Pezze Elettorali

Si avvicinano le Regionali e, per quanto poco considerate dalla gente, Il Partito Democratico ha bisogno che i suoi naturali serbatoi di voti non vengano scalzati da qualche moto popolare. Dunque oltre il colpo al cerchio, 300 mila euro per delle casette di legno ai Ci.Vo.Ti (pardon CI.VI.VO.),  si cerca anche il colpo alla botte con accorgimenti dell’ultimo secondo. Le pezze sono sempre le più difficili, ma ci si prova.

immagine_164Ora come ora il PD Riminese ha numerosi problemi di consenso. Di fatto il Sindaco Andrea Gnassi è riuscito a inimicarsi qualsiasi forma di comitato abbia chiesto il suo ascolto da quando è stato eletto.  Teleriscaldati, Santa Giustina, Rimini UpTown, V Peep, No TRC e questo solo per citare alcune migliaia di votanti che oggi, piuttosto che votare PD, si chiuderebbero le dita nella portiera della macchina. Poi ci sono tanti piccoli insuccessi conosciuti, tipo il negato appoggio all’AeroClub che sta cercando di mantenere operative le piste del Fellini e, probabilmente, tantissime altre cose che non conosciamo …  sarà in rotta anche con il Club della Pipa.

Dove sono le pezze? Beh per esempio ai Teleriscaldati, anche se non hanno restituito loro gli oneri urbanistici indebitamente e proditoriamente piazzati sulla tariffa, hanno promesso di riaprire il tavolo tecnico (qualsiasi cosa esso sia). Promessa non ancora mantenuta. Al  V Peep vogliono fare ottenere uno sconto del 4% sul riscatto delle abitazioni con un adeguamento di indici, anche se poi la contestazione riguarda invece, anche qui, oneri urbanistici scaduti da tempo che il Comune vuol far pagare lo stesso.

Santa Giustina? Per loro niente, neanche promesse. Li, tra gli interessi di Hera e il casello desiderato da Cagnoni per la sua Fiera non c’è trippa per gatti, devono morire affumicati. Si attaccano al tram anche quelli del TRC…. Anche se sembra che ‘sto tram, causa debiti di AM, non farà molta strada.

E pensare che cose per fare bella figura con poco ci sarebbero. Ormai un anno fa il Movimento 5 Stelle aveva presentato delle delibere urbanistiche, approvate causa assenza  sindaco, che davano modo di riqualificare l’esistente patrimonio immobiliare e favoriva un po’ i lavoratori dell’edilizia. Il Primo Cittadino, rispondendo a Monsignor Lambiasi, che aveva denunciato la sofferenza di Rimini, aveva persino usato le parole di quelle delibere, senza però mai applicarle. Lui preferisce i rendering, i dipendenti degli  uffici comunali  li fanno ornai  sul gabinetto al posto delle parole crociate e così ha scelto cacciare i mercanti dal centro, per agevolare una vision con l’erba inglese in piazza Malatesta.  Qui nei dintorni ci hanno provato sia a Pesaro che a Forlì, con il risultato della morte del mercato. Altro migliaio di voti persi.

Forse non si è accorto, come ci fa notare Fausto Battistel,che  l’oggetto di quelle delibere è oggi un articolo di legge dello Stato.  (Capo V  – Misure per il rilancio dell’edilizia Art. 17  Semplificazioni ed altre misure in materia edilizia Pubblicato nella Gazz. Uff. 12 settembre 2014, n. 212). Leggiamo la dichiarazione dello stesso   candidato alle Elezioni Regionali.

“Le proposte del movimento5stelle al consiglio comunale hanno anticipato di oltre un anno, questo articolo 17, indicando una strada facilmente e immediatamente percorribile per fornire una soluzione alla crisi. Invece di proclami per opere enormi, per la comunità chiediamo un atto di solidarietà. Noi siamo consapevoli e competenti, se non volete riconoscerlo, amen , ma almeno usate le buone idee.

Chiediamo un atto immediato di delibera al consiglio per  un regolamento attuativo sul comune di Rimini, per il frazionamento degli appartamenti di grandi dimensioni nell’intero territorio.”

Chiedere è lecito … rispondere non è  abitudine del Sindaco.

P.S.

Domenica 23 si vota. Che ognuno si prenda la responsabilità del suo futuro.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Un Sindaco a corto di idee.

Il Movimento 5 Stelle non propone mai niente. E’ gente che protesta, ma a lamentarsi sono buoni tutti, poi però bisogna governare. Se malauguratamente dovessero andare loro ad amministrare Rimini che cosa combinerebbero visto che sono senza esperienza e senza proposte?

A questo punto molti di voi sono andati in fondo all’articolo per scoprire chi l’ha firmato e poi sono tornati a rileggere le prime righe per capire se sono impazzito, ma quelle sopra sono le accuse che si rivolgono usualmente al Movimento 5 Stelle in generale e a quello di Rimini in particolare. Le ho riassunte perché mi servono per dimostrare una semplice tesi: chi le usa  è o  in malafede o  disinformato. Lasciatemi aggiungere che, personalmente, gradisco più le persone in malafede, perché i disinformati sono causa dei nostri malanni, più di quelli che ne traggono vantaggio.

Detto questo. Ieri in un comunicato stampa del Comune, oggi ripreso dalla stampa locale, si leggono testuali parole del Sindaco di Rimini Andrea Gnassi:

“Agiremo sul divieto di frazionamento di appartamenti dalle pezzature sovradimensionate per permettere ai giovani e alle famiglie di affittare alloggi dagli spazi ragionevoli a un prezzo ragionevole. […] Non vogliamo più periferie, ma semmai cucire e rammendare aree ora isolate”.

Quelle che leggete in queste righe sono esattamente (vengono persino usati gli stessi termini) le delibere del Movimento che vennero approvate in Consiglio Comunale il 18 ottobre 2013, con Gnassi assente. Oltre all’evidente  fatto che le stesse passarono proprio grazie a quell’assenza, sono state trattenute sulla scrivania del Primo Cittadino per lungo tempo e, fino a questa dichiarazione, non vi era stata ancora notizia del loro passaggio agli uffici preposti. Da ieri, improvvisamente, fanno parte del Masterplan (qualsiasi cosa esso sia).

Ricordo con tenerezza le prime immagini in cui facendosi fotografare davanti a una ruspa, che aveva appena abbattuto un cesso in una spiaggia di Rimini Nord, dichiarava che da li sarebbe ripartita la costruzione di Rimini. A ben guardare, però, quegli atteggiamenti, come la spiccata propensione alla supercazzola,  erano indizi della brutta attitudine al volo pindarico.

Abbiamo visto svolazzare per anni diapositive che parlavano del nulla, mentre nella realtà dei fatti questa Amministrazione ha prodotto:

  • Una ruota abusiva.
  • La prima ciclabile d’Europa con soppalco. Più di seicentomila € a cui la Regione, probabilmente, non parteciperà perché il progetto è stato realizzato diversamente da come  presentato.
  • Il fallimento di un Aeroporto.
  • Una finta guerra al Cemento che serviva solo a salvare indici di edificabilità in favore di un Ipermercato in pieno centro, che a sua volta serve a salvare il Palas di Cagnoni.
  • La distruzione sistematica dell’aspettativa di qualsiasi comitato sia nato in questi anni. Teleriscaldamento, Santa Giustina, Rimini UpTown, No TRC, Astronave che Fuma (antenna sul Palas),  V Peep. Solo per citarne alcuni.
  • La deriva dei progetti di recupero delle aree coloniali.
  • Un ponte che  solo per la rabbia dei cittadini è un ponte normale e non la controfigura  del ponte di un film di guerra.
  • Una quantità enorme, anche per dimensione, d’inutili cartelli che fanno apparire come cadute dal cielo le più grandi banalità. Per essere chiari: Cattolica ha tolto i semafori da almeno vent’anni, è inutile spendere migliaia di Euro solo per far capire che ti sei deciso anche tu, perché ormai è ordinaria amministrazione. Vogliamo parlare poi delle erbe erranti?
  • Un declino spaventoso dell’operatività turistica. E’ sfuggito a pochi che ormai la stagione giace sotto l’assenza delle iniziative private, distrutte per favorire l’immagine del Sindaco delle Feste. Ormai la stagione comincia a Luglio e le famose feste sono eventi per il territorio Riminese, questi  i successi della “Capitale del Turismo”, o della “Miami della Costa Adriatica” che dir si voglia.
  • Un progetto d’impianto fognario pensato da Hera  e consegnato direttamente dalle sue capienti mani , progettato per le sue esigenze e per il quale tutta la Provincia di Rimini dovrà pagare rateizzandolo in anni di bollette dell’acqua.
  • L’intruppamento di volontari civici, i famosi CI.VO.TI, grati della maglietta nuova e del lavoro che dovrebbe fare Anthea, tanto grati anche per il finanziamento di 300 mila euro con cui sono state costruite delle casette per gli attrezzi (che se guardi nel catalogo OBI la deluxe costa 5000€). Ovviamente, poi, è solo una combinazione che l’Assessore di Riferimento sia anche candidata alle Regionali.
  • L’incasinamento delle opportunità sportive Riminesi.  Si favoriscono happening sportivi  dove il sindaco può farsi fotografare mentre fa finta di correre, ma poi, per le cose che richiedono presenza amministrativa seria, si prendono decisioni come l’epica figuraccia dei campi di calcio.
  • Due posti d’onore al top delle classifiche del sole 24 ore tra le città che hanno subito di più la crisi e che subiscono di più la criminalità.

Il quadretto non è affatto migliorato dalla necessità del Sindaco di “Hackerare” le idee altrui per trovare qualcosa di buono da dire sulle sue, soprattutto quando sono soluzioni che aveva trattenuto nel limbo per un anno in quanto, evidentemente, considerava lo delegittimassero. Che abbia perso la Vision?

P.S.

Oggi, in un altro comunicato stampa, il Movimento si è dichiarato felice di essere stato derubato,  a patto però che quelle idee vengano usate…. E non per una supercazzola.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

Share

Dissimulazioni.

Parliamoci chiaro. Le prevaricazioni viste questi giorni in Senato non sono un’eccezione,  sono anzi la pratica consolidata con cui il sistema di potere politico, risorta democristianeria, gestisce i suoi interessi dal locale al nazionale.

Le aule del Governo sono solo il recinto più in vista di varia e scadente umanità che muove i suoi primi passi nei Consigli Comunali, vera scuola del gioco sporco. Inutile ricordare che in Italia, ogni anno, vengono sciolti più di venti comuni a causa di infiltrazioni mafiose. Questo fenomeno, non imprescindibile dal sud, sembrerebbe decretare un vero e proprio federalismo criminale (altro che demaniale), ma, sicuramente, sancisce soprattutto la tendenza assoluta degli amministratori locali alla nobile arte Razziana de “fatti li cazzi tua”.

Razzi certo è l’eccellenza. Lui è talmente un purista della politica a uso vitalizio che non ha nemmeno bisogno di far finta di fare altro, anzi … se la ride con noi e rimane al suo posto,  guadagnandosi persino l’abbraccio del Ministro delle Riforme al completamento della più grande porcata della storia della Repubblica Italiana.  Ora, immediatamente dopo l’attuazione della “riforma”, non ci sarà più da temere per “qualche” pregiudicato in Senato. Prendendoli dall’allevamento dei Consigli Regionali è molto probabile che saranno tutti indagati, ma mica solo per cose di mafia eh! Ci mancherebbe. C’è anche  chi semplicemente “tiene famiglia” e concede finanziamenti illeciti al fratello. Bazzecole. Un prezzo minimo da pagare in cambio della manipolazione del Titolo V.

Razzi, si diceva, è un superlativo assoluto. Lui spicca come un diamante tagliato ad Anversa  tra le pietre grezze del vitalizio all’italiana. Gli altri devono dissimulare, che è un po’ come andare in bici a rotelle: ogni tanto qualcuno ti guarda come un pirla, ma arrivi lo stesso dove devi arrivare.

A Rimini c’è un piccolo campioncino nell’arte della dissimulazione. Un uomo che combatte il cemento favorendo la costruzione dei  centri commerciali, un Sindaco che fa spendere alla città più di cartelli colorati che di lavori stradali, un Primo Cittadino che trova odiosa illegalità, figlia dell’egoismo e dell’arroganza, la scritta con un pennarello su un muro, ma lettere di patronage ad aeroporti falliti, TRC che buttano giù proprietà con la sola occupazione provvisoria e ruote panoramiche abusive li trova tutti atti progressisti.

A proposito…. Avete letto di come si sia autoproclamato guardiano della notte di Gotham-Rimini? Praticamente lui da solo ha immobilizzato 3 vandali imbrattatori. Non ho capito bene cosa sia successo, ma immagino che con la mano destra ne abbia fermato uno, con la sinistra un altro … e il terzo? E la bicicletta con cosa la teneva? Sembra la barzelletta del cacciatore che mette in fila i tre leoni. Comunque questi tre, di taglia media, li ha catturati e … dovevate vedere quelli che sono scappati. Pare che li abbia anche costretti a cominciare una sorta di pulizia delle scritte con prodotti recuperati non si sa bene come.

Il messaggio  è chiaro no? Santa Giustina può morire nello smog per il completamento del depuratore pagato da tutta la Provincia e con il quale Hera servirà anche il cliente San Marino, i Teleriscaldati possono scegliere se morire di freddo o intossicarsi con delle stufe a petrolio, 10 km di costa possono essere deturpati dall’autobus più stupido e costoso del mondo, ma….. non scrivetegli con quel cazzo di pennarello nei sottopassaggi, altrimenti diventa una bestia. Dissimuliamo.

P.S.

A proposito di peculiarità Sindacali. Renata Tosi, Sindaco di Riccione, è stata chiamata dai Carabinieri per essere identificata riguardo ai fatti sul cantiere riccionese del TRC. Potevano dirglielo prima delle elezioni che Gnassi era Sindaco Emerito  di Riccione, magari avrebbe promesso di meno.

Davide Cardone

new_twitter_bird_vector_by_eagl0r-d2yth6g-1024x576[@DadoCardone]

Share

La Grande Vergogna.

Il coniglio è tornato a casa, se mai si fosse mosso da li.

La storia che vi vogliamo raccontare in questo articolo parla di una città abbandonata, Rimini, un partito politico, il PD e della grande incapacità della politica di rendere conto del proprio operato. La storia comincia molto tempo fa, ma il coniglio della prima riga ha solo un anno, anzi poco meno, perché ne è stata denunciata la fuga 11 mesi fa.

Era infatti marzo quando il prode Gnassi dichiarava ufficialmente guerra al cemento, ma in realtà convocava commissioni e consigli comunali, nel tempo record di 72 ore. al fine di togliere indici di edificabilità a privati e proporre variantone epocali. A quel tempo la minoranza e  in particolare i 5 stelle, allarmati dalla improvvisa iperattività del Consiglio Comunale meno frequente d’Italia (Comuni commissariati a parte), si smarcarono da prese di responsabilità che non gli competevano, alzandosi al momento del voto. Pratica usuale delle opposizioni e comunemente praticata per dare un segnale di estraneità politica.

La Maggioranza calcò la mano sottolineando il segnale di discontinuità con vari epiteti quali: “galline in fuga”, “conigli”, “siete andati a nascondervi nei bagni”. La scelta di puntare il dito fu dettata, oggi lo sappiamo, dalla scarsa conoscenza del quadro generale di Rimini e nell’eccessiva fiducia  nelle capacità della Giunta Gnassi. Certamente ognuno di loro avrà sentito parlare del “cadavere del nemico” da aspettare comodamente seduti sulla riva del fiume alla maniera di Confucio, quello che però non avrebbero mai sospettato era che presto quel cadavere l’avrebbero interpretato loro.

Da allora sono passati 11 mesi nei quali la Maggioranza e la Giunta hanno inanellato pessime figure, oltre che nell’incapacità gestionale, anche nell’intraprendere un percorso partecipativo con la cittadinanza. Alla prova dei fatti, ad ogni Consiglio Tematico promosso dalla Minoranza e digerito per regolamento dalla Maggioranza, è corrisposta l’evidenza di una drammatica approssimazione riguardo a competenze e conoscenze. Di questo comportamento Citizen vi ha reso conto in diversi articoli del passato. Teleriscaldamento, Aeradria, Santa Giustina, ponte di via Coletti, V Peep ecc., un’emorragia elettorale in termini di consensi e cittadinanza allibita, perché quando tocchi la politica con mano ti rendi conto di tante cose.

Nel frattempo maturava anche un’altra drammatica situazione. Il Palas, chiamato dai più  Paladebit, si accasciava nell’inedia e nell’impossibilità di pagare i suoi debiti fino a giungere alla situazione attuale. Milioni di euro di mutuo, accesi con Unicredit e MPS, non pagati e non pagabili. Difficile per questa Amministrazione giustificare la mancanza di una proposta che non andasse contro tutto ciò che era stato predicato fino a quel momento: la guerra al cemento, una finta guerra per cui hanno chiamato conigli tutti gli altri.

Eh si perché l’unica possibilità di salvare il Palas, per loro, è una bella colata di cemento che, i geni del PD, tentano di coprire sotto il nome di Acquarena. Una pozza di 25 metri, che dovrebbe rappresentare una  piscina comunale, con relativa edificazione residenziale, commerciale e, ciliegina sulla torta, una bella Conad…, giusto per gradire.

Pubblicamente, economicamente e politicamente ingiustificabile, ma altrettanto difficilmente spiegabile sarebbe la brutta svendita del bene per il quale sono state messe a garanzia quote sia pubbliche che private, in un turbinio di percentuali in stile Holding. Non sappiamo in che stato sia la Camera di Commmercio, ma la Provincia ha già dichiarato di non poter far fronte ai suoi impegni e pare proprio che il Comune (a sua insaputa… ci mancherebbe!) sia pronto ad un’altra figura modello Aeradria.

Come si fa a spiegare tutto ciò ufficialmente in un Consiglio Tematico? Semplice, si diserta. Così ieri sera, 6 marzo 2014, il Partito Democratico e le due inutili stampelle che l’appoggiano in Maggioranza hanno preferito dichiarare che il cane gli aveva mangiato i compiti, che non è proprio corrispondente alla ridicole giustificazioni addotte, ma da l’idea dell’immaturità e dell’impreparazione del loro bagaglio culturale e politico nella la gestione del bene comune. Desolato il solo Brunori si guardava intorno chiedendosi dove fosse andato a nascondersi Capitan Schettino.

La scusa ufficiale è stata che la Minoranza ha abusato, a fini strumentali, dei consigli tematici convocandone troppi (nel regolamento comunale non esiste un limite numerico) e che, per fare pari con la sospensione di una seduta recente (nella quale il numero legale è mancato per assenze della Maggioranza), il PD non intende concederne più. Una motivazione che lasciamo giudicare ai lettori. A questo punto è importante sottolineare che non è facoltà della Maggioranza concedere Consigli Tematici, in quanto questi vengono da regolamento svolti dopo la raccolta di 7 firme di Consiglieri, siano essi in Maggioranza o in Opposizione. L’unica cosa che si può fare per impedirli e far mancare il numero legale, esattamente come hanno fatto stasera i coraggiosi guerrieri della coerenza a qualsiasi costo.

E’ buona norma, in un articolo, non dare opinioni personali, ma visto che questo è solo lo scritto di un comune cittadino, l’invito  a lasciare il lavoro di Consigliere a chi ha la voglia, la capacità e l’orgoglio di farlo, pare d’obbligo.  Molte volte è stata fin troppo palese la mancanza di conoscenze e competenze sulle decisioni che sono state adottate, ma almeno c’era una qualche forma di assunzione di responsabilità. Oggi è caduto anche l’ultimo velo.

Riprendetevi il coniglietto e andatevene. Il PD Riminese anche senza opposizione è improponibile, ne abbiamo evidenza, ma con una seria opposizione non ce la può proprio fare.

P.S.

Il Primo Cittadino non c’era… figurati gli altri.

Davide Cardone

new_twitter_bird_vector_by_eagl0r-d2yth6g-1024x576[@DadoCardone]

Share

Repubblica (Im)Popolare Riminese

china-china-the-flagQuesto comunicato è diretto a chiunque abbia la possibilità di leggerlo fuori dai confini della Repubblica Popolare Riminese. Sto usando un collegamento clandestino alla rete nella speranza che io possa essere ascoltato da qualcuno che non subisce l’influenza della Propaganda.

Quello che i mezzi di comunicazione vi fanno vedere è falso. Il Partito Unico tiene tutto sotto controllo e la Repubblica di popolare ha ben poco. Sono consapevole dell’immagine che avete di noi: allegri pataca vestiti di rosa che passano da un Dj set all’altro con nessun’altra preoccupazione che non sia twittare un nuovo tipo di piadina menta e cozze. Non è così.

Noi siamo come voi, come voi abbiamo delle famiglie e come voi abbiamo bisogno di strade, ponti, aria buona, opportunità di lavoro, diritti garantiti e saggi amministratori. Purtroppo la nostra vita è decisa nella sua totalità dal Direttivo del Partito Unico che, a sua volta, è comandato dalla Plutocrazia dei due Presidenti Fu Cagnon e Mel Uh Xi, il cui braccio esecutivo è   Gna Tze Tung.

Il popolo viene mosso e indirizzato con la teoria dell’Indotto, una sorta di spread territoriale, differenziabile solo da se stesso,  molto facile da rappresentare visto che i dati sono difficilmente quantificabili. In nome dell’Indotto, interesse pubblico supremo, il Direttivo del Partito Unico si assolve da qualsiasi cosa: ad esempio può buttare milioni di euro in un aeroporto che per farlo usare dalla gente gli devi pagare il biglietto.

Voi, nelle democrazie del resto del mondo, avete un detto: Not in my back yard (non nel mio giardino)  Noi, nella Repubblica Popolare Riminese, ne abbiamo un altro: Everything in my fucking backyard, nel senso che non conoscono un altro fottuto posto dove andare a costruire. In nome e per decisione solo loro costruiscono depuratori e centrali biogas a monte senza fare strade per raggiungerli, innalzano fiere inutili in centro ed edificano migliaia di metri quadri di costruzioni dandoci in cambio una pozza da 25mt. Loro lo chiamano …. Lotta al consumo del territorio.

Il nostro corpo è oggetto di martirio per il divertimento gli amministratori della dinastia Hera (intraducibile in italiano). Antenne sulla testa, biodigestori nei polmoni e metropolitane di costa nel…. Vabbhè lasciamo perdere.  Per non parlare poi del nostro diritto. Nulla è rimasto pubblico nella Repubblica. L’acqua non è nostra, le reti del gas non sono nostre, l’immondizia che differenziamo non è nostra e ci viene il sospetto che quando saremo morti ci seppelliranno con le natiche fuori dal tumulo per parcheggiarci le loro biciclette di amministratori ecologisti.

Se tu che stai leggendo abiti in un’altra Repubblica, sotto un’altra legge, aiutaci a rendere nota la nostra situazione. Quando vedi in televisione tutte quelle quelle persone sotto la ruota, simbolo della Repubblica Popolare Riminese, con le mani in alto sappi che non stanno ballando… si stanno arrendendo.

P.S.

In caso ti capitasse di vedere quelli di Friburgo chiedigli scusa da parte nostra e spiegagli una cosa. Se si sentono citati come modello e poi venendo qui si accorgono che non gli assomigliamo nemmeno per sbaglio, chiariscigli che non è colpa nostra… è Gna Tze Tung che se la vende così.

N.B.

Qualsiasi riferimento a fatti e persone realmente esistenti è frutto della vostra immaginazione

Dado Card Hong

[@DadoCardone]

Share

Nel mio Giardino.

20140109_143824Ci aggiriamo dubbiosi tra i banchi della verdura al supermercato e ci chiediamo in continuazione se ordinare o meno la caprese al ristorante. Sarà verdura della terra dei fuochi? Sarà mozzarella alla diossina? Poi, anche se ci siamo fortemente indignati davanti alle rivelazioni di Carmine Schiavone, non rinunciamo al nostro fatalismo perchè… cosa vuoi che mi faccia una melanzana alla griglia, mica sarà proprio questa quella di quel campo vicino alle scorie nucleari.

Quello che ci spinge ad essere così fiduciosi nel destino sembra essere la distanza geografica, che a dire la verità non è che sia poi così tanta, ma… Napoli, chi mai ci è arrivato fino a Napoli. Ovviamente questa è una giustificazione che ha più valore psicologico che altro, anche perché, se la verdura non presenta vistose mutazioni genetiche, basta un breve fermo deposito, magari in Toscana, ed ecco che ritornano tutti vegetali del giardino dell’Eden. Chissà dove crescono le cucurbitacee in Dicembre…
Cari fiduciosi consumatori ho una brutta notizia. I casini, quelli grossi, non succedono solo nel triangolo maledetto della Terra dei Fuochi. Forse non tutti sanno che a due passi da qui, Sassofeltrio, stra bruciando in un incendio faticosamente domabile la Eco Pfu, azienda per la triturazione di materiale di recupero proveniente dai pneumatici. L’incendio, ieri al suo terzo giorno, si vede già da Montescudo (per chi è pratico della zona) e la colonna di fumo nero non mente sulla sua natura. La puzza è insopportabile.
Per dovere di cronaca l’azienda in questione non è nuova ad una notevole quantità di incidenti piuttosto gravi, tra i quali anche la morte di un operaio rimasto incastrato nel macchinario di triturazione. Eco Pfu è stata anche oggetto di un’interrogazione parlamentare da parte di Filippo Berselli (PDL), ma l’allora Ministero dell’Ambiente rispose che le amministrazioni competenti stavano facendo già un ottimo lavoro. Vero. Molti gli incendi, molti i sequestri, ma anche molti i dissequestri di cui i residenti proprio non riescono a comprendere le ragioni.
L’epilogo sembra essere l’incendio di questi giorni, che sono andato personalmente a vedere. Impressionante. I Vigili del Fuoco rovesciano una dietro l’altra autobotti di acqua senza riuscire ad aver ragione del fuoco. Gli abitanti della zona, con il volto coperto da mascherine per non intossicarsi, guardano allibiti lo spettacolo apocalittico e ripetono a chiunque chieda le stesse parole.
“oggi è il terzo giorno che brucia, non riescono a fermarlo”
A vederlo si direbbe appena scoppiato, ma il materiale di cui si alimenta lo fa diventare sempre più caldo e pericoloso ad ogni ora che passa. Mi riferiscono di una misurazione con termocamera. 700° e aumenta. I Pompieri sono costretti a tirare fuori il materiale combustibile con la pala meccanica per poi cercare di spegnerlo in quantità meno concentrata.
Non c’è bisogno che spieghi a nessuno che cosa significano giorni e giorni di un rogo alimentato da quei materiali. E’ un disastro ambientale, forse appena mitigato dal fatto di non poter direttamente inquinare una falda acquifera (per quel che ho potuto constatare parlando con i residenti.).
Anche se… dai. Sassofeltrio. Non è proprio nel mio giardino. Per poco, ma… sono pure targati Pesaro – Urbino. Sono relativamente fatti miei in quanto essere umano, non un vero problema. Basta che mi indigno quando me lo raccontano, mica sono un Vigile del Fuoco io.
Se qualcuno si sta facendo disturbare da questo tipo di discorso e non si sente sicuramente in colpa per non essere andato a spegnere un incendio fino a Sassofeltrio, sappia che ci sono opportunità di intossicazione molto più vicine a noi. Prendete ad esempio Santa Giustina, è abbastanza vicina? Si proprio la frazione di Rimini che insiste sul fiume Marecchia, più precisamente in una zona classificata ad alta vulnerabilità idrologica, dove hanno costruito una centrale di Biogas e dove stanno potenziando il depuratore.
Sapete cosa fanno con i fanghi di risulta delle acque reflue di un depuratore? Biofosfato, definizione commerciale di un fertilizzante ottenuto trattando i fanghi di risulta con calce viva e acido solforico. Fino a qui tutto bene, ma se nel gesso di defecazione (il biofosfato appunto) vengono rinvenute quantità pericolose di sostante tossiche e cancerogene, come il Cromo Esavalente, qualche problemino ci potrebbe essere. Attualmente c’è una citazione in giudizio presso il Tribunale di Rimini che cerca di stabilire le responsabilità dell’accaduto. Due cose sarebbero da sottolineare. Il Cromo Esavalente è un composto chimico presente in  composti di origine industriale e non è una cosa normale trovarlo nei fanghi di risulta di un depuratore  nelle quantità accertate. Lascio a voi le successive considerazioni.
Potrei parlare di altri problemi che interessano Rimini, come il PM10 ad esempio, ma questo articolo vuole essere uno spunto di riflessione sul come le cose sembrino sempre molto lontane fino a che non capitano a noi. Essere testimoni, a volte, è tutto ciò che possiamo fare, ma almeno facciamolo ed approfittiamo del più facile accesso alle informazioni che la nostra epoca ci consegna. Questo è il mio sassolino nello stagno, aspetto i vostri.
P.S.
A proposito del PM10. Hai voluto la bicicletta? Usala no…
Davide Cardone
[@DadoCardone]
Share

Televendita.

CatturaIeri sera, su richiesta della minoranza, si è svolto il Consiglio Tematico sulla tragica situazione della frazione di Santa Giustina. Lo so, non ho cominciato bene. “Consiglio Tematico”, “tragica situazione”, non sono cose che incoraggiano la lettura, ma aspettate prima di arrendervi, perché ieri sera è stato riproposto il miracolo del Ponte, sottoforma di tangenziale.

Breve riassunto delle puntate precedenti: sono anni, sicuramente da prima di questa legislatura, che gli abitanti di Santa Giustina chiedono una tangenziale per sottrarre traffico alla congestionata via Emilia. Ultimamente, con il raddoppio del depuratore e la costruzione della centrale Biogas Avegreen, il traffico si è arricchito di centinaia di mezzi pesanti e si è riversato nella stretta via Carpinello, rendendo impossibile la vita dei residenti. A seguito di diverse disattese promesse si è giunti al Consiglio Tematico di ieri sera per costringere la politica ad impegnarsi formalmente. Risultato? Una Televendita.

Non uso questo termine a caso perché tra le fila dei tanti cittadini intervenuti il commento più comune alla spippola* numero uno del Primo Cittadino era: “ma che cosa ci sta vendendo questo…? Delle pentole?!

Bisognava essere li per capire quanto questa definizione fosse azzeccata. Una volta costretto a rendere conto delle proprie intenzioni in un appuntamento istituzionale, al cospetto di una folla piuttosto nervosa, il Sindaco si è quasi meravigliato della scarsa fiducia presente in quella sala e, come già successo con il ponte di via Coletti, ha fatto intendere che le soluzioni ci sono e sono allo studio della sua squadra da anni.

Con la sola imposizione delle mani sull’Ing. Totti sono apparsi 5 diversi progetti e, per le prime 20 telefonate, 3 soluzioni provvisorie per il passaggio dei camion. Ci si aspettava che da un momento all’altro consegnasse un omaggio a scelta tra una lavatrice e una coperta in lana merinos.

Intendiamoci. Tutte le persone presenti al Consiglio Tematico erano estremamente informate sui fatti e sapevano benissimo che  le soluzioni proposte sono quelle scartate nel tempo, perché troppo onerose o impraticabili, come sapevano delle soluzioni provvisorie che, per essere chiari, sono in discussione da tempo tra residenti e associazioni ambientaliste. Lo show era forse per gli addetti ai lavori, gli unici che il giovedì sera si soffermano a guardare in TV o in streaming un Consiglio Comunale.

Comunque il gioco è questo: Non ci avete portati voi qui, ma siamo venuti noi ora che siamo pronti, abbiamo i soldi (10 milioni di euro) e possiamo riprendere la tangenziale già deliberata, ma sospesa con decisione informale (qualsiasi cosa essa sia). Se tutto va bene, cioè se VOI non ci mettete i bastoni fra le ruote, i lavori cominceranno nel 2016. Ops! Fine legislatura.

Potete ben immaginare cosa abbia scatenato un simile atteggiamento nel pubblico e nelle forze di minoranza. In particolare vi consiglio di ascoltare l’intervento del Consigliere Casadei  (sul magnetofono al minuto 2:23:40 http://www.comune.rimini.it/servizi/consiglio/streaming_consiglio/). Attraverso lo strumento del Magnetofono si può anche notare come la verve Mastrotiana del Sindaco sia inversamente proporzionale alla vitalità della sua maggioranza che è intervenuta scompostamente, con brutti interventi, il più delle volte fuori luogo. Citiamo ad esempio il Consigliere Allegrini il quale, nonostante sia il Presidente della III^ Commissione, quella Urbanistica per l’appunto, non ha trovato niente di meglio da rappresentare se non il fatto che fosse in possesso di foto compromettenti sull’evidenza che non solo il PD diserti le commissioni. [Una nota personale: Allegrini… un adulto, un Consigliere, un Presidente di Commissione non  dovrebbe farsi frustrare così tanto dallo scarso successo su Facebook e dai pochi “mi piace”.]

Ci sono cose però che il Magnetofono non può mostrare, come l’ingente presidio di forze dell’ordine. Carabinieri, Esercito e Polizia Municipale forse avevano qualcosa di più utile da fare piuttosto che contenere l’inesistente pericolosità di un Comitato composto solo da famiglie. Se si arriva ad aver paura di persone normalissime forse non si è fatto proprio tutto come si doveva.

Altra cosa che lo streaming in consiglio fa fatica a testimoniare sono i malumori del pubblico, il quale non ha mancato di sottolineare i passaggi più meschini, ma anche i colpi bassi del Sindaco che, oltre a comportarsi da disturbatore contro ogni intervento sensato, non ha rinunciato nemmeno questa volta all’offesa personale accusando la Consigliera Carla Franchini di un non meglio identificato passato da elemosinatrice presso il PD. Insomma un maestro d’etichetta.

Ci sarebbe ancora molto da scrivere sulla televendita di ieri sera, ma vi voglio lasciare con l’essenziale. Il nuovo corso del Partito Democratico così simile a quello passato che potrebbe andare bene per il gioco della settimana enigmistica “Scopri le differenze”, un Sindaco imbonitore che, dato lo scarso spessore della sua maggioranza, deve far cadere dal cielo qualsiasi cosa, anche se si tratta semplicemente del suo dovere e la gente sempre più schifata dalla politica. Questo il quadro.

P.S.

Alza la cornetta il Mondial Gnassi ti aspetta…..

*Spippola: Nel gergo dei Consiglieri Comunali tedioso discorso del Sindaco pieno di vision e prese di distanza dalle responsabilità.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

Share

Zero in condotta.

bart-lavagna_squolaIn questi giorni sul Resto del Carlino di Rimini sono state prodotte le pagelle di metà legislatura. Inutile sottolineare quanto fosse difficile parlare bene dell’operato del Primo Cittadino ed infatti proprio non hanno potuto. Certo sono stati molto educati nelle critiche come si confà a dei seri professionisti e, per equilibrare, hanno dovuto mettere, alla fine della scarna edizione, una bella lettera di un’albergatrice entusiasta e grata per la benedizione del capodanno più lowcost del mondo.

Alla fine della bonaria tirata d’orecchi si è concluso che il Primo Cittadino è comunque un buon Assessore al Turismo e dunque si può rimandare la stroncatura definitiva. Perché rompere i rapporti con un Sindaco con ancora due anni e dispari di legislatura?

Noi di Citizen non ci sentiamo di condividere quest’analisi forse perché non considera il voto in condotta. Dunque, per seguire il gioco del rendimento scolastico, abbiamo qualche ulteriore riserva. L’alunno in classe prende in giro i compagni in sovrappeso, si assenta spesso con giustificazioni generiche, si appropria dei compiti a casa di altri (leggasi: il federalismo demaniale non è certo farina del suo sacco), si interessa solo alle feste e da la colpa del suo scarso rendimento a tutti tranne che a se stesso. Basta una striscia gialla da 660 mila euro per essere rimandato a settembre? Perché, siamo sinceri, il resto sono cose da Assessore al Turismo, come sottolineato anche dal giornalista del Resto del Carlino.

Siamo sicuri che a questo punto molti pacifici cittadini, appollaiati sul loro status quo, staranno meditando di chiudere questo pedante articolo che non tiene in considerazione i successi del loro Sindaco. Dunque, per capire l’esatta situazione a cui ci si attesta con un Primo Cittadino che “ma si in fondo è un buon assessore al turismo” preferiamo darla a Rimini la pagella. Ecco le materie.

Aeradria: parzialmente, ma in gradazione altamente significativa, la situazione della società che gestiva il Fellini era stata resa nota nel 2011, in un famoso Consiglio Comunale. La posizione debitoria è stata volutamente ignorata, lo dimostra il fatto che invece di correre ai ripari e dimettere il Presidente Masini (come chiesto dal Consiglio Comunale) si  è continuato con slogan dell’indotto che giustifica tutto.  Impostazione che non è piaciuta alla Procura, come pure non sono piaciute le lettere di Comarketing che Gnassi e Vitali hanno firmato a loro insaputa.

Distratti. Voto 2

TRC: Un progetto di 20 anni fa di cui il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha autorizzato solo uno stralcio di neanche 10km da Rimini a Riccione. Una spesa di 100 milioni di euro per quella che molti, solo recentemente, hanno scoperto essere un autobus e non una metropolitana. Autobus che, peraltro, non collega nulla. Non la Fiera, non l’Aeroporto, non l’Ospedale.

Inutile. Voto 3

Teleriscaldamento: un sistema nato per essere obsoleto, dato che la gestione viene assegnata per trent’anni alla volta. Oltre all’obsolescenza c’è l’antieconomicità dichiarata di recente dal Dott. Carboni, dirigente Acer, ufficio casa del Comune, obbligato per precedenti accordi ad attaccare ogni nuova costruzione al sistema. C’è anche chi è ricorso al TAR per vedersi poi assegnare 25 mila euro di spese legali senza neanche entrare nel merito della causa… un moderno miracolo della democrazia.  Al Comune di Rimini è bastato aprire un tavolo tecnico abbandonato per esasperazione dai Teleriscaldati, non prima però della scoperta che i Viserbesi hanno diritto alla restituzione di più di un milione di euro di oneri urbanistici non dovuti.

 Biricchini. Voto 4

Reti Gas:  Il Comune di Rimini era socio di maggioranza di Servizi Città spa, società proprietaria delle reti gas. L’altro socio era SGR la quale, a dispetto di un valore iniziale di 17milioni di euro, ha acquistato l’altra metà del pacchetto a 8 milioni di euro, con la promessa di pagare un conguaglio se, al 2015, qualcun altro offrisse di più… come no!? Magari Hera (qui potere ridere). Nel frattempo SGR è l’orgogliosa gerente della Distribuzione, dei Servizi e delle Reti di Rimini… un monopolio di fatto, che l’Antitrust ha già ammonito ai tempi delle proteste per il Teleriscaldamento.

Accaparratori. Voto 3

Guerra al mattone: nell’era della più grande crisi edilizia che l’Italia abbia mai vissuto la lotta al mattone è più millantata  che perseguita. Attualmente costruisce solo Acer e, come detto, attacca tutto al Teleriscaldamento.  Oltretutto la Guerra Santa vale per cambi di destinazione d’uso, ma non per la manovra Salvapalas. Migliaia di metri quadri misti tra residenziale e commerciale in via della fiera per trovare denari utili a salvare il Palas. La scusa: una piscina di 25 metri.

Annacquati. Voto 2

Fiera: l’infinito dominio di Cagnoni comincia a soffrire delle sue proiezioni faraoniche verso un futuro che pare non arrivare in tempo e i conti faticano a farsi quadrati. Ultimamente, oltre al debito endemico della Fiera vera e propria, vi è anche il buco nell’acqua del Palas che non riesce a pagare ne il mutuo ne la gestione. Anche l’indotto ha i suoi limiti.

Pretenziosi. Voto 2

Santa Giustina: Prima le strade poi le strutture? Neanche per sogno. Una centrale a Biogas, pare non voluta a Parma,  e l’ampliamento del depuratore , ma una strada larga tre metri per raggiungerli. Oltre alla già difficoltosa situazione del traffico in zona centinaia di camion devono imboccare l’esausta via Carpinello. La soluzione? Una pista ai margini del  Marecchia promessa in attesa di una circonvallazione già approvata, ma misteriosamente sospesa senza motivazione formale conosciuta. Che dire… a Santa Giustina aspettano la pista, in attesa della tangenziale, in attesa di una motivazione. Intanto il WWF avverte, la pista può essere solo provvisoria.

 Storia infinita. Voto 3

Rimini UpTown: Come un Giurassik Park della Mondezza salendo sulle colline di Covignano si può trovare L’Ecomostro, il Biodigestore. I cittadini sono sicuri che non funzioni correttamente e che inquini. Per la verità non solo loro hanno questa convinzione vista la diffida comminata dal Servizio Politiche Ambientali della Provincia di Rimini per sforamento dei valori limite.

Puzzolente. Voto 2

V Peep: 30 anni fa ci siamo dimenticati di chiedervi gli oneri urbanistici, ma fa niente perchè nel frattempo ci abbiamo messo aggiunto un sacco di roba e voi avete tre mesi per pagare. Non è esattamente così, ma da l’idea del perché 1600 persone si siano unite in una class action contro il Comune. Il Tar di Bologna si è affrettato a sospendere alla stessa velocità con cui, da Palazzo Garampi, è partito un comunicato con cui si acconsentiva ad una proroga.

L’immagine prima di tutto. Voto 3+ (il più è per le risate che mi provocano certi comunicati)

PM10: Numerosi gli sforamenti e in alcuni casi con valori così alti, secondo i parametri del Ministero dell’Ambiente, da rendere obbligatorio far rimanere a casa i bambini. Il traffico si sa, in assenza di valide politiche per disincentivare l’uso dell’automobile e la completa indifferenza verso un piano per la mobilità urbana, produce di queste situazioni e la soluzione sembra non sia la danza della pioggia, come non lo sono i piedi bus e la piantumazione di qualche albero.

Pericoloso. Voto 0.

Ciclabili: Oltre alla riga gialla da 660 mila euro Rimini è l’orgogliosa proprietaria di una rete ciclabile definita dagli esperti (coloro che le percorrono) Ab Capocchiam. Tra una serie di aborti che cominciano e finiscono nel nulla sono famose: La pista di via XX Settembre in cui i ciclisti corrono come in una roulette russa sperando che nessuna macchina parcheggiata apra lo sportello dal lato passeggero.  La pista della via Montescudo, assolutamente da non percorrere al calar del sole a causa di buchi di buio profondo non gestibili con una semplice illuminazione da ciclista. La pista di Viserbella pericolosa ed interrotta innumerevoli volte da incroci che arrivano fino alla carreggiata stradale. Il Primo Cittadino in persona, durante la presentazione del bilancio provvisorio all’Hotel Helvetia, aveva promesso una soluzione dopo l’estate, quella già passata.

Aspetta e spera. Voto 4.

Trasparenza: La trasparenza è un problema vasto e dunque siamo costretti ai fatti salienti. A Rimini si fa come dice Gnassi e, in questo, la situazione è abbastanza trasparente. Per il resto si sa poco. Le poltrone nelle partecipate continuano ad essere cariche politiche anche se, in certi casi, travestite, vedi ad esempio la giovane e brillante manager bocconiana da quest’anno alla guida di AM che, solo casualmente, è la nipote di Maurizio Melucci. Importanti i posti a chiamata diretta ed insindacabile giudizio del Primo Cittadino come il dirigente Bronzetti promosso sul campo senza alcuna concorrenza, se non quella che sembrava tanto una rappresentazione per l’odiens. Altre amenità sul personale: il contratto “D” del capogabinetto Funelli è finito alla corte dei conti e retrocesso a “C”. Almeno da quest’anno si possono seguire i Consigli Comunali in streaming.

Opaco. Voto 4.

Fogne: Tutto risolto, parola di Hera… almeno da li pare venire la soluzione. Una copertura finanziaria garantita da Hera, Romagna Acque e Amir recuperata in 25 anni di tariffe, di tutta la provincia, che ovviamente verranno aumentate. Quanto? 4-5% all’anno per la durata dei lavori che si presumono di 7-8 anni.

Come non fidarsi? Voto 5.

Viabilità: tragica e non risolvibile con le soluzioni indicate, tra le quali c’è il TRC. Se soluzioni valide sono state proposte ci dispiace, ma eravamo distratti. Ci siamo accorti invece che stanno per arrivare delle dure prove come l’ormai inevitabile abbattimento del Ponte di Via Coletti e, in un futuro prossimo, l’auspicata pedonalizzazione del Ponte di Tiberio.

Confusi. Voto 4

Turismo: Unite un Sindaco che ha le feste nel DNA, un Assessore Regionale al Turismo diventato tale dopo una vita nella politica Riminese e diversi importanti Riminesi poltronati in Enit (compreso lo stesso Melucci), tutto questo con a disposizione la Capitale del Turismo, dove il biglietto aereo ai turisti lo pagano i cittadini. Cosa ottenete? Las Vegas? Disneyland? Il Paese dei Balocchi? No… rimarrete con Rimini in crisi e un traffico di badanti che sostano da noi a 20 euro a notte. Poi, se proprio hanno dei soldi da spendere, nel pacchetto c’è la gita inclusa da altre parti. E’ stato calcolato che costa di più mantenere un detenuto che un turista a Rimini (e ultimamente in certi quartieri è una soluzione consolidata). Assolutamente da segnalare l’iniziativa Io-Info, abilitazione sperimentale di alcuni esercenti alla sostituzione degli uffici di informazione turistica. Pare che nel pacchetto ci siano anche 30 ore di russo, utili forse per spiegare che il gatto è sul tavolo nell’idioma Moscovita.

 Occasioni perse. Voto 0 (spaccato).

Turismo 2, la spiaggia: Un modello, una tipicità, ma con la bolkestein nessuno sa “che s’adda fa” (l’articolo e mio e ci metto quante rime voglio). In realtà qualcuno lo sa ed ha messo in fila bolkestein e federalismo demaniale. Funziona così: il TRC uno scopo ce l’ha, chiudere il lungomare che, con il federalismo demaniale è a disposizione del Comune. Tutte le strutture che attualmente insistono sulla spiaggia possono non preoccuparsi dell’instabile sabbia bolkestein perchè vengono spostate, per la maggior consistenza, sul demanio federale. Con i soldi di chi? Bagnini, chioschisti e albergatori che, in un coro di fiducia e fratellanza, chiedono prestiti alle banche. Fantascienza? Non per tutti e non per la Rimini che conta, già organizzata nel Consorzio nel Porto.

Selezione Naturale. Voto: non classificabile.

Questo a grandi linee il quadro. Tutta responsabilità di questa Amministrazione? Non sempre direttamente, ma, considerando che il Primo Cittadino si è  occupato di politica fin da ragazzo e sempre nella stessa corrente non si può certo esimere da una responsabilità storica. In ogni caso soluzioni valide non sono state intraprese per nemmeno uno di questi problemi, anzi. Nonostante non ci sia dubbio che chiunque abbia in animo di fare buone cose, perlomeno per accrescere il  proprio  prestigio, a Rimini l’attivo riguarda 3 notti l’anno: Notte Rosa, Molo Street Parade e Capodanno… pochino per la promozione.

P.S.

Non bisogna pensare che una stroncatura faccia sempre male. Una giusta bocciatura oggi potrebbe regalarci un magnifico collaudatore di poltrone europee domani.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

Share

Grosso guaio a S.Giustina Town

biogasPrendete una strada di grande comunicazione congestionata, aggiungete una Centrale a Biogas che Parma non ha voluto e un Depuratore da ampliare. Fatto? Bene, ora popoliamola con centinaia di camion che devono passare necessariamente per una strada larga tre metri, per portare il materiale alla centrale, per toglierlo da Depuratore e per portare il calcestruzzo dove va fatto l’ampliamento.

Benvenuti a Santa Giustina, il posto dove, se la gente vive normalmente il proprio territorio, il traffico di blocca. Sì perché la famosa protesta che l’Amministrazione tenta di impedire, a suon di chiacchiere, non è altro che un leggero accentuare l’uso della loro frazione. Chiaro che poi più si arrabbiano e più accentuano.

Motivi per arrabbiarsi ne hanno diversi. Il primo è una strada che in un giorno qualsiasi di Maggio, senza fiere ne feste, riesce a totalizzare il passaggio di più di ventimila veicoli, ma ce ne sono altri, altrettanto gravi, come l’aver previsto una centrale Biogas e l’ampliamento di un depuratore senza prima prima pensare alle strade di servizio. Cosa comporta tutto ciò? Provate a dire ad un abitante di Santa Giustina che fumare fa male e state a vedere le risate che si fa.

Le soluzioni ci sarebbero e sono state indicate, ancora una volta, dagli stessi abitanti che ieri sera, in un’assemblea aperta, hanno goduto della sorpresa di una folta partecipazione di consiglieri comunali. Presenti, oltre agli abituè del Movimento 5 Stelle, Renzi (Fratelli di Italia), Allegrini (PD), Pironi (PD), Galvani (FDS), Mauro (Pdl.), Agosta (PD), Marcello (Pdl), Gallo (PD), Giorgetti (PD), Mancini (PD), Mazzocchi (PD).

L’assembramento di eletti va spiegato, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che per garantire il numero legale alla maggioranza convenga fare i Consigli Comunali a Santa Giustina. Il motivo della mobilitazione sono stati i soliti Grillini che tramando nell’ombra, come loro uso, hanno ordito per convocare l’ennesimo Consiglio Tematico, questa volta proprio su Santa Giustina. Il Partito Democratico sembra aver imparato che ad ogni convocazione tematica corrisponde un afflusso in overbooking al Consiglio e una perdita esagerata di voti per manifesta impreparazione.

Ieri sera dunque, dopo un’opportuna riunione di maggioranza, i Piddini si sono riversati in massa in quel di Santa Giustina. A guidarli Marco Agosta, il protagonista della Hit Parade delle figuracce Aeradria, reduce dal suo successo : “Indebitarsi, Indebitarsi, Indebitarsi!!“. A coadiuvarlo Allegrini nel suo nuovo ruolo di Predidente della III^ Commisione Territorio, Ambiente e Mobilità, anche lui reduce da un successo: il suo “Entro un mese avremo il PSC” (roba per intenditori di urbanistica).

Chi vi scrive non ha idea di cosa si siano detti nella riunione di maggioranza, l’unica cosa sicura è che gli hanno spiegato come trovare la sala dove si sarebbe tenuta l’assemblea. Per il resto mi sono sembrati un po’ vaghi, anche nelle motivazioni per le quali hanno richiesto di spostare il consiglio tematico a Gennaio, infatti le spiegazioni sono andate da “sotto le feste pare brutto” (sembra che a Babbo Natale non piacciano i Consigli Tematici), a “dobbiamo controllare i valori del Cromo per avere dati certi” (qualsiasi cosa esso sia).

Il Comitato ha accettato trattenendo tra le labbra un sorriso amaro, lo stesso che non hanno saputo nascondere ascoltando il repertorio di Allegrini ed Agosta, gemelli diversi, ma non nello stile di arrampicata su specchio. Il Primo è andato brutalmente fuori tema spiegando quanto sia importante il Depuratore per la realtà turistica di Rimini, realtà di cui sicuramente vivrà anche qualche abitante di Santa Giustina. Il Secondo ha addirittura sostenuto che uno dei lavori promessi, in un precedente incontro ravvicinato con l’Amministrazione, non era stato ancora incanalato nel giusto percorso per la mancanza dei permessi Anas, ma che grazie al loro intervento si sarebbero ottenuti in un paio di settimane.

Dobbiamo necessariamente sottolineare che, se fosse vera la documentazione che il Presidente del Comitato ha garbatamente  illustrato, ma non abbiamo nessun motivo di ritenere che non lo sia, il progetto quelle autorizzazione le aveva già ottenute. Dunque la mossa sarebbe: dare per certamente in arrivo qualcosa che si ha già, ma non si è voluto usare. No comment.

In sintesi ieri sera abbiamo assistito all’ennesima manovra di disimpegno dei maggiorenti di questa martoriata Rimini o almeno ci è sembrata tale ed avremmo un immenso piacere nel venire smentiti. Purtroppo l’impressione è che la modalità di soluzione dei guai sia sempre quella, impressione che ci pare condividere con i pluridelusi abitanti di Santa Giustina a cui hanno, per l’ennesima volta, chiesto di sospendere le proteste senza dare nulla in cambio, se non l’impacciata presenza di qualche consigliere.

Chiediamo scusa al comitato per non aver raccontato nel dettaglio il loro problema, ci saranno altre occasioni, per oggi abbiamo preferito evidenziare quello che, secondo noi, è un comportamento inconcludente ed improduttivo, ma che viene applicato ad ogni guaio di Rimini.

P.S.
Ieri sera presentazione ufficiale di un’altra composizione di Agosta :”Parto dalla Premessa“. Siamo sicuri che sarà una delle Hit di Natale.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

Share

Un po’ di Aria..

20130830_162238Come promesso oggi noi della redazione di Citizen abbiamo partecipato alla 3^ Festa dell’Aria organizzata dal Comitato di Santa Giustina. Come l’impeccabile organizzazione aveva promesso c’era musica dal vivo, ciambella, anguria, da bere… non mancava nulla, nemmeno una certa quantità di camion.
Appena arrivati ci hanno avvertito, quasi che potessimo restare delusi, che a quell’ora di camion c’è ne sarebbero stati molti meno. La protesta va avanti da molto e i camionisti hanno imparato che le ore centrali sono quelle migliori per non essere troppo intralciati. Nonostante questo rimaniamo sorpresi da quanti sono, senza considerare poi che tutti quelli che passano devono tornare.
Rimaniamo un po’ li e la Signora Carla, l’attivista del Comitato che ci ha invitati,  annuncia che il portavoce del gruppo sta per tornare con buone notizie. Ne approfittiamo per capire come si svolge quel “rito” ormai diventato quotidiano. Quando il camion arriva c’è sempre qualcuno che sta attraversando, magari un anziano, magari qualcuno di poco fermo sulle gambe. I camionisti ovviamente lo sanno e la maggior parte, per quieto vivere, lo considera poco più di un semaforo virtuale e, se va bene, ti becchi anche un pezzo di ciambella. Certo è inevitabile che tra tutti ci sia anche qualcuno di meno civile, ma fortunatamente è relegato alla minoranza.
via fiumicinoDopo un po’ arriva il portavoce del Comitato che ci conferma di avere, se non proprio la soluzione definitiva, almeno la prova di un impegno da parte dell’Amministrazione. A prendersi la responsabilità della proposta è Sergio Funelli, l‘Eminenza Grigia, il Capo di Gabinetto del Sindaco. La proposta è la seguente:

Entro un mese  si darà la possibilità ai camion di percorrere una pista sul lato Marecchia, una pista che esiste da 50 anni e che è percorsa da mezzi pesanti tutti i giorni. Fino ad ora prevalentemente mezzi di Pavimental (società di Autostrade S.p.A.) e dai mezzi di Pesaresi. E’ lo stesso Imprenditore ad aver dato la possibilità di transitare sulla sua proprietà e sbucare sulla via emilia. Dunque un mese per i permessi e poi provvisoriamente i mezzi di Hera, Pavimental e Pesaresi utilizzeranno questa strada. Contemporaneamente si avvierà una procedura per coinvolgere anche la società agricola AV Green Srl di Parma, che gestisce il biodigestore e che convoglia sull’attuale strada 50/60 camion al giorno, per trovare uno sbocco sulla via Emilia.
Pare che già a Giugno sia stato presentato un progetto per fare una rotatoria all’altezza di S. Martino, tutto ciò con lo scopo di rendere via Carpinello e via Fiumicino interdette al transito dei mezzi pesanti. La rotonda di raccordo alla pista provvisoria in definitiva dovrà essere fatta prevedendo anche il futuro raccordo alla nuova circonvallazione.
L’intervento definitivo comunque ha un certo carattere di urgenza perché, a parte la sofferenza di vie completamente inadatte allo scopo, è anche la più grande Via Emilia ad urlare di dolore. Gli stessi componenti del Comitato ci informano che in una giornata qualsiasi di maggio, senza alcun avvenimento particolare, sono riusciti a contare un passaggio di 28.515 veicoli. E’ una cifra che fa riflettere se si pensa che la famosa “complanare Adriatica” è stata dichiarata necessaria a fronte di un passaggio dai 10 ai 15mila veicoli.

Dunque. Meglio tardi che mai? Meglio tardi non è una gran qualità della vita per gli abitanti della via Emilia, ma forse questo ce lo spiegherà meglio la centralina di misurazione polveri sottili che è stata da poco posizionata proprio in questa direttrice.

P.S.

Prossimamente un approfondimento sul perchè Av Green di Parma non si è fatta il suo bel Biodigestore nelle terre natie.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

Share

Santa Giustina: La 3^ Festa dell’Aria (che non c’è)

smog_camion_800_800Tutti sanno che sulla terra esiste un luogo misterioso in cui da anni spariscono natanti e aerei senza che nessuno sappia spiegare perché. Il suo nome è Triangolo delle Bermuda e sulla sua fama sono stati prodotti diversi film e kg di letteratura.
Non tutti sanno però che esiste un’altro luogo, altrettanto misterioso, dove i diritti dei cittadini non solo spariscono, ma se chiedi agli amministratori locali, non ricordano nemmeno che ci siano mai stati. Il nome del luogo è Santa Giustina e, nonostante il mistero sia altrettanto inesplicabile, di letteratura se ne produce poca e di film non ne parliamo proprio.
A ricordare al mondo della sua esistenza ci pensano, per quanto possono, gli autoctoni che questo pomeriggio alle 16.30 organizzano la “3^ festa dell’aria”. A dirla tutta è una festa in memoria dell’aria, ma loro ci tengono a sottolineare che ne hanno diritto come gli altri.
Ma qual’è la materia del contendere? Per quelli che ancora non lo sanno Santa Giustina, dopo essere stata per anni sede di una discarica, è la fortunata ospite di un Biodigestore, che a Parma non hanno voluto, e di un depuratore. Per avere il quadro della situazione dovete sapere che il depuratore è attualmente jolly del Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato (qualsiasi cosa esso sia) e che, dopo aver chiuso tutti gli altri depuratori, in questi giorni viene ristrutturato ed ampliato. Altro particolare del quadro, sempre per avere una migliore comprensione, è che il Biodigestore per avere un senso deve essere rifornito di continuo e non solo con gli scarti dei campi come è stato prospettato fin’ora agli abitanti della zona.
Capite cosa implica tutto ciò? Lo chiarisco ancora meglio: 150 (centocinquanta) camion al giorno che passano in una via di meno 4 metri…. si perché gli abili amministratori che si sono alternati in 40 alla guida di Rimini e Provincia non sono stati capaci di garantire la costruzione di una strada sufficiente ai piani che avevano in mente.
Oggi dunque da Carla e Nevio, in via Carpinello n°8, alle ore 16.00 si terrà una festicciola tra cittadini. Pare che ci saranno anche delle angurie, della ciambella, del vino e che qualcuno canterà. Poi se casualmente la festicciola dovesse rallentare il traffico…. Lo scopo? Questi cittadini chiedono una via che non faccia passare il traffico di un’autostrada davanti le loro finestre, da mattina presto a notte fonda.
Non si può costruire una strada? Santanrcangelo l’ha già fatto, ma si è dovuta fermare dove inizia la competenza (o l’incompetenza?) di Rimini. Ci sarebbe anche una strada che usano gli operai dell’autostrada o Paesani (il costruttore) per andare al Frantoio, ma dicono che non si può usare perché provvisoria… si, da 40 anni.
Per quanto riguarda noi di Citizen siamo stati invitati dalla Signora Carla, nella sua veste si organizzatore, a partecipare alla festa. Dunque preparatevi ad una delle nostre dirette su Facebook (www.facebook.com/CitizenRimini) e su Twitter @CitizenRimini . Ci sacrifichiamo alla ciambella per il bene dell’informazione 😉
Davide Cardone
[@DadoCArdone]

Share