AiRiminum e il centro commerciale Fellini.

Ve lo dico subito. C’è da leggere, perciò mettetevi comodi.

Sabato pomeriggio alla conferenza “Airiminum Incontra” c’era anche il vostro inviato Citizen preferito. Mentre tutta la stampa era stata messa in punizione, io me ne stavo comodamente seduto tra Vescovi, Politici e Comandanti in quella che, anche sull’invito, veniva chiamata zona sterile. Non scherzo, l’hanno definita proprio così. Tra l’altro non capisco come non mi abbiamo individuato subito visto che il mio reddito, lì in mezzo, stonava anche senza essere dichiarato. Mi avranno preso per un eccentrico.

L’intento della conferenza, presumibilmente, era quello di tranquillizzare chi decide per il territorio e fare un bel brindisi per l’arrivo di un nuovo aereo. A Rimini un brindisi per ogni aereo si può fare, data la cadenza, se lo facesse anche un aeroporto piccolo come Orio al Serio, con i suoi 50 voli giornalieri, capite bene che la dirigenza dovrebbe iscriversi all’Anonima Alcolisti.

Ha aperto la conferenza Laura Fincato che Vito Riggio (Presidente Enac), nella sua lettera di scuse per l’assenza, identifica come Onorevole nonostante non lo sia più dall’87. Non che abbia lasciato i luoghi di pratica politica, ci mancherebbe, come lei stessa dichiarò in occasione della sua Candidatura a Sindaco di Venezia è una delle fondatrici del PD.

Non divaghiamo. Con un tailleur fantasia occhio di pernice in nuance arancione, oltre ad aver decretato il ritorno degli anni ’60, ha esordito usando termini inglesi, forse in onore dell’aziendina milanese che ha tirato su la baracca. Ha parlato di Speech (che poi sarebbero i discorsi) e…. lo sapevate che quelli di Airiminun ci hanno tirato un Joke? Sì, ci hanno fatto uno scherzone. La decisione dell’inaugurazione il primo di aprile non è stata una cappella mediatica. No! Lo scherzo era che l’aereo è atterrato davvero. Su, non fate quelle facce, il senso dell’umorismo varia di persona in persona. Fate come me, immaginate una giovane e goliardica studentessa Fincato che, abilissima, sostituiva i Croissant alla marmellata di ciliegia con quelli alla marmellata di albicocche e poi osservava segretamente le reazioni al Joke. Che risate.

20150509_161613Comunque sia ha parlato molto di trasparenza e collaborazione. Sapete cosa? Io sulla trasparenza le credo. Infatti seduto al suo fianco c’era Umberto del Basso de Caro, il suo conflitto di interessi. Il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di cui Laura Fincato è Consigliere Esperto (un consulente) a gratis, era seduto li, pacifico, ad aspettare il suo turno per parlare. Questo non ha assolutamente provocato commenti tra il pubblico (sterile), proprio nessuno. Fidatevi.

Il turno successivo è stato quello di Leonardo Corbucci e le sue slide, stile molto apprezzato dal Primo Cittadino che, come risaputo, le usa come panacea di tutti i bilanci. Dopo averci condotto in vetta alle sue intenzioni con slide sul ciclismo e richiami a Pantani, ci ha fatto atterrare malamente con metafore sugli affittuari.  Eh già perché Airiminum mette dei soldi, finora pochi, per pagare un affitto, ma il padrone di casa è Enac e a lui spettano le manutenzioni straordinarie, affermazione formalmente corretta fino a che le slide non ci hanno condotti nell’incubo di un centro commerciale aeroportuale.  Gaming (?), ristorazione, palestra, discobar, rassegne cinematografiche, eventi musicali, non ho visto però i Compro Oro e i massaggi cinesi, quelli sì cha fanno cassa.

A questo punto vi starete chiedendo: e i voli? Qui arrivano le vere pagine dolenti. A dispetto di un’unica novità, i voli cargo da sempre consigliati a voce bipartisan, il resto del piano strategico sembra partire da un programma strategico di Gnassi. Vengono considerati come un dato di fatto il milione di passeggeri che Aeradria avrebbe raggiunto con la sua gestione. Anche se nella presentazione ne vengono contati 900.000, probabilmente per non richiamare alla memoria il precedente fallimento. La cronaca giudiziaria ha già ampliamente disquisito di quanto quel numero fosse stato gonfiato dalla tecnica piuttosto aggressiva del comarketing. Dunque uno dei fondamentali di questo piano è dubbio, ma ve ne sono altri. Sembra infatti voglia costituirsi un fronte comune tra tutte le realtà in curva negativa del nostro territorio: Fiera, Gros, Palas di Rimini, Palas di Riccione, TRC (e non lo vuoi fare un altro sfregio fino all’aeroporto?), il che non sarebbe male se fosse un sistema di contenitori comunicanti, ma nell’opinione di molti ognuno di questi luoghi vive la sua personale decadenza, quando addirittura non si tratta di volo pindarico. Nella presentazione in oggetto poi si considerano queste infrastrutture come un qualcosa da cui attingere, come dire non lo prendi un aereo da Milano per venire alla fiera di Rimini? No. Ma non lo dico io. Lo dice la precedente esperienza di Aeradria e lo dice il fatto che ormai i weekend di fiera sono corti perché, dati i tagli ai budget di qualsiasi azienda italiana (Aziende come Prada hanno tagliato anche sui buoni pasto dei dipendenti), non si fanno più i fine settimana a mignotte e champagne “che tanto metto tutto nelle spese”. Il nuovo metodo è “toccata e fuga, ma solo se serve, macchina a gas o treno regionale, scegli tu”. Chiaro che non si può sempre ragionare in termini di recessione, ma non mi pare che l’attuale Governo ci stia indirizzando verso il nuovo “miracolo italiano”, anzi.

Rimangono i collegamenti turistici di cui, lo dico sinceramente, non ho colto il piano. Anche in questo la strategia, o meglio quello che è stata rappresentata come tale, sembra appollaiarsi su dati che la riguardano, ma anche no. Il fatto che la Riviera possegga 110km di spiagge e 3500 alberghi valeva anche per Aeradria, è valso per il Ridolfi di Forlì e varrà sempre per Bologna, ma questa non è una strategia … è la speranza che qualche briciola cada dal tavolo. Su questo argomento mi aspettavo qualche parola da Raffaele Ciuffoli, Consigliere rappresentante del territorio e soprattutto titolare del Tour Operator Ital Camel, ma non ha proferito favella.

Altro personaggio silenzioso è stato Roberto Montesi, membro del CDA, che porta con se una particolare realtà. Montesi è patner della società LS Lexius Sinacta, associazione tra a avvocati e commercialisti la cui missione sociale sono consulenze d’alto livello. Per intenderci la LS sta curando la quotazione in Borsa dell’aeroporto Marconi di Bologna e ha assistito Hera nella recente modifica statutaria del Voto Maggiorato (robaccia del “Decreto Competitività” per favorire l’accesso al mercato di capitali di rischio). Il Consigliere in oggetto si distingue, tra le altre cose, per essere Sindaco Revisore incaricato dal Ministero della Salute per l’ASL di Napoli e Presidente del collegio liquidatori della Margherita di Rutelli.

La parola finale, come da prassi Istituzionale, è stata lasciata al Sotto Segretario Del Basso de Caro che, dopo aver ricordato che il sud d’Italia è un macello, ha considerato che a Rimini le cose non vanno poi così male e che possiamo ancora sperare nel turismo cinese. Parole che hanno infuso una grande fiducia in tutti gli sterilizzati. Ovviamente l’affermazione è ironica, dalla seconda fila in poi si parlottava parecchio.

E’ sicuramente vero che i piani  industriali per una azienda privata possono contenere dati sensibili che potrebbero essere oggetto di furti e/o compromissioni, ma dal non mostrare quanto di riservato c’è nei propri piani, al pretendere che ci si fidi di una dichiarazione di intenti piuttosto generale, passa un bella pretesa. A questo punto però vale la pena di farsi una domanda: perché questa opinabile apertura e tutto questo parlare di trasparenza e collaborazione? Formulo una modesta ipotesi, ma prendetela per quel poco che vale visto che non sono un esperto di aeroporti, ne di finanza creativa. Considerato che il piano di sviluppo (se fosse veramente quello mostrato) non pare valere l’investimento, l’Aeroporto Internazionale Federico Fellini acquista interesse più che altro in merito ai capitali che può attirare. Ovvio che cattiva pubblicità e degli scocciatori a 5 Stelle, si sono messi in testa di sorvegliare, possono create delle difficoltà. Che i 5 stelle diano fastidio è abbastanza evidente visto che in una cartellina consegnata all’uscita, tra le altre amenità, era riposto un intero fascicolo di risposte a Giulia Sarti.

P.S.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno in questa vita sono ignoranza e fiducia; e il successo è assicurato.

(Mark Twain)

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Il Segreto di Pulcinella.

Aeroporto_Rimini-MiramareAeroporto. Sembra che il sistema Rimini stia per cadere in testa a chi l’ha creato, ma non diamoli per vinti. La legge si è presa il suo tempo perché quel casino di Aeradria sembra il vaso di Pandora, più ci guardi dentro e più ci trovi guai. Evidentemente oltre a quello che è stato detto, cose che sappiamo già, è spuntato fuori altro, qualcosa che si deve ancora decidere come trattare. Non a caso la maggior parte degli articolisti ha concluso con “non sono escluse ulteriori sorprese” ed io dubito parecchio della coscienza collettiva giornalistica.

Chi conduce le indagini ha dunque chiamato, plausibilmente con l’inchiesta, il reato grosso, quello che ti fa ottenere altri sei mesi. Parliamoci chiaro … sembra improbabile che non sappiano tutto quello che c’è da sapere sull’aeroporto. Chi è stato messo alle strette se l’è sicuramente cantata come un tenore professionista, nessuno in questa storia ha la tempra di un criminale vero (e anche quelli alla fine parlano). Forse qualche sentiero è sbucato lontano dall’aeroporto.

Quelli che guardano a Rimini senza l’illusione di trovarsi di fronte alla terra promessa, sanno benissimo cosa sia ipotizzabile. La commistione tra politica e imprenditoria ha creato Partecipate mostro, con la promessa che i soldi pubblici non dovessero  finire mai. Badate bene che non stiamo parlando solo dell’Aeroporto. La Fiera, Il Palas, Il TRC , l’Aeroporto e molti alti progetti si basano tutti sul miraggio della “Destagionalizzazione” di Cagnoni. Questo piano, che vorrebbe Rimini tutto l’anno con un’utenza simile a quella estiva, non è più valido nemmeno d’estate, poiché anche il turismo sembra ormai in metastasi avanzata da politica.

Ritornando all’aeroporto, metafora più che efficace di questo malinteso senso dell’imprenditorialità, possiamo sicuramente affermare che la sua tara esatta erano 500 mila passeggeri l’anno e ne siamo sicuri per via del periodo in il curatore fallimentare Santini ha diretto la struttura. Con quel numero di passeggeri, fisiologicamente reale, l’aeroporto finisce anche per guadagnarci. La politica di Rimini però, quella per cui  4 amici al bar decidono tutto, voleva altro, voleva almeno un milione di passeggeri con cui riempire Palas vuoti, alberghi degli anni ’50 e stupidi trasporti costieri (tutto l’anno). Si scrive indotto, ma si legge volo pindarico.

L’unico modo per riuscirci era il comarketing, tattica aggressiva e per questo vietata a norma di legge. A Rimini però, come detto, comanda l’incesto politico-imprenditoriale quello che: se vicino a “indotto” ci metti l’aggettivo “strategico” può realizzarsi qualsiasi cosa … pure che se strofini lo spritz esce il genio della lampada. Così ci si inventò Air, la partecipata della partecipata, lei sì che poteva staccare biglietti con il comarketing. In un attimo 500 mila poltroncine volanti in più, anche se vuote.

Da questo fondamentale errore che affonda le sue radici nel distacco dalla realtà e nella supponenza, si è scatenata una spirale di sbagli, per coprirne altri, un po’ somiglianti alla palla di neve dei cartoni animati, quella che rotolando diventa gigante. Ma quelli che ci hanno indicato i titoli di giornale sono colpevoli o no? Sicuramente di stupidità e inadeguatezza. Nessuno mi potrà mai convincere che chi causa un buco di 54 milioni di euro sia intelligente e a scavare questo buco hanno partecipato tutti, anche convintamente.

Il problema principale  (non che il Fellini non sia un problema vero) è che Rimini funziona tutta così, proprio come quell’aeroporto.  Forse non tutti se ne sono accorti, ma sui giornali di domenica c’era un vero e proprio identikit del sistema Rimini. Basta ridimensionare al loro vero ruolo pedine come Masini, aggiungere un Melucci e un paio di banche, ecco come funziona Rimini. Praticamente il segreto di Pulcinella, anche se preferiamo non vederlo lasciandoci distrarre da Sindaci che impiantano ruote abusive (che nei selfie vengono meglio della casa di  Rosa e Olindo).

P.S.

Air Riminum non vende le quote manco con i saldi della Befana, Gnassi improvvisamente si accontenta dello scalo di Bologna, Enac non certifica per via dei ricorsi, i lavoratori di Aeradria non possono nemmeno ritirare il modulo della cassa integrazione …. Tranquilli … l’Urp mi ha confidato che con il treno possono arrivare anche 5 milioni di passeggeri.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

Pezze Elettorali

Si avvicinano le Regionali e, per quanto poco considerate dalla gente, Il Partito Democratico ha bisogno che i suoi naturali serbatoi di voti non vengano scalzati da qualche moto popolare. Dunque oltre il colpo al cerchio, 300 mila euro per delle casette di legno ai Ci.Vo.Ti (pardon CI.VI.VO.),  si cerca anche il colpo alla botte con accorgimenti dell’ultimo secondo. Le pezze sono sempre le più difficili, ma ci si prova.

immagine_164Ora come ora il PD Riminese ha numerosi problemi di consenso. Di fatto il Sindaco Andrea Gnassi è riuscito a inimicarsi qualsiasi forma di comitato abbia chiesto il suo ascolto da quando è stato eletto.  Teleriscaldati, Santa Giustina, Rimini UpTown, V Peep, No TRC e questo solo per citare alcune migliaia di votanti che oggi, piuttosto che votare PD, si chiuderebbero le dita nella portiera della macchina. Poi ci sono tanti piccoli insuccessi conosciuti, tipo il negato appoggio all’AeroClub che sta cercando di mantenere operative le piste del Fellini e, probabilmente, tantissime altre cose che non conosciamo …  sarà in rotta anche con il Club della Pipa.

Dove sono le pezze? Beh per esempio ai Teleriscaldati, anche se non hanno restituito loro gli oneri urbanistici indebitamente e proditoriamente piazzati sulla tariffa, hanno promesso di riaprire il tavolo tecnico (qualsiasi cosa esso sia). Promessa non ancora mantenuta. Al  V Peep vogliono fare ottenere uno sconto del 4% sul riscatto delle abitazioni con un adeguamento di indici, anche se poi la contestazione riguarda invece, anche qui, oneri urbanistici scaduti da tempo che il Comune vuol far pagare lo stesso.

Santa Giustina? Per loro niente, neanche promesse. Li, tra gli interessi di Hera e il casello desiderato da Cagnoni per la sua Fiera non c’è trippa per gatti, devono morire affumicati. Si attaccano al tram anche quelli del TRC…. Anche se sembra che ‘sto tram, causa debiti di AM, non farà molta strada.

E pensare che cose per fare bella figura con poco ci sarebbero. Ormai un anno fa il Movimento 5 Stelle aveva presentato delle delibere urbanistiche, approvate causa assenza  sindaco, che davano modo di riqualificare l’esistente patrimonio immobiliare e favoriva un po’ i lavoratori dell’edilizia. Il Primo Cittadino, rispondendo a Monsignor Lambiasi, che aveva denunciato la sofferenza di Rimini, aveva persino usato le parole di quelle delibere, senza però mai applicarle. Lui preferisce i rendering, i dipendenti degli  uffici comunali  li fanno ornai  sul gabinetto al posto delle parole crociate e così ha scelto cacciare i mercanti dal centro, per agevolare una vision con l’erba inglese in piazza Malatesta.  Qui nei dintorni ci hanno provato sia a Pesaro che a Forlì, con il risultato della morte del mercato. Altro migliaio di voti persi.

Forse non si è accorto, come ci fa notare Fausto Battistel,che  l’oggetto di quelle delibere è oggi un articolo di legge dello Stato.  (Capo V  – Misure per il rilancio dell’edilizia Art. 17  Semplificazioni ed altre misure in materia edilizia Pubblicato nella Gazz. Uff. 12 settembre 2014, n. 212). Leggiamo la dichiarazione dello stesso   candidato alle Elezioni Regionali.

“Le proposte del movimento5stelle al consiglio comunale hanno anticipato di oltre un anno, questo articolo 17, indicando una strada facilmente e immediatamente percorribile per fornire una soluzione alla crisi. Invece di proclami per opere enormi, per la comunità chiediamo un atto di solidarietà. Noi siamo consapevoli e competenti, se non volete riconoscerlo, amen , ma almeno usate le buone idee.

Chiediamo un atto immediato di delibera al consiglio per  un regolamento attuativo sul comune di Rimini, per il frazionamento degli appartamenti di grandi dimensioni nell’intero territorio.”

Chiedere è lecito … rispondere non è  abitudine del Sindaco.

P.S.

Domenica 23 si vota. Che ognuno si prenda la responsabilità del suo futuro.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@DadoCardone

Share

L’aeroporto abbandonato. [di Dado Cardone]

 

aeroportoNella storia dell’Aeroporto Internazionale Federico Fellini di Rimini c’è sempre qualcosa che stride fastidiosamente. L’ombra sul bando, gli strani comportamenti di Enac, l’aeroporto dato in svendita, ma non tenuto aperto, situazioni che si  rinforzano  oggi con una nuova occasione di atroce dubbio.

Sono anni che le istituzioni locali, quelle che a parer nostro sono le maggiori responsabili  del disastro Aeradria, gridano ai quattro venti che l’aeroporto doveva (e deve) stare aperto qualsiasi sia il costo. L’Aeroporto è un prestigio e rappresenta un indotto a cui il territorio proprio non può rinunciare, tanto che qualcuno evoca la morte di Rimini se le cose dovessero andare storte. Il rischio che le cose vadano peggio di come sono andate fino ad ora c’è, perché l’apertura di un contenzioso dilaterebbe pericolosamente la chiusura forzata e si sa che le linee aeree sopra ad ogni cosa chiedono continuità di servizio.

Ma allora … perché ripagare con l’indifferenza chi per iniziativa personale tiene aperta la famosa cornucopia da un milione di passeggeri? Ci riferiamo all’Aero Club di Rimini che ha ottenuto la gestione provvisoria dell’aeroporto per quanto riguarda i voli dell’aviazione generale. In parole povere una continuità operativa che, anche se non tratta voli di linea, eviterà a chiunque ottenga il bando di trovare ad attenderlo un “campo di patate”.

Con un  Comunicato stampa di oggi Aero Club, ente  morale no profit gestito da volontari, lamenta la totale latitanza di tutti gli interlocutori Istituzionali che, in questo caso, dovrebbero banalmente aiutare a trovare contributi  per l’ovvio maggiore dispendio di risorse umane e finanziarie. Pare però che dopo aver svenduto in saldo un aeroporto si sentano tutti assolti da successive incombenze.

Ancora una volta quello che si dice è diverso da quello che si fa ed  è sempre spettacolare trovare ai piedi di slogan così grandi uomini così piccoli, quasi un miracolo della natura. Un frinire di cicala da 100 decibel , ma proprio come per l’insetto il canto dura giusto il tempo della soddisfazione di interessi immediati. Una volta in Romagna era pieno di formiche.

P.S.

Aspettiamo di essere messi di fronte al fatto compiuto per capire se nella compagine finale ci sia nessuno di collegato a Carim, Fiera o Riminini Holding. Sarebbe piuttosto antipatico scoprire che personaggi del territorio, magari proprio quelli che parlano di indotto, lo abbiano preferito chiuso per prenderlo in saldo (con tutte le conseguenze del caso).

Il 23 si vota.

05730130ff8cbcaee11a47d1a3b7439a

 

@Dado Cardone.

Share

L’Aeroporto chiude, ma voi state tranquilli. [di DadoCardone]

L’aeroporto è fallito, non ieri, un anno fa. Lo ricordiamo perché dalla campagna mediatica si capisce il contrario e sembra quasi che il Tribunale si sia irrigidito di fronte a qualsiasi possibilità, rinunciando anche a quelle praticabili … chiudendo un occhio.

Summus Ius, summa iniura.

Lo scrive C. Andrea Bernabè sul Resto del Carlino. Il massimo del Diritto, il massimo dell’ingiustizia. Somma citazione dal latino che però sta a  indicare  una cosa diversa: se tu sei andato a  fare moneta  per il parchimetro, trovi il  vigile che ti sta facendo la multa, gli fai notare la faccenda del cambio e lui ti fa la multa lo stesso.. beh allora quello è il caso.

Diverso se  un aeroporto sta andando così male (milioni di debito solo con l’ultimo anno di gestione, senza contare le truffe ai danni dello Stato scoperte in seguito)  che i soci pubblici tentano di rifinanziarlo in barba alle norme sul finanziamento pubblico, senza peraltro toccare il CDA colpevole. Cosa che ha attirato, inevitabilmente, le attenzioni del Tribunale.

Qui però “il vigile” non ha nemmeno ancora tirato fuori il blocchetto. La fase successiva è stata il Concordato, in cui i Soci Pubblici, Provincia e Comune, hanno chiamato in causa dei consulenti, Ambromobiliare, con un cliente, Eurafrica Merchant,  e delle garanzie non sufficienti a chiudere la faccenda. Fallimento.

Qui il Vigile ha individuato l’automobile e ha la punta della penna pronta a scrivere mentre si guarda intorno per individuare il proprietario. In questa fase il curatore fallimentare, il Dott. Santini, tiene attivo l’aeroporto e formula l’ammontare del conquibus necessario ad aggiudicarsi il suo bando. Diciamo il “suo” perché, in contemporanea,  ve n’è un altro, quello di Enac, a cui partecipano, con la nuova società Air Riminum, gli stessi consulenti che non erano riusciti a superare il concordato.

Perché partecipare al bando Enac e non a quello di Santini? La ragione più semplice sembrerebbe essere il fatto che Enac si vendeva solo le piste e non i resti di Aeradria, dipendenti compresi.  A ben guardare però anche avere nella propria compagine Laura Fincato, consulente del Ministero dei Trasporti, sembra favorire migliori rapporti con Enac.

A questo punto il vigile sta scrivendo la targa, arriva qualcuno e il dialogo successivo sarebbe più o meno questo:

“Agente sono qui non mi faccia la multa”

“Non ci conosciamo io e lei?”

“No… mi avrà visto mentre davo consulenze sui parcheggi”

“Lasciamo perdere. E’ sua la macchina?”

“No, è di miei amici”

“Di chi scusi?”

“Non lo posso dire, ma posso pagare per loro”

“Bene mi faccia vedere il tagliando di parcheggio”

“Non ce l’ho”

“Mi faccia vedere le monete allora, se è vero che era andato a cambiare.”

“Non le ho, ma i miei amici possono pagare per il parcheggio per loro macchina e per quelle di tutta la via”.

A questo punto il Vigile, la multa la farebbe o no?

In una situazione come questa la trasparenza sarebbe il minimo delle condizioni richieste. Già esistono pesanti dubbi. Una società che si era già presentata al concordato apre un’altra società, 4 giorni prima della gara di bando, in cui il Presidente è un dipendente del Ministero dei Trasporti: non sarà una congiuntura poco chiara, ma così appare.  Sarebbe consigliabile che Air Riminum, o comunque si chiami questa settimana, facesse i nomi dei fantomatici soci. Si dice che sia impossibile per ragioni di origine anche commerciale, ma più probabilmente dovremo tutti essere messi davanti al fatto compiuto e a dei soci che…

Per ritornare alle colpe del Tribunale. Titoli di pochi giorni fa asserivano convintamente, come cosa già fatta, che un Commissario Enac avrebbe preso in carico la gestione provvisoria dell’aeroporto, mentre il giorno dopo non c’era più nulla da fare. Perché? Che cosa è successo in un giorno solo  che mesi di preparazione al problema non avevano considerato? Voglio dire, se si fosse trattato solo di una posizione giuridica sarebbe stata già conosciuta il giorno prima, non stiamo mica parlando di amici che giocano a  Risiko!

Va da se che le condizioni di partenza sono due: o la notizia era vera, o era falsa. Fosse stata vera la causa del repentino dietrofront è da ricercarsi in una garanzia disattesa chiesta da Enac o dal Tribunale. Fosse stata falsa ci troveremmo di fronte al solito gioco delle pressioni politiche, anche tramite stampa, già viste per tutto il tormentato percorso di questa faccenda. Scegliete voi quale scenario preferite, a parer nostro entrambi aprono a conseguenze inquietanti.

Secondo l’opinione dello scrivente, poco importante ai fini questa faccenda, il Tribunale non ha applicato il Summus Ius, ma è stato messo nelle condizioni di non poter far altro  che… il tribunale. Di fronte all’incertezza e ad attori su cui non si può far affidamento, l’unica possibilità è applicare la legge, niente di più, niente di meno.

Le reazioni a tutto ciò sono le solite. Air Riminum ci dice di star tranquilli che i soldi li hanno, il Pre-Sindaco (Sindaco e Presidente di Provincia) dice di aver fatto il possibile per fidelizzare i russi anche oltre al periodo di chiusura, Enac dice che farà il più presto possibile per assegnare definitivamente lo scalo, la UIL chiede un passo indietro alla politica e Vitali emigra in Zambia. La verità tangibile, quella che possiamo constatare oltre le parole (di quelle ne abbiamo sentite troppe), è che lo scalo chiude il 1° di Novembre e, se non ci sono intoppi, riapre dopo il 31 Dicembre, come dire tra almeno due mesi.

Nel frattempo i voli si appoggeranno sulle piste del Sanzio, aeroporto anconetano che, leggendo la cronaca marchigiana, ha preso l’occasione come un vero e proprio trampolino di lancio. Poco importa se l’anonima funzionaria dell’ufficio del Consolato Russo del Fellini, Irina Sticazzirenko (o qualcosa di simile), ha garantito che i russi preferiscono Rimini. Già perché qui si apre un’altra delle querelle riguardanti l’indotto del traffico russo: i russi venivano da noi per il confort dei nostri rinomati alberghi (?) o perché il traffico di badanti poteva contare su prezzi da albergo in fallimento, in cui il Tour Operator garantiva anche la Corriera per andare a riempirsi le valige a Roma, Firenze, Venezia e, guarda un po’, nei famosi calzaturifici delle Marche? Chi batte le strade del turismo e del commercio sa bene che la razza “russo coglione che non bada a spese” da tempo si sta estinguendo. Ormai, a causa di disattenti broker che li hanno portati direttamente nelle fabbriche produttrici, i russi, quelli con i soldi veri,  fanno da soli e le famose mance da favola le lasciano sull’altra costa, quella delle vacanze per ricchi. Questa la situazione attuale, ma a Rimini, si sa, poco importa del presente, preferendo la convinzione di essere ancora la città di Fellini.

E’ evidente, in conclusione, quanto sia inutile prendersela con il Tribunale, costretto a diventare intransigente quando in altre occasioni, vedi TRC, non lo era stato per niente e tutto ciò a causa di una conclamata incapacità di gestire questa Città da parte di una politica miserella, che dalla sua storia ha saputo ricavare solo slogan, compromessi e presupponenza (completamente ingiustificata).

P.S.

Quando si cerca un colpevole è bene guardare a chi ha causato il problema. Prima dell’intervento del Tribunale c’erano fior fiore di rappresentati politici che inneggiavano all’indebitamento senza chiaramente conoscere nulla della materia che stavano pericolosamente trattando. La sola soluzione accettabile è un aeroporto aperto, guidato da chi è capace di farlo, senza ingerenze politiche. Il 23 Novembre c’è un’altra occasione per spostare gli equilibri, sarebbe ora di pensarci seriamente.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

Share

Un Sindaco a corto di idee.

Il Movimento 5 Stelle non propone mai niente. E’ gente che protesta, ma a lamentarsi sono buoni tutti, poi però bisogna governare. Se malauguratamente dovessero andare loro ad amministrare Rimini che cosa combinerebbero visto che sono senza esperienza e senza proposte?

A questo punto molti di voi sono andati in fondo all’articolo per scoprire chi l’ha firmato e poi sono tornati a rileggere le prime righe per capire se sono impazzito, ma quelle sopra sono le accuse che si rivolgono usualmente al Movimento 5 Stelle in generale e a quello di Rimini in particolare. Le ho riassunte perché mi servono per dimostrare una semplice tesi: chi le usa  è o  in malafede o  disinformato. Lasciatemi aggiungere che, personalmente, gradisco più le persone in malafede, perché i disinformati sono causa dei nostri malanni, più di quelli che ne traggono vantaggio.

Detto questo. Ieri in un comunicato stampa del Comune, oggi ripreso dalla stampa locale, si leggono testuali parole del Sindaco di Rimini Andrea Gnassi:

“Agiremo sul divieto di frazionamento di appartamenti dalle pezzature sovradimensionate per permettere ai giovani e alle famiglie di affittare alloggi dagli spazi ragionevoli a un prezzo ragionevole. […] Non vogliamo più periferie, ma semmai cucire e rammendare aree ora isolate”.

Quelle che leggete in queste righe sono esattamente (vengono persino usati gli stessi termini) le delibere del Movimento che vennero approvate in Consiglio Comunale il 18 ottobre 2013, con Gnassi assente. Oltre all’evidente  fatto che le stesse passarono proprio grazie a quell’assenza, sono state trattenute sulla scrivania del Primo Cittadino per lungo tempo e, fino a questa dichiarazione, non vi era stata ancora notizia del loro passaggio agli uffici preposti. Da ieri, improvvisamente, fanno parte del Masterplan (qualsiasi cosa esso sia).

Ricordo con tenerezza le prime immagini in cui facendosi fotografare davanti a una ruspa, che aveva appena abbattuto un cesso in una spiaggia di Rimini Nord, dichiarava che da li sarebbe ripartita la costruzione di Rimini. A ben guardare, però, quegli atteggiamenti, come la spiccata propensione alla supercazzola,  erano indizi della brutta attitudine al volo pindarico.

Abbiamo visto svolazzare per anni diapositive che parlavano del nulla, mentre nella realtà dei fatti questa Amministrazione ha prodotto:

  • Una ruota abusiva.
  • La prima ciclabile d’Europa con soppalco. Più di seicentomila € a cui la Regione, probabilmente, non parteciperà perché il progetto è stato realizzato diversamente da come  presentato.
  • Il fallimento di un Aeroporto.
  • Una finta guerra al Cemento che serviva solo a salvare indici di edificabilità in favore di un Ipermercato in pieno centro, che a sua volta serve a salvare il Palas di Cagnoni.
  • La distruzione sistematica dell’aspettativa di qualsiasi comitato sia nato in questi anni. Teleriscaldamento, Santa Giustina, Rimini UpTown, No TRC, Astronave che Fuma (antenna sul Palas),  V Peep. Solo per citarne alcuni.
  • La deriva dei progetti di recupero delle aree coloniali.
  • Un ponte che  solo per la rabbia dei cittadini è un ponte normale e non la controfigura  del ponte di un film di guerra.
  • Una quantità enorme, anche per dimensione, d’inutili cartelli che fanno apparire come cadute dal cielo le più grandi banalità. Per essere chiari: Cattolica ha tolto i semafori da almeno vent’anni, è inutile spendere migliaia di Euro solo per far capire che ti sei deciso anche tu, perché ormai è ordinaria amministrazione. Vogliamo parlare poi delle erbe erranti?
  • Un declino spaventoso dell’operatività turistica. E’ sfuggito a pochi che ormai la stagione giace sotto l’assenza delle iniziative private, distrutte per favorire l’immagine del Sindaco delle Feste. Ormai la stagione comincia a Luglio e le famose feste sono eventi per il territorio Riminese, questi  i successi della “Capitale del Turismo”, o della “Miami della Costa Adriatica” che dir si voglia.
  • Un progetto d’impianto fognario pensato da Hera  e consegnato direttamente dalle sue capienti mani , progettato per le sue esigenze e per il quale tutta la Provincia di Rimini dovrà pagare rateizzandolo in anni di bollette dell’acqua.
  • L’intruppamento di volontari civici, i famosi CI.VO.TI, grati della maglietta nuova e del lavoro che dovrebbe fare Anthea, tanto grati anche per il finanziamento di 300 mila euro con cui sono state costruite delle casette per gli attrezzi (che se guardi nel catalogo OBI la deluxe costa 5000€). Ovviamente, poi, è solo una combinazione che l’Assessore di Riferimento sia anche candidata alle Regionali.
  • L’incasinamento delle opportunità sportive Riminesi.  Si favoriscono happening sportivi  dove il sindaco può farsi fotografare mentre fa finta di correre, ma poi, per le cose che richiedono presenza amministrativa seria, si prendono decisioni come l’epica figuraccia dei campi di calcio.
  • Due posti d’onore al top delle classifiche del sole 24 ore tra le città che hanno subito di più la crisi e che subiscono di più la criminalità.

Il quadretto non è affatto migliorato dalla necessità del Sindaco di “Hackerare” le idee altrui per trovare qualcosa di buono da dire sulle sue, soprattutto quando sono soluzioni che aveva trattenuto nel limbo per un anno in quanto, evidentemente, considerava lo delegittimassero. Che abbia perso la Vision?

P.S.

Oggi, in un altro comunicato stampa, il Movimento si è dichiarato felice di essere stato derubato,  a patto però che quelle idee vengano usate…. E non per una supercazzola.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

Share

Air Riminum (e poi dice che la gente chiacchiera)

A Rimini la trasparenza non è contemplata. Sì, se ne parla, anzi se ne favoleggia, ma è mezzo poco pratico perché limita la libertà d’azione di chi ha “esperienza” in favore di categorie insignificanti … tipo i cittadini. Così, ad esempio, 300 mila euro non si danno ad Anthea per fare il lavoro cui è deputata, ma si danno ai Ci.Vi.Vo. per farci la casetta di legno. A cosa serve? Mah! Magari a contenere i 500 voti per le elezioni al Consiglio Regionale che la (ufficialmente) candidata Nadia Rossi si mette in tasca (presuppostamente) con la benedizione del suo Segretario Provinciale.

Vedete… il problema della scarsa trasparenza è che poi le persone si sentono autorizzate a formulare delle ipotesi. La gente è malfidente, si sa e allora quando i dati sono pochi, o troppi, costruisce suoi teoremi. Quando, sempre per fare un esempio, si accorge che una società di cui non si conoscono i soci vince un appalto per un aeroporto, dove persino il Sindaco e il Presidente della Provincia sono finiti indagati, qualche domanda sorge spontanea. Poi se nella compagine misteriosa spunta il nome di Laura Fincato, consulente per il Ministero dei Trasporti, comincia a darsi anche qualche risposta. Sbagliata eh! Ci mancherebbe, ma sapete: quando si sparla di indotto e strategia del territorio il cittadino viene nominalmente chiamato in causa ad ogni mezzo trafiletto di giornale, fosse anche il bollettino del fantacalcio, ma poi quando si tratta di rendergli conto non sono fatti suoi.

Tranquilli cittadini. Il mistero è prontamente risolto. Vincere un bando per gestire un aeroporto è una cosa che possono fare tutti, anche senza avere specifica esperienza nel settore. Infatti per il bando Enac si sono presentate compagini formate da elettricisti, albergatori, venditori di abbigliamento, ristoratori in formula catering, aziende che si occupano di verde pubblico, pulizie etc. Nel caso qualcuno si stesse chiedendo se sto scherzando sappia che questi non sono nemmeno i più bizzarri tra i partecipanti. Qualcuno ci ha suggerito anche che una delle compagini avesse in prima istanza scelto un presidente condannato in svizzera per riciclaggio e traffico d’armi.

Tutto ciò è possibile perché il bando permetteva di presentarsi come RTI (raggruppamento temporaneo d’impresa), molto comodo in quanto, invece di creare una società ad hoc, con relativo versamento di capitale sociale, si possono riunire società che fanno altro, raggiungendo il capitale sociale richiesto. Altre garanzie nella fase preliminare non sono richieste, né per l’esperienza (di solito sono richiesti 5 anni di reale pratica nel settore), ne per la disponibilità economica. Questa volta bastava una fidejussione di 10 mila euro, cifra che non basta nemmeno per il preliminare di vendita di un monolocale.

Perché una selezione a maglie così larghe? Non si sa. Fatto sta che le condizioni esistenti hanno favorito Air Riminum. Non lo diciamo noi, lo dice il punteggio pieno ottenuto senza nemmeno preoccuparsi di usare il bonus della busta C, quella che assegnava un valore a quanto lasciato da Aeradria. In definitiva le condizioni erano ideali per una società, di cui non si conoscono i soci, costituitasi 4 giorni prima della scadenza dei termini di presentazione del bando, che tra le sue fila conta Laura Fincato, ex sottosegretario, con una vicepresidenza nel CDA di Save SPA (gestore degli aeroporti del Nord Est), oggi consulente del Ministero dei Trasporti.

Non deve essere così? E chi lo dice? L’errore, il luogo comune, è pensare che un aeroporto sia quel posto dove la gente sale e scende dagli aerei, ma l’aeroporto è altro. Nel caso specifico trattasi di pura finanza, quel mondo misterioso dove le aziende non valgono per quello che producono, ma per come vengono rivendute all’infinito sul mercato.

Ambromobiliare, l’azienda consulente che ha orchestrato la partecipazione al bando, è, in parole povere, una boutique d’affari. Grazie alle condizioni favorevoli del bando questi “advisor”, come si definiscono, hanno ottenuto l’assegnazione provvisoria di qualcosa che possono ora offrire ai loro clienti (vecchi e nuovi). Cosa abbia influenzato la competizione per essere così benevola nei confronti di questa società non sta a noi stabilirlo, fatto sta che a Rimini ancora una volta è stata scelta una strada che lascia molto spazio all’immaginazione, mentre ci sarebbe stato bisogno di trasparenza.

Probabilmente ora ci sarà il ricorso di Novaport che, secondo quanto dice il legale rappresentante, Andrea Del Vecchio, era l’unica ad avere le carte in regola non per vincere, ma anche solo per partecipare. Novaport Italia, infatti, sarebbe una partecipata di Novaport LCC, società russa che gestisce in proprietà e in gestione maggioritaria 17 aeroporti. Sulla reale parentela delle due società non mettiamo certo le mani sul fuoco, saranno i documenti a parlare nel momento in cui si ricorrerà o, perché no, si denuncerà. Quello che nessuno però ha smentito e che l’offerta di Novaport Italia avesse le caratteristiche di un investimento vero: 40 milioni di investimento iniziale più il mantenimento dei dipendenti attuali , 3 milioni a fondo perduto per risarcire i vecchi creditori e lavori di ampliamento per portare l’aeroporto ad un traffico di un milione e mezzo di passeggeri. Tutto con capitali propri.

Che dire….. se questo era un bluff valeva proprio la pena di andare a vederlo. Invece sono stati scelti gli advisor  a cui Stefano Vitali, indagato, aveva affidato la consulenza per il concordato, bocciato, della precedente gestione. Ça va sans dire.

P.S

“La finanza è l’arte di far passare i soldi di mano in mano, finché non spariscono.”

(cit. ROBERT W. SARNOFF)

Davide Cardone

[@DadoCardone]

 

Share

Alla Riminese

In questi giorni,  nella cronaca  locale, si concentrano  una serie di notizie che, apparentemente, sembrano confinate in spazi e ambiti singolari, ma che viste tutte insieme danno una visione di una diffusa gestione imprenditoriale “alla riminese”. Sia chiaro, non vogliamo sostenere un unico grande complotto, ne fare di tutta l’erba un fascio, ma un quadro usualmente si guarda da lontano, perché da vicino si notano solo le pennellate.

adlStamane fuori dal Tribunale di Rimini la sigla Cobas ADL (Associazione Diritti dei Lavoratori) prestava le sue bandiere a un gruppetto di operai cinesi per sostenerli nella vertenza Mare SPA.  L’ADL si è impegnata a lungo per far rientrare il fallimento dell’azienda in una curatela assegnata dal Tribunale di Rimini, poiché si era preferito, per non meglio specificate ragioni, spostare tutto in un Tribunale non competente. Infatti  l’istanza di fallimento era stata presentata a Forlì. Lo scopo? Secondo quanto dichiara l’ADL favorire una sorta di liberatoria tombale in favore di una Newco, Aliseo Investements, la quale non considera i lavoratori della Mare SPA una sua incombenza.

Il Tribunale di Forlì ha rimandato tutto a Rimini dichiarandosi non competente e così Rossella Talia, Presidente del Tribunale di Rimini, dovrà probabilmente assegnare un curatore che stabilisca come fare con le 8 (e più) mensilità che i lavoratori devono ancora avere e come dirglielo in Cinese, giacché sono quasi tutti di quell’etnia.

Non sono certo questi i Cinesi su cui punta Air Riminum anch’essa Newco subentrante a un fallimento. Questa società, sebbene ancora priva di un assetto definitivo, ha vinto a punteggio pieno il bando Enac per subentrare nella gestione dell’Aeroporto Fellini e questo senza nemmeno il bonus della “busta C”, quella che prevedeva un’offerta per l’eredità lasciata da Aeradria. Una “vittoria a cappotto” ottenuta sbaragliando società all’apparenza più blasonate, che però lascia dei dubbi. Air Riminum ha come punto di riferimento tale Leonardo Corbucci, socio (o quantomeno ex socio) di una compagine proposta a suo tempo da Vitali come soluzione di tutti i mali: Eurafrica Merchant. Sul lettino di uno psicologo, preso nel gioco della libera associazione d’idee, mi verrebbero in mente delle scatole cinesi …. ma non chiedetemi il perché. Fatto sta che le proposte di Vitali e i cinesi di Gnassi tornano in qualche modo a turbare  gli atterraggi sul Fellini. Sia chiaro … chi vi scrive non ritiene possibile che i due frontman possano in realtà muovere alcunché, ma non ritiene improbabile che, al contrario, possano venire mossi.  Solo ipotesi. Aspettiamo di conoscere l’assetto finale della Compagnia.

Certo che la formula Newco, non sottoposta alla dovuta sorveglianza, sembrerebbe un mezzo ideale per risorgere dalle proprie ceneri. Specialista delle resurrezioni è anche Lorenzo Cagnoni, che però usa una formula diversa. Ci riferiamo alla fresca fusione tra Palas e Fiera. Il Paladebit, come comunemente viene chiamata la più grande cantonata di Cagnoni, ha recentemente usufruito della variante di una variante per rendere più appetibili i terreni dell’ex fiera. Un bell’ipermercato in pieno centro e passa la paura.  Solo che la mossa non serve a garantire altro che un po’ di ossigeno, perché la folle spesa di 100 milioni di euro richiede ben altro. Molto meglio il contenitore Fiera che può parare anche i colpi più duri e non è facilmente  controllabile, come possono testimoniare i Consiglieri Comunali che hanno tentato invano  di conoscere i compensi dei dirigenti.

In tutti e tre i casi citati, attori diversi a volte incrociano i loro destini nel metodo del “alla Riminese”. Qualcuno potrebbe dire che fanno né più né meno che i loro interessi, viene però da sottolineare che ad un imprenditore “normale” certe mosse non sarebbero concesse. Questione solo di abilità? Lasciamo questa domanda decantare nella coscienza di ognuno, rassegnati al fatto che qualsiasi cambiamento, storico o meno, è sempre determinato dalla consapevolezza. Una collettività addormentata permette questo ed altro.

P.S.

Un messaggio dalla CCTV cinese : 什麼是亞得里亞海小點的名稱? (solo per solutori più che abili)

Share

Banane per tutti.

E’ ufficiale. Il virus della Renzite ha varcato i confini di Rimini.

No. Non si tratta di affiliazione politica, ma vera e propria tecnica di annuncio compulsivo, perché, se prima i nostri amministratori si difendevano dissimulando, ora addirittura attaccano slogan in resta.

Non è difficile coglierne i sintomi in giro per le faccende organizzative locali. Si parte dal presupposto che tutto deve essere mostrato sotto una luce positiva e gli altri, quelli che criticano, sono solo dei gufi. Predisposta questa base si fanno annunci su tutto senza timore di sembrare ridicoli, così le erbacce diventano “erbe erranti”, con tanto di cartello ad indicarne la presenza e i parametri spazio temporali si distorcono a piacimento rendendo possibile in soli 18 mesi il rifacimento di Ponte di Tiberio, Castello e Piazza Malatesta. Gli interventi, come dichiarato dal Sindaco, subito dopo una notte tra musica e Drag Queen, riguarderebbero pedonalizzazioni, parcheggi, piazze e Ambulanti incazzati neri, ma non neri come i VuCumprà… se no potevano rimanere.

Possibile? L’annuncio è stato fatto e lui, Gnassi, non è disposto a sopportare oltre che i suoi sogni siano definiti impossibili. Se poi per rispettare i 18 mesi l’unico intervento sarà apporre colori pop dove urina il cane, non è dato saperlo. Noi per sicurezza conserviamo il titolo e la dichiarazione.

La Renzite però non serve solo per il post festa. Dopo un Borgo Party ben riuscito (ne fanno uno così ogni 2000 anni), ma assolutamente inutile per Rimini e i riminesi, è normale che ci si giochi l’onda dell’entusiasmo per rilanciare. Se qualcuno si soffermasse a leggere i titoli piccoli potrebbe scoprire che, secondo Assoturismo-Confesercenti, la riviera è in calo del 3% per gli arrivi e del 6% per fatturato. Allora meglio il titolone grosso con la sparata, arma di distrazione di massa.

Il vero problema con la Renzite è che evita a chiunque di assumersi delle responsabilità, ecco perché nel PD sono diventati tutti immediatamente Renziani, eccezion fatta per chi non ha mai contato nulla e dunque nemmeno ha potuto sbagliare. Prendiamo ad esempio la catastrofe Aeradria. Il Gatto e la Volp…. Hem no, scusate.. volevo dire  Gnassi e Melucci escono in questi giorni con la medesima dichiarazione avendo l’accortezza di usare giornali diversi e date diverse. Concordano sul fatto che Enac ha ricevuto 4 offerte per la gestione dell’aeroporto, dunque l’aeroporto è appetibile, indi per cui sono stati tutti lungimiranti.

Se per fare un aeroporto appetibile ai privati fossero necessari 50 milioni di debiti della cittadinanza ho come l’impressione che gli aerei verrebbero tirati giù a vista con ogive da contraerea al grido di “Spendig Review!!”. Qui a Rimini il solo grido che si è sentito è quello del capogruppo PD Marco Agosta che voleva “Indebitarsi, Indebitarsi, Indebitarsi”. E’ stato accontentato.

Qualcuno, dal sottobosco piddino, ci racconta, con aria di quello che la sa lunga, che “governare è una cosa complicata”, a noi pare che, più che altro, sia una cosa che proprio non gli riesce. Ringrazieranno mai abbastanza Renzi per il rincoglionimento generale che ha saputo distribuire? Chi non ha Renzi a ispirar serenate alla luna sa che l’annuncio è meglio farlo durante il proprio mandato e non come promessa elettorale. Lo sta sperimentando il Sindaco Tosi a Riccione i cui Assessori vengono tenuti lontano dai cantieri del TRC manco fossero tagliaborse albanesi in cerca di rame e che, suo malgrado, si trova ad inaugurare cose contro cui, da oppositrice, aveva combattuto: scuole, autisti…

E i Grillini? Incensurati, ecologisti, solidali, di cazzate non ne raccontano, ma la gente vorrebbe  lo facessero perché la realtà delle cose non piace a nessuno e quei rompicoglioni vogliono addirittura che si partecipi alle decisioni. Referendum senza Quorum!? A chi!!?? Noi vogliamo qualcuno cui dare la colpa e in questo i Demokrat sono sempre stati i numeri uno ed è per sempre per lo stesso motivo che si fa fatica a trovarne due non indagati per fare delle finte Primarie.

Lasciamo perciò che ci raccontino che l’estate è andata bene, che stiamo rifacendo tutta Rimini, che il buco tra la gestione provvisoria e l’assegnazione Enac non farà perdere voli in favore di altri aeroporti e che quello di cui abbiamo bisogno è una bella festa.

P.S.

C’è chi indica la luna, chi guarda il dito che indica la luna e chi viene messo sotto mentre cerca di capire chi o cosa deve guardare, perché sarà pur vero che i sogni aiutano a vivere meglio, ma è altrettanto  vero che chi dorme i pesci li piglia in posti inaspettati.

Davide Cardone

ic_launcher_twitter

 

[@DadoCardone]

Share

Badi bene che mi denuncio!

Una volta ci si costituiva e si confessava affidandosi alla clemenza della Corte. Oggi no. Ci si denuncia, non si sa mai che alla fine si possa scendere a patti con se stessi.

Potrebbe sembrare il paradosso di una trama alla Pirandello, ma la realtà odierna, perlomeno quella politica, ha dei confini molto labili. Se esiste una lezione che Renzi ha dato ai nuovi Democristiani (PD & Co.) è che ti puoi giocare la faccia tutte le volte che vuoi, tanto nessuno se la viene a prendere.

E’ il caso, neanche a dirlo, del PD Riminese e di una delle più brutte figure che l’incompetenza politica, quella delle poltrone ad capocchiam, ha saputo generare: Aeradria. La cronaca locale ci avverte “Comune e Camera di Commercio, in qualità di soci di Aeradria Spa, hanno dato mandato alla Provincia di conferire un incarico ad un esperto legale per valutare la possibilità di esperire l’azione di responsabilità contro gli ex vertici di Aeradria”.

Detta così potrebbe suonare strana solo ai più informati, ma, districandola un po’, dovrebbe aver  senso anche  per coloro che non si sono mai interessati alla vicenda. Proviamoci: Il Comune, ossia l’Amministrazione, ossia la maggioranza che in Consiglio Comunale imponeva rifinanziamenti per Aeradria al motto del suo capogruppoINDEBITARSI, INDEBITARSI, INDEBITARSI”,  assieme alla Camera di Commercio,  hanno incaricato la Provincia, socia della società in oggetto, di trovare un legale per denunciare i vertici sempre della stessa società.

Si capisce? Non tanto vero? Proviamo in un altro modo. Gnassi, indagato per fatti che riguardano il fallimento di Aeradria, e la Camera di Commercio chiedono a Vitali, indagato per i medesimi reati, di trovare un esperto avvocato allo scopo di iniziare un’azione di responsabilità contro le cariche politiche schiaffate sulle poltrone della società aeroportuale dal loro stesso partito. Ci vuole un buon avvocato o un grande psichiatra?

Nel frattempo, mentre più di qualcuno rimane interdetto, il Movimento 5 Stelle di Rimini prova ad ormeggiare a terra i fatti con un comunicato stampa di cui riportiamo uno stralcio:

“Il M5S, già nella seduta del Consiglio Comunale del 2 agosto 2012, rappresentava al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio Comunale, apposita richiesta di avvio dell’azione di responsabilità1 nei confronti degli amministratori di Aeradria, precisando che secondo la Corte di Cassazione, in presenza di atti dannosi di cattiva gestione della società, l’Ente locale socio ha l’obbligo di proporre l’azione sociale di responsabilità nei confronti degli amministratori della società ai sensi dell’articolo 2393 c.c. e sottolineando che tale decisione non è frutto di una scelta discrezionale, ma risponde a precisi obblighi di tutela del patrimonio sussistenti in capo all’Ente socio. Anche questa proposta, al pari di quella del rinnovo dell’intero cda di Aeradria formulata già nel luglio 2011, rimase inascoltata. Nel frattempo Aeradria, dopo aver collezionato ulteriori perdite, è fallita.Ora, a fallimento dichiarato – che forse all’epoca poteva essere evitato o quantomeno contenuto accogliendo la proposta del M5S – l’azione di responsabilità da parte dei soci non è più possibile per legge, spettando al curatore fallimentare. L’art. 2394 bis del codice civile in merito all’azione di responsabilità nelle procedure concorsuali stabilisce che: “In caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria le azioni di responsabilità previste dai precedenti articoli spettano al curatore del fallimento, al commissario liquidatore e al commissario straordinario.” E’ quindi giuridicamente inspiegabile la decisione di emanare oggi un bando – con dispendio di ulteriori risorse dei cittadini – per valutare l’ipotesi di azione di responsabilità contro gli ex vertici di Aeradria”.

Già denunciare altri per fatti di cui probabilmente si verrà dichiarati corresponsabili non pare una mossa vincente, farlo poi  quando  i termini di legge sono scaduti a che serve? Forse, come stavano facendo con le rotonde di Rimini, l’intenzione era quella di “fluidificare l’asse mediano” delle pessime figure di questa Amministrazione.

P.S.

Ha fatto molto scalpore il servizio del TG2 sugli sfratti riminesi. Gloria Lisi, in tutta la sua innocenza e probabilmente nell’emozione per cotante telecamere, confessava candidamente di avere lo Sportello Sociale del Comune assediato da gente con mazzi di bollette in mano … un vanto per Rimini. Capisco che a qualcuno bisogna pur ispirarsi, ma proprio alla Gelmini no eh!?

Davide Cardone

new_twitter_bird_vector_by_eagl0r-d2yth6g-1024x576[@DadoCardone]

Share

Dissimulazioni.

Parliamoci chiaro. Le prevaricazioni viste questi giorni in Senato non sono un’eccezione,  sono anzi la pratica consolidata con cui il sistema di potere politico, risorta democristianeria, gestisce i suoi interessi dal locale al nazionale.

Le aule del Governo sono solo il recinto più in vista di varia e scadente umanità che muove i suoi primi passi nei Consigli Comunali, vera scuola del gioco sporco. Inutile ricordare che in Italia, ogni anno, vengono sciolti più di venti comuni a causa di infiltrazioni mafiose. Questo fenomeno, non imprescindibile dal sud, sembrerebbe decretare un vero e proprio federalismo criminale (altro che demaniale), ma, sicuramente, sancisce soprattutto la tendenza assoluta degli amministratori locali alla nobile arte Razziana de “fatti li cazzi tua”.

Razzi certo è l’eccellenza. Lui è talmente un purista della politica a uso vitalizio che non ha nemmeno bisogno di far finta di fare altro, anzi … se la ride con noi e rimane al suo posto,  guadagnandosi persino l’abbraccio del Ministro delle Riforme al completamento della più grande porcata della storia della Repubblica Italiana.  Ora, immediatamente dopo l’attuazione della “riforma”, non ci sarà più da temere per “qualche” pregiudicato in Senato. Prendendoli dall’allevamento dei Consigli Regionali è molto probabile che saranno tutti indagati, ma mica solo per cose di mafia eh! Ci mancherebbe. C’è anche  chi semplicemente “tiene famiglia” e concede finanziamenti illeciti al fratello. Bazzecole. Un prezzo minimo da pagare in cambio della manipolazione del Titolo V.

Razzi, si diceva, è un superlativo assoluto. Lui spicca come un diamante tagliato ad Anversa  tra le pietre grezze del vitalizio all’italiana. Gli altri devono dissimulare, che è un po’ come andare in bici a rotelle: ogni tanto qualcuno ti guarda come un pirla, ma arrivi lo stesso dove devi arrivare.

A Rimini c’è un piccolo campioncino nell’arte della dissimulazione. Un uomo che combatte il cemento favorendo la costruzione dei  centri commerciali, un Sindaco che fa spendere alla città più di cartelli colorati che di lavori stradali, un Primo Cittadino che trova odiosa illegalità, figlia dell’egoismo e dell’arroganza, la scritta con un pennarello su un muro, ma lettere di patronage ad aeroporti falliti, TRC che buttano giù proprietà con la sola occupazione provvisoria e ruote panoramiche abusive li trova tutti atti progressisti.

A proposito…. Avete letto di come si sia autoproclamato guardiano della notte di Gotham-Rimini? Praticamente lui da solo ha immobilizzato 3 vandali imbrattatori. Non ho capito bene cosa sia successo, ma immagino che con la mano destra ne abbia fermato uno, con la sinistra un altro … e il terzo? E la bicicletta con cosa la teneva? Sembra la barzelletta del cacciatore che mette in fila i tre leoni. Comunque questi tre, di taglia media, li ha catturati e … dovevate vedere quelli che sono scappati. Pare che li abbia anche costretti a cominciare una sorta di pulizia delle scritte con prodotti recuperati non si sa bene come.

Il messaggio  è chiaro no? Santa Giustina può morire nello smog per il completamento del depuratore pagato da tutta la Provincia e con il quale Hera servirà anche il cliente San Marino, i Teleriscaldati possono scegliere se morire di freddo o intossicarsi con delle stufe a petrolio, 10 km di costa possono essere deturpati dall’autobus più stupido e costoso del mondo, ma….. non scrivetegli con quel cazzo di pennarello nei sottopassaggi, altrimenti diventa una bestia. Dissimuliamo.

P.S.

A proposito di peculiarità Sindacali. Renata Tosi, Sindaco di Riccione, è stata chiamata dai Carabinieri per essere identificata riguardo ai fatti sul cantiere riccionese del TRC. Potevano dirglielo prima delle elezioni che Gnassi era Sindaco Emerito  di Riccione, magari avrebbe promesso di meno.

Davide Cardone

new_twitter_bird_vector_by_eagl0r-d2yth6g-1024x576[@DadoCardone]

Share

Un tranquillo Martedì di Procura

All’indomani dell’addio, o dell’arrivederci, dell’unico Pm  che abbia mai smosso le acque nel placido laghetto del PD Riminese, Gemma Gualdi, la magistratura  è sollecitata da superlavoro di origine Piddina. Ultimamente si ha come l’impressione che se non fosse per quel 40%, che da voto assolutamente non politico è diventato la riscossa dei Democrat, al Capo della Procura Giovagnoli converrebbe chiamare indietro la Terminator milanese.

In questo tranquillo martedì mattina di giugno, oltre al consueto lavoro che Rimini dà in abbondanza, in Procura si sono trovati altre due belle gatte da pelare, entrambe di origine politica. La Prima riguarda un esposto presentato dai tre Consiglieri riminesi del Movimento 5 Stelle (Luigi Camporesi, Gianluca Tamburini e Carla Franchini) e la seconda è una raccomandata a voce portata direttamente dal Neo Sindaco di Riccione Renata Tosi.

CatturaProcediamo con ordine. Il primo esposto , ampiamente annunciato, è un atto dovuto da parte dei Consiglieri del Movimento perché è il rilievo di una irregolarità a proposito della Manovra Salvapalas, fatta già notare nel consesso del Consiglio Comunale, ma nei riguardi della quale molti hanno preferito “fare gli scemi per non andare in guerra”. Nello specifico il documento degli uffici comunali con parere di regolarità nei confronti della variante che aumentava il valore del terreno ex auditorium, con piscina, centro commerciale e palazzine sovietiche, recava sotto il parere contabile una sigla senza timbro del ragioniere capo. Sciocchezze? Non tanto, se si prende nota che il ragioniere capo è la Dottoressa  Vandi, altrimenti identificabile come  la moglie di Lorenzo Cagnoni, colui al quale, proprio con quel disposto, vengono tolte le castagne dal fuoco.

Rilevata l’irregolarità il Consigliere Camporesi è intervenuto sull’ordine dei lavori chiedendo: il nome che si voleva rappresentare con quella sigla priva di timbro,  se nel caso specifico sussistevano gli obblighi ex art. 49 del Tuel (conflitto di interessi) e  la sospensione della seduta per accertare i fatti. Ovviamente (“ovviamente” per gente del PD si intende) la seduta non fu sospesa, i fatti non vennero accertati e il tutto fu condito dal sacro terrore di nominare il Ragioniere Generale a microfono aperto… non si è capito bene il perché (bugia), forse perché se nominato tre volte appare e si porta via l’anima e il gettone di presenza del Consigliere più anziano a disposizione.

pinoL’altro esposto  fresco di giornata, non annunciato, ma prevedibile,  è di gusto più pirotecnico.  Il metodo AM, quello di mettere la gente davanti al fatto compiuto e vedere poi se sussistano o meno estremi da denuncia, è stato messo in atto contro i pini lungo la ferrovia di Riccione. Quella che, secondo il nuovo Sindaco Renata Tosi, non è altro che una ritorsione all’indomani della disfatta politica del Centro Sinistra (qualsiasi cosa esso sia), è stata fermata appena in tempo dai cittadini riccionesi che hanno prontamente occupato il cantiere. Caduto sul campo un povero pino, il primo della fila dei 200.

Il TRC dunque continua ad esacerbare gli animi dei cittadini, che rischiano denunce per interruzione di cantiere pur di fermarlo… e pensare che la chiamano opera pubblica. Il dilemma dell’estate, o delle ultime 20 estati perlomeno, è: il TRC si può fermare? Mentre comunisti da poco quarantenni rivendicano battaglie cominciate 15 anni fa, ma mai portate a termine, Agenzia Mobilità, presieduta solo casualmente dalla nipote di Maurizio Melucci, procede alacremente cercando di portate l’opera oltre il punto di non ritorno che, secondo alcuni, è già stato raggiunto. Secondo chi vi scrive invece, tanto è stupida e onerosa da gestire quest’opera, il punto di non ritorno è l’inaugurazione della stessa: a Rimini persino un aeroporto portatore di indotto è stato fatto fallire, figuriamoci un autobus che, solo per sostituire una tratta già percorsa i 10 modi diversi, è costato 100 milioni di Euro.

In ogni caso queste sono le novità di giornata per il Procuratore Capo. Quanto presto sentirà  la mancanza di Gemma Gualdi, l’unica che aveva osato guardare dentro il vaso di Pandora Riminese? Non lo sappiamo, ma sicuramente non vogliamo credere ai maliziosi che invece considerano la richiesta di trasferimento un sollievo per molti in Procura.

P.S.

Tosi non era nemmeno arrivata sul cantiere che già si dicevano sconfessate le promesse elettorali. E’ incredibile che le persone abbiano così poca pazienza con un Sindaco che deve ancora stirare una volta la fascia, mentre ad altri, che da anni scrivono t’amo sulla sabbia, sia concesso di dire qualsiasi sciocchezza.

Davide Cardone

new_twitter_bird_vector_by_eagl0r-d2yth6g-1024x576[@DadoCardone]

Share

Ennesima avanzata del T.R.C. alias eravamo in guerra e non lo sapevamo

Lettera Aperta ai riccionesi.

Carissimi rappresentanti del partito democratiko, altre forze politiche, concittadini tutti.

Abbiamo compreso di essere in piena strategia. Un’aurea quasi militaresca è scesa in ogni angolo di questa città, dove si sente forte odore di generali e colonnelli. Ma è un odore acre, forte, puzza.
Lo stesso clima di tattiche e contro tattiche lo si vede in tutta la provincia ed a livello nazionale. Annunci farsa e poi boom, la verità arriva impietosa sulle enormi balle delle forze politiche che hanno governato queste lande [feudi?] negli ultimi 40 anni.

Avrete quindi sicuramente notato che alla cittàed ai suoi abitanti la si racconta sempre; prima che l’inceneritore sarebbe stata un’opera strategica; anche l’area del Marano è divenuta improvvisamente strategica per il suo indotto; è diventato strategico pure il Palacongressi; così lo è divenuta la terza corsia dell’autostrada; idem Aeradria era strategica [bada bene Aeradria e non l’aeroporto Fellini]; così le tante piscine sono state a loro modo strategiche; lo è stata la cementificazione selvaggia che ha visto protagonista anche l’ultimo consiglio comunale; oggi lo è il T.R.C. e anche la statale 16.

Apparentemente la vostra opera è sbagliata su tutta la linea, perlomeno, dagli intenti ai risultati sembrerebbe che i vostri generali e marescialli abbiano fallito in ogni opera che siano riusciti a toccare: dei Re Mida al contrario.
Molti di loro si chiedono quali saranno le maledette sfortune che li perseguitano e che imperversano nel nostro territorio?
Noi lo sappiamo, tutti le temono e nessuno le menziona, al solo accenno i marescialli si toccano per scrupolo: si chiamano Procura della Repubblica e Tribunale Amministrativo Regionale!
Provate anche voi cittadini, entrate in un luogo di consistente presenza politika e pronunciate l’anatema… a breve noterete defilarsi i primi marescialli timorosi e in men che non si dica il luogo rimarrà vuoto.
A giudicare dai numeri hanno fallito, ma imperterriti sono ancora arroccati nelle segrete stanze a parlare di tattiche e strategie. Ad un occhio attento potrebbe anche risultare che determinati interessi siano invece stati salvaguardati.

Eppure siete stati tutti avvisati per tempo. Sono anni che ci si confronta su questi temi, ma anche nell’ultimo consiglio comunale è emerso chiaramente il rifiuto di affrontare il volere di 7.500 firme dei cittadini contro le attuali politiche dei rifiuti, pari al rifiuto di indire un referendum corredato di 4.000 firme sul TRC, portato sui banchi del consiglio negli anni passati.

Ora, prima che ci raccontiate dell’ennesima mirabolante impresa a cui vorrete assoggettare questo territorio ed i suoi già provati abitanti, vorremmo parlarvi noi di strategie.

Riguardate i risultati;

  • la strategicità dell’inceneritore è diventata utile netto per una società privata, maggiori costi per la comunità, probabilmente ulteriori aggravi per la salute dei cittadini e un oscura ombra data dalla possibilità di bruciare maggiori rifiuti “stranieri”, questo qualora la raccolta differenziata funzionasse ancor di più con il porta a porta;
  • se l’A14 doveva ridurre enormemente l’impatto ambientale e la quantità delle micro polveri [PM10 e PM2.5] in sospensione nella nostra aria, è anche vero che i dati forniti dagli enti preposti ci assicurano che l’inquinamento è aumentato enormemente;
  • il Palacongressi vuoto per buona parte dell’anno e con costi di gestione astronomici riesce a malapena a coprire le sue spese, ma il debito rimane da estinguere a carico di tutta la cittadinanza;
  • il Marano è rimasto uno spettacolo indegno e anzi è diventato un concentrato di criminalità, prostituzione, spaccio, degno dei peggiori quartieri romanzati;
  • Areadria è fallita con un debito di 52 milioni e probabilmente ancora non abbiamo visto la fine della coda, visti i recenti indagati illustri;
  • le piscine sono tutte lì, inutili, a dimostrare l’inefficienza e la corruzione;
  • il T.R.C. è oggi sotto gli occhi di tutti e vedremo ben presto il conto amaro di questa mirabolante opera strategica se noi tutti non adotteremo una controtattica;
  • lasciamo perdere la SS16 affiancata alla A14 che per quanto evidentemente dannosa sarà soggetta ad approvazioni di difficile esito.

La vostra strategia è quindi a noi chiara: aumentare il cemento e l’accentramento del potere economico in quest’area.

La nostra strategia è notevolmente diversa, vorremmo infatti chiedere ai politicanti di ordinare ad A.M. [Agenzia Mobilità] l’interruzione delle ostilità, ehm, di interrompere l’avanzamento del cantiere T.R.C., anche in virtù delle dichiarazioni fatte dai candidati sindaci e dalle possibilità di intervento date dalle loro conoscenze ( vedi i renzisti e i lupisti presenti nel territorio ).
Questo almeno fino alla prossima tornata elettorale, in modo da dare alla prossima giunta a 5 stelle la possibilità di verificare l’entità del danno e quindi chiedere ai cittadini, tramite apposito quesito referendario, l’esito del TRC sulla base di dati certi e di un processo divulgativo.

Chi è d’accordo metta il dito qui sotto.

freccia_mele_loghi_title2

Share

Mi ero preparato sull’Egitto…

Ognuno di noi, ne converrete, ha avuto almeno un compagno di classe che, durante tutto il ciclo scolastico,  era famoso per essersi preparato su un solo argomento. Io ce l’avevo e l’unica cosa che avesse mai studiato erano gli egiziani. Ovviamente gli egiziani venivano insinuati  qualsiasi fosse l’argomento d’interrogazione, persino la Rivoluzione Francese. Gli bastava un piccolo gancio tipo che Napoleone era andato a bersagliare a cannonate il naso della Sfinge (falso storico) e alè.. diventava un trattato sugli egiziani.

Il mio compagno egittologo mi è venuto in mente proprio stamani perché leggendo i giornali, in questo primo rodaggio estivo offerto dalla Pasqua, mi sono accorto che il nostro Primo Cittadino è saltato in piedi sul banco gridando: QUESTA LA SO!

Dopo l’ennesimo inverno passato al focolare del Masterplan (qualsiasi cosa esso sia) è tornata la sua stagione e si è ringalluzzito. La sua “traiettoria”, parola che ripete ossessivamente da quando qualcuno (probabilmente l’azienda di soggiorno di Friburgo) gli ha impedito di nominare la località teutonica, lo porta dalle ordinanze contro l’affollamento  delle abitazioni a proposte di legge sui canoni demaniali personalmente inviate a Roma, saltando malamente i suoi parlamentari di riferimento.  Pare che stia addirittura cercando di “deombrellonizzare” la Riviera… o forse usando termini del genere sta solo cercando di attirare l’attenzione di Crozza.

Per inciso: il mio compagno di scuola non è diventato un egittologo e non vedo perché uno che ha studiato solo la Notte Rosa debba fare il sindaco. Nella Rimini destagionalizzata i problemi durano tutto l’anno, avere un Primo Cittadino che praticamente fa la stagione è un bel controsenso, lo dimostrano la paralisi sulle questioni importantissime di Rimini (leggasi mobilità) e la scarsa incisività su partite come lo sfacelo portato dalla difesa dei soliti interessi Riminesi. Le folli spese di Aeradria, Palas, TRC, sono li a suscitare un : Cui Prodest?

Chi vi scrive una certa idea se l’è fatta, ma, onde evitare denunce, si limita a constatare i fatti e ad esercitare il suo costituzionale diritto di critica. Che il Sindaco e il Presidente della Provincia siano indagati per aver malinteso la portata dei loro poteri (vedi lettere di comarketing) è un fatto, ma non è il solo indicante gestione grossolana della cosa pubblica, se dopo questa sia causata da imperizia, disinteresse, o altre volontà non sono io a doverlo stabilire. Fatto stà che  l’atteggiamento alla “va la che va ben” potrebbe aver lanciato messaggi sbagliati.

Un esempio su tutti. Avete presente Massimo Masini? Il Presidente di Aeradria, nonché responsabile formale della sua fine? Dai… quello che nonostante sia stato sfiduciato dal Consiglio Comunale di Rimini è rimasto al suo posto per due concordati fino a conclamato fallimento? Esatto lui. Bene… costui si voleva far mettere tra i creditori di Aeradria per  109.783,96 € (anche i centesimi ci ha messo).

Ma non è mica il solo eh! Tra pretese individuali e societarie, fra cui anche istituti di credito,  c’è da fare interessanti scoperte. E’ il caso di Deloitte & Touche Spa, revisore dei conti, che i conti li dovrà fare senza gli 89.433,38 €  di parcella richiesti perché, secondo il curatore fallimentare, si è limitata a rilevare solo in parte le gravi carenze dei bilanci non ottemperando al compito assunto.

Lo stesso vale per l’intero collegio sindacale: Giuseppe Selvaggi (1.656,30€), Roberto Serrentino (31.858,12€), Fabio Faternali (87.426,97), Giovanni Aurigemma (22.842,78€) e Giovanni Benaglia (108.267,80€). Nessuno, per il Dott. Renato Santini, deve avere niente, perché tutti colpevoli di varie omissioni, tra cui l’adozione di tecniche di redazione dei bilanci di esercizio idonee ad ostacolare e/o ritardare la percezione in capo ai creditori, ai terzi ed agli altri strumenti di controllo, del dissesto sociale e della perdita di continuità aziendale.

A chiedere soldi ci hanno provato un po’ tutti, anche chi era palesemente meglio che non lo facesse e per cifre anche molto più alte. Anche Riviera di Rimini Tour e Air, le due società che avevano fatto esclamare al Procuratore Capo di Rimini, Paolo Giovagnoli, “Ormai è una specie di farsa. Che Air e RdR fossero un  tutt’uno con Aeradria è noto.” , erano in fila rispettivamente per 8.168.114,00€ e 332.371,86€. Salute. Tra le già fallite ci  prova anche WindJet con 17.046.378,22€, ma non ci riesce nemmeno lei.

Che dire poi degli istituti di Credito? A parte Carim che non avrà i suoi 8.765.959,36€, perché ritenuta corresponsabile del dissesto, si leggono vere e proprie meraviglie di magia creditizia come quella di Banca Carige che, per il Curatore, non deve avere 1.396.194,55€, perché la richiesta manca della prova dell’avvenuta erogazione. Come sia possibile non lo voglio nemmeno sapere.

Tutto ciò, secondo chi scrive, rivela l’esistenza di una cultura secondo cui, anche se non si è capaci di fare il proprio lavoro o non si è voluto farlo nella maniera corretta, non si è disposti a mollare l’osso neanche dopo le estreme conseguenze. I fatti ci parlano di questo. Ritornando alla metafora iniziale se pure a scuola l’alunno monoargomento poteva risultare simpatico e addirittura trovare la comprensione di qualche insegnante misericordioso, poi nella società civile non si può permettere che uno, preparato solo sugli egiziani, decida  per milioni di euro… sarà un disastro annunciato.

P.S.

Oggi interroghiamo….. Gnassi venga lei, ma l’avverto non mi parli della Notte Rosa, se no le metto 4.

Davide Cardone

new_twitter_bird_vector_by_eagl0r-d2yth6g-1024x576[@DadoCardone]

Share

L’Indotto.

Indotto. Quante volte avete sentito questa parola? Praticamente ogni  partita pubblica di Rimini viene considerata in relazione a questo termine, soprattutto quando le cose vanno male. E’ sopportabile accumulare debiti enormi per quello che talune attività portano di riflesso alla Comunità? Sarebbe ora di farsi un calcolo serio, soprattutto visto che non avendo più sovranità monetaria la stamperia ha chiuso i battenti.

Questo valore, che pare lievitare a seconda delle necessità politiche, è più simile alla casella opportunità del Monopoli che ad un fattore realmente preventivabile.  Basta vedere come la risultante del calcolo sia stata fatta aumentare in maniera proporzionale ai problemi che saltavano fuori dall’aeroporto fino a raggiungere il jackpot di 1 miliardo di Euro.

Cifre tonde, che colpiscono. Un miliardo di Euro, un milione di passeggeri…. No, non preoccupatevi se l’associazione immediata del vostro pensiero  ha fatto apparire un milione di posti di lavoro, il principio è medesimo ed anche la sensazione di fastidio che ne consegue. Il milione di posti di lavoro non si è visto come del milione di passeggeri si è fatto fatica a trovarne nemmeno la metà,  sebbene il comarketing pagasse loro il biglietto.

Esiste però un derivato più sicuro e più calcolabile, quello criminale. Ancora non sappiamo molto, ma forse tra qualche tempo il pregevole lavoro del PM Gemma Gualdi potrà darci la misura di un prodotto che invece di portare risorse alla cittadinanza ne sottrae. Anche se già sospettavamo che quell’aeroporto,insegnatoci come strategico, quello con un milione di passeggeri, non poteva essere fallito solo per crisi e stupidità, oggi viene fuori che qualcuno, probabilmente,  si stava procurando guadagni molto più sicuri di quelli destinati ai fruitori d’indotto.

Un articolato abuso d’ufficio, secondo quanto contestato dalla Procura, sarebbe servito a coprire una frode nelle pubbliche forniture, nonché una truffa aggravata ai danni dello Stato. Tra Rimini e Forlì, guarda caso i due aeroporti falliti, società con Durc falsificato fornivano servizi approssimativi allo scopo di spendere il meno possibile e di tenersi i contributi previdenziali…. Un indotto da 12 milioni di Euro, questa volta sicuramente calcolabile.

Noi di Citizen, non avendone qualifica ne diritto, ci asteniamo da dare suggerimenti di approfondimento, ma non possiamo esimerci dal prendere nota e dal chiederci se dietro alle altre invulnerabilità da indotto ci sia altrettanta leggerezza.

P.S.

Trafficanti di droga e Papponi ringraziano per la destagionalizzazione, la prosperità degli altri è ancora in attesa.

Davide Cardone

new_twitter_bird_vector_by_eagl0r-d2yth6g-1024x576

 

[@DadoCardone]

Share

Corsi e Ricorsi.

Avete presente la teoria dei Corsi e Ricorsi Storici? Quella di Giambattista Vico? Per chi non conoscesse il filosofo napoletano del 1700 la sua teoria elaborava il concetto secondo il quale esistono dei cicli nella storia che si ripetono secondo la volontà della Divina Provvidenza.

Certo il 2014 è molto diverso dal diciottesimo secolo, c’è molta meno Provvidenza e i ricorsi storici sono molto più veloci, lo potete vedere per esempio da quante volte, dagli anni 70 ad oggi, i pantaloni sono diventati a zampa d’elefante per poi tornare a sigaretta. Ai tempi di Giambattista la calzamaglia andava già da 100 anni.

Dunque per limiti epocali la teoria dei Corsi e dei Ricorsi Storici non poteva avere la prospettiva che abbiamo noi oggi. Non che questo ci serva ad imparare, ci mancherebbe! Prendiamo ad esempio il Ricorso Storico della Dolce Vita, ossia il periodo in cui una certa parte della popolazione senza saper fare assolutamente nulla occupa posti di rilievo e ha l’unica preoccupazione di farsi raccontare o fotografare (dipende dal periodo storico ovviamente). Per questa minoranza la Divina Provvidenza è qualcosa di estremamente reale.

Basta avere qualcosa da rappresentare. Come al Marcello Rubini di Felliniana memoria bastava sostenere di avere un libro da finire, per definirsi scrittore, così ai nostri moderni Renzie basta dire di voler “cambiare verso” per essere serviti come grandi statisti. Purtroppo che la gente abbocchi o meno non è dato saperlo fino alla prima verifica diretta… e come il libro non viene completato, così le elezioni vengono allontanate.

L’esempio però, badate bene, non si esaurisce nei massimi sistemi.. anzi sarebbe atto di incuria parlare solo dei mestieranti nazionali. Qualcuno mi saprebbe spiegare ad esempio perché ad Andrea Gnassi e  Stefano Vitali è permesso parlare ancora dell’aeroporto?  Mi devo spiegare meglio?

Uno firma lettere di patronage a sua insaputa, l’altro chiama in causa gruppi lombardo-libanesi  come nelle peggio trame degli anni ’80, mentre l’unica cosa che avrebbero dovuto fare entrambi, come rappresentanti della maggioranza del CDA di Aeradria, sarebbe stato chiedere conto delle perdite e ripulire dalle cariche politiche Consiglio di Amministrazione e poltrone dirigenziali.

Oggi a fallimento conclamato, anche in Cassazione, non solo gli si permette di sparare slogan tramite i quotidiani, ma c’è pure qualcuno che si pregia di fargli eco. Come al solito la discriminante è la realtà, ma quanti ormai la sanno riconoscere in questo periodo di collettive allucinazioni multimediali? Non lo so, ma gli indizi che aiutano a capire ci sono e sono anche belli grossi. Prendete ad esempio le ultime dichiarazioni del magnifico duo:

“Faremo di tutto affinché l’aeroporto non resti chiuso un solo giorno”

Poi arriva al Fellini Riccardo Nencini, vice di Lupi al Ministero per le Infrastrutture, proprio per parlare del da farsi  e non trova a riceverlo ne il Direttore Generale, ne il Curatore Fallimentare. Gnassi e Vitali? Non c’erano, ne sono sicuro, se no avremmo la rete impestata di loro foto col Vice Ministro. Dov’erano? Forse il Primo Cittadino stava finendo di scrivere un GnassiPlan o forse il fax con l’avviso l’avranno mandato al numero sbagliato, come usa fare Anas quando c’è da bloccare la viabilità.

Però c’è da dire che questo non rende la dichiarazione di cui sopra meno veritiera, la rende solo incompleta. La versione integrale dovrebbe essere: Faremo di tutto, tranne quello che serve. Ora il problema è: per quanto dobbiamo continuare con questo stato di cose? Intendiamoci. Io non ho nulla contro i Gagà, presi a piccole dosi sono anche simpatici, ma non è che possiamo pretendere che amministrino qualcosa, non è nella loro natura.  Allora un appello  ai cittadini Riminesi.  Basta, interrompiamo il ricorso storico della Dolce Vita. Liberiamo queste anime sensibili allo spettacolo e destiniamole a palcoscenici più consoni.

P.S.

Onestamente… questi insieme sono meglio di Ric e Gian. Potrebbero essere lo spettacolo di punta  di tutte le feste paesane, dalla Sagra dello Strozzaprete alla Notte Rosa. Liberateli.

Davide Cardone

new_twitter_bird_vector_by_eagl0r-d2yth6g-1024x576[@DadoCardone]

Share

La Grande Vergogna.

Il coniglio è tornato a casa, se mai si fosse mosso da li.

La storia che vi vogliamo raccontare in questo articolo parla di una città abbandonata, Rimini, un partito politico, il PD e della grande incapacità della politica di rendere conto del proprio operato. La storia comincia molto tempo fa, ma il coniglio della prima riga ha solo un anno, anzi poco meno, perché ne è stata denunciata la fuga 11 mesi fa.

Era infatti marzo quando il prode Gnassi dichiarava ufficialmente guerra al cemento, ma in realtà convocava commissioni e consigli comunali, nel tempo record di 72 ore. al fine di togliere indici di edificabilità a privati e proporre variantone epocali. A quel tempo la minoranza e  in particolare i 5 stelle, allarmati dalla improvvisa iperattività del Consiglio Comunale meno frequente d’Italia (Comuni commissariati a parte), si smarcarono da prese di responsabilità che non gli competevano, alzandosi al momento del voto. Pratica usuale delle opposizioni e comunemente praticata per dare un segnale di estraneità politica.

La Maggioranza calcò la mano sottolineando il segnale di discontinuità con vari epiteti quali: “galline in fuga”, “conigli”, “siete andati a nascondervi nei bagni”. La scelta di puntare il dito fu dettata, oggi lo sappiamo, dalla scarsa conoscenza del quadro generale di Rimini e nell’eccessiva fiducia  nelle capacità della Giunta Gnassi. Certamente ognuno di loro avrà sentito parlare del “cadavere del nemico” da aspettare comodamente seduti sulla riva del fiume alla maniera di Confucio, quello che però non avrebbero mai sospettato era che presto quel cadavere l’avrebbero interpretato loro.

Da allora sono passati 11 mesi nei quali la Maggioranza e la Giunta hanno inanellato pessime figure, oltre che nell’incapacità gestionale, anche nell’intraprendere un percorso partecipativo con la cittadinanza. Alla prova dei fatti, ad ogni Consiglio Tematico promosso dalla Minoranza e digerito per regolamento dalla Maggioranza, è corrisposta l’evidenza di una drammatica approssimazione riguardo a competenze e conoscenze. Di questo comportamento Citizen vi ha reso conto in diversi articoli del passato. Teleriscaldamento, Aeradria, Santa Giustina, ponte di via Coletti, V Peep ecc., un’emorragia elettorale in termini di consensi e cittadinanza allibita, perché quando tocchi la politica con mano ti rendi conto di tante cose.

Nel frattempo maturava anche un’altra drammatica situazione. Il Palas, chiamato dai più  Paladebit, si accasciava nell’inedia e nell’impossibilità di pagare i suoi debiti fino a giungere alla situazione attuale. Milioni di euro di mutuo, accesi con Unicredit e MPS, non pagati e non pagabili. Difficile per questa Amministrazione giustificare la mancanza di una proposta che non andasse contro tutto ciò che era stato predicato fino a quel momento: la guerra al cemento, una finta guerra per cui hanno chiamato conigli tutti gli altri.

Eh si perché l’unica possibilità di salvare il Palas, per loro, è una bella colata di cemento che, i geni del PD, tentano di coprire sotto il nome di Acquarena. Una pozza di 25 metri, che dovrebbe rappresentare una  piscina comunale, con relativa edificazione residenziale, commerciale e, ciliegina sulla torta, una bella Conad…, giusto per gradire.

Pubblicamente, economicamente e politicamente ingiustificabile, ma altrettanto difficilmente spiegabile sarebbe la brutta svendita del bene per il quale sono state messe a garanzia quote sia pubbliche che private, in un turbinio di percentuali in stile Holding. Non sappiamo in che stato sia la Camera di Commmercio, ma la Provincia ha già dichiarato di non poter far fronte ai suoi impegni e pare proprio che il Comune (a sua insaputa… ci mancherebbe!) sia pronto ad un’altra figura modello Aeradria.

Come si fa a spiegare tutto ciò ufficialmente in un Consiglio Tematico? Semplice, si diserta. Così ieri sera, 6 marzo 2014, il Partito Democratico e le due inutili stampelle che l’appoggiano in Maggioranza hanno preferito dichiarare che il cane gli aveva mangiato i compiti, che non è proprio corrispondente alla ridicole giustificazioni addotte, ma da l’idea dell’immaturità e dell’impreparazione del loro bagaglio culturale e politico nella la gestione del bene comune. Desolato il solo Brunori si guardava intorno chiedendosi dove fosse andato a nascondersi Capitan Schettino.

La scusa ufficiale è stata che la Minoranza ha abusato, a fini strumentali, dei consigli tematici convocandone troppi (nel regolamento comunale non esiste un limite numerico) e che, per fare pari con la sospensione di una seduta recente (nella quale il numero legale è mancato per assenze della Maggioranza), il PD non intende concederne più. Una motivazione che lasciamo giudicare ai lettori. A questo punto è importante sottolineare che non è facoltà della Maggioranza concedere Consigli Tematici, in quanto questi vengono da regolamento svolti dopo la raccolta di 7 firme di Consiglieri, siano essi in Maggioranza o in Opposizione. L’unica cosa che si può fare per impedirli e far mancare il numero legale, esattamente come hanno fatto stasera i coraggiosi guerrieri della coerenza a qualsiasi costo.

E’ buona norma, in un articolo, non dare opinioni personali, ma visto che questo è solo lo scritto di un comune cittadino, l’invito  a lasciare il lavoro di Consigliere a chi ha la voglia, la capacità e l’orgoglio di farlo, pare d’obbligo.  Molte volte è stata fin troppo palese la mancanza di conoscenze e competenze sulle decisioni che sono state adottate, ma almeno c’era una qualche forma di assunzione di responsabilità. Oggi è caduto anche l’ultimo velo.

Riprendetevi il coniglietto e andatevene. Il PD Riminese anche senza opposizione è improponibile, ne abbiamo evidenza, ma con una seria opposizione non ce la può proprio fare.

P.S.

Il Primo Cittadino non c’era… figurati gli altri.

Davide Cardone

new_twitter_bird_vector_by_eagl0r-d2yth6g-1024x576[@DadoCardone]

Share

Repubblica (Im)Popolare Riminese

china-china-the-flagQuesto comunicato è diretto a chiunque abbia la possibilità di leggerlo fuori dai confini della Repubblica Popolare Riminese. Sto usando un collegamento clandestino alla rete nella speranza che io possa essere ascoltato da qualcuno che non subisce l’influenza della Propaganda.

Quello che i mezzi di comunicazione vi fanno vedere è falso. Il Partito Unico tiene tutto sotto controllo e la Repubblica di popolare ha ben poco. Sono consapevole dell’immagine che avete di noi: allegri pataca vestiti di rosa che passano da un Dj set all’altro con nessun’altra preoccupazione che non sia twittare un nuovo tipo di piadina menta e cozze. Non è così.

Noi siamo come voi, come voi abbiamo delle famiglie e come voi abbiamo bisogno di strade, ponti, aria buona, opportunità di lavoro, diritti garantiti e saggi amministratori. Purtroppo la nostra vita è decisa nella sua totalità dal Direttivo del Partito Unico che, a sua volta, è comandato dalla Plutocrazia dei due Presidenti Fu Cagnon e Mel Uh Xi, il cui braccio esecutivo è   Gna Tze Tung.

Il popolo viene mosso e indirizzato con la teoria dell’Indotto, una sorta di spread territoriale, differenziabile solo da se stesso,  molto facile da rappresentare visto che i dati sono difficilmente quantificabili. In nome dell’Indotto, interesse pubblico supremo, il Direttivo del Partito Unico si assolve da qualsiasi cosa: ad esempio può buttare milioni di euro in un aeroporto che per farlo usare dalla gente gli devi pagare il biglietto.

Voi, nelle democrazie del resto del mondo, avete un detto: Not in my back yard (non nel mio giardino)  Noi, nella Repubblica Popolare Riminese, ne abbiamo un altro: Everything in my fucking backyard, nel senso che non conoscono un altro fottuto posto dove andare a costruire. In nome e per decisione solo loro costruiscono depuratori e centrali biogas a monte senza fare strade per raggiungerli, innalzano fiere inutili in centro ed edificano migliaia di metri quadri di costruzioni dandoci in cambio una pozza da 25mt. Loro lo chiamano …. Lotta al consumo del territorio.

Il nostro corpo è oggetto di martirio per il divertimento gli amministratori della dinastia Hera (intraducibile in italiano). Antenne sulla testa, biodigestori nei polmoni e metropolitane di costa nel…. Vabbhè lasciamo perdere.  Per non parlare poi del nostro diritto. Nulla è rimasto pubblico nella Repubblica. L’acqua non è nostra, le reti del gas non sono nostre, l’immondizia che differenziamo non è nostra e ci viene il sospetto che quando saremo morti ci seppelliranno con le natiche fuori dal tumulo per parcheggiarci le loro biciclette di amministratori ecologisti.

Se tu che stai leggendo abiti in un’altra Repubblica, sotto un’altra legge, aiutaci a rendere nota la nostra situazione. Quando vedi in televisione tutte quelle quelle persone sotto la ruota, simbolo della Repubblica Popolare Riminese, con le mani in alto sappi che non stanno ballando… si stanno arrendendo.

P.S.

In caso ti capitasse di vedere quelli di Friburgo chiedigli scusa da parte nostra e spiegagli una cosa. Se si sentono citati come modello e poi venendo qui si accorgono che non gli assomigliamo nemmeno per sbaglio, chiariscigli che non è colpa nostra… è Gna Tze Tung che se la vende così.

N.B.

Qualsiasi riferimento a fatti e persone realmente esistenti è frutto della vostra immaginazione

Dado Card Hong

[@DadoCardone]

Share

Zero in condotta.

bart-lavagna_squolaIn questi giorni sul Resto del Carlino di Rimini sono state prodotte le pagelle di metà legislatura. Inutile sottolineare quanto fosse difficile parlare bene dell’operato del Primo Cittadino ed infatti proprio non hanno potuto. Certo sono stati molto educati nelle critiche come si confà a dei seri professionisti e, per equilibrare, hanno dovuto mettere, alla fine della scarna edizione, una bella lettera di un’albergatrice entusiasta e grata per la benedizione del capodanno più lowcost del mondo.

Alla fine della bonaria tirata d’orecchi si è concluso che il Primo Cittadino è comunque un buon Assessore al Turismo e dunque si può rimandare la stroncatura definitiva. Perché rompere i rapporti con un Sindaco con ancora due anni e dispari di legislatura?

Noi di Citizen non ci sentiamo di condividere quest’analisi forse perché non considera il voto in condotta. Dunque, per seguire il gioco del rendimento scolastico, abbiamo qualche ulteriore riserva. L’alunno in classe prende in giro i compagni in sovrappeso, si assenta spesso con giustificazioni generiche, si appropria dei compiti a casa di altri (leggasi: il federalismo demaniale non è certo farina del suo sacco), si interessa solo alle feste e da la colpa del suo scarso rendimento a tutti tranne che a se stesso. Basta una striscia gialla da 660 mila euro per essere rimandato a settembre? Perché, siamo sinceri, il resto sono cose da Assessore al Turismo, come sottolineato anche dal giornalista del Resto del Carlino.

Siamo sicuri che a questo punto molti pacifici cittadini, appollaiati sul loro status quo, staranno meditando di chiudere questo pedante articolo che non tiene in considerazione i successi del loro Sindaco. Dunque, per capire l’esatta situazione a cui ci si attesta con un Primo Cittadino che “ma si in fondo è un buon assessore al turismo” preferiamo darla a Rimini la pagella. Ecco le materie.

Aeradria: parzialmente, ma in gradazione altamente significativa, la situazione della società che gestiva il Fellini era stata resa nota nel 2011, in un famoso Consiglio Comunale. La posizione debitoria è stata volutamente ignorata, lo dimostra il fatto che invece di correre ai ripari e dimettere il Presidente Masini (come chiesto dal Consiglio Comunale) si  è continuato con slogan dell’indotto che giustifica tutto.  Impostazione che non è piaciuta alla Procura, come pure non sono piaciute le lettere di Comarketing che Gnassi e Vitali hanno firmato a loro insaputa.

Distratti. Voto 2

TRC: Un progetto di 20 anni fa di cui il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha autorizzato solo uno stralcio di neanche 10km da Rimini a Riccione. Una spesa di 100 milioni di euro per quella che molti, solo recentemente, hanno scoperto essere un autobus e non una metropolitana. Autobus che, peraltro, non collega nulla. Non la Fiera, non l’Aeroporto, non l’Ospedale.

Inutile. Voto 3

Teleriscaldamento: un sistema nato per essere obsoleto, dato che la gestione viene assegnata per trent’anni alla volta. Oltre all’obsolescenza c’è l’antieconomicità dichiarata di recente dal Dott. Carboni, dirigente Acer, ufficio casa del Comune, obbligato per precedenti accordi ad attaccare ogni nuova costruzione al sistema. C’è anche chi è ricorso al TAR per vedersi poi assegnare 25 mila euro di spese legali senza neanche entrare nel merito della causa… un moderno miracolo della democrazia.  Al Comune di Rimini è bastato aprire un tavolo tecnico abbandonato per esasperazione dai Teleriscaldati, non prima però della scoperta che i Viserbesi hanno diritto alla restituzione di più di un milione di euro di oneri urbanistici non dovuti.

 Biricchini. Voto 4

Reti Gas:  Il Comune di Rimini era socio di maggioranza di Servizi Città spa, società proprietaria delle reti gas. L’altro socio era SGR la quale, a dispetto di un valore iniziale di 17milioni di euro, ha acquistato l’altra metà del pacchetto a 8 milioni di euro, con la promessa di pagare un conguaglio se, al 2015, qualcun altro offrisse di più… come no!? Magari Hera (qui potere ridere). Nel frattempo SGR è l’orgogliosa gerente della Distribuzione, dei Servizi e delle Reti di Rimini… un monopolio di fatto, che l’Antitrust ha già ammonito ai tempi delle proteste per il Teleriscaldamento.

Accaparratori. Voto 3

Guerra al mattone: nell’era della più grande crisi edilizia che l’Italia abbia mai vissuto la lotta al mattone è più millantata  che perseguita. Attualmente costruisce solo Acer e, come detto, attacca tutto al Teleriscaldamento.  Oltretutto la Guerra Santa vale per cambi di destinazione d’uso, ma non per la manovra Salvapalas. Migliaia di metri quadri misti tra residenziale e commerciale in via della fiera per trovare denari utili a salvare il Palas. La scusa: una piscina di 25 metri.

Annacquati. Voto 2

Fiera: l’infinito dominio di Cagnoni comincia a soffrire delle sue proiezioni faraoniche verso un futuro che pare non arrivare in tempo e i conti faticano a farsi quadrati. Ultimamente, oltre al debito endemico della Fiera vera e propria, vi è anche il buco nell’acqua del Palas che non riesce a pagare ne il mutuo ne la gestione. Anche l’indotto ha i suoi limiti.

Pretenziosi. Voto 2

Santa Giustina: Prima le strade poi le strutture? Neanche per sogno. Una centrale a Biogas, pare non voluta a Parma,  e l’ampliamento del depuratore , ma una strada larga tre metri per raggiungerli. Oltre alla già difficoltosa situazione del traffico in zona centinaia di camion devono imboccare l’esausta via Carpinello. La soluzione? Una pista ai margini del  Marecchia promessa in attesa di una circonvallazione già approvata, ma misteriosamente sospesa senza motivazione formale conosciuta. Che dire… a Santa Giustina aspettano la pista, in attesa della tangenziale, in attesa di una motivazione. Intanto il WWF avverte, la pista può essere solo provvisoria.

 Storia infinita. Voto 3

Rimini UpTown: Come un Giurassik Park della Mondezza salendo sulle colline di Covignano si può trovare L’Ecomostro, il Biodigestore. I cittadini sono sicuri che non funzioni correttamente e che inquini. Per la verità non solo loro hanno questa convinzione vista la diffida comminata dal Servizio Politiche Ambientali della Provincia di Rimini per sforamento dei valori limite.

Puzzolente. Voto 2

V Peep: 30 anni fa ci siamo dimenticati di chiedervi gli oneri urbanistici, ma fa niente perchè nel frattempo ci abbiamo messo aggiunto un sacco di roba e voi avete tre mesi per pagare. Non è esattamente così, ma da l’idea del perché 1600 persone si siano unite in una class action contro il Comune. Il Tar di Bologna si è affrettato a sospendere alla stessa velocità con cui, da Palazzo Garampi, è partito un comunicato con cui si acconsentiva ad una proroga.

L’immagine prima di tutto. Voto 3+ (il più è per le risate che mi provocano certi comunicati)

PM10: Numerosi gli sforamenti e in alcuni casi con valori così alti, secondo i parametri del Ministero dell’Ambiente, da rendere obbligatorio far rimanere a casa i bambini. Il traffico si sa, in assenza di valide politiche per disincentivare l’uso dell’automobile e la completa indifferenza verso un piano per la mobilità urbana, produce di queste situazioni e la soluzione sembra non sia la danza della pioggia, come non lo sono i piedi bus e la piantumazione di qualche albero.

Pericoloso. Voto 0.

Ciclabili: Oltre alla riga gialla da 660 mila euro Rimini è l’orgogliosa proprietaria di una rete ciclabile definita dagli esperti (coloro che le percorrono) Ab Capocchiam. Tra una serie di aborti che cominciano e finiscono nel nulla sono famose: La pista di via XX Settembre in cui i ciclisti corrono come in una roulette russa sperando che nessuna macchina parcheggiata apra lo sportello dal lato passeggero.  La pista della via Montescudo, assolutamente da non percorrere al calar del sole a causa di buchi di buio profondo non gestibili con una semplice illuminazione da ciclista. La pista di Viserbella pericolosa ed interrotta innumerevoli volte da incroci che arrivano fino alla carreggiata stradale. Il Primo Cittadino in persona, durante la presentazione del bilancio provvisorio all’Hotel Helvetia, aveva promesso una soluzione dopo l’estate, quella già passata.

Aspetta e spera. Voto 4.

Trasparenza: La trasparenza è un problema vasto e dunque siamo costretti ai fatti salienti. A Rimini si fa come dice Gnassi e, in questo, la situazione è abbastanza trasparente. Per il resto si sa poco. Le poltrone nelle partecipate continuano ad essere cariche politiche anche se, in certi casi, travestite, vedi ad esempio la giovane e brillante manager bocconiana da quest’anno alla guida di AM che, solo casualmente, è la nipote di Maurizio Melucci. Importanti i posti a chiamata diretta ed insindacabile giudizio del Primo Cittadino come il dirigente Bronzetti promosso sul campo senza alcuna concorrenza, se non quella che sembrava tanto una rappresentazione per l’odiens. Altre amenità sul personale: il contratto “D” del capogabinetto Funelli è finito alla corte dei conti e retrocesso a “C”. Almeno da quest’anno si possono seguire i Consigli Comunali in streaming.

Opaco. Voto 4.

Fogne: Tutto risolto, parola di Hera… almeno da li pare venire la soluzione. Una copertura finanziaria garantita da Hera, Romagna Acque e Amir recuperata in 25 anni di tariffe, di tutta la provincia, che ovviamente verranno aumentate. Quanto? 4-5% all’anno per la durata dei lavori che si presumono di 7-8 anni.

Come non fidarsi? Voto 5.

Viabilità: tragica e non risolvibile con le soluzioni indicate, tra le quali c’è il TRC. Se soluzioni valide sono state proposte ci dispiace, ma eravamo distratti. Ci siamo accorti invece che stanno per arrivare delle dure prove come l’ormai inevitabile abbattimento del Ponte di Via Coletti e, in un futuro prossimo, l’auspicata pedonalizzazione del Ponte di Tiberio.

Confusi. Voto 4

Turismo: Unite un Sindaco che ha le feste nel DNA, un Assessore Regionale al Turismo diventato tale dopo una vita nella politica Riminese e diversi importanti Riminesi poltronati in Enit (compreso lo stesso Melucci), tutto questo con a disposizione la Capitale del Turismo, dove il biglietto aereo ai turisti lo pagano i cittadini. Cosa ottenete? Las Vegas? Disneyland? Il Paese dei Balocchi? No… rimarrete con Rimini in crisi e un traffico di badanti che sostano da noi a 20 euro a notte. Poi, se proprio hanno dei soldi da spendere, nel pacchetto c’è la gita inclusa da altre parti. E’ stato calcolato che costa di più mantenere un detenuto che un turista a Rimini (e ultimamente in certi quartieri è una soluzione consolidata). Assolutamente da segnalare l’iniziativa Io-Info, abilitazione sperimentale di alcuni esercenti alla sostituzione degli uffici di informazione turistica. Pare che nel pacchetto ci siano anche 30 ore di russo, utili forse per spiegare che il gatto è sul tavolo nell’idioma Moscovita.

 Occasioni perse. Voto 0 (spaccato).

Turismo 2, la spiaggia: Un modello, una tipicità, ma con la bolkestein nessuno sa “che s’adda fa” (l’articolo e mio e ci metto quante rime voglio). In realtà qualcuno lo sa ed ha messo in fila bolkestein e federalismo demaniale. Funziona così: il TRC uno scopo ce l’ha, chiudere il lungomare che, con il federalismo demaniale è a disposizione del Comune. Tutte le strutture che attualmente insistono sulla spiaggia possono non preoccuparsi dell’instabile sabbia bolkestein perchè vengono spostate, per la maggior consistenza, sul demanio federale. Con i soldi di chi? Bagnini, chioschisti e albergatori che, in un coro di fiducia e fratellanza, chiedono prestiti alle banche. Fantascienza? Non per tutti e non per la Rimini che conta, già organizzata nel Consorzio nel Porto.

Selezione Naturale. Voto: non classificabile.

Questo a grandi linee il quadro. Tutta responsabilità di questa Amministrazione? Non sempre direttamente, ma, considerando che il Primo Cittadino si è  occupato di politica fin da ragazzo e sempre nella stessa corrente non si può certo esimere da una responsabilità storica. In ogni caso soluzioni valide non sono state intraprese per nemmeno uno di questi problemi, anzi. Nonostante non ci sia dubbio che chiunque abbia in animo di fare buone cose, perlomeno per accrescere il  proprio  prestigio, a Rimini l’attivo riguarda 3 notti l’anno: Notte Rosa, Molo Street Parade e Capodanno… pochino per la promozione.

P.S.

Non bisogna pensare che una stroncatura faccia sempre male. Una giusta bocciatura oggi potrebbe regalarci un magnifico collaudatore di poltrone europee domani.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

Share

Aeradria Addio.

Aeradria-Aereo-Turisti_2E’ successo. Aeradria è fallita, ma la realtà è che, tra quelli informati ed interessati, si sono stupiti in pochi. Air e Rimini Promotions non erano altro che una pista d’atterraggio alla decisione di stasera. C’è da scommettere che anche i diretti interessati avessero la consapevolezza di giocarsi una partita parecchio difficile.

Le parole del Procuratore Capo Giovagnoli, appena pochi giorni fa, sono state avvertite come un’anticipo di sentenza: «ormai e’ una specie di farsa, noi chiediamo il fallimento di Aeradria perché i dati a sostegno del concordato di continuità si rivelano sempre falsi ogni volta che un soggetto terzo si trova ad esaminarli. Che le due società collegate ad Aeradria, Air e Rimini Promotions fossero un tutt’uno con Aeradria è noto»

Inutile la campagna palesemente organizzata, con tanto di modellino di aereo da mostrare in foto, con cui ci si è affannati a far vedere quanti commercianti avrebbero svuotato le loro tasche sulla società, pur di non interrompere il flusso dell’indotto. Inutili sono stati anche gli 8.3 milioni di Euro che i curatori della società, nonché qualche operazione obbligazionaria di Carim e di altre banche, erano riusciti a racimolare. Inutili infine anche gli avvertimenti del Direttore Generale  Trapani che paventava un ritiro immediato delle licenze Enac in caso di fallimento.

Non che ci sia da rallegrarsi per la situazione, ma le premonizioni di Trapani, riguardo le concessioni che sarebbero dovute cadere ex lege, erano  sbagliate, in quanto il giudice ha dato l’ok alla prosecuzione provvisoria delle attività di scalo, nominando come Curatore Fallimentare il Dottor Renato Santini.

Inevitabile pensare alle conseguenze legali della cosa. Secondo quanto si apprende dalle dinamiche dei fatti la situazione sarebbe stata così grave da non poter proprio tapparsi il naso, nonostante i continui richiami all’economia che si andava a minare in caso di stop al concordato. Forse cercare di buttare sulle spalle della magistratura, dalle pagine dei quotidiani,  la responsabilità dell’indotto non è stata proprio una mossa intelligentissima, ma rimane il fatto che evidentemente sia stato oltrepassato anche il limite del preminente interesse pubblico.

Conclamato il reato ora non resta che aspettare e sapere chi sono i rei e quanto sono rei. A dire il vero di nomi ne sono girati parecchi da qualche tempo a questa parte, resta solo da scoprire se si è trattato di incapacità o dolo consapevole. Dopo il famoso annuncio in coro “Abbiamo salvato un’aeroporto“,  interpretato da Gnassi, Vitali e Masini, giureremmo più nell’incapacità e dunque nella buona fede. Volete di più? Pare (e dico pare) che qualcuno abbia assistito ad una discussione in tarda serata, fuori dal Consiglio Comunale, tra Gioenzo Renzi (Fratelli d’Italia) e Andrea Gnassi: battibecco  durante il quale il Sindaco avrebbe affermato che, se gli avessero dato lo strumento, avrebbe messo volentieri più di un milione di euro all’anno per la Società Aeradria. Dunque, sembra  che la cosa non sia stata proprio gestita da “geni del male“, ma piuttosto da chi, semplicemente, sopravvaluta le proprie capacità.

P.S.

Qualcuno in un recente passato aveva già chiesto le dimissioni di Gnassi e Vitali. Questo sembrerebbe un buon momento per produrne di autonome.. così.. giusto per far vedere che la responsabilità politica esiste ancora.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

Share

Credito Fraudolento

matteo_renzi__andra_gnassi_e_stefano_vitaliE’ successo. A forza di buttare sporco sotto il tappeto ora ci si inciampa sopra, la cosa buffa è che ci inciampano proprio i sostenitori della regolarità del metodo.

Stiamo banalmente parlando della notizia del giorno: Gnassi e Vitali indagati per i fatti di Aeradria. Colpevoli, innocenti? A noi di Citizen non interessa. Non capite male però, non è che se venissero riconosciuti colpevoli non sarebbe importante e rilevante, ma, forse, potrebbe essere riduttivo rispetto al vero quadro della situazione.

La vicenda di Aeradria, spogliata, di depistamenti, infiorettamenti e proclami è piuttosto semplice: la politica locale si è messa in testa di ottenere prestigio e chissà che altro aumentando le potenzialità di un aeroporto. La cosa poteva avere anche un senso se al posto di professionisti del settore non fossero state usate delle cariche politiche.

La politica, non c’è niente da fare, non è imprenditoria e restituisce tutti i suoi limiti quando al momento di cambiare, per mutate condizioni, si affida invece a proclami vuoti di realtà. Già perché  l’arma principale della politica è la dialettica e una situazione politicamente avversa si può risolvere con un cambio di paradigma. Lo stesso non si può fare però con un’azienda.

Aeradria ne è un esempio lampante. Le continue forzature della politica, dal tentativo di rifinanziare la società nonostante la legge, all’annuncio di fondi Lombardo-Libanesi interessati all’Aeroporto, rappresentano un percorso di incapacità amministrativa il cui emblema sono proprio le lettere di patronage su cui la Procura indaga, non certo per verificarne l’esistenza, quella sembra essere sicura, quanto la conseguenza.

Forzatura o atto legittimo? La risposta scritta del Primo Cittadino ad una interrogazione in Consiglio Comunale di Gennaro Mauro (PDL), che chiedeva conto nel marzo 2013 proprio dell’impegno assunto in quella lettera, sembra (a giudizio di chi scrive) piuttosto imbarazzata. Si parla di un impegno firmato di 730.000 € che non passò per il Consiglio comunale, ne per le mani dei Sindaci Revisori del Comune, perchè il Sindaco non lo riteneva giuridicamente rilevante e non gli era venuto il sospetto che qualcuno, l’Ex Presidente di Aeradria Masini, potesse usarla per chiedere credito presso Carim. Curioso come nella politca possano esserci tanti eventi all’insaputa di chi li commette.

Come detto però all’inizio di questo pezzo quello che conta in questa storia non è la scoperta del se e come un Sindaco e un Presidente di Provincia siano colpevoli. Agli occhi della città di Rimini c’è un danno per cui l’incapacità e il dolo assumono la stessa identica rilevanza. Quello che conta è la domanda fondamentale che affligge la nostra epoca: ma in Italia… dove è finita la responsabilità politica?

Sappiamo, ne abbiamo le prove, che negli USA un Presidente si dimette non già per una fellatio clandestina, ma per aver mentito sul fatto che quella fellatio sia stata in effetti eseguita. Sappiamo che in alcuni paesi dell’Europa del Nord spontaneamente ci si dimette anche per aver confuso le spese personali con quelle della carica che si riveste. E in Italia? Ai politici Italiani pagano mutui e ristrutturazioni a loro insaputa.

Possibile che nessuno si prenda la responsabilità politica di aver ridotto un 80% di partecipazione pubblica ad una misera golden share del 20%? La responsabilità politica non è un moralismo inutile, è, nella realtà dei fatti, l’unico freno possibile ai danni che i politici posso fare, prima dell’Avviso di Garanzia ovviamente.

Aeradria non poteva fare il co-marketing, era una partecipata pubblica. Per ovviare al problema si inventa la partecipata della partecipata: Air. Windjet, uno dei destinatari del co-marketing, fallisce e si porta dietro tutti. La regola per cui una partecipata non può ricorrere ad una tecnica aggressiva come il co-marketing rivela qui il suo senso. La politica però non accetta i sensi e pensa di avere il potere di cambiare i significati; infatti gli abili amministratori si sono così convinti che a Rimini potessero passare un milione di passeggeri da farsi intimare da Enac un adeguamento di struttura per tale traffico, tanto paga Pantalone.

La cosa che non manca  ai partiti però, a parte le velleità imprenditoriali, è la reazionaria difesa dello status ed infatti in men che non si dica ecco le dichiarazioni della coppia Petitti & Arlotti che mettono le mani sul fuoco a garantire l’onestà “personale, amministrativa e intellettuale” di “Andrea e Stefano“. Noi non ci saremmo sbilanciati in così tanti campi, ma i fronti comuni pare si costruiscano così.

Comunque, concludendo, noi di Citizen non auguriamo colpevolezza a nessuno, ma vorremmo che l’inadeguatezza fosse trattata con la dovuta considerazione… con i mezzi e il personale che le amministrazioni comunali e provinciali hanno a disposizione non è facile fallire. Forse, però, è per questo che Vitali e Gnassi mantengono il loro sorriso intatto, sanno di aver raggiunto in qualche modo un’eccellenza.

P.S.
Ma Masini, quello che annunciava tramite stampa di aver salvato un aeroporto che fine ha fatto?

Davide Cardone

[@DadoCardone]

Share

Petitti, Arlotti e Pizzolante… come se la largointendono.

back2Tempo fa nella pagina Facebook del Partito Democratico un incauto creatore di contenuti aveva sottolineato come Giulia Sarti (M5S) avesse una percentuale di presenze in Parlamento “solo” del 75%. Questo contro il passa 90% di Emma Petitti e Pizzolante e il quasi 100% (99.42%) di Tiziano Arlotti.

Se questa lettura delle statistiche dimostra qualcosa è proprio che, decontestualizzate, le percentuali significano poco. L’atteggiamento approssimativo nei confronti del dato ha fatto si che non fossero considerati due fatti importanti e non si sa se per ignoranza o per pretesa furbizia: 1) Giulia Sarti è stata ricoverata due volte, la seconda per un’operazione di appendicectomia. 2) Openpolis, il sito da dove sono state prese le percentuali, conta l’astensione dal voto come assenza e in politica anche l’astensione è un’azione tangibile.

C’è un terzo parametro da considerare, che fa fatica a rientrare in delle fredde percentuali e riguarda la qualità del lavoro svolto e l’efficacia che il Parlamentare ha sulla realtà delle cose. Proprio per verificare questo Citizen si è imbattuto in delle strane coincidenze, sulle quali ci piacerebbe avere l’opinione di qualche lettore.

La nostra “indagine” parte dall’assemblea del 9 Ottobre del Comitato V Peep, presso la sala della Conciliazione in via della Fiera. In quell’occasione qualcuno, a sottolineare l’indifferenza della politica sulla questione, si disse curioso di sapere se la Parlamentare Emma Petitti del PD fosse intervenuta come, pare, avesse promesso il Sindaco. Dunque siamo andati a controllare e con i potenti mezzi di Citizen, una connessione e della curiosità, abbiamo scoperto un po’ di cose.

In primo luogo si, un intervento dell’On. Petitti esiste, abbiamo faticato un po’ a trovarlo perché la parlamentare ne è solo cofirmataria, ma esiste. Il 7 Ottobre 2013 l’On. Luca Sani (PD e presenza del 44,94%) Presidente della Commissione Agricoltura alla Camera ha presentato una proposta di modifica (emendamento) al ddl C.1544, la conversione in legge del decreto di Agosto sull’IMU per intenderci. Di seguito il testo della proposta della modifica:

Dopo il comma 6, aggiungere il seguente comma aggiuntivo: 6-bis. All’articolo 31, comma 48, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, le parole da: «ai sensi dell’articolo 5-bis», fino a: «riduzione prevista dell’ultimo periodo dello stesso comma» sono sostitute dalle seguenti: «dividendo per due il valore venale del bene».

La proposta è stata giudicata inammissibile e non si fatica a capire il perché. Mettendosi nei panni del Legislatore chi l’avrebbe ammessa? Dov’è la premessa? Come si fa a capire la reale situazione di emergenza sociale in cui si sono trovati almeno 1500 (e rotti) ricorrenti?

Siamo dunque andati a cercare altri atti del Parlamento in cui si rendesse nota la gravità e l’incombenza del problema V Peep di Rimini. Non ne abbiamo trovati, forse per nostra incompetenza, ma cercando tra le interrogazioni parlamentari, quello che ci sembrava il mezzo più veloce e più diretto per rendere nota la contingenza, abbiamo trovato altro.

Emma Petitti, dal Marzo in cui diventò Onorevole ad oggi, ha fatto 4 interrogazioni e, bisogna ammetterlo, tutte su Rimini. Una il 30 maggio per le economie del suo Sindaco a proposito del contributo delle spese di Giustizia che quest’anno non arriverà ai comuni. Un’altra, il 5 di Giugno, per garantire visibilità al casino fatto dal suo Sindaco con Forza Nuova, movimento su cui il Primo Cittadino ha operato il miracolo della resurrezione. La terza interrogazione è quella del 10 luglio sui Mutoid, azione che di certo non difetta di pubblicità in tutte le sue declinazioni.

Ne esiste una quarta, l’ultima ad essere stata redatta ed anche la più interessante. Il 19 Settembre l’On. Petitti interroga il Ministero della Giustizia sull’adeguamento delle tariffe e sulla maggiore rapidità dei pagamenti in favore della Meta System SCRL (Società Cooperativa a Responsabilità Limitata), una cooperativa che si occupa, almeno a quanto dice l’interrogazione, della trascrizione integrale delle intercettazioni telefoniche e ambientali per conto del tribunale di Rimini. (interrogazione)

Ora… indipendentemente dal fatto che, sicuramente, questa società si meriti di poter applicare tariffe più alte e riscuoterle più velocemente, perché è così importante da ottenere una delle 4 interrogazioni in 7 mesi della parlamentare riminese? Se guardiamo alla realtà di Rimini ci sono ben altre priorità. Un bello stimolo per la nostra curiosità.

Cercando in rete abbiamo rilevato che questa società sembra non avere un sito proprio nonostante sia presente in ogni portale di indicizzazione aziendale. L’indizio più interessante però ce l’ha restituito il sito web della Provincia su cui abbiamo trovato un’indagine sulla sicurezza proprio a cura della Meta System (meta system formazione). Nell’indagine, di fianco al nome della società redattrice del documento, c’è un asterisco che riporta ad una fila di nomi che, presumibilmente, si riferiscono ai componenti della cooperativa. Tra loro c’è il nome di Marcella Bondoni.

Potrebbe essere anche un caso di omonimia, ma a noi ricorda tanto la Marcella Bondoni ex candidato sindaco che ha portato il PD al peggior risultato elettorale di Bellaria, ma che in ogni caso, dopo essersi dimessa dal Consiglio Comunale, ha subito trovato una comoda poltrona come consulente marketing in Aeradria, continuando comunque ad essere il Coordinatore Regionale del PD per il Turismo.

Ci sono delle cose che sono e delle cose che sembrano. Delle volte se una persona ha una responsabilità pubblica sarebbe bene che stesse attenta anche alle cose che sembrano. Sinceramente non sembra bello che Emma Petitti, ancora in aspettativa dal Comune di Rimini sebbene Onorevole e segretario provinciale uscente del PD, con fidanzato fresco assunto Presidente a Romagna Acque, trovi prioritarie le questioni tariffarie di una Cooperativa nella quale uno dei componenti ha lo stesso nome di un ex Candidato Sindaco coordinatore provinciale del turismo del PD che ha bazzicato per Aeradria, di cui tutti conoscono la fine.

Di questo si dovrebbe preoccupare anche il cofirmatario On. Tiziano Arlotti, che però sicuramente ha cofirmato per spirito di gruppo… non si capisce invece quale sia lo spirito che ha suggerito all’On. Sergio Pizzolante (PDL) di mettere il suo nome su questa richiesta. Che sia una larga intesa?

P.S.

Il PD si che è un vero Partito.. anzi di più, sembra l’unico ufficio di collocamento efficiente rimasto nel Paese. Ricordo ancora con tenerezza i giovani del PD quando dichiararono che non avevano mai saputo che Roberta Frisoni, neo Presidente di AM, fosse la nipote di Melucci.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

Share

Scivolata Camporesi…. e invece no

con-stampa-camporesi-grillo-marzo-2011-002Non più tardi di ieri la totalità delle fotoc.. hem… delle testate riminesi certificavano, con differenti enfasi, la “scivolata Camporesi“. Si proprio lui, l’Ingegnere che ha fatto della precisione e del Civismo le sue due bandiere, aveva sbagliato chiedendo se corrispondeva a verità il fatto che il nuovo presidente di Aeradria, Maurizio Tucci, è destinatario di uno stipendio di 200.000 € annui.
Chiedere è lecito, ma non a Rimini ed infatti lancia in resta si è precipitato sul campo di battaglia Gian Luca Brasini, Assessore al “Sogno che deve diventare Segno (ma i calcoli te li fai te)”, per affermare che “Avrebbe dovuto informarsi meglio o da fonti più attendibili. Ma l’obbiettivo, in tal caso, pare più quella di spararla grossa per ottenere visibilità“. Assodato, certificato, provato, controfirmato e timbrato: Camporesi è in errore. E invece no.

La “scivolata“, che altri chiamano domanda, aveva la giusta direzione ed infatti oggi, grazie a Fabio Pazzaglia (Sel-Fare Comune), si viene a sapere che questi 200 mila Euro esistono e sarebbero destinati non a Tucci, come si paventava, ma al nuovo Direttore che, pare, sarà eletto proprio questo sabato: Paolo Trapani. Il Nuovo Cda non conferma, ne smentisce, ma lascia trasparire che, comunque, lo stipendio a 5 zeri sarebbe legato ad un obbiettivo… immaginiamo che questo obbiettivo, dopo essere appena usciti dalla seconda proposta consecutiva di concordato in Tribunale, sia di restare aperti.

Ma torniamo all’Assessore che deve fare i conti per questo “puntino sull’asse dell’Adriatico“. Le mani non erano nella marmellata, ma nella cioccolata… la differenza? Ci preme ricordare che nonostante la disastrosa gestione dei precedenti soci di maggioranza, Provincia e Comune, sono rimaste ancora delle azioni a testimonianza della partecipazione pubblica. Se proprio nessuno si vuole prendere la responsabilità politica di quello che è successo, sarebbe perlomeno auspicabile abbandonare il comportamento privo di trasparenza che ha portato fino a qui.

Approfittiamo dell’occasione di questo articolo per dare un consiglio al nuovo assunto Paolo Trapani: quale che sia lo stipendio se lo faccia anticipare che, a quanto risulta, c’è parecchia gente che deve ancora avere il saldo del credito.

P.S.
Direttore…Se le vengono a dire che ci sono dei fondi libico-milanesi che vogliono investire ci avverta che li stiamo aspettando dalla primavera scorsa, non vorremmo che gli fosse successo qualcosa.

Davide Cardone
[@DadoCardone]

Share

Nella rete di SGR.

Perle-di-rugiada-su-tela-di-ragno-a23243281Ho una buona notizia, sono un veggente. Non so come ho fatto, ma sapevo esattamente che all’asta delle quote di Servizi Città S.p.A. ci sarebbe stato un solo partecipante: SGR. Vi rendete conto? Solo un partecipante e il bando era aperto all’Europa tutta eh! Sono o non sono un veggente? Se ero in Inghilterra me la potevo giocare, li si scommette su tutto, anche se (ad essere sincero) la giocata forse non sarebbe stata quotata.
Urge un breve riassunto:
Servizi Città S.p.A. è una società partecipata le cui azioni sono divise a metà tra SGR e il Comune di Rimini.  Sapete cosa fa questa azienda? Qualcuno dice “sono solo tubi” [cit. Consigliere Marco Agosta] in realtà la definizione, presa da una lettera agli azionisti è:
Servizi Città S.p.A. è stata costituita il 19 maggio 1999, ai sensi dell’art. 22 terzo comma lettera e) della legge 08/06/1990 n. 142, con oggetto sociale rappresentato dall’attività di produzione, trasporto, trattamento e distribuzione di gas naturale, la produzione di energia elettrica e calore anche combinata e la loro utilizzazione e/o vendita nelle forme consentite dalla legge.
In parole povere questa S.p.A è l’effettiva proprietaria e gerente della rete gas del Comune di Rimini e del Teleriscaldamento che, come non tutti sapranno, è un servizio pubblico per natura e definizione.
Perchè viene venduta? La società non è stata costituita tramite gara e secondo il Decreto Letta, la Legge Marzano e il successivo “Milleproroghe” deve essere venduta entro il 2015. Questo hanno sempre detto gli amministratori sotto la scure della Spendig Review, ma la verità è che i provvedimenti sopracitati prevedono più che altro la cessazione anticipata degli affidamenti e dunque il Comune di Rimini avrebbe potuto tranquillamente comprare la parte di SGR.
Quanto valgono le reti? Per stabilire il valore c’è stata addirittura una discussione sui giornali, fatto poco pratico perchè Servizi Città S.p.A. ha come indirizzo via Chiabrera 34… vi dice niente? Si, proprio la sede di SGR, SGR servizi, SGR reti. Bello no, casa e chiesa. Sarebbe da chiedere all’Antitrust se i dati dei clienti, che queste società per legge dovrebbero tenere riservati e protetti, possono passare da un impiegato all’altro come avviene magari con i furgoni.
Ma riprendiamo il filo del discorso. Due soci, che occupano lo stesso spazio lavorativo, discutono sui giornali di quanto possa valere la metà delle reti. Il Comune dice 17 milioni di Euro, S.G.R., tramite l’AD Ing. Bruno Tani, dice no, ne vale 8 e tra l’altro la società che dovesse partecipare ad un eventuale gara d’appalto deve sapere che c’è un contenzioso per cui la Società Gas Rimini deve ottenere un risarcimento di un paio di milioni di Euro. Come dire… il prezzo lo faccio io che ho metà delle reti e chi compra si deve accollare anche la mia parte, che non è detto valga come quella del Comune, con l’aggiunta dei soldi che io devo ancora avere. Se poi lo dici in prima pagina sulla Voce….
Il Comune ha bisogno di soldi, chi non ne ha, così decide che può accettare l’offerta di SGR  contando sul fatto che:
Il soggetto che acquisirà la partecipazione societaria di Servizi Città s.p.a sarà chiamato a pagare un conguaglio a Rimini Holding se, in occasione della gara per la gestione del servizio prevista per il 2015, il valore dell’impianto di distribuzione del gas risultasse superiore a quello posto come base d’asta per l’acquisizione societaria in corso
Il problema è sempre quello: chi decide qual’è il valore dell’impianto se non un improbabile concorrente di SGR? La gara sarà anche aperta a tutti, ma provate a mettervi nei panni di un eventuale concorrente che deve venire a Rimini a competere con il proprietario di fatto delle reti e, contemporaneamente, il gestore dei servizi pubblici e privati, dovendo poi coprire anche un non meglio identificato debito nei confronti di SGR, che tende a sbilanciare ancor di più il valore. Piuttosto ti compri una squadra di calcio e come valore aggiunto ti riempi di veline.
Così forse in fondo non ho dei grandi poteri. La prima asta è andata deserta, alla seconda c’era solo SGR e nella gara del 2015, potere scommetterci il cerchio si chiuderà nel nome dell’assenza di concorrenza e dei monopoli sovietici.
Cosa rimane per Rimini? L’Amministrazione dice soldi per le fogne e il Piano di Salvaguardia della Balneazione Ottimizzato (qualsiasi cosa esso sia). Vero, ma anche la cessione di un’altra partecipata che, dopo l’abbondante perdita di azioni di Aeradria, fa di Rimini  una produttrice di aziende pubbliche nate per essere svendute al privato. Chi sarà la prossima? Le eccellenze della sanità locale sono già in cammino per l’Area Vasta, la Fiera non è mai stata altro che il reame di sua maestà Cagnoni e il TRC è nato per essere un fallimento. Ci toccherà rimanere con Notti Rosa e ruote che girano, ma non sanno dove vanno.
Davide Cardone
[@DadoCardone]
Share

Aeradria: Come se niente fosse.

m2XTpQxd5wdJrTJA=--vitali_con_il_presidente_di_aeradria_massimo_masiniLa cosa più destabilizzante dell’Homo Politicus e la sua capacità negare l’evidenza. Lo fa con una padronanza tale da far pensare che ciò che hai visto e sentito, nei giorni immediatamente precedenti, sia solo frutto della tua fantasia. Sappiatelo, per alcuni può essere anche un istinto, ma per i più è una tecnica e si chiama: Negare, negare sempre, comunque e ad ogni costo. Sebbene abbisogni di una certa convinzione, nonché pelo sullo stomaco, essa è una tecnica base, forse la più efficace.

Nei nostri casi particolari e locali di Rimini la vediamo applicata spesso e nemmeno oggi fa sentire la sua mancanza su Aeradria. Un secondo concordato accettato per il rotto della cuffia dal tribunale ed ora in attesa del placet dei creditori, ma per tutti è una cosa normale. Non c’è una responsabilità politica, ne di nessun altro tipo e così Massimo Masini non è un Presidente dimissionario (almeno non parla come se lo fosse), Andrea Gnassi non ha firmato lettere di co-marketing a sua insaputa e Stefano Vitali non ha memoria di fondi Libici. Tutti insieme poi si stringono la mano e si complimentano l’un con l’altro per l’ottimo lavoro, perché loro… ci hanno sempre creduto.

A noi, ovviamente, non interessano le voci dell’Ancien Régime, tanto meno quelle dei supporter che si limitano a riportare notizie senza uno straccio di commento. Abbiamo cercato la voce di chi, ci si perdoni il linguaggio, se le è fatte girare. Ne abbiamo trovata una di un personaggio pubblico, suo malgrado, che ci tiene a dire che no, non è tutto normale: Il Consigliere Comunale Gianluca Tamburini.

I toni e le dichiarazioni entusiastiche di oggi dei 3 principali responsabili del disastro di Aeradria (il Presidente Masini e i due principali soci, Sindaco di Rimini e Presidente della Provincia) sono vergognose. Vergogna. “Ci abbiamo sempre creduto” dichiarano. Dovrebbero avere almeno il pudore di tacere. Ma non esiste pudore per questi politicanti. Vi siete mangiati un aeroporto. Avete fatto pagare ai riminesi le vostre incapacità. Avete creato un debito di 52 milioni di euro. Come si fa a non incazzarsi?
L’aeroporto è importante per Rimini e siamo tutti lieti che la Società che lo gestisce (Aeradria) abbia scongiurato il fallimento. E possa tentare di rilanciare il Fellini.
Ma vedere questi soggetti vantarsi è inaccettabile. Senza una sola parola di autocritica.
Speriamo che il Fellini possa ‘volare alto’. Senza la zavorra delle incapacità e delle inadeguatezze dei politicanti nostrani.

Davide Cardone

Share

Qualcuno volò sul nido di Masini.

wind_jet_big-2Tutto apposto. I 52 milioni di debito di Aeradria non sono più tali. 19 milioni di Euro di crediti saranno convertiti in azioni, verrà assunto l’impegno di destinare ulteriori 29 milioni, ricavati dagli utili futuri,  ai creditori  e la raccolta di altri 5.2 milioni verrà da sponsor vari: capofila (con l’acquolina in bocca) Carim per 3 milioni, Asset Banca con 1 milione, Repubblica di San Marino con un altro milioncino, Italcamel con 200 mila Euro, Confindustria con 100 mila Euro e la Zdora Maria con 1000 Euro. Ci si perdoni l’ironia, ma i Centomila Euro della Confidustria paiono spiccioli confronto alle cifre di cui stiamo parlando, ma comunque bastano per pagare lo stipendio di Marcella Bondoni ,  così multitasking  da poter passare per una mancata poltrona di Sindaco PD di Bellaria a  consulente del Marketing per Aeradria. Quando si dice che non bisogna mai arrendersi alle sconfitte eh!?
Ma non divaghiamo. Dicevamo, tutto apposto. E invece no. Ci si mette la PM Gemma Gualdi che guarda Massimo Masini sorpresa e gli chiede: ” Ma non si doveva dimettere?”. Il Pubblico Ministero non ha saputo che Rimini, seguendo il modello nazionale, ha eliminato questa cosa noiosa delle responsabilità e Masini potrà proseguire nel suo ruolo fino ad ottobre o forse, dipende dai progressi della medicina, fino al 2050, data di scadenza della concessione del Fellini ad Aeradria S.p.a.
L’ombra sul nido di Masini però non è dell’intonsa lettera di dimissioni, è di un’altro tipo di carta, si chiamano fatture e sembrano non trovare corrispondenza con quelle dell’ex compare WindJet. A quanto pare il 1° agosto 2012, prima del suo fallimento, WindJet chiede la risoluzione del contratto ad Aeradria e il pagamento di 18 milioni di Euro. Successivamente la Compagnia Aerea fallisce, tutti i voli vengono cancellati, Rimini ovviamente compresa e Aeradria chiede 25 milioni di Euro di danni a WindJet. Nel bilancio presentato in tribunale però sono stati accantonati solo 165 mila Euro come eventuale riconoscimento del danno, almeno così ci dice unanime la cronaca locale. Dunque la Procura, che ha già contestato la sproporzione tra il debito e la soluzione proposta, non intende ritirare la già sollevata istanza di fallimento anche per questa “ombra” che necessita ulteriori approfondimenti.
Che dire… c’è da diventare matti ed è per questo che ci siamo permessi di parodiare nel titolo il Film di Forman. La società che gestisce un aeroporto con un milione di passeggeri e che porta un miliardo di Euro di indotto è anche la stessa che prova per la seconda volta a farsi accettare un concordato in tribunale e rischia di essere commissariata. Non è follia? C’è solo da individuare chi sono i matti e se erano già tali, oppure se lo sono diventati grazie al trattamento della “clinica”.
Davide Cardone
Share