso in quattro e quattr’otto metto apposto io.
  • Siete solo capaci di criticare, ma non fate proposte.

Come da manuale. Tra l’altro la sua qualità più caratterizzante (fin dal liceo le sparava così grosse che lo chiamavano “il Bomba”) è stata applicata pari pari a tutta la legislatura, producendo effetti devastanti sull’elettorato di tutti.  Nessuno vota più…. Se non qualche anziano a causa di un riflesso compulsivo a votare qualcosa che almeno nominalmente si dichiari di sinistra. Pare che, data l’età media dei votanti,  per le prossime elezioni stiano organizzando l’Exit poll con il morto.

Cosa caspita lo mantiene dov’è con la convinzione di un Kamikaze che sta picchiando contro una portaerei e con la stessa voglia di trattare? E’ sicuramente vero che questo è un Parlamento di precari e che, mandati alle elezioni, molti farebbero fatica a passare la soglia di qualsiasi sistema elettorale (anche se lo chiamassero Unatantum),  non è che tutti si possono giocare il jolly come Casini.

Chi mai si prende la responsabilità di traghettare i ParlamentarPrecari fino al vitalizio? Civati è troppo indeciso, Cuperlo è troppo gentile, a Bersani sfugge la metafora e Bindi abbaia, ma non morde. D’Alema? A Massimo una cantata sotto il chiaror di luna Ischitana, tra un libro mediocre e una bottiglia di buon vino, ha fatto cambiar idea.

Il Bomba è praticamente senza rivali, ma una guida la deve avere… le mosse sono troppo perfette per essere frutto della mente di uno che vive di atteggiamenti. Prendete Mattarella ad esempio, un uomo che trova sconveniente esprimersi senza leggere e che non ha nulla da obbiettare sulla dipartita dei dieci piccoli indiani, sebbene costituzionalmente si sarebbero potuti rimuovere solo per rinuncia o per passaggio ad altro incarico. Tutto troppo facile.

Nelle ultime pagine di quest’ennesimo giallo della Politica Italiana non ci dovrebbe essere la fine annunciata dei dissidenti per inedia, ma l’identità del genio che si nasconde dietro Matteo da Firenze, questo sì che sarebbe da leggere.

P.S.

Come si fa a distinguere il caos da un piano molto ben congegnato? Nel  vero caos nulla si ripete,  tantomeno  nello stesso effetto. La distruzione del nostro Paese è un piano… e sta riuscendo perfettamente.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Se non ci fossero i Gufi sarebbe pieno di sorci.

web-Owl-with-mouseDue cose sono fondamentali nell’affermazione politica. La prima è la rete di relazioni che il professionista politicante sa creare tramite promesse, patti, ammiccamenti, partecipazioni e sostegno (soprattutto a parole) sui temi che smuovono di più le pance dell’elettorato. La seconda è l’arte della comunicazione di massa.

Le due cose sono profondamente legate poiché, una volta che i propositi dimostrati verso qualsiasi cosa avranno portato l’Homo Politicus ad ottenere la sua posizione, bisognerà scegliere quali promesse mantenere. Molte saranno confliggenti e, va da sé, saranno onorate solo quelle fatte a chi ha seriamente la possibilità di riscuotere il credito. Facciamo un esempio? Hera, Cagnoni, etc. … scoperta l’acqua calda.

Un po’ meno banale la considerazione di quello che bisogna fare per camuffare la propria inadempienza e qui entra in gioco l’arte della comunicazione. Ovviamente si apre un mondo di possibilità, ne elenchiamo alcune a beneficio d’inventario.

  1. Brandizzare qualsiasi cosa. La tecnica è semplice. Le informazioni arrivano alla mente umana tramite tre canali: visivo, auditivo e cinestetico (il complesso delle sensazioni del corpo). La memoria dedica mediamente percentuali molto più alte al canale visivo (circa l’80%). Una furba operazione identitaria farà ricordare un marchio di fabbrica a dispetto di quello su cui è stato apposto. A Rimini per esempio ci sono i “Colori Pop”, avete presente? Quelle 4 righe colorate apposte ovunque, anche sui cestini del centro. L’effetto massivo sarà quello di un’Amministrazione molto indaffarata … poco importa se i cestini c’erano già.
  2. Creare Mantra. La gente (in generale) non ha molta voglia di approfondire e ambisce al galleggiamento. Contrariamente a quello che si pensa le persone preferiscono credere che giudicare, in quanto la seconda pratica necessita di impegno extra alle proprie necessità immediate. A nessuno però piace essere considerato passivo e, qui sta il trucco, basta dargli qualcosa da ripetere, qualcosa di semplice, convincente, ma soprattutto che non faccia uscire dalla zona comfort.  Un paio esempi il linea generale: “noi facciamo, gli altri gufano”, “ci criticano, ma non fanno proposte” e declinazioni varie.
  3. L’annuncio. E’ una delle tecniche più antiche della politica e si tratta di una pubblica dichiarazione d’intenti. Si usa ripetere questa tecnica a cadenze regolari e a quotidiani riuniti. E’ importante creare un’epifania, un momento di rivelazione, un indizio che le cose si stanno muovendo per il verso giusto. Nel momento in cui questo non accade deve intervenire un nuovo annuncio.
  4. Panem et circenses. Questa se non è la più antica poco ci manca. Già l’Impero Romano distraeva il suo popolo con giochi, distribuzione di generi alimentari e terme pubbliche. Nel corso del tempo la tecnica si è modificata magari sostituendo i gladiatori con le squadre di calcio e le terme con 80 euro … anche se a dire il vero le squadre di calcio ultimamente non sono un gran che, sarà per questo che il Parlamento è diventato un’arena dove non si risparmiano schiaffoni nemmeno alle donne.
  5. Parassitismo. Non so se lo avete notato, ma le idee buone sono sempre di chi sta parlando e le colpe sono sempre di chi c’era prima (a volte anche di chi non c’è mai stato). Il fatto è che le idee, perlomeno quelle spendibili con l’elettorato, sono le medesime dalla seconda guerra mondiale: una ricetta fatta di sacrificio e riorganizzazione per poi avere tutti un bel posto di lavoro. Questo parassitismo ideologico è un vero e proprio abito mentale per il politico ed è inevitabilmente declinato anche a concetti più basici, anche perché l’annuncite bisogna pur alimentarla con qualcosa.

Questa è un’analisi superficiale, ma serve a delineare un perimetro e possibilmente accendere consapevolezza in quelli che ripetono come ebeti che chi critica è un gufo, dimenticando che se non ci fossero i Gufi sarebbe pieno di sorci. La Critica, così come il diritto di cronaca, è prevista e difesa dall’Articolo 21 della Costituzione Italiana … sostituire un articolo della costituzione con la parola “gufo” non è solo semplicistico, ma da imbecilli.

Per completare la funzione di queste poche righe andremo ora ad usare la cornice creata per inquadrare la realtà che meglio conosciamo: l’inefficacia amministrativa dell’attuale Giunta Riminese. Non vi preoccupate però, basteranno ancora pochissime righe.

Non ho idea di quanti siano quelli che ancora credono che a riempire il primo fine settimana di luglio sia la Notte Rosa, ma pare del tutto evidente che si cerchi incessantemente di porre il marchio su tutte le cose che funzionano già da sole. Com’è anche piuttosto evidente che le iniziative festaiole su cui ci si concentra di più, nonostante necessità turistiche e destagionalizzazione, sono quelle rivolte ai riminesi intesi come elettorato.  I più consapevoli, o i meglio informati, non fanno molta fatica a vedere annunci che appassiscono con lo scorrere del tempo, persino gli annunci di cose già fatte: “sono andato a pretendere il lungomare”, quando era già previsto il Federalismo Demaniale, “Sta arrivando la rotonda di via Montescudo”, già prevista da Anas, che sta aspettando da una vita l’espletamento delle procedure sul territorio.  Ovviamente chi poi perde fiducia, o semplicemente affronta l’annuncio in assetto vigile, è uno che vuole la catastrofe. Una considerazione puerile di per sé, ma basterebbe vedere cosa e quanto si è realizzato, che non sia stato parassitato,  per capire chi porta a casa la pagnotta.

Le Fogne sono un pacchetto chiavi in mano fornito da Hera, che pagheremo nelle tasse e nelle bollette di tutta la Provincia e per le quali Lupus in Fabula aumenterà la sua egemonia. Il Fila Dritto è un nome piuttosto stupido per chiamare le rotonde, strumento inventato negli anni ’60 per eliminare i semafori. L’Aeroporto è stato riaperto da un’azienda privata che l’ha ottenuto in saldo, dopo che i soci pubblici l’hanno fatto fallire. Per capirci… le stesse persone che oggi bagnano di lacrime e champagne le fragole offerte allo sparuto gruppo di viaggiatori russi zero cost. Va da sé che le lacrime sono tributo, assieme alle preghiere, alla salvezza delle terga. Le feste, Al Meni, Molo, sembrano opportunità per un gruppo piuttosto selezionato d’imprenditori. Acquarena è una pausa nella “guerra al cemento”(?) per salvare il Palas, monumento della sottomissione al Faraone TutanKagnon.

Questa è l’azione amministrativa di cui questa Giunta si vanta. Dimenticavo, hanno costruito anche due scuole. Azione meritoria, se non fosse per il fatto che rinunciando all’affitto del Seminario (17 milioni di Euro) potevano costruirne diverse di scuole nuove, risolvendo i problemi di anzianità delle rimanenti. Per il resto questa formazione è stata molto attenta a non disturbare poteri assodati, le famose promesse che si è obbligati a mantenere, non certo quelle verso la popolazione.

Concludiamo questo mini trattato sull’adolescenza politica portando un esempio del punto numero 5, che però contiene anche tutti gli altri punti sopra elencati. L’annunciato permesso di frazionamento degli appartamenti di grandi dimensioni in centro, attribuito allo Sblocca Italia, è in realtà una della 3 delibere presentate dal Movimento 5 Stelle di Rimini  e approvata il 17 ottobre 2013. La supercazzola con la quale l’Assessore Biagini ha cercato di rivendicarne la paternità cerca di girare attorno ad uno spaventoso buco democratico e istituzionale: un anno e sei mesi di assoluto silenzio su ciò che il principale organo normativo territoriale aveva approvato, quando, per regolamento, in 30 giorni sarebbe dovuto tornare in Aula. Un anno e sei mesi.

P.S.

Ma quando cominciano a fare la piramide a Cagnoni? No perché… ha una certa età.

 05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a@DadoCardone

Share

Beppe Grillo: ancora sotto sequestro.

provaNiente. Grillo ancora non l’hanno liberato.

C’era stato un barlume di speranza giorni fa. Qualcuno, cercando di farlo sembrare di nuovo libero, gli aveva attribuito  le parole di Tao Te Ching:

“Il Cielo e la Terra non usano carità, tengono le diecimila creature per cani di paglia. Il santo non usa carità tiene i cento cognomi per cani di paglia”

Le stesse parole di un post del 2007. Uno dei post di quando il blog non era ancora “Il Blog”, che a vederlo oggi con zero like e zero tweet ha un non so chè di strano.  Più indietro quasi non potevano andare per farlo sembrare ancora libero, ma poi hanno fatto l’errore di usare una tragedia con 150 morti per criticare Renzi … e allora pensi: “No … Beppe non può essere così coglione … sicuramente non è lui.”

Noi di Citizen lo avevamo già denunciato tempo fa, ma nessuno ci aveva creduto. Beppe Grillo è stato rapito, ormai sono mesi, provate a negarlo adesso. Dite di no? Più di quarant’anni di giri di parole, doppi sensi, controsensi, costruzioni dialettiche capaci di creare in pochi anni un primato storico nella politica italiana, capace addirittura di trovare il giusto posto persino a un Vaffanculo di massa …. tutto dimenticato in un unico post che manco un piddino dopo un acido avrebbe prodotto?

No. Non ci crediamo. I rapitori, poi, per coprire il danno, ne ha fatto uno peggiore, perché l’errore può capitare, ma è l’insistenza che magnifica il  vero imbecille. Sulla parte destra del Blog c’è un richiamo di Tze Tze con la risposta di un utente a Grillo, (perché ovviamente i commenti che pacatamente parlavano di cattivo gusto non erano papabili). La dirimente risposta che ha meritato l’estrazione è quella  di un tale che cita  Bersani che paragonava Berlusconi a Schettino. Secondo il sequestratore dunque il nostro (nostro del Movimento) termine di paragone è Bersani.  Se lo “Smacchiatore” dice una cagata, possiamo anche noi. Bene. Sdoganata la demenza senile.

Aiutateci. Stiamo disperatamente cercando tracce di Beppe. Non sappiamo dove sia, ne chi siano i sequestratori, anche se bisogna ammettere  che quel tale con le sopracciglia depilate che appare in ogni pagina del Blog ci mette una certa inquietudine.  Ne va del lavoro di tantissime persone. Avevamo provato a chiedere di quantificare il riscatto, ma evidentemente Beppe  fa troppo ridere e se lo vogliono tenere prigioniero.

Nell’ipotesti che non venga più restituito alla libertà ci permettiamo di dare un consiglio ai rapitori per una giusta imitazione, poiché se imparate a farlo bene c’è caso che anche noi ne abbiamo vantaggio. Beppe Grillo è un uomo di enorme successo e realizzazione, mentre il post che vi ha fatto scoprire è chiaramente produzione di un ometto frustrato. Se non avete nessuno con la stessa attitudine mentale, non è necessario liberarlo, ma almeno dategli un pezzo di carta e una penna no!? Di cosa avete paura.. che possa segretamente inserire nei post indicazione in codice del luogo in cui è rinchiuso?

P.S.

Volevo citare un cinese anch’io: L’errore non è nel fallimento, ma in uno scopo meschino: nelle grandi imprese, la gloria viene anche dal fallimento. [Bruce Lee]

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a@DadoCardone

Share

Bastava un grillino.

regione13Una piccola premessa. Ho sempre sostenuto che l’approccio del cittadino con le Istituzioni è inibito da una specie di soggezione ereditata dal passato. Una volta, quando la politica era un’ indecifrabile stele che pochi sapevano leggere, questa suggestione aveva anche motivo di esistere. Oggi però le cose sono diverse. Se pensate che, per fare un esempio, il rappresentante medio di un Consiglio Comunale va dalla truffa accaparra gettone al semplice ruolo di segnaposto, capite bene che bisognerebbe riconsiderare la questione.

Ho citato il Consiglio Comunale e mi sovvengono immediatamente eletti (?) del calibro di Bertozzi, Morolli, Galvani, dediti perlopiù all’incespicamento neuronale e , ne converrete, se mai ci fosse stato un sentimento di soggezione passa all’istante.  L’esempio si ripete come in una specie di frattale da Matteo Renzi, con il suo Governo di precari, alla Regione, con Aree Vaste di cui nessuno ha pianificato nulla (se non le poltrone).  Quello che servirebbe dunque è solo un po’ di attenzione in più da parte dei cittadini per i propri interessi.

Nei giorni scorsi la Consigliera Regionale Raffaella Sensoli, del Movimento 5 Stelle, è stata oggetto di un’inusuale attenzione da parte di diversi utenti social media. Il Consigliere in questione è Vicepresidente della Commissione Regionale sulla Sanità, quella sanità in cui ci vantiamo di essere i migliori, ma che anche qui in Emilia Romagna nasconde dei sostanziosi ossari negli armadi (vedi l’Arcispedale di Cona). Le attenzioni, da Comacchio a Rimini, puntavano, com’era facile leggere tra le righe, alla delegittimazione … a dirla proprio tutta era più che altro un’azione sconclusionata portata avanti da teste di rapa, facile da parare anche per chi è appena entrato nei giochi della politica.

La domanda però, al di là dell’azione sminchiata, resta. Perché tanta attenzione? L’arcano (chiamiamolo così se no poi si deprimono del tutto) era la seduta di ieri mercoledì 25 marzo. All’ordine del giorno tre risoluzioni sulla Sanità. Una della stessa Sensoli, che, secondo la Decreto Balduzzi, vuole l’applicazione delle norme che si applicano alle aree “disagiate” per l’ospedale di Novafeltria, una di Galeazzo Bignami che chiedeva la stessa cosa per l’ospedale Franchini di Santarcangelo e una del PD che vaneggiava di percorsi partecipati e non altrimenti identificate supercazzole. Sugli spalti una delegazione del Comitato nato per protestare contro la chiusura degli ospedali in questione. In Parole povere si parlava di casi specifici che l’Auslona fa fatica a prevedere in quanto malcelato Risiko di poltrone.. per il resto: Sticazzi.

Quello che forse avevano previsto, ma che sicuramente non hanno saputo arginare, è stata proprio la tempra della Sensoli che dalla mattina, alla chiusura dei lavori, ha rintuzzato e delegittimato qualsiasi tentativo di menare il can per l’Aia, alzando i toni, sventolando prove, denunciando le manovre e provocando ovazioni da parte del pubblico intervenuto. Dall’altra parte Pruccoli che cercava correttezza politica nelle crepe del PD e Nadia Rossi che faticava a tenere il segno di quello che le avevano scritto.

A conclusione della giornata, dopo aver denunciato il depotenziamento del San Camillo di Comacchio per coprire lo scandalo di Cona, usato le dichiarazioni del Megadirigente Carradori per dimostrare che non esistono piani di programmazione ospedaliera ed aver battibeccato fuori e dentro i microfoni con Bonaccini, Raffaella è riuscita a farsi votare all’unanimità l’emendamento da lei proposto e a far prendere al Presidente della Regione l’impegno di non permettere la chiusura per gli ospedali della Valmarecchia.

Ecco fatto. Come si diceva, all’inizio di questo pezzo, la soggezione nei confronti di questa classe politica è decisamente malriposta. Cresciuti nell’assenza totale del confronto, fanno il gioco di qualche vecchio marpione che distribuisce poltrone e potere, mentre tutti si limitano ad un dannoso mantenimento dello status. Ogni volta che vengono affrontati si sgretolano, basta un grillino … anche se questa volta era una grillina, che ha fatto strabuzzare gli occhi a tutto il Parlamento Regionale.

P.S.

#DajeRaffa

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

La trincea del PD.

La grande GuerraSabato pomeriggio a Novafeltria si è riunito un convegno,  per amministratori e cittadini, dal tema: Fusione dei Comuni della Valmarecchia. L’incontro ha avuto come cornice la scuola superiore “Tonino Guerra” e al termine gli studenti, dell’indirizzo Enogastronomico, hanno predisposto anche un aperitivo con varie degustazioni … cosa che l’Ex Consigliere Regionale Marco Lombardi ha molto gradito (vediamo chi la capisce).

Quello che ci preme però non è sottolineare gli appetiti del miglior cliente del Novecento, ma la pattuglia Demokrat  schierata al completo, manco fosse l’anniversario dell’invenzione del vitalizio. Petitti, Arlotti, Pruccoli, Rossi, c’erano proprio tutti, ci si sarebbe aspettati di vedere da un momento all’altro anche Bonaccini, ma vallo a strappare alle TV.

Il motivo dell’affollamento, che a me personalmente ha provocato un sentimento misto tra narcolessia e perdita di fiducia nell’umanità, è stato per i più di un’ovvietà disarmante. L’Unione del Comuni, quella sì promossa dal PD, è fallita miseramente, ora che comitati di cittadini hanno fatto piani di Fusione è necessario metterci un bel cappello sopra. Già visto, ma a questo punto molto necessario data anche la vertiginosa caduta di iscritti.Come si difende l’avamposto Rosso (stinto)? Gli interventi del plotone Demokrat volevano banalmente far passare la spinta all’Unione come lavoro propedeutico alla Fusione, salvo poi fare a meno di spiegare come mai non vi sia un progetto chiaro da presentare alla cittadinanza. Quanti devono essere questi comuni da fondere? Tre, Quattro, Sei , Dieci? Quanti?

La teoria di alta scuola politica di Tiziano Arlotti, “Piuttost che nient l’è mei piuttost” (l’ha detto veramente), ha lasciato perplessi molti. Tra quelli che hanno storto la bocca i ragazzi del Movimento 5 Stelle della Valmarecchia, che hanno già sperimentato una fusione (quella dei Meetup) propedeutica ad unire gli sforzi per un obbiettivo, promuovere la fusione solo dei Comuni dell’Alta Valle, più simili per tradizione, cultura ed economie. Altra precisazione è arrivata dalla Consigliera Elena Vannoni, di Novafeltria, secondo la quale l’inclusione di Comuni troppo grossi e dalle aspettative diverse potrebbe spostare indebitamente l’asse del potere. Proprio un lavoro da PD.

Chi vi scrive ha trovato patetica la propaganda, recitata peraltro ad amministratori del Partito Democratico, prospettante la Fusione come un “successo” accomunabile a quello delle Aree Vaste, che poi sarebbe proprio questo il pericolo. Se fanno le cose bene come nella  Sanità c’è da cominciare a pregare. Come al solito poche idee, ma molto confuse. Una su tutte: Municipi al posto dei Comuni mantenendo praticamente le stesse funzioni e dunque lo stesso personale. Praticamente un trucchetto per aggirare il patto di stabilità e null’altro.

P.S.

La Petitti, che ormai ha cambiato più posti di un lavoratore interinale (con retribuzione decisamente diversa), è stata estremamente vacua. Se si cambia troppo spesso letto si perde il sonno, chissà cosa si perde invece cambiando troppo spesso le poltrone.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Cona, il tunnel degli Orrori.

IMG_4007Dunque un commento Onorevole Sarti..?” – Giulia scuote la testa. Non perché non ha niente da dire, ma perché non crede a quello che ha visto. Ha appena finito, con Raffaella Sensoli, Vice Presidente della Commissione Sanità della Regione, il giro nei tunnel di servizio del Sant’Anna di Cona ed ha visto cose ….

Procediamo con ordine. L’ospedale di Cona è uno scandalo italiano di dimensioni enormi che stenta a uscire dalle cronache di Ferrara e, in una società dove si chiede a Schettino un selfie davanti alla Costa Concordia, si tratta già di un bell’indizio. Ventidue anni per costruire un ospedale sovradimensionato rispetto al suo bacino d’utenza, con un costo ufficiale di 301 milioni di Euro e 900 milioni di spese non previste e “no core” (non relative al servizio sanitario in senso stretto come le pulizie).

Tutto qui? No. Ci sono indagini parlamentari invocate già nel 2011 che cadono nel dimenticatoio e processi archiviati che vengono riaperti sotto altra forma. Non basta. Ci sono anche 150 intercettazioni telefoniche, scremate da 100 mila, trascritte e volute dalla Procura  perché “di grande interesse” che però sono top secret, mai rese note ne citate durante il dibattimento processuale.  Tra le poche trapelate ce n’è una che fa male.

“Dobbiamo finire in fretta quest’ospedale, la Regione mi ha detto basta varianti perché sennò non lo finiamo più.”

Le parole sono di Marino Pinelli, Responsabile Amministrativo del Sant’Anna, già condannato in abbreviato ad un anno per abuso d’ufficio. D’ipotesi su questa singola frase se ne possono fare molte. Farsi domande non è reato. Chi è l’interlocutore di Pinelli in Regione che dice basta varianti? Perché dice basta? E’ un numero che può variare oppure in 22 anni di costruzione, preliminare, definitivo ed esecutivo avrebbero dovuto rendere il numero delle varianti piuttosto certo?

Sembra non avere dubbi in proposito Francesco Rendine, candidato Sindaco per GOL (Giustizia Onore e Libertà)e fondatore del Comitato Civico SoS Sanità. Alla decisione del tribunale di non rendere le intercettazioni parte integrante del processo commenta così: “Ai Carabinieri non è stato consentito di testimoniare sui contenuti di molte intercettazioni nelle quali sarebbe ben descritto il contesto ambientale, dove emerge la vera natura dei rapporti tra Presidente della Regione, Sindaco, dirigenti pubblici e delle imprese intervenute nella costruzione e nella gestione di Cona”.

CatturaUna cosa è certa. Questa storia provoca un sacco di dubbi riguardo alla vera utilità di questa struttura. Visitandolo si capisce che le sue dimensioni enormi non sono certo a beneficio dell’utenza, la quale si conta in numero molto inferiore a quello che servirebbe per riempire un ospedale che è probabile si veda anche dalle stazioni orbitanti attorno al pianeta. Gli stessi dubbi sono sicuramente venuti anche a Giulia Sarti e Raffaella Sensoli, le prime due entità politiche ad essere scese ufficialmente nei meandri del labirinto di Cona. Usiamo la parola “ufficialmente” perché sia Balzani che Bonaccini, ai tempi della campagna elettorale, hanno fatto una visitina da quelle parti per parlare di Sanità e riteniamo improbabile che nessuno si sia preso la briga, se non di mostrare, almeno di parlare del “tunnel degli orrori”. Se la notizia è stata data, i due candidati hanno fatto in fretta a dimenticarsene.

IMG_3859L’ispezione ai tunnel di servizio dell’Arcispedale (così lo chiamano) Sant’Anna è fondamentale per capire di cosa stiamo esattamente parlando. La zona di Ferrara è nota per essere terra rubata al mare e bonificata dagli Estensi. Il luogo dove sorge l’immensa struttura è conosciuto come “Fondo Morte”, una buca talmente ricca d’acqua che all’ospedale, il cui piano interrato e quasi 5 metri sotto il livello di Cona, sono necessarie idrovore e numerosi altri accorgimenti che fanno lievitare il costo delle spese extra sanitarie, pare a 53 milioni di Euro l’anno. Qui però c’è anche il corto circuito tra come dovrebbe essere stata realizzata l’opera e la realtà oggettiva in cui si trova. Sembra, ma ne avremo la certezza solo alla sentenza del processo celebrato proprio in questi giorni, che l’ospedale poggi su calcestruzzo con una vita pari alla IMG_3863metà di quella che sarebbe obbligatoria per un’opera pubblica (100 anni). Andando a visitare i tunnel di servizio, in cui sono ubicate cucine e lavanderia, ci si trova di fronte ad una pannellatura che sembra avere l’unico scopo di coprire i muri. Quello che i pannelli non coprono è inquietante. Le pareti sono drenate con dei buchi in cui sono inseriti imbuti attaccati al classico tubo di gomma da giardino che vanno a finire in chissà quale raccordo o grondaia interna. Non stiamo scherzando. Imbuti, proprio come quelli che si userebbero per travasare del vino e pare ce ne siano circa 300. Lungo il percorso spettacoli cromatici che vanno dal giallo, al verde acido, al rosso ruggine … tutta roba che cola. Ammettiamo di non essere esperti di muffe e affini, ma di certo non vorremmo quello che si vede lì vicino alle nostre cucine.

IMG_3909Ora. E’ umanamente comprensibile la dichiarazione del Direttore uscente dell’ospedale, Gabriele Rinaldi, che rassicura sulla stabilità della struttura e che garantisce essere già prese le necessarie contromisure contro le infiltrazioni, ma noi saremmo proprio curiosi di sapere se, in una qualsiasi fase progetto,  fossero stati contemplati degli imbuti da travaso e  sotto quale voce sono stati inseriti nel project financing. La cosa singolare è che, abbiamo controllato, il masso di calcestruzzo benedetto da Papa Wojtyla negli anni ’90, in effige di prima pietra della costruzione, era di calcestruzzo a norma.

Le due portavoce del Movimento 5 Stelle, nei loro rispettivi ruoli, Sensoli  come Vice Presidente della IMG_3920Commissione Sanità e Sarti come Parlamentare membro della Commissione Giustizia, uscite dal tour di Cona hanno manifestato l’intenzione di andare a fondo nella questione. Entrambe sono concordi ci sia molto da portare ancora alla luce, quello che hanno visto stride in maniera insopportabile con ciò che la Regione definisce un esempio per la Sanità Nazionale.

P.S.

Che la questione sia un imbarazzo per la Regione (e di conseguenza per il Partito Democratico) è facilmente intuibile dall’excusatio non petita dell’Ex Assessore Melucci, che si scompone su La Rimini che Vorremmo nel tentativo di far sembrare la questione un problema Italiano e non Regionale. Prima posta un articolo del Fatto del 2011 in cui un Parlamentare PDL chiedeva indagini su Cona, poi, evidentemente rendendosi conto che qualcuno avrebbe potuto chiedere che fine abbia fatto quella richiesta, visto che da quella data il Governo è PD, ha tolto il link e si è espresso in un post personale. Continuano a dirmi che è furbo … sarà la tecnologia che lo mette in imbarazzo.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Acqua Pubblica? La pioggia non basta?

acquaCome volevasi dimostrare. Questa volta però non ci sentiamo bravi. Il cammino verso la gara pubblica per l’assegnazione dell’acqua a Hera procede senza intoppi, ma anche senza particolari colpi di genio da parte dei suoi sostenitori. A Rimini non v’è certo astuzia politica, già prima scarseggiava, ora però, ispirati dal Renzi nazionale che tiene per i cosiddetti un Parlamento di precari, si va tranquillamente avanti a colpi di maggioranza, senza alcuna considerazione dei rispettivi ruoli di garanzia.

Parliamo del Consiglio Tematico sull’Acqua Pubblica, quello prima irritualmente inserito come fosse un punto di un normale Consiglio Comunale e poi spostato su richiesta di Galvani, firmatario poco convinto. Il vantaggio di Savio? Non trenta danari, ma la possibilità di produrre un ordine del giorno che la maggioranza potesse votare senza incorrere in pericoli di riapertura della discussione.  Il punto è e rimane che un Referendum ha stabilito che dall’acqua non si potesse trarre profitto, ma questo non è un problema del Partito Democratico. Adesso poi che abbiamo dichiarato guerra alla Libia non è che ci possiamo perdere in pinzillacchere …. Dobbiamo vincere “E VINCEREMO!” (cit.)

Lasciando però perdere per un attimo il PD e le sue aspirazioni politiche vorremmo sottolineare il comportamento di Savio Galvani e Sara Visintin i quali, dopo aver preso tutti i vantaggi elettorali possibili dalla battaglia in oggetto, hanno scaricato questione e coscienza con posizioni farlocche, neppure troppo astute. Il loro gioco si è basato integralmente su un ordine del giorno che parlava (come avevamo anticipato una settimana prima) di “percorsi partecipati” e studi di fattibilità. Domanda: ma un Assessore che ha basato le sue fortune (?) politiche sulla ripubblicizzazione dell’acqua, a quasi quattro anni dall’inizio del mandato, non dovrebbe averli già nelle mani questi studi? Ricordiamo che a Luglio Atersir (Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti) deciderà se mettere a gara (o meglio di mettere a gara) la gestione dell’acqua.

Gli attacchi più duri si sono consumati proprio all’indirizzo dell’Assessore all’Ambiente che, con espressione visibilmente trasfigurata dallo stress, ha risposto nel peggior modo possibile. Un lungo intervento in cui ha parlato di acqua forse negli ultimi due minuti, ma che per il resto ha dipinto come suoi interventi platealmente facenti parte del pacchetto “Hera chiavi in mano”. Come le fogne.  Dell’acqua ha semplicemente detto che ci sono degli studi e che era tempo di approfondire sulla possibilità di gestirla “in House”. Gli studi devono essere segretissimi, giacché nessuno li ha mai visti nemmeno in Atersir , e il tempo di approfondire è più scaduto del tempo delle mele.

Insomma il dado è tratto. Il Consiglio Comunale, grazie alla manovretta del partituccio stampella, è fuori dai giochi. A nulla è valso nemmeno il sub-emendamento del Movimento 5 Stelle che impegnava a tempistiche certe e “amici” Hera fuori dagli studi di fattibilità. Bocciatura telefonata. Il PD era così poco preoccupato di eventuali colpi di scena che il Primo Cittadino ha persino trovato il tempo per sgridare il suo capogruppo, Mattia (Sitz!) Morolli, su altre questioni. Davanti a tutti. Giusto per far capire che le crocchette le compra lui.

irina imolaA battaglia persa non rimane altro che assegnare la Legion d’Onore a chi se la merita. La prima citazione è per Fabio Pazzaglia che dopo un periodo di lieve appannamento è ritornato perfettamente al centro del suo ruolo, anche con un certo piacere rispetto alla puzza d’incoerenza che arriva dall’altra sponda. La seconda citazione va a Gianluca Tamburini che interpreta il ruolo da capogruppo alla perfezione, trattenendo i suoi fino a quando non si vede il bianco degli occhi del nemico e lavorando ai fianchi l’assessore di turno nei fuorionda di Icaro TV. Menzione d’onore anche per Samuele Zerbini che voleva il NO al Referendum ed ha tenuto coerentemente fede alla sua posizione, perché anche il lato oscuro della forza ha bisogno di disciplina. Felicitazioni per il terzo intervento quadriennale di Simone Bertozzi, sembrava un post di Facebook, ma nessuno ha mai vinto il Pulitzer con un intervento nel Consiglio Comunale di quel puntino sull’asse dell’Adriatico. Infine, ma non ultima, menzione specialissima per Irina Imola che con la sua maglia luccicante ed abbagliante ha regalato un tocco Seventies ad una brutta pagina della politica riminese. L’impressione era quella di un ologramma dello Studio 54 proiettato a cazzo in un Consiglio Comunale. Grazie Irina, di cuore.

P.S.

A chi del Comitato Acqua Pubblica credeva che evitando il contrasto ci sarebbe stata speranza. Adesso sapete come stanno le cose. La distribuzione senza profitto c’è già, si chiama pioggia.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Nani sulle spalle di un Gigante [di Dado Cardone]

Dopo l’ineccepibile disamina dell’Architetto Battistel sulle necessità architettoniche di Rimini, CitizenRimini, nella persona di chi vi scrive, si sente in dovere di abbassare un po’ il livello della discussione e di usare un po’ di sana ignoranza populista e demagogica. Sarà politicamente scorretto, ma è anche l’unico modo di descrivere come è stato trattato un progetto di rara apertura culturale, o perlomeno la sua presentazione.

IMG_3099
I 5 architetti si dividono le zone di Rimini da “leggere”

L’antefatto. Ettore Maria Mazzola, l’Architetto che ha riprogettato il Corviale di Roma e lo Zen di Palermo (per capirci),  era in giro per Rimini con altri 5 architetti, iscritti al suo Master di Urban Design, presso la Notre Dame University, una delle università più importanti al mondo per quanto riguarda il disegno e la progettazione urbana.

Cosa faceva l’allegra compagnia? Erano stati richiamati dalle traiettorie e dalle suggestioni di questa Rimini Street food che ti fa la piadina con la marmellata di quaglia e te la serve nella Palata dell’Anima? No. Magari sapendolo, ma no. Erano qui per un’iniziativa di Marco Affronte, Fausto Battistel e il gruppo di lavoro urbanistico del Movimento 5 Stelle.

Lettura dell'elemento architettonico tramite schizzo.
Lettura dell’elemento architettonico tramite schizzo.

Il progetto messo in campo consiste in una prima fase, quella appunto eseguita questo fine settimana, nella quale gli architetti hanno visitato Rimini e individuato il suo linguaggio architettonico con fotografie e schizzi perché, come dice Ettore ai suoi studenti, “Quello che disegnate entra nel vostro DNA” (c’è da chiedersi che cos’abbia nel codice genetico  il tale che strisciato di colori pop tutto il Comune… un’agenzia pubblicitaria degli anni ’80?). La seconda fase consiste in un semestre di progettazione nel quale il linguaggio individuato verrà applicato ad una zona di Rimini precedentemente assegnata. Di seguito la presentazione alla cittadinanza per valutarne il gradimento. Dunque un laboratorio di progettazione urbanistica partecipata.

IMG_3296Bene. Ora arriva la parte demagogico-populista. Alla presentazione del progetto, sabato sera alle 18.00, non si è presentato nessuno né  dell’Amministrazione, né dell’Ordine degli Architetti. Solo qualche cittadino riminese ha fatto capolino nella sala prenotata che, tra l’altro, era stata sovrapposta ad un’altra presentazione con centinaia di ragazzini, che hanno provocato un ritardo di almeno mezz’ora ed hanno fatto un casino infernale per tutta la prima parte dell’esposizione. Combinazioni.

Per quanto riguarda l’Ordine degli Architetti sicuramente non avranno visto l’invito, perché non venire a sentire un collega di successo e comprovata esperienza potrebbe sembrare uno strano caso di invidia del pene. La prossima volta l’amico Battistel dovrebbe provare a chiamare un Fuffas di grido per soddisfare la voglia di cazzate, quella si che conta a Rimini.

Preparazione della presentzi
Preparazione della presentazione con il metodo “Charette”

Ben più sciocco è l’atteggiamento dell’Amministrazione perché, qualsiasi sia la provenienza ideologica dello spunto, c’è sempre qualcosa da rubare… soprattutto quando l’ospite è un Architetto che vanta menzioni speciali alla Biennale di Venezia e che Rob Krier ha chiamato in aiuto per il Masterplan di Brandevoort New Town. Bazzeccole.

Rimini ormai è così. Nani sulle spalle di un Gigante. Perché la città avrà avuto pure un grande passato, ma siamo tutti finiti in un piccolo e dispendioso djset, dove una rotonda con un albero spennacchiato al centro e un nastro di resti del ponte coletti intorno valgono un titolo sui giornali, ma la visita di Ettore Maria Mazzola non vale un saluto.

IMG_3349Poco male. Il progetto procederà e magari (sarebbe buffo) qualcuno vincerà anche un premio con quello che Rimini non ha voluto guardare, perché spaventata da un VERO Masterplan.  Riqualificare, usando l’architettura tradizionale, con risparmio energetico e ritorno monetario è possibile ed è già stato fatto. Come? Potevate venirlo a sentire.

P.S.

Il tema dell’articolo mi da l’occasione di ringraziare (sinceramente)  lo stimato Massimo Lugaresi.  Massimo mena più forte se puoi, perché si cresce nel confronto, non nell’indifferenza e per il 2016 serve Sparta, non Atene.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Il Segreto di Pulcinella.

Aeroporto_Rimini-MiramareAeroporto. Sembra che il sistema Rimini stia per cadere in testa a chi l’ha creato, ma non diamoli per vinti. La legge si è presa il suo tempo perché quel casino di Aeradria sembra il vaso di Pandora, più ci guardi dentro e più ci trovi guai. Evidentemente oltre a quello che è stato detto, cose che sappiamo già, è spuntato fuori altro, qualcosa che si deve ancora decidere come trattare. Non a caso la maggior parte degli articolisti ha concluso con “non sono escluse ulteriori sorprese” ed io dubito parecchio della coscienza collettiva giornalistica.

Chi conduce le indagini ha dunque chiamato, plausibilmente con l’inchiesta, il reato grosso, quello che ti fa ottenere altri sei mesi. Parliamoci chiaro … sembra improbabile che non sappiano tutto quello che c’è da sapere sull’aeroporto. Chi è stato messo alle strette se l’è sicuramente cantata come un tenore professionista, nessuno in questa storia ha la tempra di un criminale vero (e anche quelli alla fine parlano). Forse qualche sentiero è sbucato lontano dall’aeroporto.

Quelli che guardano a Rimini senza l’illusione di trovarsi di fronte alla terra promessa, sanno benissimo cosa sia ipotizzabile. La commistione tra politica e imprenditoria ha creato Partecipate mostro, con la promessa che i soldi pubblici non dovessero  finire mai. Badate bene che non stiamo parlando solo dell’Aeroporto. La Fiera, Il Palas, Il TRC , l’Aeroporto e molti alti progetti si basano tutti sul miraggio della “Destagionalizzazione” di Cagnoni. Questo piano, che vorrebbe Rimini tutto l’anno con un’utenza simile a quella estiva, non è più valido nemmeno d’estate, poiché anche il turismo sembra ormai in metastasi avanzata da politica.

Ritornando all’aeroporto, metafora più che efficace di questo malinteso senso dell’imprenditorialità, possiamo sicuramente affermare che la sua tara esatta erano 500 mila passeggeri l’anno e ne siamo sicuri per via del periodo in il curatore fallimentare Santini ha diretto la struttura. Con quel numero di passeggeri, fisiologicamente reale, l’aeroporto finisce anche per guadagnarci. La politica di Rimini però, quella per cui  4 amici al bar decidono tutto, voleva altro, voleva almeno un milione di passeggeri con cui riempire Palas vuoti, alberghi degli anni ’50 e stupidi trasporti costieri (tutto l’anno). Si scrive indotto, ma si legge volo pindarico.

L’unico modo per riuscirci era il comarketing, tattica aggressiva e per questo vietata a norma di legge. A Rimini però, come detto, comanda l’incesto politico-imprenditoriale quello che: se vicino a “indotto” ci metti l’aggettivo “strategico” può realizzarsi qualsiasi cosa … pure che se strofini lo spritz esce il genio della lampada. Così ci si inventò Air, la partecipata della partecipata, lei sì che poteva staccare biglietti con il comarketing. In un attimo 500 mila poltroncine volanti in più, anche se vuote.

Da questo fondamentale errore che affonda le sue radici nel distacco dalla realtà e nella supponenza, si è scatenata una spirale di sbagli, per coprirne altri, un po’ somiglianti alla palla di neve dei cartoni animati, quella che rotolando diventa gigante. Ma quelli che ci hanno indicato i titoli di giornale sono colpevoli o no? Sicuramente di stupidità e inadeguatezza. Nessuno mi potrà mai convincere che chi causa un buco di 54 milioni di euro sia intelligente e a scavare questo buco hanno partecipato tutti, anche convintamente.

Il problema principale  (non che il Fellini non sia un problema vero) è che Rimini funziona tutta così, proprio come quell’aeroporto.  Forse non tutti se ne sono accorti, ma sui giornali di domenica c’era un vero e proprio identikit del sistema Rimini. Basta ridimensionare al loro vero ruolo pedine come Masini, aggiungere un Melucci e un paio di banche, ecco come funziona Rimini. Praticamente il segreto di Pulcinella, anche se preferiamo non vederlo lasciandoci distrarre da Sindaci che impiantano ruote abusive (che nei selfie vengono meglio della casa di  Rosa e Olindo).

P.S.

Air Riminum non vende le quote manco con i saldi della Befana, Gnassi improvvisamente si accontenta dello scalo di Bologna, Enac non certifica per via dei ricorsi, i lavoratori di Aeradria non possono nemmeno ritirare il modulo della cassa integrazione …. Tranquilli … l’Urp mi ha confidato che con il treno possono arrivare anche 5 milioni di passeggeri.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

La lezione di Lombardi.

man-vs-foodPer le fotocopie Riminesi non è una notizia abbastanza interessante perciò ve la riportiamo noi. Il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle Regionale è l’unico che ha già fatto una proposta ed è anche una di quelle pesanti, una di quelle che viene subito a vedere il bluff infarcito di chiacchiere del nuovo Presidente Bonaccini.

Alle dichiarazioni sulla stampa che inneggiano ai tagli e alle riduzioni di stipendio agli assessori, il gruppo 5S (Girbertoni, Sensoli, Bertani, Sassi, Piccinini) risponde con una risoluzione pronta all’uso: il congelamento delle buone uscite dei Consiglieri accusati di peculato nella precedente legislatura. Questa si che sarebbe discontinuità.

Questione di scontrini? Mica tanto. Nel senso che il danno erariale l’hanno fatto certamente a botte di fatture e scontrini, ma la soluzione del Movimento mette a riparo per un ulteriore danno di 1.5 milioni di Euro. Chiamalo scontrino! Per buona pace dei garantisti non si tratta di una condanna senza appello, ma di uno standby fino a che i gradi di giudizio non abbiano stabilito chi sono gli innocenti e chi i colpevoli.

Gli innocenti non solo dovrebbero appoggiare questa proposta, ma dovrebbero farla propria per certificare l’estraneità dal comportamento contestato. Questo teoricamente, però siamo su Citizen e ci possiamo permettere di non essere troppo ingenui, la maschera dello “scemo per non andare in guerra” la lasciamo ad altri. In questo frangente ci piace sottolineare come in politica il garantismo assomigli sempre di più alla precauzione suggerita dal saggio Confucio: “Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”, nel senso che prima o poi potrebbero restituirti il favore.

All’inizio di questo pezzo c’è una bugia. Non è vero che nessuno ha scritto della risoluzione presentata. Il Corriere l’ha fatto, anche se prima si è preoccupato di sentire l’altra parte in causa, quella degli indagati. Giornalisticamente ineccepibile. Poi però quello che ne è nato è un po’ demenziale.

A far la morale dello scontrino è saltato in cattedra nientepopodimeno che Marco Lombardi, il record man indiscusso  delle mangiate riminesi, l’uomo che ha mangiato (o si è procurato fattura) anche 5 volte in un giorno nello stesso ristorante. Cosa insegna il saggio Lombardi a quegli spocchiosi del Movimento? In ordine:

  1. Fare i furbi attaccando su cose di forte impatto mediatico è #brutto.
  2. Prendersela con i probabilmente ladri invece che spargere concetti a cazzo su Europa, Investimenti futuri e disoccupazione è da #neofiti
  3. Parlare del gelato (o magari del sorbetto a fine pasto) che ha mangiato lui è la causa del #calo di consensi del Movimento.

Come non dargli ragione? Lui di disoccupazione se ne intende, aver mangiato almeno 149 volte al Novecento di Rimini qualche posto di lavoro l’avrà pur salvato. Non siamo però altrettanto certi che possa consigliare qualcosa al livello di calo di consensi visto che la sua Associazione culinar…. (Ops scusate il lapsus!).. visto che il suo Partito a livello di consensi in cabina elettorale sta parecchio sotto i neofiti.

Scusate se mi prendo un attimo di intimità con i miei lettori (tutti e 2), devo spiegare una cosa. Scrivendo questo pezzo ho trovato parecchia difficoltà a prendere in seria considerazione le affermazioni del succitato signore, per cui nutro sentimenti non positivi (mettiamola così). Ho dunque dovuto chiedre l’appoggio di una persona più seria di me per trovare qualcosa di politicamente corretto da dire. Mi ha aiutato il Capogruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle di Rimini Gianluca Tamburini. Ecco il suo pensiero #neofita:

“Lombardi utilizza la classica tecnica del benaltrismo pro domo sua, però sarebbe bene non sfuggire al tema affermando che per affrontare e risolvere i gravi problemi che cita serve una classe politica che, dopo quello che è successo nella scorsa legislatura, si riguadagni credibilità e fiducia da parte dei cittadini. La nostra proposta va assolutamente in quella direzione.”

Chiaro no? Per me che invece politicamente corretto non sono (è più forte di me) questo è semplicemente l’ennesimo caso di coda di paglia in fiamme. Molto più intelligente l’atteggiamento dell’altro indagato Roberto Piva (PD) che, sicuramente cercato dall’articolista del Corriere, ha preferito non rispondere o non farsi trovare.

P.S.

(E’ un ps che ho già usato, ma ad oggi non ne esiste uno più adeguato): Tanto va la gatta al lardo che… se lo mangia tutto e si fa pure gonfiare la fattura. Salute!

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Le gioie dell’astensionismo.

IMG_1700Non è un mistero. Chi vi scrive ha sempre fatto fatica a considerare l’astensionismo una forma di protesta. Il massimo della concessione che può essere fatta è quella della rassegnazione. Nei giorni del voto ho girato un po’, anche per i seggi del centro e ho visto gente, tanta gente, interessata all’aperitivo e non certo a far partire un messaggio di esasperazione.

E’ vero che il contrario dell’amore è l’indifferenza, questo si, ma una protesta per essere tale deve essere progettata e portata avanti con certi crismi. Sto dicendo che se proprio non si voleva votare scheda bianca, o addirittura andare al seggio per far mettere a verbale il proprio non voto, si sarebbero potuti organizzare dei sitin fuori dai seggi senza entrare a votare. Questo, magari, avrebbe lasciato un segno.

Fregarsene è la contestazione che si porta avanti durante l’età dell’adolescenza e, infatti, questa astensione ha avuto il medesimo risultato del capriccio di un sedicenne brufoloso. Sarò più specifico.

Oggi sono andato ad assistere  in Regione all’insediamento di quelli che dovevano aver recepito questo portento di messaggio, quelli cioè che per la prossima legislatura decideranno come spendere 10 miliardi di tutti. Eh si.. perché le tasse sono di tutti, sia di chi ha votato, sia di chi non lo ha fatto, anche se in ultima analisi chi decide la spesa rappresenta il 18% della popolazione della Regione (fatevi i conti).

Devo deludere gli speranzosi, quelli che ancor oggi riescono a trovare una ragione nel PD, spiacente. Come Presidente dell’Assemblea è stata votata, compattamente, Simonetta Saliera, vice di Errani nella scorsa legislatura. Salute!

Ovviamente il nuovo Presidente Bonaccini ci ha tenuto a ringraziare Errani, giusto per far capire quale sarà lo stile, non prima però di aver eletto un ufficio di Presidenza completamente privo di Movimento 5 Stelle. Pochi voti? Proprio no, considerato che una poltroncina è spettata a Foti (Fratelli d’Italia), rappresentante di un partito del 2% (di niente). Allora perché? Atteggiamento ostruzionista dei Pentastellati? A parte che fare ostruzione in 5 la vedo dura, poi c’è stata la richiesta esplicita di un ruolo di garanzia, non una presidenza, non una vicepresidenza, magari un posto da Questore…. davano indietro  anche l’indennità aggiuntiva, ma in Regione sono ricchi, cosa vuoi che gliene freghi di due spiccioli.

Eccoci dunque daccapo. L’incidente di percorso del PD è stato brillantemente superato e dalle facce, nonché dalle dichiarazioni, vi posso assicurare la “paurona” dell’astensionismo non ha lasciato grandi tracce. La prossima protesta:  consiglierei di farla da uomini e non da Caporali.

P.S.

Nessuno mi rappresenta è una cazzata. E’ un po’ come “nessuno mi vuole bene”. Credere che mani di altri possano essere responsabili della nostra felicità non ha mai cambiato nulla di ciò che non piace, soprattutto quando quelle mani, in questo preciso momento, stanno stappando delle belle bottiglie alla faccia nostra.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Pagellone Tematico

IMG_1597Ieri durante il Consiglio Tematico sul quartiere di Gaiofana si è consumata un’altra delle vergognose recite a cui, purtroppo, il PD ci ha ormai abituato. Un breve riassunto dei fatti.

Il 3 dicembre una precipitazione di modesta entità, se paragonata al famoso evento “Bomba d’acqua”, ha causato l’allagamento del quartiere Gaiofana,  culminato nel metro e settanta di acqua nel garage del condominio in via Don Milani. Un evento eccezionale? Se considerate eccezionale che si sia ripetuto per la terza volta in due anni, sì.

La minoranza consiliare, sentiti i cittadini interessati, ha convocato un Consiglio Tematico e ha presentato ordini del giorno allo scopo di impegnare la Giunta a: indire una Commissione di Indagine, risarcire i danneggiati e a relazionare i cittadini, direttamente nei luoghi del danno, sulle colpe e sulle iniziative intraprese.

Prima di far bocciare senza appello dalla maggioranza tutti gli Ordini del Giorno presentati, la Giunta si è premurata di far sapere ai cittadini, intervenuti in numero discreto, che:

  1. Il Piano delle Emergenze ha funzionato perfettamente.
  2. Non è vero che potevano fare di più, ma adesso alzano dossi e allargano fossi.
  3. Il fatto che ci fossero cittadini in Consiglio rappresenta solo una strumentalizzazione politica.

Non è facile relazionare sull’intero Consiglio perché, a tratti, più di qualcuno si è quasi convinto di trovarsi “Ai confini della realtà”, dunque in puro stile Citizen ci limiteremo a fornire le pagelle dei protagonisti.

Minoranze: Hanno resistito il più possibile dallo strumentalizzare, qualcosa è scappato, ma era difficile non schiacciare palle così ben alzate. Hanno combattuto sapendo già di dover perdere, qualche soddisfazione se la dovevano togliere.  Voto: 8 . Spartani.

Maggioranza: Incitati da Gigi il Bullo (aka Gnassi) si sono sforzati di dire qualcosa, ma era meglio se non lo facevano. Dallo sforzo creativo  è venuto fuori che: non c’è più la mezza stagione, dobbiamo preoccuparci del buco nell’ozono e le cose brutte succedono anche a Parma. Voto: 2. Segnaposto Natalizi.

La Giunta: Sembrava uno di quei film americani da adolescenti dove, in mensa,  il ristretto gruppo di eletti guarda male tutti gli altri. Voto 0. Sfigati.

Assessore Sadegholvaad:  Ha parlato due volte dicendo la stessa cosa, evidentemente ne era molto convinto. Grazie a lui abbiamo scoperto che il Piano delle Emergenze ha funzionato perfettamente perché il quartiere Ina Casa è salvo… si  lo so… Anche dopo che il Consigliere Tamburini gli ha rammentato come nel piano esistano delle incombenze anche prima dell’avvenuto disastro, l’Assessore ha continuato a darsi pacche sulle spalle da solo per l’ottimo lavoro. Voto:3. Imbarazzante.

Assessore Biagini: per qualche strana congiuntura, che non riusciamo a comprendere, si ostina a stare seduto in questa Giunta. E’ stato l’unico che non ha guardato con malcelato disprezzo i cittadini e che ha capito quanto fosse inutile difendersi dopo aver ammesso che, sì, al terzo allagamento ci sono dei provvedimenti da prendere. Voto:6. Infiltrato.

Assessore Visintin: qualche istanza era rivolta anche a lei, ma pare che ad un certo punto della serata si sia ricordata  di avere altro da fare ed è scomparsa: Voto: Non pervenuta. Ritirata strategica.

Capogruppo Morolli: bisogna ammetterlo è perfettamente addestrato. Quando il suo Sindaco gli da ordine di difendere l’indifendibile reagisce puntando le zampe dietro, pronto a scattare non appena lampeggia il microfono. Peccato che poi non sappia esattamente cosa dire e dilapidi il suo scatto in metafore proto-calcistiche di ossa e calcificazione. Voto: 3. Sizt!

Il Sindaco Andrea Gnassi: Diciamo subito che il voto è 10. Superlativo. Ormai abbiamo imparato a giudicarlo per il peggio che sa dare di se stesso. Rimini brucia e lui continua a suonare la lira… anche se sarebbe più efficace il paragone con Caligola che ha fatto senatore il suo Morolli, o era un cavallo? Durante il Consiglio Tematico ha sfoderato il suo repertorio migliore. Ha mentito, si è vantato di cose che non dipendono da lui, ha urlato, interrotto, menato il can per l’aia, guardato male tutti ed infine ha pure intimato ad un cittadino non originario di Rimini di portare rispetto visto che era ospite. Andrea Gnassi: un nome, una garanzia… di sentire delle imprecazioni se lo fai a Rimini.

Gianluca Tamburini: mi viene in mente il vecchio spot della Pirelli (anche se poi la citazione è di Ghoete), “la potenza è nulla senza il controllo”.  Ha messo in fila, in maniera compassata, tutte le incertezze dell’Amministrazione, rintuzzando tutte le minchiate che si sentiva rispondere. Ha fatto notare a Sadegholvaad che la supposta  “Defcon 2” (scusate la citazione wargames ho una certa età) a Ina Casa, mentre a Gaiofana succedeva il finimondo, non è stata avvertita nemmeno dal clochard sotto il ponte e che il piano delle emergenze comprendeva anche la prevenzione. Infine ha scatenato il suo ringhio contro il Sindaco che mentiva a favore di telecamera. Voto: 9. Gattuso.

Cittadini:  quando vedo persone che sopravvivono alla Spippola di Gnassi e non tornano il giorno dopo con una cintura esplosiva a far saltare il Comune, mi dico che c’è ancora un futuro per l’umanità. Ora ne sanno di più e speriamo che questa consapevolezza li porti ad interessarsi , invece che ad arrendersi. Voto:10+. Martiri.

In conclusione il Consiglio Tematico è servito molto di più per il raggiungimento della consapevolezza, che del risarcimento. Un tecnico dirigente del comune  ha detto che si possono fare cose per evitare l’allagamento (al terzo allagamento è una buona notizia), altri  hanno detto che metteranno i soldi, altri ancora che verranno trovati i responsabili, ma… alla fine si è votato  contro tutto, anche contro le cose ammesse. L’unica cosa che si è capita è che la politica ha previsto tempi tali da far decadere qualsiasi azione legale, se non subito attivata.

Voto alla politica: -10. Distante, troppo distante.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Diamanti e monnezza – una Multiutility è per sempre?

Hera-per-sempreRiceviamo dal Movimento 5 Stelle di Santarcangelo di Romagna e pubblichiamo.

La Redazione

Uscire dal patto di Sindacato con Hera, subito, non è un dettaglio , è una necessità. Al prossimo consiglio comunale del 18 dicembre si prenderà una decisione fondamentale per il futuro della nostra città, alcuni cercano di farla passare come un piccolo dettaglio insignificante, ma la realtà è ben diversa. Facciamo chiarezza: il patto di Sindacato è un accordo che vincola i comuni che vi aderiscono a non vendere le azioni di hera oltre il 49% complessivo, in modo che il controllo della stessa (51%) rimanga in mano ‘pubblica’. Negli ultimi mesi già diversi comuni come Ferrara, Forlì e Coriano hanno rifiutato di rinnovare questo patto a nostro avviso scellerato. Attualmente a Santarcangelo il servizio i gestione rifiuti viene svolto proprio da Hera in regime di ‘prorogatio’ ed è in scadenza al 31 dicembre. Rinnovare il patto i Sindacato oggi, anche se solo per 6 mesi,  vuol dire incatenarci ad essa e buttare via la chiave probabilmente per i prossimi 20 anni. Ricordiamo che l’approvazione di questo patto non porta nessun beneficio diretto o indiretto al comune, che col suo 0,22% di azioni non ha comunque nessun tipo di potere sulle decisioni che vengono prese, ma solo una sicura impossibilità di percorrere strade alternative cedendo l’azionariato, che ad oggi equivale a circa 3 milioni di Euro.

E’ incredibile che ancora oggi ci si ostini a mantenere questo ente che negli anni ha sviluppato evidenti conflitti di interessi con gli inceneritori (che se non debitamente rifocillati creano perdite finanziarie consistenti), e che anche recentemente è stato sotto i fari della cronaca per i fatti della sede bolognese mai bonificata e per la costituzione del proprio consiglio di amministrazione fatta, ad avviso di alcuni, secondo regole non proprio di merito. E’ stata definita un ‘poltronificio’, è stata contestata per gli stipendi spropositati dei suoi dirigenti, e il fatto che ora stia cercando di ripulirsi l’immagine con la differenziata del vetro in centro, onestamente, non ci sembra sufficiente per eleggerla a partner eterno e indiscutibile.

Ricordiamo che la Legge di Stabilità permette agli enti di usare liberamente i fondi pervenuti dalla cessione di quote delle società partecipate, e l’uso di questi fondi permetterebbe di valutare tutte le strade possibili. Anche in mancanza di alternative percorribili (ma ce ne sono, e di questo siamo più che certi), potrà se non altro permetterci di trattare Hera come un fornitore qualsiasi, imponendogli le regole da seguire, liberi dal ricatto della distribuzione dei dividenti e dalle logiche di partito. L’obbiettivo primario secondo il Movimento 5 Stelle è sicuramente quello di arrivare alla raccolta porta a porta spinta, ed ad una tariffazione puntuale, soluzione che ad oggi Hera non ci sembra abbia spinto particolarmente.

Movimento 5 Stelle Santarcangelo di Romagna

Share