Caso Mura Malatestiane – Il Comune smentisce se stesso.

Non fosse che ormai conosciamo bene il rapporto “creativo” che l’Amministrazione Riminese ha con le norme, ci sarebbe da trasalire. Il caso è quello ormai famosissimo delle Mura Malatestiane. Lo conoscete, no? Per far finta di lavorare all’ennesima mancata promessa elettorale, quella della pedonalizzazione del Ponte di Tiberio, Andrea Gnassi e corte hanno sfondato le Mura Malatestiane per aggrapparci un’indegna passerella.

A contrasto dell’azione, ricorderete, è nato il Comitato in Difesa del Ponte di Tiberio, che ha presentato un esposto in Procura, non per contestare la bruttezza della passerella, ma per chiedere precise verifiche riguardo ai lavori. La passerella, infatti, oltre ad assomigliare ad un complemento di una nave da crociera, ferisce irrimediabilmente le Mura Malatestiane e pare violi precise norme che riguardano il bacino idrico del Porto Canale.

Per Gnassi & Di Napoli, il soprintendente con la pagina Facebook ridotta peggio di quella di un leghista veneto, è tutto a posto. Le Mura non sono Malatestiane da tempo e per il resto ci sono tutti i permessi del caso.

Succede però che, in un documento datato aprile 2018, l’Ufficio Controlli Edilizi dello stesso Comune smentisca questa versione. Il documento protocollato  è la risposta ad un ricorso contro l’annullamento di un condono edilizio il via Marecchia, la via che affaccia sul porto canale dal lato Borgo San Giuliano.  Ecco il passaggio incriminato:

[…] si comunica che in ragione dei preminenti interessi di tutela idraulica del “Fiume Marecchia” nel tratto Porto Canale, le cui sponde sono sottoposte al vincolo di in edificabilità previsto dall’art. 96 lett. F) del Regio Decreto 25/07/1904 , n. 153, sussistono i presupposti di opportunità per la costituzione in giudizio per la difesa del provvedimento impugnato.

Si precisa, a tal proposito, che con successivo parere PG 2013 0110854 del 07/05/2013, il Servizio Tecnico di Bacino Romagna Sede Rimini, ha trasmesso la determinazione dirigenziale n. 3830 del  15/04/2013, con cui è stato rilasciato parere idraulico contrario relativamente al manufatto di m 4,46×2,55 e di altezza circa m 2,40 poiché “realizzato in adiacenza al muro di mattoni costituente infrastruttura idraulica per il contenimento delle piene dell’alveo storico del Fiume Marecchia.”

In effetti, la suddetta infrastruttura idraulica è costituita dalle “Mura Malatestiane”, che sono soggette alle disposizioni di tutela previste dalla  Parte Seconda del Codice dei beni culturali e del paesaggio, fino a quando non sia stata verificata la sussistenza d’interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico […] trattandosi di “Beni Culturali” ai sensi del art. 10 comma 1 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, poiché di proprietà dell’Ente Pubblico Territoriale “Provincia di Rimini” ed opera di autore non più vivente la cui esecuzione risale ad oltre settanta anni.

Capito, no? Per l’ufficio Controlli Edilizi del Comune di Rimini, riguardo le rive del Porto Canale, sono validi sia i vincoli di tutela idraulica che quelli imposti dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Come può essere che tali vincoli siano validi per un muretto, quattro metri per due, e non per l’opera che l’Augusto Gnassi ha voluto imporre alla città di Rimini? Forse che i vincoli sopra espressi prevedano eccezioni per i sindaci trendy? Se queste deroghe non sono previste si prefigura una strana situazione perché, per la stessa norma, la passerella e il muretto sono entrambe abusive o ambedue regolari.

Lungi dal pretendere che la legge sia uguale per tutti, non vorremmo mai infrangere i privilegi di qualcuno, inviteremmo però all’esercizio della coerenza (questa sconosciuta.).  Fatelo almeno per il magistrato che ha ricevuto l’esposto, potrebbe confondersi.

 

@DadoCardone

                                                                      

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