segni di stress by management

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– ti siedi in ufficio e dopo 2 ore ti accorgi di dover ancora togliere il giubbotto
– esci e torni per prendere le chiavi della macchina che avevi dimenticato, poi torni per il cellulare che avevi dimenticato prendendo le chiavi, infine torni per il giubbotto e quando arrivi in macchina non trovi più le chiavi
– il giubbotto in una giornata assolata di maggio è quantomeno indicativo
– non hai appetito e quindi mangi solo un dolcetto, ma soffi sul gelato per … non lo so, soffi, bo
– chiedi: “cortesemente l’accendino per accendere la lampadina” indicando la sigaretta in bocca
– telefoni ad un amico e lo tratti come un cliente, telefoni ad un cliente e lo tratti come una moglie, non telefoni più a nessuno perché ne hai già abbastanza
– torni al lavoro e controlli almeno 10 volte, chiavi, telefono, chiavi di casa, portafoglio, sigarette, accendino… accendino? quale accendino? lo hai buttato 6 settimane fa nella speranza di smettere di fumare
– entri in ufficio e saluti come se le persone che hai di fronte fossero degli estranei e non conviventi delle tue 10/12 ore quotidiane, oppure il contrario saluti affettuosamente tutti come se fossero parte della tua famiglia, senza regole
– le canzoni sembrano sempre tutte uguali
– quando torni a casa ti sembra di aver fatto metà delle cose che ti eri proposte, l’altra metà di queste non te le ricordi
– non riesci nemmeno a pensare che dovrai fare ancora la metà di quelle cose a metà, che ti eri ripromesso almeno di farne una metà, nella metà settimana scorsa, ma tanto non ricordi assolutamente neppure la metà di quello a cui stavi pensando
– accendi distrattamente la TV ma non la consideri minimamente, allora accendi anche la radio, ma non ti basta e vieni qui su facebook… ahhh ora il cervello è completamente spento, ci sarebbe anche uno spazietto per una telefonata, ma non ricordi più a chi
– ti prepari per la doccia e contemporaneamente inizi a preparare la cena
– ad un certo punto ti chiama tua moglie e ti ricorda che ti sta aspettando da un’ora davanti all’auto officina in cui saresti dovuto passare a prenderla
– ti ricordi che non sei più sposato da 5 anni e dici alla signora che forse ha sbagliato numero, ma poi la consoli, rammaricato, spiegandole che forse il marito è stato trattenuto per impegni improrogabili ma le consigli di chiamarlo subito
– fai la doccia e rinunci alla cena, vai subito a letto perché le occhiaie ti pesano terribilmente, pensando che questo inferno te lo sei cercato tu
– dopo 3 ore ti alzi e mangi
– il giorno dopo il tuo livello di stress è aumentato e le occhiaie pesano ugualmente, se non di più, perché 4 ore di sonno disturbato equivalgono a niente
– ricomincia tutto e non sei più capace di reagire
– però oggi almeno non hai preso il giubbotto, hai molte meno tasche ma sta annuvolandosi pesantemente
– non dici più a te stesso domani faccio così e così, ma solo domani si vedrà

stress

– ti svegli e capisci che era solo uno splendido sogno, in realtà sei terribilmente annoiato da giorni su una spiaggia delle Barbados, o in crociera
– non vedi l’ora di tornare al lavoro per cui cerchi immediatamente di impegnare il tuo tempo in modo goffo e approssimativo
– quando torni al lavoro ( e ti ricapitano tutte quelle belle cose ) rimpiangi terribilmente le vacanze, ricominci a stressarti per guadagnare di più in modo da poter tornare a stare in panciolle

– dopo qualche anno vieni ricoverato per qualche scompenso e un dottorino fresco fresco di laurea ti consiglia di riposare oltre a riempirti di farmaci

ps non c’è lieto fine

Se ti riconosci in alcune di queste situazioni la tua condizione è grave, riprenditi finché sei in tempo!

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Il nostro futuro

Premessa necessaria: B.C.E. ( Banca Centrale Europea ) e BANKITALIA s.p.a. ( Banca D’Italia ).

Che differenza c’è tra queste banconote? Chi le crea?

Con certezza assoluta possiamo dire che ognuna di queste banconote poteva o può ( a seconda del corso legale ), essere utilizzata per acquistare beni ma, sempre con la stessa certezza, possiamo stabilire che solo una di queste veniva stampata dallo Stato quindi apparteneva ai cittadini, mentre le altre sono rispettivamente della Banca d’Italia (BANKITALIA s.p.a.) e della BCE, pertanto appartengono alle rispettive banche. Leggi tutto “Il nostro futuro”

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Evasione: Banca Mondiale, Indicatori di sviluppo

Guarda chi è che ruba veramente in questo rapporto della banca mondiale su Google e nell’immagine allegata.
I paradisi fiscali confrontati con la media Italiana sul rapporto esportazione/PIL. Se è vero che noi siamo gli esportatori per eccellenza, cibo, vino, moda, design, mobili, esportiamo persino la pasta e la piada, ma anche prodotti molto tangibili. In ogni caso è giusto che in questo grafico veniamo magari dietro l’India, la Cina o gli USA, non è giusto invece che veniamo dopo paesi che non producono assolutamente nulla, se non nuovi ricchi, mi chiedo infatti che ci abbia da esportare il Lussemburgo o le Seychelles…

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angolo del Cineforum – perché non si vive di sole parole

In questo post sono raccolti una serie di video denuncia molto interessanti per chi ha bisogno di materiale informativo o semplicemente per chi vuole documentarsi e acculturarsi sui temi più scottanti del panorama politico e civile della nostra epoca.
È chiaramente richiesto molto tempo per vederli tutti, ma in un paio d’ore alla sera, in alternativa alla TV, avremo almeno la possibilità di ottenere una informazione netta e specialistica, una visione chiara e globale, sui problemi più grandi della nostra società.

Li riassumo qui sotto, in modo che abbiate una chiara panoramica dei contenuti prima della [buona] visione.
Auguri umani!

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siamo quel che mangiamo

Avviso: questo ipertesto non è per una lettura frettolosa. Gli argomenti trattati, qui contenuti, possono impegnarti per ore, i risultati cambiare il tuo modo di vedere le cose dall’interno e dall’esterno, la tua visione globale del mondo potrebbe diventare una necessità impellente di cambiamento. Quindi sconsiglio vivamente una lettura sommaria. Inoltre gli aspetti trattati sono di una crudezza inimmaginabile, assolutamente sconsigliata ai bambini e ai deboli di cuore, alle persone sensibili, alle donne in cinta e a chi ha problemi psichico-mentali anche di lieve entità. Non sto scherzando.
Perciò, cosa stai a fare ancora qui? Ci sarebbero tante cose belle da fare: una passeggiata, un po di TV, una partita a carte o una birra con gli amici, un buon libro, quella cosa che stavi rimandando da tempo immemorabile… tutto è meglio di questo.
Ebbene?
Stai ancora leggendo?
Non dire che non ti avevo avvisato.

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batterie esauste

In un lontano passato, provvedendo all’acquisto di un nuovo pacco batterie per le mie apparecchiature elettroniche, che fossero per il mouse wireless, per una radiolina portatile, per un modellino telecomandato o la radiosveglia, andavo nel negozio, mi dirigevo al distributore di batterie e prendevo il tipo che più mi piaceva.
Punto, nessuna possibile valutazione, se non gusto e necessità. Forse influiva la pubblicità, forse le precedenti esperienze, comunque nella mia ingenuità prendevo le batterie e una volta esaurite le buttavo.
Oggi non è più così, innanzitutto sono certo che non influisce più la pubblicità, poi importante, le batterie le compro solo ed esclusivamente ricaricabili, una volta esaurite controllo che siano completamente esauste, se con un residuo di carica le lascio finire e sostituisco solo quelle veramente scariche.
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È difficile uscire da Matrix

 

Noi siamo in competizione con la Cina.
L’Italia sì, ma anche tutta l’Europa, con la Cina e con tutta l’Asia, la Russia, contro gli USA, l’Africa, e ovunque ci siano degli esseri umani che vogliono, presto o tardi, avvalersi degli stessi diritti che abbiamo noi.

É una guerra economico-sociale.
Combattiamo ogni giorno per produrre a costi sempre più bassi, nel frattempo spendiamo per mantenere a galla la nostra economia interna, paghiamo tasse per mantenerci una casta di finti eletti e privilegiati, che non prende decisioni e non risolve problemi, se non per difendere il proprio orto e status.

È una piaga metropolitana.
Nel frattempo pensiamo di poter vincere perché la nostra qualità è superiore.
Sappiamo, speriamo, pensiamo, ci arroghiamo il diritto, di essere più intelligenti e preparati. Siamo solo presuntuosi, questo è quello che penso.
Anche davanti all’evidenza dei fatti, oggi o ieri, non ha importanza, non ci arrendiamo e portiamo avanti un vessillo sempre più pesante ed osteggiato.

L’Europa, l’Euro, la finanza internazionale, le scommesse e la speculazione.
Non bastasse, da 10 anni siamo entrati a far parte di una economia e di un mercato globali, pagandone le spese amaramente. Chi è estremamente ricco può scommettere contro di noi o a nostro favore, a sua totale discrezione o solleticato da un rating piuttosto che l’altro.
Abbiamo dato in mano alla collettività il nostro valore, lasciando che sia questa a decidere indifferentemente da quel che valiamo realmente.

Il terrore della decrescita non può essere compensato dalla gioia dello sviluppo e dell’evoluzione sociale.
Questo significa che non abbiamo più via di scampo. Purtroppo se volessimo uscirne dovremmo perdere tutti i nostri diritti per almeno altri 10-20 anni, mentre gli altri continuerebbero a crescere.

L’economia e la finanza non hanno scampo davanti all’evidenza.
Noi neppure.

Questo sistema è fallito, ma chi se ne sta bellamente godendo i frutti non mollerà mai chiaramente.
Quello che è più stupefacente, mi sorprende sempre più, è che noi non facciamo nulla e aspettiamo che qualcuno lo faccia per noi. Anche quelli che sanno, si limitano a dare piccoli colpi al ginocchio di questa forma di potere, di più non possono fare, per paura forse di far cadere l’unica realtà che conoscono.

Un tunnel profondo.
Sarebbe egualmente complicato uscire da tutto questo, ma almeno avremmo un obiettivo reale, un risultato in fondo al tunnel, un futuro speranzoso e pieno di gloria, oltre che di benessere.
Ma la vita è purtroppo questa, lo abbiamo dimostrato ampiamente: occuparsi delle proprie faccende aspettando di invecchiare, senza curarsi di se e come stiamo avanzando. Collezionare beni materiali. Preoccuparsi del futile vivere fine a se stesso.

Il senso della vita qual’è?
A parer mio invece la vita, o almeno il suo senso intrinseco, è aspirare a migliorarsi e fare di tutto per portare a termine questo progetto. Evolversi ad una società migliore, a persone migliori, crescere arricchendosi di beni immateriali e senza prezzo, come la cultura e il saper fare.

La vera crescita.
Imparare, crescere, migliorarsi, avanzare ad un nuovo stadio di coscienza, provare sempre cose nuove, ogni volta con una differente e rinnovata curiosità, ogni volta un risultato diverso, un maggiore arricchimento a se stessi e al mondo che ci circonda, indirettamente a tutti gli altri.

Come dentro uno Space Shuttle, solo, mi sento osservatore non privilegiato.
Relegato nel mio laboratorio di vita, osservo il mondo che mi circonda e mi chiedo se sia giusto fregarsene, così, di tutto e aspettare la morte allegramente, come fanno tutti, la maggior parte.

Tutto questo perché sono il primo dei colpevoli dal mio punto di vista.
Senza scusanti!

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