TRC Vincit Omnia.

Cattura1Bisogna ammetterlo. Ancora molti non conoscono il TRC, ma si è fatto decisamente poco amare da tutti quelli che hanno avuto la sfortuna di capitargli tra i piedi. Bisogna ammettere anche un’altra cosa: il Trasporto Rapido Costiero è un’opera senza senso utile, che deturpa il territorio e ha messo nei guai persino quelli che la vogliono finire a tutti i costi, ma se quella di stamattina è la massima resistenza che la cittadinanza si sente di opporre i dirigenti di AM e Italiana Costruzioni possono già tirare un bel sospirone di sollievo.

I Fatti. Dopo aver aperto una ferita di quasi 10km sul territorio che va da Rimini a Riccione, da stazione FS a stazione FS, qualcuno si è accorto che dovevano essere spostati i sottoservizi, le fogne. Nello specifico in Via Portovenere questa svista (o qualsiasi altra cosa sia) si è tramutata in un bel guaio per i residenti, che potranno entrare e uscire, dalle loro case, solo a piedi per un periodo stimato in circa un mese. Le questioni da puntualizzare sono diverse.

Lo spazio carrabile lasciato a disposizione è di 120 cm, meno di un manico di scopa. Già a causa del precedente confine di cantiere ai mezzi dei Vigili del Fuoco era inibito l’accesso, ora non possono passare nemmeno le ambulanze. Qualcuno dice che è sopportabile, altri, magari quelli con un invalido del 100% a casa, non sono tanto convinti, in ogni caso questi riccionesi di serie b si vedranno spegnere principi d’incendio con i Canadair e dovranno stare molto attenti al colesterolo per evitare infarti troppo fulminanti per essere raggiunti a piedi.

Altra singolare questione è il fatto che nessuno sembrava sapere quello che sarebbe avvenuto. Una mattina è apparso un cartello giallo con l’invito a spostare i mezzi di locomozione da casa, stop. Il Sindaco Tosi, a piene pagine di giornali, dichiara “non ne sapevo niente, ero a Milano”, esiste però un’ordinanza del 27/04 firmata dal Dirigente della P.M., Dott.ssa Graziella Cianini, che dispone quanto poi è successo ed inoltre la motivazione non lascia scampo, in quanto si parla di un lavoro che per sua natura deve essere programmato per tempo. Se qualcuno si fosse preoccupato della corretta comunicazione forse stamattina si sarebbe vista qualche lacrima in meno e qualche bestemmia sarebbe rimasta in canna, ma, nell’evidenza dei fatti (ne sono testimone) c’era molta confusione su ciò che sarebbe successo.

I casi sono due: si sapeva o non si sapeva. Sembra un’affermazione ovvia, ma anche l’ovvio nasconde conseguenze. Se si sapeva non si voleva essere scocciati per qualcosa di inevitabile. Se invece non si sapeva qualcuno ha fatto male il suo lavoro. Nel primo caso l’elettorato farà le sue considerazioni, nel secondo ci si affida alla fede, ossia è meglio pregare. In entrambi i casi questa mattina c’erano persone molto preoccupate perché pensavano di doversi guadagnare l’uscita di casa tra alberi e ringhiere, sperando di non dover muovere i residenti disabili. Non è così, i 120 cm sono miseri, ma garantiti. Per scoprirlo la Consigliera Regionale Sensoli (M5S) è arrivata sul cantiere la mattina presto, poi è ripartita lasciando un appello per il Sindaco Tosi (sperando che non sia a Milano).

Questi i fatti. Ora però vorrei concludere riprendendo la considerazione con cui si è aperto questo pezzo. La resistenza al TRC è ridicola. Sia chiaro, non parlo di resistenza alla maniera palestinese, sebbene un bel muro stile Gaza sia comunque stato approntato. Parlo della presenza, parlo di far pesare l’opinione pubblica, parlo di non pensare che i guai degli altri siano semplicemente… degli altri. Lo avevo già visto ai tempi dell’abbattimento della proprietà Moretti a Rimini, ma non solo li. Sembra che il lato opposto della strada sia un’altra dimensione, un luogo che non ci riguarda, figuriamoci quello che succede in un altro quartiere o in un’altra zona della città. E’ indifferenza? E’ rassegnazione? Qualsiasi cosa sia è esattamente quello di cui ha bisogno chi vuole portare avanti un’opera devastante come il TRC. Questa mattina c’erano degli attivisti del Movimento, una giornalista del Carlino e  quattro o cinque residenti, che comunque erano meno dei carabinieri. Questo cosa dovrebbe fermare?

P.S.

Mentre me ne stavo andando ho avuto un’idea geniale per ovviare alle difficoltà dei mezzi di soccorso sanitario. Si potrebbero istallare delle catapulte nei cortili per lanciare chi ha bisogno di soccorso alle spalle dei condomini, dove la strada è ancora praticabile. Prima di dire che si tratta di un’idea assurda affacciatevi alle finestre e date un occhio a cosa vi hanno costruito davanti casa.

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@DadoCardone

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TRC: Troppo ridicolmente costoso

melucciLo sanno tutti. E’ l’esercizio che crea la perfezione. Lo sa bene anche il PD di Rimini che non si limita alla devastazione, ma cerca di non far cresce neanche più l’erba al suo passaggio.

No. Non è un racconto del Centro Sinistra ai tempi di Attila, è proprio cronaca dei giorni nostri. Pare infatti che, data la soddisfazione che sta dando il primo TRC, ci sia il secondo ramo della metropolitana più stupida del mondo (che poi è un autobus) fermo al CIPE (Comitato Interministeriale di Programmazione Economica) in attesa di approvazione.

Quello che si sa è che si tratta del tragitto Stazione – Fiera,  un progetto ancora più costoso del primo, ma che si basa sempre su quelle caratteristiche principali che tanto hanno ispirato generazioni di Melucci (da Maurizio alla nipote):

  • Deve essere una linea dritta: le curve sono concetti complicati e potrebbero non essere nelle possibilità del mezzo scelto, se mai si capirà qual è. Perché divagare quando c’è l’abbattimento anche con le occupazioni temporanee di cantiere?
  • Deve essere costoso in maniera ridicola: si parla di 50 milioni di euro per 4km e rotti, ben 12 milioni a Km. Roba che puoi pagarci il taxi per anni a tutti quelli che vogliono andare alla fiera dell’est.
  • Deve essere completamente inutile: Il business plan di questo nuovo progetto si basa praticamente su reperti archeologici che il carbonio 14 data all’incirca all’era Post Sabbione, quella in cui i politici hanno cominciato a credersi degli imprenditori. Si parla forse del 1995, sicuramente quando alla Fiera non c’era una fermata del treno come oggi.

I punti per avere un TRC certificato dal prestigioso marchio qualità PD ci sono tutti. Se venisse dato il via a quest’opera una bella livella  si abbatterebbe dritto per dritto dalla Stazione alla Fiera, ripetendo la genialata dei sensi unici alternati per ciò che non si può abbattere. Abitanti di San Giuliano… cominciate pure a chiedervi se siete tra i fortunati. Oltre alla devastazione, l’inutilità conclamata e lo sfondamento delle tasche di Pantalone sono garantiti. Tanto…

La cosa più sconvolgente, anche se per essere sinceri sconvolgente è il fatto di essersi ormai abituati, è l’arbitrarietà dei dati su cui si dovrebbero basare i piani economici di queste follie. Pare infatti che secondo lo studio depositato, quest’anno, tra studenti, lavoratori e occasionali (?) più di tre milioni di persone prenderebbero, se esistesse, il nuovo ramo del TRC. Come dire… 9000 persone al giorno per tutti i 365 giorni dell’anno. Poi, dato che negli anni ’90 ponevano gran fiducia nell’attuale modello economico, gli ipotetici passeggeri dovrebbero superare i  4 milioni nel 2020. Da questo di evince quanto  il Partito Democratico sia sincero quando parla di immigrati come risorsa.

Ovviamente scherziamo. In realtà pochi del PD sono a conoscenza di questi progetti, la maggior parte sono troppo occupati ad annuire. Lasciamoli nella loro beatitudine e preoccupiamoci di più del “Silenzio degli Onesti” , perché, come diceva Martin Luther King, fa più danni della cattiveria dei malvagi. Il primo Ramo del TRC ha avuto l’appoggio, è evidente, dell’indifferenza e della disinformazione (ancor oggi c’è gente che pesa si tratti di una metropolitana). Si è arrivati al punto di dire “ormai è troppo tardi, bisogna finirlo”. Bene. Qui,  ora,  c’è un problema che si ripete identico, vogliamo cominciare già da ora a dire che è troppo tardi?

P.S.

Volevo ricordare ai Riminesi d.o.c. che l’indifferenza è una tattica che funziona solo se il destinatario se ne accorge… diversamente è solo l’ammissione di non contare nulla.

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@DadoCardone

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TPL – Il Piano del PD [intervista a G. Tamburini]

10515319_804716659580288_7256774018352510487_oVenerdì mattina si è tenuta una commissione consiliare sul trasporto pubblico locale piuttosto calda, come mai la temperatura si è alzata tanto?

Una commissione interessante in cui abbiamo approfondito alcune tematiche legate al trasporto pubblico locale, anche in relazione alla nuova ed ennesima azione di gigantismo aziendale, tanto amate dal Partito Democratico. Dopo le fusioni nella Sanità, nei vettori con START, in altre partecipate e multiutility, ecco la fusione delle Agenzie Mobilità di Rimini, Forlì e Ravenna e la scorporazione della ‘bad company‘ riminese PMR (patrimonio mobilità Rimini) con dentro il famigerato TRC. Altra fusione con il solito optional incorporato: la cortina fumogena che impedisce di capire e comprendere molte questioni che destano preoccupazione.
Al solito c’è l’obiettivo, fumoso, sbandierato in ogni sede dagli amministratori, fatto di economie di scala, efficienza, risparmi. E poi c’è quello che interessa realmente alla politica…

– E…Quale sarebbe?

Più il cittadino si ‘avvicina’ alle istituzioni, anche grazie a maggiori obblighi di trasparenza e pubblicizzazione per gli enti pubblici e più la politica tenta di allontanare dai cittadini alcuni importanti centri decisionali. Come appunto quello legato alla sanità, alla gestione dei rifiuti, ai trasporti pubblici.
Il “core” di queste società è sempre più lontano dai territori. Sempre più inaccessibile. Sempre meno trasparente.

– Alla commissione hanno partecipato, oltre all’assessore Brasini, il Presidente di AM Frisoni (solo casualmente nipote di Melucci) e il Direttore AM Dal Prato. Molte parole e molte slide. Considerazioni su quello che è emerso?

Ripeto quello che ho detto intervenendo durante la discussione. Nonostante le parole di Agenzia Mobilità tentassero di dipingere una situazione virtuosa e positiva per la nostra provincia, la realtà pare dire esattamente il contrario. Le parole e le presentazioni in slide contenevano astuzie comparative in grado di creare una sorta di realtà artificiale distorta. Sono stati messi a confronto dati non omogenei e omettendo di menzionare quegli aspetti che penalizzano il servizio di trasporto pubblico riminese rispetto alle altre realtà territoriali regionali. Come ad esempio l’età e la qualità del parco mezzi. Nella nostra provincia girano autobus vecchi, inquinanti, scomodi. Si vedono circolare autobus che sono quasi da museo.
Inoltre abbiamo visto come la realtà turistica riminese porti un vantaggio in termini di redditività dei biglietti. I turisti sono meno indipendenti negli spostamenti ed utilizzano, in media, maggiormente il TPL. Questo fa si che i ricavi della bigliettazione a Rimini siano di 1,34 €veicolokm contro la media regionale di 1,15.
Ma questi maggiori ricavi non vengono scaricati verso i cittadini per portare risultati migliori per i riminesi rispetto alla situazione regionale.

– Cioè rispetto alla media regionale maggiori ricavi, ma servizi peggiori?

Peggio ancora. Maggiori ricavi sui biglietti, ma servizi peggiori, mezzi più vecchi e dulcis in fundo prezzi più alti. Durante la commissione è stata proiettata una tabella in cui si evidenziava come gli abbonamenti per gli studenti costerebbero meno a Rimini rispetto alla media regionale e lo stesso per gli abbonamenti annuali.
Ma i dati erano disomogenei e disegnavano una realtà artificiosa.

– In che modo?
Veniva messo a confronto furbescamente il costo dell’abbonamento studenti che a Rimini è di 10 mesi contro il costo di riferimento regionale che è riferito a 12 mesi. Il costo mensile quindi diventa più alto a Rimini.
Stessa furbizia per gli abbonamenti annuali. Veniva indicato il costo medio regionale che era più alto di quello riminese, che però era riferito ad abbonamenti per over 60. I dati che ho reperito in rete e riferiti ai pensionati indicano costi molto minori in regione rispetto a Rimini.
Questa è la situazione.

– La fusione tra le tre aziende locali in una Agenzia Mobilità Romagna è un obbligo di legge. Da questo punto di vista poco da dire. O no?

La regione ha fortemente indirizzato queste scelte stabilendo obblighi di fusione. Tuttavia il mancato rispetto di tale obbligo non è sanzionato.  Piacenza, Parma, Modena, Bologna, Ferrara non hanno in corso alcun processo di fusione. Modena e Ferrara addirittura osteggiano il processo di accorpamento.
Non dipingiamo questa operazione come se l’unica cosa possibile fosse allargare le braccia.
Ci si deve fermare per capire bene. E chiarire alcuni punti ora piuttosto opachi. Ad esempio come si sorreggerà la nuova azienda PMR? Come pagherà i debiti? Chi garantirà per lei in caso di mutui? E l’aspetto occupazionale?
Senza considerare altri aspetti di programmazione e approfondimento.

– Ad esempio?

Come è possibile parlare di TPL se non si attua una seria politica di progettazione della mobilità? Questa andrebbe affrontata con un piano intercomunale di visione complessiva per affrontare il tema della mobilità. Mobilità carrabile privata, pubblica, pedonale, ciclabile e su strada ferrata obbligata. Se queste tipologie sono poste all’interno di un piano complessivo, forniranno risposte specifiche per i gruppi d’interesse e sarà possibile ipotizzare prima e in seguito verificare le ipotesi di spesa ed i costi effettivamente sostenuti.

– La commissione è stata convocata con l’invito a partecipare a tutti i Sindaci della provincia e pare che questa cosa non sia stata molto gradita. Come mai?

Personalmente ho ringraziato i sindaci presenti perchè hanno portato al Consiglio Comunale di Rimini la loro visione sul trasporto pubblico locale. E quelle che sono le criticità che riscontrano sui loro territori. Che piacciano o meno, visti i continui accorpamenti, si deve ragionare sempre più in termini territoriali allargati. E per i consiglieri di Rimini è importante, ritengo, conoscere la realtà provinciale e romagnola con cui dobbiamo condividere alcuni progetti su servizi essenziali.

– Non tutti l’hanno vista in questo modo. Il PD ha criticato e polemizzato per la partecipazione di alcuni sindaci.

Per il PD è insopportabile la presenza di voci scomode e non allineate, in particolare in appuntamenti istituzionali. Soprattutto quando l’oggetto della discussione riguarda temi su cui vorrebbero meno ‘casino‘ possibile. Ecco perché, ad esempio, impedisce ed osteggia la partecipazione di soggetti esterni in Consiglio Comunale. Che siano cittadini (hanno ad esempio bocciato la mia delibera di question time del cittadino) o loro rappresentanti, come successo ultimamente con il rifiuto a far intervenire le parti sociali durante il consiglio tematico sul Jobs Act. Sopire, mantenere sottotraccia, non disturbare il manovratore.

-Lunedì mattina non tutti i Sindaci hanno raccolto l’invito.

Erano presenti solo i sindaci non di area PD. I Sindaci del centro sinistra non sono intervenuti e non hanno mandato nemmeno un loro delegato. Erano ordini arrivati da Rimini? Boicottare la commissione? Sembra chiaro.
Peccato. Sarebbe stato interessante conoscere anche la loro posizione sul trasporto pubblico locale. Avrei ascoltato volentieri, ad esempio, i sindaci di Santarcangelo, Cattolica, Misano.
Ordini di scuderia lo hanno evidentemente impedito. Cosa avrebbero potuto dire di scomodo?

– E quelli che  sono intervenuti, come i Sindaci di Coriano, Riccione e Bellaria come si sono espressi?

Interventi puntuali e interessanti non senza qualche passaggio polemico. Interventi che hanno fatto mugugnare parecchio la maggioranza. Che ha trovato insopportabile che Sindaci non PD criticassero in quel modo. Mugugnare fuori dai microfoni: ecco l’unica cosa che la maggioranza ha fatto in tutta la mattinata. Al solito. Atteggiamento che si ripete continuamente. Nessun contributo e silenzio totale. Da bravi soldatini. Si vota quando è ora e se qualcuno osa dire qualcosa di disallineato viene attaccato e sgridato davanti a tutto il consiglio. E’ accaduto anche durante l’ultimo consiglio comunale sul jobs act. Davvero democratici.

Intervista a Gianluca Tamburini a cura di @DadoCardone

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Pezze Elettorali

Si avvicinano le Regionali e, per quanto poco considerate dalla gente, Il Partito Democratico ha bisogno che i suoi naturali serbatoi di voti non vengano scalzati da qualche moto popolare. Dunque oltre il colpo al cerchio, 300 mila euro per delle casette di legno ai Ci.Vo.Ti (pardon CI.VI.VO.),  si cerca anche il colpo alla botte con accorgimenti dell’ultimo secondo. Le pezze sono sempre le più difficili, ma ci si prova.

immagine_164Ora come ora il PD Riminese ha numerosi problemi di consenso. Di fatto il Sindaco Andrea Gnassi è riuscito a inimicarsi qualsiasi forma di comitato abbia chiesto il suo ascolto da quando è stato eletto.  Teleriscaldati, Santa Giustina, Rimini UpTown, V Peep, No TRC e questo solo per citare alcune migliaia di votanti che oggi, piuttosto che votare PD, si chiuderebbero le dita nella portiera della macchina. Poi ci sono tanti piccoli insuccessi conosciuti, tipo il negato appoggio all’AeroClub che sta cercando di mantenere operative le piste del Fellini e, probabilmente, tantissime altre cose che non conosciamo …  sarà in rotta anche con il Club della Pipa.

Dove sono le pezze? Beh per esempio ai Teleriscaldati, anche se non hanno restituito loro gli oneri urbanistici indebitamente e proditoriamente piazzati sulla tariffa, hanno promesso di riaprire il tavolo tecnico (qualsiasi cosa esso sia). Promessa non ancora mantenuta. Al  V Peep vogliono fare ottenere uno sconto del 4% sul riscatto delle abitazioni con un adeguamento di indici, anche se poi la contestazione riguarda invece, anche qui, oneri urbanistici scaduti da tempo che il Comune vuol far pagare lo stesso.

Santa Giustina? Per loro niente, neanche promesse. Li, tra gli interessi di Hera e il casello desiderato da Cagnoni per la sua Fiera non c’è trippa per gatti, devono morire affumicati. Si attaccano al tram anche quelli del TRC…. Anche se sembra che ‘sto tram, causa debiti di AM, non farà molta strada.

E pensare che cose per fare bella figura con poco ci sarebbero. Ormai un anno fa il Movimento 5 Stelle aveva presentato delle delibere urbanistiche, approvate causa assenza  sindaco, che davano modo di riqualificare l’esistente patrimonio immobiliare e favoriva un po’ i lavoratori dell’edilizia. Il Primo Cittadino, rispondendo a Monsignor Lambiasi, che aveva denunciato la sofferenza di Rimini, aveva persino usato le parole di quelle delibere, senza però mai applicarle. Lui preferisce i rendering, i dipendenti degli  uffici comunali  li fanno ornai  sul gabinetto al posto delle parole crociate e così ha scelto cacciare i mercanti dal centro, per agevolare una vision con l’erba inglese in piazza Malatesta.  Qui nei dintorni ci hanno provato sia a Pesaro che a Forlì, con il risultato della morte del mercato. Altro migliaio di voti persi.

Forse non si è accorto, come ci fa notare Fausto Battistel,che  l’oggetto di quelle delibere è oggi un articolo di legge dello Stato.  (Capo V  – Misure per il rilancio dell’edilizia Art. 17  Semplificazioni ed altre misure in materia edilizia Pubblicato nella Gazz. Uff. 12 settembre 2014, n. 212). Leggiamo la dichiarazione dello stesso   candidato alle Elezioni Regionali.

“Le proposte del movimento5stelle al consiglio comunale hanno anticipato di oltre un anno, questo articolo 17, indicando una strada facilmente e immediatamente percorribile per fornire una soluzione alla crisi. Invece di proclami per opere enormi, per la comunità chiediamo un atto di solidarietà. Noi siamo consapevoli e competenti, se non volete riconoscerlo, amen , ma almeno usate le buone idee.

Chiediamo un atto immediato di delibera al consiglio per  un regolamento attuativo sul comune di Rimini, per il frazionamento degli appartamenti di grandi dimensioni nell’intero territorio.”

Chiedere è lecito … rispondere non è  abitudine del Sindaco.

P.S.

Domenica 23 si vota. Che ognuno si prenda la responsabilità del suo futuro.

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@DadoCardone

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Un Sindaco a corto di idee.

Il Movimento 5 Stelle non propone mai niente. E’ gente che protesta, ma a lamentarsi sono buoni tutti, poi però bisogna governare. Se malauguratamente dovessero andare loro ad amministrare Rimini che cosa combinerebbero visto che sono senza esperienza e senza proposte?

A questo punto molti di voi sono andati in fondo all’articolo per scoprire chi l’ha firmato e poi sono tornati a rileggere le prime righe per capire se sono impazzito, ma quelle sopra sono le accuse che si rivolgono usualmente al Movimento 5 Stelle in generale e a quello di Rimini in particolare. Le ho riassunte perché mi servono per dimostrare una semplice tesi: chi le usa  è o  in malafede o  disinformato. Lasciatemi aggiungere che, personalmente, gradisco più le persone in malafede, perché i disinformati sono causa dei nostri malanni, più di quelli che ne traggono vantaggio.

Detto questo. Ieri in un comunicato stampa del Comune, oggi ripreso dalla stampa locale, si leggono testuali parole del Sindaco di Rimini Andrea Gnassi:

“Agiremo sul divieto di frazionamento di appartamenti dalle pezzature sovradimensionate per permettere ai giovani e alle famiglie di affittare alloggi dagli spazi ragionevoli a un prezzo ragionevole. […] Non vogliamo più periferie, ma semmai cucire e rammendare aree ora isolate”.

Quelle che leggete in queste righe sono esattamente (vengono persino usati gli stessi termini) le delibere del Movimento che vennero approvate in Consiglio Comunale il 18 ottobre 2013, con Gnassi assente. Oltre all’evidente  fatto che le stesse passarono proprio grazie a quell’assenza, sono state trattenute sulla scrivania del Primo Cittadino per lungo tempo e, fino a questa dichiarazione, non vi era stata ancora notizia del loro passaggio agli uffici preposti. Da ieri, improvvisamente, fanno parte del Masterplan (qualsiasi cosa esso sia).

Ricordo con tenerezza le prime immagini in cui facendosi fotografare davanti a una ruspa, che aveva appena abbattuto un cesso in una spiaggia di Rimini Nord, dichiarava che da li sarebbe ripartita la costruzione di Rimini. A ben guardare, però, quegli atteggiamenti, come la spiccata propensione alla supercazzola,  erano indizi della brutta attitudine al volo pindarico.

Abbiamo visto svolazzare per anni diapositive che parlavano del nulla, mentre nella realtà dei fatti questa Amministrazione ha prodotto:

  • Una ruota abusiva.
  • La prima ciclabile d’Europa con soppalco. Più di seicentomila € a cui la Regione, probabilmente, non parteciperà perché il progetto è stato realizzato diversamente da come  presentato.
  • Il fallimento di un Aeroporto.
  • Una finta guerra al Cemento che serviva solo a salvare indici di edificabilità in favore di un Ipermercato in pieno centro, che a sua volta serve a salvare il Palas di Cagnoni.
  • La distruzione sistematica dell’aspettativa di qualsiasi comitato sia nato in questi anni. Teleriscaldamento, Santa Giustina, Rimini UpTown, No TRC, Astronave che Fuma (antenna sul Palas),  V Peep. Solo per citarne alcuni.
  • La deriva dei progetti di recupero delle aree coloniali.
  • Un ponte che  solo per la rabbia dei cittadini è un ponte normale e non la controfigura  del ponte di un film di guerra.
  • Una quantità enorme, anche per dimensione, d’inutili cartelli che fanno apparire come cadute dal cielo le più grandi banalità. Per essere chiari: Cattolica ha tolto i semafori da almeno vent’anni, è inutile spendere migliaia di Euro solo per far capire che ti sei deciso anche tu, perché ormai è ordinaria amministrazione. Vogliamo parlare poi delle erbe erranti?
  • Un declino spaventoso dell’operatività turistica. E’ sfuggito a pochi che ormai la stagione giace sotto l’assenza delle iniziative private, distrutte per favorire l’immagine del Sindaco delle Feste. Ormai la stagione comincia a Luglio e le famose feste sono eventi per il territorio Riminese, questi  i successi della “Capitale del Turismo”, o della “Miami della Costa Adriatica” che dir si voglia.
  • Un progetto d’impianto fognario pensato da Hera  e consegnato direttamente dalle sue capienti mani , progettato per le sue esigenze e per il quale tutta la Provincia di Rimini dovrà pagare rateizzandolo in anni di bollette dell’acqua.
  • L’intruppamento di volontari civici, i famosi CI.VO.TI, grati della maglietta nuova e del lavoro che dovrebbe fare Anthea, tanto grati anche per il finanziamento di 300 mila euro con cui sono state costruite delle casette per gli attrezzi (che se guardi nel catalogo OBI la deluxe costa 5000€). Ovviamente, poi, è solo una combinazione che l’Assessore di Riferimento sia anche candidata alle Regionali.
  • L’incasinamento delle opportunità sportive Riminesi.  Si favoriscono happening sportivi  dove il sindaco può farsi fotografare mentre fa finta di correre, ma poi, per le cose che richiedono presenza amministrativa seria, si prendono decisioni come l’epica figuraccia dei campi di calcio.
  • Due posti d’onore al top delle classifiche del sole 24 ore tra le città che hanno subito di più la crisi e che subiscono di più la criminalità.

Il quadretto non è affatto migliorato dalla necessità del Sindaco di “Hackerare” le idee altrui per trovare qualcosa di buono da dire sulle sue, soprattutto quando sono soluzioni che aveva trattenuto nel limbo per un anno in quanto, evidentemente, considerava lo delegittimassero. Che abbia perso la Vision?

P.S.

Oggi, in un altro comunicato stampa, il Movimento si è dichiarato felice di essere stato derubato,  a patto però che quelle idee vengano usate…. E non per una supercazzola.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC o Mongolfiera?

Ieri sera in un’apposita Commissione presso il Comune di Cattolica Ermete Dal Prato e  la solo incidentalmente nipote di Maurizio Melucci, pare si chiami Frisoni o qualcosa del genere, hanno parlato di TRC. Per noi l’Architetto Fausto Battistel in veste di inviato.

La Redazione

TRC o Mongolfiera?

Ieri sera al comune di Cattolica si è svolta una commissione specifica, informativa, sulle reali opportunità degli amministratori cattolichini, riflettere e proseguire o meno sulla scelta eseguita anni fa, con la firma dell’accordo di programma per la realizzazione dell’opera, tra regione, provincia, enti locali ed agenzia mobilità.

Oltre agli amministratori comunali, le opposizioni e un folto gruppo di pubblico, al quale bisogna riconoscere è stata data la possibilità di fare domande specifiche sul progetto, erano presenti l’Ing. Dal Prato e la Presidente di Agenzia Mobilità dott.essa Frisoni.

Una buona parte dei presenti, ha potuto constatare, con perplessità, la leggerezza degli argomenti e dei dati portati a sostegno della tesi della strategicità dell’opera tra Riccione e Cattolica. Per stessa ammissione della Presidente e dell’Ingegnere, ad oggi non c’è uno studio di fattibilità concreto, che indichi ipotesi di flussi degli utenti, costi dell’opera, percorsi certi e punto di arrivo.

Pertanto la prima domanda che sorge spontanea è: come può essere definito strategico un progetto del quale non si conoscono gli obbiettivi minimi principali, arrivo, numero di utenti trasportati, percorsi e costi?

La seconda è: come possono gli amministratori ed i cittadini scegliere di salire su un “Phileas”, questo il nome del bus, se non conoscono l’entità complessiva dell’opera, diciamo un grande numero, la tempistica, e ipotizzare se le risorse richieste per l’esecuzione sono proporzionate e tollerabili per le comunità interessate?

La terza è: di quali infrastrutture necessita il “Phileas” per poter circolare e quale è l’impatto complessivo sull’ambiente per avere questo trasporto, quale è la sua flessibilità e la sua durata? Quali saranno i disagi per i cittadini? Quanti dovranno subire l’orizzonte del trc, che scorre davanti alle loro abitazioni, creando una barriera visiva e fisica?

Appare anomalo, che il progetto del TRC sia realizzato in assenza, per Rimini, del Piano Urbano del Traffico PUT, e  vista la continuità delle costruzioni e il consumo di territorio, considerando area urbanizzata continua il territorio da Cesena a Rimini, non vi sia un piano intercomunale, ed un progetto di più ampio respiro con indicazioni precise sulle finalità da raggiungere, al quale partecipino tutti i portatori d’interesse dei trasporti, comprese le Ferrovie e gli aereoporti, per lavorare in sinergia con il trasporto privato, il Trasporto pubblico Locale e gli enti dotati di sempre minori risorse, da destinare ai servizi.

Infrastrutture troppo costose e specifiche non garantiscono la flessibilità, l’economicità e la durabilità nel tempo. La mobilità delle popolazioni e la rapidità dei flussi migratori, insieme ad una situazione socio politica complessa, non permettono valutazioni credibili sulle necessità e sulle esigenze degli spostamenti del prossimo futuro.

In realtà da quanto ho capito l’uscita dal progetto deve essere consensuale e quindi tutti i comuni devono essere d’accordo, basta solo che uno sia favorevole a continuare che gli altri lo devono seguire anche se le necessità di trasporto tra Rimini e Riccione sono diverse di quelle tra Misano e Cattolica.

Il lungomare, il trasporto di costa, per togliere le auto dal lungomare, intanto resta sguarnito.

Phileas Fogg (il protagonista del “giro del mondo in 80 giorni”) suggerisce la mongolfiera da Rimini a Cattolica, in 20 min, con vento a favore oppure a Ravenna, TRC, Trasporto random costiero, per un turismo lento, casuale, ma almeno quando non usi il mezzo resta il paesaggio… e soprattutto non devi espropriare, abbattere costruzioni per cui hai rilasciato autorizzazioni e creare infrastrutture degne dei faraoni o degli imperatori, una mongolfiera per una signoria è più che sufficiente.

P.s. Beh di certo Phileas Fogg, se avesse scelto il trc, avrebbe perso la sua scommessa.

Architetto Fausto Battistel

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Disastro TRC.

Il TRC…. Sapete cosa? Chi ha partorito questa balzana idea dovrebbe darsi delle gran pacche sulle spalle da solo, perché è riuscito a mettere in difficoltà chiunque entri in contatto con la corsa di questo folle autobus da 100 (e passa) milioni di Euro.

Agenzia Mobilità, guidata formalmente da quella che solo incidentalmente è la nipote di Maurizio Melucci, ma ufficiosamente dalla vittima sacrificale Ermete Dal Prato, non riesce a stare nei costi. L’annunciata cura dimagrante che avrebbe dovuto fare l’opera, per ritornare all’originaria ipotesi di spesa, è stata come quelle diete buone per la prova costume: il sacrificio estremo fino alla prima discesa in spiaggia e poi giù a bere e mangiare come se non ci fosse un domani.

Trattavasi di un altro degli annunci di Gnassi, completamente separato dalla realtà. Da dove voleva togliere 10 milioni di Euro, supposto che fosse quello il problema del TRC, lo aveva capito solo lui e ieri, nell’apposita commissione si sono fatti dei conti diversi.

Cattura102 milioni di Euro. Che dire…. Salute! Si è sorpassata la soglia psicologica dei 100 milioni di Euro per un autobus su gomma, che doppia servizi già esistenti e che è ben lungi da essere associato ad un consuntivo di spesa finale. Nessuno vorrebbe essere nei panni di Dal Prato nel momento in cui cambierà (perché prima o poi cambierà) l’opportunità politica di appoggiare una simile pazzia.

Nel frattempo, prima che 10 km d’idrorepellente cemento diano il colpo di grazia alla già complicata situazione degli allagamenti riminesi (10.000 metri di cortili, giardini ed erbe erranti ne assorbono di acqua) si cominciano a registrare i primi danni seri al “muro del pianto” di Spontricciolo che tra un po’ verrà chiamato “delle bestemmie”. Qualcuna se n’è già udita dagli abitanti della zona, che mai avrebbero pensato di diventare degli alluvionati, ma c’è da scommettere che qualcuna ne è partita anche dal Comune. La promessa elettorale di fermare questo “Tram chiamato Putiferio” (scusate la parafrasi) non solo non può essere rispettata, ma si sta trasformando in un boomerang di aspettative disattese. Forse il Sindaco Tosi aveva in mente di fermare il TRC con della diplomazia, ma le rivoluzioni “per favore” sono una contraddizione in termini e un capo della Municipale che non viene fatto entrare in un cantiere proprio non si può vedere. Il sì a  un referendum informato e consapevole sui costi che ci si dovrebbe caricare sarebbe l’autorizzazione per ribaltare il tavolo di AM… i cittadini si sobbarcano ben altri oneri, tipo il mantenimento di Hera “la Piovra” senza che ne abbiano contezza.

Come detto però danni il TRC ne fa a tutti, non solo a chi lo avversa. Nel PD tutti stanno bene attenti a non tirare fuori l’argomento e addirittura Lupus in Fabula, alias Maurizio Melucci, preferisce dichiarare,  nelle rilassanti interviste del Nuovo Quotidiano,   che la Darsena e il 105 sono due successi della sua Amministrazione, piuttosto che citare l’abominio TRC.

Sembrerà strano, ma danni ne fa anche a chi dovrebbe goderne, politicamente si intende. Dopo una commissione copia di quella dell’anno scorso, ma che aumenta la spesa per uscire dall’opera di 3 milioni arrivando a 54, Carla Franchini, in barba a quanto dichiarato da tutto il Movimento 5 Stelle di Rimini, sembra sostenere che non si può uscire, tanto vale finire in fretta. Il Movimento si dissocia perchè questa presa di posizione assomiglia più alla linea della Procura, la quale ha fatto certificare a un Giudice per le Indagini Preliminari che il giudice del Tar aveva sbagliato a scrivere (!), pur di non intralciare l’autobus più stupido del mondo. Sicuramente non è la linea del Movimento di Rimini, né di quello di Riccione ,che, pensando al futuro del territorio e non alla prossima elezione, sono consapevoli del fatto che 51 milioni (o 54 dell’ultima versione) saranno nulla in confronto all’emorragia di danaro pubblico che quest’opera fallimentare causerà.

La patata bollente viene tirata di mano in mano, ma ogni mano che tocca ne rimane ustionata. Territorio devastato e consumato impunemente, partiti screditati, cittadinanza vessata e bagnata… che cosa vuoi di più dalla vita? Una Funivia? Non preoccupatevi che qualcuno ci sta già pensando. Nel frattempo il PD, il Partito Dissociato, si muove in fretta per far dire nei Consigli Comunali di Misano e Cattolica che il TRC arriverà fino a li.

P.S.

Presto si voterà per le seggiole del Consiglio Regionale. Da Rimini si stanno presentando delle persone veramente in gamba. Non lasciate che l’indifferenza vi tolga il voto, usatelo e pretendete di avere dei rappresentanti che facciano gli interessi dei cittadini e non delle partecipate. Aiutateli ad aiutarvi.

Davide Cardone

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Dissimulazioni.

Parliamoci chiaro. Le prevaricazioni viste questi giorni in Senato non sono un’eccezione,  sono anzi la pratica consolidata con cui il sistema di potere politico, risorta democristianeria, gestisce i suoi interessi dal locale al nazionale.

Le aule del Governo sono solo il recinto più in vista di varia e scadente umanità che muove i suoi primi passi nei Consigli Comunali, vera scuola del gioco sporco. Inutile ricordare che in Italia, ogni anno, vengono sciolti più di venti comuni a causa di infiltrazioni mafiose. Questo fenomeno, non imprescindibile dal sud, sembrerebbe decretare un vero e proprio federalismo criminale (altro che demaniale), ma, sicuramente, sancisce soprattutto la tendenza assoluta degli amministratori locali alla nobile arte Razziana de “fatti li cazzi tua”.

Razzi certo è l’eccellenza. Lui è talmente un purista della politica a uso vitalizio che non ha nemmeno bisogno di far finta di fare altro, anzi … se la ride con noi e rimane al suo posto,  guadagnandosi persino l’abbraccio del Ministro delle Riforme al completamento della più grande porcata della storia della Repubblica Italiana.  Ora, immediatamente dopo l’attuazione della “riforma”, non ci sarà più da temere per “qualche” pregiudicato in Senato. Prendendoli dall’allevamento dei Consigli Regionali è molto probabile che saranno tutti indagati, ma mica solo per cose di mafia eh! Ci mancherebbe. C’è anche  chi semplicemente “tiene famiglia” e concede finanziamenti illeciti al fratello. Bazzecole. Un prezzo minimo da pagare in cambio della manipolazione del Titolo V.

Razzi, si diceva, è un superlativo assoluto. Lui spicca come un diamante tagliato ad Anversa  tra le pietre grezze del vitalizio all’italiana. Gli altri devono dissimulare, che è un po’ come andare in bici a rotelle: ogni tanto qualcuno ti guarda come un pirla, ma arrivi lo stesso dove devi arrivare.

A Rimini c’è un piccolo campioncino nell’arte della dissimulazione. Un uomo che combatte il cemento favorendo la costruzione dei  centri commerciali, un Sindaco che fa spendere alla città più di cartelli colorati che di lavori stradali, un Primo Cittadino che trova odiosa illegalità, figlia dell’egoismo e dell’arroganza, la scritta con un pennarello su un muro, ma lettere di patronage ad aeroporti falliti, TRC che buttano giù proprietà con la sola occupazione provvisoria e ruote panoramiche abusive li trova tutti atti progressisti.

A proposito…. Avete letto di come si sia autoproclamato guardiano della notte di Gotham-Rimini? Praticamente lui da solo ha immobilizzato 3 vandali imbrattatori. Non ho capito bene cosa sia successo, ma immagino che con la mano destra ne abbia fermato uno, con la sinistra un altro … e il terzo? E la bicicletta con cosa la teneva? Sembra la barzelletta del cacciatore che mette in fila i tre leoni. Comunque questi tre, di taglia media, li ha catturati e … dovevate vedere quelli che sono scappati. Pare che li abbia anche costretti a cominciare una sorta di pulizia delle scritte con prodotti recuperati non si sa bene come.

Il messaggio  è chiaro no? Santa Giustina può morire nello smog per il completamento del depuratore pagato da tutta la Provincia e con il quale Hera servirà anche il cliente San Marino, i Teleriscaldati possono scegliere se morire di freddo o intossicarsi con delle stufe a petrolio, 10 km di costa possono essere deturpati dall’autobus più stupido e costoso del mondo, ma….. non scrivetegli con quel cazzo di pennarello nei sottopassaggi, altrimenti diventa una bestia. Dissimuliamo.

P.S.

A proposito di peculiarità Sindacali. Renata Tosi, Sindaco di Riccione, è stata chiamata dai Carabinieri per essere identificata riguardo ai fatti sul cantiere riccionese del TRC. Potevano dirglielo prima delle elezioni che Gnassi era Sindaco Emerito  di Riccione, magari avrebbe promesso di meno.

Davide Cardone

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TAR selfservice 24h

Se la notizia sarà confermata, ma pare che lo sia, l’Ordinanza con cui il Sindaco Renata Tosi aveva sospeso il cantiere riccionese del TRC è già stata annullata dal Tribunale Amministrativo Regionale in tempo record.  L’ordinanza n.68 del 17 giugno, che fermava l’abbattimento dei Pini lungo la ferrovia fino a un incontro già fissato in Regione il 30 dello stesso mese,  è stata resa nulla in neanche due giorni lavorativi … che stacanovisti questi del TAR.

Il Tam Tam social è già partito e la domanda che si propaga a velocità virale è: ma com’è possibile che il TAR, notoriamente sovraccarico di lavoro, in sole 24 ore si pronunci su una questione così complicata? Anche se si fosse considerata la parte più semplice della faccenda, ossia il provvedimento urgente e contingibile del Sindaco, elevato per motivi di pubblica sicurezza, ma trovato illegittimo, quale tipo di canale diretto bisogna possedere per farlo annullare in così breve tempo? Mossa calcolata da tempo o giudice amico?

Non abbiamo elementi per sostenere nessuna delle due tesi, ma se dobbiamo guardare le recenti pronunziazioni  del Tribunale Amministrativo Bolognese un dato certo lo possiamo ricavare: il TAR di Bologna è statisticamente sfavorevole ai comitati cittadini della Provincia Riminese.

Il Comitato contro il Teleriscaldamento, dopo aver costretto il Comune di Rimini a un provvedimento congiunto (se no altro che 24 ore), si vide respinto il ricorso senza che si entrasse nel merito della questione. Secondo la sentenza semplicemente non erano un’entità cui fosse attribuibile un simile atto. Una questione formale che, però, non li esentò dal pagamento di più di 25 mila euro di spese legali.

Prima dell’estate scorsa anche un’altra questione arrivò nelle aule di bologna. Il ricorso del Comitato Riminese contro il TRC, sostenuto da una stringente tesi accusatoria contro Agenzia Mobilità, elaborata dall’Ing. Gallini, fu prima accettata da un giudice e poi bocciata da un altro, per un altro caso, ma tanto bastò.

Anche i cittadini riuniti per la questione del V Peep hanno recentemente ricevuto il dubbio di Erode in risposta al loro ricorso. Il Tar si è infatti dichiarato non competente per la materia in oggetto, come dire … me ne lavo le mani.

Ora il nuovo caso, un’ordinanza contingibile urgente respinta con urgenza, mette ancor di più in ambasce i cittadini che il Sindaco, va detto, rappresenta nella loro totalità e di cui è il primo responsabile per la pubblica sicurezza. Sicuramente l’analisi di queste poche righe si può migliorare, ma il quadro generale restituisce ai cittadini un dubbio preoccupante e per capire quale sia questo dubbio basta leggere i post degli interessati sulle pagine dei social. In molti rilevano disparità, non si sentono garantiti e lo esprimono senza mezzi termini.

Cosa succederà ora? I cittadini di Riccione bloccheranno di nuovo il cantiere? Sempre per amor della statistica: la cosa funziona quando si è veramente in tanti.

P.S.

A volte non basta nemmeno non votarli più per toglierseli di torno.

Davide Cardone

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Un tranquillo Martedì di Procura

All’indomani dell’addio, o dell’arrivederci, dell’unico Pm  che abbia mai smosso le acque nel placido laghetto del PD Riminese, Gemma Gualdi, la magistratura  è sollecitata da superlavoro di origine Piddina. Ultimamente si ha come l’impressione che se non fosse per quel 40%, che da voto assolutamente non politico è diventato la riscossa dei Democrat, al Capo della Procura Giovagnoli converrebbe chiamare indietro la Terminator milanese.

In questo tranquillo martedì mattina di giugno, oltre al consueto lavoro che Rimini dà in abbondanza, in Procura si sono trovati altre due belle gatte da pelare, entrambe di origine politica. La Prima riguarda un esposto presentato dai tre Consiglieri riminesi del Movimento 5 Stelle (Luigi Camporesi, Gianluca Tamburini e Carla Franchini) e la seconda è una raccomandata a voce portata direttamente dal Neo Sindaco di Riccione Renata Tosi.

CatturaProcediamo con ordine. Il primo esposto , ampiamente annunciato, è un atto dovuto da parte dei Consiglieri del Movimento perché è il rilievo di una irregolarità a proposito della Manovra Salvapalas, fatta già notare nel consesso del Consiglio Comunale, ma nei riguardi della quale molti hanno preferito “fare gli scemi per non andare in guerra”. Nello specifico il documento degli uffici comunali con parere di regolarità nei confronti della variante che aumentava il valore del terreno ex auditorium, con piscina, centro commerciale e palazzine sovietiche, recava sotto il parere contabile una sigla senza timbro del ragioniere capo. Sciocchezze? Non tanto, se si prende nota che il ragioniere capo è la Dottoressa  Vandi, altrimenti identificabile come  la moglie di Lorenzo Cagnoni, colui al quale, proprio con quel disposto, vengono tolte le castagne dal fuoco.

Rilevata l’irregolarità il Consigliere Camporesi è intervenuto sull’ordine dei lavori chiedendo: il nome che si voleva rappresentare con quella sigla priva di timbro,  se nel caso specifico sussistevano gli obblighi ex art. 49 del Tuel (conflitto di interessi) e  la sospensione della seduta per accertare i fatti. Ovviamente (“ovviamente” per gente del PD si intende) la seduta non fu sospesa, i fatti non vennero accertati e il tutto fu condito dal sacro terrore di nominare il Ragioniere Generale a microfono aperto… non si è capito bene il perché (bugia), forse perché se nominato tre volte appare e si porta via l’anima e il gettone di presenza del Consigliere più anziano a disposizione.

pinoL’altro esposto  fresco di giornata, non annunciato, ma prevedibile,  è di gusto più pirotecnico.  Il metodo AM, quello di mettere la gente davanti al fatto compiuto e vedere poi se sussistano o meno estremi da denuncia, è stato messo in atto contro i pini lungo la ferrovia di Riccione. Quella che, secondo il nuovo Sindaco Renata Tosi, non è altro che una ritorsione all’indomani della disfatta politica del Centro Sinistra (qualsiasi cosa esso sia), è stata fermata appena in tempo dai cittadini riccionesi che hanno prontamente occupato il cantiere. Caduto sul campo un povero pino, il primo della fila dei 200.

Il TRC dunque continua ad esacerbare gli animi dei cittadini, che rischiano denunce per interruzione di cantiere pur di fermarlo… e pensare che la chiamano opera pubblica. Il dilemma dell’estate, o delle ultime 20 estati perlomeno, è: il TRC si può fermare? Mentre comunisti da poco quarantenni rivendicano battaglie cominciate 15 anni fa, ma mai portate a termine, Agenzia Mobilità, presieduta solo casualmente dalla nipote di Maurizio Melucci, procede alacremente cercando di portate l’opera oltre il punto di non ritorno che, secondo alcuni, è già stato raggiunto. Secondo chi vi scrive invece, tanto è stupida e onerosa da gestire quest’opera, il punto di non ritorno è l’inaugurazione della stessa: a Rimini persino un aeroporto portatore di indotto è stato fatto fallire, figuriamoci un autobus che, solo per sostituire una tratta già percorsa i 10 modi diversi, è costato 100 milioni di Euro.

In ogni caso queste sono le novità di giornata per il Procuratore Capo. Quanto presto sentirà  la mancanza di Gemma Gualdi, l’unica che aveva osato guardare dentro il vaso di Pandora Riminese? Non lo sappiamo, ma sicuramente non vogliamo credere ai maliziosi che invece considerano la richiesta di trasferimento un sollievo per molti in Procura.

P.S.

Tosi non era nemmeno arrivata sul cantiere che già si dicevano sconfessate le promesse elettorali. E’ incredibile che le persone abbiano così poca pazienza con un Sindaco che deve ancora stirare una volta la fascia, mentre ad altri, che da anni scrivono t’amo sulla sabbia, sia concesso di dire qualsiasi sciocchezza.

Davide Cardone

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Riccione è fuori dal TRC

Non sappiamo se sono nodi, ma qualcosa al pettine c’è arrivato. A Riccione Renata Tosi sbanca il tavolo e stronca sul nascere le ambizioni di Fabio Bretella Ubaldi.

La vittoria, inoppugnabile, si può leggere in diversi modi. C’è chi la vedrà dal punto di vista dell’affluenza, minore del primo turno, ma non bassa come in altre località, c’è chi la analizzerà unicamente come sconfitta PD e c’è chi, come noi di Citizen, preferirà sottolineare l’effetto domino.

Quello di Riccione è semplicemente un voto di alternanza o una vera e propria scelta di rottura? Ricordiamo che il voto a Renata Tosi ha due destinazioni: una sono le liste apparentate Forza Italia e Fratelli d’Italia, notoriamente praticanti delle larghe intese, l’altra è Tosi stessa che, con Noi Riccionesi, si è proposta con una scelta di discontinuità.

Cosa può fare un nuovo Sindaco per dimostrare di essere differente da un qualsiasi segnaposto PD (sebbene provvisto di bretelle)? Tanto per cominciare potrebbe rispettare le promesse elettorali e noi, chissà come mai, ne ricordiamo solo una: con Renata, Sindaco, Riccione esce dal TRC a costo di appiopparsi 50 milioni di euro di rimessa. Si lo sappiamo …. Successive dichiarazioni della stessa Tosi definiscono la volontà di appiopparsi il debito una boutade, ma non fanno lo stesso con l’opera del TRC.

Dunque partendo dal presupposto che il Neo Sindaco di Riccione, colei che ha rotto  più di 60 anni di dominio della sinistra, non voglia come primo atto disattendere l’unica promessa elettorale che la gente in effetti ricorda, possiamo senza alcun dubbio annunciare:

Riccione è ufficialmente uscita dal TRC.

Così il percorso dell’autobus più stupido e costoso del mondo viene meno di qualche Km… per non parlare poi del senso e dell’utilità. Già prima collegava due stazioni già collegate e nessun altro punto strategico (so che vi piace quando uso questo termine), ora neanche quelle. Cento milioni di euro spesi per collegare il niente. Poco male perché secondo le convinzioni del Consigliere Comunale di Rimini Enrico Piccari (PD) il TRC “è servito per fare i sottopassi”. Meno male.

Paradossalmente un sospiro di sollievo dovrebbe tirarlo  l’Ing. Dal Prato di Agenzia Mobilità. Di recente era stata imposta alle spese una cura dimagrante di circa dieci milioni di euro, in modo che Riccione non si potesse lamentare di soldi che non poteva spendere. La “dieta”, imposta dall’alto, aveva reso le cose difficili in un modo che nemmeno la nuova Presidente, giovane e brillante manager solo casualmente nipote di Melucci, avrebbe potuto risolvere (l’ultimo periodo è da leggere in tono ironico ovviamente). Adesso, a quanto ne sappiamo, Riccione in ogni caso non ci sta e dunque che senso hanno le strette di cinghia?

P.S.

Il Movimento 5 Stelle di Riccione ha lasciato libertà di coscienza nel voto al ballottaggio e, a quanto pare, quei voti liberi hanno scelto di dare fiducia alle promesse di Renata Tosi. In campagna elettorale si è discusso a lungo sulla paternità della battaglia NO TRC, ora si vedrà se oltre alle magliette verranno stampate anche un po’ di risoluzioni in carta bollata.

Davide Cardone

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Ennesima avanzata del T.R.C. alias eravamo in guerra e non lo sapevamo

Lettera Aperta ai riccionesi.

Carissimi rappresentanti del partito democratiko, altre forze politiche, concittadini tutti.

Abbiamo compreso di essere in piena strategia. Un’aurea quasi militaresca è scesa in ogni angolo di questa città, dove si sente forte odore di generali e colonnelli. Ma è un odore acre, forte, puzza.
Lo stesso clima di tattiche e contro tattiche lo si vede in tutta la provincia ed a livello nazionale. Annunci farsa e poi boom, la verità arriva impietosa sulle enormi balle delle forze politiche che hanno governato queste lande [feudi?] negli ultimi 40 anni.

Avrete quindi sicuramente notato che alla cittàed ai suoi abitanti la si racconta sempre; prima che l’inceneritore sarebbe stata un’opera strategica; anche l’area del Marano è divenuta improvvisamente strategica per il suo indotto; è diventato strategico pure il Palacongressi; così lo è divenuta la terza corsia dell’autostrada; idem Aeradria era strategica [bada bene Aeradria e non l’aeroporto Fellini]; così le tante piscine sono state a loro modo strategiche; lo è stata la cementificazione selvaggia che ha visto protagonista anche l’ultimo consiglio comunale; oggi lo è il T.R.C. e anche la statale 16.

Apparentemente la vostra opera è sbagliata su tutta la linea, perlomeno, dagli intenti ai risultati sembrerebbe che i vostri generali e marescialli abbiano fallito in ogni opera che siano riusciti a toccare: dei Re Mida al contrario.
Molti di loro si chiedono quali saranno le maledette sfortune che li perseguitano e che imperversano nel nostro territorio?
Noi lo sappiamo, tutti le temono e nessuno le menziona, al solo accenno i marescialli si toccano per scrupolo: si chiamano Procura della Repubblica e Tribunale Amministrativo Regionale!
Provate anche voi cittadini, entrate in un luogo di consistente presenza politika e pronunciate l’anatema… a breve noterete defilarsi i primi marescialli timorosi e in men che non si dica il luogo rimarrà vuoto.
A giudicare dai numeri hanno fallito, ma imperterriti sono ancora arroccati nelle segrete stanze a parlare di tattiche e strategie. Ad un occhio attento potrebbe anche risultare che determinati interessi siano invece stati salvaguardati.

Eppure siete stati tutti avvisati per tempo. Sono anni che ci si confronta su questi temi, ma anche nell’ultimo consiglio comunale è emerso chiaramente il rifiuto di affrontare il volere di 7.500 firme dei cittadini contro le attuali politiche dei rifiuti, pari al rifiuto di indire un referendum corredato di 4.000 firme sul TRC, portato sui banchi del consiglio negli anni passati.

Ora, prima che ci raccontiate dell’ennesima mirabolante impresa a cui vorrete assoggettare questo territorio ed i suoi già provati abitanti, vorremmo parlarvi noi di strategie.

Riguardate i risultati;

  • la strategicità dell’inceneritore è diventata utile netto per una società privata, maggiori costi per la comunità, probabilmente ulteriori aggravi per la salute dei cittadini e un oscura ombra data dalla possibilità di bruciare maggiori rifiuti “stranieri”, questo qualora la raccolta differenziata funzionasse ancor di più con il porta a porta;
  • se l’A14 doveva ridurre enormemente l’impatto ambientale e la quantità delle micro polveri [PM10 e PM2.5] in sospensione nella nostra aria, è anche vero che i dati forniti dagli enti preposti ci assicurano che l’inquinamento è aumentato enormemente;
  • il Palacongressi vuoto per buona parte dell’anno e con costi di gestione astronomici riesce a malapena a coprire le sue spese, ma il debito rimane da estinguere a carico di tutta la cittadinanza;
  • il Marano è rimasto uno spettacolo indegno e anzi è diventato un concentrato di criminalità, prostituzione, spaccio, degno dei peggiori quartieri romanzati;
  • Areadria è fallita con un debito di 52 milioni e probabilmente ancora non abbiamo visto la fine della coda, visti i recenti indagati illustri;
  • le piscine sono tutte lì, inutili, a dimostrare l’inefficienza e la corruzione;
  • il T.R.C. è oggi sotto gli occhi di tutti e vedremo ben presto il conto amaro di questa mirabolante opera strategica se noi tutti non adotteremo una controtattica;
  • lasciamo perdere la SS16 affiancata alla A14 che per quanto evidentemente dannosa sarà soggetta ad approvazioni di difficile esito.

La vostra strategia è quindi a noi chiara: aumentare il cemento e l’accentramento del potere economico in quest’area.

La nostra strategia è notevolmente diversa, vorremmo infatti chiedere ai politicanti di ordinare ad A.M. [Agenzia Mobilità] l’interruzione delle ostilità, ehm, di interrompere l’avanzamento del cantiere T.R.C., anche in virtù delle dichiarazioni fatte dai candidati sindaci e dalle possibilità di intervento date dalle loro conoscenze ( vedi i renzisti e i lupisti presenti nel territorio ).
Questo almeno fino alla prossima tornata elettorale, in modo da dare alla prossima giunta a 5 stelle la possibilità di verificare l’entità del danno e quindi chiedere ai cittadini, tramite apposito quesito referendario, l’esito del TRC sulla base di dati certi e di un processo divulgativo.

Chi è d’accordo metta il dito qui sotto.

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Il Parlamento nel mio Giardino.

IMG_1357Che sia solo propaganda oppure no ce lo diranno solo le successive azioni, fatto sta che ieri 9 Aprile 2014 (segnate la data) 10 parlamentari sono arrivati con due camper e, usando come copilota Giulia Sarti,  hanno finito la loro giornata riminese, con san bitter e patatine, nei cortili uniti di Giovanna Fin e Walter Moretti.

Rimarchevole o no lo decideranno i posteri, soprattutto quando si troveranno a far il confronto con chi il “politico” se lo porta al Victor per parlare davanti ad un aperitivo alla moda.  Lasciateci poi sottolineare che il millantato “fronte comune”, quello del “il TRC è un problema di tutti”, si è sciolto come neve al sole rivelando la sua natura di rappresentazione teatrale e non di vera convinzione.  L’invito di Vincenzo Cicchetti a Renata Tosi ed  a Fabio Ubaldi, candidati sindaci alla stessa tornata elettorale, non è stato accolto… forse perché, è risaputo, i Parlamentari Grillini puzzano.

Ovunque andiamo è la stessa storia…” mi confida Loredana Lupo guardando i pini marittimi che costeggiano la ferrovia a Riccione, ma lo dice prima di arrivare al muro di oltre tre metri con cui il TRC si incunea come un corpo estraneo nel cuore di Spontricciolo, periferia di Riccione. Li la sua espressione cambia. E’ molto colpita. E’ badate bene che questa è una dura, è una che si è beccata 11 giorni di sospensione dalla Camera dei Deputati per aver colpito uno schiaffone con la sua faccia e tutto ciò senza nemmeno avere il conforto di una pagina Facebook aperta dalla Petitti in suo onore (e contro la violenza di genere).

L’espressione di Loredana è comune a quella degli altri ragazzi… ops scusate, volevo dire parlamentari. Uno viene a Riccione figurandosela come sole, mare, chiringuitos ed invece si trova catapultato sulla striscia di Gaza. Lo sconforto più che comprensibile è obbligatorio.

Proseguendo con il tragitto e le spiegazioni i camperisti sono  stati portati a Rimini in via Serra dove sono stati accolti dai due veterani della lotta consiliare a Cinque Stelle: Gianluca Tamburini e Luigi Camporesi. Tutti insieme poi si sono prestati alla cerimonia della “Dichiarazione di Indipendenza dal TRC” voluta dai Meetup di Rimini e Riccione per sottolineare che no… non si può sempre far finta di nulla.

La Storica Firma è stata apposta su un carta pergamena lowcost (carta normale) sopra quella che i posteri ricorderanno come la Domus Moretti e nei cui scavi verranno ritrovati non strumenti da chirurgo, ma vasetti di pesto che il buon Walter amava confezionare quando ancora aveva una cantina dove riporli.

Cerimonia simbolica? Sicuramente meno simbolica la copia dell’esposto che Luigi Camporesi ha consegnato nelle mani della truppa Pentastellata e che, nei prossimi giorni, prenderà la via della Procura. Però,  mi si scusi la perentorietà,  che male c’è in una cerimonia? Le cerimonie si fanno per ricordare e cosa c’è di più meritevole che testimoniare la riunione di 10 Parlamentari nel cortile di un semplice cittadino?

Comunque ci preme sottolineare, per i più intransigenti, che tutta l’operazione si è svolta indolore. Per realizzare quest’evento non sono stati usate auto blu, i camper hanno regolarmente pagato l’autostrada, le forze dell’ordine non sono state mobilitate in inutili scorte e soprattutto nessun bambino ha dovuto essere preso in braccio per le foto.

P.S.

Attendiamo con ansia di leggere sui giornali il prossimo intervento della Premiata Ditta Arlotti & Petitti, ci entusiasma vedere dichiarazioni sui giornali di cose passate la sera prima al telegiornale.

Davide Cardone

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Effetto Parlamentare in Visita

Certo.. non sarà come quando Obama o la Regina d’Inghilterra arrivano a Roma, ma anche a Rimini quando arrivano delle personalità un po’ di pulizie si fanno.

Oggi, come qualcuno già saprà e non certo grazie alla stampa locale, in via Serra atterreranno i 12 Parlamentari +1 (Giulia Sarti) del #noncifermatetour. Improvvisamente Agenzia Mobilità (o chi per lei) si è ricordata che di fianco a casa Moretti c’erano ancora le reti dell’occupazione provvisoria, il cui permesso è già scaduto da mesi.

Dunque in fretta e furia dei solerti operatori si sono affrettati a smontarla proprio questa mattina.

P.S.

“Ma con il potere che ha il Diavolo.. si potrebbe anche sprecare a farli due cazzo di coperchi.” (cit. Kazzenger di Crozza)

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

 

 

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Nessuna pace per il T.R.C.

Un’altra volta sotto i riflettori. Proprio non c’è pace per il TRC e non si capisce perché, visto che oltre a buttare giù proprietà private, disintegrare viali alberati e segare in due il territorio non fa… che il destino si stia accanendo verso gli scrupolosi patrocinanti dell’autobus più costoso del mondo?

Domani è la volta della marmaglia a 5 Stelle. Gente pericolosa, tanto è vero che è stata sospesa per quasi un mese dal Parlamento e che adesso, per passare il tempo va in giro con un camper a far casino per i paesi. D’altronde per adeguarsi allo stile “supercazzola” del nuovo Presidente del Consiglio bisogna darsi da fare. Mi sembra di sentirli… (da leggersi in fiorentino):

Oh Grulli che si fa domani? Si fa una zingarata e si va tutti a Rimini a scroccare un crodino a casa del Moretti? Suvvia!

Ammetto che l’ho sceneggiata un po’ troppo, mi piace immaginarli come il gruppo di Amici Miei, ma la verità è molto più semplice.  Uno dei due camper del #Noncifermatetour era nei pressi e gli attivisti di Rimini e Riccione hanno pensato bene di invitarli a constatare di persona quello che da tempo è già arrivato in Parlamento sotto forma di documentazione: 100 milioni di Euro spesi per collegare due punti già collegati via bus, via ferrovia, via autostrada, via statale, via lungomare e via parallele interne… senza dimenticare che se ne hai i mezzi te la puoi fare anche via mare. Per i meno informati ribadiamo che il mezzo di collegamento non è una metropolitana, come qualcuno pensa, ma un autobus che ha bisogno di una strada tutta sua.

Dunque domani Giulia Sarti,  assieme ai due Meetup capolinea dell’autobus più inutile e costoso del mondo, farà da Cicerone guidando i suoi colleghi lungo il prodotto del genio dell’Ing. Dal Prato. A proposito dell’Eminenza Grigia del T.R.C.:  lo sapevate che si trova in così grossa difficoltà con i tagli imposti dal Tavolo della Mobilità che ha persino tentato di accusare i Grillini di aver praticato atti assimilabili alla “guerriglia urbana” e di averlo rallentato nei lavori? Buon pro gli faccia.

Comunque il programma della visita pare essere:

  1. Partenza dalla Stazione di Riccione

  2. Via Crucis e ultimo saluto ai viali alberati

  3. Crodino a casa Moretti

  4. Presa in carico dell’Istanza del Territorio

  5. Saluti e baci.

Noi di Citizen, con i nostri potenti mezzi, saremo ovviamente presenti…  in un territorio massacrato come il nostro, nel quale l’unica forma di considerazione è la visita di un Sottosegretario all’Ambiente del governo Renzi (leggasi come inutile), un camper pieno di parlamentari è come la cronaca di un allunaggio.

P.S.

Ma…  Gnassi che parla del suo piano di riqualificazione di Rimini e Masterplan vari non puzza un po’ di repertorio stantio? Da renziano dovrebbe muoversi come un rullo compressore: entro Maggio un milione di passeggeri per il Fellini, entro Giugno pronti i ponti, a Luglio il decollo del Palas e poi nei 15 giorni buoni di Agosto risolviamo Mignotte & Vu’Cumprà. E’ questo lo stile che vuole oggi il popolo piddino.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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La Grande Vergogna.

Il coniglio è tornato a casa, se mai si fosse mosso da li.

La storia che vi vogliamo raccontare in questo articolo parla di una città abbandonata, Rimini, un partito politico, il PD e della grande incapacità della politica di rendere conto del proprio operato. La storia comincia molto tempo fa, ma il coniglio della prima riga ha solo un anno, anzi poco meno, perché ne è stata denunciata la fuga 11 mesi fa.

Era infatti marzo quando il prode Gnassi dichiarava ufficialmente guerra al cemento, ma in realtà convocava commissioni e consigli comunali, nel tempo record di 72 ore. al fine di togliere indici di edificabilità a privati e proporre variantone epocali. A quel tempo la minoranza e  in particolare i 5 stelle, allarmati dalla improvvisa iperattività del Consiglio Comunale meno frequente d’Italia (Comuni commissariati a parte), si smarcarono da prese di responsabilità che non gli competevano, alzandosi al momento del voto. Pratica usuale delle opposizioni e comunemente praticata per dare un segnale di estraneità politica.

La Maggioranza calcò la mano sottolineando il segnale di discontinuità con vari epiteti quali: “galline in fuga”, “conigli”, “siete andati a nascondervi nei bagni”. La scelta di puntare il dito fu dettata, oggi lo sappiamo, dalla scarsa conoscenza del quadro generale di Rimini e nell’eccessiva fiducia  nelle capacità della Giunta Gnassi. Certamente ognuno di loro avrà sentito parlare del “cadavere del nemico” da aspettare comodamente seduti sulla riva del fiume alla maniera di Confucio, quello che però non avrebbero mai sospettato era che presto quel cadavere l’avrebbero interpretato loro.

Da allora sono passati 11 mesi nei quali la Maggioranza e la Giunta hanno inanellato pessime figure, oltre che nell’incapacità gestionale, anche nell’intraprendere un percorso partecipativo con la cittadinanza. Alla prova dei fatti, ad ogni Consiglio Tematico promosso dalla Minoranza e digerito per regolamento dalla Maggioranza, è corrisposta l’evidenza di una drammatica approssimazione riguardo a competenze e conoscenze. Di questo comportamento Citizen vi ha reso conto in diversi articoli del passato. Teleriscaldamento, Aeradria, Santa Giustina, ponte di via Coletti, V Peep ecc., un’emorragia elettorale in termini di consensi e cittadinanza allibita, perché quando tocchi la politica con mano ti rendi conto di tante cose.

Nel frattempo maturava anche un’altra drammatica situazione. Il Palas, chiamato dai più  Paladebit, si accasciava nell’inedia e nell’impossibilità di pagare i suoi debiti fino a giungere alla situazione attuale. Milioni di euro di mutuo, accesi con Unicredit e MPS, non pagati e non pagabili. Difficile per questa Amministrazione giustificare la mancanza di una proposta che non andasse contro tutto ciò che era stato predicato fino a quel momento: la guerra al cemento, una finta guerra per cui hanno chiamato conigli tutti gli altri.

Eh si perché l’unica possibilità di salvare il Palas, per loro, è una bella colata di cemento che, i geni del PD, tentano di coprire sotto il nome di Acquarena. Una pozza di 25 metri, che dovrebbe rappresentare una  piscina comunale, con relativa edificazione residenziale, commerciale e, ciliegina sulla torta, una bella Conad…, giusto per gradire.

Pubblicamente, economicamente e politicamente ingiustificabile, ma altrettanto difficilmente spiegabile sarebbe la brutta svendita del bene per il quale sono state messe a garanzia quote sia pubbliche che private, in un turbinio di percentuali in stile Holding. Non sappiamo in che stato sia la Camera di Commmercio, ma la Provincia ha già dichiarato di non poter far fronte ai suoi impegni e pare proprio che il Comune (a sua insaputa… ci mancherebbe!) sia pronto ad un’altra figura modello Aeradria.

Come si fa a spiegare tutto ciò ufficialmente in un Consiglio Tematico? Semplice, si diserta. Così ieri sera, 6 marzo 2014, il Partito Democratico e le due inutili stampelle che l’appoggiano in Maggioranza hanno preferito dichiarare che il cane gli aveva mangiato i compiti, che non è proprio corrispondente alla ridicole giustificazioni addotte, ma da l’idea dell’immaturità e dell’impreparazione del loro bagaglio culturale e politico nella la gestione del bene comune. Desolato il solo Brunori si guardava intorno chiedendosi dove fosse andato a nascondersi Capitan Schettino.

La scusa ufficiale è stata che la Minoranza ha abusato, a fini strumentali, dei consigli tematici convocandone troppi (nel regolamento comunale non esiste un limite numerico) e che, per fare pari con la sospensione di una seduta recente (nella quale il numero legale è mancato per assenze della Maggioranza), il PD non intende concederne più. Una motivazione che lasciamo giudicare ai lettori. A questo punto è importante sottolineare che non è facoltà della Maggioranza concedere Consigli Tematici, in quanto questi vengono da regolamento svolti dopo la raccolta di 7 firme di Consiglieri, siano essi in Maggioranza o in Opposizione. L’unica cosa che si può fare per impedirli e far mancare il numero legale, esattamente come hanno fatto stasera i coraggiosi guerrieri della coerenza a qualsiasi costo.

E’ buona norma, in un articolo, non dare opinioni personali, ma visto che questo è solo lo scritto di un comune cittadino, l’invito  a lasciare il lavoro di Consigliere a chi ha la voglia, la capacità e l’orgoglio di farlo, pare d’obbligo.  Molte volte è stata fin troppo palese la mancanza di conoscenze e competenze sulle decisioni che sono state adottate, ma almeno c’era una qualche forma di assunzione di responsabilità. Oggi è caduto anche l’ultimo velo.

Riprendetevi il coniglietto e andatevene. Il PD Riminese anche senza opposizione è improponibile, ne abbiamo evidenza, ma con una seria opposizione non ce la può proprio fare.

P.S.

Il Primo Cittadino non c’era… figurati gli altri.

Davide Cardone

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Dal Prato e il TRC: prima ti abbatto e poi ti denuncio

13 - 1 (2)Molti sono convinti che preparazione, capacità, impegno e intelligenza siano le condizioni senza le quali non si possa ottenere successo nella vita. Forse in alcuni casi è anche vero, ma  chi vi scrive si è convinto che nulla possa più dell’occasione.

Quale occasione? Ce ne sono tante e pare che quelle meglio funzionanti abbiano a che fare l’introduzione in un certo ambiente. Se sei ben introdotto, o se ti hanno ben introdotto, puoi fare delle belle carriere senza poi sprecarci troppa intelligenza. 

Un esempio su tutti: il TRC. Conoscete un modo più stupido di spendere 100 milioni di Euro? Qualcuno dirà: “Si, il Palas“, ma a ben guardare è un prodotto dello stesso ambiente di “ben introdotti“. Comunque, ritornando al TRC, andate fuori dalla mensa della Caritas e chiedete a una persona a caso cosa farebbe con 100 milioni di Euro per la mobilità e vi renderete conto di quanto contino le occasioni nella vita. Di sicuro nessuno vi risponderà: un autobus.

Andiamo ora sulla riva opposta della vita, quella che dovrebbe essere occupata solo da gente intelligente e competente, ma poi ti butta giù un pezzo di casa perché deve far passare l’autobus. Oltre a sostenere sulle barricate la bislacca idea che un autobus su gomma, con quel costo, sia il futuro, completano il quadro con delle azioni che…. lascio giudicare a voi.

La recente cura dimagrante fatta per far accettare anche a Riccione l’autobus più insulso del mondo, forse una decina di milioni di euro, ha messo in difficoltà Agenzia Mobilità che si trova ora nel problema di dover giustificare le maggiori spese. A quanto ammonta il pasticcio lo sanno solo loro.

Dunque l’Ing. Dal Prato, il vero “conduttore” di AM (dubitiamo che la fresca Presidente, oltre ad essere incidentalmente nipote di Maurizio Melucci, abbia qualche ruolo operativo), ha deciso di dare la colpa al tempo che gli hanno fatto perdere Walter Moretti e i Grillini interrompendo il cantiere. Vedrete che arriveranno a dire che i Grillini, nei giorni in questione, hanno fatto uso di Guerriglia Urbana in stile NoTav, perchè la fantasia di chi ci governa è quello che è.

Dunque felicitazioni cari Riminesi da oggi siete gli orgogliosi destinatari del metodo “prima ti abbatto poi ti denuncio“. La sensazione è che questi abili dirigenti non capiscano quale sia il limite che l’immagine di un’azienda, proprio perché pubblica, esige.

Sappiamo per certo che l’esposto è stato realmente depositato, che però si decida di procedere è un altro paio di maniche. Il dato reale è che l’Estabilishment riminese è di un’inadeguatezza unica e non si capisce per quali meriti sia stato messo dov’è. Il TRC è un’idea stupida ed è anche gestita male. Come sono state e continuano ad essere gestite male situazioni come Fiera, Palas e Aeroporto. Vogliamo veramente che il futuro di Rimini sia gestito da chi spende 100 milioni di Euro dallo Stato Italiano per realizzare una corsia per autobus di neanche 10 km?

P.S.

L’umanità si trova oggi ad un bivio. Una via conduce alla disperazione, l’altra all’estinzione totale. Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene.

                                                                                                                     Woody Allen
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Davide Cardone
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Repubblica (Im)Popolare Riminese

china-china-the-flagQuesto comunicato è diretto a chiunque abbia la possibilità di leggerlo fuori dai confini della Repubblica Popolare Riminese. Sto usando un collegamento clandestino alla rete nella speranza che io possa essere ascoltato da qualcuno che non subisce l’influenza della Propaganda.

Quello che i mezzi di comunicazione vi fanno vedere è falso. Il Partito Unico tiene tutto sotto controllo e la Repubblica di popolare ha ben poco. Sono consapevole dell’immagine che avete di noi: allegri pataca vestiti di rosa che passano da un Dj set all’altro con nessun’altra preoccupazione che non sia twittare un nuovo tipo di piadina menta e cozze. Non è così.

Noi siamo come voi, come voi abbiamo delle famiglie e come voi abbiamo bisogno di strade, ponti, aria buona, opportunità di lavoro, diritti garantiti e saggi amministratori. Purtroppo la nostra vita è decisa nella sua totalità dal Direttivo del Partito Unico che, a sua volta, è comandato dalla Plutocrazia dei due Presidenti Fu Cagnon e Mel Uh Xi, il cui braccio esecutivo è   Gna Tze Tung.

Il popolo viene mosso e indirizzato con la teoria dell’Indotto, una sorta di spread territoriale, differenziabile solo da se stesso,  molto facile da rappresentare visto che i dati sono difficilmente quantificabili. In nome dell’Indotto, interesse pubblico supremo, il Direttivo del Partito Unico si assolve da qualsiasi cosa: ad esempio può buttare milioni di euro in un aeroporto che per farlo usare dalla gente gli devi pagare il biglietto.

Voi, nelle democrazie del resto del mondo, avete un detto: Not in my back yard (non nel mio giardino)  Noi, nella Repubblica Popolare Riminese, ne abbiamo un altro: Everything in my fucking backyard, nel senso che non conoscono un altro fottuto posto dove andare a costruire. In nome e per decisione solo loro costruiscono depuratori e centrali biogas a monte senza fare strade per raggiungerli, innalzano fiere inutili in centro ed edificano migliaia di metri quadri di costruzioni dandoci in cambio una pozza da 25mt. Loro lo chiamano …. Lotta al consumo del territorio.

Il nostro corpo è oggetto di martirio per il divertimento gli amministratori della dinastia Hera (intraducibile in italiano). Antenne sulla testa, biodigestori nei polmoni e metropolitane di costa nel…. Vabbhè lasciamo perdere.  Per non parlare poi del nostro diritto. Nulla è rimasto pubblico nella Repubblica. L’acqua non è nostra, le reti del gas non sono nostre, l’immondizia che differenziamo non è nostra e ci viene il sospetto che quando saremo morti ci seppelliranno con le natiche fuori dal tumulo per parcheggiarci le loro biciclette di amministratori ecologisti.

Se tu che stai leggendo abiti in un’altra Repubblica, sotto un’altra legge, aiutaci a rendere nota la nostra situazione. Quando vedi in televisione tutte quelle quelle persone sotto la ruota, simbolo della Repubblica Popolare Riminese, con le mani in alto sappi che non stanno ballando… si stanno arrendendo.

P.S.

In caso ti capitasse di vedere quelli di Friburgo chiedigli scusa da parte nostra e spiegagli una cosa. Se si sentono citati come modello e poi venendo qui si accorgono che non gli assomigliamo nemmeno per sbaglio, chiariscigli che non è colpa nostra… è Gna Tze Tung che se la vende così.

N.B.

Qualsiasi riferimento a fatti e persone realmente esistenti è frutto della vostra immaginazione

Dado Card Hong

[@DadoCardone]

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Esproprio si, Esproprio no, la Terra dei Cachi.

20140113_103751Per essere sinceri… dopo la vicenda Moretti  nulla di quello che possono fare Agenzia Mobilità e il suo braccio meccanico Italiana Costruzioni ci può stupire. Siamo però affetti da una sorta di sadismo che ci obbliga ad elencare gli atti con cui il TRC viene perentoriamente portato avanti, a dispetto del suo futuro da emorragia di bilancio.

Gli ultimi ad aver sacrificato il loro diritto al preminente interesse pubblico sono i Fratelli Brolli. Oggi infatti, in via Galvani, sono stati abbattuti 4 garage e una lavanderia  per fare spazio all’autobus più caro del mondo. Mario Renzo Brolli e Maria Grazia Brolli da oggi dovranno parcheggiare le loro macchine in strada, ma non nella via di casa perché è soggetta a divieto di sosta su entrambi i lati.

Succede. Un’opera pubblica di quelle dimensioni è raro che non passi sugli alluci di qualcuno. Si fanno dei progetti Preliminari, poi si fanno i Definitivi, si mandano gli espropri e ora dei progetti Esecutivi i cittadini si saranno organizzati diversamente. Tutto secondo norma. Invece no.

20140109_114127Mario Renzo Brolli, il proprietario di metà dell’immobile abbattuto (abbiamo controllato) non ha mai ricevuto un esproprio. L’indispensabile documento è stato spedito intestato alla madre. Per quanto riguarda la sorella l’esproprio non è stato consegnato  a lei personalmente, ne a nessuno della sua famiglia, ma ad un suo impiegato che, poco ma sicuro, non rappresenta uno dei possibili delegati al ritiro di certe notifiche.

Questo tipo di irregolarità sono sufficienti per rendere nullo l’atto, basta rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale di competenza, come i fratelli Brolli hanno in effetti fatto. La discussione del ricorso ci sarà il 16 corrente mese, ma AM, come da tattica consolidata, si è affrettata a tirare giù tutto qualche giorno prima. Oggi appunto.

Per chi non avesse seguito i precedenti avvenimenti ricordiamo che l’esproprio  darebbe diritto ad abbattere solo parte degli immobili, incombenza non prevista nel progetto definitivo e che AM risolve con un’ occupazione temporanea, di solito usata per occupare spazio utile al cantiere, durante la quale tira giù tutto quello che le da fastidio.

20140113_103957Sembrerebbe inevitabile, secondo quanto affermano i capoccioni di Agenzia Mobilità, ma proprio oggi un abuso edilizio ha dimostrato il contrario. Un paio di numeri civici più in là un vicino dei Brolli ha separato autonomamente la parte espropriata da quella che sarebbe dovuta venire giù con l’occupazione temporanea e così AM non ha potuto abbattere il resto.

E’ evidente che il residente in questione ha fatto quello che i Geni del TRC dovrebbero fare in ogni occasione, ma che non fanno perché corrisponderebbe ad una serie di operazioni non previste nei progetti. Dunque chissenefrega. Esprorprio si, esproprio no… siamo o non siamo la Terra dei Cachi come cantava Elio? Dunque si tira giù tutto e poi ci penseranno i tribunali ad attribuire le responsabilità.

P.S.

Apparentemente è tutto senza conseguenze, ma le ultime rilevazioni (http://www.iprmarketing.it/sites/default/files/Governance%20Poll%202013%20-%20I%20sindaci.pdf) danno il consenso del Sindaco in calo di più di trenta posizioni rispetto all’anno scorso, precisamente dal 31° al 63° posto. Questi saranno solo sondaggi, ma chi vi scrive questa mattina era sul cantiere oggetto dell’articolo e ha sentito delle esternazioni nei suoi confronti che non erano propriamente degli inviti a cena.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Zero in condotta.

bart-lavagna_squolaIn questi giorni sul Resto del Carlino di Rimini sono state prodotte le pagelle di metà legislatura. Inutile sottolineare quanto fosse difficile parlare bene dell’operato del Primo Cittadino ed infatti proprio non hanno potuto. Certo sono stati molto educati nelle critiche come si confà a dei seri professionisti e, per equilibrare, hanno dovuto mettere, alla fine della scarna edizione, una bella lettera di un’albergatrice entusiasta e grata per la benedizione del capodanno più lowcost del mondo.

Alla fine della bonaria tirata d’orecchi si è concluso che il Primo Cittadino è comunque un buon Assessore al Turismo e dunque si può rimandare la stroncatura definitiva. Perché rompere i rapporti con un Sindaco con ancora due anni e dispari di legislatura?

Noi di Citizen non ci sentiamo di condividere quest’analisi forse perché non considera il voto in condotta. Dunque, per seguire il gioco del rendimento scolastico, abbiamo qualche ulteriore riserva. L’alunno in classe prende in giro i compagni in sovrappeso, si assenta spesso con giustificazioni generiche, si appropria dei compiti a casa di altri (leggasi: il federalismo demaniale non è certo farina del suo sacco), si interessa solo alle feste e da la colpa del suo scarso rendimento a tutti tranne che a se stesso. Basta una striscia gialla da 660 mila euro per essere rimandato a settembre? Perché, siamo sinceri, il resto sono cose da Assessore al Turismo, come sottolineato anche dal giornalista del Resto del Carlino.

Siamo sicuri che a questo punto molti pacifici cittadini, appollaiati sul loro status quo, staranno meditando di chiudere questo pedante articolo che non tiene in considerazione i successi del loro Sindaco. Dunque, per capire l’esatta situazione a cui ci si attesta con un Primo Cittadino che “ma si in fondo è un buon assessore al turismo” preferiamo darla a Rimini la pagella. Ecco le materie.

Aeradria: parzialmente, ma in gradazione altamente significativa, la situazione della società che gestiva il Fellini era stata resa nota nel 2011, in un famoso Consiglio Comunale. La posizione debitoria è stata volutamente ignorata, lo dimostra il fatto che invece di correre ai ripari e dimettere il Presidente Masini (come chiesto dal Consiglio Comunale) si  è continuato con slogan dell’indotto che giustifica tutto.  Impostazione che non è piaciuta alla Procura, come pure non sono piaciute le lettere di Comarketing che Gnassi e Vitali hanno firmato a loro insaputa.

Distratti. Voto 2

TRC: Un progetto di 20 anni fa di cui il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha autorizzato solo uno stralcio di neanche 10km da Rimini a Riccione. Una spesa di 100 milioni di euro per quella che molti, solo recentemente, hanno scoperto essere un autobus e non una metropolitana. Autobus che, peraltro, non collega nulla. Non la Fiera, non l’Aeroporto, non l’Ospedale.

Inutile. Voto 3

Teleriscaldamento: un sistema nato per essere obsoleto, dato che la gestione viene assegnata per trent’anni alla volta. Oltre all’obsolescenza c’è l’antieconomicità dichiarata di recente dal Dott. Carboni, dirigente Acer, ufficio casa del Comune, obbligato per precedenti accordi ad attaccare ogni nuova costruzione al sistema. C’è anche chi è ricorso al TAR per vedersi poi assegnare 25 mila euro di spese legali senza neanche entrare nel merito della causa… un moderno miracolo della democrazia.  Al Comune di Rimini è bastato aprire un tavolo tecnico abbandonato per esasperazione dai Teleriscaldati, non prima però della scoperta che i Viserbesi hanno diritto alla restituzione di più di un milione di euro di oneri urbanistici non dovuti.

 Biricchini. Voto 4

Reti Gas:  Il Comune di Rimini era socio di maggioranza di Servizi Città spa, società proprietaria delle reti gas. L’altro socio era SGR la quale, a dispetto di un valore iniziale di 17milioni di euro, ha acquistato l’altra metà del pacchetto a 8 milioni di euro, con la promessa di pagare un conguaglio se, al 2015, qualcun altro offrisse di più… come no!? Magari Hera (qui potere ridere). Nel frattempo SGR è l’orgogliosa gerente della Distribuzione, dei Servizi e delle Reti di Rimini… un monopolio di fatto, che l’Antitrust ha già ammonito ai tempi delle proteste per il Teleriscaldamento.

Accaparratori. Voto 3

Guerra al mattone: nell’era della più grande crisi edilizia che l’Italia abbia mai vissuto la lotta al mattone è più millantata  che perseguita. Attualmente costruisce solo Acer e, come detto, attacca tutto al Teleriscaldamento.  Oltretutto la Guerra Santa vale per cambi di destinazione d’uso, ma non per la manovra Salvapalas. Migliaia di metri quadri misti tra residenziale e commerciale in via della fiera per trovare denari utili a salvare il Palas. La scusa: una piscina di 25 metri.

Annacquati. Voto 2

Fiera: l’infinito dominio di Cagnoni comincia a soffrire delle sue proiezioni faraoniche verso un futuro che pare non arrivare in tempo e i conti faticano a farsi quadrati. Ultimamente, oltre al debito endemico della Fiera vera e propria, vi è anche il buco nell’acqua del Palas che non riesce a pagare ne il mutuo ne la gestione. Anche l’indotto ha i suoi limiti.

Pretenziosi. Voto 2

Santa Giustina: Prima le strade poi le strutture? Neanche per sogno. Una centrale a Biogas, pare non voluta a Parma,  e l’ampliamento del depuratore , ma una strada larga tre metri per raggiungerli. Oltre alla già difficoltosa situazione del traffico in zona centinaia di camion devono imboccare l’esausta via Carpinello. La soluzione? Una pista ai margini del  Marecchia promessa in attesa di una circonvallazione già approvata, ma misteriosamente sospesa senza motivazione formale conosciuta. Che dire… a Santa Giustina aspettano la pista, in attesa della tangenziale, in attesa di una motivazione. Intanto il WWF avverte, la pista può essere solo provvisoria.

 Storia infinita. Voto 3

Rimini UpTown: Come un Giurassik Park della Mondezza salendo sulle colline di Covignano si può trovare L’Ecomostro, il Biodigestore. I cittadini sono sicuri che non funzioni correttamente e che inquini. Per la verità non solo loro hanno questa convinzione vista la diffida comminata dal Servizio Politiche Ambientali della Provincia di Rimini per sforamento dei valori limite.

Puzzolente. Voto 2

V Peep: 30 anni fa ci siamo dimenticati di chiedervi gli oneri urbanistici, ma fa niente perchè nel frattempo ci abbiamo messo aggiunto un sacco di roba e voi avete tre mesi per pagare. Non è esattamente così, ma da l’idea del perché 1600 persone si siano unite in una class action contro il Comune. Il Tar di Bologna si è affrettato a sospendere alla stessa velocità con cui, da Palazzo Garampi, è partito un comunicato con cui si acconsentiva ad una proroga.

L’immagine prima di tutto. Voto 3+ (il più è per le risate che mi provocano certi comunicati)

PM10: Numerosi gli sforamenti e in alcuni casi con valori così alti, secondo i parametri del Ministero dell’Ambiente, da rendere obbligatorio far rimanere a casa i bambini. Il traffico si sa, in assenza di valide politiche per disincentivare l’uso dell’automobile e la completa indifferenza verso un piano per la mobilità urbana, produce di queste situazioni e la soluzione sembra non sia la danza della pioggia, come non lo sono i piedi bus e la piantumazione di qualche albero.

Pericoloso. Voto 0.

Ciclabili: Oltre alla riga gialla da 660 mila euro Rimini è l’orgogliosa proprietaria di una rete ciclabile definita dagli esperti (coloro che le percorrono) Ab Capocchiam. Tra una serie di aborti che cominciano e finiscono nel nulla sono famose: La pista di via XX Settembre in cui i ciclisti corrono come in una roulette russa sperando che nessuna macchina parcheggiata apra lo sportello dal lato passeggero.  La pista della via Montescudo, assolutamente da non percorrere al calar del sole a causa di buchi di buio profondo non gestibili con una semplice illuminazione da ciclista. La pista di Viserbella pericolosa ed interrotta innumerevoli volte da incroci che arrivano fino alla carreggiata stradale. Il Primo Cittadino in persona, durante la presentazione del bilancio provvisorio all’Hotel Helvetia, aveva promesso una soluzione dopo l’estate, quella già passata.

Aspetta e spera. Voto 4.

Trasparenza: La trasparenza è un problema vasto e dunque siamo costretti ai fatti salienti. A Rimini si fa come dice Gnassi e, in questo, la situazione è abbastanza trasparente. Per il resto si sa poco. Le poltrone nelle partecipate continuano ad essere cariche politiche anche se, in certi casi, travestite, vedi ad esempio la giovane e brillante manager bocconiana da quest’anno alla guida di AM che, solo casualmente, è la nipote di Maurizio Melucci. Importanti i posti a chiamata diretta ed insindacabile giudizio del Primo Cittadino come il dirigente Bronzetti promosso sul campo senza alcuna concorrenza, se non quella che sembrava tanto una rappresentazione per l’odiens. Altre amenità sul personale: il contratto “D” del capogabinetto Funelli è finito alla corte dei conti e retrocesso a “C”. Almeno da quest’anno si possono seguire i Consigli Comunali in streaming.

Opaco. Voto 4.

Fogne: Tutto risolto, parola di Hera… almeno da li pare venire la soluzione. Una copertura finanziaria garantita da Hera, Romagna Acque e Amir recuperata in 25 anni di tariffe, di tutta la provincia, che ovviamente verranno aumentate. Quanto? 4-5% all’anno per la durata dei lavori che si presumono di 7-8 anni.

Come non fidarsi? Voto 5.

Viabilità: tragica e non risolvibile con le soluzioni indicate, tra le quali c’è il TRC. Se soluzioni valide sono state proposte ci dispiace, ma eravamo distratti. Ci siamo accorti invece che stanno per arrivare delle dure prove come l’ormai inevitabile abbattimento del Ponte di Via Coletti e, in un futuro prossimo, l’auspicata pedonalizzazione del Ponte di Tiberio.

Confusi. Voto 4

Turismo: Unite un Sindaco che ha le feste nel DNA, un Assessore Regionale al Turismo diventato tale dopo una vita nella politica Riminese e diversi importanti Riminesi poltronati in Enit (compreso lo stesso Melucci), tutto questo con a disposizione la Capitale del Turismo, dove il biglietto aereo ai turisti lo pagano i cittadini. Cosa ottenete? Las Vegas? Disneyland? Il Paese dei Balocchi? No… rimarrete con Rimini in crisi e un traffico di badanti che sostano da noi a 20 euro a notte. Poi, se proprio hanno dei soldi da spendere, nel pacchetto c’è la gita inclusa da altre parti. E’ stato calcolato che costa di più mantenere un detenuto che un turista a Rimini (e ultimamente in certi quartieri è una soluzione consolidata). Assolutamente da segnalare l’iniziativa Io-Info, abilitazione sperimentale di alcuni esercenti alla sostituzione degli uffici di informazione turistica. Pare che nel pacchetto ci siano anche 30 ore di russo, utili forse per spiegare che il gatto è sul tavolo nell’idioma Moscovita.

 Occasioni perse. Voto 0 (spaccato).

Turismo 2, la spiaggia: Un modello, una tipicità, ma con la bolkestein nessuno sa “che s’adda fa” (l’articolo e mio e ci metto quante rime voglio). In realtà qualcuno lo sa ed ha messo in fila bolkestein e federalismo demaniale. Funziona così: il TRC uno scopo ce l’ha, chiudere il lungomare che, con il federalismo demaniale è a disposizione del Comune. Tutte le strutture che attualmente insistono sulla spiaggia possono non preoccuparsi dell’instabile sabbia bolkestein perchè vengono spostate, per la maggior consistenza, sul demanio federale. Con i soldi di chi? Bagnini, chioschisti e albergatori che, in un coro di fiducia e fratellanza, chiedono prestiti alle banche. Fantascienza? Non per tutti e non per la Rimini che conta, già organizzata nel Consorzio nel Porto.

Selezione Naturale. Voto: non classificabile.

Questo a grandi linee il quadro. Tutta responsabilità di questa Amministrazione? Non sempre direttamente, ma, considerando che il Primo Cittadino si è  occupato di politica fin da ragazzo e sempre nella stessa corrente non si può certo esimere da una responsabilità storica. In ogni caso soluzioni valide non sono state intraprese per nemmeno uno di questi problemi, anzi. Nonostante non ci sia dubbio che chiunque abbia in animo di fare buone cose, perlomeno per accrescere il  proprio  prestigio, a Rimini l’attivo riguarda 3 notti l’anno: Notte Rosa, Molo Street Parade e Capodanno… pochino per la promozione.

P.S.

Non bisogna pensare che una stroncatura faccia sempre male. Una giusta bocciatura oggi potrebbe regalarci un magnifico collaudatore di poltrone europee domani.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Alla Fiera dell’Est, per due soldi, la Nipote di Melucci sul Trc parlò.

trfrisoniDunque ce l’ha fatta.  La settimana appena trascorsa è stata testimone della prima uscita pubblica del nuovo Presidente di Agenzia Mobilità, Roberta Frisoni (solo incidentalmente nipote di Maurizio Melucci) il manager a cui sono dovute solo le spese per essere tale.

Il debutto è stato ad Ecomondo, in uno splendido stand a forma di tram, da dove ha spiegato, con il supporto del Presidente del Piano Strategico Maurizio Ermeti, il senso di un autobus da 100 milioni di euro…. milione più, milione meno.

20131108_151520Il senso per la verità lo spiegava già una installazione, a forma di tubo Pringles, sulla quale si sviluppava il progetto di un Trc che collega tutta la bassa Romagna, da Ravenna in giù.  Mentre i miseri mortali, che non vedono oltre il loro naso, si limitano a considerazioni del tipo :”ma non c’era già l’11?!”, la leadership cresciuta a piada e strategia imbastisce il futuro su cartone e compensato. Poco importa che non vi siano delibere, determine o piani regolatori funzionanti. Loro la chiamano…. Vision.
Il Trc è solo il primo passo di un nuovo tipo di trasporto totale e poco sposta se per 10km ci sono voluti 20 anni e 100 milioni poiché è propedeutico alla chiusura del lungomare, che, parlando con Ermeti, sembra essere il vero obiettivo.
Chiudere il lungomare per fare cosa? Per rivoluzionarlo danzando fra Bolkestein e Federalismo Demaniale… ok, troppe informazioni, bisogna fare un passo indietro.

diffidaRicordate quando fino a non molto tempo fa il Primo Cittadino minacciava (sui giornali locali) interventi legali contro il Demanio se non avesse consegnato nelle sue mani il lungomare di Rimini? Bene. Era una smargiassata in quanto trattasi di intervento già previsto da tempo. Si chiama Federalismo Demaniale ed è promulgato in tutta Italia… non solo per quelli che parlano di Friburgo dalla Gruber.

20131108_152857Il Federalismo Demaniale consente a Rimini, nella fattispecie, di poter operare modifiche sostanziali al lungomare prima intoccabile. Ad esempio si potrebbe trasformarlo nel ”Parco del Mare” come previsto dal Piano Strategico. Non l’avete mai visto il progetto? È un incrocio tra il lungomare di Misano e quello di Riccione, verde con parcheggi interrati, ma più figo perché prevede una spiaggia riportata alla natura con le utilità degli operatori (bagnini, chioschisti e albergatori) nell’armonia di un unico progetto.

So che a questo punto vi starete chiedendo: e i soldi? Secondo quanto convintamente esternato da Ermeti allo stand (e secondo quanto rappresentato dall’intellighenzia politica negli ultimi tempi) i soldi li dovrebbero mettere i privati. Per i bagnini certo c’è il problema della Bolkestein che rende incerto il futuro, ma la promessa è di far insistere i loro investimenti preminenti sulla zona soggetta a federalismo e cose di poco conto sulla parte di spiaggia minacciata dalla ghigliottina europea.

Ci siete fino a qui? In parole povere albergatori, chioschisti e bagnini si dovrebbero mettere d’accordo, dal Porto a Miramare, per aderire all’unanimità e correre tutti insieme appassionatamente in banca a chiedere finanziamenti.  Perché le banche dovrebbero concederli? Proprio per il fatto di trovarsi di fronte ad una volontà comune.. o almeno così viene spiegato.
Ora… io, lo confesso, non sono originario di Rimini e dunque chiedo a voi: quanto scommettereste sulla probabilità che così tanti riminesi possano mettersi d’accordo su qualcosa? Ermeti giura che gli incontri sono già stati intavolati. Ho chiesto in giro, nessuno sa niente, ma è anche vero che ho dovuto agire per campionamento.

20131108_152939Sapete una cosa però…? Non importa,  perché uno stralcio dell’idea rappresentata si potrà comunque realizzare.  Esiste infatti un’organizzazione, il Consorzio del Porto, che è stata la prima ispiratrice del progetto e che sembra già sufficientemente strutturata per potarne a compimento la parte che la riguarda. Anche ad Ecomondo, a margine di progetti piuttosto generici, spiccano plus come: ”Il Molo del Welness” e il “Parco Fellini

La linea che a tutti gli effetti della deduzione sembra potersi realizzare è la rappresentazione di un grande progetto per il quale non ci si sofferma troppo nell’effettiva e totale realizzazione, perché l’importante ne è una piccola parte. Il Trc resterà solo in quei dieci km? Non importa perché il suo scopo è far chiudere il lungomare. Bagnini, chioschisti e albergatori non si metteranno d’accordo al fine di ottenere finanziamenti per il Parco del Mare? Non importa perché per la parte più importante di Rimini è già tutto pronto, senza nemmeno tappi a forma di delfinario.

Ovviamente chi  scrive deduce ed ipotizza, non fa nulla di più, ma se la strada fosse quella che mi è parso di intravvedere ci sarebbe un problema di non trascurabile importanza. Certo nessuno può asserire che pedonalizzare il lungomare sia un danno e non si può neanche affermare che rifare trucco e parrucco alla cara vecchia Rimini sia da escludere,  ma….
Concentrare le risorse del trasporto pubblico solo su 10 km di costa significa escludere il miglioramento verso le zone dell’entroterra che si vanno sempre di più popolando. Creare una zona privilegiata significa affossare ancor di più le altre, che attualmente stanno lottando con serie forme di degrado. Gli anelli visti più volte nelle rappresentazioni del Masterplan Strategico avrebbero poi il loro baricentro nel porto e si potrebbero intitolare Rimini di serie A, di serie B, di serie C e oltre. Già si comincia a vedere come nelle delibere di Giunta si parli apertamente di realtà non  più strategiche (vedi ponte di via Coletti).

P.S.
Nel titolo vi avevo ingolosito con le dichiarazioni della nipote prodiga. Se ne ho parlato poco è perché, per me, sono di poco conto rispetto a quelle dei veri attori della trama riminese e, leggendole sui giornali, fanno quasi tenerezza. Un esempio. Quando le domandano se sia stato fatto qualche errore dichiara che AM è stata pessima nella comunicazione. Il suo primo esempio di comunicazione corretta? Alla domanda su che cosa pensa dei problemi avuti con i proprietari espropriati risponde: sono cose che succedono.

Davide Holmes Cardone

[@DadoCardone]

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Retrofit

autobus-elettricoCiao essere umano. Sei un po’ stressato? Ti capisco e ti posso spiegare il perché. Il tuo cervello è uguale a quello che avevano i tuoi antenati nella Preistoria, ma l’evoluzione tecnologica non ne tiene conto. Una volta ti davano il tempo di abituarti. 400 mila anni fa hai scoperto il fuoco e ne hai potuti  aspettare altri  370 mila prima di dedicarti alla rivoluzione successiva, la ruota. Nell’ultimo secolo le cose sono andate diversamente. Un momento prima eri contento di aver ricevuto un singolo impulso su di un telegrafo e subito dopo strisciando un dito sul vetro ti possono vedere dall’altra parte dell’oceano…. ma il cervello è sempre quello della ruota, come ci si abitua?

Questo dramma si ripete anche in piccolo nella  vita degli amministratori pubblici. Hanno un’idea (ai tempi in cui Gigi e Andrea giravano “Rimini Rimini“) e solo 25 anni dopo diventa obsoleta, tipo il TRC. Come si affronta questa cosa?

Accorgendosene le cose da fare sono solo due: o ci si tira indietro o si va avanti come se nulla fosse. Se si decide per la seconda via bisogna essere così bravi, a raccontarla, da convincere anche se stessi. Certo a volte nell’impeto si passa un po’ il segno, ce ne accorgiamo quando politici, che da ragazzi avevano in cameretta  il poster di Martinazzoli al posto di quello di David Bowie, si mettono a parlare come fossero posseduti dallo spirito di Gianfranco Miglio (l’ideologo della Lega n.d.r.)

zerbi“[…] i soldi che il Comune mette sono 20 milioni, ed ottiene in cambio 100 milioni. L’obbiezione di Tambug (il Consigliere Comunale Tamburini n.d.r.) non regge: quei soldi, pur provenendo ahinoi sempre dalle tasse, NON provengono da quelle dei Riminesi, ma dalla cosiddetta fiscalità generale, e comunque se non fossero venuti qui, sarebbero andati altrove, e non sarebbero mai tornati nelle nostre tasche.

[ Firmato Samuele Zerbini]

Se qualcuno si stesse chiedendo dove è finito il senso democristiano della misura beh… pare sia tutto nella parola “ahinoi“. Per il resto abbiamo imparato che i Riminesi non contribuiscono alla “cosiddetta fiscalità generale” e che il Consigliere ha un concetto di tasca molto vago, infatti confonde quelle di progettisti e consulenti con le nostre.

Ora che abbiamo capito cosa stressa il cervello dell’Homo Sapiens Administrator e quali strategie mette in atto per difendere quella che pensa (o spera) sia la realtà possiamo  dedicarci un po’ a capire come nel frattempo  sia andato avanti il futuro. Mentre da noi c’è chi difende e chi combatte un torpedone da 100 milioni di Euro in altre parti del mondo si stanno sperimentando soluzioni tecnologicamente avanzate rispetto a mobilità, energia ed eco sostenibilità. La cosa singolare è che lo stanno facendo proprio con il Know How italiano che, non di rado, ha una cadenza emiliano romagnola.

smartcity-malaga2A Playa de la Misericordia (Malaga – Spagna) si sta costruendo un intero quartiere sperimentale con una gestione ottimizzata della rete elettrica, integrata con il sistema informativo. Il Progetto si chiama Smart City ed è costituito da una griglia che gestisce, evitando sprechi, energia, illuminazione ed informazioni. Nulla è isolato nella “griglia intelligente” neanche le piazzole di ricarica veicoli elettrici che, ovviamente, sono mobilità privilegiata nel progetto. Aziende fondamentali nella realizzazione di questo avveniristico quartiere sono Enel e UNPI un’azienda di Cattolica (RN).

03Questo tipo di progetto sarebbe stato già un buon motivo per desiderare altra destinazione per i mutui del Paladebit, ma visto che abbiamo aperto parlando di mobilità è giusto considerare anche un esempio in quel senso. Ci dicono e sicuramente sarà vero che i soldi deliberati dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) per la mobilità possono essere deviati solo verso la mobilità. Non siamo sicuri se sostituire il ponte di via Coletti, pericolante da almeno 30 anni, si possa considerare mobilità, ma il Retrofit  sicuramente lo è.

820752_10200302836283972_943270945_oIl Deputato Mara Mucci, eletta emiliano-romagnola del Movimento 5 Stelle, sta portando avanti un’idea molto interessante e l’occasione per renderla operativa è nata nella Commissione Congiunta Attività Produttive e Trasporti, in cui si è trattato il caso della vertenza Irisbus.

Una nota a margine per capire meglio: Iribus è il produttore del Civis, la gamma di autobus e filobus a guida ottica, causa di un bel guaio dai risvolti legali per la Giunta Bolognese di Guazzaloca. Un trasporto su gomma da 140 milioni di euro che avrebbe dovuto collegare il centro a San Lazzaro di Savena… vi ricorda niente?

Comunque in commissione congiunta si tratta la cassa integrazione in deroga per  circa 150 operai, che da ieri sono in assemblea permanente, ed è stata votata una risoluzione secondo cui il provvedimento sarà possibile solo tramite un piano di rilancio che reintegri i lavoratori e che, se possibile, contempli un’operazione di Retrofit della flotta, ossia la conversione di veicoli da trazione endotermica a trazione elettrica.

Fantascienza? No. Attualmente in Germania e in Spagna il retrofit è legale anche per i veicoli privati e costa circa 2.500 €. Certo i costi per un autobus sono maggiori, ma si calcola dopo che la “cura” il mezzo pubblico risparmia il 75% di carburante, il 90% di inquinamento e il 50% di manutenzione … ci pare sostenibile. E’ vero che servirebbe una rete di servizio per la ricarica rapida di questi mezzi, è vero anche che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, ma a volte, per attraversare il mare bastano 100 milioni di Euro.

20130721_223228Di esempi se ne potrebbero fare molti altri e molte altre sono le alternative verso le quali Rimini avrebbe potuto indirizzare le sue spese, ma finché per l’Homo Sapiens Administrator “ecologico” vorrà dire inchiodare due assi di legno a cornice di una ruota panoramica che consuma 8.000 € di elettricità al mese, per magari parcheggiarci sotto delle Ferrari bhe…. Dovremo ancora aspettare parecchio il successivo salto evolutivo.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC e il Metodo AM

1385921_246362158850113_1964939497_nE’ finita, la taverna della famiglia Moretti è stata abbattuta. E’ cominciato tutto poco dopo l’una del pomeriggio ed è finita che la sera era scesa da poco. Alla fine una pioggia leggera si è posata sulle macerie come un sudario.

La zona era abbondantemente presidiata. Presenti Digos, Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale, vicino ad uno degli ingressi del cantiere un reparto operativo della Mobile pronti contro la sommossa e nei pressi della demolizione un agente della scientifica che filmava il tutto. L’impressionante dispiegamento di forze è stato messo in campo non per dei violenti facinorosi, non per dei black block, ma per un onestuomo e un po’ di Grillini armati di cellulare e telecamera. Sarà anche meglio stare sul sicuro, però…

Come l’hanno presa i protagonisti di questa storia? Intendiamoci, nessuno ha mai creduto che quella proprietà rimanesse in piedi. Sebbene inutile il TRC è un’opera da 100 milioni di Euro e chi doveva prendere la sua parte dei soldi di Rimini, che il suo lavoro fosse indispensabile o no, li ha già presi, ora però restano da spendere i quasi 50 milioni del CIPE per i quali tutti si affannano a dire che non sono destinabili ad altro. Falso. Possono essere spesi in mobilità.

sentUna piccola speranza, fioca come una candela in un tornado, l’aveva accesa un giudice del Tribunale Amministrativo Regionale di Bologna a cui era stato dichiarato dal legale di AM che: nulla di insistente su occupazione provvisoria sarebbe stato abbattuto. Oggi un Giudice per le Indagini Preliminari, attivato dalla Procura, per via della pioggia di esposti della settimana scorsa, ritiene ( quando lo fa un GIP il ritenuto di chiama Ordinanza) che nel dispositivo TAR vi sia un errore di scrittura.

Tutto apposto dunque non stiamo parlando di un errore di interpretazione, come asserivano Agenzia Mobilità e l’Avv. Bernardini, ma addirittura si tratta di un errore di scrittura. Non siate maliziosi, non dovete pensare a niente di strano, ora vi spiego come il Gip è portato a ritenere ciò. (ordinanza GIP)

Gli elementi sono fondamentalmente due e tra questi, purtroppo, non c’è la dichiarazione dell’estensore della sentenza incriminata, nessun meaculpa, ma presumiamo arriverà . Il primo è che, secondo il GIP il decreto di esproprio n.10 del 2007 prevedeva l’intera demolizione del manufatto di Moretti. Il Secondo elemento è che in una sentenza successiva avente lo stesso oggetto il Tar si era espresso diversamente.

esproprioLe cose stanno effettivamente così? Leggere i documenti legali che sono stati prodotti è un grosso aiuto alla comprensione. Un documento soprattutto è fondamentale, il famoso decreto di esprorprio n.10 . Il Decreto di Esproprio, datato luglio 2007, identifica come assoggettata ad esproprio una superficie di 34 mq  calpestabile e 8 mq di manufatto accessorio. E’ necessario notare che nel documento: gli articoli di legge indicati sono il 33 e il 38 del D.P.R. 327/2001 che identificano proprio la demolizione parziale (sottolineiamo parziale) di un bene legittimamente edificato. Dunque in questo documento non si parla dell’intero manufatto che consta in circa 60 mq tra cantina e piano terra.

Il secondo punto su cui il GIP basa la sua deduzione è che ci sia una sentenza successiva la numero 719 (Sentenza Ricorso Occ-Temp Tamburini N. 00719_2013) del 2013 che, partendo dagli stessi presupposti, arriva a conclusione diversa negando la sospensiva. Per l’esattezza si dice che:

“Ritenuto, ad un primo, sommario esame della causa, che il provvedimento impugnato sia immune dai vizi di legittimità rassegnati in ricorso, specie in riferimento alla ritenuta insussistenza della violazione degli articoli […], attesta l’esclusione delle aree dei ricorrenti in contestazione, tra quelle oggetto di espropriazione nell’atto di approvazione del del progetto definivo del T.R.C.”

Errori di scrittura? Sia questa sentenza, la 719, che quella specifica per Walter Moretti, rigettano la sospensione in quanto partono dal presupposto che l’Avvocato Bernardini dichiari cosa esatta dicendo che nulla di insistente in superficie temporaneamente occupata verrà abbattuto. Nella realtà dei fatti questo avviene e dunque il presupposto salta.

Vi ho allegato un sacco di roba da leggere e mi è toccato annoiarvi con una pappardella di sentenze, dunque vi meritate un po’ di gossip. La fretta di abbattere la proprietà Moretti era tanta che nessuno si è accorto che una parte della demolizione avrebbe potuto cadere in una adiacente pertinenza del vicino condominio. Una volta fatta la scoperta si è provveduto in tutta fretta ad aumentare il perimetro del cantiere da quella parte. Già…. peccato che non si potesse fare perché sulla pertinenza insisteva un decreto di occupazione provvisoria scaduta, dunque, durante quello che molti sospettano sia stato un abuso edilizio, probabilmente ne è stato commesso un altro (che un dirigente della Municipale ha detto verrà notificato all’amministratore del condominio). Un po’ come un incidente a catena.

P.S.
Pare che il manufatto di Moretti, essendo in regola con le più severe norme antisismiche, sia stato particolarmente difficile da demolire. Pare anche che in quei 60 mq sia stato trovato più ferro che nelle strutture portanti del Palacongressi. (leggasi come finale satirico).

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – Bastardi senza Gloria.

TrinceaIl TRC è un problema tale che non si esauriscono mai i punti di vista da cui trattarlo. Fin’ora lo abbiamo affrontato dal punto di vista tecnico, dal punto di vista delle persone che lo subiscono, dal punto di vista dell’opportunità politica, ma non è mai abbastanza perché in questi giorni ho letto affermazioni di Pubblici Amministratori che esternano senza sapere nulla della faccenda.

Ho scoperto addirittura che la posizione di chi si dovrà intestare la difesa dei 10 km d’oro perché governa, o perché convinto che prima o poi toccherà a lui governare, è: Moretti…? Si lamenta perché gli hanno toccato il suo di giardino, il TRC è un’opera che porterà pregio al mercato immobiliare della zona.

sentA parte che Moretti si lamenta solo in ragione una sentenza del TAR che vieta di abbattergli 60mq in luogo degli 8 espropriati, a parte che qualcuno mi dovrebbe spiegare come un autobus che ti passa a 50 cm dalle finestre possa aumentarti il valore dell’immobile, a parte tutto questo… voglio parlare di altro e voglio farlo perché sono consapevole che il modo più efficace di rappresentare un avvenimento è permettere alle persone di entrare in empatia con chi sta vivendo il problema. Dunque ecco la cronaca di una giornata in trincea.

Rimini 28 ottobre 2013 – via Renato Serra 4

625592_245626298923699_1831540182_nA me piace il caldo, più del freddo, ma quando non è coerente con la data scritta sul calendario mi dà una strana sensazione… come di attesa, come se qualcosa dovesse accadere. Questo era lo stato d’animo con cui questa mattina mi sono diretto verso il cantiere TRC.

La mia sensazione mi ha preceduto è l’ho ritrovata li, nel posto in cui da giorni vado per vedere se posso essere almeno uno dei testimoni di quello che sta accadendo. C’era attesa. La famiglia Moretti attendeva, i Carabinieri attendevano, la Polizia attendeva e i 5 Stelle attendevano. C’era caldo e nessun segno di caschi gialli (Italiana Costruzioni) o bianchi (AM).

Una trincea è un luogo strano. C’è tensione, amalgamata a rassegnazione, stemperata dalla continua ricerca di una battuta… anche per distrarre Walter dal perenne riassunto della questione. Quando ti rubano la realtà combatti l’assurdo riepilogando le puntate precedenti… da qualche parte dovrà pur essere l’errore e, c’è da giurarci, sarà così enorme che basterà solo citarlo perché tutti rinsaviscano.

Purtroppo non è così, almeno in questa trincea. Qui l’imperativo è resistere e il problema è: da dove arriverà l’attacco? Ogni tanto ti azzardi a buttare uno sguardo oltre le recinzioni e… parliamoci chiaro in questa trincea nessuno ti spara addosso, ma se malauguratamente fossi tu a vedere il nemico che si avvicina avresti la responsabilità di dare l’allarme e di fare qualcosa. Si, ma che cosa…? Forse potrei….

La mattina se ne va così e i Bastardi senza Gloria (trovo molto adeguato quel film a questa situazione) non debbono fare nulla. Si torna verso casa sollevati a metà, oggi non è successo niente, ma domani? Problema risolto nel pomeriggio, non c’è da aspettare domani, la ruspa è già li. Messaggi rimbalzano su tutti i mezzi di comunicazione di cui dispongo. L’ordine è ricompattare il fronte. Signorsì.

558833_245704578915871_448472313_nArrivo, di nuovo. Fa sempre più caldo. C’è il doppio della tensione del mattino. Walter rimbalza come una pallina da ping pong per tutta casa. Le vedette sono sul tracciato ed hanno individuato il nemico molto vicino alla Linea Maginot, dunque è guerra.

Qualcuno studia piani, altri le sparano grosse, ma quello che continua a sovrastare tutto, anche l’emergenza, è l’attesa. La ruspa è appostata poco distante, ma non arriva, perché non vengono? La stanno montando? Manca un pezzo? No è li pronta, ma non arriva.

 

576557_245718292247833_1034851352_nDopo un lasso si tempo avvertito come infinità  la vedetta Sciacallo (nome in codice) segnala: la stanno smontando. Veramente? Si veramente, c’è anche il camion per portarsela via. Corro a vedere, non è che non mi fido, però certe cose le devi vedere con i tuoi occhi e così mentre gli addetti eseguono le operazioni per rimettere il cingolato a riposo l’attesa si sgonfia lentamente, molto lentamente.

E’ un trucco? C’è un’altra ruspa da un’altra parte? No. Se ne sono andati. Appena mi concedo di credere che per oggi sia finita, un leggero cerchio alla testa mi incorona. E’ lecito, non mi da nemmeno fastidio e mi sembra il minimo dopo un’altra giornata in trincea.

P.S.
Walter Moretti non difende con egoismo il proprio giardino. Difende la parte della sua casa che non gli è stata espropriata e fa l’interesse di tutti lottando per la certezza del Diritto.. una cosa senza la quale, se ci pensate bene, è proprio impossibile campare.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC: Così parlò Maurizio Melucci.

maxresdefaultLunedì 27 ottobre sarà una giornata difficile per Walter “Wallace” Moretti. La Procura, oltre all’atto dovuto dell’apertura di un fascicolo, non ha dato segni di vita per quanto riguarda la richiesta di sequestro preventivo del cantiere.

Agenzia Mobilità e i suoi Bravi hanno già predisposto paratie propedeutiche ad impedire che i Moretti occupino il tetto e, probabilmente, il prossimo intervento sarà scortato dalla Polizia. Di sottofondo a tutto ciò la politica e la consapevolezza delle persone. Molta politica e poca consapevolezza.

Intendiamoci non stiamo parlando della politica per come era stata pensata, ma della politica per quello che è diventata, non un modo per interpretare e gestire le necessità degli abitanti della polis, ma solo opportunità da scambiarsi tra momentanei compagni di interessi…. perché come dice un grande personaggio e modello nei nostri tempi:

[…] fatti un po’ i cazzi tua e non rompere più i coglioni. E andiamo avanti. Così anche te ti manca un anno e poi entra il vitalizio. A te non ti pensa nessuno, te lo dico io, caro amico, te lo dico da amico, che questi, se ti possono inculare, ti inculano senza vaselina nemmeno.”

antonio_razziMolti avranno capito che stiamo citando l’Onorevole Antonio Razzi. Cose del Parlamento? Lontane da noi? Neanche per idea. Razzi ha avuto solo la sfortuna di essere registrato. Oddio sfortuna.. è ancora li ed è Segretario della Commissione Esteri con tanto di missioni in Corea del Nord, come dire: ha fatto pure carriera. Lo sapete perché quello che ha detto Razzi non conta nulla ed è rimasto impunito? Per il semplice motivo che la storia la scrivono i vincitori. Quante volte lo avete sentito dire? Sarebbe ora che cominciaste a controllare.

Riportiamo la discussione a casa nostra e vedrete che non è dissimile dal punto appena analizzato. Che il TRC sia giusto o sbagliato non è certo la questione che i politici, da Rimini a Riccione, si stanno ponendo. La vera domanda è: chi si prende la responsabilità di fermare una cosa del genere? Le cose stanno così e non lo dico io, non lo dice nemmeno l’On. Razzi.

A dirlo è nientepopodimeno ché Maurizio Melucci, uno dei più antichi sostenitori della Metropolitana di Costa. Non lo chiamiamo Assessore, come prevedrebbe l’attuale carica, solo perché sarebbe riduttivo. In una recente e pubblica chat su Facebook ammette candidamente:

MelucciTutti coloro che vogliono fermare il Trc ritengono che lo si possa bloccare senza tanti rischi finanziari. Il problema è un altro. Quella delibera di revoca dell’accordo di programma la debbono votare i consiglieri comunali nell’esercizio delle loro funzioni. Se io fossi uno di loro, al di la delle mie personali convinzioni non la voterei. La ragione è semplice. Una volta votata quella delibera di revoca i contenziosi con l’impresa e le considerazione della corte dei conti avvengono in sedi diverse da questa. Nei tribunali! E sinceramente se fossi un consigliere comunale eviterei.

petittaQuesto, che ci piaccia o no, è il punto di vista della politica (o almeno della politica che ci siamo cresciuti). Dunque se sentite l’On. Emma Petitti (PD) che, davanti al Bar degli aperitivi in piazza Cavour, location più rilassante che casa Moretti, si fa intervistare parlando di riqualificanti realtà strategiche, bhe… è inutile che aspettiate il momento in cui comincerà a parlare di quello che sta succedendo.

Il TRC è un’opera di importanza strategica che partirà da Ravenna per arrivare a Cattolica. Questo sentirete dire ripetutamente, quasi fosse un mantra. Esistono anche diversi siti web che parlano dei fasti della linea Ravenna – Cattolica e le pagine in questione, ovviamente ,sono tutte di Rimini. Abbiamo cercato a Cervia, Ravenna e Cattolica tracce perlomeno dell’imminente approvazione del magnifico progetto, ma l’unica cosa che abbiamo trovato è stata una risposta scritta, del 2005, dell’Assessore ai Lavori Pubblici Mascanzoni di Cervia che asseriva (interpellanza) :

“L’Amministrazione comunale, al fine di potenziare l’accessibilità alle nostre località, ritiene strategica la realizzazione del TRC in un quadro che non produca criticità irrisolvibili sulla viabilità esistente.”

In realtà questa è una citazione un po’ maliziosa da parte nostra perché basta accedere all’abbondante documentazione in rete per capire che l’unica cosa approvata dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) è il tratto Rimini – Riccione e visto che ci sono voluti 15 anni per arrivare fino a qui…. Per chi volesse conoscere l’iter dell’approvazione ecco la documentazione della camera: www.camera.it/temiap/2011scheda[102].pdf

Gnassi-12Poco importa per la casa di Walter perché la storia, come già detto, la scrive chi vince e l’importante per ora è non prendersene la responsabilità. Così se in Consiglio Comunale qualcuno chiede al Primo Cittadino cosa ne pensa del caso e specificatamente del sopruso, lui risponde altro. Per la precisione dice che hanno testé deciso di chiedere (siamo curiosi di sentire la risposta) ad Agenzia Mobilità ti tornare all’accordo di spesa del 2008 (92.05 Milioni di Euro). Sottotitolo: così Riccione non si lamenta più e si va avanti.
Indignatevi se volete, ma non perdete tempo a meravigliarvi. La politica è compromesso e non troverete nessuno che faccia politica “canonica” senza compromettersi.

P.S.
Domani mattina è tutto pronto per disperdere anche le ultime certezze sul Diritto rimaste a Walter Wallace Moretti e noi, come lui, vogliamo sapere: ma se non basta nemmeno la sentenza di un TAR ai Cittadini chi li difende?

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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La Posta del Fegato – Vergogna!

09571-manette-con-pelouche-rosaIn questi giorni, date le nostre testimonianze dal cantiere del T.R.C., sono arrivate un po’ di “letterine” alla Posta del Fegato. Vi proponiamo quella con meno parolacce che, comunque, rappresenta il punto di vista di un nostro lettore parecchio indignato. 

La Redazione

 

E’ UNA VERGOGNA!!!!

la maggioranza politica , quella Riminese  che spende oltre 100.000.000,00 di euro per realizzare un trasporto locale, che porta dal nulla al niente, su un progetto del 1993.

Cioè stiamo realizzando nel 2013 un progetto scelto 20 ANNI FA’!!!!

Gli anni di Mani Pulite, Tangentopoli. Gli anni della Lega Nord (tu quoque) che dava dei ladri a Craxi ed i suoi compagni di merende. Gli anni del colpo di spugna del decreto Conso che depenalizzava il finanziamento pubblico ai partiti sventato da Scalfari . Gli anni dei dobloni di Poggiolini in cambio di chissà quanti sieropositivi, poveri cristi! Gli anni di Di Pietro, Cusani e del suicida Gardini. Quando i cellulari erano cabine telefoniche con le ruote

Come andare al Trony e comprarsi un Commodore 64. Oppure andare in concessionaria e comprarsi una Fiat Uno. Nuovi di pacca!!!!

Un’opera pubblica costosa anche emotivamente, che stupra territorio, famiglie, senza se e senza ma.

Succede allora che un omino sempre sorridente e dai modi gentili, decide di difendere la sua famiglia ed ingaggia un ingegnere cazzuto che insieme al suo avvocato riescono a dimostrare che più che un esproprio quello che stava subendo era uno stupro. Lo dice il T.A.R.: infatti il Giudice Amministrativo ritiene opportuno emettere un’ordinanza, contingente e quindi urgente, che specifica che non si possono demolire porzioni diverse e maggiori di quelle effettivamente oggetto di esproprio: 8 mq! Solo che al metro quadro numero 5, ci sta una colonna di cemento armato che, se demolita, fa venire giù gli altri 22 mq che invece non devono essere toccati.

Esticazzi! Martedì  arrivano le ruspe di Agenzia Mobilità. Succede allora che il figlio dell’omino, salta sul tetto. E i suoi compagni del Movimento 5 Stelle, compatti vanno sul posto. Succede che allora arriva la Polizia, la Digos, i Pizzardoni, Giornalisti e Tv. Anche il Deputato Grillino Giulia Sarti si fa sentire  con i Carabinieri, la Procura, il Vice Ministro ai LLPP e la Prefettura (manco a dirlo, non pervenuta) e parte un esposto istituzional-giudiziario. Succede allora che Il Consigliere Comunale Camporesi (m5s) va pure lui in procura e deposita altro esposto. Allora la procura di Rimini compie l’atto dovuto di apertura di un fascicolo per un sospetto abuso d’ufficio a carico di ignoti.

INGNOTI?!?!? Forse gli è sfuggito che fuori da ogni cantiere c’è un cartello con su scritto il nome e cognome del Direttore dei Lavori, quello per la Sicurezza, il Committente ed il Proprietario delle opere, e l’Impresa Esecutrice.

Succede pure che nessun provvedimento cautelare viene disposto dall’autorità giudiziaria nonostante un altro magistrato,  sull’onda di un periculum in mora, scrive  a chiare lettere un’ordinanza di natura cautelare.

Si vede che la superacazzola alla Ghedini raccontata da AM, li ha convinti che l’ordinanza emessa da un organismo amministrativo come il CIPE, supera ( con salto triplo  carpiato con doppio avvitamento a sinistra ) il dispositivo di un’ordinanza della magistratura: ma non faccio l’avvocato e mi potrei sbagliare.

Succede allora che gli operai arrivano di nuovo il giorno dopo ma senza ruspe e montano una recinzione che impedisce di poter salire sul tetto, tanto più che le scale vengono chiuse e rese inaccessibili. Un presagio.

Succede che allora Camporesi  riparte,  in resta, e torna in Procura per formalizzare la richiesta di sequestro cautelare. Documentato col verbale di sopralluogo di due pizzardoni che hanno certificato l’intenzione di AM effettivamente vuole demolire ciò che non si può.

E mentre la questione arriva sulle pagine di tutti i giornali, nessuno tra Giunta, Consiglieri Comunali di maggioranza o di opposizione si è mossa o abbia proferito parola: neanche il Sindaco. Neanche per legittimo dubbio!

E’ UNA VERGOGNA!’

@George

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TRC : le Donne e lo Stalker

20131003_stalking-ombreLa conoscete la Maria Pia? Dovreste. E’ il prototipo della persona per bene. La gentilezza d’animo la riconosci subito e, in questo caso, alberga in una donna minuta, dagli occhi buoni, che sarebbe capace di offrire dell’acqua per dissetare l’operaio che le sta abbattendo casa.

La conoscete Giovanna? E’ una madre di famiglia, una donna forte, una commerciante, una di quelle che difende il suo focolare con le unghie e con i denti.

La conoscete Anna Paola? E’ un’insegnante, un’appassionata di letteratura, così appassionata che riesce a trovare riferimenti letterari anche mentre vive le disavventure di cui parliamo in questo articolo.

Chi sono queste donne? Potrebbero essere le abitanti di una via qualsiasi di Rimini e in effetti lo sono, ma cosa hanno in comune oltre che la stessa via di residenza? Condividono un uguale modo di sentirsi. Andate in via Renato Serra e chiedete loro come vivono da un po’ di tempo. Fatelo separatamente, se volete, o magari in momenti diversi della giornata, vi risponderanno tutte che dormono male, che provano ansia, che sentono qualcosa che incombe costantemente, qualcosa che può piovere addosso all’improvviso e da cui non si possono difendere… anche a causa dell’indifferenza degli altri. Vi sembra di riconoscere in loro vittime di stalking? Se è così è perché in effetti lo sono.

20130807_114842Per la precisione a Giovanna è già successo qualcosa di irreparabile. Agenzia Mobilità, lo stalker, le ha abbattuto un garage in muratura, senza nemmeno essersi presa il fastidio di espropriarlo completamente. A Giovanna l’angoscia di quei giorni di agosto è rimasta addosso come qualcosa di unto, anche se lo Stalker oggi ha cambiato obbiettivo… perché quella brutta sensazione di essere stata lasciata sola non l’abbandona nemmeno dopo mesi.

20130808_102009Non è una trovata letteraria parlare di stalking, credetemi o, se non credete a me, domandate a loro, le donne di via Renato Serra. Si sentono perseguitate. Si svegliano la mattina, presto, di soprassalto, magari per qualche rumore inconsulto, corrono alla finestra per vedere se il loro persecutore è già li e se sta facendo qualcosa di brutto nel loro giardino. Tutto il giorno, durante le loro incombenze quotidiane, escono e tornano a casa più volte, sempre attente agli angoli della via.. magari proprio li.. prima del sottopasso… dove AM riunisce le sue truppe prima di venirti a buttare giù tutto. E la sera? Si coricano nel loro letto sapendo già che il pensiero delle angosce della giornata successiva le farà dormire male.

sentCome le vittime dello stalking canonico si sono rivolte alla Legge, che le ha ignorate. La Polizia serve per la sicurezza, quella pubblica, non la loro. La Municipale serve solo per constatare e  i Carabinieri… beh… non è loro competenza (non si sono più ripresi da quando hanno arrestato Pinocchio). Non importa se persino un giudice ha deciso che non le si deve importunare, perchè allo stalker non frega niente .Glielo puoi agitare sotto il naso quel pezzo di carta che dice che deve starti lontano, ma ti guarda negli occhi con il suo ghigno di disprezzo e ti dice che a lui non importa.. che lui può fare quello che vuole.

Lo stalker, probabilmente, riuscirà nel suo intento di demolizione. Demolirà i mattoni e le persone, perché nessuno lo fermerà. A parole sono tutti solidali con Maria Pia, Giovanna e Anna Paola, ma nella realtà dei fatti sono tutti spettatori occasionali.

Quando la mattina, al bar, sorseggiando un caffè, leggono dell’ennesima persona tormentata fino ai limiti estremi, dispiace veramente? Formalmente si e se qualcuno chiedesse loro un’opinione esprimerebbero solidarietà, magari rabbia, ma per quanto tempo quello che hanno provato li accompagnerebbe? Poco… perché non li riguarda e in fondo pensano che a loro non succederà mai.

Maria Pia, Giovanna e Anna Paola però sono persone normali, non sono diverse da altre migliaia di donne che abitano Rimini. Sono donne oneste, non cercano guai, ne sono colpevoli di un azzardo, solo che un giorno una variabile non prevedibile nella loro normale vita le ha rese vittime. Se succedesse a voi vorreste che la solidarietà degli altri durasse un caffè?

P.S.
Avrei potuto scrivere tante cose sul TRC. Portare prove, evidenziare dati, spiegare le tattiche evasive di chi è chiamato a dare spiegazioni e mettere in luce il comportamento di chi ha deciso di lavarsene le mani. L’ho fatto, lo farò. Questa volta però mi premeva di fare conoscere persone vere, che potrebbero essere (o che forse sono) persone che conoscete e non dei generici espropriati. Forse è troppo tardi perché in questo caso la solidarietà risolva qualcosa, ma può darsi che un po’ di appoggio faccia sentire queste donne un po’ meno sole in mezzo a 150 mila concittadini.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – L’incertezza del Diritto.

13 - 1 (2)Ci sono molte cose che provocano sentimenti di paura nell’essere umano, ma le situazioni che provocano vero e proprio terrore hanno tutte a che fare con l’insicurezza. Ci sono avvenimenti, come il lutto, che tolgono qualsiasi certezza su quella che pensavi fosse la vita e ce ne sono altre, come l‘incertezza del Diritto, che ti espongo a forze superiori, non preventivate, per subire abuso, violenza.

La legge è uguale per tutti, ti insegnano. Tu pensi che non è proprio così, ma che, se conduci una vita onesta, poche saranno le cose che potranno veramente inibire il tuo diritto e, se ti succederà, sarà opera di delinquenti… invece…

Quello che è successo oggi in via Serra, sul cantiere del TRC, ha dell’incredibile e ha lasciato molte persone prive di sicurezza di fronte all’incertezza del Diritto. Una sentenza di un Giudice di un Tribunale Amministrativo è una di quelle cose che non ti verrebbe mai in mente potesse essere presa per “acqua fresca” e, dicendo questo, cito una persona che, anche se non direttamente interessata, ho visto allontanarsi molto triste da quel cantiere.

A questo punto però serve un riassunto delle puntate precedenti. A Rimini è in avanzato stato di completamento un’opera chiamata TRC (Trasporto Rapido Costiero). Che cos’è? Nonostante sia reduce da un iter di quasi vent’anni alcuni hanno scoperto solo ora che non si tratta di una metropolitana, ma di un filobus bisognoso di una sede tutta sua da percorrere, questa sede è a senso unico alternato. (Quando dico che certe persone l’hanno scoperto solo adesso, mi riferisco anche a dirigenti amministrativi di vario livello, non unicamente a cittadini.)

13 - 1 (5)Questo autobus da 100 milioni di Euro, chiamiamolo con il suo nome, non collega fiere ad aeroporti e magari a Palacongressi. Collega il niente con il nulla, limitandosi a percorrere pochi km parallelamente alla ferrovia, nemmeno lato mare.
Nel corso degli anni molte persone hanno lottato contro l’inutilità del progetto, tanto più che per realizzarlo è stata tirata una linea retta secante realtà molto popolose. Oggi sappiamo che quella traiettoria è stata scelta in maniera piuttosto approssimativa contando su “aggiustatine” successive. Tutto fattibile se non fosse che le aggiustatine ledono il diritto di diverse persone e, come sembrano aver scoperto le indagini dell‘Ing. Gallini, costringono il Piano Esecutivo a prendersi delle libertà nei confronti del Piano Regolatore Generale assolutamente non previste.

13 - 1 (4)Ovviamente tutto ciò non è regolare, ma il trucco sembrerebbe essere abbattere ciò che da fastidio, con un’occupazione provvisoria al di la di quelli che sono i confini stabiliti in prima istanza. E’ successo al garage in muratura di Giovanna Fin e non sappiamo quante altre volte sia già successo, ma oggi stava per succedere alla casa di Walter Moretti. Eh si.. perché anche questa volta non si trattava di un magazzino in lamiera, una tettoia o un capanno, era una casetta in piena regola con trenta metri di piano, trenta metri di cantina, allacciamenti luce e gas, pavimenti, cucina, lavandino e quadri alle pareti. Un pezzo di casa.

sentIl Proprietario, nella traballante certezza del suo Diritto ha opposto una sentenza del T.A.R. a ciò che stava accadendo, per scoprire poi che quello che sospettava era vero: Ci sono poteri nei confronti dei quali il cittadino non ha diritto ed allora è dovuto salire sul tetto di ciò che gli volevano tirare giù, per ristabilire gli equilibri.

Non avete capito male. Siamo a Rimini, la capitale del turismo, si suppone un luogo civilizzato del nord est italiano. Un cittadino è dovuto salire su un tetto ed opporre resistenza passiva, in quanto nemmeno la sentenza di un giudice amministrativo non gli garantiva la certezza del suo Diritto.

La sentenza del Giudice TAR è semplice, cosa rara e da apprezzare. In sintesi : dato che l’Avvocato Bernardini di AM ha dichiarato  non essere prevista in esecuzione degli atti impugnati (ossia quelli dell’occupazione provvisoria) nessun abbattimento eccedente a ciò che è stato espropriato nel 2007, è inibita la demolizione di manufatti o loro porzioni sull’area temporaneamente occupata. Come dire (l parafrasi in libertà): Avvocà.. se non hai dichiarato il falso non avrai nessuna difficoltà a far rispettare quello che tu stesso hai detto.

Oggi AM ha fatto una brutta figura e, non essendo stati presenti,  non avete idea di quanto. Ci sarebbero molte cose da dire e da raccontare, compresa l’espressione di disprezzo che ho letto in viso al dirigente AM Amadesi nei confronti di Moretti e suo figlio che difendevano la loro proprietà… solo una mia impressione? Il dato più esemplificativo però è la risposta stessa di Agenzia Mobilità. Dopo essersi dichiarata sorpresa che qualcuno legga sentenze TAR con la propria testa parla anche di:

” una ordinanza più recente, datata 10 ottobre 2013, con cui il Giudice del TAR respinge la richiesta di sospensiva, con analogo oggetto, relativa ad un’altra proprietà.” Ma NON quella di Moretti ce lo vogliamo aggiungere o no? E se poi c’era tutta questa sicurezza  come mai Dal Prato ha passato un mese a farsi offrire limoncini a casa degli espropriati per cercare accordi? Ed ancora come mai si è scelta la strada dell’inganno con il blitz di cui molti sono stati testimoni oggi? E’ strano che chi usa con tanta confidenza i colpi di mano possa farsi sorprendere da un’interpretazione di una sentenza diversa dalla propria.. no?

13 - 1 (3)
Luigi Camporesi e Luca Gallini

Mentre il Consigliere Luigi Camporesi difendeva sul campo quello che riteneva essere un Diritto, dal Parlamento Giulia Sarti procedeva con esposti alla Procura, alla Prefettura, ai Carabinieri e al Ministero delle Infrastrutture. L’opinione di chi scrive, modesta quanto si vuole, ma qui rappresentata, è che siano proprio queste autorità chiamate in causa a dover ristabilire la certezza del Diritto, perché non c’è nulla di più brutto che pensare di essere in balia di entità che non subiscono l’influenza della legge.

 

P.S.

Ma la nipote di Melucci, assodato che non si tratta di un caso poltrona assistita, che cosa aspetta ad esprimersi nel merito della questione? (Almeno politicamente). Forse preferisce che se la veda l’esperto in mosse repentine Dal Prato?

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – Escalation.

DSCN6697Riceviamo e pubblichiamo il comunicato dei ricorrenti contro il TRC di Rimini che, questa mattina, si sono visti montare le reti che delimitano l’Occupazione Provvisoria per il lavori del Trasporto Rapido Costiero. Ricordiamo che non più tardi della settimana scorsa (come da nostro post www.citizenrimini.it/trc-le-bugie-hanno-le-gambe-corte-persino-a-rimini/  n.d.r.) il giudice aveva sottolineato, con apposito dispositivo, che nulla doveva essere abbattuto in zona di occupazione provvisoria.

Oggi, dopo l’incredibile reazione a mezzo stampa di AM, che ha negato la verità della sentenza (scaricabile qui Sentenza Ricorso ), quelle reti hanno un aria piuttosto minacciosa anche per chi, come Walter Moretti, vede la sua proprietà e i suoi beni protetti solo da una delimitazione di cantiere, che non fermerà di certo nessun malintenzionato.

Pare che questa mattina anche l‘Ing. Luca Gallini abbia personalmente diffidato Agenzia Mobilità dal tentare di demolire alcunché risieda nell’area di occupazione temporanea. Di seguito il comunicato:

Un raggio di luce.
Dopo anni, nei quali le cose sembravano andare sempre peggio e la macchina del TRC pareva
inarrestabile, finalmente un raggio di luce, una boccata d’ossigeno.
Queste sono state le sensazioni dopo la lettura attenta della sentenza del T.A.R. di Bologna, che si
esprimeva sulle sospensive richieste, nell’ambito dei ricorsi contro le occupazioni temporanee, volte
alla demolizione di fabbricati o di loro porzioni, anche al di fuori dei limiti del tracciato individuati
in sede di approvazione del progetto, da parte del C.I.P.E.
Dopo una prima fugace lettura era tornato lo sconforto più totale. Infatti, il T.A.R. ha, di fatto, respinto le richieste di sospensiva..Tuttavia la lettura delle motivazioni che giustificano il provvedimento, e dei limiti imposti dal Giudice Amministrativo, lascia poco spazio all’interpretazione.
Il Giudice, infatti, ha motivato il respingimento delle richieste di sospensiva in relazione alle
dichiarazioni che lo stesso legale di Agenzia Mobilità si è visto costretto a rilasciare, cercando di
evitare la disfatta. L’Avvocato Bernardini – e ciò è espressamente richiamato nel dispositivo – infatti, ha dichiarato che non sono previste demolizioni nelle aree oggetto di occupazione temporanea.
La cosa non corrisponde al vero, come ci hanno esaurientemente dimostrato e spiegato i professionisti da noi incaricati, tuttavia, questo è stato il presupposto, sulla base del quale il Giudice ha negato la richiesta di sospensiva, disponendo espressamente, che nelle aree oggetto di occupazione temporanea non avvengano demolizioni totali o parziali.
Nella giornata di sabato 14 Settembre 2013, Agenzia Mobilità, il cui legale aveva dichiarato che
non sarebbero previste demolizioni nelle zone oggetto di occupazione temporanea, interpreta la
sentenza come se fosse una vittoria.
In realtà, per come scritta, la sentenza ci ha molto rasserenato, anche perché traspare come sia stato
accolto uno dei punti fondamentali della tesi sostenuta dal tecnico che, su nostro incarico, ha
operato le valutazioni sulla liceità del progetto e sulla base delle quali il legale ha formulato i
ricorsi. Fin dall’inizio, Egli sostenne, che le demolizioni fuori dai limiti del corridoio individuato dal
C.I.P.E., non erano legittime.
L’auspicio ora è quello che, superando le divisioni che si erano create fra chi ha proseguito sulla
strada dei ricorsi e coloro che, presi dallo sconforto dopo le prime sconfitte, hanno momentaneamente abbandonato il campo di battaglia, ci si possa nuovamente unire.
Spero che anche chi non abbia aderito all’ultimo ricorso contro il progetto esecutivo, in relazione agli esiti dei primi quattro nuovi ricorsi contro le occupazioni temporanee, volte alla demolizione parziale o totale di fabbricati fuori dai limiti del tracciato, voglia ora ricompattarsi e difendersi contro questa macchina mostruosa.
Se uniamo le forze, possiamo battere e abbattere la corazzata TRC. Pertanto, per tutti quelli che riceveranno un decreto di Occupazione Temporanea che prevede la demolizione anche della parte del fabbricato che sta al di fuori dei limiti di tracciato del TRC e che invece vorrebbero mantenere, è importante impugnare immediatamente il decreto.
Infine, a nome di tutti i ricorrenti, un pubblico “Grazie” all’Avv. Giancarlo Migani, che si è battuto e si sta battendo come un “leone”, anche se, non me ne voglia, il mago della situazione mi è parso l’ing. Luca Gallini, del quale ho potuto apprezzare personalmente la professionalità: è a lui che va attribuita la scoperta dei punti deboli del progetto TRC, sui quali il legale ha successivamente “ruggito” con grande professionalità.
Anche all’Ingegnere quindi, un sentito pubblico “Grazie”.
Sono a disposizione.
Comitato Ricorrenti.
Rimini 16 settembre 2013

Aticolo a cura di Davide Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – Le bugie hanno le gambe corte (persino a Rimini)

PinocchioLe bugie hanno le gambe corte.

Quante volte lo abbiamo sentito dire quando eravamo piccoli dalla mamma o da chi, comunque, si occupava della nostra educazione? Questo insegnamento è un classico della pedagogia fatta in casa ed è anche uno dei più efficaci, in quanto con una singola immagine proietta un futuro di scarso successo per chi mente.

Poi cresciamo e comprendiamo che esistono bugie pietose che servono a non far soffrire le persone e vie di mezzo in cui, anche se proprio non si mente, omettiamo qualcosa, di solito per evitare inutili conflitti. Ciò non toglie che da adulti la menzogna prodotta allo scopo di ottenere vantaggio è universalmente condannata senza appello.

Vi starete chiedendo cosa centra tutto questo con il TRC? Il mistero è presto svelato. Chi ha preso il brutto vizio di leggerci sa che, in un articolo recente, abbiamo parlato di una novella disposizione di un Giudice del Tar di Bologna che inibisce l’abbattimento di qualsiasi struttura che non sia stata totalmente espropriata. La reazione mediatica di Agenzia Mobilità non si è fatta attendere e, ad onor del vero, è apparsa piuttosto scomposta.

Ci ha colpito in particolar modo un’affermazione virgolettata:

AM è “dunque sorpresa nel leggere le dichiarazioni del difensore e del  tecnico dei ricorrenti che deve obbligatoriamente smentire in quanto non vere e non corrispondenti al disposto del Giudice

Il comunicato di Agenzia Mobilità poi, in sintesi, afferma che procederanno regolarmente con i lavori previsti. Ora.. qui ci si propone un bel dilemma perché “non vero” è un modo diverso di chiamare la menzogna e noi di Citizen, su queste “menzogne”, ci abbiamo costruito un pezzo.

Dunque controllare meglio per noi era un obbligo morale e siamo andati a verificare (chiunque può farlo sono atti pubblici) se corrisponde a verità il fatto  che il giudice avesse in effetti inibito la demolizione di costruzioni insistenti su un area temporaneamente occupata. Il risultato è l’ordinanza che potete leggere integralmente nel file PDF qui sotto.

Sentenza Ricorso

Estratto sentenza
Estratto sentenza

Visto? Le parole del dispositivo sono esattamente << – Che pertanto è inibita la demolizione di manufatti o  loro porzioni sull’area temporaneamente occupata>>. Decidete voi chi dice cose “non vere” e, quando l’avrete deciso, cominciate a considerare il motivo per cui si vuole comunque procedere, anche se il Giudice prescrive diversamente e dunque pagando in maniera molto salata il danno arrecato.

Noi, dubbiosi e malfidati, ci siamo fatti una domanda: ma.. non è che per tenere in piedi alcune di queste costruzioni, che si tenta ostinatamente di abbattere, servono dei progetti che costringerebbero a rimettere mano al Progetto Preliminare e dunque inficiare 15 anni di iter procedurale?

Da ignoranti in materia la risposta non la sappiamo dare, ma secondo noi sarebbe utile che per una volta Rimini fosse meno disinteressata ai problemi dei propri concittadini. Lunedi’ mattina Citizen sarà  in prima linea a testimoniare l’adeguamento o meno a quanto disposto dal TAR.

P.S.

Tanto tuonò che piovve.

Davide (demolito) Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – Frenata d’emergenza.

puglia_trenitalia_3Come nei migliori thriller la suspance si è sciolta solo all’ultimo secondo e così i ricorrenti hanno saputo, solo dopo aver quasi rinunciato a crederci, che il loro ricorso era stato “in qualche modo” accolto da TAR di Bologna.

Chiariamo che non stiamo parlando del fermo dell’opera totale del Trasporto Rapido Costiero. Per quella immaginiamo che ci sarà poco da fare. Probabilmente tra una decina d’anni i nuovi adulti si chiederanno chi è che ha pensato ad un opera così inutile e così costosa e nuovi amministratori, magari sempre del PD, magari Renziani, diranno “mica vorrete dare la colpa a noi che siamo arrivati adesso!?

Il Golia AM (Agenzia Mobilità) la sassata l’ha presa da coloro che tra gli espropriati avevano contestato la possibilità di buttare giù una proprietà parzialmente espropriata tramite Decreto di Occupazione Provvisoria. Pare che il giudice abbia fatto leva su una dichiarazione di un avvocato di AM che insisteva sul fatto che nessuna demolizione usciva dal corridoio predisposto a suo tempo con delibera CIPE (Comitato interministeriale per la Programmazione Economica) e delineato dal Progetto Definitivo. Ribaltando questa semplice dichiarazione il TAR non ha sospeso alcunché, ha solo stabilito che fosse rispettato quanto dichiarato e dunque niente potrà essere abbattuto con il semplice Decreto di Occupazione Provvisoria.

Decisione che arriva in ritardo per Giovanna Fin la quale, se avesse potuto godere della stessa prospettiva, ora avrebbe ancora in uso del garage in cui teneva la rimessa di casa e del negozio.

Cosa succede ora? I telefoni, immaginiamo,  staranno squillando e le mail saranno spedite freneticamente dall’una e dall’altra parte in un Tam Tam multimediale. Pensiamo che soprattutto tra coloro che sono sempre stati contrari al TRC sorga una domanda spontanea: Quante altre azioni di AM possono essere frutto di una così arbitraria interpretazione? Beh… se c’è qualcuno che può scoprirlo è l’Ing. Luca Gallini, che, come professione, carica la fionda agli aspiranti Davide che vogliono cimentarsi contro mostri Imbattibili.

P.S.
In tutto questo saremmo curiosi di sapere cosa ne pensa il nuovo Presidente di Agenzia Mobilità, Roberta Frisoni, la brillante e giovane manager, senza paga e solo incidentalmente nipote di Melucci.

Davide (incredulo) Cardone

[@DadoCardone]

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TRC – Divieto di trasformazione.

ADe_02_accantonata_a_Riposto._In_attesa_di_demolizione.Settembre, si torna tutti al lavoro, o perlomeno quelli che ne hanno ancora uno. Nessuna preoccupazione per quelli di Agenzia Mobilità e di Italiana Costruzioni, loro saranno impegnati molto a lungo con le opere del Trasporto Rapido Costiero che, come qualcuno pare essersi accorto solo ora, non è una metropolitana, ma un semplice filobus.

E’ singolare constatare il fatto che Agenzia Mobilità, nonostante il lavoro sia garantito, abbia una fretta maledetta di portare avanti le demolizioni. Solerzia? Stacanovismo? O forse è colpa del ricorso al T.A.R., composto dall’Ing. Gallini e dall’Avv. Migani, che verrà discusso l’11 di Settembre?

Esiste un’abitudine tutta Italiana di considerare la multa come costo dell’opera e così anche lavori che non potrebbero proseguire trovano un loro corso. Per una strana combinazione tutte le demolizioni previste da AM e considerate illecite dai ricorrenti sono state previste dal 9 all’11 settembre, come da Decreto di Occupazione Provvisoria. Come abbiamo sostenuto in altre occasioni questo “accanimento“, per chi dice di aver fatto tutto in regola, è quantomeno inusuale. Dello stesso avviso è il Giudice Monocratico che, sebbene non abbia sospeso il lavori prescrive:

di non dare corso ad opere di trasformazione dello stato dei luoghi fino alla data del 12/09/2013

In altre parole non si può toccare nulla fino al giorno dopo l’udienza del TAR. Per qualcuno questa singola frase ottenuta con una spesa di qualche migliaio di Euro, perché difendere i propri diritti costicchia, può significare la differenza tra la salvezza o la demolizione di una proprietà regolarmente edificata e per cui si pagano tasse da diversi anni.

Ma è veramente come sostengono gli espropriati? Si può chiedere l’esproprio di una frazione di un’area legittimamente edificata e poi abbatterla tutta con un semplice Decreto di Occupazione Provvisoria? Noi, come tutti quelli che si sono minimamente interessati alla cosa, ce lo siamo chiesti e, dato che eravamo li, abbiamo anche indagato. Come campione abbiamo preso la proprietà di Walter Moretti e, per sua gentile concessione, abbiamo dato un’occhiata ai vari decreti di esproprio e occupazione provvisoria. Quello che abbiamo scoperto non depone proprio a favore di Agenzia Mobilità.

esproprio
figura 1

Un primo Decreto di Esproprio, datato luglio 2007, identifica come assoggettata ad esproprio una superficie di 8 mq. Due cose sono necessarie da notare nel documento (fig.1): gli articoli di legge indicati sono il 33 e il 38 del D.P.R. 327/2001 che identificano proprio la demolizione parziale (sottolineiamo parziale) di un bene legittimamente edificato e la cifra di 55 mila Euro superiore al computo del dovuto per gli 8 mq. Bisogna notare questi due particolari perchè nel resto del documento non si parla di demolizione totale, ma, secondo AM, Moretti avrebbe dovuto capire da quella cifra, la quale per inciso non ha accettato ne incassato, che si trattava di un esproprio totale della costruzione ( più o meno 30 metri di piano e 30 metri di cantina). Dunque il primo atto è stato un Decreto da intuire, ma andiamo avanti….

occupazione
figura 2

Se sono veritiere le risultanze dello studio dell’Ing. Luca Gallini, Agenzia Mobilità sta risolvendo con il Progetto Esecutivo vistose pecche del Progetto Definitivo e questo sembra essere il senso di tutto, anche analizzando il secondo documento che abbiamo visionato. Il Decreto di Occupazione Temporanea, datato 9 Agosto 2013, (fig.2) appare come rimedio a quello che ci si è trovati in mezzo ai piedi una volta tardivamente verificata la reale situazione. E’ inequivocabile che la tabella, uguale a quella del primo documento, si arricchisce di una specifica poco più sotto:

l’indennità ex art. 38 D.P.R.327/2001 è comprensiva dell’intera perdita dell’edificato di complessivi mq 55 previsto in demolizione nell’approvato progetto definitivo

Ricapitolando quello di cui gli espropriati e i professionisti che li seguono sono convinti è che gli espropri siano viziati da lacune progettuali e che ora, non potendo un piano esecutivo modificare un Piano Regolatore, si stia tentando di eliminarle usando i decreti di occupazione temporanea.

Chi vi scrive non fa mistero della sua opinione sul TRC, ma la testimonianza che vi portiamo oggi acquista dimensione propria a dispetto dell’inutilità di un autobus da 100 milioni di Euro, speriamo solo non si vada a posizionare nella lunga fila delle sconfitte del diritto del cittadino Riminese.

Davide Cardone
[@DadoCardone]

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Nella rete di SGR.

Perle-di-rugiada-su-tela-di-ragno-a23243281Ho una buona notizia, sono un veggente. Non so come ho fatto, ma sapevo esattamente che all’asta delle quote di Servizi Città S.p.A. ci sarebbe stato un solo partecipante: SGR. Vi rendete conto? Solo un partecipante e il bando era aperto all’Europa tutta eh! Sono o non sono un veggente? Se ero in Inghilterra me la potevo giocare, li si scommette su tutto, anche se (ad essere sincero) la giocata forse non sarebbe stata quotata.
Urge un breve riassunto:
Servizi Città S.p.A. è una società partecipata le cui azioni sono divise a metà tra SGR e il Comune di Rimini.  Sapete cosa fa questa azienda? Qualcuno dice “sono solo tubi” [cit. Consigliere Marco Agosta] in realtà la definizione, presa da una lettera agli azionisti è:
Servizi Città S.p.A. è stata costituita il 19 maggio 1999, ai sensi dell’art. 22 terzo comma lettera e) della legge 08/06/1990 n. 142, con oggetto sociale rappresentato dall’attività di produzione, trasporto, trattamento e distribuzione di gas naturale, la produzione di energia elettrica e calore anche combinata e la loro utilizzazione e/o vendita nelle forme consentite dalla legge.
In parole povere questa S.p.A è l’effettiva proprietaria e gerente della rete gas del Comune di Rimini e del Teleriscaldamento che, come non tutti sapranno, è un servizio pubblico per natura e definizione.
Perchè viene venduta? La società non è stata costituita tramite gara e secondo il Decreto Letta, la Legge Marzano e il successivo “Milleproroghe” deve essere venduta entro il 2015. Questo hanno sempre detto gli amministratori sotto la scure della Spendig Review, ma la verità è che i provvedimenti sopracitati prevedono più che altro la cessazione anticipata degli affidamenti e dunque il Comune di Rimini avrebbe potuto tranquillamente comprare la parte di SGR.
Quanto valgono le reti? Per stabilire il valore c’è stata addirittura una discussione sui giornali, fatto poco pratico perchè Servizi Città S.p.A. ha come indirizzo via Chiabrera 34… vi dice niente? Si, proprio la sede di SGR, SGR servizi, SGR reti. Bello no, casa e chiesa. Sarebbe da chiedere all’Antitrust se i dati dei clienti, che queste società per legge dovrebbero tenere riservati e protetti, possono passare da un impiegato all’altro come avviene magari con i furgoni.
Ma riprendiamo il filo del discorso. Due soci, che occupano lo stesso spazio lavorativo, discutono sui giornali di quanto possa valere la metà delle reti. Il Comune dice 17 milioni di Euro, S.G.R., tramite l’AD Ing. Bruno Tani, dice no, ne vale 8 e tra l’altro la società che dovesse partecipare ad un eventuale gara d’appalto deve sapere che c’è un contenzioso per cui la Società Gas Rimini deve ottenere un risarcimento di un paio di milioni di Euro. Come dire… il prezzo lo faccio io che ho metà delle reti e chi compra si deve accollare anche la mia parte, che non è detto valga come quella del Comune, con l’aggiunta dei soldi che io devo ancora avere. Se poi lo dici in prima pagina sulla Voce….
Il Comune ha bisogno di soldi, chi non ne ha, così decide che può accettare l’offerta di SGR  contando sul fatto che:
Il soggetto che acquisirà la partecipazione societaria di Servizi Città s.p.a sarà chiamato a pagare un conguaglio a Rimini Holding se, in occasione della gara per la gestione del servizio prevista per il 2015, il valore dell’impianto di distribuzione del gas risultasse superiore a quello posto come base d’asta per l’acquisizione societaria in corso
Il problema è sempre quello: chi decide qual’è il valore dell’impianto se non un improbabile concorrente di SGR? La gara sarà anche aperta a tutti, ma provate a mettervi nei panni di un eventuale concorrente che deve venire a Rimini a competere con il proprietario di fatto delle reti e, contemporaneamente, il gestore dei servizi pubblici e privati, dovendo poi coprire anche un non meglio identificato debito nei confronti di SGR, che tende a sbilanciare ancor di più il valore. Piuttosto ti compri una squadra di calcio e come valore aggiunto ti riempi di veline.
Così forse in fondo non ho dei grandi poteri. La prima asta è andata deserta, alla seconda c’era solo SGR e nella gara del 2015, potere scommetterci il cerchio si chiuderà nel nome dell’assenza di concorrenza e dei monopoli sovietici.
Cosa rimane per Rimini? L’Amministrazione dice soldi per le fogne e il Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato (qualsiasi cosa esso sia). Vero, ma anche la cessione di un’altra partecipata che, dopo l’abbondante perdita di azioni di Aeradria, fa di Rimini  una produttrice di aziende pubbliche nate per essere svendute al privato. Chi sarà la prossima? Le eccellenze della sanità locale sono già in cammino per l’Area Vasta, la Fiera non è mai stata altro che il reame di sua maestà Cagnoni e il TRC è nato per essere un fallimento. Ci toccherà rimanere con Notti Rosa e ruote che girano, ma non sanno dove vanno.
Davide Cardone
[@DadoCardone]
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Open Space [dove passa il TRC.]

20130808_101856Fa strano vederlo così. Quello spazio dove una volta c’era un magazzino ora è vuoto ed è stato come se ogni mia fotografia lo avesse consumato fino a ridurlo in macerie. C’era da aspettarselo, in fondo, se lo studio dell‘Ing. Luca Gallini si dovesse rivelare esatto, Agenzia Mobilità è passata sopra ben altre cose che un misero garage, ma saperlo non fa la differenza che ti aspetti una volta che vedi fin dove si può arrivare.
La mattinata era ricominciata dalla semi sconfitta di ieri per i ricorrenti TRC. L’unica cosa a non l’averla resa una debacle totale era stato l’intervento dell’ASL che, momentaneamente, aveva sospeso il lavori. Si è ricominciato proprio dall’Azienda Sanitaria Locale che ha prelevato e repertato campioni di amalgama di cemento per assicurarsi che, oltre alla tettoia, non ci fosse altro materiale pericoloso per la salute.
Uno scrupolo? Se si è stato uno scrupolo inutile perché i lavori non hanno aspettato certo i 20 giorni necessari per le analisi dei campioni. Dopo la rimozione della tettoia in Eternit, quella rotta il giorno prima, i lavori sono proseguiti come se nulla fosse.
A proposito di scrupoli inutili. Prima di andarsene il funzionario dell’Asl ha spiegato le disposizioni di legge in merito agli accorgimenti da usare per ogni azione nei confronti della Tettoia. Tuta di protezione con cappuccio alzato, mascherina, guanti etc. etc. Ancora doveva salire in macchina che ridanciani operai stavano già menando martellate al sottotetto in braghette corte. Protetti dall’intercapedine? Non sembrava da come tremava sotto ogni colpo la tettoia di Eternit.
20130808_102009Avete mai notato come sembrano inutili le formalità quando le conseguenze di un’azione incosciente si potranno vedere solo vent’anni dopo. A dire la verità a volte sembrano addirittura stupide… cosa vorrebbe dire che una persona si barda come un palombaro per raccogliere due sassi da terra e poi un’altra decina pascola sulla macerie come fossero campi in fiore?
Comunque. Tutto finito? Non saprei. In questi due giorni ho visto il capocantiere di Agenzia Mobilità assumersi a muso duro diverse responsabilità piuttosto gravose. Ce ne sono alcune che a prima vista sembrano proprio degli illeciti che non mancheranno di avere conseguenze, ma, probabilmente, lo stipendio di chi le ha agevolate sarà adeguato.
Per quanto riguarda noi di Citizen, in realtà più fan di Zorro che giornalisti, ci vediamo alla prossima ingiustizia. Certo abbiamo una tastiera e non una spada, ma sapete come si dice no..? O forse quella era una penna.

Davide Cardone

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Un Ricorso da Paura.

20130807_121533Giornata campale il 7 agosto. Lo sanno gli iscritti alla pagina Facebook di Citizen che hanno avuto modo di seguire in diretta l’epica battaglia di Giovanna Fin contro il “Golia” di Agenzia Mobilità.

Per chi non lo sapesse questa mattina, dopo avere chiuso l’ingresso al garage, che Giovanna usa anche come magazzino per la sua attività, dei solerti operai hanno sgombrato la proprietà e ammucchiato tutto il contenuto sotto un telo bucato. Sempre dentro il perimetro del cantiere e sempre irraggiungibile si intende.

20130807_084101Quello che sembra in questa storia è che all’eroina di questa vicenda abbiano abbattuto un bene non espropriato. E’ veramente così? Secondo Agenzia Mobilità, stranamente, no. (leggasi come constatazione ironica). Cosa dicono? State attenti perché il tocco di classe è tutto qui:

Loro non dichiarano di aver espropriato completamente l’immobile, ma che il vecchio proprietario ha accettato l’indennità per tutta la costruzione.. capito che finezza? In questo modo scaricano il barile sul proprietario in quanto non possono dire di aver espropriato, dunque acquistato, tutto e non possono nemmeno dire che il notaio ha permesso l’acquisto di qualcosa di già espropriato. Il proprietario sapendo di aver accettato l’indennità per il tutto doveva desumere che tutto sarebbe stato abbattuto e comunicarlo agli acquirenti Giovanna Fin e Giancarlo De Chiara.

20130807_102023Molti staranno pensando che questa è solo una posizione dialettica e che non può avere ragione di un atto notarile e dei regolari pagamenti IMU fatti dai proprietari di quel pezzo di immobile. Lo avrei pensato anch’io se non avessi visto prima la Polizia di Stato e dopo la Municipale ritirarsi in buon ordine, limitandosi a constatare la situazione e le dichiarazioni delle parti.

Piccoli fastidi per i dirigenti AM che, per tutto il tempo prima di cominciare la demolizione, hanno fatto anche la parte di quelli formali fotografando ogni collo portato fuori dal garage di Giovanna, ma non il contenuto! Quando sono partiti poi non hanno fatto nemmeno finta di voler lasciare in piedi la parte non espropriata. Avevano una fretta che… hanno rotto una tettoria in Eternit. Fatto atteso da tutti i presenti che hanno fatto partire chiamate in sequenza all’Asl.

20130807_114842 Veni, Vidi, Vici. No, non è stato scomodato Cesare. Sono bastati due probi impiegati ASL per fermare, almeno temporaneamente il lavori. Scomodo un altro paragone storico: guardando le rovine della proprietà di Giovanna Fin è sembrata più che altro una vittoria di Pirro.. un’altra vittoria così e i ricorrenti TRC sono rovinati. Il grottesco scheletro di Garage, non ancora sconfitto, ma in gravissime condizioni se non altro testimonia la fretta e l’accanimento con cui si voleva risolvere la questione.

Intendiamoci, il cantiere non è sotto sequestro. Sapevano che c’era quella tettoia in Eternit ed infatti ne era prevista la rimozione dopo le vacanze, dunque l’intervento ASL pare solo aver anticipato l’operazione. In serata sono stati messi dei teli sul pericoloso materiale, non proprio la procedura indicata dalla legge, e ne è stata annunciata l’asportazione per domani mattina.

FB_IMG_13758744917208400Anche domani saremo li a testimoniare ciò che avverrà. Nel frattempo cercheremo di rispondere alle domande che ci hanno fatto coloro che hanno avuto la bontà di leggerci oggi. Perché una fretta tale da abbandonare ogni remore nei confronti di un materiale così pericoloso? Perché assolutamente prima della pausa estiva bisognava demolire quel pezzo di costruzione? Forse perché il famoso ricorso fa veramente paura….?

Restate sintonizzati, se scopriamo qualcosa sarete i primi a saperlo.

Davide Cardone.

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TRC – Murati vivi.

diffida
Diffida.

Che bella l’estate. Siamo arrivati alla sua ultima coniugazione: Agosto. Anche chi se l’è negato fin’ora può ottenere un po’ di riposo. L’Ing. Dal Prato veleggia in acque croate e persino operai e dirigenti, di Agenzia Mobilità e di Italiana Costruzioni, stanno per prendersi le vacanze. L’8 di agosto per la precisione, ma prima una bella soddisfazione se la volevano togliere, tirare giù l’immobile non espropriato e di proprietà di Giovanna Fin e Carlo De Chiara.
Impiegati stacanovisti? Sebbene nessuno possa dire niente della loro dedizione al lavoro, la fretta sembra più da imputarsi ad una richiesta di sospensione, molto ben motivata, inviata al T.A.R di Bologna.
Questa mattina (e non è la prima) Carlo e Chiara non sono andati a lavorare per difendere la loro proprietà, l’unica che bisogna abbattere in fretta, in quanto contraddizione più grossa, frutto delle lacune del Progetto Definitivo del TRC… o FRC…. come si chiama un filobus da 100 milioni di Euro?
Insieme all’obbligo di testimoniate l’accaduto, obbligo che ci diamo da soli non vi spaventate, incorre anche la necessità di documentare lo stato d’animo delle persone coinvolte. Dunque leggete il pensiero di Giovanna Fin.
Domanda: Come ti senti Giovanna?

Proprietà non espropriata.
Proprietà non espropriata.

“Per me questo si può definire Stalking. Sembra un uso improprio di una parola che si sente molto in quest’ultimo periodo.. però potrebbe essere veramente Stalking. Qui non sappiamo se la mattina possiamo uscire di casa, letteralmente uscire di casa, oppure se già usciti riusciamo a rientrare in casa nostra. Demoliscono cose che non possono demolire, che… come ci dice anche l’Avvocato è un reato penale quello che stanno facendo. Non riusciamo a bloccare il tutto perché siamo cittadini, ma siamo isolati dalla Comunità, la Città non sa cosa stiamo subendo noi, io, mio marito con tante persone che hanno fatto ricorso al TAR, cosa stiamo subendo tutti i santissimi giorni e questo fa si che non andiamo neanche a lavorare… non si può lavorare. Io ho un negozio, mio marito ha la sua attività, lui non può andare a lavorare e neanche io, perché tutti i santissimi giorni ci dicono: domani veniamo li per demolire, domani veniamo li per mettere le transenne, guardate che qui non vi facciamo più passare… cioè non ci fanno entrare nelle nostre case, nei nostri garage. Mi hanno messo una transenna davanti al garage, perché devono buttare giù tutto, con tutta la mia merce di lavoro, tutto demolito assieme alle 4 mura.
Sono mie perchè io ci pago l’IMU, questa cosa è stata frazionata da LORO due anni fa, prima che io acquistassi e ci hanno detto – questa è la parte nostra e questa e la parte vostra – (cioè mia).. io ho acquistato con un notaio, logicamente, e quella parte che vogliono demolire é MIA! Ci ho pagato e ci pago anche l’IMU. Una volta che loro me la demoliscono, cioè domani mattina (perché ho saputo che è domani mattina) loro me la buttano giù 1) con tutta la mia roba dentro e 2) quando sarà demolita non si potrà mai più ricostruire, ne io ne loro potranno alzare di nuovo le 4 mura”.
Domanda: E tu dovrai continuare a pagare l’IMU?
“Certo! Perchè al catasto risulta che quello che stanno facendo sparire è mio!”
Domanda: Non ti hanno dato indicazioni tecniche di come fare in questi casi?
Assolutamente no! Io non ho avuto l’esproprio dell’immobile. C’è una frazione del Garage che ha avuto l’esproprio, ma non è la mia parte. Era intestata al vecchio proprietario che ha venduto l’altro pezzo a me. Nelle carte c’è proprio la distinzione della porzione di fabbricato che viene giù e non è la mia. Loro non hanno nessun diritto e facendo questo commettono un reato PE-NA-LE!
Domanda: hai comprato sapendo che il pezzo di tua proprietà doveva rimanere in piedi dunque…?
Prima di cominciare a lavorarci dovevano mettere in sicurezza la mia e poi demolire la loro parte. Però loro non lo hanno fatto, ne materialmente, ne a livello progettuale. Per questo… siccome non hanno nessun progetto, loro buttano tutto giù.”
Domanda: Ma.. ufficialmente hanno detto che non te lo tirano giù, giusto?
Ufficialmente si, ma abbiamo sentito il direttore dei lavori che parlava con gli operai e ha detto che – questo pezzo domani mattina va giù – .”

 

Avv. Giancarlo Migani.
Avv. Giancarlo Migani.

La Signora Giovanna ha sentito male? Sicuramente domani mattina saremo lì a documentare gli avvenimenti, ma intanto, a conforto della tesi pubblichiamo un documento timbrato AM (due foto più sotto) in cui si vede distintamente che la seconda costruzione non esiste nei progetti, mentre la prima, quella già abbattuta, sembra essere l’unica presa in considerazione.
Giovanna Fin parla anche di reato penale, a chiunque sembrerebbe tale. Insomma se ti tirano giù una proprietà senza nemmeno espropriarla.. proprio legale non sarà. Per stare dalla parte del sicuro abbiamo chiesto anche all’Avv. Giancarlo Migani che, nell’occasione, ha provveduto a diffidare il capocantiere che ha dovuto chiamare dirigenti AM.
“Ritengo che l’Agenzia di Mobilità illegittimamente voglia procedere alla demolizione di un intero edificio, quando l’esproprio e il progetto esecutivo prevedono esclusivamente una porzione di questa. Il Decreto di Esproprio medesimo prevede una l’acquisizione di una proprietà pari a 33mq ed è l’area che è prevista nell’indennizzo stesso. Quindi l’eventuale demolizione della restante parte dell’edificio non oggetto di esproprio è un atto palesemente illegittimo di cui dovranno rispondere non solo davanti al Tribunale Amministrativo Regionale, ma anche davanti all’autorità giudiziaria sia penale che civile”.
C’è da dire che l’Avvocato questa cosa l’ha spiegata chiaramente agli intervenuti, documenti alla mano e i documenti erano gli stessi prodotti da AM. Che Migani sia in possesso di conoscenze superiori? Con tutto il rispetto dovuto al lavoro del professionista non sembravano concetti trascendentali e dunque la domanda è: Se la tesi è giusta, perché non fermarsi a riflettere un secondo senza incorrere in una violazione della legge? Qual’è nel caso specifico il gioco che vale la candela? Forse eliminare qualcosa che potrebbe mettere in evidenza uno strano modus operandi nella faccenda del TRC?

 

Accesso negato alla proprietà.
Accesso negato alla proprietà.

Una considerazione in più ce l’ha fornita l’Ing. Luca Gallini che dichiara: “ Rimando a quelli che erano gli esiti del mio studio. Secondo me queste demolizioni sono illegittime in quanto i fabbricati vanno al di là del limite dell’ingombro del tracciato, che si è venuto a determinare a seguito dell’approvazione del progetto da parte del CIPE [ Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica n.d.r]. Come dire.. vanno fuori dal corridoio ed è un modo per superare il fatto che manca il progetto nella parte che dovrebbe prevedere le opere necessarie a mantenere in essere la parte dei fabbricati per arrecare minor danno agli interessati agli espropri. Loro questo l’hanno risolto tirando dritto e provando a cavar via tutto. Adesso si ha la sensazione che vogliano, sulla base degli esiti del mio studio… correre per surrogare il problema eliminando i casi di maggiore difficoltà.. una volta eliminati quelli, il tracciato poi è libero. Questa è la sensazione”.

 

Dov'è l'immobile da abbattere?
Dov’è l’immobile da abbattere?

Sensazione che chi scrive quest’articolo non trova difficile far sua. Quei mattoni che si affannano a far sparire, senza fermarsi a riflettere sull’opportunità che in effetti si tratti di un illecito, non si trovano all’inizio, ne la fine del TRC, ne tanto meno in un luogo di passaggio del cantiere. Il luogo di passaggio è un paio di civici prima (come si evince dall’immagine a corredo) e anche quello darà fastidio bloccando nel perimetro del cantiere un accesso ad una cabina Enel e ad un punto di distribuzione del Gas.
Questi però sono i danni minori, volendo far passare un filobus in un centro abitato senza abilitarlo a fare delle curve… già costa 1.9 milioni di euro, con le ruote sterzanti andavano fuori budget. La vera domanda è che cosa avranno mai combinato Carlo e Giovanna per avere tutta questa attenzione? Io ho chiesto alla Signora Fin se per caso avesse preso sotto il gatto di Dal Prato. Lei nega.

P.S.

Per chi fosse interessato a vedere cosa succede alla Democrazia se Affidata all’Agenzia Mobilità può venire domani mattina in Via Serra. Grande spettacolo di demolizione, portate il casco e le scarpe antinfortunistica.
Davide Cardone.

(n.b. per scelta editoriale tocchiamo lo stretto indispensabile e non tagliamo le dichiarazioni degli intervistati. Questo perchè le parole che usano rappresentano la forma mentis del momento e li rappresentano nel loro sentimento)

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