Per abbattere la parete grande, ci vuole il martello grande.

Mura Malatestiane. Se non sapete di cosa sto per parlare … meglio. Affronterete l’indovinello proposto senza pregiudizi. Qui sotto vi metto due foto e poi voi, cari lettori, mi dovrete semplicemente dire come fa un uomo con quel martelletto (foto1) a fare un danno come quello che si vede nella seconda immagine (foto2)

Quest’articolo va ovviamente ad inserirsi nel ciclo “massacro delle Mura Malatestiane” e, per questa volta, abbiamo invertito la consuetudine, partendo dalla fine, come in un film di Quentin Tarantino. Perché la cosa interessante non è a cosa siamo arrivati, ma come diavolo abbiamo fatto ad arrivarci. Adesso possiamo tornare all’inizio.

Il massacro delle Mura Malatestiane, per apporvi un’inutile passerella, è stato perpetrato su iniziativa del Comune, con il benestare della Soprintendenza. Oltre alla contrarietà per la passerella in sé, che va a modificare un profilo storico e caccia a pedate nel deretano il Genius Loci appollaiato sul Ponte di Tiberio, molti cittadini hanno cominciato a spaventarsi per l’apparizione dei buchi: finestre 50×50 aperte con martello pneumatico e flessibile ad acqua.

Un po’ di mattoni scuciti e catalogati.

La Soprintendenza e il Comune si sono affrettati a spiegare che quelle sono solo aperture temporanee, perché ciò che resterà sono solo “asole”, attraverso le quali passeranno pali che s’inseriranno sotto il manto stradale. Il buco grosso, verrà riempito con gli stessi mattoni, opportunamente scuciti e catalogati. Dove non sarà possibile ripristinare con il mattone originale, si userà materia simile a quella dell’epoca. “Un intervento leggero”, come l’hanno definito.

Ebbene. Le “vedette”, dal privilegiato punto di vista  delle mura opposte, lato San Giuliano, non hanno mai visto l’ombra di operai specializzati con martelletto e pennello di martora. Saranno stati poco attenti? L’unico di cui abbiamo prova è quel “fotomodello” che, in posa, fa finta di procedere allo scardinamento della targa di marmo che da sempre certifica il restauro del 1751. Come faccio a sapere che finge? Beh… vedendo il risultato finale, che tra parentesi è tutto tranne che una “scucitura”, ci  possono essere dubbi?

Questa è una mia personalissima opinione formatasi con le informazioni che ho. Può darsi che sbagli, può darsi che la soprintendenza abbia conservato un video di come un uomo con il martelletto del piccolo speleologo abbia prodotto una breccia che concorre con quella di Porta Pia. La domanda che però sarebbe utile farsi è come al solito: Cui Prodest? A chi giova questo servizio fotografico.

Come tutti (tutti e tre) quelli che leggono Citizen sanno, sulla base di due esposti è stato aperto un fascicolo in Procura riguardante gli interventi per la passerella. Come già raccontato nel recente articolo “La Paura fa 90”, PD e accoliti, invece di aspettare gli esiti dell’indagine, visto che dovrebbero aver rispettato ogni norma ed ogni prescrizione della legge, si sbracciano come ballerine di ginnastica artistica pur di indirizzare  l’attenzione altrove. Ora che la paura ha fatto pure 91 hanno cominciato ad auto-certificarsi la bontà dell’operato. La foto dello smartellatore in guantini bianchi, che giustamente tiene il martelletto a metà dell’impugnatura per non dare troppo sfogo alla sua immane potenza, si va ad inserire proprio in questa serie di attività mediatiche, ma non finisce qui.  E’, infatti, notizia del 31 agosto che la Soprintendenza sta per produrre un lungo dossier sul Ponte di Tiberio.

La risposta del Comitato in Difesa del Ponte di Tiberio, compilatore di uno dei due esposti, arriva a stretto giro ed è un colpo di Katana, cinico e letale. Lo riportiamo qui integralmente con un’avvertenza: non è adatto ad amministratori di Res Publica senza il conforto del proprio legale:

Apprendiamo dal Resto del Carlino del 31 agosto che, a seguito delle indagini della Procura, “la Soprintendenza ha già pronto un lungo dossier sul Ponte di Tiberio”. Siamo sicuri che il “lungo dossier” non possa contenere niente di altro e di diverso da ciò che abbiamo potuto visionare in data 12 luglio nella sede di Ravenna, a seguito della nostra richiesta di accesso atti. In caso contrario, eventuali difformità saranno segnalate, tramite i nostri legali, agli organismi competenti.

Quanto alla documentazione successiva al 12 luglio che dovesse eventualmente far parte del dossier, con molta probabilità è stata determinata dall’attenzione mediatica e dagli esposti, presentati da noi e da Italia Nostra nella persona del suo presidente nazionale.

Tanto gli dovevano.

P.S.

Ho stampato ed appeso al frigo la foto dell’omino abbarbicato sulle Mura Malatestiane, con il suo martelletto. Ogni mattina mi ricorderà che nel mestiere della Comunicazione c’è spazio per tutti.

 

@DadoCardone

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