Rimini: sgomberato il Villino Ricci.

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Uno degli appuntamenti della Solidarità al Villino

Fine Novembre. Nevicate a bassa quota e temperature in forte calo. Il clima ideale per mettere in atto lo sgombero di una occupazione a fini abitativi. Se lo devono essere detto i dirigenti di vario grado quando hanno firmato il via a procedere per lo sgombero di questa mattina.

Villino Ricci. Un immobile abbandonato da una vita, che aveva ritrovato un senso, diventando di nuovo il focolare di qualcuno, è stato svuotato dei suoi 14 abitanti, che in questo momento si trovano in Questura per essere identificati. Il resto pare sia stato tutto sequestrato, anche il guardaroba solidale, l’aiuto che la Rimini per bene aveva dato a delle persone invisibili.

Questo ennesimo sgombero lascia una brutta impressione. Non stiamo parlando della proprietà dell’astuto palazzinaro che lascia il suo immobile a decantare, fregandosene del degrado che porta al quartiere, pur di aspettare il momento della speculazione. Stiamo parlando di un immobile lasciato al Comune di Rimini per fini sociali, da un ‘amante della poesia, che aveva la collezione completa di Famiglia Cristiana. Un immobile dimenticato da più di una decade e rifugio di chissà che cosa per tutto questo tempo.

Il Villino era stato riqualificato alla vita. Era stata tagliata l’erba altissima, rifugio di ratti. Era stato pulito il segno dell’abbandono e della putrefazione. Era di nuovo dimora e nuova occasione per persone che pensavano di non poter far più parte di una Comunità. Il loro crimine? Essere gli ultimi.

Ora per dare una parvenza di normalità a quello che è stato fatto sicuramente il Villino diverrà parte di un progetto  dove qualche metrosexual benpensante potrà ascoltare un djset, facendo finta di fare qualcosa di sociale, tipo aspirare tutta la puzza che ha sotto al naso. Villino Ricci, però, aveva già raggiunto l’apice del suo uso…. era stato ispirazione alla Solidarità.

P.S.

Rimini, la tua unica speranza di miglioramento è quella di tornare ad essere una Comunità. Queste decisioni spingono in direzione contraria. L’unica Società degna è quella che si occupa degli ultimi, non quella che fa finta di non vederli, perché il costo di questo atteggiamento è l’aumento del degrado e della Criminalità.

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@DadoCardone

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Rimini Criminale

polizia-controlli-notte-2Avete sentito del funerale di Casamonica a Roma? Scandaloso vero? Una cerimonia in pompa magna con un tale sfoggio di ricchezza per un Boss, proprio nella Roma di Mafia Capitale. E’ invece no, è solo gossip assimilabile alla notizia di chi si tromba quest’anno il figlio di Gigi D’Alessio e, come tale, è distrazione. L’unica cosa che esprime quel funerale è la debolezza di un Estabilishment la cui reazione non merita considerazione, ma lo stesso funerale, avendo i mezzi ed essendo altrettanto cafone, lo avrei potuto ottenere anche per me.

Tra le pagine social si legge che molti anche a Rimini sono rimasti scandalizzati dalla cosa, però questa città non è messa meglio in quanto a criminalità. C’è chi non lo ha capito. C’è chi invece se ne rende conto, ma preferisce tacere per non rovinare l’immagine della “Miami de noialtri” proprio durante la stagione (anche se dopo non è che…); lo stesso concetto per cui si chiude un occhio verso il divieto di balneazione e la mattina dopo un forte temporale trovi allegre famigliole che si immergono nel Gange della nostra riva PostBefanizzata.

Questi silenti “per amor di campanile” forse dovrebbero capire che la maggior parte del turismo di Rimini approda da queste parti proprio per lo stato in cui ci troviamo e se proprio ci piace questo tipo di clientela dovremmo farlo sapere che siamo in mano alla criminalità, non nasconderlo.

Un episodio per chiarire il concetto. Luca è un ragazzo di Reggio Calabria, ha una ventina d’anni e, dagli occhi vispi, sembra non essere uno che se la dorme nella paglia. E’ a Rimini ospite di un amico d’infanzia, Santino, che ormai abita qui da anni. La sera dell’arrivo non si è voluto nemmeno riposare tanto era entusiasta di assaggiare il lungomare. La Movida, il divertimento, le femmine. La mattina dopo si sveglia scuotendo la testa e lo fa per tutto giorno raccontando a chiunque voglia ascoltare le sua perplessità.

“Ma quanta cazzo di droga c’è a Rimini..? Voglio dire.. io vengo da Reggio Calabria, che non è proprio un asilo nido per certe cose, ma una roba come qua a Rimini non mi era mai capitata. E’ tutto un: lo vuoi il fumo? la vuoi la coca? cristalli ne vuoi? hai una cartina? non ti lasciano fare un metro.”

Ora. Se vogliamo essere ingenui possiamo immaginare che tutti i pusher del lungomare siano freelance come giornalisti senza redazione, ma la verità la sappiamo bene e non possiamo far finta che dietro non ci siano delle organizzazioni come quella dei Casamonica. I recenti fatti del Coconuts dimostrano che non c’è proprio da scherzare.

Come mai c’è tanto spaccio? Il motivo è lo stesso per cui c’è tanta piccola criminalità, tanta prostituzione, tanta corruzione, tanta evasione, tanto strozzinaggio, tanto degrado ambientale, ci sono tanti senza tetto ed è anche lo stesso motivo per cui, nonostante Rimini sia storicamente luogo in cui le generazioni passate hanno molto risparmiato, la miseria avanza inesorabile.

Molti, pensando al motivo, staranno addossando la colpa all’Immigrato, che, come da programmazione neurale, è la fonte di tutti i mali. La verità però è che il motivo di tutto ciò è l’abbandono, contesto in cui certamente si inserisce anche chi, da immigrato, cerca mezzi alternativi per sopravvivere. Resta ora da stabilire chi è il colpevole dell’abbandono.

Certo esistono una serie di concause da considerare, ma, formalmente, c’è chi si assume certe responsabilità accettando cariche amministrative. I Sindaci, gli Assessori, le maggioranze hanno il dovere di ridistribuire secondo necessità il contributo dei cittadini, ovviamente tolta la quota parte che va allo stato e intercettati i vari finanziamenti statali e comunitari. La linea secondo cui lo fanno è quella che comunemente viene chiamata politica, se la politica applicata è inefficace bisogna ripassare sotto verifica popolare e non necessariamente aspettando la fine del mandato… anche se ci perderemmo al parte più bella, quella in cui dopo 4 anni di sonno profondo piovono cantieri (governo ladro).

La politica di Rimini favorisce l’abbandono e il degrado. Basta guardarsi in giro per capire che questo è un fatto, ma lasciate che provi a spiegare il motivo con un metaforico quesito. Avete in tasca tremila euro. La vostra casa ha la porta rotta al punto da non potersi chiudere e l’ingresso del vostro giardino è un luogo buio, facilmente accessibile. Cosa fate con i tremila euro? Aggiustate la porta e illuminate il giardino o vi comprate un televisore da 50 pollici? La scelta dell’Amministrazione Riminese è evidente. Tre feste, cartelloni ovunque, tanti selfie e via.

Si è puntato sulle cose sbagliate, probabilmente per mantenere promesse fatte a pochi, per niente funzionali alla salute della città. La famosa Destagionalizzazione, anche se avesse funzionato (non lo ha fatto), sarebbe stata solo una parte dell’economia Riminese, il turismo estivo non può essere ricondotto alla contingenza di un paio di eventi. Se devo fare mente locale rispetto a ciò che è stato fatto per il turismo ricordo: Notte Rosa, Gnassi in Cina, Notte Rosa, ciclabile strana, Notte Rosa, Io Info (persino il fratello ha tolto il cartonato fuori dal locale), Notte Rosa, Molo Street Parade, Notte Rosa, Manifesti di Cattelan. Foto, tante. AH! Dimenticavo… è stato accettato con l’inchino anche il pacchetto fognario chiavi in mano di Hera, che pagherà tutta la provincia e con il quale (leggasi talpone) sono riusciti a bloccarsi persino quelle quattro rotonde che si erano decisi a fare.

Poi ci sono le Vision, quelle tante. Le Visioni a quanto pare non sono foriere di vera programmazione sia turistica, che economica per la città. Il Centro è morto e noi facciamo Acquarena per Cagnoni. La Periferia è malamente servita e noi buttiamo risorse pubbliche nel TRC. La città è piena di luoghi abbandonati dove si raduna l’umanità disperata e noi, invece di riqualificare quei luoghi, buttiamo risorse su un teatro di cui si sapeva già essere costruito su reperti che avrebbero bloccato tutto. Tra l’altro chi riconverte quei luoghi, dove succede qualsiasi cosa, in case di accoglienza per l’emergenza abitativa viene cacciato a manganellate.

Rimini oggi è un posto che, a dispetto delle vision, ha un centro defunto, centinaia di aziende in fallimento e una politica turistica involutiva concentrata sul turismo d’accatto. Adolescenti (o poco più) che dopo essersi ubriacati e drogati vanno a farsi rapinare e violentare in una spiaggia buia. Un turismo che paga così poco da costringere gli albergatori ad abbassare i servizi, assumere schiavi o ad affittare a chiunque abbia contanti, anche sporchi, ma subito. Tra l’altro è così che arrivano i soci che nessuno vorrebbe mai nella vita, perché un albergo può avere un valore nominale di qualche milione di euro, ma se non lavora vale come una conigliera, solo chi ha interessi paralleli e risorse non convenzionali ci investe.

Mappa rapporti criminali Romagna_SanMarino_MarcheSo che sono cose che non si vorrebbero sentire mai della propria città, ma Rimini non più è la Capitale del Turismo, però sta diventando un polo significativo per la Criminalità, come illustra ampiamente l’ottimo lavoro di ricostruzione dei ragazzi del Gap.

P.S.

Avete mai visto come si svolgono i furti in spiaggia di notte? Quest’anno sono cresciuti molto. Agiscono in formazione di tre persone e usano la voglia di bagno notturno del turista. Uno va a distrarre le eventuali persone vicine alla riva, gli altri due rapidamente perlustrano lettini e mosconi dove la gente abitualmente nasconde vestiti, cellulari e soldi. Facile facile. Come lo so? Come so tutto il resto, basta fermarsi ed osservare.

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@DadoCardone

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Galleria Occupazione Villa Ricci 23/05/2015

I quotidiani locali, all’indomani dell’occupazione, hanno fatto bella mostra di foto che sembravano prese da un campo di battaglia. So bene che la tragedia di una città sotto assedio fa vendere più giornali però, quando questo va a discapito della realtà, mi sento in dovere di intervenire (nel mio piccolo si intende). Ecco quello che ho visto io nella giornata di sabato.

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@DadoCardone

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Occupy Rimini – Scacco matto in tre mosse.

elimadibaLa necessità aguzza l’ingegno, quante volte l’avete sentito dire? Oggi però nuovi significati si sono aggiunti all’ingegno di una manovra, che molti diranno sarebbe stata da prevedere, ma che nessuno ha di fatto capito fino al suo compimento. Questa è la cronaca di come Casa Madiba si sia procurata un nuovo tetto e di come chi è abituato al confronto giornaliero riesca a surclassare forze soverchianti, se guidate dalla sola arroganza. In tre mosse.
L’origine di questa storia, leggendo il nome di Casa Madiba lo sapete già, è il doppio sfratto che ha messo per la strada gli attivisti di via Dario Campana e i quindici senzatetto che da loro avevano trovato riparo.

 

Prima mossa: la ruota del pavone. Dopo le contestazioni di piazza lo stesso giorno degli sgomberi e in Consiglio Comunale, giovedì, viene diffuso il tam tam di una Madiba Street Parade. Il nome appare come una provocazione diretta senza mezzi termini all’AperiSindaco, il quale aveva definito gli attivisti gente che fa volontariato “per sport”, arrogandosi qualsiasi diritto di soccorso, nei modi e nei termini congegnali alla sola sua Amministrazione. Sabato 24 maggio, attorno alle ore 16.00, davanti alla stazione di Rimini un centinaio di ombrelli multicolore faceva bella mostra di se sotto la pioggia battente, in attesa di seguire il risciò, locomotiva della protesta. Ancora una volta la risposta delle forze dell’ordine è parsa esagerata. Un numero imprecisato di Cellulari di Polizia e Carabinieri, l’immancabile Digos e un elicottero della Polizia che ha cercato di coprire col rumore delle sue pale, senza riuscirci, i canti di protesta delle potenti casse alla guida del corteo.
Screenshot_4Seconda mossa: faccio quello che vuoi tu. Come da precedenti esperienze di corteo Cellulari e celerini chiudono le vie d’accesso alle piazze. Ad ogni cambio di direzione gli osservatori (giornalisti, fotografi, etc) si chiedono se quello sarà il punto del contatto. Ancora si sente l’eco delle manganellate di appena un paio di giorni prima, ma il biscione di protesta si lascia condurre. Si comporta come Snake, “antico gioco Nokia” nel quale il serpente evita gli ostacoli e contemporaneamente aumenta il numero dei suoi componenti. Via Giovanni XXIII, Via dei Cavalieri, Via Ducale, un pezzettino di Corso D’Augusto verso il Ponte di Tiberio, Circonvallazione Occidentale, sempre ubbidienti, sempre in fila, sempre di più.
IMG_20150523_181730Terza mossa: la mano è più veloce dell’occhio. Quali possono essere gli obiettivi dei manifestanti? Le piazze? Gli edifici da cui sono stati sgombrati? Per ogni obbiettivo polizia in testa, in coda e nei sentieri altrimenti percorribili. Per ogni obbiettivo, certo … ma non per il vero obbiettivo. All’altezza della farmacia la testa del corteo continua ad avanzare mentre il grosso della fila devia verso Via Ceccarelli. Il tempo di reazione delle Forze dell’Ordine è sufficientemente lento da permettere a tutto il corteo di infilarsi nella nuova direzione. I Cellulari, richiamati, entrano nella via successiva facendo fischiare gli pneumatici per arrivare più velocemente possibile alla fine di Via Ceccarelli e impedire al corteo di proseguire. Da lì non uscirà più nessuno. Scacco matto.

Tip and Tricks (trucchi e suggerimenti). Al numero 14 di Via Giulio Mario Ceccarelli abitava una pia donna che lasciò la sua proprietà e la sua collezione di Famiglia Cristiana al Comune, per farne un uso socialmente utile. La villetta di due piani, con ampio giardino sul retro, è attualmente in uno stato d’abbandono tale che potrebbe essere usata per il set di un film Horror. I ragazzi di Casa Madiba Network, mentre alla fine della strada erano attesi da Pirro e le sue truppe (questa è un po’ difficile, me ne rendo conto), hanno introdotto clandestinamente le prime scope mai viste da quelle mura in almeno dieci anni. Il resto del lavoro è toccato a Fabio Pazzaglia che ha passato un paio d’ore nel cercare di conferire telefonicamente con il Vice Sceriffo Lisi e con l’Assessore alla Pubblica Incertezza Jamil Sadegholvaad. Ovviamente nessuno dei due si è visto perché, come giustamente ha fatto notare il Primo Cittadino in Consiglio Comunale, “la Giunta è una squadra e ognuno risponde per le sue competenze”… sono le incompetenze che proprio non si vuole intestare nessuno. Comunque sia, con l’apporto degli assessori o meno, alla fine gli agenti in tenuta antisommossa e l’elicottero si sono stufati di presidiare i tombini, perché solo quelli erano rimasti di pericolosi. Il nuovo tetto di Casa Madiba Network è stato inaugurato con un’assemblea serale, la nuova sistemazione durerà? Io consiglierei di lasciargliela perché, data l’abilità dimostrata, la prossima volta potrebbero occupare il Palas durante un convegno di Marines.
P.S.
Anche in questa azione un assente e un non pervenuto. L’assente è Sara Visintin che non si fa vedere né in Consiglio, né tra quelli che la sua estrazione dovrebbe privilegiare. Poi citare i contadini di Di Vittorio diventa una fanfaronata. Il non pervenuto è Savio Galvani, presente, ma arrivato solo dopo che Fabio l’ha tranquillizzato sulla situazione. Per fare il Comunista ci vuole il fisico.
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@DadoCardone

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AiRiminum e il centro commerciale Fellini.

Ve lo dico subito. C’è da leggere, perciò mettetevi comodi.

Sabato pomeriggio alla conferenza “Airiminum Incontra” c’era anche il vostro inviato Citizen preferito. Mentre tutta la stampa era stata messa in punizione, io me ne stavo comodamente seduto tra Vescovi, Politici e Comandanti in quella che, anche sull’invito, veniva chiamata zona sterile. Non scherzo, l’hanno definita proprio così. Tra l’altro non capisco come non mi abbiamo individuato subito visto che il mio reddito, lì in mezzo, stonava anche senza essere dichiarato. Mi avranno preso per un eccentrico.

L’intento della conferenza, presumibilmente, era quello di tranquillizzare chi decide per il territorio e fare un bel brindisi per l’arrivo di un nuovo aereo. A Rimini un brindisi per ogni aereo si può fare, data la cadenza, se lo facesse anche un aeroporto piccolo come Orio al Serio, con i suoi 50 voli giornalieri, capite bene che la dirigenza dovrebbe iscriversi all’Anonima Alcolisti.

Ha aperto la conferenza Laura Fincato che Vito Riggio (Presidente Enac), nella sua lettera di scuse per l’assenza, identifica come Onorevole nonostante non lo sia più dall’87. Non che abbia lasciato i luoghi di pratica politica, ci mancherebbe, come lei stessa dichiarò in occasione della sua Candidatura a Sindaco di Venezia è una delle fondatrici del PD.

Non divaghiamo. Con un tailleur fantasia occhio di pernice in nuance arancione, oltre ad aver decretato il ritorno degli anni ’60, ha esordito usando termini inglesi, forse in onore dell’aziendina milanese che ha tirato su la baracca. Ha parlato di Speech (che poi sarebbero i discorsi) e…. lo sapevate che quelli di Airiminun ci hanno tirato un Joke? Sì, ci hanno fatto uno scherzone. La decisione dell’inaugurazione il primo di aprile non è stata una cappella mediatica. No! Lo scherzo era che l’aereo è atterrato davvero. Su, non fate quelle facce, il senso dell’umorismo varia di persona in persona. Fate come me, immaginate una giovane e goliardica studentessa Fincato che, abilissima, sostituiva i Croissant alla marmellata di ciliegia con quelli alla marmellata di albicocche e poi osservava segretamente le reazioni al Joke. Che risate.

20150509_161613Comunque sia ha parlato molto di trasparenza e collaborazione. Sapete cosa? Io sulla trasparenza le credo. Infatti seduto al suo fianco c’era Umberto del Basso de Caro, il suo conflitto di interessi. Il Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di cui Laura Fincato è Consigliere Esperto (un consulente) a gratis, era seduto li, pacifico, ad aspettare il suo turno per parlare. Questo non ha assolutamente provocato commenti tra il pubblico (sterile), proprio nessuno. Fidatevi.

Il turno successivo è stato quello di Leonardo Corbucci e le sue slide, stile molto apprezzato dal Primo Cittadino che, come risaputo, le usa come panacea di tutti i bilanci. Dopo averci condotto in vetta alle sue intenzioni con slide sul ciclismo e richiami a Pantani, ci ha fatto atterrare malamente con metafore sugli affittuari.  Eh già perché Airiminum mette dei soldi, finora pochi, per pagare un affitto, ma il padrone di casa è Enac e a lui spettano le manutenzioni straordinarie, affermazione formalmente corretta fino a che le slide non ci hanno condotti nell’incubo di un centro commerciale aeroportuale.  Gaming (?), ristorazione, palestra, discobar, rassegne cinematografiche, eventi musicali, non ho visto però i Compro Oro e i massaggi cinesi, quelli sì cha fanno cassa.

A questo punto vi starete chiedendo: e i voli? Qui arrivano le vere pagine dolenti. A dispetto di un’unica novità, i voli cargo da sempre consigliati a voce bipartisan, il resto del piano strategico sembra partire da un programma strategico di Gnassi. Vengono considerati come un dato di fatto il milione di passeggeri che Aeradria avrebbe raggiunto con la sua gestione. Anche se nella presentazione ne vengono contati 900.000, probabilmente per non richiamare alla memoria il precedente fallimento. La cronaca giudiziaria ha già ampliamente disquisito di quanto quel numero fosse stato gonfiato dalla tecnica piuttosto aggressiva del comarketing. Dunque uno dei fondamentali di questo piano è dubbio, ma ve ne sono altri. Sembra infatti voglia costituirsi un fronte comune tra tutte le realtà in curva negativa del nostro territorio: Fiera, Gros, Palas di Rimini, Palas di Riccione, TRC (e non lo vuoi fare un altro sfregio fino all’aeroporto?), il che non sarebbe male se fosse un sistema di contenitori comunicanti, ma nell’opinione di molti ognuno di questi luoghi vive la sua personale decadenza, quando addirittura non si tratta di volo pindarico. Nella presentazione in oggetto poi si considerano queste infrastrutture come un qualcosa da cui attingere, come dire non lo prendi un aereo da Milano per venire alla fiera di Rimini? No. Ma non lo dico io. Lo dice la precedente esperienza di Aeradria e lo dice il fatto che ormai i weekend di fiera sono corti perché, dati i tagli ai budget di qualsiasi azienda italiana (Aziende come Prada hanno tagliato anche sui buoni pasto dei dipendenti), non si fanno più i fine settimana a mignotte e champagne “che tanto metto tutto nelle spese”. Il nuovo metodo è “toccata e fuga, ma solo se serve, macchina a gas o treno regionale, scegli tu”. Chiaro che non si può sempre ragionare in termini di recessione, ma non mi pare che l’attuale Governo ci stia indirizzando verso il nuovo “miracolo italiano”, anzi.

Rimangono i collegamenti turistici di cui, lo dico sinceramente, non ho colto il piano. Anche in questo la strategia, o meglio quello che è stata rappresentata come tale, sembra appollaiarsi su dati che la riguardano, ma anche no. Il fatto che la Riviera possegga 110km di spiagge e 3500 alberghi valeva anche per Aeradria, è valso per il Ridolfi di Forlì e varrà sempre per Bologna, ma questa non è una strategia … è la speranza che qualche briciola cada dal tavolo. Su questo argomento mi aspettavo qualche parola da Raffaele Ciuffoli, Consigliere rappresentante del territorio e soprattutto titolare del Tour Operator Ital Camel, ma non ha proferito favella.

Altro personaggio silenzioso è stato Roberto Montesi, membro del CDA, che porta con se una particolare realtà. Montesi è patner della società LS Lexius Sinacta, associazione tra a avvocati e commercialisti la cui missione sociale sono consulenze d’alto livello. Per intenderci la LS sta curando la quotazione in Borsa dell’aeroporto Marconi di Bologna e ha assistito Hera nella recente modifica statutaria del Voto Maggiorato (robaccia del “Decreto Competitività” per favorire l’accesso al mercato di capitali di rischio). Il Consigliere in oggetto si distingue, tra le altre cose, per essere Sindaco Revisore incaricato dal Ministero della Salute per l’ASL di Napoli e Presidente del collegio liquidatori della Margherita di Rutelli.

La parola finale, come da prassi Istituzionale, è stata lasciata al Sotto Segretario Del Basso de Caro che, dopo aver ricordato che il sud d’Italia è un macello, ha considerato che a Rimini le cose non vanno poi così male e che possiamo ancora sperare nel turismo cinese. Parole che hanno infuso una grande fiducia in tutti gli sterilizzati. Ovviamente l’affermazione è ironica, dalla seconda fila in poi si parlottava parecchio.

E’ sicuramente vero che i piani  industriali per una azienda privata possono contenere dati sensibili che potrebbero essere oggetto di furti e/o compromissioni, ma dal non mostrare quanto di riservato c’è nei propri piani, al pretendere che ci si fidi di una dichiarazione di intenti piuttosto generale, passa un bella pretesa. A questo punto però vale la pena di farsi una domanda: perché questa opinabile apertura e tutto questo parlare di trasparenza e collaborazione? Formulo una modesta ipotesi, ma prendetela per quel poco che vale visto che non sono un esperto di aeroporti, ne di finanza creativa. Considerato che il piano di sviluppo (se fosse veramente quello mostrato) non pare valere l’investimento, l’Aeroporto Internazionale Federico Fellini acquista interesse più che altro in merito ai capitali che può attirare. Ovvio che cattiva pubblicità e degli scocciatori a 5 Stelle, si sono messi in testa di sorvegliare, possono create delle difficoltà. Che i 5 stelle diano fastidio è abbastanza evidente visto che in una cartellina consegnata all’uscita, tra le altre amenità, era riposto un intero fascicolo di risposte a Giulia Sarti.

P.S.

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno in questa vita sono ignoranza e fiducia; e il successo è assicurato.

(Mark Twain)

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@DadoCardone

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Teleriscaldamento: chi ha mangiato la marmellata?

A Rimini il Teleriscaldamento è un tema difficile, uno di quelli per cui esprimere un’opinione diventa persino imprudente, quindi meglio limitarsi a riportare le dichiarazioni. Esistono però delle evidenze, che nessuno riesce a negare, salvo poi attribuirne la responsabilità ad altri.

Un’evidenza, la più grossa, la più imbarazzante, è che facendo i conti mancano due milioni di euro nel computo dei lavori per il Teleriscaldamento. Un’altra cosa fuor di dubbio è che la stessa cifra è stata caricata nella tariffa dei Teleriscaldati. In una recente commissione il fatto è stato dichiarato più volte e nessuno, rappresentante di SGR compreso, l’ha negato.

Ora, sempre secondo le dichiarazioni, questi soldi devono essere restituiti e, a rigor di logica, se qualcuno li deve restituire vuol dire che non li doveva neppure prendere. Attenzione perché è in questo punto che si configura la situazione pericolosa: stabilire chi è il soggetto che non li doveva prendere fa la differenza anche nella lettura legale.

Possibile che SGR si scaldi tanto semplicemente per un indebito aumento della tariffa? Voglio dire, la tariffa è sotto il suo controllo e limando (o aumentando) di un misero centesimo a KW, spalmando la diminuzione (o l’aumento) nel tempo, la situazione sarebbe facilmente risolta. Farebbe più gioco il silenzio, che i titoli a tutta pagina.

Il problema sarebbe se questi benedetti due milioni fossero proprio quelli dell’onere urbanistico. Qualora fosse dimostrato che i soldi sono spariti o sono stati usati per altro, che non sia la suddetta destinazione, non si configurerebbe un reato di Peculato? Essendo io ignorante in materia, chiedo.

Ecco che a questo punto i nervi si tendono. L’Amministrazione dichiara che questi soldi devono essere restituiti, SGR dice che li deve avere dal consorzio il Maestrale, che non li ha e allora il Comune dovrebbe escutere la fidejussione depositata in assegnazione d’appalto. Bene. Forse il prossimo documento che vi propongo potrebbe fare un po’ di luce sulla questione.

E’ l’estratto di una lettera di SGR, non firmata da nessun dirigente, datata 23 ottobre 2007, che mi risulta essere stata ricevuta da tutti i proprietari di immobile teleriscaldato a Viserba:

Per quanto riguarda l’impianto di Teleriscaldamento, ivi inclusa la centrale, il Consorzio, dopo aver espletato una gara a trattativa privata con alcune delle maggiori aziende nazionali specializzate nel settore, ha scelto la proposta tecnica e l’offerta economica di SGR ( Gruppo Società Gas Rimini S.p.A.) stipulando con la stessa un contratto che sinteticamente prevede quanto segue: SGR si è impegnata a pre-finanziare la costruzione dell’impianto a fronte di un contributo di soli Euro 1.250.000 da parte del Consorzio, contro un costo effettivo di circa Euro 3.2050.000 (valore approssimativo in quanto i lavori non sono ancora finiti) dell’impianto stesso. I rimanenti 2.000.000 di Euro saranno recuperati da parte di SGR con 30 anni di gestione applicando le medesime tariffe adottate da quasi 20 anni, nella città di Rimini, ad oltre 500 appartamenti presenti nel IV Peep Marecchiese

Due milioni di Euro? Saranno mica quelli per cui tutti si stanno accapigliando? Se quest’accordo fosse in effetti andato a buon fine, così come comunicato da questa lettera, che tutti sembrano aver dimenticato, ci sarebbero un paio di problemini: il primo è sicuramente che Il Maestrale non poteva fare creste sugli oneri urbanistici sfruttando gare private d’appalto. Il secondo è che se SGR, come da sua lettera, ha sottoscritto questo tipo di accordo … che soldi rivuole adesso? Saranno mica 4 i milioni di Euro che non tornano nei conti?

Pare ovvio, qual’ora le ipotesi si dimostrassero vere, che se Il Maestrale non poteva fare questo tipo di accordi SGR non poteva esserne la controparte, dunque perde anche il diritto a recuperare i soldi con “30 anni di gestione”. Il Comune, responsabile delle opere pubbliche, non è certo in una posizione migliore e li deve richiedere.

Ognuno di voi, cari lettori, può farsi un’idea propria di dove sono finiti quei due milioni, ma non traete giudizi senza prove, mi raccomando. Per quello che riguarda me mi piacerebbe che qualcuno fuori dai giochi, prendesse in mano le carte e ci levasse da questa confusione. Non sarebbe male se a farlo fosse l’Autorità Nazionale Anti Corruzione del Dottor Cantone visto che ha già dimostrato la sua attenzione da queste parti con l’appalto del Leon Battista Alberti.

P.S.

Confusione è una parola che abbiamo inventato per un ordine che non si comprende” [Henry Miller]

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TRC Vincit Omnia.

Cattura1Bisogna ammetterlo. Ancora molti non conoscono il TRC, ma si è fatto decisamente poco amare da tutti quelli che hanno avuto la sfortuna di capitargli tra i piedi. Bisogna ammettere anche un’altra cosa: il Trasporto Rapido Costiero è un’opera senza senso utile, che deturpa il territorio e ha messo nei guai persino quelli che la vogliono finire a tutti i costi, ma se quella di stamattina è la massima resistenza che la cittadinanza si sente di opporre i dirigenti di AM e Italiana Costruzioni possono già tirare un bel sospirone di sollievo.

I Fatti. Dopo aver aperto una ferita di quasi 10km sul territorio che va da Rimini a Riccione, da stazione FS a stazione FS, qualcuno si è accorto che dovevano essere spostati i sottoservizi, le fogne. Nello specifico in Via Portovenere questa svista (o qualsiasi altra cosa sia) si è tramutata in un bel guaio per i residenti, che potranno entrare e uscire, dalle loro case, solo a piedi per un periodo stimato in circa un mese. Le questioni da puntualizzare sono diverse.

Lo spazio carrabile lasciato a disposizione è di 120 cm, meno di un manico di scopa. Già a causa del precedente confine di cantiere ai mezzi dei Vigili del Fuoco era inibito l’accesso, ora non possono passare nemmeno le ambulanze. Qualcuno dice che è sopportabile, altri, magari quelli con un invalido del 100% a casa, non sono tanto convinti, in ogni caso questi riccionesi di serie b si vedranno spegnere principi d’incendio con i Canadair e dovranno stare molto attenti al colesterolo per evitare infarti troppo fulminanti per essere raggiunti a piedi.

Altra singolare questione è il fatto che nessuno sembrava sapere quello che sarebbe avvenuto. Una mattina è apparso un cartello giallo con l’invito a spostare i mezzi di locomozione da casa, stop. Il Sindaco Tosi, a piene pagine di giornali, dichiara “non ne sapevo niente, ero a Milano”, esiste però un’ordinanza del 27/04 firmata dal Dirigente della P.M., Dott.ssa Graziella Cianini, che dispone quanto poi è successo ed inoltre la motivazione non lascia scampo, in quanto si parla di un lavoro che per sua natura deve essere programmato per tempo. Se qualcuno si fosse preoccupato della corretta comunicazione forse stamattina si sarebbe vista qualche lacrima in meno e qualche bestemmia sarebbe rimasta in canna, ma, nell’evidenza dei fatti (ne sono testimone) c’era molta confusione su ciò che sarebbe successo.

I casi sono due: si sapeva o non si sapeva. Sembra un’affermazione ovvia, ma anche l’ovvio nasconde conseguenze. Se si sapeva non si voleva essere scocciati per qualcosa di inevitabile. Se invece non si sapeva qualcuno ha fatto male il suo lavoro. Nel primo caso l’elettorato farà le sue considerazioni, nel secondo ci si affida alla fede, ossia è meglio pregare. In entrambi i casi questa mattina c’erano persone molto preoccupate perché pensavano di doversi guadagnare l’uscita di casa tra alberi e ringhiere, sperando di non dover muovere i residenti disabili. Non è così, i 120 cm sono miseri, ma garantiti. Per scoprirlo la Consigliera Regionale Sensoli (M5S) è arrivata sul cantiere la mattina presto, poi è ripartita lasciando un appello per il Sindaco Tosi (sperando che non sia a Milano).

Questi i fatti. Ora però vorrei concludere riprendendo la considerazione con cui si è aperto questo pezzo. La resistenza al TRC è ridicola. Sia chiaro, non parlo di resistenza alla maniera palestinese, sebbene un bel muro stile Gaza sia comunque stato approntato. Parlo della presenza, parlo di far pesare l’opinione pubblica, parlo di non pensare che i guai degli altri siano semplicemente… degli altri. Lo avevo già visto ai tempi dell’abbattimento della proprietà Moretti a Rimini, ma non solo li. Sembra che il lato opposto della strada sia un’altra dimensione, un luogo che non ci riguarda, figuriamoci quello che succede in un altro quartiere o in un’altra zona della città. E’ indifferenza? E’ rassegnazione? Qualsiasi cosa sia è esattamente quello di cui ha bisogno chi vuole portare avanti un’opera devastante come il TRC. Questa mattina c’erano degli attivisti del Movimento, una giornalista del Carlino e  quattro o cinque residenti, che comunque erano meno dei carabinieri. Questo cosa dovrebbe fermare?

P.S.

Mentre me ne stavo andando ho avuto un’idea geniale per ovviare alle difficoltà dei mezzi di soccorso sanitario. Si potrebbero istallare delle catapulte nei cortili per lanciare chi ha bisogno di soccorso alle spalle dei condomini, dove la strada è ancora praticabile. Prima di dire che si tratta di un’idea assurda affacciatevi alle finestre e date un occhio a cosa vi hanno costruito davanti casa.

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@DadoCardone

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TRC: Troppo ridicolmente costoso

melucciLo sanno tutti. E’ l’esercizio che crea la perfezione. Lo sa bene anche il PD di Rimini che non si limita alla devastazione, ma cerca di non far cresce neanche più l’erba al suo passaggio.

No. Non è un racconto del Centro Sinistra ai tempi di Attila, è proprio cronaca dei giorni nostri. Pare infatti che, data la soddisfazione che sta dando il primo TRC, ci sia il secondo ramo della metropolitana più stupida del mondo (che poi è un autobus) fermo al CIPE (Comitato Interministeriale di Programmazione Economica) in attesa di approvazione.

Quello che si sa è che si tratta del tragitto Stazione – Fiera,  un progetto ancora più costoso del primo, ma che si basa sempre su quelle caratteristiche principali che tanto hanno ispirato generazioni di Melucci (da Maurizio alla nipote):

  • Deve essere una linea dritta: le curve sono concetti complicati e potrebbero non essere nelle possibilità del mezzo scelto, se mai si capirà qual è. Perché divagare quando c’è l’abbattimento anche con le occupazioni temporanee di cantiere?
  • Deve essere costoso in maniera ridicola: si parla di 50 milioni di euro per 4km e rotti, ben 12 milioni a Km. Roba che puoi pagarci il taxi per anni a tutti quelli che vogliono andare alla fiera dell’est.
  • Deve essere completamente inutile: Il business plan di questo nuovo progetto si basa praticamente su reperti archeologici che il carbonio 14 data all’incirca all’era Post Sabbione, quella in cui i politici hanno cominciato a credersi degli imprenditori. Si parla forse del 1995, sicuramente quando alla Fiera non c’era una fermata del treno come oggi.

I punti per avere un TRC certificato dal prestigioso marchio qualità PD ci sono tutti. Se venisse dato il via a quest’opera una bella livella  si abbatterebbe dritto per dritto dalla Stazione alla Fiera, ripetendo la genialata dei sensi unici alternati per ciò che non si può abbattere. Abitanti di San Giuliano… cominciate pure a chiedervi se siete tra i fortunati. Oltre alla devastazione, l’inutilità conclamata e lo sfondamento delle tasche di Pantalone sono garantiti. Tanto…

La cosa più sconvolgente, anche se per essere sinceri sconvolgente è il fatto di essersi ormai abituati, è l’arbitrarietà dei dati su cui si dovrebbero basare i piani economici di queste follie. Pare infatti che secondo lo studio depositato, quest’anno, tra studenti, lavoratori e occasionali (?) più di tre milioni di persone prenderebbero, se esistesse, il nuovo ramo del TRC. Come dire… 9000 persone al giorno per tutti i 365 giorni dell’anno. Poi, dato che negli anni ’90 ponevano gran fiducia nell’attuale modello economico, gli ipotetici passeggeri dovrebbero superare i  4 milioni nel 2020. Da questo di evince quanto  il Partito Democratico sia sincero quando parla di immigrati come risorsa.

Ovviamente scherziamo. In realtà pochi del PD sono a conoscenza di questi progetti, la maggior parte sono troppo occupati ad annuire. Lasciamoli nella loro beatitudine e preoccupiamoci di più del “Silenzio degli Onesti” , perché, come diceva Martin Luther King, fa più danni della cattiveria dei malvagi. Il primo Ramo del TRC ha avuto l’appoggio, è evidente, dell’indifferenza e della disinformazione (ancor oggi c’è gente che pesa si tratti di una metropolitana). Si è arrivati al punto di dire “ormai è troppo tardi, bisogna finirlo”. Bene. Qui,  ora,  c’è un problema che si ripete identico, vogliamo cominciare già da ora a dire che è troppo tardi?

P.S.

Volevo ricordare ai Riminesi d.o.c. che l’indifferenza è una tattica che funziona solo se il destinatario se ne accorge… diversamente è solo l’ammissione di non contare nulla.

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@DadoCardone

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Il Cieco ha visto tutto.

20150303_133626Che succede a Gaiofana? E’ una domanda che ti fai quando torni a casa e trovi quattro (e dico quattro) volanti della polizia di fronte al cancello. Ti guardi in giro e ti aspetti di sentire dei colpi di arma da fuoco da un momento all’altro, o, perlomeno, qualcuno che urla da un terrazzo che si vuole buttare. Ma niente.

Ti avvicini guardingo al portone di casa sperando di non essere nella linea di fuoco di qualcuno e cerchi di capire dalle facce dei vicini, tutti affacciati o in giro come appena scampati al terremoto, cosa diavolo sia successo. La Signora Helmut (nome di fantasia a protezione dell’identità), forte dei suoi due ictus, ripete ossessivamente “Cosa è successo?  Chi si è buttato?” e rimbalza da un lato all’altro del cortile come un Roomba, quegli aspirapolveri che puliscono casa da soli. Quando imbrocca il portone sono cazzi.

Il vicino complottista mi guarda contrito, mi fa un sospirone  che sta a significare “come volevasi dimostrare” e guarda il secondo piano dove abita il vicino mussulmano. Mi mette una mano sulla spalla  e sempre sospirando mi fa :

 “ lo sapevo che doveva succedere proprio qui a Gaiofana….”

“Cosa?”

“L’ISIS!” – esclama con gli occhi a palla. Lo sto quasi per mandare a fanculo quando il mio sguardo intercetta un poliziotto affacciato al terzo piano. Proprio l’appartamento dei miei vicini preferiti.

La Signora Helmut nel frattempo ha quasi preso il portone e incrocia un agente che sta uscendo.

“Cosa è successo?  Chi si è buttato?”

“Signora non ho tempo.. se lo faccia dire dai vicini che sicuramente hanno visto tutto”

“Qualcuno ha visto qualcosa?” – chiede disperata.

“Sauro” – le risponde urlano qualcuno. Che poi è il nome del vicino cieco. Perché noi nei quartieri brutti siamo così… non rinunciamo alla battuta nemmeno circondati dalla polizia.

Basta voci di popolo, meglio constatare di persona. Riesco a capire che il figlio dei miei vicini, un ragazzino timido per quanto allampanato, ha saltato la scuola. Avendo la casa libera si è organizzato per ospitare gli amici radunandone mezza dozzina. Fino a qui, ci arriverebbe anche lo psicologo interpellato dai giornali questa mattina, proprio di fianco all’indignazione del vicesindaco, è tutto normale. Lo si fa per essere accettati. Ragazzi ho la casa libera venite da me domani? 

Torneo Fifa alla Play (per gli anziani: videogioco del calcio), risate, battutacce e fanfaronate per salire i gradini della scala sociale del gruppo. Però (c’è sempre un però) nelle dinamiche di gruppo è previsto un maschio Alfa che ad un certo punto deve ristabilire le gerarchie, ne va del suo status. Se il maschio Alfa è un imbecille allo stato brado la mossa porterà sicuramente ad una serie di conseguenze che vanno dalla denuncia a piede libero al ritrovarsi in un campo d’addestramento alle porte di Kobane.

L’imbecille prende una pistola a pallini, quei pallini gialli che possono fare danno solo se li ingoi, e spara ai bambini della scuola elementare di fronte, mentre fanno ricreazione. Trenta, forse quaranta, metri di tiro che arrivano al bersaglio solo per inerzia. Io, lo confesso perché oramai il reato è in prescrizione, a 15 anni con una cerbottana e dello stucco, centravo natiche di anziani sequestra palloni a 50 metri con una potenza balistica che saltavano tutti come i capretti.

C’è da dire che, anche se nessuno si è fatto male, l’imbecille non è stato meno imbecille, tra l’altro è stato pure sfigato perché ha trovato una maestra sul piede di guerra (non è possibile fumare all’aperto nel quartiere ad una distanza di venti metri dalla scuola) e l’intervento di una squadra d’assalto della polizia in una evidente mattinata moscia.

Ora svesto un attimo i panni dell’indiretto  testimone e rimetto quelli di Citizen per le abituali considerazioni che nessuno si sente di fare. Tre, quattro, volanti della polizia, sette ragazzini denunciati, prime pagine dei giornali, interventi pubblici del Vicesindaco (che non li fa però quando le scuole cadono a pezzi) e pareri dello psicoloco. Minchia che reattività!

Siamo sicuri che a molti farebbe piacere vedere questa prontezza di riflessi anche per le altre problematiche, perché a Rimini non è che proprio ci si annoi. Minimizzo? Non proprio. Ai tempi della cerbottana fui scoperto e un paio di calci nel culo mentre una morsa mi teneva dolorosamente l’orecchio mi convinsero a cambiare sport. E’ il famoso metodo Montessori, dove il ragazzino è libero di scegliere… se comportarsi bene o prendere una tempesta di schiaffoni. Oggi giorno non si usa più. Sarà meglio? Sarà peggio? Non siamo psicologi, ma forse si sarebbero evitati articoli di due pagine (manco avessero indagato Gnassi per associazione a delinquere) che pare diano  voce anche ad una specie di protagonismo represso delle mamme,evidentemente  cresciute  a pane e Maria De Filippi: “abbiamo rischiato la tragedia”. Dai su…

P.S.

A chi ha sparato. Tra tutte le possibili considerazioni che potrei fare su di te la più drammatica è che non sei amico dei ragazzi che (probabilmente) stanno tacendo per te. Stai portando 7 famiglie in tribunale, mentre l’unico comportamento da uomo sarebbe ammettere la tua colpa e risparmiare un sacco di lavoro e patimenti a tutti. Spero che il tuo gruppo se ne accorga e ti lasci da parte come meriti.

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Cona, il tunnel degli Orrori.

IMG_4007Dunque un commento Onorevole Sarti..?” – Giulia scuote la testa. Non perché non ha niente da dire, ma perché non crede a quello che ha visto. Ha appena finito, con Raffaella Sensoli, Vice Presidente della Commissione Sanità della Regione, il giro nei tunnel di servizio del Sant’Anna di Cona ed ha visto cose ….

Procediamo con ordine. L’ospedale di Cona è uno scandalo italiano di dimensioni enormi che stenta a uscire dalle cronache di Ferrara e, in una società dove si chiede a Schettino un selfie davanti alla Costa Concordia, si tratta già di un bell’indizio. Ventidue anni per costruire un ospedale sovradimensionato rispetto al suo bacino d’utenza, con un costo ufficiale di 301 milioni di Euro e 900 milioni di spese non previste e “no core” (non relative al servizio sanitario in senso stretto come le pulizie).

Tutto qui? No. Ci sono indagini parlamentari invocate già nel 2011 che cadono nel dimenticatoio e processi archiviati che vengono riaperti sotto altra forma. Non basta. Ci sono anche 150 intercettazioni telefoniche, scremate da 100 mila, trascritte e volute dalla Procura  perché “di grande interesse” che però sono top secret, mai rese note ne citate durante il dibattimento processuale.  Tra le poche trapelate ce n’è una che fa male.

“Dobbiamo finire in fretta quest’ospedale, la Regione mi ha detto basta varianti perché sennò non lo finiamo più.”

Le parole sono di Marino Pinelli, Responsabile Amministrativo del Sant’Anna, già condannato in abbreviato ad un anno per abuso d’ufficio. D’ipotesi su questa singola frase se ne possono fare molte. Farsi domande non è reato. Chi è l’interlocutore di Pinelli in Regione che dice basta varianti? Perché dice basta? E’ un numero che può variare oppure in 22 anni di costruzione, preliminare, definitivo ed esecutivo avrebbero dovuto rendere il numero delle varianti piuttosto certo?

Sembra non avere dubbi in proposito Francesco Rendine, candidato Sindaco per GOL (Giustizia Onore e Libertà)e fondatore del Comitato Civico SoS Sanità. Alla decisione del tribunale di non rendere le intercettazioni parte integrante del processo commenta così: “Ai Carabinieri non è stato consentito di testimoniare sui contenuti di molte intercettazioni nelle quali sarebbe ben descritto il contesto ambientale, dove emerge la vera natura dei rapporti tra Presidente della Regione, Sindaco, dirigenti pubblici e delle imprese intervenute nella costruzione e nella gestione di Cona”.

CatturaUna cosa è certa. Questa storia provoca un sacco di dubbi riguardo alla vera utilità di questa struttura. Visitandolo si capisce che le sue dimensioni enormi non sono certo a beneficio dell’utenza, la quale si conta in numero molto inferiore a quello che servirebbe per riempire un ospedale che è probabile si veda anche dalle stazioni orbitanti attorno al pianeta. Gli stessi dubbi sono sicuramente venuti anche a Giulia Sarti e Raffaella Sensoli, le prime due entità politiche ad essere scese ufficialmente nei meandri del labirinto di Cona. Usiamo la parola “ufficialmente” perché sia Balzani che Bonaccini, ai tempi della campagna elettorale, hanno fatto una visitina da quelle parti per parlare di Sanità e riteniamo improbabile che nessuno si sia preso la briga, se non di mostrare, almeno di parlare del “tunnel degli orrori”. Se la notizia è stata data, i due candidati hanno fatto in fretta a dimenticarsene.

IMG_3859L’ispezione ai tunnel di servizio dell’Arcispedale (così lo chiamano) Sant’Anna è fondamentale per capire di cosa stiamo esattamente parlando. La zona di Ferrara è nota per essere terra rubata al mare e bonificata dagli Estensi. Il luogo dove sorge l’immensa struttura è conosciuto come “Fondo Morte”, una buca talmente ricca d’acqua che all’ospedale, il cui piano interrato e quasi 5 metri sotto il livello di Cona, sono necessarie idrovore e numerosi altri accorgimenti che fanno lievitare il costo delle spese extra sanitarie, pare a 53 milioni di Euro l’anno. Qui però c’è anche il corto circuito tra come dovrebbe essere stata realizzata l’opera e la realtà oggettiva in cui si trova. Sembra, ma ne avremo la certezza solo alla sentenza del processo celebrato proprio in questi giorni, che l’ospedale poggi su calcestruzzo con una vita pari alla IMG_3863metà di quella che sarebbe obbligatoria per un’opera pubblica (100 anni). Andando a visitare i tunnel di servizio, in cui sono ubicate cucine e lavanderia, ci si trova di fronte ad una pannellatura che sembra avere l’unico scopo di coprire i muri. Quello che i pannelli non coprono è inquietante. Le pareti sono drenate con dei buchi in cui sono inseriti imbuti attaccati al classico tubo di gomma da giardino che vanno a finire in chissà quale raccordo o grondaia interna. Non stiamo scherzando. Imbuti, proprio come quelli che si userebbero per travasare del vino e pare ce ne siano circa 300. Lungo il percorso spettacoli cromatici che vanno dal giallo, al verde acido, al rosso ruggine … tutta roba che cola. Ammettiamo di non essere esperti di muffe e affini, ma di certo non vorremmo quello che si vede lì vicino alle nostre cucine.

IMG_3909Ora. E’ umanamente comprensibile la dichiarazione del Direttore uscente dell’ospedale, Gabriele Rinaldi, che rassicura sulla stabilità della struttura e che garantisce essere già prese le necessarie contromisure contro le infiltrazioni, ma noi saremmo proprio curiosi di sapere se, in una qualsiasi fase progetto,  fossero stati contemplati degli imbuti da travaso e  sotto quale voce sono stati inseriti nel project financing. La cosa singolare è che, abbiamo controllato, il masso di calcestruzzo benedetto da Papa Wojtyla negli anni ’90, in effige di prima pietra della costruzione, era di calcestruzzo a norma.

Le due portavoce del Movimento 5 Stelle, nei loro rispettivi ruoli, Sensoli  come Vice Presidente della IMG_3920Commissione Sanità e Sarti come Parlamentare membro della Commissione Giustizia, uscite dal tour di Cona hanno manifestato l’intenzione di andare a fondo nella questione. Entrambe sono concordi ci sia molto da portare ancora alla luce, quello che hanno visto stride in maniera insopportabile con ciò che la Regione definisce un esempio per la Sanità Nazionale.

P.S.

Che la questione sia un imbarazzo per la Regione (e di conseguenza per il Partito Democratico) è facilmente intuibile dall’excusatio non petita dell’Ex Assessore Melucci, che si scompone su La Rimini che Vorremmo nel tentativo di far sembrare la questione un problema Italiano e non Regionale. Prima posta un articolo del Fatto del 2011 in cui un Parlamentare PDL chiedeva indagini su Cona, poi, evidentemente rendendosi conto che qualcuno avrebbe potuto chiedere che fine abbia fatto quella richiesta, visto che da quella data il Governo è PD, ha tolto il link e si è espresso in un post personale. Continuano a dirmi che è furbo … sarà la tecnologia che lo mette in imbarazzo.

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@DadoCardone

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Morte Democratica e finti comunisti.

acquaAvete 5 minuti di tempo? Vi voglio raccontare una bella favola. E’ la favola del Comitato dell’Acqua Pubblica e di come a Rimini si sia fatto strumentalizzare da Sara Visintin e Savio Galvani. Un’ipotesi? Non direi visto quello che è successo giovedì sera, ma giudicate voi. Ecco i fatti, con una piccola premessa.

Il tutto comincia nel 2011. Un giovane e promettente (nel senso che ha promesso qualsiasi cosa) Sindaco viene eletto con un contributo non indifferente dei voti del Comitato per l’Acqua Pubblica, il comitato che lotta per far rispettare il Referendum decretante  l’acqua e la sua gestione  in mani pubbliche.

Catalizzatrice del favore del comitato una certa Sara, che quando scrive cita addirittura i contadini di Di Vittorio, una vera compagna insomma. Sembra perfetta per soddisfare la voglia di sinistra dell’ormai democristiano PD. Come premio l’Assessorato all’Ambiente, effetti collaterali  Savio Galvani in Consiglio Comunale.

In molti si accorgono che Sara Visintin fa molta fatica a stare dalla parte dei vessati. Sarà finta sinistra o debolezza Costituzionale? I primi ad accorgersi che l’Assessore all’ambiente è usato a modi parafanghi sono i Teleriscaldati che vengono menati per l’aia, o meglio nei il tavoli tecnici, per un’infinità di tempo. Non sono i soli e la faccenda diventa piuttosto evidente quando ai tavoli Atersir ( Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e rifiuti) l’Assessora parla ben poco, mentre la voce forte sembra quella del suo accompagnatore… Sergio Funelli, Capogabinetto del Sindaco, ma anche dipendente Hera in aspettativa. Va da sé che i finti comunisti possono sopportare disinvoltamente questo piccolo conflitto di interesse, infatti ne la Visintin si ribella, ne Galvani interroga (e di questo gliene sono grati i nasi sanguinanti a causa sue apologie del nulla).

Arriva però, come in ogni storia che si rispetti, il giorno della resa dei conti. La Maggioranza di cui fanno parte Savio e Sara decide che il Referendum sull’Acqua è come un consiglio d’amore: te lo chiedo, ma poi faccio come voglio. L’acqua pubblica è un fruttuoso concetto da usare durante le elezioni, ma poi è meglio fare una bella gara ad evidenza pubblica, così la gestione se la piglia Santa Madre Hera e c’è meno da faticare per tutti. Cosa fare?

Pubblicamente i “Comunisti per caso” sostengono l’acqua pubblica come sempre, anche se alle conferenze stampa fanno discorsi molto tentennanti, cosa di cui nel caso di Galvani non si accorge nessuno per ovvi motivi di inefficacia dialettica. Poi però qualcuno rompe le uova nel paniere. Il cattivone si chiama Fabio Pazzaglia, lui sì di sinistra e lui sì interessato al risultato del Referendum, tanto da chiedere ed ottenere sette firme per avere un Consiglio Tematico sull’Acqua Pubblica. La settima delle firme è proprio di Galvani che, per ovvi motivi di pretesa coerenza, è costretto a dare il suo appoggio suicida.

A questo punto la situazione si complica. Sara e Savio per rispettare la loro posizione pubblica dovrebbero uscire dalla maggioranza, soprattutto facendolo prima dell’approvazione del bilancio. Questa cosa non fa comodo né a “Federazione delle Sinistre ma non troppo”, né al PD che tra alluvioni, Aeroporti falliti e conti che non tornano sta sudando 7 camicie per cercare slogan che risolvano tutto. Che fare? In prima istanza, tramite il pessimo Presidente del Consiglio Comunale Gallo Bifronte, il Consiglio Tematico viene posizionato come fosse un punto qualsiasi da discutere in mezzo ad altre delibere, cosa irrituale ed inusuale. Ciò però non basta, perché le minoranze sono decise a trattare la questione e neanche se Galvani riuscisse a ritirare la sua firma, facendo una figuraccia solo su Icaro TV, non cambierebbe nulla. Di firme ne bastano sei.

Il Partito Democratico (qualsiasi cosa esso sia) si cimenta dunque nella sua pratica preferita, far saltare ancora una volta la pratica democratica, tanto la Democrazia sembra ormai essere solo un simpatico orpello da logo politico. Lo stesso Galvani interviene sull’ordine dei lavori chiedendo un rinvio e facendoselo votare dalla Maggioranza. Motivazione: per trattarlo meglio, con più tempo. In questa maniera la “Federazione delle Stranezze” potrà produrre un ordine del giorno, finora mancante, accomodante… qualcosa che il PD possa votare senza rovinare la festa a nessuno, magari un bel “percorso partecipativo” di teleriscaldata memoria, una di quelle cose che Hera teme tantissimo. (Brrrrr)

Detto fatto. Gallo Bifronte fa il palo agevolando la sottrazione di Consiglio Tematico, la maggioranza vota a testa bassa. Probabilmente qualcuno di loro si è persino reso conto di quello che stava succedendo, non Morolli, si capiva dallo sguardo da cernia e la “scimmia” da microfono. Alla Minoranza non resta che abbandonare l’aula e lasciare che nell’altra sponda continuino a martoriare da soli quella poveraccia della Democrazia.  Solo Eraldo Giudici (PDL) resta a guardare… ognuno ha i suoi feticismi, o i suoi vantaggi. Fine.

Questi sono i fatti e questo è il modo in cui il Comitato per l’Acqua Pubblica è stato vergognosamente usato. Meno male che è rimasto Pazzaglia a rappresentare quel che resta della Sinistra, dipendesse da Savio e Sara all’inizio del Consiglio Comunale,  al posto dell’Inno, dovrebbero suonare il De Profundis.

P.S.

Aspettiamo con ansia il nome della lista Visintin- Galvani per le prossime elezioni del 2016. Io ho già lo slogan: toccatemi tutto, anche l’acqua… ma non la mia poltrona. Spero sarà  apprezzato il mio sforzo di non descrivere i protagonisti di questa storia con i veri aggettivi che avevo in mente.

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@DadoCarone

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TPL – Il Piano del PD [intervista a G. Tamburini]

10515319_804716659580288_7256774018352510487_oVenerdì mattina si è tenuta una commissione consiliare sul trasporto pubblico locale piuttosto calda, come mai la temperatura si è alzata tanto?

Una commissione interessante in cui abbiamo approfondito alcune tematiche legate al trasporto pubblico locale, anche in relazione alla nuova ed ennesima azione di gigantismo aziendale, tanto amate dal Partito Democratico. Dopo le fusioni nella Sanità, nei vettori con START, in altre partecipate e multiutility, ecco la fusione delle Agenzie Mobilità di Rimini, Forlì e Ravenna e la scorporazione della ‘bad company‘ riminese PMR (patrimonio mobilità Rimini) con dentro il famigerato TRC. Altra fusione con il solito optional incorporato: la cortina fumogena che impedisce di capire e comprendere molte questioni che destano preoccupazione.
Al solito c’è l’obiettivo, fumoso, sbandierato in ogni sede dagli amministratori, fatto di economie di scala, efficienza, risparmi. E poi c’è quello che interessa realmente alla politica…

– E…Quale sarebbe?

Più il cittadino si ‘avvicina’ alle istituzioni, anche grazie a maggiori obblighi di trasparenza e pubblicizzazione per gli enti pubblici e più la politica tenta di allontanare dai cittadini alcuni importanti centri decisionali. Come appunto quello legato alla sanità, alla gestione dei rifiuti, ai trasporti pubblici.
Il “core” di queste società è sempre più lontano dai territori. Sempre più inaccessibile. Sempre meno trasparente.

– Alla commissione hanno partecipato, oltre all’assessore Brasini, il Presidente di AM Frisoni (solo casualmente nipote di Melucci) e il Direttore AM Dal Prato. Molte parole e molte slide. Considerazioni su quello che è emerso?

Ripeto quello che ho detto intervenendo durante la discussione. Nonostante le parole di Agenzia Mobilità tentassero di dipingere una situazione virtuosa e positiva per la nostra provincia, la realtà pare dire esattamente il contrario. Le parole e le presentazioni in slide contenevano astuzie comparative in grado di creare una sorta di realtà artificiale distorta. Sono stati messi a confronto dati non omogenei e omettendo di menzionare quegli aspetti che penalizzano il servizio di trasporto pubblico riminese rispetto alle altre realtà territoriali regionali. Come ad esempio l’età e la qualità del parco mezzi. Nella nostra provincia girano autobus vecchi, inquinanti, scomodi. Si vedono circolare autobus che sono quasi da museo.
Inoltre abbiamo visto come la realtà turistica riminese porti un vantaggio in termini di redditività dei biglietti. I turisti sono meno indipendenti negli spostamenti ed utilizzano, in media, maggiormente il TPL. Questo fa si che i ricavi della bigliettazione a Rimini siano di 1,34 €veicolokm contro la media regionale di 1,15.
Ma questi maggiori ricavi non vengono scaricati verso i cittadini per portare risultati migliori per i riminesi rispetto alla situazione regionale.

– Cioè rispetto alla media regionale maggiori ricavi, ma servizi peggiori?

Peggio ancora. Maggiori ricavi sui biglietti, ma servizi peggiori, mezzi più vecchi e dulcis in fundo prezzi più alti. Durante la commissione è stata proiettata una tabella in cui si evidenziava come gli abbonamenti per gli studenti costerebbero meno a Rimini rispetto alla media regionale e lo stesso per gli abbonamenti annuali.
Ma i dati erano disomogenei e disegnavano una realtà artificiosa.

– In che modo?
Veniva messo a confronto furbescamente il costo dell’abbonamento studenti che a Rimini è di 10 mesi contro il costo di riferimento regionale che è riferito a 12 mesi. Il costo mensile quindi diventa più alto a Rimini.
Stessa furbizia per gli abbonamenti annuali. Veniva indicato il costo medio regionale che era più alto di quello riminese, che però era riferito ad abbonamenti per over 60. I dati che ho reperito in rete e riferiti ai pensionati indicano costi molto minori in regione rispetto a Rimini.
Questa è la situazione.

– La fusione tra le tre aziende locali in una Agenzia Mobilità Romagna è un obbligo di legge. Da questo punto di vista poco da dire. O no?

La regione ha fortemente indirizzato queste scelte stabilendo obblighi di fusione. Tuttavia il mancato rispetto di tale obbligo non è sanzionato.  Piacenza, Parma, Modena, Bologna, Ferrara non hanno in corso alcun processo di fusione. Modena e Ferrara addirittura osteggiano il processo di accorpamento.
Non dipingiamo questa operazione come se l’unica cosa possibile fosse allargare le braccia.
Ci si deve fermare per capire bene. E chiarire alcuni punti ora piuttosto opachi. Ad esempio come si sorreggerà la nuova azienda PMR? Come pagherà i debiti? Chi garantirà per lei in caso di mutui? E l’aspetto occupazionale?
Senza considerare altri aspetti di programmazione e approfondimento.

– Ad esempio?

Come è possibile parlare di TPL se non si attua una seria politica di progettazione della mobilità? Questa andrebbe affrontata con un piano intercomunale di visione complessiva per affrontare il tema della mobilità. Mobilità carrabile privata, pubblica, pedonale, ciclabile e su strada ferrata obbligata. Se queste tipologie sono poste all’interno di un piano complessivo, forniranno risposte specifiche per i gruppi d’interesse e sarà possibile ipotizzare prima e in seguito verificare le ipotesi di spesa ed i costi effettivamente sostenuti.

– La commissione è stata convocata con l’invito a partecipare a tutti i Sindaci della provincia e pare che questa cosa non sia stata molto gradita. Come mai?

Personalmente ho ringraziato i sindaci presenti perchè hanno portato al Consiglio Comunale di Rimini la loro visione sul trasporto pubblico locale. E quelle che sono le criticità che riscontrano sui loro territori. Che piacciano o meno, visti i continui accorpamenti, si deve ragionare sempre più in termini territoriali allargati. E per i consiglieri di Rimini è importante, ritengo, conoscere la realtà provinciale e romagnola con cui dobbiamo condividere alcuni progetti su servizi essenziali.

– Non tutti l’hanno vista in questo modo. Il PD ha criticato e polemizzato per la partecipazione di alcuni sindaci.

Per il PD è insopportabile la presenza di voci scomode e non allineate, in particolare in appuntamenti istituzionali. Soprattutto quando l’oggetto della discussione riguarda temi su cui vorrebbero meno ‘casino‘ possibile. Ecco perché, ad esempio, impedisce ed osteggia la partecipazione di soggetti esterni in Consiglio Comunale. Che siano cittadini (hanno ad esempio bocciato la mia delibera di question time del cittadino) o loro rappresentanti, come successo ultimamente con il rifiuto a far intervenire le parti sociali durante il consiglio tematico sul Jobs Act. Sopire, mantenere sottotraccia, non disturbare il manovratore.

-Lunedì mattina non tutti i Sindaci hanno raccolto l’invito.

Erano presenti solo i sindaci non di area PD. I Sindaci del centro sinistra non sono intervenuti e non hanno mandato nemmeno un loro delegato. Erano ordini arrivati da Rimini? Boicottare la commissione? Sembra chiaro.
Peccato. Sarebbe stato interessante conoscere anche la loro posizione sul trasporto pubblico locale. Avrei ascoltato volentieri, ad esempio, i sindaci di Santarcangelo, Cattolica, Misano.
Ordini di scuderia lo hanno evidentemente impedito. Cosa avrebbero potuto dire di scomodo?

– E quelli che  sono intervenuti, come i Sindaci di Coriano, Riccione e Bellaria come si sono espressi?

Interventi puntuali e interessanti non senza qualche passaggio polemico. Interventi che hanno fatto mugugnare parecchio la maggioranza. Che ha trovato insopportabile che Sindaci non PD criticassero in quel modo. Mugugnare fuori dai microfoni: ecco l’unica cosa che la maggioranza ha fatto in tutta la mattinata. Al solito. Atteggiamento che si ripete continuamente. Nessun contributo e silenzio totale. Da bravi soldatini. Si vota quando è ora e se qualcuno osa dire qualcosa di disallineato viene attaccato e sgridato davanti a tutto il consiglio. E’ accaduto anche durante l’ultimo consiglio comunale sul jobs act. Davvero democratici.

Intervista a Gianluca Tamburini a cura di @DadoCardone

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Il Segreto di Pulcinella.

Aeroporto_Rimini-MiramareAeroporto. Sembra che il sistema Rimini stia per cadere in testa a chi l’ha creato, ma non diamoli per vinti. La legge si è presa il suo tempo perché quel casino di Aeradria sembra il vaso di Pandora, più ci guardi dentro e più ci trovi guai. Evidentemente oltre a quello che è stato detto, cose che sappiamo già, è spuntato fuori altro, qualcosa che si deve ancora decidere come trattare. Non a caso la maggior parte degli articolisti ha concluso con “non sono escluse ulteriori sorprese” ed io dubito parecchio della coscienza collettiva giornalistica.

Chi conduce le indagini ha dunque chiamato, plausibilmente con l’inchiesta, il reato grosso, quello che ti fa ottenere altri sei mesi. Parliamoci chiaro … sembra improbabile che non sappiano tutto quello che c’è da sapere sull’aeroporto. Chi è stato messo alle strette se l’è sicuramente cantata come un tenore professionista, nessuno in questa storia ha la tempra di un criminale vero (e anche quelli alla fine parlano). Forse qualche sentiero è sbucato lontano dall’aeroporto.

Quelli che guardano a Rimini senza l’illusione di trovarsi di fronte alla terra promessa, sanno benissimo cosa sia ipotizzabile. La commistione tra politica e imprenditoria ha creato Partecipate mostro, con la promessa che i soldi pubblici non dovessero  finire mai. Badate bene che non stiamo parlando solo dell’Aeroporto. La Fiera, Il Palas, Il TRC , l’Aeroporto e molti alti progetti si basano tutti sul miraggio della “Destagionalizzazione” di Cagnoni. Questo piano, che vorrebbe Rimini tutto l’anno con un’utenza simile a quella estiva, non è più valido nemmeno d’estate, poiché anche il turismo sembra ormai in metastasi avanzata da politica.

Ritornando all’aeroporto, metafora più che efficace di questo malinteso senso dell’imprenditorialità, possiamo sicuramente affermare che la sua tara esatta erano 500 mila passeggeri l’anno e ne siamo sicuri per via del periodo in il curatore fallimentare Santini ha diretto la struttura. Con quel numero di passeggeri, fisiologicamente reale, l’aeroporto finisce anche per guadagnarci. La politica di Rimini però, quella per cui  4 amici al bar decidono tutto, voleva altro, voleva almeno un milione di passeggeri con cui riempire Palas vuoti, alberghi degli anni ’50 e stupidi trasporti costieri (tutto l’anno). Si scrive indotto, ma si legge volo pindarico.

L’unico modo per riuscirci era il comarketing, tattica aggressiva e per questo vietata a norma di legge. A Rimini però, come detto, comanda l’incesto politico-imprenditoriale quello che: se vicino a “indotto” ci metti l’aggettivo “strategico” può realizzarsi qualsiasi cosa … pure che se strofini lo spritz esce il genio della lampada. Così ci si inventò Air, la partecipata della partecipata, lei sì che poteva staccare biglietti con il comarketing. In un attimo 500 mila poltroncine volanti in più, anche se vuote.

Da questo fondamentale errore che affonda le sue radici nel distacco dalla realtà e nella supponenza, si è scatenata una spirale di sbagli, per coprirne altri, un po’ somiglianti alla palla di neve dei cartoni animati, quella che rotolando diventa gigante. Ma quelli che ci hanno indicato i titoli di giornale sono colpevoli o no? Sicuramente di stupidità e inadeguatezza. Nessuno mi potrà mai convincere che chi causa un buco di 54 milioni di euro sia intelligente e a scavare questo buco hanno partecipato tutti, anche convintamente.

Il problema principale  (non che il Fellini non sia un problema vero) è che Rimini funziona tutta così, proprio come quell’aeroporto.  Forse non tutti se ne sono accorti, ma sui giornali di domenica c’era un vero e proprio identikit del sistema Rimini. Basta ridimensionare al loro vero ruolo pedine come Masini, aggiungere un Melucci e un paio di banche, ecco come funziona Rimini. Praticamente il segreto di Pulcinella, anche se preferiamo non vederlo lasciandoci distrarre da Sindaci che impiantano ruote abusive (che nei selfie vengono meglio della casa di  Rosa e Olindo).

P.S.

Air Riminum non vende le quote manco con i saldi della Befana, Gnassi improvvisamente si accontenta dello scalo di Bologna, Enac non certifica per via dei ricorsi, i lavoratori di Aeradria non possono nemmeno ritirare il modulo della cassa integrazione …. Tranquilli … l’Urp mi ha confidato che con il treno possono arrivare anche 5 milioni di passeggeri.

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@DadoCardone

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Alluvione. [di DadoCardone]

DSC00495E’ successo di nuovo. Per la terza volta in due anni Gaiofango, ma nomignolo fu più premonitore, è finita sott’acqua. La colpa, c’è da scommetterci, si dirà che è della pioggia. In parte è vero, ma 80 millimetri di pioggia sono caduti anche da altre parti. Ha sofferto Covignano, che in passato ha già pagato tributo con un morto, ha sofferto la zona di Miramare, ha sofferto il centro, ma nessuna delle zone che ha subito il rovescio meteorologico è un quartiere con meno di 6 anni di vita.

La causa? Via Santa Maria in Cerreto quando piove diventa un fiume. Non è successo solo  nell’occasione dei tre allagamenti. La discriminante tra un potenziale allagamento ed uno compiuto è, sì, la durata della pioggia, ma la via in questione si allaga prima che lo scroscio diventi un  “evento eccezionale” (come chiamano questa cosa che si ripete spesso). Se la pioggia poi dura un po’ di più, il fiume che non ci dovrebbe essere fa una bella improvvisata nel quartiere costruito ad un livello inferiore rispetto alla carreggiata. Per arginarlo servirebbero due cose: la consapevolezza del problema e un piano delle emergenze non costruito con un copia e incolla.

Contezza del problema ne ha il Geometra Ersilio Fabbri che ha sempre combattuto contro la cementificazione di quell’area. Sapeva, o forse era l’unico a cui importava, che la sotto c’è una falda così carica che chi ha un pozzo deve tenere un rubinetto aperto, anche d’estate. Abbastanza per far preoccupare chiunque, ma non un amministratore pubblico… che tanto vive solo 5 anni quando va bene. Forse è a causa del medesimo fatalismo che i sacchi di sabbia, serviti per arginare il fiume fantasma, se li sono dovuti acquistare i residenti. Nessun piano aveva pensato che potessero servire in quel punto, a quell’ora, durante il terzo allagamento, in meno di due anni.

DSC00532Il giorno dopo “l’ordinario evento straordinario” chi vi scrive è andato a vedere cosa aveva fatto l’acqua che ieri in alcuni punti, nei parcheggi, arrivava al polpaccio. Particolare impressione ha suscitato un garage condominiale dove sembrava aver trovato alloggio tutta l’acqua incanalata dalla mal studiata pendenza del quartiere. Un metro e sessanta di acqua. Quasi la stessa altezza del cumulo delle cose fradice  ammonticchiate a cariolate appena vuoi dal garage.

Domani la colpa non sarà di nessuno se non della pioggia, che continuerà a cadere fregandosene. Qualcuno proverà anche timidamente ad asserire che la colpa è di chi c’era prima, anche se tutti i permessi e le varianti sono state concesse dal loro stesso partito. Tutte cose insomma che non serviranno a niente, nell’attesa del prossimo inaspettato (?) evento.

P.S.

Se un amministratore decide cose che avranno effetto anche dopo la sua legislatura, l’assunzione di responsabilità dovrebbe essere in grado di fare il medesimo salto temporale, al contrario.

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@DadoCardone

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La Morte del Cigno.

mortedelcigno31Luigi Camporesi si è dimesso. Raffaella Sensoli prima nelle preferenze tra i candidati a 5 Stelle. Ogni elezione spezza degli equilibri, anche una in cui non va a votare nessuno.

I dati, nella loro povertà sono chiari. Sono andati  a votare la metà  degli aventi diritto rispetto alle precedenti regionali.  Poco più del 30%, roba che se succede per un’amministrazione di condominio bisogna prepararsi a un anno  di coltellate.

Chi si è spartito la miseria? Il Re dei poveracci è il PD. Il Premiato Poltronificio si è assicurato il 40%, ma non del totale, del 30%. Ha raccattato nella provincia di Rimini 33 mila voti che si sono spartiti i due eletti Pruccoli e Rossi alla modica spesa di una campagna “volantino extralusso” per il primo e di 300 mila euro in casette CI.Vi.Vo per la seconda.

Medaglia d’argento del Riminese, tenetevi la pancia, la Lega con il 17,85%  e nessun eletto, anche perché chi è la Lega? Non lo sappiamo. L’unica cosa che ci è dato sapere è che a Rimini basta che prometti di cacciare lo Straniero e qualche voto lo raccatti, anche se poi non c’è nessuno a rappresentare. Il voto è sacro, anche quello di un razzista.

Terza forza, al 17,24%, 504 voti di differenza, il Movimento 5 Stelle. Hanno scoperto le malefatte sull’aeroporto, sono stati vicini agli abitanti del ponte di via Coletti, hanno sostenuto gli ambulanti, hanno dato modo a tutti i comitati della città di avere voce, hanno portato parlamentari sul tracciato del TRC (etc), ma l’unica cosa che dovevano fare era dare fuoco a un campo ROM, perché Grillo non deve dire le parolacce, ma se fosse un po’ più razzista….. Qui l’eletto c’è. E’ Raffaella Sensoli, classe ’81, grintosa e determinata. Di contro però viene perso Luigi Camporesi che, giustamente, avrà pensato che sia inutile buttare risorse personali se questo risultato è il ringraziamento. La Rimini del 2016 ha perso un prestigioso competitor, chissà che nella palestra spartana del Movimento di Rimini non ne nasca un altro. E’ già il momento di pensarci.

Una nota. Impietoso il confronto con la Bologna dei veleni, da dove partono tutte le diatribe del Movimento. Il coordinamento delle attività elettorali, Il maggior radicamento e la possibilità di avere un Grillo a sorpresa (nemmeno troppo), hanno prodotto un 13,18%. In un bacino elettorale con il 10% in più dei votanti, a Bologna ha votato il 40% degli aventi diritto, pare punire le manovre ormai mal sopportate dalla base.

E gli altri? Tutti i simboli in gara hanno ottenuto risultati variabili  dal 3 al 4%, a parte Forza Italia che si attesta a un prestigioso 7% (pare che abbiano contribuito molto i ristoratori). Personale soddisfazione dello scrivente è il 2,68% preso da simbolo di Pazzaglia, il quale dopo aver abbandonato il suo mandato con la velleità di prendersene un altro, ha basato la sua campagna elettorale nel dare contro allo stesso PD di cui ha appoggiato le più grandi vaccate in Consiglio Comunale. Sarà un piacere rivederlo in un posto dove non vuole stare.

E il cigno del titolo dove è finito? Quello era la politica. Nobile per aspirazione è morta intossicata dai rimborsi spese,  dalle collusioni con il mondo degli affari e dalla lontananza dalla gente. Qualcuno rifletterà, altri penseranno che ancora una volta gli è andata bene, ma il dato è preoccupante perché all’estraneo prima o poi si cerca di eliminarlo, Lega docet.

P.S.

Pensavate di esservi astenuti per protesta ed invece avete praticamente votato PD. Bel risultato, spero almeno che l’aperitivo domenicale fosse preparato bene.

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@DadoCardone

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Pezze Elettorali

Si avvicinano le Regionali e, per quanto poco considerate dalla gente, Il Partito Democratico ha bisogno che i suoi naturali serbatoi di voti non vengano scalzati da qualche moto popolare. Dunque oltre il colpo al cerchio, 300 mila euro per delle casette di legno ai Ci.Vo.Ti (pardon CI.VI.VO.),  si cerca anche il colpo alla botte con accorgimenti dell’ultimo secondo. Le pezze sono sempre le più difficili, ma ci si prova.

immagine_164Ora come ora il PD Riminese ha numerosi problemi di consenso. Di fatto il Sindaco Andrea Gnassi è riuscito a inimicarsi qualsiasi forma di comitato abbia chiesto il suo ascolto da quando è stato eletto.  Teleriscaldati, Santa Giustina, Rimini UpTown, V Peep, No TRC e questo solo per citare alcune migliaia di votanti che oggi, piuttosto che votare PD, si chiuderebbero le dita nella portiera della macchina. Poi ci sono tanti piccoli insuccessi conosciuti, tipo il negato appoggio all’AeroClub che sta cercando di mantenere operative le piste del Fellini e, probabilmente, tantissime altre cose che non conosciamo …  sarà in rotta anche con il Club della Pipa.

Dove sono le pezze? Beh per esempio ai Teleriscaldati, anche se non hanno restituito loro gli oneri urbanistici indebitamente e proditoriamente piazzati sulla tariffa, hanno promesso di riaprire il tavolo tecnico (qualsiasi cosa esso sia). Promessa non ancora mantenuta. Al  V Peep vogliono fare ottenere uno sconto del 4% sul riscatto delle abitazioni con un adeguamento di indici, anche se poi la contestazione riguarda invece, anche qui, oneri urbanistici scaduti da tempo che il Comune vuol far pagare lo stesso.

Santa Giustina? Per loro niente, neanche promesse. Li, tra gli interessi di Hera e il casello desiderato da Cagnoni per la sua Fiera non c’è trippa per gatti, devono morire affumicati. Si attaccano al tram anche quelli del TRC…. Anche se sembra che ‘sto tram, causa debiti di AM, non farà molta strada.

E pensare che cose per fare bella figura con poco ci sarebbero. Ormai un anno fa il Movimento 5 Stelle aveva presentato delle delibere urbanistiche, approvate causa assenza  sindaco, che davano modo di riqualificare l’esistente patrimonio immobiliare e favoriva un po’ i lavoratori dell’edilizia. Il Primo Cittadino, rispondendo a Monsignor Lambiasi, che aveva denunciato la sofferenza di Rimini, aveva persino usato le parole di quelle delibere, senza però mai applicarle. Lui preferisce i rendering, i dipendenti degli  uffici comunali  li fanno ornai  sul gabinetto al posto delle parole crociate e così ha scelto cacciare i mercanti dal centro, per agevolare una vision con l’erba inglese in piazza Malatesta.  Qui nei dintorni ci hanno provato sia a Pesaro che a Forlì, con il risultato della morte del mercato. Altro migliaio di voti persi.

Forse non si è accorto, come ci fa notare Fausto Battistel,che  l’oggetto di quelle delibere è oggi un articolo di legge dello Stato.  (Capo V  – Misure per il rilancio dell’edilizia Art. 17  Semplificazioni ed altre misure in materia edilizia Pubblicato nella Gazz. Uff. 12 settembre 2014, n. 212). Leggiamo la dichiarazione dello stesso   candidato alle Elezioni Regionali.

“Le proposte del movimento5stelle al consiglio comunale hanno anticipato di oltre un anno, questo articolo 17, indicando una strada facilmente e immediatamente percorribile per fornire una soluzione alla crisi. Invece di proclami per opere enormi, per la comunità chiediamo un atto di solidarietà. Noi siamo consapevoli e competenti, se non volete riconoscerlo, amen , ma almeno usate le buone idee.

Chiediamo un atto immediato di delibera al consiglio per  un regolamento attuativo sul comune di Rimini, per il frazionamento degli appartamenti di grandi dimensioni nell’intero territorio.”

Chiedere è lecito … rispondere non è  abitudine del Sindaco.

P.S.

Domenica 23 si vota. Che ognuno si prenda la responsabilità del suo futuro.

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@DadoCardone

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L’aeroporto abbandonato. [di Dado Cardone]

 

aeroportoNella storia dell’Aeroporto Internazionale Federico Fellini di Rimini c’è sempre qualcosa che stride fastidiosamente. L’ombra sul bando, gli strani comportamenti di Enac, l’aeroporto dato in svendita, ma non tenuto aperto, situazioni che si  rinforzano  oggi con una nuova occasione di atroce dubbio.

Sono anni che le istituzioni locali, quelle che a parer nostro sono le maggiori responsabili  del disastro Aeradria, gridano ai quattro venti che l’aeroporto doveva (e deve) stare aperto qualsiasi sia il costo. L’Aeroporto è un prestigio e rappresenta un indotto a cui il territorio proprio non può rinunciare, tanto che qualcuno evoca la morte di Rimini se le cose dovessero andare storte. Il rischio che le cose vadano peggio di come sono andate fino ad ora c’è, perché l’apertura di un contenzioso dilaterebbe pericolosamente la chiusura forzata e si sa che le linee aeree sopra ad ogni cosa chiedono continuità di servizio.

Ma allora … perché ripagare con l’indifferenza chi per iniziativa personale tiene aperta la famosa cornucopia da un milione di passeggeri? Ci riferiamo all’Aero Club di Rimini che ha ottenuto la gestione provvisoria dell’aeroporto per quanto riguarda i voli dell’aviazione generale. In parole povere una continuità operativa che, anche se non tratta voli di linea, eviterà a chiunque ottenga il bando di trovare ad attenderlo un “campo di patate”.

Con un  Comunicato stampa di oggi Aero Club, ente  morale no profit gestito da volontari, lamenta la totale latitanza di tutti gli interlocutori Istituzionali che, in questo caso, dovrebbero banalmente aiutare a trovare contributi  per l’ovvio maggiore dispendio di risorse umane e finanziarie. Pare però che dopo aver svenduto in saldo un aeroporto si sentano tutti assolti da successive incombenze.

Ancora una volta quello che si dice è diverso da quello che si fa ed  è sempre spettacolare trovare ai piedi di slogan così grandi uomini così piccoli, quasi un miracolo della natura. Un frinire di cicala da 100 decibel , ma proprio come per l’insetto il canto dura giusto il tempo della soddisfazione di interessi immediati. Una volta in Romagna era pieno di formiche.

P.S.

Aspettiamo di essere messi di fronte al fatto compiuto per capire se nella compagine finale ci sia nessuno di collegato a Carim, Fiera o Riminini Holding. Sarebbe piuttosto antipatico scoprire che personaggi del territorio, magari proprio quelli che parlano di indotto, lo abbiano preferito chiuso per prenderlo in saldo (con tutte le conseguenze del caso).

Il 23 si vota.

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@Dado Cardone.

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L’Aeroporto chiude, ma voi state tranquilli. [di DadoCardone]

L’aeroporto è fallito, non ieri, un anno fa. Lo ricordiamo perché dalla campagna mediatica si capisce il contrario e sembra quasi che il Tribunale si sia irrigidito di fronte a qualsiasi possibilità, rinunciando anche a quelle praticabili … chiudendo un occhio.

Summus Ius, summa iniura.

Lo scrive C. Andrea Bernabè sul Resto del Carlino. Il massimo del Diritto, il massimo dell’ingiustizia. Somma citazione dal latino che però sta a  indicare  una cosa diversa: se tu sei andato a  fare moneta  per il parchimetro, trovi il  vigile che ti sta facendo la multa, gli fai notare la faccenda del cambio e lui ti fa la multa lo stesso.. beh allora quello è il caso.

Diverso se  un aeroporto sta andando così male (milioni di debito solo con l’ultimo anno di gestione, senza contare le truffe ai danni dello Stato scoperte in seguito)  che i soci pubblici tentano di rifinanziarlo in barba alle norme sul finanziamento pubblico, senza peraltro toccare il CDA colpevole. Cosa che ha attirato, inevitabilmente, le attenzioni del Tribunale.

Qui però “il vigile” non ha nemmeno ancora tirato fuori il blocchetto. La fase successiva è stata il Concordato, in cui i Soci Pubblici, Provincia e Comune, hanno chiamato in causa dei consulenti, Ambromobiliare, con un cliente, Eurafrica Merchant,  e delle garanzie non sufficienti a chiudere la faccenda. Fallimento.

Qui il Vigile ha individuato l’automobile e ha la punta della penna pronta a scrivere mentre si guarda intorno per individuare il proprietario. In questa fase il curatore fallimentare, il Dott. Santini, tiene attivo l’aeroporto e formula l’ammontare del conquibus necessario ad aggiudicarsi il suo bando. Diciamo il “suo” perché, in contemporanea,  ve n’è un altro, quello di Enac, a cui partecipano, con la nuova società Air Riminum, gli stessi consulenti che non erano riusciti a superare il concordato.

Perché partecipare al bando Enac e non a quello di Santini? La ragione più semplice sembrerebbe essere il fatto che Enac si vendeva solo le piste e non i resti di Aeradria, dipendenti compresi.  A ben guardare però anche avere nella propria compagine Laura Fincato, consulente del Ministero dei Trasporti, sembra favorire migliori rapporti con Enac.

A questo punto il vigile sta scrivendo la targa, arriva qualcuno e il dialogo successivo sarebbe più o meno questo:

“Agente sono qui non mi faccia la multa”

“Non ci conosciamo io e lei?”

“No… mi avrà visto mentre davo consulenze sui parcheggi”

“Lasciamo perdere. E’ sua la macchina?”

“No, è di miei amici”

“Di chi scusi?”

“Non lo posso dire, ma posso pagare per loro”

“Bene mi faccia vedere il tagliando di parcheggio”

“Non ce l’ho”

“Mi faccia vedere le monete allora, se è vero che era andato a cambiare.”

“Non le ho, ma i miei amici possono pagare per il parcheggio per loro macchina e per quelle di tutta la via”.

A questo punto il Vigile, la multa la farebbe o no?

In una situazione come questa la trasparenza sarebbe il minimo delle condizioni richieste. Già esistono pesanti dubbi. Una società che si era già presentata al concordato apre un’altra società, 4 giorni prima della gara di bando, in cui il Presidente è un dipendente del Ministero dei Trasporti: non sarà una congiuntura poco chiara, ma così appare.  Sarebbe consigliabile che Air Riminum, o comunque si chiami questa settimana, facesse i nomi dei fantomatici soci. Si dice che sia impossibile per ragioni di origine anche commerciale, ma più probabilmente dovremo tutti essere messi davanti al fatto compiuto e a dei soci che…

Per ritornare alle colpe del Tribunale. Titoli di pochi giorni fa asserivano convintamente, come cosa già fatta, che un Commissario Enac avrebbe preso in carico la gestione provvisoria dell’aeroporto, mentre il giorno dopo non c’era più nulla da fare. Perché? Che cosa è successo in un giorno solo  che mesi di preparazione al problema non avevano considerato? Voglio dire, se si fosse trattato solo di una posizione giuridica sarebbe stata già conosciuta il giorno prima, non stiamo mica parlando di amici che giocano a  Risiko!

Va da se che le condizioni di partenza sono due: o la notizia era vera, o era falsa. Fosse stata vera la causa del repentino dietrofront è da ricercarsi in una garanzia disattesa chiesta da Enac o dal Tribunale. Fosse stata falsa ci troveremmo di fronte al solito gioco delle pressioni politiche, anche tramite stampa, già viste per tutto il tormentato percorso di questa faccenda. Scegliete voi quale scenario preferite, a parer nostro entrambi aprono a conseguenze inquietanti.

Secondo l’opinione dello scrivente, poco importante ai fini questa faccenda, il Tribunale non ha applicato il Summus Ius, ma è stato messo nelle condizioni di non poter far altro  che… il tribunale. Di fronte all’incertezza e ad attori su cui non si può far affidamento, l’unica possibilità è applicare la legge, niente di più, niente di meno.

Le reazioni a tutto ciò sono le solite. Air Riminum ci dice di star tranquilli che i soldi li hanno, il Pre-Sindaco (Sindaco e Presidente di Provincia) dice di aver fatto il possibile per fidelizzare i russi anche oltre al periodo di chiusura, Enac dice che farà il più presto possibile per assegnare definitivamente lo scalo, la UIL chiede un passo indietro alla politica e Vitali emigra in Zambia. La verità tangibile, quella che possiamo constatare oltre le parole (di quelle ne abbiamo sentite troppe), è che lo scalo chiude il 1° di Novembre e, se non ci sono intoppi, riapre dopo il 31 Dicembre, come dire tra almeno due mesi.

Nel frattempo i voli si appoggeranno sulle piste del Sanzio, aeroporto anconetano che, leggendo la cronaca marchigiana, ha preso l’occasione come un vero e proprio trampolino di lancio. Poco importa se l’anonima funzionaria dell’ufficio del Consolato Russo del Fellini, Irina Sticazzirenko (o qualcosa di simile), ha garantito che i russi preferiscono Rimini. Già perché qui si apre un’altra delle querelle riguardanti l’indotto del traffico russo: i russi venivano da noi per il confort dei nostri rinomati alberghi (?) o perché il traffico di badanti poteva contare su prezzi da albergo in fallimento, in cui il Tour Operator garantiva anche la Corriera per andare a riempirsi le valige a Roma, Firenze, Venezia e, guarda un po’, nei famosi calzaturifici delle Marche? Chi batte le strade del turismo e del commercio sa bene che la razza “russo coglione che non bada a spese” da tempo si sta estinguendo. Ormai, a causa di disattenti broker che li hanno portati direttamente nelle fabbriche produttrici, i russi, quelli con i soldi veri,  fanno da soli e le famose mance da favola le lasciano sull’altra costa, quella delle vacanze per ricchi. Questa la situazione attuale, ma a Rimini, si sa, poco importa del presente, preferendo la convinzione di essere ancora la città di Fellini.

E’ evidente, in conclusione, quanto sia inutile prendersela con il Tribunale, costretto a diventare intransigente quando in altre occasioni, vedi TRC, non lo era stato per niente e tutto ciò a causa di una conclamata incapacità di gestire questa Città da parte di una politica miserella, che dalla sua storia ha saputo ricavare solo slogan, compromessi e presupponenza (completamente ingiustificata).

P.S.

Quando si cerca un colpevole è bene guardare a chi ha causato il problema. Prima dell’intervento del Tribunale c’erano fior fiore di rappresentati politici che inneggiavano all’indebitamento senza chiaramente conoscere nulla della materia che stavano pericolosamente trattando. La sola soluzione accettabile è un aeroporto aperto, guidato da chi è capace di farlo, senza ingerenze politiche. Il 23 Novembre c’è un’altra occasione per spostare gli equilibri, sarebbe ora di pensarci seriamente.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Un Sindaco a corto di idee.

Il Movimento 5 Stelle non propone mai niente. E’ gente che protesta, ma a lamentarsi sono buoni tutti, poi però bisogna governare. Se malauguratamente dovessero andare loro ad amministrare Rimini che cosa combinerebbero visto che sono senza esperienza e senza proposte?

A questo punto molti di voi sono andati in fondo all’articolo per scoprire chi l’ha firmato e poi sono tornati a rileggere le prime righe per capire se sono impazzito, ma quelle sopra sono le accuse che si rivolgono usualmente al Movimento 5 Stelle in generale e a quello di Rimini in particolare. Le ho riassunte perché mi servono per dimostrare una semplice tesi: chi le usa  è o  in malafede o  disinformato. Lasciatemi aggiungere che, personalmente, gradisco più le persone in malafede, perché i disinformati sono causa dei nostri malanni, più di quelli che ne traggono vantaggio.

Detto questo. Ieri in un comunicato stampa del Comune, oggi ripreso dalla stampa locale, si leggono testuali parole del Sindaco di Rimini Andrea Gnassi:

“Agiremo sul divieto di frazionamento di appartamenti dalle pezzature sovradimensionate per permettere ai giovani e alle famiglie di affittare alloggi dagli spazi ragionevoli a un prezzo ragionevole. […] Non vogliamo più periferie, ma semmai cucire e rammendare aree ora isolate”.

Quelle che leggete in queste righe sono esattamente (vengono persino usati gli stessi termini) le delibere del Movimento che vennero approvate in Consiglio Comunale il 18 ottobre 2013, con Gnassi assente. Oltre all’evidente  fatto che le stesse passarono proprio grazie a quell’assenza, sono state trattenute sulla scrivania del Primo Cittadino per lungo tempo e, fino a questa dichiarazione, non vi era stata ancora notizia del loro passaggio agli uffici preposti. Da ieri, improvvisamente, fanno parte del Masterplan (qualsiasi cosa esso sia).

Ricordo con tenerezza le prime immagini in cui facendosi fotografare davanti a una ruspa, che aveva appena abbattuto un cesso in una spiaggia di Rimini Nord, dichiarava che da li sarebbe ripartita la costruzione di Rimini. A ben guardare, però, quegli atteggiamenti, come la spiccata propensione alla supercazzola,  erano indizi della brutta attitudine al volo pindarico.

Abbiamo visto svolazzare per anni diapositive che parlavano del nulla, mentre nella realtà dei fatti questa Amministrazione ha prodotto:

  • Una ruota abusiva.
  • La prima ciclabile d’Europa con soppalco. Più di seicentomila € a cui la Regione, probabilmente, non parteciperà perché il progetto è stato realizzato diversamente da come  presentato.
  • Il fallimento di un Aeroporto.
  • Una finta guerra al Cemento che serviva solo a salvare indici di edificabilità in favore di un Ipermercato in pieno centro, che a sua volta serve a salvare il Palas di Cagnoni.
  • La distruzione sistematica dell’aspettativa di qualsiasi comitato sia nato in questi anni. Teleriscaldamento, Santa Giustina, Rimini UpTown, No TRC, Astronave che Fuma (antenna sul Palas),  V Peep. Solo per citarne alcuni.
  • La deriva dei progetti di recupero delle aree coloniali.
  • Un ponte che  solo per la rabbia dei cittadini è un ponte normale e non la controfigura  del ponte di un film di guerra.
  • Una quantità enorme, anche per dimensione, d’inutili cartelli che fanno apparire come cadute dal cielo le più grandi banalità. Per essere chiari: Cattolica ha tolto i semafori da almeno vent’anni, è inutile spendere migliaia di Euro solo per far capire che ti sei deciso anche tu, perché ormai è ordinaria amministrazione. Vogliamo parlare poi delle erbe erranti?
  • Un declino spaventoso dell’operatività turistica. E’ sfuggito a pochi che ormai la stagione giace sotto l’assenza delle iniziative private, distrutte per favorire l’immagine del Sindaco delle Feste. Ormai la stagione comincia a Luglio e le famose feste sono eventi per il territorio Riminese, questi  i successi della “Capitale del Turismo”, o della “Miami della Costa Adriatica” che dir si voglia.
  • Un progetto d’impianto fognario pensato da Hera  e consegnato direttamente dalle sue capienti mani , progettato per le sue esigenze e per il quale tutta la Provincia di Rimini dovrà pagare rateizzandolo in anni di bollette dell’acqua.
  • L’intruppamento di volontari civici, i famosi CI.VO.TI, grati della maglietta nuova e del lavoro che dovrebbe fare Anthea, tanto grati anche per il finanziamento di 300 mila euro con cui sono state costruite delle casette per gli attrezzi (che se guardi nel catalogo OBI la deluxe costa 5000€). Ovviamente, poi, è solo una combinazione che l’Assessore di Riferimento sia anche candidata alle Regionali.
  • L’incasinamento delle opportunità sportive Riminesi.  Si favoriscono happening sportivi  dove il sindaco può farsi fotografare mentre fa finta di correre, ma poi, per le cose che richiedono presenza amministrativa seria, si prendono decisioni come l’epica figuraccia dei campi di calcio.
  • Due posti d’onore al top delle classifiche del sole 24 ore tra le città che hanno subito di più la crisi e che subiscono di più la criminalità.

Il quadretto non è affatto migliorato dalla necessità del Sindaco di “Hackerare” le idee altrui per trovare qualcosa di buono da dire sulle sue, soprattutto quando sono soluzioni che aveva trattenuto nel limbo per un anno in quanto, evidentemente, considerava lo delegittimassero. Che abbia perso la Vision?

P.S.

Oggi, in un altro comunicato stampa, il Movimento si è dichiarato felice di essere stato derubato,  a patto però che quelle idee vengano usate…. E non per una supercazzola.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Air Riminum (e poi dice che la gente chiacchiera)

A Rimini la trasparenza non è contemplata. Sì, se ne parla, anzi se ne favoleggia, ma è mezzo poco pratico perché limita la libertà d’azione di chi ha “esperienza” in favore di categorie insignificanti … tipo i cittadini. Così, ad esempio, 300 mila euro non si danno ad Anthea per fare il lavoro cui è deputata, ma si danno ai Ci.Vi.Vo. per farci la casetta di legno. A cosa serve? Mah! Magari a contenere i 500 voti per le elezioni al Consiglio Regionale che la (ufficialmente) candidata Nadia Rossi si mette in tasca (presuppostamente) con la benedizione del suo Segretario Provinciale.

Vedete… il problema della scarsa trasparenza è che poi le persone si sentono autorizzate a formulare delle ipotesi. La gente è malfidente, si sa e allora quando i dati sono pochi, o troppi, costruisce suoi teoremi. Quando, sempre per fare un esempio, si accorge che una società di cui non si conoscono i soci vince un appalto per un aeroporto, dove persino il Sindaco e il Presidente della Provincia sono finiti indagati, qualche domanda sorge spontanea. Poi se nella compagine misteriosa spunta il nome di Laura Fincato, consulente per il Ministero dei Trasporti, comincia a darsi anche qualche risposta. Sbagliata eh! Ci mancherebbe, ma sapete: quando si sparla di indotto e strategia del territorio il cittadino viene nominalmente chiamato in causa ad ogni mezzo trafiletto di giornale, fosse anche il bollettino del fantacalcio, ma poi quando si tratta di rendergli conto non sono fatti suoi.

Tranquilli cittadini. Il mistero è prontamente risolto. Vincere un bando per gestire un aeroporto è una cosa che possono fare tutti, anche senza avere specifica esperienza nel settore. Infatti per il bando Enac si sono presentate compagini formate da elettricisti, albergatori, venditori di abbigliamento, ristoratori in formula catering, aziende che si occupano di verde pubblico, pulizie etc. Nel caso qualcuno si stesse chiedendo se sto scherzando sappia che questi non sono nemmeno i più bizzarri tra i partecipanti. Qualcuno ci ha suggerito anche che una delle compagini avesse in prima istanza scelto un presidente condannato in svizzera per riciclaggio e traffico d’armi.

Tutto ciò è possibile perché il bando permetteva di presentarsi come RTI (raggruppamento temporaneo d’impresa), molto comodo in quanto, invece di creare una società ad hoc, con relativo versamento di capitale sociale, si possono riunire società che fanno altro, raggiungendo il capitale sociale richiesto. Altre garanzie nella fase preliminare non sono richieste, né per l’esperienza (di solito sono richiesti 5 anni di reale pratica nel settore), ne per la disponibilità economica. Questa volta bastava una fidejussione di 10 mila euro, cifra che non basta nemmeno per il preliminare di vendita di un monolocale.

Perché una selezione a maglie così larghe? Non si sa. Fatto sta che le condizioni esistenti hanno favorito Air Riminum. Non lo diciamo noi, lo dice il punteggio pieno ottenuto senza nemmeno preoccuparsi di usare il bonus della busta C, quella che assegnava un valore a quanto lasciato da Aeradria. In definitiva le condizioni erano ideali per una società, di cui non si conoscono i soci, costituitasi 4 giorni prima della scadenza dei termini di presentazione del bando, che tra le sue fila conta Laura Fincato, ex sottosegretario, con una vicepresidenza nel CDA di Save SPA (gestore degli aeroporti del Nord Est), oggi consulente del Ministero dei Trasporti.

Non deve essere così? E chi lo dice? L’errore, il luogo comune, è pensare che un aeroporto sia quel posto dove la gente sale e scende dagli aerei, ma l’aeroporto è altro. Nel caso specifico trattasi di pura finanza, quel mondo misterioso dove le aziende non valgono per quello che producono, ma per come vengono rivendute all’infinito sul mercato.

Ambromobiliare, l’azienda consulente che ha orchestrato la partecipazione al bando, è, in parole povere, una boutique d’affari. Grazie alle condizioni favorevoli del bando questi “advisor”, come si definiscono, hanno ottenuto l’assegnazione provvisoria di qualcosa che possono ora offrire ai loro clienti (vecchi e nuovi). Cosa abbia influenzato la competizione per essere così benevola nei confronti di questa società non sta a noi stabilirlo, fatto sta che a Rimini ancora una volta è stata scelta una strada che lascia molto spazio all’immaginazione, mentre ci sarebbe stato bisogno di trasparenza.

Probabilmente ora ci sarà il ricorso di Novaport che, secondo quanto dice il legale rappresentante, Andrea Del Vecchio, era l’unica ad avere le carte in regola non per vincere, ma anche solo per partecipare. Novaport Italia, infatti, sarebbe una partecipata di Novaport LCC, società russa che gestisce in proprietà e in gestione maggioritaria 17 aeroporti. Sulla reale parentela delle due società non mettiamo certo le mani sul fuoco, saranno i documenti a parlare nel momento in cui si ricorrerà o, perché no, si denuncerà. Quello che nessuno però ha smentito e che l’offerta di Novaport Italia avesse le caratteristiche di un investimento vero: 40 milioni di investimento iniziale più il mantenimento dei dipendenti attuali , 3 milioni a fondo perduto per risarcire i vecchi creditori e lavori di ampliamento per portare l’aeroporto ad un traffico di un milione e mezzo di passeggeri. Tutto con capitali propri.

Che dire….. se questo era un bluff valeva proprio la pena di andare a vederlo. Invece sono stati scelti gli advisor  a cui Stefano Vitali, indagato, aveva affidato la consulenza per il concordato, bocciato, della precedente gestione. Ça va sans dire.

P.S

“La finanza è l’arte di far passare i soldi di mano in mano, finché non spariscono.”

(cit. ROBERT W. SARNOFF)

Davide Cardone

[@DadoCardone]

 

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Alla Riminese

In questi giorni,  nella cronaca  locale, si concentrano  una serie di notizie che, apparentemente, sembrano confinate in spazi e ambiti singolari, ma che viste tutte insieme danno una visione di una diffusa gestione imprenditoriale “alla riminese”. Sia chiaro, non vogliamo sostenere un unico grande complotto, ne fare di tutta l’erba un fascio, ma un quadro usualmente si guarda da lontano, perché da vicino si notano solo le pennellate.

adlStamane fuori dal Tribunale di Rimini la sigla Cobas ADL (Associazione Diritti dei Lavoratori) prestava le sue bandiere a un gruppetto di operai cinesi per sostenerli nella vertenza Mare SPA.  L’ADL si è impegnata a lungo per far rientrare il fallimento dell’azienda in una curatela assegnata dal Tribunale di Rimini, poiché si era preferito, per non meglio specificate ragioni, spostare tutto in un Tribunale non competente. Infatti  l’istanza di fallimento era stata presentata a Forlì. Lo scopo? Secondo quanto dichiara l’ADL favorire una sorta di liberatoria tombale in favore di una Newco, Aliseo Investements, la quale non considera i lavoratori della Mare SPA una sua incombenza.

Il Tribunale di Forlì ha rimandato tutto a Rimini dichiarandosi non competente e così Rossella Talia, Presidente del Tribunale di Rimini, dovrà probabilmente assegnare un curatore che stabilisca come fare con le 8 (e più) mensilità che i lavoratori devono ancora avere e come dirglielo in Cinese, giacché sono quasi tutti di quell’etnia.

Non sono certo questi i Cinesi su cui punta Air Riminum anch’essa Newco subentrante a un fallimento. Questa società, sebbene ancora priva di un assetto definitivo, ha vinto a punteggio pieno il bando Enac per subentrare nella gestione dell’Aeroporto Fellini e questo senza nemmeno il bonus della “busta C”, quella che prevedeva un’offerta per l’eredità lasciata da Aeradria. Una “vittoria a cappotto” ottenuta sbaragliando società all’apparenza più blasonate, che però lascia dei dubbi. Air Riminum ha come punto di riferimento tale Leonardo Corbucci, socio (o quantomeno ex socio) di una compagine proposta a suo tempo da Vitali come soluzione di tutti i mali: Eurafrica Merchant. Sul lettino di uno psicologo, preso nel gioco della libera associazione d’idee, mi verrebbero in mente delle scatole cinesi …. ma non chiedetemi il perché. Fatto sta che le proposte di Vitali e i cinesi di Gnassi tornano in qualche modo a turbare  gli atterraggi sul Fellini. Sia chiaro … chi vi scrive non ritiene possibile che i due frontman possano in realtà muovere alcunché, ma non ritiene improbabile che, al contrario, possano venire mossi.  Solo ipotesi. Aspettiamo di conoscere l’assetto finale della Compagnia.

Certo che la formula Newco, non sottoposta alla dovuta sorveglianza, sembrerebbe un mezzo ideale per risorgere dalle proprie ceneri. Specialista delle resurrezioni è anche Lorenzo Cagnoni, che però usa una formula diversa. Ci riferiamo alla fresca fusione tra Palas e Fiera. Il Paladebit, come comunemente viene chiamata la più grande cantonata di Cagnoni, ha recentemente usufruito della variante di una variante per rendere più appetibili i terreni dell’ex fiera. Un bell’ipermercato in pieno centro e passa la paura.  Solo che la mossa non serve a garantire altro che un po’ di ossigeno, perché la folle spesa di 100 milioni di euro richiede ben altro. Molto meglio il contenitore Fiera che può parare anche i colpi più duri e non è facilmente  controllabile, come possono testimoniare i Consiglieri Comunali che hanno tentato invano  di conoscere i compensi dei dirigenti.

In tutti e tre i casi citati, attori diversi a volte incrociano i loro destini nel metodo del “alla Riminese”. Qualcuno potrebbe dire che fanno né più né meno che i loro interessi, viene però da sottolineare che ad un imprenditore “normale” certe mosse non sarebbero concesse. Questione solo di abilità? Lasciamo questa domanda decantare nella coscienza di ognuno, rassegnati al fatto che qualsiasi cambiamento, storico o meno, è sempre determinato dalla consapevolezza. Una collettività addormentata permette questo ed altro.

P.S.

Un messaggio dalla CCTV cinese : 什麼是亞得里亞海小點的名稱? (solo per solutori più che abili)

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TRC o Mongolfiera?

Ieri sera in un’apposita Commissione presso il Comune di Cattolica Ermete Dal Prato e  la solo incidentalmente nipote di Maurizio Melucci, pare si chiami Frisoni o qualcosa del genere, hanno parlato di TRC. Per noi l’Architetto Fausto Battistel in veste di inviato.

La Redazione

TRC o Mongolfiera?

Ieri sera al comune di Cattolica si è svolta una commissione specifica, informativa, sulle reali opportunità degli amministratori cattolichini, riflettere e proseguire o meno sulla scelta eseguita anni fa, con la firma dell’accordo di programma per la realizzazione dell’opera, tra regione, provincia, enti locali ed agenzia mobilità.

Oltre agli amministratori comunali, le opposizioni e un folto gruppo di pubblico, al quale bisogna riconoscere è stata data la possibilità di fare domande specifiche sul progetto, erano presenti l’Ing. Dal Prato e la Presidente di Agenzia Mobilità dott.essa Frisoni.

Una buona parte dei presenti, ha potuto constatare, con perplessità, la leggerezza degli argomenti e dei dati portati a sostegno della tesi della strategicità dell’opera tra Riccione e Cattolica. Per stessa ammissione della Presidente e dell’Ingegnere, ad oggi non c’è uno studio di fattibilità concreto, che indichi ipotesi di flussi degli utenti, costi dell’opera, percorsi certi e punto di arrivo.

Pertanto la prima domanda che sorge spontanea è: come può essere definito strategico un progetto del quale non si conoscono gli obbiettivi minimi principali, arrivo, numero di utenti trasportati, percorsi e costi?

La seconda è: come possono gli amministratori ed i cittadini scegliere di salire su un “Phileas”, questo il nome del bus, se non conoscono l’entità complessiva dell’opera, diciamo un grande numero, la tempistica, e ipotizzare se le risorse richieste per l’esecuzione sono proporzionate e tollerabili per le comunità interessate?

La terza è: di quali infrastrutture necessita il “Phileas” per poter circolare e quale è l’impatto complessivo sull’ambiente per avere questo trasporto, quale è la sua flessibilità e la sua durata? Quali saranno i disagi per i cittadini? Quanti dovranno subire l’orizzonte del trc, che scorre davanti alle loro abitazioni, creando una barriera visiva e fisica?

Appare anomalo, che il progetto del TRC sia realizzato in assenza, per Rimini, del Piano Urbano del Traffico PUT, e  vista la continuità delle costruzioni e il consumo di territorio, considerando area urbanizzata continua il territorio da Cesena a Rimini, non vi sia un piano intercomunale, ed un progetto di più ampio respiro con indicazioni precise sulle finalità da raggiungere, al quale partecipino tutti i portatori d’interesse dei trasporti, comprese le Ferrovie e gli aereoporti, per lavorare in sinergia con il trasporto privato, il Trasporto pubblico Locale e gli enti dotati di sempre minori risorse, da destinare ai servizi.

Infrastrutture troppo costose e specifiche non garantiscono la flessibilità, l’economicità e la durabilità nel tempo. La mobilità delle popolazioni e la rapidità dei flussi migratori, insieme ad una situazione socio politica complessa, non permettono valutazioni credibili sulle necessità e sulle esigenze degli spostamenti del prossimo futuro.

In realtà da quanto ho capito l’uscita dal progetto deve essere consensuale e quindi tutti i comuni devono essere d’accordo, basta solo che uno sia favorevole a continuare che gli altri lo devono seguire anche se le necessità di trasporto tra Rimini e Riccione sono diverse di quelle tra Misano e Cattolica.

Il lungomare, il trasporto di costa, per togliere le auto dal lungomare, intanto resta sguarnito.

Phileas Fogg (il protagonista del “giro del mondo in 80 giorni”) suggerisce la mongolfiera da Rimini a Cattolica, in 20 min, con vento a favore oppure a Ravenna, TRC, Trasporto random costiero, per un turismo lento, casuale, ma almeno quando non usi il mezzo resta il paesaggio… e soprattutto non devi espropriare, abbattere costruzioni per cui hai rilasciato autorizzazioni e creare infrastrutture degne dei faraoni o degli imperatori, una mongolfiera per una signoria è più che sufficiente.

P.s. Beh di certo Phileas Fogg, se avesse scelto il trc, avrebbe perso la sua scommessa.

Architetto Fausto Battistel

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Disastro TRC.

Il TRC…. Sapete cosa? Chi ha partorito questa balzana idea dovrebbe darsi delle gran pacche sulle spalle da solo, perché è riuscito a mettere in difficoltà chiunque entri in contatto con la corsa di questo folle autobus da 100 (e passa) milioni di Euro.

Agenzia Mobilità, guidata formalmente da quella che solo incidentalmente è la nipote di Maurizio Melucci, ma ufficiosamente dalla vittima sacrificale Ermete Dal Prato, non riesce a stare nei costi. L’annunciata cura dimagrante che avrebbe dovuto fare l’opera, per ritornare all’originaria ipotesi di spesa, è stata come quelle diete buone per la prova costume: il sacrificio estremo fino alla prima discesa in spiaggia e poi giù a bere e mangiare come se non ci fosse un domani.

Trattavasi di un altro degli annunci di Gnassi, completamente separato dalla realtà. Da dove voleva togliere 10 milioni di Euro, supposto che fosse quello il problema del TRC, lo aveva capito solo lui e ieri, nell’apposita commissione si sono fatti dei conti diversi.

Cattura102 milioni di Euro. Che dire…. Salute! Si è sorpassata la soglia psicologica dei 100 milioni di Euro per un autobus su gomma, che doppia servizi già esistenti e che è ben lungi da essere associato ad un consuntivo di spesa finale. Nessuno vorrebbe essere nei panni di Dal Prato nel momento in cui cambierà (perché prima o poi cambierà) l’opportunità politica di appoggiare una simile pazzia.

Nel frattempo, prima che 10 km d’idrorepellente cemento diano il colpo di grazia alla già complicata situazione degli allagamenti riminesi (10.000 metri di cortili, giardini ed erbe erranti ne assorbono di acqua) si cominciano a registrare i primi danni seri al “muro del pianto” di Spontricciolo che tra un po’ verrà chiamato “delle bestemmie”. Qualcuna se n’è già udita dagli abitanti della zona, che mai avrebbero pensato di diventare degli alluvionati, ma c’è da scommettere che qualcuna ne è partita anche dal Comune. La promessa elettorale di fermare questo “Tram chiamato Putiferio” (scusate la parafrasi) non solo non può essere rispettata, ma si sta trasformando in un boomerang di aspettative disattese. Forse il Sindaco Tosi aveva in mente di fermare il TRC con della diplomazia, ma le rivoluzioni “per favore” sono una contraddizione in termini e un capo della Municipale che non viene fatto entrare in un cantiere proprio non si può vedere. Il sì a  un referendum informato e consapevole sui costi che ci si dovrebbe caricare sarebbe l’autorizzazione per ribaltare il tavolo di AM… i cittadini si sobbarcano ben altri oneri, tipo il mantenimento di Hera “la Piovra” senza che ne abbiano contezza.

Come detto però danni il TRC ne fa a tutti, non solo a chi lo avversa. Nel PD tutti stanno bene attenti a non tirare fuori l’argomento e addirittura Lupus in Fabula, alias Maurizio Melucci, preferisce dichiarare,  nelle rilassanti interviste del Nuovo Quotidiano,   che la Darsena e il 105 sono due successi della sua Amministrazione, piuttosto che citare l’abominio TRC.

Sembrerà strano, ma danni ne fa anche a chi dovrebbe goderne, politicamente si intende. Dopo una commissione copia di quella dell’anno scorso, ma che aumenta la spesa per uscire dall’opera di 3 milioni arrivando a 54, Carla Franchini, in barba a quanto dichiarato da tutto il Movimento 5 Stelle di Rimini, sembra sostenere che non si può uscire, tanto vale finire in fretta. Il Movimento si dissocia perchè questa presa di posizione assomiglia più alla linea della Procura, la quale ha fatto certificare a un Giudice per le Indagini Preliminari che il giudice del Tar aveva sbagliato a scrivere (!), pur di non intralciare l’autobus più stupido del mondo. Sicuramente non è la linea del Movimento di Rimini, né di quello di Riccione ,che, pensando al futuro del territorio e non alla prossima elezione, sono consapevoli del fatto che 51 milioni (o 54 dell’ultima versione) saranno nulla in confronto all’emorragia di danaro pubblico che quest’opera fallimentare causerà.

La patata bollente viene tirata di mano in mano, ma ogni mano che tocca ne rimane ustionata. Territorio devastato e consumato impunemente, partiti screditati, cittadinanza vessata e bagnata… che cosa vuoi di più dalla vita? Una Funivia? Non preoccupatevi che qualcuno ci sta già pensando. Nel frattempo il PD, il Partito Dissociato, si muove in fretta per far dire nei Consigli Comunali di Misano e Cattolica che il TRC arriverà fino a li.

P.S.

Presto si voterà per le seggiole del Consiglio Regionale. Da Rimini si stanno presentando delle persone veramente in gamba. Non lasciate che l’indifferenza vi tolga il voto, usatelo e pretendete di avere dei rappresentanti che facciano gli interessi dei cittadini e non delle partecipate. Aiutateli ad aiutarvi.

Davide Cardone

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Banane per tutti.

E’ ufficiale. Il virus della Renzite ha varcato i confini di Rimini.

No. Non si tratta di affiliazione politica, ma vera e propria tecnica di annuncio compulsivo, perché, se prima i nostri amministratori si difendevano dissimulando, ora addirittura attaccano slogan in resta.

Non è difficile coglierne i sintomi in giro per le faccende organizzative locali. Si parte dal presupposto che tutto deve essere mostrato sotto una luce positiva e gli altri, quelli che criticano, sono solo dei gufi. Predisposta questa base si fanno annunci su tutto senza timore di sembrare ridicoli, così le erbacce diventano “erbe erranti”, con tanto di cartello ad indicarne la presenza e i parametri spazio temporali si distorcono a piacimento rendendo possibile in soli 18 mesi il rifacimento di Ponte di Tiberio, Castello e Piazza Malatesta. Gli interventi, come dichiarato dal Sindaco, subito dopo una notte tra musica e Drag Queen, riguarderebbero pedonalizzazioni, parcheggi, piazze e Ambulanti incazzati neri, ma non neri come i VuCumprà… se no potevano rimanere.

Possibile? L’annuncio è stato fatto e lui, Gnassi, non è disposto a sopportare oltre che i suoi sogni siano definiti impossibili. Se poi per rispettare i 18 mesi l’unico intervento sarà apporre colori pop dove urina il cane, non è dato saperlo. Noi per sicurezza conserviamo il titolo e la dichiarazione.

La Renzite però non serve solo per il post festa. Dopo un Borgo Party ben riuscito (ne fanno uno così ogni 2000 anni), ma assolutamente inutile per Rimini e i riminesi, è normale che ci si giochi l’onda dell’entusiasmo per rilanciare. Se qualcuno si soffermasse a leggere i titoli piccoli potrebbe scoprire che, secondo Assoturismo-Confesercenti, la riviera è in calo del 3% per gli arrivi e del 6% per fatturato. Allora meglio il titolone grosso con la sparata, arma di distrazione di massa.

Il vero problema con la Renzite è che evita a chiunque di assumersi delle responsabilità, ecco perché nel PD sono diventati tutti immediatamente Renziani, eccezion fatta per chi non ha mai contato nulla e dunque nemmeno ha potuto sbagliare. Prendiamo ad esempio la catastrofe Aeradria. Il Gatto e la Volp…. Hem no, scusate.. volevo dire  Gnassi e Melucci escono in questi giorni con la medesima dichiarazione avendo l’accortezza di usare giornali diversi e date diverse. Concordano sul fatto che Enac ha ricevuto 4 offerte per la gestione dell’aeroporto, dunque l’aeroporto è appetibile, indi per cui sono stati tutti lungimiranti.

Se per fare un aeroporto appetibile ai privati fossero necessari 50 milioni di debiti della cittadinanza ho come l’impressione che gli aerei verrebbero tirati giù a vista con ogive da contraerea al grido di “Spendig Review!!”. Qui a Rimini il solo grido che si è sentito è quello del capogruppo PD Marco Agosta che voleva “Indebitarsi, Indebitarsi, Indebitarsi”. E’ stato accontentato.

Qualcuno, dal sottobosco piddino, ci racconta, con aria di quello che la sa lunga, che “governare è una cosa complicata”, a noi pare che, più che altro, sia una cosa che proprio non gli riesce. Ringrazieranno mai abbastanza Renzi per il rincoglionimento generale che ha saputo distribuire? Chi non ha Renzi a ispirar serenate alla luna sa che l’annuncio è meglio farlo durante il proprio mandato e non come promessa elettorale. Lo sta sperimentando il Sindaco Tosi a Riccione i cui Assessori vengono tenuti lontano dai cantieri del TRC manco fossero tagliaborse albanesi in cerca di rame e che, suo malgrado, si trova ad inaugurare cose contro cui, da oppositrice, aveva combattuto: scuole, autisti…

E i Grillini? Incensurati, ecologisti, solidali, di cazzate non ne raccontano, ma la gente vorrebbe  lo facessero perché la realtà delle cose non piace a nessuno e quei rompicoglioni vogliono addirittura che si partecipi alle decisioni. Referendum senza Quorum!? A chi!!?? Noi vogliamo qualcuno cui dare la colpa e in questo i Demokrat sono sempre stati i numeri uno ed è per sempre per lo stesso motivo che si fa fatica a trovarne due non indagati per fare delle finte Primarie.

Lasciamo perciò che ci raccontino che l’estate è andata bene, che stiamo rifacendo tutta Rimini, che il buco tra la gestione provvisoria e l’assegnazione Enac non farà perdere voli in favore di altri aeroporti e che quello di cui abbiamo bisogno è una bella festa.

P.S.

C’è chi indica la luna, chi guarda il dito che indica la luna e chi viene messo sotto mentre cerca di capire chi o cosa deve guardare, perché sarà pur vero che i sogni aiutano a vivere meglio, ma è altrettanto  vero che chi dorme i pesci li piglia in posti inaspettati.

Davide Cardone

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La scoperta dell’acqua fredda.

Scrivo queste poche righe a futura memoria della mia avversione ai falsi moralismi. Ci tengo.

Quando “Tony the Fridge” ha corso la Maratona di Londra (e non solo quella) con un frigo di 42 kg sulla schiena, per attirare l’attenzione e raccogliere fondi per la ricerca contro il cancro, la notizia non è nemmeno arrivata in Italia, se non tramite qualche sito web che raccoglie curiosità.

Un paio di giorni dopo che Zuckenberg accettava la sfida dell’Ice Bucked il nostro Presidente del Consiglio era già in mutande che si tirava un secchio d’acqua gelata in testa. Qual è la differenza? Certo non è difficile individuare nella semplicità d’esecuzione e nell’esibizionismo le chiavi del successo virale di questo nuovo fenomeno social media, ma il risultato finale è l’attenzione sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA). Pregio non da poco.

L’Ice Bucket , sia chiaro, può piacere o non piacere senza che venga restituita alcuna motivazione, ma se poi le motivazioni per avversarlo  sono stupide è ovvio che si provochi una replica. Personalmente mi sono fatto una classifica delle astruse motivazioni con cui l’esemplare “moralizzatore” si sente autorizzato a puntare il dito contro questa pratica.

6^ Posizione: l’ha detto il Papa. Sono tentato di citare un mio amico, un tale che ha scelto Esticazzi come nickname, ma mi limiterò ad una considerazione di carattere generale. Sebbene il nuovo Papa abbia un simpatico ed efficiente ufficio marketing farebbe bene ad impiegarlo in questioni più importanti o che perlomeno riguardino il suo specifico campo di competenza. La morale non è primato della Chiesa.

5^ Posizione: la secchiata è un’esibizione, bisogna donare a prescindere. Certo… e poi chi dice questa cosa, di solito,  esibisce la sua donazione con ricevuta. Il fatto che restino all’asciutto non inganna, si tratta sempre di esibizionismo, se non lo fosse donerebbero senza farsi pubblicità. Sarei proprio curioso di vedere quanti di questi filantropi erano preoccupati degli scarsi successi della ricerca sulla SLA prima dell’Ice Bucket.

4^ Posizione: la fase goliardica toglie spazio all’informazione. Come dire: tutti pensano al secchio, ma pochi si informano sulla SLA. L’approfondimento è auspicabile, ma non è lo scopo principale dell’iniziativa. Icebucket è un fenomenale sistema per veicolare anche i denari di chi normalmente non si interesserebbe alla cosa. Pecunia non olet… come diceva Vespasiano. In ogni caso la pagina Facebook  dell’Onlus Aisla (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica) riferisce di 143.000 accessi unici in 4 giorni sul sito ufficiale, dunque qualcuno , nell’evidenza dei fatti, si è interessato.

3^ Posizione: Si tirano solo il secchio, ma non danno soldi. Non è proprio così. Negli USA con questo giochino sono stati raccolti 62.5 milioni di dollari e in Italia non siamo lontani dai 300.000,00€, che sono 300 mila Euro in più di prima. Se poi qualcuno tra i 24 milioni di video si è tirato in testa un secchio gratis, beh…. Bravo stronzo!!

2^ Posizione: Non si scherza con malattie così serie. Anche questa considerazione lascia il tempo che trova. Per quanto riguarda il caso particolare il primo sfidante Ice Bucket è Pete Frates, ex promessa del Baseball americano, oggi malato di SLA.  Più in generale queste “sfide”, in nazioni di lingua inglese, sono molto popolari e vengono associate abitualmente alle attività di foundraising di qualsiasi genere.

1^ Posizione Assoluta: E’ uno spreco d’acqua, con tutti i bambini africani che muoiono di sete.  L’Ice Bucket è quel contenitore dove di solito gli sportivi mettono a raffreddare le bevande in acqua e ghiaccio e, guarda caso, prima che ci fosse qualcosa da giudicare, non sono mai stati uno sfregio alla disgrazia dei poveri infanti africani. Sicuramente questi fenomeni della carità faranno docce brevi, chiuderanno l’acqua mentre si lavano i denti, riutilizzeranno l’acqua dove hanno messo a freddare birra e anguria e, sicurissimamente non vestiranno jeans. Cosa centrano i Jeans? Molto, visto che per produrne un solo paio servono circa 9500 litri d’acqua. Neanche a dubitare che cotanti moralizzatori idrici saranno tutti i giorni a protestare fuori dal loro Comune visto che in Italia gli acquedotti perdono una media del 34% di acqua immessa.

Leggittimatio ad capocchiam

P.S.

Ho letto che in molti se la sono presa con Luciana Litizzetto in quanto  ha donato solo 100,00€. Perché si fa così fatica a capire le semplici regole di uno stupido gioco? Nominato ti tiri una tinozza in testa, dai 100 € e nomini altri tre. Stop. Donare di più di quanto richiede la sfida, quella sì che  sarebbe esibizione… se poi vuoi farlo privatamente nessuno te lo nega.

Davide Cardone

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Badi bene che mi denuncio!

Una volta ci si costituiva e si confessava affidandosi alla clemenza della Corte. Oggi no. Ci si denuncia, non si sa mai che alla fine si possa scendere a patti con se stessi.

Potrebbe sembrare il paradosso di una trama alla Pirandello, ma la realtà odierna, perlomeno quella politica, ha dei confini molto labili. Se esiste una lezione che Renzi ha dato ai nuovi Democristiani (PD & Co.) è che ti puoi giocare la faccia tutte le volte che vuoi, tanto nessuno se la viene a prendere.

E’ il caso, neanche a dirlo, del PD Riminese e di una delle più brutte figure che l’incompetenza politica, quella delle poltrone ad capocchiam, ha saputo generare: Aeradria. La cronaca locale ci avverte “Comune e Camera di Commercio, in qualità di soci di Aeradria Spa, hanno dato mandato alla Provincia di conferire un incarico ad un esperto legale per valutare la possibilità di esperire l’azione di responsabilità contro gli ex vertici di Aeradria”.

Detta così potrebbe suonare strana solo ai più informati, ma, districandola un po’, dovrebbe aver  senso anche  per coloro che non si sono mai interessati alla vicenda. Proviamoci: Il Comune, ossia l’Amministrazione, ossia la maggioranza che in Consiglio Comunale imponeva rifinanziamenti per Aeradria al motto del suo capogruppoINDEBITARSI, INDEBITARSI, INDEBITARSI”,  assieme alla Camera di Commercio,  hanno incaricato la Provincia, socia della società in oggetto, di trovare un legale per denunciare i vertici sempre della stessa società.

Si capisce? Non tanto vero? Proviamo in un altro modo. Gnassi, indagato per fatti che riguardano il fallimento di Aeradria, e la Camera di Commercio chiedono a Vitali, indagato per i medesimi reati, di trovare un esperto avvocato allo scopo di iniziare un’azione di responsabilità contro le cariche politiche schiaffate sulle poltrone della società aeroportuale dal loro stesso partito. Ci vuole un buon avvocato o un grande psichiatra?

Nel frattempo, mentre più di qualcuno rimane interdetto, il Movimento 5 Stelle di Rimini prova ad ormeggiare a terra i fatti con un comunicato stampa di cui riportiamo uno stralcio:

“Il M5S, già nella seduta del Consiglio Comunale del 2 agosto 2012, rappresentava al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio Comunale, apposita richiesta di avvio dell’azione di responsabilità1 nei confronti degli amministratori di Aeradria, precisando che secondo la Corte di Cassazione, in presenza di atti dannosi di cattiva gestione della società, l’Ente locale socio ha l’obbligo di proporre l’azione sociale di responsabilità nei confronti degli amministratori della società ai sensi dell’articolo 2393 c.c. e sottolineando che tale decisione non è frutto di una scelta discrezionale, ma risponde a precisi obblighi di tutela del patrimonio sussistenti in capo all’Ente socio. Anche questa proposta, al pari di quella del rinnovo dell’intero cda di Aeradria formulata già nel luglio 2011, rimase inascoltata. Nel frattempo Aeradria, dopo aver collezionato ulteriori perdite, è fallita.Ora, a fallimento dichiarato – che forse all’epoca poteva essere evitato o quantomeno contenuto accogliendo la proposta del M5S – l’azione di responsabilità da parte dei soci non è più possibile per legge, spettando al curatore fallimentare. L’art. 2394 bis del codice civile in merito all’azione di responsabilità nelle procedure concorsuali stabilisce che: “In caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria le azioni di responsabilità previste dai precedenti articoli spettano al curatore del fallimento, al commissario liquidatore e al commissario straordinario.” E’ quindi giuridicamente inspiegabile la decisione di emanare oggi un bando – con dispendio di ulteriori risorse dei cittadini – per valutare l’ipotesi di azione di responsabilità contro gli ex vertici di Aeradria”.

Già denunciare altri per fatti di cui probabilmente si verrà dichiarati corresponsabili non pare una mossa vincente, farlo poi  quando  i termini di legge sono scaduti a che serve? Forse, come stavano facendo con le rotonde di Rimini, l’intenzione era quella di “fluidificare l’asse mediano” delle pessime figure di questa Amministrazione.

P.S.

Ha fatto molto scalpore il servizio del TG2 sugli sfratti riminesi. Gloria Lisi, in tutta la sua innocenza e probabilmente nell’emozione per cotante telecamere, confessava candidamente di avere lo Sportello Sociale del Comune assediato da gente con mazzi di bollette in mano … un vanto per Rimini. Capisco che a qualcuno bisogna pur ispirarsi, ma proprio alla Gelmini no eh!?

Davide Cardone

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Dissimulazioni.

Parliamoci chiaro. Le prevaricazioni viste questi giorni in Senato non sono un’eccezione,  sono anzi la pratica consolidata con cui il sistema di potere politico, risorta democristianeria, gestisce i suoi interessi dal locale al nazionale.

Le aule del Governo sono solo il recinto più in vista di varia e scadente umanità che muove i suoi primi passi nei Consigli Comunali, vera scuola del gioco sporco. Inutile ricordare che in Italia, ogni anno, vengono sciolti più di venti comuni a causa di infiltrazioni mafiose. Questo fenomeno, non imprescindibile dal sud, sembrerebbe decretare un vero e proprio federalismo criminale (altro che demaniale), ma, sicuramente, sancisce soprattutto la tendenza assoluta degli amministratori locali alla nobile arte Razziana de “fatti li cazzi tua”.

Razzi certo è l’eccellenza. Lui è talmente un purista della politica a uso vitalizio che non ha nemmeno bisogno di far finta di fare altro, anzi … se la ride con noi e rimane al suo posto,  guadagnandosi persino l’abbraccio del Ministro delle Riforme al completamento della più grande porcata della storia della Repubblica Italiana.  Ora, immediatamente dopo l’attuazione della “riforma”, non ci sarà più da temere per “qualche” pregiudicato in Senato. Prendendoli dall’allevamento dei Consigli Regionali è molto probabile che saranno tutti indagati, ma mica solo per cose di mafia eh! Ci mancherebbe. C’è anche  chi semplicemente “tiene famiglia” e concede finanziamenti illeciti al fratello. Bazzecole. Un prezzo minimo da pagare in cambio della manipolazione del Titolo V.

Razzi, si diceva, è un superlativo assoluto. Lui spicca come un diamante tagliato ad Anversa  tra le pietre grezze del vitalizio all’italiana. Gli altri devono dissimulare, che è un po’ come andare in bici a rotelle: ogni tanto qualcuno ti guarda come un pirla, ma arrivi lo stesso dove devi arrivare.

A Rimini c’è un piccolo campioncino nell’arte della dissimulazione. Un uomo che combatte il cemento favorendo la costruzione dei  centri commerciali, un Sindaco che fa spendere alla città più di cartelli colorati che di lavori stradali, un Primo Cittadino che trova odiosa illegalità, figlia dell’egoismo e dell’arroganza, la scritta con un pennarello su un muro, ma lettere di patronage ad aeroporti falliti, TRC che buttano giù proprietà con la sola occupazione provvisoria e ruote panoramiche abusive li trova tutti atti progressisti.

A proposito…. Avete letto di come si sia autoproclamato guardiano della notte di Gotham-Rimini? Praticamente lui da solo ha immobilizzato 3 vandali imbrattatori. Non ho capito bene cosa sia successo, ma immagino che con la mano destra ne abbia fermato uno, con la sinistra un altro … e il terzo? E la bicicletta con cosa la teneva? Sembra la barzelletta del cacciatore che mette in fila i tre leoni. Comunque questi tre, di taglia media, li ha catturati e … dovevate vedere quelli che sono scappati. Pare che li abbia anche costretti a cominciare una sorta di pulizia delle scritte con prodotti recuperati non si sa bene come.

Il messaggio  è chiaro no? Santa Giustina può morire nello smog per il completamento del depuratore pagato da tutta la Provincia e con il quale Hera servirà anche il cliente San Marino, i Teleriscaldati possono scegliere se morire di freddo o intossicarsi con delle stufe a petrolio, 10 km di costa possono essere deturpati dall’autobus più stupido e costoso del mondo, ma….. non scrivetegli con quel cazzo di pennarello nei sottopassaggi, altrimenti diventa una bestia. Dissimuliamo.

P.S.

A proposito di peculiarità Sindacali. Renata Tosi, Sindaco di Riccione, è stata chiamata dai Carabinieri per essere identificata riguardo ai fatti sul cantiere riccionese del TRC. Potevano dirglielo prima delle elezioni che Gnassi era Sindaco Emerito  di Riccione, magari avrebbe promesso di meno.

Davide Cardone

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Evento atmosferico [Stra]Ordinario.

Qualcuno ricorderà la bomba d’acqua dell’anno scorso e sicuramente il temporale di ieri pomeriggio avrà contribuito a rinfrescare la memoria ai più. Rimini, la Serenissima, era finita sott’acqua con molti danni collaterali e una persona deceduta.

Qualcuno disse che si era aspettato troppo ad aprire gli sforatori  a mare, forse per non riempirlo di defecatio turistica. Si disse anche che la risposta d’emergenza fu molto fiacca e si scoprì, tra l’altro, che Rimini era l’unico Capoluogo di Provincia  dell’Emilia Romagna senza un Piano Delle Emergenza a norma di legge …. Tanto cosa volete che succeda da queste parti.

La difesa dell’Amministrazione fu, come da manuale,  “Trattasi di evento atmosferico straordinario ed imprevedibile”. Come dire: noi cosa possiamo fare contro le forze della natura? Giusto. E’ noto che contro la forza della natura non si può fare nulla, come pure contro l’imbecillità umana.

L’aggettivo “imprevedibile” è però un’arma a doppio taglio. Il fatto che una cosa non sia prevedibile non la rende meno probabile e, infatti, da un po’ di anni a questa parte il meteo scatena tempeste perfette su tutto il territorio italiano. Inutile dire che i meno danneggiati sono i più preparati a dispetto dell’imprevedibilità dell’evento.

Apriamo una piccola parentesi per sottolineare il rapporto particolare che la provincia di Rimini intrattiene con il Meteo: imprevedibile per le Amministrazioni e da class action per gli albergatori. Meno male che non siamo un territorio preda dei Monsoni.

Riprendendo il filo del discorso ieri pomeriggio si è ripetuto uno di questi imprevedibili ma, a quanto pare, molto probabili eventi atmosferici che, se proprio non ha eguagliato la bomba dell’anno scorso, ha fatto i suoi bei danni, tra i  quali annoveriamo:  una frana a Covignano, Via Santa Maria in Cerreto trasformata nel Gange, i “Casetti” allagati, come allagate Rivazzurra e Miramare (quest’ultima dicono con un sano e robusto aroma di merda). Anche diversi sottopassi sono stati chiusi per un po’, ma sicuramente stime più precise le avremo domani quando Gnassi si farà fotografare, sulla scena di qualche disastro, con le maniche di una sua camicia slim fit arrotolate fino ai gomiti. Ho già il titolo:” Da qui parte la ricostruzione di Rimini” (e 20).

A noi pare che, più che straordinari gli eventi atmosferici, siano straordinari i danni che riescono a fare su un territorio massacrato dalla cementificazione. Sarebbe ora di capire come ogni centimetro quadrato di territorio che si cementifica o che di contro, avendone la possibilità, non si restituisce al verde, causa ineluttabili crisi di rigetto a ogni pioggia … ordinaria o straordinaria che sia.

10514733_10204122282199034_2979302939906633378_nIl TRC, oltre ad essere la frattura di un territorio già segnato dall’invalicabile ferrovia, equivale anche a 10 km di cortili, giardinetti e pertinenze condominiali ora impermeabili all’acqua. Per chi ritenesse questa un’esagerazione può andare a fare sci nautico al Muro del Pianto di Riccione. Lo stesso vale per l’ultimo fantastico centro commerciale, con tanto di piscina e palazzine soviet,  approvato dal Consiglio Comunale di Rimini. Un’occasione persa per risanare una zona cementificata e magari per intestarsi una battaglia meritevole invece della crociata contro Tavecchi, il quale ha molto più da temere dalla propria lingua che dalle smargiassate di un Taglianastri in cerca di  titolo estivo. Un’estate senza FN non se la meritava.

P.S.

Messaggio personale all’Acer di Rimini. Già in altre occasioni ho rilevato quanto il condominio di Gaiofana, nonostante i pochi anni di vita, sia affetto da un invecchiamento precoce. In quest’occasione mi piacerebbe sapere a che cosa servono delle pompe automatiche di emergenza che, in caso di emergenza, bisogna attivare a mano. Di 11 sto giro ne ha funzionato una, la Protezione Civile ringrazia perché ieri avevano veramente poco da fare.

Davide Cardone

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TAR selfservice 24h

Se la notizia sarà confermata, ma pare che lo sia, l’Ordinanza con cui il Sindaco Renata Tosi aveva sospeso il cantiere riccionese del TRC è già stata annullata dal Tribunale Amministrativo Regionale in tempo record.  L’ordinanza n.68 del 17 giugno, che fermava l’abbattimento dei Pini lungo la ferrovia fino a un incontro già fissato in Regione il 30 dello stesso mese,  è stata resa nulla in neanche due giorni lavorativi … che stacanovisti questi del TAR.

Il Tam Tam social è già partito e la domanda che si propaga a velocità virale è: ma com’è possibile che il TAR, notoriamente sovraccarico di lavoro, in sole 24 ore si pronunci su una questione così complicata? Anche se si fosse considerata la parte più semplice della faccenda, ossia il provvedimento urgente e contingibile del Sindaco, elevato per motivi di pubblica sicurezza, ma trovato illegittimo, quale tipo di canale diretto bisogna possedere per farlo annullare in così breve tempo? Mossa calcolata da tempo o giudice amico?

Non abbiamo elementi per sostenere nessuna delle due tesi, ma se dobbiamo guardare le recenti pronunziazioni  del Tribunale Amministrativo Bolognese un dato certo lo possiamo ricavare: il TAR di Bologna è statisticamente sfavorevole ai comitati cittadini della Provincia Riminese.

Il Comitato contro il Teleriscaldamento, dopo aver costretto il Comune di Rimini a un provvedimento congiunto (se no altro che 24 ore), si vide respinto il ricorso senza che si entrasse nel merito della questione. Secondo la sentenza semplicemente non erano un’entità cui fosse attribuibile un simile atto. Una questione formale che, però, non li esentò dal pagamento di più di 25 mila euro di spese legali.

Prima dell’estate scorsa anche un’altra questione arrivò nelle aule di bologna. Il ricorso del Comitato Riminese contro il TRC, sostenuto da una stringente tesi accusatoria contro Agenzia Mobilità, elaborata dall’Ing. Gallini, fu prima accettata da un giudice e poi bocciata da un altro, per un altro caso, ma tanto bastò.

Anche i cittadini riuniti per la questione del V Peep hanno recentemente ricevuto il dubbio di Erode in risposta al loro ricorso. Il Tar si è infatti dichiarato non competente per la materia in oggetto, come dire … me ne lavo le mani.

Ora il nuovo caso, un’ordinanza contingibile urgente respinta con urgenza, mette ancor di più in ambasce i cittadini che il Sindaco, va detto, rappresenta nella loro totalità e di cui è il primo responsabile per la pubblica sicurezza. Sicuramente l’analisi di queste poche righe si può migliorare, ma il quadro generale restituisce ai cittadini un dubbio preoccupante e per capire quale sia questo dubbio basta leggere i post degli interessati sulle pagine dei social. In molti rilevano disparità, non si sentono garantiti e lo esprimono senza mezzi termini.

Cosa succederà ora? I cittadini di Riccione bloccheranno di nuovo il cantiere? Sempre per amor della statistica: la cosa funziona quando si è veramente in tanti.

P.S.

A volte non basta nemmeno non votarli più per toglierseli di torno.

Davide Cardone

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Un tranquillo Martedì di Procura

All’indomani dell’addio, o dell’arrivederci, dell’unico Pm  che abbia mai smosso le acque nel placido laghetto del PD Riminese, Gemma Gualdi, la magistratura  è sollecitata da superlavoro di origine Piddina. Ultimamente si ha come l’impressione che se non fosse per quel 40%, che da voto assolutamente non politico è diventato la riscossa dei Democrat, al Capo della Procura Giovagnoli converrebbe chiamare indietro la Terminator milanese.

In questo tranquillo martedì mattina di giugno, oltre al consueto lavoro che Rimini dà in abbondanza, in Procura si sono trovati altre due belle gatte da pelare, entrambe di origine politica. La Prima riguarda un esposto presentato dai tre Consiglieri riminesi del Movimento 5 Stelle (Luigi Camporesi, Gianluca Tamburini e Carla Franchini) e la seconda è una raccomandata a voce portata direttamente dal Neo Sindaco di Riccione Renata Tosi.

CatturaProcediamo con ordine. Il primo esposto , ampiamente annunciato, è un atto dovuto da parte dei Consiglieri del Movimento perché è il rilievo di una irregolarità a proposito della Manovra Salvapalas, fatta già notare nel consesso del Consiglio Comunale, ma nei riguardi della quale molti hanno preferito “fare gli scemi per non andare in guerra”. Nello specifico il documento degli uffici comunali con parere di regolarità nei confronti della variante che aumentava il valore del terreno ex auditorium, con piscina, centro commerciale e palazzine sovietiche, recava sotto il parere contabile una sigla senza timbro del ragioniere capo. Sciocchezze? Non tanto, se si prende nota che il ragioniere capo è la Dottoressa  Vandi, altrimenti identificabile come  la moglie di Lorenzo Cagnoni, colui al quale, proprio con quel disposto, vengono tolte le castagne dal fuoco.

Rilevata l’irregolarità il Consigliere Camporesi è intervenuto sull’ordine dei lavori chiedendo: il nome che si voleva rappresentare con quella sigla priva di timbro,  se nel caso specifico sussistevano gli obblighi ex art. 49 del Tuel (conflitto di interessi) e  la sospensione della seduta per accertare i fatti. Ovviamente (“ovviamente” per gente del PD si intende) la seduta non fu sospesa, i fatti non vennero accertati e il tutto fu condito dal sacro terrore di nominare il Ragioniere Generale a microfono aperto… non si è capito bene il perché (bugia), forse perché se nominato tre volte appare e si porta via l’anima e il gettone di presenza del Consigliere più anziano a disposizione.

pinoL’altro esposto  fresco di giornata, non annunciato, ma prevedibile,  è di gusto più pirotecnico.  Il metodo AM, quello di mettere la gente davanti al fatto compiuto e vedere poi se sussistano o meno estremi da denuncia, è stato messo in atto contro i pini lungo la ferrovia di Riccione. Quella che, secondo il nuovo Sindaco Renata Tosi, non è altro che una ritorsione all’indomani della disfatta politica del Centro Sinistra (qualsiasi cosa esso sia), è stata fermata appena in tempo dai cittadini riccionesi che hanno prontamente occupato il cantiere. Caduto sul campo un povero pino, il primo della fila dei 200.

Il TRC dunque continua ad esacerbare gli animi dei cittadini, che rischiano denunce per interruzione di cantiere pur di fermarlo… e pensare che la chiamano opera pubblica. Il dilemma dell’estate, o delle ultime 20 estati perlomeno, è: il TRC si può fermare? Mentre comunisti da poco quarantenni rivendicano battaglie cominciate 15 anni fa, ma mai portate a termine, Agenzia Mobilità, presieduta solo casualmente dalla nipote di Maurizio Melucci, procede alacremente cercando di portate l’opera oltre il punto di non ritorno che, secondo alcuni, è già stato raggiunto. Secondo chi vi scrive invece, tanto è stupida e onerosa da gestire quest’opera, il punto di non ritorno è l’inaugurazione della stessa: a Rimini persino un aeroporto portatore di indotto è stato fatto fallire, figuriamoci un autobus che, solo per sostituire una tratta già percorsa i 10 modi diversi, è costato 100 milioni di Euro.

In ogni caso queste sono le novità di giornata per il Procuratore Capo. Quanto presto sentirà  la mancanza di Gemma Gualdi, l’unica che aveva osato guardare dentro il vaso di Pandora Riminese? Non lo sappiamo, ma sicuramente non vogliamo credere ai maliziosi che invece considerano la richiesta di trasferimento un sollievo per molti in Procura.

P.S.

Tosi non era nemmeno arrivata sul cantiere che già si dicevano sconfessate le promesse elettorali. E’ incredibile che le persone abbiano così poca pazienza con un Sindaco che deve ancora stirare una volta la fascia, mentre ad altri, che da anni scrivono t’amo sulla sabbia, sia concesso di dire qualsiasi sciocchezza.

Davide Cardone

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Riccione è fuori dal TRC

Non sappiamo se sono nodi, ma qualcosa al pettine c’è arrivato. A Riccione Renata Tosi sbanca il tavolo e stronca sul nascere le ambizioni di Fabio Bretella Ubaldi.

La vittoria, inoppugnabile, si può leggere in diversi modi. C’è chi la vedrà dal punto di vista dell’affluenza, minore del primo turno, ma non bassa come in altre località, c’è chi la analizzerà unicamente come sconfitta PD e c’è chi, come noi di Citizen, preferirà sottolineare l’effetto domino.

Quello di Riccione è semplicemente un voto di alternanza o una vera e propria scelta di rottura? Ricordiamo che il voto a Renata Tosi ha due destinazioni: una sono le liste apparentate Forza Italia e Fratelli d’Italia, notoriamente praticanti delle larghe intese, l’altra è Tosi stessa che, con Noi Riccionesi, si è proposta con una scelta di discontinuità.

Cosa può fare un nuovo Sindaco per dimostrare di essere differente da un qualsiasi segnaposto PD (sebbene provvisto di bretelle)? Tanto per cominciare potrebbe rispettare le promesse elettorali e noi, chissà come mai, ne ricordiamo solo una: con Renata, Sindaco, Riccione esce dal TRC a costo di appiopparsi 50 milioni di euro di rimessa. Si lo sappiamo …. Successive dichiarazioni della stessa Tosi definiscono la volontà di appiopparsi il debito una boutade, ma non fanno lo stesso con l’opera del TRC.

Dunque partendo dal presupposto che il Neo Sindaco di Riccione, colei che ha rotto  più di 60 anni di dominio della sinistra, non voglia come primo atto disattendere l’unica promessa elettorale che la gente in effetti ricorda, possiamo senza alcun dubbio annunciare:

Riccione è ufficialmente uscita dal TRC.

Così il percorso dell’autobus più stupido e costoso del mondo viene meno di qualche Km… per non parlare poi del senso e dell’utilità. Già prima collegava due stazioni già collegate e nessun altro punto strategico (so che vi piace quando uso questo termine), ora neanche quelle. Cento milioni di euro spesi per collegare il niente. Poco male perché secondo le convinzioni del Consigliere Comunale di Rimini Enrico Piccari (PD) il TRC “è servito per fare i sottopassi”. Meno male.

Paradossalmente un sospiro di sollievo dovrebbe tirarlo  l’Ing. Dal Prato di Agenzia Mobilità. Di recente era stata imposta alle spese una cura dimagrante di circa dieci milioni di euro, in modo che Riccione non si potesse lamentare di soldi che non poteva spendere. La “dieta”, imposta dall’alto, aveva reso le cose difficili in un modo che nemmeno la nuova Presidente, giovane e brillante manager solo casualmente nipote di Melucci, avrebbe potuto risolvere (l’ultimo periodo è da leggere in tono ironico ovviamente). Adesso, a quanto ne sappiamo, Riccione in ogni caso non ci sta e dunque che senso hanno le strette di cinghia?

P.S.

Il Movimento 5 Stelle di Riccione ha lasciato libertà di coscienza nel voto al ballottaggio e, a quanto pare, quei voti liberi hanno scelto di dare fiducia alle promesse di Renata Tosi. In campagna elettorale si è discusso a lungo sulla paternità della battaglia NO TRC, ora si vedrà se oltre alle magliette verranno stampate anche un po’ di risoluzioni in carta bollata.

Davide Cardone

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Ma il Turismo?

Rimini è un Comune fondato sul turismo, ma Jesolo è meglio, me l’ha detto uno di Bolzano. Il Tale è arrivato a questa conclusione alle 6.00 della mattina ed era anche molto ubriaco. In birra veritas. Il fatto è che Franz (nome di fantasia) è arrivato a Rimini senza macchina convinto di aver a disposizione la Capitale del Turismo ed invece…

Quando comincia l’Estate qui? No, non l’estate astronomica, quella turistica. Amici albergatori mi assicurano che prima della Notte Rosa si mantiene l’operatività solo con i famigerati “gruppi”, quelli che per una camera, tre pasti, la spiaggia e la gita pagano meno del mantenimento giornaliero di un carcerato.  Russi perlopiù, quelli che dovrebbero ricoprirci d’oro in attesa dei cinesi di Gnassi.

Dunque l’estate vera comincia a Luglio, ma facciamolo bene questo punto della situazione. Saltando di carro in carro Rimini si è ritrovata con un Sindaco “giovane”, che appartiene ad una forza di Governo guidata dai “giovani”. Si direbbe la situazione ideale per la Capitale del Turismo. Nella realtà dei fatti, alla terza estate dell’Era Taglianastri, a essere pescati sono stati più gli imprevisti che le probabilità, così (stranamente) non è bastato rifinanziare aeroporti falliti, dare permessi abusivi alle ruote, pubblicizzare la Notte Rosa a Cortina e inventarsi che siamo il posto ideale per i ricchi cinesi… ma poi per quale motivo un ricco cinese dovrebbe venire a fare le sue vacanze a Rimini?  Non l’ho mai capito. I visti facili, timbrati Petitti, sembrano più un invito ad altri orientali, quelli del massaggio completo.

In questo confuso mandato Gnassi il pensiero amministrativo è in contrasto con le azioni che sono in contrasto con i fatti. Il Primo Cittadino s’atteggia a Dandy  e dunque, attento all’apparenza, si veste di slides promuovendo, a parole, cultura, guerra al cemento, innovazione e tipicità. Poi però, nell’azione, si trova a dover accontentare i potentati riminesi e allora la guerra al cemento fa una pausa per Cagnoni, l’innovazione è prevista solo per il feudo Paesani – Ermeti e la cultura… beh quella merita tutto un discorso a parte.

La cultura per il nostro Andrea è quella cosa dove lui viene bene in fotografia. Da qui si può capire come mai Fellini sia usato a Rimini solo come aggettivo e come i tentativi di innovazione vengano prospettati solo per cose che già funzionano. Mi spiego meglio: a me che Bottura e Gnassi vogliano riprodurre l’esperienza di Rimini Street Food, in cui a cavallo di una Ducati venne inventata la piadina col pesto di lardo, sotto un tendone “Felliniano”, ma con il titolo di una poesia di Tonino Guerra mi pare una stronzata… ma forse ai cinesi piace.

Mi rendo conto però che detta così possa sembrare  troppo severa. In fondo questo è uno dei riscatti che  il Sindaco  riesce a prendere per se stesso rispetto a quello che nella realtà riesce a fare per Rimini: 2-3 feste baracca all’anno e stop. Ovviamente tutto avviene nel Triangolo del Porto, sia le feste che alle 13.00 del giorno dopo ti trovi l’ubriaco che urina sul baracchino delle caramelle in piazzale Boscovich, sia le figate vip. Rimini Sud ormai se la cava abbastanza bene da sola con prostituzione a abusivismo. Rimini Nord invece è il percorso dell’Acqua, salvo poi non meritare nemmeno una piscina da 25mt.

Rimini è una città che, da tempo, ha perso l’equilibrio. Sarà stata la destagionalizzazione o l’aver reso indistinguibili i proclami dai fatti, chi lo sa. Capitale del Turismo è solo un nome, basta dare un occhiata in giro, neanche troppo lontano, per capirlo. I numeri che vengono sparati di tanto in tanto riguardano più la possibilità ricettiva che il risultato di un offerta turistica e se proprio lo spazio deve essere un pregio potremmo anche puntare ad essere la Capitale delle Conigliere.

P.S.

Un mio amico cinese quest’anno ha prenotato a Jesolo.

Davide Cardone

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Venezia non vale un Fascio.

Noi di Citizen in questi giorni ci siamo stupiti (bugiardo che sono) del silenzio del PD locale sulle gravi scoperte a proposito del MOSE di Venezia. Lo stupore (finto) è dovuto al fatto che, dopo essersi strappati le vesti per far approvare l’inutile ordine del giorno contro Forza Nuova, il partito inventato dal fotografo di Gnassi, ci si aspettava una forte reazione alla corruzione, che pare essere vizio pernicioso anche nel PD del nuovo corso Renziano.

E’ singolare notare come l’Antifascismo, strumento di prevenzione nostalgica più che medicina, sia qualcosa di estremamente importante, ma questione morale e corruzione siano per i componenti PD qualcosa di trascurabile. Ve lo immaginate se avessero trovato Pizzarotti con le mani nella marmellata fino ai gomiti? Probabilmente Savio Galvani si sarebbe incatenato al risciò dei Grillini minacciando di farsi saltare in aria.

Per sfizio siamo andati a curiosare sulle pagine social dei fieri “Partigiani “ Riminesi per capire se, oltre che alla rinascita del Fascio, si interessano anche della bella prova di rettitudine dei compagni di partito. D’altronde quale posto migliore dell’agorà social di Facebook per lanciare qualche bella frecciatina e far capire ai propri elettori che sopra a certe cose non si passa?

Cominciamo dal capofila Andrea Gnassi. Sulle pagine del Sindaco, personali e istituzionali, l’ultima affermazione politica è un messaggio sul successo elettorale del PD, che sembra lasciato in segreteria da Renzi, perché quando si salta su un carro lo si deve far per bene. Non una parola su Venezia.

Per quanto riguarda la pagina del reggente della Provincia Stefano Vitali, o dell’Ultimo Presidente, com’egli stesso si definisce, l’unica cosa che restituisce è un malinconico Selfie in riva al mare. Oddio… ci sarebbe anche il tentativo di una foto profilo in cui è immortalata l’entrata de “la dimora del Pataca”, ma non ci avventuriamo in nessuna interpretazione.

Samuele Zerbini, il Renziano dell’era postatomica, non c’è. Sono a Londra sia lui che la sua pagina, su cui si possono cogliere solo scorci anglosassoni.

Arriviamo poi alla bassa manovalanza, quelli che fanno il lavoro sporco. Il Plotone antifascista formato da Bertozzi, Morolli, Mazzocchi, Piccari e Giorgetti (chi?), quelli della lettera alla Voce sui “grillini neofascisti”, tace. Bertozzi preferisce dedicarsi agli errori di Prandelli che a quelli del Sindaco di Venezia e gli altri sono tutti fermi ai post in cui si dicevano convinti che tra il Movimento 5 Stelle e Forza Nuova ci fosse inciucio. Piccari poi, evidentemente coinvolto dalla sacra crociata familiare contro Giulia Sarti, anche Nando non perde occasione, se la gioca sull’incoerenza delle affermazioni europee della Parlamentare stellata, non cogliendo l’incoerenza del suo  silenzio su temi ben più gravi.

Una citazione la merita anche Fabio Pazzaglia, Talpa infiltrata tra le fila della minoranza, che, come un bravo agente segreto, dissimula la sua vera missione e chiede un passo indietro di Orsoni (Primo Cittadino di Venezia). Se le sue siano o meno considerazioni convinte lo potremmo sapere solo nel momento in cui succedesse qualcosa al PD di Rimini, ma…. ad un gruppo così ligio alle regole cosa vuoi che succeda… Intanto oggi (Giovedi sera n.d.r.) ha votato nuovamente con la maggioranza sul caso Funelli. Così, per dire.

Questo è il riassunto delle posizioni. Ricapitolando. La questione è d’impellenza morale solo se riguarda le aspirazioni di qualche sparuto residuato bellico, mentre, se il riguardo è nei confronti degli arresti PD è meglio parlare di Prandelli. Semplificazione? La si usa quando la situazione è semplice.

P.S.

Qualcuno si chiede se gli stessi arresti prima delle elezioni ne avrebbero modificato l’esito. Secondo chi scrive se il Compagno G., ancora vivo e vegeto, non ha impressionato nessuno neanche i nuovi fatti di Venezia avrebbero modificato nulla.

Davide Cardone

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Strana io o strani gli altri?

Oggi Laura Boldrini, Presidente della Camera, è passata per Rimini. Accolta con tutti gli onori in un’assemblea per sole donne  riminesi ha potuto constatare di persona come da queste parti le “vere” Quote Rosa non hanno bisogno di essere imposte per legge o regolamento. A farglielo notare ci ha pensato Raffaella, nostra inviata speciale per l’occasione. Qui sotto il suo resoconto.

La Redazione

Strana io o strani gli altri?

Da dove partire…ecco…da una prima impressione. Oggi ho vissuto una di quelle situazioni in cui non riesci a capire se sei strana tu, o sono strani tutti gli altri.

La Presidente della Camera, Laura Boldrini, ci ha onorate della sua presenza per parlare di politiche di genere (io parlerei piuttosto di che genere di politica abbiamo in Italia, ma sono punti di vista…), pari opportunità, violenza sulle donne e affini.

Mi sono ritrovata nella sala della giunta comunale assieme ad una nutrita rappresentanza femminile riminese.

Perché non ci sono uomini? Da subito la sensazione di essere in una sorta di riserva indiana si impadroniva di me. Insomma, un gineceo.

Attendendo la Presidente, che aveva appena appena un’ora e mezzo di ritardo, ho ascoltato i discorsi tra le presenti, ed era tutto un “ma quanto siamo brave, ma quanto siamo belle, come noi donne non c’è nessuno, povere noi che non veniamo apprezzate, povere noi vittime sacrificali, se comandassimo noi sconfiggeremmo la fame nel mondo e la guerra”.

Finalmente arriva la Boldrini.

Primo giro di valzer con adulazioni varie. “Grazie per essere qui. E’ un onore averla tra noi. Siamo lusingate dalla sua presenza, ecc ecc.” Qualcuno sicuramente oggi soffrirà di secchezza delle fauci dopo cotante lusinghe.

E tra me e me consideravo che non ritengo sia una concessione la sua, ma semplicemente il suo dovere. Se rappresenti lo Stato fa parte del tuo lavoro essere in mezzo ai cittadini, cosa c’è di strano? O forse la prossima volta che vedo Giulia Sarti, invece di dirle “Ciao Giulia, come stai?”, la devo accogliere con una riverenza, mostrandole tutta la mia gratitudine?

Strana io o strani gli altri?

Secondo giro di valzer. Alcune delle presenti intervengono evidenziando quanto la donna sia vittima di una società ancor troppo maschilista e di come vada tutelata, lei, povera indifesa Biancaneve dei nostri tempi.

Finché non arriva qualcuno (io) a rompere gli schemi. Questo più o meno quello che ho detto:

Credo fermamente che nel momento stesso in cui si parli di politiche di genere, avvenga già la prima discriminazione. Ho sempre considerato questa modalità una sorta di politica da wwf. E francamente credo che la donna sia tutto, tranne che una specie da proteggere alla stregua dei panda cinesi.

Ferma restando la giusta lotta alla violenza che comunque deve avvenire a 360° (la violenza è violenza da chiunque e verso chiunque venga perpetrata), vorrei essere una voce fuori dal coro, dicendo che le pari opportunità non si creano con le quote rosa (non ce ne facciamo nulla di una percentuale fissa di donne nelle istituzioni, se poi nei consigli regionali ci troviamo le affidatarie delle nipoti di Mubarak), ma si creano cambiando la cultura, a partire dalla politica. Finché la politica non darà per prima l’esempio, non possiamo pretendere che cambi il sentimento comune e, mi permetta, Presidente, nell’episodio accaduto all’On. Lupo, sarebbe stato opportuno da parte sua adottare provvedimenti che mostrassero maggiore polso.

Così come non si può liquidare con un Decreto Legge dove solo 5 articoli su 12 riguardano la violenza sulle donne, un argomento così articolato che merita senza ombra di dubbio tutto il

percorso parlamentare

Stana io o strani gli altri?

Da qui, si sono rotti gli argini e francamente è stato bello vedere come le altre signore si siano accodate a questi discorsi, uscendo finalmente dalla retorica banale e scontata della donna vista come povera creatura da difendere dall’uomo nero.

E’ stato stimolante percepire come il livello del dibattito si sia innalzato ed incentrato sul cambiamento culturale necessario e sul rispetto.

Rispetto verso chiunque a prescindere dal sesso, etnia, religione o cultura. Concetto ben espresso nella nostra Costituzione, ma purtroppo ben poco attuato.

Finalmente si sono chieste azioni concrete. Completamento della legge antiviolenza, aumento dei posti negli asili, estensione degli orari scolastici, politiche del lavoro concrete, strutture di sostegno agli anziani. Addirittura la proposta di eliminare la dicitura “politiche di genere” sostituendola con quella di “politiche familiari e sociali”. A quel punto la donna non avrebbe bisogno di essere tutelata. Si sa benissimo difendere da sola

Non so cosa aspettassero tutte queste donne per esprimere queste idee.

Strana io o strani gli altri?

La Presidente Boldrini non ha potuto far altro che condividere tutto quello che è stato detto durante l’incontro.

Tante belle, bellissime parole che parlano della dignità umana, di come il sistema economico e sociale possa solo trarre vantaggio dal contributo femminile e del fondamentale ruolo delle istituzioni che devono gestire le risorse da destinare alla parità dei diritti e delle opportunità. Commovente.

Ora, cara Presidente Boldrini, mi aspetto che l’acquisto degli f35 venga revocato, che le indennità parlamentari vengano dimezzate così come il numero di deputati e senatori e già avremmo circa 400 milioni di euro da poter investire in tutto quel che si è citato poco sopra.

L’elenco delle cose (vere) da fare non sarebbe certo finito qui, ma credo di essermi già dilungata a sufficienza.

Inoltre, ora mi dovrete scusare, ma devo fare la sfoglia, che ho gente a cena.

Strana io o strani gli altri?

Raffaella Sensoli

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Ennesima avanzata del T.R.C. alias eravamo in guerra e non lo sapevamo

Lettera Aperta ai riccionesi.

Carissimi rappresentanti del partito democratiko, altre forze politiche, concittadini tutti.

Abbiamo compreso di essere in piena strategia. Un’aurea quasi militaresca è scesa in ogni angolo di questa città, dove si sente forte odore di generali e colonnelli. Ma è un odore acre, forte, puzza.
Lo stesso clima di tattiche e contro tattiche lo si vede in tutta la provincia ed a livello nazionale. Annunci farsa e poi boom, la verità arriva impietosa sulle enormi balle delle forze politiche che hanno governato queste lande [feudi?] negli ultimi 40 anni.

Avrete quindi sicuramente notato che alla cittàed ai suoi abitanti la si racconta sempre; prima che l’inceneritore sarebbe stata un’opera strategica; anche l’area del Marano è divenuta improvvisamente strategica per il suo indotto; è diventato strategico pure il Palacongressi; così lo è divenuta la terza corsia dell’autostrada; idem Aeradria era strategica [bada bene Aeradria e non l’aeroporto Fellini]; così le tante piscine sono state a loro modo strategiche; lo è stata la cementificazione selvaggia che ha visto protagonista anche l’ultimo consiglio comunale; oggi lo è il T.R.C. e anche la statale 16.

Apparentemente la vostra opera è sbagliata su tutta la linea, perlomeno, dagli intenti ai risultati sembrerebbe che i vostri generali e marescialli abbiano fallito in ogni opera che siano riusciti a toccare: dei Re Mida al contrario.
Molti di loro si chiedono quali saranno le maledette sfortune che li perseguitano e che imperversano nel nostro territorio?
Noi lo sappiamo, tutti le temono e nessuno le menziona, al solo accenno i marescialli si toccano per scrupolo: si chiamano Procura della Repubblica e Tribunale Amministrativo Regionale!
Provate anche voi cittadini, entrate in un luogo di consistente presenza politika e pronunciate l’anatema… a breve noterete defilarsi i primi marescialli timorosi e in men che non si dica il luogo rimarrà vuoto.
A giudicare dai numeri hanno fallito, ma imperterriti sono ancora arroccati nelle segrete stanze a parlare di tattiche e strategie. Ad un occhio attento potrebbe anche risultare che determinati interessi siano invece stati salvaguardati.

Eppure siete stati tutti avvisati per tempo. Sono anni che ci si confronta su questi temi, ma anche nell’ultimo consiglio comunale è emerso chiaramente il rifiuto di affrontare il volere di 7.500 firme dei cittadini contro le attuali politiche dei rifiuti, pari al rifiuto di indire un referendum corredato di 4.000 firme sul TRC, portato sui banchi del consiglio negli anni passati.

Ora, prima che ci raccontiate dell’ennesima mirabolante impresa a cui vorrete assoggettare questo territorio ed i suoi già provati abitanti, vorremmo parlarvi noi di strategie.

Riguardate i risultati;

  • la strategicità dell’inceneritore è diventata utile netto per una società privata, maggiori costi per la comunità, probabilmente ulteriori aggravi per la salute dei cittadini e un oscura ombra data dalla possibilità di bruciare maggiori rifiuti “stranieri”, questo qualora la raccolta differenziata funzionasse ancor di più con il porta a porta;
  • se l’A14 doveva ridurre enormemente l’impatto ambientale e la quantità delle micro polveri [PM10 e PM2.5] in sospensione nella nostra aria, è anche vero che i dati forniti dagli enti preposti ci assicurano che l’inquinamento è aumentato enormemente;
  • il Palacongressi vuoto per buona parte dell’anno e con costi di gestione astronomici riesce a malapena a coprire le sue spese, ma il debito rimane da estinguere a carico di tutta la cittadinanza;
  • il Marano è rimasto uno spettacolo indegno e anzi è diventato un concentrato di criminalità, prostituzione, spaccio, degno dei peggiori quartieri romanzati;
  • Areadria è fallita con un debito di 52 milioni e probabilmente ancora non abbiamo visto la fine della coda, visti i recenti indagati illustri;
  • le piscine sono tutte lì, inutili, a dimostrare l’inefficienza e la corruzione;
  • il T.R.C. è oggi sotto gli occhi di tutti e vedremo ben presto il conto amaro di questa mirabolante opera strategica se noi tutti non adotteremo una controtattica;
  • lasciamo perdere la SS16 affiancata alla A14 che per quanto evidentemente dannosa sarà soggetta ad approvazioni di difficile esito.

La vostra strategia è quindi a noi chiara: aumentare il cemento e l’accentramento del potere economico in quest’area.

La nostra strategia è notevolmente diversa, vorremmo infatti chiedere ai politicanti di ordinare ad A.M. [Agenzia Mobilità] l’interruzione delle ostilità, ehm, di interrompere l’avanzamento del cantiere T.R.C., anche in virtù delle dichiarazioni fatte dai candidati sindaci e dalle possibilità di intervento date dalle loro conoscenze ( vedi i renzisti e i lupisti presenti nel territorio ).
Questo almeno fino alla prossima tornata elettorale, in modo da dare alla prossima giunta a 5 stelle la possibilità di verificare l’entità del danno e quindi chiedere ai cittadini, tramite apposito quesito referendario, l’esito del TRC sulla base di dati certi e di un processo divulgativo.

Chi è d’accordo metta il dito qui sotto.

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Mi ero preparato sull’Egitto…

Ognuno di noi, ne converrete, ha avuto almeno un compagno di classe che, durante tutto il ciclo scolastico,  era famoso per essersi preparato su un solo argomento. Io ce l’avevo e l’unica cosa che avesse mai studiato erano gli egiziani. Ovviamente gli egiziani venivano insinuati  qualsiasi fosse l’argomento d’interrogazione, persino la Rivoluzione Francese. Gli bastava un piccolo gancio tipo che Napoleone era andato a bersagliare a cannonate il naso della Sfinge (falso storico) e alè.. diventava un trattato sugli egiziani.

Il mio compagno egittologo mi è venuto in mente proprio stamani perché leggendo i giornali, in questo primo rodaggio estivo offerto dalla Pasqua, mi sono accorto che il nostro Primo Cittadino è saltato in piedi sul banco gridando: QUESTA LA SO!

Dopo l’ennesimo inverno passato al focolare del Masterplan (qualsiasi cosa esso sia) è tornata la sua stagione e si è ringalluzzito. La sua “traiettoria”, parola che ripete ossessivamente da quando qualcuno (probabilmente l’azienda di soggiorno di Friburgo) gli ha impedito di nominare la località teutonica, lo porta dalle ordinanze contro l’affollamento  delle abitazioni a proposte di legge sui canoni demaniali personalmente inviate a Roma, saltando malamente i suoi parlamentari di riferimento.  Pare che stia addirittura cercando di “deombrellonizzare” la Riviera… o forse usando termini del genere sta solo cercando di attirare l’attenzione di Crozza.

Per inciso: il mio compagno di scuola non è diventato un egittologo e non vedo perché uno che ha studiato solo la Notte Rosa debba fare il sindaco. Nella Rimini destagionalizzata i problemi durano tutto l’anno, avere un Primo Cittadino che praticamente fa la stagione è un bel controsenso, lo dimostrano la paralisi sulle questioni importantissime di Rimini (leggasi mobilità) e la scarsa incisività su partite come lo sfacelo portato dalla difesa dei soliti interessi Riminesi. Le folli spese di Aeradria, Palas, TRC, sono li a suscitare un : Cui Prodest?

Chi vi scrive una certa idea se l’è fatta, ma, onde evitare denunce, si limita a constatare i fatti e ad esercitare il suo costituzionale diritto di critica. Che il Sindaco e il Presidente della Provincia siano indagati per aver malinteso la portata dei loro poteri (vedi lettere di comarketing) è un fatto, ma non è il solo indicante gestione grossolana della cosa pubblica, se dopo questa sia causata da imperizia, disinteresse, o altre volontà non sono io a doverlo stabilire. Fatto stà che  l’atteggiamento alla “va la che va ben” potrebbe aver lanciato messaggi sbagliati.

Un esempio su tutti. Avete presente Massimo Masini? Il Presidente di Aeradria, nonché responsabile formale della sua fine? Dai… quello che nonostante sia stato sfiduciato dal Consiglio Comunale di Rimini è rimasto al suo posto per due concordati fino a conclamato fallimento? Esatto lui. Bene… costui si voleva far mettere tra i creditori di Aeradria per  109.783,96 € (anche i centesimi ci ha messo).

Ma non è mica il solo eh! Tra pretese individuali e societarie, fra cui anche istituti di credito,  c’è da fare interessanti scoperte. E’ il caso di Deloitte & Touche Spa, revisore dei conti, che i conti li dovrà fare senza gli 89.433,38 €  di parcella richiesti perché, secondo il curatore fallimentare, si è limitata a rilevare solo in parte le gravi carenze dei bilanci non ottemperando al compito assunto.

Lo stesso vale per l’intero collegio sindacale: Giuseppe Selvaggi (1.656,30€), Roberto Serrentino (31.858,12€), Fabio Faternali (87.426,97), Giovanni Aurigemma (22.842,78€) e Giovanni Benaglia (108.267,80€). Nessuno, per il Dott. Renato Santini, deve avere niente, perché tutti colpevoli di varie omissioni, tra cui l’adozione di tecniche di redazione dei bilanci di esercizio idonee ad ostacolare e/o ritardare la percezione in capo ai creditori, ai terzi ed agli altri strumenti di controllo, del dissesto sociale e della perdita di continuità aziendale.

A chiedere soldi ci hanno provato un po’ tutti, anche chi era palesemente meglio che non lo facesse e per cifre anche molto più alte. Anche Riviera di Rimini Tour e Air, le due società che avevano fatto esclamare al Procuratore Capo di Rimini, Paolo Giovagnoli, “Ormai è una specie di farsa. Che Air e RdR fossero un  tutt’uno con Aeradria è noto.” , erano in fila rispettivamente per 8.168.114,00€ e 332.371,86€. Salute. Tra le già fallite ci  prova anche WindJet con 17.046.378,22€, ma non ci riesce nemmeno lei.

Che dire poi degli istituti di Credito? A parte Carim che non avrà i suoi 8.765.959,36€, perché ritenuta corresponsabile del dissesto, si leggono vere e proprie meraviglie di magia creditizia come quella di Banca Carige che, per il Curatore, non deve avere 1.396.194,55€, perché la richiesta manca della prova dell’avvenuta erogazione. Come sia possibile non lo voglio nemmeno sapere.

Tutto ciò, secondo chi scrive, rivela l’esistenza di una cultura secondo cui, anche se non si è capaci di fare il proprio lavoro o non si è voluto farlo nella maniera corretta, non si è disposti a mollare l’osso neanche dopo le estreme conseguenze. I fatti ci parlano di questo. Ritornando alla metafora iniziale se pure a scuola l’alunno monoargomento poteva risultare simpatico e addirittura trovare la comprensione di qualche insegnante misericordioso, poi nella società civile non si può permettere che uno, preparato solo sugli egiziani, decida  per milioni di euro… sarà un disastro annunciato.

P.S.

Oggi interroghiamo….. Gnassi venga lei, ma l’avverto non mi parli della Notte Rosa, se no le metto 4.

Davide Cardone

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Il giorno che Hera tremò per un cartello.

Non c’è nulla da fare: più grossi sono e più casino fanno quando inciampano.

Avete notato che stamattina Hera è uscita su tutto lo stampabile riminese con un comunicato che magnificava l’indotto sulla provincia? Era ovunque.. per un attimo ho avuto paura di trovarlo anche dietro la bustina dello zucchero al bar.

Secondo lo squillo di trombe l’indotto che il gruppo Hera porterebbe alla Provincia di Rimini sarebbe 89,1 milioni di euro…. I più attenti osservatori, ma anche quelli che di tanto in tanto ci leggono e sanno cosa ne pensiamo del metafisico valore chiamato indotto, si staranno chiedendo: ma perché non 90 dato che c’erano?

La risposta è facile. 90 è la paura, concetto con cui non volevano associarsi, ma che comunque hanno ben espresso scatenando un’inaudita potenza di fuoco propagandistico. Il Bersaglio? Il bersaglio è un piccolo cartello esposto a Morciano nell’occasione di un banchetto informativo del Movimento 5 Stelle. Un insignificante esposizione (Gnassi da Rimini la definirebbe sciatta) che però riporta in modo molto semplice la differenza tra l’approccio Hera e quello di un piccolo e famoso Comune del Nord Italia: Ponte Nelle Alpi (BL).

Ovviamente il cartello è quello che banalmente definiremmo la punta di un iceberg, perché oramai da tempo c’è un movimento nel Movimento (l’ho sempre voluto dire) che si sta occupando di soluzioni alternative  ai piani industriali di Hera.

20140316_172828I dati acquisiti ad oggi sono rivelatori e permettono, appunto, di fare un confronto tra due comuni di dimensioni quasi simili. Ponte nelle Alpi con i suoi 8533 abitanti, 1545 in più di Morciano, paga di meno per il costo del servizio, ha più addetti assunti, differenzia di più, smaltisce di meno, è gestita in House (azienda pubblica), ma, soprattutto, non ha un inceneritore che, per recente ammissione del PD locale, fa male alla salute.

 Il messaggio è chiaro: se per voi la minaccia alla salute è un concetto troppo astratto e indimostrabile che ne dite di risparmiare dei soldi? Questo si che, a quanto pare, deve aver preoccupato gli “alti papaveri”.

P.S.

Di solito se nella copertina di un libro il nome dell’autore è scritto più grosso del titolo, non lo compro. 4 quotidiani per un cartellino mi sembra esagerato.

Davide Cardone

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L’Indotto.

Indotto. Quante volte avete sentito questa parola? Praticamente ogni  partita pubblica di Rimini viene considerata in relazione a questo termine, soprattutto quando le cose vanno male. E’ sopportabile accumulare debiti enormi per quello che talune attività portano di riflesso alla Comunità? Sarebbe ora di farsi un calcolo serio, soprattutto visto che non avendo più sovranità monetaria la stamperia ha chiuso i battenti.

Questo valore, che pare lievitare a seconda delle necessità politiche, è più simile alla casella opportunità del Monopoli che ad un fattore realmente preventivabile.  Basta vedere come la risultante del calcolo sia stata fatta aumentare in maniera proporzionale ai problemi che saltavano fuori dall’aeroporto fino a raggiungere il jackpot di 1 miliardo di Euro.

Cifre tonde, che colpiscono. Un miliardo di Euro, un milione di passeggeri…. No, non preoccupatevi se l’associazione immediata del vostro pensiero  ha fatto apparire un milione di posti di lavoro, il principio è medesimo ed anche la sensazione di fastidio che ne consegue. Il milione di posti di lavoro non si è visto come del milione di passeggeri si è fatto fatica a trovarne nemmeno la metà,  sebbene il comarketing pagasse loro il biglietto.

Esiste però un derivato più sicuro e più calcolabile, quello criminale. Ancora non sappiamo molto, ma forse tra qualche tempo il pregevole lavoro del PM Gemma Gualdi potrà darci la misura di un prodotto che invece di portare risorse alla cittadinanza ne sottrae. Anche se già sospettavamo che quell’aeroporto,insegnatoci come strategico, quello con un milione di passeggeri, non poteva essere fallito solo per crisi e stupidità, oggi viene fuori che qualcuno, probabilmente,  si stava procurando guadagni molto più sicuri di quelli destinati ai fruitori d’indotto.

Un articolato abuso d’ufficio, secondo quanto contestato dalla Procura, sarebbe servito a coprire una frode nelle pubbliche forniture, nonché una truffa aggravata ai danni dello Stato. Tra Rimini e Forlì, guarda caso i due aeroporti falliti, società con Durc falsificato fornivano servizi approssimativi allo scopo di spendere il meno possibile e di tenersi i contributi previdenziali…. Un indotto da 12 milioni di Euro, questa volta sicuramente calcolabile.

Noi di Citizen, non avendone qualifica ne diritto, ci asteniamo da dare suggerimenti di approfondimento, ma non possiamo esimerci dal prendere nota e dal chiederci se dietro alle altre invulnerabilità da indotto ci sia altrettanta leggerezza.

P.S.

Trafficanti di droga e Papponi ringraziano per la destagionalizzazione, la prosperità degli altri è ancora in attesa.

Davide Cardone

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Corsi e Ricorsi.

Avete presente la teoria dei Corsi e Ricorsi Storici? Quella di Giambattista Vico? Per chi non conoscesse il filosofo napoletano del 1700 la sua teoria elaborava il concetto secondo il quale esistono dei cicli nella storia che si ripetono secondo la volontà della Divina Provvidenza.

Certo il 2014 è molto diverso dal diciottesimo secolo, c’è molta meno Provvidenza e i ricorsi storici sono molto più veloci, lo potete vedere per esempio da quante volte, dagli anni 70 ad oggi, i pantaloni sono diventati a zampa d’elefante per poi tornare a sigaretta. Ai tempi di Giambattista la calzamaglia andava già da 100 anni.

Dunque per limiti epocali la teoria dei Corsi e dei Ricorsi Storici non poteva avere la prospettiva che abbiamo noi oggi. Non che questo ci serva ad imparare, ci mancherebbe! Prendiamo ad esempio il Ricorso Storico della Dolce Vita, ossia il periodo in cui una certa parte della popolazione senza saper fare assolutamente nulla occupa posti di rilievo e ha l’unica preoccupazione di farsi raccontare o fotografare (dipende dal periodo storico ovviamente). Per questa minoranza la Divina Provvidenza è qualcosa di estremamente reale.

Basta avere qualcosa da rappresentare. Come al Marcello Rubini di Felliniana memoria bastava sostenere di avere un libro da finire, per definirsi scrittore, così ai nostri moderni Renzie basta dire di voler “cambiare verso” per essere serviti come grandi statisti. Purtroppo che la gente abbocchi o meno non è dato saperlo fino alla prima verifica diretta… e come il libro non viene completato, così le elezioni vengono allontanate.

L’esempio però, badate bene, non si esaurisce nei massimi sistemi.. anzi sarebbe atto di incuria parlare solo dei mestieranti nazionali. Qualcuno mi saprebbe spiegare ad esempio perché ad Andrea Gnassi e  Stefano Vitali è permesso parlare ancora dell’aeroporto?  Mi devo spiegare meglio?

Uno firma lettere di patronage a sua insaputa, l’altro chiama in causa gruppi lombardo-libanesi  come nelle peggio trame degli anni ’80, mentre l’unica cosa che avrebbero dovuto fare entrambi, come rappresentanti della maggioranza del CDA di Aeradria, sarebbe stato chiedere conto delle perdite e ripulire dalle cariche politiche Consiglio di Amministrazione e poltrone dirigenziali.

Oggi a fallimento conclamato, anche in Cassazione, non solo gli si permette di sparare slogan tramite i quotidiani, ma c’è pure qualcuno che si pregia di fargli eco. Come al solito la discriminante è la realtà, ma quanti ormai la sanno riconoscere in questo periodo di collettive allucinazioni multimediali? Non lo so, ma gli indizi che aiutano a capire ci sono e sono anche belli grossi. Prendete ad esempio le ultime dichiarazioni del magnifico duo:

“Faremo di tutto affinché l’aeroporto non resti chiuso un solo giorno”

Poi arriva al Fellini Riccardo Nencini, vice di Lupi al Ministero per le Infrastrutture, proprio per parlare del da farsi  e non trova a riceverlo ne il Direttore Generale, ne il Curatore Fallimentare. Gnassi e Vitali? Non c’erano, ne sono sicuro, se no avremmo la rete impestata di loro foto col Vice Ministro. Dov’erano? Forse il Primo Cittadino stava finendo di scrivere un GnassiPlan o forse il fax con l’avviso l’avranno mandato al numero sbagliato, come usa fare Anas quando c’è da bloccare la viabilità.

Però c’è da dire che questo non rende la dichiarazione di cui sopra meno veritiera, la rende solo incompleta. La versione integrale dovrebbe essere: Faremo di tutto, tranne quello che serve. Ora il problema è: per quanto dobbiamo continuare con questo stato di cose? Intendiamoci. Io non ho nulla contro i Gagà, presi a piccole dosi sono anche simpatici, ma non è che possiamo pretendere che amministrino qualcosa, non è nella loro natura.  Allora un appello  ai cittadini Riminesi.  Basta, interrompiamo il ricorso storico della Dolce Vita. Liberiamo queste anime sensibili allo spettacolo e destiniamole a palcoscenici più consoni.

P.S.

Onestamente… questi insieme sono meglio di Ric e Gian. Potrebbero essere lo spettacolo di punta  di tutte le feste paesane, dalla Sagra dello Strozzaprete alla Notte Rosa. Liberateli.

Davide Cardone

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Il Parlamento nel mio Giardino.

IMG_1357Che sia solo propaganda oppure no ce lo diranno solo le successive azioni, fatto sta che ieri 9 Aprile 2014 (segnate la data) 10 parlamentari sono arrivati con due camper e, usando come copilota Giulia Sarti,  hanno finito la loro giornata riminese, con san bitter e patatine, nei cortili uniti di Giovanna Fin e Walter Moretti.

Rimarchevole o no lo decideranno i posteri, soprattutto quando si troveranno a far il confronto con chi il “politico” se lo porta al Victor per parlare davanti ad un aperitivo alla moda.  Lasciateci poi sottolineare che il millantato “fronte comune”, quello del “il TRC è un problema di tutti”, si è sciolto come neve al sole rivelando la sua natura di rappresentazione teatrale e non di vera convinzione.  L’invito di Vincenzo Cicchetti a Renata Tosi ed  a Fabio Ubaldi, candidati sindaci alla stessa tornata elettorale, non è stato accolto… forse perché, è risaputo, i Parlamentari Grillini puzzano.

Ovunque andiamo è la stessa storia…” mi confida Loredana Lupo guardando i pini marittimi che costeggiano la ferrovia a Riccione, ma lo dice prima di arrivare al muro di oltre tre metri con cui il TRC si incunea come un corpo estraneo nel cuore di Spontricciolo, periferia di Riccione. Li la sua espressione cambia. E’ molto colpita. E’ badate bene che questa è una dura, è una che si è beccata 11 giorni di sospensione dalla Camera dei Deputati per aver colpito uno schiaffone con la sua faccia e tutto ciò senza nemmeno avere il conforto di una pagina Facebook aperta dalla Petitti in suo onore (e contro la violenza di genere).

L’espressione di Loredana è comune a quella degli altri ragazzi… ops scusate, volevo dire parlamentari. Uno viene a Riccione figurandosela come sole, mare, chiringuitos ed invece si trova catapultato sulla striscia di Gaza. Lo sconforto più che comprensibile è obbligatorio.

Proseguendo con il tragitto e le spiegazioni i camperisti sono  stati portati a Rimini in via Serra dove sono stati accolti dai due veterani della lotta consiliare a Cinque Stelle: Gianluca Tamburini e Luigi Camporesi. Tutti insieme poi si sono prestati alla cerimonia della “Dichiarazione di Indipendenza dal TRC” voluta dai Meetup di Rimini e Riccione per sottolineare che no… non si può sempre far finta di nulla.

La Storica Firma è stata apposta su un carta pergamena lowcost (carta normale) sopra quella che i posteri ricorderanno come la Domus Moretti e nei cui scavi verranno ritrovati non strumenti da chirurgo, ma vasetti di pesto che il buon Walter amava confezionare quando ancora aveva una cantina dove riporli.

Cerimonia simbolica? Sicuramente meno simbolica la copia dell’esposto che Luigi Camporesi ha consegnato nelle mani della truppa Pentastellata e che, nei prossimi giorni, prenderà la via della Procura. Però,  mi si scusi la perentorietà,  che male c’è in una cerimonia? Le cerimonie si fanno per ricordare e cosa c’è di più meritevole che testimoniare la riunione di 10 Parlamentari nel cortile di un semplice cittadino?

Comunque ci preme sottolineare, per i più intransigenti, che tutta l’operazione si è svolta indolore. Per realizzare quest’evento non sono stati usate auto blu, i camper hanno regolarmente pagato l’autostrada, le forze dell’ordine non sono state mobilitate in inutili scorte e soprattutto nessun bambino ha dovuto essere preso in braccio per le foto.

P.S.

Attendiamo con ansia di leggere sui giornali il prossimo intervento della Premiata Ditta Arlotti & Petitti, ci entusiasma vedere dichiarazioni sui giornali di cose passate la sera prima al telegiornale.

Davide Cardone

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Effetto Parlamentare in Visita

Certo.. non sarà come quando Obama o la Regina d’Inghilterra arrivano a Roma, ma anche a Rimini quando arrivano delle personalità un po’ di pulizie si fanno.

Oggi, come qualcuno già saprà e non certo grazie alla stampa locale, in via Serra atterreranno i 12 Parlamentari +1 (Giulia Sarti) del #noncifermatetour. Improvvisamente Agenzia Mobilità (o chi per lei) si è ricordata che di fianco a casa Moretti c’erano ancora le reti dell’occupazione provvisoria, il cui permesso è già scaduto da mesi.

Dunque in fretta e furia dei solerti operatori si sono affrettati a smontarla proprio questa mattina.

P.S.

“Ma con il potere che ha il Diavolo.. si potrebbe anche sprecare a farli due cazzo di coperchi.” (cit. Kazzenger di Crozza)

Davide Cardone

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Nessuna pace per il T.R.C.

Un’altra volta sotto i riflettori. Proprio non c’è pace per il TRC e non si capisce perché, visto che oltre a buttare giù proprietà private, disintegrare viali alberati e segare in due il territorio non fa… che il destino si stia accanendo verso gli scrupolosi patrocinanti dell’autobus più costoso del mondo?

Domani è la volta della marmaglia a 5 Stelle. Gente pericolosa, tanto è vero che è stata sospesa per quasi un mese dal Parlamento e che adesso, per passare il tempo va in giro con un camper a far casino per i paesi. D’altronde per adeguarsi allo stile “supercazzola” del nuovo Presidente del Consiglio bisogna darsi da fare. Mi sembra di sentirli… (da leggersi in fiorentino):

Oh Grulli che si fa domani? Si fa una zingarata e si va tutti a Rimini a scroccare un crodino a casa del Moretti? Suvvia!

Ammetto che l’ho sceneggiata un po’ troppo, mi piace immaginarli come il gruppo di Amici Miei, ma la verità è molto più semplice.  Uno dei due camper del #Noncifermatetour era nei pressi e gli attivisti di Rimini e Riccione hanno pensato bene di invitarli a constatare di persona quello che da tempo è già arrivato in Parlamento sotto forma di documentazione: 100 milioni di Euro spesi per collegare due punti già collegati via bus, via ferrovia, via autostrada, via statale, via lungomare e via parallele interne… senza dimenticare che se ne hai i mezzi te la puoi fare anche via mare. Per i meno informati ribadiamo che il mezzo di collegamento non è una metropolitana, come qualcuno pensa, ma un autobus che ha bisogno di una strada tutta sua.

Dunque domani Giulia Sarti,  assieme ai due Meetup capolinea dell’autobus più inutile e costoso del mondo, farà da Cicerone guidando i suoi colleghi lungo il prodotto del genio dell’Ing. Dal Prato. A proposito dell’Eminenza Grigia del T.R.C.:  lo sapevate che si trova in così grossa difficoltà con i tagli imposti dal Tavolo della Mobilità che ha persino tentato di accusare i Grillini di aver praticato atti assimilabili alla “guerriglia urbana” e di averlo rallentato nei lavori? Buon pro gli faccia.

Comunque il programma della visita pare essere:

  1. Partenza dalla Stazione di Riccione

  2. Via Crucis e ultimo saluto ai viali alberati

  3. Crodino a casa Moretti

  4. Presa in carico dell’Istanza del Territorio

  5. Saluti e baci.

Noi di Citizen, con i nostri potenti mezzi, saremo ovviamente presenti…  in un territorio massacrato come il nostro, nel quale l’unica forma di considerazione è la visita di un Sottosegretario all’Ambiente del governo Renzi (leggasi come inutile), un camper pieno di parlamentari è come la cronaca di un allunaggio.

P.S.

Ma…  Gnassi che parla del suo piano di riqualificazione di Rimini e Masterplan vari non puzza un po’ di repertorio stantio? Da renziano dovrebbe muoversi come un rullo compressore: entro Maggio un milione di passeggeri per il Fellini, entro Giugno pronti i ponti, a Luglio il decollo del Palas e poi nei 15 giorni buoni di Agosto risolviamo Mignotte & Vu’Cumprà. E’ questo lo stile che vuole oggi il popolo piddino.

Davide Cardone

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[@DadoCardone]

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La Grande Vergogna.

Il coniglio è tornato a casa, se mai si fosse mosso da li.

La storia che vi vogliamo raccontare in questo articolo parla di una città abbandonata, Rimini, un partito politico, il PD e della grande incapacità della politica di rendere conto del proprio operato. La storia comincia molto tempo fa, ma il coniglio della prima riga ha solo un anno, anzi poco meno, perché ne è stata denunciata la fuga 11 mesi fa.

Era infatti marzo quando il prode Gnassi dichiarava ufficialmente guerra al cemento, ma in realtà convocava commissioni e consigli comunali, nel tempo record di 72 ore. al fine di togliere indici di edificabilità a privati e proporre variantone epocali. A quel tempo la minoranza e  in particolare i 5 stelle, allarmati dalla improvvisa iperattività del Consiglio Comunale meno frequente d’Italia (Comuni commissariati a parte), si smarcarono da prese di responsabilità che non gli competevano, alzandosi al momento del voto. Pratica usuale delle opposizioni e comunemente praticata per dare un segnale di estraneità politica.

La Maggioranza calcò la mano sottolineando il segnale di discontinuità con vari epiteti quali: “galline in fuga”, “conigli”, “siete andati a nascondervi nei bagni”. La scelta di puntare il dito fu dettata, oggi lo sappiamo, dalla scarsa conoscenza del quadro generale di Rimini e nell’eccessiva fiducia  nelle capacità della Giunta Gnassi. Certamente ognuno di loro avrà sentito parlare del “cadavere del nemico” da aspettare comodamente seduti sulla riva del fiume alla maniera di Confucio, quello che però non avrebbero mai sospettato era che presto quel cadavere l’avrebbero interpretato loro.

Da allora sono passati 11 mesi nei quali la Maggioranza e la Giunta hanno inanellato pessime figure, oltre che nell’incapacità gestionale, anche nell’intraprendere un percorso partecipativo con la cittadinanza. Alla prova dei fatti, ad ogni Consiglio Tematico promosso dalla Minoranza e digerito per regolamento dalla Maggioranza, è corrisposta l’evidenza di una drammatica approssimazione riguardo a competenze e conoscenze. Di questo comportamento Citizen vi ha reso conto in diversi articoli del passato. Teleriscaldamento, Aeradria, Santa Giustina, ponte di via Coletti, V Peep ecc., un’emorragia elettorale in termini di consensi e cittadinanza allibita, perché quando tocchi la politica con mano ti rendi conto di tante cose.

Nel frattempo maturava anche un’altra drammatica situazione. Il Palas, chiamato dai più  Paladebit, si accasciava nell’inedia e nell’impossibilità di pagare i suoi debiti fino a giungere alla situazione attuale. Milioni di euro di mutuo, accesi con Unicredit e MPS, non pagati e non pagabili. Difficile per questa Amministrazione giustificare la mancanza di una proposta che non andasse contro tutto ciò che era stato predicato fino a quel momento: la guerra al cemento, una finta guerra per cui hanno chiamato conigli tutti gli altri.

Eh si perché l’unica possibilità di salvare il Palas, per loro, è una bella colata di cemento che, i geni del PD, tentano di coprire sotto il nome di Acquarena. Una pozza di 25 metri, che dovrebbe rappresentare una  piscina comunale, con relativa edificazione residenziale, commerciale e, ciliegina sulla torta, una bella Conad…, giusto per gradire.

Pubblicamente, economicamente e politicamente ingiustificabile, ma altrettanto difficilmente spiegabile sarebbe la brutta svendita del bene per il quale sono state messe a garanzia quote sia pubbliche che private, in un turbinio di percentuali in stile Holding. Non sappiamo in che stato sia la Camera di Commmercio, ma la Provincia ha già dichiarato di non poter far fronte ai suoi impegni e pare proprio che il Comune (a sua insaputa… ci mancherebbe!) sia pronto ad un’altra figura modello Aeradria.

Come si fa a spiegare tutto ciò ufficialmente in un Consiglio Tematico? Semplice, si diserta. Così ieri sera, 6 marzo 2014, il Partito Democratico e le due inutili stampelle che l’appoggiano in Maggioranza hanno preferito dichiarare che il cane gli aveva mangiato i compiti, che non è proprio corrispondente alla ridicole giustificazioni addotte, ma da l’idea dell’immaturità e dell’impreparazione del loro bagaglio culturale e politico nella la gestione del bene comune. Desolato il solo Brunori si guardava intorno chiedendosi dove fosse andato a nascondersi Capitan Schettino.

La scusa ufficiale è stata che la Minoranza ha abusato, a fini strumentali, dei consigli tematici convocandone troppi (nel regolamento comunale non esiste un limite numerico) e che, per fare pari con la sospensione di una seduta recente (nella quale il numero legale è mancato per assenze della Maggioranza), il PD non intende concederne più. Una motivazione che lasciamo giudicare ai lettori. A questo punto è importante sottolineare che non è facoltà della Maggioranza concedere Consigli Tematici, in quanto questi vengono da regolamento svolti dopo la raccolta di 7 firme di Consiglieri, siano essi in Maggioranza o in Opposizione. L’unica cosa che si può fare per impedirli e far mancare il numero legale, esattamente come hanno fatto stasera i coraggiosi guerrieri della coerenza a qualsiasi costo.

E’ buona norma, in un articolo, non dare opinioni personali, ma visto che questo è solo lo scritto di un comune cittadino, l’invito  a lasciare il lavoro di Consigliere a chi ha la voglia, la capacità e l’orgoglio di farlo, pare d’obbligo.  Molte volte è stata fin troppo palese la mancanza di conoscenze e competenze sulle decisioni che sono state adottate, ma almeno c’era una qualche forma di assunzione di responsabilità. Oggi è caduto anche l’ultimo velo.

Riprendetevi il coniglietto e andatevene. Il PD Riminese anche senza opposizione è improponibile, ne abbiamo evidenza, ma con una seria opposizione non ce la può proprio fare.

P.S.

Il Primo Cittadino non c’era… figurati gli altri.

Davide Cardone

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Dal Prato e il TRC: prima ti abbatto e poi ti denuncio

13 - 1 (2)Molti sono convinti che preparazione, capacità, impegno e intelligenza siano le condizioni senza le quali non si possa ottenere successo nella vita. Forse in alcuni casi è anche vero, ma  chi vi scrive si è convinto che nulla possa più dell’occasione.

Quale occasione? Ce ne sono tante e pare che quelle meglio funzionanti abbiano a che fare l’introduzione in un certo ambiente. Se sei ben introdotto, o se ti hanno ben introdotto, puoi fare delle belle carriere senza poi sprecarci troppa intelligenza. 

Un esempio su tutti: il TRC. Conoscete un modo più stupido di spendere 100 milioni di Euro? Qualcuno dirà: “Si, il Palas“, ma a ben guardare è un prodotto dello stesso ambiente di “ben introdotti“. Comunque, ritornando al TRC, andate fuori dalla mensa della Caritas e chiedete a una persona a caso cosa farebbe con 100 milioni di Euro per la mobilità e vi renderete conto di quanto contino le occasioni nella vita. Di sicuro nessuno vi risponderà: un autobus.

Andiamo ora sulla riva opposta della vita, quella che dovrebbe essere occupata solo da gente intelligente e competente, ma poi ti butta giù un pezzo di casa perché deve far passare l’autobus. Oltre a sostenere sulle barricate la bislacca idea che un autobus su gomma, con quel costo, sia il futuro, completano il quadro con delle azioni che…. lascio giudicare a voi.

La recente cura dimagrante fatta per far accettare anche a Riccione l’autobus più insulso del mondo, forse una decina di milioni di euro, ha messo in difficoltà Agenzia Mobilità che si trova ora nel problema di dover giustificare le maggiori spese. A quanto ammonta il pasticcio lo sanno solo loro.

Dunque l’Ing. Dal Prato, il vero “conduttore” di AM (dubitiamo che la fresca Presidente, oltre ad essere incidentalmente nipote di Maurizio Melucci, abbia qualche ruolo operativo), ha deciso di dare la colpa al tempo che gli hanno fatto perdere Walter Moretti e i Grillini interrompendo il cantiere. Vedrete che arriveranno a dire che i Grillini, nei giorni in questione, hanno fatto uso di Guerriglia Urbana in stile NoTav, perchè la fantasia di chi ci governa è quello che è.

Dunque felicitazioni cari Riminesi da oggi siete gli orgogliosi destinatari del metodo “prima ti abbatto poi ti denuncio“. La sensazione è che questi abili dirigenti non capiscano quale sia il limite che l’immagine di un’azienda, proprio perché pubblica, esige.

Sappiamo per certo che l’esposto è stato realmente depositato, che però si decida di procedere è un altro paio di maniche. Il dato reale è che l’Estabilishment riminese è di un’inadeguatezza unica e non si capisce per quali meriti sia stato messo dov’è. Il TRC è un’idea stupida ed è anche gestita male. Come sono state e continuano ad essere gestite male situazioni come Fiera, Palas e Aeroporto. Vogliamo veramente che il futuro di Rimini sia gestito da chi spende 100 milioni di Euro dallo Stato Italiano per realizzare una corsia per autobus di neanche 10 km?

P.S.

L’umanità si trova oggi ad un bivio. Una via conduce alla disperazione, l’altra all’estinzione totale. Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene.

                                                                                                                     Woody Allen
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Davide Cardone
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Repubblica (Im)Popolare Riminese

china-china-the-flagQuesto comunicato è diretto a chiunque abbia la possibilità di leggerlo fuori dai confini della Repubblica Popolare Riminese. Sto usando un collegamento clandestino alla rete nella speranza che io possa essere ascoltato da qualcuno che non subisce l’influenza della Propaganda.

Quello che i mezzi di comunicazione vi fanno vedere è falso. Il Partito Unico tiene tutto sotto controllo e la Repubblica di popolare ha ben poco. Sono consapevole dell’immagine che avete di noi: allegri pataca vestiti di rosa che passano da un Dj set all’altro con nessun’altra preoccupazione che non sia twittare un nuovo tipo di piadina menta e cozze. Non è così.

Noi siamo come voi, come voi abbiamo delle famiglie e come voi abbiamo bisogno di strade, ponti, aria buona, opportunità di lavoro, diritti garantiti e saggi amministratori. Purtroppo la nostra vita è decisa nella sua totalità dal Direttivo del Partito Unico che, a sua volta, è comandato dalla Plutocrazia dei due Presidenti Fu Cagnon e Mel Uh Xi, il cui braccio esecutivo è   Gna Tze Tung.

Il popolo viene mosso e indirizzato con la teoria dell’Indotto, una sorta di spread territoriale, differenziabile solo da se stesso,  molto facile da rappresentare visto che i dati sono difficilmente quantificabili. In nome dell’Indotto, interesse pubblico supremo, il Direttivo del Partito Unico si assolve da qualsiasi cosa: ad esempio può buttare milioni di euro in un aeroporto che per farlo usare dalla gente gli devi pagare il biglietto.

Voi, nelle democrazie del resto del mondo, avete un detto: Not in my back yard (non nel mio giardino)  Noi, nella Repubblica Popolare Riminese, ne abbiamo un altro: Everything in my fucking backyard, nel senso che non conoscono un altro fottuto posto dove andare a costruire. In nome e per decisione solo loro costruiscono depuratori e centrali biogas a monte senza fare strade per raggiungerli, innalzano fiere inutili in centro ed edificano migliaia di metri quadri di costruzioni dandoci in cambio una pozza da 25mt. Loro lo chiamano …. Lotta al consumo del territorio.

Il nostro corpo è oggetto di martirio per il divertimento gli amministratori della dinastia Hera (intraducibile in italiano). Antenne sulla testa, biodigestori nei polmoni e metropolitane di costa nel…. Vabbhè lasciamo perdere.  Per non parlare poi del nostro diritto. Nulla è rimasto pubblico nella Repubblica. L’acqua non è nostra, le reti del gas non sono nostre, l’immondizia che differenziamo non è nostra e ci viene il sospetto che quando saremo morti ci seppelliranno con le natiche fuori dal tumulo per parcheggiarci le loro biciclette di amministratori ecologisti.

Se tu che stai leggendo abiti in un’altra Repubblica, sotto un’altra legge, aiutaci a rendere nota la nostra situazione. Quando vedi in televisione tutte quelle quelle persone sotto la ruota, simbolo della Repubblica Popolare Riminese, con le mani in alto sappi che non stanno ballando… si stanno arrendendo.

P.S.

In caso ti capitasse di vedere quelli di Friburgo chiedigli scusa da parte nostra e spiegagli una cosa. Se si sentono citati come modello e poi venendo qui si accorgono che non gli assomigliamo nemmeno per sbaglio, chiariscigli che non è colpa nostra… è Gna Tze Tung che se la vende così.

N.B.

Qualsiasi riferimento a fatti e persone realmente esistenti è frutto della vostra immaginazione

Dado Card Hong

[@DadoCardone]

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Esproprio si, Esproprio no, la Terra dei Cachi.

20140113_103751Per essere sinceri… dopo la vicenda Moretti  nulla di quello che possono fare Agenzia Mobilità e il suo braccio meccanico Italiana Costruzioni ci può stupire. Siamo però affetti da una sorta di sadismo che ci obbliga ad elencare gli atti con cui il TRC viene perentoriamente portato avanti, a dispetto del suo futuro da emorragia di bilancio.

Gli ultimi ad aver sacrificato il loro diritto al preminente interesse pubblico sono i Fratelli Brolli. Oggi infatti, in via Galvani, sono stati abbattuti 4 garage e una lavanderia  per fare spazio all’autobus più caro del mondo. Mario Renzo Brolli e Maria Grazia Brolli da oggi dovranno parcheggiare le loro macchine in strada, ma non nella via di casa perché è soggetta a divieto di sosta su entrambi i lati.

Succede. Un’opera pubblica di quelle dimensioni è raro che non passi sugli alluci di qualcuno. Si fanno dei progetti Preliminari, poi si fanno i Definitivi, si mandano gli espropri e ora dei progetti Esecutivi i cittadini si saranno organizzati diversamente. Tutto secondo norma. Invece no.

20140109_114127Mario Renzo Brolli, il proprietario di metà dell’immobile abbattuto (abbiamo controllato) non ha mai ricevuto un esproprio. L’indispensabile documento è stato spedito intestato alla madre. Per quanto riguarda la sorella l’esproprio non è stato consegnato  a lei personalmente, ne a nessuno della sua famiglia, ma ad un suo impiegato che, poco ma sicuro, non rappresenta uno dei possibili delegati al ritiro di certe notifiche.

Questo tipo di irregolarità sono sufficienti per rendere nullo l’atto, basta rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale di competenza, come i fratelli Brolli hanno in effetti fatto. La discussione del ricorso ci sarà il 16 corrente mese, ma AM, come da tattica consolidata, si è affrettata a tirare giù tutto qualche giorno prima. Oggi appunto.

Per chi non avesse seguito i precedenti avvenimenti ricordiamo che l’esproprio  darebbe diritto ad abbattere solo parte degli immobili, incombenza non prevista nel progetto definitivo e che AM risolve con un’ occupazione temporanea, di solito usata per occupare spazio utile al cantiere, durante la quale tira giù tutto quello che le da fastidio.

20140113_103957Sembrerebbe inevitabile, secondo quanto affermano i capoccioni di Agenzia Mobilità, ma proprio oggi un abuso edilizio ha dimostrato il contrario. Un paio di numeri civici più in là un vicino dei Brolli ha separato autonomamente la parte espropriata da quella che sarebbe dovuta venire giù con l’occupazione temporanea e così AM non ha potuto abbattere il resto.

E’ evidente che il residente in questione ha fatto quello che i Geni del TRC dovrebbero fare in ogni occasione, ma che non fanno perché corrisponderebbe ad una serie di operazioni non previste nei progetti. Dunque chissenefrega. Esprorprio si, esproprio no… siamo o non siamo la Terra dei Cachi come cantava Elio? Dunque si tira giù tutto e poi ci penseranno i tribunali ad attribuire le responsabilità.

P.S.

Apparentemente è tutto senza conseguenze, ma le ultime rilevazioni (http://www.iprmarketing.it/sites/default/files/Governance%20Poll%202013%20-%20I%20sindaci.pdf) danno il consenso del Sindaco in calo di più di trenta posizioni rispetto all’anno scorso, precisamente dal 31° al 63° posto. Questi saranno solo sondaggi, ma chi vi scrive questa mattina era sul cantiere oggetto dell’articolo e ha sentito delle esternazioni nei suoi confronti che non erano propriamente degli inviti a cena.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Nel mio Giardino.

20140109_143824Ci aggiriamo dubbiosi tra i banchi della verdura al supermercato e ci chiediamo in continuazione se ordinare o meno la caprese al ristorante. Sarà verdura della terra dei fuochi? Sarà mozzarella alla diossina? Poi, anche se ci siamo fortemente indignati davanti alle rivelazioni di Carmine Schiavone, non rinunciamo al nostro fatalismo perchè… cosa vuoi che mi faccia una melanzana alla griglia, mica sarà proprio questa quella di quel campo vicino alle scorie nucleari.

Quello che ci spinge ad essere così fiduciosi nel destino sembra essere la distanza geografica, che a dire la verità non è che sia poi così tanta, ma… Napoli, chi mai ci è arrivato fino a Napoli. Ovviamente questa è una giustificazione che ha più valore psicologico che altro, anche perché, se la verdura non presenta vistose mutazioni genetiche, basta un breve fermo deposito, magari in Toscana, ed ecco che ritornano tutti vegetali del giardino dell’Eden. Chissà dove crescono le cucurbitacee in Dicembre…
Cari fiduciosi consumatori ho una brutta notizia. I casini, quelli grossi, non succedono solo nel triangolo maledetto della Terra dei Fuochi. Forse non tutti sanno che a due passi da qui, Sassofeltrio, stra bruciando in un incendio faticosamente domabile la Eco Pfu, azienda per la triturazione di materiale di recupero proveniente dai pneumatici. L’incendio, ieri al suo terzo giorno, si vede già da Montescudo (per chi è pratico della zona) e la colonna di fumo nero non mente sulla sua natura. La puzza è insopportabile.
Per dovere di cronaca l’azienda in questione non è nuova ad una notevole quantità di incidenti piuttosto gravi, tra i quali anche la morte di un operaio rimasto incastrato nel macchinario di triturazione. Eco Pfu è stata anche oggetto di un’interrogazione parlamentare da parte di Filippo Berselli (PDL), ma l’allora Ministero dell’Ambiente rispose che le amministrazioni competenti stavano facendo già un ottimo lavoro. Vero. Molti gli incendi, molti i sequestri, ma anche molti i dissequestri di cui i residenti proprio non riescono a comprendere le ragioni.
L’epilogo sembra essere l’incendio di questi giorni, che sono andato personalmente a vedere. Impressionante. I Vigili del Fuoco rovesciano una dietro l’altra autobotti di acqua senza riuscire ad aver ragione del fuoco. Gli abitanti della zona, con il volto coperto da mascherine per non intossicarsi, guardano allibiti lo spettacolo apocalittico e ripetono a chiunque chieda le stesse parole.
“oggi è il terzo giorno che brucia, non riescono a fermarlo”
A vederlo si direbbe appena scoppiato, ma il materiale di cui si alimenta lo fa diventare sempre più caldo e pericoloso ad ogni ora che passa. Mi riferiscono di una misurazione con termocamera. 700° e aumenta. I Pompieri sono costretti a tirare fuori il materiale combustibile con la pala meccanica per poi cercare di spegnerlo in quantità meno concentrata.
Non c’è bisogno che spieghi a nessuno che cosa significano giorni e giorni di un rogo alimentato da quei materiali. E’ un disastro ambientale, forse appena mitigato dal fatto di non poter direttamente inquinare una falda acquifera (per quel che ho potuto constatare parlando con i residenti.).
Anche se… dai. Sassofeltrio. Non è proprio nel mio giardino. Per poco, ma… sono pure targati Pesaro – Urbino. Sono relativamente fatti miei in quanto essere umano, non un vero problema. Basta che mi indigno quando me lo raccontano, mica sono un Vigile del Fuoco io.
Se qualcuno si sta facendo disturbare da questo tipo di discorso e non si sente sicuramente in colpa per non essere andato a spegnere un incendio fino a Sassofeltrio, sappia che ci sono opportunità di intossicazione molto più vicine a noi. Prendete ad esempio Santa Giustina, è abbastanza vicina? Si proprio la frazione di Rimini che insiste sul fiume Marecchia, più precisamente in una zona classificata ad alta vulnerabilità idrologica, dove hanno costruito una centrale di Biogas e dove stanno potenziando il depuratore.
Sapete cosa fanno con i fanghi di risulta delle acque reflue di un depuratore? Biofosfato, definizione commerciale di un fertilizzante ottenuto trattando i fanghi di risulta con calce viva e acido solforico. Fino a qui tutto bene, ma se nel gesso di defecazione (il biofosfato appunto) vengono rinvenute quantità pericolose di sostante tossiche e cancerogene, come il Cromo Esavalente, qualche problemino ci potrebbe essere. Attualmente c’è una citazione in giudizio presso il Tribunale di Rimini che cerca di stabilire le responsabilità dell’accaduto. Due cose sarebbero da sottolineare. Il Cromo Esavalente è un composto chimico presente in  composti di origine industriale e non è una cosa normale trovarlo nei fanghi di risulta di un depuratore  nelle quantità accertate. Lascio a voi le successive considerazioni.
Potrei parlare di altri problemi che interessano Rimini, come il PM10 ad esempio, ma questo articolo vuole essere uno spunto di riflessione sul come le cose sembrino sempre molto lontane fino a che non capitano a noi. Essere testimoni, a volte, è tutto ciò che possiamo fare, ma almeno facciamolo ed approfittiamo del più facile accesso alle informazioni che la nostra epoca ci consegna. Questo è il mio sassolino nello stagno, aspetto i vostri.
P.S.
A proposito del PM10. Hai voluto la bicicletta? Usala no…
Davide Cardone
[@DadoCardone]
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Televendita.

CatturaIeri sera, su richiesta della minoranza, si è svolto il Consiglio Tematico sulla tragica situazione della frazione di Santa Giustina. Lo so, non ho cominciato bene. “Consiglio Tematico”, “tragica situazione”, non sono cose che incoraggiano la lettura, ma aspettate prima di arrendervi, perché ieri sera è stato riproposto il miracolo del Ponte, sottoforma di tangenziale.

Breve riassunto delle puntate precedenti: sono anni, sicuramente da prima di questa legislatura, che gli abitanti di Santa Giustina chiedono una tangenziale per sottrarre traffico alla congestionata via Emilia. Ultimamente, con il raddoppio del depuratore e la costruzione della centrale Biogas Avegreen, il traffico si è arricchito di centinaia di mezzi pesanti e si è riversato nella stretta via Carpinello, rendendo impossibile la vita dei residenti. A seguito di diverse disattese promesse si è giunti al Consiglio Tematico di ieri sera per costringere la politica ad impegnarsi formalmente. Risultato? Una Televendita.

Non uso questo termine a caso perché tra le fila dei tanti cittadini intervenuti il commento più comune alla spippola* numero uno del Primo Cittadino era: “ma che cosa ci sta vendendo questo…? Delle pentole?!

Bisognava essere li per capire quanto questa definizione fosse azzeccata. Una volta costretto a rendere conto delle proprie intenzioni in un appuntamento istituzionale, al cospetto di una folla piuttosto nervosa, il Sindaco si è quasi meravigliato della scarsa fiducia presente in quella sala e, come già successo con il ponte di via Coletti, ha fatto intendere che le soluzioni ci sono e sono allo studio della sua squadra da anni.

Con la sola imposizione delle mani sull’Ing. Totti sono apparsi 5 diversi progetti e, per le prime 20 telefonate, 3 soluzioni provvisorie per il passaggio dei camion. Ci si aspettava che da un momento all’altro consegnasse un omaggio a scelta tra una lavatrice e una coperta in lana merinos.

Intendiamoci. Tutte le persone presenti al Consiglio Tematico erano estremamente informate sui fatti e sapevano benissimo che  le soluzioni proposte sono quelle scartate nel tempo, perché troppo onerose o impraticabili, come sapevano delle soluzioni provvisorie che, per essere chiari, sono in discussione da tempo tra residenti e associazioni ambientaliste. Lo show era forse per gli addetti ai lavori, gli unici che il giovedì sera si soffermano a guardare in TV o in streaming un Consiglio Comunale.

Comunque il gioco è questo: Non ci avete portati voi qui, ma siamo venuti noi ora che siamo pronti, abbiamo i soldi (10 milioni di euro) e possiamo riprendere la tangenziale già deliberata, ma sospesa con decisione informale (qualsiasi cosa essa sia). Se tutto va bene, cioè se VOI non ci mettete i bastoni fra le ruote, i lavori cominceranno nel 2016. Ops! Fine legislatura.

Potete ben immaginare cosa abbia scatenato un simile atteggiamento nel pubblico e nelle forze di minoranza. In particolare vi consiglio di ascoltare l’intervento del Consigliere Casadei  (sul magnetofono al minuto 2:23:40 http://www.comune.rimini.it/servizi/consiglio/streaming_consiglio/). Attraverso lo strumento del Magnetofono si può anche notare come la verve Mastrotiana del Sindaco sia inversamente proporzionale alla vitalità della sua maggioranza che è intervenuta scompostamente, con brutti interventi, il più delle volte fuori luogo. Citiamo ad esempio il Consigliere Allegrini il quale, nonostante sia il Presidente della III^ Commissione, quella Urbanistica per l’appunto, non ha trovato niente di meglio da rappresentare se non il fatto che fosse in possesso di foto compromettenti sull’evidenza che non solo il PD diserti le commissioni. [Una nota personale: Allegrini… un adulto, un Consigliere, un Presidente di Commissione non  dovrebbe farsi frustrare così tanto dallo scarso successo su Facebook e dai pochi “mi piace”.]

Ci sono cose però che il Magnetofono non può mostrare, come l’ingente presidio di forze dell’ordine. Carabinieri, Esercito e Polizia Municipale forse avevano qualcosa di più utile da fare piuttosto che contenere l’inesistente pericolosità di un Comitato composto solo da famiglie. Se si arriva ad aver paura di persone normalissime forse non si è fatto proprio tutto come si doveva.

Altra cosa che lo streaming in consiglio fa fatica a testimoniare sono i malumori del pubblico, il quale non ha mancato di sottolineare i passaggi più meschini, ma anche i colpi bassi del Sindaco che, oltre a comportarsi da disturbatore contro ogni intervento sensato, non ha rinunciato nemmeno questa volta all’offesa personale accusando la Consigliera Carla Franchini di un non meglio identificato passato da elemosinatrice presso il PD. Insomma un maestro d’etichetta.

Ci sarebbe ancora molto da scrivere sulla televendita di ieri sera, ma vi voglio lasciare con l’essenziale. Il nuovo corso del Partito Democratico così simile a quello passato che potrebbe andare bene per il gioco della settimana enigmistica “Scopri le differenze”, un Sindaco imbonitore che, dato lo scarso spessore della sua maggioranza, deve far cadere dal cielo qualsiasi cosa, anche se si tratta semplicemente del suo dovere e la gente sempre più schifata dalla politica. Questo il quadro.

P.S.

Alza la cornetta il Mondial Gnassi ti aspetta…..

*Spippola: Nel gergo dei Consiglieri Comunali tedioso discorso del Sindaco pieno di vision e prese di distanza dalle responsabilità.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Zero in condotta.

bart-lavagna_squolaIn questi giorni sul Resto del Carlino di Rimini sono state prodotte le pagelle di metà legislatura. Inutile sottolineare quanto fosse difficile parlare bene dell’operato del Primo Cittadino ed infatti proprio non hanno potuto. Certo sono stati molto educati nelle critiche come si confà a dei seri professionisti e, per equilibrare, hanno dovuto mettere, alla fine della scarna edizione, una bella lettera di un’albergatrice entusiasta e grata per la benedizione del capodanno più lowcost del mondo.

Alla fine della bonaria tirata d’orecchi si è concluso che il Primo Cittadino è comunque un buon Assessore al Turismo e dunque si può rimandare la stroncatura definitiva. Perché rompere i rapporti con un Sindaco con ancora due anni e dispari di legislatura?

Noi di Citizen non ci sentiamo di condividere quest’analisi forse perché non considera il voto in condotta. Dunque, per seguire il gioco del rendimento scolastico, abbiamo qualche ulteriore riserva. L’alunno in classe prende in giro i compagni in sovrappeso, si assenta spesso con giustificazioni generiche, si appropria dei compiti a casa di altri (leggasi: il federalismo demaniale non è certo farina del suo sacco), si interessa solo alle feste e da la colpa del suo scarso rendimento a tutti tranne che a se stesso. Basta una striscia gialla da 660 mila euro per essere rimandato a settembre? Perché, siamo sinceri, il resto sono cose da Assessore al Turismo, come sottolineato anche dal giornalista del Resto del Carlino.

Siamo sicuri che a questo punto molti pacifici cittadini, appollaiati sul loro status quo, staranno meditando di chiudere questo pedante articolo che non tiene in considerazione i successi del loro Sindaco. Dunque, per capire l’esatta situazione a cui ci si attesta con un Primo Cittadino che “ma si in fondo è un buon assessore al turismo” preferiamo darla a Rimini la pagella. Ecco le materie.

Aeradria: parzialmente, ma in gradazione altamente significativa, la situazione della società che gestiva il Fellini era stata resa nota nel 2011, in un famoso Consiglio Comunale. La posizione debitoria è stata volutamente ignorata, lo dimostra il fatto che invece di correre ai ripari e dimettere il Presidente Masini (come chiesto dal Consiglio Comunale) si  è continuato con slogan dell’indotto che giustifica tutto.  Impostazione che non è piaciuta alla Procura, come pure non sono piaciute le lettere di Comarketing che Gnassi e Vitali hanno firmato a loro insaputa.

Distratti. Voto 2

TRC: Un progetto di 20 anni fa di cui il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica ha autorizzato solo uno stralcio di neanche 10km da Rimini a Riccione. Una spesa di 100 milioni di euro per quella che molti, solo recentemente, hanno scoperto essere un autobus e non una metropolitana. Autobus che, peraltro, non collega nulla. Non la Fiera, non l’Aeroporto, non l’Ospedale.

Inutile. Voto 3

Teleriscaldamento: un sistema nato per essere obsoleto, dato che la gestione viene assegnata per trent’anni alla volta. Oltre all’obsolescenza c’è l’antieconomicità dichiarata di recente dal Dott. Carboni, dirigente Acer, ufficio casa del Comune, obbligato per precedenti accordi ad attaccare ogni nuova costruzione al sistema. C’è anche chi è ricorso al TAR per vedersi poi assegnare 25 mila euro di spese legali senza neanche entrare nel merito della causa… un moderno miracolo della democrazia.  Al Comune di Rimini è bastato aprire un tavolo tecnico abbandonato per esasperazione dai Teleriscaldati, non prima però della scoperta che i Viserbesi hanno diritto alla restituzione di più di un milione di euro di oneri urbanistici non dovuti.

 Biricchini. Voto 4

Reti Gas:  Il Comune di Rimini era socio di maggioranza di Servizi Città spa, società proprietaria delle reti gas. L’altro socio era SGR la quale, a dispetto di un valore iniziale di 17milioni di euro, ha acquistato l’altra metà del pacchetto a 8 milioni di euro, con la promessa di pagare un conguaglio se, al 2015, qualcun altro offrisse di più… come no!? Magari Hera (qui potere ridere). Nel frattempo SGR è l’orgogliosa gerente della Distribuzione, dei Servizi e delle Reti di Rimini… un monopolio di fatto, che l’Antitrust ha già ammonito ai tempi delle proteste per il Teleriscaldamento.

Accaparratori. Voto 3

Guerra al mattone: nell’era della più grande crisi edilizia che l’Italia abbia mai vissuto la lotta al mattone è più millantata  che perseguita. Attualmente costruisce solo Acer e, come detto, attacca tutto al Teleriscaldamento.  Oltretutto la Guerra Santa vale per cambi di destinazione d’uso, ma non per la manovra Salvapalas. Migliaia di metri quadri misti tra residenziale e commerciale in via della fiera per trovare denari utili a salvare il Palas. La scusa: una piscina di 25 metri.

Annacquati. Voto 2

Fiera: l’infinito dominio di Cagnoni comincia a soffrire delle sue proiezioni faraoniche verso un futuro che pare non arrivare in tempo e i conti faticano a farsi quadrati. Ultimamente, oltre al debito endemico della Fiera vera e propria, vi è anche il buco nell’acqua del Palas che non riesce a pagare ne il mutuo ne la gestione. Anche l’indotto ha i suoi limiti.

Pretenziosi. Voto 2

Santa Giustina: Prima le strade poi le strutture? Neanche per sogno. Una centrale a Biogas, pare non voluta a Parma,  e l’ampliamento del depuratore , ma una strada larga tre metri per raggiungerli. Oltre alla già difficoltosa situazione del traffico in zona centinaia di camion devono imboccare l’esausta via Carpinello. La soluzione? Una pista ai margini del  Marecchia promessa in attesa di una circonvallazione già approvata, ma misteriosamente sospesa senza motivazione formale conosciuta. Che dire… a Santa Giustina aspettano la pista, in attesa della tangenziale, in attesa di una motivazione. Intanto il WWF avverte, la pista può essere solo provvisoria.

 Storia infinita. Voto 3

Rimini UpTown: Come un Giurassik Park della Mondezza salendo sulle colline di Covignano si può trovare L’Ecomostro, il Biodigestore. I cittadini sono sicuri che non funzioni correttamente e che inquini. Per la verità non solo loro hanno questa convinzione vista la diffida comminata dal Servizio Politiche Ambientali della Provincia di Rimini per sforamento dei valori limite.

Puzzolente. Voto 2

V Peep: 30 anni fa ci siamo dimenticati di chiedervi gli oneri urbanistici, ma fa niente perchè nel frattempo ci abbiamo messo aggiunto un sacco di roba e voi avete tre mesi per pagare. Non è esattamente così, ma da l’idea del perché 1600 persone si siano unite in una class action contro il Comune. Il Tar di Bologna si è affrettato a sospendere alla stessa velocità con cui, da Palazzo Garampi, è partito un comunicato con cui si acconsentiva ad una proroga.

L’immagine prima di tutto. Voto 3+ (il più è per le risate che mi provocano certi comunicati)

PM10: Numerosi gli sforamenti e in alcuni casi con valori così alti, secondo i parametri del Ministero dell’Ambiente, da rendere obbligatorio far rimanere a casa i bambini. Il traffico si sa, in assenza di valide politiche per disincentivare l’uso dell’automobile e la completa indifferenza verso un piano per la mobilità urbana, produce di queste situazioni e la soluzione sembra non sia la danza della pioggia, come non lo sono i piedi bus e la piantumazione di qualche albero.

Pericoloso. Voto 0.

Ciclabili: Oltre alla riga gialla da 660 mila euro Rimini è l’orgogliosa proprietaria di una rete ciclabile definita dagli esperti (coloro che le percorrono) Ab Capocchiam. Tra una serie di aborti che cominciano e finiscono nel nulla sono famose: La pista di via XX Settembre in cui i ciclisti corrono come in una roulette russa sperando che nessuna macchina parcheggiata apra lo sportello dal lato passeggero.  La pista della via Montescudo, assolutamente da non percorrere al calar del sole a causa di buchi di buio profondo non gestibili con una semplice illuminazione da ciclista. La pista di Viserbella pericolosa ed interrotta innumerevoli volte da incroci che arrivano fino alla carreggiata stradale. Il Primo Cittadino in persona, durante la presentazione del bilancio provvisorio all’Hotel Helvetia, aveva promesso una soluzione dopo l’estate, quella già passata.

Aspetta e spera. Voto 4.

Trasparenza: La trasparenza è un problema vasto e dunque siamo costretti ai fatti salienti. A Rimini si fa come dice Gnassi e, in questo, la situazione è abbastanza trasparente. Per il resto si sa poco. Le poltrone nelle partecipate continuano ad essere cariche politiche anche se, in certi casi, travestite, vedi ad esempio la giovane e brillante manager bocconiana da quest’anno alla guida di AM che, solo casualmente, è la nipote di Maurizio Melucci. Importanti i posti a chiamata diretta ed insindacabile giudizio del Primo Cittadino come il dirigente Bronzetti promosso sul campo senza alcuna concorrenza, se non quella che sembrava tanto una rappresentazione per l’odiens. Altre amenità sul personale: il contratto “D” del capogabinetto Funelli è finito alla corte dei conti e retrocesso a “C”. Almeno da quest’anno si possono seguire i Consigli Comunali in streaming.

Opaco. Voto 4.

Fogne: Tutto risolto, parola di Hera… almeno da li pare venire la soluzione. Una copertura finanziaria garantita da Hera, Romagna Acque e Amir recuperata in 25 anni di tariffe, di tutta la provincia, che ovviamente verranno aumentate. Quanto? 4-5% all’anno per la durata dei lavori che si presumono di 7-8 anni.

Come non fidarsi? Voto 5.

Viabilità: tragica e non risolvibile con le soluzioni indicate, tra le quali c’è il TRC. Se soluzioni valide sono state proposte ci dispiace, ma eravamo distratti. Ci siamo accorti invece che stanno per arrivare delle dure prove come l’ormai inevitabile abbattimento del Ponte di Via Coletti e, in un futuro prossimo, l’auspicata pedonalizzazione del Ponte di Tiberio.

Confusi. Voto 4

Turismo: Unite un Sindaco che ha le feste nel DNA, un Assessore Regionale al Turismo diventato tale dopo una vita nella politica Riminese e diversi importanti Riminesi poltronati in Enit (compreso lo stesso Melucci), tutto questo con a disposizione la Capitale del Turismo, dove il biglietto aereo ai turisti lo pagano i cittadini. Cosa ottenete? Las Vegas? Disneyland? Il Paese dei Balocchi? No… rimarrete con Rimini in crisi e un traffico di badanti che sostano da noi a 20 euro a notte. Poi, se proprio hanno dei soldi da spendere, nel pacchetto c’è la gita inclusa da altre parti. E’ stato calcolato che costa di più mantenere un detenuto che un turista a Rimini (e ultimamente in certi quartieri è una soluzione consolidata). Assolutamente da segnalare l’iniziativa Io-Info, abilitazione sperimentale di alcuni esercenti alla sostituzione degli uffici di informazione turistica. Pare che nel pacchetto ci siano anche 30 ore di russo, utili forse per spiegare che il gatto è sul tavolo nell’idioma Moscovita.

 Occasioni perse. Voto 0 (spaccato).

Turismo 2, la spiaggia: Un modello, una tipicità, ma con la bolkestein nessuno sa “che s’adda fa” (l’articolo e mio e ci metto quante rime voglio). In realtà qualcuno lo sa ed ha messo in fila bolkestein e federalismo demaniale. Funziona così: il TRC uno scopo ce l’ha, chiudere il lungomare che, con il federalismo demaniale è a disposizione del Comune. Tutte le strutture che attualmente insistono sulla spiaggia possono non preoccuparsi dell’instabile sabbia bolkestein perchè vengono spostate, per la maggior consistenza, sul demanio federale. Con i soldi di chi? Bagnini, chioschisti e albergatori che, in un coro di fiducia e fratellanza, chiedono prestiti alle banche. Fantascienza? Non per tutti e non per la Rimini che conta, già organizzata nel Consorzio nel Porto.

Selezione Naturale. Voto: non classificabile.

Questo a grandi linee il quadro. Tutta responsabilità di questa Amministrazione? Non sempre direttamente, ma, considerando che il Primo Cittadino si è  occupato di politica fin da ragazzo e sempre nella stessa corrente non si può certo esimere da una responsabilità storica. In ogni caso soluzioni valide non sono state intraprese per nemmeno uno di questi problemi, anzi. Nonostante non ci sia dubbio che chiunque abbia in animo di fare buone cose, perlomeno per accrescere il  proprio  prestigio, a Rimini l’attivo riguarda 3 notti l’anno: Notte Rosa, Molo Street Parade e Capodanno… pochino per la promozione.

P.S.

Non bisogna pensare che una stroncatura faccia sempre male. Una giusta bocciatura oggi potrebbe regalarci un magnifico collaudatore di poltrone europee domani.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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Grosso guaio a S.Giustina Town

biogasPrendete una strada di grande comunicazione congestionata, aggiungete una Centrale a Biogas che Parma non ha voluto e un Depuratore da ampliare. Fatto? Bene, ora popoliamola con centinaia di camion che devono passare necessariamente per una strada larga tre metri, per portare il materiale alla centrale, per toglierlo da Depuratore e per portare il calcestruzzo dove va fatto l’ampliamento.

Benvenuti a Santa Giustina, il posto dove, se la gente vive normalmente il proprio territorio, il traffico di blocca. Sì perché la famosa protesta che l’Amministrazione tenta di impedire, a suon di chiacchiere, non è altro che un leggero accentuare l’uso della loro frazione. Chiaro che poi più si arrabbiano e più accentuano.

Motivi per arrabbiarsi ne hanno diversi. Il primo è una strada che in un giorno qualsiasi di Maggio, senza fiere ne feste, riesce a totalizzare il passaggio di più di ventimila veicoli, ma ce ne sono altri, altrettanto gravi, come l’aver previsto una centrale Biogas e l’ampliamento di un depuratore senza prima prima pensare alle strade di servizio. Cosa comporta tutto ciò? Provate a dire ad un abitante di Santa Giustina che fumare fa male e state a vedere le risate che si fa.

Le soluzioni ci sarebbero e sono state indicate, ancora una volta, dagli stessi abitanti che ieri sera, in un’assemblea aperta, hanno goduto della sorpresa di una folta partecipazione di consiglieri comunali. Presenti, oltre agli abituè del Movimento 5 Stelle, Renzi (Fratelli di Italia), Allegrini (PD), Pironi (PD), Galvani (FDS), Mauro (Pdl.), Agosta (PD), Marcello (Pdl), Gallo (PD), Giorgetti (PD), Mancini (PD), Mazzocchi (PD).

L’assembramento di eletti va spiegato, altrimenti qualcuno potrebbe pensare che per garantire il numero legale alla maggioranza convenga fare i Consigli Comunali a Santa Giustina. Il motivo della mobilitazione sono stati i soliti Grillini che tramando nell’ombra, come loro uso, hanno ordito per convocare l’ennesimo Consiglio Tematico, questa volta proprio su Santa Giustina. Il Partito Democratico sembra aver imparato che ad ogni convocazione tematica corrisponde un afflusso in overbooking al Consiglio e una perdita esagerata di voti per manifesta impreparazione.

Ieri sera dunque, dopo un’opportuna riunione di maggioranza, i Piddini si sono riversati in massa in quel di Santa Giustina. A guidarli Marco Agosta, il protagonista della Hit Parade delle figuracce Aeradria, reduce dal suo successo : “Indebitarsi, Indebitarsi, Indebitarsi!!“. A coadiuvarlo Allegrini nel suo nuovo ruolo di Predidente della III^ Commisione Territorio, Ambiente e Mobilità, anche lui reduce da un successo: il suo “Entro un mese avremo il PSC” (roba per intenditori di urbanistica).

Chi vi scrive non ha idea di cosa si siano detti nella riunione di maggioranza, l’unica cosa sicura è che gli hanno spiegato come trovare la sala dove si sarebbe tenuta l’assemblea. Per il resto mi sono sembrati un po’ vaghi, anche nelle motivazioni per le quali hanno richiesto di spostare il consiglio tematico a Gennaio, infatti le spiegazioni sono andate da “sotto le feste pare brutto” (sembra che a Babbo Natale non piacciano i Consigli Tematici), a “dobbiamo controllare i valori del Cromo per avere dati certi” (qualsiasi cosa esso sia).

Il Comitato ha accettato trattenendo tra le labbra un sorriso amaro, lo stesso che non hanno saputo nascondere ascoltando il repertorio di Allegrini ed Agosta, gemelli diversi, ma non nello stile di arrampicata su specchio. Il Primo è andato brutalmente fuori tema spiegando quanto sia importante il Depuratore per la realtà turistica di Rimini, realtà di cui sicuramente vivrà anche qualche abitante di Santa Giustina. Il Secondo ha addirittura sostenuto che uno dei lavori promessi, in un precedente incontro ravvicinato con l’Amministrazione, non era stato ancora incanalato nel giusto percorso per la mancanza dei permessi Anas, ma che grazie al loro intervento si sarebbero ottenuti in un paio di settimane.

Dobbiamo necessariamente sottolineare che, se fosse vera la documentazione che il Presidente del Comitato ha garbatamente  illustrato, ma non abbiamo nessun motivo di ritenere che non lo sia, il progetto quelle autorizzazione le aveva già ottenute. Dunque la mossa sarebbe: dare per certamente in arrivo qualcosa che si ha già, ma non si è voluto usare. No comment.

In sintesi ieri sera abbiamo assistito all’ennesima manovra di disimpegno dei maggiorenti di questa martoriata Rimini o almeno ci è sembrata tale ed avremmo un immenso piacere nel venire smentiti. Purtroppo l’impressione è che la modalità di soluzione dei guai sia sempre quella, impressione che ci pare condividere con i pluridelusi abitanti di Santa Giustina a cui hanno, per l’ennesima volta, chiesto di sospendere le proteste senza dare nulla in cambio, se non l’impacciata presenza di qualche consigliere.

Chiediamo scusa al comitato per non aver raccontato nel dettaglio il loro problema, ci saranno altre occasioni, per oggi abbiamo preferito evidenziare quello che, secondo noi, è un comportamento inconcludente ed improduttivo, ma che viene applicato ad ogni guaio di Rimini.

P.S.
Ieri sera presentazione ufficiale di un’altra composizione di Agosta :”Parto dalla Premessa“. Siamo sicuri che sarà una delle Hit di Natale.

Davide Cardone

[@DadoCardone]

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