Casa Don Gallo: il Risorgimento del Welfare? [di Moreno Neri]

Ci tocca ancora spendere due parole su Danilo Rinaldi e Casa Don Gallo. Titola domenica scorsa un quotidiano: «Si gonfia il caso Rinaldi». Sapessi a noi come si gonfiano, più che il caso, le pale. Ci diventano come quelle eoliche.

L'Assessore Danilo Rinaldi di Santarcangelo.

L’Assessore Danilo Rinaldi di Santarcangelo.

Com’è come non è, è successo che il Consigliere Comunale di Fratelli d’Italia Matteo Montevecchi ha presentato un’interrogazione per chiedere spiegazioni sull’inopportuna presenza dell’assessore santarcangiolese a Casa Don Gallo. Non bastava la lettera del cittadino ignoto e la decisa presa di posizione del collega (collega non nostro, ma di Montevecchi) di Forza Italia che ha chiesto le dimissioni di Rinaldi.

Montevecchi, che pur abitando a Rimini fa il consigliere comunale a Santarcangelo, in questi giorni doveva essere in vacanza nel Regno di Conan il Barbaro, sennò avrebbe letto il nostro articolo su Rimini 2.0 che ingenuamente pensavamo avesse chiuso le “casate” sparate per l’occasione. Ma Montevecchi sembra un giovine destinato a darci molte soddisfazioni, perché quando c’è da dire qualche boiata, anche tra gli ultimi e in ritardo, non si tira mai indietro: un giorno su Saviano, l’altro sulla Boldrini, di notte su Vendola e di sera sui gender o sui gay, se c’è la luna crescente sull’Islam, se è il 25 aprile sui partigiani e l’Anpi … insomma, uno che non ci fa mancare la sua opinione disdegnosa su chiunque e su qualsiasi cosa, né ci lascia privi delle sue indicazioni probe su che cosa bisogna pensare pur di mostrare la sua dirittura morale e financo vertebrale che spunta persino nella sua pettinatura, sempre eretta come il cardellino alla Fiera di san Michele.

Il Consigliere di Sant'Arcangleo Matteo Montevecchi.

Il Consigliere di Santarcangleo Matteo Montevecchi.

Ora, ci spiega un altro quotidiano, Montevecchi vuole, sempre vuole e fortissimamente vuole avere spiegazioni sull’inopportuna presenza… non rispettosa delle istituzioni” dell’assessore alla conferenza stampa-incontro pubblico di Casa Don Gallo, “un edificio occupato, da diversi mesi, in modo illegale, dagli attivisti di estrema sinistra di Casa Madiba”, concludendo che si è trattato di un “ambiguo e grave episodio” su cui urgono chiarimenti da parte del sindaco e dell’assessore in consiglio comunale.

Fatemi altrettanto urgentemente capire: questo qua non è di un partito che si chiama “Fratelli d’Italia”? Un partito il cui nome Crosetto, La Russa e la Meloni hanno scippato, qualche anno fa, dal titolo del canto risorgimentale di Goffredo Mameli. Quel Mameli, autore del nostro inno, morto nel 1849 mentre occupava “in modo illegale” non dico un ex stamperia comunale altrimenti inutilizzata, ma addirittura uno Stato, e tutto questo ambaradàn assieme ad altri famosi attivisti, facinorosi e sovversivi del tempo, le cui generalità al Montevecchi, essendo fresco di laurea, non dovrebbero essere ignote. Chissà perché Mameli si è reso protagonista di un così ambiguo e grave episodio… e cosa ci faceva ad occupare illegalmente uno Stato la cui legittima proprietà era di un certo Pio IX? Era così poco rispettoso di istituzioni e stati, forse perché era animato da un ideale? Magari per un’idea non condivisa da tutti, come quella di Casa Don Gallo, ma non per questo meno preziosa come ha dimostrato la storia?

Ecco, Montevecchi, si faccia un’interrogazione e si dia una risposta. E con lei, i due giornalisti che ripetono le sue minchiate, come quando si fa la gara dei rutti, invece di passare il loro tempo a darci notizie. Mettetevi se occorre l’elmo di Scipio e stringetevi a coorte. Così, pensa e ripensa alla risposta, spero per più tempo possibile, non ci scartavetrerete più le pale col vostro minuscolo caso che non si gonfierebbe neanche con una vagonata di cialis. E magari, mentre pensano, il consiglio comunale di Santarcangelo ha più tempo per amministrare, se intanto stanno un po’ fuori dalle pale. Il tutto detto senza antipatia, ma con astio.

Moreno Neri

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