Alluvione. [di DadoCardone]

Alluvione. [di DadoCardone]

DSC00495E’ successo di nuovo. Per la terza volta in due anni Gaiofango, ma nomignolo fu più premonitore, è finita sott’acqua. La colpa, c’è da scommetterci, si dirà che è della pioggia. In parte è vero, ma 80 millimetri di pioggia sono caduti anche da altre parti. Ha sofferto Covignano, che in passato ha già pagato tributo con un morto, ha sofferto la zona di Miramare, ha sofferto il centro, ma nessuna delle zone che ha subito il rovescio meteorologico è un quartiere con meno di 6 anni di vita.

La causa? Via Santa Maria in Cerreto quando piove diventa un fiume. Non è successo solo  nell’occasione dei tre allagamenti. La discriminante tra un potenziale allagamento ed uno compiuto è, sì, la durata della pioggia, ma la via in questione si allaga prima che lo scroscio diventi un  “evento eccezionale” (come chiamano questa cosa che si ripete spesso). Se la pioggia poi dura un po’ di più, il fiume che non ci dovrebbe essere fa una bella improvvisata nel quartiere costruito ad un livello inferiore rispetto alla carreggiata. Per arginarlo servirebbero due cose: la consapevolezza del problema e un piano delle emergenze non costruito con un copia e incolla.

Contezza del problema ne ha il Geometra Ersilio Fabbri che ha sempre combattuto contro la cementificazione di quell’area. Sapeva, o forse era l’unico a cui importava, che la sotto c’è una falda così carica che chi ha un pozzo deve tenere un rubinetto aperto, anche d’estate. Abbastanza per far preoccupare chiunque, ma non un amministratore pubblico… che tanto vive solo 5 anni quando va bene. Forse è a causa del medesimo fatalismo che i sacchi di sabbia, serviti per arginare il fiume fantasma, se li sono dovuti acquistare i residenti. Nessun piano aveva pensato che potessero servire in quel punto, a quell’ora, durante il terzo allagamento, in meno di due anni.

DSC00532Il giorno dopo “l’ordinario evento straordinario” chi vi scrive è andato a vedere cosa aveva fatto l’acqua che ieri in alcuni punti, nei parcheggi, arrivava al polpaccio. Particolare impressione ha suscitato un garage condominiale dove sembrava aver trovato alloggio tutta l’acqua incanalata dalla mal studiata pendenza del quartiere. Un metro e sessanta di acqua. Quasi la stessa altezza del cumulo delle cose fradice  ammonticchiate a cariolate appena vuoi dal garage.

Domani la colpa non sarà di nessuno se non della pioggia, che continuerà a cadere fregandosene. Qualcuno proverà anche timidamente ad asserire che la colpa è di chi c’era prima, anche se tutti i permessi e le varianti sono state concesse dal loro stesso partito. Tutte cose insomma che non serviranno a niente, nell’attesa del prossimo inaspettato (?) evento.

P.S.

Se un amministratore decide cose che avranno effetto anche dopo la sua legislatura, l’assunzione di responsabilità dovrebbe essere in grado di fare il medesimo salto temporale, al contrario.

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@DadoCardone

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