Bastone fra le ruote.

Bastone fra le ruote.

TheWheelHouse1Vi  svelo un segreto. Sapete perché a fianco del nome di Citizen Rimini c’è una ruota panoramica? L’abbiamo scelta perché per noi è il simbolo della decadenza di questa città. So che per molti sto per commettere un reato d’opinione, ma a me la ruota non piace. Vedere quell’enorme catafalco di metallo, che pretende di essere il simbolo del nuovo corso riminese, messo li a negarmi il panorama del porto mi evoca visioni alla Stephen King. Soprattutto quando si staglia contro i grigi cieli invernali.

I gusti sono gusti, presumo che qualcuno potrebbe dire la stessa cosa di alcune mie camice e l’argomento di cui trattiamo oggi, oltre alla ruota, è l’opportunità o meno di arrogarsi il diritto di ignorare le leggi per imporre i propri gusti (resistete, più avanti si capisce meglio).

La Ruota. The Wheel. Una società privata che paga poco meno di mille euro a stagione per occupare uno degli spazi più significativi di Rimini, Piazzale Boscovich. Da li si accede alla palata del porto, di li si va (si andrebbe) per l’orizzonte. L’iniziativa sarebbe stagionale, ma, a quanto sembra, l’attrazione viaggiante si vuole fermare. I motivi? Ne suppongo un paio, ma quello più probabile è risparmiarsi le spese dello smontaggio e del rimontaggio.

Da qui ho un dubbio. Sarà stata la società a chiedere di restare o “qualcuno” a dirgli di rimanere? Il nuovo simbolo di Rimini, alla faccia di Augusto e di Tiberio, dovrebbe rimanere a Rimini no?  Quello di cui sono certo, perché l’ho letto sui giornali, è che la società ha fatto presente che per rimanere sarebbero stati necessari altri presupposti.  Non so cosa sia successo poi, ma nella mia fervida immaginazione “qualcuno” da una pacca sulla spalla all’amministratore delegato assicurandogli “a faz me”. La mia fantasia va anche oltre, arrivo anche ad immaginare che il tal “qualcuno” l’abbia fatto a sua stessa insaputa per una strana forma di sonnambulismo amministrativo che gli fa firmare addirittura delle cose a caso.

Peccato che una legge regionale del PD intimi il “permesso a costruire” anche agli spettacoli viaggianti se ripetuti nel tempo. I Pentastellati lo scoprono, inviano una interrogazione scritta e l’ufficio preposto, in mezzo ad una caterva di inutili considerazioni collaterali, ammette il fallo che, tra l’altro, è anche corroborato dall’opinione della locale Procura.

A questo punto succede il Prodigio. Dopo il miracolo del Ponte Coletti, trasmutato da bailey a normale, dopo il miracolo di Santa Giustina, l’apparizione della Tangenziale, arriva il miracolo della Guarigione: in pochi giorni dalla risposta, veramente pochi, si convoca Commissione e Consiglio Comunale per sanare l’abuso edilizio.

Che efficienza eh? Saranno contenti tutti quelli che attendono condoni e sanatorie sapendo di avere un’Amministrazione così celere e così determinata, come saranno contenti tutti coloro che aspettano di poter usare le 3 delibere già approvate del Movimento per dare nuova impulso al lavoro edile.

La domanda che dunque si pone è: indipendentemente dalla questione estetica, la ruota è  tanto prioritaria per Rimini o ci sarebbero cose che meritano altrettanta attenzione e altrettanta velocità di soluzione?

A modestissimo parere di chi scrive questi fatti non sono da sottovalutare in quanto indicano molto chiaramente la via che si è scelta per Rimini. Possiamo anche affogare nelle opere inutili perché l’unica cosa a cui hanno diritto i cittadini riminesi è una ruota ben oliata, manco fossimo dei criceti.

P.S.

Ma le bindelle si possono usare solo con i bagnini?

Davide Cardone

[@DadoCardone]

Share

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.