Etnia Stupratrice.

Un paio di giorni fa con l’articolo “Sullo Stupro” di Citizen Rimini ho tentato (scemo io) di aprire una discussione sulla situazione del degrado riminese. La speranza era di attirare qualcuno fuor dal comodo scuotimento di testa e indurlo a considerazioni che andassero oltre alla richiesta del linciaggio per le 4 bestie che hanno stuprato la ragazza polacca e la trans, qualche sera fa.

Ribadisco (non avete idea di quanto sia necessario) che chi scrive non è contrario al massimo della pena consentita per un atto così mostruoso che, oltre ad un danno fisico, lascia nella vittima una non rimarginabile “lacerazione della volontà”, per usare le parole di Alberoni. Esiste però un piano di discussione diverso, che si propone di individuare le cause onde evitare di arrendersi semplicemente all’adozione del Codice Hammurabi e la famosa legge del taglione…. Anche se devo ammettere che in uno dei suoi passaggi (non fosse che non valeva per gli schiavi) è meglio della nostra Costituzione.

« I poveri, le vedove e gli orfani sono posti sotto la tutela dello Stato. Le donne sono protette contro i maltrattamenti del marito. In favore dei lavoratori viene alzato il salario e sono stabiliti i giorni di riposo annuali»

(Codice di Hammurabi, trad. Di Nola-Furlani)

Del citato precedente articolo è stato impugnato soprattutto un passaggio. Con mia sorpresa è stato contestato non solo dal solito provincialotto “che i treni arrivavano in orario quando c’era lui”, ma anche da persone che un po’ più di prospettiva su questa vita amara ce l’hanno. Il passaggio incriminato è questo:

“Un altro errore è addossare la responsabilità alla migrazione e concedersi di pensare che lo stupro sia caratteristica di un’etnia, di una cultura o di un colore della pelle.”

Ora… credetemi, ve ne prego, quando vi dico che non ho proprio l’ambizione di far cambiare idea a nessuno, non m’interessa. Ognuno ha la sua testa e i modi di pensare cambiano secondo la maturità del momento. L’unica cosa che mi auguro è che la società continui a mettere in minoranza le tendenze estreme, con tutti gli altri si può discutere. Io, che sono un po’ più severo con me stesso, però, ho bisogno di conferme anche rispetto a quello che so, dunque bando alle certezze e mi rimetto in dubbio con la ricerca: esistono etnie o culture che sono più avvezze allo stupro di altre?

Ancora una volta (mi succede spesso) ho scoperto che quello che pensavo di sapere era sbagliato. In realtà esiste un’etnia più dedita degli altri allo stupro ed è quella dell’Europeo. In particolar modo l’Europa del Nord straccia tutte le classifiche. Avete presente la Svezia? Dai, quel posto dove pagano il 60% di tasse e sono tutti felici di farlo, la terra con le strade più sicure del mondo.. ebbene la Svezia è il secondo paese al mondo per numero di stupri. 53,2 violenze sessuali ogni 100.000 abitanti. Certo al primo posto c’è il piccolo Stato di Lesotho, nell’Africa del Sud, ma sposta veramente poco rispetto alle altre posizioni tutte occupate da stati del Nord Europa.

Belgio, Islanda, Norvegia, Danimarca, Lussemburgo. Uno Studio sulla popolazione Europea (fra-2014-vaw-survey-main-results-apr14_en) rivela come il Nord Europa, nonostante i progressi sociali e nonostante l’emancipazione (in Svezia metà del Parlamento è composto da donne) non è immune alla tentazione maschile di prendere con la forza ciò che non viene concesso volontariamente.

L’Italia, secondo la ricerca, è al 18° posto dietro Francia e Germania. In ogni caso non ce la passiamo bene. Secondo la nota scientifica “La mimosa deturpata. Mappa delle violenze sessuali nelle regioni italiane” realizzata dall’Istituto Demoskopika, l’Italia è teatro di circa 23 mila stupri all’anno (lo so, è impressionante) e le regioni che svettano nelle classifiche in rapporto alla popolazione sono nell’ordine: Trentino, Emilia Romagna e Toscana. Immagino che a questo punto qualcuno proverà a dire che è colpa dell’immigrazione e d’istinto risponderei che, vista la rilevanza che si da ad ogni singolo atto perpetrato da extracomunitari, mi pare improbabile, ma la miglior considerazione si fa citando i dati, per non cadere nell’opinabile.

Secondo i dati rilevabili dal Ministero dell’Interno sono oltre 4000 gli autori di violenze sessuali scovati ogni anno e di questi il 61% sono italiani. Di seguito Romeni (8,6%), Marocchini (6%), Albanesi (1.9%) e Tunisini (1,3%). Come si può notare la somma delle etnie, cui attribuiamo il ruolo di geneticamente predisposti allo stupro, non riesce minimamente a scalfire la rappresentanza autoctona.

Ora che i numeri hanno detto la loro verità, c’è da chiedersi come mai si ha l’impressione che le proporzioni siano totalmente inverse. Che cosa favorisce l’errata cognizione? Qui ci sarebbe da aprire un trattato di Sociologia della Comunicazione tante sono le componenti che concorrono a questo risultato. Tra le tante cito:

Effetto “mio cuggino”. La gente non sempre afferma le sue verità con cognizione di causa. Molte volte fa riferimento a esperienze personali che riporta come fossero quadri generali. Altre volte invece gli va proprio di dire cazzate perché ha bisogno di attenzione. Le notizie “per sentito dire” creano razioni a catena, dove la verità è un’eco lontana.

Effetto informazione… che si morde la coda. E’ il grande dilemma dell’informazione dei giorni nostri. La notizia influenza l’utente, o l’utente influenza la notizia? Il problema è che qualsiasi testata giornalistica per sopravvivere ha bisogno di vendere, per vendere deve accontentare i più bassi istinti del suo pubblico, essendo quelli “alti” irrintracciabili. Ne abbiamo avuto prova proprio in questi giorni. Dopo l’enorme clamore degli stupri di Rimini, tra le migliaia di notizie che si possono inserire in un palinsesto, l’informazione italiana (tutta) è andata a trovare il malato mentale sostenitore dello “stupra pure che poi si calma” e la disperazione della bambina temporaneamente affidata ad una famiglia mussulmana in Inghilterra. Il giorno dopo i fatti di Rimini due ragazzi romani sono stati arrestati a Fiumicino per tentata violenza sessuale, ma questo non l’ho visto in nessun telegiornale.

Effetto impunità. Il Social, soprattutto Facebook, restituiscono un senso d’impunità totale ai suoi frequentatori e se prima chi era affetto dalla patologia del razzismo si vergognava di rappresentarla in pubblico, ora, con le piazze virtuali,  da fiato alle trombe. Non sono poi così tanti, se rapportati alla totalità degli utenti, ma fanno il diavolo a quattro pur di rivendicare la loro normalità. Questo porta molte persone confuse ad associarsi ad appoggiare certi ragionamenti. La politica, dal canto suo, fa lo stesso gioco…  perché ormai vive nel malinteso che Facebook sia lo specchio dell’elettorato.

Effetto mosca bianca. Se una mattina qualcuno, di cui abbiamo tendenzialmente fiducia, ci avvertisse di stare attenti alle macchine gialle, perché ce n’è una che gira con una bomba, ci accorgeremmo di quante macchine gialle girano in realtà per la nostra città. La proporzione rimarrebbe minoritaria rispetto al numero delle auto degli altri colori, ma le vedremmo sbucare da ogni dove. Così è per gli stupri. Anche quest’anno ce ne saranno stati ventimila e, secondo le note scientifiche di Demoskopica, in un caso su quattro la vittima è un minore. Noi abbiamo notato solo quello della spiaggia di Rimini. Perché? Qualcuno di cui abbiamo tendenzialmente fiducia (politica, informazione, suocero) sta dicendo: occhio al nero (macchina gialla) che entro la fine della giornata farà qualcos’altro di male.

La mia è sconclusionata sociologia amatoriale e chiedo venia. Il fatto contingente però è che i dati dimostrano in termini statistici una scarsa incidenza dello stupratore extracomunitario. Con questo non voglio dire che il migrante non sia un problema in termini di sicurezza, ma lo è per come viene gestita la migrazione, non certo per il colore della pelle o per indole atavica, anzi.. dovreste avere molta più paura nel soggiornare a Stoccolma che in Centro di Accoglienza Straordinaria. Il vero problema, come tentavo di evidenziare anche nel precedente articolo, è che i margini estremi della società sono sempre occupati dagli ultimi e gli ultimi, oggi come oggi, sono migranti. Chi volete si metta a delinquere se non chi non ha più nulla da perdere? Diverso sarebbe promuovere l’attenzione che si dovrebbe porre verso questi abitanti invisibili e le zone di confine che frequentano… ma questo è un altro lungo discorso.

P.S.

Se dovessimo svegliarci una mattina e scoprire che tutti sono della stessa razza, credo e colore, troveremmo qualche altra causa di pregiudizio entro mezzogiorno. (George David Aiken)

 

@DadoCardone

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