Badi bene che mi denuncio!

Badi bene che mi denuncio!

Una volta ci si costituiva e si confessava affidandosi alla clemenza della Corte. Oggi no. Ci si denuncia, non si sa mai che alla fine si possa scendere a patti con se stessi.

Potrebbe sembrare il paradosso di una trama alla Pirandello, ma la realtà odierna, perlomeno quella politica, ha dei confini molto labili. Se esiste una lezione che Renzi ha dato ai nuovi Democristiani (PD & Co.) è che ti puoi giocare la faccia tutte le volte che vuoi, tanto nessuno se la viene a prendere.

E’ il caso, neanche a dirlo, del PD Riminese e di una delle più brutte figure che l’incompetenza politica, quella delle poltrone ad capocchiam, ha saputo generare: Aeradria. La cronaca locale ci avverte “Comune e Camera di Commercio, in qualità di soci di Aeradria Spa, hanno dato mandato alla Provincia di conferire un incarico ad un esperto legale per valutare la possibilità di esperire l’azione di responsabilità contro gli ex vertici di Aeradria”.

Detta così potrebbe suonare strana solo ai più informati, ma, districandola un po’, dovrebbe aver  senso anche  per coloro che non si sono mai interessati alla vicenda. Proviamoci: Il Comune, ossia l’Amministrazione, ossia la maggioranza che in Consiglio Comunale imponeva rifinanziamenti per Aeradria al motto del suo capogruppoINDEBITARSI, INDEBITARSI, INDEBITARSI”,  assieme alla Camera di Commercio,  hanno incaricato la Provincia, socia della società in oggetto, di trovare un legale per denunciare i vertici sempre della stessa società.

Si capisce? Non tanto vero? Proviamo in un altro modo. Gnassi, indagato per fatti che riguardano il fallimento di Aeradria, e la Camera di Commercio chiedono a Vitali, indagato per i medesimi reati, di trovare un esperto avvocato allo scopo di iniziare un’azione di responsabilità contro le cariche politiche schiaffate sulle poltrone della società aeroportuale dal loro stesso partito. Ci vuole un buon avvocato o un grande psichiatra?

Nel frattempo, mentre più di qualcuno rimane interdetto, il Movimento 5 Stelle di Rimini prova ad ormeggiare a terra i fatti con un comunicato stampa di cui riportiamo uno stralcio:

“Il M5S, già nella seduta del Consiglio Comunale del 2 agosto 2012, rappresentava al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio Comunale, apposita richiesta di avvio dell’azione di responsabilità1 nei confronti degli amministratori di Aeradria, precisando che secondo la Corte di Cassazione, in presenza di atti dannosi di cattiva gestione della società, l’Ente locale socio ha l’obbligo di proporre l’azione sociale di responsabilità nei confronti degli amministratori della società ai sensi dell’articolo 2393 c.c. e sottolineando che tale decisione non è frutto di una scelta discrezionale, ma risponde a precisi obblighi di tutela del patrimonio sussistenti in capo all’Ente socio. Anche questa proposta, al pari di quella del rinnovo dell’intero cda di Aeradria formulata già nel luglio 2011, rimase inascoltata. Nel frattempo Aeradria, dopo aver collezionato ulteriori perdite, è fallita.Ora, a fallimento dichiarato – che forse all’epoca poteva essere evitato o quantomeno contenuto accogliendo la proposta del M5S – l’azione di responsabilità da parte dei soci non è più possibile per legge, spettando al curatore fallimentare. L’art. 2394 bis del codice civile in merito all’azione di responsabilità nelle procedure concorsuali stabilisce che: “In caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria le azioni di responsabilità previste dai precedenti articoli spettano al curatore del fallimento, al commissario liquidatore e al commissario straordinario.” E’ quindi giuridicamente inspiegabile la decisione di emanare oggi un bando – con dispendio di ulteriori risorse dei cittadini – per valutare l’ipotesi di azione di responsabilità contro gli ex vertici di Aeradria”.

Già denunciare altri per fatti di cui probabilmente si verrà dichiarati corresponsabili non pare una mossa vincente, farlo poi  quando  i termini di legge sono scaduti a che serve? Forse, come stavano facendo con le rotonde di Rimini, l’intenzione era quella di “fluidificare l’asse mediano” delle pessime figure di questa Amministrazione.

P.S.

Ha fatto molto scalpore il servizio del TG2 sugli sfratti riminesi. Gloria Lisi, in tutta la sua innocenza e probabilmente nell’emozione per cotante telecamere, confessava candidamente di avere lo Sportello Sociale del Comune assediato da gente con mazzi di bollette in mano … un vanto per Rimini. Capisco che a qualcuno bisogna pur ispirarsi, ma proprio alla Gelmini no eh!?

Davide Cardone

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