Fontana Malata

Inaugurata la fontana in piazza Malatesta. Al posto del fossato originale si è scelto di sminuire il Castel Sismondo con una piscina per il pediluvio.

Come avrete notato, pochi ed affezionati lettori, è da un po’ che non scrivo sulla Città di Rimini. Non lo faccio semplicemente perché affrontare temi politici non porta altro che polemiche inutili, non si aprono vere riflessioni. Si favorisce tuttalpiù un gioco delle parti e si finisce per rimanere inscatolati sotto una bandiera che non ci appartiene.

Sullo scempio che è stato fatto in piazza Malatesta però qualcosa la devo dire. Non che la mia opinione possa essere messa su qualche bilancia, pesa poco, tuttavia una ferita del genere richiede l’unico contributo che sono in grado di dare, la mia testimonianza. Lo devo a me stesso.

Cominciamo da principio. Rimini ha la fortuna di essere colma di tesori storici, cose di cui la maggior parte del turismo che l’attraversa non sa, né si interessa. Tra queste ineguagliabili eredità c’è Castel Sismondo, un castello della metà del 1400. Pare che alla costruzione, voluta da Sigismondo Pandolfo Malatesta, abbia partecipato anche Filippo Brunelleschi.

Per molto tempo si è discusso di come comportarsi con l’edificio che, nella costruzione originale, era dotato di un fossato asciutto. Tra l’altro scoprire il fossato avrebbe rivelato di più del progetto originale, non un semplice fosso, ma “un vuoto definito da un’architettura” (come spiega con ampia letteratura il Prof. Rimondini da Rimini).

L’amministrazione di Rimini, seguendo logiche d’arredamento che hanno caratterizzato gli ultimi 10 anni, ha scelto però di rinunciare a questa unicità e di proporre una versione come dire… più facile da capire per tutti. Prima ha circondato il Castello con un praticello IKEA e poi gli ha inferto un colpo finale con una fontana aquafan. (Non che io abbia qualcosa contro Aquafan, ma li le piscine dove rinfrescarsi i calcagni svolgono una funzione coerente con il luogo.)

Ora. Come da sempre, in tutte le discussioni che riguardano Rimini e il mandato dell’Arredatore, abbiamo a che fare con l’unica superficiale constatazione: “ma è bella”. E qui mi prende lo sconforto…. Però cercherò lo stesso di spiegare un concetto che pare semplice, ma alla riprova dei fatti non lo è.

Avete presente il detto: “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”? Ebbene, questo modo di dire non sta a significare che tutto ciò che ci piace, anche se vittime di lobotomia, è automaticamente giusto. Al contrario sta ad indicare quanto il valore della “bellezza” sia aleatorio.

Ciò che è bello oggi, non lo sarà tra dieci anni, figuriamoci tra cento. E’ per questo che esistono dei canoni di classicità che le soprintendenze dovrebbero difendere. A quanto pare per Rimini questa cosa non vale, come abbiamo già avuto modo di notare per la passerella che hanno aggrappato alle Mura Malatestiane, sfondandole con un centinaio di buchi.

Questa fontana poi, non so se inconsciamente o volontariamente, risponde al desiderio di consumo compulsivo della nostra società e guardate che questa non è una critica al sistema economico in quanto tale. E’ una critica allo svuotamento dei livelli di percezione della realtà. 

Un’opera d’arte, un patrimonio paesaggistico, un’eredità culturale, non sono solo buoni sfondi per i selfie. Sono cose da contemplare, su cui riflettere, in cui coltivare i nostri pensieri. Cose che addirittura provocano stati di confusione, come con la sindrome di Stendhal, ma non lo fanno perché sono semplicemente belle. Bello, di per sé, non vuol dire un cazzo (scusate il francese).

Se guardo il David del Caravaggio mi appassiono alla scena, mi turbo per la violenza, cado nel suo buio, ma non è che mi vien voglia di farci un buco per mettere la mia faccia al posto di quella di Golia e farmi un selfie (magari con il segno storto di vittoria come si usa) . E questo è esattamente quello che fa la “fontana malata” di piazza Malatesta. A chi importa veramente di essere di fronte ad un castello costruito 500 anni fa con il contributo di Brunelleschi ?

Lui sarebbe veramente contento, mi pare di sentirlo. “Ne è valsa la pena. Il mio genio coperto di prato Ikea e gente che inzuppa cani e pannolini mentre si ritrae con alle spalle il famosissimo Castello de Sticazzi. Ne è valsa proprio la pena.”

La gente, manco a dirlo, ha colto al volo l’invito a consumare la cartolina. E il Comune ripara con un regolamento che vieta quello per cui la fontana è stata costruita. Perchè a me non risultano altri motivi per fare una fontana con acqua alla caviglia e spruzzi. A Cattolica, da una vita, ci sono le fontane danzanti. La gente capisce qual è lo scopo. Ci si mette davanti e le guarda, non si butta dentro. Sul lungo mare invece ci sono quelle con gli spruzzi. La gente capisce lo scopo. Ci si mette sopra e si rinfresca le pudenda. A Rimini abbiamo fatto l’unica fontana per rinfrescarsi la uallera da guardare. Però bella eh!

P.S.

Si usano gli specchi per guardarsi il viso, e si usa l’arte per guardarsi l’anima.

(George Bernard Shaw)

@DadoCardone

Share

Intervista esclusiva: Vi sveliamo il Freeburgher pensiero.

Da quando è uscito “Rimini o no” dei Freeburgher la nostra redazione è stata sommersa di richieste di cittadini che, sapendo che il giornalismo investigativo sta di casa qui, vogliono sapere chi sono in realtà questi misteriosi personaggi. Ebbene ci siamo risciti ed ecco qui per voi l’intervista integrale e non censurata che soddisferà le vostre più morbose curiosità.

Allora… che ne dite di cominciare rivelando al mondo le identità segrete dei Freeburgher?

I Free Burger hanno dei nomi, ma Matteo Munaretto e Max Alberici preferiscono non rivelarli.

Il nome Freeburgher, per chi conosce i fatti di Rimini è inequivocabile, ma come è nata l’idea? 

La nostra filosofia è “Siate liberi e mangiate panini” . Stiamo scherzando naturalmente, ma da sempre Friburgo è la nostra città ideale.In quale altra città puoi trovare piste ciclabili,ruote panoramiche e anelli verdi? 

L’oggetto della vostra ispirazione artistica vi ha mai fatto sapere se gradisce o meno la vostra creatività?

Per ora nè il ponte sul deviatore del Marecchia nè la ruota panoramica ci hanno contattato.

Il vostro è attivismo satirico o solo una sana voglia di prendere un po’ per il culo? 

Non siamo in grado di rispondere a domande con 17 parole escluso il punto interrogativo, ma ci proviamo: in realtà è puro divertimento! 

Le visualizzazioni dei vostri video sono lusinghiere, siete pronti a montarvi la testa e a non salutare più gli amici?

Lo stiamo già facendo da molto tempo, anche le nostre famiglie non ci invitano più ai pranzi di Natale! 

Ho visto che vi siete cimentati anche in una produzione video: è una prova o un vero e proprio progetto?

Le nostre menti non si fermano mai al contrario degli automobilisti sulla statale. L’idea della web serie e della pagina facebook “Vai ad arrivare a Venerdì” è nata dal nostro collega Fabrizio Inti e già più di 70 puntate sono online…Vai ad arrivare a venerdì!!

Ultima domanda. Vi faccio quella che di solito si fa agli appena famosi: chi sono i vostri miti? A chi vi ispirate?

Vogliamo ringraziare le nostre fonti di ispirazione: ” Gli Apericena, i vecchietti dei cantieri, la ghiaia sul nuovo ponte ciclo-pedonale e la piada crudo e squacquerone!

matteo
Matteo Munaretto

max
Max Alberici

Ecco dunque chi sono i FreeBurgher e come la pensano. Siete soddisfatti? Ovviamente ci sono delle cose non dette che però si capiscono lo stesso: ad esempio dall’abbondanza di punti esclamativi si intuisce che il duo lavora in una radio, per la precisione a Radio Icaro dove li potete ascoltare tutti i giorni dalle 10.30 alle 12.00.

Per quanto riguarda noi di Citizen ci dichiariamo soddisfatti, anche per avervi suggerito l’esistenza di creatività che non dipenda dal Soviet Supremo. Anzi… è in netto contrasto: visto che la piada dichiarata è con lo squacquerone e non con le sarde.

Davide Cardone

new_twitter_bird_vector_by_eagl0r-d2yth6g-1024x576

[@DadoCardone]

Share

Rilanciare la Cultura del Mare a Rimini

porto-canale4.tif

Riceviamo e Pubblichiamo.

Venerdì 8 novembre, alle ore 21,00, presso la sala Marvelli della Provincia di Rimini, in via D. Campana 64, si svolgerà un incontro per discutere insieme di Cultura del Mare, a Rimini. La cultura legata alla marineria (navigazione e pesca, principalmente) ma anche alle caratteristiche biologiche e naturali del nostro mare.

 Più volte abbiamo sentito dire che Rimini è una città sul mare, ma non una città di mare. Come se Rimini non avesse una cultura marinara, o se la fosse semplicemente dimenticata. La storia marinara di Rimini esiste eccome, ma questo, oggi, è decisamente poco percepito. Difficilmente a Rimini si parla di mare, al di fuori del contesto balneare, che ha la sua fondamentale importanza, e che può essere, non certo sostituito, ma sicuramente affiancato da offerte che integrano e che aggiungono opportunità e percorsi culturali e turistici diversi.

Il turismo balneare è il pilastro su cui si basa l’economia turistica a Rimini; un modello che va forse rivisto e rimodernato, ma anche e soprattutto integrato con altre offerte. Il turismo culturale è un settore che diventa sempre più forte e affermato e che Rimini ha “inseguito” solo sporadicamente, e che potrebbe, si torna a ribadire, non sostituire, ma di certo affiancare la nostra offerta turistica più tradizionale che è quella balneare. (Ad esempio, secondo un rapporto dell’ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo – in Italia, sul totale degli arrivi, quelli per turismo culturale rappresentano: l’80% dei turisti da USA, Spagna e Portogallo; l’85% dei giapponesi; il 52% degli svizzeri e dei francesi; il 60% dei turisti dei Paesi Bassi; il 40% dei belgi e lussemburghesi; il 60% degli scandinavi; il 70% degli indiani.)

logoSarà l’occasione anche per presentare il progetto Rimini Soul Mare, il quale ha due obiettivi. Il primo è individuare i punti, i luoghi, le storie, già presenti nella nostra città, di un ideale percorso che ha come oggetto la cultura del mare, e come risultato l’ideazione dei percorsi didattici, educativi, turistici che consentano di andare alla scoperta dell’anima marinara di Rimini.

Il secondo obiettivo è quello di formulare ulteriori proposte (eventi, idee, progetti e laboratori) che vadano a integrare e ad accrescere l’offerta di contenuti, sempre con il mare come protagonista.

Fra le proposte comprese nel “contenitore” del progetto: l’organizzazione di un Festival del Mare, la proposta di percorsi didattici e laboratori per i bambini e le scuole, la definizione di percorsi turistici legati alla storia marinara di Rimini, la valorizzazione e la riscoperta dei luoghi storici della marineria, la proposta di istituzione di un’area marina protetta nelle nostre acque, e altro ancora…

Lo scopo della serata di venerdì è quello di condividere con la città queste proposte, ma anche e soprattutto di aprire una discussione, raccogliere pareri, suggerimenti e ulteriori proposte, e perché no, realizzare anche sinergie e collaborazioni utili a raggiungere gli obiettivi che il progetto si pone.

Marco Affronte per Rimini Soul Mare

Share

Avanguardia Pedagogica Riminese.

20130910_104319Forse non tutti sanno che in Svezia si sono messi in testa di cambiare la scuola. A Stoccolma la Vittra Intenational ha sviluppato un concetto pedagogico che agisce direttamente sugli spazi con cui hanno a che fare gli alunni delle scuole dell’infanzia. E’ stata realizzata una struttura con divisioni personalizzate a seconda del momento formativo: un iceberg gigante come cinema, una casetta con le pareti su cui scrivere e addirittura sale relax.
20130910_104001Da noi la situazione è un po’ diversa. Ok… Rimini non è Stoccolma (nemmeno Friburgo), ma come siamo messi in campo pedagogico? Sono convinto di una cosa, non conosco il cuore del personale didattico vichingo, ma quello del personale riminese è grande.
Me ne sono accorto stamattina accompagnando un Consigliere Comunale in una visita alle strutture scolastiche colpite dall’alluvione di Luglio. Ho trovato donne con il secchio della vernice in mano che cercavano di porre rimedio ad uno stato di incuria piuttosto evidente e ho potuto ascoltare dei resoconti tutt’altro che edificanti.
20130910_104141Ad onor del vero devo precisare che per la muffa, al Consigliere succitato, è stato assicurato, da un responsabile Anthea, un rapido intervento. Per i resoconti di cui parlo però sembra esserci bisogno di un serio approfondimento. Pare ( e dico pare) che a Rimini esista un avanzatissimo programma di stimolo psicodinamico chiamato “ora bambini facciamo un po’ di ginnastica in classe così vi passa quel senso di intorpidimento alle estremità“. E’ un nome un po’ lungo, ma ci assicurano che ,se frequenti la succursale delle Officine, chiamata anche 20 settembre, la pratica, arrivati verso dicembre, è automatica anche per i bambini più pigri.
20130910_112330Non possiamo nascondere che gli infissi d’epoca abbiano un loro ruolo. Se le scuole svedesi possono vantarsi di essere senza muri noi possiamo senz’altro vantarci di essere senza efficienza termica. L’anno scorso, grazie all’intervento del Vicesindaco Lisi, la classe energetica dell’edificio è tornata ad essere “Z“, dopo aver sostato per lungo tempo in classe “sulle soglie della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo“. Stufette elettriche e l’aggiunta di elementi ai termosifoni esistenti hanno permesso a dei solerti certificatori di passare con delle sonde ad altezza della testa (di un adulto in piedi) e di dichiarare che i 17 gradi sono una pacchia. D’altronde bambini… poi la giornata finisce e tornate in una casa calda (sempre che non siate teleriscaldati ovviamente). C’è gente che sta peggio e a fine giornata si deve costruire un Igloo.
20130910_112614Il problema, per come ho potuto constatare personalmente, è che bisognerebbe cambiare gli infissi. Non ci sono soldi? Ammetto che non me ne intendo di controfinestre, ma, ad occhio, i soldi che si spenderanno per quella stupenda struttura ludico-ricreativa chiamata PalaBertino potrebbero bastare. Se poi avessimo in uso tutti i danari buttati in TRC, Aeroporti strategici, e Paladebit avremmo potuto coltivare i ragazzi, il nostro futuro, con strutture e programmi all’avanguardia.

 
P.S.
Alzi la mano chi vuole vivere in un posto dove è indispensabile il Palacongressi, ma non il riscaldamento in un scuola materna. Tu.. si proprio tu che non hai alzato la mano, comincia a chiederti perché invece ci vivi.

Davide (oltremodo basito) Cardone

[@DadoCardone]

Share

non sono stato informato!

Sveglia!
Sei tu che devi informarti, non è l’informazione che deve venire da te!

Un popolo ignorante si governa meglio.

Se l’informazione fosse veramente un diritto, non avresti dovuto pagare il canone TV, quello per l’ADSL, i giornali sarebbero gratis e nessuno di questi media conterrebbe falsità e pubblicità.

20130616-072841.jpg

Share

El Concursante…

La nostra galassia ospita almeno 200.000.000.000 di stelle, 200 miliardi, se tu contassi tutti i granelli di sabbia che compongono la spiaggia, arrivato a quel numero avresti composto una montagna alta e larga quanto un campo di calcio, abbastanza secondo il mio parere.Via-Lattea1

I poeti parlano spesso delle miriadi di stelle dell’esercito celestiale, ma la verità è che, a prima vista e nello stesso momento, sono visibili solo 7.646 stelle come massimo, questo sommando tutti e due gli emisferi. Un solo osservatore, quindi, in teoria di condizioni favorevoli, potrebbe vederne più o meno soltanto la metà, sebbene nella pratica con l’assorbimento della luce degli astri deboli vicino all’orizzonte, ci è consentito di contemplarne solo un terzo, circa 2.660 stelle come massimo, contemporaneamente e dallo stesso punto, in una notte molto limpida e senza luna. Nelle grandi città non c’è possibilità alcuna di vedere gli astri del cielo, ciò significa che un osservatore potrebbe vedere dallo stesso punto solo 100/150 stelle. 8 o 9 dozzine di brillantini timidi in una notte molto chiara… e questa notte ci sono le nuvole…

questo può significare molte cose

una è che i poeti sono poeti e non sono al corrente della realtà

questa è la prima cosa

e la seconda è che il mondo da qualunque parte lo si guardi è un posto ingannevole e illusorio e… poco illuminato

così è il mondo e così è il cielo, se non ti puoi fidare del cielo, che è uguale dappertutto, non ti puoi fidare di tante altre cose.
Tratto dal film El concursante

Share

la perla verde

Questo testo non apparirà mai né sui giornali né su altri media.

 

Non c’è destra ne sinistra, tantomeno il centro.

 

Non c’è “una parte” di cittadini, il _ partito _ partes.

 

C’è la politica ( polis etica: etica pubblica ) e la democrazia ( demos kratos: potere e popolo, il governo del popolo ).

 

I falsi ideali per cui il ceto basso ( la sinistra ), debba difendersi dal ceto alto e dal potere ( la destra ), mentre ci si riferisce ad un ceto medio del potere religioso ( il centro ), non hanno nessun riscontro nella società. Io posso essere cristiano o meno, avere un negozio o una attività imprenditoriale o esserne dipendente e nel contempo essere assolutamente povero, non indigente, ma non ricco. Idem e viceversa.

Non ha senso sentirsi identificati e difesi, rappresentati, da una parte di queste realtà.
Leggi tutto “la perla verde”

Share

vi siete mangiati tutto, anche la fiducia

Oliver Cromwell, nel 1653, fece irruzione nel palazzo del Parlamento inglese e pronunciò queste parole.
Mai accezioni come queste furono più realistiche ed anacronistiche:
Leggi tutto “vi siete mangiati tutto, anche la fiducia”

Share

segni di stress by management

pj-be897_workfa_ns_20120123182041
– ti siedi in ufficio e dopo 2 ore ti accorgi di dover ancora togliere il giubbotto
– esci e torni per prendere le chiavi della macchina che avevi dimenticato, poi torni per il cellulare che avevi dimenticato prendendo le chiavi, infine torni per il giubbotto e quando arrivi in macchina non trovi più le chiavi
– il giubbotto in una giornata assolata di maggio è quantomeno indicativo
– non hai appetito e quindi mangi solo un dolcetto, ma soffi sul gelato per … non lo so, soffi, bo
– chiedi: “cortesemente l’accendino per accendere la lampadina” indicando la sigaretta in bocca
– telefoni ad un amico e lo tratti come un cliente, telefoni ad un cliente e lo tratti come una moglie, non telefoni più a nessuno perché ne hai già abbastanza
– torni al lavoro e controlli almeno 10 volte, chiavi, telefono, chiavi di casa, portafoglio, sigarette, accendino… accendino? quale accendino? lo hai buttato 6 settimane fa nella speranza di smettere di fumare
– entri in ufficio e saluti come se le persone che hai di fronte fossero degli estranei e non conviventi delle tue 10/12 ore quotidiane, oppure il contrario saluti affettuosamente tutti come se fossero parte della tua famiglia, senza regole
– le canzoni sembrano sempre tutte uguali
– quando torni a casa ti sembra di aver fatto metà delle cose che ti eri proposte, l’altra metà di queste non te le ricordi
– non riesci nemmeno a pensare che dovrai fare ancora la metà di quelle cose a metà, che ti eri ripromesso almeno di farne una metà, nella metà settimana scorsa, ma tanto non ricordi assolutamente neppure la metà di quello a cui stavi pensando
– accendi distrattamente la TV ma non la consideri minimamente, allora accendi anche la radio, ma non ti basta e vieni qui su facebook… ahhh ora il cervello è completamente spento, ci sarebbe anche uno spazietto per una telefonata, ma non ricordi più a chi
– ti prepari per la doccia e contemporaneamente inizi a preparare la cena
– ad un certo punto ti chiama tua moglie e ti ricorda che ti sta aspettando da un’ora davanti all’auto officina in cui saresti dovuto passare a prenderla
– ti ricordi che non sei più sposato da 5 anni e dici alla signora che forse ha sbagliato numero, ma poi la consoli, rammaricato, spiegandole che forse il marito è stato trattenuto per impegni improrogabili ma le consigli di chiamarlo subito
– fai la doccia e rinunci alla cena, vai subito a letto perché le occhiaie ti pesano terribilmente, pensando che questo inferno te lo sei cercato tu
– dopo 3 ore ti alzi e mangi
– il giorno dopo il tuo livello di stress è aumentato e le occhiaie pesano ugualmente, se non di più, perché 4 ore di sonno disturbato equivalgono a niente
– ricomincia tutto e non sei più capace di reagire
– però oggi almeno non hai preso il giubbotto, hai molte meno tasche ma sta annuvolandosi pesantemente
– non dici più a te stesso domani faccio così e così, ma solo domani si vedrà

stress

– ti svegli e capisci che era solo uno splendido sogno, in realtà sei terribilmente annoiato da giorni su una spiaggia delle Barbados, o in crociera
– non vedi l’ora di tornare al lavoro per cui cerchi immediatamente di impegnare il tuo tempo in modo goffo e approssimativo
– quando torni al lavoro ( e ti ricapitano tutte quelle belle cose ) rimpiangi terribilmente le vacanze, ricominci a stressarti per guadagnare di più in modo da poter tornare a stare in panciolle

– dopo qualche anno vieni ricoverato per qualche scompenso e un dottorino fresco fresco di laurea ti consiglia di riposare oltre a riempirti di farmaci

ps non c’è lieto fine

Se ti riconosci in alcune di queste situazioni la tua condizione è grave, riprenditi finché sei in tempo!

Vignetta-volto-stress-01

Share

la critica non è ironia, non è satira, fare critica non è fare, la critica è critica

criticare1

fare critica non è fare
fare critica è molto più comodo che fare qualcosa
far qualcosa richiede impegno
documentazione
verifica delle fonti
attuazione
e qui sto già parlando del lavoro di mesi se non anni
collaborazioni e fallimenti
rinascite e perdite di tempo
soldi e tempo e nessun rimborso
ma andiamo oltre
per fare critica basta guardare
quindi criticare
ma se la critica non è costruttiva è puramente fine a se stessa
quindi sterile
inutile

CRITICA Destruc
se poi chi critica non mette in atto la sua controproposta passa proprio da idiota
da divaneggiatore ( pardon il neologismo )
da esperto delle 3P
che non è un partito politico o loggia massonica
ma Politica Pallone Pubblicità
le 3P appunto 3 cose di cui ogni italiano si sente in diritto di parlare
in special modo il tipo criticone
ti riconosci?
oltretutto criticando non si è soggetti alla critica del fare
ma solo alla critica della critica
che seppur brucia code è pur sempre vuoto a rendere
quindi
lo chiedo con parsimonia ma anzi no
lo chiedo con accentuata spinta al volersi dare una mossa
per una volta
la prima e l’ultima
poi non dico più nulla a questo proposito
giuro ( al massimo riporto un link a questo post )
e non mi riferisco sicuramente a chi sta già facendo

depositphotos_3079017-IDEA.-Seamless-vector-background.

lo vogliamo cambiare questo paese?
vogliamo che cambi?
cambiamolo!
ci sta bene così?
bene
zitti

intellettuale_fondo-magazine

per chi crede che sia necessario un cambiamento
i progetti ci sono
i gruppi anche
stiamo girando praticamente casa per casa
le iniziative fioccano e mancano solo collaborazioni ( se proprio non siete in grado di portare un’idea vostra )
lasciamo perdere le critiche a quelli che fanno
tanto per fare qualcosa
non t’è mai venuto il dubbio che lo puoi criticare proprio perché fa?
bene
ma che siano critiche che producono qualcosa
altrimenti
ripeto
zitto
fai anche tu e verrai criticato…
sei pronto a questo grande danno morale?

ego

pfiuuu ora respiro
tutta in un botto
fa male
lo so
mi fanno male le dita
ma faceva male anche prima a me vedere sempre la stessa solfa

però ti riconosco un merito
almeno la critica sgonfia è sempre qualcosa di più del silenzio assenso

lavoratori

Share

inizio e fine

EGOISMO ossia chi parla poco non ha nulla da dire

Questo silenzio imperante dei media e delle amministrazioni mi pare il brutto segno di una cultura del vuoto vivere, in cui tutti siamo partecipi con totale disattenzione, estraniamento, impegnati nelle faccende del nostro egoismo.
Solo arrivati ad un certo punto della vita alcuni si rendono conto, ormai troppo tardi, che tutti i problemi incontrati nel rapporto con gli altri è stato di non avergli dedicato la giusta attenzione e sufficiente tempo.
Non è che si possa risolvere facilmente, gli esempi che ci circondano sono tutti come uno spot, brevi, ricchi di inutilità e intensi di nulla. Sarebbe proponibile un bel bagno di umiltà, ma come potrai immaginare nel nostro mondo è impossibile.


La mia proposta è l’attività. Molteplici interessi comuni aiutano a sviluppare il dialogo. Poi, sia chiaro, non è che tutto questo dialogo aiuti un granché se ognuno rimane sulle sue posizioni.
Se tu sei una persona altruista che dona questi gesti, non puoi aspettarti niente. Il mondo comune è preda degli egoisti, ma è grazie agli altruisti che va avanti. Devi quindi trovare il tuo equilibrio, solo in questo modo puoi vivere in serenità. Distinguere le persone, senza battersi contro il muro degli egoisti. Pensa al tuo bene e a quello degli altri, se riesci a sacrificarti per chi lo merita, a gioire mentre lo fai e a non pentirtene nonostante le conseguenze, puoi vivere fra mille egoisti. Senza per questo essere martire di tutti. Dovresti fare della critica lo strumento con cui scegliere per chi sacrificarti. Anche se hai l’impulso di donare a chi non lo merita, per il tuo bene devi sapere come difenderti da chi è senza scrupoli, altrimenti non puoi vivere in un mondo di egoisti. A te la scelta, ma sappi che l’uomo ha la tendenza atavica a focalizzarsi sul proprio ego, per cui si crede il centro del mondo, si sente privilegiato, non è mai pago di quel che riceve, si infastidisce se gli altri hanno la loro parte.

Metacazzone. L’egoista di cui sopra vive per le sue soddisfazioni personali, si batte per i suoi diritti e spasima sia per per le sue brame che per le sue delusioni, quindi tende a manipolare gli altri per i propri interessi. La cura proviene solo da dentro di se. Non ti è possibile intervenire in alcun modo. Bisogna far morire di fame la bestia che alimenta l’egoismo dentro noi stessi, tenendo a mente che ogni volta che si cede agli impulsi egoistici la si nutre e la si rinforza, mentre quando si rinnega il proprio egoismo la si indebolisce.
L’odio, l’egoismo, il dolore, finirebbero immediatamente se gli uomini sapessero rinnovarsi in una nuova cultura, risorgendo ognuno dentro di se. Purtroppo oggi scopriamo che non è così, quello che abbiamo ci sta bene, ripeto purtroppo, a tutti quanti sta bene, anche chi sta male come vedo.
Solo in risposta alla fine c’è la vera evoluzione, perché ad un passo dal baratro cambiamo tutti. Perciò è necessario arrivare al fondo di tutto e ritrovarsi con l’unica prospettiva di raschiare il barile.

Fino a quel momento è tutto in mano al destino e a quei pochi che invece desiderano veramente cambiare il mondo.

Sinceri, non è triste tutto questo?

Share

TRC e altre nefandezze

Delusione e amarezza. Se è vero che ora è troppo tardi per parlare di TRC e che bisogna assolutamente farlo per mettere mano su quei soldi ( perché mi par di capire che altro motivo reale non c’è ), ci si rende anche perfettamente conto che i nostri dipendenti nel consiglio comunale non hanno il minimo interesse ad ascoltare cittadini che pongono semplici e giuste obiezioni.

Leggi tutto “TRC e altre nefandezze”

Share

Il nostro futuro

Premessa necessaria: B.C.E. ( Banca Centrale Europea ) e BANKITALIA s.p.a. ( Banca D’Italia ).

Che differenza c’è tra queste banconote? Chi le crea?

Con certezza assoluta possiamo dire che ognuna di queste banconote poteva o può ( a seconda del corso legale ), essere utilizzata per acquistare beni ma, sempre con la stessa certezza, possiamo stabilire che solo una di queste veniva stampata dallo Stato quindi apparteneva ai cittadini, mentre le altre sono rispettivamente della Banca d’Italia (BANKITALIA s.p.a.) e della BCE, pertanto appartengono alle rispettive banche. Leggi tutto “Il nostro futuro”

Share

Evasione: Banca Mondiale, Indicatori di sviluppo

Guarda chi è che ruba veramente in questo rapporto della banca mondiale su Google e nell’immagine allegata.
I paradisi fiscali confrontati con la media Italiana sul rapporto esportazione/PIL. Se è vero che noi siamo gli esportatori per eccellenza, cibo, vino, moda, design, mobili, esportiamo persino la pasta e la piada, ma anche prodotti molto tangibili. In ogni caso è giusto che in questo grafico veniamo magari dietro l’India, la Cina o gli USA, non è giusto invece che veniamo dopo paesi che non producono assolutamente nulla, se non nuovi ricchi, mi chiedo infatti che ci abbia da esportare il Lussemburgo o le Seychelles…

Leggi tutto “Evasione: Banca Mondiale, Indicatori di sviluppo”

Share

vivo

riuscire a vedere tutte quelle gradazioni di sfumature del cielo
dall’azzurro al viola al bianco al blu
mi fa ricordare, capire, comprendere
tutto quello che ho perso e tutto quello che ho guadagnato
sono enormemente ricco ed anche privilegiato
sono umano e consapevole, sono vivo

Share

angolo del Cineforum – perché non si vive di sole parole

In questo post sono raccolti una serie di video denuncia molto interessanti per chi ha bisogno di materiale informativo o semplicemente per chi vuole documentarsi e acculturarsi sui temi più scottanti del panorama politico e civile della nostra epoca.
È chiaramente richiesto molto tempo per vederli tutti, ma in un paio d’ore alla sera, in alternativa alla TV, avremo almeno la possibilità di ottenere una informazione netta e specialistica, una visione chiara e globale, sui problemi più grandi della nostra società.

Li riassumo qui sotto, in modo che abbiate una chiara panoramica dei contenuti prima della [buona] visione.
Auguri umani!

Leggi tutto “angolo del Cineforum – perché non si vive di sole parole”

Share

siamo quel che mangiamo

Avviso: questo ipertesto non è per una lettura frettolosa. Gli argomenti trattati, qui contenuti, possono impegnarti per ore, i risultati cambiare il tuo modo di vedere le cose dall’interno e dall’esterno, la tua visione globale del mondo potrebbe diventare una necessità impellente di cambiamento. Quindi sconsiglio vivamente una lettura sommaria. Inoltre gli aspetti trattati sono di una crudezza inimmaginabile, assolutamente sconsigliata ai bambini e ai deboli di cuore, alle persone sensibili, alle donne in cinta e a chi ha problemi psichico-mentali anche di lieve entità. Non sto scherzando.
Perciò, cosa stai a fare ancora qui? Ci sarebbero tante cose belle da fare: una passeggiata, un po di TV, una partita a carte o una birra con gli amici, un buon libro, quella cosa che stavi rimandando da tempo immemorabile… tutto è meglio di questo.
Ebbene?
Stai ancora leggendo?
Non dire che non ti avevo avvisato.

Leggi tutto “siamo quel che mangiamo”

Share

URLo alla vita

al mar ché cerato
al ciel de pari tono
agli stanchi gabbiani
ai lenti erranti
a tutto questo grigior
voglio urlare
non vedete meraviglia
ne la bellezza intorno

No, loro pensan d’esser
ne senton la vita
che oggi m’é d’eccesso

Share

batterie esauste

In un lontano passato, provvedendo all’acquisto di un nuovo pacco batterie per le mie apparecchiature elettroniche, che fossero per il mouse wireless, per una radiolina portatile, per un modellino telecomandato o la radiosveglia, andavo nel negozio, mi dirigevo al distributore di batterie e prendevo il tipo che più mi piaceva.
Punto, nessuna possibile valutazione, se non gusto e necessità. Forse influiva la pubblicità, forse le precedenti esperienze, comunque nella mia ingenuità prendevo le batterie e una volta esaurite le buttavo.
Oggi non è più così, innanzitutto sono certo che non influisce più la pubblicità, poi importante, le batterie le compro solo ed esclusivamente ricaricabili, una volta esaurite controllo che siano completamente esauste, se con un residuo di carica le lascio finire e sostituisco solo quelle veramente scariche.
Leggi tutto “batterie esauste”

Share

se fosse

è semplice vivere, basta inanellare un giorno dopo l’altro, chiudere delle esperienze e farne tesoro
è facile, basta svegliarsi e vivere, senza aspettative e senza sogni, puntando semplicemente al giorno dopo
solo che è inumano non avere sogni e aspettative, è immorale anche solo provare a raccontarlo
nessuno ti capirà, qualcuno ti compatirà, non c’è chi ti crederà
Leggi tutto “se fosse”

Share

umani

1 – lavorare 220 giorni all’anno, 8/10 ore al giorno, per andare in ferie in un posto piacevole per 15 giorni e poche altre soddisfazioni…

2 – occuparsi 8/10 ore della giornata lavorando, 8 ore dormendo, 2 ore guidando, 2 ore mangiando, 2 ore tv, dedicando parzialmente un solo giorno della settimana a costruirsi una vita…

3 – consumare il triplo delle risorse del proprio padre, 8 volte quelle che usava il proprio nonno…

4 – distribuire, ogni anno, circa il 75% dei propri guadagni tra banche, società, amministrazioni, assicurazioni, enti e cooperative, quindi donare l’8‰ ad un popolo di ricchi o il 5‰ a fantomatiche associazioni che dovranno trovare il modo di farci vivere meglio e soprattutto di più…

5 – lamentarsi come pecore ribelli di quel tutto che va male, fregandosene intanto di quasi tutti gli altri che ci sono e che verranno…

6 – preoccuparsi per nulla del proprio ambiente civile, dell’ambiente sociale, dei propri spazi, della propria cultura, dei propri vicini, del proprio mondo…

7 – trovarsi in ospedale a 50 anni con un male inguaribile da stress e inquinamento, con metà delle cose fatte…

8 – passare i 20 anni che separano dalla pensione ad ingrassare gli ingranaggi della medicina e della farmacia…

9 – attendersi nel migliore dei casi la metà della metà dei contributi versati nella pensione che forse arriverà a 70 anni… ( vale solo sopravvivendo fino ai 100 però )

10 – passare la vita a capire come relazionarsi con gli altri e con se stessi, a comprendere i sentimenti, a cogliere le sensazioni, a cercare la gioia e la felicità… tutto ciò per poi scoprire che il problema era di avergli dedicato un tempo insufficiente…

ti ritrovi nella maggioranza dei punti?
non preoccuparti sei umano ed in quanto tale, devi: produrre consumare e crepare, tuoi unici scopi… pare

questa è vita!
farebbe ridere, se non si fosse umani…

purtroppo è satira cinica, che, essendo ossimoro del significato, si annulla e diventa realtà
la soluzione?
è li sopra, nella negazione di quei punti tra i 10 esposti in cui ti ritrovi
ma come fare?
questo è facile… Leggi tutto “umani”

Share

Gemmano, 5 ottobre 2010

Vista panoramica: questi panorami si ottengono scattando diverse fotografie, unendole poi a formare una immagine sola.
Lo scopo di questa unione fotografica e cercare di catturare il più possibile l’atmosfera del luogo.
Le immagini panoramiche possono raggiungere una vista che va da 180° fino a 360°, a discrezione del soggetto o del paesaggio fotografato.
In pratica, per realizzare queste foto panoramiche, il fotografo mette la macchina su un cavalletto e ruota sul piano orizzontale di tanti gradi per quanti dettagli vuole catturare nel piano verticale. Non è necessariamente obbligatorio utilizzare un cavalletto a meno di non voler fare riprese ad alta qualità.
Le macchine fotografiche compatte moderne, hanno una funzione denominata panorama disponibile tra i comandi di menu, tale funzione permette di scattare le fotografie in sequenza tenendo a disposizione metà dell’immagine precedente in sovra impressione, consentendo così un buon allineamento con lo scatto successivo e il paesaggio o l’oggetto dello sfondo.
Per questo motivo la risoluzione utilizzata per le fotografie a volte può essere altissima, potrebbe quindi essere necessario attendere da qualche secondo a qualche minuto per visualizzarle interamente.

Vista della costa della provincia di Rimini

Gemmano si trova a circa 25 Km da Rimini e meno di 20 km da Riccione. Nell’immagine è possibile vedere, da sinistra a destra: Cesenatico, Milano Marittima, Cervia, la Provincia di Rimini con Rimini e il grattacielo al centro, Riccione, Coriano, Misano, Cattolica, Gabicce.

La conformazione del territorio, visibile nella foto, ci fa capire bene come mai su Rimini cada tutta lo smog della pianura padana di nord est. Inoltre è visibile e ben accentuata la cappa rossa sopra la zona di Coriano, Raibano.

Share

10 strategie della manipolazione attraverso i mass media

di Noam Chomsky

 

1- La strategia della distrazione. L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

Leggi tutto “10 strategie della manipolazione attraverso i mass media”

Share

discorso di Pericle agli Ateniesi

ho visto cose che voi cittadini non potete neppure immaginare:

– ho visto assemblee pubbliche a cui partecipavano cittadini espropriati e assessori sorridenti, tra l’altro senza uno straccio di progetto per questi espropri
– ho visto amministratori pubblici che rappresentavano solo le loro parole senza corredarle di fatti
– ho visto uomini trattati come numeri al largo della politica e violentati di silenzio nelle scelte del loro territorio
– ho visto divani depressi, accogliere stanche membra nella più insofferente delle insoddisfazioni, nella convinzione che tutto questo non sarebbe stato peggio di così

ma tutto questo andrà perduto, come voti nelle elezioni

è giunto il tempo di…

cambiare!

 

Questa qui sopra era una mia interpretazione dell’ultima scena di Blade Runner, la trasformazione di ciò che disse Rutger Hauer, rapportata alla politica odierna. In tono scherzoso vuole riassumere tutto il resto che segue, una goliardia, ma di profonda verità. Potremmo definirla satira, potremmo.

Quella che segue invece è la traduzione letterale del famosissimo discorso originale di Pericle agli ateniesi.

 

[youtuber youtube=’http://www.youtube.com/watch?v=mpKAMNVUHM8′]

 

 

Discorso di Pericle agli ateniesi,
(è stata omessa soltanto l’ultima parte per rendere più agevole la lettura del testo)

Tucidide, Storie, II, 34-36

1 (36) Comincerò prima di tutto dagli antenati: è giusto infatti e insieme doveroso che in tale circostanza a loro sia tributato l’onore del ricordo.

2 Questo paese, che essi sempre abitarono, libero lo trasmisero ai discendenti che li seguirono fino al nostro tempo, e fu merito del loro valore. Se però degni di lode sono essi, ancora di piú lo sono i padri nostri, che, oltre a quello che avevano ereditato, conquistarono il dominio che possediamo, quant’esso è grande, e a prezzo di gravi sacrifici a noi d’oggi lo lasciarono. Quello che abbiamo in piú l’abbiamo aggiunto noi qui presenti che siamo ancora nell’età matura e abbiamo fatto sí che la nostra città, in tutti i campi, fosse a sé piú che mai bastante e per la guerra e per la pace.

3 Tralascerò di ricordare le loro imprese belliche, ciò che con ciascuna di esse fu conquistato o se con slancio abbiamo, noi o i padri nostri, respinto l’invasore, fosse barbaro o greco a noi ostile: non voglio dilungarmi con coloro che sanno ogni cosa. Passerò quindi a tessere l’elogio di costoro, dopo però aver messo in luce con quale sistema di vita giungemmo a tanto e in virtú di quale forma di governo e con quali abitudini s’ingrandí il nostro dominio; convinto come sono che in questo momento non è sconveniente parlarne e che per tutta la folla dei cittadini e dei forestieri sarà utile ascoltarlo.

4 (37) Noi abbiamo una forma di governo che non guarda con invidia le costituzioni dei vicini, e non solo non imitiamo altri, ma anzi siamo noi stessi di esempio a qualcuno. Quanto al nome, essa è chiamata democrazia, poiché è amministrata non già per il bene di poche persone, bensí di una cerchia piú vasta: di fronte alle leggi, però, tutti, nelle private controversie, godono di uguale trattamento; e secondo la considerazione di cui uno gode, poiché in qualche campo si distingue, non tanto per il suo partito, quanto per il suo merito, viene preferito nelle cariche pubbliche; né, d’altra parte, la povertà, se uno è in grado di fare qualche cosa di utile alla città, gli è di impedimento per l’oscura sua posizione sociale.

5 Come in piena libertà viviamo nella vita pubblica cosí in quel vicendevole sorvegliarsi che si verifica nelle azioni di ogni giorno, noi non ci sentiamo urtati se uno si comporta a suo gradimento, né gli infliggiamo con il nostro corruccio una molestia che, se non è un castigo vero e proprio, è pur sempre qualche cosa di poco gradito.

6 Noi che serenamente trattiamo i nostri affari privati, quando si tratta degli interessi pubblici abbiamo un’incredibile paura di scendere nell’illegalità: siamo obbedienti a quanti si succedono al governo, ossequienti alle leggi e tra esse in modo speciale a quelle che sono a tutela di chi subisce ingiustizia e a quelle che, pur non trovandosi scritte in alcuna tavola, portano per universale consenso il disonore a chi non le rispetta.

7 (38) Inoltre, a sollievo delle fatiche, abbiamo procurato allo spirito nostro moltissimi svaghi, celebrando secondo il patrio costume giochi e feste che si susseguono per tutto l’anno e abitando case fornite di ogni conforto, il cui godimento quotidiano scaccia da noi la tristezza.

8 Affluiscono poi nella nostra città, per la sua importanza, beni d’ogni specie da tutta la Terra e cosí capita a noi di poter godere non solo tutti i frutti e prodotti di questo paese, ma anche quelli degli altri, con uguale diletto e abbondanza come se fossero nostri.

9 (39) Anche nei preparativi di guerra ci segnaliamo sugli avversari. La nostra città, ad esempio, è sempre aperta a tutti e non c’è pericolo che, allontanando i forestieri, noi impediamo ad alcuno di conoscere o di vedere cose da cui, se non fossero tenute nascoste e un nemico le vedesse, potrebbe trar vantaggio; perché fidiamo non tanto nei preparativi e negli stratagemmi, quanto nel nostro innato valore che si rivela nell’azione.

10 Diverso è pure il sistema di educazione: mentre gli avversari, subito fin da giovani, con faticoso esercizio vengono educati all’eroismo; noi, invece, pur vivendo con abbandono la vita, con pari forza affrontiamo pericoli uguali. E la prova è questa: gli Spartani fanno irruzione nel nostro paese, ma non da soli, bensí con tutti gli alleati; noi invece, invadendo il territorio dei vicini, il piú delle volte non facciamo fatica a superare in campo aperto e in paese altrui uomini che difendono i propri focolari.

11 E sí che mai nessuno dei nemici si è trovato di fronte tutta intera la nostra potenza, dato che noi rivolgiamo le nostre cure alla flotta di mare, ma anche, nello stesso tempo, mandiamo milizie cittadine in molti luoghi del continente. Quando gli avversari vengono a scontrarsi in qualche luogo con una piccola parte delle nostre forze, se riescono ad ottenere un successo parziale si vantano di averci sbaragliati tutti e se sono battuti, vanno dicendo, a loro scusa, di aver ceduto a tutto intero il nostro esercito. E per vero se noi amiamo affrontare i pericoli con signorile baldanza, piuttosto che con faticoso esercizio, e con un coraggio che non è frutto di leggi, ma di un determinato modo di vivere, abbiamo il vantaggio di non sfibrarci prima del tempo per dei cimenti che hanno a venire e, di fronte ad essi, ci dimostriamo non meno audaci di coloro che di fatiche vivono. Se per questi motivi è degna la nostra città di essere ammirata, lo è anche per altre ragioni ancora.

12 (40) Noi amiamo il bello, ma con misura; amiamo la cultura dello spirito, ma senza mollezza. Usiamo la ricchezza piú per l’opportunità che offre all’azione che per sciocco vanto di parola, e non il riconoscere la povertà è vergognoso tra noi, ma piú vergognoso non adoperarsi per fuggirla.

13 Le medesime persone da noi si curano nello stesso tempo e dei loro interessi privati e delle questioni pubbliche: gli altri poi che si dedicano ad attività particolari sono perfetti conoscitori dei problemi politici; poiché il cittadino che di essi assolutamente non si curi siamo i soli a considerarlo non già uomo pacifico, ma addirittura un inutile.

14 Noi stessi o prendiamo decisioni o esaminiamo con cura gli eventi: convinti che non sono le discussioni che danneggiano le azioni, ma il non attingere le necessarie cognizioni per mezzo della discussione prima di venire all’esecuzione di ciò che si deve fare.

15 Abbiamo infatti anche questa nostra dote particolare, di saper, cioè, osare quant’altri mai e nello stesso tempo fare i dovuti calcoli su ciò che intendiamo intraprendere: agli altri, invece, l’ignoranza provoca baldanza, la riflessione apporta esitazione. Ma fortissimi d’animo, a buon diritto, vanno considerati coloro che, conoscendo chiaramente le difficoltà della situazione e apprezzando le delizie della vita, tuttavia, proprio per questo, non si ritirano di fronte ai pericoli.

16 Anche nelle manifestazioni di nobiltà d’animo noi ci comportiamo in modo diverso dalla maggior parte: le amicizie ce le procuriamo non già ricevendo benefici, ma facendone agli altri. È amico piú sicuro colui che ha fatto un favore, in quanto vuol mettere in serbo la gratitudine dovutagli con la benevolenza dimostrata al beneficato. Chi invece tale beneficio ricambia è piú tiepido, poiché sa bene che ricambierà non per avere gratitudine, ma per adempiere un dovere. Noi siamo i soli che francamente portiamo soccorso ad altri non per calcolo d’utilità, ma per fiduciosa liberalità.

17 (41) In una parola, io dico che non solo la città nostra, nel suo complesso, è la scuola dell’Ellade, ma mi pare che in particolare ciascun Ateniese, cresciuto a questa scuola, possa rendere la sua persona adatta alle piú svariate attività, con la maggior destrezza e con decoro, a se stesso bastante.

18 E che questo che io dico non sia vanto di parole per l’attuale circostanza, ma verità comprovata dai fatti, lo dimostra la potenza stessa di questa città che con tali norme di vita ci siamo procurata.

19 Sola infatti, tra le città del nostro tempo, si dimostra alla prova superiore alla sua stessa fama ed è pure la sola che al nemico che l’assale non è causa di irritazione, tale è l’avversario che lo domina; né ai sudditi motivo di rammarico, come sarebbe se i dominatori non fossero degni di avere il comando. Con grandi prove, dunque, non già senza testimoni, avendo noi conseguito tanta potenza, da contemporanei e da posteri saremo ammirati; non abbiamo bisogno di un Omero che ci lodi o di altro poeta epico che al momento ci lusinghi, mentre la verità toglierà il vanto alle presunte imprese, noi che abbiamo costretto ogni mare e ogni terra ad aprirsi al nostro coraggio; ovunque lasciando imperituri ricordi di disfatte e di trionfi.

20 Per una tale città, dunque, costoro nobilmente morirono, combattendo perché non volevano che fosse loro strappata, ed è naturale che per essa ognuno di quelli che sopravvivono ami affrontare ogni rischio.

21 (42) Per questo io mi sono diffuso a parlare dei pregi della nostra città: per dimostrare che, nella lotta, la posta è ben piú elevata per noi che non per quelli che non hanno nulla di simile da vantare e per fondare su chiare prove l’elogio che intendo pronunciare. Anzi il piú è già stato detto: poiché fu proprio la virtú di questi uomini e di quelli a loro simili che rese splendente il serto di gloria della nostra città, della quale ho tessuto le lodi. Non sono molti i Greci le cui imprese siano all’altezza di un tale elogio, come per costoro. A mio avviso, anzi, questo genere di morte dimostra in pieno la vera virtú dell’uomo: ne costituisce non solo la prima rivelazione, ma anche l’estrema conferma. Poiché giustizia vuole che sia posto in primo piano anche il valore mostrato nelle guerre per la patria da coloro che, per il resto, non brillarono di buona luce: con l’eroismo essi cancellarono le macchie precedenti e maggiore fu l’utile che apportarono al bene comune, che non il danno derivato dai loro difetti privati. Di costoro nessuno fu indotto a viltà per la brama di poter ancora oltre godere il frutto dei suoi beni di fortuna; né per la speranza di sfuggire la povertà e di poter quindi in seguito diventar ricco cercò pretesti o indugi di fronte al cimento. Ma a tutto ciò stimarono preferibile la vendetta contro i nemici; e, convinti che fra i pericoli quello affrontato per la patria è il piú splendido, con tale rischio vollero punire gli avversari e aspirare a questi beni. Alla speranza affidarono l’incertezza del successo, ma all’atto pratico, di fronte alla realtà evidente, ritennero di poter nutrire fiducia nel proprio valore. Nel fervore della lotta, preferendo anche morire piuttosto che salvarsi cedendo, fuggirono il disonore, sostenendo la lotta a prezzo della vita: e, nell’attimo bruciante della sorte, al sommo del coraggio cosciente, non già nel terrore, morirono.

22 (43) Essi furono, dunque, di quella tempra che l’onore di Atene richiedeva: tutti gli altri devono augurarsi una decisione piú fortunata sí, ma non meno audace e indomabile volerla di fronte ai nemici, avendo di mira non soltanto a parole il bene dello stato (ognuno potrebbe di fronte a voi, che pur non ne siete all’oscuro, dilungarsi molto ad enumerare tutti i vantaggi che la vittoriosa resistenza ai nemici comporta), ma piuttosto di giorno in giorno contemplando, in fervore d’opere, la grandezza della nostra città, che deve essere oggetto del vostro amore. E quando essa veramente grandeggi davanti alla vostra immaginazione, pensate che tale la fecero uomini dal cuore saldo e dall’intelligenza pronta al dovere, sorretti nelle imprese dal sentimento dell’onore: e se mai, alla prova, talvolta fallirono, non ritennero di dover defraudare la città almeno del loro valore; anzi le offersero, prodighi, il piú splendido contributo. Facendo nell’interesse comune sacrificio della vita, si assicurarono, ciascuno per proprio conto, la lode che non invecchia mai e la piú gloriosa delle tombe; non tanto quella in cui giacciono, quanto la gloria che resta eterna nella memoria, sempre e ovunque si presenti occasione di parlare e di agire. Per gli uomini prodi, infatti, tutto il mondo è tomba e non è solo l’epigrafe incisa sulla stele funebre nel paese loro che li ricorda; ma anche in terra straniera, senza iscrizioni, nell’animo di ognuno vive la memoria della loro grandezza, piuttosto che in un monumento. Ora, dunque, proponetevi di imitarli e, convinti che la felicità sta nella libertà e la libertà nell’indomito coraggio, non fuggite i rischi della guerra.

23 Poiché non sono i miseri che possono far gettito della vita, essi che nulla di buono possono sperare; ma è piú giusto che la gettino allo sbaraglio coloro per i quali, mentre ancora vivono, un grave rischio sarà la sorte contraria e molto amara la differenza di condizione, se saranno sconfitti.

24 Ben piú doloroso, infatti, è, almeno per un uomo d’alto sentire, l’infortunio col marchio della viltà che non la morte affrontata con fortezza, arrisa dalla comune speranza, trapasso che giunge inavvertito.

25 (44) Per questo, o genitori dei caduti quanti qui siete, non vi compiango, ma cercherò piuttosto di confortarvi. Sapete, infatti, di esser cresciuti fra le piú varie vicende: felice solo chi ebbe in sorte la piú splendida delle morti, come ora costoro, e il piú nobile dei dolori, come voi. Beati coloro che videro la gioia della vita coincidere con una morte felice.

26 So che è difficile, senza dubbio, convincervi di questa verità; tanto piú che spesso il vostro ricordo sarà sollecitato dall’altrui felicità, che un giorno pure voi rendeva orgogliosi: dolore vero non ha chi si trova privo di beni di cui non ha esperimentato il valore; ma chi, dopo una dolce abitudine, si vede strappata la sua gioia. Eppure bisogna dar prova di forza anche nella speranza di altri figli, chi è in età di poterne ancora avere: i nuovi germogli attenueranno nel cuore di alcuni, in privato, il dolore cocente per quelli che piú non sono e alla città apporteranno un duplice vantaggio: rifiorire di vita e sicurezza nei pericoli. Non è possibile, infatti, che deliberino in modo imparziale e giusto coloro che non abbiano, come gli altri, dei figli da esporre ai pericoli. E voi quanti ormai siete avanti nell’età considerate come un guadagno la parte piú lunga della vita che avete vissuto felici; pensate che quello che vi resta sarà un tratto breve, e la gloria di costoro vi sia di sollievo. L’amore della gloria è l’unico che non invecchia mai e nella tarda età non dà tanta gioia l’accumular ricchezza, come dicono alcuni, quanta piuttosto ne procura il ricevere onori.

(Tucidide, La guerra del Peloponneso, Mondadori, Milano, 1971, vol. I, pagg. 121- 128)

 

Presentato in commissione governativa.

cop Paolo Rossi

 [youtuber youtube=’http://www.youtube.com/watch?v=qKndI5ovn8I’]

Share

a volte vorrei avere un piccolo iChip MacOS intracraniale/intragangliare per poter dare un layout a certi pensieri…

… senza dover il giorno dopo ricostruire e impaginare quell’idea, così deformandola e perdendone la struttura originaria.

Share

uomini e donne

Tolte certe donne e tolti certi uomini, che per forza di cose sono l’eccesso ed è giusto che ‘eccezionino’ per confermare la regola, siamo fondamentalmente uguali, identici in tutto e per tutto.
Leggi tutto “uomini e donne”

Share

fine dei giochi – ricomincia a giocare

Il valore di questo mio appunto è prettamente morale, sociale, etico, di spirito valutativo. Infatti non è mia intenzione spingerti a credere in un’utopia o far parte di leghe anti-complotto dai grandi disegni, nemmeno soddisfare una mia vena catastrofistica. Con questo resoconto mi limito solo a riportare i fatti, da cui poi ognuno di noi può trarre le sue valutazioni.

Ho letto distrattamente questo poco tempo fa: la terra è come un’enorme astronave nello spazio, con 6 miliardi di passeggeri [noi] e risorse in esaurimento… al momento forse non gli ho dato la giusta importanza, ora l’impressione è che ciò sia dannatamente reale.

Sulla base di questo presupposto, in tempi di assoluta crisi come questi, probabilmente, chiunque di noi ne avesse il potere, giustificherebbe qualche piccolo intervento per rendere leggermente più invivibile questo mondo, così da ridurre le fila della popolazione residente nelle prossime generazioni e far sopravvivere meglio solo alcuni, indirettamente, soprattutto, i più forti.

Quanto sopra idealizzato con l’assunto che stiamo parlando di pura sopravvivenza della specie, visto che tale specie sopravvive grazie alle risorse del pianeta e che questo parrebbe avere sul cruscotto dei guidatori una lucina rossa accesa a destra vicino alla scritta empty.
Leggi tutto “fine dei giochi – ricomincia a giocare”

Share

trend

Queste maledette parole inglesi che ci invadono, soprattutto in ambito lavorativo, sono il frutto di una assimilazione di concetti, lo so è difficile e complesso, quindi chiedo venia sin da adesso.

Parlare di concetti è palesemente controcorrente in un periodo della nostra cultura continuamente invasa di opinioni, lo so è frustrante, ma procedo.

Quello che volevo portare all’attenzione non è subito il concetto, mai e poi mai un’opinione, ma un dato, appunto un trend: un andamento.

grafico di comparazione dell'andamento delle ricerche della popolazione italiana sulle parole movimento 5 stelle e beppe grilloBene, ora vista l’immagine viene da solo il concetto: il dato evidenzia che il MoVimento 5 Stelle è Beppe Grillo. Indiscutibile.

Ma la domanda derivante ( Perché? ), trova benissimo la sua risposta oppure lascia un amaro dubbio sul groppone? E quella timida puntina blu sull’orizzonte degli eventi del 2010 significa qualcosa? Queste sono domande che innanzitutto vanno corredate di una piccola spiegazione per chi non riesce a decifrare l’immagine, per tutti gli altri procedere al punto successivo.

Dunque prima di tutto devo spiegare che l’immagine del grafico qui sopra è stata ottenuta chiedendo a Google Trends di confrontare l’andamento delle ricerche, effettuate sul motore di ricerca Google, delle parole [ MoVimento 5 Stelle e Beppe Grillo ]. In pratica Google memorizza in forma anonima qualunque ricerca venga effettuata, quindi consente di visualizzare il confronto delle parole chiave usate da tutti gli utilizzatori del mondo, negli anni dal 2004 ad oggi. Il sistema funziona così bene che possiamo anche eseguire il confronto nell’arco di un mese specifico o confrontare le richieste partite da una determinata città. Questo è Google Trends ed è chiaramente molto utile per chi vuole sapere quanto sia popolare un argomento o un concetto rispetto ad uno o più altri.

Il risultato è stato chiaro, il M5S non se lo fila praticamente nessuno per adesso ( anch’io l’ho appena ridotto per praticità ). Chiaramente in confronto a Beppe Grillo, ma se proviamo a confrontare altri argomenti come [ movimento 5 stelle, giovanni favia ], oppure [ movimento 5 stelle, grillini ], oppure [ movimento 5 stelle, idv ], ebbene, notiamo una leggera disparità convergente che mostra e riporta in forma grafica gli effettivi risultati ottenuti alle ultime elezioni.

Invece il risultato della comparazione [ stelle, grillo ] o [ movimento, grillo ] stupirà chiunque anche per l’assonanza degli andamenti nel grafico ( ciò tolga ogni dubbio sui picchi del termine usato per le stelle del puntale dell’albero di Natale o per la notte di San Lorenzo ). Bene, abbiamo capito il problema, la parola MoVimento 5 Stelle non è entrata nel lessico, non appare nei telegiornali ed è effettivamente un po difficile da memorizzare, ma sta forando l’informazione, un poco alla volta, sempre più. Al consumatore medio piacciono le Stelle e se le ricorda, il MoVimento un po meno e dobbiamo lavorare su quello.

Sui vari risultati estrapolati dai grafici si notano le città e le regioni che sono più interessate all’argomento, la Sardegna e le Marche ad esempio, come pure un interesse sempre più straniero nei confronti di questa rivoluzione nascosta nella rete.

Ora non dico di cambiare subito nome, anche perché di sigle ne abbiamo avuto abbastanza, ma forse più avanti nel tempo, ai primi successi sull’onda di questo andamento, ridurre il tutto ad un Italiani! sarebbe cosa buona e giusta, vista anche la nostra provenienza comico satirica. Aarghh! m’è scappata l’opinione, pardon!

Abbi fiducia quindi, non è un lieto fine ma un timido inizio, non è un opinione ma un dato di fatto.

Share

what goes around comes around

«what goes around comes around»
Penso che sia uno dei migliori moti della vita.
Me lo disse anni fa un amico e mi colpì così tanto questa frase che da allora è sempre con me.
Nel complesso si può tradurre con: “il bene e il male fanno il giro del mondo e poi ritornano”.
Leggi tutto “what goes around comes around”

Share

perdita di fiducia

Noi italiani non riusciremo mai a sentirci uniti e non avremo mai un vero orgoglio nazionale. Perché?
Leggi tutto “perdita di fiducia”

Share

dubbi non ne ho, pochi

Tra vent’anni non ci sarà delusione per le cose che avrai fatto, ma di quelle che non avrai fatto. Se puoi sognarlo, puoi farlo, tentar non nuoce, chi non risica non rosica…
Aforismi e modi di dire, tutti significano la stessa cosa: credici e fallo! se ti va di farlo.
Insomma, è normale, se provi a fare qualcosa che desideri e non riesci ci rimani male, è comunque importante provarci sempre, almeno ti togli il pensiero, se poi va bene meglio ancora, ma dipende sempre da cosa dovresti fare, se per te ne vale la pena o no… ecco, ne vale la pena, eccome! solo che forse non dipende solo da me o da te.
A volte, infatti, non tento neppure in un’impresa perchè ho paura di fallire… poi rimango con il cruccio “e se invece ce la facevo”? Meglio tentare o meglio rinunciare?
Se ti seduce un lumicino, seguilo. Ti conduce nella palude? certo tu ne esci; ma se non lo segui.. per tutta la vita ti martoria il pensiero che esso poteva essere la tua stella.
Leggi tutto “dubbi non ne ho, pochi”

Share

le banche, i banchieri e il denaro

una storia per capire…

alias: la soluzione sotto ai nostri occhi

Testo di Louis Even. Tratto da www.prolognet.qc.calciydelmonev.htm

L’incredulità è come l’erbaccia,
un’idea con molte teste che ricrescono man mano che si tagliano.
( Christian H. Godefroy )

Chi si disinteressa della cosa pubblica, è destinato ad essere governato da malvagi
( Platone )

La verità è composta da 3 stadi:
– inizia con l’incredulità, dove viene ridicolizzata e derisa
– poi passa alla forte opposizione, dove viene violentemente contrastata
– infine viene accettata come ovvia
( Arthur Schopenhauer )

Leggi tutto “le banche, i banchieri e il denaro”

Share

il contratto

Io sottoscritto/a, nome e cognome, accetto con la formula del tacito assenso e della collaborazione i seguenti punti:

  1. Accetto la competitività come base del nostro sistema, anche se sono cosciente del fatto che questo funzionamento genera frustrazione e rabbia alla immensa maggioranza di perdenti.
  2. Accetto che mi umilino o mi sfruttino, a patto che mi si permetta di umiliare o sfruttare colui che occupa un posto inferiore al mio nella piramide sociale.
  3. Leggi tutto “il contratto”

Share

lonely planet

Per ora, con la tutta la nostra tecnologia, siamo riusciti a riprendere tante immagini dallo spazio, una serie di queste ritrae la Terra da varie posizioni ed angolazioni.
Questa qui di fianco è una di queste, quella fatta da più lontano nello spettro visibile. Se la guardiamo bene riusciamo a scorgerci un puntino.
Questo qui, lo vedete?
Questa è la nostra Casa.
Sarebbero solo pochi micron ( millesimi di millimetro ), rispetto alla grandezza della nostra Galassia se fosse misurata in miliardi di chilometri, perché la terra è un milione di volte più piccola del nostro Sole, che a sua volta è un piccolo granello di polvere nella nostra Galassia. In realtà la grandezza della Galassia è misurata in anni luce ( anni che servirebbero a percorrerla se si viaggiasse alla velocità della luce [ circa 300.000 km/secondo ] ), quindi siamo in effetti un’inezia se rapportati al nostro contenitore. Quasi un nulla. Quindi tutto il nostro fare non sposterà di un solo punto tutto quello che è e che sarà per i prossimi futuri il tempo e lo spazio.

Confusi? Non è ancora niente, continua a leggere.

Leggi tutto “lonely planet”

Share

questo lodo Alfano, che già fa schifo il nome, e i risvolti della terza repubblica

La Corte Costituzionale ha giudicato illegittimo il cosiddetto “lodo Alfano”, che sospende i processi per le 4 più alte cariche dello Stato.
Sono felice per la soluzione democratica, un po meno per tutti i risvolti della faccenda: contento che i truffatori e gli illegittimi possano finalmente essere giudicati, molto meno che in una consulta composta da tante persone ferrate in materia ( molti consulenti oltre al numero esiguo di giudici della corte ), solo 9 giudici abbiano deciso che ciò che il popolo ha già votato a suo tempo, con un referendum, sia oggi anticostituzionale.
Perché non si esprimono sul costo dell’informazione ad esempio? anche questo è anticostituzionale: l’Art. 21 cita il Diritto all’Informazione come un valore imprescindibile. Perché non rilevano tutti i vizi e difetti delle leggi che passano quotidianamente sotto i loro occhi, palesemente a sfavore della Costituzione? Perché non commentano sulla disparità delle donne? Sui privilegi di alcuni a fronte di altri? Sul fatto che nessuno sta lavorando per ridurre gli effetti della crisi culturale ed economica che ha attaccato il nostro paese, ma anzi favorisce norme e leggine che non aiutano minimamente e fanno invece sprofondare ancora di più il paese?
Leggi tutto “questo lodo Alfano, che già fa schifo il nome, e i risvolti della terza repubblica”

Share

ricordi di cose che accadono quando si cambia un pannolino

1. Il pannolino può essere cambiato per tre ragioni:
a) perché lo dice la mamma;
b) perché lo dice la suocera;
c) perché il bimbo ha defecato.
Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammaticità.
Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza di feci.
Di solito accade così. La mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un pò e dice, con voce gaia e piuttosto cretina: “E qui cosa abbiamo fatto, eh? Sento un certo odorino? cosa ha fatto l’angioletto?”.
Poi la mamma va di la e vomita. A questo punto si riconosce il padre di destra e il padre di sinistra.
Il padre di destra dice: “Che schifo!” e chiama la tata.
Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.
Leggi tutto “ricordi di cose che accadono quando si cambia un pannolino”

Share

critiche e disprezzo

A parte il detto chi disprezza compra… sono certo che il contrario dell’amore non sia l’odio ma l’indifferenza.
Indi per cui, se una persona ti critica profondamente significa che sta dimostrando un certo interesse nei tuoi confronti e forse vuole aiutarti, tanto più interesse quando più la critica è insistente. Le critiche superficiali quindi, che possono dimostrare pochezza ed invidia, sono anche un piccolo modo di interessarsi.
Ciò vuol dire che, nella mente di questa persona, tu significhi qualcosa e meriti una parola. Sarebbe peggio il contrario no, non avere nessuno che ti critica. Come faremmo altrimenti a valutare il nostro operato? Come potremmo pensare di avere dei veri amici, se a questi andasse tutto bene di noi? In quale modo avremmo la certezza di sapere che qualcuno ci vuole bene?
Inoltre non tutti sono capaci allo stesso modo di esternare le proprie emozioni, qualcuno potrebbe criticarci solo per farci sapere che ci pensa, inconsapevolmente certo, ma è il pensiero che conta, il motivo, non l’atto o il gesto.
Leggi tutto “critiche e disprezzo”

Share

Lago di Andreuccio

Vista panoramica: questi panorami si ottengono scattando diverse fotografie, unendole poi a formare una immagine sola.
Lo scopo di questa unione fotografica e cercare di catturare il più possibile l’atmosfera del luogo.
Le immagini panoramiche possono raggiungere una vista che va da 180° fino a 360°, a discrezione del soggetto o del paesaggio fotografato.
In pratica, per realizzare queste foto panoramiche, il fotografo mette la macchina su un cavalletto e ruota sul piano orizzontale di tanti gradi per quanti dettagli vuole catturare nel piano verticale. Non è necessariamente obbligatorio utilizzare un cavalletto a meno di non voler fare riprese ad alta qualità.
Le macchine fotografiche compatte moderne, hanno una funzione denominata panorama disponibile tra i comandi di menu, tale funzione permette di scattare le fotografie in sequenza tenendo a disposizione metà dell’immagine precedente in sovra impressione, consentendo così un buon allineamento con lo scatto successivo e il paesaggio o l’oggetto dello sfondo.
Per questo motivo la risoluzione utilizzata per le fotografie a volte può essere altissima, potrebbe quindi essere necessario attendere da qualche secondo a qualche minuto per visualizzarle interamente.

Panorama del lago di Andreuccio ( Lago di Soanne )

Leggi tutto “Lago di Andreuccio”

Share

disteso – concentrazione – equazione della felicità

Nell’erba disteso, occhi chiusi, lentamente si libera lo spirito pesante.
Ogni traccia di civiltà e condizionamento qui svanisce, solo io e me.
La testa cede il passo al vuoto, dono dei profumi e dei canti di vita, nel bosco batter d’ali e brusii diffusi.


Leggi tutto “disteso – concentrazione – equazione della felicità”

Share

velocità e distanze

quante stelle brillano solitarie nella notte
così lontane da non potersi incontrare mai
sembrano immobili nel cielo, anche se non è reale
passeranno eoni prima di un nuovo abbraccio
stanno allontanandosi l’un l’altra, non per sempre
prima o poi si incontreranno nuovamente, tutte quante.
L’elastico dell’universo è giunto alla tensione massima
interminabili parsec nascondono il vero tempo
quello spazio in cui il rilascio della potenza diverrà big crunch.

Le stelle sembrano ferme, come tu del resto, sembri immobile su questa terra.
Lo sembreresti anche se ti spostassi sul mezzo più veloce conosciuto ad un osservatore che si trovasse sull’orbita di stazionamento terrestre.
Questo effetto è dovuto ad una logica combinazione di forze, allo spazio e al tempo insieme a queste forze. Certo è che se l’osservatore si soffermasse per un certo tempo a guardarti noterebbe un minimo spostamento. Ma sarebbe forse più interessante per l’osservatore guardare lo spettacolo che si ritroverebbe intorno a lui e che ora vado ad illustrare 😀
Ferma dunque la tua pazza corsa sul mezzo più veloce del mondo e prosegui per scoprire alcune cose interessanti.
Leggi tutto “velocità e distanze”

Share

l’emozione non ha voce

Io non so parlar d’amore
l’emozione non ha voce
e mi manca un po’ il respiro
se ci sei c’è troppa luce
la mia anima si spande
dove musica d’estate
poi la voglia sai mi prende
e si accende con i baci tuoi
Leggi tutto “l’emozione non ha voce”

Share

Il paradosso del debito pubblico

Il valore di questo mio appunto di economia è prettamente morale. Infatti non è mia intenzione parlare di complotti o fare il catastrofista. Con questo piccolo resoconto mi limito solo a riportare i fatti, da cui poi ognuno di noi può trarre le sue valutazioni.

Pressoché ogni Paese del mondo ha una banca di riferimento, detta centrale, che ha i due compiti principali di stampare la moneta corrente in quel Paese e di decidere il cosiddetto potere d’acquisto che la stessa moneta possiede. Ora, lo Stato, avendo bisogno di moneta circolante all’interno del sistema economico, chiede a questi istituti (che, è bene ricordare, sono PRIVATI) un vero e proprio prestito, non molto differente da quelli che nella pratica comune si richiedono per un mutuo (l’unica differenza è che i soldi prestati vengono stampati a costo praticamente nullo da tali istituti: vedi SIGNORAGGIO), o cose simili. Ovviamente la banca rivorrà indietro il prestito, gonfiato però da un interesse il cui tasso varia di statuto in statuto, deciso a tavolino dai consigli di amministrazione delle stesse banche. Lo Stato, ricevuto il prestito, rilascia i famosi titoli di Stato, obbligazioni a garanzia del rimborso del prestito ricevuto allo scadere del termine pattuito. Conseguenza logica di questa pratica è che, trovandosi lo Stato nella condizione di dover restituire un prestito gravato da interesse, DOVRA’ SEMPRE RESTITUIRE UNA CIFRA SUPERIORE A QUELLA EFFETTIVAMENTE RICEVUTA DALLA BANCA CENTRALE. Quindi, sarà sempre, perennemente, costantemente in debito con l’istituto bancario centrale.
Ecco il paradosso. Il debito pubblico, tanto demonizzato, è una costante essenziale del moderno sistema economico monetario; il fallito, il protestato, il povero, sono parte essenziale del sistema, poiché se per assurdo tutte le persone di un Paese riuscissero a saldare i propri debiti ed anche lo Stato riuscisse a fare altrettanto… non ci sarebbero più soldi in circolazione per pagare gli interessi.

Rapporto di indebitamento dei paesi del mondo: l’Italia è seconda solo al Botswana. Estratto dal Wiki sul Debito Pubblico… prego notare la cartina, quella righetta scura in mezzo al mediterraneo non è una sgommata di matita…


Leggi tutto “Il paradosso del debito pubblico”

Share

come foglie

interprete: Malika Ayane – autore: Giuliano Sangiorgi dei Negramaro

è piovuto il caldo
ha squarciato il cielo
dicono sia colpa di un’estate come non mai
piove e intanto penso
ha quest’acqua un senso
parla di un rumore prima del silenzio e poi
è un inverno che va via da noi
allora come spieghi
questa maledetta nostalgia
di tremare come foglie e poi
di cadere al tappeto
Leggi tutto “come foglie”

Share