Pezze Elettorali

Si avvicinano le Regionali e, per quanto poco considerate dalla gente, Il Partito Democratico ha bisogno che i suoi naturali serbatoi di voti non vengano scalzati da qualche moto popolare. Dunque oltre il colpo al cerchio, 300 mila euro per delle casette di legno ai Ci.Vo.Ti (pardon CI.VI.VO.),  si cerca anche il colpo alla botte con accorgimenti dell’ultimo secondo. Le pezze sono sempre le più difficili, ma ci si prova.

immagine_164Ora come ora il PD Riminese ha numerosi problemi di consenso. Di fatto il Sindaco Andrea Gnassi è riuscito a inimicarsi qualsiasi forma di comitato abbia chiesto il suo ascolto da quando è stato eletto.  Teleriscaldati, Santa Giustina, Rimini UpTown, V Peep, No TRC e questo solo per citare alcune migliaia di votanti che oggi, piuttosto che votare PD, si chiuderebbero le dita nella portiera della macchina. Poi ci sono tanti piccoli insuccessi conosciuti, tipo il negato appoggio all’AeroClub che sta cercando di mantenere operative le piste del Fellini e, probabilmente, tantissime altre cose che non conosciamo …  sarà in rotta anche con il Club della Pipa.

Dove sono le pezze? Beh per esempio ai Teleriscaldati, anche se non hanno restituito loro gli oneri urbanistici indebitamente e proditoriamente piazzati sulla tariffa, hanno promesso di riaprire il tavolo tecnico (qualsiasi cosa esso sia). Promessa non ancora mantenuta. Al  V Peep vogliono fare ottenere uno sconto del 4% sul riscatto delle abitazioni con un adeguamento di indici, anche se poi la contestazione riguarda invece, anche qui, oneri urbanistici scaduti da tempo che il Comune vuol far pagare lo stesso.

Santa Giustina? Per loro niente, neanche promesse. Li, tra gli interessi di Hera e il casello desiderato da Cagnoni per la sua Fiera non c’è trippa per gatti, devono morire affumicati. Si attaccano al tram anche quelli del TRC…. Anche se sembra che ‘sto tram, causa debiti di AM, non farà molta strada.

E pensare che cose per fare bella figura con poco ci sarebbero. Ormai un anno fa il Movimento 5 Stelle aveva presentato delle delibere urbanistiche, approvate causa assenza  sindaco, che davano modo di riqualificare l’esistente patrimonio immobiliare e favoriva un po’ i lavoratori dell’edilizia. Il Primo Cittadino, rispondendo a Monsignor Lambiasi, che aveva denunciato la sofferenza di Rimini, aveva persino usato le parole di quelle delibere, senza però mai applicarle. Lui preferisce i rendering, i dipendenti degli  uffici comunali  li fanno ornai  sul gabinetto al posto delle parole crociate e così ha scelto cacciare i mercanti dal centro, per agevolare una vision con l’erba inglese in piazza Malatesta.  Qui nei dintorni ci hanno provato sia a Pesaro che a Forlì, con il risultato della morte del mercato. Altro migliaio di voti persi.

Forse non si è accorto, come ci fa notare Fausto Battistel,che  l’oggetto di quelle delibere è oggi un articolo di legge dello Stato.  (Capo V  – Misure per il rilancio dell’edilizia Art. 17  Semplificazioni ed altre misure in materia edilizia Pubblicato nella Gazz. Uff. 12 settembre 2014, n. 212). Leggiamo la dichiarazione dello stesso   candidato alle Elezioni Regionali.

“Le proposte del movimento5stelle al consiglio comunale hanno anticipato di oltre un anno, questo articolo 17, indicando una strada facilmente e immediatamente percorribile per fornire una soluzione alla crisi. Invece di proclami per opere enormi, per la comunità chiediamo un atto di solidarietà. Noi siamo consapevoli e competenti, se non volete riconoscerlo, amen , ma almeno usate le buone idee.

Chiediamo un atto immediato di delibera al consiglio per  un regolamento attuativo sul comune di Rimini, per il frazionamento degli appartamenti di grandi dimensioni nell’intero territorio.”

Chiedere è lecito … rispondere non è  abitudine del Sindaco.

P.S.

Domenica 23 si vota. Che ognuno si prenda la responsabilità del suo futuro.

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@DadoCardone

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Un Sindaco a corto di idee.

Il Movimento 5 Stelle non propone mai niente. E’ gente che protesta, ma a lamentarsi sono buoni tutti, poi però bisogna governare. Se malauguratamente dovessero andare loro ad amministrare Rimini che cosa combinerebbero visto che sono senza esperienza e senza proposte?

A questo punto molti di voi sono andati in fondo all’articolo per scoprire chi l’ha firmato e poi sono tornati a rileggere le prime righe per capire se sono impazzito, ma quelle sopra sono le accuse che si rivolgono usualmente al Movimento 5 Stelle in generale e a quello di Rimini in particolare. Le ho riassunte perché mi servono per dimostrare una semplice tesi: chi le usa  è o  in malafede o  disinformato. Lasciatemi aggiungere che, personalmente, gradisco più le persone in malafede, perché i disinformati sono causa dei nostri malanni, più di quelli che ne traggono vantaggio.

Detto questo. Ieri in un comunicato stampa del Comune, oggi ripreso dalla stampa locale, si leggono testuali parole del Sindaco di Rimini Andrea Gnassi:

“Agiremo sul divieto di frazionamento di appartamenti dalle pezzature sovradimensionate per permettere ai giovani e alle famiglie di affittare alloggi dagli spazi ragionevoli a un prezzo ragionevole. […] Non vogliamo più periferie, ma semmai cucire e rammendare aree ora isolate”.

Quelle che leggete in queste righe sono esattamente (vengono persino usati gli stessi termini) le delibere del Movimento che vennero approvate in Consiglio Comunale il 18 ottobre 2013, con Gnassi assente. Oltre all’evidente  fatto che le stesse passarono proprio grazie a quell’assenza, sono state trattenute sulla scrivania del Primo Cittadino per lungo tempo e, fino a questa dichiarazione, non vi era stata ancora notizia del loro passaggio agli uffici preposti. Da ieri, improvvisamente, fanno parte del Masterplan (qualsiasi cosa esso sia).

Ricordo con tenerezza le prime immagini in cui facendosi fotografare davanti a una ruspa, che aveva appena abbattuto un cesso in una spiaggia di Rimini Nord, dichiarava che da li sarebbe ripartita la costruzione di Rimini. A ben guardare, però, quegli atteggiamenti, come la spiccata propensione alla supercazzola,  erano indizi della brutta attitudine al volo pindarico.

Abbiamo visto svolazzare per anni diapositive che parlavano del nulla, mentre nella realtà dei fatti questa Amministrazione ha prodotto:

  • Una ruota abusiva.
  • La prima ciclabile d’Europa con soppalco. Più di seicentomila € a cui la Regione, probabilmente, non parteciperà perché il progetto è stato realizzato diversamente da come  presentato.
  • Il fallimento di un Aeroporto.
  • Una finta guerra al Cemento che serviva solo a salvare indici di edificabilità in favore di un Ipermercato in pieno centro, che a sua volta serve a salvare il Palas di Cagnoni.
  • La distruzione sistematica dell’aspettativa di qualsiasi comitato sia nato in questi anni. Teleriscaldamento, Santa Giustina, Rimini UpTown, No TRC, Astronave che Fuma (antenna sul Palas),  V Peep. Solo per citarne alcuni.
  • La deriva dei progetti di recupero delle aree coloniali.
  • Un ponte che  solo per la rabbia dei cittadini è un ponte normale e non la controfigura  del ponte di un film di guerra.
  • Una quantità enorme, anche per dimensione, d’inutili cartelli che fanno apparire come cadute dal cielo le più grandi banalità. Per essere chiari: Cattolica ha tolto i semafori da almeno vent’anni, è inutile spendere migliaia di Euro solo per far capire che ti sei deciso anche tu, perché ormai è ordinaria amministrazione. Vogliamo parlare poi delle erbe erranti?
  • Un declino spaventoso dell’operatività turistica. E’ sfuggito a pochi che ormai la stagione giace sotto l’assenza delle iniziative private, distrutte per favorire l’immagine del Sindaco delle Feste. Ormai la stagione comincia a Luglio e le famose feste sono eventi per il territorio Riminese, questi  i successi della “Capitale del Turismo”, o della “Miami della Costa Adriatica” che dir si voglia.
  • Un progetto d’impianto fognario pensato da Hera  e consegnato direttamente dalle sue capienti mani , progettato per le sue esigenze e per il quale tutta la Provincia di Rimini dovrà pagare rateizzandolo in anni di bollette dell’acqua.
  • L’intruppamento di volontari civici, i famosi CI.VO.TI, grati della maglietta nuova e del lavoro che dovrebbe fare Anthea, tanto grati anche per il finanziamento di 300 mila euro con cui sono state costruite delle casette per gli attrezzi (che se guardi nel catalogo OBI la deluxe costa 5000€). Ovviamente, poi, è solo una combinazione che l’Assessore di Riferimento sia anche candidata alle Regionali.
  • L’incasinamento delle opportunità sportive Riminesi.  Si favoriscono happening sportivi  dove il sindaco può farsi fotografare mentre fa finta di correre, ma poi, per le cose che richiedono presenza amministrativa seria, si prendono decisioni come l’epica figuraccia dei campi di calcio.
  • Due posti d’onore al top delle classifiche del sole 24 ore tra le città che hanno subito di più la crisi e che subiscono di più la criminalità.

Il quadretto non è affatto migliorato dalla necessità del Sindaco di “Hackerare” le idee altrui per trovare qualcosa di buono da dire sulle sue, soprattutto quando sono soluzioni che aveva trattenuto nel limbo per un anno in quanto, evidentemente, considerava lo delegittimassero. Che abbia perso la Vision?

P.S.

Oggi, in un altro comunicato stampa, il Movimento si è dichiarato felice di essere stato derubato,  a patto però che quelle idee vengano usate…. E non per una supercazzola.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TAR selfservice 24h

Se la notizia sarà confermata, ma pare che lo sia, l’Ordinanza con cui il Sindaco Renata Tosi aveva sospeso il cantiere riccionese del TRC è già stata annullata dal Tribunale Amministrativo Regionale in tempo record.  L’ordinanza n.68 del 17 giugno, che fermava l’abbattimento dei Pini lungo la ferrovia fino a un incontro già fissato in Regione il 30 dello stesso mese,  è stata resa nulla in neanche due giorni lavorativi … che stacanovisti questi del TAR.

Il Tam Tam social è già partito e la domanda che si propaga a velocità virale è: ma com’è possibile che il TAR, notoriamente sovraccarico di lavoro, in sole 24 ore si pronunci su una questione così complicata? Anche se si fosse considerata la parte più semplice della faccenda, ossia il provvedimento urgente e contingibile del Sindaco, elevato per motivi di pubblica sicurezza, ma trovato illegittimo, quale tipo di canale diretto bisogna possedere per farlo annullare in così breve tempo? Mossa calcolata da tempo o giudice amico?

Non abbiamo elementi per sostenere nessuna delle due tesi, ma se dobbiamo guardare le recenti pronunziazioni  del Tribunale Amministrativo Bolognese un dato certo lo possiamo ricavare: il TAR di Bologna è statisticamente sfavorevole ai comitati cittadini della Provincia Riminese.

Il Comitato contro il Teleriscaldamento, dopo aver costretto il Comune di Rimini a un provvedimento congiunto (se no altro che 24 ore), si vide respinto il ricorso senza che si entrasse nel merito della questione. Secondo la sentenza semplicemente non erano un’entità cui fosse attribuibile un simile atto. Una questione formale che, però, non li esentò dal pagamento di più di 25 mila euro di spese legali.

Prima dell’estate scorsa anche un’altra questione arrivò nelle aule di bologna. Il ricorso del Comitato Riminese contro il TRC, sostenuto da una stringente tesi accusatoria contro Agenzia Mobilità, elaborata dall’Ing. Gallini, fu prima accettata da un giudice e poi bocciata da un altro, per un altro caso, ma tanto bastò.

Anche i cittadini riuniti per la questione del V Peep hanno recentemente ricevuto il dubbio di Erode in risposta al loro ricorso. Il Tar si è infatti dichiarato non competente per la materia in oggetto, come dire … me ne lavo le mani.

Ora il nuovo caso, un’ordinanza contingibile urgente respinta con urgenza, mette ancor di più in ambasce i cittadini che il Sindaco, va detto, rappresenta nella loro totalità e di cui è il primo responsabile per la pubblica sicurezza. Sicuramente l’analisi di queste poche righe si può migliorare, ma il quadro generale restituisce ai cittadini un dubbio preoccupante e per capire quale sia questo dubbio basta leggere i post degli interessati sulle pagine dei social. In molti rilevano disparità, non si sentono garantiti e lo esprimono senza mezzi termini.

Cosa succederà ora? I cittadini di Riccione bloccheranno di nuovo il cantiere? Sempre per amor della statistica: la cosa funziona quando si è veramente in tanti.

P.S.

A volte non basta nemmeno non votarli più per toglierseli di torno.

Davide Cardone

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La Grande Vergogna.

Il coniglio è tornato a casa, se mai si fosse mosso da li.

La storia che vi vogliamo raccontare in questo articolo parla di una città abbandonata, Rimini, un partito politico, il PD e della grande incapacità della politica di rendere conto del proprio operato. La storia comincia molto tempo fa, ma il coniglio della prima riga ha solo un anno, anzi poco meno, perché ne è stata denunciata la fuga 11 mesi fa.

Era infatti marzo quando il prode Gnassi dichiarava ufficialmente guerra al cemento, ma in realtà convocava commissioni e consigli comunali, nel tempo record di 72 ore. al fine di togliere indici di edificabilità a privati e proporre variantone epocali. A quel tempo la minoranza e  in particolare i 5 stelle, allarmati dalla improvvisa iperattività del Consiglio Comunale meno frequente d’Italia (Comuni commissariati a parte), si smarcarono da prese di responsabilità che non gli competevano, alzandosi al momento del voto. Pratica usuale delle opposizioni e comunemente praticata per dare un segnale di estraneità politica.

La Maggioranza calcò la mano sottolineando il segnale di discontinuità con vari epiteti quali: “galline in fuga”, “conigli”, “siete andati a nascondervi nei bagni”. La scelta di puntare il dito fu dettata, oggi lo sappiamo, dalla scarsa conoscenza del quadro generale di Rimini e nell’eccessiva fiducia  nelle capacità della Giunta Gnassi. Certamente ognuno di loro avrà sentito parlare del “cadavere del nemico” da aspettare comodamente seduti sulla riva del fiume alla maniera di Confucio, quello che però non avrebbero mai sospettato era che presto quel cadavere l’avrebbero interpretato loro.

Da allora sono passati 11 mesi nei quali la Maggioranza e la Giunta hanno inanellato pessime figure, oltre che nell’incapacità gestionale, anche nell’intraprendere un percorso partecipativo con la cittadinanza. Alla prova dei fatti, ad ogni Consiglio Tematico promosso dalla Minoranza e digerito per regolamento dalla Maggioranza, è corrisposta l’evidenza di una drammatica approssimazione riguardo a competenze e conoscenze. Di questo comportamento Citizen vi ha reso conto in diversi articoli del passato. Teleriscaldamento, Aeradria, Santa Giustina, ponte di via Coletti, V Peep ecc., un’emorragia elettorale in termini di consensi e cittadinanza allibita, perché quando tocchi la politica con mano ti rendi conto di tante cose.

Nel frattempo maturava anche un’altra drammatica situazione. Il Palas, chiamato dai più  Paladebit, si accasciava nell’inedia e nell’impossibilità di pagare i suoi debiti fino a giungere alla situazione attuale. Milioni di euro di mutuo, accesi con Unicredit e MPS, non pagati e non pagabili. Difficile per questa Amministrazione giustificare la mancanza di una proposta che non andasse contro tutto ciò che era stato predicato fino a quel momento: la guerra al cemento, una finta guerra per cui hanno chiamato conigli tutti gli altri.

Eh si perché l’unica possibilità di salvare il Palas, per loro, è una bella colata di cemento che, i geni del PD, tentano di coprire sotto il nome di Acquarena. Una pozza di 25 metri, che dovrebbe rappresentare una  piscina comunale, con relativa edificazione residenziale, commerciale e, ciliegina sulla torta, una bella Conad…, giusto per gradire.

Pubblicamente, economicamente e politicamente ingiustificabile, ma altrettanto difficilmente spiegabile sarebbe la brutta svendita del bene per il quale sono state messe a garanzia quote sia pubbliche che private, in un turbinio di percentuali in stile Holding. Non sappiamo in che stato sia la Camera di Commmercio, ma la Provincia ha già dichiarato di non poter far fronte ai suoi impegni e pare proprio che il Comune (a sua insaputa… ci mancherebbe!) sia pronto ad un’altra figura modello Aeradria.

Come si fa a spiegare tutto ciò ufficialmente in un Consiglio Tematico? Semplice, si diserta. Così ieri sera, 6 marzo 2014, il Partito Democratico e le due inutili stampelle che l’appoggiano in Maggioranza hanno preferito dichiarare che il cane gli aveva mangiato i compiti, che non è proprio corrispondente alla ridicole giustificazioni addotte, ma da l’idea dell’immaturità e dell’impreparazione del loro bagaglio culturale e politico nella la gestione del bene comune. Desolato il solo Brunori si guardava intorno chiedendosi dove fosse andato a nascondersi Capitan Schettino.

La scusa ufficiale è stata che la Minoranza ha abusato, a fini strumentali, dei consigli tematici convocandone troppi (nel regolamento comunale non esiste un limite numerico) e che, per fare pari con la sospensione di una seduta recente (nella quale il numero legale è mancato per assenze della Maggioranza), il PD non intende concederne più. Una motivazione che lasciamo giudicare ai lettori. A questo punto è importante sottolineare che non è facoltà della Maggioranza concedere Consigli Tematici, in quanto questi vengono da regolamento svolti dopo la raccolta di 7 firme di Consiglieri, siano essi in Maggioranza o in Opposizione. L’unica cosa che si può fare per impedirli e far mancare il numero legale, esattamente come hanno fatto stasera i coraggiosi guerrieri della coerenza a qualsiasi costo.

E’ buona norma, in un articolo, non dare opinioni personali, ma visto che questo è solo lo scritto di un comune cittadino, l’invito  a lasciare il lavoro di Consigliere a chi ha la voglia, la capacità e l’orgoglio di farlo, pare d’obbligo.  Molte volte è stata fin troppo palese la mancanza di conoscenze e competenze sulle decisioni che sono state adottate, ma almeno c’era una qualche forma di assunzione di responsabilità. Oggi è caduto anche l’ultimo velo.

Riprendetevi il coniglietto e andatevene. Il PD Riminese anche senza opposizione è improponibile, ne abbiamo evidenza, ma con una seria opposizione non ce la può proprio fare.

P.S.

Il Primo Cittadino non c’era… figurati gli altri.

Davide Cardone

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Zero in condotta.

bart-lavagna_squolaIn questi giorni sul Resto del Carlino di Rimini sono state prodotte le pagelle di metà legislatura. Inutile sottolineare quanto fosse difficile parlare bene dell’operato del Primo Cittadino ed infatti proprio non hanno potuto. Certo sono stati molto educati nelle critiche come si confà a dei seri professionisti e, per equilibrare, hanno dovuto mettere, alla fine della scarna edizione, una bella lettera di un’albergatrice entusiasta e grata per la benedizione del capodanno più lowcost del mondo.

Alla fine della bonaria tirata d’orecchi si è concluso che il Primo Cittadino è comunque un buon Assessore al Turismo e dunque si può rimandare la stroncatura definitiva. Perché rompere i rapporti con un Sindaco con ancora due anni e dispari di legislatura?

Noi di Citizen non ci sentiamo di condividere quest’analisi forse perché non considera il voto in condotta. Dunque, per seguire il gioco del rendimento scolastico, abbiamo qualche ulteriore riserva. L’alunno in classe prende in giro i compagni in sovrappeso, si assenta spesso con giustificazioni generiche, si appropria dei compiti a casa di altri (leggasi: il federalismo demaniale non è certo farina del suo sacco), si interessa solo alle feste e da la colpa del suo scarso rendimento a tutti tranne che a se stesso. Basta una striscia gialla da 660 mila euro per essere rimandato a settembre? Perché, siamo sinceri, il resto sono cose da Assessore al Turismo, come sottolineato anche dal giornalista del Resto del Carlino.

Siamo sicuri che a questo punto molti pacifici cittadini, appollaiati sul loro status quo, staranno meditando di chiudere questo pedante articolo che non tiene in considerazione i successi del loro Sindaco. Dunque, per capire l’esatta situazione a cui ci si attesta con un Primo Cittadino che “ma si in fondo è un buon assessore al turismo” preferiamo darla a Rimini la pagella. Ecco le materie.

Aeradria: parzialmente, ma in gradazione altamente significativa, la situazione della società che gestiva il Fellini era stata resa nota nel 2011, in un famoso Consiglio Comunale. La posizione debitoria è stata volutamente ignorata, lo dimostra il fatto che invece di correre ai ripari e dimettere il Presidente Masini (come chiesto dal Consiglio Comunale) si  è continuato con slogan dell’indotto che giustifica tutto.  Impostazione che non è piaciuta alla Procura, come pure non sono piaciute le lettere di Comarketing che Gnassi e Vitali hanno firmato a loro insaputa.

Distratti. Voto 2

TRC: Un progetto di 20 anni fa di cui il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha autorizzato solo uno stralcio di neanche 10km da Rimini a Riccione. Una spesa di 100 milioni di euro per quella che molti, solo recentemente, hanno scoperto essere un autobus e non una metropolitana. Autobus che, peraltro, non collega nulla. Non la Fiera, non l’Aeroporto, non l’Ospedale.

Inutile. Voto 3

Teleriscaldamento: un sistema nato per essere obsoleto, dato che la gestione viene assegnata per trent’anni alla volta. Oltre all’obsolescenza c’è l’antieconomicità dichiarata di recente dal Dott. Carboni, dirigente Acer, ufficio casa del Comune, obbligato per precedenti accordi ad attaccare ogni nuova costruzione al sistema. C’è anche chi è ricorso al TAR per vedersi poi assegnare 25 mila euro di spese legali senza neanche entrare nel merito della causa… un moderno miracolo della democrazia.  Al Comune di Rimini è bastato aprire un tavolo tecnico abbandonato per esasperazione dai Teleriscaldati, non prima però della scoperta che i Viserbesi hanno diritto alla restituzione di più di un milione di euro di oneri urbanistici non dovuti.

 Biricchini. Voto 4

Reti Gas:  Il Comune di Rimini era socio di maggioranza di Servizi Città spa, società proprietaria delle reti gas. L’altro socio era SGR la quale, a dispetto di un valore iniziale di 17milioni di euro, ha acquistato l’altra metà del pacchetto a 8 milioni di euro, con la promessa di pagare un conguaglio se, al 2015, qualcun altro offrisse di più… come no!? Magari Hera (qui potere ridere). Nel frattempo SGR è l’orgogliosa gerente della Distribuzione, dei Servizi e delle Reti di Rimini… un monopolio di fatto, che l’Antitrust ha già ammonito ai tempi delle proteste per il Teleriscaldamento.

Accaparratori. Voto 3

Guerra al mattone: nell’era della più grande crisi edilizia che l’Italia abbia mai vissuto la lotta al mattone è più millantata  che perseguita. Attualmente costruisce solo Acer e, come detto, attacca tutto al Teleriscaldamento.  Oltretutto la Guerra Santa vale per cambi di destinazione d’uso, ma non per la manovra Salvapalas. Migliaia di metri quadri misti tra residenziale e commerciale in via della fiera per trovare denari utili a salvare il Palas. La scusa: una piscina di 25 metri.

Annacquati. Voto 2

Fiera: l’infinito dominio di Cagnoni comincia a soffrire delle sue proiezioni faraoniche verso un futuro che pare non arrivare in tempo e i conti faticano a farsi quadrati. Ultimamente, oltre al debito endemico della Fiera vera e propria, vi è anche il buco nell’acqua del Palas che non riesce a pagare ne il mutuo ne la gestione. Anche l’indotto ha i suoi limiti.

Pretenziosi. Voto 2

Santa Giustina: Prima le strade poi le strutture? Neanche per sogno. Una centrale a Biogas, pare non voluta a Parma,  e l’ampliamento del depuratore , ma una strada larga tre metri per raggiungerli. Oltre alla già difficoltosa situazione del traffico in zona centinaia di camion devono imboccare l’esausta via Carpinello. La soluzione? Una pista ai margini del  Marecchia promessa in attesa di una circonvallazione già approvata, ma misteriosamente sospesa senza motivazione formale conosciuta. Che dire… a Santa Giustina aspettano la pista, in attesa della tangenziale, in attesa di una motivazione. Intanto il WWF avverte, la pista può essere solo provvisoria.

 Storia infinita. Voto 3

Rimini UpTown: Come un Giurassik Park della Mondezza salendo sulle colline di Covignano si può trovare L’Ecomostro, il Biodigestore. I cittadini sono sicuri che non funzioni correttamente e che inquini. Per la verità non solo loro hanno questa convinzione vista la diffida comminata dal Servizio Politiche Ambientali della Provincia di Rimini per sforamento dei valori limite.

Puzzolente. Voto 2

V Peep: 30 anni fa ci siamo dimenticati di chiedervi gli oneri urbanistici, ma fa niente perchè nel frattempo ci abbiamo messo aggiunto un sacco di roba e voi avete tre mesi per pagare. Non è esattamente così, ma da l’idea del perché 1600 persone si siano unite in una class action contro il Comune. Il Tar di Bologna si è affrettato a sospendere alla stessa velocità con cui, da Palazzo Garampi, è partito un comunicato con cui si acconsentiva ad una proroga.

L’immagine prima di tutto. Voto 3+ (il più è per le risate che mi provocano certi comunicati)

PM10: Numerosi gli sforamenti e in alcuni casi con valori così alti, secondo i parametri del Ministero dell’Ambiente, da rendere obbligatorio far rimanere a casa i bambini. Il traffico si sa, in assenza di valide politiche per disincentivare l’uso dell’automobile e la completa indifferenza verso un piano per la mobilità urbana, produce di queste situazioni e la soluzione sembra non sia la danza della pioggia, come non lo sono i piedi bus e la piantumazione di qualche albero.

Pericoloso. Voto 0.

Ciclabili: Oltre alla riga gialla da 660 mila euro Rimini è l’orgogliosa proprietaria di una rete ciclabile definita dagli esperti (coloro che le percorrono) Ab Capocchiam. Tra una serie di aborti che cominciano e finiscono nel nulla sono famose: La pista di via XX Settembre in cui i ciclisti corrono come in una roulette russa sperando che nessuna macchina parcheggiata apra lo sportello dal lato passeggero.  La pista della via Montescudo, assolutamente da non percorrere al calar del sole a causa di buchi di buio profondo non gestibili con una semplice illuminazione da ciclista. La pista di Viserbella pericolosa ed interrotta innumerevoli volte da incroci che arrivano fino alla carreggiata stradale. Il Primo Cittadino in persona, durante la presentazione del bilancio provvisorio all’Hotel Helvetia, aveva promesso una soluzione dopo l’estate, quella già passata.

Aspetta e spera. Voto 4.

Trasparenza: La trasparenza è un problema vasto e dunque siamo costretti ai fatti salienti. A Rimini si fa come dice Gnassi e, in questo, la situazione è abbastanza trasparente. Per il resto si sa poco. Le poltrone nelle partecipate continuano ad essere cariche politiche anche se, in certi casi, travestite, vedi ad esempio la giovane e brillante manager bocconiana da quest’anno alla guida di AM che, solo casualmente, è la nipote di Maurizio Melucci. Importanti i posti a chiamata diretta ed insindacabile giudizio del Primo Cittadino come il dirigente Bronzetti promosso sul campo senza alcuna concorrenza, se non quella che sembrava tanto una rappresentazione per l’odiens. Altre amenità sul personale: il contratto “D” del capogabinetto Funelli è finito alla corte dei conti e retrocesso a “C”. Almeno da quest’anno si possono seguire i Consigli Comunali in streaming.

Opaco. Voto 4.

Fogne: Tutto risolto, parola di Hera… almeno da li pare venire la soluzione. Una copertura finanziaria garantita da Hera, Romagna Acque e Amir recuperata in 25 anni di tariffe, di tutta la provincia, che ovviamente verranno aumentate. Quanto? 4-5% all’anno per la durata dei lavori che si presumono di 7-8 anni.

Come non fidarsi? Voto 5.

Viabilità: tragica e non risolvibile con le soluzioni indicate, tra le quali c’è il TRC. Se soluzioni valide sono state proposte ci dispiace, ma eravamo distratti. Ci siamo accorti invece che stanno per arrivare delle dure prove come l’ormai inevitabile abbattimento del Ponte di Via Coletti e, in un futuro prossimo, l’auspicata pedonalizzazione del Ponte di Tiberio.

Confusi. Voto 4

Turismo: Unite un Sindaco che ha le feste nel DNA, un Assessore Regionale al Turismo diventato tale dopo una vita nella politica Riminese e diversi importanti Riminesi poltronati in Enit (compreso lo stesso Melucci), tutto questo con a disposizione la Capitale del Turismo, dove il biglietto aereo ai turisti lo pagano i cittadini. Cosa ottenete? Las Vegas? Disneyland? Il Paese dei Balocchi? No… rimarrete con Rimini in crisi e un traffico di badanti che sostano da noi a 20 euro a notte. Poi, se proprio hanno dei soldi da spendere, nel pacchetto c’è la gita inclusa da altre parti. E’ stato calcolato che costa di più mantenere un detenuto che un turista a Rimini (e ultimamente in certi quartieri è una soluzione consolidata). Assolutamente da segnalare l’iniziativa Io-Info, abilitazione sperimentale di alcuni esercenti alla sostituzione degli uffici di informazione turistica. Pare che nel pacchetto ci siano anche 30 ore di russo, utili forse per spiegare che il gatto è sul tavolo nell’idioma Moscovita.

 Occasioni perse. Voto 0 (spaccato).

Turismo 2, la spiaggia: Un modello, una tipicità, ma con la bolkestein nessuno sa “che s’adda fa” (l’articolo e mio e ci metto quante rime voglio). In realtà qualcuno lo sa ed ha messo in fila bolkestein e federalismo demaniale. Funziona così: il TRC uno scopo ce l’ha, chiudere il lungomare che, con il federalismo demaniale è a disposizione del Comune. Tutte le strutture che attualmente insistono sulla spiaggia possono non preoccuparsi dell’instabile sabbia bolkestein perchè vengono spostate, per la maggior consistenza, sul demanio federale. Con i soldi di chi? Bagnini, chioschisti e albergatori che, in un coro di fiducia e fratellanza, chiedono prestiti alle banche. Fantascienza? Non per tutti e non per la Rimini che conta, già organizzata nel Consorzio nel Porto.

Selezione Naturale. Voto: non classificabile.

Questo a grandi linee il quadro. Tutta responsabilità di questa Amministrazione? Non sempre direttamente, ma, considerando che il Primo Cittadino si è  occupato di politica fin da ragazzo e sempre nella stessa corrente non si può certo esimere da una responsabilità storica. In ogni caso soluzioni valide non sono state intraprese per nemmeno uno di questi problemi, anzi. Nonostante non ci sia dubbio che chiunque abbia in animo di fare buone cose, perlomeno per accrescere il  proprio  prestigio, a Rimini l’attivo riguarda 3 notti l’anno: Notte Rosa, Molo Street Parade e Capodanno… pochino per la promozione.

P.S.

Non bisogna pensare che una stroncatura faccia sempre male. Una giusta bocciatura oggi potrebbe regalarci un magnifico collaudatore di poltrone europee domani.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Petitti, Arlotti e Pizzolante… come se la largointendono.

back2Tempo fa nella pagina Facebook del Partito Democratico un incauto creatore di contenuti aveva sottolineato come Giulia Sarti (M5S) avesse una percentuale di presenze in Parlamento “solo” del 75%. Questo contro il passa 90% di Emma Petitti e Pizzolante e il quasi 100% (99.42%) di Tiziano Arlotti.

Se questa lettura delle statistiche dimostra qualcosa è proprio che, decontestualizzate, le percentuali significano poco. L’atteggiamento approssimativo nei confronti del dato ha fatto si che non fossero considerati due fatti importanti e non si sa se per ignoranza o per pretesa furbizia: 1) Giulia Sarti è stata ricoverata due volte, la seconda per un’operazione di appendicectomia. 2) Openpolis, il sito da dove sono state prese le percentuali, conta l’astensione dal voto come assenza e in politica anche l’astensione è un’azione tangibile.

C’è un terzo parametro da considerare, che fa fatica a rientrare in delle fredde percentuali e riguarda la qualità del lavoro svolto e l’efficacia che il Parlamentare ha sulla realtà delle cose. Proprio per verificare questo Citizen si è imbattuto in delle strane coincidenze, sulle quali ci piacerebbe avere l’opinione di qualche lettore.

La nostra “indagine” parte dall’assemblea del 9 Ottobre del Comitato V Peep, presso la sala della Conciliazione in via della Fiera. In quell’occasione qualcuno, a sottolineare l’indifferenza della politica sulla questione, si disse curioso di sapere se la Parlamentare Emma Petitti del PD fosse intervenuta come, pare, avesse promesso il Sindaco. Dunque siamo andati a controllare e con i potenti mezzi di Citizen, una connessione e della curiosità, abbiamo scoperto un po’ di cose.

In primo luogo si, un intervento dell’On. Petitti esiste, abbiamo faticato un po’ a trovarlo perché la parlamentare ne è solo cofirmataria, ma esiste. Il 7 Ottobre 2013 l’On. Luca Sani (PD e presenza del 44,94%) Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera ha presentato una proposta di modifica (emendamento) al ddl C.1544, la conversione in legge del decreto di Agosto sull’IMU per intenderci. Di seguito il testo della proposta della modifica:

Dopo il comma 6, aggiungere il seguente comma aggiuntivo: 6-bis. All’articolo 31, comma 48, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, le parole da: «ai sensi dell’articolo 5-bis», fino a: «riduzione prevista dell’ultimo periodo dello stesso comma» sono sostitute dalle seguenti: «dividendo per due il valore venale del bene».

La proposta è stata giudicata inammissibile e non si fatica a capire il perché. Mettendosi nei panni del Legislatore chi l’avrebbe ammessa? Dov’è la premessa? Come si fa a capire la reale situazione di emergenza sociale in cui si sono trovati almeno 1500 (e rotti) ricorrenti?

Siamo dunque andati a cercare altri atti del Parlamento in cui si rendesse nota la gravità e l’incombenza del problema V Peep di Rimini. Non ne abbiamo trovati, forse per nostra incompetenza, ma cercando tra le interrogazioni parlamentari, quello che ci sembrava il mezzo più veloce e più diretto per rendere nota la contingenza, abbiamo trovato altro.

Emma Petitti, dal Marzo in cui diventò Onorevole ad oggi, ha fatto 4 interrogazioni e, bisogna ammetterlo, tutte su Rimini. Una il 30 maggio per le economie del suo Sindaco a proposito del contributo delle spese di Giustizia che quest’anno non arriverà ai comuni. Un’altra, il 5 di Giugno, per garantire visibilità al casino fatto dal suo Sindaco con Forza Nuova, movimento su cui il Primo Cittadino ha operato il miracolo della resurrezione. La terza interrogazione è quella del 10 luglio sui Mutoid, azione che di certo non difetta di pubblicità in tutte le sue declinazioni.

Ne esiste una quarta, l’ultima ad essere stata redatta ed anche la più interessante. Il 19 Settembre l’On. Petitti interroga il Ministero della Giustizia sull’adeguamento delle tariffe e sulla maggiore rapidità dei pagamenti in favore della Meta System SCRL (Società Cooperativa a Responsabilità Limitata), una cooperativa che si occupa, almeno a quanto dice l’interrogazione, della trascrizione integrale delle intercettazioni telefoniche e ambientali per conto del tribunale di Rimini. (interrogazione)

Ora… indipendentemente dal fatto che, sicuramente, questa società si meriti di poter applicare tariffe più alte e riscuoterle più velocemente, perché è così importante da ottenere una delle 4 interrogazioni in 7 mesi della parlamentare riminese? Se guardiamo alla realtà di Rimini ci sono ben altre priorità. Un bello stimolo per la nostra curiosità.

Cercando in rete abbiamo rilevato che questa società sembra non avere un sito proprio nonostante sia presente in ogni portale di indicizzazione aziendale. L’indizio più interessante però ce l’ha restituito il sito web della Provincia su cui abbiamo trovato un’indagine sulla sicurezza proprio a cura della Meta System (meta system formazione). Nell’indagine, di fianco al nome della società redattrice del documento, c’è un asterisco che riporta ad una fila di nomi che, presumibilmente, si riferiscono ai componenti della cooperativa. Tra loro c’è il nome di Marcella Bondoni.

Potrebbe essere anche un caso di omonimia, ma a noi ricorda tanto la Marcella Bondoni ex candidato sindaco che ha portato il PD al peggior risultato elettorale di Bellaria, ma che in ogni caso, dopo essersi dimessa dal Consiglio Comunale, ha subito trovato una comoda poltrona come consulente marketing in Aeradria, continuando comunque ad essere il Coordinatore Regionale del PD per il Turismo.

Ci sono delle cose che sono e delle cose che sembrano. Delle volte se una persona ha una responsabilità pubblica sarebbe bene che stesse attenta anche alle cose che sembrano. Sinceramente non sembra bello che Emma Petitti, ancora in aspettativa dal Comune di Rimini sebbene Onorevole e segretario provinciale uscente del PD, con fidanzato fresco assunto Presidente a Romagna Acque, trovi prioritarie le questioni tariffarie di una Cooperativa nella quale uno dei componenti ha lo stesso nome di un ex Candidato Sindaco coordinatore provinciale del turismo del PD che ha bazzicato per Aeradria, di cui tutti conoscono la fine.

Di questo si dovrebbe preoccupare anche il cofirmatario On. Tiziano Arlotti, che però sicuramente ha cofirmato per spirito di gruppo… non si capisce invece quale sia lo spirito che ha suggerito all’On. Sergio Pizzolante (PDL) di mettere il suo nome su questa richiesta. Che sia una larga intesa?

P.S.

Il PD si che è un vero Partito.. anzi di più, sembra l’unico ufficio di collocamento efficiente rimasto nel Paese. Ricordo ancora con tenerezza i giovani del PD quando dichiararono che non avevano mai saputo che Roberta Frisoni, neo Presidente di AM, fosse la nipote di Melucci.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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V Peep voce: del verbo procrastinare.

13 - 4Siamo appena arrivati.

Il Sindaco di Rimini l’ha affermato con decisione in più di un’occasione e ciò fa di questa Amministrazione una gestione adolescenziale. Mi spiego meglio. Se la vita di una amministrazione è relativa solo alla legislatura in qui è impegnata, escludendo a priori la continuità politica con le altre amministrazioni anche se dello stesso partito, attualmente siamo ad un terzo… ossia nell’età dell’adolescenza.

A parte il mero calcolo matematico, anche il comportamento della Giunta pare indicare questo periodo della vita. Cosa si ottiene chiedendo ad un adolescente medio di fare una cosa? Ti dice “si adesso lo faccio” e poi procrastina fino a determinare una situazione d’emergenza in cui, o qualcuno si stufa e lo sostituisce, o egli stesso è costretto, sbuffante, ad impiegarsi in quello che gli era stato chiesto. Ovviamente farà un lavoro approssimativo.

Può sembrare ardito paragonare un’Amministrazione ad un adolescente, ma seguendo le notizie del Comune di Rimini ci si accorge che ogniqualvolta viene fuori un problema, che interessa un certo numero di cittadini, si risponde “si adesso facciamo un tavolo tecnico” e poi “campa cavallo che noi dobbiamo pensare alle feste“. Ditemi voi se questo non è un diciassettenne!

Queste considerazioni ci sono parse quanto mai pertinenti dopo aver assistito ieri sera, presso la sala della Conciliazione in via Della Fiera, alla riunione del Comitato del V Peep. In una sala gremita di cittadini, con posti in piedi fin sulle scale dell’entrata, l’Avv. Beatrice Belli dello studio Coletti, ha presentato il ricorso depositato presso il T.A.R. di Bologna. Un ricorso di circa 60 pagine, con ben 12 motivi di impugnazione e con la forza di millecinquecento (e rotti) ricorrenti.

Oggetto del contendere i maggiori oneri di esproprio richiesti dal Comune e il riscatto, facoltativo (per quanto facoltativo possa essere possedere la propria casa), di circa 30-35 mila euro ad abitante. Come detto i motivi di impugnazione sono diversi e tra questi annoveriamo: l’incompetenza dell’organo, prescrizione degli oneri, calcolo degli interessi viziato dall’inclusione di pertinenze ad uso di tutta la città e non solo del Peep (scuole, poste etc..), contrasto con la legge vigente sull’alienabilità del bene e diversi altri errori d’istruttoria.

Per chi vi scrive uno dei motivi di impugnazione più interessanti è la non comunicazione dell’avvio del provvedimento. Le Amministrazioni sono per legge obbligate a comunicare l’avvio di un iter procedurale che andrà a mettere le mani nelle tasche dei cittadini e questo per fare in modo che il cittadino stesso possa collaborare al processo in oggetto. Sembra che il Comune di Rimini abbia pensato bene di comunicarne solo il risultato.

In ogni caso le considerazioni tecniche saranno oggetto del ricorso che è partito e proseguirà il suo percorso nonostante l’intervento di Sergio Funelli, che ha promesso di aprire, presto o tardi, un tavolo tecnico (!) sulla questione. Daniela Montagnoli, presidente del Comitato, ha letto in assemblea la mail del Capo di Gabinetto del Sindaco (chiamato dai confidenti Contratto D). A quando questo tavolo? Pare che la risposta sia stata :”voi intanto pagate gli oneri, per il resto c’è tempo“.

Dunque dopo i ricorsi dei Costruttori, dopo i ricorsi dei Teleriscaldati, dopo i ricorsi degli Espropriati TRC, dopo le azioni del Comitato di Santa Giustina, dopo Rimini Uptown, dopo il doppio ricorso al concordato di Aeradria e il fallimento di Air.. dopo tutto questo un’altra brutta faccenda finisce in un tribunale. Come al solito gli interessi toccati sono quelli dei cittadini che, neanche a dirlo, devono trovare da soli un modo per difendersi.

E’ rimarchevole ai fini statistici notare come la reazione sia sempre la stessa, quasi ad indicare un modus operandi. La negazione è assolutamente bandita come nei migliori insegnamenti di marketing, si usa molto gerundio (facendo, ponderando) e si rimanda la decisione a forze superiori che esulano dalle volontà di miseri amministratori, cose tipo: “i nostri parlamentari se ne occuperanno“, “fate bene a fare ricorso noi non ci opporremo” e amenità del genere.

Il problema, come per gli adolescenti di cui si parlava all’inizio del pezzo, è che puoi essere anche arrivato da una dimensione parallela in cui non si sapeva nulla di ciò che sta succedendo e può anche darsi che ci siano delle cose sotto l’egida crudele del Destino, ma…. prima o poi qualcuno li deve lavare ‘sti piatti.

P.S.
Il ponte di via Coletti è sotto osservazione dagli anni ’80, oggi all’improvviso sta per cadere.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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